2 marzo '14 - domenica 2nd March / Sunday visione post - 10
(da 'La Stampa' - 22/02/'14 - Domande&Risposte / Anna Zafesova)
Quando nasce l'Ucraina?
Dopo secoli in cui è stata contesa tra principati slavi, e poi Russia, Polonia e impe-
ro Austro-Ungarico, come Stato indipendente l'Ucraina appare solo nel 1991, dopo
il collasso dell'Urss. E' il Paese più esteso dell'Europa (600 mila km quadrati). Ha
44 milioni di abitanti, di cui il 78% si considerano etnicamente ucraini, mentre il
17% russi. Sono presenti altre minoranze: tatari della Crimea, ebrei, moldavi, un-
gheresi, polacchi. L'ucraino è lingua madre del 67% della popolazione, mentre il
russo è preferito dal 27% e gode di status di lingua semiufficiale in molte regioni.
Chi governa (o governava?)
Il presidente Viktor Yanukovich è stato eletto nel 2010 a suffragio universale. La
maggioranza nella Rada (il Parlamento) è in mano al Partito delle Regioni filo-
presidenziale. Il governo di Mykola Azarov è stato licenziato sotto le pressioni
della piazza e il Paese non ha un esecutivo.
Perchè è scoppiata la rivolta?
Il 28 novembre 2018 Kiev doveva firmare un accordo di associazione e libero scambio
con l'Ue. Pochi giorni prima il governo ha interrotto il negoziato ritenuto "svantag-
gioso" , proponendosi un'alleanza più stretta con la Russia, contraria all'avvicina-
mento di Kiev all'Ue. Migliaia di persone hanno occupato il Majdan Nezalezhnosti,
la piazza dell'Indipendenza nel centro di Kiev, dove da allora è in corso una protesta
permanente che ha assunto il nome di Euro-maidan, la "europiazza".
Chi guida la rivolta?
Vitaly Klichko, l'ex pugile fondatore del partito Udar, Arseny Yatseniuk del partito
Batkivshina (Patria) che fa capo alla ex premier imprigionata Yulia Timoshenko e
Oleg Tiagnybok, dei nazionalisti di Svoboda. Nel Majdan confluiscono diversi
gruppi, studenti, reduci dell'Afghanistan, ultrà calcistici, religiosi, nazionalisti
radicali protagonisti della maggior parte degli scontri dei giorni scorsi e volon-
tari che prestano soccorso medico e portano viveri.
Che cosa chiede la piazza?
Dopo il primo tentativo di sgombero violento della piazza da parte della polizia, il 30
novembre, i discorsi europeisti sono passati in secondo piano rispetto alla richiesta
di elezioni anticipate di parlamento e presidente, le dimissioni del governo e la puni-
zione dei responsabili del blitz. Dopo due mesi di stallo dei negoziati il corso non vio-
lento della protesta è stato interrotto da scontri sempre più cruenti tra polizia e ma-
nifestanti. Oggi l'opposizione chiede il ritiro della polizia, l'amnistia dei militanti,
il ritorno alla Costituzione meno presidenzialista del 2004 e il voto anticipato.
Cos'è la "rivoluzione arancione"?
Nel novembre 2004 sul Maydan è esplosa la protesta contro i brogli elettorali che
hanno fatto vincere le presidenziali a Yanukovich a danno di Viktor Yushenko,
liberale filo-occidentale. Il braccio di ferro è terminato con nuove elezioni vinte
da Yushenko, con la pasionaria della piazza Yulia Timoshenko diventata premier.
La situazione economica e i litigi nella nuova coalizione al potere però hanno mes-
so in crisi il progetto "arancione".
Il rischio di un Paese spaccato?,
L'Ucraina è lacerata da divisioni storiche: l'Ovest prevalentemente cattolico e ucraino
influenzato dalla Polonia e dall'impero asburgico consideta i russi dei colonizzatori,
l'Est industriale, russofono e ortodosso, è più vicino alla Russia. Le divisioni politiche
seguono le stesse linee, anche se nell'ultima crisi anche nell'Est ci sono state manife-
stazioni di solidarietà con il Maidan. Ma tra le due anime del Paese restano ostilità
che hanno portato sia all'Est che all'Ovest a discorsi di secessione.
QUALE E' LA SITUAZIONE ECONOMICA ?
Il Pil procapite ucraino a parità di potere di acquisto è di 7 mila dollari l'anno. Sia
per mantenere le industrie ereditate dall'Urss e le miniere di carbone del Don che
per riconquistare la sua fama di "granaio d'Europa" l'Ucraina ha bisogno di dra-
stiche riforme finora rinviate. La moneta, la hrivna, è a rischio di svalutazione. La
crisi politica , poi, ha portato il Paese sull'orlo del crac. La Russia ha sospeso il
maxi-prestito, mentre le trattative per gli aiuti con Fmi e Ue sono paralizzate.
Perchè l'Ucraina sogna l'Europa?
Per motivi economici, sperando in un migloramento del tenore di vita. Per avere
più democrazia e diritto, in un paese devastato dalla corruzione e dalla lotta di
clan. Per tutelarsi dalle ambizioni di controllo russo. Una parte cospicua della
popolazione però vorrebbe tornare all'alleanza con il Cremlino o astenersi da
alleanze.
Che ruolo ha avuto l'America nella vicenda del Maidan?
Gli Usa appoggiano le forze filo-occidentali in Ucraina, sia per affinità politiche
che per la presenza nel Nord America di una diaspora di discendenti di ucraini
fuggiti dal comunismo. La propaganda di Mosca ha considerato sia la "rivoluzio-
ne arancione" che l'Euro-maidan un 'progetto americano' destinato a strappare
l'ex satellite dai "fratelli maggiori" di Mosca.
Lucianone
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domenica 2 marzo 2014
Istruzione - Inglese aggiornato / 'Thank you' non è più di moda
2 marzo '14 - domenica 2nd March / Sunday visione post - 54
Nessuno dice più THANK YOU
Gli inglesi l'hanno sostituita. Nell'era dei social network
è una parola troppo formale. Così anche nel Paese delle
buone maniere trionfano abbreviazioni e nuove espressioni.
(da 'la Repubblica' - 18/07/2013 - Enrico Franceschini / Londra)
E' forse l'espressione più universalmente conosciuta dell'inglese, anche da chi non
lo parla per niente. Eppure proprio quelli che l'hanno inventata, gli inglesi, stanno
smettendo di usarla: sempre meno gente, a Londra, dice 'thank you'. Un sondaggio
pubblicato ieri (17 luglio '13, ndr.) in prima pagina dal Daily Telegraph annuncia il
declino di un termine che contraddistingue il tradizionale Englishman, in tutte le sue
categorie sociali, dal gentiluomo (o gentildonna) aristocratico giù giù fino alla middle-
class e al popolo dei pub. Quattro persone su dieci pensano che quel "grazie a te" (o
"a lei") sia diventato obsoleto (supervecchio), troppo formale nell'era di Twitter, Fa-
cebook, messaggini ed e-mail; una persona su dieci lo considera un modo di dire ec-
cessivamente antiquato; e i giovani a grande maggioranza lo hanno praticamente
abolito dal proprio vocabolario.
Preferiscono dire "cheers" (allegria, salute, evviva), "cool" (okay, bene, perfetto, a
posto così), "wicked" (birichino, maligno, malizioso - ma nel senso di magico, incredi-
bile, pazzesco), "nice one" (ottimo, bello, , ben fatto") o "ta" , detto e scritto, cioè
l'abbreviazione dell'originale (thank you), il suono onomatopeico della sua prima sil-
laba. Come che sia, il metodo classico di esprimere gratitudine per un gesto, un ser-
vizio, un sentimento, un piacere, dall'aprire una porta a raccogliere qualcosa da ter-
ra, dal pagare un conto a consegnare un lavoro, non funziona più come un tempo,
perlomeno in questa che alcuni considerano la patria dell'etichetta. "Le buone ma-
niere fanno l'uomo", commenta il quotidiano londinese dando la notizia, "ma a quan.
to pare la tradizionale educazione britannica adesso ha un tocco più informale".
Non è detto che sia la fine di un'era, tantomeno la fine del mondo, o di un mondo,
quello del formalismo inglese, per alcuni un detestabile modello di ipocrisia.
"E' sempre facile essere gentili con le persone di cui non ci importa nulla", osserva-
va in merito Oscar Wilde, arbitro di stile spietatamente sincero. "La tua gentilezza
raggela", fa dire a uno dei suoi personaggi William Shakespeare, a conferma che
un "thank you", con un certo tono, può ferire quanto una spada (potrebbe fare cop-
pia con il meccanico clichè con cui molti anglosassoni, sulle due sponde dell'Atlanti-
co, concludono le conversazioni: "have a nice day", quasi mai corrispondente a uno
spontaneo augurio di trascorrere una buona giornata).
E tuttavia il sondaggio rivela soltanto un legittimo desiderio di rinnovamento del
linguaggio e un'insofferenza per le formalità fasulle, non l'avvento di un'età del-
l'indifferenza in cui a nessuno piace essere ringraziato. Anzi, l'83 per cento degli
interpellati pensa che ci sia bisogno di mostrare maggiormente e regolarmente
più gratitudine. - La verità, sembra, è che non c'è abbastanza grazia, parente
stretto del dire grazie, nel nostro tempo frettoloso e ultratecnologico: solo il 50
per cento di noi, riferisce il sondaggio, si sente apprezzato a sufficienza dal pro-
prio partner e solo il 5 per cento dal proprio boss. Mariti, mogli e capiufficio,
ringraziate dunque più spesso i vostri coniugi e sottoposti. Con un "ta" o un
"cheers", se proprio non volete dire più "thank you".
Le parole inglesi che cambiano
Alcopop per Soft drink Alcopop: indica bevanda con frutta e alcol
Yo per Hallo Yo è abbreviativo di 'you'
Buddy per Friend Buddy: compagno
Street
performer per Busker Busker: cercatore, acchiappatore
Continua... to be continued...
Nessuno dice più THANK YOU
Gli inglesi l'hanno sostituita. Nell'era dei social network
è una parola troppo formale. Così anche nel Paese delle
buone maniere trionfano abbreviazioni e nuove espressioni.
(da 'la Repubblica' - 18/07/2013 - Enrico Franceschini / Londra)
E' forse l'espressione più universalmente conosciuta dell'inglese, anche da chi non
lo parla per niente. Eppure proprio quelli che l'hanno inventata, gli inglesi, stanno
smettendo di usarla: sempre meno gente, a Londra, dice 'thank you'. Un sondaggio
pubblicato ieri (17 luglio '13, ndr.) in prima pagina dal Daily Telegraph annuncia il
declino di un termine che contraddistingue il tradizionale Englishman, in tutte le sue
categorie sociali, dal gentiluomo (o gentildonna) aristocratico giù giù fino alla middle-
class e al popolo dei pub. Quattro persone su dieci pensano che quel "grazie a te" (o
"a lei") sia diventato obsoleto (supervecchio), troppo formale nell'era di Twitter, Fa-
cebook, messaggini ed e-mail; una persona su dieci lo considera un modo di dire ec-
cessivamente antiquato; e i giovani a grande maggioranza lo hanno praticamente
abolito dal proprio vocabolario.
Preferiscono dire "cheers" (allegria, salute, evviva), "cool" (okay, bene, perfetto, a
posto così), "wicked" (birichino, maligno, malizioso - ma nel senso di magico, incredi-
bile, pazzesco), "nice one" (ottimo, bello, , ben fatto") o "ta" , detto e scritto, cioè
l'abbreviazione dell'originale (thank you), il suono onomatopeico della sua prima sil-
laba. Come che sia, il metodo classico di esprimere gratitudine per un gesto, un ser-
vizio, un sentimento, un piacere, dall'aprire una porta a raccogliere qualcosa da ter-
ra, dal pagare un conto a consegnare un lavoro, non funziona più come un tempo,
perlomeno in questa che alcuni considerano la patria dell'etichetta. "Le buone ma-
niere fanno l'uomo", commenta il quotidiano londinese dando la notizia, "ma a quan.
to pare la tradizionale educazione britannica adesso ha un tocco più informale".
Non è detto che sia la fine di un'era, tantomeno la fine del mondo, o di un mondo,
quello del formalismo inglese, per alcuni un detestabile modello di ipocrisia.
"E' sempre facile essere gentili con le persone di cui non ci importa nulla", osserva-
va in merito Oscar Wilde, arbitro di stile spietatamente sincero. "La tua gentilezza
raggela", fa dire a uno dei suoi personaggi William Shakespeare, a conferma che
un "thank you", con un certo tono, può ferire quanto una spada (potrebbe fare cop-
pia con il meccanico clichè con cui molti anglosassoni, sulle due sponde dell'Atlanti-
co, concludono le conversazioni: "have a nice day", quasi mai corrispondente a uno
spontaneo augurio di trascorrere una buona giornata).
E tuttavia il sondaggio rivela soltanto un legittimo desiderio di rinnovamento del
linguaggio e un'insofferenza per le formalità fasulle, non l'avvento di un'età del-
l'indifferenza in cui a nessuno piace essere ringraziato. Anzi, l'83 per cento degli
interpellati pensa che ci sia bisogno di mostrare maggiormente e regolarmente
più gratitudine. - La verità, sembra, è che non c'è abbastanza grazia, parente
stretto del dire grazie, nel nostro tempo frettoloso e ultratecnologico: solo il 50
per cento di noi, riferisce il sondaggio, si sente apprezzato a sufficienza dal pro-
prio partner e solo il 5 per cento dal proprio boss. Mariti, mogli e capiufficio,
ringraziate dunque più spesso i vostri coniugi e sottoposti. Con un "ta" o un
"cheers", se proprio non volete dire più "thank you".
Le parole inglesi che cambiano
Alcopop per Soft drink Alcopop: indica bevanda con frutta e alcol
Yo per Hallo Yo è abbreviativo di 'you'
Buddy per Friend Buddy: compagno
Street
performer per Busker Busker: cercatore, acchiappatore
Continua... to be continued...
sabato 1 marzo 2014
Sport - calcio / serie B - 27^ giornata 2013/14
1 marzo '14 - sabato 1st March / Saturday visione post - 18
Risultati delle partite
Latina 3 Brescia 0 Cesena 2 Cittadella 2 Modena 2 Palermo 2
Padova 0 Carpi 2 Trapani 2 Novara 2 Crotone 0 Bari 1
Reggina 3 Siena 1 Spezia 2 Lanciano 1 Avellino
Varese 4 Empoli 1 Ternana 2 Juve Stabia 0 Pescara
Classifica squadre
PALERMO 50 / Empoli 46 / Lanciano 44 / Cesena 43 / Trapani, Latina 42
Avellino 41 / Spezia 40 / Crotone 39 / Carpi 38 / Brescia 37 / Siena, Varese 36
Modena, Pescara 35 / Ternana 32 / Bari 29 / Novara 28 / Cittadella 23 /
Reggina 22 / Padova 21 / Juve Stabia 15
Classifica marcatori
giocatore reti rigori
Mancosu / Trapani 19 3
Caracciolo / Brescia 15 2
Tavano / Empoli 15 2
Pavoletti / Varese 14 2
Babacar / Modena 13 4
Hernandez / Palermo 13 5
Manero / Pescara 11 3
Giannetti / Spezia 10 0
Jonathas / Latina 10 1
Risultati delle partite
Latina 3 Brescia 0 Cesena 2 Cittadella 2 Modena 2 Palermo 2
Padova 0 Carpi 2 Trapani 2 Novara 2 Crotone 0 Bari 1
Reggina 3 Siena 1 Spezia 2 Lanciano 1 Avellino
Varese 4 Empoli 1 Ternana 2 Juve Stabia 0 Pescara
Classifica squadre
PALERMO 50 / Empoli 46 / Lanciano 44 / Cesena 43 / Trapani, Latina 42
Avellino 41 / Spezia 40 / Crotone 39 / Carpi 38 / Brescia 37 / Siena, Varese 36
Modena, Pescara 35 / Ternana 32 / Bari 29 / Novara 28 / Cittadella 23 /
Reggina 22 / Padova 21 / Juve Stabia 15
Classifica marcatori
giocatore reti rigori
Mancosu / Trapani 19 3
Caracciolo / Brescia 15 2
Tavano / Empoli 15 2
Pavoletti / Varese 14 2
Babacar / Modena 13 4
Hernandez / Palermo 13 5
Manero / Pescara 11 3
Giannetti / Spezia 10 0
Jonathas / Latina 10 1
Lucianone
giovedì 27 febbraio 2014
Ultime notizie - dall'italia e dal Mondo / Latest news
27 febbraio '14 - giovedì 27th February / Thursday visione post - 5
Esteri - UCRAINA
Crimea: sale la tensione / Blitz armato di un commando filorusso
al Parlamento a Simferopoli / Rispunta Yanukovich: "Io il Presidente"
Il leader deposto chiede aiuto a Putin: 'combatterò fino alla fine
questa battaglia'
ALLERTA RUSSA
Italia - Politica
M5S, insulti e addii / I fedelissimi di Grillo: "Via i parassiti"
Accuse e veleni via Web nel Movimento dopo l’espulsione dei quattro dissidenti.
Sei senatori si dimettono dal Parlamento e due deputati approdano al gruppo misto:
È ormai ai livelli di guardia l’emorragia di parlamentari Cinque Stelle provocata dalle espulsioni dei quattro senatori del Movimento. Si è messa in moto una reazione a catena che, tra insulti e attacchi di basso profilo, ha portato alla decisione di sei senatori pentastellati di annunciare le loro dimissioni da Palazzo Madama. Tra di loro c’è anche un espulso, anzi l’espulso numero uno: Luis Orellana. Gli altri sono parlamentari che non erano affatto in procinto di essere sfiduciati. E che hanno però chiesto al presidente del Senato di essere rimandati a casa. Maria Mussini, Monica Casaletto, Maurizio Romani, Alessandra Bencini e Laura Bignami non hanno digerito l’operazione di «epurazione» e hanno polemicamente rassegnato le dimissioni.
FMI promuove Renzi e Padoan: "Positive le misure annunciate"
Il Fondo: disoccupazione alta, la riforma chiave è quella del lavoro
Economia - Germania
Divario ricchi poveri: è la Germania la maglia nera in Ue
Per l’istituto “Diw” è il Paese con le maggiori differenze: un quinto
delle persone non ha un patrimonio, l’1% invece è quasi milionario.
Esteri - UCRAINA
Crimea: sale la tensione / Blitz armato di un commando filorusso
al Parlamento a Simferopoli / Rispunta Yanukovich: "Io il Presidente"
Il leader deposto chiede aiuto a Putin: 'combatterò fino alla fine
questa battaglia'
ALLERTA RUSSA
I movimenti delle truppe russe al confine con l’Ucraina fanno paura a Kiev e lasciano col fiato sospesol’intera comunità internazionale. Washington e la Nato si dicono «preoccupati» per queste esercitazioni che, in un momento così delicato, fanno temere una possibile invasione dell’Ucraina, e invitano la Russia a non compiere «azioni che possano accrescere la tensione». Ma il braccio di ferro tra Ucraina e Russia per ora si gioca soprattutto in Crimea, la penisola a maggioranza russofona regalata da Krusciov alla repubblica sovietica ucraina nel 1954 e dove Mosca ha un’importante base navale (a Sebastopoli). E sono proprio i russofoni a premere per allentare i legami con il governo centrale di Kiev di un territorio che è già costituito in repubblica autonoma all’interno dell’Ucraina. Una prima importante vittoria l’hanno ottenuta questo pomeriggio, quando i deputati del parlamento locale - che pure è occupato da paramilitari – hanno indetto un referendum per dare alla Crimea maggiore autonomia: si voterà il 25 maggio, lo stesso giorno in cui sono previste le elezioni presidenziali in tutta l’Ucraina.
KIEV MINACCIATA
Ma mentre i filorussi occupano i palazzi del potere e innalzano le prime barricate, a Kiev non stanno a guardare, e oggi il ministro dell’Interno Arsen Avakov ha messo in allerta le forze di polizia, comprese quelle speciali, «per fronteggiare lo sviluppo di azioni estremiste» ed «evitare un bagno di sangue». Secondo alcuni, dietro queste azioni ci sarebbe lo stesso Cremlino. La pensa ad esempio così Refat Chubarov, presidente del Medjlis, l’assemblea che rappresenta i tatari di Crimea, un’importante minoranza etnica della penisola che appoggia in tutto e per tutto le nuove autorità di Kiev e non ne vuole sapere di Mosca. Così, mentre continuano le esercitazioni delle truppe russe al confine, il governo ucraino che si sente evidentemente minacciato fa sentire la sua voce. Oggi l’incaricato d’affari russo in Ucraina, Andrei Vorobiov (che fa le veci dell’ambasciatore richiamato a Mosca) è stato convocato al ministero degli Esteri ucraino, dove gli è stato precisato che la Russia deve astenersi dagli spostamenti dei reparti militari della flotta del Mar Nero. Non solo, ma il presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turcinov, non ha esitato a definire «aggressione» qualsiasi movimento dei militari della flotta russa in Crimea fuori delle zone prestabilite. Kiev non vuole insomma più vedere blindati russi scorrazzare nel centro di Sebastopoli, come è avvenuto qualche giorno fa. Il nuovo premier Iatseniuk ha però anche aperto a Mosca, invitando al dialogo per costruire delle buone relazioni di vicinato.
PAURA DEFAULT
E a preoccupare l’Ucraina è anche la situazione finanziaria, aggravata, secondo Iatseniuk, dal fatto che il governo del defenestrato yanukovich avrebbe sottratto 70 miliardi di dollari dalle casse dello Stato negli ultimi tre anni per trasferirli su conti all’estero. Per superare questo momento di difficoltà il capo del governo ha dovuto annunciare «decisioni impopolari sui sussidi, sulle tariffe e sui programmi sociali». In aiuto di Kiev dovrebbe arrivare un prestito del Fondo monetario internazionale, che si è detto «pronto» a rispondere a una richiesta lanciatagli dall’Ucraina.
M5S, insulti e addii / I fedelissimi di Grillo: "Via i parassiti"
Accuse e veleni via Web nel Movimento dopo l’espulsione dei quattro dissidenti.
Sei senatori si dimettono dal Parlamento e due deputati approdano al gruppo misto:
È ormai ai livelli di guardia l’emorragia di parlamentari Cinque Stelle provocata dalle espulsioni dei quattro senatori del Movimento. Si è messa in moto una reazione a catena che, tra insulti e attacchi di basso profilo, ha portato alla decisione di sei senatori pentastellati di annunciare le loro dimissioni da Palazzo Madama. Tra di loro c’è anche un espulso, anzi l’espulso numero uno: Luis Orellana. Gli altri sono parlamentari che non erano affatto in procinto di essere sfiduciati. E che hanno però chiesto al presidente del Senato di essere rimandati a casa. Maria Mussini, Monica Casaletto, Maurizio Romani, Alessandra Bencini e Laura Bignami non hanno digerito l’operazione di «epurazione» e hanno polemicamente rassegnato le dimissioni.
FMI promuove Renzi e Padoan: "Positive le misure annunciate"
Il Fondo: disoccupazione alta, la riforma chiave è quella del lavoro
Economia - Germania
Divario ricchi poveri: è la Germania la maglia nera in Ue
Per l’istituto “Diw” è il Paese con le maggiori differenze: un quinto
delle persone non ha un patrimonio, l’1% invece è quasi milionario.
In nessun altro Paese dell’Eurozona le differenze tra ricchi e poveri sono grandi quanto in Germania. Nella patria della socialdemocrazia, un quinto della popolazione non possiede alcun patrimonio, mentre l’un per cento più ricco ha immobili, azioni, assicurazioni e altro per un valore di almeno 800mila euro; il dieci per cento più ricco può contare su una ricchezza di minimo 217mila euro.
L’indice che misura le diseguaglianze, il coefficiente Gini, nel Paese di Angela Merkel, raggiunge 0,78 punti. Assieme a quello austriaco, è il valore più alto fra i Paesi della moneta unica. Il coefficiente segnala una diseguaglianza crescente man mano che si avvicina all’1. Per fare un paragone extra europeo, l’indice Gini degli Stati Uniti è ancora più alto, a quota 0,87.
Lucianone
L’indice che misura le diseguaglianze, il coefficiente Gini, nel Paese di Angela Merkel, raggiunge 0,78 punti. Assieme a quello austriaco, è il valore più alto fra i Paesi della moneta unica. Il coefficiente segnala una diseguaglianza crescente man mano che si avvicina all’1. Per fare un paragone extra europeo, l’indice Gini degli Stati Uniti è ancora più alto, a quota 0,87.
Lucianone
martedì 25 febbraio 2014
Sport - calcio / serie A - 25^ giornata 2013/14
25 febbraio '14 - martedì 25th February / Tuesday visione post - 18
Risultati delle partite
Bologna 0 Livorno 2 Chievo 2 Inter 1 Sampdoria 0
Roma 1 Verona H. 3 Catania 0 Cagliari 1 Milan 2
Udinese 1 Juventus 1 Lazio 3 Parma 2 Napoli 1
Atalanta 1 Torino 0 Sassuolo 2 Fiorentina 2 Genoa 1
Classifica squadre
JUVENTUS 66 / Roma 57 / Napoli 51 / Fiorentina 45 / Inter 40 / Verona H. 39 /
Parma 37 / Torino 36 / Milan, Lazio 35 / Genoa 32 / Udinese, Samp, Atalanta 28 /
Cagliari 25 / Chievo, Bologna 21 / Livorno 20 / Catania 19 / Sassuolo 17
Classifica marcatori
Giocatore Reti rigori
Tevez / Juventus 14 1
Rossi / Fiorentina 14 5
Immobile / Torino 13 0
Toni / Verona H. 13 1
Higuain / Napoli 13 4
Berardi / Sassuolo 12 5
Palacio / Inter 11 0
Vidal / Juventus 11 2
Gilardino / Genoa 11 4
Cerci / Torino 11 5
Lucianone
Risultati delle partite
Bologna 0 Livorno 2 Chievo 2 Inter 1 Sampdoria 0
Roma 1 Verona H. 3 Catania 0 Cagliari 1 Milan 2
Udinese 1 Juventus 1 Lazio 3 Parma 2 Napoli 1
Atalanta 1 Torino 0 Sassuolo 2 Fiorentina 2 Genoa 1
Classifica squadre
JUVENTUS 66 / Roma 57 / Napoli 51 / Fiorentina 45 / Inter 40 / Verona H. 39 /
Parma 37 / Torino 36 / Milan, Lazio 35 / Genoa 32 / Udinese, Samp, Atalanta 28 /
Cagliari 25 / Chievo, Bologna 21 / Livorno 20 / Catania 19 / Sassuolo 17
Classifica marcatori
Giocatore Reti rigori
Tevez / Juventus 14 1
Rossi / Fiorentina 14 5
Immobile / Torino 13 0
Toni / Verona H. 13 1
Higuain / Napoli 13 4
Berardi / Sassuolo 12 5
Palacio / Inter 11 0
Vidal / Juventus 11 2
Gilardino / Genoa 11 4
Cerci / Torino 11 5
Tecnologia / internet - Mangiare la password
25 febbraio '14 - martedì 25th February / Tuesday visione post - 5
Ci si incorpora la password. Come?
Ingoiando una pillola
(da 'il venerdì di Repubblica' - 10 gennaio '14 / Miti D'Oggi - Marino Niola)
Non riuscite a entrare nella vostra casella di posta? Il vostro conto online
vi nega l'accesso perchè avete dimenticato la password? Nessun problema.
Basta prendere una pillola e la dannata formula alfanumerica apparirà
per magia sul telefonino. E tutto grazie alla Edible password pill, la me-
moria da assumere ogni mattina per via orale.
Brevettata da Motorola, la capsula è entrata di prepotenza nella classifica
delle invenzioni dell'anno stilata da Time e da Qualcomm. Si prende ap-
pena svegli e il chip si accende con i succhi gastrici. Una volta attivata la
pastiglia emette un segnale specifico da 18 bit, simile a quello dell'elettro-
cardiogramma, che può essere captato dallo smartphone o dal computer.
E poichè Motorola appartiene a Google, molto presto accedere alla propria
casella gmail diventerà facile come mandar giù una compressa. Sono poi
in arrivo anche tatuaggi elettronici per aprire in un lampo ogni cancello
virtuale e nessun Login sarà più un problema.
La pillola hi-tech , di fatto, trasforma il nostro stomaco in un hard disk
esterno. O meglio interno. A riprova che i progressi della tecnologia ci
rendono sempre più ibridi. Modificano i confini del corpo, rimettono in
questione il rapporto tra natura e cultura. Con la somatizzazione progres-
siva del digitale che fa tutt'uno con la natura vivente. Così la connessione
permanente diventa tessuto connettivo, trasformando ciascuno di noi nel
dispositivo di se stesso. E poichè il chip prende il posto di funzioni menta-
li come il ricordo, la memoria remota si trasforma in intermittenza del cuore.
E' la ricerca del tempo perduto 2.0. Ma più che a Proust fa pensare a Mary
Poppins.
Lucianone
Ci si incorpora la password. Come?
Ingoiando una pillola
(da 'il venerdì di Repubblica' - 10 gennaio '14 / Miti D'Oggi - Marino Niola)
Non riuscite a entrare nella vostra casella di posta? Il vostro conto online
vi nega l'accesso perchè avete dimenticato la password? Nessun problema.
Basta prendere una pillola e la dannata formula alfanumerica apparirà
per magia sul telefonino. E tutto grazie alla Edible password pill, la me-
moria da assumere ogni mattina per via orale.
Brevettata da Motorola, la capsula è entrata di prepotenza nella classifica
delle invenzioni dell'anno stilata da Time e da Qualcomm. Si prende ap-
pena svegli e il chip si accende con i succhi gastrici. Una volta attivata la
pastiglia emette un segnale specifico da 18 bit, simile a quello dell'elettro-
cardiogramma, che può essere captato dallo smartphone o dal computer.
E poichè Motorola appartiene a Google, molto presto accedere alla propria
casella gmail diventerà facile come mandar giù una compressa. Sono poi
in arrivo anche tatuaggi elettronici per aprire in un lampo ogni cancello
virtuale e nessun Login sarà più un problema.
La pillola hi-tech , di fatto, trasforma il nostro stomaco in un hard disk
esterno. O meglio interno. A riprova che i progressi della tecnologia ci
rendono sempre più ibridi. Modificano i confini del corpo, rimettono in
questione il rapporto tra natura e cultura. Con la somatizzazione progres-
siva del digitale che fa tutt'uno con la natura vivente. Così la connessione
permanente diventa tessuto connettivo, trasformando ciascuno di noi nel
dispositivo di se stesso. E poichè il chip prende il posto di funzioni menta-
li come il ricordo, la memoria remota si trasforma in intermittenza del cuore.
E' la ricerca del tempo perduto 2.0. Ma più che a Proust fa pensare a Mary
Poppins.
Lucianone
lunedì 24 febbraio 2014
Economia / politica - Uno sguardo al Sudamerica
24 febbraio '14 - lunedì 24th February / Monday visione post - 6
( da 'la Repubblica' - 18/02/'14 - di Moisés Naìm )
Sorpresa Sudamerica
In Venezuela ammazzano gli studenti e il Governo chiude una rete televisiva che ha osato
trasmettere le proteste di piazza. L'Argentina continua a correre senza freni verso il preci-
pizio economico. I presidenti di tutta l'America Latina si sono riuniti in un vertice demo-
cratico... all'Avana. L'economia brasiliana è entrata in recessione e il 2014 sarà il quarto
anno consecutivo di crescita economica fiacca. I brasiliani ultimamente scendono in stra-
da non per ballare, ma per protestare. Nel 2013 il Paese carioca ha subito la più grande
fuga di capitali da oltre un decennio. E' il segnale che la festa è finita per l'America lati-
na? No.
Mentre le cattive notizie in arrivo da quella regione si accavallano, questa settimana quat-
tro presidenti latinoamericani si sono riuniti a Cartagena, in Colombia, per dare vita a un
patto economico. Si chiama Alleanza del Pacifico e ne fanno parte Messico, Colombia, Pe-
rù e Cile. Si sarebbe tentati di ignorare la notizia e pasare ad altro. Che può esserci di più
noioso di un vertice di capi di Stato? E chi è l'ingenuo che può credere alle promesse di
presidenti che cercano di dimostrare quanto è stata importante la loro riunione quando in
realtà, di norma, questi eventi servono solo a ingrassare le società che organizzano ricevi-
menti? Non c'è da stupirsi, quindi, che pochi si siano accorti dell'esistenza di questa Al-
leanza del Pacifico. e che quelli che se ne sono accorti l'abbiano ignorata.
Stavolta, però, potrebbe esere un errore non prendere sul serio questo tentativo di integra-
re le quattro economie di maggior successo dell'America Latina. Messico, Colombia, Perù
e Cile sono i Paesi con la migliore crescita economica e l'inflazione più bassa di tutta la
regione. Complessivamente rappresentano il 36 percento dell'economia dell'America La-
tina, il 50 percento di tutto il suo commercio internazionale e il 41 percento di tutti gli in-
vestimenti esteri. Se questa economi fosse un Paese, sarebbe l'ottava economia mondiale e
la settima potenza esportatrice. I quattro Paesi che ne fanno parte sono in cima alle clas-
sifiche di competitività dell'America Latina. Considerando che l'interscambio fra di loro
rappresenta appena il 4 percento del loro commercio totale, è evidente che le potenzialità
di sviluppo sono colossali. - Da questo punto di vista l'Alleanza del Pacifico no rappre-
senta certo una novità: l'America Latina ha una lunga storia di progetti di integrazione
economica animati da grandi speranze ma che alla fine si sono risolti in un insuccesso.
Il Mercosur è un buon esempio in tal senso: quando, nel 1991, l'Argentina, il Brasile,
il Paraguay e l'Uruguay annunciarono l'unione delle loro economie ci fu un grande en-
tusiasmo. Le potenzialità insite nell'unione di due colossi come il Brasile e l'Argentina
erano evidenti. Ma i risultati, purtroppo, non sono stati all'altezza: dopo oltre un decen-
nio, il commercio tra i membri del Mercosur rappresenta un misero 15 percento del loro
commercio totale (contro il 20 per cento dell'interscambio con l'Europa e il 14 percento
di quello con la Cina). - L'Alleanza del Pacifico non è stata ben accolta dai leader del
Mercosur e di altri blocchi regionali. Il boliviano Evo Morales, per esempio, ha dichia-
rato che è una cospirazione ordita a Washington per dividere la regione. Rafael Correa,
il presidente ecuadoriano, l'ha liquidata così: "Più neoliberismo, più libero scambio".
In Brasile Lula da Silva ha dichiarato che è un tentativo di resuscitare l'aborrito Con-
senso di Washington, mentre l'ex ministro degli Esteri Antònio Patriota ha detto che è
"solo marketing , una nuova confezione per un prodotto vecchio". Marco Aurélio Gar-
cia, il principale consigliere internazionale di Dilma Rousseff, l'ha definita "irrilevan-
te". Come rispondono i quattro presidenti dell' Alleanza? "Noi non siamo contro nes-
suno. E' un'alleanza economica, non un'iniziativa politica"., ha detto il presidente co-
lombiano , Juan Manuel Santos. "Abbiamo una visione comune sulla gestione dell'eco-
nomia, un approccio comune verso gli investimenti esteri e rispettiamo la proprietà pri-
vata". - La risposta più forte, però, l'hanno data forse con le decisioni che hanno as-
sunto. I quattro Paesi hanno già eliminato i dazi doganali sul 92 per cento dei prodotti
e hanno eliminato la necessità di visti per chi viaggia per promuovere commercio e inve-
stimenti. Hanno creto le condizioni per integrare le loro Borse valori e in diversi Paesi
le quattro nazioni sono rappresentate da un'unica sede diplomatica.
Continua... to be continued...
( da 'la Repubblica' - 18/02/'14 - di Moisés Naìm )
Sorpresa Sudamerica
In Venezuela ammazzano gli studenti e il Governo chiude una rete televisiva che ha osato
trasmettere le proteste di piazza. L'Argentina continua a correre senza freni verso il preci-
pizio economico. I presidenti di tutta l'America Latina si sono riuniti in un vertice demo-
cratico... all'Avana. L'economia brasiliana è entrata in recessione e il 2014 sarà il quarto
anno consecutivo di crescita economica fiacca. I brasiliani ultimamente scendono in stra-
da non per ballare, ma per protestare. Nel 2013 il Paese carioca ha subito la più grande
fuga di capitali da oltre un decennio. E' il segnale che la festa è finita per l'America lati-
na? No.
Mentre le cattive notizie in arrivo da quella regione si accavallano, questa settimana quat-
tro presidenti latinoamericani si sono riuniti a Cartagena, in Colombia, per dare vita a un
patto economico. Si chiama Alleanza del Pacifico e ne fanno parte Messico, Colombia, Pe-
rù e Cile. Si sarebbe tentati di ignorare la notizia e pasare ad altro. Che può esserci di più
noioso di un vertice di capi di Stato? E chi è l'ingenuo che può credere alle promesse di
presidenti che cercano di dimostrare quanto è stata importante la loro riunione quando in
realtà, di norma, questi eventi servono solo a ingrassare le società che organizzano ricevi-
menti? Non c'è da stupirsi, quindi, che pochi si siano accorti dell'esistenza di questa Al-
leanza del Pacifico. e che quelli che se ne sono accorti l'abbiano ignorata.
Stavolta, però, potrebbe esere un errore non prendere sul serio questo tentativo di integra-
re le quattro economie di maggior successo dell'America Latina. Messico, Colombia, Perù
e Cile sono i Paesi con la migliore crescita economica e l'inflazione più bassa di tutta la
regione. Complessivamente rappresentano il 36 percento dell'economia dell'America La-
tina, il 50 percento di tutto il suo commercio internazionale e il 41 percento di tutti gli in-
vestimenti esteri. Se questa economi fosse un Paese, sarebbe l'ottava economia mondiale e
la settima potenza esportatrice. I quattro Paesi che ne fanno parte sono in cima alle clas-
sifiche di competitività dell'America Latina. Considerando che l'interscambio fra di loro
rappresenta appena il 4 percento del loro commercio totale, è evidente che le potenzialità
di sviluppo sono colossali. - Da questo punto di vista l'Alleanza del Pacifico no rappre-
senta certo una novità: l'America Latina ha una lunga storia di progetti di integrazione
economica animati da grandi speranze ma che alla fine si sono risolti in un insuccesso.
Il Mercosur è un buon esempio in tal senso: quando, nel 1991, l'Argentina, il Brasile,
il Paraguay e l'Uruguay annunciarono l'unione delle loro economie ci fu un grande en-
tusiasmo. Le potenzialità insite nell'unione di due colossi come il Brasile e l'Argentina
erano evidenti. Ma i risultati, purtroppo, non sono stati all'altezza: dopo oltre un decen-
nio, il commercio tra i membri del Mercosur rappresenta un misero 15 percento del loro
commercio totale (contro il 20 per cento dell'interscambio con l'Europa e il 14 percento
di quello con la Cina). - L'Alleanza del Pacifico non è stata ben accolta dai leader del
Mercosur e di altri blocchi regionali. Il boliviano Evo Morales, per esempio, ha dichia-
rato che è una cospirazione ordita a Washington per dividere la regione. Rafael Correa,
il presidente ecuadoriano, l'ha liquidata così: "Più neoliberismo, più libero scambio".
In Brasile Lula da Silva ha dichiarato che è un tentativo di resuscitare l'aborrito Con-
senso di Washington, mentre l'ex ministro degli Esteri Antònio Patriota ha detto che è
"solo marketing , una nuova confezione per un prodotto vecchio". Marco Aurélio Gar-
cia, il principale consigliere internazionale di Dilma Rousseff, l'ha definita "irrilevan-
te". Come rispondono i quattro presidenti dell' Alleanza? "Noi non siamo contro nes-
suno. E' un'alleanza economica, non un'iniziativa politica"., ha detto il presidente co-
lombiano , Juan Manuel Santos. "Abbiamo una visione comune sulla gestione dell'eco-
nomia, un approccio comune verso gli investimenti esteri e rispettiamo la proprietà pri-
vata". - La risposta più forte, però, l'hanno data forse con le decisioni che hanno as-
sunto. I quattro Paesi hanno già eliminato i dazi doganali sul 92 per cento dei prodotti
e hanno eliminato la necessità di visti per chi viaggia per promuovere commercio e inve-
stimenti. Hanno creto le condizioni per integrare le loro Borse valori e in diversi Paesi
le quattro nazioni sono rappresentate da un'unica sede diplomatica.
Continua... to be continued...
venerdì 21 febbraio 2014
Sport - calcio / serie A - 24^ giornata 2013/14
21 febbraio - venerdì 21st February / Friday visione post - 3
Risultati delle partite
Milan 1 Fiorentina 1 Catania 3 Atalanta 0 Cagliari 1
Bologna 0 Inter 2 Lazio 1 Parma 4 Livorno 2
Genoa 3 Juventus 3 Sassuolo 0 Roma 3 Verona H. 1
Udinese 3 Chievo 1 Napoli 2 Sampdoria 0 Torino 3
Classifica
JUVENTUS 63 / Roma 54 / Napoli 50 / Fiorentina 44 / Inter 39 /
Parma, Torino, Verona H. 36 / Milan, Lazio 32 / Genoa 31 / Sampdoria 28 /
Udinese, Atalanta 27 / Cagliari 24 / Bologna 21 / Livorno 20 / Catania 19 /
Chievo 18 / Sassuolo 17
Continua... to be continued...
Risultati delle partite
Milan 1 Fiorentina 1 Catania 3 Atalanta 0 Cagliari 1
Bologna 0 Inter 2 Lazio 1 Parma 4 Livorno 2
Genoa 3 Juventus 3 Sassuolo 0 Roma 3 Verona H. 1
Udinese 3 Chievo 1 Napoli 2 Sampdoria 0 Torino 3
Classifica
JUVENTUS 63 / Roma 54 / Napoli 50 / Fiorentina 44 / Inter 39 /
Parma, Torino, Verona H. 36 / Milan, Lazio 32 / Genoa 31 / Sampdoria 28 /
Udinese, Atalanta 27 / Cagliari 24 / Bologna 21 / Livorno 20 / Catania 19 /
Chievo 18 / Sassuolo 17
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giovedì 20 febbraio 2014
Riflessioni - Politica / Già tutto deciso prima
20 febbraio '14 - giovedì 2'th February / Thursday
Una larga minoranza di parlamentari e di intellettuali
si sta battendo contro l'acquisto di nuovi caccia F35, chiedendo che quei miliardi di euro
siano destinati a interventi sociali: per esempio, mettere a norma le scuole pericolanti.
(Analogo proposito venne espresso in campagna elettorale da Bersani, non so con quale e quanto
giubilo da parte dell'intero partito, come è noto non compattiissimo quando sente odore di scelte
ritenute "troppo radicali"). - Sottoscrivo con convinzione. Ma nella certezza della sconfitta.
Ostano, ovviamente, impedimenti tecnico-amministrativi (contratti già firmati, per esempio).
Ma più ancora osta (è di ostacolo, impedimento) la rassegnata rigidità che il corso della po-
litica ha via via assunto. Non so se chiamarlo "pensiero unico"; certamente è la progressiva
scomparsa di ogni conflitto - dunque di ogni possibilità di scelta - dal nostro orizzonte politi-
co. E' come se tutto fosse già determinato da tecnocrazie e lobbies e oligarchie che sanno,
loro sì, quel che ci serve e quello che non ci serve. Sono quelli che hanno già firmato
(anche per nostro conto) i contratti. Mi chiedo quando, se e come ci troveremo nuovamen-
te di fronte alla facoltà di scegliere qualcosa.
(da 'la Repubblica' - 15 giugno 2013 - L'AMACA / Michele Serra)
Lucianone
.
Una larga minoranza di parlamentari e di intellettuali
si sta battendo contro l'acquisto di nuovi caccia F35, chiedendo che quei miliardi di euro
siano destinati a interventi sociali: per esempio, mettere a norma le scuole pericolanti.
(Analogo proposito venne espresso in campagna elettorale da Bersani, non so con quale e quanto
giubilo da parte dell'intero partito, come è noto non compattiissimo quando sente odore di scelte
ritenute "troppo radicali"). - Sottoscrivo con convinzione. Ma nella certezza della sconfitta.
Ostano, ovviamente, impedimenti tecnico-amministrativi (contratti già firmati, per esempio).
Ma più ancora osta (è di ostacolo, impedimento) la rassegnata rigidità che il corso della po-
litica ha via via assunto. Non so se chiamarlo "pensiero unico"; certamente è la progressiva
scomparsa di ogni conflitto - dunque di ogni possibilità di scelta - dal nostro orizzonte politi-
co. E' come se tutto fosse già determinato da tecnocrazie e lobbies e oligarchie che sanno,
loro sì, quel che ci serve e quello che non ci serve. Sono quelli che hanno già firmato
(anche per nostro conto) i contratti. Mi chiedo quando, se e come ci troveremo nuovamen-
te di fronte alla facoltà di scegliere qualcosa.
(da 'la Repubblica' - 15 giugno 2013 - L'AMACA / Michele Serra)
Lucianone
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