21 settembre '15 - lunedì 21st September / Monday visione post - 16
Los Angeles Times
Usa: i simboli dei sudisti vietati a scuola
La bandiera confederata dei sudisti va rimossa dagli istitui pubblici degli Usa.
Ma se è un ragazzo ad indossare una maglietta con l'emblema di Dixieland?
A chiederselo è il 'Los Angeles Times' diretto da Davan Maharaj, con un commento
critico verso una decisione di una scuola di Charleston. Dove finisce, scrive il Los
Angeles Times, l'istigazione all'odio ed inizia la violazione del diritto di espressione?
EL PAI'S
Spagna, il diritto alle cure mediche dei clandestini
Garantire l'assistenza sanitaria agli immigrati privi di documenti?
Il governo spagnolo aveva deciso per il no, ma diverse autorità locali
hanno disobbedito. E così molti medici hanno continuato a curare i
clandestini. Ed esiste la minaccia anche di sanzioni da parte della Ue.
La scelta dell'esecutivo è stata stigmatizzata sulle pagine del Paìs, di-
retto da Javier Moreno, che ha ricordato che in questo modo si attua
una situazione di diseguaglianza tra le persone. E sottolinea come la
decisione del governo sia stata disattesa anche da regioni dove la
maggioranza è quella del partito di Rajoy.
- (da Corriere della Sera del 23 agosto '15 - Commenti dal Mondo / di Carlo Baroni)
The Japan Times
Disarmo nucleare: il Giappone chiede più impegno
Non bastano le politiche di deterrenza. Per il disarmo nucleare bisogna fare di più.
Lo sostiene un editoriale del Japan Times, diretto da Takashi Kitazume. Il quotidiano
nipponico prende spunto dalla tragedia che 70 anni fa colpì il Giappone. Da allora
ogni anno le nazioni si impegnano a non ripetere il tragico esperimento.
Ma bisogna andare oltre le celebrazioni. E creare organismi territoriali che tengano
alta la guardia contro le smanie di rinunciare alla battaglia per il disarmo.
Los Angeles Times
Rivalutare Carter come difensore dei diritti civili
Nel 1954 chiesero a un coltivatore di arachidi della Georgia di aderire ad
un'associazione composta da soli bianchi. Quel giovane uomo rifiutò. Si
chiamava Jimmy Carter. Più di vent'anni dopo sarebbe diventato presidente
degli Stati Uniti. Un episodio del passato commentato dal Los Angeles Times.
L'occasione per sgombrare la figura dell'inquilino democratico della Casa
Bianca della fine degli anni Settanta dalle critiche talvolta eccessive. Carter,
l'indeciso, ma anche Jimmy il paladino dei diritti civili.
da Corriere della Sera dell' 8 settembre '15 - Commenti dal Mondo / di Carlo Baroni
Lucianone
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lunedì 21 settembre 2015
sabato 19 settembre 2015
SOCIETA' / Italia - Lo spirito di MAFIA...
19 settembre '15 - sabato 19th September / Saturday visione post - 11
Beni e mali comuni -
Il problema è di tutti i cittadini italiani e non solo delle istituzioni.
In troppi considerano un segno di debolezza ricorrere alle giustizia.
Così il "quieto vivere" diventa facilmente "codardia morale".
(da 'Corriere della Sera' - 23 / 09 /'15 - Goffredo Buccini)
Lo spirito di mafia rischia di indebolire lo spirito pubblico
Qualcuno pagherà, certo. Cadrà qualche testa, oltre a quella del pilota dell'elicottero che -
fuori rotta - dispensava petali di rosa sul corteo funebre del capoclan. Ma, alla fine, il pa-
sticciaccio mondiale generato dalle esequie di "zio" Vittorio Casamonic nella periferia
romana del quartiere Don Bosco racconta su di noi, forse su molti di noi, qualcosa di ben
più antico e radicato d'una catena di omissioni e colpe. E ci rivela, nella salsa all'amatri-
ciana di quella cerimonia megalomane, l'eterna dialettica che ha azzoppato la nostra sto-
ria: quella tra spirito pubblico e spirito di mafia.
Già, perchè a rendere possibile un corteo di tre pariglie di cavalli con tanto di carro funebre
d'epoca rispolverato (forse, addirittura) dalle nobili esequie di Antonio de Curtis (per tutti
noi Totò), con scorta di dodici (!) autopattuglie di vigili urbani a bloccare il traffico attorno
e di squadre di motociclisti del clan (senza casco in omaggio al defunto, sotto gli occhi dei
vigili medesimi), con banda di ottoni a intonare il Padrino e poster con "zio Vittorio" vesti-
to da Ponteficebaffisso alle colonne della chiesa sotto il naso del parroco, il tutto condito
dall'assenza di comuni, cazioni tra gli uffici e i comandi di zona fino alle stanze del prefetto
di Roma Gabrielli, beh, a rendere possibile tutto questo senza - si badi - raffiche di telefo-
nate indignate degli abitanti del quartiere al 112 o al 113 (l'indignazione sui social network
è successiva, come sempre), beh, ci vuol altro che qualche omissione. La faccenda interpel.
la il nostro modo di essere come romani e come cittadini italiani.
"Lo spirito pubblico in Italia è tale, che, salvo il prescritto dalle leggi e ordinanze de' prin-
cipi, lascia a ciascuno quasi intera la libertà di condursi in tutto il resto come gli aggrada",
il nostro disgraziatissimo Paese alle nazioni europee più evolute, nel suo Discorso sopra lo
stato presente dei costumi degli italiani: "Senza che il pubblico s'impacci (...) nè s'impacci
mai in modo da dar molta briga", aggiungeva. Ovvero, tutti zitti, chè passa "zio" Vittorio,
volgarizzeremmo oggi, senza voler così mancare di rispetto al Giovane Favoloso. Questa
storia di italiani che si girano dall'altra parte badando al proprio "particulare" deve ave-
re tormentato parecchio anche Antonio Gramsci che considerava lo spirito pubblico il
tratto distintivo di una nazione e l'assenza di esso dalle nostre parti anche come frutto di
quella "rivoluzione passiva" che forse fu il nostro Risorgimento.
La sceneggiata funebre al Don Bosco ci restituisce soprattutto questo: il senso sconfortante
che nulla muti mai, se non per qualche eroe, che, essendo dotato di sufficiente spirito pub-
blico da badare al bene comune prima che al proprio, finisce per pagare in solitudine la
propria a)nomala normalità, salvo consacrazione postuma. come Ambrosoli o Borsellino.
E' il trionfo dello spirito di mafia, negazione del bene comune: "Reputare segno di debo-corrisponde da sempre
lezza o di vigliaccheria ricorrere alla giustizia ufficiale", lo descriveva Gaetano Mosca
nel suo straordinario Che cos'è la mafia, che, pubblicato nel 1900, pare (purtroppo)
scritto ieri, e non riguarda certo solo la Sicilia (Manzoni racconta in Renzo "una certa
aria di braveria comune allora anche agli uomini più quieti").
Al quartiere Don Bosco, giovedì mattina, non s'è scritta solo una indegna pagina nella
recente cronaca romana; non soltanto una nuova appendice nella crisi politica e morale
che sembra travolgere ormai la Capitale d'Italia senza alcun rimedio se non un dramma-
tico "tutti a casa": s'è recitata per l'ennesima volta una collaudata pièce nazionale. Nella
quale alla protervia degli uni corrisponde da sempre il "quieto vivere" degli altri, quel
morbo contagioso di "codardia morale" che Mosca pensava debellabile 115 anni fa, cer-
to della reazione all'omicidio Notarbartolo, primo delitto siciliano eccellente. Non andò
così. Non siamo cambiati. Dunque ora possiamo anche fingere stupore, cercare qualche
capro espiatorio, ma la campana funebre di "zio" Vittorio suona per tutte le nostre coscienze.
Lucianone
Beni e mali comuni -
Il problema è di tutti i cittadini italiani e non solo delle istituzioni.
In troppi considerano un segno di debolezza ricorrere alle giustizia.
Così il "quieto vivere" diventa facilmente "codardia morale".
(da 'Corriere della Sera' - 23 / 09 /'15 - Goffredo Buccini)
Lo spirito di mafia rischia di indebolire lo spirito pubblico
Qualcuno pagherà, certo. Cadrà qualche testa, oltre a quella del pilota dell'elicottero che -
fuori rotta - dispensava petali di rosa sul corteo funebre del capoclan. Ma, alla fine, il pa-
sticciaccio mondiale generato dalle esequie di "zio" Vittorio Casamonic nella periferia
romana del quartiere Don Bosco racconta su di noi, forse su molti di noi, qualcosa di ben
più antico e radicato d'una catena di omissioni e colpe. E ci rivela, nella salsa all'amatri-
ciana di quella cerimonia megalomane, l'eterna dialettica che ha azzoppato la nostra sto-
ria: quella tra spirito pubblico e spirito di mafia.
Già, perchè a rendere possibile un corteo di tre pariglie di cavalli con tanto di carro funebre
d'epoca rispolverato (forse, addirittura) dalle nobili esequie di Antonio de Curtis (per tutti
noi Totò), con scorta di dodici (!) autopattuglie di vigili urbani a bloccare il traffico attorno
e di squadre di motociclisti del clan (senza casco in omaggio al defunto, sotto gli occhi dei
vigili medesimi), con banda di ottoni a intonare il Padrino e poster con "zio Vittorio" vesti-
to da Ponteficebaffisso alle colonne della chiesa sotto il naso del parroco, il tutto condito
dall'assenza di comuni, cazioni tra gli uffici e i comandi di zona fino alle stanze del prefetto
di Roma Gabrielli, beh, a rendere possibile tutto questo senza - si badi - raffiche di telefo-
nate indignate degli abitanti del quartiere al 112 o al 113 (l'indignazione sui social network
è successiva, come sempre), beh, ci vuol altro che qualche omissione. La faccenda interpel.
la il nostro modo di essere come romani e come cittadini italiani.
"Lo spirito pubblico in Italia è tale, che, salvo il prescritto dalle leggi e ordinanze de' prin-
cipi, lascia a ciascuno quasi intera la libertà di condursi in tutto il resto come gli aggrada",
il nostro disgraziatissimo Paese alle nazioni europee più evolute, nel suo Discorso sopra lo
stato presente dei costumi degli italiani: "Senza che il pubblico s'impacci (...) nè s'impacci
mai in modo da dar molta briga", aggiungeva. Ovvero, tutti zitti, chè passa "zio" Vittorio,
volgarizzeremmo oggi, senza voler così mancare di rispetto al Giovane Favoloso. Questa
storia di italiani che si girano dall'altra parte badando al proprio "particulare" deve ave-
re tormentato parecchio anche Antonio Gramsci che considerava lo spirito pubblico il
tratto distintivo di una nazione e l'assenza di esso dalle nostre parti anche come frutto di
quella "rivoluzione passiva" che forse fu il nostro Risorgimento.
La sceneggiata funebre al Don Bosco ci restituisce soprattutto questo: il senso sconfortante
che nulla muti mai, se non per qualche eroe, che, essendo dotato di sufficiente spirito pub-
blico da badare al bene comune prima che al proprio, finisce per pagare in solitudine la
propria a)nomala normalità, salvo consacrazione postuma. come Ambrosoli o Borsellino.
E' il trionfo dello spirito di mafia, negazione del bene comune: "Reputare segno di debo-corrisponde da sempre
lezza o di vigliaccheria ricorrere alla giustizia ufficiale", lo descriveva Gaetano Mosca
nel suo straordinario Che cos'è la mafia, che, pubblicato nel 1900, pare (purtroppo)
scritto ieri, e non riguarda certo solo la Sicilia (Manzoni racconta in Renzo "una certa
aria di braveria comune allora anche agli uomini più quieti").
Al quartiere Don Bosco, giovedì mattina, non s'è scritta solo una indegna pagina nella
recente cronaca romana; non soltanto una nuova appendice nella crisi politica e morale
che sembra travolgere ormai la Capitale d'Italia senza alcun rimedio se non un dramma-
tico "tutti a casa": s'è recitata per l'ennesima volta una collaudata pièce nazionale. Nella
quale alla protervia degli uni corrisponde da sempre il "quieto vivere" degli altri, quel
morbo contagioso di "codardia morale" che Mosca pensava debellabile 115 anni fa, cer-
to della reazione all'omicidio Notarbartolo, primo delitto siciliano eccellente. Non andò
così. Non siamo cambiati. Dunque ora possiamo anche fingere stupore, cercare qualche
capro espiatorio, ma la campana funebre di "zio" Vittorio suona per tutte le nostre coscienze.
Lucianone
giovedì 17 settembre 2015
L'Opinione del Giovedì - Muri, fili spinati, barriere aperte e poi chiuse, confini vuoti di senso: l'Europa è proprio allo sbando! / E le invasioni dei migranti, visti come i nuovi barbari, fanno paura
17 settembre '15 - giovedì 17th September / Thursday visione post - 15
A RUOTA LIBERA...
Dov'è l'umanità? Dov'è l'essere umano? Non mi sono accorto che ci siano più. Spariti,
dissolti. C'è l'ipocrisia, c'è l'interesse, c'è il tornaconto, c'è l'inganno, c'è la maschera
aberrante che hanno sostituito quell'umanità e quell'essere umano che non si trovano
più, diciamo 'quasi da nessuna parte'. Ecco perchè il mondo rischia di rovinare, forse
di disintegrarsi su se stesso, diciamo ancora "forse" come effimera, ultima speranza.
Il "quasi" e il "forse" sono legati a doppio filo a quella tenue ma comunque in se stessa
ancora forte e tenace forza rappresentata da tutti quegli uomini e donne (fortunatamente
sono ancora tanti) che hanno salvato letteralmente/praticamente gli immigrati/migranti
nel Mare Mediterraneo fino ad oggi - e che continuano a farlo - e coloro che hanno messo
e stanno mettendo in atto tuttora l'accoglienza di una parte dei migranti. Ecco: tra questi
salvatori (non solo la Marina militare italiana...) e questi accoglitori possiamo vedere an-
cora quella luce ancora accesa di Umanità, di 'essere umano'-
Ma ritorno alle mie prime quattro righe di questo "A ruota libera": è chiaro che là il mio
pessimismo è dettato (al contrario) dalla disumanità e quindi dall'essere disumano che io
(penso, spero, suppongo tantissimi altri come me) vedo non solo in tanti uomini e donne
comuni in giro per l'Europa, ma addirittura in intere popolazioni e popoli.
E' non solo disumano, ma anche bestiale il trattamento ricevuto dai profughi in territorio
ungherese e in quello ceco (repubblica Ceca): tutti hanno visto quelle scene orripilanti ed
equivalenti solo ai periodi più foschi del nazi-fascismo. E purtroppo vi sono invischiati in
modo completo tanti abitanti di quegli Stati che hanno eletto quei leader tiranni e razzisti.
Marchiare donne e bambini come fossero bestie, lanciare cibo in mezzo alla moltitudine
di migranti come si faceva/si fa allo zoo, spargere gas lacrimogeni al peperoncino e usare
manganelli sulle loro teste (ora si parla anche di sparare pallottole di gomma), tutto ciò è:
non solo spregevole, ma atrocemente bestiale e ci riporta ai tempi bui nazifascisti e stali-
niani se vogliamo equipararli alla nostra civiltà internettiana. Questi Paesi dell'Est che
hanno voluto aderire alla Ue - Polonia, Ungheria, Slovenia, Repubblica Ceca - si stanno
dimostrando indegni di poterci appartenere. Ha iniziato ìl presidente ungherese Orban
a dare il primo esempio, poi altri suoi vicini si sono accodati. La scusa è stata (una vergo-
gna anche questa!) la paura della contaminazione di razze diverse, soprattutto di quella
islamica.
I Paesi occidentali della Ue hanno cominciato a occuparsi del problema dei migranti "un
pò" in ritardo: non ci voleva tanto già all'inizio di quest'anno a vedere e capire che nel
Mediterraneo meridionale, canale di Sicilia principalmente, le ondate migratorie stavano
diventando - appesantite dalle stragi di esseri umani - un problema gigantesco che l'Italia
da sola non poteva e riusciva più a gestire con la semplice accoglienza nell'isola siciliana.
Le condizioni in cui si era andata a trovare Lampedusa e dintorni non aveva interessato
nè il francese Hollande nè la tedesca Merkel, questa è la verità antecedente: le grida del
governo Renzi per attirare la minima attenzione erano inascoltate! Non era una forma di
muro anche quella, per dircela tutta?
Il cambiamento nell'atteggiamento sul problema dell'immigrazione da parte della Merkel
e di conseguenza della Germania è avvenuto davanti alla foto del piccolo Alan, a pancia in
giù sulla spiaggia turca e raccolto da un soldato turco. Vi voleva l'immagine di quel bimbo
per smuovere la cancelliera. Ma non solo lei, naturalmente.
Continua... to be continued...
A RUOTA LIBERA...
Dov'è l'umanità? Dov'è l'essere umano? Non mi sono accorto che ci siano più. Spariti,
dissolti. C'è l'ipocrisia, c'è l'interesse, c'è il tornaconto, c'è l'inganno, c'è la maschera
aberrante che hanno sostituito quell'umanità e quell'essere umano che non si trovano
più, diciamo 'quasi da nessuna parte'. Ecco perchè il mondo rischia di rovinare, forse
di disintegrarsi su se stesso, diciamo ancora "forse" come effimera, ultima speranza.
Il "quasi" e il "forse" sono legati a doppio filo a quella tenue ma comunque in se stessa
ancora forte e tenace forza rappresentata da tutti quegli uomini e donne (fortunatamente
sono ancora tanti) che hanno salvato letteralmente/praticamente gli immigrati/migranti
nel Mare Mediterraneo fino ad oggi - e che continuano a farlo - e coloro che hanno messo
e stanno mettendo in atto tuttora l'accoglienza di una parte dei migranti. Ecco: tra questi
salvatori (non solo la Marina militare italiana...) e questi accoglitori possiamo vedere an-
cora quella luce ancora accesa di Umanità, di 'essere umano'-
Ma ritorno alle mie prime quattro righe di questo "A ruota libera": è chiaro che là il mio
pessimismo è dettato (al contrario) dalla disumanità e quindi dall'essere disumano che io
(penso, spero, suppongo tantissimi altri come me) vedo non solo in tanti uomini e donne
comuni in giro per l'Europa, ma addirittura in intere popolazioni e popoli.
E' non solo disumano, ma anche bestiale il trattamento ricevuto dai profughi in territorio
ungherese e in quello ceco (repubblica Ceca): tutti hanno visto quelle scene orripilanti ed
equivalenti solo ai periodi più foschi del nazi-fascismo. E purtroppo vi sono invischiati in
modo completo tanti abitanti di quegli Stati che hanno eletto quei leader tiranni e razzisti.
Marchiare donne e bambini come fossero bestie, lanciare cibo in mezzo alla moltitudine
di migranti come si faceva/si fa allo zoo, spargere gas lacrimogeni al peperoncino e usare
manganelli sulle loro teste (ora si parla anche di sparare pallottole di gomma), tutto ciò è:
non solo spregevole, ma atrocemente bestiale e ci riporta ai tempi bui nazifascisti e stali-
niani se vogliamo equipararli alla nostra civiltà internettiana. Questi Paesi dell'Est che
hanno voluto aderire alla Ue - Polonia, Ungheria, Slovenia, Repubblica Ceca - si stanno
dimostrando indegni di poterci appartenere. Ha iniziato ìl presidente ungherese Orban
a dare il primo esempio, poi altri suoi vicini si sono accodati. La scusa è stata (una vergo-
gna anche questa!) la paura della contaminazione di razze diverse, soprattutto di quella
islamica.
I Paesi occidentali della Ue hanno cominciato a occuparsi del problema dei migranti "un
pò" in ritardo: non ci voleva tanto già all'inizio di quest'anno a vedere e capire che nel
Mediterraneo meridionale, canale di Sicilia principalmente, le ondate migratorie stavano
diventando - appesantite dalle stragi di esseri umani - un problema gigantesco che l'Italia
da sola non poteva e riusciva più a gestire con la semplice accoglienza nell'isola siciliana.
Le condizioni in cui si era andata a trovare Lampedusa e dintorni non aveva interessato
nè il francese Hollande nè la tedesca Merkel, questa è la verità antecedente: le grida del
governo Renzi per attirare la minima attenzione erano inascoltate! Non era una forma di
muro anche quella, per dircela tutta?
Il cambiamento nell'atteggiamento sul problema dell'immigrazione da parte della Merkel
e di conseguenza della Germania è avvenuto davanti alla foto del piccolo Alan, a pancia in
giù sulla spiaggia turca e raccolto da un soldato turco. Vi voleva l'immagine di quel bimbo
per smuovere la cancelliera. Ma non solo lei, naturalmente.
Continua... to be continued...
martedì 15 settembre 2015
Sport - calcio / Serie B - 2^ giornata 2015/16
18 settembre '15 - venerdì September / Friday visione post - 6
Risultati delle partite
Pescara 2 Avellino 2 Brescia 2 Como 1 Crotone 2 Ternana 1
Perugia 1 Modena 0 Salernitana 2 Livorno 2 Novara 1 Cagliari 1
Vicenza 0 Entella 2 Lanciano 2 Spezia 1 Latina 1
Bari 0 Cesena 1 Ascoli 0 Pro Vercelli 1 Trapani 1
CLASSIFICA
Livorno 6 / Cagliari - Trapani - Salernitana -Bari - Pro Vercelli - Vicenza 4 /
Cesena - Perugia - Lanciano - Avellino - Entella - Ascoli - Crotone - Pescara 3 /
Latina 2 / Spezia - Brescia - Ternana 1 / Como - Modena 0 / Novara -1
Lucianone
Risultati delle partite
Pescara 2 Avellino 2 Brescia 2 Como 1 Crotone 2 Ternana 1
Perugia 1 Modena 0 Salernitana 2 Livorno 2 Novara 1 Cagliari 1
Vicenza 0 Entella 2 Lanciano 2 Spezia 1 Latina 1
Bari 0 Cesena 1 Ascoli 0 Pro Vercelli 1 Trapani 1
CLASSIFICA
Livorno 6 / Cagliari - Trapani - Salernitana -Bari - Pro Vercelli - Vicenza 4 /
Cesena - Perugia - Lanciano - Avellino - Entella - Ascoli - Crotone - Pescara 3 /
Latina 2 / Spezia - Brescia - Ternana 1 / Como - Modena 0 / Novara -1
Stampa / Giornali - Immigrati: l'appello di 13 giornali
15 settembre '15 - martedì 15th Septemner / Tuesday visione post - 32
(da 'la Repubblica' - 10 settembre 2015)
Appello alla Ue di 13 giornali: "SERVE CORAGGIO"
L 'Europa si trova di fronte alla più grave crisi di profughi che il mondo abbia visto
dalla seconda guerra mondiale. Con il conflitto siriano giunto ormai al quinto anno, la gente
si rivolge al nostro continente per ricevere aiuto e protezione. Sempre più persone muoiono
nei loro disperati tentativi per fuggire dalle persecuzioni. Eppure, mese dopo mese, l'Europa
continua a fare troppo poco e troppo tardi. Stiamo vivendo una crisi di profughi catastrofica,
ma l'indisponibilità ad agire ha messo in evidenza una grave crisi politica.
Nonostante il nostro tormentato passato, l'Europa oggi deve dimostrare di essere un
continente unito, costruito sui principi di solidarietà, uguaglianza e libertà. I primi segnali positivi arrivano dalle parole della Merkel e di Juncker ma non basta.
Il 14 settembre i ministri degli Stati membri dell'Unione si incontreeranno a Bruxelles per
negoziare soluzioni alla crisi.io
Oggi, i più importanti giornali europei si uniscono in un appello per esortare i nostri leader
a cogliere l'opportunità e prendere misure decise per affrontare questa tragedia umanitaria
e prevenire ulteriori perdite di vite umane.
Esortiamo i nostri leader politici a:
- Creare dei metodi semplici, sicuri e pratici per consentire ai profughi di cercare asilo in
Europa senza mettere a rischio la loro vita per venire qui. E' il modo migliore per elimina-
re il traffico di esseri umani e ridurre le vittime.
- Mostrare solidarietà verso i Paesi alle frontiere esterne dell'Europa, primo punto
d'ingresso per profughi e migranti, finanziando e organizzando un sistema di accoglienza sicuro, dignitoso e coordinato ai margini dell'Europa, che esamini in modo rapido e impar-
ziale le domande di asilo.
- Sospendere, fintantoche un gran numero di profughi continuerà ad arrivare in Europa,
il trattato di Dublino, che prevede che i richiedenti asilo siano rimandati nel primo punto
d'ingresso.
- Sostenere una più equa distribuzione dei profughi fra gli Stati membri. Tutti i Paesi
europei devono partecipare a un programma di ridistribuzione molto più ambizioso di
quello che abbiamo visto finora. Questo dovrebbe esseere il punto di partenza delle
discussioni.
- Incrementare gli siuti finanziari e umanitari alle nazioni del Medio Oriente colpito dal
conflitto siriano. Un pacchetto di aiuti che copra non soltanto le necessità immediate di
cibo, acqua e forniture mediche, ma impegni l'Europa a dare il suo apporto per la rico-
struzione delle comunità locali nel lungo periodo, in modo da offrire ai popoli del Medio
Oriente speranza e opportunità per un futuro migliore e più sicuro nei propri Paesi.
- Esercitare maggiori pressioni su altri soggetti fondamentali della scena internazionale,
come l'Iran, la Russia, l'Arabia Saudita, la Turchia e gli Stati Uniti, perchè facciano tut-
to il possibile per convincere le parti in conflitto a sedersi al tavolo delle trattative sotto
l'egida dell'Onu.
- I nostri leader devono mostrare coraggio e intelligenza per non fallire in questa prova
della nostra comune civiltà europea. Dobbiamo agire, e dobbiamo agire adesso.
Bernd Ulrich, Die Zeit, Germania
Ezio Mauro, La Repubblica, Italia
Antonio Cano, El Pais, Spagna
Johan Hufnagel e Laurent Joffrin, Libération, Francia
Amol Rajan, The Independent, Regno Unito
Oliver Duff, i (Independent), Regno Unito
Andreas Paraschos, Kathimerini, Cipro
Andràs Murànyi, Nèpszabadsàg, Ungheria
Matùs Kostolny, Dennik N, Slovacchia
Adam Michnik, Gazeta Wyborcza, Polonia
Jan Helin, Aftonbladet, Sve di un cocktailzia
Christian Jensen, Information, Danimarca
Anna B. Jenssen, Morgenbladet, Norvegia
______________________________ __________________________________________
....Passò tra i tavolini una coppia: lui era lacero e mandava cattivo odore, lei aveva
i capelli biondi e secchi, lunghi e non lavati, e si teneva al collo una bimbetta sporca
dagli occhi enormi, felini. Chiedevano la carità, esibendo un tesserino di profughi o
qualcosa di simile. Due cinquantenni bene in carne, seduti davanti a lui, abbandonarono
per un istante la lettura dei quotidiani di sinistra per scacciare in malo modo gli intrusi.
Frattanto la famigliola si era accostata al suo tavolino. La bambina, per quanto eviden-
temente denutrita, sembrava vivace, a giudicare dagli sguardi intensi che saettava tut-
t'intorno. Quando l'uomo tese la mano, Diego, senza pensarci troppo su, mise mano al
portafoglio e gli porse una banconota. L'uomo sorrise, con un mezzo inchino imbarazzato.
La bambina batteva le manine, tutta contenta. Forse era un modo di ringraziare che le
avevano insegnato i genitori.
- C'è ancora gente che ci casca - commentò una donna seduta alla sua destra, lenti a
specchio che riflettevano l'arcobaleno di un cocktail tropicana.
Quelli sono drogati - precisò l'amica che le sedeva accanto. - Hai visto come tengono
quella bambina? Una vergogna!
Diego si sentì inspiegabilmente ferito. A lui era sembrata una bellissima bambina. Una
bellissima bambina sana e felice.
- Dovrebbero levargliela, altro che! - disse la prima donna
- Affidarla a della gente per bene - confermò la seconda donna.
- Comunque, è una bellissima bambina - disse Diego, ad alta voce, bevve d'un sorso
la sua birra, pagò e se ne andò in fretta./
( da "Il padre e lo straniero", di Giancarlo De Cataldo / capitolo quindicesimo )
Lucianone
(da 'la Repubblica' - 10 settembre 2015)
Appello alla Ue di 13 giornali: "SERVE CORAGGIO"
L 'Europa si trova di fronte alla più grave crisi di profughi che il mondo abbia visto
dalla seconda guerra mondiale. Con il conflitto siriano giunto ormai al quinto anno, la gente
si rivolge al nostro continente per ricevere aiuto e protezione. Sempre più persone muoiono
nei loro disperati tentativi per fuggire dalle persecuzioni. Eppure, mese dopo mese, l'Europa
continua a fare troppo poco e troppo tardi. Stiamo vivendo una crisi di profughi catastrofica,
ma l'indisponibilità ad agire ha messo in evidenza una grave crisi politica.
Nonostante il nostro tormentato passato, l'Europa oggi deve dimostrare di essere un
continente unito, costruito sui principi di solidarietà, uguaglianza e libertà. I primi segnali positivi arrivano dalle parole della Merkel e di Juncker ma non basta.
Il 14 settembre i ministri degli Stati membri dell'Unione si incontreeranno a Bruxelles per
negoziare soluzioni alla crisi.io
Oggi, i più importanti giornali europei si uniscono in un appello per esortare i nostri leader
a cogliere l'opportunità e prendere misure decise per affrontare questa tragedia umanitaria
e prevenire ulteriori perdite di vite umane.
Esortiamo i nostri leader politici a:
- Creare dei metodi semplici, sicuri e pratici per consentire ai profughi di cercare asilo in
Europa senza mettere a rischio la loro vita per venire qui. E' il modo migliore per elimina-
re il traffico di esseri umani e ridurre le vittime.
- Mostrare solidarietà verso i Paesi alle frontiere esterne dell'Europa, primo punto
d'ingresso per profughi e migranti, finanziando e organizzando un sistema di accoglienza sicuro, dignitoso e coordinato ai margini dell'Europa, che esamini in modo rapido e impar-
ziale le domande di asilo.
- Sospendere, fintantoche un gran numero di profughi continuerà ad arrivare in Europa,
il trattato di Dublino, che prevede che i richiedenti asilo siano rimandati nel primo punto
d'ingresso.
- Sostenere una più equa distribuzione dei profughi fra gli Stati membri. Tutti i Paesi
europei devono partecipare a un programma di ridistribuzione molto più ambizioso di
quello che abbiamo visto finora. Questo dovrebbe esseere il punto di partenza delle
discussioni.
- Incrementare gli siuti finanziari e umanitari alle nazioni del Medio Oriente colpito dal
conflitto siriano. Un pacchetto di aiuti che copra non soltanto le necessità immediate di
cibo, acqua e forniture mediche, ma impegni l'Europa a dare il suo apporto per la rico-
struzione delle comunità locali nel lungo periodo, in modo da offrire ai popoli del Medio
Oriente speranza e opportunità per un futuro migliore e più sicuro nei propri Paesi.
- Esercitare maggiori pressioni su altri soggetti fondamentali della scena internazionale,
come l'Iran, la Russia, l'Arabia Saudita, la Turchia e gli Stati Uniti, perchè facciano tut-
to il possibile per convincere le parti in conflitto a sedersi al tavolo delle trattative sotto
l'egida dell'Onu.
- I nostri leader devono mostrare coraggio e intelligenza per non fallire in questa prova
della nostra comune civiltà europea. Dobbiamo agire, e dobbiamo agire adesso.
Bernd Ulrich, Die Zeit, Germania
Ezio Mauro, La Repubblica, Italia
Antonio Cano, El Pais, Spagna
Johan Hufnagel e Laurent Joffrin, Libération, Francia
Amol Rajan, The Independent, Regno Unito
Oliver Duff, i (Independent), Regno Unito
Andreas Paraschos, Kathimerini, Cipro
Andràs Murànyi, Nèpszabadsàg, Ungheria
Matùs Kostolny, Dennik N, Slovacchia
Adam Michnik, Gazeta Wyborcza, Polonia
Jan Helin, Aftonbladet, Sve di un cocktailzia
Christian Jensen, Information, Danimarca
Anna B. Jenssen, Morgenbladet, Norvegia
______________________________ __________________________________________
....Passò tra i tavolini una coppia: lui era lacero e mandava cattivo odore, lei aveva
i capelli biondi e secchi, lunghi e non lavati, e si teneva al collo una bimbetta sporca
dagli occhi enormi, felini. Chiedevano la carità, esibendo un tesserino di profughi o
qualcosa di simile. Due cinquantenni bene in carne, seduti davanti a lui, abbandonarono
per un istante la lettura dei quotidiani di sinistra per scacciare in malo modo gli intrusi.
Frattanto la famigliola si era accostata al suo tavolino. La bambina, per quanto eviden-
temente denutrita, sembrava vivace, a giudicare dagli sguardi intensi che saettava tut-
t'intorno. Quando l'uomo tese la mano, Diego, senza pensarci troppo su, mise mano al
portafoglio e gli porse una banconota. L'uomo sorrise, con un mezzo inchino imbarazzato.
La bambina batteva le manine, tutta contenta. Forse era un modo di ringraziare che le
avevano insegnato i genitori.
- C'è ancora gente che ci casca - commentò una donna seduta alla sua destra, lenti a
specchio che riflettevano l'arcobaleno di un cocktail tropicana.
Quelli sono drogati - precisò l'amica che le sedeva accanto. - Hai visto come tengono
quella bambina? Una vergogna!
Diego si sentì inspiegabilmente ferito. A lui era sembrata una bellissima bambina. Una
bellissima bambina sana e felice.
- Dovrebbero levargliela, altro che! - disse la prima donna
- Affidarla a della gente per bene - confermò la seconda donna.
- Comunque, è una bellissima bambina - disse Diego, ad alta voce, bevve d'un sorso
la sua birra, pagò e se ne andò in fretta./
( da "Il padre e lo straniero", di Giancarlo De Cataldo / capitolo quindicesimo )
Lucianone
Riflessioni - Orbàn e il muro ungherese / I Casamonica (e non solo) in tv
15 settembre '15 - martedì 15th September / Tuesday visione post - 14
Chissà se Orbàn l'ha capito, e di rimbalzo Salvini, che il filo spinato, ben prima di
essere giusto oppure ingiusto, è inutile. L'ONDA UMANA IN FUGA non arriva da noi
per colpa del "buonismo", ma perchè la loro paura di morire è più forte della nostra
paura di ritrovarceli davanti all'uscita di casa. E nessun ostacolo fisico basta a fermarli.
E' UN CATACLISMA EPOCALE, questo, che cambierà per sempre il volto del mondo
e perfino della vecchia, rugosa Europa; se in peggio o in meglio dipende da come sapre-
mo organizzare l'accoglienza e l'integrazione, ovvero l'estensione dei nostri stessi doveri
e diritti. Questo è il vero punto, non la ridicola posa di chilometri di fildiferro, o di milio-
ni di mattoni, destinati a essere travolti come sabbia. Il vero punto è capire se (come è
accaduto in America) la mescolanza di etnie e culture può farsi senza mutare i principi
fondamentali su cui poggia la convivenza democratica; e anzi estendendoli a nuovi citta-
dini.
Paventare una "CONTAMINAZIONE RAZZIALE" è puro, stupido razzismo. Ciò che
vale la pena paventare, invece, è una contaminazione politica - per esempio riguardo la
parità maschio/femmina - che, quella sì, va respinta con lucidità e passione. Fare rispet-
tare le leggi; dunque dare diritti e dare doveri; c'è forse un'altra strada logica, proponibile,
che non sia solo panico, pregiudizio e viltà?
(da la Repubblica - 3/09/'15 - L'AMACA / Michele Serra)
Mi sono perso i Casamonica da Vespa. Chissà se si erano portati, per fare colore, anche
l'orchestrina tzigana e i cavalli col pennacchio. Quando ho acceso su Raiuno era molto
tardi e tutto pareva tranquillo, tutto in regola, tutto secondo le norme vigenti, niente che
confliggesse con l'etica condivisa e il dettato della Commissione parlamentare di vigilanza.
C'era la Meloni in assetto da vamp quirite che diceva "guera" con una "ere" sola, come
Alberto Sordi nei film di Steno. Era lì tal quale l'avevamo lasciata prima dell'estate, spe-
riamo sia andata almeno un paio di settimane in vacanza, povera figlia.
Se vi dico della Meloni è perchè secondo me Vespa ha sbagliato per disperazione. Il casting
di uno che va in onda quasi ogni giorno è il classico lavoraccio. Salvini con la felpa, Meloni
con i boccoli, Brunetta con il ghigno, qualche renziano imberbe che parla come un iPad di-
menticato acceso, quando va bene un criminologo, un sondaggista, e come volto nuovo, co-
me novità frizzante, un sottosegretario al bilancio, Per forza uno poi sbraca: se già a set-
tembre la solfa è quella, la tentazione di invitare i Marsigliesi, o i Thugs, o addirittura gli
ultras, è irresistibile.
(da la Repubblica - 10/09/'15 - L'AMACA / Michele Serra)
Continua... to be continued...
Chissà se Orbàn l'ha capito, e di rimbalzo Salvini, che il filo spinato, ben prima di
essere giusto oppure ingiusto, è inutile. L'ONDA UMANA IN FUGA non arriva da noi
per colpa del "buonismo", ma perchè la loro paura di morire è più forte della nostra
paura di ritrovarceli davanti all'uscita di casa. E nessun ostacolo fisico basta a fermarli.
E' UN CATACLISMA EPOCALE, questo, che cambierà per sempre il volto del mondo
e perfino della vecchia, rugosa Europa; se in peggio o in meglio dipende da come sapre-
mo organizzare l'accoglienza e l'integrazione, ovvero l'estensione dei nostri stessi doveri
e diritti. Questo è il vero punto, non la ridicola posa di chilometri di fildiferro, o di milio-
ni di mattoni, destinati a essere travolti come sabbia. Il vero punto è capire se (come è
accaduto in America) la mescolanza di etnie e culture può farsi senza mutare i principi
fondamentali su cui poggia la convivenza democratica; e anzi estendendoli a nuovi citta-
dini.
Paventare una "CONTAMINAZIONE RAZZIALE" è puro, stupido razzismo. Ciò che
vale la pena paventare, invece, è una contaminazione politica - per esempio riguardo la
parità maschio/femmina - che, quella sì, va respinta con lucidità e passione. Fare rispet-
tare le leggi; dunque dare diritti e dare doveri; c'è forse un'altra strada logica, proponibile,
che non sia solo panico, pregiudizio e viltà?
(da la Repubblica - 3/09/'15 - L'AMACA / Michele Serra)
Mi sono perso i Casamonica da Vespa. Chissà se si erano portati, per fare colore, anche
l'orchestrina tzigana e i cavalli col pennacchio. Quando ho acceso su Raiuno era molto
tardi e tutto pareva tranquillo, tutto in regola, tutto secondo le norme vigenti, niente che
confliggesse con l'etica condivisa e il dettato della Commissione parlamentare di vigilanza.
C'era la Meloni in assetto da vamp quirite che diceva "guera" con una "ere" sola, come
Alberto Sordi nei film di Steno. Era lì tal quale l'avevamo lasciata prima dell'estate, spe-
riamo sia andata almeno un paio di settimane in vacanza, povera figlia.
Se vi dico della Meloni è perchè secondo me Vespa ha sbagliato per disperazione. Il casting
di uno che va in onda quasi ogni giorno è il classico lavoraccio. Salvini con la felpa, Meloni
con i boccoli, Brunetta con il ghigno, qualche renziano imberbe che parla come un iPad di-
menticato acceso, quando va bene un criminologo, un sondaggista, e come volto nuovo, co-
me novità frizzante, un sottosegretario al bilancio, Per forza uno poi sbraca: se già a set-
tembre la solfa è quella, la tentazione di invitare i Marsigliesi, o i Thugs, o addirittura gli
ultras, è irresistibile.
(da la Repubblica - 10/09/'15 - L'AMACA / Michele Serra)
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lunedì 14 settembre 2015
Sport - calcio / Serie A - 3^ giornata - 2015/16
14 settembre '15 - lunedì 14th September / Monday visione post - 13
Risultati delle partite
Fiorentina 1 Frosinone 0 Juventus 1 Verona H. 2 Empoli 2
Genoa 0 Roma 2 Chievo 1 Torino 2 Napoli 2
Palermo 2 Sassuolo 2 Lazio 2 INTER 1 Sampdoria 2
Carpi 2 Atalanta 2 Udinese 0 MILAN 0 Bologna 0
CLASSIFICA
Inter 9 / Chievo - Torino - Roma - Sassuolo - Palermo 7 / Fiorentina - Lazio 6 /
Sampdoria - Atalanta 4 / Genoa - Milan - Udinese 3 / Napoli - Verona 2 /
Carpi - Empoli - Juventus 1 / Bologna - Frosinone 0
Commento
Le prime impressioni
Su tutto il quadro di questa terza tappa di campionato spicca un'INTER in fase ascendente
che ha trovato con la guida di Mancini quella sicurezza che non aveva più dai tempi del
portoghese Mourinho. E poi c'è subito la Roma lì, seconda, che è pronta a rifarsi dell'anno
precedente - per adesso comunque il tecnico francese si guarda ben dal predire il futuro.
Fiorentina e Lazio sono in attesa del balzo di qualità definitivo, e intanto son appaiate in
terza posizione da non buttare. Le prime sorpresine sono Chievo e Sassuolo, che potreb-
bero dare ancora dispiaceri alle grandi come visto in passato, e già ora sono là in alto.
Le delusioni sono tre: Milan, Napoli e soprattutto la Juve. Troppi cambi e cambiamenti
per la squadra bianconera di Allegri? Sembra proprio di sì. Mah, vedremo!
Luciano Finesso
Le vittorie che aiutano a crescere
___________________
Gianni Mura
Non è l'INTER anti.Juve. Da ieri, con un occhio alla classifica, tutti anti-Inter.
Nel prossimo turno, partita di vertice Chievo - Inter. Non sono i 2 punti sulla Roma
e sulle prime inseguitrici, sono gli 8 sulla Juve, i 7 sul Napoli, i 6 sul Milan.
L'Inter ha vinto il derby, in stagione i due senza punti in palio li aveva persi. Era
il primo ostacolo serio in un calendario morbido. L'Inter, a punteggio pieno, ra-
ramente ha entusiasmato: 1-0 all'Atalanta nel recupero, 2-1 su rigore sempre
nel finale al Carpi. Anche il derby l'ha vinto ma non dominato.
Continua... to be continued...
Risultati delle partite
Fiorentina 1 Frosinone 0 Juventus 1 Verona H. 2 Empoli 2
Genoa 0 Roma 2 Chievo 1 Torino 2 Napoli 2
Palermo 2 Sassuolo 2 Lazio 2 INTER 1 Sampdoria 2
Carpi 2 Atalanta 2 Udinese 0 MILAN 0 Bologna 0
CLASSIFICA
Inter 9 / Chievo - Torino - Roma - Sassuolo - Palermo 7 / Fiorentina - Lazio 6 /
Sampdoria - Atalanta 4 / Genoa - Milan - Udinese 3 / Napoli - Verona 2 /
Carpi - Empoli - Juventus 1 / Bologna - Frosinone 0
Commento
Le prime impressioni
Su tutto il quadro di questa terza tappa di campionato spicca un'INTER in fase ascendente
che ha trovato con la guida di Mancini quella sicurezza che non aveva più dai tempi del
portoghese Mourinho. E poi c'è subito la Roma lì, seconda, che è pronta a rifarsi dell'anno
precedente - per adesso comunque il tecnico francese si guarda ben dal predire il futuro.
Fiorentina e Lazio sono in attesa del balzo di qualità definitivo, e intanto son appaiate in
terza posizione da non buttare. Le prime sorpresine sono Chievo e Sassuolo, che potreb-
bero dare ancora dispiaceri alle grandi come visto in passato, e già ora sono là in alto.
Le delusioni sono tre: Milan, Napoli e soprattutto la Juve. Troppi cambi e cambiamenti
per la squadra bianconera di Allegri? Sembra proprio di sì. Mah, vedremo!
Luciano Finesso
Le vittorie che aiutano a crescere
___________________
Gianni Mura
Non è l'INTER anti.Juve. Da ieri, con un occhio alla classifica, tutti anti-Inter.
Nel prossimo turno, partita di vertice Chievo - Inter. Non sono i 2 punti sulla Roma
e sulle prime inseguitrici, sono gli 8 sulla Juve, i 7 sul Napoli, i 6 sul Milan.
L'Inter ha vinto il derby, in stagione i due senza punti in palio li aveva persi. Era
il primo ostacolo serio in un calendario morbido. L'Inter, a punteggio pieno, ra-
ramente ha entusiasmato: 1-0 all'Atalanta nel recupero, 2-1 su rigore sempre
nel finale al Carpi. Anche il derby l'ha vinto ma non dominato.
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domenica 13 settembre 2015
Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news
13 settembre '15 - domenica 13th September / Sunday visione post - 7
ESTERI . Emergenza migranti
Naufragio in Grecia: strage di bambini / Controlli al confine con Austria
Grecia: affonda barcone, tragedia in mare.
La Germania sospende i treni in Austria. Alla stazione di Monaco 13 mila arrivi
da sabato. Il ministro dell'interno tedesco: "Servono zone di attesa anche in Italia"
ITALIA - Scuola
Tornano sui banchi 9 milioni di studenti
Tra le regioni con più alunni, la Lombardia seguita da Campania, Sicilia, Lazio.
Il caos supplenti che incombe sull'inizio dell'anno. più del 97% dei professori
accetta la cattedra. Ma la Puglia fa ricorso. I sindacati: "La battaglia contro
la Buona scuola non è finita".
Gran Bretagna - Politica
Corbyn, nuovo leader Labour
Jeremy: ribelle vegetariano che odia austerity e Nato. E canta "bandiera rossa".
Italia - Meteo
Allerta in Liguria / Allagamenti a Genova
Perturbazioni massiccie anche su Toscana, Umbria e Lazio.
Firenze: tre feriti da un fulmine. Rinviata la gara di calcio Samp-Bologna.
ESTERI - Emergenza migranti 2
L'Austria manda l'esercito al confine / Da ottobre blitz navali
contro gli scafisti
Oggi vertice dei ministri a Bruxelles. Anche la Slovacchia reintroduce i controlli
Il giorno dopo l’annuncio della Germania di ripristinare il controllo alle frontierel’Austria ha deciso di inviare l’esercito (a supporto della polizia) al confine con l’Ungheria. La misura è stata decisa dopo gli oltre 10 mila arrivi di ieri, ma come ha ribadito il cancelliere Werner Faymann, il diritto di chiedere asiItalialo non viene messo in discussione. E anche la Slovacchia ha deciso di reintrodurre i controlli. Intanto oggi a Bruxelles è prevista una riunione dei ministri degli Interni dell’Ue per approvare le nuove proposte della Commissione europea sull’immigrazione che non prevedono le discusse quote obbligatorie per i Paesi.
Italia - Meteo 2
Nubifragi nel Piacentino: un morto e due dispersi
Esonda lo Scrivia, danni in Liguria. In Emilia ponti chiusi e auto travolte
ITALIA - Beppe Grillo
Grillo condannato a un anno per diffamazione / Lui risponde: io
come Pertini e Mandela
Beppe Grillo è stato condannato dal tribunale di Ascoli Piceno a un anno di reclusione (pena sospesa) per diffamazione aggravata nei confronti del professor Franco Battaglia, docente del Dipartimento di Ingegneria «Enzo Ferrari» dell’Università di Modena e Reggio Emilia. I fatti risalgono all’11 maggio del 2011, durante un comizio elettorale tenuto da Grillo a San Benedetto del Tronto, dove era giunto per un incontro pubblico in vista della referendum sul nucleare.
Grillo sul suo blog ha commentato così: «Oggi è stata emessa la sentenza dal tribunale professor Franco Battaglia, docente di Chimica ambientale del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’Università di Modena e Reggio affermava delle coglionate in merito al nucleare». «Il pm - pdi Ascoli Piceno contro di me per diffamazione, per aver detto in un comizio che il recisa il leader M5S - aveva chiesto una multa di 6.000 euro. Il giudice mi ha invece tolto la condizionale condannandomi a un anno di prigione e a 50.000 euro di risarcimento». «Se Pertini e Mandela - afferma - sono finiti in prigione potrò andarci anch’io per una causa che sento giusta e che è stata appoggiata dalla stragrande maggioranza degli italiani al referendum». «Io sono fiero - conclude - di aver contribuito a evitare la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia. È un’eredità che lascio ai nostri figli che potranno evitare incidenti come Chernobyl e Fukushima».
Lucianone
ESTERI . Emergenza migranti
Naufragio in Grecia: strage di bambini / Controlli al confine con Austria
Grecia: affonda barcone, tragedia in mare.
La Germania sospende i treni in Austria. Alla stazione di Monaco 13 mila arrivi
da sabato. Il ministro dell'interno tedesco: "Servono zone di attesa anche in Italia"
ITALIA - Scuola
Tornano sui banchi 9 milioni di studenti
Tra le regioni con più alunni, la Lombardia seguita da Campania, Sicilia, Lazio.
Il caos supplenti che incombe sull'inizio dell'anno. più del 97% dei professori
accetta la cattedra. Ma la Puglia fa ricorso. I sindacati: "La battaglia contro
la Buona scuola non è finita".
Gran Bretagna - Politica
Corbyn, nuovo leader Labour
Jeremy: ribelle vegetariano che odia austerity e Nato. E canta "bandiera rossa".
Italia - Meteo
Allerta in Liguria / Allagamenti a Genova
Perturbazioni massiccie anche su Toscana, Umbria e Lazio.
Firenze: tre feriti da un fulmine. Rinviata la gara di calcio Samp-Bologna.
ESTERI - Emergenza migranti 2
L'Austria manda l'esercito al confine / Da ottobre blitz navali
contro gli scafisti
Oggi vertice dei ministri a Bruxelles. Anche la Slovacchia reintroduce i controlli
Il giorno dopo l’annuncio della Germania di ripristinare il controllo alle frontierel’Austria ha deciso di inviare l’esercito (a supporto della polizia) al confine con l’Ungheria. La misura è stata decisa dopo gli oltre 10 mila arrivi di ieri, ma come ha ribadito il cancelliere Werner Faymann, il diritto di chiedere asiItalialo non viene messo in discussione. E anche la Slovacchia ha deciso di reintrodurre i controlli. Intanto oggi a Bruxelles è prevista una riunione dei ministri degli Interni dell’Ue per approvare le nuove proposte della Commissione europea sull’immigrazione che non prevedono le discusse quote obbligatorie per i Paesi.
Italia - Meteo 2
Nubifragi nel Piacentino: un morto e due dispersi
Esonda lo Scrivia, danni in Liguria. In Emilia ponti chiusi e auto travolte
ITALIA - Beppe Grillo
Grillo condannato a un anno per diffamazione / Lui risponde: io
come Pertini e Mandela
Beppe Grillo è stato condannato dal tribunale di Ascoli Piceno a un anno di reclusione (pena sospesa) per diffamazione aggravata nei confronti del professor Franco Battaglia, docente del Dipartimento di Ingegneria «Enzo Ferrari» dell’Università di Modena e Reggio Emilia. I fatti risalgono all’11 maggio del 2011, durante un comizio elettorale tenuto da Grillo a San Benedetto del Tronto, dove era giunto per un incontro pubblico in vista della referendum sul nucleare.
Grillo sul suo blog ha commentato così: «Oggi è stata emessa la sentenza dal tribunale professor Franco Battaglia, docente di Chimica ambientale del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’Università di Modena e Reggio affermava delle coglionate in merito al nucleare». «Il pm - pdi Ascoli Piceno contro di me per diffamazione, per aver detto in un comizio che il recisa il leader M5S - aveva chiesto una multa di 6.000 euro. Il giudice mi ha invece tolto la condizionale condannandomi a un anno di prigione e a 50.000 euro di risarcimento». «Se Pertini e Mandela - afferma - sono finiti in prigione potrò andarci anch’io per una causa che sento giusta e che è stata appoggiata dalla stragrande maggioranza degli italiani al referendum». «Io sono fiero - conclude - di aver contribuito a evitare la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia. È un’eredità che lascio ai nostri figli che potranno evitare incidenti come Chernobyl e Fukushima».
Lucianone
Spettacoli - Cinema / Festival di Venezia 2015
13 settembre '15 - domenica 13th September / Sunday
VENEZIA 72
3 settembre
(da 'la Repubblica')
L' "Everest" kolossal: è delusione al Lido / Cast stellare e budget
da 65 milioni di dollari, ma non convince il film sul tetto del mondo
La Mostra in salita
"Everest", film fuori concorso:
gelo finale per la montagna di Kormàkur
Inutilmente lungo, Everest è un film molto bruttoche costringe lo spettatore con gli
occhiali 3D sul naso ad aspettare per due ore e rotti che muoiano tutti quelli che fin
dall'inizio si sa che moriranno. Perchè è la vera storia della rovinosa spedizione del
maggio 1996 magistralmente raccontata da Jon Krakauer in uno dei più bei libri
mai scritti sulla passione per la montagna, Aria sottile.
E il regista, l'islandese Baltasar Kormàkur, fa in modo si capisca dalla prima inquadratura
a chi toccherà. Bisogna dunque solo aspettare tra conati di vomito, sputi di sangue, pzzi di
mani che cadono congelate, tormente apocalittiche e abissali crepacci in cui precipitare.
L'insensatezza della quantità di persone comuni - il postino, l'impiegato, la ragazza qua-
lunque - che spendono cifre folli per farsi accompagnare in un'odissea di sofferenze atroci
pur di toccare qualche secondo la cima del monte non trova qui nessuna spiegazione.
Nè poetica, nè esistenziale, nè razionale. Il cast spaziale non basta. Incomprensibile la
scelta di farne il film di apertura del Festival. Gelo in sala, mai come questa volta è il
caso di dire.
7 settembre
In concorso / "Rabin, the last day" (sull'attentato del 4 novembre 1995)
"Rabin, the last day" dell'israeliano Amos Gitai è una grandissima lezione di cinema
e storia contemporanea, e insieme un'impressionante descrizione delle dinamiche poli-
tiche del tempo presente e dei pericoli, niente affatto imprevedibili, che il mondo tutto
attorno a noi coltiva. Quel che è accaduto in Israele 20 anni fa sta accadendo adesso:
lì erano la destra ultraortodossa e un gruppo di rabbini che - documenta il film - esor-
tavano a liberarsi del "traditore", oggi sono i fondamentalisti islamici e la propaganda
dell'Is nel mondo, le piccole destre che fomentano odio in ogni paese. Con la differenza
che negli anni 90 la globalizzazione non aveva ancora reso il proselitismo un fenomeno
su scala mondiale. - Nel suo film, centrato sul lavoro della commissione d'inckiesta del
primo ministro Isaac Rabin /4 novembre 1995), Gitai mostra ancora una volta come or-
mai il confine fra cinema di finzione e documentario sia svanito.
Continua... to be continued...
VENEZIA 72
3 settembre
(da 'la Repubblica')
L' "Everest" kolossal: è delusione al Lido / Cast stellare e budget
da 65 milioni di dollari, ma non convince il film sul tetto del mondo
La Mostra in salita
"Everest", film fuori concorso:
gelo finale per la montagna di Kormàkur
Inutilmente lungo, Everest è un film molto bruttoche costringe lo spettatore con gli
occhiali 3D sul naso ad aspettare per due ore e rotti che muoiano tutti quelli che fin
dall'inizio si sa che moriranno. Perchè è la vera storia della rovinosa spedizione del
maggio 1996 magistralmente raccontata da Jon Krakauer in uno dei più bei libri
mai scritti sulla passione per la montagna, Aria sottile.
E il regista, l'islandese Baltasar Kormàkur, fa in modo si capisca dalla prima inquadratura
a chi toccherà. Bisogna dunque solo aspettare tra conati di vomito, sputi di sangue, pzzi di
mani che cadono congelate, tormente apocalittiche e abissali crepacci in cui precipitare.
L'insensatezza della quantità di persone comuni - il postino, l'impiegato, la ragazza qua-
lunque - che spendono cifre folli per farsi accompagnare in un'odissea di sofferenze atroci
pur di toccare qualche secondo la cima del monte non trova qui nessuna spiegazione.
Nè poetica, nè esistenziale, nè razionale. Il cast spaziale non basta. Incomprensibile la
scelta di farne il film di apertura del Festival. Gelo in sala, mai come questa volta è il
caso di dire.
7 settembre
In concorso / "Rabin, the last day" (sull'attentato del 4 novembre 1995)
"Rabin, the last day" dell'israeliano Amos Gitai è una grandissima lezione di cinema
e storia contemporanea, e insieme un'impressionante descrizione delle dinamiche poli-
tiche del tempo presente e dei pericoli, niente affatto imprevedibili, che il mondo tutto
attorno a noi coltiva. Quel che è accaduto in Israele 20 anni fa sta accadendo adesso:
lì erano la destra ultraortodossa e un gruppo di rabbini che - documenta il film - esor-
tavano a liberarsi del "traditore", oggi sono i fondamentalisti islamici e la propaganda
dell'Is nel mondo, le piccole destre che fomentano odio in ogni paese. Con la differenza
che negli anni 90 la globalizzazione non aveva ancora reso il proselitismo un fenomeno
su scala mondiale. - Nel suo film, centrato sul lavoro della commissione d'inckiesta del
primo ministro Isaac Rabin /4 novembre 1995), Gitai mostra ancora una volta come or-
mai il confine fra cinema di finzione e documentario sia svanito.
Continua... to be continued...
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