mercoledì 29 maggio 2013

Ultime notizie - ITALIA / Latest news

29 maggio - mercoledì          29th May / Wednesday                   visioni post - 5

E' morta Franca Rame / Cultura in lutto
Una vita fra teatro e impegno civile
Una vita di passione: Il profilo/ Dal debutto sul palco all'esperienza in Senato. E l'incubo dello stupro nel '73Le reazioni/ Da Zingaretti al ministro Bray, da Gad Lerner a Venditti: il cordoglio per la scomparsa dell'attrice

Elezioni Comunali
Grillo sconfitto. "Colpa degli italiani"
Base in rivolta: "Adesso vada in televisione"
Caos Lega, il voto negativo riapre il dibattito interno
Bossi: "Maroni deve fare un passo indietro" / Il Senatur
sul segretario: "Non può fare tutto lui, io tradito dal
partito".

ECONOMIA
Deficit, l'Ue chiude la procedura contro Roma
Letta: "E' merito di Monti e degli italiani" / Ma l'Ocse
taglia le stime: ripresa solo nel 2014
C'è il via libera, ora l'ultima parola spetta all' Ecofin /
Le richieste: "Tagliare il debito, subito le riforme"
Ma l'Istituto parigino vede nero.

CRONACHE
Confermati i 4 ergastoli per l'omicidio di Lea Garofolo.
La testimone di giustizia fu uccisa nel 2009 / La figlia
Denise: "Voglio il funerale a Milano".
Mantova e il terremoto dimenticato:
"Tanti danni, i rimborsi non bastano" / Un anno fa la
scossa che interessò 41 Comuni con duemila sfollati /
La Provincia: "Combattiamo per riuscire ad avere ciò
che ci spetta".

Lucianone

lunedì 27 maggio 2013

SPORT - Giro d'Italia / Calcio-Coppa Italia / Tennis: Roland Garros

26 maggio '13 - domenica       26th May / Sunday                          visioni post - 5

96° Giro d'Italia  -  Trionfa Vincenzo Nibali
Bocciati i favoriti / E Di Luca è l'asino
Le pagelle:
La maglia rosa Nibali è da 10, sul podio a Cavendish un bel 9
e a Visconti un 8, meritato soprattutto  nelle ultime tappe.
Vanotti, migliore dei bergamaschi, si prende un 7 per due
settimane da campioncino.

(da 'L'Eco di Bergamo' - Ildo Serantoni)
Nibali (voto 10) - Padrone della rosa dal primo all'ultimo giorno.
Tre settimane regali, impreziosite  da due vittorie  di tappa  e dal
gentile omaggio fatto a Santambrogio sul traguardo di Bardonec-
chia. Aveva già conquistato due podi al Giro e uno al Tour, aveva 
già vinto una Vuelta: questa è la definitiva consacrazione  a cam-
pione, quel campione da grandi Giri che il nostro ciclismo cerca-
va da anni.  L'ultima immagine è impagabile: emozionato sul po- 
dio mentre per lui, siciliano, sale sul pennone più alto la bandie-
ra tricolore e salgono al cielo le note dell'inno di Mameli.
A Brescia...


Cavendish (voto 9) - Cinque volate, cinque vittorie. il più forte sprinter
del mondo onora il Giro fin sull'ultimo traguardo, dopo svrt evitasto il
pericolo del tempo massimo nelle tappe di montagna. Il britannico con
gli attributi è lui, non quell'altro che era venuto al Giro per vincere e
invece è tornato a casa dopo una settimana.


Visconti (voto 8) - Mesi fa sembrava un ex corridore: era in preda a una
depressione pericolosa, la sola vista della bicicletta gli faceva venire la
nausea. Sulle strade del Giro ritrova se stesso: come uomo e come cam-
pione. le imprese del Galibier e di Vicenza sono l'inizio di una nuova
carriera. Un altro siciliano tenace, che sa quello che vuole. Da amare.
Betancur-Majka (7,5)  -  Il colombiano e il polacco hanno duellato per
tre settimane fino agli ultimi metri delle Tre Cime di Lavaredo, per la
conquista della maglia bianca di miglior giovane  che si sono palleg-
giati più volte. E alla fine ha premiato Betancur per menio di 1'. Me-
ritano lo stesso giudizio.
CalcioCoppa Italia
E' la Lazio ad aggiudicarsi la Coppa / Roma - Lazio  0 - 1
I biancocelesti sono in Europa / Decide un gol di Lulic

Il gol del bosniaco a un quarto d'ora dalla fine regala il sesto trofeo alla Lazio e un posto ai gironi di Europa League.   -     Squadre lunghissime e tanta tensione: 8 ammoniti e un espulso. La Lazio spinge di più e alla fine si vede premiata in un match intenso ma non bello


FESTA BIANCOCELESTE ALL'OLIMPICO:








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  • Tennis - Roland Garros
    Debutto senza ostacoli per Sara Errani -
    Nel Roland Garros dell'anno scorso la Errani aveva compiuto il miracolo
    di raggiungere la finale del torneo. Adesso, in questo Roland Garros parte
    dal N. 5, ma non si emoziona più di tanto. Il suo debutto è travolgente e si
    impone sull'olandese Rus 6-1 6-2 in appena 54 minuti.   E poi confessa al
    termine:  "Ero in tensione. la ricetta è pensare esclusivamente al tennis".
    E prosegue "Difendo la finale dello scorso anno". Le altre, tanto per dire,
    sono avvisate. Al secondo turno troverà la kazaka Putintseva.

    Lucianone

    domenica 26 maggio 2013

    Sport - Finale di Champions League: coppa al Bayern

    26 maggio '13 - domenica          26th May / Sunday

    Champions
    la finale di Wembley
    è decisa da Robben. Ai gialloneri
    non bastano Gundogan e Reus
    Le pagelle di 
    Borussia Dortmund  -  Bayern Monaco   1  -  2
    Borussia Dortmund
    Weidenfeller   6,5  -  Tiene in piedi il Dortmund con molti interventi,
    alcuni non belli ma tremendamente efficaci. Attento in uscita e pronto
    tra i pali.    E' merito suo se il Bayern deve attendere fino all'89' per
    vincere.
    Piszczek   5,5  -  Non è al meglio e si vede. Se la cava come può contro
    i guizzi di Ribery ma è in difficoltà e non incide in fase offensiva.
    Schmelzer   5,5  -  Spesso in inferiorità numerica dalla sua parte contro
    Robben e Lham, spesso in affanno. E' sfortunato in occasione dell'1 - 0
    del bayern quando tiene in gioco l'òlandese e poi è ingannato da una
    leggera deviazione che permette alla sfera di arrivare a Mandzukic.
    Hummels   5  -  In affanno tutta la gara. Diversi errori, molti dei quali
    di attenzione e posizione. Più bravo quando si sgancia in avanti dove
    mostra le sue grandi doti tecniche. Ma dietro è in difficoltà.   

    Società - Don Gallo e Don Puglisi: due grandi preti di strada e di periferia

    26 maggio '13 - domenica             26 May / Sunday                            visioni post - 15


    In questi giorni due preti, che piacciono a me ma credo anche
    a tante altre persone più o

    meno come me, hanno fatto parlare
    la loro anima che non c'è più, hanno fatto sentire ancora le loro
    parole rivolte agli ultimi, agli umili della terra, ai poveri e ai di-
    seredati. Preti che ci hanno fatto sentire e vedere come quello
    che conta è l'azione quotidiana (e non parole a vuoto) verso chi
    ha bisogno, il prossimo in difficoltà.  Sono le grandi figure di
    Don Gallo (scomparso mercoledì scorso) e Don Puglisi (di cui
    ricorre l'anniversario della morte dovuta ad uccisione di mafia),
    che ci servono molto come esempi  in questi tempi  di degrado
    morale e sociale/economico, di crisi non solo economica ma di
    qualsiasi valore positivo, tempi in cui si assiste solo a una aspra
    conflittualità e a un esasperato individualismo e in campo politi-
    co e in campo sociale.
    (Lucianone) 



      La morte di Don Gallo
    Se ne è andato Don Andrea Gallo, il prete degli ultimi:
    una vita in strada sul filo dell'eresia. Ci ha lasciato mer-
    coledì 22 maggio.
    Aveva 84 anni, di Genova, famoso anche perchè "aveva
    costretto gli atei a pregare per lui". Animava la Comunità
    di San Benedetto al Porto, a Genova.

    (da la Repubblica - 23/05/2013 - Massimo Calandri)
    Genova  -  Dicono che il cuore abbia cessato di battere alle ore 17:45
    di ieri (mercoledì), ma non è vero. Il cuore di Don Andrea Gallo con-
    tinua a pulsare. In direzione ostinata e contraria, come ha sempre fat-
    to. Come quello di Fabrizio De Andrè che con il "prete degli ultimi"
    aveva stretto un'amicizia forte e discreta, molto genovese: "Perchè
    non vuole fare di tutto  per mandarmi in paradiso", mugugnava -
    sollevato - il cantautore"... Se ne è andato ieri pomeriggio, nono-
    stante un diluvio di preghiere - "Anche quelle di noi atei: non mol-
    lare proprio ora!", gli tweettavano irriducibili - , confortato dall'a
    more dei suoi ragazzi  della  Comunità di San Benedetto al Porto.
    A luglio avrebbe compiuto 85 anni. Giovedì scorso un caffè bevu-
    to in canonica con Davide Ballardini, l'allenatore di calcio che
    qualche giorno prima aveva contribuito  alla salvezza del"suo"
    Genoa. Poi si è messo a letto nel suo piccolo studio, circondato
    dalle immagini dei cari - la mamma Maria Tomasina, Papa Gio-
    vanni, Don Bosco - , ad aspettare. Sempre al servizio dei dimen-
    ticati. Sempre e comunque contro.
    "Mi  restano  poca carne, ossa malandate  e  una  testa  sempre  più
    balenga", mormoraca l'altro giorno. Ma no, è sempre stato un leone
    Fino all'ultimo istante e da quando era ventenne e novizio. con i Sa-
    lesiani a Varazze.   Poi le missioni in Brasile, però c'era la dittatura
    ed era tornato - frustrato, ancora obbediente a Genova.
    Da sacerdote il primo esemplare incarico: la Garaventa, nave-scuola
    riformatorio per minorenni in grado  di "raddrizzare"  anche le teste
    più dure. Non quella di don Gallo,. ostinato e contrario: per tre anni
    cercò di introdurre un metodo educativo basato sulla fiducia  e la li-
    bertà, conquistandosi l'affetto dei giovani ma gli anatemi dei superio-
    ri, che lo costrinsero a lasciare l'incarico". A quei tempi nei carruggi
    era una vita  che  non si facevano prigionieri, , però questo "strano"
    prete riusciva a toccare le corde dei più deboli. E quando il cardinale
    Giuseppe Siri, conservatore come nessuno mai, ne ordinò il trasferi-
    mento - "I contenuti delle sue prediche non sono religiosi ma politi-
    ci, non cristiani ma comunisti" - , nell'angiporto scoppiò una rivolu-
    zione che era un urlo di libertà, un anelito di amore.
    Don Federico Rebora nei primi anni Settanta lo accolse nella par-
    rocchia di San Benedetto.   "Così è cominciato tutto", raccontava
    Don Andrea e intanto gli veniva una bella luce negli occhi. I vico-
    li, un tossicomane agonizzante.   "A quei tempi l'eroina era quasi
    sconosciuta, gli ospedali rifiutavano il ricovero perchè per la legge
    di allora i consumatori dovevano essere arrestati. Ma il ragazzo sta-
    va morendo. Dove lo porto?". In chiesa ogni giorno era già un via
    vai di disperati. "E' nata la comunità di San Benedetto.". La bat-
    taglia per riconoscere i tossicodipendenti come malati. L'accoglien-
    za dei disperati, degli ultimi. Di quelli che tutti rifiutavano. Anche
    i "trans" del ghetto, che  nella Comunità  trovano finalmente una 
    zona "franca" dove potersi sentire come tutti gli altri. Amati, com-
    presi. - Senza volerlo Don Andrea diventa un simbolo, una bandie.
    ra. Con i fatti, con l'esempio di ogni giorno. Perchè ci mette sempre
    la faccia, basta chiamarlo per una causa "giusta", e cioè perdente:
    disponibile, infaticabile. Un provocatore, se serve. "La droga è una
    sostanza, in sè non è un bene o un male. Dipende dall'uso che se ne
    fa". Confessa: "Ho ceduto alle tentazioni della carne, fra i trenta e
    i quarant'anni. Un peccatore sì, ma non incallito". Con quel sigaro
    ad incallirgli le dita e il cappello nero, in prima linea nei giorni del
    tragico G8 di Genova. Una carezza per Carlo Giuliani, il ragazzo di
    Piazza Alimonda. Un anno fa sponsor determinante di Marco Doria,
    sindaco arancione che spariglia la tradizione Pd. Il mese scorso l'ul-
    tima battaglia pubblica, a favore di un teatro genovese che rischia la
    chiusura, il Modena. Ormai parlava a fatica: "Scusate, se non riesco
    a chiudere le parentesi. Ma non mi arrendo".
    No, non si è mai arreso. Ed è per questo che nei vicoli di Genova di-
    cono che il cuore di don Gallo continui a battere.




    Palermo
    Don Puglisi: martire antimafia
    Centomila persone alla cerimonis di beatificazione del parroco di periferia
    In mezzo alle 100.000mila persone che, sabato mattina 25 maggio, affollavano il
    prato del Foro italico sul lungomare di Palermo per partecipare alla beatificazio-
    ne di don Pino Puglisi "martire" di mafia, c'era uno striscione che riportava una
    delle frasi che il parroco di Brancaccio era solito ripetere:  "Se ognuno di noi fa
    qualcosa, allora si può fare molto".    Associata ad un altro ricorrente invito del
    prete palermitano, quello a scegliere "da che parte stare" . fra la giustizia e la so-
    praffazione, fra il coraggio e l'omertà, fra la mafia e l'antimafia -, è la sintesi più
    efficace del ministero pastorale, ma anche civile, di Don Puglisi. E la chiave per
    comprendere sia  le ragioni che hanno spinto decine di migliaia di persone - grup-
    pi organizzati come gli scout, semplici fedeli e cittadini, molti da fuori Sicilia . a
    partecipare alla cerimonia religiosa, sia l'apprezzamento che il prete palermitano
    raccoglie dai non credenti e da chi si colloca fuori dal tempio.
    "Don Pino Puglisi non fu mai prete per mestiere", ha detto nell'omelia l'arcive-
    scovo di Palermo, il cardinal Paolo Romeo..  Non quindi "un onesto burocrate
    del sacro che amministra i sacramenti, insegna un pò di catechismo e soccorre
    qualche famiglia in difficoltà ponendo ai parrocchiani meno interrogativi pos-
    sibili", spiega Augusto Cavadi, studioso palermitano dei rapporti fra Chiesa e
    mafia. Ma UN PRETE CHE SI IMPEGNAVA NEL TERRITORIO E SI PRE-
    OCCUPAVA DEI BISOGNI ANCHE MATERIALI DEI SUOI PARROCCHIANI:
    allora le lotte per la costruzione delle fogne, di un presidio socio-sanitario e di una
    scuola media a Brancaccio , quartiere feudo dei fratelli Graviano - condannati co-
    me mandanti dell'omicidio - lasciato nel degrado per mantenere i suoi abitanti di-
    pendenti dai fav ori e dal dominio mafioso: le marce antimafia, gli scontri  con  i  
    democristiani locali, i legami spezzati con i padrini in prima fila nella processio-
    ne di San Gaetano, il patrono della parrocchia.
    Lo ricordano i cittadini di Brancaccio che erano al Foro Italico: "Avevo 15 anni
    quando l'ho conosciuto. mi ha colpito la sua onestà limpida ma anche il silenzio
    assordante delle istituzioni quando denunciava i problemi del quartiere", raccon-
    ta Mimmo De Lisi, oggi assistente sociale al centro 'Padre nostro' di Palermo.

    CONTINUA...
    to be continued...

    venerdì 24 maggio 2013

    Spettacoli / musica - Springsteen a Napoli: "Sono tornato a casa mia, ciao napoletani"

    24 maggio '13 - venerdì            24th May / Friday                          visione post - 12

    Il Boss è tornato nella sua terra d'origine: i nonni
    partirono da Napoli per l'America.
    Grande spettacolo di Springsteen
    nella piazza napoletana del Plebiscito
    «Io sono del Sud Italia ed è bello essere a casa». Con queste parole Bruce Springsteen ha salutato il pubblico aprendo il concerto in piazza Plebiscito a Napoli, sulle note di «O sole mio' suonata dalla E Street Band. Springsteen ha fatto il suo ingresso sul palco a metà canzone portando in mano un cartone giallo a forma di sole con il titolo della nota canzone tradizionale napoletana. Dopo il saluto del "Boss", in ottimo italiano, il concerto vero e proprio è iniziato con "Long walk home".





    Lucianone

    giovedì 23 maggio 2013

    Ultime notizie - dall'Italia e dal mondo / Latest news

    23 maggio '13 - giovedì          23rd May / Thursday                  visioni post - 3

    Londra  -
    Soldato decapitato a Londra: aggressione terroristica /
    Vietato ai militari di mostrarsi in pubblico in divisa.
    LONDRA - Fonti investigative citate dall'agenzia Reuters hanno confermato il verosimile legame con la Nigeria dei due sospetti responsabili della feroce aggressione e dell'uccisione del soldato britannico, aggredito e decapitato ieri seraa a Londra.
    Le fonti, parlando sotto copertura dell'anonimato, hanno ipotizzato legami nigeriani, senza fornire dettagli. Legami che sarebbero comunque emersi sulla base delle prime risultanze delle indagini e dell'esame delle immagini video in cui compaiono i due sospetti attentatori, uno dei quali scandisce minacce e slogan islamici. In precedenza la stessa voce era circolata su Twitter, dove un presunto conoscente aveva individuato uno dei due killer come Michael Adeboloja: giovane di origine nigeriana trapiantato a Londra e che avrebbe cambiato il suo nome in 'Mujahid' dopo essersi convertito dal cristianesimo all'Islam.
    Il primo ministro britannico. «Questo non è solo un attacco alla Gran Bretagna, questo è tradire l'Islam. Non c'è nulla nell'Islam che giustifichi questo atto». Parlando davanti a Downing Street il giorno dopo l'attacco il primo ministro David Cameron ha citato la capo scout diventata eroina, Ingrid Loyau-Kennett, che ieri ha affrontato gli attentatori sul posto del massacro. «Quando le è stato detto 'Vogliamo cominciare una guerra a Londra', lei ha risposto: 'siete soli contro molti, perderete'. Così facendo, lei ha parlato per tutti noi', ha detto il premier.

    Roma
    Lavoro: il nodo delle risorse / Il governo punta agli incentivi
    L'incontro tra Giovannini e le parti sociali / Entro giugno
    il piano degli interventi.
    Molte proposte, un clima sicuramente positivo, ma anche una domanda che aleggiava sul tavolo: dove trovare i soldi che servono? Il primo incontro tra il ministro del Lavoro Giovannini e le parti sociali è servito ad avviare il percorso che dovrebbe portare a fine giugno, in concomitanza con il prossimo Consiglio europeo, a definire programmi di medio e lungo termine in particolare sull’occupazione del giovani. Ma la scadenza effettiva per i primi provvedimenti potrebbe anche slittare a luglio. Non ci sono per ora nuovi appuntamenti formalizzati, ma nei prossimi giorni le strutture del dicastero dovrebbero elaborare un documento, una sorta di proposta aperta che tenga conto di quanto emerso finora. Su questa bozza dovrebbero proseguire i contatti a livello tecnico. «Dobbiamo essere rapidi» ha comunque avvertito il ministro.

    I FONDI DISPONIBILI
    Ma quante risorse sarà possibile mettere effettivamente in campo? Ci sono i fondi europei del programma Youth Guarantee: la quota italiana è di 400 milioni, si tratta di anticiparne la disponibilità a quest’anno. Per il resto, molto dipenderà dai margini di manovra che si potrebbero aprire dopo il 29 maggio, dopo cioè l’uscita del nostro Paese dalla procedura per disavanzo eccessivo. Ma quegli spazi finanziari, se pure ci saranno dovranno servire anche alle esigenze di altri settori. Ne è consapevole Giovannini che ai partecipanti all’incontro ha spiegato di «essersi messo in fila a palazzo Chigi» per le priorità del suo dicastero. Certo le disponibilità non potranno arrivare ai 12 miliardi di cui si è parlato. «La vedo difficile» ha tagliato corto il ministro. Che comunque mantiene un atteggiamento pragmatico: «Bisogna sfruttare tutti i refoli di vento» ha sintetizzato, ricorrendo ad una metafora velistica, una volta uscito dalla riunione.

    Bruxelles -
    Letta incassa il sì UE: priorità all'occupazione dei giovani / Alla fine
    del vertice il premier ignorato da Angela Merkel / Ma lui spiega:
    "No, ci eravamo salutati trenta secondi prima".
    «L’emozione del battesimo» che dice di aver avuto appena ieri pomeriggio, quando si è seduto nella sala del Consiglio europeo, Enrico Letta sembra averla superata bene. Deve essere stata ben poca cosa rispetto alle emozioni che gli riserva la «strana maggioranza» che lo attende a casa dopo una sosta a Lipsia per i 150 anni della Spd tedesca. Al debutto sulla scena europea, il presidente del Consiglio si mostra sereno e non si sbilancia mai. Anche quando, dopo il summit, gli viene chiesto se sarà possibile evitare l’aumento dell’Iva: «Se ci saranno le risorse sarà auspicabile, ma dobbiamo discutere» anche dei tagli di spesa.

    Palermo  -
    Anniversario strage di Capaci 21 anni dopo l'uccisione
    di Falcone e la sua scorta / Napolitano: "Lotta instancabile
    alla mafia".
    «Abbiamo vinto la sfida del meteo, siamo qui insieme a voi». Il presidente del Senato Pietro Grasso ha salutato così i ragazzi siciliani che hanno accolto a Palermo con uno sventolio di bandierine tricolore e con le note dell'Inno di Mameli i coetanei arrivati da tutta Italia in decine di migliaia per il 21esimo anniversario delle stragi di Capaci e di via D'Amelio. Sul palco dopo di lui ha preso la parola anche Don Ciotti, imbarcato sulla Nave proveniente da Napoli per esortare tutti a tenere viva la memoria dei due magistrati e di tutte le vittime della mafia.


    Grasso. «Ritengo inappropriato sostenere che proposte legislative di contrasto alla mafia, alla corruzione, al voto di scambio possano essere considerate divisive. L'unica divisione possibile nel contrasto alla corruzione è quella tra gli onesti e i corrotti». Lo ha detto il presidente del Senato Grasso a Palermo. Grasso, intervenendo alle commemorazioni della strage di Capaci, ha proseguito: «lo Stato deve essere e apparire forte, serio e credibile, rigoroso con coloro che lo contrastano, affidabile con i cittadini onesti». «Lo Stato deve essere ed apparire forte, serio e credibile. Rigoroso con coloro che lo contrastano e affidabile con i cittadini onesti», ha aggiunto Grasso, intervenendo dall'Aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, in occasione delle celebrazioni per il 21esimo anniversario delle stragi di Capaci e via d'Amelio. «Chi rappresenta le istituzioni - ha aggiunto - dovrebbe guardare alla vita di Falcone e Borsellino, ispirarsi al loro esempio e richiamarsi alle proprie responsabilità».

    Lucianone

    mercoledì 22 maggio 2013

    Società - Stati Uniti / OKLAHOMA : l'apocalisse del tornado

    22 maggio '13 - mercoledì        22nd May / Wednesday                        visioni post - 14


    STATI UNITI  -  Paesaggio devastato a 24 ore dal passaggio del tornado sull'Oklahoma. Il capo dei vigili del fuoco: "al 98%" tra le macerie probabile non ci siano più sopravvissuti né corpi da recuperare". Ma si scava ancora tra le macerie.
    Danni per 3 miliardi di dollari: è il più costoso della storia.
    Partono le prime donazioni.

    Più di cento persone sono state estratte vive dalle macerie delle case spazzate via dal
    tornado che lunedì ha devastato Oklahoma City. Tra i 24 morti anche 9 bambini di una
    scuola elementare. Due superstiti. 'la maestra ci ha fatto scudo con il suo corpo'-
    (da Il Corriere della Sera - 22/05/2013 - Massimo Gaggi /inviato) 
    Oklahoma City
    A Moore, una delle tante località del Mid West americano abituate a trascorrere la
    primavera come città sotto minaccia di bombardamenti, le sirene d'allarme  hanno
    suonato 16 minuti prima che si scatenasse il finimondo. Sembra niente, ma qui
    hanno imparato a mettersi in salvo in pochissimon tempo: il preavviso medio è di 
    10 minuti.  Chi si è scavato  uno 'shelter'  sotto casa si rifugia lì, nella 'cellar', la
    cantina. E' al sicuro, ma può restare bloccato là sotto se la casa crolla e i detriti
    ostruiscono l'uscita del rifugio. "Nella scuola, però, il rifugio non c'è", racconta
    James Rushing che non riesce nemmeno a essere indignato: è ancora sotto choc,
    incredulo per quello che ha visto.   Abita a un paio di isolati dalla Plaza Tower
    Elementary School di Moore, poche miglia a sud di Oklahoma City.  Quando è
    scattato l'allarme è andato a riprendersi il figlio di cinque anni. "Ma dopo due 
    minuti che ero dentro, ha cominciato a tremare tutto.  IL CIELO era nero, ho
    sentito il ROMBO sordo del vortice che avanzava: abbiamo cercato di metterci
    al riparo". I più grandicelli, quarta, quinta e sesta classe, erano stati giò porta-
    ti al sicuro dai loro insegnanti in una vicina chiesa, un edificio di pietra. I pic-
    coli sono rimasti nella scuola.
      ,

    Stessa scena in un'altra elementare di Moore, la Briarwood. "Abbiamo radunato
    i bambini  nella sala più lontana  dalle pareti esterne", racconta Sheryl Bittle,
    una delle maestre. "Li abbiamo fatti accucciare  negli angoli  con i loro zaini
    sulla testa". E' andata bene: qui non ci sono state vittime, anche se la Briar-
    wood è stata distrutta, le auto che erano nel parcheggio, sollevate dai venti che
    soffiavano a oltre 320 chilonmetri l'ora, sono state scagliate contro la facciata
    della scuola, sfondandola.  La Plaza Tower, invece, è stata centrata con ancor
    più violenza dal tornado.    Le pareti alle quali si erano aggrappati gli alunni
    sono crollate seppellendoli o sono schizzate via. Esemplare il coraggio di una
    maestra, Rhonda Crosswhite:  con il suo corpo  ha fatto scudo  ad alcuni dei
    suoi allievi, salvandoli. "Quando tutto è iniziato a venire giù, mi sono messa
    su di loro. Tutto qui. Uno dei miei ragazzini mi diceva: 'Ti voglio bene, ti vo-
    glio bene, ti prego non morire con me...".
    Purtroppo non tutti i piccoli allievi sono sopravvissuti. L'ultimo bilancio parla
    di 24 morti, tra i quali almeno 9 bambini, e oltre 200 feriti. Sono state oltre 100
    le persone finora estratte vive dalle macerie. I soccorritori continiuano le ricer-
    che tra gli edifici crollati. , anche con l'aiuto di cani e di tecnologie sofisticate.
    La zona è così DEVASTATA che si fatica addirittura a individuare le strade.
    Quando vivi in queste regioni, ti dice la gente, pensi di aver visto tutto. Ti abi-
    tui anche all'arme 'twister'. Nella "Tornado Alley" - il corridoio delle trombe
    d'aria che attraversa le praterie del Kansas e dell'Oklahoma, fino a quelle del
    Missouri  e dell'Arkansas, arrivando a lambire  anche Texas  e  Nebraska - la
    parola "emergenza" (emergency) viene usata molto di rado.     L'allarme che
    scatta ogni anno in primavera diventa quasi uno stile di vita.   Soprattutto a
    maggio. Anche prima che parta il lamento delle sirene, la gente impara a ri-
    conoscere i segni premonitori: il cielo scuro che diventa nero, le nubi sempre
    più basse, il caldo umido, afoso, improvvisamente  spezzato  da  una corrente
    fredda. E, dopo ore di vento forte, l'aria che si ferma all'improvviso. Allarmi
    che si sono ripetuti anche oggi: pioggia, schiarite, cielo improvvisamente cu-
    pissimo  e  le minacciose nuvole nere  che ho visto in lontananza, mentre in
    auto risalivo da Dallas , in Texas, verso Oklahoma City. Dove la gente, pur
    abituata alle tempeste che uccidono e distruggono decine di case, non  ave-
    va mai visto niente di simile. A nord di questa grande città di 600 mila abi-
    tanti era successo anche domenica: due morti, 39 feriti e decine di case di-
    strutte. Un flagello.

                                         After tornado-apocalypse

               The broad, dark funnel cloud was on the ground for about 35 minutes
               before dissipating

    Lunedì la replica è stata ben più catastrofica: peggio della tempesta che portò
    morte e distruzione nel 2003. Danni forse anche peggiori dello "storico" tor-
    nado del 3 maggio 1999 quando proprio qui, a Moore, si abbatterono i venti
    più forti mai registrati  al mondo  da uno strumento scientifico: 302 miglia,
    oltre 480 chilometri l'ora. Più del doppio dell'uragano più violento.  Allora
    i morti furano 40, le case ditrutte migliaia, con danni per un miliardo e mez-
    zo di dollari. Stavolta il tornado è stato classificato EF4, appena sotto il gra-
    do più alto della scala: si giunge a questo livello quando i venti superano le
    200 miglia l'ora, arrivando a sradicare intere case dalle loro fondamenta.
    Ma il bilancio, sia per quanto riguarda le vittime che per i danni, è ugual-
    mente gravissimo. Solo un twister abbattutosi esattamente due anni fa (22
    maggio 2011) su Joplin, in Missouri, uccise di più: 158 vittime. Ma allora i
    danni furono assai più limitati.
    A Moore , invece, la tromba d'aria formatasi lunedì che ha portato devasta-
    zione sulle 20 miglia del suo percorso, prima di dissolversi 40 minuti dopo,
    ha letteralmente scavato  la terra  come un gigantesco aratro  su un fronte
    largo circa due chilometri. Un percorso che, incredibilmente, COINCIDE
    in modo quasi perfetto con quello del tornado del 1999.

    Lucianone

    Cultura - La macchina dei ricordi: dialogo tra Scianna e Cappa

    22 maggio '13 - mercoledì           22nd May / Wednesday

    Un fotografo e un neuoroscienziato,
    Ferdinando Scianna e  Stefano Cappa,
    dialogano su un tema fondamentale per
    la nostra vita ma anche per l'apprendimento:
    LE METAFORE DELLA MEMORIA

    (da la Repubblica - 23/03/2012  -  di Paolo Magliocco)
    Archivio o motore di ricerca, come funziona la macchina dei ricordi
    Cappa /  Lo studio scientifico della memoria non gode  di un privilegio particolare rispetto a un
    approccio letterario o artistico su un oggetto  che poi non è neanche necessariamente  lo stesso.
    La definizione più generale che si può dare dal punto di vista scientifico è che si tratta di qualun-
    que cosa che lascia una traccia a livello della nostra mente, del nostro cervello. Si può scendere
    a un livello estremamente semplice, addirittura cellulare: se espongo ripetutamente una cellula a
    uno stimolo la sua risposta allo stimolo diminuisce e questo indica che c'è stato un apprendimen-
    to, conseguenza di qualcosa che è arrivato dall'esterno. DA qui si sale fino al livello della memo-
    ria autobiografica, che invece è un fenomeno estremamente complesso e che possiamo pensare
    di studiare solo negli esseri umani, perchè presuppone il linguaggio. L'una e l'altra memoria con-
    dividono il principio di base, generalissimo, che ci sono eventi che lasciano una traccia. Ma ab-
    bracciano una varietà enorme di concetti, tanto è vero che adesso si parla di "memorie" più che
    di memoria.
    Scianna /  Questo discorso della traccia riguarda molto il mio lavoro. Io penso che la fotografia
    abbia costituito nella vicenda culturale umana una rottura quasi di carattere copernicano.   Per la
    prima volta ci troviamo di fronte a immagini che non sono fatte dall'uomo, ma che sono prelevate
    dal reale, che sono appunto traccia di qualcosa. E sono qulacosa di estremamente obiettivo e al-
    lo stesso tempo ambiguo..
    CONTINUA...
    to be continued...

    Inchiesta - Italia / Il calcio malato

    22 maggio '13 - mercoledì               22nd May / Wednesday                visioni post - 13

    Altre notizie sul 'Calcio malato' si possono leggere in questo blog
    andando alle seguenti date di riferimento in archivio:
    12 aprile 2012  /  9 febbraio 2013

    Tre miliardi di debiti e stadi vuoti:
    il lungo default della serie A
    Un quadro allarmante emerge  dal terzo Report della
    Federcalcio sullo stato di salute del pallone in Italia

    (Da notizie ritrovate in 'la Repubblica' / R2SPORT /
    5/04/2013 - Fulvio Bianchi)
    Roma  -  Un calcio malato che cerca disperatamente di districarsi fra buoni propositi
    di ravvedimento e la cruda realtà di cifre che lo mandano a picco. La Figc ha presen-
    tato (ieri) il suo terzo Report, la fotografia sullo stato del nostro calcio: c'è poco da
    stare allegri (oggi come domani). <ricavi in ripresa d'accordo (2,6 miliardi di euro)
    ma debiti a quota 2,9 miliardi (+ 8,8% rispetto l'anno prima), patrimonio netto mi-
    giorato  ma pur sempre a cifre modeste (287 milioni: se fosse un'azienda "normale"
    dovrebbe preoccuparsi per il suo futuro), perdite in diminuzione del 10% (388 mi-
    lioni), ma costo del lavoro che aumenta (del 3 per cento) con giocatoer strapagati
    e stadi sempre più vuoti.
    Si guarda al futuro. Giancarlo Abete si sforza di essere ottimista ("niente pessimiù
    smo leopardiano"), ricorda l'importanza di una legge sugli stadi ed elogia il model-
    lo-Juve, che se l'è cavata da sola e ha trovato una nuova strada, importante, di rica-
    vi. Ma in pochi anni è stato perso un milione di spettatori: il trend negativo è inizia-
    to nel 2008-09, e siamo  non solo lontani anni luce  dalla Germania (stadi pieni al
    93%), ma ci staccano anche Premier League e Liga di Spagna. E la colpa, attenzio-
    ne, non è solo degli impianti, vecchi e sovente brutti (perà meno insicuri del passa-
    to, un progresso sensibile sul fronte sicurezza): è il prodotto che offriamo che non
    piace più.  Basta pensare che per il campionato di A la media spettatori è stata di
    22.005 nel 2011-12 (ma in leggera risalita quest'anno), pur essendo i biglietti me-
    no cari (20,5 euro contri i 50 della Spagna) che in altre nazioni, mentre in Cham-
    pions League la media si attesta sui 54.308 tifosi a partita, più che in Inghilterra.
    Basta offrire un prodotto avvincente, come la Coppa con le grandi orecchie e i ti-
    fosi italiani rispondono. E non è detto che l'overdose di calcip in tv svuoti (sempre)
    gli stadi: almeno in Bundesliga non è stato così.  Ma in Italia si sta studiando, dal
    2015, se imitare il sistema inglese, dove non tutte le gare vengono trasmesse in di-
    retta e c'è una "protezione" del prodotto.
    I venti padri-padroni del pallone si augurano che al bando del prossimo anno possa
    partecipare anche Al Jaazeera. Più competitors, più soldi? Ma alle pay tv questo cal-
    cio non piace e della Lega di A ieri non c'era nessuno, come se la cosa non li riguar-
    dasse. Il nostro calcio è "VECCHIO", non ha più grandi talenti, i giovani faticano
    ad imporsi e poi quegli impianti che, tranne eccezioni, mettono tristezza. Per fortuna,
    c'è la Nazionale che tira, porta ascolti in tv (ma la Rai si lamenta: "giusto valorizza-
    re la maglia azzurra ma sino a che punto?"), entusiasmo e soldi nelle casse della Figc
    che deve difendersi adesso dall'assalto delle nostre Federazioni: "Troppi i 62 milioni
    di contributi Coni al calcio che sperpera", sostengono.   Abete si ribella ("storie, noi
    siamo il motore dello sport") ma il 16 aprile, in giunta Coni, ci sarà battaglia.
    Le prospettive per il nostro calcio non sono rosee, lo stesso Pd è preoccupato ("biso-
    gna cambiare rotta"): siamo ancora troppo dipendenti dai diritti tv e poi dalla prossi-
    ma stagione calerà la mannaia dell'Uefa. Il Progetto Fair Play Finanziario  prevede
    infatti le prime sanzioni e Platini ha promesso che non guarderà in faccia a nessuno
    (nemmeno al Psg dove lavora suo figlio).    I club italiani rischiano di essere esclusi
    dalle Coppe europee? No, almeno per ora. Hanno tutti iniziato (dal Milan all'Inter
    passando per la Juve che ha dimezzato il "rosso") un percorso virtuoso.
    Ma rischiano, questo sì, di essere meno competitive in campo internazionale. Come
    spiega Ernesto Paolillo, ex ad dell'Inter ed esèperto, insieme ad Umberto Gandini
    (direttore organizzativo Milan) del FFP: "L'Uefa potrebbe imporre alle nostre so-
    cietà sanzioni economiche e questo comporterebbe una minore possibilità di opera-
    re sul mercato e minore cmpetitivitàa a livello europeo". Già, chi gielo dice adesso
    a Conte?

    CONTINUA...
    to be continued...