venerdì 9 gennaio 2026

SPORT / Calcio - Serie A - 19^ giornata - Anno 2025/26 / Risultati, classifica e video

 9 gennaio 2026 - venerdì                                 9th January / Friday                              visione post - 8

Risultati partite / 19^ giornata . serie A

Pisa - Como   0 - 3  Lecce - Roma   0 - 2

Sassuolo - Juventus  0 - 3   Bologna - Atalanta  0 - 2

Napoli - H. Verona  2 - 2     Parma - Inter  0 - 2

Torino - Udinese  1 - 2    Lazio - Fiorentina  2 - 2

Cremonese - Cagliari  2 - 2   Milan - Genoa  1 - 1

Classifica

INTER  42   /  Milan   39  /  Napoli   38   /  Juventus, Roma   36   /   Como   33  /

Atalanta   28  /   Bologna   26  /  Lazio, Udinese   25  /  Sassuolo, Torino   23  /  

Cremonese   22  /  Cagliari   19  /  Parma   18  /  Lecce   17  /  Genoa   16  /  Fiorentina,

H. Verona   13  /  Pisa   12




 Lucianone

Riflessioni del Venerdì - Dittatori-autarchici vs democrazie

 9 gennaio 2026 - venerdì                                 9th January / Friday                       visione post - 

Politica e società oggi - Democrazie smarrite

 9 gennaio 2026 - venerdì                             9th January / Friday                         visione post - 7

(da il Corriere della Sera - giovedì, 8 gennaio '26 /  di Paolo Lepri)

Democrazie smarrite  /  P. Lepri

Ciò che à accaduto in Venezuela ha valore se il Paese imbocca un percorso di transizione affidato alle libere scelte degli elettori

E' un paradosso di questa nostra disgraziata epoca - segnata da attacchi all'ordinr internazionale, alla convivenza pacifica e ai diritti più elementari - dover felicitarsi con cautela, senza sorrisi e senza illusioni, quando un regime impresentabile come quello di Caracas viene decapitato. Ma felicitarsi è d'obbligo. Con tutte le critiche al ruolo destabilizzante nel mondo di Donald Trump, dopo il 3 gennaio questo mondo è meno peggiore di quello in cui Nicolàs Maduro governava con il terrore, facendo del Venezuela un Paese in cui il tasso di povertà è salito al 90%.  Dimentichiamo un momento, però, l'invidioso aspirante al premio Nobel per la Pace. Ne sa qualcosa una leader come Maria Cristina Machado - vincitrice a distanza, con l'ex diplomatico Edmundo Gonzalez Urrutia, delle elezioni del luglio 2024 di cui il successore di Chavez ha strappato i risultati - che quel riconoscimento lo ha sffettivamente ottenuto e che ora, in una sorta di tragicommedia, è disposta a condividerlo con il suo umorale antipatizzante. Non è questione di vincere premi, ma di capire che oggi - vista la infausta ma oggettiva crisi del multilateralismo - il primato della democrazia (un primato che certamente va sempre confermato nei fatti) può legittimare interventi di ingerenza politico-umanitaria, utilizzando anche la forza militare, laddove questa stessa democrazia è cal-pestata, la popolazione viene privata di libertà fondamentali, le ccondizioni di vita sono inaccettabili. Intervenire dalla parte dei più deboli, come erano e sono i venezuelani, era diventato un dovere in uno scenario in cui diplomazia e pressioni si sono rivelate inutili. Intervenire è giusto, tenendo ovviamente conto degli errori compiuti nel passato in situazioni simili ma abbastanza diverse. -   L'ingerenza politico-umanitaria, sempre che non abbia secondi fini (come in questa vicenda può diventare invece la questione del petrolio, degli affari e dei guadagni) è una potente arma pacifica contro i sostenitori dell'isolazionismo ( o dell'egoismo) e i nemici intern, nelle nostre impaurite nazioni, della solidarietà e delle regole. E' un messaggio contro i cultori indifferenti dello stato di cose esistente, non di sado accecati dall'ideologia, che agitano la logora bandiera del neutralismo.   Nicholas Kristof  racconta di avere assistito nella baraccopoli di La Dolorita a Caracas, alle sofferenze di Alaska, una bambina di cinque anni che pesava solo 26 libbre (meno di 12 chilogrammi) "vicina alla morte per denutrizione, respinta da quattro ospedali per la mancanza di letti disponibili".  Su Maduro non c'è altro da aggiungere. Detto questo, rimane in sospeso un punto fondamentale. In ogni intervento che si colloca nella difesa di valori positivi (al di là dei risvolti giuridici, ancora in parte da chiarire che hanno fatto diventare questo blitz soprattutto una "operazione di polizia") il ripristino reale della democrazia deve essere il punto di riferimento e la condizione essenziale: una condizione che si basa su un percorso di transizione trasparente, affidato in massima parte alla libera scelta degli elettori, individuando gli interlocutori giusti e delinenado un programma a medio e lungo periodo. E bisogna avere tutte le carte in regola.  Per dare un esempio - e non si tratta di un gioco di parole - occorre essere esemplari, anche in casa propria. Se è vero che rovesciare un gover-no risulta più facile che assicurarne uno migliore, è su questo terreno che si gioca il futuro dei venezue-lani affidato attualmente alla vice di Maduro, Delcy Rodriguez.  Spiace pensare che tuto possa dipen-dere, ora, dalla sua "obbedienza" alla Casa Bianca. E Trump non è sembrato asolutamente interessato, dopo l'operazione, a mettere in rilievo l'importanza del ritorno alla libertà di un popolo ferito e la pro-spettiva di una rapida transizione verso la piena democrazia.  Appare chiaro, quindi, che in questa vicenda le incognite sono molte.  Anzi abbondano le "domane senza risposta"  come riconosce sul New York Times Matthew Kroenig, vice presidente dell'Atlantic Council's Scowcroft Center for Strategy and Security e docente alla Georgetown University che, pur avendo criticato Trump mel Passato, giudica "un successo" e una "cosa giusta" la scelta di aver mandato un'unità speciale dell'esercito a catturare il leader bolivariano. La principale questione, appunto, riguarda la costruzione di una nuova governance. Vista da entrambi i lati del problema. Ci auguriamo che non abbia ragione Phil Gunson, analista dell'International Crisis Group che vive a Caracas, interpellato da Le Monde, secondo cui "gli oppositori hanno sbagliato a pensare che un uomo che smantella la democrazia nel proprio Paese li avrebbe aiutati a instaurarla nel loro".  Un compito importante, forse, può spettare a Paesi come Spagna, Brasile, Cile. Colombia, messico e Uruguay, chiamati non tanto a ripetere la condanna dell'"atto unilaterale" americano ma a battersi invece, veramente, per quello che hanno definito nei giorni scorsi "un processo politico inclusivo, guidato dai venezuelani, che possa portare a una soluzione democratica e sostenibile". Sempre, aggiungiamo, che ce ne sia la possibilità.  Le parole degli attori nella scena internazionale sono, come si vede, spesso prevedibili. Ma dal caso Venezuela arriva una lezione fondamentale per una riflessione destinata possibilmente a superare schemi ideologici del passato. L'aggressiva politica estera statunitense, che con maduro ha battuto un colpo ma che con la Groenlandia sembra voler seppellire un'alleanza che ha difeso il mondo, non può che essere affrontata guardando ai risultati finali. In Europa serve agire, non stare a guardare. Non è un caso che prprio uno storico atlantista, l'ex premier conservatore svedese Carl Bildt, esprima la convinzione in una lucida intervista al Corriere che quanto è avvenuto a Caracas dimostri l'impossibilità di "fare affidamento negli americani che hanno diverse priorità".  "Dobbiamo cercare - osserva - di coinvolgerli quanto più possibile, ma senza illuderci e assumendoci piena responsabilità". La strada è indicata, gli ostacoli sono molti.

Lucianone

lunedì 5 gennaio 2026

SPORT / Calcio - Serie A - 18^ giornata Anno 2025/26 - Classifica e Commento / video

 5 gennaio 2026 - lunedì                                5th January / Monday                          visione post - 12

Risultati delle partite / 18^ giornata - Serie A

Cagliari - Milan  0 - 1    Como - Udinese  1 - 0

Genoa - Pisa  1 - 1     Sassuolo - Parma  1 - 1

Juventus - Lecce  1 - 1   Atalanta - Roma   1 - 0

Lazio - Napoli  0 - 2    H. Verona - Torino  0 - 3

Fiorentina - Cremonese   1 - 0   Inter - Bologna  3 - 1

CLASSIFICA

INTER   39  /  Milan   38   /  Napoli  37   /  Juventus, Roma   36   /  Como   33   /  Bologna   26

Atalanta   25  /   Lazio   24  /   Torino, Sassuolo   23  /  Udinese   22  /   Cremonese   21  /  Parma,

Cagliari   18  /   Lecce   17   /  Genoa   15   /  H. Verona, Fiorentina, Pisa   12

Commento  /  L. Finesso

In questa giornata di campionato da segnalare la costante scalata dell'Atalanta, che con le ultime vittorie ha confermato la sua decisa ripresa, trovandosi alle spalle del Bologna che invece sta denotando un calo evidente rispetto alle partite di qualche settimana fà. Il sorprendente Como è la squadra rivelazione di quest'anno che per ora tiene il passo di squadre blasonate tipo Juventus e Roma. Alle quote di bassa classifica da evidenziare la forte ripresa della Viola e pure il lento recupero del Pisa, e questo a spese del Verona Hellas che non conosce pareggi e si fa infilare da Milan e Torino con totale passivo di sei reti. E' dunque da rivedere la difesa, soprattutto il portiere Montipò. Lecce e Genoa per adesso hanno una marcia in più, ma da vedere per quanto.


 Lucianone

 




sabato 20 dicembre 2025

SPORT / calcio - Serie A '25/26 - 15^ giornata con risultati, classifica e video / commento

 20 dicembre '25 - sabato                             20th December / Saturday               visione post - 46

Lecce - Pisa  1  0   Torino - Cremonese  1 - 0

Parma - Lazio  0 - 1   Atalanta - Cagliari  2 - 1

Milan - Sassuolo  2 - 2    Roma - Como  1 - 0  

Fiorentina  - H. Verona  1 - 2   Udinese - Napoli  1 - 0

Genoa - Inter  1 - 2    Bologna - Juventus  0 - 1

CLASSIFICA

INTER  33  /  Milan  32  /  Napoli  31  /  Roma  30  /  Juventus   26  /  Bologna  25  /  Como  24  /

Lazio  22 /  Sassuolo, Udinese  21  /   Cremonese  20  /  Atalanta  19  /  Torino  17  /  Lecce  16  /

Cagliari, Genoa, Parma   14  /   H. Verona  12  /  Pisa  10  /  Fiorentina   6 

Commento  /  di Luciano Finesso

Inter, Lazio e Verona: sono le tre squadre che sono riuscite a ottenere punteggio pieno da tre punti, vincendo fuori casa. Ma delle tre quella che probabilmente ricava più soddisfazione è l'Hellas che doveva affrontare un avversario disperato e sull'orlo di una crisi di nervi, insieme al suo tecnico, non da poco. I gialloblù ne sono usciti alla grande riconfermando quel gruppo granitico e anche finalmente empatico tra i diversi reparti oltre che tra giocatore e giocatore, cioè tutto quello che voleva il mister e che alla fine i suoi undici gli stanno dando. Arrivare a 12 punti in sole due partite con vittorie pulite e pure straordinarie, per come si era messa ultimamente, non è da tutti, cioè tutte le squadre della 'A' attuale. Speriamo bene nelle riconferma (e riconferme) fra quasi due settimane. E la prima sfida con il Signor Milan non sarà comunque così semplice! - Anche l'Atalanta si sta riavendo dallo shock del Bentegodi - batosta subita dallo stesso Verona - e superare il Cagliari in casa propria  può essere un'ottima ripartenza; del resto la vera Atalanta non l'abbiamo ancora veramente vista, Aspettiamola! Anche la Juventus dovrebbe dare di più, ma a Bologna, scontro diretto, ha cominciato a battere un colpo decisivo, dopo aver sistemato meglio il reparto arretrato.  Discutendo delle prime tre regine, Inter e Milan e Napoli, ci aspettiamo molto di più dall'ultima, la squadra partenopea di Conte con lo scudetto stampato sul petto!



Lucianone

mercoledì 17 dicembre 2025

Ultime notizie - dall'Italia e dal mondo / Latest news

 17 dicembre '25 -  mercoledì                                17th December / Wednesday                  visione post - 14

da la Repubblica, 17 dicembre '25

Modifica con stretta sulle pensioni  -  Nuovi interventi sulla manovra e doppia stretta sulle pensioni anticipate che costringe ad attendere più tempo e a non contare sugli anni di laurea. - slittano poi al 2033 i fondi per il ponte sullo Stretto di Messina, dopo il freno ai lavori per lo stop della Corte dei Conti. 

Auto, la Ue frena: salta lo stop a motori diesel e benzina, incentivi per minicar elettriche europee.

Guerra Russia- Ucraina -

La Russia smentisce Trump / "Nessun colloquio con Putin e non ci sarà tregua di Natale"  -  Dopo il vertica di Berlino con gli Usa il Cremlino attacca ancora l'Europa: la sua presenza al tavolo non aiuta l'accordo.  E boccia il documento approvato lunedì; non è vero che l'intesa ora è più vicina

Premio Sacharov a due giornalisti imprigionati in Bielorussia e Georgia -  Il riconoscimeto del Parlamento europeo a Andrzej Poczobut e Mzia Amaglobeli  /  Metsola: "Sono fari di libertà"

Continua... to be continued...

martedì 16 dicembre 2025

SPORT - calcio / Serie A: i due gioielli del Verona Orban-Giovane e gli altri...

 16 dicembre '25 - martedì                           16th December / Tuesday                       visione post - 6

(da la Gazzetta dello Sport - di Giulio Saetta, giornalista)

Orban - Giovane e i nuovi talenti: chi sono e quanto valgono i gioielli del VERONA Hellas

Giovani di prospettiva, diritti di riscatto sostenibili e l'Hellas risale in classifica con margini di crescita economica e tecnica


Gift, regalo in inglese.. Il nome di Orban fotografa il momento dell'Hellas, e il clima natalizio in questo aiuta. Il nigeriano (Orban) con una doppietta ha regalato tre punti d'oro in casa della Fiorentina, lasciata sempre più sola all'ultimo posto e doppiata in termini di punti.  Ma la classifica dice Verona ancora al terzultimo posto, quindi, bisogna guardare a chi sta davanti. Quindicesima giornata propizia anche per i risultati di quelle più vicine, tutte perdenti: Pisa, scavalcato; Parma, Genoa e Cagliari avvicinati (-2), e ora a tiro di due punti.  -  Una vittoria non casuale quella al Franchi, sulla scia di quella della settimana precedente in casa contro l'Atalanta, prima vittoria del campionato: la svolta! 

Gemelli del gol -  Orban in un solo colpo è diventato il capocannoniere stagionale gialloblù, 4 reti in campionato, tutte pesanti. Cinque punti hanno fruttato, nessuna sconfitta nelle tre partite in cui il nigeriano è andato in gol: pareggi contro la Juve e il Cagliari e vittoria con a Fiorentina. Dai piedi di Orban è scaturito anche l'assist per i primo gol in campionato del "gemello" Giovane, bellisimo, al Bentegodi contro l'Inter, anche se non ha regalato punti in classifica.  Orban-Giovane sono la nuova coppia d'oro scoperta da Sean Sogliano, uno che all'Hellas ha portato talenti e plusvalenze a go-go: Ngonge, Noslin, Cabal solo alcuni deicalciatori lanciati nel gotha calcistico italiano.  Orban è arrivato in prestito dall'Hoffenheim per 500 mila euro e su di lui il Verona ha un diritto di riscatto di 8, Visto che ha solo 23 anni, il suo valore di mercato in poco più di tre mesi è già quasi raddoppiato. Giovane addirittura è un parametro zero e ha pure un anno in meno di Orban. Insiem, in 15 partite di campionato hanno già messo sul piatto 12 partecipazioni al gol tra ret e assist: sulle 13 segnate dai gialloblù, solo due non sono scaturite dai loro piedi. Domenica al Franchi sono stati protagonisti di una staffetta obbligata: il nigeriano subentrato al brasilia-no acciaccato alla caviglia. In attesa degli esami, traspare fiducia per il suo rientro già alla prossima a San Siro contro il Milan domenica 28 dicembre.
Gli altri -  Profili europei - Ma non finiscono qui le strenne gialloblù. La partita di Firenze ha messo in vetrina anche Armel Bella-Kotchap, centralone tedesco, forte fisica-mente e nel gioco aereo ma allo stesso tempo agile e veloce. In prestito dal Southampton, anche lui "opzionato" con diritto di 7 milioni. 24 anni ma già con grande esperienza, è stato in nazionale e ha giocato sia in Premier che in Bundesliga, oltre che in Champions.
Armel Bella-Kotchap

Curriculum europeo ancora più spiccato quello di Moatasem Al-Musrati: un bellissimo assist per il primo gol di Orban a Firenze. Centrocampista libico di 29 anni in cerca di rilancio dopo una parentesi al Besiktas, da cui è arrivato in prestito oneroso di 2 milioni. Anche in questo caso il Verona si è assi-curato un diritto di riscatto (7 milioni).
Freccia algerina: Rafik Belghali, praticamente sconosciuto ai più l'esterno destro algerino nato in Belgio 23 anni fa. Degno sostituto sulla fascia di Jackson Tchatchoua, venduto al Wolverhampton per
13 milioni di euro e una plusvalenza pura di oltre 8. Anche Belghali è andato a segno in campionato; peccato perderlo causa Coppa d'Africa.  

Lucianone

INTERVISTA - Omar Yaghi, Nobel palestinese

 17 gennaio '25 - martedì                              17th January /  Tuesday                     visione post - 10

(da la Repubblica, 7 novembre '25 -  di Luca Fraioli) 

Il Nobel palestinese Omar Yaghi: "Insegnando la scienza cerco la via della pace"

Omar Yaghi ha vinto il premio per la Chimica: "La crescita dei giovani fondamentale per il dialogo con gli avversari"

Omar Yaghi ha appena vinto il Nobel per la Chimica. Ma il suo è soprattutto un messaggio di pace. Quando gli chiediamo un'opinione su Gaza, viste le sue origini palestinesi, risponde: "Dobbiamo proteggere la sacralità della vita umana. E rifiutare la violenza, in tuttel le sue forme. Per me la scienza è un linguaggio che può superare ogni barriera. E' anche per questo che abbiamo bisogno della scienza: per educare le nuove generazioni, per impegnare le persone in attività che favoriscano la loro crescita intel-lettuale, per dialogare con coloro che percepiamo come avversari". A lui è successo: la scienza l'ha salvato. Nato in Giordania da una famiglia di rifugiati palestinesi, ha avuto un'infanzia difficile, è volato negli Usa che era poco più di un bambino, ha lavorato e studiato fino a ottenere, a soli 60 anni, il più ambito riconoscimento per chi fa ricerca. -    La Accademia reale svedese lo ha ha premiato per aver sviluppato "strutture metallorganiche" o Mof.  Dal 2012 insegna chimica alla Berkeleygià viveva neli Stati Uniti.  University, in California, ma i suoi studi lo hanno condotto spesso in Italia. "Collaboro con Davide Proserpio del- l'Università di Milano", ricorda.  E lo scorso dicembre ha ricevuto al Quirinale , presente Sergio Mattarella, il premio Balzan per lo "sviluppo di materiali nanoporosi per applicazioni ambientali". La prossima settimana saraà di nuovo a Roma per l'Apertura dell'Anno accademico ai Licei. 

INTERVISTA -   Luca Fraioli:  Pofessor Yaghi, quando si è innamorato della chimica?                        Omar Yaghi: "A dieci anni: a scuola ho scoperto le molecole e ho deciso che avrei dedicato la vita a studiarle".

L. Fraioli: All'epoca era in Giordania?  -  Omar Yaghi: "Sì, ad Amman.. E' lì  he sono nato e cresciuto, prima di emigrare verso gli Usa a 15 anni. 

L. Fraioli: Come vive le sue origini palestinesi? - O. Yaghi: "I media mondiali hanno alimentato un equivoco e vorrei che Repubblica mi aiutasse a chiarirlo. In molti resoconti giornalistici è stato detto che sono originario di Gaza, lo riporta anche Wikipedia. E' sbagliato: la mia famiglia viveva nella "vecchia Palestina", in una città che si chiamava Masmiya, tra Giaffa e Gerusalemme. Poi si sono trasferiti in Giordania nel 1948,  con la nascita di Israele. Sono comunque orgoglioso delle mie origini palestinesi, della mia famiglia, dell'essere nato e cresciuto in Giordania, della cittadinanza onoraria saudita, dell'essere un cittadino statunitense".

L. Fraioli: Come è arrivato in America? -  O. Yaghi: "Fu mio padre a incoraggiarmi. L'aveva fatto anche con i fratelli maggiori, e in effetti uno di loro già viveva negli Stati Uniti. Lo raggiunsi, ma dopo il primo anno dovetti trovare lavoro in un supermercato per mantenermi. Non ho frequentato la high school, ma un community college (una alternativa economica alle università e alle scuole professionali ndr.). Ero il più piccolo della classe. 

L. Fraioli: Con queste premesse come ha fatto ad arrivare al Nobel? -   O. Yaghi: "Le aversità non mi hanno fermato. Mi è stato insegnato che se lavori duro sarai valutato per il tuo lavoro. Quando negli Usa me ne è stata data l'opportunità, ho passato così tanto tempo in laboratorio... era impossibile portarmi via da lì. Penso che sia stata questa passione a permettermi di superare i fallimeni e affron-tare grandi sfide. Come creare i Mof: all'epoca si pensava che fosse impossibile realizzarli". 

L. Fraioli: Ecco, i Mof cosa sono? -  O. Yaghi: "Materiali nei quali ci sono metalli che collegano tra loro molecole organiche , basate, basate cioè sul carbonio.  Le strutture così ottenute hanno spazi al loro interno, e dentro quegli spazi si possono intrappolare altre molecole. E' possibile realizzare Mof  "su misura", per catturare specifiche sostanze. L'acqua presente nell'aria, anche in zone desertiche, per risolvere il problema della sete. La CO2 che è in atmosfera e innalza le temperature . Inquinanti pre-senti nelle acque di fiumi e mari. O anche sostanze tossiche che contaminano il sangue umano". 

L. Fraioli: Tutto questo è teoria o realtà? -  O. Yaghi: "Non è fiction: ci sono già Mof  utilizzati nei cementifici, tra gli impianti industriali che emettono più CO2.  E il prototipo che abbiamo sperimentato  nella Death Valley per catturare acqua dall'aria, sarà commercializzato a partire dal prossimo anno".    

L. Fraioli: A cosa lavora oggi? -  O. Yaghi: "Nel 2005, con il mio team, abbiamo inventato i Cof, i framework organici covalenti. Questi materiali si sono rivelati essere i migliori in assoluto nella cattura della CO2: stiamo cercando di renderli meno costosi e di industrializzare il processo".

L. Fraioli: La sua storia può essere di incoraggiamento per i bambini palestinesi che hanno sofferto in questi anni di conflitto? -  O. Yaghi: "Avere una infanzia durissima, può anch produrre grane determi-nazione. Da bambino per frequentare la scuola dovevo camminare tre chilometri all'andata  e altrettanti al ritorno. E se pioveva stavo con i vestiti bagnati in classe tutto il tempo. Ma ritengo comunque di aver avuto una vita benedetta".

Lucianone 

domenica 14 dicembre 2025

SPORT / calcio - Serie A '25-26 / 14^ giornata con risultati, classifica e commenti / video

 15 icembre '25 - domenica                               15th DEcember / Sunday                  visione post - 8

Sassuolo - Fiorentina  3 - 1   Inter - Como  4 - 0

H. Verona - Atalanta  3 - 1  Cremonese - Lecce  2 - 0

Cagliari - Roma  1 - 0   Lazio - Bologna  1 - 1

Napoli - Juventus  2 - 1   Pisa - Parma   0 - 1

Udinese - Genoa   1 - 2   Torino - Milan   2 - 3

CLASSIFICA

Milan, Napoli  31  /  Inter  30  /  Roma  27  /  Bologna  25  /  Como  24  /  Juventus  23  /  Lazio  19

Sassuolo, Cremonese  20  Udinese  18  /  Atalanta  16  /  Torino, Cagliari, Genoa, Parma, Lecce  14 

Pisa  10  /  H.  Verona  9  /  Fiorentina   6

Commento

di Luciano Finesso

La Roma di Gasperini ha adesso qualche difficoltà a tenere il passo delle prime: un attacco un pò corto di riserve e basato troppo sulle abilità di Dybala (talvolta ancora a mezzo servizio)  fa fatica a reggere nel confronto con le punte di Inter, Milan e spesso anche del Napoli. Il Gasp dovrà cercare rinforzi in avanti se vorrà continuare a competere per le prime piazze. E comunque la più attrezzata lì davanti sembra essere ancora l'Inter con attacco sia da Champions che da campionato. Bologna, Como e Juventus sono le altre squadre che formano un terzetto che può insidiare la squadra capitolina. Tutto da vedere da qui alla fine di Gennaio, mese in cui, poi, possono arrivare i rinforzi veri per un pò di forma- zioni.   "Atalanta: dove sei?" - la domanda che tanti si pongono, non solo i suoi sostenitori, sembra per ora cadere nel vuoto, quello stesso vuoto che si è visto nel match che la Dea ha perso nella nebbia di Verona e dove inopinatamente ha alzato le mani - tutte e undici! - in segno di resa anticipata. E il sottoscritto, grande fan dell'Hellas (insieme, chiaro, agli altri sostenitori gialloblu) si è stropicciato gli occhi più volte incredulo. D'altra parte bisogna dare atto all'Hellas VR che ha fatto la partita perfetta, guidata da un grande Zanetti, per provare ad uscire dalle sabbie mobili del fondo profondo e il gruppo compatto degli undici ha bloccato un'Atalanta che ha perso la "verve" del suo Gasp e appesantita dal match giocato in Coppa (comunque vinto). Così ha dovuto rimediare alla batosta, però già compiuta, uno Scamacca rigorista che nel secondo tempo ha attutito i dolori per una sconfitta che poteva essere ancora più pesante da digerire. Comunque, grande prestazione del Verona Hellas che non ha sbagliato una mossa  e dove, complice la nebbia, i nerazzurri facevano fatica a vedere palla e giocatori gialloblù. Diciamo allora che la squadra di Zanetti sta trovando il bandolo della matassa per tentare di uscire dalla zona insidiosa pro-B e staccarsi un pò alla volta dalla Viola, cioè una Fiorentina in piena crisi da ultimo posto e senza soprattutto avere mai vinto una sola partita; insomma una posizione in cui  non avrebbe mai pensato di essere a inizio campionato! -        "Fiorentina, aiuto! - e adesso?" - la situazione della Viola è diventata drammatica. Bloccata nel punteggio, 6 punti e nessuna vittoria, bloccata a li-vello psicologico. E se nella Conference è riuscita a vincere l'ultima partita, nel campionato per ora non riesce proprio a sbloccarsi per più di un motivo, dirigenza che non esiste, giocatori in crisi, vedi per primo il portiere DeGea e lo stesso Kean che sembra aver perso lucidità e quindi sia lui che la squadra si trovano allo sbando quasi totale. La prossima sfida con il Verona potrebbe essere la gara della svolta ma al tempo stesso presentarsi come l'ultima spiaggia per poter riemergere. Ma la stessa Hellas non è ora squadra semplice da affrontare. E allora sarà una sfida molto delicata per entrambe, ma soprattutto per la Viola che ormai mon può più sbagliare.

Lucianone