29 giugno '13 - sabato 29th June / Saturday visioni post - 8
Montagna contemporanea
In Trentino quelli che erano i luoghi della tradizione
rendono protagonista il tempo presente / La musica
con Nina Zilli e Fabrizio Bosso che offrono la loro
rilettura di Amy Winehouse; il mix acustico/elettro-
nico dei Baustelle / Ma anche le sculture di tanti artisti
di oggi da scoprire passeggiando fra prati e foreste.
30 giugno - ore 14
Rifugio Stavèl Francesco Denza - Val di Sole, Presanella
L'alpinista SIMONE MORO, noto per le avventure
himalayane, sarà al ciclo di conversazioni "Uomini, cime e racconti"
17 luglio - ore 14
Val San Nicolò - Jonta
ELINA DUNI QUARTET
Elina Duni presenta l'album Matane malit (Oltre la montagna), un mix
tra la tradizione della propria terra, l'Albania, e l'espressività del jazz
europeo.
23 e 24 luglio - ore 11 e 15
Baita Premessaria, Val di Fiemme - Paneveggio
ISABELLE FAUST
Quattro concerti per la musicista tedesca che esegue le tre Sonate e le
tre Partite scritte da Bach per violino solo.
3 agosto - ore 6
Rifugio Vajolet, Val di Fassa
VINICIO CAPOSSELA
Con il greco Psarantonis, il cantautore è protagonista del progetto
"L'alba delle Dolomiti": Canzoni per rocce, vento e terra.
20 agosto - ore 14
Forte Zaccarana, Val di Sole - Cevedale
MONI OVADA
Il programma "Dolomiti di pace" è arricchito dal concerto-spettacolo
di musica e cultura ebraica di Moni Ovada.
23 agosto - ore 14
Val Canali, Villa Welsperg - Primiero Pale di San Martino
BAUSTELLE
Il gruppo propone " Minimal Fantasma", una performance che
accosta elettronica e strumenti acustici.
Lucianone
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sabato 29 giugno 2013
giovedì 27 giugno 2013
Sport - calcio / Confederations Cup: Brasile - Uruguay 2 - 1 / Nell'attesa di Italia vs Spagna, stasera
27 giugno '13 - giovedì 27th June / Thursday visione post - 6
L'Italia di Prandelli si gioca la semifinale
con la Spagna e il Brasile aspetta di
vedere la vincente.
Ma intanto la difesa azzurra è in crisi e il
tecnico bresciano cerca di sistemarla.
Otto gol subiti in tre partite e scatta l'allarme. Crolla il secolare
caposaldo della scuola calcistica italiana.
Buffon, il portiere: "Nostre le gare più divertenti, dal '78 non
c'era una nazionale così bella. Ma la difesa si deve fare in 11"
Bonucci, difensore centrale: Può darsi che d'ora in poi dovremo
abituarci ai 4-3, anzichè agli 1-0. La mentalità del nostro calcio
sta cambiando"
IL RIGORE CON IL MESSICO
Barzagli è il primo ad avere un'incertezza. Contro il Messico perde palla
e commette fallo su Dos Santos: rigore poi trasformato da Hernandez.
NE PRENDIAMO TRE DAL GIAPPONE
Il giappone fa tremare gli azzurri. Doppio vantaggio con un rigore di
Honda e Kagawa, poi il 3-3 di Okazaki e ancora una traversa di Ka-
gawa nel finale.
IL BRASILE E' IL BRASILE (alla fine la difesa si scioglie)
Il Brasile mette a dura prova la difesa di Prandelli. Al vantaggio di
Dante segue il raddoppio di Fred, la splendida punizione di Neymar
e ancora una rete eccellente di Fred.
Lucianone
L'Italia di Prandelli si gioca la semifinale
con la Spagna e il Brasile aspetta di
vedere la vincente.
Ma intanto la difesa azzurra è in crisi e il
tecnico bresciano cerca di sistemarla.
Otto gol subiti in tre partite e scatta l'allarme. Crolla il secolare
caposaldo della scuola calcistica italiana.
Buffon, il portiere: "Nostre le gare più divertenti, dal '78 non
c'era una nazionale così bella. Ma la difesa si deve fare in 11"
Bonucci, difensore centrale: Può darsi che d'ora in poi dovremo
abituarci ai 4-3, anzichè agli 1-0. La mentalità del nostro calcio
sta cambiando"
IL RIGORE CON IL MESSICO
Barzagli è il primo ad avere un'incertezza. Contro il Messico perde palla
e commette fallo su Dos Santos: rigore poi trasformato da Hernandez.
NE PRENDIAMO TRE DAL GIAPPONE
Il giappone fa tremare gli azzurri. Doppio vantaggio con un rigore di
Honda e Kagawa, poi il 3-3 di Okazaki e ancora una traversa di Ka-
gawa nel finale.
IL BRASILE E' IL BRASILE (alla fine la difesa si scioglie)
Il Brasile mette a dura prova la difesa di Prandelli. Al vantaggio di
Dante segue il raddoppio di Fred, la splendida punizione di Neymar
e ancora una rete eccellente di Fred.
Lucianone
L'opinione del giovedì - Le fasi cicliche della storia / ma si ripetono sempre?
27 giugno '13 - giovedì 27th June / Thursday
L'opinione
(di Lucianone)
Le fasi cicliche non sono più possibili?
Sembra proprio di no.
Ma spero di sbagliarmi.
Continua...
to be continued...
L'opinione
(di Lucianone)
Le fasi cicliche non sono più possibili?
Sembra proprio di no.
Ma spero di sbagliarmi.
Continua...
to be continued...
Società / calcio - Il mitico Brasile è un pò perso
27 giugno '13 - giovedì 27th June / Thursday visioni post - 8
In Brasile il calcio è in ostaggio: persi
coriandoli e sacralità. Ma il benessere
ha un prezzo.
(da La Gazzetta dello Sport - 22/06/2013
rubrica 'IlCommento' - Alessandro De Calò)
Il futebol arte,
paradiso perduto nel nuovo Brasile
La parola Brasile è così evocativa, lo stereotipo è talmente radicato in migliaia di
teste che, quando si parla di calcio, tanti continuano a credere che la Selecao sia
la nazionale più forte del mondo. L'effetto è simile a quello della luce emessa dal-
le stelle che hanno cessato di esistere: dovendo percorrere migliaia di chilometri,
la luce ci mette una vita ad arrivare ai nostri occhi e quando arriva finisce che la
vediamo anche se la stella non c'è più. Svaporata. Nel ranking Fifa - nonostante
Neymar - i nipotini di Pelè sono rotolati dalla vetta, giù, fino al ventiduesimo po-
sto... Stanno là, sotto al Ghana e sopra al Mali. Un livello africano, ormai mar-
ginale.
ASCESA DELLA SPAGNA
Per quante sciocchezze possa contenere - come ogni verdetto statistico - la classi-
fica della Federcalcio mondiale racconta una aprte di verità. E una cosa resta
evidente: c'è stato un cambio di testimone. Inizialmente timido, poi sempre più
solido. La Spagna di questi anni è diventata quello che il Brasile ha saputo
essere nella seconda metà del secolo scorso. Non solo la squadra più forte, in
grado di battere tutti sempre e comunque - in modo inesorabile - ma anche
quella che riempie gli occhi e il cuore, con il suo gioco coraggioso, totale, of-
fensivo. Il calcio risollevato a livello di arte è una cosa rara, un modello
da inseguire, perchè è capace di tenere assieme la bellezza dello spettacolo
con la necessità della vittoria.
Grazie alla spinta propulsiva del Barcellona, la Spagna è entrata nel circolo
virtuoso che esalta le qualità individuali di una generazione straordinaria
con i perfetti meccanismi collettivi collaudati a livello di club e felicemente
traslocati nella Seleccion.
DECLINO DEL BRASILE
Probabilmente il vecchio Zico aveva ragione a sostenere che la sconfitta del
suo Brasile contro l'Italia , nel Mondiale 1982, ha cambiato qualcosa nella
storia del calcio segnando il capolinea di un modello di gioco della Selecao,
una nuova fine dell'innocenza dopo il terribile Maracanazo del 1950. Da al-
lora - tolta la felice parentesi con Zagallo di fine anni Novanta - la Cana-
rinha non si è più ripresa. Ha vinto due Mondiali, nel 1994 e nel 2002, è ve-
ro, ma li ha vinti un pò per caso, senza dominare, senza essere la squadra
favorita. Niente di epocale.
L'europeizzazione del gioco brasiliano , la normalizzazione imposta dalla
prevalenza della forza fisica e della tattica sulla qualità tecnica, ha avuto
tra le sue conseguenze una minore produzione di talenti. Per ragioni di-
verse, sotto lo stesso comune denominatore, l'Europa ha consumato in
fretta il genio dei Ronaldo, Kakà, Ronaldinho, Adriano, Pato. E para-
dossalmente, nonostante il boom economico abbia permesso di riportare
in Brasile alcuni campioni emigrati in Europa, il nuovo benessere nonù
ha tolto i tifosi dal disincanto. Nel Brasilerao si gioca un calcio tignoso,
poco spettacolare e gli stadi restano vuoti (13 mila presenze a partita).
La Selecao è stata riaffidata al vecchio Scolari, buon gestore di uomini
ma interprete di un calcio prudente, solido, vetero europeo e poco crea-
tivo.
Nel 1950 la sconfitta con l'Uruguay si era trasformata in un dramma
per il Brasile, inteso come paese. Adesso i ruoli sono ribaltati. Anzichè
farsi usare dal futebol - per disperarsi o festeggiare - la gente gioca d'an-
ticipo e usa il calcio per protestare davanti al mondo. Sembra un paradi-
so perduto, è il prezzo del benessere che, faticosamente, avanza.
Lucianone
In Brasile il calcio è in ostaggio: persi
coriandoli e sacralità. Ma il benessere
ha un prezzo.
(da La Gazzetta dello Sport - 22/06/2013
rubrica 'IlCommento' - Alessandro De Calò)
Il futebol arte,
paradiso perduto nel nuovo Brasile
La parola Brasile è così evocativa, lo stereotipo è talmente radicato in migliaia di
teste che, quando si parla di calcio, tanti continuano a credere che la Selecao sia
la nazionale più forte del mondo. L'effetto è simile a quello della luce emessa dal-
le stelle che hanno cessato di esistere: dovendo percorrere migliaia di chilometri,
la luce ci mette una vita ad arrivare ai nostri occhi e quando arriva finisce che la
vediamo anche se la stella non c'è più. Svaporata. Nel ranking Fifa - nonostante
Neymar - i nipotini di Pelè sono rotolati dalla vetta, giù, fino al ventiduesimo po-
sto... Stanno là, sotto al Ghana e sopra al Mali. Un livello africano, ormai mar-
ginale.
ASCESA DELLA SPAGNA
Per quante sciocchezze possa contenere - come ogni verdetto statistico - la classi-
fica della Federcalcio mondiale racconta una aprte di verità. E una cosa resta
evidente: c'è stato un cambio di testimone. Inizialmente timido, poi sempre più
solido. La Spagna di questi anni è diventata quello che il Brasile ha saputo
essere nella seconda metà del secolo scorso. Non solo la squadra più forte, in
grado di battere tutti sempre e comunque - in modo inesorabile - ma anche
quella che riempie gli occhi e il cuore, con il suo gioco coraggioso, totale, of-
fensivo. Il calcio risollevato a livello di arte è una cosa rara, un modello
da inseguire, perchè è capace di tenere assieme la bellezza dello spettacolo
con la necessità della vittoria.
Grazie alla spinta propulsiva del Barcellona, la Spagna è entrata nel circolo
virtuoso che esalta le qualità individuali di una generazione straordinaria
con i perfetti meccanismi collettivi collaudati a livello di club e felicemente
traslocati nella Seleccion.
DECLINO DEL BRASILE
Probabilmente il vecchio Zico aveva ragione a sostenere che la sconfitta del
suo Brasile contro l'Italia , nel Mondiale 1982, ha cambiato qualcosa nella
storia del calcio segnando il capolinea di un modello di gioco della Selecao,
una nuova fine dell'innocenza dopo il terribile Maracanazo del 1950. Da al-
lora - tolta la felice parentesi con Zagallo di fine anni Novanta - la Cana-
rinha non si è più ripresa. Ha vinto due Mondiali, nel 1994 e nel 2002, è ve-
ro, ma li ha vinti un pò per caso, senza dominare, senza essere la squadra
favorita. Niente di epocale.
L'europeizzazione del gioco brasiliano , la normalizzazione imposta dalla
prevalenza della forza fisica e della tattica sulla qualità tecnica, ha avuto
tra le sue conseguenze una minore produzione di talenti. Per ragioni di-
verse, sotto lo stesso comune denominatore, l'Europa ha consumato in
fretta il genio dei Ronaldo, Kakà, Ronaldinho, Adriano, Pato. E para-
dossalmente, nonostante il boom economico abbia permesso di riportare
in Brasile alcuni campioni emigrati in Europa, il nuovo benessere nonù
ha tolto i tifosi dal disincanto. Nel Brasilerao si gioca un calcio tignoso,
poco spettacolare e gli stadi restano vuoti (13 mila presenze a partita).
La Selecao è stata riaffidata al vecchio Scolari, buon gestore di uomini
ma interprete di un calcio prudente, solido, vetero europeo e poco crea-
tivo.
Nel 1950 la sconfitta con l'Uruguay si era trasformata in un dramma
per il Brasile, inteso come paese. Adesso i ruoli sono ribaltati. Anzichè
farsi usare dal futebol - per disperarsi o festeggiare - la gente gioca d'an-
ticipo e usa il calcio per protestare davanti al mondo. Sembra un paradi-
so perduto, è il prezzo del benessere che, faticosamente, avanza.
Lucianone
Libri - "Città aperta" di Teju Cole / romanzo atipico
27 giugno '13 - giovedì 27th June / Thursday visioni post - 10
Un romanzo atipico per raccontare, camminando,
pensieri e incontri tra due mondi: l'esordio del
nigeriano-americano Teju Cole
(da 'D laRepubblica' - 25 maggio 2013 / now libri - di Franco Marcoaldi)
Bisogna smettere di camminare a capo chino. Bisogna guardare in faccia il mondo,
con occhi vigili e ricettivi, e allora sì che la nostra traversata esistenziale saprà co-
gliere tutta la meraviglia e tutto lo strazio che ci circonda. Questo è l'assunto che
il nigeriano-americano Teju Cole fa proprio, accompagnandoci nella sua lunga
peregrinazione per le strade di New York.
"Città aperta" è il suo primo, atipico romanzo, che ha fatto molto rumore negli Usa, aggiudicandosi tra gli altri il premio PEN/Hemingway e il New York City Book Award
for Fiction. Dico romanzo atipico, perchè non siamo in presenza di un intreccio fanta-
stico e canonico, con inizio, svolgimento e conclusione, ma di fronte al rapsodico reso-
conto della vita quotidiana di un uomo. Julius, giovane psichiatra di colore, tedesco-
nigeriano - che racconta tutto quanto gli accade o gli passa per la testa. Julius ci rende
partecipi della sua ininterrotta 'flanerie', dove si succedono i più diversi incontri, con
luoghi e persone. Incontri che lo inducono a rivisitare il proprio passato e lo spingomo
verso altri luoghi (memorabili le pagine su Bruxelles, "una città in attesa, o sotto ve-
tro", dove si reca in cerca della nonna materna).
Julius si è appena lasciato con la fidanzata Nadège e ora conduce una vita solitaria.
Le sue giornate trascorrono tra l'ospedale ("tenevo sempre a mente il più antico dei
principi medici: non fare danni"), le sale da concerto (ascoltando l'adorato Mahler
alla Carnegie Hall nota con disappunto, e per l'ennesima volta, d'essere tra i pochis-
simi spettatori di colore), le visite a un vecchio e amato professore ormai prossimo
alla morte.
Ma soprattutto Julius cammina, cammina (anche per questo tra le sue ascendenze let-
terarie, s'è fatto non a torto il nome di Sebald). E camminando incontra l'umanità più
varia. Nelle tavole calde, sulle piazze, nei musei, sui treni della metropolitana.
Nel cielo, frattanto, passano gli uccelli migratori. E lui se ne sta a guardare quelle
formazioni di oche e rondoni "come per trarre auspici , sperando di assistere al mi-
racolo dell'immigrazione in natura". D'altronde anche lui è un migrante. E a quel
genere di storie presta particolare attenzione, inanellandole nel tentativo di trovare
un qualche senso alla propria vicenda personale.
"Viviamo la vita come un continuum, e solo quando trascorre, quando diventa passato,
vediamo che è discontinua". Ma anche il passato più cristallizzato può irrompere nel
presente, sconquassandolo. Come accade all'improvviso grazie al casuale incontro in
un negozio di Union Square "con qualcuno a lungo dimenticato, una parte di me
stesso che avevo relegato all'infanzia e all'Africa". Quella di Moji, sorella di un vec-
chio compagno di studi, è una vera apparizione, che imporrà a Julius di esplorare,
dolorosamente, in se stesso.
(Teju Cole, 'Città aperta', Einaudi, euro 17,50 - traduzione di Gioia Guerzoni,
uscito il 28 maggio 2013)
Lucianone
Un romanzo atipico per raccontare, camminando,
pensieri e incontri tra due mondi: l'esordio del
nigeriano-americano Teju Cole
(da 'D laRepubblica' - 25 maggio 2013 / now libri - di Franco Marcoaldi)
Bisogna smettere di camminare a capo chino. Bisogna guardare in faccia il mondo,
con occhi vigili e ricettivi, e allora sì che la nostra traversata esistenziale saprà co-
gliere tutta la meraviglia e tutto lo strazio che ci circonda. Questo è l'assunto che
il nigeriano-americano Teju Cole fa proprio, accompagnandoci nella sua lunga
peregrinazione per le strade di New York.
"Città aperta" è il suo primo, atipico romanzo, che ha fatto molto rumore negli Usa, aggiudicandosi tra gli altri il premio PEN/Hemingway e il New York City Book Award
for Fiction. Dico romanzo atipico, perchè non siamo in presenza di un intreccio fanta-
stico e canonico, con inizio, svolgimento e conclusione, ma di fronte al rapsodico reso-
conto della vita quotidiana di un uomo. Julius, giovane psichiatra di colore, tedesco-
nigeriano - che racconta tutto quanto gli accade o gli passa per la testa. Julius ci rende
partecipi della sua ininterrotta 'flanerie', dove si succedono i più diversi incontri, con
luoghi e persone. Incontri che lo inducono a rivisitare il proprio passato e lo spingomo
verso altri luoghi (memorabili le pagine su Bruxelles, "una città in attesa, o sotto ve-
tro", dove si reca in cerca della nonna materna).
Julius si è appena lasciato con la fidanzata Nadège e ora conduce una vita solitaria.
Le sue giornate trascorrono tra l'ospedale ("tenevo sempre a mente il più antico dei
principi medici: non fare danni"), le sale da concerto (ascoltando l'adorato Mahler
alla Carnegie Hall nota con disappunto, e per l'ennesima volta, d'essere tra i pochis-
simi spettatori di colore), le visite a un vecchio e amato professore ormai prossimo
alla morte.
Ma soprattutto Julius cammina, cammina (anche per questo tra le sue ascendenze let-
terarie, s'è fatto non a torto il nome di Sebald). E camminando incontra l'umanità più
varia. Nelle tavole calde, sulle piazze, nei musei, sui treni della metropolitana.
Nel cielo, frattanto, passano gli uccelli migratori. E lui se ne sta a guardare quelle
formazioni di oche e rondoni "come per trarre auspici , sperando di assistere al mi-
racolo dell'immigrazione in natura". D'altronde anche lui è un migrante. E a quel
genere di storie presta particolare attenzione, inanellandole nel tentativo di trovare
un qualche senso alla propria vicenda personale.
"Viviamo la vita come un continuum, e solo quando trascorre, quando diventa passato,
vediamo che è discontinua". Ma anche il passato più cristallizzato può irrompere nel
presente, sconquassandolo. Come accade all'improvviso grazie al casuale incontro in
un negozio di Union Square "con qualcuno a lungo dimenticato, una parte di me
stesso che avevo relegato all'infanzia e all'Africa". Quella di Moji, sorella di un vec-
chio compagno di studi, è una vera apparizione, che imporrà a Julius di esplorare,
dolorosamente, in se stesso.
(Teju Cole, 'Città aperta', Einaudi, euro 17,50 - traduzione di Gioia Guerzoni,
uscito il 28 maggio 2013)
Lucianone
martedì 25 giugno 2013
Scienze - Trapianto di staminali: con successo in Germania
25 giugno '13 - martedì 25th June / Tuesday visioni post - 11
Trapianto di staminali in Germania
su un piccolo colpito da ischemia:
con ottimi risultati.
Il bambino salvato
dal sangue del suo cordone
Da tempo si consiglia di far congelare il sangue del cordone ombelicale dei neonati. per usarlo poi per
curare altre persone o lo stesso donatore. Un caso
avvenuto in Germania conferma l'importanza di
questa pratica. Un bambino tedesco di 30 mesi,
ridotto in stato vegetativo da un arresto cardiaco
che aveva privato il suo cervello di ossigeno per
mezz'ora, è stato (forse) salvato da un trapianto di
cellule staminali del suo cordone ombelicale, effet-
tuato tre mesi dopo l'ischemia dal ginecologo Arne
Jensen e dal pediatra Eckard Hamelmann, entram-
bi dell'Università di Bochum. - Le staminali del
cordone , molto più immature di quelle del-l'orga-
nismo adulto, sembrano poter riparare ogni tessuto
del corpo, compreso quello cerebrale, e infatti 40
mesi dopo l'intervento i ricercatori hanno riporta-
to i progressi del bambino sulla rivista Case Reports
in Transplantation: nonostante i danni cerebrali su-
biti dessero ben poche speranze di vederlo uscire
dallo stato di incoscienza e paralisi, già due mesi
dopo il trapianto il piccolo ha ricominciato a muo-
versi e sorridere,. e oggi è in grado di mangiare,
camminare e parlare.
"Non possiamo essere certi che questi spettacolari
progressi dipendano dal trapianto" ha detto Jensen
"ma è difficile spiegarli con la sola riabilitazione fi-
sioterapica". E questo risultato è in linea con quelli
di uno studio coreano precedente, dove si riportava-
no i progressi fatti da un centinaio di bambini colpi-
ti da paralisi cerebrale per i quali erano state usate
staminali del cordone di donatori compatibili.
(da 'il Venerdì di Repubblica' - pagina Scienze / 14 giugno 2013 - di Alex Saragosa)
Lucianone
Trapianto di staminali in Germania
su un piccolo colpito da ischemia:
con ottimi risultati.
Il bambino salvato
dal sangue del suo cordone
Da tempo si consiglia di far congelare il sangue del cordone ombelicale dei neonati. per usarlo poi per
curare altre persone o lo stesso donatore. Un caso
avvenuto in Germania conferma l'importanza di
questa pratica. Un bambino tedesco di 30 mesi,
ridotto in stato vegetativo da un arresto cardiaco
che aveva privato il suo cervello di ossigeno per
mezz'ora, è stato (forse) salvato da un trapianto di
cellule staminali del suo cordone ombelicale, effet-
tuato tre mesi dopo l'ischemia dal ginecologo Arne
Jensen e dal pediatra Eckard Hamelmann, entram-
bi dell'Università di Bochum. - Le staminali del
cordone , molto più immature di quelle del-l'orga-
nismo adulto, sembrano poter riparare ogni tessuto
del corpo, compreso quello cerebrale, e infatti 40
mesi dopo l'intervento i ricercatori hanno riporta-
to i progressi del bambino sulla rivista Case Reports
in Transplantation: nonostante i danni cerebrali su-
biti dessero ben poche speranze di vederlo uscire
dallo stato di incoscienza e paralisi, già due mesi
dopo il trapianto il piccolo ha ricominciato a muo-
versi e sorridere,. e oggi è in grado di mangiare,
camminare e parlare.
"Non possiamo essere certi che questi spettacolari
progressi dipendano dal trapianto" ha detto Jensen
"ma è difficile spiegarli con la sola riabilitazione fi-
sioterapica". E questo risultato è in linea con quelli
di uno studio coreano precedente, dove si riportava-
no i progressi fatti da un centinaio di bambini colpi-
ti da paralisi cerebrale per i quali erano state usate
staminali del cordone di donatori compatibili.
(da 'il Venerdì di Repubblica' - pagina Scienze / 14 giugno 2013 - di Alex Saragosa)
Lucianone
Istruzione - Migliorare l'American-English / Improve your American-English
25 giugno '13 - martedì 25th June / Tuesday visioni post - 20
ESTERI
Società / Guerra in Siria
(da Italia Oggi - I commenti / 18 giugno 2013 - Pierluigi Magnaschi in L'Analisi)
La guerra contro Assad solo quando conviene
Impermeabili alle dure critiche della storia (l'abbattimento per via militare
del regime di Gheddafi in Libia ha reso ingovernabile questo paese colmo
di petrolio e lo sta preparando all'egemonia degli estremisti di al Qaeda),
gli occidentali stanno adesso ripetendo lo stesso copione contro Assad, in
Siria. Non è che questo Assad sia un santarellino. Anzi. E' un violento cri-
minale. Solo che non sono santarellini nemmeno i ribelli che hanno preso
le armi contro di lui. Questi ultimi infatti non sono cittadini indignati ma
rivoltosi organizzati da al Qaeda e sostenutiu, in vario modo, dai paesi oc-
cidentali che, liberi dal principio di "non contraddizione", da una parte
combattono al Qaeda in Afghanistan mentre la sostengono in Siria
AMERICAN-ENGLISH
A war against Assad only when it is convenient
Impermeable to the harsh realities of history (the military toppling of
Gheddafi's regime in Lybia has made the oil rich country ungovernable
and is preparing it to the hegemony of al Qaeda extremists) the West-
terners are now repeating the same script against Assad in Syria.
Assad is not saint. He is a violent criminal. But neither are the rebels
that are fighting against him. They are not angry citizens but rebels
organized by al Qaeda and supported, in different ways, by Western
powers who, free from a "principle of non-contradiction", fight al
Qaeda in Afghanistan on one side and support it in Syria on the other
side.
La guerra contro Assad...
E' giusto e opportuno che l'Occidente entri in una guerra civile e si
schieri con una parte contro l'altra? Quando poi si dice Occidente
si parla anche di Paesi ex grandi , privi di risorse militari adeguate
(leggi Francia e Gran Bretagna) che reclamano ad alta voce l'inter-
vento militare "occidentale" ben sapendom che, dietro questo ter-
mine ('occidentale') si deve leggere "americano". Infatti, se gli sta-
tunitensi stanno fermi, questi paesi guerrafondai, con la bocca e con
le armi e i soldi degli altri, se ne stanno nella loro cuccia ad abbaia-
re alla luna.
AMERICAN-ENGLISH
Is it right and necessary for the West to intervene in a civil war and take
sides? This also includes ex powerful nations like France and UK, who
do not have the necessary military resources and who are loudly asking
for a Western military intervention, knowing that one should read this
term (Western) as "American". If the Americans stand still, these war
mongers with other people's money will stay hidden in their dog-houses
barking at the moon.
La guerra contro Assad...
L'Occidente e soprattutto la sola propaggine occidentale presente nel
Medio oriente (cioè Israele) deve certo tenere le antenne alzate e im-
pedire che, con la scusa della guerra civile, la Siria venga dotata di ar-
mi come i missili russi in grado di colpire tutto Israele. In questo caso,
Israele ha fatto bene a colpire e a distruggere, con un'operazione blitz
(verosimilmente appoggiata dagli Usa), i missili russi in corso di instal-
lazione in Siria perchè questi non erano certo utilizzabili per la guerra
civile in corso, ma per quella futura contro Israele.
AMERICAN-ENGLISH
The West and especially the sole representative of the West in the Middle
East (Israel) must be alert and block the excuse of a civil war as a means
to arm Syria with Russian missiles able to reach Israel. - Israel did well
to hit and destroy with a blitz (supported by the Us) Russian missiles
being installed in Syria as these were clearly not going to be used in the
current civil war but in a future war with Israel.
La guerra contro Assad...
Questo blitz serve a impedire una guerra future, non certo a sostenere
una parte in conflitto, essendo i due fronti entrambi esecrabili.
Analogamente l'Occidente dovrebbe intervenire subito (se non altro in
base agli accordi Nato) se il conflitto minacciasse di estendersi alla
Turchia. Ma, anche qui, non per far vincere una parte sull'altra ma per
impedire che il fronte dilaghi in un paese alleato e non belligerante.
AMERICAN-ENGLISH.
Clearly, this blitz is necessary to avoid a future war, not to support one
of the two sides, since both are wrong, execrable.
Equally the West should intervene immediately (if only in the light of
Nato agreements) if the conflict were to spread to Turkey. Here too, not
to support one side against the other, but to avoid a front spreading in
an allied and non belligerent country.
Lucianone
ESTERI
Società / Guerra in Siria
(da Italia Oggi - I commenti / 18 giugno 2013 - Pierluigi Magnaschi in L'Analisi)
La guerra contro Assad solo quando conviene
Impermeabili alle dure critiche della storia (l'abbattimento per via militare
del regime di Gheddafi in Libia ha reso ingovernabile questo paese colmo
di petrolio e lo sta preparando all'egemonia degli estremisti di al Qaeda),
gli occidentali stanno adesso ripetendo lo stesso copione contro Assad, in
Siria. Non è che questo Assad sia un santarellino. Anzi. E' un violento cri-
minale. Solo che non sono santarellini nemmeno i ribelli che hanno preso
le armi contro di lui. Questi ultimi infatti non sono cittadini indignati ma
rivoltosi organizzati da al Qaeda e sostenutiu, in vario modo, dai paesi oc-
cidentali che, liberi dal principio di "non contraddizione", da una parte
combattono al Qaeda in Afghanistan mentre la sostengono in Siria
AMERICAN-ENGLISH
A war against Assad only when it is convenient
Impermeable to the harsh realities of history (the military toppling of
Gheddafi's regime in Lybia has made the oil rich country ungovernable
and is preparing it to the hegemony of al Qaeda extremists) the West-
terners are now repeating the same script against Assad in Syria.
Assad is not saint. He is a violent criminal. But neither are the rebels
that are fighting against him. They are not angry citizens but rebels
organized by al Qaeda and supported, in different ways, by Western
powers who, free from a "principle of non-contradiction", fight al
Qaeda in Afghanistan on one side and support it in Syria on the other
side.
La guerra contro Assad...
E' giusto e opportuno che l'Occidente entri in una guerra civile e si
schieri con una parte contro l'altra? Quando poi si dice Occidente
si parla anche di Paesi ex grandi , privi di risorse militari adeguate
(leggi Francia e Gran Bretagna) che reclamano ad alta voce l'inter-
vento militare "occidentale" ben sapendom che, dietro questo ter-
mine ('occidentale') si deve leggere "americano". Infatti, se gli sta-
tunitensi stanno fermi, questi paesi guerrafondai, con la bocca e con
le armi e i soldi degli altri, se ne stanno nella loro cuccia ad abbaia-
re alla luna.
AMERICAN-ENGLISH
Is it right and necessary for the West to intervene in a civil war and take
sides? This also includes ex powerful nations like France and UK, who
do not have the necessary military resources and who are loudly asking
for a Western military intervention, knowing that one should read this
term (Western) as "American". If the Americans stand still, these war
mongers with other people's money will stay hidden in their dog-houses
barking at the moon.
La guerra contro Assad...
L'Occidente e soprattutto la sola propaggine occidentale presente nel
Medio oriente (cioè Israele) deve certo tenere le antenne alzate e im-
pedire che, con la scusa della guerra civile, la Siria venga dotata di ar-
mi come i missili russi in grado di colpire tutto Israele. In questo caso,
Israele ha fatto bene a colpire e a distruggere, con un'operazione blitz
(verosimilmente appoggiata dagli Usa), i missili russi in corso di instal-
lazione in Siria perchè questi non erano certo utilizzabili per la guerra
civile in corso, ma per quella futura contro Israele.
AMERICAN-ENGLISH
The West and especially the sole representative of the West in the Middle
East (Israel) must be alert and block the excuse of a civil war as a means
to arm Syria with Russian missiles able to reach Israel. - Israel did well
to hit and destroy with a blitz (supported by the Us) Russian missiles
being installed in Syria as these were clearly not going to be used in the
current civil war but in a future war with Israel.
La guerra contro Assad...
Questo blitz serve a impedire una guerra future, non certo a sostenere
una parte in conflitto, essendo i due fronti entrambi esecrabili.
Analogamente l'Occidente dovrebbe intervenire subito (se non altro in
base agli accordi Nato) se il conflitto minacciasse di estendersi alla
Turchia. Ma, anche qui, non per far vincere una parte sull'altra ma per
impedire che il fronte dilaghi in un paese alleato e non belligerante.
AMERICAN-ENGLISH.
Clearly, this blitz is necessary to avoid a future war, not to support one
of the two sides, since both are wrong, execrable.
Equally the West should intervene immediately (if only in the light of
Nato agreements) if the conflict were to spread to Turkey. Here too, not
to support one side against the other, but to avoid a front spreading in
an allied and non belligerent country.
Lucianone
sabato 22 giugno 2013
Appuntamenti - Musica
22 giugno '13 - sabato 22nd June / Saturday Visioni post - 10
Musica da non perdere
Classica
Tutti gli amici di Martha Argerich
Gran finale per il "Progetto Argerich", 12^ edizione.
Riuniti attorno alla grande pianista solisti-amici
coinvolti in maratone cameristiche impossibili da
ascoltare altrove. In questa ultima settimana, anche
in streaming. - Tra gli altri Maisky, Gytlis, Zilberstein,
Schwarzberg, Capucon, Angelich, Margulis.
Lugano, Palazzo dei Congressi, fino al 3 luglio
www.rsi.ch/argerich
L'Opera lirica
Butterfly onirica in scena a Venezia
Nuovo allestimento, progetto speciale della 55^
Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale.
Madama Butterfly va in scena con la regia di Alex
Rigola. Sul podio Omer Meir Wellber e, nelle ultime
recite, Giacomo Sagripanti. Protagonista Amarilli Nizza.
Venezia, Fenice, fino al 30 giugno.
www.teatrolafenice.it
ROCK
Nuovo tour da record firmato dai Bon Jovi
I Bon Jovi e il loro ,marchio rock'n'roll arrivano per il
tour orgogliosamente intitolato "Because We Can".
Con più di 2 mila 700 concerti in carriera in oltre 50
paesi, la band ha conquistato per 2 volte in tre anni
il titolo per il tour mondiale con il maggior incasso.
Milano, 29 giugno, Stadio San Siro
www.bonjovi.com
Lucianone
Musica da non perdere
Classica
Tutti gli amici di Martha Argerich
Gran finale per il "Progetto Argerich", 12^ edizione.
Riuniti attorno alla grande pianista solisti-amici
coinvolti in maratone cameristiche impossibili da
ascoltare altrove. In questa ultima settimana, anche
in streaming. - Tra gli altri Maisky, Gytlis, Zilberstein,
Schwarzberg, Capucon, Angelich, Margulis.
Lugano, Palazzo dei Congressi, fino al 3 luglio
www.rsi.ch/argerich
L'Opera lirica
Butterfly onirica in scena a Venezia
Nuovo allestimento, progetto speciale della 55^
Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale.
Madama Butterfly va in scena con la regia di Alex
Rigola. Sul podio Omer Meir Wellber e, nelle ultime
recite, Giacomo Sagripanti. Protagonista Amarilli Nizza.
Venezia, Fenice, fino al 30 giugno.
www.teatrolafenice.it
ROCK
Nuovo tour da record firmato dai Bon Jovi
I Bon Jovi e il loro ,marchio rock'n'roll arrivano per il
tour orgogliosamente intitolato "Because We Can".
Con più di 2 mila 700 concerti in carriera in oltre 50
paesi, la band ha conquistato per 2 volte in tre anni
il titolo per il tour mondiale con il maggior incasso.
Milano, 29 giugno, Stadio San Siro
www.bonjovi.com
Lucianone
Sport - calcio / Italia batte il Giappone nella Confederatios Cup - Under 21 : male la finale
22 giugno '13 - sabato 22nd June / Saturday
Confederations Cup
ITALIA - GIAPPONE 4 - 3
In semifinale gli azzurri arrivano col fiatone
e il Giappone domina, ma alla fine va ko
Italia irriconoscibile e molto fortunata / Va subito sotto 2 - 0,
poi ribalta tutto e con Balotelli riaggancia il Giappone sul 2 - 2,
poi torna subire rischiando il tracollo, ma recupera ancora: 3 - 3
Infine Giovinco segna il gol che vale la qualificazione alla semi-
finale / Finisce 4 - 3 per gli azzurri.
Sabato, cioè questa sera alle 20,45, c'è il Brasile per il primato.
Chi perde probabilmente incontrerà la Spagna (se quest'ultima
uscirà vincente dall'incontro di domenica con la Nigeria).
Confederations Cup
ITALIA - GIAPPONE 4 - 3
In semifinale gli azzurri arrivano col fiatone
e il Giappone domina, ma alla fine va ko
Italia irriconoscibile e molto fortunata / Va subito sotto 2 - 0,
poi ribalta tutto e con Balotelli riaggancia il Giappone sul 2 - 2,
poi torna subire rischiando il tracollo, ma recupera ancora: 3 - 3
Infine Giovinco segna il gol che vale la qualificazione alla semi-
finale / Finisce 4 - 3 per gli azzurri.
Sabato, cioè questa sera alle 20,45, c'è il Brasile per il primato.
Chi perde probabilmente incontrerà la Spagna (se quest'ultima
uscirà vincente dall'incontro di domenica con la Nigeria).
Vittoria pirotecnica dell'Italia, si sarebbe detto una volta. Gli
azzurri, pasticcioni e a lungo dormienti, si sono spaventati
parecchio. Hanno dovuto rimontare due gol al Giappone
segnando per tre volte e colpendo un palo Poi, quando pen-
savano di avere in tasca la semifinale della Confederations Cup,
si sono riaddormentati e rispaventati, chiudendo schiacciati
in difesa. Ma all'ultimo respiro Giovinco ha firmato il 4 - 3,
così ja sfida di sabato prossimo a Salvador de Bahia col
Brasile si giocherà solo per la forma.
Continua...to be continued...
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