Latina - nuovo attentato al Villaggio della legalitàLibera: "Messaggio chiaro, ma non ci fa paura"
Incendiata a Borgo Sabotino la tensostruttura dell'associazione guidata da don Luigi Ciotti. I volontari: "E' l'ennesima intimidazione per farci sapere che qui non ci vogliono: andremo avanti con più passione di prima".
Stati Uniti - politica / L'accordo Usa Il portavoce del Fmi: «Serve un piano completo». Severo anche il giudizio di Moody's: «Servono ulteriori misure contro il deficit»
2 gennaio 2013 - mercoledì 2nd January / Wednesdayvisioni post - 13
Videogame e libri animati: le migliori applicazioni dell'anno appena trascorso
Il cortometraggio (febbraio 2012) "The Fantastic Flying Books of Mr Morris Lessmore", che ha vinto a sorpresa un Oscar, è tratto da un'app, un libro in- terattivo scritto da William Joyce dei Moonbot Studios. Joyce, che in passato ha lavorato alla Pixar dando forma ai personaggi di 'Toy Story' e 'A Bug's Life', è uno dei primi autori di rilievo ad aver deciso di narrare su schermo tattile. E il il suo 'Numberlys', uscito a Gennaio '12, è un altro esempio di come si possono raccontare grandi storie sull'iPad. PAPER 'By Fiftythree' (per iPad, gratuita) - Una delle migliori app in assoluto per disegnare su iPad. Frankenstein (per iPhone e iPad, 0,89 euro) - Con i personaggi della Shelley ora si può perfino dialogare. The wider image (per iPad, gratuita) - L'anno trascorso fatto di immagini, storie, ritratti. L'app fotografica del 2012. Numberlys (per iPhone e iPad, 5,49 euro) - Bellissima favola di William Joyce, artista Pixar. A metù strada tra film, gioco e libro animato. Il 2012 è stato l'anno dell'affermazione di un nuovo modo di narrare. Da 'Frankestein' di Dave Morris (dove si dialoga con i personaggi di Mary Shelley) a 'Il Viaggio di Ulisse', sviluppato in Italia e nel quale ancora una volta più che spettatori si è coprotagonisti.
31 dicembre 2012 - lunedì 31st December / Monday visioni post - 8
Hellas Verona: vittoria fondamentale per la promozione Sassuolo: la cinquina di Cesena lo fa volare sulle quarte/quinte Livorno: le prodezze di Dionisi e Siligardi lo tengono saldo al 2° posto
Alla 22^ giornata della B record di reti, poi si tornerà a giocare il 26/01/'12.
Il Sassuolo torna al successo con 5 marcatori diversi, e dopo il k.o. di Livorno torna a +4. / Un super Daniele Cacia regala la vittoria al Verona. che si impone 3-1 sul Modena. L'attaccante gialloblù fa letteralmente impazzire la retroguar- dia del Modena e si carica il Verona sulle spalle per un successo forse decisivo in chiave promozione. / Il Livorno evita la sconfitta con una bella Juve Stabia. Verona - Modena 3 - 1 Anche stavolta il Verona fatica: male il primo tempo, bene il secondo. Per quasi un'ora la conferma di una squadra in crisi di gioco, ma non di risultati. Poi la sorpresa di una squadra in netta ripresa. In mezzo, il Modena che non ha sfigu- rato, tutt'altro. "La differenza l'ha fatta l'episodio del 2-1", ha detto l'allenatore del Modena, il saggio Marcolin. - Lo squalificato Mandorlini può così vedere il bicchiere mezzo pieno: il distacco dal Livorno si è ridotto a 4 punti, la striscia positiva continua (2 vittorie e 2 pareggi) e soprattutto gli uomini chiave Bacino- vic, Hallfredsson, Jorginho) hanno dato evidenti segni di ripresa dopo una dor- mitina che sembrava allungarsi troppo. Il bicchiere mezzo vuoto è quell'ora di sofferenza contro un Modena che sembrava più solido e organizzato, che pal- leggiava con Moretti e aggrediva con Osuji, piccolo nigeriano con la grinta di Gattuso.
31 dicembre 2012 - lunedì 31 December / Monday visioni post - 14
( da 'la Repubblica' - 14 dicembre '12) Le speranze dell'America (di Joseph E. Stiglitz)
Dopo una durissima campagna elettorale costata molto- più di 2 miliardi di dollari, molti osservatori hanno l'impressione che non molto sia cambiato nella politica Usa. Barack Obama è tuttora presidente, i repubblicani continuano ad avere il controllo della Camera dei Rappresentanti e i democratici conser- vano la maggioranza al Senato. Col nuovo anno, l'America fronteggerù il "fiscal cliff" (dirupo fiscale): un meccanismo automatico di aumento delle imposte e taglio delle spese, probabilmente destinato a spin- gere l'economia verso la recessione, a meno che non si trovi un accordo bipartisan su una politica fiscale alternativa. In queste condizioni , cosa si può immaginare di peggio di una perdurante situazione di stallo? Di fatto. però, le elezioni americane hanno avuto alcuni effetti salutari. Per prima cosa, hanno dimostrato che neppure le spese più sfrenate dei gruppi privati bastano a comprare il risultato elettorale; e che il cam- biamento demografico in atto negli Stati Uniti potrebbe segnare la fine dell'estremismo del Partito repub- blicano. - La campagna di "disenfranchisement" (esproprio dei diritti civili) condotta da questo partito, ad esempio in Pennsylvania, tentando di ostacolare in tutti i modi il voto dei latinos e degli afro-americani, ha avuto un effetto boomerang: di fronte a questa minaccia, molti si sono sentiti doppiamente motivati a a impegnarsi per esercitare i loro diritti. Tanto che nel Massachussetts Warren, docente di diritto a Harvard e infaticabile combattente per difendere i comuni cittadini dagli abu- si delle banche, si è conquistata un seggio al Senato. Sembra che alcuni dei consulenti di Mitt Romney siano stati colti di sorpresa dalla vittoria di Obama, con- vinti com'erano che l'interesse degli elettori fosse focalizzato solo sui problemi economici del momento. Li ritenevano evidentemente incapaci di ricordare che proprio la deregulation, fortemente voluta dai re- pubblicani, ha portato l'economia sull'orlo della catastrofe; e che è stata la loro intransigenza al Congres- so a contrastare una politica più adatta a fronteggiare la crisi del 2008. I repubblicani avrebbero inoltre fatto meglio a non sottovalutare l'interesse dei cittadini per tematiche come quelle dei diritti civili e del- la parità tra i generi. Queste questioni sono parte essenziale dei valori di un Paese, di ciò che si intende per democrazia e tutela dell'individuo contro l'eccessiva intrusione dei poteri statali. E oltre tutto, questi problemi hanno anche una valenza economica. Come ho spiegato nel mio libroThe Price of Inequality (Il prezzo della disuguaglianza) le crescenti sperequazioni economiche negli Usa vanno in gran parte ascritte alla sproporzionata influenza esercitata sui governi dai ceti più abbienti, col solo scopo di trince- rarsi dietro i loro privilegi. Ma ovviamente, anche i problemi inerenti ai diritti in materia riproduttiva, o al matrimonio tra gay, hanno implicazioni economiche di rilievo. - A fronte dei problemi di politica eco- nomica del prossimo quadriennio, è comunque il caso di rallegrarsi per l'esito delle elezioni, soprattutto per lo scampato pericolo: gli Stati Uniti rischiavano di vedersi imporre misure che aqvrebbero aggrava- to le tendenze recessive, inasprito le sperequazioni, costretto gli anziani a sacrifici sempre maggiori e precluso a milioni di cittadini l'accesso alle cure mediche. Detto questo, oggi gli americani dovrebbero augurarsi una serie di importanti misure: innanzitutto una legge veramente efficace per il lavoro, basata su ivestimenti nella scuola, nell'assistenza sanitaria, tecnologia e nelle infrastrutture, con l'obiettivo di stimolare l'economia, rilanciare la crescita e ridurre la disoccupazione, generando così un incremento del gettito fiscale di gran lunga superiore ai costi. In secondo luogo una serie di interventi finalizzati a risolvere la crisi degli alloggi provocata dall'ondata di sfratti e pignoramenti di case. In terzo luogo, un ampio programma per promuovere ele opportunità economiche e ridurre le disuguaglianze, affinchè nei prossimi decenni l'America cessi di essere il Paese sviluppato con le maggiori sperequazionie il più basso livello di mobilità sociale. - A tal fine dovremmo avere un sistema fiscale equo e più progressivo, eliminando le distorsioni e le scappatoie che concedo- no agli speculatori e ai miliardari aliquote effettive inferiori a quelle imposte a chi lavora per vivere, o di ricorrere alle isole Cayman per non pagare il dovuto.
Una diversa politica energetica di Washington sarebbe vantaggiosa non solo per gli Usa, ma per il mondo intero: non dovremmo limitarci ad accrescere la produzione interna ma focalizzarci so- prattutto sul risparmio energetico, a fronte dei rischi del riscaldamento globale. In campo scientifico e tecnologico, la politica americana dovrebbe tenere conto dell'importanza di disporre di strutture solide nel campo della ricerca di base, per conseguire gli incrementi di produttività indispensabili a migliorare a lungo termine il tenore di vita della popolazione. Infine, gli Stati Uniti hanno bisogno di un sistema finanziario non fine a se stesso. Un sistema posto al servizio della società, e non centrato su attività di tipo speculativo. La normativa per il settore finanziario va dunque riformata, con leggi antitrust e di corporate- governance, e con misure attuative adeguate, per evitare che i mercati si trasformino in qualco- sa di molto simile a un casinò. - La globalizzazione, con la crescente interdipendenza di tutti gli Stati del pianeta, comporta anche la necessità di una maggiore cooperazione. Dovremmo augu- rarci che l'America assuma un ruolo di guida in un'azione di riforma del sistema finanziario glo- bale, attraverso regole internazionali più rigorose e un sistema di global reserve. Dobbiamo trovare modi migliori per affrontare i problemi della ristrutturazione dei debiti sovra- ni, del riscaldamento globale, della democratizzazione delle istituzioni economiche internazionali, e per dare aiuto ai Paesi più poveri.
Pur esortando gli americani a sperare che tutto questo possa accadere, personalmente non sono molto ottimista. E' più probabile che l'America si accontenti di tirare avanti con una serie di mi- sure parziali: un altro piccolo programma per gli studenti in lotta o per i proprietari di alloggi, o la revoca dei tagli d'imposta concessi da Bush ai milionari. Ma non c'è da aspettarsi una riforma generale del sistema fiscale, e neppure una drastica riduzione delle spese militari, o un progres- so significativo per contrastare il riscaldamento globale. La crisi dell'euro, probabilmente destinata a protrarsi, e il perdurante disagio dell'America, non sono di buon auspicio per una crescita globale. Ma il peggio è che in assenza di una forte leader- ship americana, i problemi globali che da tempo ci assillano - dal cambiamento climatico alla pressante necessità di riforme del sistema monetario internazionale - continueranno ad aggra- varsi. Eppure, malgrado tutto, dobbiamo essere riconoscenti: meglio restare fermi che correre nella direzione sbagliata".
23 dicembre 2012 - domenica 23rd December / Sunday visioni post - 4
Serie A Il posticipo / Roma - Milan 4 - 2
Serata magica per la Roma davanti al suo pubblico: ambiente giallorosso euforico dopo il 4-2 al Milan e ovviamente soddisfatto anche Zdenek Zeman, nonostante la proverbiale calma con cui espone le sue riflessioni. Il tecnico attacca anche dopo lo show contro il Milan: "Il calcio si è giocato sempre tra Milano e Torino, hanno sempre avuto più peso in Lega e in Federcalcio". Zeman guarda avanti — "Sono contento per la prestazione, abbiamo giocato un grandissimo primo tempo. Poi nella ripresa abbiamo provato a gestire e noi non siamo capaci di farlo - commenta il tecnico boemo a fine gara -. La partita migliore della mia gestione? Mettetevi d'accordo, avevate detto che la migliore era stata quella con la Fiorentina. Nei primi 45 minuti abbiamo pressato alto e siamo ripartiti bene. Nel secondo tempo ci siamo schiacciati troppo e abbiamo subìto. De Rossi ha fatto una grandissima partita nel primo tempo, poi anche luii è calato nella ripresa. Pjanic ha fatto il suo, è tecnicamente molto bravo. Florenzi fuori? Bradley e De Rossi sono più di rottura, volevamo far giocare palla lunga il Milan, così è più facile per i difensori. Sul rigore c'è fuorigioco di Pazzini. Soffia ancora il vento del Nord? Sì. Il calcio si è giocato sempre tra Milan e Torino, e si vedeva. E anche in Lega e Federazione hanno più voce, e qualche volta si vedono dei gol irregolari. E' normale, per conquistare il rispetto dobbiamo vincere più partite. Così anche noi avremo qualche vantaggio. Purtroppo ancora non le vinciamo tutte. Ma dagli arbitri ci vuole più attenzione".
21 dicembre 2012 - venerdì 21st December / Friday visioni post - 4
Le partite disputate questa sera (ore 20.45) Cagliari - Juventus 1 - 3 (sul campo Tardini di Parma) Pescara - Catania 2 - 1
Cagliari-Juventus 1 - 3
PARMA, 21 dicembre 2012 La squadra di Conte vince in rimonta sul neutro di Parma. I bianconeri partono male e vanno sotto per un rigore di Pinilla. L'ex, entrato nella ripresa e coi sardi in 10 (rosso ad Astori), firma la doppietta decisiva. Il secondo e il terzo gol (di Vucinic) arrivano nel recupero.
Matri - prima doppietta stagionale e top player di Natale Juve campione d'inverno con 44 punti >>> nuovo record!
Ci voleva il Cagliari, la squadra che lo ha lanciato nel grande calcio, per rivitalizzare Alessandro Matri. E' l'attaccante, ormai diventato di scorta, a cambiare Cagliari-Juventus, con la doppietta che nel finale ribalta l'1-0 dei sardi, prima del gol di Vucinic al 95'. I tre punti per Conte sono parecchio pesanti. Non solo perché portano il totale del 2012 a 94, 2 in più della stratosferica Juve di Capello nel 2005. Arrivano tra mille polemiche per una serie di episodi dubbi. Ma soprattutto dopo 45' tra i peggiori della stagione, in parte cancellati da una ripresa da vera Juventus. La prestazione non tocca mai vette straordinarie, ma il Cagliari viene sempre più schiacciato. E poi soccombe, anche per via dell'inferiorità numerica dal 20' (rosso ad Astori per doppia ammonizione
Togni, punizione beffa Catania k.o. a Pescara
La squadra di Bergodi vince 2-1 con un gol del centrocampista all'ultimo minuto di recupero. Andujar in netto ritardo. Di Celik e Barrientos le altre reti.
19 dicembre 2012 - mercoledì 19th December / Wednesday visioni post - 6
Il ritorno di Benigni in tv
Ieri sera Su RAI Uno, due ore a ruota libera del comico toscano per raccontare la Carta più bella del mondo, ma non solo... I padri della patria come John Lennon: ecco la Costituzione secondo Roberto Benigni Prima, all'inizio dello show, dice da comico grandi verità su un certo Silvio, ex premier, che non avremmo più voluto rivedere in politica ma che minaccia continuamente di ripresentarsi, un giorno sì e un giorno no. - Benigni si toglie lo sfizio di chiedere pietà a Silvio. "col problema delle pensioni che abbiamo c'è uno che ci potrebbe andare e non ci va, non c'è verso di mandarcelo. S'è ripresentato. la sesta volta. Ha detto che la settima si riposa... Ha diviso l'Italia in due: metà sono contrari e metà disperati. Lui che guarda i sondaggi come fa a non vedere..." E' un prologo, la prima mezz'ora. Prima di affrontare la Costituzione racconta dei due nemici che ha l'italia oggi. Primo: l'indifferenza alla politica. "Benigni, ci dici di rispettare la politica? No, vi dico di amarla. E' la cosa più alta. Non avere interesse per la politica è come non avere interesse per la vita. Quando si dice sono tutti uguali è un favore ai cat- tivi ai disonesti e agli stupidi, è come se non li avessimo riconosciuti". Secondo nemico: quello del voto o, meglio, del non-voto. Votare è l'u- nico strumento che abbiamo, un potere tremendo. Una cosa pubblica, la repubblica. Nostra, vostra e di ciascuno... Provateci voi a dire che il bisogno si placa, ma il desiderio mai, che la Costituzione è la legge del desiderio, le leggi fanno paura ma la Costituzione invece ti proteg- ge, è come una mamma che ti dice > vieni qui che t'è successo?, ti le- ga all'albero della nave come Ulisse che non voleva sentire le sirene - l'antipolitica , chi semina paura, i giullari e i padroni - e così via Be- gnini a parlare a braccio, per ore, senza leggere mai, appassionato e potente, ironico e commovente quando parlava di Manzoni, Leopardi, Dante e Omero, di Woodstok e della Bibbia, di Darwin e dell'Onu per raccontare la Costituzione italiana, la più bella del mondo. Quando entrerà in vigore questa Costituzione sarà un mondo meravi- glioso, dice Benigni. Quando entrerà, futuro. Applausi. E' ancora tut-
ta da mettere in pratica, state a sentire cosa dice, ascoltate. E' come
'Imagine' di John Lennon trent'anni prima, è come se l'avessero
scritta non Togliatti e De Gasperi, Calamandrei, Lussu, Croce e Dos-
setti, Nilde Iotti, ma dei figli dei fiori fricchettoni che si facevano una
canna. - ... e poi Benigni parla di ieri e di oggi, di Medioevo e di pre-
sente, di donne, di carceri, di immigrati, di speranza, di libertà, di la-
voro, di dignità. Di nessuna differenza di razza lingua e religione e
di cosa vuol dire, "ed è per questo che sono orgoglioso di essere ita-
liano, noi non abbiamo la pena di morte, ricordatevelo, noi non ce
l'abbiamo e solo gli assassini ammazzano. L'Italia ripudia la guerra,
ripudia, è una poesia". - Una serata specialissima, era ora. La tele-
visione pubblica, dopo i pacchi, manda in onda il monologo dell'irri-
verente burattino che comincia dall'attualità, mezz'ora di satira sul
presente, prima di entrare nel vivo della lettura della Carta.
19 dicembre 2012 - mercoledì 19th December / Wednesday visioni post - 3
I lavoratori, i robot e i signori della rapina di Paul Krugman
L'economia americana, sotto molti punti di vista, è ancora adesso gravemente depressa. Eppure gli utili societari stanno raggiungendo cifre da record. Come è possibile? Semplice: gli utili si sono impennati come frazione del reddito na- zionale , mentre i salari e le altre retribuzioni della manodopera sono in fles- sione. La torta non sta crescendo come dovrebbe, ma il capitale se la passa be- ne arraffandone una fetta sempre più grossa, a discapito della manodopera. Un momento: stiamo forse parlando ancora una volta di capitale in contrap- posizione a lavoro? Non è un argomento obsoleto? Un soggetto quasi marxista di cui parlare, passato di moda nella nostra moderna economia dell'informa- zione? Beh, questo è quanto molti pensavano. Per la scorsa generazione i discorsi sull'ineguaglianza non si sono concentrati per lo più sul capitale in contrapposizione a lavoro, ma su questioni di distribu- zione tra lavoratori, e quindi o sul divario esistente tra i lavoratori pià istruiti e quelli meno istruiti o sui redditi in forte rialzo di un pugno di superstar nel campo della finanza e di altri settori. Questa sì, in effetti, potrebbe essere sto- ria passata. - Più specificatamente, se è vero che i pezzi grossi della finanza stanno ancora agendo da banditi - in parte perchè, come ormai sappiamo, al- cuni di loro effettivamente lo sono - , il divario retributivo tra i lavoratori che hanno un'istruzione unioversitaria e quelli che non l'hanno (che si acuì mol- to in modo particolare tra gli anni Ottanta e i primi Novanta) da allora non è variato granchè. In verità, i lavoratori neolaureati avevano redditi statici ad- dirittura prima che la crisi finanziaria colpisse. Sempre più spesso, gli utili stanno aumentando a spese dei lavoratori in genere, compresi i salariati che hanno le qualifiche ritenute adatte a portare al successo nell'economia odierna. Perchè sta accadendo questo? Il meglio che posso dire è che vi sono due spiegazioni plausibili, ed entrambe potrebbero essere vere in parte. La prima è che la tecnologia ha preso una piega che colloca in posizione di netto svantaggio la manodopera. L'altra è che stiamo assistendo agli effetti di un palese aumento del potere dei monopoli. Provate a pensare a queste due ipotesi come a una maggiore importanza conferita ai robot da una parte e ai signori della rapina dall'altra. Parliamo di robot: è fuor di dubbio che in alcuni settori industriali di alto profilo la tecnologia sta rimpiazzando sempre più lavoratori di tutti i gene- ri o quasi. Per esempio, una delle ragioni per le quali da qualche tempo al- cuni processi produttivi di articoli hi-tech stanno tornando negli Stati Uni- ti è che ormai il componente di maggior valore di un computer, la scheda madre, è fabbricato in pratica da robot, e di conseguenza la manodopera asiatica a prezzi stracciati non costituisce più un motivo valido per produr- lo all'estero. In un libro appena pubblicato e intitolato 'Race against the Machine' (La corsa contro le macchine), Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee dell'Mit sostengono che la stessab cosa sta avvenendo in molti campi disparati, compresi servizi quali la traduzione e la ricerca legale. Continua...to be continued...