25 marzo '16 - venerdì 25th March / Friday visione post - 18
Mi fa notare un amico che la definizione più calzante eppure mai utilizzata, per
i francesi, i belgi, i tedeschi, gli europei che abbracciano il terrorismo jihadista,
è quella di traditori. Traditori delle patrie che li hanno visti nascere, li hanno cre-
sciuti e fatti studiare, traditori delle loro scuole e dei loro insegnanti, delle loro
città, dei loro quartieri e (spesso) delle loro famiglie, delle Costituzioni e delle
leggi che hanno garantito loro libertà di espressione, di movimento, di cultura.
Nessuna di queste leggi, nessuna delle scuole che hanno frequentato, nessuna
delle forme culturali e associative a loro disposizione ha mai avuto lo scopo di
impedire o soffocare una loro scelta religiosa, islamica o di qualunque altro ti-
po. Non reagiscono, dunque, a una persecuzione o a un divieto. Semplicemen-
te tradiscono, con odio e violenza puramente imputabili a loro, la libertà che
li ha cresciuti, la comunità plurale e tollerante che li ha ospitati.
Questa qualità di traditori li rende particolarmente odiosi. Sconsiglia la dicitu-
ra di "combattenti islamici", che ha qualcosa di aperto, di dichiarato e perfino
di nobile. Il tradimento si cova nell'ombra, nel rancore e nell'equivoco, e ap-
punto a tradimento si svela. Alto tradimento è l'imputazione con la quale la
quale la Francia e l'intera Europa dovrebbero processare quelli come Salah
Abdeslam.
(da la Repubblica - 22/03/'16 - L'Amaca / Michele Serra)
Ci mancava il Ponte sullo Stretto, evocato da Matteo Renzi nel libro "Donne
d'Italia" (?), la strenna 2015 di Bruno Vespa. Lo faremo - dice il premier - pe-
rò soltanto dopo che abbiamo sistemato un sacco di cose che si devono si-
stemare; tipo il dissesto idrogeologico e la viabilità ordinaria in Sicilia; dun-
que mai, pensa il lettore con un sospiro di sollievo. Ma nel frattempo si so-
no accesi, come le luminarie a Natale, centinaia di titoli online, "Renzi vuole
il Ponte", con codazzi di commenti infurentiti, Renzi come Berlusconi, Ren-
zi al servizio della mafia, Renzi cementificatore, Renzi puzzone, eccetera. E
chissà stamane nelle edicole.
Dunque il vero problema, a ben vedere, non è il Ponte sullo Stretto (che secondo
le prime proiezioni sarà realizzato attorno" al 2650, sotto la dominazione cinese);
è la sbalorditiva incautela con la quale Renzi butta lì, in due o tre frasi, una que-
stione gravata da milioni di tonnellate di superficialità, malaffare, offese ambien-
tali, propaganda ridicola, pregiudizi isterici. Va bene che la fonte ("Donne D'Ita-
glia") è autorevole e congrua, nonchè aggiornata sulle più recenti tendenze della
macroingegneria. Ma con tutti i tavoli della Leopolda a disposizione, possibile
che non ci sia nessuna anima buona che gli dica: mi raccomando Matteo, la co-
municazione politica non si fa a spanne, e nemmeno un tanto al chilo?
(da la Repubblica - 7/11/2015 - L'Amaca / Michele Serra)
Lucianone
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venerdì 25 marzo 2016
mercoledì 23 marzo 2016
Sport - Calcio / Serie A - 29^ giornata 2015/16
23 marzo '16 - mercoledì 23rd March / Wednesday visione post - 14
Risultati delle partite
Juventus 1 Empoli 1 Inter 2 Chievo 0 Carpi 2 Fiorentina 1
Sassuolo 0 Sampdoria 1 Bologna 1 Milan 0 Frosinone 1 Verona H. 1
Genoa 3 Udinese 1 Lazio 2 Palermo 0
Torino 2 Roma 2 Atalanta 0 Napoli 1
Il Commento
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Risultati delle partite
Juventus 1 Empoli 1 Inter 2 Chievo 0 Carpi 2 Fiorentina 1
Sassuolo 0 Sampdoria 1 Bologna 1 Milan 0 Frosinone 1 Verona H. 1
Genoa 3 Udinese 1 Lazio 2 Palermo 0
Torino 2 Roma 2 Atalanta 0 Napoli 1
Il Commento
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venerdì 18 marzo 2016
DOSSIER - Ungheria: bambini soldati, ma non per gioco
18 marzo '16 - venerdì 18th March / Friday visione post - 36
Hanno tra i 10 e i 14 anni e già tengono il Kalashnikov in mano. Indossano un'uniforme
mimetica simile a quella del Magyar Honvèdsèg, l'esercito ungherese, e il pesante vecchio
elmetto di metallo eredità dell'Impero del Male sovietico e del Patto di Varsavia. Esercita-
zioni militari per teenager, ecco la nuova moda nell'Ungheria nazionalpopulista ed euro-
scettica del premier-autocrate Viktor Orbàn: che i giovani imparino la vita vivendo da
soldati.
Non soldati per gioco, soldati sul serio: sveglia alle 5 del mattino, combattimenti simulati
tutto il giorno con munizioni da esercitazione, scontri con l'artiglieria dell'immaginario
nemico. Il volto dell'Europa nazionalpopulista amata da Marine Le Pen, Salvini e Orbàn
in contrasto all'Europa unita sognata da Merkel, Junker e Renzi è anche questo. E se non
ci credete guardate le fotografie dei ragazzini con l'aria terrorizzata vestiti da guerrieri o
accasciati in branda nelle tende. Obbedienti agli ordini, ma con un volto che sembra chia-
mare papà e mamma in aiuto. Niente aiuto, invece: una volta che finisci nei campi para-
militari, che stanno conoscendo un boom nell'Ungheria di Orbàn, devi restarci per il tem-
po concordato. Come nella Legione francese straniera o nel Tèrcio spagnolo. Non pochi
bimbi e ragazzi ci vanno di propria volontà, se sono disperati senza famiglia degni di pa-
gine di Oliver Twist. Molti altri, però - la maggioranza - ci vengono portati per amore o
per forza dai genitori, e i pubblici poteri non dicono nulla. Figurarsi, chi può opporsi?
Certo non magistratura e polizia, normalizzate e ridotte all'obbedienza dall'autocrate. I giovani sono avviati ai campi paramilitari dai loro genitori o perchè la famiglia così ri-
sparmia (nel paese oltre il 40 per cento dei cittadini vive al di sotto di una soglia naziona-
le di povertà fissata ben al di sotto di quella tedesca o anche italiana), oppure perchè di
difesa della Patria e del rigore dell'obbedienza militare. Comandi tanto più duri in un ,
paese che affronta l'emergenza migranti con il Muro di lame di rasoio appena finito di
costruire, il paese il cui premier disprezza l'Europa liberal elogiando la Russia di Putin,
la Turchia di Erdogan o addirittura la Repubblica islamica iraniana come forme di go-
verno più stabili ed efficienti, e auspicando "istituzioni non liberali in nome della difesa
di sovranità e interessi della Nazione".
Sveglia alle 5, rancio, poi si comincia subito a sparare. Imparando a usare il kalashnikov
o le mitragliatrici o i cannoni per uccidere. Per vincere, non si sa contro chi. "Ho trascor-
so una settimana in uno di questi campi, ho condiviso emozioni e tensioni dei ragazzini
in uniforme, ho mangiato il rancio con loro, ho dormito con òloro nelle fredde, scomodis-
sime tende all'aperto, è stato durissimo", racconta il fotoreporter spagnolo Oriol Segon
Torra (autore delle immagini in queste pagine). "Li domina un'idea collettiva sulla socie-
tà europea radicalmente contrastante con la nostra, quella democratica e liberal", aggiun-
ge. E spiega: "Con il mio reportage ho tentato di narrare la trasformazione imposta a
quei giovani animi, con le testimonianze dei ragazzi nel momento in cui vivono, in quei
campi, un momento di svolta della loro crescita, costretti improvvisamente a confrontar-
si con un rigido sistema basato su gerarchia e competitività".
I centri di addestramento per i giovani sono solo un'istituzione patriottica che rafforza le
capacità di difesa nazionale e l'identificazione dei giovani nella nazione, minimizzano
i portavoce governativi. Zsòlt Horvath, capo di uno dei campi più importanti, vanta spes-
so il tutto esaurito nel suo centro d'addestramento militare. "Noi non difendiamo nè pro-
paghiamo idee politiche", ha detto a Kenoe Verseck, reporter critico , ungherese che ormai
scrive soprattutto per la stampa in lingua tedesca. "Le nostre idee di rigore e disciplina
possono essere fatte proprie da ogni partito, noi proponiamo solo che in Ungheria le idee
di ordine, disciplina e patriottismo vengano prese di nuovo sul serio".
Ore di combattimento simulato, con kalashnikov, bombe a mano e artiglieria, poi pausa
rancio, poi si combatte di nuovo contro il nemico immaginario. A sera l'ammainabandie-
ra al canto dell'inno nazionale, poi il silenzio. Così scorre nei campi paramilitari unghere-
si la vita di ragazzi tra i 10 e i 14 anni per i quali, in qualunque altro paese dell'Unione eu-
ropea, sarebbe normale mandare messaggi ai coetanei con lo smartphone, navigare in rete
tra social forum, giocare, al massimo partecipare ai war games con la playstation.
E' un'altra idea di società quella che sta prendendo piede in Ungheria, scrive Kenoe Ver-
seck su Cicero, la rivista politica più trendy tra le élites democratiche tedesche e centroeu-
ropee. Orbàn, sempre più spesso, viene chiamato "il capo" dai suoi. Riabilita l'ammiraglio
Horthy, cioè il dittatore antisemita che governò dal 1919 al 1944, e fu il principale alleato di Hitler sul fronte orientale e introdusse nel 1920 le prime leggi razziali.
Nell'Ungheria di Orbàn che l'Unione Europea tollera tra i suoi membri prosperano anche
altre organizzazioni paramilitari. Da gruppi di difesa civica orientati chiaramente verso l'e-
strema destra, alla temuta Magyar Gàrda (guardia magiara), forte gruppo paramilitare vici-
no a Jobbik. Ufficialmente proibita, tiene comunque sulla centralissima piazza degli Eroi di
Budapest ogni cerimonia pubblica di giuramento di nuove reclute, e specie nelle povere pro-
vince orientali organizza ronde intimidatorie contro i rom. I campi d'addestramento milita-
ri per soldati-bambini, che farebbero pensare prima all'Africa delle guerre tribali che non
all'Europa, hanno anche questa realtà politica come sfondo. Mentre l'Europa tace.
Continua... to be continued...
Hanno tra i 10 e i 14 anni e già tengono il Kalashnikov in mano. Indossano un'uniforme
mimetica simile a quella del Magyar Honvèdsèg, l'esercito ungherese, e il pesante vecchio
elmetto di metallo eredità dell'Impero del Male sovietico e del Patto di Varsavia. Esercita-
zioni militari per teenager, ecco la nuova moda nell'Ungheria nazionalpopulista ed euro-
scettica del premier-autocrate Viktor Orbàn: che i giovani imparino la vita vivendo da
soldati.
Non soldati per gioco, soldati sul serio: sveglia alle 5 del mattino, combattimenti simulati
tutto il giorno con munizioni da esercitazione, scontri con l'artiglieria dell'immaginario
nemico. Il volto dell'Europa nazionalpopulista amata da Marine Le Pen, Salvini e Orbàn
in contrasto all'Europa unita sognata da Merkel, Junker e Renzi è anche questo. E se non
ci credete guardate le fotografie dei ragazzini con l'aria terrorizzata vestiti da guerrieri o
accasciati in branda nelle tende. Obbedienti agli ordini, ma con un volto che sembra chia-
mare papà e mamma in aiuto. Niente aiuto, invece: una volta che finisci nei campi para-
militari, che stanno conoscendo un boom nell'Ungheria di Orbàn, devi restarci per il tem-
po concordato. Come nella Legione francese straniera o nel Tèrcio spagnolo. Non pochi
bimbi e ragazzi ci vanno di propria volontà, se sono disperati senza famiglia degni di pa-
gine di Oliver Twist. Molti altri, però - la maggioranza - ci vengono portati per amore o
per forza dai genitori, e i pubblici poteri non dicono nulla. Figurarsi, chi può opporsi?
Certo non magistratura e polizia, normalizzate e ridotte all'obbedienza dall'autocrate. I giovani sono avviati ai campi paramilitari dai loro genitori o perchè la famiglia così ri-
sparmia (nel paese oltre il 40 per cento dei cittadini vive al di sotto di una soglia naziona-
le di povertà fissata ben al di sotto di quella tedesca o anche italiana), oppure perchè di
difesa della Patria e del rigore dell'obbedienza militare. Comandi tanto più duri in un ,
paese che affronta l'emergenza migranti con il Muro di lame di rasoio appena finito di
costruire, il paese il cui premier disprezza l'Europa liberal elogiando la Russia di Putin,
la Turchia di Erdogan o addirittura la Repubblica islamica iraniana come forme di go-
verno più stabili ed efficienti, e auspicando "istituzioni non liberali in nome della difesa
di sovranità e interessi della Nazione".
Sveglia alle 5, rancio, poi si comincia subito a sparare. Imparando a usare il kalashnikov
o le mitragliatrici o i cannoni per uccidere. Per vincere, non si sa contro chi. "Ho trascor-
so una settimana in uno di questi campi, ho condiviso emozioni e tensioni dei ragazzini
in uniforme, ho mangiato il rancio con loro, ho dormito con òloro nelle fredde, scomodis-
sime tende all'aperto, è stato durissimo", racconta il fotoreporter spagnolo Oriol Segon
Torra (autore delle immagini in queste pagine). "Li domina un'idea collettiva sulla socie-
tà europea radicalmente contrastante con la nostra, quella democratica e liberal", aggiun-
ge. E spiega: "Con il mio reportage ho tentato di narrare la trasformazione imposta a
quei giovani animi, con le testimonianze dei ragazzi nel momento in cui vivono, in quei
campi, un momento di svolta della loro crescita, costretti improvvisamente a confrontar-
si con un rigido sistema basato su gerarchia e competitività".
I centri di addestramento per i giovani sono solo un'istituzione patriottica che rafforza le
capacità di difesa nazionale e l'identificazione dei giovani nella nazione, minimizzano
i portavoce governativi. Zsòlt Horvath, capo di uno dei campi più importanti, vanta spes-
so il tutto esaurito nel suo centro d'addestramento militare. "Noi non difendiamo nè pro-
paghiamo idee politiche", ha detto a Kenoe Verseck, reporter critico , ungherese che ormai
scrive soprattutto per la stampa in lingua tedesca. "Le nostre idee di rigore e disciplina
possono essere fatte proprie da ogni partito, noi proponiamo solo che in Ungheria le idee
di ordine, disciplina e patriottismo vengano prese di nuovo sul serio".
Ore di combattimento simulato, con kalashnikov, bombe a mano e artiglieria, poi pausa
rancio, poi si combatte di nuovo contro il nemico immaginario. A sera l'ammainabandie-
ra al canto dell'inno nazionale, poi il silenzio. Così scorre nei campi paramilitari unghere-
si la vita di ragazzi tra i 10 e i 14 anni per i quali, in qualunque altro paese dell'Unione eu-
ropea, sarebbe normale mandare messaggi ai coetanei con lo smartphone, navigare in rete
tra social forum, giocare, al massimo partecipare ai war games con la playstation.
E' un'altra idea di società quella che sta prendendo piede in Ungheria, scrive Kenoe Ver-
seck su Cicero, la rivista politica più trendy tra le élites democratiche tedesche e centroeu-
ropee. Orbàn, sempre più spesso, viene chiamato "il capo" dai suoi. Riabilita l'ammiraglio
Horthy, cioè il dittatore antisemita che governò dal 1919 al 1944, e fu il principale alleato di Hitler sul fronte orientale e introdusse nel 1920 le prime leggi razziali.
Nell'Ungheria di Orbàn che l'Unione Europea tollera tra i suoi membri prosperano anche
altre organizzazioni paramilitari. Da gruppi di difesa civica orientati chiaramente verso l'e-
strema destra, alla temuta Magyar Gàrda (guardia magiara), forte gruppo paramilitare vici-
no a Jobbik. Ufficialmente proibita, tiene comunque sulla centralissima piazza degli Eroi di
Budapest ogni cerimonia pubblica di giuramento di nuove reclute, e specie nelle povere pro-
vince orientali organizza ronde intimidatorie contro i rom. I campi d'addestramento milita-
ri per soldati-bambini, che farebbero pensare prima all'Africa delle guerre tribali che non
all'Europa, hanno anche questa realtà politica come sfondo. Mentre l'Europa tace.
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mercoledì 16 marzo 2016
Calcio - Serie B - 31^ giornata 2015/16
16 marzo '16 - mercoledì 16th March / Wednesday visione post - 13
Risultati delle partite
Brescia 3 Ascoli 3 Bari 6 Como 1 Livorno 0 Pescara 1
Crotone 0 Avellino 4 Pro Vercelli 2 Cesena 3 Entella 0 Novara 2
Salernitana 1 Spezia 2 Ternana 0 Vicenza 1 Cagliari 0
Lanciano 3 Modena 0 Latina 0 Trapani 2 Perugia 2
CLASSIFICA
Crotone 63 / Cagliari 62 / Novara 52 / Spezia 51 / Cesena 50 /
Pescara, Entella 49 / Brescia 48 / Bari 47 / Trapani 44 / Perugia, Avellino 43 /
Ternana 37 / Lanciano 36 / Latina, Modena, Ascoli 35 / Livorno, Pro Vercelli 33 /
Vicenza 31 / Salernitana 30 / Como 23
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Risultati delle partite
Brescia 3 Ascoli 3 Bari 6 Como 1 Livorno 0 Pescara 1
Crotone 0 Avellino 4 Pro Vercelli 2 Cesena 3 Entella 0 Novara 2
Salernitana 1 Spezia 2 Ternana 0 Vicenza 1 Cagliari 0
Lanciano 3 Modena 0 Latina 0 Trapani 2 Perugia 2
CLASSIFICA
Crotone 63 / Cagliari 62 / Novara 52 / Spezia 51 / Cesena 50 /
Pescara, Entella 49 / Brescia 48 / Bari 47 / Trapani 44 / Perugia, Avellino 43 /
Ternana 37 / Lanciano 36 / Latina, Modena, Ascoli 35 / Livorno, Pro Vercelli 33 /
Vicenza 31 / Salernitana 30 / Como 23
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domenica 13 marzo 2016
Comicità - Il RompiPallone di Gene / 8^ raccolta
13 marzo '16 - domenica 13th March / Sunday visione post - 8
Danno con beffa per Berlusconi.
Dopo l'infortunio al malleolo, Renzi
lo ha soprannominato "Pato del Nazareno".
(lunedì 2 marzo 2015 - da 'La Gazzetta dello Sport)
Nuova truffa all'esterno degli Autogrill.
Non più il gioco delle 3 carte ma cercano
di venderti il Parma a 10 euro.
(domenica 8 marzo '15)
I tifosi scaligeri hanno dato del ciccione
a Benitez. Il Verona verrà squalificato
per 2 turni: discriminazione alimentare.
(lunedì 16 marzo '15)
Mou: "Ho ricevuto molte telefonate di complimenti,
ma quella che mi ha fatto più piacere è stata quella
del vice del mio vice: Papa Francesco".
(venerdì 11 aprile 2014)
Real Madrid. Scoppia il caso Bale. I compagni stufi
delle sue lamentele sbottano: "Faccia come Civati,
se ne vada".
(lunedì 11 maggio 2015)
Equivoco al Milan. Berlusconi voleva Ancelotti
ma come leader di Forza Italia. I rossoneri
continua ad allenarli lui.
(sabato 23 maggio '15)
Suarez deluso per l'assenza di Chiellini:
"Peccato, mi salta l'aperi-cena".
(sabato 6 giugno '15)
Marchionne euforico per la vittoria di Vettel:
"Abbiamo azzeccato la strategia vincente:
lasciare a casa Montezemolo".
(lunedì 27 luglio '15)
Icardi: "Con Jovetic va sempre meglio. Ormai
ci mandiamo affa... ma solo una quindicina di
volte a partita".
(domenica 27 dicembre '15)
Ieri Thohir ha compiuto 45 anni, ma per il
fair play finanziario ha potuto spegnere
soltanto 13 candeline.
(domenica 31 maggio '15)
Lucianone
Danno con beffa per Berlusconi.
Dopo l'infortunio al malleolo, Renzi
lo ha soprannominato "Pato del Nazareno".
(lunedì 2 marzo 2015 - da 'La Gazzetta dello Sport)
Nuova truffa all'esterno degli Autogrill.
Non più il gioco delle 3 carte ma cercano
di venderti il Parma a 10 euro.
(domenica 8 marzo '15)
I tifosi scaligeri hanno dato del ciccione
a Benitez. Il Verona verrà squalificato
per 2 turni: discriminazione alimentare.
(lunedì 16 marzo '15)
Mou: "Ho ricevuto molte telefonate di complimenti,
ma quella che mi ha fatto più piacere è stata quella
del vice del mio vice: Papa Francesco".
(venerdì 11 aprile 2014)
Real Madrid. Scoppia il caso Bale. I compagni stufi
delle sue lamentele sbottano: "Faccia come Civati,
se ne vada".
(lunedì 11 maggio 2015)
Equivoco al Milan. Berlusconi voleva Ancelotti
ma come leader di Forza Italia. I rossoneri
continua ad allenarli lui.
(sabato 23 maggio '15)
Suarez deluso per l'assenza di Chiellini:
"Peccato, mi salta l'aperi-cena".
(sabato 6 giugno '15)
Marchionne euforico per la vittoria di Vettel:
"Abbiamo azzeccato la strategia vincente:
lasciare a casa Montezemolo".
(lunedì 27 luglio '15)
Icardi: "Con Jovetic va sempre meglio. Ormai
ci mandiamo affa... ma solo una quindicina di
volte a partita".
(domenica 27 dicembre '15)
Ieri Thohir ha compiuto 45 anni, ma per il
fair play finanziario ha potuto spegnere
soltanto 13 candeline.
(domenica 31 maggio '15)
Lucianone
Cultura/ Il libro - "Dormiremo da vecchi": la storia di un 'cinematografaro'
13 marzo '16 - domenica 13th March / Sunday visione post - 9
Nel suo romanzo, "Dormiremo da vecchi", Pino Corrias racconta
la storia di un produttore senza scrupoli in una Roma apocalittica
(da la Repubblica - 26/10/2015 - Filippo Ceccarelli)
Si diceva tanto tempo fa a Roma di certi, pure allora acannibalizza, ssai coloriti personaggi: "E' un cinematografaro". Un pò come "palazzinaro" quella degradante e preliminare designa-
zione comportava una conveniente dose di diffidenza.
A ripensarci oggi, era anche un modo isintivo che il genius loci della città eterna aveva-
te e messo in circolo per tenersi a debita distanza e scongiurare proprio il genere
di impicci e poi di guai che danno vita e allegria ed euforia, ma anche cenere e malinco-
nia a questo romanzo di Pino Corrias, Dormiremo da vecchi (Chiarelettere, pagg. 249
euro 16,90). - Oscar Martello, lo strabordante e fantastico protagonista, campione di ci-
sigaroe di vitalità, di mediocri successi e di copiosi guadagni illegali, si definisce
"produttore". In realtà è l'evoluzione selvaggia, per certi versi terminale, del "cinema-
tografaro". Come tale si crogiola nella perdizione: super reggia sull'Aventino, sigaroni
Cohiba, yacht, società anonime, beneficenza e un sacco di cocaina, ilcui smercio nell'am-
biente della "dolceRoma" è alla base del suo iniziale slancio. Vive comunque a scapito di
tutti, alcuni schiavizza, altri e altre ancora consuma come fazzoletti di carta per poi but-
tarli via con un sovrappiù di ferocia. E' fatto così: "Io rubo e la chiamo economia reale,
la chiamo adrenalina e gioia di vivere". Megalomane, furbissimo e cialtrone, gioiosamen-
te e colpevolmente scambia i nomi di persone ed opere. Coltiva il sogno infantile di com-
prarsi Cinecittà. Parla una lingua mista fra Dagospia, Charles Bukowski e quella sinco-
pata degli sceneggiati televisivi anni Novanta. Attorno a lui brulica quel genere di uma-
nità che dai tempi del Satyricon non è che sia poi molto cambiata. "politici pieni di testo-
sterone, figli buoni a nulla dediti al body building, squali con dentature da commerciali-
sta, giovani ereditiere con l'alito cattivo, avvocati della Locride carichi di forfora e di
contanti, vedove con rughe, rubini e isterici Jack Russel che pisciavano sui divani".
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Nel suo romanzo, "Dormiremo da vecchi", Pino Corrias racconta
la storia di un produttore senza scrupoli in una Roma apocalittica
(da la Repubblica - 26/10/2015 - Filippo Ceccarelli)
Si diceva tanto tempo fa a Roma di certi, pure allora acannibalizza, ssai coloriti personaggi: "E' un cinematografaro". Un pò come "palazzinaro" quella degradante e preliminare designa-
zione comportava una conveniente dose di diffidenza.
A ripensarci oggi, era anche un modo isintivo che il genius loci della città eterna aveva-
te e messo in circolo per tenersi a debita distanza e scongiurare proprio il genere
di impicci e poi di guai che danno vita e allegria ed euforia, ma anche cenere e malinco-
nia a questo romanzo di Pino Corrias, Dormiremo da vecchi (Chiarelettere, pagg. 249
euro 16,90). - Oscar Martello, lo strabordante e fantastico protagonista, campione di ci-
sigaroe di vitalità, di mediocri successi e di copiosi guadagni illegali, si definisce
"produttore". In realtà è l'evoluzione selvaggia, per certi versi terminale, del "cinema-
tografaro". Come tale si crogiola nella perdizione: super reggia sull'Aventino, sigaroni
Cohiba, yacht, società anonime, beneficenza e un sacco di cocaina, ilcui smercio nell'am-
biente della "dolceRoma" è alla base del suo iniziale slancio. Vive comunque a scapito di
tutti, alcuni schiavizza, altri e altre ancora consuma come fazzoletti di carta per poi but-
tarli via con un sovrappiù di ferocia. E' fatto così: "Io rubo e la chiamo economia reale,
la chiamo adrenalina e gioia di vivere". Megalomane, furbissimo e cialtrone, gioiosamen-
te e colpevolmente scambia i nomi di persone ed opere. Coltiva il sogno infantile di com-
prarsi Cinecittà. Parla una lingua mista fra Dagospia, Charles Bukowski e quella sinco-
pata degli sceneggiati televisivi anni Novanta. Attorno a lui brulica quel genere di uma-
nità che dai tempi del Satyricon non è che sia poi molto cambiata. "politici pieni di testo-
sterone, figli buoni a nulla dediti al body building, squali con dentature da commerciali-
sta, giovani ereditiere con l'alito cattivo, avvocati della Locride carichi di forfora e di
contanti, vedove con rughe, rubini e isterici Jack Russel che pisciavano sui divani".
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sabato 12 marzo 2016
Sport - calcio / Serie A - 28^ giornata 2015/16
12 marzo '16 - sabato 12th March / Saturday
Risultati delle partite
Roma 4 Verona H. 0 Napoli 3 Torino 1 Atalanta 0 Bologna 0
Fiorentina 1 Sampdoria 3 Chievo 1 Lazio 1 Juventus 2 Carpi 0
Frosinone 2 Genoa 1 Sassuolo 2 Inter 3
Udinese 0 Empoli 0 Milan 0 Palermo 1
Il Commento
Prendo in considerazione tre partite di questa giornata (28^) calcistica della A.
Parto, tanto da togliermi il dente del dolore, da Hellas Verona - Sampdoria 0-3:
ma che bella batosta indicante un più che mezzo funerale per la squadra scali-
gera, ma quello che ruga, e ruga tanto tanto, è il modo e soprattutto lo spazio
di tempo di prendersi quelle tre pere - brava comunque la Samp che le ha rifi-
late, per carità! Nel primo quarto d'ora di gioco subisce un passivo di tre reti,
e per giunta nella propria casetta, è davvero eccezionale per una squadra che
si deve disperatamente salvare. Che succede Del Neri? Probabilmente in con-
fusione quasi totale, e il requiem è ormai vicinissimo e un pò lo hanno intona-
to i tifosissimi dei colori gialloblù che alla fine non hanno saputo trattenern
fischi abbastanza sonori.
Il Frosinone sfrutta benissimo il fattore campo, e invischia ancor di più i friulani
nella lotta per la sopravvivenza in A. E per l'Udinese è tutto da rifare, cancellan-
do in parte quei punti d'oro che aveva ottenuto contro l'Hellas di Del Neri. Da ve-
dere poi se la squadra romana saprà mantenere lo stesso passo nelle gare esterne.
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Risultati delle partite
Roma 4 Verona H. 0 Napoli 3 Torino 1 Atalanta 0 Bologna 0
Fiorentina 1 Sampdoria 3 Chievo 1 Lazio 1 Juventus 2 Carpi 0
Frosinone 2 Genoa 1 Sassuolo 2 Inter 3
Udinese 0 Empoli 0 Milan 0 Palermo 1
Il Commento
Prendo in considerazione tre partite di questa giornata (28^) calcistica della A.
Parto, tanto da togliermi il dente del dolore, da Hellas Verona - Sampdoria 0-3:
ma che bella batosta indicante un più che mezzo funerale per la squadra scali-
gera, ma quello che ruga, e ruga tanto tanto, è il modo e soprattutto lo spazio
di tempo di prendersi quelle tre pere - brava comunque la Samp che le ha rifi-
late, per carità! Nel primo quarto d'ora di gioco subisce un passivo di tre reti,
e per giunta nella propria casetta, è davvero eccezionale per una squadra che
si deve disperatamente salvare. Che succede Del Neri? Probabilmente in con-
fusione quasi totale, e il requiem è ormai vicinissimo e un pò lo hanno intona-
to i tifosissimi dei colori gialloblù che alla fine non hanno saputo trattenern
fischi abbastanza sonori.
Il Frosinone sfrutta benissimo il fattore campo, e invischia ancor di più i friulani
nella lotta per la sopravvivenza in A. E per l'Udinese è tutto da rifare, cancellan-
do in parte quei punti d'oro che aveva ottenuto contro l'Hellas di Del Neri. Da ve-
dere poi se la squadra romana saprà mantenere lo stesso passo nelle gare esterne.
Continua... to be continued...
Appuntamenti - Teatro, Jazz, Mostre, Architettura
12 marzo '16 - sabato 12th March / Saturday visione post - 14
Bergamo / Teatro
Centro Sociale - Loreto
"Il bambino dai pollici verdi" - 20 marzo 2016 / ore 17
Bergamo / Jazz Festival (direzione artistica di Dave Douglas)
Teatro Sociale
Giovedì 17 marzo 2016 - ore 21.00
Franco D'Andrea - "Traditions Today"
(special guest: Han Bennink; featuring: Mauro Ottolini e Daniele D'Agaro)
Ryan Keberle & Catharsis
Teatro Donizetti
Venerdì 18 marzo '16 - oer 21.00
Geri Allen PIANO SOLO
Joe Lovano CLASSIC QUARTET
Sabato 19 marzo '16 - ore 21.00
Anat Cohen QUARTET
Kenny Barron TRIO
Domenica 20 marzo '16 - ore 21.00
Billy Martin's - "Wicked Knee" featuring
Steven Bernstein, Brian Dye, Michel Godard
Louis Moholo-Moholo - "5 Blokes"
_________________________.
Lectio magistralis di Stefano Boeri
"Architetture come ponti e architetture come muri"
mercoledì 23 marzo - ore 20:45
(Per il corso di architettura SPACE FACTOR IV)
Incontro gratuito aperto al pubblico:
Centro Congressi Giovanni XXIII - viale Papa Giovanni XXIII, 106 - Bergamo
Info: www.gamec.it
Longaretti 100 - mostra
DISEGNI E OPERE PUBBLICHE
25 marzo - 5 giugno 2016
Ex Ateneo di Scienze, Lettere e Arti e sedi varie, Bergamo
Lucianone
Bergamo / Teatro
Centro Sociale - Loreto
"Il bambino dai pollici verdi" - 20 marzo 2016 / ore 17
Bergamo / Jazz Festival (direzione artistica di Dave Douglas)
Teatro Sociale
Giovedì 17 marzo 2016 - ore 21.00
Franco D'Andrea - "Traditions Today"
(special guest: Han Bennink; featuring: Mauro Ottolini e Daniele D'Agaro)
Ryan Keberle & Catharsis
Teatro Donizetti
Venerdì 18 marzo '16 - oer 21.00
Geri Allen PIANO SOLO
Joe Lovano CLASSIC QUARTET
Sabato 19 marzo '16 - ore 21.00
Anat Cohen QUARTET
Kenny Barron TRIO
Domenica 20 marzo '16 - ore 21.00
Billy Martin's - "Wicked Knee" featuring
Steven Bernstein, Brian Dye, Michel Godard
Louis Moholo-Moholo - "5 Blokes"
_________________________.
Lectio magistralis di Stefano Boeri
"Architetture come ponti e architetture come muri"
mercoledì 23 marzo - ore 20:45
(Per il corso di architettura SPACE FACTOR IV)
Incontro gratuito aperto al pubblico:
Centro Congressi Giovanni XXIII - viale Papa Giovanni XXIII, 106 - Bergamo
Info: www.gamec.it
Longaretti 100 - mostra
DISEGNI E OPERE PUBBLICHE
25 marzo - 5 giugno 2016
Ex Ateneo di Scienze, Lettere e Arti e sedi varie, Bergamo
Lucianone
sabato 5 marzo 2016
Riflessioni - Guarda un pò l'Ungheria di Orban! (ecco anche come si spiegano i muri alzati)
5 marzo '16 - sabato 5th March / Saturday visione post - 15
In Ungheria, anzi precisamente nell'Ungheria di Orbàn, vengono creati giochi di guerra:
con campi paramilitari per ragazzini. Sarebbe un "modello educativo" fatto per prepa-
rare i futuri cittadini ungheresi (agli antipodi dell'Europa di Bruxelles).
Questa è una notizia che ho letto solo pochi giorni fa in un settimanale datato ancora al
mese di dicembre scorso (12 dicembre 2015). E ho subito, chiaramente, collegato questo
fatto a quello dell'innalzamento ungherese dei muri contro i migranti-profughi. Dunque
le cose (come spesso accade) quadrano in modo completo - la quadratura del cerchio in-
somma - dove uno Stato conservatore/super populista si chiude a riccio, innalzando bar-
riere razziste e allevando una progenie di soldatini pronti a difendersi dagli straccioni
musulmani. - Mi torna molto alla memoria quelle scene dei film sugli Indiani e le trup-
pe dell'esercito americano: chiusi nel fortino, i riservisti dell'esercito a stelle e strisce si
difendevano dagli assalti delle tribù indiane che scorazzavano intorno al forte sui caval-
li, e con archi e frecce (in seguito si sarebbero procurati fucili pure loro).
Solo che questi nuovi Indiani = Profughi/migranti dalle guerre e dalla fame sono senza
cavalli e senza nessun tipo di arma bellica, ma sono per lo più donne e bambini inermi
che chiedono asilo e un pò di pietà. Solo che adesso siamo già, se non erro, nel 2016,
e però ci sono alcuni paesi europei che confondono facilmente la pietà con Spietatezza.
Luciano Finesso
Tra i prossimi post verrà pubblicato un Dossier proprio sui 'Giochi di guerra' concepiti
nello Stato che ha dato inizio alla costruzione e all'innalzamento dei muri in Europa,
l'Ungheria di Orbàn appunto. Giochi di guerra (ma che in realtà non sono proprio gio-
chi) in cui vengono coinvolti come protagonisti bambini con tanto di uniforme, mitra-
gliatrici (kalashnikov) e maschere antigas.
(Lucianone)
Lucianone
In Ungheria, anzi precisamente nell'Ungheria di Orbàn, vengono creati giochi di guerra:
con campi paramilitari per ragazzini. Sarebbe un "modello educativo" fatto per prepa-
rare i futuri cittadini ungheresi (agli antipodi dell'Europa di Bruxelles).
Questa è una notizia che ho letto solo pochi giorni fa in un settimanale datato ancora al
mese di dicembre scorso (12 dicembre 2015). E ho subito, chiaramente, collegato questo
fatto a quello dell'innalzamento ungherese dei muri contro i migranti-profughi. Dunque
le cose (come spesso accade) quadrano in modo completo - la quadratura del cerchio in-
somma - dove uno Stato conservatore/super populista si chiude a riccio, innalzando bar-
riere razziste e allevando una progenie di soldatini pronti a difendersi dagli straccioni
musulmani. - Mi torna molto alla memoria quelle scene dei film sugli Indiani e le trup-
pe dell'esercito americano: chiusi nel fortino, i riservisti dell'esercito a stelle e strisce si
difendevano dagli assalti delle tribù indiane che scorazzavano intorno al forte sui caval-
li, e con archi e frecce (in seguito si sarebbero procurati fucili pure loro).
Solo che questi nuovi Indiani = Profughi/migranti dalle guerre e dalla fame sono senza
cavalli e senza nessun tipo di arma bellica, ma sono per lo più donne e bambini inermi
che chiedono asilo e un pò di pietà. Solo che adesso siamo già, se non erro, nel 2016,
e però ci sono alcuni paesi europei che confondono facilmente la pietà con Spietatezza.
Luciano Finesso
Tra i prossimi post verrà pubblicato un Dossier proprio sui 'Giochi di guerra' concepiti
nello Stato che ha dato inizio alla costruzione e all'innalzamento dei muri in Europa,
l'Ungheria di Orbàn appunto. Giochi di guerra (ma che in realtà non sono proprio gio-
chi) in cui vengono coinvolti come protagonisti bambini con tanto di uniforme, mitra-
gliatrici (kalashnikov) e maschere antigas.
(Lucianone)
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