martedì 12 dicembre 2023

Ultime notizie - dall'Italia e dall'estero / Latest news

 12 dicembre '23 - lunedì                               12th December / Monday                       visione post - 32

Dall'Europa -

Sanzioni per Hamas: la proposta di Bruxelles con i ministri degli Esteri di Berlino, Roma e Parigi. -  L'Europa ha deciso di comminare sanzioni contro Hamas. La proposta è stata sostenuta dai ministri degli Esteri di Italia, Germania e Francia. Intanto continuano i raid israeliani nella Striscia.  L'Italia, la Francia e la Germnis sostengono l'iniziativa europea per imporre sanzioni contro il gruppo i Hamas, mentre Antonio Tajani, il ministro degli Esteri, ha spiegato di opporsi "a bandi contro i coloni estremisti, pur condannandone le violenze".

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SPORT / Calcio - serie A / anno 2023-24 - 15^ giornata risultati e commento

 12 dicembre '23 - martedì                              12th December / Tuesday                     visione post - 11


Juventus - Napoli   1 - 0   H. Verona - Lazio   1 - 1  

Atalanta  -  Milan  3 - 2  Inter - Udinese  4 - 0

Frosinone - Torino  0 - 0   Monza - Genoa  1 - 0

Salernitana - Bologna  1  -  2   Roma - Fiorentina  1 - 1

Empoli - Lecce   1 - 1  Cagliari - Sassuolo  2 - 1




 
Lucianone




Commenti - Il tempo dell'Attesa (e quello dell'Avvento)

 12 dicembre '23 / martedì                                12th December / Tuesday                 visone post - 9   

(da la Repubblica - 11 dicembre '23 - di Enzo Bianchi)

Il tempo dell' attesa

Ogni anno, verso la fine dell'anno civile, giunge un tempo che i cristiani distinguono dallo scorrere quotidiano dei giorni e lo chiamano "Avvento": tempo di attesa di una venuta, di una manifestazione desiderata che finalmente si imporrà nella storia con una novità inaudita, ci sarà un cielo nuovo e una terra nuova in cui regneranno la giustizia, l'aamore reciproco, la pace. I cristiani si impegnano in questa attesa per le parole di Gesù che i suoi ascoltatori discepoli hanno compreso come l'annuncio di una dipartita ma di una conseguente venuta nella gloria per l'instaurazione del Regno di Dio.  C'è stato un tempo, non certo il nostro, in cui si poteva rispondere alla domanda  "chi è il cristiano?" con le parole "colui che aspetta Gesù Cristo, la sua venuta". -   Abbiamo alle spalle più di due millenni di cristianesimo e lo dobbiamo confessare: la speranza e l'attesa dei primi cristiani che si sono sempre rinnovate nei secoli sono state tutte deluse. Cristo non torna, tutto va avanti come prima, il Regno di Dio non lo si vede e la promessa di giustizia, pace, salvezza sembra essere delusa, un bel sogno dell'umanità condannato a essere frustrato  Eppure in secoli diversi e in chiese diverse vediamo cristiani che per aspettare la venuta di Gesù Cristo vegliano durante la notte per essere pronti all'incontro con il loro Signore, ci sono stati cristiani che hanno consacrato la vita a una ricerca della sua presenza, all'ascolto della sua Parola, chiedendogli solo: vieni Signore. Questa è follia? No, è un desiderio custodito nel cuore e nel comportamento: ognuno di noi può essere il Regno di Dio annunciato da Gesù come veniente. Basta che lasci regnare solo Dio su di sè e dunque la sua volontà, che è amore, giustizia e pace, e impedisca ad altre presenze, gliarcontes di questo mondo di dominarvi.  Ecco quando viene il Regno di Dio, quando tu vuoi, se tu vuoi su di te. Ma la certezza della fede non toglie l'ansietà, la speranza disperata della ragione per la quale Gesù ritardi la sua promessa rendendo il nostro esilio da lui insopportabile.

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giovedì 7 dicembre 2023

Riflessioni - idee / IL DISCORSO DEL GENITORE: "Il mio appello agli uomini" di G. Cecchettin

 7 dicembre '23 - giovedì                                    7th December / Thursday                    visione post - 7

(da Corriere della Sera - 6 dicembre '23, mercoledì)

La lettera-discorso di Gino Cecchettin

"Carissimi tutti,

abbiamo vissuto un  tempo di profonda angoscia: ci ha travolti una tempesta terribile e anche adesso questa pioggia di dolore sembra non finire mai. Ci siamo bagnati, infreddoliti, ma ringrazio le tante persone che si sono strette attorno a noi per portarci il calore del loro abbraccio. Mi scuso per l'impossibilità di dare riscontro personalmente, ma ancora grazie per il vostro sostegno di cui avevamo bisogno in queste settimane terribili. La  mia riconoscenza giunga anche a tutte le forze dell'ordine, al vescovo a ai monaci che ci ospitano, al presidente della Regione Zaia e al ministro Nordio e alle istituzioni che congiuntamente hanno aiutato la mia famiglia.

 Mia figlia Giulia era proprio come l'avete conosciuta, una giovane donna straordinaria. Allegra, vivace, mai sazia di imparare. Ha abbracciato la responsabilità della gestione familiare dopo la prematura perdita della sua amata mamma.  Oltre alla laurea che si è meritata e che ci sarà consegnata tra pochi giorni, Giulia si è guadagnata ad honorem anche il titolo di mamma. Nonostante la sua giovane età già diventata una combattente, un'oplita, come gli antichi soldati greci, tenace nei momenti di difficoltà:. il suo spirito indomito ci ha ispirato tutti. Il femminicidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita delle donne, vittime proprio di coloro che avrebbero dovuto amarle, e invece sono state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi fino a perdere completamente la loro libertà prim di perdere anche la vita. -       Come può accadere tutto questo?  Come è potuto accadere a Giulia? Ci sono tante responsabilità, ma quella educativa ci coinvolge tutti: famiglie, scuola, società civile, mondo dell'informazione.

Mi rivolgo per primo agli uomini, perchè noi per primi dovremmo dinmostrare di essere agenti di cambiamento contro la violenza di genere. Parliamo agli altri maschi che conosciamo, sfidando la cultura che tende a minimizzare la violenza da parte di uomini apparentemente normali. Dovremmo essere attivamente coinvolti, sfidando la diffusione di responsabilità, ascoltando le donne e non girando la testa di fronte ai segnali di violenza, anche i più lievi. La nostra azione personale è cruciale per rompere il ciclo e creare una cultura di responsabilità e supporto. - A chi è genitore come me, parlo con il cuore insegnamo ai nostri figli il valore del sacrificio e dell'impegno e aiutiamoli anche ad accettare le sconfitte.  Creiamo nelle nostre famiglie quel clima che favorisce un dialogo sereno perchè diventi possibile educare i nostri figli al rispetto della sacralità di ogni persona, ad una sessualità libera da ogni possesso e all'amore vero che cerca solo il bene dell'altro.  Viviamo in un'epoca in cui la tecnologia ci connette in modi straordinari, ma spesso, purroppo, ci isola e ci priva del contatto umano reale. kkmpppl E' essenziale che i giovani imparino a comunicre autenticamente, a guardare negli occhi degli altri, ad aprirsi all'esperienza di chi è più anziano di loro. La mancanza di connessione umana autentica può portare a incomprensioni e a decisioni tragiche. Abbiamo bisogno di ritrovare  la capacità di ascoltare e di essere ascoltati, di comunicare reslmente con empatia e rispetto.  la scuola ha un ruolo fondamentale nella formazione dei nostri figli. Dobbiamo investire in programmi educativi che insegnino il rispetto reciproco, l'importanza delle relazioni sane e la capacità di gestire i conflitti in modo costruttivo per imparare ad affrontare le difficoltà senza ricorrere alla violenza. La prevenzione della violenza inizia nelle famiglie, ma continua nelle aule scolastiche, e dobbiamo assicurarci che le scuole siano luoghi sicuri e inclusivi per tutti. -  Anche i media giocano un ruolo cruciale da svolgere in modo responsabile. La diffusione di notizie distorte e sensazionalistiche non solo alimenta un'atmosfera morbosa, dando spazio a sciacalli e complottisti, ma può anche contribuire a perpetuare comportamenti violenti. Chiamarsi fuori, cercare giustificazioni, difendere il patriarcato quando qualcuno ha la forza  e la disperazione per chiamarlo col suo nome, trasformare le vittime in bersagli solo perchè dicono qualcosa con cui magari non siamo d'accordo, non aiuta ad abbattere le barriere. perchè da questo tipo di violenza che è solo apparentemente personale e insensata si sesce soltanto sentendoci tutti coinvolti.  Anche quando sarebbe facile sentirsi assolti.

Alle istituzioni politiche chiedo di mettere da parte le differenze ideologiche per affrontare unitariamente il flagello della violenza di genere. Abbiamo bisogno di leggi e programmi educativi mirati a prevenire la violenza, a proteggere le vittime e a garantire che i colpevoli siano chiamati a rispondere delle loro azioni. Le forze dell'ordine devono essere dotate delle risorse necessarie per combattere attivamente questa piaga e degli strumenti per riconoscere il pericolo. ma in questo momento di dolore e tristezza, dobbiamo trovare la forza di reagire, di trasformare questa tragedia in una spinta per il cambiamento.  La vita di Giulia, la mia Giulia, ci è stata sottratta in modo crudele, ma la sua morte, può anzi deve essere il punto di svolta per porre fine alla terribile piaga della violenza sulle donne. Grazie a tutti per essere qui oggi: che la memoria di Giulia ci ispiri a lavorare insieme per creare un mondo in cui nessuno debba mai temere per la propria vita. - Vi voglio leggere una poesia di Gibran che credo possa dare una reale rappresentazione di come bisognerebbe imparare a vivere. "Il vero amore non è nè fisic o nè romantico./Il vero amore è l'accettazione di tutto ciò che è,/è stato, sarà e non sarà./Le persone più felici/non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto,/ma coloro che traggono il meglio/da ciò che hanno./La vita non è una questione/di come sopravvivere alla tempesta,/ma di come danzare nella pioggia!".

Cara Giulia, è giunto il momento di lasciarti andare. Salutaci la mamma. Ti penso abbracciata a lei e ho la speranza che, strette insieme, il vostro amore sia così forte da aiutare Elena, Davide e anche me non solo a sopravvivere a questa tempesta di dolore che ci ha travolto, ma anche ad imparare a danzare  sotto la pioggia. Sì, noi tre che siamo rimasti vi promettiamo che, un pò alla volta, impareremo a muovere passi di danza sotto questa pioggia. ----------------------------------------------------------------------Cara Giulia, grazie per questi 22 anni che abbiamo vissuto insieme e per l'immensa tenerezza che ci hai donato. Anch'io ti amo tanto e anche Elena e Davide ti adorano. Io non so pregare, non so sperare: ecco, voglio sperare insieme a te e alla mamma, voglio sperare insieme a Elena e Davide e voglio sperare insieme a tutti voi qui presenti: voglio sperare che tutta questa pioggia di dolore fecondi il terreno delle nostre vite e voglio sperare che un giorno possa germogliare. E voglio sperare che produca il suo frutto d'amore, di perdono e di pace. "

Addio Giulia, amore mio


Lucianone

domenica 19 novembre 2023

Ultime notizie - dall'Italia e dall' Estero / Latest news

 19 novembre '23 - domenica                             19th November / Sunday               visione post - 13

Italia PORDENONE / Barcis

Il massacro di Giulia - Il corpo della giovane donna trovato in fondo a un dirupo, vicino al lago di Barcis. Giulia ha provato a difendersi  dal suo aguzzino (ex fidanzato) che aveva voluto seguire, e ha provato a difendersi, ma è stata uccisa a coltellate (più di 20). E aveva gli stessi abiti del giorno della scomparsa. L'ex fidanzato tradito da una telecamera. Ora caccia all'uomo in fuga. -  / L'auto di Turretta avvistata in Austria. La procura: "Consegnati".

UN altro femminicidio, probabilmente più impressionante di altri...l'ennesimo (più di cento dall'inizio dell'anno 2023) e questo ormai ci riguarda tutti, tutta la società, quella della fine del benessare, quella della caduta libera del ceto medio, quella della povertà assoluta che ormai è lasciata a sè stessa  e ai suoi problemi di sopravvivenza quotidiana, e in questa società post-capitalista e superliquida si usa sempre più spesso la parola "bravi" e "brave" per persone, per gente, uomini o donne, ragazzi e ragazze che hanno compiuto omicidi o comunque sono andati contro la legge. E questo "bravi" e "brave" si usa sempre dopo che sono stati commessi reati più o mneo gravi, omicidi più o meno efferati. E tanti di noi, se non tutti, si chiedono il perchè quei  Bravi "delinquenti" hanno compiuto quello che hanno compiuto e fatto come fosse una "bella sorpresa".  E allora meditiamo, gente, meditiamo... !   (Lucianone-  L. Finesso)

Sarcis (PORDENONE)  -  Nascosta nel fitto del bosco, a cento metri dalla strada impervia che da Piancavallo porta a Barcis. Era lì, adagiata in una cavità tra le rocce, con due sacchi neri intorno al corpo che forse servivano a coprire il colore acceso del suo maglioncino. Su di lei non solo segni di percosse e varie contusioni - dovute anche alla caduta - ma numerose coltellate mortali sul collo e sulla testa e, sulle mani, i classici tagli di chi cerca di difendersi.  La conferma di un omicidio di cui è accusato l'ex fidanzato Filippo Turetta, ormai in fuga da una settimana, ma anche di un macabro dettaglio che riporta gli inquirenti a riflettere sull'ipotesi della premeditazione.

Israele  /  Conflitto Israele - Hamas

Colpite due scuole a Jabalia / Il leader Usa Biden: cuore spezzato per i bimbi morti / Gantz e Netanyahu divisi sul ruolo futuro dell'Anp / Ora Israele si muove verso Sud.  Biden: coloni violenti, no ai visti lllllllllllllllllllllllllllll  Gerusalemme  -  Dopo cinque giorni dalla partenza da Tel Aviv, la marcia delle famiglie degli ostaggi ha raggiunto Gerusalemme, dove c'è stata una manifestazione sotto la residenza del premier Benyamin Netanyahu. Secondo gli organizzatori hanno partecipato 25 mila persone 

Commento

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domenica 12 novembre 2023

L'intervista - Il regista e scrittore Emir KUSTURICA: "L'apocalisse non è ora... "

 12 novembre '23 - domenica                           12th November / Sunday                  visione post - 15

( da LA STAMPA - 4 novembre '23 - di Franco Giubilei)

Emir Kusturica: 

"L'apocalisse non è ora, l'essere umano saprà sopravvivere. Da un secolo viviamo una guerra infinita. Gaza è solo l'ultimo capitolo"

"Prima della guerra in Bosnia i nostri figli giocavano a un videogame in  ui vinceva chi ammazzava più civili". Il ricordo di Emir Kusturica  dice molto  sul ruolo  dei mezzi culturali        nel tenerci in costante allenamento in una delle attività predilette del genere umano, fare la guerra appunto. Il regista serbo (ieri al Circolo dei lettori di Torino per il festival "Radici" a presentare il suo romanzo L'angelo ribelle), passa    in  rassegna i conflitti del XX secolo  e definisce  quello  in corso a Gaza     "solo l'ultimo capitolo della serie"  I candidati alla successione non mancano e i prossimi potrebbero essere i suoi Balcani, dove odio e rancori non sono mai morti e oggi riaffiorano in Kosovo, con la minoranza serba ad affilare le armi contro gli albanesi al governo.

INTERVISTA -

F. Giubilei - "Il suo film Underground, usvito nel '95 quando la situazione in ex Jugoslavia era ancora incandescente, era molto politico e scomodo: lo sarà anche il prossimo?" 

E. Kusturica: "Tutti i film sono politici, i miei primi poi  lo erano  in particolare.   Sono cresciuto nel cinema degli anni Settanta e Ottanta, in cui tutti gli aspetti della vita erano considerati. Negli ultimi 6 anni ho lavorato  a un nuovo film  che girerò  l'anno prossimo  e  che  si rifà a Delitto e castigo di Dostoevskij, uno dei romanzi chiave nella storia della letteratura russa, secondo la sua idea di redenzione in un mondo dove la vecchia moralità sta collassando, con conseguenze sulla vita privata delle persone".

F, Giubilei - "Le piace il vinema che viene prodotto oggi? Trova che racconti bene la realtà?"

 E. Kusturica:"Oggi abbiamo sentoeri  ideologici stretti e ispirati dal denaro. Poi non vedo più di una decina di grandi autori al mondo, fra cui Kaurismaki, Sorrentino, Garrone. Il cnema è in declino, come testimoniano gli insetti che infestno le sale parigine, e le piattaforme come Netflix in questo hanno un loro ruolo. Il consumo dei film oggi è soprattutto domestico, vedere un film in sala non è più tanto importante".

E. Giubilei - "Il cinema così come lo conoscevamo agonizza e non sarà più come prima. ma come circolano i contenuti della nostra civiltà? "

E. Kusturica: "Le faccio un esempio: già prima della guerra in Bosnia fra i nostri figli giravano dei videogame in cui, se non eri pronto a distruggere ospedali e a uccidere i civili, perdevi la partita. Persino nei videogiochi le regole prevedevano gli attacchi alla popolazione inerme". 

E. Giubilei - "Un ennesimo segnale di asuefazione alla guerra nella sua accezione peggiore. lei si sente pessimista o ottimista sul futuro dell'umanità? Si direbbe che non ci sia scampo".

E. Kusturica: "Sono molto ottimista invece: ci sono molte armi nucleari negli arsenali. come sappiamo bene, ma non credo che le useremo, perchè in fondo vogliamo sopravvivere. La Terza guerra mondiale forse non ci sarà, o forse sì, ma qualche guerra ci sarà di sicuro. Del resto dalla fine della Seconda, nel '45, ce ne sono state parecchie: c'è stata la Corea, poi il Vietnam, l'attacco russo all'Afghanistan, la guer- ra civile nell'ex Jugoslavia, due guerre in Iraq, la Siria, la Libia e ora la Palestina. La guerra in realtà  non si è mai fermata, questa in Medio Oriente è solo l'ultimo capitolo , e in tutti i conflitti gli americani hanno avuto un ruolo"

E. Giubilei: "Attribuisce agli Stati Uniti responsabilità precise?"  

E. Kusturica - "Hanno conyribuito a tutte le guerre, guardare a Joe Biden vuol dire chiedere al miglior indirizzo per questo. Le guerre sono delle grandi produzioni e cìoè qualcuno che ci fa un sacco di soldi, parlo dell'industria pesante militare".

E. Giubilei: "Il leader di Hezbollah ha definito l'attacco iniziale di Hamas a Israele "uperazione sacra e grande": è un appello a una nuova guerra santa?"

E. Kusturica: "Non ho gli elementi per rispondere, ma quel che vedo è l'armata americana molto vicino al Medio Oriente. Facendo il conto delle migliaia di civili palestinesi uccisi in un mese di attacchi israeliani, arriviamo a totalizzare le vittime di quattro anni di conflitto nell'ex Jugoslavia...".

E. Giubilei: "Lei ha scritto un romanzo, L'angelo ribelle. Che cosa ha spinto un cineasts sulla via della letteratura? Il suo mezzo di espressione prediletto resta il cinema?"

E. Kusturica: "Negli ultimi ventiquattro anni  ho suonato, ho finito gli ulimi concerti l'estate scorsa, fatto due documentari e tre film. Ma il motivo per cui ho scelto la scrittura è dimostrare che non sono uno stupido". 

E. Giubilei: "Prego?"

E. Kusturica: "Nel senso che gli scrittori in genere sono convinti che i registi, che in genere si basano su storie fatte da altri, siano stupidi. Ecco perchè ho scritto il mio romanzo, per provare che non lo sono".

Lucianone

domenica 5 novembre 2023

Il COMMENTO / Guerra in Medio Oriente - E' arrivato l'inferno

 5 novembre '23 - domenica                             5tth November / Monday                visione post - 17

(da La Stampa - mercoledì, 18 ottobre '23 - Il Commento / di Assia Neumann Dayan)

E' arrivato l'inferno sulla terra

Sono morte cinquecento persone nell'ospedale Al-AhliArabiBaptist di Gaza. Sono morte cinquecento persone perchè l'ospedale è stato bombardato . Sono morte cinquecento persone tra donne, bambini, uomini, anziani, medici. Sono morte cinquecento persone, sono morte.e altre ne moriranno.  l ministero della salute palestinese, controllato da Hamas, dice che è stato un bombardamento israliano , Israele dice che è stato il lancio fallimentare di un missile di Hamas a causare la strage. Vale la pena ricordare che bombardare un ospedale è un crimine internazionale. Noi ancora non sappiamo chi abbia causato la morte di cinquecento persone, ma quello che sappiamo è che nemmeno i filmati, nemmeno le fotografie, nemmeno le prove documentate, nemmeno i testimoni faranno cambiare idea a chi dice che è stato Israele o a chi dice che è stato Hamas. Quindi è ancora importante la verità?  A cosa serve la verità se nessuno è disposto a crederci? Qual è il numero esatto di morti? Chi è il responsabile?  Cercare di capire quello che sta succedendo è un dovere che ognuno di noi dovrebbe sentirsi addosso, ma non è così, perchè nessuno è disposto a sacrificare la propria di verità. Si dirà che quella notizia non è vera perchè non corrisponde alla nostra idea di vero, e non perchè sia falsa. .  Si dirà che quella notizia l'ha data un giornale che non ci piace e che quindi non può essere vera, si dirà che dalle foto non si vede bene, si dirà che è stata l'intelligenza artificiale, si dirà qualunque cosa pur di far coincidere la verità alla nostra idea di verità. Di verità ce n'è solo una: la gente muore. Muoiono i palestinesi, muoiono gli israeliani, muoiono per mancanza di cibo e acqua, muoiono bruciati vivi, muoiono per le bombe, muoiono in modi che noi nemmeno riusciamo a immaginare, muoiono soprattutto bambini. Non riusciamo a immaginarli anche se ci sono le fotografie, ma nemmeno a quelle crediamo perchè il pensiero di un bambino morto, di fame o bruciato vivo, non può rientrare nel nostro ordine di idee. Quello che sta succedendo cambierà per sempre il corso della storia, e dovremmo averne consapevolezza, perchè cambierà tutto, anche la nostra di storia. E' il trauma di una nazione, Israele, che deve elaborare il più grande lutto dopo la Shoah. E' il trauma della Palestina, condannata a subire le conseguenze delle decisioni di Israele, e di Hamas,  Ieri era la vigilia della visita di Biden in Israele, e di certo bombardare un ospedale non era la miglior cosa da fare, mettendo a repentaglio qualsiasi intervento degli Stati Uniti.  Era anche la vigilia dell'incontro con Abu Mazen, incontro che è stato cancellato.  Di certo, ogni notizia diramata da Hamas va verificata, perchè sono terroristi, quindi una fonte per natura non attendibile. Di certo, questa è una guerra, e se la responsabilità di Israele venisse verificata, constateremmo che ha commeso un crimine contro l'umanità e ne pagherebbe le conseguenze. -  In Occidente nessuno ha la percezione del massacro, è tutto ridotto a una compiaciuta ipocrisia di quelli che occupano il proprio tempo libero a cercare le fonti. le foto, i filmati, a commentare in maniera patologica qualunque notizia.            Quello  che è venuto meno  è  il senso dell'opportunità.  I morti si piangono, e piangere richiede  un tempo  di elaborazione  che nessuno  è più disposto  a spendere. E' venuo a mancare il senso della comunità civile, sono tornate le svastiche sono tornate le stelle di David sulle porte, è tornato il silenzio di chi non ha spesa parola per le vittime di Israele. Un bambino di sei anni negli Usa è stato ucciso solo perchè musulma-  no, i palestinesi muoiono ogni giorno, e chi sopravive è condannato a vivere l'inferno sulla terra. E' vero che in guerra la prima vittima è la verità, così come è vero che le prime vittime sono i civili.  Il nostro tempo occidentale andrebbe speso meglio. andrebbe speso a cercare la verità senza che a sostituirla sia l'ideologia. i terroristi sono persone innamorate della morte.  Si può davvero combattere , e sconfiggere, qualcuno che non crede nella vita, ma solo nella vita che viene dopo? -

Lucianone

lunedì 30 ottobre 2023

La Storia - Hiroshima e Pearl Harbor: gemellaggio di pace che divide il Giappone

 30th Ottobre '23 - lunedì                       30th October 7 Monday                            visione post - 41

(da la Repubblica - 1 luglio '23 - corrispondente Gianluca Modolo)                                                                                           

PECHINO -

Hiroshima-Pearl Harbor, il gemellaggio della pace. Ma pure della discordia. L'ambasciatoe statunitense in Giappone, Rahm Emanbuel, e il sindaco di Hiroshima, Kazumi  Matsui, hanno firmato  un accordo  di gemellaggio tra il Parco del Memoriale della Pace della città nipponica devastata dall'atomica nel 1945 e il National Memorial situato alle Hawaii, nato per ricordare l'attacco giapponese del '41. 

"Nessuno può visitare questi due luoghi ed uscirne rimanendo la stessa persona", ha detto il diplomatico statunitense all'ambasciata americana a Tokyo in occasione della firma dell'accordo. Due simboli dell'orrore  della Seconda guerra mondiale - e dello scontro  tra Giappine e Stati Uniti - che ora promuovono la pace e l'amicizia. In base all'accordo, i due parchi sosterranno scambi e condivideranno esperienze nel restauro di strutture e paesaggi storici, nell'uso della realtà virtuale e delle immagini digitali per la conservazione e l'educazione dei giovani. Tutto bellissimo. Non proprio.     A protestare sono alcuni hibakusha, i sopravvissuti dell'atomica americana che alle 8:15 del 6 agosto 1945   il bombardiere Enola Gay sganciò sulla loro città. Un accordo "inappropriato", lo hanno definito perchè - sostengono - mentre l'attacco di Pearl Harbor aveva come obiettivo una base navale (2.334 americani vennero  uccisi  il 7 dicembre 1941, attacco che spinse l'America  ad entrare  nella Seconda guerra mondiale ), il bombardamento di Hiroshima ha ucciso indiscriminatamente un gran numero di civili (circa 80mila persone morirono all'istante e il bilancio delle vittime  salì a 140mila  entro la fine  del 1945).  "I contesti storici dei due parchi saranno per sempre diversi", dice Haruko Moritaki,  consigliera dell' Associazione per l'abolizione delle armi nucleari di Hiroshima, al quotidiano giapponese Chugoku Shimbun. Definendo l'accordo un "insulto" ai sopravvissuti.  Diversi gruppi hanno scritto al governo della città chiedendo al sindaco Matsui di non firmae il gemellaggio, affermando che i due attacchi "non sono qualcosa per cui dovremmo perdonarci a vicenda", come riporta il quotidiano Nikkei Asia.  Sono lezioni storiche da cui imparare e da non ripetere mai più". -  "La bomba atomica non ha posto fine alla guerra e non ha salvato le vite dei soldati americani, come piace dire agli Stati Uniti. Era chiaro che il Giappone avrebbe perso",  dice  a Nikkei  Kunihicho Sakuma, presidente  di uno dei gruppi che sostengono gli hibakusha. "Gli Stati Uniti non avevano bisogno di sganciare la bomba su Hiroshima, la mossa era più probabilmente finalizzata a proiettare la potenza americana nel mondo. Se non si affronta questa questione fondamentale, non possiamo concentrarci solo sul futuro".- "Comprendo l'angos cia e la rabbia, ma non credo  che si debba essere intrappolati da questo", ha spiegato l'ambaciatore americano, aggiungendo che riconciliazione tra Stati Uniti e Giappone "è l'esempio di ciò che questo mondo ha disperatamente bisogno in questo momento".

I due parchi sono diventati luogni di riconciliazione tra i due Paesi - stretti alleati sin da  dopo la fine della guerra - quando nel maggio 2016 l'allora presidente statunitense Barack Obama divenne il primo leader Usa in carica a visitare il parco della Pace per rendere omaggio alle vittime della bomba.  Nel dicembre dello stesso anno, anche l'allora primo ministro nipponico  Shinzo Abe  visitò  Pearl Harbor. Lo stesso Obama ha mandato un messaggio scritto in occasione della firma del gemellaggio: "Questo accordo segna un risultato storico. Possimo costruire  un futuro comune  fondato  sulla pace  e  sulla cooperazione".   Non tutti in Giappone sono d'accordo. 



 .Lucianone

martedì 24 ottobre 2023

Ultime notizie - dall' Estero / Latest news

 24 ottobre '23 - lunedì                               24th October / Monday                       visione post - 11 

Israele  VS  Hamas 

Gaza -    Hamas libera altri due ostaggi. L'invasione di Gaza da parte di Israele non è più  questione  imminente.Le ragioni: da ricercare nella volontà di Washington, cioè di evitare conflitto regionale e avre altro tempo per negoziare laliberaione degli ostaggi, ma va ricercata anche nelle tensioni del governo  Netanyahu tra lui e i suoi generali.  Intanto sono stati ritrovati  purrroppo morti due italo-israeliani dispersi. -  Diventa sempre più ovvio che Hamas sta maturando una precisa politica su quello che è il rilascio degli ostaggi, e va a maturare una precia politica sullo stesso rilascio degli ostaggi. E vuole rinviare al più tardi l'invasione della striscia di Gaza: si è visto ieri sera con il ilascio di due donne anziane di Nir Oz, uno dei Kibbutz alle porte del Negev e ditante poche centinaia di metri dal perimetro della Striscia di Gaza soto assedio. Dei 400 membri di questo kibbutz circa un quarto è stato ucciso o rapito da Hamas.

Le due anziane liberate da Hamas sono attiviste di sinistra, fondatrici del kibbutz: Yocheved e Nurit sono state scelte per "motivi di salute". I coniugi delle due anziane sarebbero ncora prigionieri nella Striscia.

Gerusalemme -   Washington preme per i negoziati sui rapiti e l'invasione di Isrele rallenta. Si trattava su 50 persone, ma Hamas ne libera poche alla vola.. Dopo le due anziane rilasciate ne restano 220, ma potrebbero essere di più.  Ritrovati morti due italiani dispersi: sono italo-israeliani, moglie e marito e sono Lilach Lea Havron e Eviatar Moshe Kipnis.

Visitando i kibbutz devastati dai militanti di Hamas nell'attaco del 7 ottobre, si sono trovati in più abitazioni i simboli e le pubblicazioni di Pca Adesso, il movimento che nel 1982 si oppose all'invasione del Libano e poi sostenne con forza il progetto della nascita dello Stato palestinese in nome della "pace in cambio della resa della terra". E infatti oggi, nel clima surriscaldato dalle accuse sul fallimento del governo Netanyahu di fronte al pericolo di Hamas e alimentato dalle polemiche sulla sorte degli ostaggi, diversi membri dei kibbutz devastati, accusano le destre e Netanyahu di non averli difesi perchè concentrati a sostenere le aggressioni antipalestinesi dei coloni ebrei in Cisgiordania.

Il massacro al rave party di Re' im -

La seconda vittima italiana riconosciuta è Nir Forti (30 anni), che il 7 ottobre era insieme alla fidanzata e ad alcubni amici  al raveparty di Re' im, dove dopo il massacro sono stati recuperati oltre 250 cadaveri compreso quello della sua ragazza

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