mercoledì 17 aprile 2019

Appuntamenti - Mostre e spettacoli

17 aprile '19 - mercoledì                    17th April / Wednesday                     visione post - 15

OTTOCENTO
L'arte dell'Italia tra Hayez e Segantini
Forlì - Musei San Domenico
fino al 16 giugno '19

Mostre su Leonardo da Vinci
Mostra: I segreti del Codice Atlantico
Milano - Pibacoteca Ambrosiana
fino al 16 giugno '19
La mostra raccoglie i disegni di macchine spericolate e
progetti sfumati di Leonardo da Vinci.
L'UOMO MODELLO DEL MONDO
Venezia - sul Canal Grande, alle Gallerie dell'Accademia
fino al 14 luglio '19

Ariadne auf Naxos di Richard Strauss
Teatro alla Scala di Milano - Opera lirica
Orchestra del Teatro alla Scala
19, 22 giugno 2019

Lucianone

martedì 16 aprile 2019

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

16 aprile '19 - martedì                      16th April / Tuesday                       visione post - 11

PARIGI - Notre Dame
La cattedrale parigina in fiamme, ma è mezza salvata dai pompieri.
La procura: "Pista accidentale, nessun atto doloso". Intervento dopo
secondo allarme; forse il rogo partito da una saldatura. Il presidente
Macron: "La ricostruiremo".

ROMA - Scontro sui migranti Lega-M5S
Salvini: "Arrivano i terroristi dalla Libia, fermate la Mare Jonio".
Di Maio: "Gli 800 mila non li fermi con una direttiva".
Porti chiusi, la ministra della Difesa Trenta: "Io non vaneggio come altri".

LIBIA - Guerra civile
Si combatte ancora a sud di Tripoli / l'Onu rilancia l'appello: "Immediato cessate
il fuoco" / controffensiva di Haftar / Unicef: 7300 bambini sfollati

FERRARA 
Bambino ebreo aggredito dai bulli a scuola 
I bulli: "Da grandi riapriremo i forni di Auschwitz" / Interviene la comunità
ebraica / Il ministro Bussetti. "Atti non tollerabili"

Ultime ore
UMBRIA - inchiesta sui concorsi
Parla la presidente Marini: "Mi sono dimessa per me, non per il psrtito
malato di giustizialismo".  Zingaretti la ringrazia: "Passo indietro per
senso di responsabilità".

LIBIA - Guerra civile
Haftar bombarda Tripoli: 4 morti e 23 feriti / Le forze di Serraj: "L'ordine è di
arrivare a Bengasi" / Diverse esplosioni nella notte sulla capitale / Salvini: "Qualcuno
ha tentato il blitz, gli è andata male".

NAPOLI - Sant'Anastasia
Crolla la parete di una scuola: feriti una maestra incinta e 5 bambini.
Un forte boato e poi polvere e urla. E' crollata una parete in siporex all'interno dell'istituto comprensivo "Tenente De Rosa" di Sant'Anastasia, in provincia di Napoli. Nel crollo sono rimasti contusi una maestra incinta e cinque bambini, nessuno di loro sembra essere in gravi condizioni. Sul posto vigili del fuoco, forze dell'ordine e personale del 118.

Lucianone

domenica 7 aprile 2019

Riflessioni / personaggio - Una grande gigante donna neozelandese, di sinistra

7 aprile '19 - domenica                    7th April / Sunday                                 visione post - 9

(da la Repubblica - 20 marzo '19 - L'Amaca / Michele Serra)
Il gigante Jacinda
Le parole, il comportamento e perfino il portamento della prima ministra neozelandese, in questi ultimi terribili giorni, sono stati così impeccabili, così nobili, così precisi, da far sor-
gere qualche domanda  a proposito  della tanto dibattuta crisi della sinistra mondiale, che
spesso parla di se stessa solo per dirsi inadeguata, o arretrata, o codarda, o inetta, o confu-
sa, o collusa, eccetera. La signora Jacinda Ardern è di sinistra, leader dei laburisti, ed è un
gigante.  La sua figura esile, il suo volto serio e gentile, le parole luminose  che ha scelto di
usare hanno fatto sembrare l'innominabile killer quello che è, un omino vanitoso, e con lui
tutta la congerie  di razzisti che gli fa corona (compresi, ovviamente, i razzisti su base reli-
giosa dell'Isis, specularmente genocidi). Gente che per esistere e contare ha necessità di uc-
cidere, perchè al di fuori della scena del delitto non ha alcuna possibiltà di sembrare, anche
solo sembrare, interessante o utile. Levategli lo schioppo e le loro paginette Facebook e non
rimane nulla.  Accadde anche in Norvegia quando a un latro innominabile omino, assassino
a sangue freddo di sessantanove adolescenti inermi, la democrazia oppose la sua dignità e
le sue superiori regole di civiltà, tanto superiori da trattare perfino i nazisti  come se fosse-
ro esseri umani e portatori di diritti.  
Dobbiamo ringraziare la signora Ardern perchè ci ha ricordato che il sentimento dell'ugua-
è enormemente più potente, e seducente, dei suoi nemici. E  che  la sinistra  è, di quel senti-
mento, il primo portatore.

Lucianone

SPORT - calcio / Serie B - 31^ giornata 2018/19

7 aprile '19 - domenica                      7th April / Sunday                       visione post - 9

Risultati 
Benevento   3     Crotone   2     Livorno         1     Padova   1     Spezia            2
Carpi            1     Perugia    0     Cremonese   3     Ascoli     2      Salernitana   1

Venezia       1     H. Verona   2     Lecce        3     Pescara     3
Cittadella   1     Brescia        2     Cosenza   1      Palermo   2

Lucianone

Società / personaggio - Ricordando Antonio Megalizzi: per un'Europa diversa

7 aprile '19 - domenica                       7th April / Sunday                           visione post - 9

(da la Repubblica - 15 dicembre '18 - Concita De Gregorio)
L'Europa di Antonio
Sarebbe bello se servisse a qualcosa. Se riuscissimo per una volta - questa, proprio a partire
da ora - a non limitarci al cordoglio. Che dolore enorme, un ragazzo nei suoi vent'anni, che
muore così. Un colpo alla nuca, vigliacco e cieco, un obiettivo a caso. Antonio Megalizzi è sta-
to ucciso da un coetaneo, Chérif Chekatt: avevano 29 anni tutti e due. Nati nello stesso anno:
Antonio in Italia, cresciuto al Nord, a Trento, figlio di immigrati calabresi. Chérif in Francia,
a Strasburgo, figlio di immigrati magrebini. Figli dello stesso tempo. Neonati negli stessi me-
si. Proviamo a immaginare le traiettorie delle loro vite, simultanee. Entrambi convinti di fare
la cosa giusta: l'omicida - a sua volta ucciso - e la vittima.
Esiste la cosa giusta? Sì, esiste. E' giusto credere in un mondo aperto, grande, accogliente.
In un'Europa casa di tutti, nella fratellanza dei diversi.  E' aberrante e criminale credere che
uccidere in nome di una religione possa fare giustizia, la disciplina dell'odio del nemico.
Ma è questo il mondo, è questo il tempo che li ha generati entrambi. La vittima e il carne- 
fice. Come possiamo, se possiamo, decifrare l'enigma che è all'origine di tutte le paure? Il
buono, il cattivo. Basta dirsi questo per evitare che si ripeta?  Siamo convinti  che basti  il
giudizio, il verdetto, perchè sia utile a cambiare le cose? Perchè le morti servano a evitare
altre morti. Per disinnescare l'odio.
Ho ascoltato a lungo  i reportage radiofonisi  di Antonio Megalizzi.  Una luce, un ragazzo 
pieno di passione per il bene comune. Credo che lui volesse questo: un luogo più giusto
dove vivere insieme. Allora ecco, per onorarlo oggi, non basta il cordoglio istituzionale, 
di Stato e collettivo, di popolo. Che tragedia la sua morte come quella di Valeria Solesin
Parigi, di Gloria Trevisan e Marco Gottardi a Londra, di tutti i nostri figli  andati  a cer-
care il futuro altrove.   Che dolore inemendabile  per il padre - Giordano, un ferroviere
nato in Calabria, volontario Avis - per sua madre Annamaria, per sua sorella, per la fi-
danzata Luana, per gli amici che hanno lasciato quella lettera bellissima sulla porta di
casa.
Antonio voleva fare il giornalista  per raccontare le cose come stanno, ed era precario.
Non trovava lavoro, in Italia: non un lavoro degno di questo nome. Volontario, come la
maggior parte dei nostri figli. Era un nomade contemporaneo, pieno di tutto quello che
ci manca. Si spostava  con Flixbus, 26 ore in pullman per arrivare  a Strasburgo, era o-
spite di uno studente polacco. Lavorava per un sogno, Europhonica, un network di ra- 
dio universitarie.  Credeva in +Europa, il movimento di Emma Bonino. Voleva combat-
tere gli xenofobi, i seminatori di paure, studiando le leggi e raccontando le cose. Per ono-
rarlo non basta un funerale solenne, serve raccogliere il suo testimone.
Mandiamo i nostri figli nel mondo, in Europa, e ce ne andiamo dall'Europa. Li lasciamo
soli a percorrere i sogni che stiamo abbandonando. E' come se gli aprissimo la porta per
uscire e poi la richiudessimo suòl baratro alle loro spalle. Possiamo oggi, in morte di An-
tonio, non limitarci al funerale, al cordoglio? Proviamo.  Possiamo chiederci se siamo in
grado di dire a una generazione intera: andate, ragazzi. Andate a mostrare ai vostri coe-
tanei che il mondo è un posto grande e libero, che non c'è spazio  per il fanatismo - il fa-
natismo è una trappola mortale - e insieme, intanto, restare accanto a loro? Restare nel
luogo dove li abbiamo mandati, l'Europa, e difenderlo. Questo, per Antonio e per tutti, 
dovremmo oggi fare. Difendere i desideri a cui li abbiamo educati. Averne cura, tanta.

Lucianone

lunedì 1 aprile 2019

SPORT - calcio / Serie B - 30^ giornata 2018/19

1 aprile '19 - lunedì                         1stApril / Monday                        visione post - 6

Risultati e partite
Cremonese   1     Ascoli           2     Carpi      1     Cittadella   1     Cosenza   1     Perugia   3   
Verona           1     Benevento   2     Crotone   2     Padova       1     Palermo   1     Livorno   1

Salernitana   1    Brescia   2     Lecce      2
Venezia         1    Foggia    1     Pescara   0

BRESCIA   53  /  Lecce   51  /  Palermo   50  /  H. Verona   47  /  Pescara   45  / 
Benevento, Perugia   44  /  Cittadella   41  /  Spezia   40  /  Salernitana, Cosenza   35  /
Ascoli   33  /  Cremonese   32  /  Livorno, Crotone   30  /  Venezia   29  /  Foggia (-6)   27  /
Padova   24  /  Carpi   22



Continua... to be continued...

domenica 31 marzo 2019

Arte - Jackson Pollock e i quadri sul pavimento

31 marzo '19 - domenica                      31st March / Sunday                  visione post - 6

(da 'il manifesto' - 22 marzo '19 - Divano / Alberto Olivetti)
Il pavimento di Jackson Pollock
Sul numero dell'inverno 1947-48 della rivista newyorkese Possibilietes, sotto il titolo
My Painting si riportava una dichiarazione di Jackson Pollock (1912-1956). Egli affer-
ma: "La mia pittura non nasce sul cavalletto".  E spiega: "Ho bisogno della resistenza
di una superficie dura. Sul pavimento mi sento più a mio agio". -   In quella occasione 
Pollock intende esprimere in poche frasi i suoi convincimenti di pittore e lo fa in modo
piano e con estrema, succinta chiarezza.  Una volta  distesa la tela  sul pavimento, "mi 
sento più vicino, più parte del quadro, perchè, in questo modo, posso camminarci intorno,
lavorare sui quattro lati, ed essere letteralmente nel quadro.  E' un metodo simile  a quello
degli Indiani dell'Ovest che lavorano sulla sabbia".
Da poco più di due anni Pollock abita in una farmhouae al numero 830 di Fireplace Road,
The Springs, East Hampton, a Long Island.  Dal retro, in lontananza, si scorge Accabonac
Creek, le anse azzurre delle rive verdi dell'oceano. Vi si trasferisce il 5 novembre del 1945
con Lee Krasner, dieci giorni dopo il loro matrimonio, celebrato a New York il 25 ottobre.
Peggy Guggenheim aveva fornito a Pollock i duemila dollari necessari all'acquisto e li re-
cuperava deducendo ogni trenta giorni cinquanta dollari dallo stipendio mensile che paga-
va all'artista. La casa, isolata, è sprovvista di acqua calda e di bagno, c'è una stufa a carbo-
ne e, al tempo, Pollock e Krasner non possiedono una automobile.  Solo  nel 1948  Pollock
acquista una Model A Ford al volante della quale, la portiera aperta, lo fotografa sul pra-
to antistante lo studio Hans Namuth. Quei freddi mesi dell'inverno sono impiegati per una
prima sistemazione della casa.  In primavera, stesa sul pavimento  della  camera  da letto, 
Pollock dipinge a The Spring una prima grande tela: The Key (149,8x213,3 cm).  "Mi al-
lontano sempre più dagli strumenti tradizionali del pittore come il cavalletto, la tavolozza,
i pennelli, preferisco la stecca, la spatola, il coltello e la vernice fluida che faccio sgocciola-
re, o un impasto grasso di sabbia, di vetro polverizzato e di altri materiali extra-pittorici".
Il pavimento di assi di legno dell'ambiente più ampio dello studio sul quale Pollock lavore-
rà regolarmente fino all'agosto del 1956, è quello di un'ampia stanza quadrata che misura
circa sei metri e mezzo ai lati.   Pollock, ubriaco alla guida, la sera dell'11 agosto del 1956,
si schianta contro un albero della Fireplace Road, poco lontano da casa, e muore. Lee Kra-
sner resterà in quello studio fino alla sua scomparsa nel 1984.  Per oltre trent'anni al pavi-
mento era stato soprammesso uno strato di masonite. Esso fu allora asportato ed il vecchio
impiantito apparve intatto, mostrando tutte le tracce delle sgocciolature, delle macchie, de-
gli schizzi  debordanti oltre i perimetri delle tele volta a volta distese. Una fotografia azimu-
tale a colori di Jeff Heatley ci mostra il pavimento dello studio di Pollock  Il pittore ammet-
te: "Quando sono nel mio quadro, non sono cosciente di quello che faccio". Egli cerca piut-
tosto, dice, di liberare la "vita propria" che al quadro appartiene, e dunque, dice, solo "ten-
to di lasciarla emergere".    E chiarisce al proposito, in un commento al film realizzato nel 
1950-51 Namuth Falkenberg che lo riprende al lavoro: "Quando dipingo, ho un'idea di in-
sieme di quello che voglio fare. Posso controllare la colata della vernice, non c'è casualità,
così come non c'è inizio nè fine". Ma aggiunge: "A volte perdo il quadro, Ma non ho pau-
ra dei cambiamenti, di distruggere l'immagine perchè, torno a ribadire, un quadro ha una
sua vita propria".  La vita propria del quadro, dopo innumerevoli tentativi, dopo gli stor-
dimenti e l'energia dissipata in quel suo indursi ritmato attorno alle tele; dopo i continui
va e vieni danzati; dopo lo sporgersi e il ritrarsi sul ciglio del supporto a terra; dopo i pre-
cari equilibri su una gamba e le dolenzia al braccio che regge i barattoli  e  alla mano che
sparge le colature colorate, la vita propria del quadro, dicevo, eccola emersa sul pavimen-
to. Flottano i pigmenti liberi n cromaticheelle assonanze imprevedute, nelle non calcolate
dinamiche.  Pollock, ora, qui, finalmente, sul pavimento, realizza, con l'opera sua, se stes-
so.

Lucianone





venerdì 29 marzo 2019

Riflessioni - Onore a Lorenzo Orsetti, soldato italiano e partigiano contro l'Isis

29 marzo '19 - venerdì                      29th March / Friday                          visione post - 10


(da la repubblica - 19 marzo '19 - L'AMACA / Michele Serra)
In memoria di un soldato
Non c'è legge internazionale, non c'è calcolo politico, non c'è logica diplomatica che
possa impedirmi di sentire fratello Lorenzo Orsetti, il giovane fiorentino  ucciso dal-
l'isis in Siria. O meglio, anagrafe alla mano, di sentirlo figlio. E, come lui, gli altri ra-
gazzi che hanno preso le armi al fianco dei curdi, quell'esercito straordinario e tradi-
to (dai turchi, dai governi arabi, infine dagli americani) che tanto ha dato e fatto per
impedire che prevalesse la tirannia dell'Isis. Un esercito di maschi e di femmine, schiaffo
vivente alla segregazione jihadista delle donne. Che in caso di sconfitta militare  rischia-
no, oltre alla vita, lo stupro e la schiavitù sessuale. "L'emancipazione della donna, la coo-
perazione sociale, l'ecologia sociale e, naturalmente, la democrazia.  Per questi ideali sa-
rei stato pronto a combattere anche altrove". Così diceva Lorenzo Orsetti, non un intel-
lettuale, non un agitatore politico un ragazzo come tanti che a un certo punto ha trovato
penoso rimanere spettatore di un genocidio. Ci sono scelte di ribellione e di volontariato 
anche molto diverse dalle sue, pacifiche, operose, quasi ugualmente rischiose e però re-
frattarie all'uso delle armi.  Ma uno che va a morire per la parità delle donne, per la li-
bertà religiosa e per la democrazia non è un qualunque combattente, o mercenario, che
ha voglia di menare le mani sotto la prima bandiera che capita. E' uno che ha letto, ha
discusso, ci ha pensato e alla fine ha deciso. Sarebbe bello e giusto dedicargli  nella sua 
città una via o una piazza, e pazienza per le eventuali polemiche. 

Lucianone

           

domenica 24 marzo 2019

SPORT - calcio / Serie B - 29^ giornata 2018/19

24 marzo '19 - domenica                     24th March / Sunday                        visione post - 8

Risultati e classifica
Pescara   1     Benevento   2     Foggia        1    Livorno          1     Padova    0     H. Verona   1
Cosenza   1     Spezia          3     Cittadella   1    Salernitana   0      Perugia   1      Ascoli         1

Palermo   4     Venezia          1     Crotone   2
Carpi        1     Cremonese   1      Lecce      2

BRESCIA   50  /  Palermo   49  /  Lecce   48  /  H. Verona   46  /  Pescara   45  /  Benevento   43 /
Perugia   41  /  Cittadella, Spezia   40  /  Salerbitaba, Cosenza   34  /  Ascoli   32  /  
Cremonese   31  /  Livorno   30  /  Venezia   28  /  Crotone, Foggia   27  /  Padova   23  / 
Carpi   22

Lucianone