sabato 16 marzo 2013

POLITICA - Italia / Fatto il Parlamento

16 marzo '13 - sabato        16th March / Saturday

Eletti i presidenti dei due rami del Parlamento
Grasso e Boldrini, uno-due per il Pd
Insorge il Pdl: "occupazione militare"

Vittoria doppia nelle due camere per Pd e Sel

Le elezioni di Boldrini a Montecitorio e Grasso a palazzo Madama mandano su tutte le furie i vertici del Pdl

Una giornata convulsa con la doppia prova di forza della maggioranza (relativa) Pd-Sel che elegge due suoi rappresentanti sugli scranni più alti di Camera e Senato. E l'amarezza dei vertici del Pdl, che hanno sfiorato la riconferma di Renato Schifani a palazzo Madama, poi sfuggita dopo che si è compreso che l'inatteso asse con Scelta Civica di Monti non andasse in porto per le richieste, da un lato e dall'altro. Alla fine la quadra non è riuscita e per il Pdl a vincere oggi è stato ufficialmente «l'inciucio tra Pd e Grillo», che spinge Silvio Berlusconi e il partito ad invocare il ritorno al voto al più presto.
LA FRONDA - In realtà, il Cavaliere vede allargarsi la fronda di quelli che pur di non andare al voto - e i sospetti ricadono anche sulla Lega nonostante per ora l'asse con il Carroccio regga - sarebbero disponibili a non ostacolare la nascita di un governo targato Pd. In aggiunta al timore che le crepe all'interno dei grillini possano allargarsi a tutto vantaggio della sinistra. Con il solo risultato di escludere il Pdl e relegarlo ai margini, fuori da ogni trattativa per il Quirinale.
«L'OCCUPAZIONE» - Ma per il Cavaliere quella che non disdegna di definire una vera e propria occupazione militare da parte della sinistra potrebbe, nella partita sul successore di Napolitano, rivelarsi una carta a favore del Pdl. Certo, è una minima speranza e la rabbia c'è, anche per aver assistito allo sfumare del tentativo di blitz a palazzo Madama. Si sono presi tutto, si è sfogato con alcuni senatori dopo il voto che ha eletto Pietro Grasso - per il quale tra l'altro l'ex premier nutre rispetto e stima - alla guida del Senato. Bersani, avrebbe spiegato Berlusconi ai suoi, ha messo in piedi una operazione mirata a farmi fuori e ora i magistrati faranno il resto.

Piero Grasso e Laura Boldrini, presidenti del Senato e della Camera

Laura Boldrini è presidente della Camera

La deputata di Sel, candidata dal Pd, ha ottenuto 327 voti. Discorso molto applaudito: «Difendo i diritti degli ultimi»

Boldrini e Grasso Presidenti
Ora la sfida del governo

TUMBLR TWITTER E INSTAGRAM | Pietro Grasso (Pd) eletto presidente del Senato (VIDEO) con l'appoggio dei grillini siciliani. Laura Boldrini (Sel) nuovo presidente della Camera (VIDEO). Berlusconi attacca: «Occupazione militare».

I RETROSCENA
La nottata di trattative finita con la presa d’atto del «disimpegno» di Mario Monti, l’annuncio a sorpresa di Pier Luigi Bersani incontrando deputati e senatori Pd di primo mattino, il risultato positivo che arriva subito a Montecitorio e poi, dopo un pomeriggio caratterizzato da discussioni e spaccature dentro Scelta civica e Movimento 5 Stelle, il bis a Palazzo Madama. 
Due nomi tirati fuori dal cilindro dal leader Pd dopo aver registrato che l’offerta di «corresponsabilità» è caduta nel vuoto. «Con i Cinquestelle c’è stato un confronto non improduttivo ma che non è andato a buon fine, mentre da altri c’è stato un disimpegno che ha causato un’evidente sorpresa», dice Bersani incontrando alle otto e mezza del mattino i gruppi parlamentari Pd. Il riferimento è a Monti, che incassato il no del Colle alla sua candidatura alla presidenza del Senato si è rifiutato di proporre altri nomi di Scelta civica. Bersani lo aveva detto, «se costretti, faremo da soli». E a deputati e senatori democratici propone di votare due nomi, quello della ex portavoce dell’Agenzia Onu per i rifugiati e quello dell’ex procuratore antimafia, invisi a Lega e Pdl, ma con i quali conta di sparigliare le carte, lanciare un chiaro segnale di rinnovamento e far uscire allo scoperto i parlamentari montiani e quelli del M5S. Una strategia che si rivela vincente. E che consente a Bersani di guardare con ottimismo alla prossima tappa, ovvero l’incarico a formare quel «governo di cambiamento» prospettato all’indomani delle elezioni. Perché se è vero, come il leader del Pd dice all’inizio della lunga giornata, che «questa legislatura nasce con degli elementi di fragilità», è anche vero, come dice quando è sera e ha incassato il doppio successo, «se si vuole, cambiare si può». 

Lucianone


Sport - calcio / Serie A - 29^ giornata: i due anticipi

16 marzo '13 / sabato      16th March / Saturday

Bologna  -  Juventus      0  -  2
Catania  -  Udinese        3  -  1

JUVENTUS   QUASI SCUDETTATA
CATANIA     AVANTI PER UN POSTO IN 'EUROPA LEAGUE'


Lucianone

venerdì 15 marzo 2013

Politica / società - Italia vista da Stampa tedesca online

15 marzo '13 - venerdì       15th March / Friday


Germania
Dopo le lodi lo Spiegel avverte:
Grillo pericolo per l'Europa

In un editoriale on line si attribuisce la forza di Grillo al risentimento contro la classe politica, il sistema parlamentare, Bruxelles e la Germania.
 Bisognerebbe augurarsi che Steinbrück abbia avuto ragione quando ha affermato che gli italiani hanno eletto due buffoni. Ma purtroppo sembra proprio che su uno dei due si sia sbagliato». Jan Fleischhauer, editorialista abbastanza noto e alquanto controverso, conclude così un commento su Beppe Grillo comparso sullo «Spiegel on line» richiamando la gaffe in cui il candidato socialdemocratico alla cancelleria si era prodotto all’indomani dell’apertura delle urne in Italia. E il senso della frase è chiaro: Berlusconi sarà pure un clown, ma Grillo non lo è affatto. È, come recita il titolo del commento, «l’uomo più pericoloso d’Europa».
Grillo, al qaeda bombardi roma

L'INTERVISTA
Fleischhauer prende spunto dall’intervista che il leader del movimento Cinque Stelle ha rilasciato giorni fa al quotidiano economico «Handelsblatt», nella quale sostiene (fra l’altro) che «de facto» l’Italia è già fuori dell’euro e che in capo a sei mesi i partiti rappresentati nel parlamento italiano saranno morti.


Per l’editorialista dello «Spiegel» si tratta di affermazioni che mettono a nudo il carattere antidemocratico di Grillo, che invece - sostiene - in Germania viene visto con una certa simpatia perché qua si ritiene, a torto, che le sue idee siano vicine a quelle dei Verdi e della sinistra. Ma si tratta di un pericoloso fraintendimento: la proposizione di contenuti ecologici e di rinnovamento della politica, come il sostegno alle energie alternative, una maggiore partecipazione dei cittadini, la protesta contro i politici disonesti e ingordi sono, secondo Fleischhauer soltanto la superficie. In realtà la forza del leader italiano è nel risentimento non solo contro la classe politica, ma contro il sistema parlamentare in sé, contro i burocrati di Bruxelles e, last not least, i tedeschi. Questa è la chiave del suo successo e con la democrazia ha poco a che vedere.
Il commentatore tedesco dice di condividere la tesi dello storico britannico Nicholas Farrell autore di una biografia di Mussolini al quale, recentemente, ha paragonato Grillo. Ambedue hanno tratto spunto per la loro avventura politica dalla sinistra e sono rimasti, in fondo all’anima, uomini di sinistra. Mussolini era nero, Grillo pare verde, ma tutti e due, secondo l’opinione di Farrell che Fleischhauer condivide a pieno, «hanno il cuore rosso».

Lucianone

giovedì 14 marzo 2013

Sport - calcio / Champions League

14 marzo '13 - giovedì        14th March / Thursday

FASE FINALE  /  Ottavi

Partite
                                                                  andata                     ritorno
Celtic Glasgow  -  Juventus                       0  -  3                   0  -  2
Valencia  -  Paris Sg                                 1  -  2                    1  -  1
Real Madrid  -  Man Utd                         1  -  1                       2  -  1
Shakhtar  -  Bo.Dortmund                         2  -  2                   0  -  3
Arsenal  -  Bayern                                     1  -  3                   2  -  0
Porto  -  Malaga                                        1  -  0                   0  -  2
Galatasaray  -  Schalke                            1  -  1                   3  -  2
Milan  -  Barcellona                                  2  -  0                   0  -  4


L'opinione del Giovedì - Il Papa sì, il governo no

14 marzo '13 - giovedì            14th March / Thursday                        visioni post - 12

L'opinione del Giovedì,
(di Lucianone)
Politica e Fede
"Basta i politici, tutti fuori!" dice Grillo e, per adesso, sta vincendo
lui, sta paralizzando il Parlamento, Camera e Senato bloccati: non
è bello, non è positivo, è una democrazia ferma, in 'stand by', e noi,
il popolo o perlomeno una buona parte di esso, non ce lo meritiamo.
Sì, giusto, la classe politica italiana ha fallito nella sua totalità da
tanto tempo. Sì, d'accordo, bisogna ripartire da zero o quasi, biso-
gna resettare (come dice Grillo) tutto.  Ma da quale punto di vista
se non da quello di una nuova società che si fondi su una nuova,
rinnovata, pulita, spartana, incorrotta, giusta politica del futuro?
La politica non può morire, non deve morire. Anche Grillo che va
nelle piazze a gridare ai cittadini il suo sdegno e anzi le sue incaz-
zature sul tipo di società corrotta e infame costruita dalla vecchia
politica, fa a sua volta politica. 
Va beh! Meno male che Grillo esiste (come si diceva a suo tempo,
ma dall'altra parte del carro, di Silvio B.), meno male che la scos-
sa che ci voleva per far indignare e decollare almeno i giovani, c'è
stata e ha portato i suoi rappresentanti prima in alcuni comuni di
questo Paese (sfigurato da politica-malaffare-mafia) e poi addirit-
tura nel cuore del Parlamento.
OK! Ma adesso, caro Grillo e grillini, siete dentro, non potete più
chiamarvi fuori o extra. Troppo comodo!   Il movimento-tsunami
si è fatto ormai  istituzione, anzi ISTITUZIONE, che non  è una
parola da poco, da prendere come hobby riempitivo: qui il blog e
le parole d'ordine del portale grillino diventano una cosa sempre
più seria. Se hanno fallito gli altri movimenti, quello pirata  nel-
la Germania della Merkel o l'altro olandese del Pym Fortyun, voi
grillini non potete permettervelo, perchè  più di mezza Europa  e
una parte d'America vi guarda, e magari crede in voi, vi potrebbe
prendere da modello, forse. - Evitare mass media, evitare la televi-
sione (ma inevitabilmente ne siete poi fagocitati, non ci si scappa)
dritti nella propria fede, cioè quella di Grillo: Ok, finora è anda-
ta bene, è stata la mossa vincente (come dice anche Umberto Eco),
MA adesso è solo l'ora di prendersi le responsabilità come politici
e non come extraparlamentari nel parlamento osservando dall'al-
to e giudicando solo il bene o il male fatto da altri giudicati non
appropriati in ogni caso.  Insomma la FEDE se c'è, in qualsiasi
valore che si contrapponga alla schifezza politico/economica che
si è andata sviluppando in questi anni, va provata sul campo con
libertà di coscienza e agendo in prima persona proponendo e ma-
gari votando con chi ha le stesse idee e stessi valori, e quindi ci
si deve per forza 'sporcare le mani' per dirla in gergo grezzo.
Dunque la politica è ancora, e peggio di prima, incartata su se
stessa  e l'unica vera novità è questo M5S di Grillo che comun-
que si dice antipolitico e potendo fare la differenza non vuole
farla. Un Parlamento bloccato e una mancanza indecente di un 
nuovo governo capace di tentare almeno di dare una direzione 
per una crisi che sembra senza fine.   E in contrasto, abbiamo
un nuovo Papa eletto in pochissimo tempo per, anche qui, un
diverso e rinnovato governo della Chiesa di Roma (pure cor-
rotta e in pieno disarmo dopo le dimissioni del Papa tedesco
Ratzinger). - E che Papa, questo Papa Francesco! Un gesuita,
è la prima volta, un latino-americano, argentino,   è la prima
volta, e soprattutto un umile pastore che non gradisce l'osten-
tazione e dunque l'apparato, dunque la ricchezza. E' un Papa
che potrà non solo rinnovare le gerarchie, ma anche - e lo sta
già facendo, almeno con il suo comportamento - riportare la
Chiesa alla sua origine di modesta e semplice Casa di Gesù.
E lo dimostra nei gesti , nelle parole, nel modo di vestire -
cioè tutto nella massima semplicità, come faceva ed agiva
quando era vescovo di Buenos Aires.
Magari la politica prendesse da qualche parte piccoli
esempi da questo Papa Francesco! Sarebbe già tanto.
Ma il governo in Vaticano s'è fatto in quattro e quattr'otto:
è stata subito inividuata la persona più adatta. Invece nel-
l'Italia della crisi, il governo giusto con la persona adatta
addavenì...

Lucianone

mercoledì 13 marzo 2013

Ultime notizie - Dall'Italia e dal Mondo / Latest news

13 marzo '13 - mercoledì       13th March / Wednesday

 ROMA /  CONCLAVE

Fumata bianca alle 19.06: c'è il nuovo Papa
Fedeli in delirio in Piazza San Pietro

La scelta alla quinta votazione nella seconda giornata

C'è il Papa. La fumata bianca che ha annunciato al mondo l'elezione del nuovo Pontefice è arrivata alla quinta votazione, nella seconda giornata del Conclave. Il comignolo della Cappella Sistina ha iniziato a fumare alle 19.06, la piazza San Pietro gremita di fedeli sin dalla mattinata è esplosa in un boato: «Viva il Papa! Viva il Papa!». Striscioni, canti e danze. Le campane suonano a festa, la folla è in delirio.



Fumata bianca: eletto il nuovo Papa
Folla in festa a San Pietro

|Foto e video

Fra poco si saprà il nome e  la nazionalità
del nuovo Papa

L'ARGENTINO BERGOGLIO NUOVO PAPA 

Francesco, il primo latino-americano annuncio - l'arrivo 
"Vengo quasi dalla fine del mondo, pregate per me" 


INDIA
Marò, l'ira del premier indiano: "Ci saranno
conseguenze per l'Italia"
 La protesta del governo di Nuova Delhi dopo la decisione di non far rientrare Latorre e Girone: "Devono mantenere fede alla loro parola". La pressione dell'opposizione e il rischio di espulsione dell'ambasciatore italiano

Stati Uniti
Nuova strage in Usa, quattro morti / Sparatoria
nella contea di New York
Le prime due vittime in un autolavaggio, le altre due in un vicino negozio di barbiere. Ci sono altri feriti. L'aggressore si è dato alla fuga ma sarebbe asserragliato in una scuola abbandonata

Lucianone
 

martedì 12 marzo 2013

Politica /società - Italia dopo il voto / Grillo, M5S e Pd visti da Umberto Eco

12 marzo '13 - martedì      12th March / Tuesday                   visioni post -  14

Grillo ha successo perchè non va in tv / 
L'aristocrazia dei blog ora non basta /
Quando la sinistra si dice vincente gli
italiani votano a destra
Tutto questo e altro ancora dice il professor Umberto Eco in
un'intervista al quotidiano 'la Repubblica', parlando della
sitiuazione politica aggrovigliata che si è creata dopo il voto
del 25/26 febbraio.

(da la Repubblica - 06/03/2013  -  Intervista di Stefano Bartezzaghi)

S.B. - Sono passati pochi anni, professor Umberto Eco, da quando ha detto che a
volte avanziamo, ma "a passo di gambero".   Parlava di 'populismo mediatico' e
di paradossi della civiltà tecnologica.  Con il successo elettorale del Movimento
5Stelle il gambero è ulteriormente arretrato?
U. Eco - "No, non è arretrato perchè siamo di fronte a un cambiamento epocale.
Arretrerebbe se Grillo insistesse a suggerire "faremo di quest'aula sorda e grigia
un bivacco per i nostri manipoli", perchè lo aveva già detto Mussolini. Ma se ho
delle esitazioni nei confronti di Grillo (che evidentemente si trova in un momen-
to di stallo perchè sta passando dalla protesta, in cui eccelle, alla gestione in po-
sitivo della sua rappresentanza parlamentare) ho invece una certa speranza nei
confronti dei grillini anche se, non per colpa mia, non so ancora chi siano e cosa
esattamente pensino sul come gestire la cosa pubblica.    Se non altro non hanno
ancora rubato.
S.B. -  Che cosa pensa della strategia che consente a Grillo di essere sempre in tv
senza mai andarci?
U. Eco - "Io una volta avevo detto 'la chiave del successo è  non apparire mai in
televisione'. Io non sono presente nè su Facebook nè su Twitter eppure vedo che
qualsiasi cosa scriva viene ripreso su vari siti, e non posso fare un intervento nel
più remoto seminario universitario che subito vado su You Tube.  Dunque com-
plimenti a Grillo che ha capito questo principio fondamentale: la comunicazione
non è più diretta ma va come una palla di biliardo, ovvero si parla a nuora perchè
suocera intenda (o viceversa)".
S.B. - L'insufficiente vittoria di Bersani è dovuta soprattutto a errori di comunica-
zione?
U. Eco - "Credo di sì e proprio nella Bustina di Minerva per il prossimo numero
dell'Espresso dirò in sintesi che, quando Occhetto aveva annunciato di aver mes-
so in piedi una gioiosa macchina da guerra , è iniziata l'epoca berlusconiana. E
nel corso della scorsa campagna elettorale  Bersani asseriva che avrebbe vinto e 
governato.   Tutti abbiamo pensato  che Bersani conducesse  una campagna  da
gran signore, senza svaccare come i suoi avversari  (ed era vero), ma non abbia-
mo tenuto conto che ogni volta che la sinistra si presenta come sicuramente vin-
cente, perde.  In un talk show paolo Mieli aveva detto che da almeno sessant'an-
ni in Italia il 50 per cento dei votanti non vuole un governo di sinistra o di cene-
trosinistra. Non chiediamoci ora perchè, è un fatto che per evitare un governo di
sinistra (anche se l'aumento delle tasse è stato finora fatto solo da governi di cen-
trodestra) una consistente porzione di elettori  si è rivolta  per 50 anni alla DC e
per venti al belusconismo. Forse la proposta alternativa poteva essere Monti ma
(e anche questo è un fatto) non ha funzionato.  Dunque la destra vince quando
la sinistra convince l'elettorato moderato che sarà essa a salire al potere.
Ne concludo che una dose di vittimismo è indispensabile per non galvanizzare
gli avversari. Ovvero, per vincere devi seguire il principio (attuato da Berlusco-
ni) del "chiagne e fotti". Senza arrivare a tanto il Pd poteva seguire il principio
del "keep a low profile", tieni sempre un 'profilo basso'".
S.B. - Tutti i partiti già esistenti hanno perso terreno.
U. Eco - "Credo che i partiti siano restii ad accettare il cambiamneto epocalr, e
quindi danno ragione a Grillo quando usa l'appello (certamente populistico) del
tutti a casa. Naturalmente non si ha democrazia quando dicendo che tutti i poli-
tici sono dei mascalzoni, ma che molti abbiano votato secondo questa persuasio-
ne, ecco un altro fatto, e coi fatti non si discute. Anche gli tsunami e le alluvioni
sono un fatto, mentre chi fa le processioni per far piovere di solito rischia la sic-
cità".
S.B. - Sembra che Internet ormai possa giocare un ruolo preminente nella vita
politica italiana, ma l'Italia è ancora molto arretrata nell'alfabetizzazione in-
formatica e telematica.
U. Eco - "Questo è un problema capitale. Mi sono ricordato di alcune pagine del
Contratto Sociale di Rousseau, che avevo studiato quando avevo dato con Norber-
to Bobbio l'esame di filosofia del diritto. Ora Rousseau distingue, in parole povere,
tra il Sovrano (che non è il re bensì rappresenta la volontà generale), il popolo che
lo incarna e il governo che mette in opera le leggi volute dal popolo. Ma sa benissi-
mo che, se l'ideale della democrazia  è  l'agorà greca, dove tutto il popolo, e cioè la
totalità degli individui, partecipa alla cosa pubblica senza mediazione, e vi debbo-
no essere "più cittadini magistrati che cittadini semplici privati", il principio vale
per gli stati piccoli  ma non può valere  per gli stati troppo grandi   "perchè non è 
pensabile che il popolo rimanga in perpetua assemblea per disimpegnare i pubbli-
ci affari". Rousseau è molto scettico circa le assemblee rappresentative (e dunque
i parlamenti) e pertanto ritiene che "più ingrandisce lo Stato e più il governo do-
vrebbe restringersi  in modo  che il numero  dei governanti  diminuisca  con l'au-
mento della popolazione". Sono idee sue che non discuteremo.
S. B. - Rousseau confuta Grillo o grillo confuta Rousseau?
U. Eco - "Il grillismo parlamentare è una contraddizione, di qui gli imbarazzi di
Grillo, perchè la sua idea era quella di un grillismo informatico.   Cioè, se è im-
possibile riunire a legiferare i cittadini su una piazza, si crea la piazza informati-
ca e mediante Internet in cui tutti parlano con tutti si ricrea l'agorà ateniese, per
cui il Sovrano è "on line". MA l'idea non tiene conto del fatto che gli utenti del
Web non sono tutti i cittadini (e per lungo tempo non lo saranno) per cui le deci-
sioni non vengono prese dal popolo sovrano ma da un'aristocrazia di blogghisti.
Pertanto non avremo mai il popolo in perpetua assemblea. Questo è l'impasse del
grillismo che deve scegliere tra democrazia parlamentare (che esiste, e che lui ha
accettato partecipando alle elezioni) e agorà, che non esiste più o non ancora.
Una democrazia informatica è parsa esistere nella cosiddetta primavera araba,
e ora vediamo chi poi ne ha approfittato".
S.B. - Una rilevante quantità di intervistati ha mentito, come sempre: ma questa
volta hanno favorito in segreto un movimento che predica la trasparenza. Sono i
paradossi della "sondocrazia"?
U. Eco - "C'è la barzelletta di quel bambino a cui chiedevano sempre se era un
bambino e lui rispondeva una bambina, piombando nello sconforto i suoi geni-
tori. che evidentemente erano all'antica. Poi quando da adolescente ha comin-
ciato ad andare a ragazze, i genitori gli hanno chiesto perchè allora  diceva di
essere una bambina. E lui ha risposto: 'quando mi fanno domande stupide io
sempre risposte stupide'. Ecco, se qualcuno viene a chiedermi per telefono per
chi voterò (o anche che cosa penso del tal prodotto) mi sento autorizzato a rac-
contargli una qualsiasi panzana".
S. B. - Anche in politica, come in letteratura e nella comunicazione massmediale,
sembra che il pathos oramai  predomini sul logos. E' altrimenti difficile spiegare
certi flussi che hanno portato per esempio sostenitori di Renzi a votare per Gril-
lo. E' l'entertainment, o il 'politainment', che batte la politica? la politica è diven-
tata anch'essa  soggetta  alla legge consumistica  per cui tutto ciò che è nuovo è
più attraente?"
U. Eco - "In tempi in cui il vecchio non suscita più passioni anche il nuovo può
diventare attraente.Ma il problema è che Nixon è stato battuto da Kennedy per-
chè si è mostrato in TV con la barba malfatta.   Nixon doveva ispirare sfiducia
per ben altre ragioni, ma ha perso a causa del suo barbiere. Il Sovrano di Rous-
seau non sempre  ragiona  con la testa  ma  (a essere indulgenti) col cuore, e  il
cuore può fare brutti scherzi, come prova il numero di divorziati e il prurito del
settimo anno".
S. B. - I "tecnici" in politica non hanno avuto più successo degli intellettuali
éngagés di una volta. E' una sconfitta della cultura e della competenza, pro-
prio tempi che si vorrebbero meritocratici?"
U. Eco - "Ma se hanno ammazzato Socrate, perchè fa domande del genere? 
E francamente, perchè e per chi facciamo questa intervista? Ma in fondo
siamo ancora gramsciani: pessimismo della ragione e ottimismo della vo-
lontà".


Lucianone

Continua...to be continued...

Sport - calcio / Serie A - 28^ giornata 2012/13

12 marzo '13 - martedì         12th March / Tuesday                          visioni post - 9

Risultati delle partite
Genoa  -  Milan             0  -  2         Inter  -  Bologna             0  -  1
Udinese  -  Roma           1  -  1         Parma  -  Torino             4  -  1
Chievo  -  Napoli            2 -  0          Lazio  -  Fiorentina        0  -  2
Atalanta  - Pescara         2  -  1        Cagliari  -  Sampdoria    3  -  1
Palermo  -  Siena           1  -  2        Juventus  -  Catania        1  -  0

Classifica
Juventus  62 /  Napoli  53 /  Milan  51 /  Fiorentina  48 /  Inter, Lazio  47 /
Roma  44 /  Catania  42 /  Udinese  41 /  Bologna, Sampdoria, Parma  35 /
Cagliari  34 /  Atalanta  33 /  Torino, Chievo  32 / Genoa  26 / Siena  24 (
Palermo, Pescara  21

GIORNATA DI SVOLTA PER IL CAMPIONATO
Con 10 partite da giocvare, la Juventus vola a  +9 in classifica
e ha lo scudetto bis in tasca.

IL PUNTO  (di Gianni Mura - da la Repubblica - 11 marzo 2013)
Parliamo di scudetto facendo finta che sia ancora una questione aperta.
Dovrebbe impegnarsi a fondo la Juve, non per vinverlo ma per perderlo.
Nel pomeriggio di ieri il vantaggio sul Napoli è salito a 9 punti, anzi in
base agli scontri diretti è come se la juve ne avesse 10. Non sarebbero tan-
tissimi se ad inseguire  fosse una squadra  che scoppia  di salute, ma non
sembra questa la fotografia del Napoli attuale: dopo 4 pareggi, la sconfit-
ta di Verona - non "fatale" come 40 anni fa per il Milan, allora era l'ul-
tima giornata, ma sicuramente molto pesante.
Al di là dei meriti del Chievo, che doveva tirsrsi fuori dalla palude dopo
aver collezionato un solo punto nelle ultime 5 partite, il Napoli è parso
stanco, o sfiduciato, o le due cose insieme. E continua il digiuno di Cava-
ni, che s'è fato parare un rigore da Puggioni. -    Mazzarri, alquanto teso,
alla vigilia, come avesse fiutato l'aria grama, certe cose non può dirle, (e).
nessun allenatore le direbbe. Ma è evidente che, a questo punto, conviene
riporre i sogni ed essere realisti, ossia difendere il piazzamento Champions
dall'attacco del Milan.
La Juve ha conmpiuto il passo decisivo in una delle sue giornate meno
ispirate. Scarsa spinta sui lati, poco illuminante Pirlo  (e c'è da capirlo,
gioca sempre o quasi), decisivo nel recupero un tiruccio sghembo di Giac
cherini  dai bordi dell'area piccola dopo un bel numero tecnico di Pogba
sulla destra e una goffa smanacciata di Andujar, che poteva far di meglio
su quel croos. In pratica, ha consegnato il pallone a Giaccherini. Uno dei
soldatini cui Conte è più affezionato, forse non è un caso che sia lui a fir-
mare. Andava bene anche lo 0 - 0, ha detto Buffon, che ha molta esperienza..
Tutto considerato, andava bene sì. Alternando quattro attaccanti, Conte non
ne aveva ricavato più di un palo (Vucinic). Aggiungiamoci un clamoroso er-
rore in area di Marchisio e un tiro da fuori di Pogba, che sìè confermato un
eccellente acquisto.
Continua...to be continued...





  

sabato 9 marzo 2013

Sport - calcio / Serie B - 30^ giornata 2012/13

9 maezo '13  -  sabato          9th March / Saturday                visioni post - 10

Varese-Sassuolo 3-4, riprende la corsa degli emiliani verso la serie A

30ª giornata, successo esterno della squadra di Di Francesco. Non risponde bene il Livorno che pareggia 3-3 con la Reggina. Tre punti d'oro per Verona ed Empoli sui campi di Grosseto e Ascoli. Derby veneto a sorpresa: esulta il Vicenza. Pari show tra Modena e Cittadella

La capolista Sassuolo dimentica in fretta il clamoroso 0-2 interno col Grosseto e riprende la corsa verso la serie A. Lo fa vincendo (in 10) sul difficile campo del Varese 4-3. Il Livorno non replica pareggiando 3-3 con la Reggina. Al Picchi, dopo due sconfitte consecutive, arriva solo un punticino, troppo poco per la A. Ed il Verona corsaro a Grosseto 2-0 è a soli 2 punti di distanza. Vince ad Ascoli l'Empoli grazie alla doppietta di Maccarone. Derby veneto al Vicenza che passa sul Padova con Castiglia fa un grande scatto in zona calda. Pari show tra Modena e Cittadella (3-3), successo-salvezza per il Lanciano a Vercelli. Pari tra Spezia e Ternana, il Brescia non va oltre l'1-1 col Novara. Bari, doppio Tallo per avere la meglio sulla Juve Stabia.
I risultati dele partite
Ascoli  -  Empoli              1  -  2
Bari  -  juve Stabia            2  -  0
Brescia  -  Novara            1  -  1
Grosseto  -  Verona          0  -  2
Modena  -  Cittadella        3  -  3
Padova  -  Vicenza           0  -  1
Pro Vercelli  - Lanciano    1  -  2
Ternana  - Spezia            0  -  0
Varese  -  Sassuolo         3  -  4
Livorno  -  Reggina           3  -  3
Crotone  -  Cesena          1  -  0

Classifica
Sassuolo  67 /  Livorno  58 /  Verona  56 /  Empoli 49 /  Varese  46 /  Padova  42 / 
Brescia  41 /  Juve Stabia  39 /  Modena  38 /  Cittadella, Lanciano  37 /  Ascoli,
Crotone, Novara  36 /  Ternana  35 /  Spezia, Cesena  34 /  Bari, Reggina  32 /
Vicenza  31 /  Pro Vercelli  22 /  Grosseto  19

Varese - Sassuolo 3-4 — Il profumo della serie A si fa sempre più intenso per il Sassuolo dei record che riprende la sua marcia trionfale verso la promozione. L’inaspettato 0-2 casalingo di una settimana fa con il Grosseto è acqua passata per Di Francesco e per i suoi ragazzi terribili, pronti a suonarle a un Varese coraggioso ma incapace di completare la rimonta pur in superiorità numerica. Castori, alla vigilia, aveva chiesto ai tifosi di rendere il Franco Ossola simile a una "bolgia" ma lo stadio si è ammutolito dopo appena sei minuti. Tanto è bastato agli ospiti per portarsi in vantaggio, con sfacciata disinvoltura. L’emozione iniziale, nata da un bolide di sinistro scoccato da Ebagua al 4’, ha illuso il pubblico di casa ma è evaporata in un istante perché, alla prima occasione, Berardi ha fulminato Bressan e Masnago. Il giovane attaccante ha sfruttato al meglio l’assist lungo di Missiroli e una distrazione di Franco per infilzare il Varese con un preciso sinistro. I biancorossi avrebbero l’opportunità di pareggiare al 30’, quando un errore di Marzorati dà il via libera a Ebagua che scivola a un passo da Pomini. Se i padroni di casa sono imprecisi, gli ospiti sanno essere spietati e al secondo tiro in porta raddoppiano. È il 44’ e un cross di Bianchi dalla destra viene rinviato da Rea ma finisce sulla testa di Masucci che batte Bressan con un pallonetto. Castori cerca di correre ai ripari nella ripresa togliendo Ferreira Pinto e Franco, entrambi piuttosto spenti, e gettando nella mischia Damonte e Oduamadi. Proprio l’esterno nigeriano sforna
l’assist per il gol di Troest, la cui inzuccata ridà speranze al 9’. Il Varese non ha però neppure il tempo di rialzare la testa perché Masucci, dopo aver ricevuto da Berardi, riporta i neroverdi in vantaggio di due reti. La partita però non è finita perché Neto Pereira, a soli quattro minuti dall’ingresso in campo, si procura un calcio di rigore e l’espulsione di Terranova, che lo fa cadere davanti a Pomini (18’). Dal dischetto segna Ebagua: il centravanti festeggia il gol numero 37 in campionato con il Varese, diventando il secondo miglior marcatore nella storia del club. Il Franco Ossola si accende diventando quella "bolgia" auspicata da Castori e Pomini è costretto al miracolo per negare il pari a Troest (34’). L’aggancio sembra possibile e al 36’ è Ebagua, impreciso di testa, a sfiorarlo ma la capolista, pur in inferiorità numerica, si mette al sicuro con la ciliegina di Pavoletti, rapido nello sfruttare l’ennesima leggerezza di Troest (41’). La traversa di Zecchin al 45’ è il preludio al gol dell’esterno, a segno su punizione per la terza partita di fila quando però è il 48’ e non c’è più tempo per sperare nel pareggio. (Filippo Brusa  -  da La Gazzetta dello Sport.it)
Livorno-Reggina 3-3 — Il Livorno getta alle ortiche una vittoria già sicura, paga a caro prezzo la giornataccia del proprio giovane portiere Fiorillo ed in casa contro la Reggina deve accontentarsi di un punticino. E' finita 3-3. I labronici rimangono sul secondo gradino della classifica, ma vedono avvicinarsi l'Hellas Verona, ora in ritardo di sole due lunghezze. Venerdì prossimo, alle 21, la squadra di Nicola renderà visita proprio agli scaligeri di Mandorlini: la gara potrebbe rivelarsi decisiva in ottica promozione. Ottimo il risultato strappato al Picchi dagli amaranto calabresi, al loro terzo pari consecutivo. Locali (privi fra gli altri di Siligardi e Belingheri) in campo con il 3-4-1-2, ospiti (senza Colucci e Fischnaller) con il 3-4-2-1 (Gerardi punta centrale, panchina per Comi). Il Livorno inizia con buona lena e sfiora la rete due volte con Paulinho. Alla prima vera occasione la Reggina sblocca il punteggio. E' il 33': Sarno apre a sinistra per Rizzato, lasciato colpevolmente libero dalla difesa avversaria. Il centrocampista reggino conclude al volo di sinistro. Tiro insidioso, ma non certo irresistibile. Fiorillo, però, si impappina: la palla gli sfugge di mano ed entra in porta. I toscani reagiscono ed al 40' trovano il pareggio. Per un vistoso ed ingenuo fallo di Hetemaj su Schiattarella, appena dentro l'area, l'arbitro accorda il penalty. Sul dischetto si presenta Dionisi che spiazza Baiocco per l'1-1. Il Livorno è su di giri e realizza il gol del sorpasso al 43'. Traversone dalla destra di Salviato e splendida girata in piena area di rigore di Paulinho, che anticipa Adejo ed insacca: 2-1. Durante l'intervallo, espulso l'allenatore ospite Dionigi. Al 17' della ripresai labronici segnano il 3-1: Salviato serve al limite dell'area di rigore Dionisi che conclude con il sinistro e batte Baiocco sul primo palo per la doppietta personale. Sembra un match chiuso a doppia mandata. E invece la Reggina getta il cuore oltre l'ostacolo e confeziona la clamorosa rimonta. Alla mezzora bolide da trenta metri di Gerardi che si insacca nell'angolo alto alla destra di Fiorillo: 3-2. Al 35' l'incredibile. Il neo entrato Barillà va alla conclusione dalla grandissima distanza. Il portiere livornese appare poco reattivo e clamorosamente non riesce a trattenere la sfera che, beffarda, supera la linea bianca per il 3-3 conclusivo. (Fabio Giorgi)
Barillà esulta dopo il gol del clamoroso 3-3. LaPresse
Barillà esulta dopo il gol del clamoroso 3 - 3

Grosseto - Verona 0-2 — Il Verona torna immediatamente alla vittoria dopo lo scivolone con il Padova, passando sul campo del Grosseto (2-0), in un gara che i veneti hanno risolto in cinque minuti, tra il 25' e il 30' del primo tempo. Tra i due gol della squadra di Andrea Mandorlini c'è però il rigore fallito da Piovaccari, che ha cambiato il volto alla contesa. I toscani, che prima di subire l'uno-due, hanno messo in difficoltà i gialloblù con i tentativi di Delvecchio (gran partita la sua), Soddimo e Som, non sono più riusciti a trovare lo smalto iniziale e per il Verona è stato abbastanza facile controllare il pressing operato dai toscani nell'ultima mezzora di gara. Il Verona passa al 25' grazie ad un rigore trasformato da Ferrari e concesso da Borriello per un fallo ingenuo di Calderoni che ha ostacolato Carrozza con la palla lanciata da Jorginho destinata a spegnersi sul fondo. Alla prima azione il Grosseto ha la possibilità di pareggiare i conti, sempre dagli undici metri per un fallo di Crespo su Som. Piovaccari, che toglie la palla a Delvecchio, spara su Rafael che respinge con i pugni. E nemmeno tre minuti dopo il Verona chiude l'incontro con un diagonale di Cacciatore, spostato a sinistra dopo l'infortunio di Albertazzi nel riscaldamento, dopo aver percorso tutta la fascia. Un colpo da k.o. per i padroni di casa. Nella ripresa Nielsen e Ferrari si vedono negare da due prodezze di Lanni il 3-0, mentre i calci di punizione di Soddimo sbattono prima sul portiere e poi sulla traversa. Il Grosseto, che si avvia mestamente verso la Lega Pro, ha chiuso con 12 tiri totali contro i 7 del Verona, ma non è bastato per muovere la classifica. (Maurizio Caldarelli)


Nicola Ferrari, semicoperto, realizza il momentaneo 0-1 dal dischetto. LaPresse
Nicola Ferrari realizza il momentaneo 1 - 0 dal dischetto

Il commento  (di Lucianone)