domenica 27 giugno 2021

Ultime notizie - dall' Italia e dal Mondo / Latest news

 27 giugno '21 - domenica                                 27th June / Sunday                           visione post - 2

SPAGNA - Coronavirus
Maiorca / Variante Delta: tremila ragazzi in quarantena per il maxi focolaio, 850 i positivi
Erano in gita di fine anno e, secondo una prima ricostruzione, avevano partecipato ad un 
concerto reggaeton nell'arena di Palma di Maiorca, a gite in barca e a feste in camere d'al-
bergo e locali pubblici.

Vaticano
La lettera di Bergoglio al prete degli omosessuali: "Dio è padre di tutti"
Il Papa scrive a padre James Martin, il gesuita famoso in tutto il mondo
per le sue idee aperturiste.

FRANCIA - Elezioni regionali
Exit poll: sconfitta per l'estrema destra di Marine Le Pen

ITALIA - 
Torino / Morte 18enne 
La madre: "Vittima di bulli già da piccolo, stavolta penso non abbia retto alle offese"
La procura indaga su ipotesi omofobia e induzione a suicidio

Lucianone

venerdì 25 giugno 2021

Sport - calcio / Europeo EURO20 - SuperMancini: a chi somiglia il tecnico della nostra Nazionale?

 25 giugno '21 - venerdì                              25th June / Friday                                visione post - 5


(da La gazzetta dello Sport - 19 giugno '21 - di Fabio Licari)

Il gruppo di Bearzot, la leadership di Lippi, il piacere per la manovra di Prandelli, l'atteggiamen-
to offensivo di Sacchi, la saldezza difensiva di Conte, la gioia di giocare di Vicini e, speriamo, 
la striscia di partite senza sconfitte di Pozzo. Manca l'Europeo vinto da Valcareggi, ma sarebbe
un riferimento inopportuno.  Per ora godiamoci quest'Italia Frankenstein, se non s'offende nes-
suno a Covercisno e dintorni: nel senso di combinazione del meglio delle Nazionali precedenti.
Nel romanzo di Mary Shelley, il dottor Frankenstein  fallisce l'obiettivo  di far nascere la "crea-
tura perfetta", generando un essere deforme e incompreso. Fin qui il dottor Mancini non ha sba-
gliato un'alchimia.
Bearzot e Lippi - Spogliatoio compatto e leadership forte 
Il ricorso ai due c.t. campioni del Mondo è inevitabile. In questa Nazionale  c'è il gruppo di Bear-
zot. Se non si fosse capito a Spagna 82, s'è visto quarant'anni dopo, con gli azzurri  ancora  com-
pagni "dentro", affranti per l'addio di Pablito.  Quel gruppo  era più  sulla difensiva, si chiudeva
in protezione, s'inventò il silenzio stampa, con il c.t. e Zoff a fare da schermo. Questo di Mancini
è gruppo mai stato nell'emergenza, ma che ha sviluppato lo stesso una solidarietà interna ammi-
revole. Un fatto su tutti: Immobile e Belotti amicissimi, e compagni di stanza, sebbene in lotta
per la maglia di centravanti. Un altro: Barella che si dice pronto alla panchina  se Verratti rien-
trasse e Locatelli fosse considerato insostituibile. Il gruppo nasce anche da una leadership forte
e non si può non pensare a Lippi 2006.  "Capo" di una "Squadra"  disposta a seguirlo  fino alla
fine. Non c'è giocatore che non gli abbia riconosciuto  un'autorevolezza senza eguali. Mancini
esprime il suo "liderato" solo in maniera diversa.
Vicini e Prandelli: giocare divertendosi con la bella manovra
Due delle Italie più belle? Quella del '90 di Vicini e quella del 2012 di Prandelli. Due squadre
con una straordinaria voglia di giocare e con il culto del bello.  Non sono state  notti magiche 
perchè lo cantava Gianna Nannini, ma per hè quel ritornello si adattava a una Nazionale entu-
siasmante, figlia dell' Under 21 altrettanto divertente. Giocavano con gioia quegli azzurri, co-
me quelli di Mancini, forse troppo per quanto gli piace spendere energie dal 1' al 90': un rischio
quasi inevitabile perchè l'Italia 2021 è fatta per andare sempre a mille. E per farlo nel nome del
gioco, come aveva spiegato già Prandelli con una squadra elegante, di manovra, dal doppio re-
gista (Pirlo-De Rossi), innamorata del palleggio e influenzata dalle suggestioni del Barcellona
di Guardiola. Oggi non mancano i collegamenti di quest'Italia con il City sempre progettato dal
catalano.
Conte e Sacchi - Difesa imperforabile e mentalità offensiva
Due cifre rendono l'idea: in 34 partite, gli azzurri hanno egnato 85 gol e ne hanno subiti 14. In
media, 2,5 fatti e 0,4 presi a partita. Ma fermarsi alle cifre sarebbe sbagliato.  Nel 1990 Vicini
subì un solo gol, quello di Caniggia che in semifinale arrestò la nostra corsa. Nel 2006 l'Italia
subì un autogol e un rigore. Nel 2016 fu coniata dalla stampa francese l'espressione "bastardi
senza gloria" per indicare la Bbc più Buffon, il vero simbolo di quella Nazionale, imperforabi-
le se si esclude il gol tedesco nei quarti (lo 0-1 con l'Irlanda a qualificazione raggiunta). Man-
cini ha coniugato la solidità difensiva con un attacco impressionante per quantità di gol e men-
talità offensiva: linea a cinque, trenta marcatori diversi in tre anni, squadra sempre con il van-
taggio territoriale. Come predicava Sacchi con il Milan e con la Nazionale. 
Pozzo e Valcareggi: la striscia senza sconfitte e l'indimenticabile 1968...
Il difficile viene adesso. Pozzo è arrivato alla striscia di 30 partite senza sconfitte. Mancini è 
a 29: con il Galles può eguagliare lo storico c.t. degli anni 30, dagli ottavi in avanti; comun-
que siamo già qualificati, si giocherà per superarlo. Poi ci sarebbe un ultimo obiettivo che ri-
sale al 1968 di Valcareggi, Ma ora proprio non ne parliamo...

Lucianone

giovedì 24 giugno 2021

STORIE - Scuola e Covid / LA MOSTRA della maestra Severine Daru'

 24 giugno '21 - giovedì                                24th June / Thursday                            visione post - 6

(da la Repubblica - 7 giugno '21 / Primo piano L'Italia contro il Covid - di Michele Smargiassi)

I bambini e la riscoperta del sorriso
L'insolita mostra ideata da un'insegnante per i piccoli alunni di una scuola
elementare nel Veronese. Per dare un volto alle loro maestre: non l'avevano
mai visto senza mascherina dopo un anno di pandemia. E il valore di un gesto
che anche noi grandi, quando tutto sarà finito, dovremo imparare daccapo.
No, "La Maestra Mascherata" non è stato un bel fumetto. Ma, come una fiaba, magari all'inizio
faceva un pò paura, poi d'un tratto, non più. La notizia semplice e bella arriva dalla provincia di Verona. Dalla scuola primaria di Povegliano Veronese, per la precisione. L'ultimo giorno di scuo-
la, appese alla parete del corridoio, i bambini hanno ritrovato le facce delle loro maestre. O me-
glio, l'altra metà di quelle facce. Quella mai vista. Quella che per un anno, o quel che ne è avan-
zato tra i sussulti dei decreti pandemici, è rimasta  coperta  dalla museruola sanitaria. Che è un
setaccio antipatico: lascia passare le parole, che appartengono alla didattica, ma trattiene il sor-
riso, che appartiene all'educazione. E il sorriso della maestra, per un bambino di quell'età, vale
tutta la differenza fra sentirsi bene e sentirsi male sul banco. Soprattuto per i bambini di prima,
che il volto intero delle loro maestre non l'hanno mai conosciuto dal vero. Sono stati accolti co-
sì, da volti dimezzati, nella comunità scolastica, derubati di quel necessario imprinting inclusivo.
L'idea di restituirglielo è venuta a una delle insegnanti, Severine Darù, e tutti quani. personale
tecnico compreso, hanno accettato con entusiasmo.  Si vede dai sorrisi, appunto, che bucano la 
fotocopie formato A4 di quelle foto (foto fatte bene, su sfondo omogeneo, veri ritratti, mica sel-
fie) incollate poi sui grandi poster . In un angolo, una citazione di Schiller: "Un sorriso non
dura che un istante, ma nei tuoi ricordi può essere eterno".
Quel mosaico di foto, i bambini pare l'abbiano studiato con divertimento, chissà, forse emozione,
provando ciascuno a riconoscere la propria maestra in uno di quei volti  che finalmente gettano
la maschera, dopo un anno di espressioni a mezz'asta. Cercando  di rimettere assieme  la  metà 
nota e la metà ignota di quei volti, come in certi giochi di memoria con le carte. Scoprendo, per
portarselo in vacanza, un sorriso mai visto, come la faccia sconosciuta della luna.
Noi adulti forse crediamo di avere fatto nella vita una sufficiente provvista di sorrisi, da bastar-
ci per quest'anno e passa di occultamento forzato.  Ne siamo davvero sicuri?  Forse  abbiamo 
pensato, e sperato: quando questa cosa sarà finita, i sorrisi li ritroveremo lì  dove li abbiamo
lasciati. Ne siamo proprio sicuri? Dopo tutto, i muscoli non usati si atrofizzano. Sì, abbiamo
continuato a sorridere inutilmente dietro i nostri hijab profilattici.  Ma un sorriso imbavagliato
è davvero un sorriso, o è solo una ginnastica del levator e dello zygomasticus? Rendiamocene 
conto, dietro quel sipario il valore semantico del sorriso si è spento. Abbiamo tentato di sosti-
tuirlo con i gesti, il pollice alzato, le mani giunte e cose così, ma non è la stessa cosa, è come
balbettare un'altra lingua. Quando ci leveremo questa dannata imbragatura, magari ci tocche-
rà rimetterci in esercizio, reimparare a sorridere, quasi daccapo.  Come bambini di prima ele-
mentare. E forse è un bene, perchè allora  dovremo darci  delle ragioni  per sorridere, e aver
voglia di farlo.
 
Lucianone

domenica 30 maggio 2021

SPORT - calcio / Serie A - 38^ e ultima giornata 2020/21

 30 maggio '21 - domenica                             30th May / Sunday                              visione post - 5

Risultati delle partite
Cagliari - Genoa   0 - 1  /  Crotone - Fiorentina   0 - 0
Sampdoria - Parma   3 - 0  /  Inter - Udinese   5 - 1
Atalanta - Milan   0 - 2  /  Bologna - Juventus   1 - 4
Napoli - H. Verona   1 - 1  /  Sassuolo - Lazio   2 - 0
Spezia - Roma   2 - 2  /  Torino - Benevento   1 - 1

CLASSIFICA 
 
INTER   91  /  Milan   79  /  Atalanta, Juventus   78  /  Napoli   77  /  Lazio   68  /  
Roma, Sassuolo   62  /  Sampdoria   52  /  Hellas Verona   45  /  Genoa   42  /  Bologna   41  /
Fiorentina, Udinese   40  /  Spezia   39  /  Cagliari, Torino   37  /  Benevento   33
Crotone   23  /  Parma   20  

Marcatori
C. Ronaldo       29        (Juventus)
R. Lukaku        24        (Inter)
L. Muriel         22         (Atalanta)
D. Vlahovic     21         (Fiorentina)
C. Immobile    20         (Lazio)  -  Simy   20    (Crotone)
L. Insigne        19         (Napoli)
D. Berardi       17         (Sassuolo)  -  L. Martinez    17    (Inter)
J, Pedro           16        (Cagliari)
Z. Ibrahimovic  15       (Milan)      -   D. Zapata    1Atalanta) 

  
COMMENTO -  di Luciano Finesso
                           (e spunti dall'Eco di Bergamo)

I colori più splendenti: tutti Nerazzurri, nel segno dell'Inter
e soprattutto dell'Atalanta!
Sì, il Milan è riuscito alla fine a conquistare la seconda posizione di classifica. Ma il colore
rossonero, anche se ha brillato per buona parte del campionato, non è stato il colore che ha
conquistato la gran parte dei tifosi dello stivale. Il colore predominante è stato bensì il nero-
azzurro: quello dell' Inter, campione d'Italia, e quello dell' Atalanta, la provinciale che ormai
si è inserita di prepotenza tra le grandi del nostro calcio e soprattutto del calcio europeo.
La Dea: 11 stagioni in crescendo 
Ecco cosa scrive Matteo De Sanctis sull'Eco di Bergamo del 14 maggio nella sua rubrica 
FUORI ONDA:
( - Tra venti giorni, il 3 giugno 2021, saranno trascorsi undici anni dal ritorno di Antonio Percassi
alla presidenza dell'Atalanta. Nel 2010 a Zingonia, alla presentazione della sua seconda esperien-
za ai vertici del club nerazzurro, aveva promesso l'immediato ritorno nella massima serie dopo la
retrocessione e fissato l'obiettivo in dieci anni di permanenza in serie A.  "An gà mia de turnà 'ndrè",
era lo slogan che aveva coniato. L'Europa era solo un sogno invocato a squarciagola dai tifosi, un
ricordo sbiadito per il quale bisognava tornare indietro di oltre vent'anni, a Inter - Atalanta 2 - 0 del
del 20 marzo 1991 in Coppa Uefa. Altro che bruciare le tappe: oggi l'Atalanta veleggia verso la sua
terza partecipazione consecutiva alla Champions League, l'ex Coppa dei Campioni - ).
_________
Nove giorni dopo il 14 maggio, quindi il 23 maggio di domenica, abbiamo saputo e avuto la certez-
za che la Dea (con la vittoria sul Genoa 3 - 4) era entrata di diritto nella Champions, e così quella
"ciliegina sulla torta" invocata da De Sanctis, e chiarament da tutti i tifosi, è arrivata e pure strame-
ritata.  Rammarico sì, c'è anche quello e probabilmente doppio: la Coppa Italia sfuggita per un sof-
fio, ma si sa che la Juve è sempre la Juve, e poi... quel non averci creduto fino in fondo per un pos-
sibile aggancio all'Inter in chiave Scudetto. Ma, si sa, non si può avere tutto! E per una pur sempre
provinciale bisogna proprio accontentarsi, per ora,,,
Che dire ancora dell'altra nerazzurra, ossia l'Inter? Due cose sole a questo punto: e se Conte non
avesse avuto Lukaku, e se l'Inter stessa non avesse avuto Conte, e se... tre per tre non facesse no-
ve, ma dieci? Boh!   

Lucianone

LIBRI / Saggio - "Il corpo non dimentica": è il corpo che disegna la mente

 30 maggio '21 - domenica                               30th May / Sunday                         visione post - 2

(da Corriere della Sera - 5 febbraio '21 - Elzeviro / di Giancarlo Dimaggio)

E' il corpo che disegna la mente
Se vogliamo comprendere l'origine della prolungata sofferenza collettiva e individuale che le
restrizioni al contatto sociale - indispensabili e razionali - stanno generando, leggiamo questa
voce di un dizionario fantastico della psicologia, analizziamo la lesione. Si parla di Baruch Spi-
noza, che nell' Etica scrive: "La Mente non conosce se stessa, se non  in quanto  percepisce  le
affezioni del Corpo".  Significa che il nostro pensiero ha radici nei segnali che visceri e musco-
li inviano al cervello e creano le basi per le idee coscienti. Sentire freddo o caldo, mostrano gli
esperimenti di John Bargh, influisce sul giudizio morale, avere le spalle curve o dritte modula
il senso di efficacia. Questo è il primo tassello. Il secondo è che  la mente  esiste  nel rapporto
tra corpi, nello scambio intersoggettivo. Il libro di Massimo Ammaniti e Pier Francesco Ferra-
ri Il corpo non dimentica (Ed. Raffaello Cortina, pagg. 193) parla di questo.
conoscete l'esperimento della still face, l'effetto sul bambino del volto immobile? Il bambino
emette segnali comunicativi, sorrisi, bronci, occhi spalancati e socchiusi.  La fisiologia della 
relazione richiede che la madre - o chi presta cure - risponda. E la madre adotta due strategie
comunicative automatiche: rispecchia e rimarca. - Rispecchia: il bambino sorride e la mam-
ma sorride, il bambino si corruccia e la mamma aggrotta le sopracciglia allo tesso modo. Ri-
marca: il bambino protesta e la mamma fa "Ooooh", spalanca gli occhi, lo imita e aggiunge
un sorriso benevolo. Questi passi di danza interattiva precoce fondano le basi per la comuni-
cazione sociale e sono il primo mattone sul quale il bambino  costruisce  il suo senso di esi-
stere e di avere un valore.  Il bambino è disegnato dall'evoluzione per cercare questi scambi,
non può rinunciarvi, sono il perno dell'intersoggettività, dell'essere con l'altro. Che succede 
se la mamma in cambio di un sorriso o di un broncio offre una faccia inespressiva? Il bam-
bino si disorienta, si confonde, protesta e infine si chiude in sè stesso. La mente umana non
è attrezzata per funzionare fuori dal contatto col corpo dell'altro, nel suo nucleo il libro par-
la di questo.  Si untuisce che significa un anno di mascherine, distanza, contatti fisici ridotti?
Siamo limitati nella principale fonte di senso. Per conoscere il niostro posto nel mondo dob-
biamo scambiarci sguardi e gesti   con altri visi e altri corpi a distanza ravvicinata, ma la di-
stanza necessaria oggi è troppo breve e rischiosa. E' il motivo per cui dobbiamo essere gra-
ti alla scienza, che grazie a vaccini e anticorpi monoclonali ci permetterà presto di tornare
all'intercorporeità naturale. 
Oggi la psicoterapia, non ultima la psicoanalisi di cui gli autori parlano, ha rimesso il corpo
al centro della scena. Conta la parola dei pazienti, ma ancora di più  lo scambio  di sguardi, 
atteggiamenti, la ricerca di sintonia non verbale e  la riflessione sulle interruzioni di quella
sintonia. Lo psicoanalista che oggi tornasse alla neutralità espressiva, la lavagna bianca, di
di qualche decennio fa, sa che violerebbe le condizioni  che permettono alla mente di fun-
zionare. In un certo senso creerebbe un micro-lockdown tra le due persone in seduts, vici-
ne a una distanza incolmabile. E invece oggi uno psicanalista - come ogni altro psicotera-
peuta - legge quello che il corpo del paziente, sintonizzato col proprio, sta scrivendo, e le
menti avviano un dialogo che porta alla salute.

Lucianone

venerdì 28 maggio 2021

Nuove riflessioni del Venerdì - Siamo stanchi di sentire "Mai più"

 28 maggio '21 - venerdì                             28th May / Friday                                visione post - 5

Il mondo del lavoro è sempre più scosso da una catena di morti, cosiddette 'bianche' ma che ormai
sono più nere e funeste che mai, che ha raggiunto giorno dopo giorno numeri da record solo in po-
chi mesi dall'inizio di questo 2021, ad arrivare a questo fine mese di maggio. Non si può più conti-
nuare così ed è giusto dire 'basta': ormai la sicurezza sul lavoro deve/dovrebbe essere la priorità! 
Solo che finora si è continuato a nicchiare da parte dei veri e vari responsabili di questo autentico
massacro quotidiano, dicendo sempre da parte loro: "Mai più", quando invece l'unica parola da di-
re chiara e metterla in pratica doveva essere proprio quel BASTA, cioè stop e diamoci da fare fa-
cendo rispettare le leggi che ci sono, mandando ispettori regolarmente per controllare seriamente
gli impianti di qualsiasi azienda, fabbrica, luogo di lavoro.   E non chiudere la faccenda in modo
unicamente burocratico, accontentandosi di  far vedere carte, scartoffie o documenti  spesso il tut-
to contraffatto, manovrato da chi è al comando ed è poi il primo a dire quel "Mai più" ipocrita.
 Una volta si diceva solo "Contano i fatti", Una volta, appunto. E adesso e ormai da tanti anni, si
dice solo "Dobbiamo cambiare sistema", "Promettiamo si farà al più presto", "Le cose non pos-
sono andare avanti così" e via dicendo a ruota libera che "non sarà più come prima" e quel "Mai
più" viene vomitato ogni volta che si succedono le disgrazie, che potevano benissimo essere evi-
tate se invece di vomitare parole di riparazione e redenzione futura, si stesse con la bocca chiusa
e si facessero proprio quei FATTI CONCRETI che potrebbero evitare altre morti, stragi sul lavo-
ro e non solo. 
E non solo, appunto: la funivia del Mottarone in Piemonte, l'orditoio che ha travolto una giovane
lavoratrice, pressochè a cottimo, in Toscana. E si potrebbe proseguire... magari con quelle morti
nascoste di cui non si sa nulla, proprio perchè accompagnate dal cosiddetto "lavoro in nero".
Ma ormai la parola che si sente sempre più spesso è Produttività, che nel mondo dell'economia
di mercato globale di oggi, è diventata una produttività selvaggia, senza controllo dove la mano-
dopera, oltretutto sempre più ricavata dal mondo del precariato, viene sacrificata al prodotto eco-
nomico finale ancor di più se e-commerce e digitale. Poi se la manodopera. già priva di protezio-
ni adeguate di salva-vita e usata per competere con un mercato estero senza regole, costa troppo
alle multinazionali ecco arrivare pronte le delocalizzazioni: così alle morti 'bianche' si accompa-
gnano e si aggiungono gli avvisi di licenziamenti in tronco, senza neppure più la possibilità del-
la cassa integrazione, il sindacato ha sempre più le armi spuntate, il governo latita.  E  allora di 
che parlano ancora quelli che continuano con la tiritera del 'Mai piu'?
- Luciano Finesso -

Lucianone

Ultime notizie - dall' ITALIA / latest news

 28 maggio '21 - venerdì                               28th may / Friday                             visione post - 6

Covid - pandemia
ROMA -  L'Italia riapre
Regioni bianche: Speranza firma l'ordinanza per Friuli, Sardegna e Molise. Cosa cambia
Da lunedì via coprifuoco e iniziano riaperture, e da martedì in tutta Italia bar e ristoranti
potranno lavorare anche al chiuso.
 La firma del ministro della Salute Speranza è arrivata: da lunedì l'Italia avrà 3 regioni bianche. Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna saranno le prime a poter riaprire del tutto, o quasi. Via il coprifuoco, tanto per iniziare. E possibilità, dopo la firma delle dovute ordinanze da parte dei governatori, di aperture che per le altre regioni, per ora tutte in giallo, restano off limits. Il che significa piscine coperte, centri benessere e termali, parchi tematici e di divertimento. E ancora fiere, congressi, convegni, eventi sportivi aperti al pubblico.

Le altre, come dicevamo, per ora resteranno a guardare: secondo il "calendario" stilato in base alle ultime indicazioni del comitato tecnico scientifico legate all'andamento dell'epidemia nel nostro paese le prossime regioni a corolarsi di bianco saranno il 7 di giugno Abruzzo, Liguria, Veneto e Umbria. A seguire, se il trend dei contagi continuerà ad essere favorevole, gran parte delle altre regioni. Ma non prima del 14 di giugno. Nell'attesa la buona notizia, come si sa, è in arrivo: dal primo giugno scatterà infatti per tutti il tanto atteso via libera per ristoranti e bar, che potranno servire ai tavoli anche al chiuso nel rispetto delle norme di sicurezza. 

Coronavirus; il bollettino di oggi

3.351 nuovi casi e 83 vittime / I numeri del Ministero della Salute in calo rispetto a

ieri; tasso di positività all' 1,3 %

Ancora in calo la curva epidemica in Italia. I casi nelle ultime 24 ore sono 3.351, contro i 3.738 di ieri e soprattutto i 4.717 di sabato scorso. Con 247.330 tamponi, 1.500 meno di ieri, ma il tasso di positività è comunque in discesa all'1,3% (ieri 1,5%). I decessi sono 83, il secondo numero piu' basso dell'anno (ieri 126). Le vittime totali da inizio epidemia sono 126.002. Sempre in discesa i ricoveri, con le terapie intensive che sono 47 in meno (ieri -64) con 29 ingressi del giorno, mai cosi' pochi nel 2021, e scendono a 1.095. Giù anche i ricoveri ordinari, 392 in meno (ieri -515), 6.800 in tutto.
Medici e farmacisti: sui vaccini scatta la guerra delle tariffe
La Regione: 9 euro a iniezione per le farmacie / Rivolta dei dottori: a noi ne
riconoscono solo 6

Lucianone

domenica 23 maggio 2021

SPORT - calcio / Serie A - 37^ giornata 2020/21

 23 maggio '21 - domenica                               23rd May / Sunday                             visione post - 10

Risultati delle partite

Genoa - Atalanta   3 - 4  /  Spezia - Torino   4 - 1
Juventus - Inter   3 - 2  /  Roma - Lazio   2 - 0
Fiorentina - Napoli   0 - 2  /  Parma - Sassuolo   1 - 3
Udinese - Sampdoria   0 - 1  
Benevento - Crotone   1 - 1
Milan - Cagliari   0 - 0  /  H. Verona - Bologna   2 - 2

CLASSIFICA  
INTER   88  /  Atalanta   78  /  Milan, Napoli   76  /  Juventus   75  /  Lazio   68
Roma   61  /  Sassuolo   59  /  Sampdoria   52  
H. Verona   44  /  Genoa   42
Bologna   41  /  Fiorentina, Udinese   40  
Spezia   38  /  Cagliari   37   
Torino   36  /  Benevento   32  /  Crotone   23  /  Parma   20

I VERDETTI
Inter  -  campione d'Italia
Atalanta  -  in Champions League
Lazio  -  in Europa League
Benevento, Crotone e Parma  -  in Serie B

Commento 

Le sentenze o verdetti sono quasi al completo: c'è solo da stabilire quali due tra 
Milan, Juventus e Napoli entreranno nella Champions League, quali squadre
faranno parte della nuova Conference League e chi occuperà il secondo gradino
della classifica: o l'Atalanta o il Milan, si vedrà, ma intanto la Dea ha avuto la
certezza della Champions League e questo è già tanta roba, cioè terzo anno di fila! 
Intanto si possono dare in via definitiva gli ultimi giudizi su
questo campionato giocato sotto la cappa della pandemia.
L'ambiente: si è giocato in stadi senza pubblico, senza tifo, con l'eco delle urla
dalle panchine di allenatori e accompagnatori, riserve comprese, delle grida
dei giocatori in campo che davano o chiedevano palla, degli arbitri stessi con
fischietti pure amplificati. Non era un bel sentire, come vedere se stessi che
si parla e grida davanti lo specchio. Soprattutto è mancato il calore, l'entu-
siasmo, la carica e insomma la vicinanza del proprio pubblico, dei propri
tifosi. Insomma alla fine: il gioco dello spettacolo l'ha vinto la pandemia
che ha ridotto la visione televisiva, e non solo, a un videogioco rumoroso.
Il gioco: c'è stato a tratti, più nel girone di ritorno e l'ultima parte in particolare
quando si dovevano decidere le posizioni di classifica importanti per titolo
nazionale (scudetto), per accedere a posti delle varie Champions e poi  per
non retrocedere in B, anche se almeno due squadre avevano già salutato
con parecchio anticipo la massima serie.
I gol: tanti quest'anno, con attacchi atomici, vedi l'Atalanta e in parte l'Inter
 a cui s'è accodato talvolta il Milan. Quindi difese molto deboli, in
particolare di alcune squadre di provincia che hanno aumentato il
divario tecnico e atletico con i grandi club, ad esclusione della già
citata Atalanta, poi Verona Hellas, Sassuolo e Sampdoria (nell'ultima
parte del campionato), e per le quali sarà tutto da vedere se sapranno 
ripetersi nel prossimo campionato.
 - di Luciano Finesso -

Lucianone 

Commenti - I vaccini ai Paesi poveri (e... la catena/diseguaglianza del freddo)

 23 maggio '21 - domenica                               23rd May / Sunday                            visione post - 7

(da la Repubblica - 6 maggio '21 - di Linda Laura Sabbadini)

La diseguaglianza del freddo 
Vaccini per tutti. Un diritto fondamentale è l'accessibilità. Ma sono garantiti veramente a tutti?
E' una questione profonda di giustizia. L'articolo 32 della nostra Costituzione tutela la salute come
diritto per ogni individuo, un diritto fondamentale. E sottolinea come la salute sia un bene comune,
interesse della collettività. Il nostro servizio sanitario nazionale, varato nel 1978, si ispira al diritto
costituzionale. Noi, Paese avanzato, democratico, garantiamo il vaccino per tutti. In questo caso
contro il Sars-CoV-2, ma anche in altri casi. Ci voleva una pandemia  come quella  che abbiamo
vissuto direttamente per capire profondamente il valore dei vaccini.
Morti a non finire, dolore di chi rimane, uno tsunami economico e sociale.  Esplosione della po-
vertà. C'erano state avvisaglie. Una ecina di virus hanno bussato alla nostra porta in 20 anni. Ma
ci sembravano lontani. Eravamo tutti più o meno convinti  che la cosa  non ci riguardasse più di
tanto.  E invece è arrivata anche da noi. E abbiamo potuto sperimentare come i vaccini siano vei-
colo e garanzia di libertà di vivere. Libertà di muoversi. Libertà di studiare e lavorare. Libertà di
relazionarsi. Libertà di abbracciare e baciare i propri cari. I propri amici.  Lo  hanno  dimostrato 
per primi iaraele e il Regno Unito. E dovremmo propagandarlo di più agli indecisi.  La vaccina-
zione di massa ha fatto crollare i casi gravi e ha azzerato le morti. 
Ma è dappertutto così? Purtroppo no. Le diseguaglianze tra Paesi sono enormi. E anche all'in-
terno di ciascun Paese. Abbiamo il "privilegio" della nostra democrazia che ci tutela. Ma pro-
prio per questo, noi e gli altri Paesi democratici dovremmo fare qualcosa per chi questo dirit-
to non lo ha. E no n può accedere al vaccino. Così come lo dovrebbe fare chi ha le possibilità
economiche mettendo in campo le sue risorse per una causa giusta. Abbiamo potuto sperimen-
tare come l'investimento in ricerca sia fondamentale. Ma esiste un problema  nella produzione
e distribuzione dei vaccini che crea una grande diseguaglianza tra Paesi e tra zone diverse al-
l'interno degli stessi Paesi. La catena del freddo. Pensate alle popolazioni che vivono in Afri-
ca o in Asia in zone con l'elettricità a singhiozzo o addirittura senza. Come fanno a conservare
i vaccini a temperature così alte? <Come fanno a trasportarli senza che si rovinino? Le donne
sono costrette a caricarsi i loro bambini  e a spostarsi per chilometri, senza mezzi di trasporto
adeguati per vaccinarli. E quanti non si vaccinano? -  E allora perchè non si producono vacci-
ni termostabili e magari autosomministrati?  Non solo  per il Sars-CoV-2  ma per tutto quello
che serve. Sarebbe una vera rivoluzione se si investisse nella ricerca per produrre vaccini che
possano essere spediti e conservati anche a temperature elevate.
Hanno posto apertamente il problema  Ilaria Capua direttrice del One health Center dell'Uni-
versità della Florida e Carlo Giaquinto sulla preestigiosa rivista scientifica Lancet. La ricerca
 non si è mai sviluppata in questa direzione perchè il problema è che i Paesi avanzati non ne
hanno bisogno. Ma non investendo nella ricerca sui vaccini innovativi e accessibili intere zo-
ne del mondo saranno escluse dalla libertà di vivere. Non potranno combattere la diffusione 
dei virus. E il mondo più avanzato ne riceverà ricadute negative, come già stiamo vedendo, 
perchè siamo ormai tutti interconnessi.  investire su questo adesso salverà tante vite umane 
dalla morte. Sarà un atto di giustizia, Un servizio all'umanità intera. Possiamo  farlo ora  o
aspettare la prossima pandemia.
Linda Laura Sabbadini è direttore centrale Istat. 
Le opinioni qui espresse sono esclusiva responsabilità dell'autrice e non impegnano l'Istat.  

Lucianone