martedì 6 gennaio 2015

venerdì 2 gennaio 2015

Società - Stati Uniti / La rivolta di New York contro il razzismo (1)

2 gennaio '15 - venerdì           2nd January / Friday                        visione post - 10

L' AMERICA di Obama
Le speranze della scrittrice afro-americana Toni Morrison (Nobel nel 1993 per la letteratura)
"Molti poliziotti temono i neri e allo stesso tempo li vedono
come un facile bersaglio. Le nuove generazioni però sono
diverse. Le proteste diffuse lo dimostrano"

(da 'la Repubblica' - 27 dicembre 2014 / Le idee)
Newdi Toni Morrison
Viviamo tempi non facili. Quindio cercherò di darvi semplicemente il mio punto di vista su quello
che è lo stato delle cose, oggi, qui negli Stati Uniti.
E voglio partire da questo: l'America  è un paese  inondato di armi. Dove bambini di appena 9 anni
vengono portati nei parchi giochi a sparare con armi vere per divertimento; dove le cosiddette leggi
"stand your ground for self-defense" (che consentono a una persona armata di sparare a un presunto
aggressore in base alla mera percezione di pericolo per la sua incolumità) permettono a chiunque di
uccidere chi si trovi nella sua proprietà; dove le leggi dette "open carry" permettono ai cittadini in mol-
ti Stati di portare armi nei locali pubblici: ristoranti, teatri, perfino campus universitari. Sensa dimenti-
care poi che la National Rifle Association  e i produttori di armi sostengono economicamente  molti
politici. In una cultura delle armi e del grilletto facile come questa, quindi, il razzismo violento è un'ov-
via conseguenza.
Al razzismo si associa la paura: molti poliziotti (non la maggioranza, ma molti) hanno paura. Temono
i neri e allo stesso tempo  li vedono quindi come un facile bersaglio, sia per mancanza di formazione
professionale sia perchè sono profondamente razzisti.  La situazione è aggravata dalle scelte di certi
media che qui in America amano le storie di violenza, soprattutto quando si tratta di persone di colo-
re. A riprova di questo voglio fare un esempio, ricordando che non vi fu alcuna levata di scudi  quan-
do qualche mese fa alcuni bianchi minacciarono di uccidere la polizia al Bundy Ranch. Cliven Bundy,
il proprietario del ranch, era un bianco che rifiutava di pagare le tasse e aveva sollevato una protesta
armata, minacciando la secessione e la rivolta contro gli Stati Uniti. Fino a quando il governo, che in
questa occasione non sparò neanche un lacrimogeno, si ritirò dal terreno conteso. In quell'occasione
chi aveva sparato contro la polizia non è stato nemmeno arrestato. E potrei fare un numero impressio-
nante di esempi discriminatori di questo tipo.
Il vero nodo  di tutta la questione  rimane sempre lo stesso: il facile profitto che si trae dal razzismo.
E' stato una fonte di guadagno  fin dalle sue origini: con lo sfruttamento gratuito e permanente degli
schiavi; con le leggi sul "vagabondaggio", che permettevano la cattura di qualsiasi persona di colore
fuori dalla sua casa per costringerla ai lavori forzati; riempiendo a proprio vantaggio le prigioni a ge-
stione privata incarcerando  giovani neri  per reati  per i quali nessun bianco andrebbe mai in galera;
con la repressione degli elettori nelle comunità dove i neri sono in maggioranza.  Senza dimenticare
il deliberato incitamento al razzismo da parte dei ricchi, così che i bianchi poveri si possano sentire
superiori agli altri e non pensino a rivolgere la loro rabbia contro la classe che li sfrutta e li inganna.
In questi tempi cattivi, alcuni vorrebbero che il presidente Obama facesse di più. Ma io non credo
che il presidente avrebbe dovuto "fare di più". Che cosa poi? Barack O bama è il presidente di tut-
ti, non il presidente dei neri. Non dimentichiamo che sua madre e chi lo ha cresciuto erano bianchi.
Spesso i giudizi e le reazioni politiche sono il frutto della piaggeria e del desiderio di apparire in tv,
per mostrare quanto "si conta": è il caso dell'ex sindaco Giuliani, che ora si mostra come il protetto-
re dei poliziotti, ma che a suo tempo è stato odiato da loro come tutti i sindaci di New York, com-
preso l'attualew sindaco de Blasio, che oggi i sindacati di polizia accusano, a torto, di avere "le mani
sporche di sangue".
Nonostante tutto, comunque, la mia speranza è più forte che mai, grazie alle nuove generazioni. Ho
assistito a grandi cambiamenti negli anni in cui ho insegnato a Princeton: ho visto adolescenti e ven-
tenni, sconvolti e disgustati dal razzismo sfacciato.   Vedo che nelle manifestazioni che si svolgono
spontaneamente in tutto il Paese ci sono tantissimi giovani: neri, bianchi, ispanici. Non bisogna cre-
dere ai media che mostrano proteste violente: la maggior parte di esse non lo è; i manifestanti sono
pacifici, sono le loro richieste a essere forti e decise. Naturalmente, ci sono gli outsider che si insi-
nuano nelle manifestazioni e accendono focolai di violenza; ma questo è sempre successo.
Dall'altra parte vediamo proteste diverse: come quella di medici, infermieri e tirocinanti che in di-
versi ospedali d'America si sono sdraiati in massa per terra nei loro camici bianchi per quello che
viene chiamato un "die-in", una protesta pacifica in cui ci si finge morti per denunciare il fatto che
la polizia non viene mai chiamata a prendersi la responsabilità delle proprie azioni. E' questo il te-
nore della maggior parte delle manifestazioni: ma la stampa tende a ignorarlo.
Davanti a tanta partecipazione, quella di migliaia di americani ovunque e senza distinzioni di classe,
sono fiduciosa e ottimista. E nutro l'incrollabile speranza che le cose cambieranno in meglio. con il
tempo e con le generazioni che verranno. Ne sono sicura.
(Testo raccolto da Anna Lombardi. Traduzione di Anna Pastore)

Lucianone.

giovedì 1 gennaio 2015

Ultime notizie - dall' Italia e dal Mondo / Latest news

1 gennaio '15 - giovedì            1st January / Thursday                  visione post - 21 

ROMA  -  Piazza San Pietro

2015: gli auguri di Papa Francesco
"Cercare pace è sempre possibile" / Il primo Angelus del 2015
"Quanti bambini che soffrono", questo il tweet di giovedì mattina.

BRASILE
La Rousseff giura la seconda volta, per l'insediamento presidenziale.
Festa e corteo in auto storica a Brasilia.

LE DUE COREE
Corea del Nord: Kim apre a Seul / "Cambiamo le nostre relazioni"

RUSSIA -  Mosca

Arrestato il blogger Navalny / Critiche da Ue e Usa / Proteste e
scontri vicino al Cremlino.
Il dissidente viola i domiciliari per manifestare contro il regime.
Il popolare blogger Alexei Navalny, l'oppositore numero 1 del presidente Vladimir
Putin, è stato condannato (martedì, 30 dicembre) in tribunale, e poi arrestato per
aver violato gli arresti domiciliari partecipando a una manifestazione in sua difesa.
Navalny, fustigatore della corruzione, è stato condannato a 3 anni e mezzo di reclu-
sione per truffa e riciclaggio di denaro: le accuse riguardano una presunta truffa da
400mila euro ai danni della filiale russa di un gruppo cosmetico francese. La pena
per Navalny è stata sospesa, ma il fratello Oleg, condannato con lui, dovrà sconta-
re tre anni e mezzo in una colonia penale.  "Lo arrestate, volete fare pressione su 
di me?", ha urlato in aula il blogger di 38 anni, invitando i sostenitori a scendere
in piazza contro il regime, "che non merita di esistere, deve essere distrutto".

SIRIA
Al Qaeda: il video delle italiane rapite / "Siamo in pericolo", dicono
Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, sequestrate il 31 luglio.
Su YouTube l'appello delle due ragazze di Bergamo e Varese.
I  jihadisti: nostre prigioniere.
"Siamo in pericolo, potremmo essere uccise, supplichaimo il nostro governo di
riportarci a casa entro Natale". Dopo 5 mesi di silenzio le due italiane sono ap-
parse in un drammatico video. Le immagini mostrano le due volontarie italiane
rapite in Siria il 31 luglio del 2014, e il ramo siriano di Al Qaeda ha confermato
di tenerle in ostaggio. Gli 007 italiani: "E' una situazione delicatissima".
L' intelligence chiede discrezione. Il sollievo dei famigliari: sono vive.

USA - New York
Il sindaco De Blasio dedica due vie agli agenti uccisi / Ma il malumore resta
Per Bill De Blasio il 2014 si è chiuso con un aeroplanino e uno striscione 
sulle acque dell'Hudson: "Scusati con la polizia". Per placare gli agenti in 
blu - che gli hanno voltato le spalle ai funerali di Rafael Ramos, freddato
con un colpo alla testa con il collega Wenjian Liu - il sindaco ha proposto
di battezzare  col nome dei poliziotti  due strade di New York: onore raro
in una città dove sono i numeri a marcare la toponomastica. Le polemiche
con la polizia hanno portato a una sorta di "sciopero bianco", con gli agen-
ti che negli ultimi giorni arrestano meno del solito.

GRAN BRETAGNA - Londra
Elisabetta si avvia a battere il record della regina Vittoria
La regina Elisabetta mette a tacere coi fatti ogni possibile voce di una
abdicazione. Nonostante gli 88 anni di età, nel 2014 ha preso parte a
393 impegni ufficiali, di cui 375 in patria  e 18 all'estero, contro i 344 
del 2013. Si è trattato di uno degli anni più intensi per Elisabetta, che
si accinge a superare lo storico record della regina Vittoria, diventan-
do così la sovrana che ha più a longo regnato nel Regno Unito.
Il giorno a cui tutti guardano con trepidazione è il 9 settembre (2015),
quando verrà eguagliato il record di 63 anni e 217 giorni che Vittoria
detiene dal secolo scorso.

Lucianone

L' Opinione del giovedì - Governo-Italia / Basterebbero uomini seri e onesti nei posti giusti?

1 gennaio '14 - giovedì              1st January - Thursday

La scelta del Presidente della Repubblica è il primo vero atto politico importante
di questo inizio anno, 2015, e si dovrà cercare un uomo o una donna che possa so-
stituire Giorgio Napolitano in modo, diciamo, adeguato. Ma per ora non se ne tro-
vano quasi da nessuna parte, e lasciamo quel 'quasi' per potercisi attaccare anco-
ra quasi disperatamente.  D'accordo che in Italia il peso del Presidente della Re-
pubblica non è uguale a quello che esiste in altre nazioni, tipo (e andiamo sempre
a parare lì) quello degli Usa. Ma fatto è che il peso di Napolitano si è sentito mol-
to spesso, e come!


Continua...
to be continued...

lunedì 29 dicembre 2014

SOCIETA' / Problemi urgenti: parlando di case...

29 dicembre '14 - lunedì               29th December / Monday                 visione post - 19

(da 'la Repubblica' -  05/12/'14 - LettereCommenti&Idee - Tito Boeri)
Occupiamoci delle case
Forse Matteo Salvini ha posato per Oggi credendo di avere indosso i nuovi abiti del
sindaco. La sua strategia è ormai chiara: prepara la candidatura scatenando guerre
fra disperati. Non ci risulta che quando era capogruppo in Comune  o  adesso da se-
gretario federale della Lega, abbia fatto alcunchè per spingere le maggioranze di cui
faceva parte in città e in Regione ad ampliare l'offerta di alloggi popolari e a ristruttu-
rare il patrimonio di edilizia abitativa pubblica. 
Eppure, fin quando ci sarà una sproporzione così forte fra domanda e offerta di allog-
gi popolari, il problema rimarrà ingestibile. In Italia ci sono 700mila famiglie in attesa
di assegnazione a fronte di 45mila alloggi di edilizia residenziale pubblica disponibili
ogni anno. Come dire che una famiglia su 15 viene accontentata ogni anno con liste
d'attesa che durano quanto un terzo della vita lavorativa. Più di un quarto degli italiani
che dormono per strada o nei centri di assistenza a Milano e Roma hanno fatto doman-
da per una casa popolare e, nonostante debbano avre priorità, sono mediamente in atte-
sa da 6 anni. Molte case popolari sono degradate, fino a un terzo quelle sfitte. Renderle
disponibili ridurrebbe lo squilibrio fra domanda e offerta, ma le agenzie territoriali  che 
le gestiscono (l'Aler a Milano e l'Ater a Roma) non hanno i soldi  per ristrutturare gli al-
loggi sfitti. Hanno fatto investimenti sbagliati e non riescono a riscuotere gli affitti, do-
po che la crisi ha fatto lievitare tassi di morosità già elevati in partenza e i canoni sono
bassi (in media meno di 100 euro al mese).    In questo contesto, le occupazioni abusive 
sono spesso l'unico modo per avere una casa in tempo utile e chi occupa può sperare di
rimanere a lungo nell'alloggio.  A roma, ad esempio, ci sono mediamente 300 sgomberi
all'anno su circa 5mila alloggi abusivi, come dire  che si può aspirare a rimanere  fino a 
16 anni in una casa abusiva.
Mentre la popolazione degli immigrati aumentava avvicinandosi alla media europea, il
nostro Paese  ha ridotto  lo stock di case popolari.  Dapprima ha destinato  i fondi della
Gescal, edilizia residenziale pubblica, al pagamento delle pensioni. Poi ha proceduto a 
vendere gli alloggi pubblici, mediamente 20mila alloggi alienati ogni anno per pochi sol-
di (in media 23mila euro l'uno). Svenduti senza ristrutturarli. Lo Sblocca Italia continua
su questa linea, incentivando le dismissioni. Abbiamo, nel frattempo, smesso di costrui-
re nuove case popolari, quando nel Regno Unito e in Francia, in previsione degli effetti
della crisi, si facevano massicci investimenti in nuove case popolari.    Certo, avevamo
vincoli di bilancio stringenti, ma anche quando  i fondi erano disponibili, come nel caso
dei piani per l'Expo a Milano, si è scelto di ignorare l'edilizia popolare. E il risultato è
che l'Expo rischia di aprirsi con le barricate in strada. Vedremo se i piani per l'Olimpia-
de a Roma che Renzi vuole rilanciare contempleranno interventi a Tor Sapienza. Fatto
sta che il nostro Paeseha un patrimonio di edilizia residenziale pubblica fatiscente e in
diminuzione mentre lo stock del cosiddetto social housing  (che comprende gli alloggi 
di edilizia popolare o convenzionata forniti in cooperazione con il privato) è, in rappor-
to alla popolazione, il più basso d'Europa, ad eccezione di Ungheria, Grecia ed Estonia.
Paradossalmente le colpe di questo stato di cose sono proprio di chi oggi ne ottiene un
tornaconto elettorale. Il deterioramento delle case popolari , l'ampliarsi del divario fra 
domanda ed offerta, hanno coinciso con la regionalizzazione dell'edilizia residenziale a-
bitativa. Le agenzie regionali non sono all'altezza e men che meno le società municipa-
li  (come Metropolitana milanese)  che ne rilevano quote  pur non avendo  la struttura 
per riscuotere gli affitti e ristrutturare le case. Bisognerebbe revocare funzioni e patri-
monio di edilizia residenziale pubblica  agli enti locali  che hanno dimostrato di non sa-
perli gestire, invocando i "poteri sostitutivi" previsti dall'art. 120 della Costituzione.
Gestendo questo patrimonio centralmente, si potrebbe meglio resistere alle pressioni
delle lobby locali che hanno impedito che le case andassero ai più bisognosi. Sarà an-
che possibile beneficiare dei fondi europei per fare gli investimenti nella ristrutturazio-
ne delle case sfitte che possono, in tempi brevi, ridurre il divario fra domanda ed offer-
ta.  Perchè una cosa è certa: se vogliamo continuare  a puntare sull'immigrazione  per 
tappare i buchi del nostro stato sociale nell'assitere i minori e gli anziani non autosuf-
ficienti, se vogliamo attrarre immigrati più istruiti e che possano integrarsi nel nostro
tessuto sociale, non possiamo ignorare il problema di chi una casa non ce l'ha, non ha 
i mezzi per comprarsela e, almeno in una fase iniziale, non riesce  a pagarsi  gli affitti
nelle aree metropolitane in cui il lavoro è concentrato.
Se invece non vogliamo investire in nuove case popolari e avere  chi se ne occupa
veramente, non rimane che essere espliciti sui criteri di razionamento. La Lega ne
propone uno che è già stato in gran parte attuato:  escludere  gli immigrati  dall'ac-
cesso alle case popolari. I non italiani sono nettamente sottorappresentati quando 
si tenga conto del loro livello di reddito.  Siamo uno dei paesi Ocse in cui il gap fra
immigrati e autoctoni  nell'accesso a case popolari   o  con fitti convenzionali  è più
forte. Escludendoli dalle nuove assegnazioni ridurrebbe solo marginalmente la lun-
ghezza della lista d'attesa per gli altri. La criminalità organizzata raziona i beneficia-
ri di occupazioni abusive in base ai servizi che le vengono forniti da chi cerca casa.
A Roma un fantomatico  Comitato di Lotta per la Casa  si faceva pagare dagli occu-  
panti abusivi estorcendo da loro servizi in cambio di protezione. I centri sociali han-
no criteri di razionamento basati sulla cooptazione e la militanza.
Se si vuole ripristinare la legalità, lo Stato deve proporre un criterio di razionamento
e metterlo in atto. Oggi non è così. Sulla carta conta il reddito, ma il 15% di chi allog-
gia in case popolari è al di sopra della linea della povertà, mentre in Paesi in cui ci so-
no molte più case popolari  ai non-poveri  non va  più del 2-3%, una percentuale  che 
probabilmente corrisponde a persone che sono da poco uscite dallo stato di bisogno.

Lucianone

domenica 28 dicembre 2014

Sport - calcio / Serie A - 16^ giornata - 2014/15

28 dicembre '14 - domenica           28th December / Sunday            visione post - 5

Risultati delle partite
Cagliari   1     Napoli   3     Sassuolo    1    Roma   0     Verona H.    0     Atalanta   3
Juventus   3     Parma   0     Cesena      1    Milan   0      Chievo        1    Palermo    3

Fiorentina   1     Sampdoria   2     Torino   2     Inter    2
Palermo      1     Udinese       2      Genoa   1    Lazio   2   

CLASSIFICA
Juventus   39  /   Roma   36  /   Lazio, Napoli, Sampdoria   27  /   Genoa   26  /   Milan   25  /
Fiorentina   24  /   Udinese, Palermo   22  /   Inter   21  /   Sassuolo   20  /   Empoli, Torino,
Verona H.   17  /   Chievo   16  /   Atalanta   15  /   Cagliari   12  /   Cesena   9  /  Parma  6  




Lucianone

venerdì 26 dicembre 2014

RIFLESSIONI - Venezia, Galan e il pacchetto Mose

26 dicembre '14 - venerdì            26th December / Friday                  visione post - 11

Come è normale che sia, nelle conversazioni sulla retata veneziana la parte del leone
la fa, anche per la sua solenne rotondità, quel milione all'anno di "vitalizio" che, secon-
do l'accusa, spetterebbe all'ex governatore Galan.  La cifra è cinque volte il reddito an-
nuale di un professionista di successo, circa 10 volte lo stipendio di un dirigente d'azien-
da e circa 40 volte il salario di un operaio (un milione di euro equivalgono, in pratica, a
una vita operaia). Che tutti quei quattrini - se la circostanza sarà provata - siano refur-
tiva è ovviamente l'aspetto sostanziale della vicenda. Ma quand'anche quella somma, 
e tutte  le altre  del pacchetto Mose, fossero il frutto di transazioni lecite, è inevitabile
domandarsi quando e come si è perduto ogni nesso (nesso etico, ma anche nesso logi-
co) tra il denaro e il lavoro; e dove e quando sarà possibile, quel nesso, recuperarlo o
rinnovarlo. La sempre detestabile demagogia non c'entra. C'entra lo sgomento più as-
soluto di fronte allo spaventoso scardinamento del rapporto tra il merito degli individui,
la loro fatica, e il frutto di quel merito e di quella fatica. Il socialismo metteva l'accento
sui bisogni, il capitalismo lo ha messo sul merito, e per questa ragione ha vinto. 
Ora, rinnegando il merito, il capitalismo ha ucciso se stesso.
(da 'la Repubblica'  -  6 giugno 2014 / da L'AMACA - Michele Serra)

Riflessioni personali
Italia: la seconda nazione più corrotta d'Europa.
Corruzioni in serie in un solo anno, il 2014 che sta per finire: a Venezia, con il Mose;
a Milano, con l'Expo; a Roma, con Mafia Capitale. Senza quasi soluzione di continuità.
Poi quando si va alle elezioni, ogni volta i politici corrotti fino all'osso  ci richiedono i
voti (per le loro porcherie... ormai è l'ora di chiamare le cose come stanno!). E con qua-
le faccia ce li chiedono? Con quella della sfacciataggine più cruda. E poi, come nel re-
cente caso di Mafia Capitale, la politica e i politici si sono bellamente sottomessi, inta-
scando fior di euro (chiaramente pure riciclati dalla mafia/camorra/ndrangheta), a de-
linquenti comuni, oltretutto liberi come uccelli  di bosco, che essendo segnalati  dalle
varie questure e vari commissariati (per la pericolosità dei personaggi) ugualmente ven-
gono da quest'ultimi ignorati.  Tutti sanno, tutti tacciono.     Liberi di corrompere e di 
delinquere:  i vari Carminati, Buzzi eccetera, eccetera.
Povera, poverissima Italia! E, soprattutto, poveri noi comuni cittadini italiani!
L u c i a n o n e

giovedì 25 dicembre 2014

Calcio - Serie B / 20^ giornata - 2014/15

25 dicembre '14 - giovedì             25th December / Thursday                visione post - 10

Risultati delle partite
Carpi       4     Cittadella   3     Bologna        3    Vicenza   0     Brescia   2     Ternana   1
Perugia   0     Catania      2     Pro Vercelli   0      Livorno   0     Bari        1     Modena   0

Spezia           3     Trapani   4     Crotone      2
V. Lanciano   3     Avellino   1     Frosinone   0

Classifica

CARPI   40  /   Frosinone, Livorno, Bologna   31  /   Lanciano, Spezia, Trapani   30  /
Avellino   29  /   Pro Vercelli, Vicenza   27  /   Modena, Perugia   26  /   Pescara, Ternana,
Bari   26  /   Brescia, Virtus Entella   23  /   Catania   21  /   Crotone   20  /   Cittadella,
Latina, Varese   19




Lucianone

Personaggio / L'avventuroso Messner

25 dicembre '14 - giovedì          25th December / Thursday              visione post - 7

La carica dei giovani per l'alpinismo
ma  è  una  realtà  che  vale  per  pochi

(da 'La Gazzetta dello Sport' - 22/09/2014 / di Reinhold Messner)
Su "Repubblica" Michele Serra nei giorni scorsi mi ha dedicato uno degli appuntamenti
della sua rubrica quotidiana. Lo ringrazio. Mi ha paragonato a Giorgio Gaber per la frase:
"Il mio alpinismo ha fallito". L'ho pronunciata in una  delle tante interviste  in occasione
dei miei 70 anni. Serra sostiene che ci sono migliaia di giovani che ripercorrono i passi di
Bonatti e miei con lo stesso spirito di chi rilegge un classico. So che quanto afferma Serra
è vero, perfino alla lettera. 
Amici mi hanno raccontato che un giovane siciliano, Igor D'India, ha disceso lo Yukon in
canoa, come fece Bonatti nel suo primo viaggio ufficiale per la rivista Epoca, nel 1965 su-
bito dopo aver abbandonato l'alpinismo estremo. E so che ci sono fortissimi scalatori che 
portano avanti l'alpinismo tradizionale. Hansjoerg Auer, David Lama e Peter Ortner han-
no tentato la Nord del Masherbrum, accettando il rischio della sconfitta. Due sudcoreani,
An Chi  Young e Seong Nakjong, hanno appena realizzato  la  prima  salita  dell'inviola-
to Gasherbrum V (7147 m) dal versante Sud-Est, tre giorni in stile alpino.  E i Ragni di
Lecco, che hanno una tradizione enorme  e  che non andrà perduta, mi hanno segnalato 
quanto realizzato in Groenlandia da Matteo Della Bordella, accompagnato da Christian
Ledergeber e Silvan Schupbach. Hanno salito una nuova via sulla strapiombante parete
Nord-Est dello Shark's Tooth, raggiunto dopo giorni di navigazione in kayak e una lunga
marcia di avvicinamento: completamente isolati. Bellissimo.
Ma è una realtà che vale per una minima parte di chi va in montagna. La maggioranza o
pratica un bellissimo sport "in palestra" o fa turismo in quota. 

Continua... to be continued...