5 giugno 2018 - martedì 5th June / Tuesday visione post - 17
( da la Repubblica - 23 maggio '18 - di Paul Krugman)
Se l'Europa ha smesso di sognare
Dovendo indicare dove e quando abbia trovato massima realizzazione il sogno umanitario,
ossia l'ideale di una società che garantisce un'esistenza dignitosa a tutti i suoi membri è giu-
sto citare l'Europa occidentale nei sessant'anni successivi alla Seconda guerra mondiale. E'
stato uno dei miracoli della storia: un continente devastato dalla dittatura, dal genocidio e
dalla guerra si è trasformato in un modello di democrazia e di prosperità ampiamente dif-
fusa. - Infatti nei primi anni di questo secolo gli europei sotto molti aspetti stavano meglio
di noi americani. A differenza nostra avevano l'assistenza sanitaria garantita e di conse-
guenza un'aspettativa di vita più alta; registravano tassi di povertà molto inferiori ai no-
stri e avevano effettivamente più prospettive di impiego retribuito all'inizio della carriera
lavorativa. Ora invece l'Europa è nei guai. Guai grossi. Come noi, del resto. Se è vero che
la democrazia è sotto assedio su entrambe le sponde dell'Atlantico, è anche probabile che,
nel caso, crolli prima qui da noi. Ma vale la pena di staccarci un attimo dal nostro incubo
trumpiano e di volgere lo sguardo alle disgrazie europee, alcune, ma non tutte paragonabi-
li alle nostre.
Molti dei problemi che affliggono l'Europa derivano dalla decisione, disastrosa, presa una generazione fa, di adottare la moneta unica. La nascxita dell'euro condusse a una tempora-
nea fase di euforia in cui Paesi come Spagna e Grecia furono inondati di denaro; poi la bol-
la scoppiò. I Paesi come l'Islanda, che avevano mantenuto la loro valuta, furono in grado
di riguadagnare rapidamente competitività svalutando la propria moneta. Le nazioni del-
l'eurozona, invece, furono costrette a subire una lunga fase di depressione, con tassi di
disoccupazione altissimi, lottando per ridurre la spesa pubblica.
La situazione peggiorò ulteriormente perchè l'élite sposò contro ogni evidenza la tesi secon-
do cui i problemi europei non derivavano dal disallineamento dei costi, bensì dallo sperpe-
ro delle finanze pubbliche, indicando come soluzione una rigida austerità, con il risultato
di aggravare la depressione. Alcuni Paesi vittima dell'eurocrisi, come la Spagna, sono riu-
sciti infine a riguadagnare faticosamente competitività. Altri invece no. La Grecia continua
a essere disastrata e l'Italia, una delle tre grandi economie rimaste nell'Unione europea, so-
no ormai vent'anni che soffre a vuoto: il Pil pro capite non supera oggi quello del 2000.
Non sorprende poi tanto quindi che alle elezioni di marzo in Italia abbiano trionfato i parti-
ti anti-Ue: il populista Movimento Cinque Stelle e la Lega, compagine di estrema destra. In
realtà sorprende che non sia successo prima. I due partiti ora sono impegnati a formare un
governo. Non è del tutto chiaro quali saranno le politiche di questo governo, ma senza dub-
bio comporteranno una rottura con il resto d'Europa su vari fronti: la revoca dell'austerità
di bilancio, che potrebbe sfociare nell'uscita dall'euro, nonchè misure restrittive nei con-
fronti degli immigrati e dei rifugiati. Nessuno sa come andrà a finire, ma gli sviluppi regi-
strati altrove in Europa costituiscono dei precedenti inquietanti. L'Ungheria è diventata
effettivamente un'autocrazia a partito unico, dominata da un'ideologia etnonazionalista.
La Polonia sembra ben avviata nella stessa direzione.
Cosa è andato storto rispetto al "Progetto europeo", il lungo cammino verso la pace, la
democrazia e la prosperità, sostenuto da un'integrazione politica ed economica sempre
più profonda? Come ho detto, l'enorme errore dell'euro ha avuto un gran peso. Ma in
Polonia, Paese che non ha mai aderito all'euro e si è barcamenato uscendo pressochè in-
colume dalla crisi economica, la democrazia sta crollando lo stesso.del
Vorrei dire però che ci sono dei retroscena più ampi. In Europa sono sempre esistite del-
le forze occulte (come da noi). Alla caduta del muro di Berlino un politologo di mia co-
noscenza fece una battuta: "Ora che l'Europa dell'Est è libera dall'ideologia estranea
del comunismo, può tornare al suo vero corso il fascismo". Sapevamo entrambi che ave-
va ragione. A tenere a bada queste forze occulte era il prestigio dell'élite europea legata
ai valori democratici. Ma quel prestigio è andato in fumo per via del malgoverno, e ad
aggravare il danno è stato il rifiuto di guardare in faccia la realtà. Il governo ungherese
ha voltato le spalle a tutti i valori europei, ma continua a ricevere aiuti su larga scala da
Bruxelles. E qui, mi sembra, sono evidenti i paralleli con la situazione in America.
E' vero, noi non siamo stati vittima di un disastro paragonabile all'euro (abbiamo sì una
estesa al continente, ma disponiamo di istituzioni finanziarie e bancarie federali che la
rendono funzionale). Le nostre élite "moderate" però, quanto a valutazioni sbagliate,
sono paragonabili alle loro controparti europee. Non va dimenticato che nel 2010-11,
quando gli Usa erano ancora vittima della disoccupazione di massa, la maggior parte
dell'establishment conservatore, a Washington, era ossessionato, pensate un pò, dalla
riforma previdenziale.
Nel frattempo i nostri moderati, assieme a gran parte dei mezzi di informazione osses-
sionati dalla par condicio, per anni si sono rifiutati di ammettere che il Partito repub-
blicano si è radicalizzato. Così oggi l'America si ritrova governata da un partito che
nutre nei confronti delle regole democratiche e dello stato di diritto scarso rispetto
quanto Fidesz in Ungheria. Il fatto è che i guai dell'Europa fondamentalmente sono
gli stessi dell'America. E in entrambi i casi il cammino verso il riscatto sarà molto,
molto arduo.
Paul Krugman
è un economista statunitense; insegna alla City University of New York. Ha vinto il
premio Nobel per l'Economia nel 2008. Collabora con il "New York Times" dal 1999.
Lucianone
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
martedì 5 giugno 2018
domenica 27 maggio 2018
Appuntamenti - Eventi in Lombardia
27 maggio '18 - domenica 27th May / Sunday visione post - 12
LO SPIRITO DEL PIANETA
Festival dei popoli indigeni
Chiuduno (Bergamo)
dal 25 maggio al 10 giugno 2018
Canti e danze tradizionali / Fiera artigianato etnico
Laboratori e conferenze / Nuovi punti ristoro
www.lospiritodelpianeta.it / cell. 347 5763417
TEC-NIGHT
La notte bianca della tecnologia
Cremona - Nel centro storico di Cremona dalle ore 18:00 alle 2:00
9 giugno '18
Proiezioni laser / Video mapping / Performance artistiche / Realtà virtuali
Sculture musicali / Spettacoli di luce / Storytelling / Concerti / Silent Disco
PHOTOWEEK
Milano - 170 appuntamenti fra mostre, proiezioni, incontri, workshop
Fino al 10 giugno
Lucianone
LO SPIRITO DEL PIANETA
Festival dei popoli indigeni
Chiuduno (Bergamo)
dal 25 maggio al 10 giugno 2018
Canti e danze tradizionali / Fiera artigianato etnico
Laboratori e conferenze / Nuovi punti ristoro
www.lospiritodelpianeta.it / cell. 347 5763417
TEC-NIGHT
La notte bianca della tecnologia
Cremona - Nel centro storico di Cremona dalle ore 18:00 alle 2:00
9 giugno '18
Proiezioni laser / Video mapping / Performance artistiche / Realtà virtuali
Sculture musicali / Spettacoli di luce / Storytelling / Concerti / Silent Disco
PHOTOWEEK
Milano - 170 appuntamenti fra mostre, proiezioni, incontri, workshop
Fino al 10 giugno
Lucianone
lunedì 21 maggio 2018
SPORT - calcio / Serie A - 38^ e ultima giornata 2017/18
21 maggio '18 - lunedì 21st May / Monday visione post - 14
RISULTATI delle PARTITE
Cagliari 1 Chievo 1 Genoa 1 Juventus 2 Lazio 2 Milan 5
Atalanta 0 Benevento 0 Torino 2 H. Verona 1 Inter 3 Fiorentina 1
Napoli 2 Sassuolo 0 Spal 3 Udinese 1
Crotone 1 Roma 1 Sampdoria 1 Bologna 0
CLASSIFICA finale
JUVENTUS 95 / Napoli 91 / Roma 77 / Inter 72 / Lazio 72 / Milan 64 /
Atalanta 60 / Fiorentina 57 / Torino, Sampdoria 54 / Sassuolo 43 / Genoa 41 /
Chievo, Udinese 40 / Bologna, Cagliari 39 / Spal 38 / Crotone 35 / H. Verona 25 /
Benevento 21
Il Commento
di L. Finesso
L'APOTEOSI JUVENTINA
Non poteva che finire così: con l'apoteosi della Juve e dei suoi giocatori, dei suoi tifosi
e di un allenatore supervincente! - Ma ancora solo fino alla 33esima, massimo 34esima
giornata del campionato di quest'anno non eravamo del tutto sicuri finisse così. Perchè
quest'anno lo squadrone bianconero ha trovato sulla sua strada un'antagonista non da
poco: un Napoli ben inquadrato e indomito, e un tecnico Sarri più sicuro di sè, più de-
terminato e anzi caparbio tanto da aver portato in testa la sua squadra nel girone di
andata per un tratto molto molto lungo.
Ma la Juve ha tenuto dritto il timone della nave bianconera fino in fondo e dunque in
posizione molto più costante del Napoli, quando soprattuto è stato necessario farlo. E
questo è successo anche dopo la sconfitta subita dalla Juve nello scontro diretto a po-
che giornate dalla conclusione. Sarri ha ceduto di schianto negli ultimi metri dal na-
stro d'arrivo: questa è stata la prova che esperienza e la cocciutaggine, oltrechè una
difesa molto migliorata nel tempo, l'hanno avvantaggiata in modo definitivo sui riva-
li partenopei. Con Allegri la Juve ha battuto tutti i record possibili del nostro torneo.
Roma ed Inter avranno l'accesso diretto alla Champions League. Il Milan potrà accedere
direttamente all'Europa League, mentre la grande Atalanta dovrà fare i preliminari per la
stessa E, League. E comunque tanto di cappello alla squadra orobica: i tifosi bergamaschi
ne devono proprio andare fieri!
Le retrocesse nella serie B sono: Crotone, Hellas Verona e Benevento. Buona fortuna, o
meglio come si usa: in bocca al lupo, per poter risalire al più presto sull'ascensore della A.
- Luciano Finesso -
Lucianone
RISULTATI delle PARTITE
Cagliari 1 Chievo 1 Genoa 1 Juventus 2 Lazio 2 Milan 5
Atalanta 0 Benevento 0 Torino 2 H. Verona 1 Inter 3 Fiorentina 1
Napoli 2 Sassuolo 0 Spal 3 Udinese 1
Crotone 1 Roma 1 Sampdoria 1 Bologna 0
CLASSIFICA finale
JUVENTUS 95 / Napoli 91 / Roma 77 / Inter 72 / Lazio 72 / Milan 64 /
Atalanta 60 / Fiorentina 57 / Torino, Sampdoria 54 / Sassuolo 43 / Genoa 41 /
Chievo, Udinese 40 / Bologna, Cagliari 39 / Spal 38 / Crotone 35 / H. Verona 25 /
Benevento 21
Il Commento
di L. Finesso
L'APOTEOSI JUVENTINA
Non poteva che finire così: con l'apoteosi della Juve e dei suoi giocatori, dei suoi tifosi
e di un allenatore supervincente! - Ma ancora solo fino alla 33esima, massimo 34esima
giornata del campionato di quest'anno non eravamo del tutto sicuri finisse così. Perchè
quest'anno lo squadrone bianconero ha trovato sulla sua strada un'antagonista non da
poco: un Napoli ben inquadrato e indomito, e un tecnico Sarri più sicuro di sè, più de-
terminato e anzi caparbio tanto da aver portato in testa la sua squadra nel girone di
andata per un tratto molto molto lungo.
Ma la Juve ha tenuto dritto il timone della nave bianconera fino in fondo e dunque in
posizione molto più costante del Napoli, quando soprattuto è stato necessario farlo. E
questo è successo anche dopo la sconfitta subita dalla Juve nello scontro diretto a po-
che giornate dalla conclusione. Sarri ha ceduto di schianto negli ultimi metri dal na-
stro d'arrivo: questa è stata la prova che esperienza e la cocciutaggine, oltrechè una
difesa molto migliorata nel tempo, l'hanno avvantaggiata in modo definitivo sui riva-
li partenopei. Con Allegri la Juve ha battuto tutti i record possibili del nostro torneo.
Roma ed Inter avranno l'accesso diretto alla Champions League. Il Milan potrà accedere
direttamente all'Europa League, mentre la grande Atalanta dovrà fare i preliminari per la
stessa E, League. E comunque tanto di cappello alla squadra orobica: i tifosi bergamaschi
ne devono proprio andare fieri!
Le retrocesse nella serie B sono: Crotone, Hellas Verona e Benevento. Buona fortuna, o
meglio come si usa: in bocca al lupo, per poter risalire al più presto sull'ascensore della A.
- Luciano Finesso -
Lucianone
Società / politica-economia - L'Italia della disuguaglianza e la bussola della sinistra
21 maggio '18 - lunedì 21st May / Monday visione post - 22
(da la Repubblica - 28 aprile '18 - Emanuele Felice)
Una bussola per la sinistra
A volte l'economia può servire da bussola per la politica. specie nei momenti più confusi.
E non per il piccolo cabotaggio, ma per tracciare la rotta. Quali dovrebbero essere i car-
dini di una politica economica di sinistra, oggi in Italia? Verso quale orizzonte, "per il
bene del Paese", si può pensare di avviare una trattativa fra Pd e 5Stelle? Com'è noto
l'Italia è il Paese che cresce meno di tutta l'eurozona. D'accordo, ma proviamo a veder-
ne le ragioni. Ecco altri due dati, che chiamano in causa soprattutto la sinistra: dovreb-
bero essere i punti cardinali di qualsiasi politica riformista e progressista.
Primo: l'Italia è anche il Paese con i più bassi livelli di istruzione dell'eurozona (e in verità
di tutte le economie avanzate). E' una tara antica che si lega a doppio filo con la specializ-
zazione nei settori leggeri e a bassa innovazione. Si accompagna a una diffusa retorica che
invita da un lato a cercarsi subito un lavoro senza perdere tempo sui banchi di scuola, dal-
l'altro a prediligere gli studi umanistici a scapito di quelli scientifici. Come se l'istruzione
fosse solo un lusso per ricchi e non, invece, la via maestra per la propria emancipazione
(anche economica) e per il miglioramento della società. Questo la sinistra dovrebbe saper-
lo bene: è una sua idea fondante. Inoltre, per l'Italia, è chiaro che nel mondo globale solo
con l'istruzione e l'innovazione si può ragionevolmente sperare di mantenere salari eleva-
ti, di non ritrovarsi travolti dalla concorrenza dei Paesi emergenti, come invece sta avve-
nendo.
Secondo: l'Italia è ormai nella zona euro il Paese con la disuguaglianza più alta, tolti Grecia
e Portogallo. Fra gli altri ce l'hanno ricordato di recente l'Ocse, il Fondo monetario interna-
zionale, l'Eurostat. Si pensi al Forum disuguaglianze diversità promosso da Fabrizio Barca,
intellettuale e dirigente di riferimento della sinistra e, almeno per un periodo, dello stesso
Pd; o al Manifesto contro la disuguaglianza curato da Maurizio Franzini. Questi fa notare
che l'Italia è, in tutta l'eurozona, il Paese in cui il reddito dei figli dipende maggiormente da
quello dei genitori: sono le basi di una società estrattiva, che favorisce la rendita e scorag-
gia il merito; da questo punto di vista, in Occidente solo il Regno Unito (il Paese della Brexit)
e gli Usa (il Paese di Trump) versano in condizioni simili. Ma l'Italia è anche uno dei Paesi
in cui esiste la maggiore disuguaglianza intergenerazionale, a scapito dei giovani, che infat-
ti emigrano. Infine, da noi la situazione è ulteriormente aggravata dal divario Nord-Sud,
anch'esso ormai un'anomalia fra tutte le economie avanzate. Da notare che il Mezzogiorno
è la parte del Paese cresciuta meno negli ultimi vent'anni, quella con i più bassi livelli di
istruzione, ma pure (spesso si tende a dimenticarlo) quella in cui le disuguaglianze sono più
alte: anche qui le conseguenze politiche sono evidenti.
Bene, paradossalmente. Se così stanno le cose di spazio per una politica di sinistra ce n'è
ancora in Italia, e parecchio. Se la sinistra saprà guardare alle sue stelle.
Lucianone
(da la Repubblica - 28 aprile '18 - Emanuele Felice)
Una bussola per la sinistra
A volte l'economia può servire da bussola per la politica. specie nei momenti più confusi.
E non per il piccolo cabotaggio, ma per tracciare la rotta. Quali dovrebbero essere i car-
dini di una politica economica di sinistra, oggi in Italia? Verso quale orizzonte, "per il
bene del Paese", si può pensare di avviare una trattativa fra Pd e 5Stelle? Com'è noto
l'Italia è il Paese che cresce meno di tutta l'eurozona. D'accordo, ma proviamo a veder-
ne le ragioni. Ecco altri due dati, che chiamano in causa soprattutto la sinistra: dovreb-
bero essere i punti cardinali di qualsiasi politica riformista e progressista.
Primo: l'Italia è anche il Paese con i più bassi livelli di istruzione dell'eurozona (e in verità
di tutte le economie avanzate). E' una tara antica che si lega a doppio filo con la specializ-
zazione nei settori leggeri e a bassa innovazione. Si accompagna a una diffusa retorica che
invita da un lato a cercarsi subito un lavoro senza perdere tempo sui banchi di scuola, dal-
l'altro a prediligere gli studi umanistici a scapito di quelli scientifici. Come se l'istruzione
fosse solo un lusso per ricchi e non, invece, la via maestra per la propria emancipazione
(anche economica) e per il miglioramento della società. Questo la sinistra dovrebbe saper-
lo bene: è una sua idea fondante. Inoltre, per l'Italia, è chiaro che nel mondo globale solo
con l'istruzione e l'innovazione si può ragionevolmente sperare di mantenere salari eleva-
ti, di non ritrovarsi travolti dalla concorrenza dei Paesi emergenti, come invece sta avve-
nendo.
Secondo: l'Italia è ormai nella zona euro il Paese con la disuguaglianza più alta, tolti Grecia
e Portogallo. Fra gli altri ce l'hanno ricordato di recente l'Ocse, il Fondo monetario interna-
zionale, l'Eurostat. Si pensi al Forum disuguaglianze diversità promosso da Fabrizio Barca,
intellettuale e dirigente di riferimento della sinistra e, almeno per un periodo, dello stesso
Pd; o al Manifesto contro la disuguaglianza curato da Maurizio Franzini. Questi fa notare
che l'Italia è, in tutta l'eurozona, il Paese in cui il reddito dei figli dipende maggiormente da
quello dei genitori: sono le basi di una società estrattiva, che favorisce la rendita e scorag-
gia il merito; da questo punto di vista, in Occidente solo il Regno Unito (il Paese della Brexit)
e gli Usa (il Paese di Trump) versano in condizioni simili. Ma l'Italia è anche uno dei Paesi
in cui esiste la maggiore disuguaglianza intergenerazionale, a scapito dei giovani, che infat-
ti emigrano. Infine, da noi la situazione è ulteriormente aggravata dal divario Nord-Sud,
anch'esso ormai un'anomalia fra tutte le economie avanzate. Da notare che il Mezzogiorno
è la parte del Paese cresciuta meno negli ultimi vent'anni, quella con i più bassi livelli di
istruzione, ma pure (spesso si tende a dimenticarlo) quella in cui le disuguaglianze sono più
alte: anche qui le conseguenze politiche sono evidenti.
Bene, paradossalmente. Se così stanno le cose di spazio per una politica di sinistra ce n'è
ancora in Italia, e parecchio. Se la sinistra saprà guardare alle sue stelle.
Lucianone
Società / istruzione - Gli italiani e la lingua inglese: errori da evitare
21 maggio '18 - lunedì 21st May / Monday visione post - 22
(da la Repubblica - 12 aprile '18 - Ilaria Venturi)
"Because I'm happy" lo possiamo anche canticchiare con Pharrell Williams. I guai
cominciamo con la scrittura. Because è la parola più sbagliata nel mondo, replicata
in ben 237 modi diversi. Ed è al top degli errori che gli italiani fanno in inglese (la
scriviamo con la "o"). Gli studenti che imparano l'inglese lasciano per strada le let-
tere finali in bye e and, confondono il too con to, salutano con Hy (sarebbe Hi), dimen-
ticano la "u" in beautiful e inciampano con especially e which.
Curiosa analisi quella che offre la "Cambridge University Press" a partire da un corpus
di 1,8 miliardi di parole in lingua inglese. Un immenso database dove vengono catalo-
gate anche oltre cinque milioni di prove di certificazione Cambridge English sostenute
ogni anno nel mondo. Di qui la lista degli strafalcioni grammaticali più frequenti che
fanno gli studenti nei diversi Paesi. Gli italiani si confondono anche con avverbi e verbi:
really e non very, there e non here, oppure do al posto del corretto go se vado a fare
shopping, make al posto di do se faccio sport. Gli esperti non drammatizzano: i nostri
studenti sono migliorati, anche se rimaniamo in fondo nel confronto con altri paesi.
"In Toscana e nel Veneto il livello è alto, meno in altre regioni - spiega Patrizia Zanon,
manager della Cambridge University press Italia - Gli errori spesso sono dovuti a pa-
role di comune derivazione latina, ma con significato diverso. Il Corpus ci dice anche
quali sono le trasformazioni della lingua avvenute in tempi recenti. Il senso è miglio-
rare gli strumenti d'apprendimento. La lingua che s'impara a scuola è codificata,
quella della strada è in continua evoluzione". Giovanni Iamartino, presidente dell'as-
sociazione italiana di anglistica, ricorda che l'inglese standard oggi è parlato solo dal
3% della popolazione britannica. "L'inglese scritto - aggiunge - è rimasto il collante
rispetto a quello parlato ormai in modi diversissimi". L'Italia è il secondo Paese per
numero di certificazioni Cambridge - 1,2 milioni di esami svolti negli ultimi cinque
anni - ma gli studenti sono solo il 5% ogni anno e a prepararli è una scuola su tre.
Ancora pochi. Eppure l'inglese ora si insegna dalla primaria. "Il problema è come. I
miei studenti arrivano al linguistico sensa più motivazione perchè non ne possono più
di regole e grammatica - osserva Silvia Minardi, docente di inglese al liceo Quasimodo
di Magenta, presidente dell'associazione Lend (Lingua e nuova didattica) - tredici an-
ni di inglese a scuola fanno male all'inglese perchè non basta introdurlo dalla prima-
ria se non si guarda come viene insegnato. Manca la formazione dei docenti, e in più
le ore sono state tagliate. L'inglese nella scuola è stato abbandonato".
Lucianone
(da la Repubblica - 12 aprile '18 - Ilaria Venturi)
"Because I'm happy" lo possiamo anche canticchiare con Pharrell Williams. I guai
cominciamo con la scrittura. Because è la parola più sbagliata nel mondo, replicata
in ben 237 modi diversi. Ed è al top degli errori che gli italiani fanno in inglese (la
scriviamo con la "o"). Gli studenti che imparano l'inglese lasciano per strada le let-
tere finali in bye e and, confondono il too con to, salutano con Hy (sarebbe Hi), dimen-
ticano la "u" in beautiful e inciampano con especially e which.
Curiosa analisi quella che offre la "Cambridge University Press" a partire da un corpus
di 1,8 miliardi di parole in lingua inglese. Un immenso database dove vengono catalo-
gate anche oltre cinque milioni di prove di certificazione Cambridge English sostenute
ogni anno nel mondo. Di qui la lista degli strafalcioni grammaticali più frequenti che
fanno gli studenti nei diversi Paesi. Gli italiani si confondono anche con avverbi e verbi:
really e non very, there e non here, oppure do al posto del corretto go se vado a fare
shopping, make al posto di do se faccio sport. Gli esperti non drammatizzano: i nostri
studenti sono migliorati, anche se rimaniamo in fondo nel confronto con altri paesi.
"In Toscana e nel Veneto il livello è alto, meno in altre regioni - spiega Patrizia Zanon,
manager della Cambridge University press Italia - Gli errori spesso sono dovuti a pa-
role di comune derivazione latina, ma con significato diverso. Il Corpus ci dice anche
quali sono le trasformazioni della lingua avvenute in tempi recenti. Il senso è miglio-
rare gli strumenti d'apprendimento. La lingua che s'impara a scuola è codificata,
quella della strada è in continua evoluzione". Giovanni Iamartino, presidente dell'as-
sociazione italiana di anglistica, ricorda che l'inglese standard oggi è parlato solo dal
3% della popolazione britannica. "L'inglese scritto - aggiunge - è rimasto il collante
rispetto a quello parlato ormai in modi diversissimi". L'Italia è il secondo Paese per
numero di certificazioni Cambridge - 1,2 milioni di esami svolti negli ultimi cinque
anni - ma gli studenti sono solo il 5% ogni anno e a prepararli è una scuola su tre.
Ancora pochi. Eppure l'inglese ora si insegna dalla primaria. "Il problema è come. I
miei studenti arrivano al linguistico sensa più motivazione perchè non ne possono più
di regole e grammatica - osserva Silvia Minardi, docente di inglese al liceo Quasimodo
di Magenta, presidente dell'associazione Lend (Lingua e nuova didattica) - tredici an-
ni di inglese a scuola fanno male all'inglese perchè non basta introdurlo dalla prima-
ria se non si guarda come viene insegnato. Manca la formazione dei docenti, e in più
le ore sono state tagliate. L'inglese nella scuola è stato abbandonato".
Lucianone
sabato 19 maggio 2018
SPORT - calcio / Serie A - 37^ giornata 2017/18
19 maggio '19 - sabato 19th May / Saturday visione post - 22
RISULTATI delle PARTITE
Benevento 1 Inter 1 Bologna 1 Crotone 2 Fiorentina 0 H. Verona 0
Genoa 0 Sassuolo 2 Chievo 2 Lazio 2 Cagliari 1 Udinese 1
Torino 2 Atalanta 1 Roma 0 Sampdoria 0
Spal 1 Milan 1 Juventus 0 Napoli 2
CLASSIFICA
JUVENTUS 92 / Napoli 88 / Roma 74 / Lazio 72 / Inter 69 / Milan 61 /
Atalanta 60 / Fiorentina 57 / Sampdoria 54 / Torino 51 / Sassuolo 43 /
Genoa 41 / Bologna 39 / Chievo, Udinese 37 / Cagliari 36 / Spal, Crotone 35 /
H. Verona 25 / Benevento 21
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RISULTATI delle PARTITE
Benevento 1 Inter 1 Bologna 1 Crotone 2 Fiorentina 0 H. Verona 0
Genoa 0 Sassuolo 2 Chievo 2 Lazio 2 Cagliari 1 Udinese 1
Torino 2 Atalanta 1 Roma 0 Sampdoria 0
Spal 1 Milan 1 Juventus 0 Napoli 2
CLASSIFICA
JUVENTUS 92 / Napoli 88 / Roma 74 / Lazio 72 / Inter 69 / Milan 61 /
Atalanta 60 / Fiorentina 57 / Sampdoria 54 / Torino 51 / Sassuolo 43 /
Genoa 41 / Bologna 39 / Chievo, Udinese 37 / Cagliari 36 / Spal, Crotone 35 /
H. Verona 25 / Benevento 21
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Appuntamenti - Mostre: arte, scienza, scultura
19 maggio '18 - sabato 19th May / Saturday visione post - 12
LA MODERNITA' DEL PAESAGGIO
Teodoro Wolf Ferrari018
Conegliano (Treviso) - Palazzo Sarcinelli (via XX settembre 132)
Fino al 24 giugno 2018
informazioni e prenotazioni: www.mostrawolfferrari.it
Joan MIRO'
Materialità e metamorfosi
Padova - Palazzo Zabarella
Fino al 22 luglio 2018
La mostra è organizzata dal Museo di Arte Contemporanea Serralves, Porto
Info e prenotazioni: tel. (+39) 049 8753100 / www.palazzozabarella.it
"INCONTRI RAVVICINATI CON IL PIANETA ROSSO"
Milano - al Museo di via San Vittore
Viaggio su Marte tra scienza e mito: da Schiapparelli alle sonde spaziali,
dalle canzoni di Bowie ai romanzi di Urania
Fino al 3 giugno '18
ore 9,30/17 da martedì a venerdì - sabato e festivi 9,30/18,30 - chiuso lunedì
Ingresso incluso nel biglietto del museo, 10 euro - tel. 02.485551
RODIN - Un grande scultore al tempo di Monet
Treviso - Museo Santa Caterina
Fino al 3 giugno '18
Info e prenotazioni: www.lineadombra.it
Lucianone
LA MODERNITA' DEL PAESAGGIO
Teodoro Wolf Ferrari018
Conegliano (Treviso) - Palazzo Sarcinelli (via XX settembre 132)
Fino al 24 giugno 2018
informazioni e prenotazioni: www.mostrawolfferrari.it
Joan MIRO'
Materialità e metamorfosi
Padova - Palazzo Zabarella
Fino al 22 luglio 2018
La mostra è organizzata dal Museo di Arte Contemporanea Serralves, Porto
Info e prenotazioni: tel. (+39) 049 8753100 / www.palazzozabarella.it
"INCONTRI RAVVICINATI CON IL PIANETA ROSSO"
Milano - al Museo di via San Vittore
Viaggio su Marte tra scienza e mito: da Schiapparelli alle sonde spaziali,
dalle canzoni di Bowie ai romanzi di Urania
Fino al 3 giugno '18
ore 9,30/17 da martedì a venerdì - sabato e festivi 9,30/18,30 - chiuso lunedì
Ingresso incluso nel biglietto del museo, 10 euro - tel. 02.485551
RODIN - Un grande scultore al tempo di Monet
Treviso - Museo Santa Caterina
Fino al 3 giugno '18
Info e prenotazioni: www.lineadombra.it
Lucianone
venerdì 11 maggio 2018
SPORT - calcio / Serie A - 36^ giornata 2017/18
11 maggio '18 - venerdì 11th May / Friday visione post - 14
RISULTATI delle PARTITE
Milan 4 Juventus 3 Udinese 0 Chievo 2 Genoa 2 Lazio 1
H. Verona 1 Bologna 1 Inter 4 Crotone 1 Fiorentina 3 Atalanta 1
Napoli 2 Spal 2 Sassuolo 1 Cagliari 0
Torino 2 Benevento 0 Sampdoria 0 Roma 1
CLASSIFICA
JUVENTUS 91 / Napoli 85 / Roma 73 / Lazio 71 / Inter 69 / Milan 60 /
Atalanta 59 / Fiorentina 57 / Sampdoria 54 / Torino 48 / Genoa 41 /
Sassuolo 40 / Bologna 39 / Spal 35 / Chievo, Crotone, Udinese 34 / Cagliari 33 /
H. Verona 25 / Benevento 18
COMMENTOContinua...
to be continued...
RISULTATI delle PARTITE
Milan 4 Juventus 3 Udinese 0 Chievo 2 Genoa 2 Lazio 1
H. Verona 1 Bologna 1 Inter 4 Crotone 1 Fiorentina 3 Atalanta 1
Napoli 2 Spal 2 Sassuolo 1 Cagliari 0
Torino 2 Benevento 0 Sampdoria 0 Roma 1
CLASSIFICA
JUVENTUS 91 / Napoli 85 / Roma 73 / Lazio 71 / Inter 69 / Milan 60 /
Atalanta 59 / Fiorentina 57 / Sampdoria 54 / Torino 48 / Genoa 41 /
Sassuolo 40 / Bologna 39 / Spal 35 / Chievo, Crotone, Udinese 34 / Cagliari 33 /
H. Verona 25 / Benevento 18
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sabato 5 maggio 2018
SPORT - calcio / Serie A - 35^ giornata 2017/18
4 maggio '18 - sabato 4th May / Saturdayv visione post - 6
RISULTATI delle PARTITE
Roma 4 Inter 2 Crotone 4 Atalanta 3 Benevento 3 Bologna 1
Chievo 1 Juve 3 Sassuolo 1 Genoa 1 Udinese 3 Milan 2
Verona H. 1 Sampdoria 4 Fiorentina 3 Torino 8
Spal 3 Cagliari 1 Napoli 0 Lazio 1
CLASSIFICA
JUVENTUS 88 / Napoli 84 / Roma, Lazio 70 / Inter 66 / Atalanta 58 /
Milan 57 / Sampdoria, Fiorentina 54 / Torino 47 / Genoa 41 / Bologna 39 /
Sassuolo 37 / Udinese, Crotone 34 / Cagliari 33 / Spal 32 / Chievo 31 /
H. Verona 25 / Benevento 18
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RISULTATI delle PARTITE
Roma 4 Inter 2 Crotone 4 Atalanta 3 Benevento 3 Bologna 1
Chievo 1 Juve 3 Sassuolo 1 Genoa 1 Udinese 3 Milan 2
Verona H. 1 Sampdoria 4 Fiorentina 3 Torino 8
Spal 3 Cagliari 1 Napoli 0 Lazio 1
CLASSIFICA
JUVENTUS 88 / Napoli 84 / Roma, Lazio 70 / Inter 66 / Atalanta 58 /
Milan 57 / Sampdoria, Fiorentina 54 / Torino 47 / Genoa 41 / Bologna 39 /
Sassuolo 37 / Udinese, Crotone 34 / Cagliari 33 / Spal 32 / Chievo 31 /
H. Verona 25 / Benevento 18
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