4 settembre '14 - giovedì 4th September / Thursday visione post - 12
La teoria dell'impatto gigante:
quando la Terra si scontrò con Teia
e nacque la Luna
Uno studioso tedesco conferma l'impatto con un misterioso
corpo celeste (Teia) avvenuto oltre quattro miliardi di anni fa.
(da 'la Repubblica' - 6/6/2014 - di Silvia Bencivelli, Roma)
L'atto di nascita della Luna è stato un gigantesco scontro spaziale. O meglio: un impatto
avvenuto quattro miliardi e mezzo di anni fa tra la Terra primordiale, che allora era molto
più grande di quanto non sia oggi, e un misterioso corpo celeste, che dopo lo scontro si sa-
rebbe disintegrato. Per indicare quest'ultimo gli astronomi hanno scelto il nome Teia, che
richiama l'antica dea greca madre di Selene, cioè la Luna. Mentre per indicare l'ipotesi
della nascita del nostro satellite dal gigantesco incidente tra Teia e la Terra hanno scelto
il nome decisamente meno poetico di "Impatto gigante". Oggi, a 40 anni dalla sua prima
formulazione moderna, l'ipotesi sembra trovare una conferma grazie a una ricerca tede-
sca pubblicata sull'ultimo numero della rivista Science.
Secondo l'ipotesi dell'Impatto gigante, lo scontro spaziale tra corpi celesti avrebbe pro-
dotto una nuvola di polveri e frammenti che, ruotando a grande velocità intorno alla Ter-
ra, si sarebbero aggregati a formare la Luna. E in parte, questi frammenti sarebbero sta-
te schegge di superficie terrestre. In parte, o forse soprattutto, resti del misterioso cor-
po celeste. Ma se Teia non esiste più, comìè possibile provare che abbia davvero dato
origine alla Luna? L'idea è che, se le cose sono andate come dice l'ipotesi, la Luna do-
vrebbe assomigliare in qualche modo assomiglaire un pò a Teia, cioè dovrebbe portyare
dentro di sè, da qualche parte, qualche segno dell'eredità materna. Il che però propone
un duplice problema: il primo è che di Teia non conosciamo proprio niente e quindi non
sappiamo che cosa cercare. E il secondo è che, finoa ieri, avevamo trovato solo rocce lu-
nari in tutto e per tutto uguali a quelle della Terra.. Quindi di Teia nessuna traccia. Fino
a ieri, però. - La ricerca tedesca, infatti, è finalmente riuscita a scovare un segno partico-
lare nelle rocce della Luna che su quelle della Terra non cè. E' stato possibile grazie a
campioni di superficie lunare, portate indietro dalle missioni Apollo della Nasa, e a tecni-
che di analisi più raffinate. Questo segno è una piccola, ma significativa, differenza tra la
quantità di una particolare forma dell'ossigeno contenuta nelle rocce lunari rispetto a
quelle terrestri. - "La differenza è piccola ed è difficile da riconoscere -ha spiegato Da-
niel Herwartz, coordinatore del gruppo di ricercatori dell'Università di Colonia - ma c'è.
E significa due cose: possiamo essere ragionevolmente sicuri che ci sia stato l'impatto
tra Teia e la Terra. E possiamo farci un'idea della composizione di Teia". Adesso, chia-
riscono i ricercatori, si tratta di capire quanta Teia sia rimasta nella Luna e quanta abbia
finito di disperdersi nello spazio. I vecchi modelli dicevano che la Luna era soprattutto fi-
glia di Teia: i nuovi dati, concludono gli studiosi tedeschi, suggeriscono invece che sia fi-
glia di entrambi. Metà della Terra e metà del misterioso corpo celeste.
Ma ci potrebbe anche essere una seconda spiegazione per i risultati ella ricerca tedesca.
Quella suggerita da Diego Turrini, planetologo dell'Istituto di Astrofisica e planetologia
spaziali dell'Istituto nazionale di astrofisica di Roma: "cioè che si tratti del risultato di im-
patti successivi, avvenuti anche quando la Luna e la Terra erano perfettamente formati".
Tutti i corpi del sistema solare, infatti, hanno continuato anche dopo la loro formazione a
ricevere l'impatto di meteoriti (come del resto avviene ancora). E siccome la Luna e la
Terra hanno massa e gravità diversa "potrebbe essere stato qualcosa che si è impattato
in maniera diversa e che ha provocato una qualche modifica della superficie di uno dei 2
corpi celesti". In fondo, i dati indicano solo che c'è una minima, ma chiara differenza nel-
la composizione tra la Terra e il suo satellite. Questo non toglie, conclude Turrini, che per
la nascita della Luna l'ipotesi dell'Impatto gigante rimanga oggi la più plausibile. "Ha an-
che il vantaggio di spiegare l'unicità del nostro satellite,. che è "solo" un centesimo della
massa della Terra ed è quindi grandissimo rispetto agli altri satelliti degli altri pianeti del
Sistema solare".
Lucianone
CONTINUA... to be continued...
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giovedì 4 settembre 2014
mercoledì 3 settembre 2014
Sport - calcio / Serie B - 1^ giornata 2014/15
3 settembre '14 - mercoledì 3rd September / Wednesday visione post - 7
Risultati delle partite
Livorno 1 Virtus Entella 0 C a t a n i a 3 Avellino 1 Varese 2
Carpi 1 B a r i 2 Vurtus Lanciano 3 Pro Vercelli 0 Spezia 1
Frosinone 1 Pescara 0 Perugia 2 Modena 1 Crotone 0
Brescia 0 Trapani 0 Bologna 1 Cittadella 1 Ternana 2
MODENA - CITTADELLA
1 1
Acosty Sgrigna
Un punto a testa nell'esordio di campionato per emiliani e veneti.
I padroni di casa vanno sotto, trovano il pareggio con Acosty e
negli ultimi minuti cercano senza successo di ribaltare il risultato.
Lucianone
Risultati delle partite
Livorno 1 Virtus Entella 0 C a t a n i a 3 Avellino 1 Varese 2
Carpi 1 B a r i 2 Vurtus Lanciano 3 Pro Vercelli 0 Spezia 1
Frosinone 1 Pescara 0 Perugia 2 Modena 1 Crotone 0
Brescia 0 Trapani 0 Bologna 1 Cittadella 1 Ternana 2
MODENA - CITTADELLA
1 1
Acosty Sgrigna
Un punto a testa nell'esordio di campionato per emiliani e veneti.
I padroni di casa vanno sotto, trovano il pareggio con Acosty e
negli ultimi minuti cercano senza successo di ribaltare il risultato.
Lucianone
Società / modernità - La società liquida secondo Zygmunt Bauman
3 settembre '14 - mercoledì 3rd September / Wednesday visione post - 6
I rischi della società liquida con l'impegno
ridotto a show e le sfide della tecno-modernità
nelle società autoritarie
(da 'la Repubblica' - 6 giugno 2014)
di Zygmunt Bauman
Per cominciare, i social network rappresentano più di qualsiasi altro strumento
di sorveglianza una modalità più economica, accurata e in generale più facile
per identificare e localizzare i dissidenti attuali o potenziali. E la sorveglianza
esercitata attraverso i social network è resa assai più efficace grazie alla colla-
borazione delle sue stesse vittime. Viviamo in una società confessionale, che
promuove la pubblica esposizione di sè al rango di prova eminente e più acces-
sibile, oltre che verosimilmente più efficace, di esistenza sociale. Milioni di utenti
di Facebook fanno a gara tra di loro per rendere pubblici gli aspetti più intimi e al-
trimenti inaccessibili della propria identità, delle proprie relazioni sociali, dei pro-
pri pensieri, sentimenti ed attività. I social network sono il terreno di una forma di
sorveglianza volontaria, fai-da-te, di gran lunga preferibile (sia per volumi che per
costi) alle agenzie specializzate nelle quali operano professionisti dello spionaggio
e del pedinamento. Una vera manna per qualsiasi dittatore e i suoi servizi segreti,
una pioggia di monete cadute dal cielo.
Uno dei capitoli di 'L'ingenuità della rete' (saggio di Evgeny Morozov che esplora pro-
prio questi temi, ndr) si intitola "Perchè il Kgb vuole che tu ti iscriva a Facebook".
Morozov vi passa in rassegna i molti modi in cui i regimi autoritari , o meglio tiran-
nici, possono sconfiggere i presunti combattenti della libertà al loro stesso gioco,
servendosi della stessa tecnologia alla quale gli apostoli e i panegiristi delle pro-
pensioni democratiche di internet hanno affidato le proprie speranze. Non c'è nulla
di nuovo; come ci ricorda L'Economist, un tempo i dittatori del passato impiegava-
no le vecchie tecnologie in maniera analoga per mettere a tacere e disarmare le
proprie vittime: alcune ricerche dimostrano che i tedeschi dell'Est che avevano ac-
cesso ai programmi televisivi occidentali erano meno portati ad esprimere insoddi-
sfazione nei confronti del regime. Quanto ai ben più potenti mezzi dell'informatica
digitale, Morozov sostiene che internet fornisce a coloro che vivono sotto regimi
autoritari cos' tante distrazioni facilmente accessibili e a buon mercato da compli-
care considerevolmente i tentativi di indurre le persone ad interessarsi minima-
mente alla politica. Ameno che la politica si ricicli a sua volta in un'avvincente va-
rietà di intrattenimento , piena di impeto e passione e tuttavia rassicurantemente
sdentata, sicura e innocua.
(Testo tratto da Moral Blindness.The loss of Sensitivity in Liquid Modernity di
Zygmunt Bauman and Leonidas Donskis - Polity Press 2013).
Lucianone
I rischi della società liquida con l'impegno
ridotto a show e le sfide della tecno-modernità
nelle società autoritarie
(da 'la Repubblica' - 6 giugno 2014)
di Zygmunt Bauman
Per cominciare, i social network rappresentano più di qualsiasi altro strumento
di sorveglianza una modalità più economica, accurata e in generale più facile
per identificare e localizzare i dissidenti attuali o potenziali. E la sorveglianza
esercitata attraverso i social network è resa assai più efficace grazie alla colla-
borazione delle sue stesse vittime. Viviamo in una società confessionale, che
promuove la pubblica esposizione di sè al rango di prova eminente e più acces-
sibile, oltre che verosimilmente più efficace, di esistenza sociale. Milioni di utenti
di Facebook fanno a gara tra di loro per rendere pubblici gli aspetti più intimi e al-
trimenti inaccessibili della propria identità, delle proprie relazioni sociali, dei pro-
pri pensieri, sentimenti ed attività. I social network sono il terreno di una forma di
sorveglianza volontaria, fai-da-te, di gran lunga preferibile (sia per volumi che per
costi) alle agenzie specializzate nelle quali operano professionisti dello spionaggio
e del pedinamento. Una vera manna per qualsiasi dittatore e i suoi servizi segreti,
una pioggia di monete cadute dal cielo.
Uno dei capitoli di 'L'ingenuità della rete' (saggio di Evgeny Morozov che esplora pro-
prio questi temi, ndr) si intitola "Perchè il Kgb vuole che tu ti iscriva a Facebook".
Morozov vi passa in rassegna i molti modi in cui i regimi autoritari , o meglio tiran-
nici, possono sconfiggere i presunti combattenti della libertà al loro stesso gioco,
servendosi della stessa tecnologia alla quale gli apostoli e i panegiristi delle pro-
pensioni democratiche di internet hanno affidato le proprie speranze. Non c'è nulla
di nuovo; come ci ricorda L'Economist, un tempo i dittatori del passato impiegava-
no le vecchie tecnologie in maniera analoga per mettere a tacere e disarmare le
proprie vittime: alcune ricerche dimostrano che i tedeschi dell'Est che avevano ac-
cesso ai programmi televisivi occidentali erano meno portati ad esprimere insoddi-
sfazione nei confronti del regime. Quanto ai ben più potenti mezzi dell'informatica
digitale, Morozov sostiene che internet fornisce a coloro che vivono sotto regimi
autoritari cos' tante distrazioni facilmente accessibili e a buon mercato da compli-
care considerevolmente i tentativi di indurre le persone ad interessarsi minima-
mente alla politica. Ameno che la politica si ricicli a sua volta in un'avvincente va-
rietà di intrattenimento , piena di impeto e passione e tuttavia rassicurantemente
sdentata, sicura e innocua.
(Testo tratto da Moral Blindness.The loss of Sensitivity in Liquid Modernity di
Zygmunt Bauman and Leonidas Donskis - Polity Press 2013).
Lucianone
Istruzione - Inglese / The newspaper story (1)
3 settembre '14 - mercoledì 3rd September / Wednesday visione post - 5
The return of Bonnie and Clyde
First part
The Friday afternoon before the Memorial Day weekend, Milwaukee banks
were crowded with customers making last-minute withdrawals and deposits.
Bank employees were particularly nervous that day because of the rash of
bank holdups that had been plaguing the city for the past month; twenty
two according to the police. Accordingly, the stage was set for a comedy
of errors that might have turned out to be a tragedy.
Mr. and Mrs. Blake - two law-abiding, churchgoing citizens - were mistaken
for a modern-day Bonnie and Clyde. While they were at the teller's window
of a bank, the bank's robbery alarm went off and police charged in with
guns drawn. Mr. and Mrs. Blake , frightened by the alarm, were fleeing
when they were stopped at gunpoint.
Appunti e note utili con Vocabulary
deposits - money put in a bank = versamenti
employees - also spelled in American 'employes' = impiegati
rash - large number
plaguing - troubling, afflicting
police is always plural unlike the Italian singular la polizia
comedy of errors - comic errors or mistakes
law-abiding - obeying the law = rispettoso delle leggi
churchgoing - attending church services regularly = fedeli
modern-day - contemporary
went off - rang = ha suonato
drawn - ready to shoot
fleeing - running away = darsi alla fuga
Second part
"That's them!" the teller shouted accusingly. "The man and woman with
the duffel bag." - "We were only making a withdrawal," Mr. Blake said,
insisting upon their innocence.
"Sure you were," said the doubting policeman, "you were just withdrawing
enough money to fill that duffel bag." - The hapless couple were hauled off
unceremoniously to the police station to be booked. Subsequently, the police
discovered a twelve-guage shotgun and "burglar" tools in their duffel bag
CONTINUA... to be continued...
The return of Bonnie and Clyde
First part
The Friday afternoon before the Memorial Day weekend, Milwaukee banks
were crowded with customers making last-minute withdrawals and deposits.
Bank employees were particularly nervous that day because of the rash of
bank holdups that had been plaguing the city for the past month; twenty
two according to the police. Accordingly, the stage was set for a comedy
of errors that might have turned out to be a tragedy.
Mr. and Mrs. Blake - two law-abiding, churchgoing citizens - were mistaken
for a modern-day Bonnie and Clyde. While they were at the teller's window
of a bank, the bank's robbery alarm went off and police charged in with
guns drawn. Mr. and Mrs. Blake , frightened by the alarm, were fleeing
when they were stopped at gunpoint.
Appunti e note utili con Vocabulary
deposits - money put in a bank = versamenti
employees - also spelled in American 'employes' = impiegati
rash - large number
plaguing - troubling, afflicting
police is always plural unlike the Italian singular la polizia
comedy of errors - comic errors or mistakes
law-abiding - obeying the law = rispettoso delle leggi
churchgoing - attending church services regularly = fedeli
modern-day - contemporary
went off - rang = ha suonato
drawn - ready to shoot
fleeing - running away = darsi alla fuga
Second part
"That's them!" the teller shouted accusingly. "The man and woman with
the duffel bag." - "We were only making a withdrawal," Mr. Blake said,
insisting upon their innocence.
"Sure you were," said the doubting policeman, "you were just withdrawing
enough money to fill that duffel bag." - The hapless couple were hauled off
unceremoniously to the police station to be booked. Subsequently, the police
discovered a twelve-guage shotgun and "burglar" tools in their duffel bag
CONTINUA... to be continued...
domenica 31 agosto 2014
Sport - calcio / serie A - 1^ giornata 2014/15 e le ultime di Mercato
1 settembre '14 - lunedì 1st September / Monday visione post . 19
I risultati delle partite - 31/09/'14
Atalanta - Hellas Verona CLASSIFICA
0 0 Milan, Roma, Udinese, Cesena, Juventus, Napoli 3
Cesena - Parma Atalanta, Cagliari, Hellas Verona, Inter, Palermo,
1 0 Sampdoria, Sassuolo, Torino 1
Chievo - Juventus Chievo, Genoa, Parma, Empoli, Fiorentina, Lazio 0
0 1
Genoa - Napoli
1 2
Milan - Lazio
3 1
Palermo - Sampdoria
1 1
Roma - Fiorentina
2 0
Sassuolo - Cagliari
1 1
Torino - Inter
0 0
Udinese - Empoli
2 0
Atalanta - H.Verona 0 - 0
Bergamo - Comincia bene il campionato del Verona, che porta a casa un punto
fondamentale dal difficile campo di Bergamo. I gialloblu non si fanno intimorire,
e nel primo tempo conducono bene il gioco andando vicini al gol del vantaggio
con Jankovic (bella parata di Sportiello) e Toni. La ripresa è più equlibrata, e
anche l'Atalanta si fa vedere dalle parti di Rafael senza però creare grossi pro-
blemi alla difesa gialloblù. Dopo 3 minuti di recupero Rizzoli fischia la fine.
A Bergamo è 0 - 0.
HELLAS VERONA
Mercato - Ufficiale: Davide Brivio e Javier Pedro Saviola in gialloblù
Nazionali - 8 gialloblù convocati
ATALANTA
Mercato Ultimi acquisti: Alejandro Gomez, Vlada Avramov,
Chievo - Juventus 0 - 1
CHIEVO
Mercato / Ufficiale - Ceduto Bentivoglio al Brescia Calcio
NAPOLI
Mercato - Dzemaili e Pandev al Galatasaray. I due calciatori ceduti
al club turco a titolo definitivo.
Genoa - Napoli 1 - 2
I risultati delle partite - 31/09/'14
Atalanta - Hellas Verona CLASSIFICA
0 0 Milan, Roma, Udinese, Cesena, Juventus, Napoli 3
Cesena - Parma Atalanta, Cagliari, Hellas Verona, Inter, Palermo,
1 0 Sampdoria, Sassuolo, Torino 1
Chievo - Juventus Chievo, Genoa, Parma, Empoli, Fiorentina, Lazio 0
0 1
Genoa - Napoli
1 2
Milan - Lazio
3 1
Palermo - Sampdoria
1 1
Roma - Fiorentina
2 0
Sassuolo - Cagliari
1 1
Torino - Inter
0 0
Udinese - Empoli
2 0
Atalanta - H.Verona 0 - 0
Bergamo - Comincia bene il campionato del Verona, che porta a casa un punto
fondamentale dal difficile campo di Bergamo. I gialloblu non si fanno intimorire,
e nel primo tempo conducono bene il gioco andando vicini al gol del vantaggio
con Jankovic (bella parata di Sportiello) e Toni. La ripresa è più equlibrata, e
anche l'Atalanta si fa vedere dalle parti di Rafael senza però creare grossi pro-
blemi alla difesa gialloblù. Dopo 3 minuti di recupero Rizzoli fischia la fine.
A Bergamo è 0 - 0.
HELLAS VERONA
Mercato - Ufficiale: Davide Brivio e Javier Pedro Saviola in gialloblù
Nazionali - 8 gialloblù convocati
ATALANTA
Mercato Ultimi acquisti: Alejandro Gomez, Vlada Avramov,
Chievo - Juventus 0 - 1
CHIEVO
Mercato / Ufficiale - Ceduto Bentivoglio al Brescia Calcio
NAPOLI
Mercato - Dzemaili e Pandev al Galatasaray. I due calciatori ceduti
al club turco a titolo definitivo.
Genoa - Napoli 1 - 2
Lucianone
La lettera / contro le guerre - Un sorriso da lassù
31 agosto '14 - domenica 31st August / Sunday visione post - 15
Era mia intenzione dedicare questa pagina del blog allo sport, al calcio
con la prima giornata della serie A (anticipi compresi), ma poi ho cam-
biato idea quando mi è capitato di leggere un'articolo che non potevo
non segnalare qui, perchè fa capire in poche righe l'insensatezza delle
guerre, degli odi, del tremendo macello che oggi esiste in più di mezzo
mondo. E dove tutti siamo o stiamo per essere coinvolti. Fermiamoci
dunque, per qualche istante, come si fa negli stadi per il minuto di silenzio,
a riflettere... magari dopo questa lettura.
(Lucianone)
(da 'L'eco di Bergamo' - 24 luglio 2014 - Punti di vista / L'urlo -
di Giorgio Gandola)
Un sorriso da lassù
Oggi qui si sussurra, per quanto si possa sussurrare un sorriso. E' quello di Elsi de Borst,
ragazza olandese di Monster, 17 anni, che a settembre avrebbe frequentato l'ultimo anno
di liceo, poi si sarebbe iscritta a ingegneria all'università di Delft. Ma sorrideva perchè
s'immaginava le spiagge asiatiche: quella era la meta della sua vacanza estiva. E' salita
sul volo Malaysia Airlines ed è una delle 298 vittime della follia della guerra. Per ricor-
darla e per superare la disperazione il papà di Elsi ha scritto una lettera da brividi che
comincia così: "Signor Putin, separatisti ucraini, governo ucraino vi ringrazio per l'omi-
cidio della mia amata e unica figlia Elsemiek. Voi non la conoscevate, aveva 17 anni e
voleva diventare ingegnere".
Narra la vita della figlia, la riporta vicino a sè, prova a far comprendere ai potenti che
le vittime di una simile tragedia non sono una statistica, ma sono cuore, carne e sangue,
sono ragione di vita per un padre che ancora oggi si specchia in quel sorriso.
"All'improvviso non c'è più. Dal cielo l'avete abbattuta in un Paese straniero dove c'è
una guerra in corso. Spero che siate fieri di mia figlia, fieri di averla abbattuta".
Alcuni media sostenevano che l'avesse inviata solo a Putin, altri che monster fosse l'ag-
gettivo dedicato al leader russo. Per ristabilire la verità il signor de Borst ha dovuto po-
stare una precisazione su Facebook.
Che malinconia, non riusciamo a lasciare intatto nulla. E allora resti la foto, resti il
sorriso. Per sempre.
Lucianone
Era mia intenzione dedicare questa pagina del blog allo sport, al calcio
con la prima giornata della serie A (anticipi compresi), ma poi ho cam-
biato idea quando mi è capitato di leggere un'articolo che non potevo
non segnalare qui, perchè fa capire in poche righe l'insensatezza delle
guerre, degli odi, del tremendo macello che oggi esiste in più di mezzo
mondo. E dove tutti siamo o stiamo per essere coinvolti. Fermiamoci
dunque, per qualche istante, come si fa negli stadi per il minuto di silenzio,
a riflettere... magari dopo questa lettura.
(Lucianone)
(da 'L'eco di Bergamo' - 24 luglio 2014 - Punti di vista / L'urlo -
di Giorgio Gandola)
Un sorriso da lassù
Oggi qui si sussurra, per quanto si possa sussurrare un sorriso. E' quello di Elsi de Borst,
ragazza olandese di Monster, 17 anni, che a settembre avrebbe frequentato l'ultimo anno
di liceo, poi si sarebbe iscritta a ingegneria all'università di Delft. Ma sorrideva perchè
s'immaginava le spiagge asiatiche: quella era la meta della sua vacanza estiva. E' salita
sul volo Malaysia Airlines ed è una delle 298 vittime della follia della guerra. Per ricor-
darla e per superare la disperazione il papà di Elsi ha scritto una lettera da brividi che
comincia così: "Signor Putin, separatisti ucraini, governo ucraino vi ringrazio per l'omi-
cidio della mia amata e unica figlia Elsemiek. Voi non la conoscevate, aveva 17 anni e
voleva diventare ingegnere".
Narra la vita della figlia, la riporta vicino a sè, prova a far comprendere ai potenti che
le vittime di una simile tragedia non sono una statistica, ma sono cuore, carne e sangue,
sono ragione di vita per un padre che ancora oggi si specchia in quel sorriso.
"All'improvviso non c'è più. Dal cielo l'avete abbattuta in un Paese straniero dove c'è
una guerra in corso. Spero che siate fieri di mia figlia, fieri di averla abbattuta".
Alcuni media sostenevano che l'avesse inviata solo a Putin, altri che monster fosse l'ag-
gettivo dedicato al leader russo. Per ristabilire la verità il signor de Borst ha dovuto po-
stare una precisazione su Facebook.
Che malinconia, non riusciamo a lasciare intatto nulla. E allora resti la foto, resti il
sorriso. Per sempre.
Lucianone
mercoledì 27 agosto 2014
STORIE / attualità - Crisi israeliano-palestinese: una storia diversa di convivenza
27 agosto '14 - mercoledì 27th August / Wednesday visione post - 5
Dove arabi e israeliani riescono a convivere:
Kibbutz e beduini, lontano da Gaza, sanno stare insieme.
L'insediamento ebraico in Alta Galilea si "fonde" con il vicino
villaggio islamico. "Solo così - dicono - inizieremo a cambiare il paese".
(da 'la Repubblica' - 19/08/'14 - Alberto Flores D'Arcais,
Gerusalemme)
Nell'Alta Galilea il kibbutz Kfar Hanassi lo conoscono un pò tutti. Fondato nel 1948 (ha
la stessa età dello Stato di Israele) da immigranti ebrei britannici con il nome di Habonim -
movimento culturale giovanile socialista-sionista - ha cambiato il suo nome con quello at-
tuale, che in ebraico vuol dire "Il Villaggio del Presidente" (in onore di Chaim Weizmann,
il primo capo dello Stato morto nel 1952). A neanche mezz'ora di cammino si arriva in un
villaggio beduino: Tuba-Zangaria, che negli ultimi anni è cresciuta in fretta, vitale e caoti-
ca, con seimila abitanti che la rendono una piccola cittadina dalle tradizioni tribali e una
vita moderna.
Un'area che politicamente, nel corso degli ultimi anni, si è fatta sempre più complicata. E'
qui che nel 2011 ebrei estremisti diedero fuoco a una moschea, è nei kibbutz qui attorno
che gli ideali socialisti di un tempo hanno ceduto il passo all'Israele di oggi, più religiosa
e nazionalista. Nei momenti topici del conflitto israeliano-palestinese in quest'area non so-
no mancati scontri, polemiche, qualche ferito di troppo. Adesso, mentre nei villaggi del sud
torna la paura dei razzi di Hamas, l'Alta Galilea lancia un'iniziativa che qualcuno definisce "storica". Kfar Hanassi ha deciso di fondersi con la cittadina beduina, diventando un'am-
ministrazione unica. "Non bisogna avere paura", sostiene il presidente del Consiglio re-
gionale dell'Alta Galilea. Kibbutzim e beduini non ne hanno avuta e la settimanma scorsa
hanno firmato un eccezionale accordo che prevede una stretta cooperazione in campi qua-
li il welfare, la cultura e l'industria. Qualcuno storce il naso, perchè a guadagnarci non sa-
rebbero certo i kibbutz (ce ne sono 29 nell'area) che hanno un certo benessere economi-
co, mentre Tuba-Zangaria è povera e con una piccola criminalità in costante aumento.
"Penso che possiamo fare molte cose assieme, ma vivere assieme?". Al sito online che
ha rivelato la vicenda, una residente di Kfar Hanassi esprime i dubbi del kibbutz con un
semplice ragionamento: "Da loro ci sono un sacco di uomini con due mogli, qui da noi
tante ragazze alla ricerca di un uomo tutto per loro".
La maggioranza sembra però favorevole. L'iniziativa di cooperazione ha già ricevuto l'ap-
poggio del ministero degli Interni e se il piano andrà avanti entro 4 anni i beduini di Tuba-
Zangaria potranno anche votare alle elezioni locali. Giora Zelz, il presidente del Consiglio
glio regionale, è ottimista: "Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità e fare qualcosa
che cambi veramente questa regione".
Continua... to be continued...
Dove arabi e israeliani riescono a convivere:
Kibbutz e beduini, lontano da Gaza, sanno stare insieme.
L'insediamento ebraico in Alta Galilea si "fonde" con il vicino
villaggio islamico. "Solo così - dicono - inizieremo a cambiare il paese".
(da 'la Repubblica' - 19/08/'14 - Alberto Flores D'Arcais,
Gerusalemme)
Nell'Alta Galilea il kibbutz Kfar Hanassi lo conoscono un pò tutti. Fondato nel 1948 (ha
la stessa età dello Stato di Israele) da immigranti ebrei britannici con il nome di Habonim -
movimento culturale giovanile socialista-sionista - ha cambiato il suo nome con quello at-
tuale, che in ebraico vuol dire "Il Villaggio del Presidente" (in onore di Chaim Weizmann,
il primo capo dello Stato morto nel 1952). A neanche mezz'ora di cammino si arriva in un
villaggio beduino: Tuba-Zangaria, che negli ultimi anni è cresciuta in fretta, vitale e caoti-
ca, con seimila abitanti che la rendono una piccola cittadina dalle tradizioni tribali e una
vita moderna.
Un'area che politicamente, nel corso degli ultimi anni, si è fatta sempre più complicata. E'
qui che nel 2011 ebrei estremisti diedero fuoco a una moschea, è nei kibbutz qui attorno
che gli ideali socialisti di un tempo hanno ceduto il passo all'Israele di oggi, più religiosa
e nazionalista. Nei momenti topici del conflitto israeliano-palestinese in quest'area non so-
no mancati scontri, polemiche, qualche ferito di troppo. Adesso, mentre nei villaggi del sud
torna la paura dei razzi di Hamas, l'Alta Galilea lancia un'iniziativa che qualcuno definisce "storica". Kfar Hanassi ha deciso di fondersi con la cittadina beduina, diventando un'am-
ministrazione unica. "Non bisogna avere paura", sostiene il presidente del Consiglio re-
gionale dell'Alta Galilea. Kibbutzim e beduini non ne hanno avuta e la settimanma scorsa
hanno firmato un eccezionale accordo che prevede una stretta cooperazione in campi qua-
li il welfare, la cultura e l'industria. Qualcuno storce il naso, perchè a guadagnarci non sa-
rebbero certo i kibbutz (ce ne sono 29 nell'area) che hanno un certo benessere economi-
co, mentre Tuba-Zangaria è povera e con una piccola criminalità in costante aumento.
"Penso che possiamo fare molte cose assieme, ma vivere assieme?". Al sito online che
ha rivelato la vicenda, una residente di Kfar Hanassi esprime i dubbi del kibbutz con un
semplice ragionamento: "Da loro ci sono un sacco di uomini con due mogli, qui da noi
tante ragazze alla ricerca di un uomo tutto per loro".
La maggioranza sembra però favorevole. L'iniziativa di cooperazione ha già ricevuto l'ap-
poggio del ministero degli Interni e se il piano andrà avanti entro 4 anni i beduini di Tuba-
Zangaria potranno anche votare alle elezioni locali. Giora Zelz, il presidente del Consiglio
glio regionale, è ottimista: "Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità e fare qualcosa
che cambi veramente questa regione".
Continua... to be continued...
martedì 26 agosto 2014
lunedì 25 agosto 2014
Società - Stati Uniti / Commenti: I malumori dell'America e Il razzismo dei cop americani
25 agosto '14 - lunedì 25th August / Monday visione post - 5
(da 'L'Arena' - 17/08/2014 - Alberto Pasolini Zanelli)
Vacilla il sogno dei Figli Pellegrini
Che l'America sia di malumore lo sappiamo da un pezzo. Tutti. Non solo gli americani,
che d'abitudine delle magagne che li riguardano sono abituati ad accorgersene in gene-
re per ultimi; e questa è una delle loro forze. Hanno dato da tempo, alla loro convinzio-
ne profonda, un nome forse un pò euforico ma anche poetico: American Dream, il Sogno
Americano. Ce n'erano di vario tipo. Quello di chi si sente portatore di un mondo nuovo,
di ideali che mai l'umanità aveva assaggiato prima. Chi in termini religiosi parla e canta
del Paese benedetto da Dio, chi persino si sente seduto alla destra del Creatore. E chi col-
tiva sogni umili, impersonati in questi giorni da quelle mamme cetroamericane che, prive
del visto per gli Usa, mandano avanti i bambini: che diventino loro "illegali" intanto, e
poi sognano di raggiungerli. - Il Sogno Americano è stato seminato dai Padri Pellegrini,
ora è tenuto vivo con più intensità dai Figli Pellegrini. In tutte le sue forme, nelle sue va-
rietà spaziali e temporali l'American Dream si basa però, o si basava, su due convinzioni
molto concrete: che l'America è il Numero Uno e che lo resterà per sempre, perchè "cre-
sce" più velocemente di ogni altro Paese. Ma è proprio questa convinzione, questa fede
soprattutto materiale, che si sta incrinando, non solo a causa di un momento economico
non felice come gli altri (anche se l?america e il mondo hanno vissuto altri tempi di re-
cessione), ma anche perchè, più o meno all'improvviso, la gente ne prende coscienza,
magari in misura esagerata e si dedica a uno sport finora non praticato da queste parti:
il paragone con gli altri insidiato dal dubbio e da un principio di invidia.
Non c'è bisogno di essere acuti interpreti degli umori della gente per scoprirlo: lo dico-
no con regolarità e credibilità, le onnipresenti statistiche e i venerati sondaggi. Rispo-
ste plebiscitarie accompagnano ora una domanda che incide nel cuore del Sogno Ame-
ricano: la fiducia che comunque "i nostri figli vivranno meglio di noi". La risposta era
di solito plebiscitaria. E lo è anche adesso, ma in senso opposto. A quella domanda solo
un americano su cinque risponde ora positivamente, tre su quattro si dicono sicuri di no,
che i loro figli staranno peggio. Come scatto di malumore è di dimensioni mai raggiunte
prima. All'inizio del nuovo secolo la maggioranza dei cittadini Usa nutriva fiducia. Og-
gi il segno si è capovolto e, uasi a smentire le osservazioni preoccupate di chi denuncia
la crescente diseguaglianza materiale fra le classi sociali, alla domanda rispondono tut-
ti allo stesso modo: i ricchi come i poveri (il 75 e il 73 per cento), le donne come gli uo-
mini, i repubblicani come i democratici, i giovani come gli anziani. E addirittura i bian-
chi più dei neri, con una piccola eccezione per gli ispanici, a conferma che i sogni più
tenaci sono quelli che si fanno a distanza.
Fin qui le cifre del mugugno. Ma a confermarle arrivano i dati delle statistiche compara-
te. Ultima quelle dell'Indice del Progresso Sociale, che mostra come in molti Paesi a un
redditi pro-capite pari o anche leggermente inferiore a quello americano la gente viva
meglio. Gli Stati Uniti compaiono al 31° posto per la sicurezza nazionale, al trentaquat-
tresimo per la salute. In testa ci sono come al solito Norvegia, Olanda, Islanda, Svizzera,
Canada e poi Giappone., Germania, Gran Bretagna ma anche nazioni a sorpresa. Per
esempio l?irlanda, per oltre un secolo serbatoio dell'immigrazione di massa in America
e che oggi è al 15° posto davanti agli Usa, al 19°. La sorpresa più sorprendente ,. poi, ri-
guarda la cosa più americana del mondo, l'Internet: i cittadini Usa hanno meno accesso
alla rete e ai cellulari rispetto agli abitanti di ben 22 Paesi.
Per i meglio informati: l'economia americana nel suo complesso è cresciuta negli ultimi
anni più in fretta di quella francese, però il 99 per cento dei francesi ha progredito in ter-
mini di tenore di vita più del 99 per cento degli americani. La Francia non è il Paese più
amato da questa parte del'Atlantico. Ma l'economista più di moda oggi, Thomas Piketty,
è francese. E a raccogliere le testimonianze sul malumore americano è uno studioso
di nome Yang.
L'America violenta dei poliziotti
(di Luciano Finesso)
Il razzismo omicida dei cop americani
Gli Stati Uniti, e quindi l'America nell'insieme dei suoi stati federali, devono
ancora una volta affrontare il problema razziale, e Obama ha capito come rap-
presentante 'primo' di pelle scura che i cittadini neri americani vanno protetti
e che dunque i poliziotti Usa devono porre un serio freno al loro razzismo omi-
cida e magari pagare un prezzo materiale vero, serio per questo tarlo mai del
tutto sopito. E per questo è sceso alla fine in campo lo stesso ministro della
Giustizia, il procuratore generale Eric Holder, che in visita a Ferguson (dove
è avvenuto l'assassinio di Michael Brown, ucciso lo scorso 9 agosto da un po-
liziotto bianco) ha detto esplicitamente: "Procederemo contro la polizia".
Continua... to be continued...
(da 'L'Arena' - 17/08/2014 - Alberto Pasolini Zanelli)
Vacilla il sogno dei Figli Pellegrini
Che l'America sia di malumore lo sappiamo da un pezzo. Tutti. Non solo gli americani,
che d'abitudine delle magagne che li riguardano sono abituati ad accorgersene in gene-
re per ultimi; e questa è una delle loro forze. Hanno dato da tempo, alla loro convinzio-
ne profonda, un nome forse un pò euforico ma anche poetico: American Dream, il Sogno
Americano. Ce n'erano di vario tipo. Quello di chi si sente portatore di un mondo nuovo,
di ideali che mai l'umanità aveva assaggiato prima. Chi in termini religiosi parla e canta
del Paese benedetto da Dio, chi persino si sente seduto alla destra del Creatore. E chi col-
tiva sogni umili, impersonati in questi giorni da quelle mamme cetroamericane che, prive
del visto per gli Usa, mandano avanti i bambini: che diventino loro "illegali" intanto, e
poi sognano di raggiungerli. - Il Sogno Americano è stato seminato dai Padri Pellegrini,
ora è tenuto vivo con più intensità dai Figli Pellegrini. In tutte le sue forme, nelle sue va-
rietà spaziali e temporali l'American Dream si basa però, o si basava, su due convinzioni
molto concrete: che l'America è il Numero Uno e che lo resterà per sempre, perchè "cre-
sce" più velocemente di ogni altro Paese. Ma è proprio questa convinzione, questa fede
soprattutto materiale, che si sta incrinando, non solo a causa di un momento economico
non felice come gli altri (anche se l?america e il mondo hanno vissuto altri tempi di re-
cessione), ma anche perchè, più o meno all'improvviso, la gente ne prende coscienza,
magari in misura esagerata e si dedica a uno sport finora non praticato da queste parti:
il paragone con gli altri insidiato dal dubbio e da un principio di invidia.
Non c'è bisogno di essere acuti interpreti degli umori della gente per scoprirlo: lo dico-
no con regolarità e credibilità, le onnipresenti statistiche e i venerati sondaggi. Rispo-
ste plebiscitarie accompagnano ora una domanda che incide nel cuore del Sogno Ame-
ricano: la fiducia che comunque "i nostri figli vivranno meglio di noi". La risposta era
di solito plebiscitaria. E lo è anche adesso, ma in senso opposto. A quella domanda solo
un americano su cinque risponde ora positivamente, tre su quattro si dicono sicuri di no,
che i loro figli staranno peggio. Come scatto di malumore è di dimensioni mai raggiunte
prima. All'inizio del nuovo secolo la maggioranza dei cittadini Usa nutriva fiducia. Og-
gi il segno si è capovolto e, uasi a smentire le osservazioni preoccupate di chi denuncia
la crescente diseguaglianza materiale fra le classi sociali, alla domanda rispondono tut-
ti allo stesso modo: i ricchi come i poveri (il 75 e il 73 per cento), le donne come gli uo-
mini, i repubblicani come i democratici, i giovani come gli anziani. E addirittura i bian-
chi più dei neri, con una piccola eccezione per gli ispanici, a conferma che i sogni più
tenaci sono quelli che si fanno a distanza.
Fin qui le cifre del mugugno. Ma a confermarle arrivano i dati delle statistiche compara-
te. Ultima quelle dell'Indice del Progresso Sociale, che mostra come in molti Paesi a un
redditi pro-capite pari o anche leggermente inferiore a quello americano la gente viva
meglio. Gli Stati Uniti compaiono al 31° posto per la sicurezza nazionale, al trentaquat-
tresimo per la salute. In testa ci sono come al solito Norvegia, Olanda, Islanda, Svizzera,
Canada e poi Giappone., Germania, Gran Bretagna ma anche nazioni a sorpresa. Per
esempio l?irlanda, per oltre un secolo serbatoio dell'immigrazione di massa in America
e che oggi è al 15° posto davanti agli Usa, al 19°. La sorpresa più sorprendente ,. poi, ri-
guarda la cosa più americana del mondo, l'Internet: i cittadini Usa hanno meno accesso
alla rete e ai cellulari rispetto agli abitanti di ben 22 Paesi.
Per i meglio informati: l'economia americana nel suo complesso è cresciuta negli ultimi
anni più in fretta di quella francese, però il 99 per cento dei francesi ha progredito in ter-
mini di tenore di vita più del 99 per cento degli americani. La Francia non è il Paese più
amato da questa parte del'Atlantico. Ma l'economista più di moda oggi, Thomas Piketty,
è francese. E a raccogliere le testimonianze sul malumore americano è uno studioso
di nome Yang.
L'America violenta dei poliziotti
(di Luciano Finesso)
Il razzismo omicida dei cop americani
Gli Stati Uniti, e quindi l'America nell'insieme dei suoi stati federali, devono
ancora una volta affrontare il problema razziale, e Obama ha capito come rap-
presentante 'primo' di pelle scura che i cittadini neri americani vanno protetti
e che dunque i poliziotti Usa devono porre un serio freno al loro razzismo omi-
cida e magari pagare un prezzo materiale vero, serio per questo tarlo mai del
tutto sopito. E per questo è sceso alla fine in campo lo stesso ministro della
Giustizia, il procuratore generale Eric Holder, che in visita a Ferguson (dove
è avvenuto l'assassinio di Michael Brown, ucciso lo scorso 9 agosto da un po-
liziotto bianco) ha detto esplicitamente: "Procederemo contro la polizia".
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