sabato 9 marzo 2013

Cultura - Personaggio - Intervista a Marc Augè

9 marzo '13 - sabato       9th March / Saturday                        visioni post - 11

L'antropologo Marc Augè: "Curiosi e attivi
senza l'angoscia del futuro"
In un nuovo libro Marc Augè analizza le inquietudini planetarie
E indica alcune strade per fronteggiarle

(da la Repubblica - 28 gennaio '13 - di Fabio Gambaro)

CONTRO LA PAURA

Parigi
La realtà in cui viviamo è spesso ridotta a una "matassa indistinta e confusa
di paure".    Una matassa che rischia  di paralizzarci e impedirci di vivere. ma
che Marc Augè prova pazientemente a dipanare nel suo nuovo libro Les Nou-
velles Peurs (Payot, pagg. 92, euro 10).  -  Per l'antropologo francese, che da
anni si concentra  sull'analisi  delle trasformazioni  e  delle contraddizioni del 
mondo contemporaneo, le paure economiche  e  le discriminazioni  sociali, le  
violenze politiche e le derive tecnologiche, i cataclismi naturali  e le minacce 
criminali finiscono spesso per sovrapporsi e confondersi, amplificandosi a vi-
cenda, producendo panico e angoscia negli individui.
"Naturalmente tutte queste paure non sono direttamente collegate le une alle
altre, ma nella vita quotidiana spesso ci appaiono proprio così", spiega l'auto-
re di Un etnologo nel metrò, Nonluoghi e Che fine ha fatto il futuro?
"I media evocano senza soluzione di continuità il rischio di un cataclisma, un
attentato terroristico, l'aumento della disoccupazione e la strage inspiegabile
di un pazzo. Sono realtà indipendenti, che però tutte assieme in un telegiorna-
le fanno massa. La giustapposizione crea un effetto di contaminazione che le
amplifica  e le semplifica al contempo, dando luogo a un'unica paura globale,
diffusa e indistinta. Di conseguenza, quando ne evochiamo una, di fatto è co-
me se evocassimo tutte le altre. Il che è indubbiamente un elemento di novità".
"Nel passato le paure erano più isolate, definibili e locali?", chiediamo a Marc
Augé.  -  "Probabilmente sì. Nei secoli scorsi non sono mancate le grandi pau-
re, che però erano spesso legate a fattori e contesti ben precisi. Oppure erano
paure molto più universali, come ad esempio la paura della morte.  In passato
inoltre non si sapeva nulla di ciò che accadeva lontano da noi, mentre oggi sap-
piamo tutto quello che accade in ogni angolo del pianeta.  -  Se un pazzo uccide
dei bambini in una scuola americana, ne siamo immediatamente informati come
se fosse accaduto sotto casa nostra. Di conseguenza, temiamo per i nostri figli.
Insomma, tutto quello  che accade lontano  ci riguarda e  ci terrorizza  come se
fosse vicino. IL SISTEMA DELL'INFORMAZIONE crea una forma di paura
nuova, più sfuggente e più astratta. Quindi più difficile da combattere. Tuttavia,
il fatto che sia più astratta non significa che non abbia effetti concreti, producen-
do negli individui un terrore paralizzante. Come accade per le nuove inquietudni
planetarie, che sono  la dimensione  oscura  e  minacciosa  della globalizzazione.
Dominate dall'idea che ciò che riguarda gli uni finisce prima o poi per coinvolge-
re tutti gli altri;  le catastrofi nucleari, le epidemie, ma anche il terrorismo  o  le
minacce del sistema finanziario assumono contorni quasi apocalittici.


"Questa matassa di paure eterogenee è lo sfondo permanente delle nostre vite?"
"In un certo senso sì. La paura è ridiscesa in terra e contemporaneamente si è
generalizzata. Un segnale di questo timore diffuso è il successo di un libro come
"Indignatevi!" di Stéphane Hessel.    L'indignazione, infatti, è la forma sublime
della paura. In questo caso, le parole di un vecchio saggio - una figura abbastan-
za tradizionale  e quindi rassicurante - riescono a dare  un  contenuto preciso  in
termini socio-politici  alle paure indistinte di un gran numero di persone.  E' per
questo che il libro ha tanto successo.    La nostalgia per certi valori del passato
che prende forma nelle pagine di Hessel viene interpretata come un grido di ri-
volta nei confronti del presente.  In fondo, se nei secoli scorsi si aveva innanzi-
tutto paura della morte, oggi si ha soprattutto paura della vita".
"Perchè?"
Gli allarmi economici, ecologici e sanitari, ma anche la violenza e il terrorismo
sono qui e adesso. Generano un'angoscia quotidiana e immediata  che occupa
tutto il nostro orizzonte, impedendoci di proiettarci più in là.
Nell'epoca classica, proprio perchè gli uomini avevano paura della morte, stoi-
cismo e epicureismo provavano ad elaborare riflessioni in grado di consolarci.
Oggi queste forme di consolazione filosofica non funzionano più.   Molte delle
paure che  ci attanagliano  non sono nuove in sè, è nuovo però il loro modo di
fare sistema e la loro percezione. Nel passato, dato che le paure erano perce-
cipte come locali e concrete, si aveva l'impressione di poter fare qualcosa per
prevenirle. Oggi, invece, più le paure diventano un groviglio inestricabile, più
si ha l'impressione che sia impossibile intervenire sulle problematiche che le
alimentano. La sensazione d'impotenza è uno degli elementi costitutivi delle
nuove paure.
"Ciò vale ad esempio per la percezione della crisi economica. E' così?"
In effetti, di fronte alla crisi economica ci sembra che non ci siano soluzioni
efficaci. La crisi è percepita come ineluttabile e inarrestabile. Da qui le pau-
re  della  disoccupazione, del declassamento sociale e della povertà, che pe-
raltro vanno di pari passo con il terrore di un sistema che sembra avanzare
in maniera inerziale e fuori da qualsiasi controllo. In fondo, si teme l'incom-
petenza e l'inconsistenza di coloro che dovrebbero governare il sistema.  E
naturalmente tutto ciò implica un certo fatalismo che produce battaglie solo
difensive.     Una volta si sognava di abbattere il sistema, oggi si spera solo
che non crolli definitivamente per non esserne le vittime".
Ci sono poi le paure prodotte dalla scienza e dalla tecnologia... 
Tradizionalmente le paure nascono dall'ignoranza. A volte però anche la co-
noscenza può angosciarci, come accade  talvolta  con  l'innovazione tecnico-
scientifica. Diverse scoperte della scienza ci fanno paura, dal nucleare alla
clonazione.  Oggi, nonostante l'entusiasmo per le nuove tecnologie, l'avve-
nire ci sembra prefigurare un mondo d'incognite. Motivo per cui preferiamo
non proiettarci troppo in un futuro percepito più come una minaccia che co-
me una speranza. Questa scomparsa del domani come orizzonte operabile
aumenta inevitabilmente l'ansia del presente".
C'è un modo per sottrarsi a questo insieme di paure?
Continua...to be continued...

Sport - Calcio / Notizie da Verona sportiva

9 marzo '13 - sabato         9th March / Saturday

VERONA

Hellas in Maremma, caccia a tre punti d'oro

FUORI L'ORGOGLIO. Dopo la sconfitta casalinga con il Padova, i gialloblù cercano una vittoria «scacciacrisi» contro la Cenerentola del campionato cadetto. L'allenatore deve rinunciare a Martinho squalificato Fuori anche Moras, Cocco e Agostini per infortunio Tra gli avversari Matteo, il figlio di mister Mandorlini.
Una sconfitta da vendicare, la voglia di rialzare la testa. L'Hellas torna in campo e affronta il Grosseto dopo la delusione del derby con il Padova. Impegno facile sulla carta, i toscani occupano l'ultima posizione e hanno 34 punti in meno dei gialloblù, ma la vittoria dei biancorossi sul campo della capolista Sassuolo nell'ultimo turno di campionato ha rilanciato le ambizioni della Cenerentola. Un risultato positivo anche con il Verona porterebbe grande entusiasmo in terra di Maremma e il Grosseto potrebbe tornare decisamente in corsa per la salvezza anche se i dieci punti di distacco dal Bari quartultimo sono veramente tantissimi con sole tredici partite da giocare prima della fine del torneo. In effetti questo è il momento più importante della stagione non solo per le squadre invischiate nel fondo classifica ma anche per quelle che lottano nei quartieri alti. Il passo falso casalingo con il Padova ha complicato anche i piani del Verona. I gialloblù avevano la possibilità di accorciare le distanze da Sassuolo e Livorno ma hanno gettato alle ortiche e ora devono recuperare con il Grosseto i punti persi con i biancoscudati. Maietta e compagni sono partiti ieri pomeriggio per il ritiro in Toscana, dopo l'allenamento di rifinitura. Mister Mandorlini dovrà rinunciare ancora una volta a Pugliese e Agostini infortunati e anche a Martinho squalificato dal giudice sportivo. Probabilmente toccherà a Michelangelo Albertazzi prendere il posto del brasiliano sulla fascia sinistra anche lui però si è allenato a corrente alternata in settimana e non è ancora al cento per cento. Sarà la solita maledizione dei mancini? Se non ce la fa Albertazzi, il tecnico chiederà ancora una volta un sacrificio a Cacciatore con l'inserimento di Crespo a destra. In mezzo alla difesa ci saranno Maietta e Ceccarelli che prenderà il posto di Moras infortunato. Alla fine l'esperienza del capitano avrà la meglio sulla grinta giovanile di baby Bianchetti. Tutto da definire il centrocampo, l'allenatore potrebbe ridare fiducia lla mediana che ha fatto bene per un tempo con il Padova - Jorginho in regia con Laner e Hallfredsson a sostegno - ma il rientro di Bacinovic dopo i tre turni di squalifica regala un'alternativa a Mandorlini che potrebbe far giocare il centrocampista sloveno o il danese Nielsen per far rifiatare i giocatori che hanno tirato la carretta nella prima fase del torneo. In avanti ancora Cacia con Ferrari in panchina visto che Andrea Cocco è ancora fermo per infortunio. Tanti dubbi sulle corsie esterne, in pole position partono Gomez e Sgrigna ma Carrozza e Rivas, poco utilizzati finora, scalpitano per scendere in campo fin dal primo minuto. Ovviamente il Verona cercherà di portare a casa una vittoria, diventerebbe pericoloso lasciare ancora punti per strada. Il Sassuolo dovrà vedersela con il Varese che vuole riscattare davanti al pubblico amico la sconfitta di Empoli per mantenere il quarto posto in classifica in piena corsa play off mentre il Livorno ospiterà al Picchi a Reggina. Perso fino al termine del campionato bomber Siligardi per un brutto infortunio al ginocchio, mister Nicola recupera Dionisi che giocherà a fianco di Paulinho in attacco. Perso il «vizietto» di vincere in casa e soprattutto di non alzare mai bandiera bianca al Bentegodi, l'Hellas dovrà dare continuità alla vittoria di Bari proprio contro il Grosseto. Un'esperienza tutta da vivere.( da l'Arena.it  - Luca Mantovani)
Una sconfitta da vendicare, la voglia di rialzare la testa. L'Hellas torna in campo e affronta il Grosseto dopo la delusione del derby con il Padova. Impegno facile sulla carta, i toscani occupano l'ultima posizione e hanno 34 punti in meno dei gialloblù, ma la vittoria dei biancorossi sul campo della capolista Sassuolo nell'ultimo turno di campionato ha rilanciato le ambizioni della Cenerentola. Un risultato positivo anche con il Verona porterebbe grande entusiasmo in terra di Maremma e il Grosseto potrebbe tornare decisamente in corsa per la salvezza anche se i dieci punti di distacco dal Bari quartultimo sono veramente tantissimi con sole tredici partite da giocare prima della fine del torneo. In effetti questo è il momento più importante della stagione non solo per le squadre invischiate nel fondo classifica ma anche per quelle che lottano nei quartieri alti. Il passo falso casalingo con il Padova ha complicato anche i piani del Verona. I gialloblù avevano la possibilità di accorciare le distanze da Sassuolo e Livorno ma hanno gettato alle ortiche e ora devono recuperare con il Grosseto i punti persi con i biancoscudati. Maietta e compagni sono partiti ieri pomeriggio per il ritiro in Toscana, dopo l'allenamento di rifinitura. Mister Mandorlini dovrà rinunciare ancora una volta a Pugliese e Agostini infortunati e anche a Martinho squalificato dal giudice sportivo. Probabilmente toccherà a Michelangelo Albertazzi prendere il posto del brasiliano sulla fascia sinistra anche lui però si è allenato a corrente alternata in settimana e non è ancora al cento per cento. Sarà la solita maledizione dei mancini? Se non ce la fa Albertazzi, il tecnico chiederà ancora una volta un sacrificio a Cacciatore con l'inserimento di Crespo a destra. In mezzo alla difesa ci saranno Maietta e Ceccarelli che prenderà il posto di Moras infortunato. Alla fine l'esperienza del capitano avrà la meglio sulla grinta giovanile di baby Bianchetti. Tutto da definire il centrocampo, l'allenatore potrebbe ridare fiducia lla mediana che ha fatto bene per un tempo con il Padova - Jorginho in regia con Laner e Hallfredsson a sostegno - ma il rientro di Bacinovic dopo i tre turni di squalifica regala un'alternativa a Mandorlini che potrebbe far giocare il centrocampista sloveno o il danese Nielsen per far rifiatare i giocatori che hanno tirato la carretta nella prima fase del torneo. In avanti ancora Cacia con Ferrari in panchina visto che Andrea Cocco è ancora fermo per infortunio. Tanti dubbi sulle corsie esterne, in pole position partono Gomez e Sgrigna ma Carrozza e Rivas, poco utilizzati finora, scalpitano per scendere in campo fin dal primo minuto. Ovviamente il Verona cercherà di portare a casa una vittoria, diventerebbe pericoloso lasciare ancora punti per strada. Il Sassuolo dovrà vedersela con il Varese che vuole riscattare davanti al pubblico amico la sconfitta di Empoli per mantenere il quarto posto in classifica in piena corsa play off mentre il Livorno ospiterà al Picchi a Reggina. Perso fino al termine del campionato bomber Siligardi per un brutto infortunio al ginocchio, mister Nicola recupera Dionisi che giocherà a fianco di Paulinho in attacco. Perso il «vizietto» di vincere in casa e soprattutto di non alzare mai bandiera bianca al Bentegodi, l'Hellas dovrà dare continuità alla vittoria di Bari proprio contro il Grosseto. Un'esperienza tutta da vivere.
(da l'Arena.it  -  Luca Mantovani)
A Grosseto, il tecnico del Verona cerca la vittoria scacciacrisi

«L'Hellas deve giocare come una provinciale»

FUORI L'ORGOGLIO. Il diesse fa il punto della situazione dopo la sconfitta con il Padova, in vista della volata finale. «Il silenzio non va interpretato come un'assenza». Sogliano non abbassa la guardia: «Il campionato non è già finito ma dobbiamo cambiare mentalità Siamo delusi ma non molliamo»
Il diesse gialloblù Sean Sogliano ha mandato un segnale positivo alla squadra e all’ambiente FOTO EXPRESS
Il diesse gialloblu Sogliano ha mandato un segnale positivo alla squadra e all'ambiente
dell'Hellas  (FOTO EXPRESS)

L'aveva detto a bocce ferme, quest'estate. Sean era stato chiaro in tempi non sospetti, conosceva lo scenario. Aveva previsto i rischi. «Io non mi sento favorito», buttò lì Sogliano a fine mercato, quando l'Hellas era sulla bocca di tutti. Quel tentativo non riuscì, tanto che la questione di fondo è rimasta irrisolta. Perché quell'etichetta non ha giovato. Il diesse comincia a parlare, senza fermarsi. Silenzio all'Hotel San Marco. «Nessuno ha mai detto che sarebbe stata una passeggiata o che noi eravamo un gruppo da All Star Game. Di una cosa sono certo però: questa squadra lo scorso anno avrebbe vinto il campionato per distacco, perché aveva la mentalità da outsider. Adesso non è così. Se devo fare una critica al mister e ai giocatori è proprio questa. Succede perché giochiamo da favoriti e non da provinciale. E questo non mi sta bene». PREGI E DIFETTI. Il Padova ha lasciato il segno ma il finale è tutto da scrivere. Analizzando le lacune e rafforzando le certezze. «Non sono qui a dire che che sono contento e che tutto va bene. La mentalità della squadra deve cambiare. Cominciamo a lottare palla su palla, contrasto su contrasto. In serie B le squadre che arrivano fino in fondo sono quelle che corrono di più, date retta a me. La differenza è tutta lì: l'anno scorso si giocava da outsider. Adesso no...". 
(da l'Arena.it  -  Alessandro De Pietro)

continua...to be continued...

venerdì 8 marzo 2013

Sport - calcio / Serie A - 28^ giornata_ anticipo

8 marzo '13 - venerdì        8th March / Friday

Genoa - Milan    0 - 2

Milan: esce Pazzini entra Balotelli. E Allegri ci guadagna sempre

Ennesimo avvicendamento tra i due: Giampaolo segna da zoppo, poi entra SuperMario e chiude la sfida

Genoa-Milan 0-2, Pazzini, poi Balotelli
I rossoneri vincono anche in 10

Tre punti fondamentali dei rossoneri che espugnano Marassi con un gol per tempo, in 10 dal 65' per l'espulsione di Constant. Il Pazzo si infortuna, segna e cede a SuperMario che raddoppia. Pessimo Damato: negati due rigori ai liguri

Balotelli e compagni esultano. E' il suo quinto gol nel Milan

Con una partita di sofferenza e sacrificio, giocata in dieci dal 65' per l'espulsione di Constant, il Milan batte il Genoa 2-0 e per 48 ore consolida il terzo posto, avvicinandosi a soli due punti dal Napoli. Segnano Pazzini e Balotelli in un vorticoso gioco di sostituzioni, perché il Pazzo si infortuna, segna e lascia a SuperMario che raddoppia nella ripresa. Per i rossoneri un segnale importante in vista del Barcellona. Recrimina il Genoa per un paio di rigori non concessi e per il palo colpito da Bovo: è sconfitta, ma ci sono i margini per salvarsi. Resta comunque impressa la tragica serata dell'arbitro Damato che oltre a non vedere i rigori (lui e i suoi collaboratori) non esita a cacciare Constant dal campo, graziando Bovo (che commette un fallaccio sul francese) e Bertolacci (a gamba tesa sul ginocchio di Muntari).

Lucianone

Tecnologia/scienze - Personaggio / Ridare l'onore ad Alan Turing

8  marzo '13 - venerdì        8th March / Thursday                   visioni post - 17

Appello degli scienziati inglesi:
"Restituite l'onore a Turing"
Alan Turing fu l'eroe che decifrò i codici nazisti,
fu poi condannato nel 1952 per omosessualità e
si uccise.

(da la Repubblica del 15/12/2012 - Enrico Franceschini da Londra)
I più grandi scienziati  britannici scendono in campo per chiedere al governo di
"perdonare" ufficialmente Alan Turing, il brillante matematico che decrittò i codi-
ci segreti del nazismo  e fu un pioniere del computer, ma venne condannato per
omosessualità e finì per togliersi la vita.
Sembra incredibile (mentre il Regno Unito discute di una legge sul matrimonio
civile e religioso per i gay, a cui il primo ministro e leader del partito conserva.
tore David Cameron è appassionatamente favorevole) che l'omosessualità fos-
se ancora un reato, poco più  di mezzo secolo fa.  in un Paese democratico e
civile.  Il trattamento riservato allora a Turing fa pensare ai secoli bui, al medio
evo, all'epoca delle "streghe" bruciate nelle piazze - invece erano gli scorsi an-
ni '50.  -  Ci hanno provato in tanti a pretendere un "perdono" ufficiale nei con-
fronti dello scienziato, che equivarrebbe  a cancellare   la sentenza  con cui  fu
condannato. Ci sono state richieste avanzate da organizzazioni per i diritti civili,
gruppi politici   e  una petizione  firmatan  da 25mila cittadini, ma il governo di
Londra non è mai andato oltre una generica pronuncia di scuse.    Perdonarlo
formalmente sarebbe un atto più formale.   Ed è quanto chiedono il professor
Stephen Hawking, l'astrofisico scopritore della teoria del Big bang e dei buchi
neri, l'astronomo lord Rees, il direttore della Royal Society Paul Nurs e un'al-
tra dozzina di eminenti studiosi in una lettera aperta al premier David Cameron
pubblicata dal Daily Telegraph.  -  "Le scriviamo a sostegno di un perdono po-
stumo per Alan Turing, uno dei maggiori matematici dell'era moderna" comincia
la richiesta. "Fu lui a guidare la squadra di decrittatori di Bletchley Park che de-
cifrarono il codice Enigma, azione che  a detta di molti storici ha  accorciato la
durata della seconda guerra mondiale. Eppure successivi governi britannici so-
no sembrati incapaci di cancellare la sua condanna per quello che era allora il
crimine dell'omosessualità, spingendo Turing al suicidio, all'età di 41 anni. Si-
gnor primo ministro, la esortiamo  a perdonare  formalmente  questo grande
eroe britannico".


Turing fu condannato nel 1952. Il suo ruolo nella scoperta del Codice Enigma
era coperto dal segreto di stato, fu reso pubblico solo nel 1974. E ancora più
tardi si seppe l'importanza del suo lavoro per mettere le basi dell'informatica,
di cui oggi è considerato uno dei padri. Al processo disse: "Non ho fatto nulla
di male". I giudici gli inflissero la castrazione chimica, che lo rese impotente. e
gli causò lo sviluppo del seno.

Continua...to be continued...

giovedì 7 marzo 2013

Società - Mondo /Stati Uniti: Obama deve fare tagli automatici

7 marzo '13 - giovedì      7th March / Thursday                        visioni post - 5

Anche negli Stati Uniti la crisi economica continua e
l'intransigenza dei repubblicani la fa pesare ancora
una volta sul ceto medio e meno abbiente, e Barack
Obama deve incassare.  (Lucianone)

Via al 'sequester' nell'America di Obama
Il presidente Usa: "Brucerà 750.000 posti"
Nessun accordo con i repubblicani, scattano i tagli automatici per
85 miliardi di dollari - Il presidente cerca di non allarmare i mercati:
"Non è un'apocalisse, ma si poteva evitare."
Alla fine Barack Obama si è arreso. Mancavano poche ore alla fatidica mezzanotte
che separava l'America dal sequester, cioè l'avvio automatico di tagli per 85 miliar-
di di dollari all'anno in tutti i settori della spesa pubblica, dalla difesa ai sevizi socia-
li. - Per mesi il capo della casa bianca si è sforzato di impedirlo, cercando di concor-
dare misure alternative con l'opposizione. Ma nemmeno l'ultimo tentativo (ieri po-
meriggio, ndr.) ha sbloccato l'impasse. Ad Obama non è rimasto che prendere atto
dell'intransigenza repubblicana e annunciare  ai connazionali  su ciò che stava per
accadere.
Sinora Obama aveva dipinto il sequester come un evento quasi catastrofico. Ieri
sera è parso preoccupato soprattutto di evitare che si scatenasse il panico  e ne
derivassero rurbolenze eccessive sui mercati finanziari. Senaza per'altro tornare
indietro sulla previsione di pesanti conseguenze per la crescita produttiva e occu-
pazionale.  -  "Non mi aspetto che il sequester provochi una crisi finanziaria, ma
danneggerà l'economia, e la disoccupazione  non calerà  così velocemente come
dovrebbe",  ha detto  il presidente  in una conferenza stampa, al termine dell'in-
fruttuoso vertice con i leader delle due Camere: i democratici Harry Reid e Nan-
cy Pelosi, i repubblicani John Boehner  e Mitch McConnell.
"Una cosa stupida"
Non sarà un'apocalisse - ha detto Obama - è semplicemente una cosa stupida".
Stupida perchè la si sarebbe potuta scongiurare. "Non bisognerebbe fare tagli
arbitrari e stupidi", ha insistito. Tagli che "danneggiano l'economia" e provo-
cheranno perdite  di posti di lavoro: 750mila secondo le stime della Casa Bianca.
Durissimo il giudizio sul comportamento dei repubblicani, accusati di impedire
un'intesa sul risanamento del deficit solo per proteggere "interessi speciali" e
"scappatoie fiscali".   "Alla fine - ha concluso Obama - ce la faremo, ma ne ri-
sulteranno conseguenze nocive. E molte persone, alcune più di altre, ne risen-
tiranno in modo grave".
Le drastiche sforbiciate alla spesa sociale che scattano quest'oggi, erano state
concordate nell'estate del 2011, quando sugli Usa incombeva l'incubo del default,
la bancarotta per insolvenza nel ripianamento del debito federale.    Ma allora la
speranza era che ci sarebbe stato tutto il tempo per preparare misure alternative,
proprio perchè i tagli  preventivati erano tali da non soddisfare per ragioni diver-
se nè l?elefante nè l'Asinello. al riduzione delle spese militari non era gradita al
Grand Old Party, mentre ai Democratici non piacevano le decurtazioni di stipen-
dio ai dipendenti statali e la sottrazione di risorse ad alcuni programmi di welfare.
Continua...to be continued...

Ultime notizie - dall'Italia / Latest news

7 marzo '13 - giovedì         7th March / Thursday

Politica
Bersani e Monti: richiesta di lavoro e crescita dalla Ue
Il PD: M5S non evochi violenza, l'Italia può morire
Il segretario democratico presenta i primi punti degli otto nel programma. Legge
anticorruzione e falso in bilancio. Le parole di Bersani: "Paese in crisi profonda.
E' un dovere fare proposta per governabilità", "Se governo nasce poi può durare
a lungo".
Grillo: "Tv pagate per sputtanarci. Se falliamo noi,
rischio violenze"
Il capo 5S accusa di corruzine i conduttori Tv e ordina: "D'ora in poi parlano
solo capigruppo". E poi ancora "Vogliamo il 100% del Parlamento, poi ci scio-
gliamo. Ci dovrebbero ringraziare, noi siamo argine alla tensione sociale".
La risposta di Ordine Giornalisti: si vergogni. Fnsi attacca.

Giustizia/politica - caso Berlusconi
Bnl-Unipol. un anno a Berlusconi
Risposta dell'ex premier: "Persecuzione intollerabile"

Economia
Draghi, presidente della Bce: "Mercati
non temono elezioni italiane, è democrazia"
"Resta debolezza economica nell'Eurozona, politica monetaria
accomodante" - Il prodotto interno lordo sarà tra il - 0,9 e lo 0,1%
nel 2013, e nel 2014 fino a un + 2%.

 Politica  -   Consultazioni per il nuovo governo
Giorgio Napolitano: "Farò del mio meglio
ma che fatica in questa nebbia"
Il capo dello Stato: "Mi impegnerò fino all'ultimo giorno con tutte le mie forze, tenendo presente che "la conclusione del mio mandato corrisponde perfettamente alla concezione che i padri costituenti ebbero della figura del presidente".

Lucianone"

mercoledì 6 marzo 2013

Politica - Dopo elezioni e crisi italiana / analisi, commenti, critiche

6 marzo '13 - mercoledì      6th March / Wednesday

Voci d'autore
Moni Ovadia / musicista e scrittore
I fallimenti e il senno del prima
Il paesaggio politico mediatico del dopo elezioni trabocca di espressioni ispirate
al senno del poi, è comprensibile, fa parte  del gioco  e  della mediocre natura di
una significativa parte  della  classe politica, degli uomini dei media, ma anche
dell'elettorato.    Ci si protegge così da una possibile rimessa in discussione  dei
propri fallimenti. Ma in questa grande palude galleggia anche qualche isola del
"senso del prima".  -  Il professor Massimo Cacciari per esempio. Cacciari , una
delle più autorevoli  anche  se  inascoltate voci del Pd, è furente con l'apparato
del suo partito e da tempo, ben prima delle elezioni, quello che pensa lo eprime
senza mezzi termini con linguaggio vibrante e irrituale, in interviste sulla stam-
pa e in interventi televisivi.  La sua diagnosi sul gruppo dirigente dei democra-
tici è spietata: incapacità di capire, comportamento ondivago, arroganza auto-
referenziale, strategia politico elettorale segnata da miopi contraddizioni, sot-
tovalutazione colpevole della questione settentrionale.
E' difficile non concordare conquesta analisi. Ma forse tutto ciò è anche figlio
di una nascita frettolosa  e mal concepita  che finora  ha impedito uno svezza-
mento sano e una crescita vigorosa. Per esempio, una sorta di rachitismo poli-
tico costitutivo ha fatto cercare al Pd sostegni nel centrismo e nel moderatismo
proprio mentre queste due ideologie, fra le più nefaste della nostra storia repub-
blicana, si avviavano verso un malinconico e triste crepuscolo.
Il moderatismo della seconda repubblica si è fondato sull'ipostatizzazione del-
l'elettore moderato e l'elettore moderato, si è visto, vota con la propria testa e
non con gli ideologismi dei vari Casini.  Ma se il Pd ha fallito con una esem-
plare coazione a ripetere, altrettanto grave e forse persino di più è il fallimen-
to delle sinistre, sia quella di Sel che quella di Riovoluzione Civile.
Se in un periodo di così grave crisi economico-politico-sociale le sinistre non
hanno la capacità di rappresentare sofferenza, rabbia, protesta, ma anche spe-
ranza e futuro, significa che hanno fatto bancarotta. - La ragione del disastro
nasce dalla  mancanza  di  comprensione dei processi di trasformazione delle
strutture socio economiche e delle corrispondenti sovrastrutture culturali. E
nel disastro mi ci metto anch'io. Da molto tempo voto  con il sentimento del
giovane ribelle invecchiato tacitando gli impellenti assilli della ragione.
Ritengo ancora che ci sia una differenza definitiva fra destra e sinistra e non
rinnego uno solo  dei valori  della sinistra  da cui provengo, ma i valori sono
una condizione necesaria, non suficiente. - Senza l'intelligenza delle doman-
de che provengono dagli uomini e dai fatti non si va da nessuna parte.
Noi quell'intelligenza non ce l'abbiamo più. Grillo sì.
(da 'l'Unità' - sabato 2 marzo 2013)

L'Amaca
Ogni mio commento, di pancia o di testa, è il commento di un quasi 60enne
benestante. Che è cresciuto e si + formato nella prima Repubblica, con quei
valori (soprattutto l'antifascismo) e quell'idea della democrazia rappresenta-
tiva. Penso che la spallata delle Cinque Stelle  sia  soprattutto una spallata
generazionale, di trentenni e quarantenni che non si sentono più rappresen-
tati dall'Italia dei padri (cioè la mia), di ventenni che non hanno niente da
perdere e niente da sperare. Non mi piacciono i modi e i toni del loro capo,
trovo ripugnanti i "vaffanculo" di massa  e  mi fa paura chiunque si senta
depositario della virtù e indichi tutti gli altri come incapaci o farabutti. .
Ma credo che l'avanzata travolgente di quell'esercito di sconosciuti fosse
inevitabile e fisiologica. E che non sia assolutamente esorcizzabile come
"antipolitica". E' politica allo stato puro.

Continua...to be continued..

martedì 5 marzo 2013

Sport - calcio / Serie A - 27^ giornata 2012/13

5 marzo '13 - martedì             4th March / Tuesday                    visioni post - 5

Risultati delle partite
Napoli - Juventus             1 - 1
Milan - Lazio                    3 - 0
Torino - Palermo              0 -0
Bologna - Cagliari            3 - 0
Catania - Inter                   2 - 3        
Fiorentina - Chievo          2 - 1
Pescara - Udinese             0 - 1
Sampdoria - Parma          1 - 0
Siena -Atalanta                0 - 2
Roma - Genoa                 3 - 1

Classifica
Juventus  59  /  Napoli  53  / Milan  48  /  Lazio, Inter  47  /  Fiorentina  45
Roma  43  /  Catania  42  /  Udinese  40  /  Sampdoria  35  /  Parma, Torino, Bologna  32
Cagliari  31  /  Atalanta  30  /  Chievo  29  /  Genoa  26  /Siena, Pescara, Palermo  21

L'Inter resta attaccata al treno Champions
con una rocambolesca rimonta e vince a Catania.
La lotta per i posti in Coppa è sempre più aperta - Grande recupero
del Milan, adesso terzo a -5 dal Napoli - Juve per ora inarrestabile.

Il PUNTO

Continua...to be continued...

Cinema - Original passion movie / Rassegna di marzo

5 marzo '13  -  martedì          5th March / Tuesday                    visioni post - 16

'Lincoln'
Directed by (regia)  - Steven Spielberg
Cast (interpreti)        - Daniel Day-Lewis, Joseph Gordon-Levitt, Tommy Lee Jones,
                                     Sally Field, David Strathaim
Written by (scritto da) - Doris Kearns Goodwin (book)
Screenplay (sceneggiatura) - Tony Kushner
Cinematography (fotografia) - Janusz Kaminski
Original music by (musiche)  - John Williams
Film editing (montaggio)       - Michael Kahn
Production Design by (scenografia) - Rick Carter
Costume Design by (costumi) - Joanna Johnston
Production Company (produttore) - DreamWorks SKG, Twentieth Century Fox
                                                           Reliance Entertainment
Country (paese) - USA
Genre (genere) - Biography, Drama, History, War
Runtime (durata) - 150 min.
USA release date - 16 novembre 2012
Italy release date - 24 January 2013
Candidato per gli OSCAR - Miglioe attore
                                              Miglior scenografia
Plot (la trama)
In 1865, as the America Civil War winds inexorably toward conclusion,
U.S. president Abraham Lincoln  endeavors  to achieve passage  of the
landmark constitunional amendment which will forever ban slavery from
the United States.    However, his task is a race against time, for peace
may come at any time, and if it comes before the amendment is passed,
the returning southern states will stop it before it can become law.
Lincoln must, by almost any means possible, obtain enough votes from
a recalcitrant Congress before peace arrives and it is too late.
Yet the president is torn, as an early peace would save thousands of
lives. As the nation confronts its conscience  over the freedom of its
entire population.     Lincoln faces his own crisis of conscience: end
slavery or end the war.
Describing his experience playing Lincoln, Daniel Day-Lewis
said: "I never, ever felt that depth of love for another human
being that I never met. And that's, I think, probably the effect
that Lincoln has on most people that take the time to discover
him... I wish he had stayed  (with me) for ever."


.

'DJANGO UNCHAINED'
Directed by (regia)  -  Quentin Tarantini
Cast (interpreti)        -  Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio
                                                   Kerry Washington, Samuel L. Jackson, Kurt Russell
Screenplay (sceneg,) - Quentin Tarantino
Cinematography        - Robert Richardson
Original music by      - Ennio Morricone, Luis Bacalov
Film Editing               - Fred Raskin
Production Design by - J. Michael Riva
Costume Design by    - Sharen Davis
Production Company  - The Weinstein Company, Columbia Pictures,
                                       Brown 26  Productions  
Country                       . USA
Genre                          - Adventure, drama, Western
Runtime                      - 165 min.
USA release date       - 25 December 2012
Italy release date       - 17 January 2013
Candidato per gli OSCAR:
Miglior attore non protagonista
Miglior sceneggiatura

PLOT  (la trama)
Set in the South of the Usa two years before the Civil War,
Django Unchained stars Academy Award-winner Jamie Foxx
as Django, a slave whose brutal history with his former owners
lands him face-to-face with German-born bounty hunter Dr. King
Schultz (Academy Awars-winner Christoph Waltz).
Schultz is on the trail of the murderous Brittle brothers, and only
Django can lead him to his bounty. The unorthodox Schultz acqui-
res Django with a promise  to free him  upon  the capture  of  the
Brittles - dead or alive...
Will Smith, Idris Elba, Chris Tucker, Terrence Howard, Michael
Kenneth Williams and Tyrese Gibson were all considered  for the
role of Django.  -  Quentin Tarantino actually wrote the role  with
Smith in mind, and Smith's agents and manager wanted him to ac-
cept it, but Smith ultimately decided to pass. Tarantino then offered
the part to Jamie Foxx, who accepted.



..

Lucianone