domenica 18 agosto 2013

Società - Un mondo troppo piccolo

18 agosto '13 - domenicq             18th August / Sunday                       visioni post - 6

(da 'il Venerdì di Repubblica' - 14 luglio 2006 - Giorgio Bocca, rubrica Fatti nostri)
Un mondo troppo piccolo per tutti noi
Il nostro Federico Rampini che da parecchi anni insegue per il vasto mondo il dio 
progresso, arrivato  in Cina  ha dovuto  gettare la spugna. Anche questo  Oriente 
estremo ci ha tradito, anche il dio dei draghi che sputano fuoco e del libretto ros-
so, del filantropo assassino Mao. Nelle città cinesi non si respira più, le multina-
zionali studiano la rotazione dei loro impiegati per non dover pagare i danni al-
tissimi alla loro salute, la nube dell'inquinamento fa del giorno un continuo cre-
puscolo rossastro, il cerchio infernale si sta chiudendo.   Un'umanità asfissiata, 
sudata, allergica a tutti i veleni si muove fra stanchezza e tossi bronchitiche.
I governi più efficienti, le organizzazioni sanitarie più avanzate, i sociologi più
profetici si ritrovano accomunati nella ineluttabilità del fatto compiuto che so-
lo qualche decennio fa sembrava lontanissimo e che ora è sotto gli occhi di tutti.
Il mondo è troppo piccolo per tutti noi e per i nostri consumi.
Oggi la corsa all'autodistruzione della specie - di cui profetavano come dei maniaci
i Buzzati e i Peccei e di cui noi cronisti avevamo vaghe percezioni - è visibile, tangi-
bile dietro ogni angolo, in una serie di pieni e vuoti da infarto. A seguire ogni fine
settimana questo alternarsi di corse verso l'asfissia e di fughe sempre più faticose
dalla medesima, si ha chiara la certezza che i tempi della sussistenza, da corti, si
van facendo cortissimi.
Non si vedono ripari possibili. Una domenica sono stato trascinato da amici e pa-
renti in una di quelle valli appenniniche , fra Parma e Chiavari, dove pochi anni
fa salivano solo i pensionati dell'Inps per la cura delle acque diuretiche. Ora so-
no strapiene di auto giganti, di folle colorate che divorano tonnellate di brasati.
Gente venuta qui  per la gioia  delle montagne, che sarebbero dei cocuzzoli  sui 
mille metri, senza un albero, , con vista di altri cocuzzoli. E anche in questi vil-
laggi sperduti si fanno code ai ristoranti, ai cessi, ai bar, ai distributori di ben-
zina finchè arriva l'ora di ridiscendere nella grande valle dl Po, dove nei piaz-
zali di sosta, davanti agli autogrill, si accalca una umanità sudata, sfinita, che
non fa in tempo a rifocillarsi in un salone delle vendite ed è già pronta a reim-
mettersi  nella fiumana dei veicoli. E per fortuna che, alla stazione autostrada-
le di Milano, hanno èpredisposto cento uscite per il tratto finale, che è di pura
angoscia perchè non sai come si troverà una strada per tutti, una casa per tut-
ti, nel formicaio urbano. E così la prossima domenica, fino al blackout totale.





Lucianone

Sport - calcio / Coppa Italia 2013/14

18 agosto '13 - domenica         18th August / Sunday                     visioni post - 6

Risultati del Terzo turno
Palermo  -  Verona            0 - 1
Torino  -  Pescara              1 . 2
Cagliari  -  Frosinone         1 - 2
Sampdoria - Benevento     2 - 0
Spezia  -  Genoa                5 - 4 
Chievo  -  Empoli               2 - 0
Livorno  -  Siena               0 - 1
Bologna  -  Brescia           1 - 0
Novara  -  Sassuolo          1 - 3
Parma  -  Lecce                4 - 0
Trapani  -  Padova            1 -0
Avellino  -  Cesena           1 - 0
Reggina  -  Crotone          1 - 0
Juve Stabia - Varese        4 - 5

Palermo - Verona  0 -1
Al Verona basta un tiro per passare il turno. E' di Toni il gol decisivo che
affossa l'amico Gattuso.  /  Il Palermo ha reclamato un rigore per fallo di 
Laner e Gattuso viene espulso per proteste / Il Palermo finisce in 10 per
il rosso a Bacinovic nel recupero della ripresa.
Il Palermo gioca, colpisce un palo e una traversa ma va fuori dalla Coppa Italia.
Il verona segna un gol sull'unica vera azione offensiva del primo tempo e "specu-
la " per tutto il resto della partita, portando a casa  una qualificazione  che non
meritava.. C'è di tutto...: emozioni, la prima sconfitta e anche la prima espulsio-
ne di Gattuso ( al 27' della ripresa dopo un tocco di mano in area veronese, Rin-
ghio s'è lasciato andare e Guida non l'ha perdonato).




Torino - Pescara  1 - 2
Il Pescara avanti col gol fantasma ma il Toro non c'è.
Il Pescara ha vinto a Torino giocando senza l'attacco titolare e con il portiere
di riserva: decisivo un tiro di Ragusa che dopo un'ora di partita si è accentra-
to da sinistra e ha calciato da fuori area. La palla ha colpito la traversa ed è 
rimbalzata fuori, secondo l'arbitro Massa dopo aver superato la linea.

Sampdoria - Benevento  2 - 0
Vola la baby Samp con regini ispiratore e Gabbiadini a segno 2 volte. Ma il
pressing dei campani frena i blucerchiati per un'ora.

Continua... to be continued...


Istruzione-Tecnologia - Era digitale / capire la Net economy (3)

18 agosto '13 - domenica             18th August / Sunday              visioni post - 14

Maschera
Schema che viene visualizzato su una pagina web per permettere
all'utente  di immettere  e  modificare informazioni in un archivio
elettronico.

Mass customization (personalizzazione di massa)

Modalità innovativa di concepire la produzione di beni per il mercato
di massa, si basa sul passaggio  da una fase di produzione di massa a
una di personalizzazione di massa.
Internet consente infatti di instaurare un rapporto interattivo con i
consumatori e di personalizzare l'offerta sulla base delle esigenze
specifiche dei singoli clienti.

Mass individualization
Processo di adattamento dei prodotti ai bisogni dei diversi consumatori
tramite il coinvolgimento del consumatore stesso: ogni cliente è raggiunto
con offerte differenti e messaggi specifici, che si basano  sulle transazioni
effettuate in passato.

Masterizzatore
Dispositivo hardware che consente di memorizzare dati digitali su 
memoria ottica.

m-banking (mobile banking)
Servizio bancario che consente ai clienti di utilizzare un apparecchio
telefonico mobile per effettuare le operazioni tradizionalmente svol-
te allo sportello, ad esempio la consultazione del conto corrente e
della quotazione dei cambi.

Mbps (Megabit per secondo)
Unità di misura della velocità di trasmissioni dati. E' multiplo del bit
per second (bps); equivale a 1.048.576 bit di dati trasmessi al secondo.

Mbs (Mobile broadband system)
Sistema di comunicazione mobile ad ampia banda. E' finalizzato a fornire
all'utente mobile gli stessi servizi disponibili sulla rete fissa, oltre a quelli 
tipici delle reti mobili.

Lucianone

giovedì 15 agosto 2013

Sport - Mosca / Mondiali di atletica

15 agosto '13  -  giovedì           15th August / Thursday                  visioni post - 16

SALTO IN ALTO

Bondarenko oro super: vola a 2,41 
Poi prova il record a 2,46 e lo fallisce ma di pochissimo. 
L’ucraino manca di pochissimo il 2,46 
che sarebbe valso il primato. Protagonista di una gara memorabile.

E quando salta chiede il silenzio.

Bohdan Bondarenko


(da La Stampa - Sport / Giulia Zonca da Mosca)
L’ultima volta che Bohdan Bondarenko ha corteggiato il record del mondo, giusto un mese fa, ha chiesto l’asticella a 2,47, ben due cm sopra una misura già assurda. Ha tentato la fortuna: 247 è la combinazione della serratura di casa sua. Qui però siamo a un Mondiale e stavolta, dopo l’oro da vertigine vinto con classe, è più razionale. Tenta di scassinare il 2,46 che vale un posto nella storia, non ci riesce ma dopo la gara di stasera è di certo lui che ha in mano il codice del cielo. Deve solo provarci ancora. 
C’è una macchia di pubblico gialla e blu che fa il tifo per lui, l’Ucraina si è disposta in curva: formazione a bandiera e l’obiettivo è di urlare più dei russi, di fare più baccano di quello che c’era per Yelena Isinbayeva. Ma Bondarenko è l’opposto della zarina, è uno che improvvisa, non segue copioni e infatti zittisce il pubblico a ogni turno: lui vuole il silenzio quando salta. 

Si presenta in finale con le scarpe bicolori (una gialla e una rossa), entra in gara a 2,29, ancora in tuta e passa il turno successivo perché sa di voler esagerare: deve conservare le energie. Azzarda, inventa ed emoziona perché a 2,35 salta tanto in alto da dare l’idea che il record sia davvero possibile. Qui non si parla di un primato normale, il limite dell’alto è un miraggio. Datato 1993 e fissato dal cubano Javier Sotomayor, un artista della disciplina, a 2,45, una misura che ormai sembrava impossibile. Bondarenko l’ha avvicinata a Losanna, in luglio, quando è salito fino a 2,41, una quota che nessuno toccava più dal 1994. A Mosca fa il bis e oltrepassa l’asticella fissata a 2,41 con un solo errore sulle spalle: è il salto che vale l’oro. Barshim (Qat) e Drouin (Can) lo hanno seguito sino a lì e si sono già dovuti arrampicare per riuscirci. In un tentativo disperato Barshim salta un giro e chiede i 2 metri e 44, prova a forzare. Troppo.  

L’ucraino, 23 anni, arriva a questo successo dopo una strana carriera che stava per finire nel 2009 per colpa di un infortunio. Doveva operarsi al piede di stacco, affare delicato, uno di quei problemi che possono farti smettere anche quando puoi permetterti le migliori cure e lui non se ne poteva permettere nessuna. I soldi li ha messi il suo manager, ha investito nel talento e ora si trova un atleta che vale oro. 

Bondarenko avvicina il suo mito, Vladimir Jaščenko, uno capace di fissare un record del mondo (2,33 nel 1977) a 18 anni e ancora con il salto ventrale. Era un altro fuori dal coro, negli Anni dell’Unione Sovietica e dell’atletica militare portava i capelli lunghi e stava per i fatti suoi: “Un idolo vero, mi hanno così tanto parlato di lui che solo l’idea di essere accostato al suo nome mi emoziona”. Ora non è solo un paragone suggestivo, è vero legame. Una successione ereditaria tra i re del salto in alto. 

RISULTATI 
Alto M.: 1.Bondarenko (Ukr) 2,41, 2.Barshim (Qat) 2,38, Drouin (Can) 2,38. 
Triplo F.: 1.Ibarguen (Col) 14,85, 2.Koneva (Rus) 14,81, Saladuha (Ukr) 14,65. 
3000 siepi M.: 1.Kemboi (Ken) 8’06”01, 2.Kipruto (Ken) 8’06”37, Mekhissi (Fra) 8’07”86. 
400hs F.: 1.Hejnova (Cze) 52”83, 2.Muhammad (Usa) 54”09, 3.Demus (Usa) 54”27. 
400hs M.: 1.Gordon (Tri) 47”69, 2.Tinsley (Usa) 47”70, 3.Bekric (Srb) 48”05 


Alessia Trost  si prende la finale del salto in alto
La 20enne azzurra prepara l’assalto
a una medaglia: «Resta qualcosa 
da sistemare, ma posso farcela»

Alessia Trost aveva detto che bisognava evitare gli errori e si è qualificata alla finale dell’alto con un percorso netto.  
“Tutto tranquillo: mi sentivo bene e avevo sensazioni diverse rispetto alle ultime gare, soprattutto di testa, non sono andata in gara con pressioni e ho ridotto al minimo quella interna: ho domato le ansie. Vediamo di continuare così”. 
Alessia Trost ha vinto l'oro europeo under 23 

Lucianone


ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

15 agosto '13 - giovedì            15th August / Thursday

EGITTO  -  Crisi egiziana
Barricate pro Morsi, assalto al governatore di Giza. Almeno
638 i morti accertati. Si temono nuove stragi.
Gli Usa annullano esercitazioni militari comuni.

Il Cairo - Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce stanotte per discutere la situazione in Egitto. Scontri fra dimostranti pro-Morsi e polizia ad Alessandria. Centinaia di sostenitori dei Fratelli musulmani hanno assaltato e dato fuoco al palazzo del governatorato a Giza. Almeno 3.000 Fratelli musulmani hanno eretto nuove barricate a Ebeid Street, a Il Cairo. Aumenta la pressione sulla Casa Bianca, il NYT invita Obama a prendere le distanze dai generali egiziani. E il presidente rilascia una dichiarazione da Martha’s Vineyard, Massachusetts. Obama prende posizione e condanna le violenze. Cadaveri ammassati nella moschea

 Convocato l'ambasciatore egiziano a Roma
Bonino: in Egitto repressione brutale e inaccettabile.
Lo stato di emergenza in Egitto deve cessare al più presto e ci vuole il massimo autocontrollo da parte delle forze di sicurezza. Lo ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino all'ambasciatore egiziano Amr Mostafa Kamal Helmy, convocato oggi alla Farnesina.

Vaticano
Il Papa prega per l'Egitto
Castel Gandolfo
"Preghiamo insieme per la pace, il dialogo e la riconciliazione in quella cara terra e nel mondo intero". Così il Papa prima dell'Angelus da Castelgandolfo


ROMA
Grillo: Napolitano si dimetta e si torni al voto
"Rideremo come bambini quando ci sarà la nuova liberazione, come i nostri nonni in un lontano 25 aprile"
"Questa lunga agonia non è più tollerabile. Napolitano, il garante dello status quo, si dimetta, si elegga un nuovo presidente della Repubblica e si vada alle elezioni". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog. "Rideremo come bambini quando ci sarà la nuova liberazione, come i nostri nonni in un lontano 25 aprile". Scrive Grillo: "Siamo a Ferragosto. Il sole brilla, ma il cielo ci appare plumbeo, grigio, spento come nei pomeriggi di smog d'inverno in città. Cosa sono quelle facce? Quelle smorfie da depressi? Non fate così. Non buttatevi giù. Cambiare si può. Siamo dentro un incubo, ma dagli incubi ci si sveglia al mattino. Dopo la notte arriva sempre l'alba, Queste maschere di cartone che popolano la nostra vita sono destinate a sbiadirsi, a scomparire persino nel ricordo. ''Berlusconi chi? Letta chi? Finocchiaro chi? Brunetta chi?'' ci chiederemo tra pochi anni

Roma  -  Bilancio di ferragosto del Viminale
Alfano: Lampedusa è frontiera europea
Omicidi: il 30% delle vittime è donna
"Non si può considerare la questione dell'immigrazione a Lampedusa come una questione nazionale. La gestione di quella frontiera deve essere comune all'Europa". Questo l'appello all'Unione europea lanciato dal ministro dell'Interno Angelino Alfano nella conferenza stampa di Ferragosto.

Lucianone

Società - Italia / Papa Francesco, i migranti e i due volti di Lampedusa

15 agosto '13  -  giovedì              15th August / Thursday                 visioni post - 7

Prima della Via Crucis in Brasile, dove Papa Francesco era andato
accolto da una marea di giovani a Rio e sulle spiagge di Capocabana,
il pontefice argentino si era recato, come prima visita importante al-
l'isola di Lampedusa, e qui aveva rivolto le sue preghiere ai tanti mi-
granti travolti dalle onde del mare nelle loro traversate e poco prima
o durante gli sbarchi sulle coste calabresi e siciliane.
Ho recuperato al riguardo un articolo interessante che affronta questo 
tema tanto attuale e con tutti i problemi ancora irrisolti che implica.
(Lucianone)

(da 'Correiere della Sera - Sette' - 19/07/2013 / dalla Rubrica
"Italia sì, Italia no"  -  Aldo Cazzullo)
I due volti di Lampedusa
Papa Francesco fa bene a piangere i morti e a scuotere le nostre
coscienze. Ma noi facciamo bene a fermare il traffico di esseri umani.
Sì, ma -
Non era difficile prevedere che Francesco sarebbe stato un Papa dolce e insieme
duro, esigente. Conservatore in dottrina, scontenterà la sinistra. Rivoluzionario
nell'approccio con i simboli e con il potere, ha già scontentato la destra. C'era
bisogno di un Papa che non arrivasse in Mercedes scortato da porporati in Mer-
cedes, che non assistesse ai concerti assiso sul trono circondato da cortigiani,
che riavvicinasse la Chiesa al suo popolo.
La scelta di cominciare da Lampedusa il lungo viaggio nel mondo è dirompente.
Ci mette di fronte al nostro cinismo. Francesco ha ragione: i morti di Lampedu-
sa non fanno più notizia, e per rendercene conto non occorre telefonare a qual-
che poveraccio leghista in cerca di visibilità, basta interpellare le nostre coscien-
ze.  La tragedia dei poveri  che bussano  alla porta della nostra ricchezza  non è 
inferiore alla commedia di noi che abbiamo casa, riscaldamento, macchina e te-
lefonino e piangiamo miseria. Insomma questo Papa mi piace moltissimo, anzi
sempre di più. Proprio per questo, mi sento libero di fare alcune considerazioni.
Non condivido le critiche al suo viaggio a Lampedusa, nè quelle miserabili, ti-
po "pensi piuttosto ai poveri italiani", nè quelle argomentate. Ma criticare  un
Papa non è lesa maestà. In una società libera e democratica non esistono auto-
rità al di sopra della pubblica opinione, e quindi non esposte a critica.   Nella
gerarchia ecclesiastica il Pontefice è sovrano assoluto, ma nella vita pubblica
può essere elogiato o criticato.
Per quanto riguarda Lampedusa, il Papa fa bene a piangere i morti e a scuo-
terci. Allo stesso modo, nel suo campo, Mimmo Paladino ha fatto bene a scol-
pire la porta d'Europa. - Ma va detto con altrettanta forza che il divario  tra
Nord e Sud del mondo non si colma salendo su un barcone, mettendo la pro-
pria vita e quella dei propri cari nelle mani degli scafisti, cioè di abietti mer-
canti di carne umana, e affidandosi ai capricci del caso e ai cavilli del dirit-
to, per cui approdare in un lembo di terra vicino alle coste africane dà dirit-
to all'ingresso nel mondo che va dalla Sicilia al Polo Nord. Un mondo che
è certo infinitamente più ricco dei deserti africani da cui vengono molti im-
migrati, ma che in questo momento non ha bisogno di manodopera (anzi ha
un eccesso di manodopera), e che spesso destina  i disperati  di Lampedusa
al ruolo di manovali della malavita o del lavoro nero.  -  Un conto sono la
carità e l'amore, un altro la legge e la dignità. I lampedusani già riescono
a parlare entrambe le lingue. Vediamo di riuscirci anche noi.

Parole ritrovate 
Tutto cambia, speriamo anche per i migranti
'Omnia migrant', scriveva il poeta Lucrezio. Cioè 'Tutto cambia'.
Sì, perchè il verbo latino migrare aveva anche questo tra i suoi
significati: cambiare. Posto, casa, vita: cambiare, a ogni costo.
Perchè non se ne può fare a meno. La recente visita del Papa a
Lampedusa  è  un'ottima occasione  per  immaginare  un nuovo
punto di vista. Per diventare, insomma, anche noi un pò migranti.
(da 'Corriere della Sera - Sette  /  19/07/'13  -  Alessandro Masi)

Lucianone




mercoledì 14 agosto 2013

Arte - Mostra a Forlì / Il mistero dei fiori

14 agosto '13 - mercoledì          14th August / Wednesday                   visioni post - 20   

I pittori svelano il mistero dei fiori
A Forlì una grande mostra
dedicata al mondo floreale
Per la prima volta insieme 123 opere dedicate ai frutti della natura.
Nella mostra di Forlì (che si è conclusa il 20 giugno scorso): dalle
ninfee di Monet  che diedero il via all'arte astratta  alle sfide tra
Gauguin e Van Gogh a colpi di colore, al cesto dell'artista fran-
cese Gérard che così 'dipinse il suo tradimento'.

(dalla rivista "Gente" - di Antonio Quadri)

Ogni dipinto è una scoperta e ha una storia da raccontare  
Che i fiori siano creature enigmatiche tutti lo sanno: svelano i loro meravigliosi
colori e le loro forme imprevedibili solo quando gli anonimi bocci si schiudono;
e se è vero che nel coro dei secoli hanno ispirato artisti e innamorati, sono an-
che stati presi a simbolo (le rose, ma non solo) di guerre e scontri sanguinosi.
Ogni comèposizione floreale racchiude un mondo. Da qui sono partiti gli idea-
tori della mostra intitolata "Fiori, natura e simbolo dal Seicento a van Gogh",
che si è potuto ammirare fino al 20 giugno '13 nei Musei di San Domenico a 
Forlì.  Il comitato presieduto da Antonio Paolucci ha selezionato 123 straordi-
narie opere rintracciandole nelle collezioni e nei musei  più prestigiosi d'Euro-
pa, per poi raccoglierle attorno a quella tela misteriosa e bellissima, 'Fiori in
una fiasca impagliata', in cui un  Maestro ignoto, che molti  riconoscono  nel
caravaggio, ha splendidamente raffigurato iris, stelle di Betlemme e gladioli
bianchi e purpurei. "D a questo capolavoro custodito nella Pinacoteca di For-
lì", dice Paolucci, "si dipartono come da una rosa dei venti le linee guida del- 
la mostra", che annovera opere di giganti della pittura del calibro di Gauguin
e  di Monet, ma che  non dimentica  Maestri  come  i nostri  Havez, Previati, 
Rossi, Pennasilico e tanti altri.
Ogni quadro, in questa mostra, è una scoperta: e naturalmente ha una sua
storia da raccontare.  Come  il poderoso  Ritratto di Lady Jane Wenman
Goodwin, dipinto nel 1639 da Anton van Dyck e oggi conservato all'Ermi-
tage di san Pietroburgo. Quando posò per il grande fiammingo, Lady Jane
aveva 36 anni ed era la moglie  di quel Visconte di Wenman  che si prepa-
rava a sfidare re Carlo I d'Inghilterra nella Guerra civile.  La nobildonna 
stringe un tulipano, fiore arrivato cento anni prima dalla Turchia fra i doni 
spediti da Solimano il Magnifico a Ferdinando I d'Asburgo. L'esotico fiore
era presto diventato uno status symbol, una sorta di emblema sociale che
l'aristocrazia inglese esibiva per sfidare lo strapotere della Corona.   E la
ribelle Lady Jane non scherzava:  quando van Dyck, che era il pittore uf-
ficiale della corte di Carlo I, espresse dubbi  sull'opportunità  di  ritrarla 
con un tulipano, lei lo fece minacciare di morte.



















Portrait of a Lady  1934 - 35  (Anton van Dyck)

Da van Dyck a Francesco Hayez, con il suo Vaso di fiori sulla finestra
di un harem datato 1881 e considerato uno dei gioielli della Pinacoteca 
di Brera a Milano. Nel 1881 Hayez aveva 90 anni, era il caposcuola ri-
conosciuto del Romanticismo italiano ed era ormai, lui nato a Venezia,
milanese a tutti gli effetti: le sere d'estate, quando passeggiava in piaz-
za del Duomo appoggiandosi alla figlia adottiva Angiolina Rossi, i pas-
santi lo salutavano togliendosi il cappello. Disse del quadro ora espo-
sto a Forlì: "L'ho dipinto per la mia nipote Giuseppina. E' suo il volto
che si intravede dietro il grande vaso pieno di tulipani, rose, gigli, ga-
rofani, iris, nasturzi e una magnolia Grandiflora.  In questa composi-
zione  solo lei  poteva comparire , perchè ha il fascino inquieto delle
odalische che io, nei miei viaggi  in Oriente, ho visto affacciarsi alle
anguste finestre degli harem". E, facendo arrossire la nipote, il ve-
nerando pittore raccontava, tra realtà e fantasia, le sue avventurose
esperienze erotiche.
CONTINUA... to be continued...



martedì 13 agosto 2013

Dossier - Società moderna / Crisi e sovranità limitata.

13 agosto '13  -  martedì          13th August / Tuesday

I processi d'integrazione sono l'unico 
rimedio alla decadenza degli Stati
La crisi ha portato al commissariamento di alcuni Paesi, 
la loro libertà politica è sotto stretta vigilanza.
E i tribunali internazionali acquistano più potere.
Unico rimedio: i processi d'integrazione, appunto.

(da 'Corriere della sera'  / "La Lettura" - 4 dicembre 2011 / Sergio Romano)
Fra le parole più usate degli ultimi tempi vi sono  "commissario" e "com-
missariare". Quando il governo italiano ha ricevuto una lettera firmata da
Jean-Claude Trichet  e  Mario Draghi, allora rispettivamente  presidente 
della Banca centrale europea e governatore governatore della banca d'Ita-
lia, abbiamo letto che l'Italia era stata commissariata. Quando il presidente 
francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno co-
stretto il premier greco George Papandreou ad abb andonare il progetto di
un referendum popolare sul programma di risanamento chiesto al suo Pae-
se dalla  commissione di Bruxelles, dalla Bce di Francoforte  e  dal Fondo
monetario internazionale , io greci hanno rabbiosamente sostenuto di esse-
re stati commissariati. Altrettanto commissariati sarebbero ormai l'Irlanda, 
il Portogallo, la Spagna.       Sarebbe sfuggita al commissariamento invece
l'Islanda, il Paese di 360 mila abitanti  che ha detto no con un referendum
dello scorso aprile al piano predisposto dal governo per il rimborso dell'e-
quivalente di 5 miliardi di dollari dovuti ai cittadini della gran Bretagna e
dei Paesi Bassi.
Ogniqualvolta un Paese non riesce a pagare i propri debiti  e viene sotto-
posto a libertà vigilata dai suoi creditori, il termine più comunemente usa-
to per definirlo è "commissariato".  Stiamo  parlando di fenomeni tempo-
ranei , già accaduti in passato, come nel caso della Turchia ottomana pri-
ma della Grande Guerra?   O di situazioni nuove, collegate al fenomeno
della globalizzazione, in cui il concetto di sovranità nazionale è destinato
a svuotarsi del suo contenuto originale?
Le decolonizzazioni, la morte del comunismo e le nuove tecnologie hanno 
creato un mondo in cui il denaro, le persone, le merci e, incidentalmente,
anche i criminali possono passare pià o meno facilmente da un Paese al-
l'altro. Accade così, tanto per fare un esempio, che la Cina abbia 900 mi-
liardi di dollari nei suoi forzieri e sia il maggior creditore degli Stati Uniti,
che il benessere dell'America latina in questi ultimi anni dipenda in larga 
parte dagli acquisti cinesi di materie prime nel continente latinoamerica-
no, che il debito  pubblico italiano  sia diventato  una frazione del debito
pubblico europeo, che la crescita della Germania  dipenda  quasi intera-
mente dalle sue esportazioni, che i guai di un Paese possano rapidamen-
te contagiare gli altri e che la televisione sia diventata un teatro globale
che riversa nelle nostre case ogni sera, in diretta, tutte le catastrofi del
pianeta, dal terremoto turco all'inondazione di Bangkok.

Lucianone
  

Sport - Mosca / Mondiali di Atletica

13 agosto '13 - martedì           13th August / Tuesday                    visioni post - 4

Salto con l'asta
La russa Isinbayeva conquista di nuovo
l'oro ed è il suo terzo titolo mondiale

La campionessa russa conquista il suo terzo titolo mondiale con misura di 4.89. Argento per la statunitense Suhr , terza la cubana Silva. Nei 400 trionfo di Merritt. Aman, primo etiope iridato negli 800.

La regina Yelena Isinbayeva o Elena Isimbaeva, come sostiene il suo passaporto, aveva gli occhi lucidi, perché la gente ha riempito gli spazi vuoti dello stadio dei giorni scorsi solo per lei. Ha sentito un brivido correrle due volte lungo la schiena, quando ha sbagliato la prima prova alla misura d‘entrata 4.65 e poi ancora per l’errore a 4.75. Ma così ha tenuto desto il pubblico, perché lei è stata sul palcoscenico per tutto il pomeriggio. Ha come sempre parlato all’asta prima di ogni salto e ha parlato a Sovietski Sport del suo possibile prossimo matrimonio con maternità. Chissà. Intanto è tornata a salire a 4.89 e poi ha chiesto 5.07, diretta al cuore del mondiale. Non ce l'ha fatta, ma che importa? Seconda la statunitense Suhr e terza la cubana Silva, entrambe ferme a 4.82.

Regina Isinbayeva: tris iridato

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IL BREAK — "Sono davvero fiera di me stessa per aver vinto davanti al pubblico di casa" ha detto la "Zarina" dopo il trionfo nel salto con l'asta.Come aveva già rivelato in luglio, però, adesso la campionessa russa metterà da parte l'atletica per dedicarsi alla sua vita privata e agli affetti famigliari. "Datemi un break. E se tutto andrà bene - ha spiegato Yelena - potrei tornare in tempo per provare per le Olimpiadi di Rio. Ma solo se sarò in grado di saltare in alto...".

La corsa dei 400 mt.
LaShawn Merritt nei 400 ha vestito i panni di Michael Johnson, lo ha quasi ricordato nell’incedere nell’ultimo rettilineo, solo che lui è più bello del primatista del mondo. Ha letteralmente distrutto Kirani James, che è addirittura finito al settimo posto fra le comparse. Sapevamo che Merritt quest’anno era tornato forte, ma francamente non ce lo aspettavamo così, 43”74. Nel 2009 lo aveva beccato con del testosterone in eccesso in corpo. Lui aveva detto che aveva preso uno stimolante sessuale, ha scontato 1 anno e nove mesi. Alle sue spalle è emerso l’altro statunitense McQuay, 44”60, mentre il belga Jonathan Borlee ( 44”54) è stato beffato sul traguardo dal giovane domenicano Santos, 44”52.
La corsa degli 800
Mohammed Aman è il primo etiope a vincere gli 800 ai Mondiali. Era il favorito, ma in questa stagione aveva gareggiato molto, forse troppo. Ma è stato bravo a scardinare la tattica statunitense, che il duo Solomon- Simmons aveva ideato. I due si erano messi davanti per bloccare qualsiasi iniziativa e imporre la gara che avevano in testa. Tutto è funzionato fino all’ingresso del rettilineo d’arrivo, dove Solomon è crollato proprio mentre Aman cominciava l’attacco. Simmons non ha avuto scampo, ma ha difeso l’argento, mentre al bronzo è arrivato Sulemain del Djibuti, paese dove non c’è un corso d’acqua, ma ha un porto importante. Da lì erano partiti alcuni avversari di Pizzolato nella maratona di New York a metà degli anni ’80.
L'etiope Mohammed Aman. Reuters
L'etiope Mohammed Aman

L'eptathlon
L’eptathlon ha offerto uno spettacolo davvero bello e drammatico. Alla partenza dell’ultima gara, gli 800, erano ancora in tre ad avere la possibilità di guadagnarsi l’oro l’ucraina Ganna Melnichenko, in testa con 5.619 punti seguita dalla signora Eaton, che però gareggia per il Canada, distanziata di 68 punti e dall’olandese Dafne Shippers, giovane ma dalla volontà di ferro.a 119 punti. La Eaton ha tentato di sfinire l’avversaria, ma l’ucraina l’ha francobollata e alla fine le ha lasciato solo una manciata di punti. Così la Melnichenko, trentenne, ora è d’oro, ma il futuro probabilmente sarà della ventunenne Shippers, questa volta bronzo.
Il lancio del disco
 L’omone Robert Harting, tedesco doc, ha monopolizzato il lancio del disco con delle bordate che lo hanno portato a 69.11. Ha alcune idee discutibili, ma è davvero una forza scatenata della natura, il degno erede di Riedel, dominatore prima di lui.
3000 siepi
Nei 3000 siepi donne c’è stata la lotta scontata fra keniane ed etiopi, l’hanno spuntata le prime. Ha vinto Milcah Cheywa in 9’11”65 davanti alla connazionale Chepkurui, terza la etiope Assefa. Gara con poca storia, se si esclude il balletto finale della medaglia d’oro.

Lucianone