29 marzo '14 - sabato 29th March / Saturday visione post - 35 La crisi in Ucraina Allarme della Nato: "Mosca ammassa truppe e minaccia la Transnistria". Kiev: "Guerra con la Russia più vicina". Adesso è la Moldavia a rischiare, dice il comandante della Nato in Europa, Philip Breedlove: "Mosca - avverte - ha schierato ingenti forze in Crimea e ai confini con l'Ucraina, pronte - aggiunge - a poter andare fino alla Tran- snistria, il più povero Stato d'Europa, parte orientale della Moldavia a for- te popolazione russa., di fatto indipendente dal 1992 ma non riconosciuta da nessuno Stato. Dopo la Crimea, da qui è arrivato infatti nei giorni scor- si un appello a Mosca per l'annessione alla Russia. Ieri la telefonata Mer- kel-Putin, con l'accordo per schierare osservatori europei della Osce in U- craina, faceva sperare. Ma da Kiev è arrivato l'allarme del ministro degli esteri, Andii Deshchytsia: "Il rischio di una guerra tra Ucraina e Russia aumenta". La Moldavia, ex repubblica sovietica, è una democrazia parlamentare, maggioranza di lingua romena. Il premier pro Occidentale di Chisinau, Iurie Leanca è già stato a Washington a chiedere aiuto. Lo scontro è tra lui e il governo di Transnistria a Tiraspol, guidato dal presidente fi- lorusso Evgenij Shevtshuk. Una prima guerra, dopo il crollo dell'Urss, causò mille morti. E nel 2006 il 97,1 per cento dei 555 mila abitanti di Transnistria - 30,3 per cento di origine russa - hanno chiesto un refe- rendum per l'unione alla Russia. Mosca finora li ha ignorati. Ma po- chi giorni fa, ha distribuito armi e giubbotti antiproiettili ai suoi 440 soldati in Transnistria. Da qui può venire la prossima scintilla. (da la Repubblica - 24 / 03 / 2014 - Andrea Tarquini)
La lunga striscia rossa è la Transnistria
Quella scheggia di terra orfana dell'Urss... di Nicolai Lilin Parlando di Russia e di paesi dell'ex Urss bisogna fare una netta distinzione tra il concetto di nazionalità e quello di cittadinanza. Proprio a causa di que- sti concetti sono nati tensioni e conflitti suk territorio post-sovietico. Molti russi di nazionalità si sono ritrovati cittadini di nuovi paesi appena formati, separati con nuova frontieraa quella che da sempre consideravano la loro patria. In alcuni casi i cittadini di nazionalità russa si sono rifiutati di ade- rire alla vita politico-sociale dei nuovi Stati, proclamando l'indipendenza e rimanendo fedeli al potere e alla struttura statale di Mosca. La Transnistria rientra tra questi Stati. Leggendo la stampa si ha l'impressione che la Transnistria occupi un posto apparentemente poco importante nella variegata galassia dei paesi-satellite russi perchè piccola o perchè priva di risorse importanti. Non è del tutto co- sì. Della Transnistria si è parlato sempre poco perchè in questa regione con- vergono non solo interessi geopolitici , ma soprattutto quelli illegali. Questo paese da anni è un buco nero di operazioni illecite. Proprio in Transnistria dopo la guerra di separazione dalla Moldavia nel 1992 si è creato uno dei più grandi mercati di armi di tutta l'ex Urss, e non si tratta solo di qualche pistola come abbiamo visto in una delle allegre inchieste delle "Iene" di qualche anno fa. In quel piccolo lembo di terra chiunque può comprare ar- mi di distruzione di massa spendendo somme ridicole. Nel 2005 il giornali- sta ed esperto del traffico di armi Brian Johnson Thomas è riuscito a con- cordare con alcuni esponenti dei servizi segreti transnistriani la compra- vendita di tre missili di tipo "Alazan", forniti con testate radioattive, al prezzo di 200 mila dollari. La sua esperienza è stata riportatain diversi articoli e nel documentario "Transnistria trafficking arms", facilmente reperibile in rete. La culla del traffico delle armi è la 14ma armata russa, stanziata in Tran- snistria dall'epoca sovietica, quando era destinata ad essere il magazzino e la fabbrica di armi per un'ipotetica guerra contro l'Occidente. Ma la guerra non c'è stata e le armi si sono accumulate nei numerosi magazzi- ni se non addirittura a cielo aperto. L'Unione Sovietica è morta in deca- denza, nella regione è scoppiata una sanguinosa guerra civile e quell'e- norme potenziale bellico è finito nelle mani dei militari russi, sottopaga- ti e con poche prospettive per il futuro. Nelle sue memorie Michail Berg- man, ex comandante della città di Tiraspol (capitale della Transnistria) ai tempi della guerra civile del 1992, racconta che nei magazzini della 14ma armata russa erano state abbandonate varie armi, tra cui anche quelle nucleari. La scarsa manutenzione aveva trasformato quei depo- siti nucleari in una zona di pericolo radioattivo. Per evitare la contami- nazione l'arsenale è stato trasportato nella zona militare Kolbasnoe, ma una volta finito il trasloco si sono verificati notevoli ammanchi. A par- te migliaia di armi leggere e munizioni, sono spariti nel nulla due siste- mi di lancio con missili di medio raggio forniti con testate nucleari, trenta cariche atomiche portatili con cui erano armate le forze speciali dell'intelligence militare (le cosiddette 'ventiquattrore atomiche') e 85 ordigni atomici RA-115 che un uomo da solo può attivare in trenta mi- nuti. - Un sogno per i terroristi e i dittatori dei paesi del Terzo mondo sul quale si sono arricchiti molti nell'ambito dell'esercito., dei servizi segreti e della politica russa. Il riconoscimento da parte della Russia dell'indipendenza della Transnistria o anche la sua unione con la Moldova porterebbe ad una pace che i suoi cittadini aspettano da an- ni. Ma entrambe le opzioni sono compromesse. La colpa è dei potenti personaggi politici che si trovano in costante contatto con il mondo illegale. L'indipendenza della Transnistria significa l'immediata applicazione di leggi che non possono andare in conflitto con quelle internazionali, significa la possibilità di aprirsi al mondo, di avviare le relazioni con altri paesi. - Questo spaventa solo chi opera contro la legge , contro la trasparenza e l'apertura tra i paesi, chi guadagna armando i poteri oscuri, chi fa affari con il terrorismo. I risultati del referendum in Crimea e la reazione favorevole della Russia ha acceso anche nei cittadini transnistriani la speranza di poter finalmente uscire dall'oblio geopolitico e ripartire come uno stato indipendente e sovrano. In questi anni la Russia ha avu- to molte occesioni per risolvere il problema della Transnistria, ma non ha mai voluto farlo. Perchè a differenza della Crimea il pro- gramma russo per la Transnistria per ora non prevede la creazio- ne di uno Stato legale. Almeno f inchè al Cremlino qualcuno continua a temere che con l'indipendenza della Transnistria sal- teranno fuori numerosissimi scheletri dai loro marci armadi.
_______________________________________________________ La jihad dei tartari di Crimea Dopo l'annessione russa, gli islamici della penisola ucraina sono sul piede di guerra. Piccole avanguardie di salafiti combattono già da anni in Siria. E ora minacciano ferro e fuoco in patria. Il tartaro Reshat Ametov voleva arruolarsi nell'esercito ucraino per difendere la Crimea. Uomini in mimetica (come i filorussi) l'hanno rapito, torturato e ucciso. Il 19 marzo, al funerale nella capitale Sinferopoli, un gruppo di giovani con tunica islamica e barbone integralista stanno in disparte meditando vendetta in nome di Allah. "La Crimea potrebbe diventare un altro Afghanistan o Siria. Se ci sarà un conflitto, i musulmani da diversi paesi verranno a combattere". Parola di Fazil Amzavev, rappre- sentante di Hizb e Tahir, movimento estremista islamico, con sede in Ucraina e cellule in Crimea, ma fuorilegge in Russia. - "I russi ci hanno invaso. Per questo siamo pron- ti a imbracciare le armi", annuncia Alim, 23 anni, di Sinferopoli, aria da salafita. Intervistato da Panorama, Refat Chubarov, leader moderato dei tartari di Crimea (300 mila membri), butta acqua sul fuoco:d "Abbiamo vissuto per mezzo secolo in esilio (dopo la deportazione voluta da Stalin nel 1944, nda). I giovani sentono la patria ritrovata sot- to minaccia, ma i salafiti sono pochi ed escludo che possano tentare azioni militari". Per alcune fonti, un centinaio di tartari sono andati a combattere in Siria. In nome del- la guerra santa , Ramazan, nome di battaglia Abu Khalid, originario di Nizhnegorsk, il 25 aprile 2013 si è fatto saltare in aria ad Aleppo. I tartari sono arruolati nel Jaish al- Muhajireen wal.Ansar, gruppo filo Al Qaeda, il cui vicecomandante è il mujahed della Crimea, Abdul Karim Krimsky. L'aspetto paradossale è che gli ultranazionalisti cristia- ni di Pravy Sektor, ariete militare della rivolta di piazza Maidan, sostengono che i tarta- ri "sono stretti alleati" e già armati. Per evitare derive rischiose , il moderato Chubarov chiede "l'invio in Crimea di 250-300 osservatori europei (italiani compresi) che secoli fa hanno colonizzato queste terre". (da 'Panorama' - 2 aprile 2014 / Fausto Biloslavo - Sinferopoli)
Refat Chubarov, 57 anni, leader moderato dei tartari di Crimea , la minoranza musulmana deportata da Stalin nel 1944 Lucianone
28 marzo '14 - venerdì 28th March / Friday visione post - 2 Il difensore delle fisarmoniche Un fabbricante di fisarmonica salvato da un calciatore. Sembra una favola e invece è tutto vero. Il giocatore dell'Arsenal Laurent Koscielny ha ver- to 60 mila euro per evitare la chiusura di uno storico artigiano di Tulle, la città della Corrèze dov'è cresciuto e che incidentalmente è anche il feudo elettorale di Francois Hollande. - Koscielny, selezionato nei Bleus, ha de- ciso di partecipare al fondo per rilanciare Maugein, il più antico marchio di fisarmoniche del paese, attivo dal lontano 1919. La fabbrica rischiava di chiudere per un debito accumulato pari a 600 mila euro. Il difensore ha dato il 10% della somma: bruscolini rispetto sl suo stipendio nella squa- dra inglese, pari a 3,2 milioni di euro. Un gesto di generosità che ha com- mosso non solo gli abitanti di Tulle ma anche tanti amanti dello sport, abi- tuati a sentir parlare dei calciatori per ingaggi astronomici , bravate in campo e scandali sexy. "Ha rinunciato a una macchina di lusso" ha com- mentato, riconoscente, il titolare di Maugein. Una buona azione che me- riterebbe una serenata in campo. (da 'la Repubblica' - 20/03/'14 - GIOVEDI' / Anais Ginori)
Se Star Wars offende i musulmani Tempi duri per i fan di Guerre Stellari e per i loro figli che giocano con i Lego dedicati alla saga di George Lucas. Il colosso danese dei mattonci- ni - leggiamo su Die Welt - a fine anno ritirerà dalla produzione la confe- zione "il palazzo di Jabba". Che riproduceva, appunto, la residenza del perfido e mostruoso Jabba the Hutt, il mercante d'armi nemico di Luke Skywalker e Han Solo. Perchè? Perchè la comunità turca in Austria ha condannato il gioco come razzista e antimusulmano. Secondo loro, ripro- duce una moschea, le figure degli sgherri di Jabba ricordano soldati ot- tomani. E Jabba in persona, nel film, è un cattivo che fuma il narghilè e se la gode con una danzatrice del ventre. Insomma, inaccettabile in- sulto alla political correctness, all'Islam e magari anche alla Turchia sempre più forte. Povero George Lucas, scommettiamo che non vole- va offendere nessuno. Non si sa se Lego tema attentati come contro il caricaturista delle vignette su Maometto, certo vuol vendere anche nel mondo islamico. Pazienza, affrettiamoci a comprare il palazzo di Jabba di Lego, sicuramente diverrà un pezzo raro e di grande valore. (da 'la Repubblica' - 02/04/2013 - MARTEDI' / Andrea Tarquini)
26 marzo '14 - mercoledì 16th March / Wednesday visione post - 12 Risultati delle partite Torino 3 Chievo 0 Parma 1 Bologna 1 Inter 1 Sampdoria 5 Livorno 1 Roma 2 Genoa 1 Cagliari 0 Atalanta 2 Verona 0 Udinese 1 Napoli 1 Catania 0 Lazio 1 Sassuolo 0 Fiorentina 0 Juventus 1 Milan 1 Classifica squadre JUVENTUS 78 / Roma 67 / Napoli 58 / Fiorentina 51 / Parma, Inter 47 / Lazio 42 / Atalanta, Verona 40 / Torino 39 / Sampdoria 37 / Milan, Genoa 36 / Udinese 34 / Cagliari 29 / Bologna 26 / Chievo, Livorno 24 / Sassuolo 21 / Catania 20
Classifica marcatoricente
giocat. società reti Tevez / Juventus 18 Immobile / Torino 17 Higuain / Napoli 14 Rossi / Fiorentina 14 Toni / Verona 13 Palacio / Inter 13 Balotelli / Milan 13 Gilardino / Genoa 13 Berardi / Sassuolo 12 Cerci / Torino 12 Il commento (di lucianone) Se c'è una squadra che ha deciso di prendersi uno 'stand by' parecchio prolungato e senza rischi (tanto è già salva!), quella è proprio il Verona Hellas di capitan Mandorlini. Tutto l'equi- paggio si è seduto comodamente, magari qualcuno addirittur sdraiato sul divano a dormicchiare tranquillo. Si fa tempo a ripartire, sembrano dire tutti (anche chi dorme). Tanto... Ma no, così non mi piace. Non è lo spirito giusto: Raggiunta la salvezza a quota 40, bisogna continuare, e dare sempre il massimo. Lo vogliono i tifosi, lo vuole lo sport bello, avvin- cente. Continua... to be continued...
24 marzo '14 - lunedì 24th March / Monday visione post - 3 Partendo dall'Ucraina, esame della situazione europea (da 'la Repubblica' - 21 marzo 2014 - L'analisi / Martin Schulz) Quello che sta succedendo ai confini dell'Ucraina ci spinge a riflettere sul significato dell'identità europea, sul nostro progetto politico e sul futuro comune che vogliamo co- struire. Il caso del voto Svizzero contro l'immigrazione è sintomo di un chiaro allontana- mento da una delle conquiste fondamentali per l'Unione: la libera circolazione delle per- sone e dei lavoratori, non certo quella dei capitali. Dall'altra parte, l'Ucraina. Per i cittadini ucraini scesi in piazza a Majdan, l'Unione rappresenta tutto ciò che è loro negato: stato di diritto, democrazia, libertà civili, benessere, stabilità. Per molti cittadini dell'Unione invece, la rivoluzione ucraina pro-europea e allo stesso tempo il voto svizze- ro sono stati un piccolo shock. Com'è possibile che gli ucraini abbiano dimostrato tanta voglia di avvicinarsi a un'Unione ancora in crisi, a bassa crescita, alta disoccupazione e che impone un fardello di regole e burocrazia ai suoi cittadini? E dall'altra parte, com'è possibile che i cittadini Svizzeri, con il loro benessere, con la loro bassissima disoccupa- zione, abbiano invece voluto mettere in pericolo la loro relazione con il loro pià importan- te partner commerciale, e la partecipazione a programmi culturali e di ricerca comuni? Svizzera e Ucraina obbligano noi cittadini dell'Unione a una riflessione sulla nostra iden- tità, sui nostri valori, sullen fondamenta su cui si poggia la nostra Unione. Su cosa voglia- mo salvare e cosa invece vogliamo riformare, su come vogliamo affrontare le sfide che abbiamo davanti, dal riscaldamento globale ai movimenti migratori, dal sistema economi- co ai nuovi diritti. Come vogliamo affrontare queste sfide? Uniti o divisi? Conservando o avanzando? Inseguendo o mostrando la nostra leadership come europei? Mentre gli Stati Uniti a inizio crisi davano vita a un sostanzioso pacchetto di stimolo per l'economia, noi siamo rimasti alla finestra e abbiamo aspettato che la crisi si materializ zasse in tutta la sua forza prima di intervenire. E' vero che la governance economica è stata rafforzata, e che siamo ora meglio equipaggiati per prevenire crisi future Il quadro normativo è ora molto più forte e veramente europeo. - Grazie soprattutto all'azione del Parlamento europeo sono state create regole per mettere fine ai comportamenti più no- civi del settore finanziario. Ciononostante non possiamo non ammettere che l'jntervento dell'Unione in materia ma- croeconomica è stato - per utilizzare un lesico caro agli economisti - pro-ciclico: chieden- do agli Stati membri maggiori sforzi nel consolidamento di bilancio, tagli, austerità, sen- za dall'altra parte creare uno strumento per rilanciare una domanda interna depressa e investimenti al palo. - Mentre dall'altra parte dell'Atlantico si creavano strumenti e po- litiche innovative per il rilancio dell'economia, sia a livello di politica economica federa- le, sia a livello di banca centrale, l'Europa si è concentrata soprattutto a estinguere le fiamme. Vediamo ora i segnali di una debole ripresa, ma ancora troppo debole per ab- bassare significativamente l'alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, e per fermare l'emorragia nella chiusura di piccole e medie imprese. L'Europa ha bisogno di un cambiamento radicale. I partiti euroscettici, e anche alcune voci a sinistra, guardano all'euro come la causa di tutti i mali: una moneta troppo forte che non riflette il differen- ziale di competitività tra i vari paesi della zona euro. Rifiuto fermamente queste critiche alla moneta unica, una delle conquiste più importanti dell'Unione europea dalla sua crea- zione. - L'Euro e la Banca Centrale Europea hanno garantito nei loro primi 15 anni di vita un rafforzamento del mercato unico, hanno eliminato le incertezze legate alle fluttua- zioni del mercato della valuta all'interno della zona euro, hanno semplificato la vita a chi voleva fare impresa e garantito una stabilità di prezzi anche nei Paesi come l'Italia in cui, prima, l'inflazione intaccava i risparmi delle famiglie. E' vero, è scomparso lo strumento della svalutazione competitiva, ma non siamo più negli anni '80. L'euro ha funzionato co- me cuscinetto anti-shock (la Grecia senza l'euro sarebbe direttamente fallita, scenario che abbiamo evitato) e la Banca Centrale con la sua autorevolezza è intervenuta laddove i governi avevano esitato, garantendo l'unità della zona euro. CONTINUA... to be continued...
24 marzo '14 - lunedì 24th March / Monday visione post - 13 Una mostra a Roma è un percorso nella memoria per raccontare atmosfere e cenacoli, amicizie e "correnti". Anni '70: tra gallerie e cantine nella stagione dell'impegno. (da la Repubblica - 9 gennaio 2014 - R2Cultura / Alberto Arbasino) Peccato davvero che manchi un indice dei nomi, nel catajogo degli an- ni '70 con l'Arte a Roma. Malgrado quel cupo decennio del "caso" Moro - forse l'unico episodio di un sovrano moderno rapito e giusti- ziato sul suo stesso territorio, e ne scrissi In questo Stato - una mode- sta quotidianità continuava a occuparsi di arti considerate ormai piut- tosto minori. Ma con un collezionismo che sconfinava talvolta nell'ar- redamento. Or ora celebrate alla Cà d'Oro veneziana atavica, le rac- colte di Giorgio Franchetti fra i paraggi di Via Monserrato efinalmen- te agli Orti d'Alibert, con soste per mostre nei Castelli Romani. Non- chè un famoso matrimonio di Paul e Talita Getty con juke-box da Ta- tia Franchetti e Cy Twombly, in vaste sale frananti, e in ciascuna un mobile solo... Le collezioni di Luisa Spagnoli ai Tre Orologi, con un George Segal di gesso in grandezza naturale sulla sua corda... I bel- lissimi Schifano raccolti all'Olgiata da Pupa Raimondi, poi de Conciliis, e infine donati alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna... Quando ci si divertiva ancora a disputare se fosse più "artista" Fabio Mauri. la sua compagna fotografa Elisabetta Catalano. Epoche fors strane, soprattutto perchè artisti generalmente bellissimi - Mario Schifano, Franco Angeli, Eliseo Mattiacci, Cesare Tacchi, Gio- setta Fioroni... - si reclamavano contrari nelle loro opere ad ogni distin- zione fra Bello e Brutto. Dunque, allestimenti di ritagli, campioncini, fo- tine, tagliandini, trasparenze. Sassi per terra. "Senza titolo" (spesso con niente sotto). Lotte, conflitti, controversie, pessimi carceri, brutte novità, bambini cattivi, scontri, zuffe e sbaffi in esterni ed interni, città o campa- gna. Comunque IMPEGNO, a tutto campo e tutto sesto, mentre però intanto a Varese con i proventi delle cantine ataviche e con una immensa passione Giuseppe Panza di Biumo acquistava una quantità di espressio- nisti astratti american di ben più vasta portata. Meno locale? Meno pro- vinciale?
Alighiero Boetti : 'Da uno a cento' - 1976 Un lutto o guaio tipicamente romano viene qui rappresentato molto spesso: il gusto cristiano della sofferenza e del dolore, con sacrifizi e penitenze e ri- nunzie e punizioni, mortificazioni, privazioni, contrizioni (e via coi sinonimi), per far piacere a Qualcuno che forse chissà ne gode. Contrariamente a quel- le vecchie divinità pagane che badavano specialmente ai piaceri, alla caccia, alla sapienza, alle Muse. O addirittura al vino. Così, per i nostri poveri di- sgraziati anni Settanta, sembra inevitabile ricadere nelle memorie dirette. Quando fuori da Cesaretto, in via della Croce, e in compagnia di Flaiano, si poteva incontrare Delfini, o Comisso, o De Chirico che lì mi regalò un suo Ebdomero edito "presso l'Autore", con dedica e correzioni a mano. Mentre nel pomeriggio, secondo Luisa Spagnoli, sedeva al Caffè Greco e rispondeva col popolare slogan "chiamami Peroni, sarò la tua birra" alle signore che domandavano se chiamarlo Maestro. In seguito, si dice- va preoccupato per i depositi bancari in Piazza di Spagna. (Ove ci fu inve- ro un colpo, giorni fa). Escluso poi a una Biennale, davanti alla Canottie- ri Bucintoro: "Qui si entra e non si paga".
Mario Schifano e Alberto Moravia E Burri! Altro che sacchi o cretti. Lo si può ricordare vispo e affabile, nel 1983, per la sua mostra "Sestante", piena di colori squillanti, alla Giudec- ca veneziana. Invece, Fausto Melotti, lo si vedeva sempre abbigliato così formalmente, ai pranzi con Toti e Gabriella Scialoja, che misi anch'io un a- bito blu e camicia bianca e cravatta scura. E venni approvato. Ah, quei memorabili cavalli scatenati da Jannis Kounellis in una cantina di Fabio Sargentini dove c'è adesso una discoteca per piccini. Praticamente sotto casa, in via Beccaria. Lì si guardavano col vecchio amico Alexander Iolas, che poi venne di sopra, si guardò in giro, e mi donò un album di pre- ziosi disegni di Max Ernst..Lieux communs. Lo disfeci, e ne combinai vari quadretti, poi alternati a trouvailles indiane: pagine di miniature. E lui: co- sì hai distrutto un patrimonio. E io: non venderei mai un tuo regalo. (Alla sua grandiosa galleria milanese, per un festino, Valentina Cortese arrivò in taxi, con un gran grappolo d'uva. E salendo le gradinate lo addentò dal basso, come nei migliori peplum)- - Va ricordato anche qui un pranzo da Baruchello per Duchamp, ove l'interessato se ne stava zitto sul suo diva- no, mentre Argan voleva attrarre ogni attenzione. Ci riuscì, ricorrendo a certi confessionali rinascimentali da lui compulsati, ove se nell'atto con- tronatura i due interessati invocassero la nascita d'una creatura (eviden- temente improbabile), eccoli per la gran Fede salvi dal Peccato. Eccoci qui dunque col catalogo ancora specchiante di Vitalità del negativo, la gran mostra epocale curata da Achille Bonito Oliva e da Piero Sartogo appunto nel 1970. In questo medesimo Palazzo delle Esposizioni . E vi si apprende che i presidenti erano allora Saragat e Colombo, con Moro agli Esteri, e Darida sindaco, Sponsor la bellissima Graziella Lonardi, e il suo amico Francesco Aldobrandini. Fior di sede in Palazzo Taverna. Come strategia/tattica per l'Artista, certamente una presa di coscienza. Indub- biamente alternativa. Evarie metafore, tipo Sistema, Fenomeno, Politica, Labirinto, qui sull'ingresso per le sale o sezioni, e forse già alla mostra Contemporanea, nel parcheggio nuovo di Villa Borghese. Ufficio vendite: Claudio Bruni. - Riecco le plastiche di Gino Marotta, la barbonaggine estrosa di Tano Festa, gli incontri in polaroid con Andy Warhol (che bel- le foto insieme con Graziella), gli strappi di Mimmo Rotella, i gessi di Giulio Paolini, le vestizioni di Luigi Ontani, l'emersioone della Transa- vanguardia... E intanto, I pittori dell'Immaginario di Giulio Briganti, 1977... E fantasioso, ma esattissimo, Gian Tomaso Liverani, fra San Sebastianello e Torre Astura e qualche bar a Sabaudia. Di sala in sala, un "grande trasparente" di Carla Accardi, voltato contro la parete, può ricordare Gastone Novelli che a una Biennale dissenziente vol- tava appunto i quadri verso il muro. E Gian Enzo Sperone forse ricorda che nel suo studio in via Quattro Fontane proponevo una non-azione: tanti spor- telli chiusi mentre facevo ostinatamente segno di no. CONTINUA,,, to be continued...
20 marzo '14 - giovedì 20th March / Thursday Italia - politica Berlusconi non può correre alle Europee / E l'ex Cavaliere dice: "Ma il mio nome resta nel simbolo". Silvio Berlusconi ieri ha rinunciato, autosospendendosi, al titolo di Cavaliere. Poi ha anche deciso che non si candiderà alle europee nel senso che il suo nome sarà nel simbolo con cui Forza Italia correrà alle elezioni europee, ma non sarà nelle liste. Dopo la conferma dell’interdizione da parte della Cassazione, il Cavaliere ha ripiegato su un’altra strategia. Che, al contrario di quanto affermato sin qui, coinvolgerà direttamente i parlamentari nazionali. Un linea che ieri mattina ha cominciato a prendere forma nel lungo pranzo di lavoro, a Palazzo Grazioli, con la commissione ad hoc voluta dallo stesso Cavaliere e composta da Renato Brunetta, Paolo Romani, Raffaele Baldassarre, Denis Verdini e Giovani Toti. Venuta meno la chance del traino del nome di Berlusconi in cima a ogni lista, si è ripiegato per una distribuzione dei big su tutto il territorio, a garanzia della tenuta dei voti. A cominciare dal pugliese Raffaele Fitto che dovrebbe guidare FI nella circoscrizione Sud e che, ancora scottato dall’esclusione dall’inner circle forzista in favore del consigliere politico Toti, è pronto alla conta interna sulla base dei risultati elettorali. Proprio per evitare questo redde rationem, il Cavaliere avrebbe preferito ci fossero altri volti a correre per Bruxelles. Ma la competizione, la prima senza la sua presenza in campo, è troppo importante per rischiare, anche se ieri Berlusconi sarebbe stato sconsigliato dal puntare sull’ex falco, sia da Romani, sia dal vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani. Che, è certo, sarà capolista nella circoscrizione centro.
Italia - Cronaca/giustizia Ilaria Alpi: il governo toglie il segreto / La procura aquiscisce gli atti / Boldrini: ottima notizia La procura di Roma acquisirà gli atti utili relativi agli omicidi dell'inviata Rai Ilaria Alpi e dell'operatore Miran Hrovatin oggetto della desecretazione annunciato dal Governo. A sollecitare la consegna della documentazione era stato il procuratore Giuseppe Pignatone una volta avuto notizia dell'avvio della procedura di desecretazione di una serie di dossier, tra i quali quello relativo ai fatti accaduti a Mogadiscio esattamente 20 anni fa. Il fascicolo processuale è attualmente affidato al pm Elisabetta Ceniccola.
«Felice che il governo abbia recepito mia richiesta di desecretazione su Ilaria Alpi. Segnale importante contro muro silenzio». Lo scrive in un tweet la presidente della Camera Laura Boldrini, commentando l'annuncio dell'esecutivo pronto a desecretare gli atti relativi all'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. ILARIA ALPI Australia Aereo sparito: trovati i resti / IUl premier: "Due ogetti in fondo al mare" Forse è una svolta. Il primo ministro australiano Tony Abbott ha annunciato oggi che due oggetti «eventualmente legati» all'aereo malese MH370, scomparso 12 giorni fa, sono stati rilevati dai satelliti nell'Oceano Indiano. Abbott ha detto in parlamento che l'Autorità australiana della sicurezza marittima ha ricevuto informazioni «nuove e credibili, basate su dati dei satelliti. Dopo l'analisi di immagini satellitari, due oggetti eventualmente legati alle ricerche sono stati identificati». Gli oggetti sono stati individuati a 2.500 km a sudovest della città australiana di Perth (costa ovest del paese), nell'Oceano Indiano meridionale. Uno dei due misura 24 metri, ha spiegato un responsabile dell'Autorità australiana della sicurezza marittima (Amsa), John Young, nel corso di una conferenza stampa oggi. «Gli oggetti sono relativamente sfocati - ha detto Young -. Sono di una certa taglia, probabilmente in acqua: scendono sotto la superficie e riemergono. Il più grande sarà di 24 metri. L'altro è più piccolo».
La ricerca Quattro aerei da ricognizione australiani sono stati deviati alla ricerca dei due oggetti «eventualmente legati» all'aereo malese. «Sono di una certa taglia, scendono sotto la superficie e riemergono. Il più grande sarà di 24 metri. L'altro è più piccolo», ha detto un responsabile dell'Autorità australiana per la sicurezza marittima, John Young. CRIMEA Mosca accelera sull'annessione / Rilasciato il comandante ucraino fermato dai russi Il comandante della marina militare ucraina, Serghiei Gaiduk, fermato ieri a Sebastopoli durante l'assalto al suo comando da parte di filo russi, è stato rilasciato nei pressi del checkpoint di Chongar. Lo riferisce l'agenzia Kriminform. Insieme a lui sono stati rilasciati sette attivisti pro Kiev.
Inizia così, con una notizia di distensione, una giornata complicate, l'ennesima. Il processo giuridico per ammettere la Crimea e Sebastopoli in Russia sarà completato entro la fine di questa settimana: lo ha detto il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov, citato dalle agenzie russe. Oggi la Duma è chiamata a ratificare trattato e legge costituzionale necessari per l'annessione, domani tocca al Senato. Altro atto formale in corso è il rilascio dei passaporti russi per i cittadini della Crimea, in seguito al referendum di domenica scorsa.
Nuove sanzioni La cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato un «allungamento» della lista delle persone colpite dalle sanzioni dell'Unione europea. «Fin quando non ci saranno le condizioni politiche per un format così importante come quello del G8, non ci saranno più G8». Lo ha detto stamani la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il governo tedesco deciderà ora «se e conseguentemente in quale forma» si terranno le consultazioni russo-tedesche previste per fine aprile. Lucianone
18 marzo '14 - martedì 18th March / Tuesday visione post - 12 La protagonista del tennis italiano è tornata ancora lei: Flavia Pennetta, che, a 32 anni, scala fino al n.12 del ranking mondiale, vincendo in un torneo su cemento non facile come quello di Indian Wells. Chi l'avrebbe detto, solo fino a poco tempo fa, che questa pugliese di Brindisi sarebbe riuscita in tale impresa a un'età già avanzata in uno sport che, come il nuoto, privi- legia i giovani/giovanissimi, soprattutto in campo femminile? Ma la cocciuta brindisina è arrivata a questo risultato nel periodo più maturo della sua carriera, e dice di non volersi fermare qui... (Lucianone) Come in una gara ciclistica, anche nella vita dopo le salite vengono le discese, era solito dire il grande Gianni Brera. Molto probabilmente, fossimo stati ad ad ammirare in tv ik successo di Flavia Pennetta, quel grande scriba si sarebbe ripetuto, per altro alzando insieme a me una coppa di champagne. Flavia ha in- fatti finito per vincere matematicamente questa sera (domenica, 16 marzo, ndr.) un torneo che già aveva meritato superando Li Na, l'autentica n.1 del mondo in un momento nel quale Serena e Sharapova latitano. La vittoria di questa sera è frutto non solo degli indubbi meriti di Piccola Penna, ma anche del destino, che aveva spesso congiurato contro la nostra Eroina, non solo sul campo ma anche nella vita. La Radwanska battuta oggi non era infatti nelle sue abituali condizio- ni di corridore inesauribile, e di regolarista maniacale. Un suo ginocchio sinistro... è finito incerottato come quello di un calciatore e, a partire dal 2° set, abbiamo visto in campo solo una giocatrice, in forma splendida, e un'altra che non riusci- va più a servirsi del ginocchio. Non dico con questo che, contro l'autentica n.3 del mondo (appunto la polacca Radwanska) , Flavia non sarebbe riuscita, nelle sue splendide condizioni, a vincere il secondo grande match dopo quello con la Li Na. Intanto è stata splendida alla battuta e alla ribattuta, ma soprattutto mi è parsa più che consapevole delle qualità che, sin qui, la vita e gli infortuni era- no riusciti spesso a frustrare. - Con questo match Flavia farà così in modo che le nostre donne giungano per la prima volta nella storia ad occupare tre dei 15 primi posti in classifica. (da 'la RepubblicaSport - 17/03/2014 - Gianni Clerici)
Pennetta e i sacrifici (per mantenersi ai vertici) (da La gazzetta dello Sport - 17/03/'14 - Opinioni / Vincenzo Martucci) PENNETTA, UN MANIFESTO PER L'ITALIA s o f f e r e n za, s a c r i f i c i e v i t t o r i e Il sorriso di Flavia Pennetta , la sua storia su e giù, la fantastica famiglia, l'educazione, la disponibilità sono il manifesto ideale della nostra Italia che lotta e soffre, sembra vecchia, ma è sempre moderna, e bella e unica. Perciò gli americani impazziscono per i nostri prodotti, ancor di più in California dove la moretta di Brindisi ha costruito le maggiori fortune: nel 2009, con successo di los Angeles, e ora con quello di Indian Wells. Perchè il cemento è il suo campo, anche se ha vinto di più sulla terra rossa. Cemento lento, all'aperto. Dove ha un attimo di tempo in più per pensare e un a palla più alta da colpire, ma ha anche la possibilità di fare più cose. - Flavia non è unaq regolarista e nemmeno un'incontri- sta, non è una picchiatrice e non è una attaccante, è un pò tutto insieme E dunque diventa un'eccezione nel tennis moderno, soprattutto ora che, grazie al coach Salvador Navarro,. è meno prevedibile. Anche se Flà (Flavia) non potrà mai shakerare il cocktail tennistico dell'amica Frà (Francesca Schiavone) che così ubriacò il Roland Garros 2010, ne po- trà sfinire le avversarie come Sara Errani (sfortunata finalista a Pari- gi 2012). Flavia Pennetta sfrutta armi diverse. E il destino, dopo ogni sgambetto, le ha restituito qualcosa. Fino a sfatare anche il tabù numero 2 del mondo: era 2 Serena Williams che la stoppava agli Us Open 2009, era 2 Azarenka quest'estate che la fermava ancora a New York, era 2 Li Na che Flavia ha eliminato in semifinale a Indian Wells, è stata al massi- mo 2 Aga Radwanska che cede in finale. Handicappata a un ginocchio, è vero, ma non è questo il bello della nostra incredibile Italia?