11 dicembre '12 - martedì 11th December / Tuesday visione post - 7
Ieri - lunedì 10 dicembre
La crisi di governo
MONTI: 'Ecco perchè mi dimetto'
Il primo ministro Mario Monti ha deciso di dimettersi per la sfiducia
data al suo governo dal Pdl. Non sa se si candiderà.
Sui mercati è tornata la paura per l'Italia - Per il presidente del parlamento
Europeo, Schulz, Berlusconi minaccia la stabilità Ue.
Il premier Monti spiega meglio:
"Sono preoccupato ma a questo punto non potevo evitarlo".
Il giorno dopo (la decisione di dimettersi era stata presa sabatsera) ì senza
amarezza, ma con molte preoccupazioni: "Sono convinto di aver fatto la
cosa giusta - spiega Mario Monti - e in ogni caso non potevo farne a meno
dopo quel che è successo. Ma sono preoccupato, naturalmente non per me,
ma per quel che vedo".
Quel che il presidente del consiglio vede, lo si osserva anche dall'estero, e
la preoccupazione per la deriva politica, istituzionale, finanziaria dell'Ita-
lia è ancora maggiore. A Monti, alla sua persona e alla sua politica, è lega-
to il recupero di credibiltà faticosamente riconquistato dall'Italia in questi
13 mesi, dopo il baratro di fiducia e di consenso in cui era precipitato il no-
stro Paese nei mesi di agonia del governo Berlusconi, prima della caduta
del Cavaliere nel novembre di un anno fa. E questo clima internazionale
di incertezza sul futuro dell'Italia e sulle capacità del Paese di rimanere
ancorato all'Europa con una politica autonoma di responsabilità, si som-
ma all'apprensione per le mosse di Berlusconi.
(Questo è l'editoriale in prima pagina di Ezio Mauro su la Repubblica che
poi continua all'interno del quotidiano...) - Per tutta la giornata Monti (e
Napolitano dal Quirinale) hanno dovuto pendere atto di questo allarme
internazionale, che può innescare una nuova spirale di sfiducia nei con-
fronti dell'Italia, allargandosi dalle cancellerie europee agli Stati Uniti,
ai mercati. - "Ho avuto molte telefonate dall'estero", dice ancora Monti.
Telefonate per capire cos'era successo e che cosa può sussedere adesso,
in un Paese che non ha ancora compiuto il suo risanamento, e permane
in una situazione difficile, complicata.
Monti: "La mia decisione di dimissioni non ha avuto bisogno di un
confronto politico. Mi sono confrontato solo con il Capo dello Stato.
Ho pensato, inevitabilmente, a cosa rappresentò per l'Italia quel G8
di Cannes jn cui il governo fu messo alle strette. Ho preferito che
l'annuncio cadesse a mercati chiusi per riassorbire un eventuale
colpo. La dichiarazione fatta da Alfano l'ho interpretata veramente
come un attestato di sfiducia anche se non espressa in modo formale.
Tutto così era ormai chiaro. Il mio futuro? Non lo so, non lo so pro-
prio. Oggi sono preoccupato. E non mi riferisco solo a quella parte
politica da cui è venuto questo epilogo. E' una generale preoccupa-
zione".
Gli appuntamenti
La cerimonia del Nobel a Oslo (Norvegia) -
Oggi Monti sarà a Oslo per partecipare alla cerimonia di consegna
del Nobel per la pace all'Unione europea. Sarà anche l'occasione
per incontrare i vertice della Ue e i leader europei, tra i quali la
Merkel, Hollande e Mariano Rajoy.
La legge di stabilità -
Appena rientrato a Roma, Monti si occuperà della legge di stabilità,
indispensabile per evitare al Paese l'esercizio provvisorio.
Monti prevede di dimettersi dopo il varo definitivo della legge da parte
del Parlamento.
I vertici europei -
Si apre una settimana decisiva per i negoziati europei e il futuro
dell'eurozona. Giovedì 13 e venerdì 14 sono previsti a Bruxelles
l'atteso Eurogruppo straordinario sulla crisi della Grecia e il ver-
tice Ue.
I mercati
Ore di tensione in tutta Europa in attesa della riapertura dei mercati,
mentre il presidente della Bce Mario Draghi è a Oslo m secondo fonti
economiche torna oggi a Francoforte per fronteggiare di persona la
giornata. Come regiranno Borse, operatori, spread al ritorno di quel-
lo che la 'Sueddeutsche Zeitung' definisce "lo spirito maligno di Ro-
ma": la questione aperta sconvolge tutti.
Oggi - martedì 11 dicembre
L'addio di Monti fa scendere le Borse - Cade Milano
Spread a quota 351: tre miliardi l'anno in più per lo
Stato - Il premier: basta populismo
Lucianone
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
martedì 11 dicembre 2012
Spettacoli - TV / Il meglio che si è visto
11 dicembre '12 - martedì 11th December / Thursday visioni post - 9
- Petrucciani
- Il conflitto in Siria
Andata in onda su Rai 5 domenica scorsa alle 21.15,
l'avventura di un piccolo gigante chiamato Michel Petrucciani.
La sua vita e la sua carriera sono state raccontate in Michel
Petrucciani - Body & Soul, il documentario di Michael Radford
(regista al quale Il postino fece guadagnare una nomination al-
l'Oscar). Un ritratto dell'artista scomparso a soli 39 anni nel
1999, dal primo concerto da professionista a soli 13 anni al mi-
lione e mezzo di album venduti, alle centinaia di esibizioni sui
più importanti palcoscenici del mondo. -
Un desiderio insaziabile di vita. Una volontà di ferro, un talento
straordinario: Michel Petrucciani è stato questo e molto di più,
un ragazzino diventato un gigante nonostante l'handicap che lo
costrinse a rimanere piccolo. Lui e il pianoforte. Nel documenta-
rio si sono susseguiti materiali d'archivio e interviste, la musica,
la carriera e le passioni-donne, arte, viaggi - di un uomo sorretto
da una certezza: "Non è necessario essere alti un metro e ottan-
ta, quello che conta è nella testa e nel corpo, e soprattutto nella
propria anima".
Uno smartphone per raccontare la guerra è lo slogan di quelli de
"La storia siamo noi" per il reportage 'Siria 2.0 - La battaglia di
Aleppo', passato su RaiDue nella seconda serata di martedì.
Che le immagini da smartphone siano ormai decisive nel materiale
visivo-news non è una novità: diverso il caso nel continuare a cercare
modo e modi da parte della tv per non farsi soverchiare. A La storia
ci provano (qui il reportage è di Amedeo Ricucci, rimasto in Siria
20 giorni nello scorso ottobre), sceneggiano tutto con flash dalla re-
dazione, i collegamenti Skype con l'inviato, la dialettica interna.
Va da sè che l'ambizione di ridefinire il concetto di inviato di guerra
con i mezzi attuali è impegnativa assai. Il rischio rimane quello della
preponderanza dell'effetto visivo, a discapito del racconto spiegato
a tutti. Ma è molto difficile, ed è anche vero che oggi alle prese con
tutte le crisi in corso il pubblico rinuncia volentieri a scoprire davve-
ro quale pericolo possano costituire i Salafiti.
(da la Repubblica - 6 dicembre '12 /Canal Grande/ di Antonio Cipollina)
Lucianone
- Petrucciani
- Il conflitto in Siria
Andata in onda su Rai 5 domenica scorsa alle 21.15,
l'avventura di un piccolo gigante chiamato Michel Petrucciani.
La sua vita e la sua carriera sono state raccontate in Michel
Petrucciani - Body & Soul, il documentario di Michael Radford
(regista al quale Il postino fece guadagnare una nomination al-
l'Oscar). Un ritratto dell'artista scomparso a soli 39 anni nel
1999, dal primo concerto da professionista a soli 13 anni al mi-
lione e mezzo di album venduti, alle centinaia di esibizioni sui
più importanti palcoscenici del mondo. -
Un desiderio insaziabile di vita. Una volontà di ferro, un talento
straordinario: Michel Petrucciani è stato questo e molto di più,
un ragazzino diventato un gigante nonostante l'handicap che lo
costrinse a rimanere piccolo. Lui e il pianoforte. Nel documenta-
rio si sono susseguiti materiali d'archivio e interviste, la musica,
la carriera e le passioni-donne, arte, viaggi - di un uomo sorretto
da una certezza: "Non è necessario essere alti un metro e ottan-
ta, quello che conta è nella testa e nel corpo, e soprattutto nella
propria anima".
Uno smartphone per raccontare la guerra è lo slogan di quelli de
"La storia siamo noi" per il reportage 'Siria 2.0 - La battaglia di
Aleppo', passato su RaiDue nella seconda serata di martedì.
Che le immagini da smartphone siano ormai decisive nel materiale
visivo-news non è una novità: diverso il caso nel continuare a cercare
modo e modi da parte della tv per non farsi soverchiare. A La storia
ci provano (qui il reportage è di Amedeo Ricucci, rimasto in Siria
20 giorni nello scorso ottobre), sceneggiano tutto con flash dalla re-
dazione, i collegamenti Skype con l'inviato, la dialettica interna.
Va da sè che l'ambizione di ridefinire il concetto di inviato di guerra
con i mezzi attuali è impegnativa assai. Il rischio rimane quello della
preponderanza dell'effetto visivo, a discapito del racconto spiegato
a tutti. Ma è molto difficile, ed è anche vero che oggi alle prese con
tutte le crisi in corso il pubblico rinuncia volentieri a scoprire davve-
ro quale pericolo possano costituire i Salafiti.
(da la Repubblica - 6 dicembre '12 /Canal Grande/ di Antonio Cipollina)
Lucianone
Sport - calcio / Serie A - 16^ giornata
11 dicembre '12 - martedì 11th December / Tuesday
I risultati delle partite di serie A
Atalanta - Parma 3 - 1 Sampdoria -Udinese 0 - 2
Roma - Fiorentina 4 - 2 Bologna - Lazio 0 - 0
Cagliari - Chievo 0 - 2
Palermo - Juventus 0 - 1
Pescara - Genoa 2 - 0
Siena - Catania 1 - 3
Torino -Milan 2 - 4
Inter - Napoli 2 - 1
Classifica (del campionato di serie A / 16^ giornata)
Juventus 38 / Inter 34 / Napoli 33 / Lazio 30 / Fiorentina, Roma 29
Milan 24 / Catania, Udinese 22 / Atalanta 21 / Parma 20 / Chievo 18
Sampdoria 17 / Cagliari 16 / Bologna, Torino 15 / Palermo, Pescara 14
Genoa 12 Siena 11
Continua...to be continued...
I risultati delle partite di serie A
Atalanta - Parma 3 - 1 Sampdoria -Udinese 0 - 2
Roma - Fiorentina 4 - 2 Bologna - Lazio 0 - 0
Cagliari - Chievo 0 - 2
Palermo - Juventus 0 - 1
Pescara - Genoa 2 - 0
Siena - Catania 1 - 3
Torino -Milan 2 - 4
Inter - Napoli 2 - 1
Classifica (del campionato di serie A / 16^ giornata)
Juventus 38 / Inter 34 / Napoli 33 / Lazio 30 / Fiorentina, Roma 29
Milan 24 / Catania, Udinese 22 / Atalanta 21 / Parma 20 / Chievo 18
Sampdoria 17 / Cagliari 16 / Bologna, Torino 15 / Palermo, Pescara 14
Genoa 12 Siena 11
Continua...to be continued...
Personaggio - Martin Luther King / la sua storia e la nostra epopea
11 dicembre 2012 - martedì 11th December / Thuesday visioni post - 3
In un'intervista del 21 dicembre 1960
registrata su un nastro inedito (per un libro mai scritto)
M. Luther King parla dell'importanza del movimento per
i diritti civili e dell'Africa. King inoltre anticipa le conqui-
ste dei neri. Tre anni dopo arriverà "I have a dream".
Martin Luther King aveva un sogno: rimasto più di mezzo secolo in soffitta.
Il discorso è stato scovato da Stephen Tull tra le carte del padre nella casa
di Chattanooga: "Intervista al Dr. King, 21 dicembre 1960" c'era scritto sul
nastro realizzato per un libro che non si fece mai.
Per gli storici è una scoperta eccezionale: tre anni prima di "I Have a Dream",
otto anni prima che il sogno fosse ucciso a Memphis, il reverendo racconta i
legami tra il movimento di liberazione in America e la sua Africa. E 50 anni
prima che un nero salisse alla Casa Bianca profetizza: 'dobbiamo risolvere
l'ingiustizia razziale se vogliamo restare leader nel mondo'. .
(da 'la Repubblica' - 23 agosto 2012 - Angelo Aquaro)
di Martin Luther
Sono convinto che quando, un domani, si scriveranno i libri di storia, gli
storici dovranno registrare il movimento dei sit in come una delle più
grandi epopee della nostra tradizione. Io credo che questo movimento
rappresenti la sua potenza ai livelli più alti di dignità e di disciplina.
Nessun uomo di buona volontà potrebbe non essere d'accordo con gli
scopi del movimento dei sit in: con l'obiettivo di abbattere tutte le bar-
riere basate sulla razza o sul colore. Ma la cosa che più mi colpisce di
questo movimento è il fatto che la gente abbia fatto propri i metodi
sviluppati nel solco della più alta tradizione della non violenza e dei
mezzi pacifici. E penso anzi che questa sia la cosa che rende questo
movimento unico e lo renda uno dei più significativi sviluppi dell'inte-
ra lotta per l'emancipazione razziale.
Penso che una delle cose più interessanti è che non si tratti soltanto di
un nobile movimento, coni suoi propri mezzi e i suoi propri fini. Pen-
so che una delle cose più interessanti sia il fatto che questo movimento
sta ottenendo qualcosa di concreto. E'per il risultato dei movimenti dei
sit in che in più di 112 città, oggi, è stato detto basta alla segregazione
ai banconi dei ristoranti negli stati di confine e negli stati del Sud.
Insomma, abbiamo finalmente sotto gli occhi le conquiste tangibili otte-
nute grazie a questo imponente e magnifico movimento, che ha trascina-
to gli uomini del Sud e ha elettrificato non solo la nostra nazione ma il
mondo intero. Un movimento che cerca di ottenere un obiettivo morale,
direi, attraverso mezzi morali. E tutto questo emerge dal pieno concetto
di amore: perchè se una persona è davvero una persona non violenta al-
lora vuol dire che è intrisa di spirito amorevole, (allora vuol dire) che
rifiuta di fare del male al suo avversario perchè ama il suo avversario.
(Anche per questo) in Africa c'è grande interesse e preoccupazione per
per la situazione negli Stati Uniti.
I leader africani in genere e la gente africana in particolare seguono con
grande preoccupazione la nostra lotta - e conoscono beme quello che sta
succedendo. Ho avuto l'opportunità di parlare con la maggior parte dei
leader più importanti dei paesi africani che hanno appena acquisito l'in-
dipendenza, ma anche con i leader dei paesi che sulla via dell'indipen-
denza si stanno incamminando adesso.
Continua...to be continued...
In un'intervista del 21 dicembre 1960
registrata su un nastro inedito (per un libro mai scritto)
M. Luther King parla dell'importanza del movimento per
i diritti civili e dell'Africa. King inoltre anticipa le conqui-
ste dei neri. Tre anni dopo arriverà "I have a dream".
Martin Luther King aveva un sogno: rimasto più di mezzo secolo in soffitta.
Il discorso è stato scovato da Stephen Tull tra le carte del padre nella casa
di Chattanooga: "Intervista al Dr. King, 21 dicembre 1960" c'era scritto sul
nastro realizzato per un libro che non si fece mai.
Per gli storici è una scoperta eccezionale: tre anni prima di "I Have a Dream",
otto anni prima che il sogno fosse ucciso a Memphis, il reverendo racconta i
legami tra il movimento di liberazione in America e la sua Africa. E 50 anni
prima che un nero salisse alla Casa Bianca profetizza: 'dobbiamo risolvere
l'ingiustizia razziale se vogliamo restare leader nel mondo'. .
(da 'la Repubblica' - 23 agosto 2012 - Angelo Aquaro)
di Martin Luther
Sono convinto che quando, un domani, si scriveranno i libri di storia, gli
storici dovranno registrare il movimento dei sit in come una delle più
grandi epopee della nostra tradizione. Io credo che questo movimento
rappresenti la sua potenza ai livelli più alti di dignità e di disciplina.
Nessun uomo di buona volontà potrebbe non essere d'accordo con gli
scopi del movimento dei sit in: con l'obiettivo di abbattere tutte le bar-
riere basate sulla razza o sul colore. Ma la cosa che più mi colpisce di
questo movimento è il fatto che la gente abbia fatto propri i metodi
sviluppati nel solco della più alta tradizione della non violenza e dei
mezzi pacifici. E penso anzi che questa sia la cosa che rende questo
movimento unico e lo renda uno dei più significativi sviluppi dell'inte-
ra lotta per l'emancipazione razziale.
Penso che una delle cose più interessanti è che non si tratti soltanto di
un nobile movimento, coni suoi propri mezzi e i suoi propri fini. Pen-
so che una delle cose più interessanti sia il fatto che questo movimento
sta ottenendo qualcosa di concreto. E'per il risultato dei movimenti dei
sit in che in più di 112 città, oggi, è stato detto basta alla segregazione
ai banconi dei ristoranti negli stati di confine e negli stati del Sud.
Insomma, abbiamo finalmente sotto gli occhi le conquiste tangibili otte-
nute grazie a questo imponente e magnifico movimento, che ha trascina-
to gli uomini del Sud e ha elettrificato non solo la nostra nazione ma il
mondo intero. Un movimento che cerca di ottenere un obiettivo morale,
direi, attraverso mezzi morali. E tutto questo emerge dal pieno concetto
di amore: perchè se una persona è davvero una persona non violenta al-
lora vuol dire che è intrisa di spirito amorevole, (allora vuol dire) che
rifiuta di fare del male al suo avversario perchè ama il suo avversario.
(Anche per questo) in Africa c'è grande interesse e preoccupazione per
per la situazione negli Stati Uniti.
I leader africani in genere e la gente africana in particolare seguono con
grande preoccupazione la nostra lotta - e conoscono beme quello che sta
succedendo. Ho avuto l'opportunità di parlare con la maggior parte dei
leader più importanti dei paesi africani che hanno appena acquisito l'in-
dipendenza, ma anche con i leader dei paesi che sulla via dell'indipen-
denza si stanno incamminando adesso.
Continua...to be continued...
sabato 8 dicembre 2012
Sport - calcio / Serie B - 18^ giornata 2012/13
8 dicembre 2012 - sabato 8th December / Saturday
Livorno e Brescia al palo, Verona ok
Sussulto in coda di Novara e Grosseto
Commento
(di Lucianone)
Continua...to be continued...
Livorno e Brescia al palo, Verona ok
Sussulto in coda di Novara e Grosseto
La 18ª giornata di B: i toscani frenano a Vicenza (3-3). Vincono Spezia, Ternana e in coda Novara, Grosseto.
Cesena-Empoli rinviata per neve: si gioca domenica alle 12.30 come Cittadella-Varese
Prima avanti, poi sotto, ma il Livorno di Nicola non s'arrende mai e agguanta il 3-3 in casa del Vicenza. Ringrazia la capolista Sassuolo, mentre ne approfitta il Verona, a valanga sull'Ascoli, che recupera due punti. Il Brescia si fa rimontare dalla Reggina. In coda, sorprendono i successi di Novara (3-1 al Padova) e Grosseto, che schiaccia la Pro Vercelli nel scontro diretto in chiave salvezza. Neve e gelo su gran parte d'Italia, ma solo al Manuzzi di Cesena l'arbitro Manganiello è costretto a rinviare la sfida con l'Empoli (si gioca domenica alle 12.30).
Verona-Ascoli 3-1 — Vittoria chiara. Limpida. Il Verona regola l’Ascoli (3-1), dimentica la sconfitta di Brescia e si prepara mercoledì a risalire la china a Cittadella, negli ultimi otto minuti (più due e mezzo di recupero sicuri) di una partita che stava perdendo 2-1 prima che sul Tombolato piombasse la nebbia. Il Verona è senza Crespo, Fatic, Pugliese, Jorginho, Laner, Martinho e Cocco, ma le assenze non si avvertono. Mandorlini schiera un bel 4-2-3-1, con Bacinovic ed Hallfredsson in mediana più Gomez e Grossi immediatamente dietro Bojinov e Cacia. Ventiquattro secondi bastano per far esultare il Bentegodi. Il passaggio sul limite dell’area di Gomez trova l’intelligente velo di Cacia ma soprattutto il gran sinistro di Hallfredsson. Rasoterra imparabile, Mandorlini sorride. Il secondo punto già all’8’, quando la punizione di Bacinovic dalla destra trova la testa di Gomez con la colpevole complicità della difesa marchigiana. L’Ascoli lascia in panchina Soncin e manda in avanti Zaza e Dramé. L’Hellas manovra come vuole, Bojinov al 32’ sfiora il palo su punizione dai diciotto metri, Gomez (38’) lo prende in pieno. L’Ascoli riparte dopo l’intervallo con Soncin (esce Morosini), ma la musica non cambia. L’Hellas chiude ogni discorso al 4’, Guarna devia il colpo di testa di Cacia ma nulla può sul tap-in comodo di Albertazzi. L’Ascoli fa quel che può, Fossati entra e assicura vivacità, Zaza (22’) accorcia le distanze con una conclusione da dentro l’area che trova la decisiva deviazione di Ceccarelli. Va in affanno l’Hellas, Mandorlini si protegge con Abbate per Bojinov. La contesa si placa, il ritmo pure. Finisce 3-1, dopo qualche occasione sprecata da una parte e dall’altra. Troppo forte il Verona, specie quello del primo tempo. (Alessandro De Pietro - da La Gazzetta dello Sport.it)
Classifica provvisoria della serie B / 18^ giornata
Sassuolo 42 / Livorno 39 / Verona 35 / Brescia / 27 Padova, Varese 26
Modena, Juve Stabia 25 / Spezia 24 / Cittadella, Empoli 22 / Ternana 21
Bari, Crotone 19 Vicenza, Ascoli 18 / Reggina, Cesena 16 / Lanciano 15
Pro Vercelli 14 / Novara 13 / Grosseto 11
Risultati delle partite di serie B
Sassuolo - Modena 2 - 0
Brescia - Reggina 2 - 2
Cesena - Empoli rinviata (per neve)
Crotona - Lanciano 0 - 0
Grosseto - Pro Vercelli 3 - 0
Novara - Padova 3 - 1
Spezia - Bari 3 - 2
Ternana - Juve Stabia 3 - 2
Verona - Ascoli 3 - 1
Vicenza - Livorno 3 - 3
Cittadella - Varese (rinviata)
Sassuolo 42 / Livorno 39 / Verona 35 / Brescia / 27 Padova, Varese 26
Modena, Juve Stabia 25 / Spezia 24 / Cittadella, Empoli 22 / Ternana 21
Bari, Crotone 19 Vicenza, Ascoli 18 / Reggina, Cesena 16 / Lanciano 15
Pro Vercelli 14 / Novara 13 / Grosseto 11
Risultati delle partite di serie B
Sassuolo - Modena 2 - 0
Brescia - Reggina 2 - 2
Cesena - Empoli rinviata (per neve)
Crotona - Lanciano 0 - 0
Grosseto - Pro Vercelli 3 - 0
Novara - Padova 3 - 1
Spezia - Bari 3 - 2
Ternana - Juve Stabia 3 - 2
Verona - Ascoli 3 - 1
Vicenza - Livorno 3 - 3
Cittadella - Varese (rinviata)
Vicenza-Livorno 3-3 — Sei gol, sorpassi e controsorpassi al Menti. Parte forte il Livorno, che prima mette paura a Pinsoglio (al 12’) con un tiro di Salviato, poi alla seconda azione mette la freccia e passa in vantaggio. Al 15’ c’è un corner corto, Luci prolunga e Belingheri insacca da pochi metri. Il Vicenza non si perde d’animo e va vicino al pareggio con un destro velenoso di Padalino deviato. Bella l’azione che al minuto 26 rimette i biancorossi in pista: Giacomelli scambia con Castiglia e lo mette nelle condizioni di chiudere sul primo palo. Azione fotocopia quella che vede di nuovo protagonisti Giacomelli e Castiglia al 35’ per il vantaggio; stavolta l’uno-due parte da lontano e l’ex juventino invece che metterla sul primo, insacca sul secondo palo. Prima del rientro negli spogliatoi è molto bravo Pinsoglio, che sbarra la porta a Salviato, ben imbeccato sulla destra da Paulinho. Ad inizio ripresa la squadra di Breda legittima il vantaggio prima con due ottime esecuzioni di Semioli e Padalino, poi con il 3-1 di Di Matteo che si fa 40 metri palla al piede sfruttando il buco della difesa; per il terzino pescarese è un gioco da ragazzi infilare Fiorillo. Piovono ancora gol ed emozioni. Al 18’ Belingheri calcia un missile da 35 metri che vale il 3-2. La rincorsa granata sbatte sulla traversa di Siligardi (28’). Sul 3-3 di Paulinho è colossale l’errore di Camisa che manca il cuoio e fa harakiri. Il direttore di gara non concede il penalty al Vicenza quando Emerson da dietro spinge con evidenza a terra Giacomelli. (Marta Benedetti)
Commento
(di Lucianone)
Continua...to be continued...
venerdì 7 dicembre 2012
Ultime notizie - In Italia e nel mondo / Latest news
7 dicembre 2012 - venerdì 7th December / Friday visioni post - 4
Meteo - Italia
Maltempo, neve al centronord
Il presidente dell'Anci: "I Comuni rischiano di non poter fornire i servizi necessari per affrontare possibili emergenze
Era prevista ed è arrivata. La forte perturbazione proveniente dalla Groenlandia ha investito l'Italia. Su metà del Belpaese è arrivata (o arriverà nelle prossime ore) la neve.
Quella che i meteorologi hanno chiamato col nome di Attila porterà nevicate al nord fino all’Emilia e al Veneto, sull’Emilia e sull’Appennino tosco-emiliano e sul Friuli Venezia Giulia.
Neve a Milano, Venezia, Padova, Verona, Trieste, Bologna.
Nelle prime ore di sabato nubifragi dal Lazio colpiranno poi la Campania e il Cosentino. Il maestrale batterà la Sardegna con 90Km/h, e in serata la Bora irromperà sull’Alto Adriatico anche a
90km/h. Tra sabato e domenica sarà la volta delle regioni adriatiche investite dai venti gelidi da nord e neve sin verso le coste. I giorni successivi saranno molto rigidi al centronord, con gelate notturne anche di -8 gradi centigradi sulla Valpadana.
A Venezia è stato dato il via ai mezzi spargisale e spalaneve, preallertati dalla serata di ieri, che stanno operando lungo le principali direttrici viarie della terraferma. Ma prorpio sull'utilizzo degli spalaneve l'Anci ha lanciato l'allarme.
"Il maltempo continua ad imperversare, la prima neve è già caduta e altra ne arriverà, ma quest'anno i Comuni rischiano di non poter fornire i servizi necessari per affrontare possibili emergenze", ha dichiarato il presidente dell'Anci, Graziano Delrio.
Che poi ha aggiunto: "Il rischio che corriamo è che le ditte che forniscono gli spalaneve, si rifiutino di operare con l'incertezza di poter poi ricevere l'adeguato pagamento. Stanno, infatti, ancora aspettando i soldi relativi alle emergenze dello scorso anno: risorse che il governo, nel corso di una riunione a Palazzo Chigi, si era impegnato a garantire, ma che a tutt'oggi sono state erogate in misura infinitesimale. E c'è poi la questione dei vincoli del Patto di stabilità che non consentono ai Comuni di impegnare risorse, anche se queste servono ad affrontare simili emergenze".
Cronaca Esteri - Gran Bretagna
Suicida la centralinista che passò la finta telefonata dei Reali d'Inghilterra
Meteo - Italia
Maltempo, neve al centronord
Il presidente dell'Anci: "I Comuni rischiano di non poter fornire i servizi necessari per affrontare possibili emergenze
Era prevista ed è arrivata. La forte perturbazione proveniente dalla Groenlandia ha investito l'Italia. Su metà del Belpaese è arrivata (o arriverà nelle prossime ore) la neve.
Quella che i meteorologi hanno chiamato col nome di Attila porterà nevicate al nord fino all’Emilia e al Veneto, sull’Emilia e sull’Appennino tosco-emiliano e sul Friuli Venezia Giulia.
Neve a Milano, Venezia, Padova, Verona, Trieste, Bologna.
Nelle prime ore di sabato nubifragi dal Lazio colpiranno poi la Campania e il Cosentino. Il maestrale batterà la Sardegna con 90Km/h, e in serata la Bora irromperà sull’Alto Adriatico anche a
90km/h. Tra sabato e domenica sarà la volta delle regioni adriatiche investite dai venti gelidi da nord e neve sin verso le coste. I giorni successivi saranno molto rigidi al centronord, con gelate notturne anche di -8 gradi centigradi sulla Valpadana.
A Venezia è stato dato il via ai mezzi spargisale e spalaneve, preallertati dalla serata di ieri, che stanno operando lungo le principali direttrici viarie della terraferma. Ma prorpio sull'utilizzo degli spalaneve l'Anci ha lanciato l'allarme.
"Il maltempo continua ad imperversare, la prima neve è già caduta e altra ne arriverà, ma quest'anno i Comuni rischiano di non poter fornire i servizi necessari per affrontare possibili emergenze", ha dichiarato il presidente dell'Anci, Graziano Delrio.
Che poi ha aggiunto: "Il rischio che corriamo è che le ditte che forniscono gli spalaneve, si rifiutino di operare con l'incertezza di poter poi ricevere l'adeguato pagamento. Stanno, infatti, ancora aspettando i soldi relativi alle emergenze dello scorso anno: risorse che il governo, nel corso di una riunione a Palazzo Chigi, si era impegnato a garantire, ma che a tutt'oggi sono state erogate in misura infinitesimale. E c'è poi la questione dei vincoli del Patto di stabilità che non consentono ai Comuni di impegnare risorse, anche se queste servono ad affrontare simili emergenze".
Cronaca Esteri - Gran Bretagna
Suicida la centralinista che passò la finta telefonata dei Reali d'Inghilterra
Trovata morta la centralinista dell’ospedale dove era ricoverata Kate Middleton finita nella bufera per non aver verificato una chiamata in cui i conduttori di una radio si erano spacciati per i Reali.
Kate Middleton e il marito William
Economia - Germania
Quando perde il 'secchione'
Germania vicina a recessione
Alla fine dell'ultimo quadrimestre il Pil tedesco avrà per la prima volta il segno meno davanti.
La locomotiva Germania si ferma. Molti lo avevano previsto, ma l’evento è comunque un inquietante segno dei tempi: la produzione industriale in ottobre è calata del 2,6% ed è dal 2009, l’anno in cui gli effetti della crisi sono stati più pesanti, che non scendeva così tanto. A questo dato sconfortante, diffuso dal ministero federale dell’Economia, se ne è aggiunto, sempre ieri, uno forse ancora peggiore: secondo la Bundesbank alla fine dell’ultimo quadrimestre il Pil tedesco avrà per la prima volta il segno meno davanti. E poi, per il 2013, la banca centrale diretta da Jens Weidmann prevede una «minicrescita» di qualche centesimo di punto.
Economia - Germania
Quando perde il 'secchione'
Germania vicina a recessione
Alla fine dell'ultimo quadrimestre il Pil tedesco avrà per la prima volta il segno meno davanti.
La locomotiva Germania si ferma. Molti lo avevano previsto, ma l’evento è comunque un inquietante segno dei tempi: la produzione industriale in ottobre è calata del 2,6% ed è dal 2009, l’anno in cui gli effetti della crisi sono stati più pesanti, che non scendeva così tanto. A questo dato sconfortante, diffuso dal ministero federale dell’Economia, se ne è aggiunto, sempre ieri, uno forse ancora peggiore: secondo la Bundesbank alla fine dell’ultimo quadrimestre il Pil tedesco avrà per la prima volta il segno meno davanti. E poi, per il 2013, la banca centrale diretta da Jens Weidmann prevede una «minicrescita» di qualche centesimo di punto.
Angela Merkel: piccola crisi!
Lucianone
Musica - Appuntamenti estivi prossimi: tanto rock a San Siro
7 dicembre 2012 - venerdì 7th December / Friday visioni post - 9
Ritorna il Boss in Italia,
e poi Bon Jovi, Jovanotti... e Robbie Wiilliams
Milano
Si amplia il cartellone dei concerti estivi 2013 a San Siro. Non solo
in quantità e qualità, visto che l'ultimo arrivo si chiama Bruce
Springsteen, ma anche in estensione: il primo concerto sarà il 3
giugno, l'ultimo il 31 luglio. Un mese e mezzo rispetto al mese che
si ipotizzava all'inizio, dal 19 giugno al 18 luglio. Ad allungare la stagione
del rock due annunci in rapida successione. Prima Robbie Williams, che
ha ufficializzato il concerto che lui stesso aveva già annunciato presen-
tando il nuovo disco Take the crown: sarà il 31 luglio, e sarà la chiusura
dell'estate allo stadio. Poi Bruce Springsteen, finalmente ripresosi dalla
stanchezza per la campagna elettorale a tappeto pro-Obama, ha reso
noto le sue quattro date italiane: e oltre a Napoli, Padova e Roma sarà
anche a San Siro, il 3 giugno. La sua quinta volta milanese, record asso-
luto per un artista internazionale. - Insomma, dal poco dell'anno scorso
(oltre a Springsteen anche Madonna) al tantissimo (forse anche troppo?)
per il 2013.
Il calendario si completa con le date che erano già state annunciate:
dopo il Boss, il 19 giugno sarà la volta di un debuttante (a San Siro) e
cioè Jovanotti, con il tour legato all'antologia Backup, che celebra 25
aani di carriera. Poi toccherà a uno dei re dell'hard rock, Jon Bon
Jovi con il solo concerto italiano legato al suo nuovo disco, What about
now: sarà a Milano il 29 giugno. - Nel mese di luglio bisognerà aspetta-
re il 13 per un altro concerto importante, quello dei Negramaro, che
tornano sul luogo dove, nel 2008, avevano spiccato il balzo definitivo
della carriera. Poi, quello che sembrava l'ultimo concerto della stagio-
ne: i Depeche Mode, i re dell'elettronica anni Ottanta che il 18 luglio
cercheranno di riportare a San Siro 60mila persone come riuscì loro
nel 2009. - "Sembrava" l'ultimo concerto, appunto, invece la chiusu-
ra sarà affidata a Robbie Williams, già in scena al Meazza nel 2006
da solista e con i Take That nel 2011.
Le date a San Siro
Bruce Springsteen - 3 Giugno
Jovanotti - 19 Giugno
Negramaro - 13 Luglio
Depeche Mode - 18 Luglio
Robbie Williams - 31 Luglio
Lucianone
Lucianone
Ritorna il Boss in Italia,
e poi Bon Jovi, Jovanotti... e Robbie Wiilliams
Milano
Si amplia il cartellone dei concerti estivi 2013 a San Siro. Non solo
in quantità e qualità, visto che l'ultimo arrivo si chiama Bruce
Springsteen, ma anche in estensione: il primo concerto sarà il 3
giugno, l'ultimo il 31 luglio. Un mese e mezzo rispetto al mese che
si ipotizzava all'inizio, dal 19 giugno al 18 luglio. Ad allungare la stagione
del rock due annunci in rapida successione. Prima Robbie Williams, che
ha ufficializzato il concerto che lui stesso aveva già annunciato presen-
tando il nuovo disco Take the crown: sarà il 31 luglio, e sarà la chiusura
dell'estate allo stadio. Poi Bruce Springsteen, finalmente ripresosi dalla
stanchezza per la campagna elettorale a tappeto pro-Obama, ha reso
noto le sue quattro date italiane: e oltre a Napoli, Padova e Roma sarà
anche a San Siro, il 3 giugno. La sua quinta volta milanese, record asso-
luto per un artista internazionale. - Insomma, dal poco dell'anno scorso
(oltre a Springsteen anche Madonna) al tantissimo (forse anche troppo?)
per il 2013.
Il calendario si completa con le date che erano già state annunciate:
dopo il Boss, il 19 giugno sarà la volta di un debuttante (a San Siro) e
cioè Jovanotti, con il tour legato all'antologia Backup, che celebra 25
aani di carriera. Poi toccherà a uno dei re dell'hard rock, Jon Bon
Jovi con il solo concerto italiano legato al suo nuovo disco, What about
now: sarà a Milano il 29 giugno. - Nel mese di luglio bisognerà aspetta-
re il 13 per un altro concerto importante, quello dei Negramaro, che
tornano sul luogo dove, nel 2008, avevano spiccato il balzo definitivo
della carriera. Poi, quello che sembrava l'ultimo concerto della stagio-
ne: i Depeche Mode, i re dell'elettronica anni Ottanta che il 18 luglio
cercheranno di riportare a San Siro 60mila persone come riuscì loro
nel 2009. - "Sembrava" l'ultimo concerto, appunto, invece la chiusu-
ra sarà affidata a Robbie Williams, già in scena al Meazza nel 2006
da solista e con i Take That nel 2011.
Le date a San Siro
Bruce Springsteen - 3 Giugno
Jovanotti - 19 Giugno
Negramaro - 13 Luglio
Depeche Mode - 18 Luglio
Robbie Williams - 31 Luglio
Lucianone
Lucianone
giovedì 6 dicembre 2012
L'opinione del giovedì - 'Qualcosa lentamente da qualche parte si muove'
6 novembre 2012 - giovedì 6th November / Thursday
L'0pinione del Giovedì
di Lucianone
Qualcosa lentamente... si muove
Per capire quel che sta accadendo nel mondo della politica e dell'economia
in questo ultimo periodo di fine novembre e primi dicembre, sono ricorso a
un'espressione tipica dei titoli delle opere dello scrittore austriaco Peter
Handke, titoli lunghi ma ugualmente esplicativi. Le atmosfere tipiche del
Natale che si avvicina sono in Italia quest'anno parecchio tristi e per cer-
te famiglie senz'altro cupe, per la condizione di vera e spesso quasi totale
povertà cui questa crisi ha portato. Non va meglio in Paesi del sud Europa
tipo Spagna, Portogallo, Francia e soprattutto Grecia, la prima ad essere
pesantemente colpita dalla crisi economica portataci dalle grandi finanze
internazionali (in primis da quelle americane di Wall Street) insieme alle
banche e alle società dei rating. L'Italia, che fino a più di un mese fa era
nella situazione più critica, vicino a quella greca, è oggi in condizioni un
pò più sollevate, cioè si è leggermente ripresa, tirandosi qualche metro
indietro rispetto al limite della sponda del baratro e sul precipizio in cui
stava, vedi appunto Grecia, precipitando.
Qualcosa, a livello sociale, si muove ed era prevedibile, sotto la spinta
del movimento 5 stelle di Grillo, dietro la rabbia dei cittadini per i costi
(e non più solo il costo) della politica. E poi si sono formate delle liste
civiche che possono espandersi, allargarsi per formare nuovi movimenti,
formati da giovani, che potrebbero avere uno sbocco politico più delinea-
to nel futuro non tanto lontano.
Qualcosa, a livello politico, si muove e anzi si è già mosso a sinistra per
merito soprattutto del partito Pd del segretario Bersani, che ha in modo
molto democratico aperto lo spazio per delle primarie, in cui si sono con-
frontati ben 5 contendenti finali di varie correnti della sinistra. Non era
mai successo a questo livello in Italia, che in questo si è avvicinata molto
al modello statunitense. La sinistra del Pd è sempre più vicina anche alla
forma della socialdemocrazia dei Paesi europei nordici, e ciò fa ben spe-
rare per il bene comune del nostro Paese.
E nel centro-destra, sempre a livello politico, che cosa si vede di nuovo?
Poco o niente, o perlomeno non esiste un Renzi di destra che muova un
pò le acque di un partito stagnante e in decomposizione come il Pdl o in
zona Lega qualcosa di diverso dal solito Maroni, che ormai sembra aver
definitivamente preso il posto di Bossi e soci (o famiglia come si vuole).
E il pericolo poi è che Alfano si eclissi sempre più non riuscendo a im-
porsi al suo boss Silvio che ha pressochè messo il veto alle primarie nel
centro-destra (con disperazione della Meloni) e minaccia un giorno sì
e un giorno no di rientrare nall'agone politico. E così Berlusconi non
aiuta certo il suo partito a rinnovarsi o svecchiarsi, ma anzi impone per
ora la sua presenza, non pensando che un suo ritorno politico sarebbe
un disastro per l'Italia e non solo, dopo quello che già aveva combinato
dopo aver promesso mari e monti per circa 20 anni (persi nel nulla).
Dunque qualcosa si muove da qualche parte lentamente, ma per ora solo
a sinistra dell'equatore. Poi quel che di positivo sembrava dovesse porta-
re Grillo con il suo movimento, si sta adesso dimostrando un flop, in quan-
to si vede poca democrazia da quella parte, dove il capo Grillo è sempre
più simile a un capo Bossi, cioè "fasso tutto me", "ho sempre ragione io",
"chi non è d'accordo se ne vada via" e avanti così... ma è proprio il modo
per non andare da nessuna parte. Lo sappiamo bene quel che è successo
con la Lega di Bossi, capo indiscusso: ora Maroni deve ricucire da tutte
le parti.
Continua...to be continued...
L'0pinione del Giovedì
di Lucianone
Qualcosa lentamente... si muove
Per capire quel che sta accadendo nel mondo della politica e dell'economia
in questo ultimo periodo di fine novembre e primi dicembre, sono ricorso a
un'espressione tipica dei titoli delle opere dello scrittore austriaco Peter
Handke, titoli lunghi ma ugualmente esplicativi. Le atmosfere tipiche del
Natale che si avvicina sono in Italia quest'anno parecchio tristi e per cer-
te famiglie senz'altro cupe, per la condizione di vera e spesso quasi totale
povertà cui questa crisi ha portato. Non va meglio in Paesi del sud Europa
tipo Spagna, Portogallo, Francia e soprattutto Grecia, la prima ad essere
pesantemente colpita dalla crisi economica portataci dalle grandi finanze
internazionali (in primis da quelle americane di Wall Street) insieme alle
banche e alle società dei rating. L'Italia, che fino a più di un mese fa era
nella situazione più critica, vicino a quella greca, è oggi in condizioni un
pò più sollevate, cioè si è leggermente ripresa, tirandosi qualche metro
indietro rispetto al limite della sponda del baratro e sul precipizio in cui
stava, vedi appunto Grecia, precipitando.
Qualcosa, a livello sociale, si muove ed era prevedibile, sotto la spinta
del movimento 5 stelle di Grillo, dietro la rabbia dei cittadini per i costi
(e non più solo il costo) della politica. E poi si sono formate delle liste
civiche che possono espandersi, allargarsi per formare nuovi movimenti,
formati da giovani, che potrebbero avere uno sbocco politico più delinea-
to nel futuro non tanto lontano.
Qualcosa, a livello politico, si muove e anzi si è già mosso a sinistra per
merito soprattutto del partito Pd del segretario Bersani, che ha in modo
molto democratico aperto lo spazio per delle primarie, in cui si sono con-
frontati ben 5 contendenti finali di varie correnti della sinistra. Non era
mai successo a questo livello in Italia, che in questo si è avvicinata molto
al modello statunitense. La sinistra del Pd è sempre più vicina anche alla
forma della socialdemocrazia dei Paesi europei nordici, e ciò fa ben spe-
rare per il bene comune del nostro Paese.
E nel centro-destra, sempre a livello politico, che cosa si vede di nuovo?
Poco o niente, o perlomeno non esiste un Renzi di destra che muova un
pò le acque di un partito stagnante e in decomposizione come il Pdl o in
zona Lega qualcosa di diverso dal solito Maroni, che ormai sembra aver
definitivamente preso il posto di Bossi e soci (o famiglia come si vuole).
E il pericolo poi è che Alfano si eclissi sempre più non riuscendo a im-
porsi al suo boss Silvio che ha pressochè messo il veto alle primarie nel
centro-destra (con disperazione della Meloni) e minaccia un giorno sì
e un giorno no di rientrare nall'agone politico. E così Berlusconi non
aiuta certo il suo partito a rinnovarsi o svecchiarsi, ma anzi impone per
ora la sua presenza, non pensando che un suo ritorno politico sarebbe
un disastro per l'Italia e non solo, dopo quello che già aveva combinato
dopo aver promesso mari e monti per circa 20 anni (persi nel nulla).
Dunque qualcosa si muove da qualche parte lentamente, ma per ora solo
a sinistra dell'equatore. Poi quel che di positivo sembrava dovesse porta-
re Grillo con il suo movimento, si sta adesso dimostrando un flop, in quan-
to si vede poca democrazia da quella parte, dove il capo Grillo è sempre
più simile a un capo Bossi, cioè "fasso tutto me", "ho sempre ragione io",
"chi non è d'accordo se ne vada via" e avanti così... ma è proprio il modo
per non andare da nessuna parte. Lo sappiamo bene quel che è successo
con la Lega di Bossi, capo indiscusso: ora Maroni deve ricucire da tutte
le parti.
Continua...to be continued...
mercoledì 5 dicembre 2012
Riflessioni-notizie del giorno - I nuovi ricchi / Vecchietti alla convention
5 dicembre 2012 - mercoledì 5th December / Wednesday visioni post - 3
Giovedì
Se l'India fa shopping al Plaza
E' l'Hotel per eccellenza, con l'acca maiuscola, icona del turismo
di lusso di Manhattan, venti piani per ottanta metri di altezza al-
l'angolo tra Central Park e la Quinta Avenue. Nella sua storia
centenaria (venne aperto nel 1907) il Plaza ne ha viste di tutti i
colori, nelle sue stanze sono passati re, principi, capitani d'indu-
stria, star del cinema e dello sport, i Beatles lo hanno scelto per
il loro primo concerto a New York. Nessuno di loro avrebbe for-
se immaginato che il grande palazzo in stile francese, che ha
avuto tra i suoi proprietari miliardari americani come Conrad
Hiltone Donald Trump, finisse nelle mani di un indiano (del-
l'India, non un "native American").
E' successo ieri (mercoled' 28 novembre), quando il gruppo
americano-israeliano El Ad lo ha venduto al Sahara Group
del magnate asiatico Subrata Roy, immobiliarista, proprieta-
rio di tv e della scuderia di Formula 1 Force India. Il prezzo,
per il 75 per cento della proprietà, è stato fissato a 575 milio-
ni di dollari. Va in mano straniere anche il rimanente 25 per
cento, comprato dal principe saudita Al Walid Bin Talal.
Nell'America della crisi i grandi affari li fanno i ricchi venu-
ti dall'Asia.
(da 'la Repubblica' del 29 nov. 2012 - di Alberto Flores D'Arcais)
Mercoledì
Il vecchietto alla convention
Li prendono, li illudono, li caricano su di un pullman e li
sbarcano in qualche convention raccomandandogli di
battere le mani e di sorridere alle telecamere. E' la secon-
da volta, nel giro di quattro mesi, che sui giornali si legge
di interi e ignari centri-anziani reclutati per fare presen-
za ai raduni delle tribù Pdl. La prima segnalazione risale
a luglio, quando all'hotel Ergife arrivarono accaldatissi-
mi - l'aria condizionata era rotta - un centinaio di vec-
chietti provenienti dal litorale romano per rimpinguare
la platea del Movimento, pensa tu, "Cristiano-sociale".
Ma l'altro giorno altrettanti vecchietti sono stati avvi-
stati a Chianciano per l'exploit dei Moderatyi italiani
in Rivoluzione del misterioso Samorì. - Viene da chie-
dersi se per caso non erano gli stessi. E se tra cinismo,
turismo e politica, al tempo della rottamazione, esistono
ancora confini certi.
(da 'la Repubblica' del 21 nov. '12 - di Filippo Ceccarelli)
Lucianone
Giovedì
Se l'India fa shopping al Plaza
E' l'Hotel per eccellenza, con l'acca maiuscola, icona del turismo
di lusso di Manhattan, venti piani per ottanta metri di altezza al-
l'angolo tra Central Park e la Quinta Avenue. Nella sua storia
centenaria (venne aperto nel 1907) il Plaza ne ha viste di tutti i
colori, nelle sue stanze sono passati re, principi, capitani d'indu-
stria, star del cinema e dello sport, i Beatles lo hanno scelto per
il loro primo concerto a New York. Nessuno di loro avrebbe for-
se immaginato che il grande palazzo in stile francese, che ha
avuto tra i suoi proprietari miliardari americani come Conrad
Hiltone Donald Trump, finisse nelle mani di un indiano (del-
l'India, non un "native American").
E' successo ieri (mercoled' 28 novembre), quando il gruppo
americano-israeliano El Ad lo ha venduto al Sahara Group
del magnate asiatico Subrata Roy, immobiliarista, proprieta-
rio di tv e della scuderia di Formula 1 Force India. Il prezzo,
per il 75 per cento della proprietà, è stato fissato a 575 milio-
ni di dollari. Va in mano straniere anche il rimanente 25 per
cento, comprato dal principe saudita Al Walid Bin Talal.
Nell'America della crisi i grandi affari li fanno i ricchi venu-
ti dall'Asia.
(da 'la Repubblica' del 29 nov. 2012 - di Alberto Flores D'Arcais)
Mercoledì
Il vecchietto alla convention
Li prendono, li illudono, li caricano su di un pullman e li
sbarcano in qualche convention raccomandandogli di
battere le mani e di sorridere alle telecamere. E' la secon-
da volta, nel giro di quattro mesi, che sui giornali si legge
di interi e ignari centri-anziani reclutati per fare presen-
za ai raduni delle tribù Pdl. La prima segnalazione risale
a luglio, quando all'hotel Ergife arrivarono accaldatissi-
mi - l'aria condizionata era rotta - un centinaio di vec-
chietti provenienti dal litorale romano per rimpinguare
la platea del Movimento, pensa tu, "Cristiano-sociale".
Ma l'altro giorno altrettanti vecchietti sono stati avvi-
stati a Chianciano per l'exploit dei Moderatyi italiani
in Rivoluzione del misterioso Samorì. - Viene da chie-
dersi se per caso non erano gli stessi. E se tra cinismo,
turismo e politica, al tempo della rottamazione, esistono
ancora confini certi.
(da 'la Repubblica' del 21 nov. '12 - di Filippo Ceccarelli)
Lucianone
Iscriviti a:
Post (Atom)


