giovedì 2 febbraio 2012

Sport - Calcio estero / Egitto: una strage allo stadio

E ' accaduto ieri a Port Said, in Egitto:       
75 morti allo stadio dopo un'invasione di campo  

Tifo violento con 75 morti e centinaia di feriti dopo la partita tra Al Masry
e Al Ahly. Giocatori ospiti liberati nella notte dagli elicotteri.     La follia è
avvenuta a Port Said con scontri tra tifosi delle due squadre che ha causato,
oltre a 75 morti, duecento feriti Gli ultrà di casa hanno scatenato una caccia
all'uomo. Arrestate dalla polizia 47 persone.
             L'inizio dell'invasione  dei tifosi delle due squadre   

Un'altra assurda strage per una partita di calcio, provocata dalla stupida
rivalità tra gruppi di tifosi  Gli scontri in campo dopo l'invasione   si sono
verificati ieri sera a Port Said, città a nord-est dell'Egitto, vicino al tratto
terminale del canale di Suez.
Primo assalto ai giocatori 
Tutto è avvenuto al termine della sfida tra Al Masry e Al Ahly, la Juventus 
d'Africa, partita terminata 3 - 1 per i padroni di casa. Attraverso le immagini
e il racconto degli inviati  della tv Al Arabya  è stato possibile   ricostruire la
cronaca della strage. Appena terminata la partita, i tifosi dell'Al Masry hanno
invaso il terreno di gioco - prima a decine poi a centinaia - e si sono  messi a
rincorrere i giocatori dell' Al Ahly. I filmati mostrano questi ultimi, in maglia
rossa, che terrorizzati corrono verso l'imbocco degli spogliatoi, passando tra 
due ali di poliziotti inspiegabilmente immobili. I giocatori, a fatica, sono riusciti 
a mettersi  al sicuro  nei corridoi e negli stanzoni  sotto l'impianto, mentre  in
superficie, in campo e soprattutto a ridosso di una curva, ci sono stati scontri
furiosi tra le opposte tifoserie e le forze dell'ordine  in assetto antisommossa
L'allenatore dell'Al Ahly, il portoghese Manuel Josè, ha dichiarato sotto choc
all'emittente lusitana 'Sic':    "Sto bene, mi hanno preso a calci e pugni e poi 
sono  finito  in  una  stanza, Alcuni nostri tifosi sono entrati negli spogliatoi, i 
miei giocatori stanno bene , ma non sono riuscito a raggiungerli.   La colpa è
dei soldati e dei poliziotti, erano a decine, poi sono spariti   ed è scoppiato  il
caos".   -     Lo stadio poteva ospitare 18mila persone e gli agenti in servizio 
erano 3mila "Siamo stati brutalmente aggrediti", ha detto il laterale Ahmedi
Fathi, giocatore dell'Al Ahly.     E poi il suo compagno Mohamed Barakat ha 
rincarato la dose: "Non c'era nessuno a proteggerci. La nostra colpa è stata
quella di giocare.     Le autorità temevano di cancellare il campionato perchè.
pensano soltanto ai soldi, non si curano della vita delle persone".  E un'altro.
giocatore, Sayed Hamdi, dice_ " Era un'atmosfera di terrorismo".
Lancio di pietre e bottiglie
La guerriglia è stata lunghissima. Un funzionaripo della sicurezza ha detto
che i tifosi hanno lanciato pietre e bottiglie, usato bastoni. Il vice ministro
della Salute , Hesham Sheiha, ha rivelato che molti feriti  sono stati rico=
verati  per trauma cranico e tagli profondi:   "E' il peggior disastro nella 
storia del calcio egiziano".   Il bilancio dei morti, aggiornato di minuto in
minuto, si è fatto sempre più grave. Prima 7, poi 25, 35, 51, fino a 75.
Medhat El-Esnawy, direttore dell'ospedale El-Amiry di Port Said, ha
raccontato che alcuni tifosi sono morti schiacciati, altri soffocati".
Secondo 'Al Jazeera' tra i feriti lievi ci sarebbero anche dei giocatori.
Un manager dell'Al Ahly è stato salvato mentre veniva picchiato sel=
vaggiamente dai tifosi.  In tarda serata i giocatyori e lo staff tecnico
dell'Al Ahly erano ancora bloccati negli spogliatoi e per liberarli e poi
poter soccorrere i feriti sono dovuti intervenire gli elicotteri.
Già nel corso della partita, a metà del secondo tempo, i tifosi dell'Al 
Masry avevano costretto l'arbitro a sospendere l'incontro con un fitto
lancio di petardi. Erano soltanto il preludio di quanto è accaduto poi al
termine della partita.
Basta calcio !
La strage è diventata affare di Stato, le tv hanno mostrato al Paese gli scontri e
le dimensioni del dramma.   La Federcalcio egiziana ha sospeso il campionato a
tempo indeterminato, è stata costituita una commissione d'inchiesta  e il Parla=
mento è stato convocato per oggi in seduta urgente. Secondo Essam el Eryan,
esponente del partito dei fratelli musulmani "Giustizia e Libertà" e presidente
della commissione Esteri   dell'Assemblea del popolo, "la responsabilità  degli
incidenti è da attribuire all'esercito e alla polizia, che hanno consentito l'accesso
allo stadio di "persone con armi e petardi, mettendo a rischio tutti gli spettatori". 
(Notizie  tratte da "Gazzetta dello Sport" di giovedì 2 febbraio '12 - R. Pelucchi)

"La polizia non ci protegge, campionato da sospendere.
Siamo in guerra. E' assurdo giocare" (Treika, leader 
dell'Al Ahly) 
"E' colpa nostra. Sì, è colpa nostra perchè abbiamo giocato e questa partita non si
doveva giocare, le autorità dovrebbero sospendere il campionato, ma non lo fanno
perchè  pensano  solo  ai soldi.     A loro delle vite della gente non interessa nulla".
Questo urla Mohamed Abou Treika. E' spaventato a morte mentre parla al telefono 
con  la tv  dell' Al Alhly, il suo club, la Juventus d'Africa, la squadra    più titolata
d'Egitto e del continente africano.
E' proprio come una guerra - Se.ci sono dei morti? Certo che ci
sono dei morti. Questo non è calcio, è una guerra e questa giornata non sarà mai
più dimenticata. Possiamo vedere i corpi della gente ammazzata da qui.  E non ci
sono forze di sicurezza a proteggerci.  Le forze dell'ordine ci hanno abbandonato,
non ci hanno protetto. Ho appena visto un tifoso morire davanti a me, alla porta
degli spogliatoi".  Abou Treika è un'istituzione del calcio africano, se il suo club è 
paragonato alla juve, lui è il Del Piero egiziano.  Ed è scappato dal Campo in tutta
fretta, cercando di raggiungere gli spogliatoi inseguito da centinaia di tifosi del=
l'Al Masry. Dalle immagini diffuse  dallo stadio di Port Said effettivamente non 
sembra che i poliziotti presenti si siano mossi con grande solerzia per proteggere
i giocatori del Cairo. E gli scontri erano nell'aria.
Crisi di Suez
La rivalità tra le squadre di port said, Al Masry e Ismaily, con quelle del Cairo, 
Al Ahly e Zamalek, è storicamente conosciuta e ha radici che vanno indietro fino
al 1956, anno della crisi di Suez: quando i campi delle squadre di Port Said, i club
del Cairo non cedettero le loro strutture.    Da quando è cominciata l'opposizione
al regime di Mubarak gli Ultras hanno messo da parte le rivalità calcistiche  e si
sono uniti guidando le proteste più violente dei ribelli.  La polizia si è poi defilata
dai campi di calcio, che sono diventati terra di conquista per i tifosi violenti.
E quando l'unione politica è scemata, è rimasta solo la violenza. Ecco perchè Abou
Treika dice che il campionato andrebbe cancellato.
Tribuna a fuoco
E a dargli ragione, ieri c'è stato un altro episodio grave al Cairo, dove l'assurdo
calendario aveva fissato l'altra sfida incrociata tra le due città: Zamalek-Ismaily.
La partita è stata sospesa alla fine del 1° tempo quando i giocatori si sono rifiu=
tati di rientrare in campo temendo per la propria incolumità dopo che una tribuna
aveva preso fuoco causa incendio doloso. A Port Said invece si è giocato, e poi è
partita la mattanza. Premeditata, secondo diversi osservatori e testimoni oculari.
L'Al Masry aveva vinto 3 - 1, ma ai suoi tifosi non bastava. Perchè in ballo c'era
molto di più di un campionato o di una partita.  -   Ieri i tifosi dell'Al Ahly sembra
abbiano mostrato uno striscione che diceva: "Non ci sono uomini in questa città", 
con benzina sul fuoco per una rivalità storico-calcistica   che ieri ha ammazzato il 
calcio egiziano.
( Tratto da 'La Gazzetta dello Sport - di Filippo Maria Ricci )

Quando il Pallone è finito in tragedia -
Nella storia del calcio sono stati molti ormai i buchi neri
 che hanno inghiottito migliaia di vittime per incidenti 
tra tifoserie o per i cedimenti degli stadi.
Vediamoli in ordine:

IL PRIMO  -  Glasgow 1902
Scozia  -  Inghilterra
Crolla la tribuna ovest dello stadio di Ibrox : 25 morti
LIMA  -  24 maggio 1964
Perù  -  Argentina : 318 morti e oltre 500 feriti
Gara tra under 20: un gol annullato al Perù scatena la furia dei tifosi.
GLASGOW  -  2 gennaio 1971
Ancora a Ibrox, cedono le barriere dello stadio: 66 morti
MOSCA  -  20 ottobre 1982
Spartak - Haarlem (coppa Uefa) : 340 morti
Il crollo di una tribuna allo stadio 'Lenin' (oggi Luzhniki) fa una strage,
nascosta dal regime, per mascherare l'inefficienza del servizio d'ordine.
BRUXELLES  -  29 maggio 1985
Juventus  -  Liverpool (Coppa Campioni)
Poco prima della finale allo stadio Heysel, i tifosi ibglesi aggrediscono
gli italiani che fuggono. la polizia bekga non interviene, xi crea una
calca e crolla un muro di recinzione : 39 morti (32 italiani)
SHEFFIELD (GB)  -  15 aprile 1989
Liverpool  -  Nottingham Forest : 95 morti
Semifinale di FA cup: la ressa allo stadio diventa incontrollabile.
Il governo inglese si deciderà ad attuare misure contro gli hooligan
JOHANNESBURG  -  11 aprile 2001
Chiefs  -  Pirates
Stadio da 68 mila posti, 123 mila tifosi spingono per entrare 
ed è il caos:  43 morti
GHANA  -  9 maggio 2001
Accra,  partita:  Hearts - Kumasi
Durante una partita di campionato si verificano scontri tra tifosi.
la polizia reagisce sparando lacrimogeni sugli spalti.
Si scatena l'inferno : 123 morti

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Lucianone
            

mercoledì 1 febbraio 2012

Sport . calcio / Serie A 21^ giornata- Tutto bene per la Juve

Il quadro della 21^ giornata di serie A è incompleto, 
poichè neve e gelo hanno dominato la scena e ben 
partite sono state rinviate.

Risultati  e commenti sintetici:
                       Lazio    2     I rossoneri sembrano avere in mano la partita, ma poi
                       Milan   0     negli ultimi 20 minuti il solito Hernanes e Lulic risolvono
                                            il match per la Lazio. Grande prova del laziale Rocchi.


                Inter        4   Le squadre giocano con la neve in campo e Milito- Miccoli 
                Palermo  4    diventano i re della neve segnando quattro volte il primo e
                                      tre il secondo ai portieri rimasti di ghiaccio, I veri entusiasti
                                      sono  di neve)gli spettatori scaldati dalla massa delle palle 
                                      (non di neve) in rete.


             Cagliari   4      Doppietta del brasiliano del Cagliari Thiago Ribeiro. 
             Roma      2      Caglari travolgente. Adesso per la Roma è vera crisi
                                     I giallorossi sono a -10 dalla zona Champions.


             Udinese   2     Pazienza e Totò abbattono il Lecce. Un gol lampo del 
             Lecce      1      nuovo acquisto lancia l'Udinese, poi recupera il Lecce
                                     con una prodezza di Di Michele, ma il solito goleador
                                     Di Natale da i 3 punti ai bianconeri del Friuli. Grande
                                     prova di Isla-Udinese: pressa, ricuce gioco e riparte!


           Napoli      0      Rabbia di Mazzarri e De Laurentiis per un gol regolare    
           Cesena    0       negato a Pandev. Proprio nei minuti di recupoero viene
                                    annullato  l' 1- 0 per i partenopei. E il Cesena si porta a 
                                    casa il pareggio.


Le partite rinviate
Atalanta - Genoa
Bologna - Fiorentina
Parma  - Juventus
Siena - Catania     
La squadra che intanto può esultare per i risultati negativi delle squadre di 
Milano è proprio la Juventus.  La debacle del Milan con la Lazio e il pareggio
pur spettacolare dell'Inter col Palermo sono una manna per i bianconeri e il 
loro allenatore Conte. La sconfitta del Milan rafforza le ambizioni della Juve.
Classifica parziale
Juventus  44  Milan  43  Udinese  41  Lazio  39  Inter  36  
Roma  31  Napoli  30  Palermo  28  Genoa  27  Cagliari  26
Fiorentina  25  Parma e Chievo  24   Catania e Atalanta  23 
Bologna  21  Siena  19  Lecce e Cesena  16  Novara  12 


Lucianone                                      

martedì 31 gennaio 2012

Psicologia - La depressione data dalla recessione economica

31 gennaio 2012 - martedì / Tuesday                                 


In che modo può la recessione economica 
influire nella vita delle famiglie?
Con la preoccupazione che fa chiudere in se stessi, 
scatenando la depressione.
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La crisi annunciata è arrivata e si rivela più drammatica e durevole di quanto
si pensasse. Come spesso accade nei tempi difficili, le difficoltà non toccano
tutti nello stesso modo: c'è differenza  tra l'angoscia   di chi perde il lavoro,
l'apprensione di chi vede ridursi i propri guadagni  e il disagio  di chi deve
comunque misurarsi con stili di vita diversi da quelli fin lì vissuti.
Ma quale che sia la gravità  delle  situazioni  individuali, c'è qualcosa di 
opprimente e profondo  che  finisce con il coinvolgere anche  chi ha la
fortuna di potersi sentire al riparo da certe drammatiche evenienze.
L'insicurezza generale finisce con toccare tutti, sia pure in forme diverse, 
crea un'inquietudine collettiva che fa vacillare gli equilibri dei singoli.
Le persone più esposte, quelle più spaventate dalla vita, gli uomini  e  le 
donne che portavano già dentro di sè antiche ferite, vedono aumentare la
pressione psicologica esterna  e rischiano  più di altri   di restare travolti
dall'angoscia.  Molti dei recenti drammatici fatti di cronaca nera potreb=
bero essere stati sollecitati proprio dal clima di tensione generale  che si
respira attraverso i racconti dei media e le esperienze dirette e quotidiane.
Si verificano veri e propri  'spostamenti'  psicologici:  l'ira. l'angoscia, la
frustrazione sembrano nascere dalle proprie difficoltà personali, mentre 
in realtà sono alimentate  dall'ansia diffusa e parvasiva che nacse dall'in=
certa e inquietante situazione generale... 
... Ma accade spesso, molti fatti di cronaca sembrano dimostrarlo, che  la 
crudezza della crisi perda le sue dimensioni generali e assuma i tratti 
del dramma intimo e familiare come se, restringendo   i confini della
sofferenza, la si potesse più facilmente sopportare e sconfiggere. Così
la rabbia, la paura, la frustrazione  invadono  i  rapporti  familiari e 
spesso assumono i contorni  della depressione o della violenza.
Il  pericolo  maggiore  nei casi  di inquietudine collettiva    è proprio 
quello di sentirsi soli e sconfitti, mentre la risposta psicologicamente
più adeguata sarebbe di riconoscersi negli altri  e di condividere con
l'ansia e la solidarietà anche  il coraggio di elaborare, tutti insieme,
progetti nuovi e difese efficaci.


( tratto dalla Rubrica "LA PSICOLOGA" di Gianna Schelotto sulla
rivista 'Gente' - Gli esperti di Gente )
-  Gianna Schelotto è psicologa, psicoterapeuta e specialista 
   dei problemi della famiglia.


lucianone                                                     ( visioni = 4 )

domenica 29 gennaio 2012

Sport - calcio / serie B - 24^ giornata

Risultati delle partite di sabato 28 gennaio:
Juve Stabia   2         Albinoleffe   0        Grosseto   0   
Crotone         0         Bari              2        Reggina    0
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Nocerina   2        Sassuolo   2       Vicenza   1
Livorno     2        Verona     0        Ascoli     1
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Pescara    3        Empoli    1          Gubbio         0
Modena   1        Brescia   3          Sampdoria   0
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Padova       1       Varese   0
Cittadella   0       Torino    0


Classifica di serie B
Pescara  51  //  Sassuolo, Torino  50  //  Verona  47  //  Padova  44  //
Varese  38  //  Reggina  36  //  Bari, Brescia  35  //  Juve Stabia, Grosseto  33  //
Sampdoria, Cittadella  31  //  Vicenza  27  //  Livorno  26  //  Crotone  25  //
Modena  24  //  Albinoleffe, Gubbio  23  ((  Ascoli, Empoli  22  //  Nocerina  17


Commento (di Lucianone)
Ci sono parecchi punti fermi da tenere in conto sia per quel che
riguarda i piani alti (pro promozione) e sia per le zone nasse   o  
molto basse dove si deciderà per la Lega pro.
Piani alti: ormai il Pescara di Zeman è una bella realtà, che si
conferma sabato dopo sabato, gara dopo gara, soprattutto con
la caterva di gol all'attivo, tipico di questo tecnico inossidabile;
il Torino di  Ventura sta invece perdendo colpi e  ha già perso
la bella riserva di punti che aveva incamerato con gioco molto
tecnico, tattico e cinico a volte, ma nelle ultime partite  si è poi
perso nell'astratto e quindic con gioco meno pratico nella zona
d'attacco, suo punto forte.
Le altre tre squadre, Verona-Sassuolo-Padova che fino alla
fine del torneo lotteranno, credo senz'altro, per i playoff   si
sono finora dimostrate le più costanti e quindi pericolose per
portare l'assalto a Pescara e Torino. Il Verona dovrà tenere
una  difesa più  compatta  e solida, comunque, anche lontano
dal Bentegodi e soprattutto quando dovrà rinunciare al suo
grande regista  Hallfredsson.
Zone basse: la Nocerina con 5 punti di distacco dalle penultime,
dovrà darsi molto da fare d'ora in poi, direi puntando anche su
gare esterne dove il punteggio vale quasi doppio, in casa poi
deve avere iòl massimo sostegno dei fan o va alla deriva...
Albinoleffe ed Empoli sono le due squadre risucchiate nelle
ultime settimane in zona rischio-pericolosa da dove possono,
volendo, uscire poichè hanno rispetto a Gubbio e Ascoli (che
bella sorpresa quest'ultima!) qualcosa in più, ma lo devono
ormai apertamente dimostrare...




    Lucianone

sabato 28 gennaio 2012

Politica / società . Estero: la Scozia vuole l'indipendenza

Per la Scozia che vuole il referendum per l'indipendenza
c'entra forse anche il petrolio?                        

Al premier scozzese non bastano un parlamento e un governo "liberi" da
Londra  -  Ora chiede un referendum separatista, anche per i giacimenti
di petrolio nel mare del Nord.


L'uomo-immagine dell'indipendenza scozzese è Sean Connery, che ama farsi fotografare
con il gonnellino e che 40 anni fa diede la sua adesione allo Scottish National Party (SNP),
la formazione politica che vuole la secessione scozzese dall'Inghilterra.
E' un bel paradosso che il divo, apostolo di una  Scozia libera da dominio inglese, abbia
personificato sullo schermo l'agente 007 fedelissimo e intrepido suddito di Sua Maestà.
Altro paradosso e un'altra stranezza è che la crociata indipendentista sia guidata da un
57enne apparentemente pacioso che si chiama Alex Salmond già dirigente bancario,  e
così bravo nelle pubbliche relazioni da avere di recente meritato   (nientemeno che dal
Times) la qualifica di "britannico dell'anno".
La Scozia ha già ottenuto, negli ultimi tempi, una grande autonomia con un suo governo 
e un suo parlamento, tanto che Salmond può fregiarsi  della qualifica di premier,   Nelle
ultime elezioni poi Salmond ha stravinto umiliando i laburisti che in precedenza avevano
la maggioranza. Ma è pur sempre un premier di serie B, subordinato al premier di serie
A  che abita al numero 10 di Downing Street e che si chiama David Cameron.
Per  arrivare a diventare  premier  di  categoria  superiore, Salmond  vuole  adesso  un 
referendum sull'indipendenza, da tenersi nel 2014  e che dovrebbe affrancare la Scozia
dall'obbedienza a Londra. E la data non è casuale.      La Scozia celebra come suo eroe
Braveheart (protagonista dell'omonimo film con Mel Gibson), ma ancor più  celebra la
battaglia di Bannockburn di 700 anni fa in cui 8-500 scozzesi comandati da Robert Bruce
sgominarono i 27mila inglesi di re Edoardo II .  -  L'Act of Union del 1707   che aggregò
la Scozia all'Inghilterra , e che dai nazionalisti di Edimburgo è ancora ricordato come un
tradimento, dovrebbe essere  cancellato  se  davvero  nel  referendum  si  imponesse  il
partito dell'indipendenza totale.
La prospettiva di una separazione, che manterrebbe tra Inghilterra e Scozia solo il tenue
legame dell'appartenenza al Commonwealth, non è a questo punto vagamente ipotetica,
ma non è nemmeno molto probabile.   Non lo è, anzitutto, per gli ostacoli  che il governo
inglese porrebbe certamente sulla via della scissione, e poi  perchè   gli ultimi sondaggi 
hanno dato un 38 per cento  di scozzesi favorevoli all'indipendenza (il 37 % contro e il
resto indecisi). Un'altra ragione è data dalle difficoltà economiche   che il nuovo Stato
dovrebbe affrontare.
Ma per quanto riguarda quest'ultimo capitolo della nascita d'una Scozia indipendente, 
bisogna osservare che questa terra fiera e povera ha ora un 'outout' formidabile:  è il
petrolio. Infatti nelle acque scozzesi esistono giacimenti  importanti  e per la Scozia  il
potersene appropriare in esclusiva è una grande tentazione.

(Notizie e articolo riprese/o da "Il taccuino" di Mario Cervi sulla rivista "Gente") 


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Lucianone

venerdì 27 gennaio 2012

Stampa - Giornali di oggi e di ieri con approfondimento

Oggi / today  27 gennaio - venerdì / Friday                           visualizzazioni  5.736


da  "la Repubblica"
                                        titoli in 1^ pagina


Ecco il testo del decreto-semplificazioni - Il Cavaliere: non stacco la spina al governo
                                                                         Il Senatur: sei una mezza cartuccia
                         La rivoluzione dei certificati
     Basta attese per i documenti pubblici. Berlusconi-Bossi: scontro su Monti
La forbice con i prezzi         Il caso                                   La polemica                                  
si allarga all' 1,9%                A Sud mancano benzina     Il viceministro che accusa gli 'sfigati'
Salari a picco                         e alimentari                         Michel Martone e quel concorso
mai così bassi                        TIR SELVAGGIO                  vinto tra i dubbi dei commissari
da dodici anni                        ancora disagi                      L'Europa e la crisi. 3
L' analisi -                                fabbriche chiuse                L'economia a due velocità               
Il dramma sociale                  e merci bloccate                 indebolisce l'Unione
della disuguaglianza
                
       In manette anche ex militanti di Br e Prima Linea
    Cortei No Tav, ventisei arresti nei centri sociali                                                   
                                                       L'ordinanza 
                                                                     Quel filo rosso che lega
    R 2                                                            la Val di Susa a Roma
   Non tagliamo gli aiuti          Inchiesta italiana
   agli ultimi del mondo          Cocaina, ville e Ferrari
                                               il regno dei Casamonica
                                 Seno, denti: regole severe
                                 Stretta Ue
                                 sulle protesi


                             Approfondimenti__________________


L'analisi  -  Il dramma sociale della disuguaglianza  (di Massimo Riva)


A stretto giro di posta dall'indagine di Bankitalia sul precipizio dei bilanci 
familiari  nel  2010, ecco l'Istat fornire  con le sue  cifre  inconfutabili  le 
spiegazione principale dell'impoverimento progressivo di cui soffre una 
quantità sempre maggiore di italiani.     Il dato cruciale sta nella forbice
fra aumento dei salari e crescita dell'inflazione.  
La paga oraria ha avuto un incremento dell' 1,4 per cento su base annua, mentre i prezzi sono
saliti del 3,3.  Così segnando uno spread micidiale di quasi due punti percentuali (per esattezza
1,9) che non si registrava da 17 anni a questa parte.  Fra le cause di questo differenziale l'Istat
mette in primo piano i ritardi coi quali  da tempo si arriva  al rinnovo  dei contratti collettivi di
lavoro: mediamente ormai più di 2 anni dalla scadenza stabilita. Non dice, viceversa, perchè la
corsa dei prezzi sta riprendendo fiato nonostante il rallentamento dei consumi. Ma forse non è
poi così difficile spiegare l'andamento dell'inflazione. Da un lato, l'Italia è da mesi nuovamente
sul suo fronte più vulnerabile: quello dei rincari petroliferi che, attraverso benzina e gasolio, si
trasmettono a tutto il sistema. Dall'altro lato, il Paese continua a dover fare i suoi conti, sempre
in perdita, con quella frattura economico-sociale di fondo che separa le categorie deboli  e pure
indifese per lo più del lavoro dipendente da quelle del lavoro autonomo, queste ultime in grado di
poter tutelare il proprio potere d'acquisto con acconci aumenti delle proprie fatture.
Si ha così l'ennesima certificazione che in Italia la disuguaglianza economica  e redditizia fra
cittadini è in costante crescita con l'ulteriore effetto di aver bloccato quell'ascensore sociale
che dagli anni del dopoguerra aveva - in certe fasi anche brillantemente - funzionato integrando
nella vita della comunità le classi più diseredate.    Con la crisi esplosa nel 2008 è cominciata in
proposito una lenta ma progressiva marcia indietro: i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri
sempre più poveri, mentre arretra senza freni quella classe media che dovrebbe essere il luogo
di amalgama e di pacificazione dei conflitti sociali.     -    Occorre fare molta attenzione a questa
perversa distribuzione del reddito  perchè è su questo terreno  che si giocano   le carte decisive
nella partita per il rilancio della crescita economica.
Si sta, infatti, realizzando  quel classico modello di ingorgo malthusiano che in genere precede
le fasi di depressione. Quando le ricchezze si concentrano in poche mani e la gran parte della
società viene  sospinta su livelli di penuria, si inaridisce quella linfa vitale di sostegno alle
alle attività economiche che  è la domanda per consumi. E ciò perchè chi ha troppi soldi tende
inesorabilmente a impiegare  la parte maggiore del suo denaro     soprattutto in speculazioni 
finanziarie che poco o nulla hanno a che vedere con il rilancio degli investimenti produttivi 
di ricchezze reali oltre che di posti di lavoro.     -    Come ammoniva, appunto, il bistrattato 
reverendo inglese quasi 200 anni prima di quel che è accaduto e sta ancora   accadendo oggi 
sotto i nostri occhi.    -    Nel tornante attuale la questione salariale acquista più che mai una connotazione che che non ha senso ridurre soltanto a un problema   di pur evidente giustizia
sociale.
Se non si mettono più soldi nelle tasche di coloro che aspettano solo di poterli spendere per 
avere un livello di vita meno indecente, non c'è (proprio) speranza di riavviare quel circuito
consumi-investimenti-occupazione che è la chiave di volta per rimettere in moto l'economia
a vantaggio dell'intera collettività.     -    Il successo della fase 2 del governo Monti ( quella 
della crescita )  passa  inevitabilmente  sulla  forzatura  di  questo  varco  difficile  ma  non 
impossibile.     E l'arma decisiva non può essere che quella di un Fisco stavolta forte con i 
forti e debole coi deboli (quelli veri).
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E' molto interessante esaminare la situazione creatasi con il blocco imposto dai padroni 
delle strade/autostrade, cioè dai camionisti e autotrasportatori, all'Italia e alle sue materie
prime (economicamente parlando). Ecco come sviluppa l'argomento il giornalista Paolo
Berizzi nel suo Dossier (pag.10-11),  
Caso
TIR  SELVAGGIO 
La rivolta dei camionisti  e le conseguenze dello stop 




          

mercoledì 25 gennaio 2012

Sport - calcio / Coppa Italia

 25 gennaio 2012  -  mercoledì /Wednesday                 visualizzazioni  totali oggi   5.656


Chievo e Napoli accedono alle semifinali superando gli ostacoli Siena   e  Inter
Risultati
Chievo Vr  -  Siena   0  -  1
Napoli  -  Inter          3  -  0


Il Siena conquista per la prima volta la semifinale in Coppa Italia.
Grandi festeggiamenti nella città del palio. Il Chievo ha sprecato
l'occasione di giocare in casa, ora si concentrerà solo sul campionato.
Un grandissimo Cavani nel Napoli che riesce a  stroncare l'Inter nel
secondo tempo. Milito non incide in attacco, male anche Schneider.
Domani sera alle 20.45 sarà il turno di Milan - Lazio.
I tifosi del Siena


Lucianone





martedì 24 gennaio 2012

Sport/calcio - Coppa Italia: Juventus in semifinale

Torneo di calcio di Coppa Italia:   Juventus - Roma  3  -  0
La Juventus di Conte supera la Roma di Enriquez 
con le reti di Giaccherini dopo solo 6 minuti dal                         visualizzazioni oggi 5.602
fischio d'inizio e poi con uno splendido gol di Alex
Del Piero, per finire con  un'autorete procurata su
assist di Quagliarella a Matri.
Grande Juve che controlla poi la partita con la Roma
rimasta in dieci per l'espulsione di Lamela.
La Juventus incontrerà la vincente di Milan - Lazio.


Del Piero se la gode - Dal 1' pure in campionato?
Il capitano della Juve sul proprio sito: "Se mi avessero chiesto di immaginare il mio primo gol nel nostro nuovo stadio, l'avrei pensato proprio così.  È incredibile come   tutto quello che mi accade quando indosso questa maglia sia così speciale". Vucinic è acciaccato,    Ale punta a una maglia da titolare con l'Udinese.
"Se mi avessero chiesto di immaginare il mio primo gol nel nostro nuovo stadio, l'avrei pensato proprio così". Il giorno dopo, Alessandro Del Piero si gode ancora la splendida gemma regalata nella partita con la Roma. Un gol voluto e atteso a lungo nel nuovo Juventus Stadium, un gol "alla Del Piero" in un contesto praticamente perfetto, vista la qualificazione della Juve in semifinale. Il numero 10 bianconero sul suo sito racconta le sue sensazioni: "Una sfida che conta, un avversario da stimare e rispettare oltre che da battere, l'abbraccio con un grande capitano prima del fischio d'inizio, lo stadio pieno, il tiro a giro, la palla sotto il sette, il boato del pubblico, la mia famiglia e i miei amici in tribuna, la corsa verso i tifosi a fine partita, e una dedica speciale in un giorno che per tutti noi juventini e per chi ha conosciuto e amato l'Avvocato non può essere come gli altri - scrive Del Piero sul suo sito -. È incredibile come tutto quello che mi accada quando indosso questa maglia riesca sempre a sorprendermi e ad essere così speciale. È stata una grande serata, abbiamo passato il turno, siamo in corsa per vincere la decima Coppa Italia e primi in campionato, ho segnato il mio primo gol. Diciamo che è un buon inizio...".







LE PAROLE DI PLATINI — "Ho sentito che negli ultimi 5 anni chi è stato campione d'inverno ha poi vinto lo scudetto e quindi faccio il mio in bocca al lupo alla Juventus". Così, ai microfoni di Sky Sport 24, il presidente Uefa, Michel Platini. L'ex fuoriclasse bianconero parla anche di Ale Del Piero,  protagonista di uno splendido gol nel quarto di finale di Coppa Italia contro la Roma. "Del Piero è la bandiera della Juve", taglia corto il numero 1 del calcio europeo.
ALE IN RAMPA DI LANCIO — Considerato l'acciacco che tiene Vucinic in dubbio per la super sfida di sabato sera con l'Udinese. Pure Quagliarella non è al meglio, "mascherato" dopo l'infortunio a uno zigomo, e così il capitano bianconero, dopo aver dimostrato con il 285° gol in carriera per la Juve, una buona condizione, nonostante l'impiego finora col contagocce, potrebbe convincere Conte a schierarlo dal 1' anche in campionato, nella prima giornata di ritorno.



Lucianone

lunedì 23 gennaio 2012

La Storia - "VKontakte", sito russo vietato da Putin

Spegnere il "Facebook" russo: l'ultima sfida del regime Putin

Si chiama VKontakte, cioè InContatto, e funziona appunto come Facebook:    
si può fare amicizia, formare dei gruppi, condividere immagini, filmati, 
musiche. E soprattutto idee.   Queste ultime, le idee, sono quella parte 
che non piace  al regime di Vladimir Putin.
Ma torniamo a parlare di cosa è il sito VKontakte:  è diventato un colosso 
con almeno 24 milioni di utilizzatori al giorno, è il clone russo, come detto, 
di Facebook  sul quale ha viaggiato il tam tam che   ha portato migliaia di 
persone in piazza nelle settimane scorse sul quale è stata preparata quella
grande e ambiziosa scommessa lanciata dal popolo di Internet che ha portato 
a manifestare in piazza del Cremlino   un milione di "indignati" russi contro
"il partito dei ladri e dei truffatori". Il suo inventore, fondatore e presidente
è un giovane di 27 anni:  il suo nome è Pavel Durov, sul capo un inseparabile 
cappellino da baseball  e  sotto il mento  un  lieve   pizzetto a  dare  maggiore 
contegno  a dei lineamenti  da bambino. Da tempo è stressato da strane visite
nei suoi uffici di San Pietroburgo  e pure da misteriosi crash delle pagine web
 del suo social network.
Sembra allora che lo stesso Durov cominci a cedere alle pressioni del 
governo Putin. Ma "sembra", non è dunque sicuro, come certe   cose 
in Russia ancora oggi  non sono   del tutto sicure   quando si tratta di 
governo, servizi segreti, stato centralizzato - si dice, non si dice, non è 
sicuro e così via...  Comunque sembra che  Durov  abbia detto  ai suoi 
utilizzatori   di fuggire da Internet, mettere al sicuro   finchè possono
immagini, filmati e quant'altro perchè esiste la concreta possibilità di 
perdere tutto e per sempre.
Dunque  l'8 gennaio 2012   si è diffuso  in  Interneti  il testo  di  una 
addolorata conferenza stampa di Durov:.     -  "Troppo stress, troppe 
pressioni, la mia vita è rovinata. Dal 15 marzo chiudo tutto".
Una bomba, resa più devastante dalle raccomandazioni successive agli 
utenti: "Avete ancora un pò di tempo per smantellare le vostre pagine, 
togliere ogni cosa e salvarla". Tutto vero? Nel dubbio la fuga è comin- 
ciata ed è comunque un buon risultato per le forze dell'ordine.
VKontakte  ospita  da  settimane  (nei mesi di novembre, dicembre  e 
inizio gennaio soprattutto) tutte  le  foto   delle manifestazioni    anti-
Putin, i cori, consigli e i mille proclami di ogni genere contro la censura, 
i brogli elettorali e la repressione del governo. Un campionario che piano 
piano  comincia  a  disattivarsi  rendendo sempre meno pericoloso il sito
tanto odiato dal regime.  Gli oppositori che puntano molto sulla potenza 
e la diffusione  del "Facebook russo"  giurano  che  è  tutto  falso, una 
classica opera di disinformazione d'altritempi.  Pavel Durov smentisce 
con una riga sulla sua pagina personale e dice solo: "Non penso affatto 
di chiudere".       Ma che sia al centro di un'attenzione e pressione più 
grande di lui è risaputo.    Molti cominciano a non fidarsi e a disertare 
con prudenza.    I più impegnati preferiscono aspettare che i 10 giorni 
di silenzio finiscano  per capire meglio quello che succede. 



                Pavel Durov in una foto del suo 25° compleanno.


Ulteriori notizie e approfondimenti riguardanti Vkontakte
VKontakte (in russo ВКонтакте, it - InContatto) è il maggior social network in Russia e in tutto il CSI. A causa della sua funzionalità e del suo design VKontakte è stato spesso accusato di essere un "clone" di Facebook. Nonostante questo ad agosto 2009 il social network russo ha più di 75 milioni di utenti; la maggior parte di essi sono studenti e universitari, ma con il tempo crescono le iscrizioni di utenti  di tutte le età.                                                                                   

2006 - La nascita
Il sito è stato originariamente creato come una rete sociale di studenti e laureati in istituti di istruzione superiore russi, e, solo successivamente, come mezzo di comunicazione universale per tutti i gruppi sociali e di tutte le età. VKontakte entrò in azione nel settembre 2006, e ad ora è ancora attivo.

2007 - La crescita 

 La rapida crescita di popolarità della risorsa portò a grande interesse da parte degli investitori, che videro nel sito una fonte di affari. È stato segnalato che solo nel gennaio 2007 tre investitori fecero offerte per acquistare il progetto, ma vennero tutte e tre rifiutate.
A metà febbraio il sito, citando i dati alexa.com, si è descritto come il secondo più popolare social network in Russia. Allo stesso tempo ci fu un attacco al sito, che lo rese instabile nel giro di pochi giorni. Il 23 febbraio gli amministratori del sito sono riusciti a creare un sistema affidabile per prevenire gli attacchi.
Il 26 febbraio venne annunciataLa
la registrazione di un centinaio di migliaia di utenti nel sito. Fino ai primi di aprile, secondo Pavel Durov, il numero di utenti raddoppiò, e il sito stesso, secondo alexa.com, era entrato nella top20 dei siti più popolari in Russia.
Il 9 maggio è stato annunciato che il sito, entrato nella top10 dei siti più visitati in Russia e il numero di utenti registrati aveva superato le 400 000 persone.
Il 19 giugno è stato annunciato un test eseguito sulle sorgenti video e dal 7 luglio fu possibile caricare sul sito i propri video, così da renderli pubblici e accessibili a tutti gli utenti.
Il 17 luglio il numero degli utenti iscritti superò il milione.
Alla fine di dicembre VKontakte ha lanciato una versione light del sito per dispositivi mobili.
Alla fine dell'anno, tra tutti i siti della Russia VKontakte è stato leader nel numero di pagine visitate (fino a 330 milioni al giorno). Per popolarità ha avuto il secondo posto.


2009 - Il dominio in Russia

Nel gennaio 2009 il sito diventa il più popolare in Russia, e ad aprile supera i 14,3 milioni di singoli utenti. Nel 2009 il sito spopolò, e secondo l'amministrazione del sito ad oggi avrebbe 40 milioni di utenti.

Attacco hacker

Il St. Petersburg Times online di martedì 4 agosto 2009, ha segnalato un'invasione di Vkontakte.ru da parte di un trojan virus, con conseguente ingannevole phishing reindirizzamento degli utenti: rubate password di circa 135.000 utenti[1].

Lingue 

VKontakte è disponibile per ora in 41 lingue: English,русский,українська,Español,Português,Deutsch,Français,Italiano,Nederlands,Azərbaycan,汉语,Монгол,Polski,Magyar,Dansk,Svenska,Norsk,Slovenčina,Slovenščina,Cрпски,Bosanski,български,
Suomi,Eesti,latviešu,Lietuvių,ελληνική,Shqip,Română,čeština,한국어,日本語,සිංහ,Indonesia,Tagalog,ภาษาไทย,Việt Nam,беларуская (тарашкевiца),Հայերեն,Türkmen,Тоҷикӣ.

Popolarità 

Secondo i dati raccolti da Alexa.com VKontakte è il sito più popolare della Russia e dell'Ucraina, il secondo in Kazakhstan e il terzo in Bielorussia.

Lucianone                                visione di questo post:  194