5 luglio '16 - martedì 5th July / Tuesday visione post - 9
9
Internet mette punto all'uso del punto
(da Venerdì di Repubblica - 24/06/'16 - 'Bioritmi' / Claudia Arletti)
E' ufficiale: il punto sta scomparendo dalla scrittura, demolito ovunque nel mondo
dall'uso massiccio di internet. Un celebre linguista britannico, David Crystal, ne
ha parlato recentemente al festival di Hay in questi termini: "E' in atto un cambia-
mento radicale nella scrittura. Il punto ormai è fuori moda a causa dei messaggini
e delle conversazioni sul web. Questo fenomeno è iniziato negli anni Novanta, con
la diffusione di internet", ma ora i social network hanno impresso una accelerazio-
ne. Crystal lo definisce il prodotto del "senso di liberazione" che si prova scriven-
do rapidamente e senza troppo badare alle regole del gioco. E fa notare che, para-
dossalmente, al caro estinto si affianca una esplosione esuberante di altri segni, un
fiume di punti esclamativi e interrogativi che spesso ritroviamo mescolati: "Vieni
alla mia festa?", "Si!!!???". Su Facebook e nei messaggini il povero punto resiste
travestito da emoticon, là dove significa basta, in frasi come "Non voglio più discu-
tere con te." Così chi si ostina a postare testi o inviare o inviare messaggi che fini-
scono con il punto in nome della buona lingua corre il rischio di essere travisato e
un semplice "ciao." può suonare come un addio senza possibilità di appello. Secon-
do Crystal non è il caso di farne una tragedia, la lingua è così, cambia, si evolve. E
comunque il fenomeno è globale e ha tutta l'aria di essere inarrestabile. Quel che
accadrà, insomma, lo vedremo. Punto.
Lucianone
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martedì 5 luglio 2016
venerdì 1 luglio 2016
LAVORO / Aziende - La differenziazione fa bene
1 luglio '16 - venerdì 1st July / Friday visione post - 22
Diversità di atà, sesso, nazionalità, genere:
le aziende scoprono che valorizzarla nei propri team fa bene al business
(da D laRepubblica - 27/02/'16 - di Gloria Riva)
Single, gay, etero e stranieri. Ikea ha un occhio di riguardo per tutti i dipendenti,
qualunque sia il loro status, sesso, inclinazione e nazionalità. E, per non fare torto
a nessuno, la multinazionale svedese s'è inventata il "diritto alla nonnità": chi di-
venta nonno può mollare il lavoro per starsene con il nipotino. Perchè, se quelli di
una volta potevano godersi la pensione, ai nonni di oggi tocca sgobbare fino a da-
ta da destinarsi, tant'è che per Ikea questa è diventata la nuova frontiera della di-
versità. - E' l'aging gap, la distanza siderale che c'è fra un ventenne nativo digita-
le e un sessantenne che da 25 anni fa il magazziniere. Parlano e pensano diversa-
mente, ma devono lavorare spalla a spalla. "Valorizziamo questa ricchezza af-
fiancando alle persone con esperienza i giovani, leader di domani, perchè i team
misti sanno meglio comprendere i clienti. Così la diversità diventa una risorsa".
racconta Belèn Frau, amministratore delegato di Ikea Italia, 41enne, con figli di
7, 6 e 1 anno. "Mio marito è un santo, mi ha seguito dalla Spagna fin qui. Lavora
da casa per un'azienda tedesca e si occupa dei bimbi", racconta lei, che ha ricevu-
to la prima promozione quando aveva un pancione di otto mesi. Ca va sans dire,
anche questa è valorizzazione delle differenze.
Mentre il parlamento italiano discute ancora se legalizzare le unioni civili, al World
Economic Forum di Davos il premier canadese Justin Trudreau invocava "una -so-
cietà che riconosca la diversità come fonte di forza". Diversity e iniquità di genere
sono stati al centro dei dibattiti elvetici fra i leader delle multinazionali: tutte pun-
tano a ridurre le disparità di opportunità sui luoghi di lavoro per aumentare la pro-
duttività. Lo dice la ricerca Diversity Inclusion di McKinsey: assumendo una perso-
na di differente etnia si ha il 35% di possibilità in più di ottenere ritorni finanziari
maggiori rispetto ai competitor, mentre l'equilibrio di genere fa aumentare il fattu-
rato del 15%. Lo studio prosegue argomentando che le società capaci di reclutare i
diversity talent godranno prima delle altre del loro prezioso contributo. Peccato che
per l'industria italiana siano solo belle parole Anche l'università Bocconi ha realiz-
zato un'indagine, su 250 medie e grandi imprese del paese, scoprendo che 3 società
su 10 non vogliono saperne di diversità: "Siamo fanalino di coda in Europa, il 21%
delle aziende ha messo in atto una qualche azione, contro il 48% della media euro-
pea. Da noi il tema è confuso e ci si limita a lanciare slogan" spiega Simona Cuomo,
docente di Leadership alla Bocconi. - Per fortuna ci sono le multinazionali, che il
diversity management l'hanno imparato negli Usa e trapientato nelle filiali italiane.
"I dati dicono che, se non ci diamo una mossa, le donne avranno le stesse opportu-
nità degli uomini nel 2096, eppure si stima che il pink power potrebbe generare 37
mila miliardi di dollari di ricchezza in più. Perchè non si riesce ad accelerare?", si
domanda Costantina Tribou, vicepresidente del dipartimento Risorse Umane di
Unilever Italia. Oltre a una serie di benefit - sala mamme per allattare, nido, smart
working per pianificare l'integrazione fra carriera e vita famigliare e servizi di as-
sistenza per donne in gravidanza, utile a sbrigare faccende burocratiche e scegliere
il medico giusto, Unilever sta portando avanti un progetto dedicato a i partner in-
dustriali. "Il 40% dei nostri manager è donna. Ma se si trovassero a confrontarsi
con fornitori o clienti maschi (e maschilisti) che non le prendono in considerazione,
allora la faccenda diventerebbe problematica. Abbiamo avviato un percorso di dif-
fusione della cultura dell'integrazione fra le società che lavorano con noi. I risulta-
ti sono positivi, dice Tribou, che si concentra sulla questione femminile perchè è an-
cora la donna l'elemento di diversità più difficile da digerire.
L'Unar, l'ufficio di Palazzo Chigi contro la discriminazione, racconta che nel 2015
il 68% delle vittime di emarginazione sul posto di lavoro sono donne. Spesso sono
messe in secondo piano non solo per il loro genere, ma perchè anziane, non bianche,
disabili o malate. In proposito, la Bocconi ha realizzato un'altra indagine per capire
qual è, secondo i dipendenti, il profilo che l'imprenditore ricerca in loro. Risultato?
"Uomo, bianco, giovane e in buona salute, rivela la professoressa Cuomo, che rac-
conta di tanti casi in cui giovani talentuosi e manager in carriera sono passati dal
piedistallo al sottoscala perchè è sopraggiunta la malattia. "La disabilità è la forma
di integrazione più difficile da affrontare, perchè è quella meno accettata dai clienti.
Ma la gente ci conosce, sa che in H&M la diversità è un valore", dice Graziella Mo-
dica, responsabile delle risorse umane del colosso svedese,
Continua...
to be continued...
Diversità di atà, sesso, nazionalità, genere:
le aziende scoprono che valorizzarla nei propri team fa bene al business
(da D laRepubblica - 27/02/'16 - di Gloria Riva)
Single, gay, etero e stranieri. Ikea ha un occhio di riguardo per tutti i dipendenti,
qualunque sia il loro status, sesso, inclinazione e nazionalità. E, per non fare torto
a nessuno, la multinazionale svedese s'è inventata il "diritto alla nonnità": chi di-
venta nonno può mollare il lavoro per starsene con il nipotino. Perchè, se quelli di
una volta potevano godersi la pensione, ai nonni di oggi tocca sgobbare fino a da-
ta da destinarsi, tant'è che per Ikea questa è diventata la nuova frontiera della di-
versità. - E' l'aging gap, la distanza siderale che c'è fra un ventenne nativo digita-
le e un sessantenne che da 25 anni fa il magazziniere. Parlano e pensano diversa-
mente, ma devono lavorare spalla a spalla. "Valorizziamo questa ricchezza af-
fiancando alle persone con esperienza i giovani, leader di domani, perchè i team
misti sanno meglio comprendere i clienti. Così la diversità diventa una risorsa".
racconta Belèn Frau, amministratore delegato di Ikea Italia, 41enne, con figli di
7, 6 e 1 anno. "Mio marito è un santo, mi ha seguito dalla Spagna fin qui. Lavora
da casa per un'azienda tedesca e si occupa dei bimbi", racconta lei, che ha ricevu-
to la prima promozione quando aveva un pancione di otto mesi. Ca va sans dire,
anche questa è valorizzazione delle differenze.
Mentre il parlamento italiano discute ancora se legalizzare le unioni civili, al World
Economic Forum di Davos il premier canadese Justin Trudreau invocava "una -so-
cietà che riconosca la diversità come fonte di forza". Diversity e iniquità di genere
sono stati al centro dei dibattiti elvetici fra i leader delle multinazionali: tutte pun-
tano a ridurre le disparità di opportunità sui luoghi di lavoro per aumentare la pro-
duttività. Lo dice la ricerca Diversity Inclusion di McKinsey: assumendo una perso-
na di differente etnia si ha il 35% di possibilità in più di ottenere ritorni finanziari
maggiori rispetto ai competitor, mentre l'equilibrio di genere fa aumentare il fattu-
rato del 15%. Lo studio prosegue argomentando che le società capaci di reclutare i
diversity talent godranno prima delle altre del loro prezioso contributo. Peccato che
per l'industria italiana siano solo belle parole Anche l'università Bocconi ha realiz-
zato un'indagine, su 250 medie e grandi imprese del paese, scoprendo che 3 società
su 10 non vogliono saperne di diversità: "Siamo fanalino di coda in Europa, il 21%
delle aziende ha messo in atto una qualche azione, contro il 48% della media euro-
pea. Da noi il tema è confuso e ci si limita a lanciare slogan" spiega Simona Cuomo,
docente di Leadership alla Bocconi. - Per fortuna ci sono le multinazionali, che il
diversity management l'hanno imparato negli Usa e trapientato nelle filiali italiane.
"I dati dicono che, se non ci diamo una mossa, le donne avranno le stesse opportu-
nità degli uomini nel 2096, eppure si stima che il pink power potrebbe generare 37
mila miliardi di dollari di ricchezza in più. Perchè non si riesce ad accelerare?", si
domanda Costantina Tribou, vicepresidente del dipartimento Risorse Umane di
Unilever Italia. Oltre a una serie di benefit - sala mamme per allattare, nido, smart
working per pianificare l'integrazione fra carriera e vita famigliare e servizi di as-
sistenza per donne in gravidanza, utile a sbrigare faccende burocratiche e scegliere
il medico giusto, Unilever sta portando avanti un progetto dedicato a i partner in-
dustriali. "Il 40% dei nostri manager è donna. Ma se si trovassero a confrontarsi
con fornitori o clienti maschi (e maschilisti) che non le prendono in considerazione,
allora la faccenda diventerebbe problematica. Abbiamo avviato un percorso di dif-
fusione della cultura dell'integrazione fra le società che lavorano con noi. I risulta-
ti sono positivi, dice Tribou, che si concentra sulla questione femminile perchè è an-
cora la donna l'elemento di diversità più difficile da digerire.
L'Unar, l'ufficio di Palazzo Chigi contro la discriminazione, racconta che nel 2015
il 68% delle vittime di emarginazione sul posto di lavoro sono donne. Spesso sono
messe in secondo piano non solo per il loro genere, ma perchè anziane, non bianche,
disabili o malate. In proposito, la Bocconi ha realizzato un'altra indagine per capire
qual è, secondo i dipendenti, il profilo che l'imprenditore ricerca in loro. Risultato?
"Uomo, bianco, giovane e in buona salute, rivela la professoressa Cuomo, che rac-
conta di tanti casi in cui giovani talentuosi e manager in carriera sono passati dal
piedistallo al sottoscala perchè è sopraggiunta la malattia. "La disabilità è la forma
di integrazione più difficile da affrontare, perchè è quella meno accettata dai clienti.
Ma la gente ci conosce, sa che in H&M la diversità è un valore", dice Graziella Mo-
dica, responsabile delle risorse umane del colosso svedese,
Continua...
to be continued...
SOCIETA' / psicologia e individui - Tutti i modi per essere più felici
1 luglio '16 - venerdì 1st July / Friday visione post - 32
Per essere del 40% più felice
H=S+C+V. Dove H sta per happiness, S per eredità genetica,
C rappresenta le circostanze e V i fattori sotto il nostro con-
trollo. E' la formula del buon vivere. E la notizia è che, se-
condo ricerche e psicologi, il risultato, per quasi metà, è
nelle nostre mani.
(da D laRepubblica - 27 febbraio '16 - di Roselina Salemi)
Il 20 marzo, giornata internazionale della felicità voluta dall'Onu, potrebbe essere una buo-
na occasione per farci qualche domanda. Abbiamo una buona vita? Che voto le daremmo
da uno a dieci? La media degli italiani si promuove con una benevola sufficienza, ma il ve-
ro problema è dare un contenuto al termine happiness. Successo? Denaro? Salute? Celebri-
tà? Senza parametri certi, possiamo oscillare dalla filosofia spicciola di Philippe Delerme e
Dominique Loreau - la prima sorsata di birra, il profumo delle mele in cantina (se hai una
cantina), la raccolta delle more nei boschi, le chiacchiere attorno a un tavolo sgranando pi-
selli - alla verità semplificata nelle canzonette ("Felicità/è un cuscino di piume, l'acqua del
fiume") che renderebbe Albano Carrisi il nostro guru.
Eppure deve esserci qualcosa di profondo anche nei proverbi e nei luoghi comuni, se il più
lungo studio mai condotto ad Harvard ci dice che il tasso d'amore conta più di quello del
colesterolo, la qualità più della quantità. Solo chi ama ed è amato da mariti/mogli, genito-
ri, amici, fratelli, avrà una vita serena e probabilmente lunga. La prova arriva dal Grant
Study, durato oltre 75 anni, che ha seguito 268 studenti universitari di Harvard delle clas-
si del 1942-44. Concepito nel 1938 dallo psichiatra Arlie Bock, lo studio prende il nome
dallo sponsor, il magnate dei grandi magazzini W.T. Grant, convinto che la ricerca medi-
ca prestasse più attenzione ai malati che ai sani (idea non balzana che ha fatto nascere la
psicologia positiva).
Continua... to be continued...
Per essere del 40% più felice
H=S+C+V. Dove H sta per happiness, S per eredità genetica,
C rappresenta le circostanze e V i fattori sotto il nostro con-
trollo. E' la formula del buon vivere. E la notizia è che, se-
condo ricerche e psicologi, il risultato, per quasi metà, è
nelle nostre mani.
(da D laRepubblica - 27 febbraio '16 - di Roselina Salemi)
Il 20 marzo, giornata internazionale della felicità voluta dall'Onu, potrebbe essere una buo-
na occasione per farci qualche domanda. Abbiamo una buona vita? Che voto le daremmo
da uno a dieci? La media degli italiani si promuove con una benevola sufficienza, ma il ve-
ro problema è dare un contenuto al termine happiness. Successo? Denaro? Salute? Celebri-
tà? Senza parametri certi, possiamo oscillare dalla filosofia spicciola di Philippe Delerme e
Dominique Loreau - la prima sorsata di birra, il profumo delle mele in cantina (se hai una
cantina), la raccolta delle more nei boschi, le chiacchiere attorno a un tavolo sgranando pi-
selli - alla verità semplificata nelle canzonette ("Felicità/è un cuscino di piume, l'acqua del
fiume") che renderebbe Albano Carrisi il nostro guru.
Eppure deve esserci qualcosa di profondo anche nei proverbi e nei luoghi comuni, se il più
lungo studio mai condotto ad Harvard ci dice che il tasso d'amore conta più di quello del
colesterolo, la qualità più della quantità. Solo chi ama ed è amato da mariti/mogli, genito-
ri, amici, fratelli, avrà una vita serena e probabilmente lunga. La prova arriva dal Grant
Study, durato oltre 75 anni, che ha seguito 268 studenti universitari di Harvard delle clas-
si del 1942-44. Concepito nel 1938 dallo psichiatra Arlie Bock, lo studio prende il nome
dallo sponsor, il magnate dei grandi magazzini W.T. Grant, convinto che la ricerca medi-
ca prestasse più attenzione ai malati che ai sani (idea non balzana che ha fatto nascere la
psicologia positiva).
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Istruzione / Università - Non più tesi copiate dal web
1 luglio '16 - venerdì 1st July / Friday visione post - 33
Da Pavia a Roma sempre più atenei
usano programmi capaci di scoprire
i brani presi di peso da testi altrui
ADDIO ALLA TESI COPIATA DAL WEB:
o r a u n s o f t w a r e s m a s c h e r a i p l a g i
(da la Repubblica - 20 febbraio '16 - Luca De Vito)
Per molti studenti la tentazione è forte: da una parte c'è l'infinità di fonti digitalizzate
e disponibili in rete, dall'altra un semplice comando da eseguire sulla tastiera del com-
puter. Ctr+c, ctr+v e il copia-incolla è fatto. Ma per i furbetti delle lauree plagiate la
pacchia sembra essere finita. Perchè ormai le università hanno dalla loro software anti- copiatura, potenti strumenti nelle mani dei prof che nel giro di pochi minuti sono in gra-
do di stabilire se una tesi è copiata - anche solo in piccola parte - dalla rete o da altri te-
sti. Da Milano a Roma, passando per Bologna e Firenze gli atenei sono disposti a spende-
re soldi pur di riuscire a contrastare un fenomeno che, a detta degli stessi docenti, sem-
bra ormai un automatismo. - I software più usati dagli atenei italiani sono due: "Com-
pilatio", e "Turnitin" di un'americana. Funzionano allo stesso modo, ovvero confrontan-
do le tesi prodotte dagli studenti con i materiali presenti sul web e negli archivi a disposi-
zione degli atenei. Una caccia alle corrispondenze che i docenti possono fare in modo ra-
pido, semplicemente caricando sul programma i file che intendono analizzare. Gli ultimi
ad adottare questo sistema sono i professori dell'università di Pavia, dove da una settima-
na Compilatio è stato reso disponibile gratuitamente al corpo docente (per gli studenti è
a pagamento). Allas Bocconi, invece, usano Turnitin da almeno quattro anni e adesso co- minciano ad apprezzarne i risultati. "Le copiature sono diminuite - dice Marco Agliati,
docente, docente del dipartimento di Accounting - anche perchè i ragazzi vengono infor-
mati da subito su quali sono le regole. Sanno che chi sbaglia viene punito. Lo facciamo
perchè non vogliamo frustrare gli sforzi della maggioranza di studenti che sono corretti
e non cercano scorciatoie". In Bocconi, l'impegno a non copiare è scritto nero su bianco
anche nel cosiddetto "honor code", il codice d'onore che ciascuno studente firma al mo-
mento dell'iscrizione. Verificare l'autenticità delle tesi via software è semplic. Una volta
caricato il file, il programma restituisce valori percentuali che "quantificano" il grado
di scopiazzatura a seconda delle fonti. Se i valori sono bassi m, la luce è verde o blu: è
il segnale che non c'è da preoccuparsi. Se il numero di similitudini aumenta, allora la
luce diventa arancione, rossa quando il sospetto si trasforma in certezza. Una verifica
del docente però è sempre necessaria: a seconda delle materie e del tipo di tesi, infatti,
ci possono essere gradi di tolleranaza diversi. Ad esempio, in un elaborato di matema-
tica sarà normale trovacome comportarsi, un gran numero di formule che corrispon-
dono anche in altri testi. - Quando la copiatura viene scoperta, ciascun docente deci-
de come comportarsi. C'è chi usa il pugno duro, come Cristina Molinari, docente di
economia alla Ca' Foscari, che mette in guardia gli studenti intenzionati a chiederle
la tesi: "Nel caso il software evidenzi percentuali che indichino chiaramente la mala-
fede, il rapporto di collaborazione sarà immediatamente interrotto e gli studenti do-
vranno trovarsi un altro relatore". Ma c'è anche chi vede l'uso di questi programmi
come uno strumento educativo: "Imparare a scrivere su temi ben definiti senza pla-
giare pensieri ed espressioni altrui è uno scopo essenziale cui dovrebbe tendere il no-
tro impegno didattico - dice Piero Cavaleri, direttore della Biblioteca della Liuc di
Castellanza - Vogliamo aiutare gli studenti a utilizzare i testi come supporto per la
dimostrazione e non come oggetto di copiatura o parafrasi".
Lucianone
Da Pavia a Roma sempre più atenei
usano programmi capaci di scoprire
i brani presi di peso da testi altrui
ADDIO ALLA TESI COPIATA DAL WEB:
o r a u n s o f t w a r e s m a s c h e r a i p l a g i
(da la Repubblica - 20 febbraio '16 - Luca De Vito)
Per molti studenti la tentazione è forte: da una parte c'è l'infinità di fonti digitalizzate
e disponibili in rete, dall'altra un semplice comando da eseguire sulla tastiera del com-
puter. Ctr+c, ctr+v e il copia-incolla è fatto. Ma per i furbetti delle lauree plagiate la
pacchia sembra essere finita. Perchè ormai le università hanno dalla loro software anti- copiatura, potenti strumenti nelle mani dei prof che nel giro di pochi minuti sono in gra-
do di stabilire se una tesi è copiata - anche solo in piccola parte - dalla rete o da altri te-
sti. Da Milano a Roma, passando per Bologna e Firenze gli atenei sono disposti a spende-
re soldi pur di riuscire a contrastare un fenomeno che, a detta degli stessi docenti, sem-
bra ormai un automatismo. - I software più usati dagli atenei italiani sono due: "Com-
pilatio", e "Turnitin" di un'americana. Funzionano allo stesso modo, ovvero confrontan-
do le tesi prodotte dagli studenti con i materiali presenti sul web e negli archivi a disposi-
zione degli atenei. Una caccia alle corrispondenze che i docenti possono fare in modo ra-
pido, semplicemente caricando sul programma i file che intendono analizzare. Gli ultimi
ad adottare questo sistema sono i professori dell'università di Pavia, dove da una settima-
na Compilatio è stato reso disponibile gratuitamente al corpo docente (per gli studenti è
a pagamento). Allas Bocconi, invece, usano Turnitin da almeno quattro anni e adesso co- minciano ad apprezzarne i risultati. "Le copiature sono diminuite - dice Marco Agliati,
docente, docente del dipartimento di Accounting - anche perchè i ragazzi vengono infor-
mati da subito su quali sono le regole. Sanno che chi sbaglia viene punito. Lo facciamo
perchè non vogliamo frustrare gli sforzi della maggioranza di studenti che sono corretti
e non cercano scorciatoie". In Bocconi, l'impegno a non copiare è scritto nero su bianco
anche nel cosiddetto "honor code", il codice d'onore che ciascuno studente firma al mo-
mento dell'iscrizione. Verificare l'autenticità delle tesi via software è semplic. Una volta
caricato il file, il programma restituisce valori percentuali che "quantificano" il grado
di scopiazzatura a seconda delle fonti. Se i valori sono bassi m, la luce è verde o blu: è
il segnale che non c'è da preoccuparsi. Se il numero di similitudini aumenta, allora la
luce diventa arancione, rossa quando il sospetto si trasforma in certezza. Una verifica
del docente però è sempre necessaria: a seconda delle materie e del tipo di tesi, infatti,
ci possono essere gradi di tolleranaza diversi. Ad esempio, in un elaborato di matema-
tica sarà normale trovacome comportarsi, un gran numero di formule che corrispon-
dono anche in altri testi. - Quando la copiatura viene scoperta, ciascun docente deci-
de come comportarsi. C'è chi usa il pugno duro, come Cristina Molinari, docente di
economia alla Ca' Foscari, che mette in guardia gli studenti intenzionati a chiederle
la tesi: "Nel caso il software evidenzi percentuali che indichino chiaramente la mala-
fede, il rapporto di collaborazione sarà immediatamente interrotto e gli studenti do-
vranno trovarsi un altro relatore". Ma c'è anche chi vede l'uso di questi programmi
come uno strumento educativo: "Imparare a scrivere su temi ben definiti senza pla-
giare pensieri ed espressioni altrui è uno scopo essenziale cui dovrebbe tendere il no-
tro impegno didattico - dice Piero Cavaleri, direttore della Biblioteca della Liuc di
Castellanza - Vogliamo aiutare gli studenti a utilizzare i testi come supporto per la
dimostrazione e non come oggetto di copiatura o parafrasi".
Lucianone
domenica 26 giugno 2016
Ultime notizie >>> dal Mondo / latest news today
26 giugno '16 - domenica 26th June / Sunday visione post - 5
POST REFERENDUM Brexit
____________________________
S C O Z I A all'attacco
"Veto all'uscita dall'Europa" / La Scozia: "Possiamo bloccare l'uscita dal Regno Unito
dall'Europa" / La Premier Sturgeon: "E' contrario ai nostri interessi, non ratificheremo
il risultato"
La Scozia potrebbe mettere il veto all’uscita del Regno Unito dalla Ue. È quanto ha riferito la prima ministra scozzese, Nicola Sturgeon parlando alla Bbc. In Scozia i Remain hanno prevalso con il 62% dei consensi nel referendum di giovedì. La strada indicata dalla leader scozzese, che già ieri ha rotto gli indugi ipotizzando per la Scozia un trattamento ad hoc nei rapporti con la Ue, ha detto che «naturalmente chiederà ai deputati di negare il consenso legislativo» all’esito del referendum. Insomma niente ratifica dalle parti di Holyrood.
Lucianone
POST REFERENDUM Brexit
____________________________
S C O Z I A all'attacco
"Veto all'uscita dall'Europa" / La Scozia: "Possiamo bloccare l'uscita dal Regno Unito
dall'Europa" / La Premier Sturgeon: "E' contrario ai nostri interessi, non ratificheremo
il risultato"
La Scozia potrebbe mettere il veto all’uscita del Regno Unito dalla Ue. È quanto ha riferito la prima ministra scozzese, Nicola Sturgeon parlando alla Bbc. In Scozia i Remain hanno prevalso con il 62% dei consensi nel referendum di giovedì. La strada indicata dalla leader scozzese, che già ieri ha rotto gli indugi ipotizzando per la Scozia un trattamento ad hoc nei rapporti con la Ue, ha detto che «naturalmente chiederà ai deputati di negare il consenso legislativo» all’esito del referendum. Insomma niente ratifica dalle parti di Holyrood.
Lucianone
martedì 21 giugno 2016
Musica - ASA: l'artista franco-nigeriana che difende i Diritti civili
21 giugno '16 - martedì 21st June / Tuesday visone post - 17
Asa (si legge Asha) in lingua yoruba significa "falco" e con le qualità e la grinta di questo
uccello predatore questa franco-nigeriana di 31 anni ha conquistato il successo in brevissi-
mo tempo. Secondo Forbes, Asa è tra le quaranta celebrità africane più potenti: ha conqui-
stato il terzo posto nelle chart di Billboard, settore World Music, due dischi di platino, 300
concerti sold out ed è apprezzata da Lenny Kravitz e Angelique Kidjo. Il 26 agosto 2014,
Bukola Elemide (questo il suo vero nome), nata a Parigi da genitori nigeriani, ha pubblica-
to il suo terzo album, 'Bed of Stone'. Per il nuovo disco, tra soul. etno e pop, aveva bisogno
di sentire nuove sensazioni. "Volevo essere come una signora che cade da uno skateboard
davanti a dei ragazzini o che va a tutto gas per la prima volta su una motocicletta" racconta.
Dead again, il primo singolo scritto di getto con Blair MacKichan, parla di un'amicizia tra-
dita, mentre Love Found Me è un invito romantico e Grateful ha una spirit200 ragazzeualità ancestrale
e al tempo stesso moderna. Il disco è stato scritto in viaggio tra Lagos, Berlino, gli Stati
Uniti e Londra: "Dopo un tour durato due anni volevo incontrare gente nuova e fare tutto
quello che non ero riuscita a portare a termine"..
Fra gli impegni più importanti, la difesa dei Diritti umani. Asa, incurante dei rischi (spesso
torna nel povero villaggio di Alagbole dove vivono i suoi parenti), ha condannato aperta-
mente con un tweet le violenze dei Boko Haram, gli jihadisti che hanno rapito 200 ragazze
nigeriane con la minaccia di venderle dopo averle costrette a convertirsi all?islam: "Sta ac-
cadendo in NIgeria oggi! Spero che questo orrore finisca presto".
Lucianone
Asa (si legge Asha) in lingua yoruba significa "falco" e con le qualità e la grinta di questo
uccello predatore questa franco-nigeriana di 31 anni ha conquistato il successo in brevissi-
mo tempo. Secondo Forbes, Asa è tra le quaranta celebrità africane più potenti: ha conqui-
stato il terzo posto nelle chart di Billboard, settore World Music, due dischi di platino, 300
concerti sold out ed è apprezzata da Lenny Kravitz e Angelique Kidjo. Il 26 agosto 2014,
Bukola Elemide (questo il suo vero nome), nata a Parigi da genitori nigeriani, ha pubblica-
to il suo terzo album, 'Bed of Stone'. Per il nuovo disco, tra soul. etno e pop, aveva bisogno
di sentire nuove sensazioni. "Volevo essere come una signora che cade da uno skateboard
davanti a dei ragazzini o che va a tutto gas per la prima volta su una motocicletta" racconta.
Dead again, il primo singolo scritto di getto con Blair MacKichan, parla di un'amicizia tra-
dita, mentre Love Found Me è un invito romantico e Grateful ha una spirit200 ragazzeualità ancestrale
e al tempo stesso moderna. Il disco è stato scritto in viaggio tra Lagos, Berlino, gli Stati
Uniti e Londra: "Dopo un tour durato due anni volevo incontrare gente nuova e fare tutto
quello che non ero riuscita a portare a termine"..
Fra gli impegni più importanti, la difesa dei Diritti umani. Asa, incurante dei rischi (spesso
torna nel povero villaggio di Alagbole dove vivono i suoi parenti), ha condannato aperta-
mente con un tweet le violenze dei Boko Haram, gli jihadisti che hanno rapito 200 ragazze
nigeriane con la minaccia di venderle dopo averle costrette a convertirsi all?islam: "Sta ac-
cadendo in NIgeria oggi! Spero che questo orrore finisca presto".
Appuntamenti - Arte / Musica / Fotografia
21 giugno '16 - martedì 21st June / Tuesday visione post - 11
ARTE
Alfons Mucha
Atmosfere Art Nouveau
Palazzo Ducale - Genova
fino al 18 settembre 2016
MUSICA
Charles Aznavour tra di noi
ARENA di Verona - Verona
14 settembre 2016 - mercoledì
Festival Internazionale delle Orchestre Giovanili
National Youth Jazz Orchestra (britannica)
accompagnata da Fabrizio Bosso
Martedì 12 luglio '16 - ore 21.00
Romanian Youth National Orchestra
con la violoncellista Julia Hagen
Venerdì 15 luglio '16 - ore 21.00
UniCredit Pavilion, Piazza Gae Aulenti 10 - Milano
PORRETTA SOUL FESTIVAL - sweet soul music
Rufus Thomas Park
Porretta Terme / Bologna - Italy
21 / 24 luglio 2016 - 29th year
FOTOGRAFIA
WILLIAM KLEIN -Il mondo a modo suo
Milano - Palazzo della Ragione, Piazza dei Mercanti 1
dal 17 luglio all' 11 settembre 2016
Curata da Alessandra Mauro, promossa e prodotta dal Comune di Milano
con Civita, Contrasto e GAmm Giunti, la mostra raccoglie oltre 150 opere
originali, alcune delle quali di grande formato, tutte provenienti dall'archi-
vio personale di Klein.
LA GUERRA BIANCA
1915 - 1918: Vivere e morire sul fronte dei ghiacciai
Fotografie di STEFANO TORRIONE
Trento - Palazzo delle Albere / Via R. da Sanseverino, 45
fino al 25 settembre 2016
Continua... to be continued...
ARTE
Alfons Mucha
Atmosfere Art Nouveau
Palazzo Ducale - Genova
fino al 18 settembre 2016
MUSICA
Charles Aznavour tra di noi
ARENA di Verona - Verona
14 settembre 2016 - mercoledì
Festival Internazionale delle Orchestre Giovanili
National Youth Jazz Orchestra (britannica)
accompagnata da Fabrizio Bosso
Martedì 12 luglio '16 - ore 21.00
Romanian Youth National Orchestra
con la violoncellista Julia Hagen
Venerdì 15 luglio '16 - ore 21.00
UniCredit Pavilion, Piazza Gae Aulenti 10 - Milano
PORRETTA SOUL FESTIVAL - sweet soul music
Rufus Thomas Park
Porretta Terme / Bologna - Italy
21 / 24 luglio 2016 - 29th year
FOTOGRAFIA
WILLIAM KLEIN -Il mondo a modo suo
Milano - Palazzo della Ragione, Piazza dei Mercanti 1
dal 17 luglio all' 11 settembre 2016
Curata da Alessandra Mauro, promossa e prodotta dal Comune di Milano
con Civita, Contrasto e GAmm Giunti, la mostra raccoglie oltre 150 opere
originali, alcune delle quali di grande formato, tutte provenienti dall'archi-
vio personale di Klein.
LA GUERRA BIANCA
1915 - 1918: Vivere e morire sul fronte dei ghiacciai
Fotografie di STEFANO TORRIONE
Trento - Palazzo delle Albere / Via R. da Sanseverino, 45
fino al 25 settembre 2016
Continua... to be continued...
domenica 19 giugno 2016
Ultime notizie >>> dall'Italia e dal Mondo / Latest news
19 giugno '16 - sabato 19th June / Saturday visione post - 14
ITALIA - Elezioni amministrative
Roma: Virginia Raggi (Cinque Stelle) stravince su Giachetti (Pd) ed è sindaco della capitale
Torino: Appendino (Cinque Stelle) vince su Fassino (Pd) ed è il nuovo sindaco
Milano resta nelle mani del Pd con Sala
A Napoli si riconferma sindaco De Magistris (Sinistra)
Sport / calcio - Francia
EURO 2016
Colpo dell'Albania, battuta la Romania (Romania - Albania 0 - 1)
Svizzera e Francia si chiude in pareggio (0 - 0): qualificati anche gli elvetici
TURCHIA
La denuncia di una Ong: "Fuoco dei soldati turchi, morti 8 migranti, 4 bimbi"
BELGIO - Bruxelles
Valigie sospette: evacuata la staziobe centrale e un hotel vicino allo scalo
Arrestati 12 presunti terroristi
VATICANO
Il Papa: "I rifugiati sono persone come noi, vogliamo stare con loro"
All’Angelus nuovo appello del Papa ad accogliere chi fugge dalla guerra. «Cerchiamo risposte ai nostri interrogativi, Gesù conosce il cuore dell’uomo come nessun’altro»
«Noi stiamo dalla parte di chi è costretto a fuggire. I rifugiati sono persone come tutti noi e le loro storie ci chiamano all’accoglienza». Nuovo appello di Francesco per chi scappa dalla disperazione. «I rifugiati sono persone come tutti, ma alle quali la guerra ha tolto casa, lavoro, parenti, amici. Le loro storie e i loro volti ci chiamano a rinnovare l’impegno per costruire la pace nella giustizia- sottolinea il Papa all’Angelus - Per questo vogliamo stare con loro: incontrarli, accoglierli, ascoltarli, per diventare insieme artigiani di pace»: lo ha detto ricordando che domani ricorre la «Giornata mondiale del rifugiato» promossa dall’Onu.
Lucianone
ITALIA - Elezioni amministrative
Roma: Virginia Raggi (Cinque Stelle) stravince su Giachetti (Pd) ed è sindaco della capitale
Torino: Appendino (Cinque Stelle) vince su Fassino (Pd) ed è il nuovo sindaco
Milano resta nelle mani del Pd con Sala
A Napoli si riconferma sindaco De Magistris (Sinistra)
Sport / calcio - Francia
EURO 2016
Colpo dell'Albania, battuta la Romania (Romania - Albania 0 - 1)
Svizzera e Francia si chiude in pareggio (0 - 0): qualificati anche gli elvetici
TURCHIA
La denuncia di una Ong: "Fuoco dei soldati turchi, morti 8 migranti, 4 bimbi"
BELGIO - Bruxelles
Valigie sospette: evacuata la staziobe centrale e un hotel vicino allo scalo
Arrestati 12 presunti terroristi
VATICANO
Il Papa: "I rifugiati sono persone come noi, vogliamo stare con loro"
All’Angelus nuovo appello del Papa ad accogliere chi fugge dalla guerra. «Cerchiamo risposte ai nostri interrogativi, Gesù conosce il cuore dell’uomo come nessun’altro»
«Noi stiamo dalla parte di chi è costretto a fuggire. I rifugiati sono persone come tutti noi e le loro storie ci chiamano all’accoglienza». Nuovo appello di Francesco per chi scappa dalla disperazione. «I rifugiati sono persone come tutti, ma alle quali la guerra ha tolto casa, lavoro, parenti, amici. Le loro storie e i loro volti ci chiamano a rinnovare l’impegno per costruire la pace nella giustizia- sottolinea il Papa all’Angelus - Per questo vogliamo stare con loro: incontrarli, accoglierli, ascoltarli, per diventare insieme artigiani di pace»: lo ha detto ricordando che domani ricorre la «Giornata mondiale del rifugiato» promossa dall’Onu.
Lucianone
sabato 18 giugno 2016
Sport - calcio / Europei Francia 2016
18 giugno '16 / sabato 18th- 1 June / Saturday visione post - 29
RISULTATI
Francia - Romania 2 - 1 10 giugno
Albania - Svizzera 0 - 1 11 giugno
Galles - Slovacchia 2 - 1 11 giugno
Inghilterra - Russia 1- 1 11 giugno
Turchia - Croazia 0 - 1 12 giugno
Polonia -- Irl. del Nord 1 - 0 12 giugno
Germania - Ucraina 2 - 0 12 giugno
Spagna - Repubblica Ceca 1 - 0 13 giugno
Irlanda - Svezia 1 - 1 13 giugno
Belgio - Italia 0 - 2 13 giugno
Austria - Ungheria 0 - 2
Portogallo - Islanda 1 - 1
Russia - Slovacchia 1 - 2
Romania - Svizzera 1 - 1
Francia - Albania 2 - 0
Inghilterra - Galles 2 - 1
Ucraina - Irl. del Nord 0 - 2
Germania - Polonia 0 - 0
Italia - Svezia 1 - 0
Repubblica Ceca - Croazia 2 - 2
Spagna - Turchia 3 - 0
Belgio - Irlanda 3 - 0
Islanda - Ungheria 1 - 1
Portogallo - Austria 0 - 0
Lucianone
RISULTATI
Francia - Romania 2 - 1 10 giugno
Albania - Svizzera 0 - 1 11 giugno
Galles - Slovacchia 2 - 1 11 giugno
Inghilterra - Russia 1- 1 11 giugno
Turchia - Croazia 0 - 1 12 giugno
Polonia -- Irl. del Nord 1 - 0 12 giugno
Germania - Ucraina 2 - 0 12 giugno
Spagna - Repubblica Ceca 1 - 0 13 giugno
Irlanda - Svezia 1 - 1 13 giugno
Belgio - Italia 0 - 2 13 giugno
Austria - Ungheria 0 - 2
Portogallo - Islanda 1 - 1
Russia - Slovacchia 1 - 2
Romania - Svizzera 1 - 1
Francia - Albania 2 - 0
Inghilterra - Galles 2 - 1
Ucraina - Irl. del Nord 0 - 2
Germania - Polonia 0 - 0
Italia - Svezia 1 - 0
Repubblica Ceca - Croazia 2 - 2
Spagna - Turchia 3 - 0
Belgio - Irlanda 3 - 0
Islanda - Ungheria 1 - 1
Portogallo - Austria 0 - 0
Lucianone
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