17 gennaio '25 - martedì 17th January / Tuesday visione post - 10
(da la Repubblica, 7 novembre '25 - di Luca Fraioli)
Il Nobel palestinese Omar Yaghi: "Insegnando la scienza cerco la via della pace"
Omar Yaghi ha vinto il premio per la Chimica: "La crescita dei giovani fondamentale per il dialogo con gli avversari"
Omar Yaghi ha appena vinto il Nobel per la Chimica. Ma il suo è soprattutto un messaggio di pace. Quando gli chiediamo un'opinione su Gaza, viste le sue origini palestinesi, risponde: "Dobbiamo proteggere la sacralità della vita umana. E rifiutare la violenza, in tuttel le sue forme. Per me la scienza è un linguaggio che può superare ogni barriera. E' anche per questo che abbiamo bisogno della scienza: per educare le nuove generazioni, per impegnare le persone in attività che favoriscano la loro crescita intel-lettuale, per dialogare con coloro che percepiamo come avversari". A lui è successo: la scienza l'ha salvato. Nato in Giordania da una famiglia di rifugiati palestinesi, ha avuto un'infanzia difficile, è volato negli Usa che era poco più di un bambino, ha lavorato e studiato fino a ottenere, a soli 60 anni, il più ambito riconoscimento per chi fa ricerca. - La Accademia reale svedese lo ha ha premiato per aver sviluppato "strutture metallorganiche" o Mof. Dal 2012 insegna chimica alla Berkeleygià viveva neli Stati Uniti. University, in California, ma i suoi studi lo hanno condotto spesso in Italia. "Collaboro con Davide Proserpio del- l'Università di Milano", ricorda. E lo scorso dicembre ha ricevuto al Quirinale , presente Sergio Mattarella, il premio Balzan per lo "sviluppo di materiali nanoporosi per applicazioni ambientali". La prossima settimana saraà di nuovo a Roma per l'Apertura dell'Anno accademico ai Licei.
INTERVISTA - Luca Fraioli: Pofessor Yaghi, quando si è innamorato della chimica? Omar Yaghi: "A dieci anni: a scuola ho scoperto le molecole e ho deciso che avrei dedicato la vita a studiarle".
L. Fraioli: All'epoca era in Giordania? - Omar Yaghi: "Sì, ad Amman.. E' lì he sono nato e cresciuto, prima di emigrare verso gli Usa a 15 anni.
L. Fraioli: Come vive le sue origini palestinesi? - O. Yaghi: "I media mondiali hanno alimentato un equivoco e vorrei che Repubblica mi aiutasse a chiarirlo. In molti resoconti giornalistici è stato detto che sono originario di Gaza, lo riporta anche Wikipedia. E' sbagliato: la mia famiglia viveva nella "vecchia Palestina", in una città che si chiamava Masmiya, tra Giaffa e Gerusalemme. Poi si sono trasferiti in Giordania nel 1948, con la nascita di Israele. Sono comunque orgoglioso delle mie origini palestinesi, della mia famiglia, dell'essere nato e cresciuto in Giordania, della cittadinanza onoraria saudita, dell'essere un cittadino statunitense".
L. Fraioli: Come è arrivato in America? - O. Yaghi: "Fu mio padre a incoraggiarmi. L'aveva fatto anche con i fratelli maggiori, e in effetti uno di loro già viveva negli Stati Uniti. Lo raggiunsi, ma dopo il primo anno dovetti trovare lavoro in un supermercato per mantenermi. Non ho frequentato la high school, ma un community college (una alternativa economica alle università e alle scuole professionali ndr.). Ero il più piccolo della classe.
L. Fraioli: Con queste premesse come ha fatto ad arrivare al Nobel? - O. Yaghi: "Le aversità non mi hanno fermato. Mi è stato insegnato che se lavori duro sarai valutato per il tuo lavoro. Quando negli Usa me ne è stata data l'opportunità, ho passato così tanto tempo in laboratorio... era impossibile portarmi via da lì. Penso che sia stata questa passione a permettermi di superare i fallimeni e affron-tare grandi sfide. Come creare i Mof: all'epoca si pensava che fosse impossibile realizzarli".
L. Fraioli: Ecco, i Mof cosa sono? - O. Yaghi: "Materiali nei quali ci sono metalli che collegano tra loro molecole organiche , basate, basate cioè sul carbonio. Le strutture così ottenute hanno spazi al loro interno, e dentro quegli spazi si possono intrappolare altre molecole. E' possibile realizzare Mof "su misura", per catturare specifiche sostanze. L'acqua presente nell'aria, anche in zone desertiche, per risolvere il problema della sete. La CO2 che è in atmosfera e innalza le temperature . Inquinanti pre-senti nelle acque di fiumi e mari. O anche sostanze tossiche che contaminano il sangue umano".
L. Fraioli: Tutto questo è teoria o realtà? - O. Yaghi: "Non è fiction: ci sono già Mof utilizzati nei cementifici, tra gli impianti industriali che emettono più CO2. E il prototipo che abbiamo sperimentato nella Death Valley per catturare acqua dall'aria, sarà commercializzato a partire dal prossimo anno".
L. Fraioli: A cosa lavora oggi? - O. Yaghi: "Nel 2005, con il mio team, abbiamo inventato i Cof, i framework organici covalenti. Questi materiali si sono rivelati essere i migliori in assoluto nella cattura della CO2: stiamo cercando di renderli meno costosi e di industrializzare il processo".
L. Fraioli: La sua storia può essere di incoraggiamento per i bambini palestinesi che hanno sofferto in questi anni di conflitto? - O. Yaghi: "Avere una infanzia durissima, può anch produrre grane determi-nazione. Da bambino per frequentare la scuola dovevo camminare tre chilometri all'andata e altrettanti al ritorno. E se pioveva stavo con i vestiti bagnati in classe tutto il tempo. Ma ritengo comunque di aver avuto una vita benedetta".
Lucianone
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