mercoledì 1 luglio 2015

Economia Europea / Idee recuperate - Cambiamo i trattati UE

1 luglio '15 - mercoledì             1st July / Wednesday                  visione post - 17

(da 'la Repubblica' - 27 settembre 2013 - Luciano Gallino)

Poco prima delle elezioni, una nota rivista tedesca di studi politici ha pubblicato un articolo
intitolato "Quattro anni di Merkel, quattro anni di crisi europea". L'autore, Andreas Fisahn,
non si riferiva  affatto  al rinnovo  ch'era ormai certo  del mandato alla Cancelliera, bensì al 
precedente periodo 2010-2013, in cui l'austerità imposta da Berlino tramite Angela Merkel 
ha rovinato i paesi Ue. Ma la sua diagnosi ci porta a dire che  la riconferma  di quest'ultima
assicura che senza mutamenti di rilievo  nelle politiche dell'Unione  il prossimo quadriennio
potrebbe essere anche peggio.
Sui guasti pan-europei delle politiche di austerità  come ricetta  per risolvere la crisi, in 
nome della stabilità dei bilanci pubblici, non ci possono essere dubbi. I disoccupati nella
Ue hanno superato i 25 milioni, di cui oltre 19 nella sola zona euro, e 4 in Italia. La com-
pressione dei salari e dei diritti dei lavoratori  ha creato  decine di milioni  di lavoratori 
poveri, a cominciare dalla Germania dove i salari reali, caso unico in Europa, sono ogg
i inferiori a quelli del 2000. 
Quasi ovunque  sono stati brutalmente  tagliati  i trattamenti pensionistici - da noi ne san-
no qualcosa gli esodati, ma  non soltanto loro - insieme  con i fondi  per l'istruzione, la sa-
nità, i trasporti pubblici.   Paesi  quali la Grecia  e  il Portogallo sono stati  letteralmente 
strangolati dalle prescrizioni della troika venuta dal Nord, senza che esse  abbiano mini-
mamente giovato ai loro bilanci. In tutta la Ue i comuni devono fronteggiare difficoltà di 
bilancio mai viste per continuare ad assicurare i servizi locali ai residenti.
Codesti risultati delle politiche di austerità, imposte alla fine dalla Germania, dovrebbero
bastare per concludere che è necessario cambiare strada. Per contro i governi europei in-
sistono sul sentiero battuto, a riprova del fatto che gli dèi fanno prima uscire di senno co-
loro che vogliono abbattere. La loro persistenza nell'errore ha preso sempre più forma di
misure autoritarie, ideate e avallate da Berlino, Francoforte e Bruxelles. Hanno stanziato quattromila miliardi per salvare le banche, di cui oltre duemila impiegati soltanto nel 2008-
2010, ma se i cittadini provano a dire che con 500 euro di pensione o 800 di cassa integra-
zione non si vive li mettono a tacere con cipiglio affermando che i tagli è l'Europa a chie-
derli. Come si legge in un altro articolo della stessa rivista citata sopra (firmata da H. - J.
Urban), l'autoritarismo dei governi Ue trova un solido alimento nella retorica in tema di
sorveglianza e disciplina finanziaria della Bce. La quale parla, nei suoi documenti ufficia-
li, di "processi di comando permanente"; "regole rigorose e vincolanti di disciplina poli-
tico-fiscale"; "credibilità ottenuta tramite sanzioni"; "sorveglianza rafforzata sui bilanci
pubblici", nonchè di "robusti meccanismi di correzione" (leggasi pesanti sanzioni) che do-
vrebbero scattare in modo automatico. Giusto quelli che nei giorni scorsi han messo in fi-
brillazione il nostro governo, perchè forse il bilancio dello Stato ha superato il fatidico li-
mite del 3 per cento sul Pil di un decimo di punto percentuale. 
Allo scopo di contrastare sia le politiche dissennate che pretendono di curare la crisi ri-
correndo alle stesse dottrine che l'hanno causata, sia il crescente autoritarismo con cui 
i governi Ue le impongono sotto la sferza costruita da Berlino  ma brandita  ogni giorno
dalla troika di Bruxelles (che in realtà è un quartetto, poichè molte  delle sue  più  aspre
prescrizioni sono elaborate dal Consiglio europeo, di cui fanno parte i capi di Stato e di
governo dei paesi Ue), esiste una sola strada: la riforma dei trattati Ue, ovvero dei trat-
tati di Maastricht, Lisbona ecc. oggi ricompresi nella versione consolidata che compren-
de le norme di funzionamento dell'Unione. I trattati particolari che ne sono discesi, fino
all'ultimo dissennato "Patto fiscale", che se fosse mai rispettato, assicurerebbe all'Ita-
lia una o due generazioni di miseria, hanno come base il Trattato Ue, per cui da questo
bisognerebbe partire.
Tra le revisioni principali da apportare al Trattato (alcune delle quali sono prospettate anche da
Fishan, l'autore citato all'inizio; ma articoli e libri  che avanzanoa proposte a tale scopo, in quel
tanto di pensiero critico che sopravvive in Europa, sono dozzine) la prima sarebbe di attribuire
al Parlamento Europeo dei poteri reali, laddove oggi chi elabora i veri atti di governo è un orga-
no del tutto irresponsabile, non eletto da nessuno, quale è la Commissione europea. Lo statuto
della Bce dovrebbe includere la facoltà , sia pure a certe condizioni, di prestare denaro direttta-
mente ai governi, rimuovendo l'assurdità per cui è l'unica banca centrale del mondo cui è vietato
di farlo. Inoltre, esso dovrebbe porre accanto alla stabilità dei prezzi, quale finalità primaria delle
sue azioni, un vincolo miope imposto a suo tempo dalla Germania  che non ha ancora elaborato 
il lutto per l'inflazione del 1923, lo scopo di promuovere la piena occupazione. Dovrebbe altresì
prevedere, la revisione del trattato Ue, una graduale riforma radicale del sistema finanziario euro-
peo volta a ridurre i suoi difetti strutturali, cioè l'eccesso di dimensioni, complessità, opacità (il si-
stema bancario ombra pesa nella Ue quanto il totale degli attivi delle banche), di facoltà di creare
denaro dal nulla mediante il debito; laddove nella versione attuale il Trattato si preoccupa soprat-
tutto di liberalizzare ogni aspetto del sistema stesso, con i risultati disastrosi  che si sono visti  
dal 2008 in avanti: in special modo in Germania. A fronte di tale indispensabile riforma, gli inter-
venti in atto o in gestazione, tipo il Servizio europeo di vigilanza bancaria o l'unione bancaria so-
no palliativi da commedia di Molière. Infine l'intero trattato  dovrebbe essere riveduto  in modo 
da prevedere modalità concrete di partecipazione democratica dei cittadini a diversi livelli di de-
cisione, dai comuni ai massimi organi di governo dell'Unione. Come diceva Hannah Arendt, senza
tale partecipazione la democrazia non è niente.
So bene che a questo punto chi legge sta pensando che tutto ciò + impossibile. Stante la situazione
politica attuale, nel nostro paese come in altri e specialmente ion Germania, non ho dubbi al riguar-
do. Ma forse si potrebbe cominciare a discuterne. Ci sarebbe un politico italiano volonteroso e ca-
pace di avviare simile discussione? Anche perchè l'alternativa è quella di continuare a discutere per
altri venti o trent'anni, intanto che il paese crolla, di come fare a ridurre il deficit di un decimo dell'un
per cento.

Lucianone


Istruzione - Università / Italia - No a Miss Università

1 luglio '15 - mercoledì           1st July / Wednesday                     visione post - 9

Quella foto con la studentessa universitaria in bikini che veniva premiata
(pensavo per un qualche concorso qualsiasi) da uomini che erano sul palco
con lei, l'avevo sì notata, e mi aveva lasciato perplesso, molto perplesso...
Non avevo letto con attenzione la didascalia sottostante, nè avevo appro-
fondito l'articolo relativo.   Ma la perplessità era rimasta, trattandosi di
istruzione e Università. Mah! Adesso ho potuto approfondire con  i fatti
accaduti e la lettera di protesta che ho poi trovato nel quotidiano.
(Lucianone) 

Polemica con LETTERA
I Fatti
La serata "Miss Università 2015, la studentessa più bella e
sapiente degli atenei italiani", si è svolta lo scorso 6 maggio
al Billions di Roma; tra i membri della giuria c'era anche il 
rettore della Sapienza Eugenio Gaudio, che ha effettuato
anche la premiazione della ragazza vincitrice.

(da la Repubblica - 31 /05 /2015 - CRONACA)
La Lettera
MARIANA MAZZUCATO
Chiarissimo Rettore,
insieme con le altre firmatarie della petizione su change.org indirizzata ad 
Eugenio Gaudio, riteniamo che la sua partecipazione come giurato alla se-
lezione di Miss Università, tenutosi a Roma il 6 maggio 2015 al Billions, 
non sia compatibile con il suo ruolo istituzionale, e rappresenti una scan-
dalosa macchia sull'ateneo che lei è stato eletto a guidare.
In un contesto in cui la reputazione internazionale  dell'Italia è più legata
al Bunga Bunga che alla sua enorme eredità scientifica e culturale, la sua
partecipazione all'evento non fa che sminuire ulteriormente il ruolo fonda-
mentale svolto in Italia dall'Università (con la U maiuscola) e dalle donne.
L'Università, caro Rettore, non serve solo a distribuire certificati con titoli
di studio, ma anche a fornire modelli culturali, intellettuali e professionali
alle nuove generazioni. Noi ci aspettiamo che il Rettore dell'Università più
grande d'Europa usi la sua posizione strategica per spingere le sue studen-
tesse a credere in se stesse e non nel modo in cui gli uomini valutano il loro
corpo; per convincerle che il futuro è nelle loro mani e nella loro testa e non
nel loro bikini; per incoraggiarle a lottare per realizzarsi, per mettere in pra-
tica, nel mondo del lavoro e fuori, tutto ciò che hanno imparato all'Universi-
tà.   Ci aspettiamo  anche  che  il Rettore di un'Università  non si presti  ad 
un'operazione commerciale a favore di una clinica specializzata in chirurgia
e medicina estetica.
In un contesto in cui, a livello globale, si cerca faticosamente di compensare
situazioni di macroscopica disparità di genere, la sua pertecipazione all'even-
to dimostra quanto arretrata sia ancora la nostra società.
Per questi motivi, come professioniste e accademiche italiane, attive in diverse
parti del mondo, sosteniamo che lei debba porgere le sue scuse pubblicamente
a tutte le donne e gli uomini che si sentono offesi dalla sua partecipazione  a
questo vergognoso evento. Riteniamo inoltre necessario che lei dichiari pub-
blicamente che l'Università di Roma, La Sapienza - non parteciperà mai più 
a simili eventi. 
CONTINUA...
TO BE CONTINUED...

venerdì 26 giugno 2015

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / The latest news

26 giugno '15 - venerdì           26th June / Friday                              visione post - 35

Venerdì nero in quattro PaesiV
Somalia, Kuwait, Tunisia e Francia (Lione)
Tunisia
Massacro di turisti sulla spiaggia in Tunisia
Commando Isis assalta spiaggia: 37 turisti uccisi / Attacco a colpi di kalashnikov
a Port El Kantaoui, due resort colpiti. Freddato un attentatore, arrestato il secondo.
Non confermata la presenza di Italiani  // La testimonianza: "Terroristi arrivati dal mare".
Un commando di due terroristi - arrivati in spiaggia su un gommone - ha aperto il fuoco sui turisti in due alberghi nella cittadina a 140 chilometri a sud di Tunisi. Uno degli attentatori è stato ucciso, l'altro catturato. Tra le vittime inglesi, tedeschi e belgi

Francia
Attentato all'impianto vicino a Lione: un uomo decapitato
Un uomo a bordo di un'auto scura è entrato in una fabbrica di gas a Saint-Quentin-Fallavier in Isère e ha provocato un'esplosione. Il principale sospetto si chiama Yassin Salhi, ed era già noto ai servizi ma non aveva precedenti giudiziari. Fermate altre 3 persone: la moglie, la sorella e un'amica. Ancora non è possibile affermare se abbia compiuto l'azione da solo o con un complice. Hollande: "Non dobbiamo cedere alla paura, ma sradicare i gruppi responsabili".
A poco più di sei mesi dall’attentato di Parigi alla sede del giornale Charlie Hebdo, un nuovo attacco terroristico ha colpito la Francia. Un uomo a bordo di un’auto intorno alle 10 del mattino è entrato in un’azienda di stoccaggio di gas Air Products a Saint-Quentin-Fallavier, in Isère, e ha provocato un’esplosione. Nell’attacco due persone sono rimaste ferite e un uomo è morto: si tratta dell’imprenditore proprietario dell’impresa il cui corpo è stato decapitato ed è stato trovato a fianco di un drappo islamista. La testa è stata infilzata a una grata dell’azienda ed è stata ricoperta di scritte in arabo. Il presunto terrorista e principale sospetto si chiama Yassin Salhi ed era impiegato per la stessa azienda. In stato di fermo altre 4 persone: la moglie, la sorella e un’amica. Il fratello si è presentato spontaneamente alle forze dell’ordine ed è stato ascoltato. Non ci sono prove per affermare che fosse accompagnato da un complice, ma le esatte dinamiche dell’azione saranno valutate nelle prossime ore. “Non c’è dubbio che si tratti di un attentato terroristico”, ha commentato il presidente François Hollande.

KUWAIT
Strage di Sciiti nella moschea di Kuwait City
E’ salito a venticinque morti e oltre cinquanta feriti, secondo la tv satellitare al-Jazeera che cita fonti ospedaliere, il bilancio di un attacco kamikaze che ha colpito, in pieno centro di Kuwait City, la moschea sciita Imam al-Sadiq.

SOMALIA  (Leego)
Al-Shabaab attacca le truppe dell'Unione Africana

Emilia Romagna  -  BOLOGNA
Guardia di Finanza, a Bologna indagine su comandante Centro Italia: 'auto gratis'

CALABRIA  -  Italia
Spese pazze: sotto inchiesta tutta la Giunta Oliverio / Gip: "Parassiti"
Chiesto arresto per senatore Ncd Bilardi

Lucianone


giovedì 25 giugno 2015

Scienze - Il dinosauro più grande: al Museo di Palazzo Dugnani (Milano)

25 maggio '15 - giovedì           25th May / Thursday

Milano, Porta Venezia: è qui  
il più grande dinosauro
mai esistito al Mondo


Riflessioni - Sui ragazzi assunti e congedati a Expo 2015 / Su questione migranti-profughi e altre calamità

25 maggio '15 - giovedì          25th May / Thursday

Nella vicenda dei ragazzi assunti a Expo e congedati (malgrado le promesse verbali)
dopo un solo mese, ciò che davvero colpisce è la totale disarticolazione del rapporto
di lavoro non solamente nel tempo, ma anche nello spazio. Ne dedalo di agenzie inte-
rinali, subagenzie, colloqui con Tizio per andare a lavorare da Caio però come dipen-
denti di Sempronio, siamo alla totale depersonificazione del "padrone". E' una specie
di "padrone liquido", senza volto e senza coinvolgimento diretto, che sembra fatto ap-
posta per disorientare qualunque tentativo di un rapporto "fisico", sia esso conflittua-
le sia di calorosa condivisione. Tanto è vero che Expo può ben dire, con buona ragione
formale, di essere  del tutto estranea  ai licenziamenti (lo era anche alle assunzioni!).
Con facile gioco di parole, potremmo dire che le agenzie interinali sono agenzie di de-
collocamento; servono a scaricare "altrove" il delicato patto tra lavoratore e datore
di lavoro, come per sgravare quest'ultimo di ogni responsabilità umana (se posso usa-
re questa parola impegnativa) e spesso anche giuridica. Di questa fredda e labirintica
depersonificazione e de-umanizzazione del lavoro, come di tutto il resto, è fatta in larga
parte il nuovo capitalismo.
(da la Repubblica - 5 giugno 2015 - da 'L'amaca' - Michele Serra) 

Visti un paio di dibattiti televisivi sulla questione dei migranti/profughi; sentiti comitati
imbufaliti di cittadini che si sentono insicuri; sentiti politici impegnati faticosamente a
ospitare, se ospitali, e impegnati fieramente a scacciare, se respingenti; constatato che 
la già radicata indisponibilità ad ascoltare le ragioni altrui  diventa  ancora più radicale
quando si parla, anzi si strilla di immigrazione; ci si domanda a cosa serve organizzare
discussioni nelle quali non si discute, ma si sfoggiano certezze o si urlano paure; e ognu-
no se ne torna a casa ancora più convinto che il vicino di poltrona sia un imbecille o uno
sciacallo o entrambe le cose.
E' il classico problema a proposito del quale la verità (o ciò che le si avvicina maggior-
mente) non produce applausi, e non fa spettacolo. La verità è che ci sono accidenti so-
ciali - come la criminalità, come le migrazioni di massa, come gli impatti ambientali, co-
le tossicodipendenze - con i quali tocca convivere. Si può tentare di governarli; di ren-
derne meno dolorose o gravose le conseguenze; di distribuirle meglio nel territorio; ma
solo un pazzo o un farabutto possono far credere che esista una vera e propria soluzio-
ne del problema. Però nessuno, in quelle corride televisive, osa dirlo, che ci sono proble-
mi destinati a rimanerci in groppa per generazioni, e dunque è inutile fare i nevrastenici
o, al contrario, dire che non c'è problema.  Ci ha provato, a tratti, Piero Fassino, ma mi-
nuto dopo minuto  si è avvitato  sulla sua poltrona  fino quasi a sparire, e alla fine della
puntata pareva addirittura molto basso di statura.
(da la Repubblica - 23 maggio 2015 - L'amaca - Michele Serra)


Lucianone

mercoledì 17 giugno 2015

Economia - Gran Bretagna / No di Cameron ai lavoratori stranieri

17 maggio '15 - mercoledì         17th May / Wednesday                       visione post - 6

Il premier Cameron  spiega in Parlamento la battaglia con la Ue
sui lavoratori stranieri: meno visti e più tasse

(da la Repubblica - 11 giugno '15 - Enrico Franceschini / Londra)
Non ci sono soltanto  gli idraulici polacchi  nel mirino di David Cameron.  Anzi, ci sono
soprattutto gli altri: gli immigrati extra-comunitari. Nel suo discorso settimanale (di ieri),
in Parlamento, il primo ministro britannico ha annunciato infatti nuove misure per ridurre
il flusso di lavoratori stranieri che emigrano nel Regno Unito da paesi al di fuori dell'Unio-
ne Europea. Come è noto, Cameron conduce da anni una battaglia per limitare l'immigra-
zione dalla Ue, di cui l'idraulico polacco è diventato una figura simbolo, ma si è reso conto 
di non poter fare molto perchè le leggi dell'Unione garantiscano libertà  di movimento al-
l'interno di tutti i 28 paesi membri, dunque ognuno può risiedere e lavorare dove vuole. 
Perciò ultimamente il premier conservatore ha modificato il suo approccio, concentrando-
si su limitazioni da porre ai benefici assistenziali degli immigrati Ue, per esempio conce-
dendoli in determinate circostanze solo dopo  che un lavoratore  è impiegato da quattro
anni in Gran Bretagna, anzichè tentare di imporre un tetto numerico agli ingressi di im-
migrati europei che andrebbe contro tutte le norme comunitarie.
Dunque sembra che sarà sui benefici, e no su una 'quota' ristretta di immigrati, la batta-
glia che Cameron condurrà con le autorità di Bruxelles (il primo round sarà al Consiglio
europeo di fine mese) e con le altre capitali dell'Unione in vista del referendum sull'ap-
partenenza della Gran Bretagna alla Ue che ha promesso di fare entro il 2017.
Ma con gli immigrati extra-Ue il leader britannico avrebbe in teoria più libertà di azione. 
Così, parlando ieri alla camera dei Comuni, Cameron ha detto che intende ridurre "signi-
ficativamente" l'immigrazione dal di fuori dell'Unione Europea. "In passato è stato fran-
camente troppo facile per certe aziende britanniche importare lavoratori dall'estero, da
fuori dell'Europa", ha affermato il primo ministro. "Abbiamo bisogno di cambiare le co-
se su questo punto". Così ha annunciato che il ministro degli Interni ha chiesto a un co-
mitato consulente sull'immigrazione di studiare misure per ridurre l'immigrazione extra-
comunitaria.
Continua... to be continued...

domenica 14 giugno 2015

Ultime notizie - dall'Italia / Latest news

14 giugno '15 . domenica           14th June / Sunday                   visione post - 11

Agenzia spaziale italiana  -  SPAZIO
Missione Rosetta: sulla cometa si è risvegliato il lander Philae
Il piccolo lander Philae, della missione Rosetta, si è svegliato dall’ibernazione nella quale si trovava da 7 mesi e ha inviato i primi dati dalla cometa sulla quale era atterrato in novembre, la 67P/Churyumov-Gerasimenko. Lo rendono noto l’Agenzia spaziale europea e l’Agenzia spaziale italiana.



    Un rendering del lander Philae

Segnali dalla cometa alla sonda
La sonda Rosetta, che orbita a circa 20 chilometri dalla cometa, ha ricevuto la scorsa notte un breve segnale di circa 40 secondi da Philae. Segnale che dimostrerebbe l’attivazione delle batterie del lander e soprattutto la sua “sopravvivenza” alle condizioni climatiche e ambientali. Lo scorso 12 novembre, infatti, il robot si era posato sulla superficie della cometa ed era rimasto operativo per quasi 57 ore, inviando dati. Poi, era finito in una zona oscura del corpo celeste, dove non poteva ricaricare le batterie solari,ed era quindi entrato in ibernazione. Infatti per funzionare ha bisogno di una temperatura da meno 45 gradi in su. Ora la cometa è più vicina al Sole e Philae si è “risvegliato”. Il lander si prepara nuovamente a perforare la superficie della cometa. trendering del lander Philae
La soddisfazione dell’Agenzia spaziale italiana
«Possiamo confermare che l’avventura di Philae continua!», ha detto il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Roberto Battiston, nel commentare l’arrivo dei primi dati inviati dal lander Philae. «Questo risveglio non era sicuro, dato il modo con cui Philae è atterrato sulla cometa 67/P, la poca di luce che raggiunge i pannelli solari, la bassissima temperatura ambientale in cui deve operare. È una notizia straordinaria, che oltre a farci sognare, ci riempie d’orgoglio per l’affidabilità delle tecnologie utilizzate per la realizzazione del lander, molte di marca italiana».

Al voto in 78 città
Ballottaggi: affluenza in calo
Alle 19 ha votato il 32,5 %  (- 15%)
Votanti in calo
I votanti sono risultati in calo rispetto al primo turno delle amministrative alla rilevazione delle ore 19. L’affluenza è stata del 32,51%. Al primo turno (in molti posti però bisogna considerare che due settimane fa si votava anche per le Regionali) l’affluenza alla stessa ora era stata del 47,74%. Quindi un calo del 15,23% secondo di dati diffusi dal Viminale, che non tengono conto dei ballottaggi in Sicilia.

Sicilia
Nella regione siciliana alle 19 gli elettori sono stati il 17,86%, un crollo di oltre la metà rispetto al primo turno quando alle urne si era recato il 36,04% del corpo elettorale. In Sicilia c’è stata quindi una diminuzione del 18,18%. A Enna, unico capoluogo al voto, ha votato il 22,8% contro il 34,77% del primo turno. A Gela (Cl) ha votato il 25,37% contro il 36,94%.

La sfida di Venezia
Venezia, dove si svolge la sfida più importante, l’affluenza alle 19 è stata del 37,24%. Al primo turno alla stessa ora aveva votato il 46,21% degli aventi diritto. Venezia è stato il capoluogo dove l’affluenza è stata la più alta sui dodici che stanno partecipando al ballottaggio. In Veneto si vota anche a RovigoCastelfranco(Tv), Lonigo (Vi).

Lucianone

Opinioni / recuperate - Meglio idee che frustrazioni

14 giugno '15 - domenica            14th June / Sunday                            visione post - 8

Condividere idee è meglio che 
condividere frustrazioni

(da la Repubblica / Milano - 8 giugno '15 -  Network / Franco Bolelli)

Invece di lamentarci pensiamo a come risolvere le questioni
Facciamo un esperimento, dai.  Per le prossime ventiquattro ore, in qualunque situazione
vi trovate - famiglia, lavoro, scuola, metropolitana, parco, happy hour... - ogni volta che si 
affronta una qualunque questione, non lamentatevi di come gli altri la gestiscono: pensate
piuttosto a come voi risolvereste le cose , e confrontate le vostre idee e proposte con quel-
le degli altri intorno a voi.  -   Può trattarsi di Expo, del traffico e dei trasporti, delle scelte
sui luoghi di lavoro, di quello che si insegna a scuola e di come lo si insegna, della gestio-
ne dei luoghi pubblici, dell'educazione dei bambini, delle relazioni sentimentali, di tutto 
quanto: per ventiquattro ore dovete guardare non a quello che fanno gli altri  ma a come 
fareste se voi , in prima persona, doveste decidere. 
Se accettate di lanciarvi in questo semplice esperimento, credo che poi non tornerete più
indietro: vi accorgerete che condividere idee e proposte è molto più stimolante che condi-
videre frustrazioni, che prendersi responsabilità personali è più gratificante  che puntare
contro gli altri il dito accusatore, che allenarsi a immaginare soluzioni, a mettere a fuoco 
i propri desideri, è un'attitudine che fa stare meglio, molto meglio.    Si comincia facendo
così per ventiquattro ore: poi si passa a ventiquattro ore tutti i giorni.

Lucianone

sabato 13 giugno 2015

CIBO - Francia / Non buttatelo, datelo ai poveri

13 giugno '15 - sabato            13th June / Saturday                      visione post - 6

Ora sul cibo la Francia ha una legge anti-spreco

(da la Repubblica  -  23 /05/'15 - di Anais Ginori / Parigi)
Il primo esperimento  è stato fatto  all'inizio dell'anno  a Courbevoie, banlieue ovest di
Parigi. Un gruppo di volontari è passato ogni sera al principale supermercato Carrefour 
della città per raccogliere i prodotti  prossimi alla scadenza  o freschi invenduti, per poi 
ridistribuirli ai senzatetto del quartiere. L'iniziativa ha funzionato così bene che il promo-
tore, Arash Derambarsh, deputato dell'Ump, ha lanciato una petizione online con il titolo:
"Basta sprechi alimentari". Nonostante crisi economica e povertà in aumento, in Francia,
ma non solo, si continuano a buttare grandi quantità di cibo che potrebbero sfamare tante
persone che ne avrebbero bisogno: 30 chili all'anno pro capite, per l'esattezza, per un va-
lore di 20 miliardi di euro. Nel mondo si calcola che ben 670 milioni di tonnellate di prodot-
ti alimentari siano buttati ogni anno, di cui 89 milioni in Europa, e 1,1 milione in Italia.
Grazie anche al piccolo esperimento di Courbevoie, la Francia ha deciso  di scendere  in 
prima linea per combattere questo insulto alla miseria.  La petizione nata  nella banlieue
di Parigi , lanciata sulla piattaforma Change.org. è stata appoggiata da personaggi famo-
si come il regista Mathieu Kassowitz e ha raccolto oltre 200mila firme. Il promotore De-
rambarsh è stato ricevuto all'Eliseo da Francois Hollande  e  ha fatto il giro delle tv  per
spiegare  l'assurdità  di una situazione in cui, da un lato, milioni di francesi sono conside-
rati sotto la soglia di povertà e, dall'altro, tonnellate di cibo  ancora commestibile  sono
buttate nella spazzatura.  -    La campagna, cominciata a gennaio, alla fine ha raggiunto 
un primo traguardo. Ieri l'Assemblée Nationale ha approvato una serie di emendamenti
che costringeranno tutti i supermercati  con una superficie  di oltre 400 metri quadrati a
donare i prodotti in scadenza o invenduti. La riforma prevede anche il divieto di "rendere
inutilizzabili" le scorte, per esempio cospargendole di candeggina, come accade oggi abi-
tualmente. I grandi centri commerciali avranno dunque l'obbligo di sottoscrivere conven-
zioni con associazioni caritative per smaltire le scorte. I prodotti ormai avariati e non più
commestibili dovranno invece essere usati per il compostaggio agricolo o per finalità ener-
getiche. Gli emendamenti sono stati infatti inseriti  dalla ministra Ségolène Royal  dentro 
alla legge sulla transizione energetica con l'obiettivo di dimezzare lo spreco di cibo entro
il 2025.  -  Una buona azione, certo. La legge che vieta gli sprechi dentro ai supermercati
è stata approvata con un consenso bipartisan. Ma tra le aziende della grande distribuzio-
ne c'è già chi solleva dubbi, in particolare sulla mancanza di dotazioni da parte delle asso-
ciazioni  per conservare e distribuire in tempi utili i prodotti donati. Molte Ong non hanno
celle frigorifere o personale sufficiente. Il rischio è che il cibo donato vada poi comunque
perso. Acriticare la decisione del parlamento soprattutto la Federazione del Commercio e
della distribuzione: "la legge è sbagliata", commentano. Il motivo: "Solo il 5% del cibo
sprecato arriva da supermarket e dalla grande distribuzione". Oltre metà degli alimenti .
non consumati e buttati nella spazzatura viene infatti dalle famiglie. Non a caso, tra le mi-
sure approvate ieri dal parlamento  ci sono anche  una serie di indicazioni  per realizzare
un programma di educazione alimentare  che coinvolgerà i francesi  sin dai primi anni di
scuola.
Gli esperimenti hanno dimostrato  che  è possibile azzerare la merce buttata, creando un 
circolo virtuoso che riporta i prodotti a chi ne ha più bisogno. I precedenti finora sono po-
chi: quello di Courbevoie e di Herstal, in Belgio.    In Italia è stata lanciata una petizione 
simile a quella francese su Change.org.

Continua... to be continued...