28 marzo 2012 - mercoledì 28th March / Wednesday
Banana Yoshimoto vive in Giappone (è nata nel 1965) e ha vissuto i giorni
terribili dello tsunami e poi del disastro nucleare Fukushima: Ha voluto dare
testimonianza con un racconto pubblicato in una rivista giapponese e quindi
recentemente tradotto e pubblicato anche da 'la Repubblica' (10 marzo 2012)
in prima pagina e poi ripreso a pag. 19 di Mondo.
Ma prima di riportare il bellissimo racconto della scrittrice Banana Yoshimoto,
voglio in sintesi dare gli altri titoli che quel giorno sempre su 'la Repubblica'
comparivano sulla stessa pagina:
Finito l'effetto Fukushima riscossa dell'atomo nelle potenze emergenti
Già pronte 60 nuove centrali nucleari - Altri 163 reattori sono già stati
ordinati secondo i dati della World Nuclear Association.
La maggior parte degli impianti vedrà la luce in Asia, soprattutto
in Cina e in India.
(Lascio a voi lettori le facili conclusioni; comunque ritornerò su questo
argomento in un prossimo post lasciando spazio all'Inchiesta)
Banana Yoshimoto
IL racconto (B. Yoshimoto)
LA FELICITA' UN ANNO DOPO LO TSUNAMI
(I miei libri della felicità un anno dopo Fukushima)
Proverò a spiegare come ha cambiato in me il terremoto di un anno fa
e quali letture mi ha ispirato. E' una sensazione traumatica: ancora
oggi in me il senso del tempo rimane confuso. A volte sono convinta
che sia divenuto realtà qualcosa che ho visto in un sogno, e che sia
successo un anno fa quanto è accaduto l'altro ieri.
Accidenti, ci sono arrivata anch'io? Dopo aver vissuto la morte del mio cane, il disastro
del terremoto, le meticolose precauzioni per evitare le sostanze radioattive, la malattia e
la morte di persone intime, ho cominciato a non capire più "quale morte" di "quale
persona" sia importante o no, e per "chi". Questa affermazione non vuole assoluta-
mente trascurare le persone che sono morte nello tsunami o a causa della centrale
nucleare di Fukushima. La verità è che non riesco ancora a capire cosa è successo.
Però, in una cosa, mi sento fortunata: sono potuta ritornare a un principio fonda-
mentale: a pensare alle cose basandomi su un valore di riferimento. Il punto di
riferimento è "prendersi cura delle persone".
Adesso poi io posso essere soddisfatta anche solo dell'irragionevole felicità per ciò
che è successo ieri. Che giornata piacevole è stata... ieri. Tutti i giorni penso questo.
Mi capita di pensare così anche di una giornata orribile. "Adesso, proprio questo
momento, è bello": certo, se riuscissi a raggiungere sempre un simile livello forse
potrei diventare una contemplativa dotata di poteri miracolosi. purtroppo però resta
da colmare un grande divario. Nonostante ciò, anche nel caos dell'incrocio di
Shibuya e nei grandi magazzini super-affollati,che prima odiavo, a volte provo una
calda e immotivata felicità.
A volte penso addirittura che quella "io" sia morta un anno fa. E se mi trovo nella
meravigliosa natura, sono ancora più felice, da impazzire, e rimango incantata.
Teruko Takano, a questo proposito diceva: "Dovremmo porre in basso l'ostacolo
alla felicità, perchè così le cose felici aumentano". Può darsi che il mio ostacolo
alla felicità si sia abbassato. Probabilmente questo fenomeno capita a chi, dopo
un trauma, ha le labbra della ferita più sensibili. Così a me sembra che la vita si
sia trasformata in qualcosa di adorabile: un simile mutamento, ora che sono già
diventata adulta, penso che sia una cosa straordinaria. <nella situazione attuale
non si sa fino a quando si potrà vivere qui e qualsiasi cosa potrebbe succedere in
qualsiasi momento. - Ormai non si sa nemmeno se gli esseri umani possano
sopravvivere, quindi se ci sarà un. Perciò se domani arriva, abbiamo avuto un
pizzico di fortuna. Adesso tutte le giornate sono felici e importanti. Il sole, la
pioggia, tutto ci indica che questo mondo è interessante e prezioso.
Anche prima dell'11 marzo 2011 sono stata sempre un'amante dei fumetti, ma
recentemente mi sono resa conto anche della loro grandezza. Una serie di opere
che Moto Haghio ha disegnato prima e dopo il disastro del terremoto, è piena
di forza, impareggiabile dalla stessa letteratura. Non posso più non pensare
quanto potenti possano essere le immagini. E poi c'è il 'Saru' di Daisuke
Igarashi: l'ho letto proprio nella notte più difficile, mentre non si sapeva che
cosa poteva succedere alla centrale nucleare. Ma anche qui, la straordinarietà
delle immagini salvava la bellezza della storia e le lacrime mi scorrevano sul
viso. "I giorni banali e incerti della quotidianità stanno salvando il mondo e
lo stanno ricreando": questo è un tema molto grande, che mi ha sempre
inseguito, ma Igarashi raccontava proprio questo e mi ha fatto venire la vo-
glia di fare sempre di più.
Dopo di che, nel momento peggiore della depressione e quando ogni
prospettiva appariva buia, ho letto tutti i volumi della collana "Le bizzarre
avventure di Giogio", di Hirohiko Araki. Abbiamo tanti punti in comune:
l'età simile, l'essere maniaci dell'orrore e di ciò che vogliamo fare. Lui però
ha un calibro troppo diverso dal mio. Ma nella Parte 4, Araki ha tentato di
fare ciò che io ho fatto nel romanzo "A proposito di lei": la storia si svolgeva
in una normale città giapponese, quindi all'improvviso ho sentito l'autore
molto vicino e alla fine ho letto tutto d'un fiato fino alla parte 7.
Per quanto riguarda le Parti 7 e 8 , considerandole nel loro complesso,
ritengo che si sia raggiunto il livello estremo che i giapponesi possono
esprimere in fatto di arte. E' cioè emerso più volte il seguente tema:
"Gli esseri umani dovrebbero avere la possibilità di poter escogitare
qualcosa di originale, diventando all'improvviso un vuoto paranormale,
proprio fino all'ultimissimo istante".
Sono diventata una maniaca di Gigio, perchè mi sono commossa alla
coerenza dell'idea che la forza motrice di questo tema non è altro che
l'amore. Credo di aver imparato da quest'opera grandiosa, una cosa
necessaria per vivere la mia vita. Non smetterò di ricordare le parole
che ho usato anche nel preambolo di un nuovo romanzo: "In ogni
tua idea c'è speranza, non oscurità, e anche se esiste solo una strada,
se hai un'idea, anche vaga, quella strada è senza dubbio la strada
giusta" (da "Stone Ocean", Parte 6 di 'Le bizzarre avventure di Gigio').
(per gentile concessione della rivista 'Shinchosha' - traduzione di
Naoaki Kuroda)
Per approfondimenti sulla scrittrice giapponese Banana Yoshimoto
e sulla Sua numerosa produzione letteraria vedere anche:
DIARIO - BOTTLEINTHEAIR
L u c i a n o n e
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
martedì 27 marzo 2012
Il racconto - Della scrittrice Banana Yoshimoto
lunedì 26 marzo 2012
Salute - medicina / Il ministero boccia gli integratori 'naturali'
26 marzo 2012 - lunedì 26th March / Monday visioni questo post: 19
Il caso Sorbitolo
Ministro della Salute: "Allarme circoscrito" - Ma il ministero
boccia gli integratori 'naturali': "Non curano nulla e possono
far male".
Una nota ufficiale dai toni molto decisi per sottolineare i rischi dell'assunzione di certe sostanze soprattutto per bambini, gestanti e mamme in allattamento: "Vanno di moda, ma 'naturale' non è sinonimo di sicuro".
Intanto eBay blocca le vendite nel mondo
Il sito ha dato lo stop dopo la morte di una donna a Barletta durante un'analisi con la sostanza acquistata sul web.
"Vendite interdette fino a ulteriori chiarimenti". Contattati tutti gli acquirenti. In giornata l'autopsia della 29enne.
Interviene il Codacons:"Oscurare i siti di farmaci illegali"
Intanto sulla vicenda interviene anche il Codacons: la tragedia di Barletta, per l'associazione dei consumatori, "dimostra che sui medicinali acquistati illegalmente su Internet occorre un giro di vite". Per questo l'associazione chiede "di oscurare i siti che consentono queste vendite illegali con la stessa procedura seguita per i siti pedopornografici". "Non basta, infatti, procedere a sequestri una tantum delle sostanze contraffatte", insiste il Codacons in una nota.
Lucianone
Il caso Sorbitolo
Ministro della Salute: "Allarme circoscrito" - Ma il ministero
boccia gli integratori 'naturali': "Non curano nulla e possono
far male".
Una nota ufficiale dai toni molto decisi per sottolineare i rischi dell'assunzione di certe sostanze soprattutto per bambini, gestanti e mamme in allattamento: "Vanno di moda, ma 'naturale' non è sinonimo di sicuro".
Intanto eBay blocca le vendite nel mondo
Il sito ha dato lo stop dopo la morte di una donna a Barletta durante un'analisi con la sostanza acquistata sul web.
"Vendite interdette fino a ulteriori chiarimenti". Contattati tutti gli acquirenti. In giornata l'autopsia della 29enne.
La decisione di eBay: "eBay - si legge in una nota ufficiale dell'azienda - è profondamente addolorata da quanto accaduto a Barletta sabato 24 marzo. Ci sentiamo vicini alla famiglia della vittima. Le indagini sono in corso e quindi non possiamo commentare. L'azienda sta cooperando con le autorità locali e internazionali ed è impegnata a fornire tutto il supporto necessario affinché sia fatta chiarezza sulla vicenda. Il sorbitolo è un sostituto dello zucchero molto diffuso e una sostanza che può essere legalmente venduta, sia attraverso canali di vendita tradizionali che online. Detto questo, come precauzione, eBay ha
immediatamente cancellato tutte le vendite di sorbitolo, che resteranno interdette fino a ulteriori chiarimenti". Oltre ad aver bloccato la vendita, eBay ha anche contattato via mail tutti gli acquirenti di sorbitolo degli ultimi mesi, per avvisarli dei rischi. In ogni caso, fanno notare da eBay, si parla negli ultimi mesi di quantità molto limitate di prodotto messe in vendita: basti pensare che gli annunci di vendita di sorbitolo bloccati oggi sono appena 30 in tutto il mondo. Interviene il Codacons:"Oscurare i siti di farmaci illegali"
Intanto sulla vicenda interviene anche il Codacons: la tragedia di Barletta, per l'associazione dei consumatori, "dimostra che sui medicinali acquistati illegalmente su Internet occorre un giro di vite". Per questo l'associazione chiede "di oscurare i siti che consentono queste vendite illegali con la stessa procedura seguita per i siti pedopornografici". "Non basta, infatti, procedere a sequestri una tantum delle sostanze contraffatte", insiste il Codacons in una nota.
Lucianone
domenica 25 marzo 2012
Ultime notizie / last news
25 marzo 2012 - domenica 25th March / Sunday visioni del post - 5
Sorbitolo, caccia al farmaco killer
Maxi sequestro a Mantova e Rovigo
Il Ministero: "Chi l'ha preso online chiami i Nas"
Donna avvelenata a Barletta: tre indagati
La polizia cerca campioni in tutta Italia. Mille tonnellate sotto sequestro in due ditte. In Puglia provvedimenti accusa di omicidio colposo per la morte della 28enne durante una analisi. Il medicinale comprato dallo studio medico su eBay potrebbe essere finito anche in altri laboratori.
D'Alema: la riforma cambierà in Parlamento
Camusso: sciopero a fine maggio
Casini avverte Alfano e Bersani: "Continuate così
e sarà crisi"
Bindi: "Così riforma non passa". D'Alema: "La cambieremo". Lega e Idv all'attacco. Il segretario Cgil: "Governo indebolito, premeremo sulle Camere". Bonanni: "Gli estremismi non aiutano"
Morto a Lisbona Antonio Tabucchi,
scrittore innamorato del Portogallo
L'autore di "Sostiene Pereira" si è spento dopo una breve malattia a 68 anni. Tradotto in 40 Paesi, grande conoscitore di Pessoa. Collaborava con Repubblica. Lutto di Napolitano. Messaggio di Saviano su Facebook.
India: liberato uno dei rapiti italiani e
consegnato ad una tv
Le prime parole: "Giorni duri, spero lascino Paolo"
I ribelli maoisti hanno rilasciato il ricercatore medico, che poi ha parlato in diretta. La notizia data dalla televisione indiana Ndtv, la stessa che sabato sera aveva annunciato il rilascio di entrambi gli ostaggi.
Volley: Bovolenta muore durante
il match - Aveva già avuto problemi
di cuore
Il centrale 37enne si è accasciato a Macerata, nel corso della partita di B2 tra la sua Forlì e la Lube. Aveva esordito con la nazionale di Velasco nel 1995. A metà anni Novanta fermato per quattro mesi. Il responsabile medico del Coni: "Le nostre procedure sono le migliori a livello mondiale ma non sempre vengono applicate"
Calcio - La Juventus decolla: Inter travolta 2 - 0
La squadra di Conte vince 2-0 con le reti di Caceres e Del Piero e si riporta a -4 dal Milan.
Strepitose parate di Buffon, ma ci pensa Alex a chiudere la partita.
Conte: "Stiamo tenendo vivo il campionato"
Lucianone
Sorbitolo, caccia al farmaco killer
Maxi sequestro a Mantova e Rovigo
Il Ministero: "Chi l'ha preso online chiami i Nas"
Donna avvelenata a Barletta: tre indagati
La polizia cerca campioni in tutta Italia. Mille tonnellate sotto sequestro in due ditte. In Puglia provvedimenti accusa di omicidio colposo per la morte della 28enne durante una analisi. Il medicinale comprato dallo studio medico su eBay potrebbe essere finito anche in altri laboratori.
D'Alema: la riforma cambierà in Parlamento
Camusso: sciopero a fine maggio
Casini avverte Alfano e Bersani: "Continuate così
e sarà crisi"
Bindi: "Così riforma non passa". D'Alema: "La cambieremo". Lega e Idv all'attacco. Il segretario Cgil: "Governo indebolito, premeremo sulle Camere". Bonanni: "Gli estremismi non aiutano"
Morto a Lisbona Antonio Tabucchi,
scrittore innamorato del Portogallo
L'autore di "Sostiene Pereira" si è spento dopo una breve malattia a 68 anni. Tradotto in 40 Paesi, grande conoscitore di Pessoa. Collaborava con Repubblica. Lutto di Napolitano. Messaggio di Saviano su Facebook.
India: liberato uno dei rapiti italiani e
consegnato ad una tv
Le prime parole: "Giorni duri, spero lascino Paolo"
I ribelli maoisti hanno rilasciato il ricercatore medico, che poi ha parlato in diretta. La notizia data dalla televisione indiana Ndtv, la stessa che sabato sera aveva annunciato il rilascio di entrambi gli ostaggi.
Volley: Bovolenta muore durante
il match - Aveva già avuto problemi
di cuore
Il centrale 37enne si è accasciato a Macerata, nel corso della partita di B2 tra la sua Forlì e la Lube. Aveva esordito con la nazionale di Velasco nel 1995. A metà anni Novanta fermato per quattro mesi. Il responsabile medico del Coni: "Le nostre procedure sono le migliori a livello mondiale ma non sempre vengono applicate"
Calcio - La Juventus decolla: Inter travolta 2 - 0
La squadra di Conte vince 2-0 con le reti di Caceres e Del Piero e si riporta a -4 dal Milan.
Strepitose parate di Buffon, ma ci pensa Alex a chiudere la partita.
Conte: "Stiamo tenendo vivo il campionato"
Lucianone
sabato 24 marzo 2012
Sport - calcio / Serie B 32^ giornata
24 marzo 2012 - sabato 24th March / Saturday visioni del post - 5
Il Torino gioca a tennis e va ancora in fuga
Cadono Pescara e a sorpresa Verona
Risultati delle partite di serie B (Vicenza - Padova /lunedì)
Sassuolo - Empoli 1 - 0
Bari - Juve Stabia 0 - 0
Cittadella - Sampdoria 1 - 2
Livorno - Modena 2 - 2
Torino - Gubbio 6 - 0
Ascoli - Pescara 3 - 0
Brescia _ Grosseto 3 - 1
Crotone - Albinoleffe 5 - 2
Nocerina - Verona 3 - 1
Varese - Reggina 2 - 0
Classifica
TORINO 66 // Pescara, Sassuolo 62 // Verona 60 // Varese 52 //
Padova 50 // Brescia 49 // Sampdoria 48 // Reggina 46 // Bari 42 //
Grosseto 41 // Juve Stabia 40 // Cittadella 38 // Modena 37 //
Livorno 35 // Crotone 34 // Empoli 31 // Vicenza, Ascoli 29 //
Gubbio 27 // Nocerina, Albinoleffe 25
Cronache e commenti / foto (da La Gazzetta dello Sport.it) con 2 video
TORINO-GUBBIO 6-0 — La regola granata non si smentisce nemmeno stavolta: quando segna Bianchi il Toro vince. Il capitano si sblocca in casa dopo un girone intero (l’ultimo gol al Comunale l’aveva realizzato il 15 ottobre contro la Juve Stabia), fa il bis nella ripresa e il Gubbio va pesantemente al tappeto: finisce 6-0, con doppietta anche di Antenucci e reti di Surraco e Pasquato. Il primo gol di Bianchi arriva al 40’ del primo tempo, al termine di una azione confusa ma lottata del centravanti che è il più lesto a toccare in rete dopo la respinta del palo. Fra i granata rientra sei mesi dopo l’infortunio al ginocchio Stefano Guberti: gioca – e molto bene – dall’inizio per 55 minuti, e si candida a diventare l’uomo in più in vista del finale di stagione. In avvio di ripresa, passano 50 secondi ed è proprio Guberti ad inventare l’assist giusto: in mezzo all’area c’è Antenucci che ringrazia e spedisce alle spalle dell’incolpevole Donnarumma. Da quel momento il Gubbio si scioglie e il Toro entra come una lama nel burro, segna anche Surraco, fino all’apice di Pasquato che nell’arco di un minuto debutta e zittisce con il gol i contestatori della curva Maratona che non gli perdonano il passato bianconero. Ma quel che più conta si legge in classifica, visto che i tre punti servono al Toro per creare il solco: +4 da Pescara e Sassuolo, la serie A è più vicina. (Fabrizio Turco)
Nocerina - Verona 3 - 1 Un Verona sottotono si fa sorprendere da una grintosa Nocerina che disputa, forse, la migliore prestazione stagionale e conquista una vittoria fondamentale nella corsa per la salvezza. Il match preceduto alla vigilia da non poche polemiche, per la rivalità tra le due tifoserie, si è rivelato corretto, anche sugli spalti. Gran bel primo tempo giocato a ritmi veloci, nonostante il primo caldo le squadre si sono date battaglia sin dall’inizio. Avvio bruciante della Nocerina che sorprende il Verona per ben due volte: al 4’ Figliomeni impatta di piede su corner di Negro e batte Rafael, al 15’ su millimetrico lancio di Bruno, Negro s’invola e sigla il 2-0. Il Verona è una grande squadra, barcolla ma non cade, piano piano riconquista metri e al 34’ con Gomez riduce le distanze. I rossoneri sembrano accusare il colpo ma tengono fino alla fine. La ripresa vede gli scaligeri proiettati in avanti alla ricerca del pareggio, i padroni di casa tengono bene, chiudendo ogni varco ed anzi trovano, al 18’, addirittura la terza rete. Un incursione di Catania viene fermata fallosamente da Ceccarelli con una gomitata, l’arbitro senza indugiare assegna il penalty che Merino trasforma. Il Verona prova a reagire, Mandorlini prova a cambiare le carte in tavola inserendo prima Berrettoni e poi Bjelanovic ma gli attacchi sono confusionari e la difesa molossa ha buon gioco. Finisce con la Nocerina in trionfo e con tre punti preziosi in classifica, per il Verona, invece, ci sarà molto da lavorare se vuole aspirare alla promozione. (Roberto Errante)
ASCOLI - PESCARA 3 - 0— Crolla il Pescara ad Ascol sotto i colpi di Papa Waigo, autore di una doppietta. La squadra di Zeman protesta per il primo gol del bianconero viziato da una posizione irregolare, ma nel complesso è stata protagonista di una brutta prestazione che non può trovare nell’eventuale errore arbitrale un valido alibi alla sconfitta per 3-0. I tre punti sono una enorme boccata d’ossigeno per l’Ascoli che, nonostante i 7 punti di penalizzazione, è sempre più in corsa per la salvezza. Non c’è Immobile nel Pescara, privo anche dello squalificato Verratti. Nell’Ascoli assenti gli squalificati Pederzoli, Ciofani e l’infortunato Vitiello. Primo tempo scoppiettante soprattutto per merito dell’Ascoli che chiude la frazione in vantaggio per 2-0 fra le proteste dei pescaresi che si lamentano soprattutto per l’azione del vantaggio bianconero. E’ il 22’ quando Sbaffo lancia in verticale Soncin che scatta sulla linea dei difensori pescaresi, si invola verso Anania, allarga per Papa Waigo che insacca. Le vibrate proteste biancazzurre portano all’espulsione dalla panchina di Gessa. Reagisce il Pescara che riesce però a costruire solo una mischia in area ascolana al 25’ con Andekovic che anticipa Balzano. Al 28’ Guarna para in due tempi un tiro di Insigne limitato dal costante raddoppio di marcatura previsto per lui da mister Silva. Il raddoppio ascolano giunge al 31’. Scatta in posizione regolare Sbaffo che va solo verso la porta avversaria, scarta a destra Anania e centra il palo; la palla sbatte però sull’accorrente difensore pescarese Zanon e finisce in rete. Il Pescara è stordito ed è anzi l’Ascoli a mancare il terzo gol con Soncin al 37’. Alla ripresa Zeman mette dentro Bocchetti per Balzano. L’Ascoli mantiene inizialmente il pallino del gioco, ma il Pescara prova a crescere. Al 10’ Nielsen chiama alla parata di pugno Guarna. Altro cambio per gli ospiti con Kone al 14’ in campo per Togni. Ci prova al 21’ Nielsen con un destro dal limute, Guarna ancora pronto. Il danese ci riprova al 35’ con un tiro che coglie il palo esterno e termina sul fondo. Gli abruzzesi non pungono. Lo fa invece ancora l’Ascoli con Papa Waigo che al 41’ si presente di nuovo davanti a Anania e lo batte per il 3-0 finale. A fine gara Zeman in silenzio stampa per protesta: non parlerà "finchè non verranno rispettate regole in campo". (Peppe Ercoli)
Sbaffo (Ascoli) esulta dopo il 2 - 0
VARESE-REGGINA 2-0— Il Varese batte la Reggina e torna al successo in casa, che mancava dal 2 marzo. Il 2-0 firmato da Gianvito Plasmati, alla prima uscita da titolare, permette ai biancorossi di volare al quinto posto, in attesa del posticipo di lunedì sera quando il Padova, staccato di due punti ma con una partita in meno, tenterà di riprenderselo sul campo del Vicenza. La festa per i 102 anni del club lombardo, compiuti giovedì scorso, è così servita mentre la Reggina deve arrendersi alla legge del Franco Ossola dove i calabresi sono riusciti a cogliere un solo pareggio nei sei precedenti andati in scena. Il destino della gara si è deciso in avvio, quando è salito in cattedra Plasmati. L’attaccante ha fatto valere la propria prestanza fisica con la difesa ospite battuta, in fotocopia, due volte nell’arco di dieci minuti. Al 7’ Kurtic ha pennellato da destra il perfetto assist per la testa di Plasmati, preciso nel battere Zandrini, e al 17’ l’inzuccata vincente della punta, che ha rubato il tempo ad Angella, è scaturita in seguito a un lancio di Cacciatore. La squadra di Gregucci ha tentato di reagire subito, cogliendo la traversa con un gran tiro di Emerson su punizione e con il successivo colpo i testa di Armellino, fermato dall’attento Bressan (19’). Ma gli uomini di Maran, che ha perso al 25’ del primo tempo Kurtic, per il riacutizzarsi della pubalgia, non hanno corso altri rischi. Anzi, al 41’ della ripresa è stato annullato un gol a Granoche, in fuorigioco dopo una pericolosa conclusione di Nadarevic. Prima della partita c’è stata qualche schermaglia fra le tifoserie: un sostenitore della Reggina è stato ferito alla testa e due supporter varesini sono stati fermati. (Filippo Brusa)
Plasmati (Varese) segna due volte di testa / eccone una
Commento (di Lucianone)
Tre squadre della zona calda (pericolo rosso da retrocessione)
si sono confrontate con tre cosiddette "grandi", quindi da pro-
mozione o diretta o playoff, e mentre due hanno dimostrato che
possono benissimo giocarsela alla pari, soprattutto quando sono
sostenute dal calore del proprio pubblico, l'altra (Gubbio) rivela
ancora problemi seri di inferiorità (solo complessi di...?) allorchè
deve affrontare qualche "Titanic" (Torino che inizia pure per T,
è un caso? No, perchè anche i Titanic prima o poi sbattono contro...
come capita al Toro) fuori dal proprio recinto.
<Invece Ascoli e Nocerina rivelano gran carattere e orgoglio nel
sistemare e addomesticare con tre "papine" due corazzate come
Pescara e Verona che quando devono avvicinarsi a porti sconosciu-
ti fanno fatica a mantenere la rotta e inoltre imbarcano una bella
quantità d'acqua (difesa dove sei? Appunto in trasferta...) e così sa-
rà meglio attraccare e riposarsi quel tanto che basta.
Brava la squadra lombarda-Varese a far capire a una del Sud chi
è la più in gamba a casa propria e proseguire con l'andatura che
già aveva mostrato in Lega Pro. Complimenti, per ora!
Lucianone
Il Torino gioca a tennis e va ancora in fuga
Cadono Pescara e a sorpresa Verona
Serie B, 32ªa giornata: i granata schiantano 6-0 il Gubbio e allungano sugli abruzzesi, sconfitti ad Ascoli e in silenzio stampa contro le decisioni arbitrali. Male i gialloblù a Nocera Inferiore: in zona playoff importanti successi per Varese, Brescia e Sampdoria
Nella 32/a giornata del campionato di Serie B il Torino allunga in classifica. Schianta 6-0 il Gubbio (doppiette di Bianchi e Antenucci), mentre sia il Verona che il Pescara cadono, rispettivamente a Nocera e ad Ascoli. Il vantaggio dei granata sugli abruzzesi e sul Sassuolo è ora di 4 punti. Importanti vittorie per Varese, Brescia e Sampdoria.
Risultati delle partite di serie B (Vicenza - Padova /lunedì)
Sassuolo - Empoli 1 - 0
Bari - Juve Stabia 0 - 0
Cittadella - Sampdoria 1 - 2
Livorno - Modena 2 - 2
Torino - Gubbio 6 - 0
Ascoli - Pescara 3 - 0
Brescia _ Grosseto 3 - 1
Crotone - Albinoleffe 5 - 2
Nocerina - Verona 3 - 1
Varese - Reggina 2 - 0
Classifica
TORINO 66 // Pescara, Sassuolo 62 // Verona 60 // Varese 52 //
Padova 50 // Brescia 49 // Sampdoria 48 // Reggina 46 // Bari 42 //
Grosseto 41 // Juve Stabia 40 // Cittadella 38 // Modena 37 //
Livorno 35 // Crotone 34 // Empoli 31 // Vicenza, Ascoli 29 //
Gubbio 27 // Nocerina, Albinoleffe 25
Cronache e commenti / foto (da La Gazzetta dello Sport.it) con 2 video
TORINO-GUBBIO 6-0 — La regola granata non si smentisce nemmeno stavolta: quando segna Bianchi il Toro vince. Il capitano si sblocca in casa dopo un girone intero (l’ultimo gol al Comunale l’aveva realizzato il 15 ottobre contro la Juve Stabia), fa il bis nella ripresa e il Gubbio va pesantemente al tappeto: finisce 6-0, con doppietta anche di Antenucci e reti di Surraco e Pasquato. Il primo gol di Bianchi arriva al 40’ del primo tempo, al termine di una azione confusa ma lottata del centravanti che è il più lesto a toccare in rete dopo la respinta del palo. Fra i granata rientra sei mesi dopo l’infortunio al ginocchio Stefano Guberti: gioca – e molto bene – dall’inizio per 55 minuti, e si candida a diventare l’uomo in più in vista del finale di stagione. In avvio di ripresa, passano 50 secondi ed è proprio Guberti ad inventare l’assist giusto: in mezzo all’area c’è Antenucci che ringrazia e spedisce alle spalle dell’incolpevole Donnarumma. Da quel momento il Gubbio si scioglie e il Toro entra come una lama nel burro, segna anche Surraco, fino all’apice di Pasquato che nell’arco di un minuto debutta e zittisce con il gol i contestatori della curva Maratona che non gli perdonano il passato bianconero. Ma quel che più conta si legge in classifica, visto che i tre punti servono al Toro per creare il solco: +4 da Pescara e Sassuolo, la serie A è più vicina. (Fabrizio Turco)
Nocerina - Verona 3 - 1 Un Verona sottotono si fa sorprendere da una grintosa Nocerina che disputa, forse, la migliore prestazione stagionale e conquista una vittoria fondamentale nella corsa per la salvezza. Il match preceduto alla vigilia da non poche polemiche, per la rivalità tra le due tifoserie, si è rivelato corretto, anche sugli spalti. Gran bel primo tempo giocato a ritmi veloci, nonostante il primo caldo le squadre si sono date battaglia sin dall’inizio. Avvio bruciante della Nocerina che sorprende il Verona per ben due volte: al 4’ Figliomeni impatta di piede su corner di Negro e batte Rafael, al 15’ su millimetrico lancio di Bruno, Negro s’invola e sigla il 2-0. Il Verona è una grande squadra, barcolla ma non cade, piano piano riconquista metri e al 34’ con Gomez riduce le distanze. I rossoneri sembrano accusare il colpo ma tengono fino alla fine. La ripresa vede gli scaligeri proiettati in avanti alla ricerca del pareggio, i padroni di casa tengono bene, chiudendo ogni varco ed anzi trovano, al 18’, addirittura la terza rete. Un incursione di Catania viene fermata fallosamente da Ceccarelli con una gomitata, l’arbitro senza indugiare assegna il penalty che Merino trasforma. Il Verona prova a reagire, Mandorlini prova a cambiare le carte in tavola inserendo prima Berrettoni e poi Bjelanovic ma gli attacchi sono confusionari e la difesa molossa ha buon gioco. Finisce con la Nocerina in trionfo e con tre punti preziosi in classifica, per il Verona, invece, ci sarà molto da lavorare se vuole aspirare alla promozione. (Roberto Errante)
Sbaffo (Ascoli) esulta dopo il 2 - 0
VARESE-REGGINA 2-0— Il Varese batte la Reggina e torna al successo in casa, che mancava dal 2 marzo. Il 2-0 firmato da Gianvito Plasmati, alla prima uscita da titolare, permette ai biancorossi di volare al quinto posto, in attesa del posticipo di lunedì sera quando il Padova, staccato di due punti ma con una partita in meno, tenterà di riprenderselo sul campo del Vicenza. La festa per i 102 anni del club lombardo, compiuti giovedì scorso, è così servita mentre la Reggina deve arrendersi alla legge del Franco Ossola dove i calabresi sono riusciti a cogliere un solo pareggio nei sei precedenti andati in scena. Il destino della gara si è deciso in avvio, quando è salito in cattedra Plasmati. L’attaccante ha fatto valere la propria prestanza fisica con la difesa ospite battuta, in fotocopia, due volte nell’arco di dieci minuti. Al 7’ Kurtic ha pennellato da destra il perfetto assist per la testa di Plasmati, preciso nel battere Zandrini, e al 17’ l’inzuccata vincente della punta, che ha rubato il tempo ad Angella, è scaturita in seguito a un lancio di Cacciatore. La squadra di Gregucci ha tentato di reagire subito, cogliendo la traversa con un gran tiro di Emerson su punizione e con il successivo colpo i testa di Armellino, fermato dall’attento Bressan (19’). Ma gli uomini di Maran, che ha perso al 25’ del primo tempo Kurtic, per il riacutizzarsi della pubalgia, non hanno corso altri rischi. Anzi, al 41’ della ripresa è stato annullato un gol a Granoche, in fuorigioco dopo una pericolosa conclusione di Nadarevic. Prima della partita c’è stata qualche schermaglia fra le tifoserie: un sostenitore della Reggina è stato ferito alla testa e due supporter varesini sono stati fermati. (Filippo Brusa)
Commento (di Lucianone)
Tre squadre della zona calda (pericolo rosso da retrocessione)
si sono confrontate con tre cosiddette "grandi", quindi da pro-
mozione o diretta o playoff, e mentre due hanno dimostrato che
possono benissimo giocarsela alla pari, soprattutto quando sono
sostenute dal calore del proprio pubblico, l'altra (Gubbio) rivela
ancora problemi seri di inferiorità (solo complessi di...?) allorchè
deve affrontare qualche "Titanic" (Torino che inizia pure per T,
è un caso? No, perchè anche i Titanic prima o poi sbattono contro...
come capita al Toro) fuori dal proprio recinto.
<Invece Ascoli e Nocerina rivelano gran carattere e orgoglio nel
sistemare e addomesticare con tre "papine" due corazzate come
Pescara e Verona che quando devono avvicinarsi a porti sconosciu-
ti fanno fatica a mantenere la rotta e inoltre imbarcano una bella
quantità d'acqua (difesa dove sei? Appunto in trasferta...) e così sa-
rà meglio attraccare e riposarsi quel tanto che basta.
Brava la squadra lombarda-Varese a far capire a una del Sud chi
è la più in gamba a casa propria e proseguire con l'andatura che
già aveva mostrato in Lega Pro. Complimenti, per ora!
Lucianone
venerdì 23 marzo 2012
Società e politica - Art.18. scioperi e proteste / Il caso Melfi
24 marzo 2012 - sabato 24th March / Saturday visioni del post: 36
Art. 18. scioperi e proteste
da Nord a Sud sindacati uniti
Dalla Fincantieri alle fabbriche metalmeccaniche, da Palermo a Monfalcone, la base sindacale in rivolta contro la norma che favorisce la mobilità in uscita dal lavoro. Dieci anni fa a Roma (nella foto) l'imponente manifestazione della Cgil
Operai Fincantieri che si astengono dalle attività a Palermo, Castellammare di Stabia, Monfalcone, insieme a quelli di altre aziende in Toscana e Liguria, per manifestare contrarietà soprattutto all'impossibilità del reintegro nel licenziamento economico. Nel 2002 provarono a infrangere il tabù Berlusconi e Maroni. Alle manifestazioni di questi giorni aderiscono a livello territoriale anche altre sigle sindacali
Bloccate per due ore le attività dei cantieri navali da parte dei lavoratori Fincantieri di Castellammare di Stabia (Napoli). Anche qui la protesta vede unite tutte le organizzazioni sindacali di categoria, Fiom, Fim, Uilm, Ugl e Cisal, presenti nello stabilimento. "E' una decisione che nasce - spiega Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania - dopo le chiusure manifestate dal governo di fronte a chi aveva apprezzato i provvedimenti sugli ammortizzatori sociali. Sull'articolo 18, invece, non è stata accolta nessuna modifica. Già vi era un forte disagio tra i lavoratori. Se il Parlamento non dovesse accogliere le modifiche sui licenziamenti economici, rischia di aprirsi un problema di tenuta sociale tra i lavoratori". La protesta di oggi fa seguito a quella di ieri alla Indesit di Teverola, nel Casertano.
Chiavari (Genova), sciopero alla Lames.
Dopo la Fincantieri di Riva Trigoso, oggi a scioperare è la Lames, la seconda più importante azienda del Golfo del Tigullio. La protesta in atto alla Lames è organizzata dalle rappresentanze sindacali di Fiom Cgil e Fim Cisl, assente, invece, Uilm. Quattro ore di astensione, in ogni turno, per protestare contro le modifiche all'articolo 18. Gli esponenti delle sigle sindacali parlano di "massiccia adesione" allo sciopero, come accaduto ieri, quando mille lavoratori della Fincantieri di Riva hanno incrociato le braccia.
Viabilità bloccata nel pisano dagli operai Asso Werke.
Gli operai della Asso Werke, azienda metalmeccanica di Fornacette, hanno scioperato per quattro ore stamani, dalle 6 alle 10, bloccando la viabilità lungo la statale Tosco Romagnola a Calcinaia (Pisa), contro la riforma del mercato del lavoro. Sciopero indetto dalle Rsu in modo unitario. Il corteo, durato un'ora, si è snodato lungo la statale Tosco Romagnola con forti ripercussioni per il traffico: la zona interessata è un punto cruciale per la circolazione ed è avvenuto in un'orario di punta. C'è stato anche un momento di tensione tra alcuni operai e un passante, poi fatto allontanare dalle forze dell'ordine che presidiavano il corteo. I lavoratori, terminata la manifestazione, sono tornati in fabbrica.
Torino, sciopero di quattro ore alla Graziano.
In difesa dell'articolo 18, i dipendenti della Graziano di Torino hanno scioperato per quattro ore, uscendo dallo stabilimento e percorrendo in corteo corso Francia. Agitazione promossa unitariamente dai delegati di Fiom-Fiom-Uilm. Commenta Vittorio De Martino, della segreteria provinciale della Fiom: "Il governo affronta la crisi punendo e mortificando i lavoratori quando sarebbe necessario creare le condizioni per il rilancio industriale e occupazionale del Paese, in un momento in cui la disoccupazione continua a mordere. Nella zona di Collegno, con le difficoltà di aziende come De Tomaso, Lear o Saturno, siamo in presenza di una perdita continua di posti di lavoro".
Art. 18. scioperi e proteste
da Nord a Sud sindacati uniti
Dalla Fincantieri alle fabbriche metalmeccaniche, da Palermo a Monfalcone, la base sindacale in rivolta contro la norma che favorisce la mobilità in uscita dal lavoro. Dieci anni fa a Roma (nella foto) l'imponente manifestazione della Cgil
Operai Fincantieri che si astengono dalle attività a Palermo, Castellammare di Stabia, Monfalcone, insieme a quelli di altre aziende in Toscana e Liguria, per manifestare contrarietà soprattutto all'impossibilità del reintegro nel licenziamento economico. Nel 2002 provarono a infrangere il tabù Berlusconi e Maroni. Alle manifestazioni di questi giorni aderiscono a livello territoriale anche altre sigle sindacali
ROMA - Dieci anni dopo, la Cgil chiama ancora alla mobilitazione in difesa dell'articolo 18 e contro la riforma del mercato del lavoro. Il sindacato diretto da Susanna Camusso ha già annunciato uno sciopero generale di 8 ore, in data da definirsi, più altre giornate di astensione dal lavoro che saranno utilizzate nel prossimo periodo per sostenere la battaglia contro le modifiche alla normativa sul lavoro indicate come "il via ai licenziamenti facili". E alle proteste in corso in questi giorni, aderiscono anche - a livello territoriale - appartenenti alle altre sigle sindacali.
Nel 2002, la Cgil portò in piazza al Circo Massimo (secondo il sindacato), tre milioni di persone contro le ipotesi di modifica dell'articolo 18 paventate dal governo Berlusconi con l'allora ministro del Lavoro Roberto Maroni. Oggi ci riprovano i tecnici dell'esecutivo Monti, Elsa Fornero l'ariete. E il mondo del lavoro risponde all'invito del sindacato di Corso Italia, da Nord a Sud, incrociando le braccia nei cantieri, nelle fabbriche, negli stabilimenti, accompagnando la protesta con picchetti e presidi, bloccando la viabilità, distribuendo volantini. Nel mirino, soprattutto l'eliminazione della possibilità di reintegro del lavoratore licenziato per ragioni economiche.
Sciopero Fincantieri a Palermo. Le Rsu di Fiom, Fim, Uilm, Ugl e Cisal del cantiere navale hanno indetto quattro ore di slicenziamenti
facili". Il primo sit-in è stato programmato dalle 6 alle 10. Dopo avere organizzato un picchetto ai cancelli, gli operai hanno effettuato un blocco stradale, paralizzando il traffico nella zona del cantiere. Una iniziativa unitaria, come sottolinea il segretario provinciale della Fiom, Francesco Piastra: "Hanno aderito tutte le sigle sindacali, un segnale importante di compattezza perché sui diritti fondamentali non ci si può dividere. E non lo faremo".
Le altre iniziative in Sicilia. Cgil molto attiva in Sicilia, dove per le prossime ore si contano molteplici iniziative a difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. In mattinata sit-in presso la prefettura di Agrigento, mentre davanti alla prefettura di Messina si sono dati appuntamento i lavoratori della Triscele (ex Birra Messina). Previsto anche il volantinaggio da parte dei lavoratori dell'agroindustria ai caselli autostradali messinesi e l'esecutivo della Camera del lavoro di Catania. Domani si svolgerà l'esecutivo della Cgil di Siracusa, per decidere le iniziative da mettere in campo. Lunedì 26 è in programma l'assemblea dei metalmeccanici della Cicli Lombardo spa di Buseto Palizzolo (Trapani) in vista dello sciopero generale. Mercoledì 28, a Palermo, un dibattito su giovani e precariato.
Sciopero Fincantieri a Castellammare (Napoli). Bloccate per due ore le attività dei cantieri navali da parte dei lavoratori Fincantieri di Castellammare di Stabia (Napoli). Anche qui la protesta vede unite tutte le organizzazioni sindacali di categoria, Fiom, Fim, Uilm, Ugl e Cisal, presenti nello stabilimento. "E' una decisione che nasce - spiega Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania - dopo le chiusure manifestate dal governo di fronte a chi aveva apprezzato i provvedimenti sugli ammortizzatori sociali. Sull'articolo 18, invece, non è stata accolta nessuna modifica. Già vi era un forte disagio tra i lavoratori. Se il Parlamento non dovesse accogliere le modifiche sui licenziamenti economici, rischia di aprirsi un problema di tenuta sociale tra i lavoratori". La protesta di oggi fa seguito a quella di ieri alla Indesit di Teverola, nel Casertano.
Chiavari (Genova), sciopero alla Lames.
Dopo la Fincantieri di Riva Trigoso, oggi a scioperare è la Lames, la seconda più importante azienda del Golfo del Tigullio. La protesta in atto alla Lames è organizzata dalle rappresentanze sindacali di Fiom Cgil e Fim Cisl, assente, invece, Uilm. Quattro ore di astensione, in ogni turno, per protestare contro le modifiche all'articolo 18. Gli esponenti delle sigle sindacali parlano di "massiccia adesione" allo sciopero, come accaduto ieri, quando mille lavoratori della Fincantieri di Riva hanno incrociato le braccia.
Viabilità bloccata nel pisano dagli operai Asso Werke.
Gli operai della Asso Werke, azienda metalmeccanica di Fornacette, hanno scioperato per quattro ore stamani, dalle 6 alle 10, bloccando la viabilità lungo la statale Tosco Romagnola a Calcinaia (Pisa), contro la riforma del mercato del lavoro. Sciopero indetto dalle Rsu in modo unitario. Il corteo, durato un'ora, si è snodato lungo la statale Tosco Romagnola con forti ripercussioni per il traffico: la zona interessata è un punto cruciale per la circolazione ed è avvenuto in un'orario di punta. C'è stato anche un momento di tensione tra alcuni operai e un passante, poi fatto allontanare dalle forze dell'ordine che presidiavano il corteo. I lavoratori, terminata la manifestazione, sono tornati in fabbrica.
Torino, sciopero di quattro ore alla Graziano.
In difesa dell'articolo 18, i dipendenti della Graziano di Torino hanno scioperato per quattro ore, uscendo dallo stabilimento e percorrendo in corteo corso Francia. Agitazione promossa unitariamente dai delegati di Fiom-Fiom-Uilm. Commenta Vittorio De Martino, della segreteria provinciale della Fiom: "Il governo affronta la crisi punendo e mortificando i lavoratori quando sarebbe necessario creare le condizioni per il rilancio industriale e occupazionale del Paese, in un momento in cui la disoccupazione continua a mordere. Nella zona di Collegno, con le difficoltà di aziende come De Tomaso, Lear o Saturno, siamo in presenza di una perdita continua di posti di lavoro".
Monfalcone, scioperi ad Ansaldo e Fincantieri.
Indetta unitariamente dalle Rsu, si è svolta un'ora di sciopero alla Ansaldo Sistemi Industriali di Monfalcone (Gorizia). Ma è solo l'inizio: il blocco delle attività è servito a informare i lavoratori sulla riforma del mercato del lavoro e art.18 e "organizzare le azioni dei prossimi giorni". Si tratta del secondo sciopero della settimana indetto dalle Rsu; il primo ha avuto luogo martedi 20 marzo, quando i lavoratori si sono astenuti dal lavoro le ultime due ore di ogni turno. Sempre a Monfalcone, due le ore di sciopero proclamate unitariamente dalle Rsu Fim-Fiom-Uilm allo stabilimento Fincantieri, con presidio delle portinerie. Il primo turno ha scioperato dalle 6 alle 8; i giornalieri dalle 8 alle 10; gli altri turni sciopereranno le ultime due ore.
Il caso Melfi
Il caso Melfi
Melfi, giudici duri sui lcenziamenti
"Fiat voleva cacciare sindacalisti"
Il licenziamento dei tre dipendenti (nella foto), due dei quali delegati Fiom, fu adottato "per liberarsi di sindacalisti che avevano assunto posizioni di forte antagonismo". Lo scrivono i giudici di Potenza nella sentenza con cui hanno ordinato il reintegro dei tre
Le motivazioni del verdetto che ha portato al reintegro dei tre operai licenziati nel 2010 dal Lingotto. "Misura motivata solo per liberarsi di chi aveva assunto posizioni di antagonismo". "Pregiudicata la libertà sindacale"
POTENZA - I licenziamenti dei tre operai della Fiat di Melfi rappresentano "nulla più che misure adottate per liberarsi di sindacalisti che avevano assunto posizioni di forte antagonismo" con "conseguente immediato pregiudizio per l'azione e la libertà sindacale": lo scrivono, nelle motivazioni della sentenza, i giudici di Potenza. Nel documento si legge che nei confronti dei tre licenziati, il responsabile della linea produttiva ha tenuto un atteggiamento "provocatorio", rapportandosi agli operai in un modo "che non è stato così tranquillo e pacato come la società sostiene". Per i giudici, prima di tutto, non c'è stato nessun danno alla capacità produttiva dello stabilimento ma, soprattutto, non è stato infranto il divieto di "ledere la capacità del datore di riprendere l'attività dopo lo sciopero". Davanti a quei carrelli, poi, non avrebbero sostato solo i tre operai licenziati, ma anche altre tute blu alle quali, sostiene la Corte d'Appello potentina, "la Fiat non ha contestato nulla".
Lucianone
giovedì 22 marzo 2012
Personaggio - Ricordo di Tonino Guerra
22 Marzo 2012 - giovedì 22nd March / Thursday visioni questo post: 8
Ieri è morto, a 92 anni, l'artista romagnolo
Tonino Guerra - Poeta e sceneggiatore di
grandissimi registi, da Antonioni a Fellini
a Tarkovskij.
Arrivò fino all'Oscar ed era il poeta che, amato da Federico Fellini,
cantava l'ottimismo del mondo. Tonino Guerra diceva: "Mi piace se
piove e anche quando la nebbia copre l'affluente del Marecchia e io
ho l'impressione di vivere con me stesso". Si definiva un comunista
zen, aveva sposato una russa e andava spesso a Mosca.
Tonino Guerra aveva voce e occhi narrativi e un modo di parlare
tranquillo, pacato da romagnolo di altri tempi, tempi contadini perchè
veniva dalla Romagna contadina e per questo era amico di Tarkovskij,
Aveva molti modi di raccontare - con il cinema, la poesia, l'apologo - ma
specialmente gli piaceva la voce, quel perdersi nelle parole e nelle storie,
seduto a un tavolo della Sangiovesa di Santarcangelo, o camminando,
proprio come il suo amico Federico Fellini, che chiamava Fefè, anche
lui di pasta provinciale, di memoria smemorata e di perpetua invenzione
sui fondali mobili tra la Romagna e il mare.
"Non posso morire oggi perchè è il compleanno di mia moglie", aveva
confessato martedì sera a un amico tedesco. E ha rispettato l'omaggio
a Lora, la sua compagna di oriìgine russa, andandosene il giorno dopo.
Era un uomo d'Appennino e poeta di cinema. Ti parlava al passato e al
futuro, anche se conosceva la forza delle radici. Sapeva andare lontano
con le parole, ma la sua idea di cinema era molto semplice: "E' sempre
un viaggio dentro l'uomo". - In 50 anni di viaggi cinematografici Tonino
ha fatto milioni di chilometri in compagnia di Michelangelo Antonioni,
De Sica, Monicelli, Petri, Rosi, Tarkovskij, Anghelopoulos e naturalmen-
te Fellini. Con lui fino alla città dell' Oscar per 'Amarcord', anno 1974,
inno davvero alla memoria, all'illusione, al sogno. A tutti gli orizzonti
che può contenere lo sguardo di un ragazzino e l'avventura di un uomo.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Un giorno Tonino Guerra stava venendo in Italia dalla Russia con il
suo amico-regista Tarkovskij ed erano in treno. A un certo momento
Tonino si accorge che il suo amico russo guarda dal finestrino dello
scompartimento i campi arati della campagna romagnola e li continua
a fissare, allora gli chiede il perchè li guardi in modo così insistente e
cosa stia pensando. Tarkovskij gli risponde:"Campi arati così ci sono.
anche là da me, in Russia: ecco a me sembra di vedere la mia terra"-
Tonino racconta questo aneddoto con semplicità in un documentario
che ho visto su di lui giovedì pomeriggio scorso.
C O N T I N U A..... Be continued.....
Ieri è morto, a 92 anni, l'artista romagnolo
Tonino Guerra - Poeta e sceneggiatore di
grandissimi registi, da Antonioni a Fellini
a Tarkovskij.
Arrivò fino all'Oscar ed era il poeta che, amato da Federico Fellini,
cantava l'ottimismo del mondo. Tonino Guerra diceva: "Mi piace se
piove e anche quando la nebbia copre l'affluente del Marecchia e io
ho l'impressione di vivere con me stesso". Si definiva un comunista
zen, aveva sposato una russa e andava spesso a Mosca.
Tonino Guerra aveva voce e occhi narrativi e un modo di parlare
tranquillo, pacato da romagnolo di altri tempi, tempi contadini perchè
veniva dalla Romagna contadina e per questo era amico di Tarkovskij,
Aveva molti modi di raccontare - con il cinema, la poesia, l'apologo - ma
specialmente gli piaceva la voce, quel perdersi nelle parole e nelle storie,
seduto a un tavolo della Sangiovesa di Santarcangelo, o camminando,
proprio come il suo amico Federico Fellini, che chiamava Fefè, anche
lui di pasta provinciale, di memoria smemorata e di perpetua invenzione
sui fondali mobili tra la Romagna e il mare.
"Non posso morire oggi perchè è il compleanno di mia moglie", aveva
confessato martedì sera a un amico tedesco. E ha rispettato l'omaggio
a Lora, la sua compagna di oriìgine russa, andandosene il giorno dopo.
Era un uomo d'Appennino e poeta di cinema. Ti parlava al passato e al
futuro, anche se conosceva la forza delle radici. Sapeva andare lontano
con le parole, ma la sua idea di cinema era molto semplice: "E' sempre
un viaggio dentro l'uomo". - In 50 anni di viaggi cinematografici Tonino
ha fatto milioni di chilometri in compagnia di Michelangelo Antonioni,
De Sica, Monicelli, Petri, Rosi, Tarkovskij, Anghelopoulos e naturalmen-
te Fellini. Con lui fino alla città dell' Oscar per 'Amarcord', anno 1974,
inno davvero alla memoria, all'illusione, al sogno. A tutti gli orizzonti
che può contenere lo sguardo di un ragazzino e l'avventura di un uomo.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Un giorno Tonino Guerra stava venendo in Italia dalla Russia con il
suo amico-regista Tarkovskij ed erano in treno. A un certo momento
Tonino si accorge che il suo amico russo guarda dal finestrino dello
scompartimento i campi arati della campagna romagnola e li continua
a fissare, allora gli chiede il perchè li guardi in modo così insistente e
cosa stia pensando. Tarkovskij gli risponde:"Campi arati così ci sono.
anche là da me, in Russia: ecco a me sembra di vedere la mia terra"-
Tonino racconta questo aneddoto con semplicità in un documentario
che ho visto su di lui giovedì pomeriggio scorso.
C O N T I N U A..... Be continued.....
L'opinione del giovedì e altre osservazioni
22 Marzo 2012 - giovedì 22nd March / Thursday visioni del post - 8
L' Opinione del giovedì
Ci sono tante cose da dire, c'è molto su cui riflettere: sulle cose,
sugli avvenimenti succedutisi in questa prima parte abbondante
di marzo e pure nel mese di febbraio. Il fatto che ci ha preso tutti
per lunghe settimane è stato di sicuro il nubifragio della nave da
crociera Costa Concordia, che ha spezzato per un pò il senso cupo
di crisi, soprattutto economica ma non solo, che ci pesa sopra (cioè
sopra soprattutto al ceto medio e al ceto operaio e dei pensionati
anche con situazioni disperanti e disperate). S'è parlato allora, ma
troppo, del comandante Schettino e molto meno delle vittime del
nubifragio. Poi si è voluto vedere in lui tutti i vizi e difetti del po-
polo italico, quando invece le responsabilità sue e di una buona
parte dell'equipaggio e della dirigenza della Società Costa vanno
e sono ben precise e distinte da difetti generici o vizi allargati al-
lo spirito della popolazione italiana. Penso che parecchi turisti
anche italiani vedessero da bordo della nave la stranezza di quel
voler avvicinarsi alla costa del Giglio a quella velocità (10 nodi o
più) e per di più per un rito dell'inchino inventato da chissà chi,
ma probabilmente per farsi pubblicità da parte della compagnia
Costa, come forse ormai sembra fosse tipico-normale anche per
altre compagnie turistiche (vedi Venezia, e meno male che là è
sempre andata bene, sennò sai che disastro! altro che il Giglio).
Insomma, alla fine è sempre questione di soldi, di voler scaval-
care le regole per sete di guadagno. E allora la superficialità è
di conseguenza la responsabilità è di tutti: dal comandante al-
l'ultimo dirigente della compagnia.
Altri due fatti che hanno occupato ultimamente le cronache dei
media sono quelli sulla questione dell' Alta velocità in Val Susa
e sulla corruzione dilagante tra i politici e quindi nella politica
così come ci si presenta oggi coinvolgendo un pò tutti i partiti.
Per ciò che riguarda la Tav, penso sia abbastanza illuminante
ed esauriente il Dossier del 12/03/'12 per andare a poter capire
qualcosa - del resto è un argomento di cui ne sapevo ben poco
anch'io e ho dovuto cercare di approfondire - e poi ci sono più
cose e fatti e video da esaminare ancora per poter dire alla
fine come schierarsi: Pro Tav o No Tav, infrastrutture neces-
sarie assolutamente e grandi opere da fare per non restare
sempre indietro rispetto agli altri Paesi europei. Ma di sicuro
c'è da vedere prima di tutto quello che sta a cuore a tanti (e si
spera alla maggioranza dei) cittadini sia di montagna che di
pianura: l'Ambiente, con la a maiuscola per definirne la sua
importanza. Poichè lo sviluppo del territorio, del progresso e
della civiltà deve tenere conto proprio dell'ambiente e delle
sue risorse in modo equilibrato, senza cioè snaturare il pae-
saggio, senza sradicare piante, boschi e le fiancate intere di
montagne o colline. Poi potremmo in futuro piangere ancora
per le distruzioni compiute dalle alluvioni, per le conseguenti
quantità di morti che si potevano evitare se si ascoltava...
Queste sono le paure dei No Tav, questoè uno scenario che la
costruzione di una galleria in posti cosìvergini e incontaminati
potrebbe provocare. Poi, si sa, ci sonole ragioni dello sviluppo e
del progresso che dicono di portare lavoro, che dicono come il
turismo intensivo potrebbe portare più ricchhezza a tutti, e per
primi ai valligiani. Ma allora perchè non è stato fatto un discorso
del genere anche per il sud d'Italia? E si fa presto a rispondere:
camorra e mafia. Allora attenti, ci dice,Saviano, la mano della
'ndrangheta/mafia può arrivare anche lì nella Val di Susa.
Fare molta attenzione...
La corruzione politico/partitica c'è sempre stata. Ma mentre un
tempo, dieci, 15, 20, trent'anni fa veniva svolta e perpetrata in
modo nascosto, sottobanco, e dopo essere scoperta il popolo se ne
indignava e la giustizia se ne faceva carico e a volte trovava modo
di far pagare i colpevoli, oggigiorno sempre più si è estesa alla lu-
ce del sole senza ritegno, il popolo o una buona parte si è assue-
fatto all'andazzo (chiaramente impotente!) e la giustizia fa finta
di intervenire e le cose, con corruttori e corrotti insieme, vanno
avanti inesorabili senza fine. La politica così muore e i giovani
che vogliono emergere con onestà per fare politica seria alla fine
ci rinunciano e cercano di fare altro, se riescono, o rimangono
precari, disoccupati, parcheggiati nelle famiglie che poi oggi non
rappresentano più gli ammortizzatori sociali sicuri di ieri e del-
l'altro ieri. Famiglie piene di padri/madri in cassa integrazione,
di padri 40/50enni disoccupati o precari a vita, adesso con tanti
lavoratori esodati (senza pensione nè stipendio) in attesa della
pensione (fra tre , quattro, cinque anni), ma intanto come vanno
avanti, come tirano a campare loro e i loro figli?
Questa è l'Italia di oggi, la maggior parte disperata (la Grecia è
vicina) e una minoranza, si fa per dire, di evasori e corrotti che
vivono alle spalle della maggioranza (la patrimoniale è rimasta
lettera morta, l'abbassamento del fisco ricavato dalle entrate su
parte, piccola comunque, dei soldi presi agli evasori beccati non
s'è visto in quanto Monti ha detto che è presto ancora per servir-
sene...). Questo è il Paese che ci ha lasciato Berlusconi e che il
governo tecnico non si è deciso a guidare verso una radicale
cambiamento facendola veramente pagare a chi fino ad oggi
ha rubato, frodato, corrotto o come lo si vuole dire.
Le osservazioni le faccio riguardo al mio blog che sviluppandosi
in lunghi discorsi corredati da foto varie su tutti gli aspetti del-
la xocietà, ha bisogno di tempi un pò pià lunghi nella riflessione
e preparazione conseguente di pezzi, articoli, assemblaggi vari
oltrechè nella ricerca degli argomenti più consoni da seguire
per aggiornare sulle notizie da dare e quindi essere prima
io stesso aggiornato e preparato a dare in tempo quasi reale
ciò che avviene in Italia e nel mondo. Ma non posso trascura-
rre gli aspetti culturali, sportivi e scientifici per dare quel
quadro del ''Di tutto e di più'' che avevo dato come impronta
principale a questo blog sul tipo informativo/divulgativo.
CONTINUA... Be continued...
.
L' Opinione del giovedì
Ci sono tante cose da dire, c'è molto su cui riflettere: sulle cose,
sugli avvenimenti succedutisi in questa prima parte abbondante
di marzo e pure nel mese di febbraio. Il fatto che ci ha preso tutti
per lunghe settimane è stato di sicuro il nubifragio della nave da
crociera Costa Concordia, che ha spezzato per un pò il senso cupo
di crisi, soprattutto economica ma non solo, che ci pesa sopra (cioè
sopra soprattutto al ceto medio e al ceto operaio e dei pensionati
anche con situazioni disperanti e disperate). S'è parlato allora, ma
troppo, del comandante Schettino e molto meno delle vittime del
nubifragio. Poi si è voluto vedere in lui tutti i vizi e difetti del po-
polo italico, quando invece le responsabilità sue e di una buona
parte dell'equipaggio e della dirigenza della Società Costa vanno
e sono ben precise e distinte da difetti generici o vizi allargati al-
lo spirito della popolazione italiana. Penso che parecchi turisti
anche italiani vedessero da bordo della nave la stranezza di quel
voler avvicinarsi alla costa del Giglio a quella velocità (10 nodi o
più) e per di più per un rito dell'inchino inventato da chissà chi,
ma probabilmente per farsi pubblicità da parte della compagnia
Costa, come forse ormai sembra fosse tipico-normale anche per
altre compagnie turistiche (vedi Venezia, e meno male che là è
sempre andata bene, sennò sai che disastro! altro che il Giglio).
Insomma, alla fine è sempre questione di soldi, di voler scaval-
care le regole per sete di guadagno. E allora la superficialità è
di conseguenza la responsabilità è di tutti: dal comandante al-
l'ultimo dirigente della compagnia.
Altri due fatti che hanno occupato ultimamente le cronache dei
media sono quelli sulla questione dell' Alta velocità in Val Susa
e sulla corruzione dilagante tra i politici e quindi nella politica
così come ci si presenta oggi coinvolgendo un pò tutti i partiti.
Per ciò che riguarda la Tav, penso sia abbastanza illuminante
ed esauriente il Dossier del 12/03/'12 per andare a poter capire
qualcosa - del resto è un argomento di cui ne sapevo ben poco
anch'io e ho dovuto cercare di approfondire - e poi ci sono più
cose e fatti e video da esaminare ancora per poter dire alla
fine come schierarsi: Pro Tav o No Tav, infrastrutture neces-
sarie assolutamente e grandi opere da fare per non restare
sempre indietro rispetto agli altri Paesi europei. Ma di sicuro
c'è da vedere prima di tutto quello che sta a cuore a tanti (e si
spera alla maggioranza dei) cittadini sia di montagna che di
pianura: l'Ambiente, con la a maiuscola per definirne la sua
importanza. Poichè lo sviluppo del territorio, del progresso e
della civiltà deve tenere conto proprio dell'ambiente e delle
sue risorse in modo equilibrato, senza cioè snaturare il pae-
saggio, senza sradicare piante, boschi e le fiancate intere di
montagne o colline. Poi potremmo in futuro piangere ancora
per le distruzioni compiute dalle alluvioni, per le conseguenti
quantità di morti che si potevano evitare se si ascoltava...
Queste sono le paure dei No Tav, questoè uno scenario che la
costruzione di una galleria in posti cosìvergini e incontaminati
potrebbe provocare. Poi, si sa, ci sonole ragioni dello sviluppo e
del progresso che dicono di portare lavoro, che dicono come il
turismo intensivo potrebbe portare più ricchhezza a tutti, e per
primi ai valligiani. Ma allora perchè non è stato fatto un discorso
del genere anche per il sud d'Italia? E si fa presto a rispondere:
camorra e mafia. Allora attenti, ci dice,Saviano, la mano della
'ndrangheta/mafia può arrivare anche lì nella Val di Susa.
Fare molta attenzione...
La corruzione politico/partitica c'è sempre stata. Ma mentre un
tempo, dieci, 15, 20, trent'anni fa veniva svolta e perpetrata in
modo nascosto, sottobanco, e dopo essere scoperta il popolo se ne
indignava e la giustizia se ne faceva carico e a volte trovava modo
di far pagare i colpevoli, oggigiorno sempre più si è estesa alla lu-
ce del sole senza ritegno, il popolo o una buona parte si è assue-
fatto all'andazzo (chiaramente impotente!) e la giustizia fa finta
di intervenire e le cose, con corruttori e corrotti insieme, vanno
avanti inesorabili senza fine. La politica così muore e i giovani
che vogliono emergere con onestà per fare politica seria alla fine
ci rinunciano e cercano di fare altro, se riescono, o rimangono
precari, disoccupati, parcheggiati nelle famiglie che poi oggi non
rappresentano più gli ammortizzatori sociali sicuri di ieri e del-
l'altro ieri. Famiglie piene di padri/madri in cassa integrazione,
di padri 40/50enni disoccupati o precari a vita, adesso con tanti
lavoratori esodati (senza pensione nè stipendio) in attesa della
pensione (fra tre , quattro, cinque anni), ma intanto come vanno
avanti, come tirano a campare loro e i loro figli?
Questa è l'Italia di oggi, la maggior parte disperata (la Grecia è
vicina) e una minoranza, si fa per dire, di evasori e corrotti che
vivono alle spalle della maggioranza (la patrimoniale è rimasta
lettera morta, l'abbassamento del fisco ricavato dalle entrate su
parte, piccola comunque, dei soldi presi agli evasori beccati non
s'è visto in quanto Monti ha detto che è presto ancora per servir-
sene...). Questo è il Paese che ci ha lasciato Berlusconi e che il
governo tecnico non si è deciso a guidare verso una radicale
cambiamento facendola veramente pagare a chi fino ad oggi
ha rubato, frodato, corrotto o come lo si vuole dire.
Le osservazioni le faccio riguardo al mio blog che sviluppandosi
in lunghi discorsi corredati da foto varie su tutti gli aspetti del-
la xocietà, ha bisogno di tempi un pò pià lunghi nella riflessione
e preparazione conseguente di pezzi, articoli, assemblaggi vari
oltrechè nella ricerca degli argomenti più consoni da seguire
per aggiornare sulle notizie da dare e quindi essere prima
io stesso aggiornato e preparato a dare in tempo quasi reale
ciò che avviene in Italia e nel mondo. Ma non posso trascura-
rre gli aspetti culturali, sportivi e scientifici per dare quel
quadro del ''Di tutto e di più'' che avevo dato come impronta
principale a questo blog sul tipo informativo/divulgativo.
CONTINUA... Be continued...
.
martedì 20 marzo 2012
Sport - calcio / Serie A e Coppa Italia
20 marzo 2012 - martedì 20th March / Tuesday visualizzazioni 10404
ultimo aggiornamento
Risultati delle partite di serie A - 28^ giornata
Bologna - Chievo 2 - 2
Cagliari - Cesena 3 - 0
Catania - Lazio 1 - 0
Fiorentina - Juventus 0 - 5
Inter - Atalanta 0 - 0
Lecce - Palermo 1 - 1
Parma - Milan 0 - 2
Siena - Novara 0 - 2
Udinese - Napoli 2 - 2
Roma - Genoa 1 - 0
Classifica
Milan 60 Chievo 35
Juve ntus 58 Atalanta 34
Lazio 48 Cagliari 34
Napoli 47 Genoa 33
Udinese 47 Siena 32
Roma 41 Fiorentina 32
Inter 41 Parma 31
Catania 41 Lecce 28
Bologna 36 Novara 23
Palermo 35 Cesena 17
Coppa Italia
Juventus - Milan 2 - 2
Un match da vero e proprio sballo, cioè partita stupenda,
giocata a grandi ritmi e intensità senza interruzione.
Così i bianconeri di Conte vanno in finale con i gol di
Del Piero e Vucinic.
Nel ritorno della semifinale di Coppa Italia ci vogliono
120 minuti e due gol a testa per qualificare... la Juve.
Apre Del Piero, pareggia Mesbah eraddoppia Maxi Lopez.
Nei supplementari il montenegrino lancia in finale l bianco-
neri con un eurogol. (Lucianone)
(da La Gazzetta dello Sport - Riccardo Pratesi)
La forza del desiderio e la classe dei solisti. E’ la miscela che porta la Juve in finale di Coppa Italia, grazie al 2-2 dopo i supplementari col Milan. "Un capitano, c’è solo un capitano". Canta così a fine gara il popolo delloJuventus Stadium. Canta forte al cielo, perché Del Piero ha segnato ancora, un’altra linguaccia all’età che avanza. Poi, per evitare ai bianconeri la prima sconfitta stagionale, a regalar loro la finale del 20 maggio, contro chi passerà il turno tra Napoli e Siena, ci ha pensato al 96’ l’altro artista del pallone, Vucinic. Perché il Milan aveva risposto con i gol degli acquisti di gennaio, Mesbah e Maxi Lopez. Il braccio di ferro scudetto si annuncia equilibrato sino alla fine. Il Diavolo ha fatto partita pari pur senza Robinho e Pato, e con Ibra a mezzo servizio, un motivo di fiducia, mentre i risultati degli scontri diretti confortano la Juve (2 vittorie, 2 pari).
MOSSE E CONTROMOSSE — Il primo tempo è bruttino. Più calci che calcio, la partita è cattiva (gli ammoniti alla fine saranno 10), la pressione è tanta, e la memoria è lunga, il ricordo delle polemiche della sfida di San Siro, di campionato, è evidente nelle scarpate e nelle proteste ad ogni decisione dell’arbitro Orsato, che non se la cava male. Il Milan fa la partita, con Seedorf playmaker e Ibrahimovic, recuperato dall’influenza, che però contro la Juve stenta, da tradizione. Juve compatta, con Del Piero centravanti, ruolo che può essere la chiave per chiudere col botto la straordinaria carriera in bianconero. Non si muoverà più tanto, no, ma la porta la vede sempre, eccome.
IBRA NO, DEL PIERO SI’ — La prima occasione ce l’ha il Diavolo: Ibra prova il colpo da calcetto, Storari ci arriva. Ma è la replica della Juve a sbloccare il risultato. Pirlo verticalizza per Lichtsteiner, che crossa dalla destra, Del Piero, solo a centro area, salta Amelia e gonfia la rete a porta spalancata. 286° gol in bianconero, secondo stagionale, dopo quello, sempre in Coppa Italia, sempre allo Juventus Stadium, alla Roma. All’intervallo è 1-0. Il bel gioco è stato un optional, ma alla Juve non interessa: ha la qualificazione in pugno.
ultimo aggiornamento
Risultati delle partite di serie A - 28^ giornata
Bologna - Chievo 2 - 2
Cagliari - Cesena 3 - 0
Catania - Lazio 1 - 0
Fiorentina - Juventus 0 - 5
Inter - Atalanta 0 - 0
Lecce - Palermo 1 - 1
Parma - Milan 0 - 2
Siena - Novara 0 - 2
Udinese - Napoli 2 - 2
Roma - Genoa 1 - 0
Classifica
Milan 60 Chievo 35
Juve ntus 58 Atalanta 34
Lazio 48 Cagliari 34
Napoli 47 Genoa 33
Udinese 47 Siena 32
Roma 41 Fiorentina 32
Inter 41 Parma 31
Catania 41 Lecce 28
Bologna 36 Novara 23
Palermo 35 Cesena 17
Coppa Italia
Juventus - Milan 2 - 2
Un match da vero e proprio sballo, cioè partita stupenda,
giocata a grandi ritmi e intensità senza interruzione.
Così i bianconeri di Conte vanno in finale con i gol di
Del Piero e Vucinic.
Nel ritorno della semifinale di Coppa Italia ci vogliono
120 minuti e due gol a testa per qualificare... la Juve.
Apre Del Piero, pareggia Mesbah eraddoppia Maxi Lopez.
Nei supplementari il montenegrino lancia in finale l bianco-
neri con un eurogol. (Lucianone)
(da La Gazzetta dello Sport - Riccardo Pratesi)
La forza del desiderio e la classe dei solisti. E’ la miscela che porta la Juve in finale di Coppa Italia, grazie al 2-2 dopo i supplementari col Milan. "Un capitano, c’è solo un capitano". Canta così a fine gara il popolo delloJuventus Stadium. Canta forte al cielo, perché Del Piero ha segnato ancora, un’altra linguaccia all’età che avanza. Poi, per evitare ai bianconeri la prima sconfitta stagionale, a regalar loro la finale del 20 maggio, contro chi passerà il turno tra Napoli e Siena, ci ha pensato al 96’ l’altro artista del pallone, Vucinic. Perché il Milan aveva risposto con i gol degli acquisti di gennaio, Mesbah e Maxi Lopez. Il braccio di ferro scudetto si annuncia equilibrato sino alla fine. Il Diavolo ha fatto partita pari pur senza Robinho e Pato, e con Ibra a mezzo servizio, un motivo di fiducia, mentre i risultati degli scontri diretti confortano la Juve (2 vittorie, 2 pari).
MOSSE E CONTROMOSSE — Il primo tempo è bruttino. Più calci che calcio, la partita è cattiva (gli ammoniti alla fine saranno 10), la pressione è tanta, e la memoria è lunga, il ricordo delle polemiche della sfida di San Siro, di campionato, è evidente nelle scarpate e nelle proteste ad ogni decisione dell’arbitro Orsato, che non se la cava male. Il Milan fa la partita, con Seedorf playmaker e Ibrahimovic, recuperato dall’influenza, che però contro la Juve stenta, da tradizione. Juve compatta, con Del Piero centravanti, ruolo che può essere la chiave per chiudere col botto la straordinaria carriera in bianconero. Non si muoverà più tanto, no, ma la porta la vede sempre, eccome.
IBRA NO, DEL PIERO SI’ — La prima occasione ce l’ha il Diavolo: Ibra prova il colpo da calcetto, Storari ci arriva. Ma è la replica della Juve a sbloccare il risultato. Pirlo verticalizza per Lichtsteiner, che crossa dalla destra, Del Piero, solo a centro area, salta Amelia e gonfia la rete a porta spalancata. 286° gol in bianconero, secondo stagionale, dopo quello, sempre in Coppa Italia, sempre allo Juventus Stadium, alla Roma. All’intervallo è 1-0. Il bel gioco è stato un optional, ma alla Juve non interessa: ha la qualificazione in pugno.
RIMONTA MILAN — Dopo l’intervallo Allegri toglie Ibra e inserisce Maxi Lopez. Il Milan resta lento, macchinoso nella manovra orizzontale. Ma alla prima verticalizzazione, di Mexes, trova l’1-1. Lo segna di testa Mesbah, con uno splendido tuffo, sfruttando un vuoto di memoria di Pepe. Al 29’ esce Del Piero salutato dallo stadio, tutto in piedi. Dentro Borriello, che si farà notare solo per un gol mancato. Quando la Juve sembra già in finale, Maxi Lopez rimescola le carte. Con due mosse da equilibrista fa fuori i centrali bianconeri, prima Chiellini, poi Bonucci, e appena dentro l’area, di destro, violento, fulmina Storari. 2-1 Milan. 180’ non sono bastati per decidere la finalista: si continua a giocare.
sUPPLEMENTARI — La Juve riparte forte: sprecano prima Marchisio e poi, peccato capitale, Giaccherini. Rimedia Vucinic, che trova un gol da fenomeno, premiando il "voglio, fortissimamente voglio" dei compagni. Il montenegrino disegna una traiettoria pazzesca da 30 metri: Amelia non ci arriva. La Juve è in finale di Coppa Italia.
Lucianone
Lucianone
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