8 agosto '13 - giovedì 8th August / Thursday visioni post - 3
Dalla postura alla dieta: così la Mamma
digitale controlla la nostra vita
Nuovi gadget elettronici ci dicono di tenere la schiena dritta o ci
rimproverano se non facciamo attività fisica. Il fenomeno è stato
battezzato "Big Mother". C'è chi asicura: "E' perfetta: quando
mi dà noia la disattivo"
(da la Repubblica - 27 maggio 2013 - Massimo Vincenzi / New York)
Heidi, manager di una socirtà in Australia, si alza dalla sedia della sala
riunioni e inizia a camminare avanti e indietro per la stanza incurante
dei sorrisi dei colleghi. Il braccialetto colorato che porta al polso ha ap-
pena ricevuto un segnale dal suo smartphone che la informa ora dopo
ora del consumo di calorie e dell'attività fisica necessaria per smaltirle.
John, un programmatore californiano, sta davanti al computer. Per un
pò resta concentrato sulla postura, poi il lavoro e la stanchezza prendo-
no il sopravvento e lui si affloscia in una posizione finto-comoda dan-
nosa per la sua schiena. E' un attimo: dal Mac parte un sibilo che lo
avvisa dell'errore e gli ricorda pure con un grafico la posizione da as-
sumere.
CONTINUA... to be continued...
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giovedì 8 agosto 2013
lunedì 5 agosto 2013
Società/politica - ITALIA / Conclusione processo Berlusconi-mediaset
5 agosto '13 - lunedì 5th August / Monday visioni post - 6
CONDANNA BERLUSCONI su Mediaset
È arrivata poco fa dal ‘Palazzaccio’ (così
viene chiamato il Palazzo di Giustizia di Roma
e sede della Corte Suprema di Cassazione), la sentenza tanto attesa che vede
imputato Silvio Berlusconi per il reato di frode fiscale nell’ambito
dell’acquisizione dei diritti tv dagli Stati Uniti, già condannato dalla Corte
d’Appello di Milano a quattro anni di reclusione e cinque anni di interdizione
dai pubblici uffici.
A leggere il verdetto il togato Antonio
Esposito, che ha presieduto la stessa Corte composta dai cinque membri
sorteggiati dal primo presidente della Corte di Cassazione Giorgio Santacroce.
La Corte ha confermato la condanna a quattro
anni di reclusione, ma ha rinviato ad altra sezione (rispetto a quella che si è
espressa sul merito del processo) della Corte d’Appello di Milano la
riformulazione del calcolo degli anni di interdizione; questo perché viene
previsto, per i reati fiscali, un massimo di interdizione di tre anni ai sensi
dell’articolo 12 del decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74.
È da chiarire tuttavia che, nonostante i quattro anni di reclusione, tre di questi vengono coperti dall’indulto: rimanendo un solo anno il colpevole Berlusconi può richiedere una pena alternativa alla detenzione come l’affidamento in prova ai servizi sociali o la detenzione domiciliare.
È da chiarire tuttavia che, nonostante i quattro anni di reclusione, tre di questi vengono coperti dall’indulto: rimanendo un solo anno il colpevole Berlusconi può richiedere una pena alternativa alla detenzione come l’affidamento in prova ai servizi sociali o la detenzione domiciliare.
In quest’ultimo caso vorrebbe dire che, anche
se non dovesse essere condannato all’interdizione dai pubblici uffici, egli non
potrebbe rilasciare alcuna dichiarazione pubblica, ricevere telefonate o contatti
con l’esterno se non con l’autorizzazione del giudice.
Interdizione o meno la condanna fa scattare
l’incandidabilità, visto che il cavaliere dovrebbe prima attendere il parere
della giunta per le immunità, poi la decisione dell’aula del Senato, che a
scrutinio segreto voterà la presa d’atto della condanna, già ‘definitiva ed
eseguibile’ per quanto riguarda la pena principale, come ha affermato Bruti
Liberati, procuratore di Milano.
Certo è che lo scenario politico riceverà un
importante stravolgimento, soprattutto visto che l’attuale governo Letta è
retto dalla più grande intesa della storia politica della Repubblica, che lega
con assurdità e di certo poca credibilità il centro-destra al centro-sinistra;
grande intesa che potrebbe spaccarsi come si augurano Movimento 5 Stelle e Sel,
vista l’incongruenza di un governo sorretto e alleato di una fazione politica
il cui leader ha ora alle spalle una condanna penale.
Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale
Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale
Intanto
dal Quirinale il Presidente Giorgio Napolitano esorta al ‘rispetto per la
magistratura’, invitando il Paese a ‘ritrovare coesione e serietà’; Guglielmo
Epifani, segretario reggente del Pd, auspica l’esecuzione della sentenza,
mentre dal suo blog Beppe Grillo paragona la condanna di Berlusconi alla caduta
del Muro di Berlino del 1989, ovvero la caduta dell’evasore che per anni ha
paralizzato la politica italiana, così come il muro paralizzò e divise per 28
anni la Germania.
Ora,
dunque, ci auspichiamo una rinascita della nostra amata Repubblica e con lei
della classe politica, liberata forse (certo non c’era bisogno di una sentenza
per poterlo dire, ma è pur sempre una soddisfazione avere fonti, prove e
decisioni legali a carico), dall’evasore che con la sua prassi di appoggi e
giochi di potere solo per assicurare ad amici, parenti e delinquenti impunità,
favori, denaro e fama, ha depauperato il nostro Paese di importanti valori ed i
cittadini del loro pane quotidiano. Non ci resta che vedere cosa succederà.
(da www.storieculturalpop.org)
Lucianone
(da www.storieculturalpop.org)
Lucianone
domenica 4 agosto 2013
Sport - Mondiale di nuoto / Barcellona 2013
4 agosto '13 - domenica 4th August / Sunday visioni post - 3
NUOTO
Un super Paltrinieri: bronzo nei 1500 stile libero
L’azzurro ha concluso in 14'45"37, nuovo primato italiano
Ultima giornata di gare a Barcellona. Daya Seto è il nuovo campione del mondo dei 400 misti. Yuliha Efimova ha vinto la medaglia d’oro nei 50 rana. Camille Lacourte oro nei 50 dorso
NUOTO
Un super Paltrinieri: bronzo nei 1500 stile libero
L’azzurro ha concluso in 14'45"37, nuovo primato italiano
Ultima giornata di gare a Barcellona. Daya Seto è il nuovo campione del mondo dei 400 misti. Yuliha Efimova ha vinto la medaglia d’oro nei 50 rana. Camille Lacourte oro nei 50 dorso
Barcellona, 4 agosto 2013 - Gregorio Paltrinieri ha vinto la medaglia di bronzo nella finale dei 1500 metri stile libero ai Mondiali di nuoto di Barcellona. L'azzurro ha concluso con il tempo di 14'45"37, nuovo primato italiano. Medaglia d'oro al cinese Sun Yang, argento al canadese Ryan Cochrane.
Il ventunenne Yang Sun ha trionfato facendo registrare il tempo di 14'41"14. Per lui si tretta del terzo oro dopo quello nei 400 e negli 800 stile libero (impresa riuscita solo all'australiano Grant Hackett, nel 2005 a Montreal). Cochrane, in testa per buona parte della gara, ha toccato in 14'42"48. Per l'Italia, si tratta della seconda medaglia arrivata dal nuoto in questa edizione dei Mondiali.
LA DEDICA DI PALTRINIERI - "Non pensavo veramente a niente. Sono contentissimo, un tempo di 14'45" è un sogno, non me lo aspettavo", ha detto il nuotatore carpigiano, che ha dedicato la medaglia al suo allenatore Stefano Morini e a tutti quelli che gli sono stati vicino. "Sono contento per me e per il 'Moro'. Per tutti quelli che mi sono stati vicini. Devo ringraziarlo, perche' senza il suo aiuto non ci sarei riuscito". ha aggiunto. "Sono entrato in acqua per dare il massimo, mi sono detto anche se arrivo ottavo non mi creo problemi, ma quando ho visto che ero terzo ho provato a rimanerci e negli ultimi 200 metri ho visto Jaeger e mi sono detto devo resistere, a costo di svenire", ha rivelato il fondista azzurro.
"Da metà gara in poi mi sono visto li' davanti ed ho ripensato a tutti i sacrifici fatti per arrivare qua. Ho spinto al massimo e sono riuscito a trovare quelle forze in più per riuscire". Paltrinieri ha anche rivelato un po' di amarezza per tutti i commenti negativi dopo il sesto posto negli 800. "Mi spiace aver letto delle cattiverie nei miei e nei suoi confronti (riferendosi all'allenatore Morini, ndr). Hanno scritto ‘Paltrinieri non sa nuotare, non sa fare le virate, e questo e quello... Ma non mi interessa quello che dicono gli altri. Io sono il primo a dire che la mia nuotata non e' perfetta ma qualcosa ho fatto se sono giunto quinto a Londra e terzo qui".
STAFFETTA 4X100 - La Francia ha vinto la medaglia d'oro nella staffetta maschile 4X100 mista con il tempo di 3'31"51 ai mondiali di nuoto di Barcellona. I transalpini si sono aggiudicati il primo posto grazie alla squalifica degli Stati Uniti, sanzionati per una partenza anticipata di Kevin Cordes (secondo frazionista). Sul podio l'Australia, argento in 3'31"64, e al Giappone, bronzo in 3'32"26. Sesto posto per l'Italia di Di Tora, Scozzoli, Rivolta e Orsi che hanno chiuso in 3'34"06.
Fuori dalla finale della staffetta mista, invece, le azzurre. Squalificato il quartetto composto da Federica Pellegrini, Lisa Fissneider, Ilaria Bianchi ed Erika Ferraioli per la partenza anticipata della Ferraioli nella quarta frazione. La vittoria è andata, poi, agli Stati Uniti, che si sono imposti in 3'53"23 davanti all’Australia, argento in 3’55"22. Bronzo alla Russia in 3'56"47.
400 MISTI UOMINI - Daya Seto è il nuovo campione del mondo dei 400 misti. Nell'ultimo Il giapponese si è imposto in 4'08"69, davanti allo statunitense Chase Kalisz, argento in 4'09"22, e al brasiliano Thiago Pereira, medaglia di bronzo in 4'09"48.
Nulla da fare invece per gli italiani Federico Turrini e Luca Marin, che non sono riusciti a qualificarsi per la finale. Marin ha chiuso la propria batteria al terzo posto con il tempo di 4'17"71, mentre Turrini ha ottenuto il quarto posto nella sua eliminatoria nuotando in 4'15"96, decimo tempo complessivo, a 15 centesimi dall'ottavo tempo che gli avrebbe permesso di entrare in finale. Il miglior crono delle batterie è stato realizzato dallo statunitense Chase Kalisz (4'11"87).
"Questa è la mia prima vera finale mancata. Mi dispiace perché il tempo necessario per entrarci si poteva nuotare ma questo è lo sport", ha commentato Luca Marin dopo l'eliminazione. "Ormai i giovani ti massacrano - ha aggiunto - ma è anche giusto che nei misti sia arrivato il nuovo cambio di generazione". Il siciliano non ha sciolto le riserve sul futuro: "Per arrivare fino a Rio sono tre anni, è dura e bisogna valutare - conclude - ne parlerò con il mio allenatore (Massimo Meloni, ndr) - nel caso decidessi di provarci il prossimo anno bisognerà mollare un po' la corda. Quando sarà il momento ve lo dirò".
"C'è rammarico perché il tempo per la finale si poteva fare. Era alla mia portata invece la guarderò dalla tv", ha detto invece Federico Turrini dopo l'eliminazione. "Mi trovavo in una batteria difficile dove sono passati tutti molto forti e forse nella rana ho strappato un po' per raggiungerli - ha aggiunto - comunque in questo campionato penso di aver avuto anche sfortuna. Dopo l'eliminazione nei 200 misti ho perso un po' di sicurezza. Oggi mi sentivo tranquillo ma non è bastato".
50 RANA DONNE - Yuliha Efimova ha vinto la medaglia d'oro nei 50 rana. La russa con un rush finale si è imposta con 29"52, superando la lituana e primatista del mondo Ruta Meilutyte (29"59). Terzo posto e medaglia di bronzo per la statunitense Jessica Hardy (29"80).
50 DORSO UOMINI - Il francese Camille Lacourte si è aggiudicato l'oro nei 50 dorso, impoendosi in 24.42 davanti al connazionale Jeremy Stravius, argento in 24.54 a pari merito con lo statunitense Matt Grevers, campione olimpico e mondiale dei 100 dorso.
400 MISTI DONNE - Katinka Hosszu ha vinto l'oro nella finale dei 400 metri misti femminili. L'ungherese ha concluso con il tempo di 4'30"41 davanti alla russa Mireia Garcia Belmonte, argento con 4'31"21 e la statunitense Elizabeth Beisel, bronzo con 4'31"69.
Lucianone
Società - Italia / commento - Sulle famiglie povere
4 agosto '13 - domenica 4th Aigust / Sunday visioni post - 3
(da 'la Repubblica' - 20/05/2013 / Chiara Saraceno)
DALLA PARTE DELLE FAMIGLIE POVERE
Alimentazione, consumi energetici (acqua, luce, gas, benzina e gasolio), telefono
e abitazione (affitto, mutuo), sono gli ambiti di spesa che incidono maggiormente
sui bilanci delle famiglie a basso reddito. Sono anche i settori che - soprattutto
gli alimentari e i beni energetici - hanno conosciuto il maggiore aumento dei prez-
zi in questi anni e che, quindi, hanno colpito in modo sproporzionato proprio le fa-
miglie a più basso reddito. In altri termini, queste famiglie non solo sono state più
vulnerabili delle altre alla perdita di reddito dovuta alla perdita o riduzione dell'oc-
cupazione. Hanno anche sperinìentato in misura maggiore una diminuzione sensi-
bile del potere d'acquisto del reddito su cui potevano contare e proprio rispetto ai
beni più necessari: una alimentazione adeguata, potersi riscaldare, cucinare, illu-
minare l'abitazione, pagare l'affitto, mantenere quei rapporti minimi con l'esterno
che non contribuiscono solo alla qualità della vita, ma sono indispensabili anche
per mantenere o trovare un lavoro.
Se tra il 2005 e il 2012 l'indice armonizzato dei prezzi al consumo è salito del 17,5%,
se si considera il pacchetto di consumi specifici di famiglie con diversi livelli di red-
dito (controllando per ampiezza della famiglia), l'aumento risulta del 20,2% per le
famiglie a più basso reddito, 4 punti percentuali in meno di quello (16,3) sperimen-
tato dalle famiglie con i redditi più alti. L'aumento dei prezzi ha quindi ridotto in mo-
do sensibile il potere d'acquisto di tutti, ma in misura molto maggiore quello dei più
poveri, colpendo spese non voluttuarie, ma essenziali.
E' quanto emerge da un'analisi dell'Istat, che non si limita a verificare il tasso com-
plessivo di inflazione e neppure a disaggregarlo per settori merceologici e/o aree
di consumo, ma stima la sua incidenza per bilanci e nodelli di consumi familiari dif-
ferenti.. - Questi dati dovrebbero essere al centro delle decisioni di politica econo-
mica che il governo prenderà nei prossimi giorni e settimane, non solo per una ov-
via questione di equità, ma anche per una banale questione di fattibilità.
Le famiglie più povere non possono ridurre ulteriormente i consumi, dato che
hanno già intaccato quelli necessari. Ed anche quelle che stanno un pò meglio,
ma sono lontane dall'agiatezza, sono già al limite. Di conseguenza qualsiasi in-
tervento sull'Iva dovrà essere calibrato per non aggravare bilanci già messi a
dura prova nei consumi essenziali. Analogamente qualsiasi taglio alla spesa
(ad esempio nella sanità, nella scuola, nei servizi di base) andrà calibrato per
l'impatto che potrebbe avere sui bilanci famigliari più modesti. E qualsiasi de-
cisione sull'Imu, uscendo dal facile populismo per cui la prima abitazione di
proprietà è un bene da non tassare a prescindere dal suo valore e dal reddito
di chi la possiede, dovrebbe concentrarsi principalmente sui proprietari a bas-
so reddito ed eventualmente con una rata di mutuo pesante per il loro bilancio.
Senza dimenticare che tra le famiglie a basso reddito sono concentrati gli affit-
tuari. Questi non traggono nessun sollievo da politiche della casa rivolte solo
ai proprietari. Hanno invece visto in questi anni assottiglairsi, e poi sparire, il
Fondo nazionale per il sostegno all'affitto, La responsabilità delle politiche in
questo settore è rimasta solo ai Comuni che, tuttavia, hanno visto diminuire i
trasferimenti loro destinati e la stessa autonomia impositiva, come testimonia-
to dalle vicende dell'Ici prima, dell'Imu oggi.
Le conseguenze della riduzione di consumi importanti da parte delle famiglie
in condizioni economiche più modeste possono avere effetti anche di lungo pe-
riodo., in particolare sulla salute e istruzione dei figli. E' di questi giorni la no-
tizia che in città come Torino sono diminuite le domande di iscrizione al nido.
CONTINUA...
to be continued...
(da 'la Repubblica' - 20/05/2013 / Chiara Saraceno)
DALLA PARTE DELLE FAMIGLIE POVERE
Alimentazione, consumi energetici (acqua, luce, gas, benzina e gasolio), telefono
e abitazione (affitto, mutuo), sono gli ambiti di spesa che incidono maggiormente
sui bilanci delle famiglie a basso reddito. Sono anche i settori che - soprattutto
gli alimentari e i beni energetici - hanno conosciuto il maggiore aumento dei prez-
zi in questi anni e che, quindi, hanno colpito in modo sproporzionato proprio le fa-
miglie a più basso reddito. In altri termini, queste famiglie non solo sono state più
vulnerabili delle altre alla perdita di reddito dovuta alla perdita o riduzione dell'oc-
cupazione. Hanno anche sperinìentato in misura maggiore una diminuzione sensi-
bile del potere d'acquisto del reddito su cui potevano contare e proprio rispetto ai
beni più necessari: una alimentazione adeguata, potersi riscaldare, cucinare, illu-
minare l'abitazione, pagare l'affitto, mantenere quei rapporti minimi con l'esterno
che non contribuiscono solo alla qualità della vita, ma sono indispensabili anche
per mantenere o trovare un lavoro.
Se tra il 2005 e il 2012 l'indice armonizzato dei prezzi al consumo è salito del 17,5%,
se si considera il pacchetto di consumi specifici di famiglie con diversi livelli di red-
dito (controllando per ampiezza della famiglia), l'aumento risulta del 20,2% per le
famiglie a più basso reddito, 4 punti percentuali in meno di quello (16,3) sperimen-
tato dalle famiglie con i redditi più alti. L'aumento dei prezzi ha quindi ridotto in mo-
do sensibile il potere d'acquisto di tutti, ma in misura molto maggiore quello dei più
poveri, colpendo spese non voluttuarie, ma essenziali.
E' quanto emerge da un'analisi dell'Istat, che non si limita a verificare il tasso com-
plessivo di inflazione e neppure a disaggregarlo per settori merceologici e/o aree
di consumo, ma stima la sua incidenza per bilanci e nodelli di consumi familiari dif-
ferenti.. - Questi dati dovrebbero essere al centro delle decisioni di politica econo-
mica che il governo prenderà nei prossimi giorni e settimane, non solo per una ov-
via questione di equità, ma anche per una banale questione di fattibilità.
Le famiglie più povere non possono ridurre ulteriormente i consumi, dato che
hanno già intaccato quelli necessari. Ed anche quelle che stanno un pò meglio,
ma sono lontane dall'agiatezza, sono già al limite. Di conseguenza qualsiasi in-
tervento sull'Iva dovrà essere calibrato per non aggravare bilanci già messi a
dura prova nei consumi essenziali. Analogamente qualsiasi taglio alla spesa
(ad esempio nella sanità, nella scuola, nei servizi di base) andrà calibrato per
l'impatto che potrebbe avere sui bilanci famigliari più modesti. E qualsiasi de-
cisione sull'Imu, uscendo dal facile populismo per cui la prima abitazione di
proprietà è un bene da non tassare a prescindere dal suo valore e dal reddito
di chi la possiede, dovrebbe concentrarsi principalmente sui proprietari a bas-
so reddito ed eventualmente con una rata di mutuo pesante per il loro bilancio.
Senza dimenticare che tra le famiglie a basso reddito sono concentrati gli affit-
tuari. Questi non traggono nessun sollievo da politiche della casa rivolte solo
ai proprietari. Hanno invece visto in questi anni assottiglairsi, e poi sparire, il
Fondo nazionale per il sostegno all'affitto, La responsabilità delle politiche in
questo settore è rimasta solo ai Comuni che, tuttavia, hanno visto diminuire i
trasferimenti loro destinati e la stessa autonomia impositiva, come testimonia-
to dalle vicende dell'Ici prima, dell'Imu oggi.
Le conseguenze della riduzione di consumi importanti da parte delle famiglie
in condizioni economiche più modeste possono avere effetti anche di lungo pe-
riodo., in particolare sulla salute e istruzione dei figli. E' di questi giorni la no-
tizia che in città come Torino sono diminuite le domande di iscrizione al nido.
CONTINUA...
to be continued...
sabato 3 agosto 2013
Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news
3 agosto '13 - sabato 3rd August / Saturday
Da LASTAMPA.it
Il Pdl in piazza: "Rischio guerra civile"
Il Colle: "Dichiarazioni irresponsabili"
Alta tensione dopo l'affondo di Bondi / Il Pd: è eversione / Altolà del Quirinale
Twitter, un pulsante anti-abusi
dopo le denunce in Inghilterra / "Mai più minacce alle donne"
Dopo la polemica arriva
il giro di vite del social: rafforzata la squadra
che filtra i messaggi. Le scuse del manager:
«Insulti inaccettabili». La polizia indaga su 8 casi.
Politica / Italia
Nel 2012 speso oltre un miliardo per le auto blu
Calo di 128 milioni rispetto al 2011 (-12%). Meno 26% rispetto
al 2009. Gli autisti e gli addetti alla gestione costano 645 milioni.
TORINO / Cronaca
Brucia il Museo delle Scienze
A provocare l’incendio l’esplosione
nella notte di una bombola del gas.
Nessun ferito, ora indaga Guariniello. L’assessore: «Mi viene da piangere».

Vigili del fuoco al Museo delle Scienze
Cronache / Traffico sulle strade .
Bollino rosso sulle autostrade
per il primo esodo dell'estate
Domenica la giornata più afosa
Code e rallentamenti, ma disagi limitati. Weekend bollente a Roma,
Bologna, Bolzano, Brescia e Firenze. Il caldo durerà ancora 7 giorni
EGITTO
Al ZAwahiri: "Un complotto dietro il golpe in Egitto"
Scontri polizia-manifestanti dopo l’apertura di Kerry alla piazza
Da Il Messaggero.it
Mediaset, Bondi: "Rischiamo guerra civile"
Letta, occhi puntati sul sit-in a Roma
ROMA
Sit-in in Centro contro nuova discarica / Manifestanti
marciano verso i Fori / Disagi con la polizia e contestazioni
Termini
Vagone in fiamme, treni in tilt / Tre agenti intossicati
ROMA - Fumo da un vagone di un treno sul binario 17 della stazione Termini di Roma.
La Polemica
Maroni: "Kyenge non viene alla festa?
Ha capito di dire cose sbagliate"
Lega: velo suore, il ministro si vergogni
Boldrini: il Paese non è pacificato se c'è ancora chi offende Kyenge
Visioni post - 285
Lucianone
Da LASTAMPA.it
Il Pdl in piazza: "Rischio guerra civile"
Il Colle: "Dichiarazioni irresponsabili"
Alta tensione dopo l'affondo di Bondi / Il Pd: è eversione / Altolà del Quirinale
Twitter, un pulsante anti-abusi
dopo le denunce in Inghilterra / "Mai più minacce alle donne"
Dopo la polemica arriva
il giro di vite del social: rafforzata la squadra
che filtra i messaggi. Le scuse del manager:
«Insulti inaccettabili». La polizia indaga su 8 casi.
Politica / Italia
Nel 2012 speso oltre un miliardo per le auto blu
Calo di 128 milioni rispetto al 2011 (-12%). Meno 26% rispetto
al 2009. Gli autisti e gli addetti alla gestione costano 645 milioni.
TORINO / Cronaca
Brucia il Museo delle Scienze
A provocare l’incendio l’esplosione
nella notte di una bombola del gas.
Nessun ferito, ora indaga Guariniello. L’assessore: «Mi viene da piangere».
Vigili del fuoco al Museo delle Scienze
Cronache / Traffico sulle strade .
Bollino rosso sulle autostrade
per il primo esodo dell'estate
Domenica la giornata più afosa
Code e rallentamenti, ma disagi limitati. Weekend bollente a Roma,
Bologna, Bolzano, Brescia e Firenze. Il caldo durerà ancora 7 giorni
EGITTO
Al ZAwahiri: "Un complotto dietro il golpe in Egitto"
Scontri polizia-manifestanti dopo l’apertura di Kerry alla piazza
Da Il Messaggero.it
Mediaset, Bondi: "Rischiamo guerra civile"
Letta, occhi puntati sul sit-in a Roma
ROMA
Sit-in in Centro contro nuova discarica / Manifestanti
marciano verso i Fori / Disagi con la polizia e contestazioni
Termini
Vagone in fiamme, treni in tilt / Tre agenti intossicati
ROMA - Fumo da un vagone di un treno sul binario 17 della stazione Termini di Roma.
La Polemica
Maroni: "Kyenge non viene alla festa?
Ha capito di dire cose sbagliate"
Lega: velo suore, il ministro si vergogni
Boldrini: il Paese non è pacificato se c'è ancora chi offende Kyenge
Visioni post - 285
Lucianone
mercoledì 31 luglio 2013
Sport - Mondiale di nuoto / Barcellona 2013
31 luglio '13 - mercoledì 31st July / Wednesday visioni post - 8
NUOTO / Finale 200 stile libero
Federica Pellegrini a un soffio dall'oro, ma
trova una grande Franklin. E' comunque
un argento, che Fede non s'aspettava.
NUOTO / Finale 200 stile libero
Federica Pellegrini a un soffio dall'oro, ma
trova una grande Franklin. E' comunque
un argento, che Fede non s'aspettava.
Pellegrini strepitosa, è d'argento nei 200 stile libero: "Una medaglia inaspettata"
Grande rimonta di Fede, che non riesce a replicare i trionfi di Roma 2009 e Shanghai 2011 per soli 23 centesimi. L'azzurra si arrende a Melissa Franklin. "Bene così, sono felicissima"
Fede d’argento. Un argento spettacolare, un argento inatteso, un argento pazzesco dietro Missy Franklin, la nuotatrice fenomeno del futuro. La Pellegrini fa una gara sensazionale, alla sua maniera, di controllo nei primi 100 e poi spara un ultimo 50 metri da favola passando da quarta a seconda e toccando in 1’55”14, dietro la diciottenne americana autrice di 1’54”91.
IL RISVOLTO — Federica era sesta ai 50 metri in 27"40, quinta ai 100 metri (56"63), quarta ai 150 metri (1'26"07) ed ha nuotato l'ultima vasca più veloce di tutte in 29"07 (l'americana in 29"76, la francese in 30"09), segno di una condizione smagliante e di una capacità tattica all'altezza del suo grande passato.
Lucianone
Lucianone
Società e politica / commento - La paura del popolo
31 luglio '13 - mercoledì 31st July / Wednesday visioni post - 6
(da 'la Repubblica' - 12/06/2013 - Barbara Spinelli)
LA PAURA DEL POPOLO
Di tanto in tanto, quando si temono rivoluzioni, o si fanno guerre, oppure
nel mezzo di una crisi economica che trasforma le nostre esistenze, torna
l'antica paura del suffragio universale. Del popolo che partecipa alla vita
politica, che licenzia i governi inadempienti e ne sceglie di nuovi, che fa
sentire la propria voce. E' la paura che le classi alte, colte, ebbero già nel-
la Grecia classica. Aristotele paventava la degenerazione democratica, se
sovrano fosse diventato il popolo e non la legge. Ancora più perentorio un
libello anonimo (La Costituzione degli Ateniesi, attribuito a Senofonte)
uscito nel V secolo a.C.: "In ogni parte del mondo gli elementi migliori so-
no avversari della democrazia (...). Nel popolo troviamo grandissima igno-
ranza e smoderatezza e malvagità. E' la povertà soprattutto, che lo spinge
ad azioni vergognose". - Il dèmos respinge le persone per bene: "vuole
essere libero e comandare e del malgoverno gliene importa ben poco. Sot-
to il suo dominio tutte le procedure si rallentano, ed è il caos che oggi chia-
miamo ingovernabilità. - L'orrore del populismo o dei democratici dema-
goghi ha queste radici, che Marco D'Eramo illustra con maestria in un
saggio uscito il 16 maggio su Micromega.
Ma è dopo la Rivoluzione francese, e in special modo comincia a estender-
si gradualmente il diritto di voto, nella seconda parte dell'800, che fa appa-
rizione un'offensiva ampia, e concitata, contro il suffragio universale. Inor-
ridiscono i democratici stessi. Nei primi anni del '900, il giurista Gaetano
Mosca vede già le plebi e le mafie del Sud distruggere istituzioni e buon
governo. E' diffusa l'idea che i migliori, e le migliori politiche, saranno tra-
volti e annientati dal popolo elettore. Si formano chiuse oligarchie, con la
scusa di tutelare il popolo dai suoi demoni.
E' una paura che va a ondate, e non sempre l'oggetto che spaventa è espli-
citamente indicato. Quella che oggi torna a dilagare pretende addirittura
di salvare la democrazia, imbrigliandola e tagliando le ali estremiste (gli
"opposti estremismi", spiega d'Eramo, diventano sinonimi di populismo).
Ma gli elementi dell'annosa offensiva contro il suffragio universale sono
tutti presenti, sotto traccia. Il popolo smoderato e incolto va vigilato, spia-
to: o perchè chiede troppo, o perchè rischia di avere troppi grilli per la te-
sta. Sono aggirate anche le Costituzioni, fatte per proteggere i cittadini
dai soprusi delle cerchie dominanti. Ovunque le democrazie sono alle pre-
se con i danni collaterali di questa ferrea legge oligarchica.
Accade proprio in questi giorni in America, dove prosegue una guerra an-
titerrorista sempre più opaca, condotta senza che il popolo (e neppure gli
alleati per la verità) possa dire la sua. Il culmine l'ha raggiunto Obama,
che pore aveva criticato la torbida sconfinatezza delle guerre di Bush. Il
6 giugno, viene svelata un 'immensa operazione di sorveglianza dei citta-
dini americani da parte dell'Agenzia di sicurezza nazionale; milioni di nu-
meri telefonici e indirizzi mail, raccolti non in zone belliche ma in patria
col consenso segreto di vari provider. Indignato, il New York Times com-
menta: "Il Presidente ha perso ogni credibilità" (poi per prudenza retti-
fica: "Ha perso ogni credibilità su tale questione").
Analogo orrore dei popoli è ravvivato dalla crisi economica, governata
com'è da trojke e tecnici separati dai cittadini: anch'essa (la crisi), co-
me la guerra, va affidata a pochi che sanno (poche persone per bene,
pochi migliori, direbbe lo Pseudo Senofonte). Gli ottimati sapienti stan-
no come su una zattera e non a caso il loro nome è "traghettatori".
Sotto la scialuppa ribolle il popolo: forza infernale, miasma imprevedi-
bile e contaminente. Infiltrato da meticci, demagoghi, gente colpevole
due volte: sia quand'è sprecona, sia quando non consuma abbastanza.
Sono invisi anche gli sradicati, o meglio chi pensa all'interesse gene-
rale oltre che locale: se vuoi lusingare un partito, oggi, digli che non è
un meteco ma "ha un forte radicamento territoriale". Nei cervelli dei
traghettatori s'aggira il fantasma, temuto come la peste degli anni '70,
dell'esplosione sociale e dell'ingovernabilità.
E' in questa cornice che le parole si storcono, sino a dire il contrario
di quel che professano. La riforma significava miglioramento della
condizione dei cittadini, del loro potere di influire sulla politica. Furo-
no grandi riforme il suffragio universale, e subito dopo l'introduzio-
ne del Welfare: ambedue malandate. Adesso il riformista escogita
strategie per tenere al guinzaglio gli eccessi esigenti dei governati.
Il proliferare in Italia di comitati di saggi (per cambiare la Costitu-
zione, per il Presidenzialismo) è sintomo di un crescente scollamen-
to di chi comanda dal popolo, e al tempo stesso dai suoi rappresen-
tanti. Ci si adombra, quando il Parlamento è definito una tomba.
Per fortuna non lo è. Ma un Parlamento fatto di nominati più che
di veri eletti somiglia parecchio a un sepolcro imbiancato: e così
resterà, finchè non avremo diritto a una legge elettorale decente.
Tale è la paura del popolo elettore, che per forza questo si ritrae
e fugge. Si esprime in vari modi (nei referendum, sul web, attra-
verso la stampa indipendente) ma ogni volta sbatte la testa con-
tro un muro. Lo Stato ne diffida, al punto di spiare milioni di cit-
tadini come in America. E i nemici peggiori diventano i reporter
e le loro fonti, che gettano luce sulle malefatte dei governi. Nel
2010 fu il caso di Wikileaks.
Lucianone
(da 'la Repubblica' - 12/06/2013 - Barbara Spinelli)
LA PAURA DEL POPOLO
Di tanto in tanto, quando si temono rivoluzioni, o si fanno guerre, oppure
nel mezzo di una crisi economica che trasforma le nostre esistenze, torna
l'antica paura del suffragio universale. Del popolo che partecipa alla vita
politica, che licenzia i governi inadempienti e ne sceglie di nuovi, che fa
sentire la propria voce. E' la paura che le classi alte, colte, ebbero già nel-
la Grecia classica. Aristotele paventava la degenerazione democratica, se
sovrano fosse diventato il popolo e non la legge. Ancora più perentorio un
libello anonimo (La Costituzione degli Ateniesi, attribuito a Senofonte)
uscito nel V secolo a.C.: "In ogni parte del mondo gli elementi migliori so-
no avversari della democrazia (...). Nel popolo troviamo grandissima igno-
ranza e smoderatezza e malvagità. E' la povertà soprattutto, che lo spinge
ad azioni vergognose". - Il dèmos respinge le persone per bene: "vuole
essere libero e comandare e del malgoverno gliene importa ben poco. Sot-
to il suo dominio tutte le procedure si rallentano, ed è il caos che oggi chia-
miamo ingovernabilità. - L'orrore del populismo o dei democratici dema-
goghi ha queste radici, che Marco D'Eramo illustra con maestria in un
saggio uscito il 16 maggio su Micromega.
Ma è dopo la Rivoluzione francese, e in special modo comincia a estender-
si gradualmente il diritto di voto, nella seconda parte dell'800, che fa appa-
rizione un'offensiva ampia, e concitata, contro il suffragio universale. Inor-
ridiscono i democratici stessi. Nei primi anni del '900, il giurista Gaetano
Mosca vede già le plebi e le mafie del Sud distruggere istituzioni e buon
governo. E' diffusa l'idea che i migliori, e le migliori politiche, saranno tra-
volti e annientati dal popolo elettore. Si formano chiuse oligarchie, con la
scusa di tutelare il popolo dai suoi demoni.
E' una paura che va a ondate, e non sempre l'oggetto che spaventa è espli-
citamente indicato. Quella che oggi torna a dilagare pretende addirittura
di salvare la democrazia, imbrigliandola e tagliando le ali estremiste (gli
"opposti estremismi", spiega d'Eramo, diventano sinonimi di populismo).
Ma gli elementi dell'annosa offensiva contro il suffragio universale sono
tutti presenti, sotto traccia. Il popolo smoderato e incolto va vigilato, spia-
to: o perchè chiede troppo, o perchè rischia di avere troppi grilli per la te-
sta. Sono aggirate anche le Costituzioni, fatte per proteggere i cittadini
dai soprusi delle cerchie dominanti. Ovunque le democrazie sono alle pre-
se con i danni collaterali di questa ferrea legge oligarchica.
Accade proprio in questi giorni in America, dove prosegue una guerra an-
titerrorista sempre più opaca, condotta senza che il popolo (e neppure gli
alleati per la verità) possa dire la sua. Il culmine l'ha raggiunto Obama,
che pore aveva criticato la torbida sconfinatezza delle guerre di Bush. Il
6 giugno, viene svelata un 'immensa operazione di sorveglianza dei citta-
dini americani da parte dell'Agenzia di sicurezza nazionale; milioni di nu-
meri telefonici e indirizzi mail, raccolti non in zone belliche ma in patria
col consenso segreto di vari provider. Indignato, il New York Times com-
menta: "Il Presidente ha perso ogni credibilità" (poi per prudenza retti-
fica: "Ha perso ogni credibilità su tale questione").
Analogo orrore dei popoli è ravvivato dalla crisi economica, governata
com'è da trojke e tecnici separati dai cittadini: anch'essa (la crisi), co-
me la guerra, va affidata a pochi che sanno (poche persone per bene,
pochi migliori, direbbe lo Pseudo Senofonte). Gli ottimati sapienti stan-
no come su una zattera e non a caso il loro nome è "traghettatori".
Sotto la scialuppa ribolle il popolo: forza infernale, miasma imprevedi-
bile e contaminente. Infiltrato da meticci, demagoghi, gente colpevole
due volte: sia quand'è sprecona, sia quando non consuma abbastanza.
Sono invisi anche gli sradicati, o meglio chi pensa all'interesse gene-
rale oltre che locale: se vuoi lusingare un partito, oggi, digli che non è
un meteco ma "ha un forte radicamento territoriale". Nei cervelli dei
traghettatori s'aggira il fantasma, temuto come la peste degli anni '70,
dell'esplosione sociale e dell'ingovernabilità.
E' in questa cornice che le parole si storcono, sino a dire il contrario
di quel che professano. La riforma significava miglioramento della
condizione dei cittadini, del loro potere di influire sulla politica. Furo-
no grandi riforme il suffragio universale, e subito dopo l'introduzio-
ne del Welfare: ambedue malandate. Adesso il riformista escogita
strategie per tenere al guinzaglio gli eccessi esigenti dei governati.
Il proliferare in Italia di comitati di saggi (per cambiare la Costitu-
zione, per il Presidenzialismo) è sintomo di un crescente scollamen-
to di chi comanda dal popolo, e al tempo stesso dai suoi rappresen-
tanti. Ci si adombra, quando il Parlamento è definito una tomba.
Per fortuna non lo è. Ma un Parlamento fatto di nominati più che
di veri eletti somiglia parecchio a un sepolcro imbiancato: e così
resterà, finchè non avremo diritto a una legge elettorale decente.
Tale è la paura del popolo elettore, che per forza questo si ritrae
e fugge. Si esprime in vari modi (nei referendum, sul web, attra-
verso la stampa indipendente) ma ogni volta sbatte la testa con-
tro un muro. Lo Stato ne diffida, al punto di spiare milioni di cit-
tadini come in America. E i nemici peggiori diventano i reporter
e le loro fonti, che gettano luce sulle malefatte dei governi. Nel
2010 fu il caso di Wikileaks.
Lucianone
martedì 30 luglio 2013
Sport - Mondiale di nuoto / Barcellona 2013
30 luglio '13 - martedì 30th July / Tuesday visioni post - 5
NUOTO
Pellegrini super: in finale nei 200 stile!
NUOTO
Pellegrini super: in finale nei 200 stile!
L'italiana ha dominato la seconda semifinale con il tempo di 1' 55'' 78. Sesta Alice Mizzau, fuori dalla finale. Bene anche Mattia Pesce nei 50 rana. Nei 1500 stile, la statunitense Ledecky polverizza il record mondiale della Ziegler che resisteva dal 2007
Una Pellegrini da urlo: la più veloce al mondo in semifinale nei 200 stile libero che ha vinto negli ultimi due eventi iridati. Fede mette in fila tutta l’agguerrita concorrenza in 1’55”78 (56”94 a metà) tornando a nuotare a memoria una gara che l’ha resa famosa e nella quale ha detenuto contemporaneamente titolo olimpico, mondiale, europeo e primato del mondo (1’52”98): Fede non doveva neanche disputare questa gara essendosi dedicata in stagione solo al dorso, ma evidentemente senza attese ed aspettative, divertendosi e basta, ha nuotato con leggerezza antica e con un tempo che ha sfiorato di venti centesimi il trionfo iridato di due anni fa a Shanghai. Uno spettacolo al cospetto dell’americana Missy Franklin, reduce dall’impegno nei 100 dorso, e autrice di 1’56”05, dell’olimpionica francese Camille Muffat da 1’56”28 e della sorprendente spagnola Melanie Costa da 1’56”19. Domani sera la finale. “Sono sorpresa del gran tempo e soddisfatta davvero, non aspettatevi nulla ma ci sarò nella mia finale - ha commentato Federica, che ha dedicato il risultato alle vittime dell'incidente in Irpinia -. Non ho fatto nessun lavoro specifico sui 200 stile libero, li ho nuotati per vedere quanto potevo valere e il risultato mi sorprende. Non so se le altre si siano nascoste ma non mi sembrano in forma neanche loro. La cosa importante e' che mi sto divertendo molto...per adesso".
Il secondo oro della Franklin
A proposito di Missy Franklin, il secondo oro di questo Mondiale (primo individuale) lo afferra nei 100 dorso in 58”42 (miglior crono stagionale, quinta di tutti i tempi) dopo un passaggio di 9 centesimi al di sotto del record mondiale della britannica Gemma Spofforth (58”12), ma il primato s’è volatilizzato di 30 centesimi nella seconda vasca. La diciottenne americana sale sul podio con l’australiana Emoly Seebohm (59”06) e la nipponica Aya Terakawa (59”23), mentre sotto il podio resta l’altra americana Eisabeth Pelton (59”45), pericolosa per i 200 dorso che interessano Fede.
Pallanuoto
Battuta la Spagna 4 - 3 : è semifinale
Il Settebello è una potenza, e sbatte fuori i padroni di casa, l’ambiziosa Spagna al termine di una partita bollente, dura, tesa, con poco spettacolo per l’altissima posta in palio. Quattro gol, uno in più di quelli segnati dai padroni di casa che ci restano molto male alla fine e la buttano sullo scontro fisico ma ottengono ben poco contro un’Italia che non perde la testa mai, è sempre ordinata nel gioco e nel reparto difensivo che annulla quasi sempre le superiorità numeriche dei giocatori di casa. In alcuni frangenti è decisivo il portiere Stefano Tempesti, uno che dà sicurezza all’intera squadra. Tra gli avversari si mettono in evidenza proprio i giocatori che hanno a che fare con il campionato italiano, cioè Perrone e Molina. L’Italia campione del mondo 2011 e olimpionica nel '92 in questa piscina, vince la partita più delicata e giovedì sera sfiderà il Montenegro, che ha battuto i finalisti di due anni fa. Sulla nostra strada c’è per una finale la Croazia, che ha patito contro l’Australia.
Pietro Figlioli contrastato dallo spagnolo Pere Estrany
Lucianone
E' sempre Fede: Pellegrini in finale nei 200 stile
Il secondo oro della Franklin
A proposito di Missy Franklin, il secondo oro di questo Mondiale (primo individuale) lo afferra nei 100 dorso in 58”42 (miglior crono stagionale, quinta di tutti i tempi) dopo un passaggio di 9 centesimi al di sotto del record mondiale della britannica Gemma Spofforth (58”12), ma il primato s’è volatilizzato di 30 centesimi nella seconda vasca. La diciottenne americana sale sul podio con l’australiana Emoly Seebohm (59”06) e la nipponica Aya Terakawa (59”23), mentre sotto il podio resta l’altra americana Eisabeth Pelton (59”45), pericolosa per i 200 dorso che interessano Fede.
Pallanuoto
Battuta la Spagna 4 - 3 : è semifinale
Decisivo il rigore di Figlioli nel terzo parziale: ora i ragazzi di Campagna se la vedranno con il Montenegro. Vittoria dedicata alle vittime in Irpinia
Il Settebello è una potenza, e sbatte fuori i padroni di casa, l’ambiziosa Spagna al termine di una partita bollente, dura, tesa, con poco spettacolo per l’altissima posta in palio. Quattro gol, uno in più di quelli segnati dai padroni di casa che ci restano molto male alla fine e la buttano sullo scontro fisico ma ottengono ben poco contro un’Italia che non perde la testa mai, è sempre ordinata nel gioco e nel reparto difensivo che annulla quasi sempre le superiorità numeriche dei giocatori di casa. In alcuni frangenti è decisivo il portiere Stefano Tempesti, uno che dà sicurezza all’intera squadra. Tra gli avversari si mettono in evidenza proprio i giocatori che hanno a che fare con il campionato italiano, cioè Perrone e Molina. L’Italia campione del mondo 2011 e olimpionica nel '92 in questa piscina, vince la partita più delicata e giovedì sera sfiderà il Montenegro, che ha battuto i finalisti di due anni fa. Sulla nostra strada c’è per una finale la Croazia, che ha patito contro l’Australia.
Pietro Figlioli contrastato dallo spagnolo Pere Estrany
Lucianone
Società / istruzione - Stati Uniti : Obama aiuta gli studenti
30 luglio '13 - martedì 30th July / Tuesday visioni post - 5
Come ti aiuto gli studenti
Il presidente Barack Obama vuole aiutare milioni di studenti ed ex studenti
americani che si sono indebitati per andare all'università, frequentare i master
o arrivare alle vette più alte degli studi superiori. Sulla sua scrivania ci sono i
dati dell'ammontare complessivo dovuto dai giovani al governo federale al 31
dicembre 2012: 966 miliardi di dollari. Questa cifra rappresenta quasi il 15 per
cento dei debiti degli americani ed è praticamente raddoppiata a partire dal 2001.
In più Obama sa che dal primo luglio gli interessi sul debito (la media per studen-
te è di 27 mila dollari) passeranno da una media del 3,4 al 6,8 per cento. Così la
Casa Bianca ha infilato nella legge di budget una norma che cambia le regole del
gioco: i prestiti calmierati saranno lo 0,93 per cento in più dei bond a 10 anni, ov-
vero 2,75 per cento; quelli liberi 4,75 per cento e quelli relativi ai prestiti per i
master e i phd del 5,75 per cento.
Barack Obama ha molto a cuore questo problema. Lui stesso ha raccontato non
molti mesi fa che ha finito di pagare i debiti contratti per studiare prima alla Co-
lumbia University e poi alla Harvard School of Law solo atto anni fa e che la ra-
ta del debito universitario era più alta di quella per la casa. Lo stesso è avvenu-
to per la moglie Michelle. I debiti degli ex studenti contribuiscono anche a fre-
nare i consumi e la ripresa. Gli studi della Federal Reserve indicano che i gio-
vani sotto i 30 anni che hanno un debito universitario con il governo fderale
comprano meno case , perchè non se la sentono di aggiungere al loro budget
anche un mutuo immobiliare. E quelli sotto i 25 anni rinunciano ad acquistare
l'auto.
)da "l'Espresso" - 30 maggio 2013 - Mondo / Antonio Carlucci)
Lucianone
Come ti aiuto gli studenti
Il presidente Barack Obama vuole aiutare milioni di studenti ed ex studenti
americani che si sono indebitati per andare all'università, frequentare i master
o arrivare alle vette più alte degli studi superiori. Sulla sua scrivania ci sono i
dati dell'ammontare complessivo dovuto dai giovani al governo federale al 31
dicembre 2012: 966 miliardi di dollari. Questa cifra rappresenta quasi il 15 per
cento dei debiti degli americani ed è praticamente raddoppiata a partire dal 2001.
In più Obama sa che dal primo luglio gli interessi sul debito (la media per studen-
te è di 27 mila dollari) passeranno da una media del 3,4 al 6,8 per cento. Così la
Casa Bianca ha infilato nella legge di budget una norma che cambia le regole del
gioco: i prestiti calmierati saranno lo 0,93 per cento in più dei bond a 10 anni, ov-
vero 2,75 per cento; quelli liberi 4,75 per cento e quelli relativi ai prestiti per i
master e i phd del 5,75 per cento.
Barack Obama ha molto a cuore questo problema. Lui stesso ha raccontato non
molti mesi fa che ha finito di pagare i debiti contratti per studiare prima alla Co-
lumbia University e poi alla Harvard School of Law solo atto anni fa e che la ra-
ta del debito universitario era più alta di quella per la casa. Lo stesso è avvenu-
to per la moglie Michelle. I debiti degli ex studenti contribuiscono anche a fre-
nare i consumi e la ripresa. Gli studi della Federal Reserve indicano che i gio-
vani sotto i 30 anni che hanno un debito universitario con il governo fderale
comprano meno case , perchè non se la sentono di aggiungere al loro budget
anche un mutuo immobiliare. E quelli sotto i 25 anni rinunciano ad acquistare
l'auto.
)da "l'Espresso" - 30 maggio 2013 - Mondo / Antonio Carlucci)
Lucianone
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