28 agosto 2012 - martedì 28th August / Tuesday visioni del post - 7
Il racconto
Il libro "Player one" di Ernest Cline, classe 1972, è una cavalcata
sorprendente fra cyberpunk, anime, film e telefilm anni Ottanta. E' un affresco
sterminato, denso di citazioni, della cultura geek. Incomprensibile per chi non
è vissuto con i videogame, ma abbastanza affascinante da spin legere la Warner
Bross a pagare un milione di dollari per i diritti cinematografici.
Siamo nel 2044 e il mondo è allo sbando, sovrappopolato e incapace di
ritrovare la speranza, annichilito da decenni di recessione. A pagarne le
conseguenze sono soprattutto coloro che il benessere lo hanno conosciu-
to e che ora arrancano per trovare un letto nelle baraccopoli. Come la
madre di Wade Watts, che per gli stenti si suicida a poco più di trent'an-
ni. . E così Wade, ragazzino obeso, introverso e con la passione per la
tecnologia cresce da solo. O meglio, cresce online nell'universo di Oasis,
Second Life dove perfino le scuole sono state trasferite. E' l'opera di James
Halliday, programmatore geniale che prima di morire ha deciso di regalare
il suo immenso patrimonio nascondendolo su Oasis. Inizia in questo modo
la più grande caccia al tesoro della storia, fra complotti e colpi di scena, e
ovviamente Wade sarà uno dei protagonisti.
( 'PLAYER ONE' di Ernest Cline - Isbn Edizioni, trad, di Laura Spini,
pagg. 632, euro 19,90)
Il romanzo
"Il giorno della locusta"
Nathanael West (1903 - 1940) morì in un incidente d'auto, mentre andava
al funerale di Francis Scott Fitzgerald. Direttore d'albergo e sceneggiatore,
incrociò l a strada di Hollywood, quando l a mecca del cinema era in piena
costruzione del suo Olimpo di celluloide. Ben prima dei velenosi affreschi
di Truman Capote e del Kenneth Anger di 'Hollywood Babilonia', West
osservava il buio e la polvere non illuminati dai riflettori. Come autore gli
interessava il sottobosco di attricette-prostitute, comparse, bambini prodi-
gio e comici falliti che si muoveva ai matgini degli studios.
E' questo materiale umano a sfilare in "Il giorno della locusta" (1939), che
torna dopo anni in una nuova traduzione. Ci sono il pittore e scenografo Tod
la starlette incapace Faye, l'uomo qualunque Homer Simpson (a cui Matt
Groening ruberà il nome per l'antieroe giallo del cartoon). Ballano, bevono,
partecipano a feste coem a combattimenti di polli. La loro vita è un film di
serie B. - In una lunga passeggiata senza meta, Tod gira da un st all'altro,
tra fondali western, cavalli di Troia e templi maya di cartone e cellophane.
- Il cinema non è nato nemmeno da 50 anni, ma i sogni si sono già infranti
tutti.
('Il giorno della locusta' di Nathanael West - et al./Edizioni, trad. di Marina
Morpurgo, pagg. 206, euro 15)
Lucianone
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
martedì 28 agosto 2012
lunedì 27 agosto 2012
Ultime notizie - Italia e Mondo / Lates news
27 agosto 2012 - lunedì 27th August / Monday visioni post - 7
Spagna - La crisi
"Con 5100 euro non si arriva a fine mese"
Spagna, bufera su deputato conservatore.
Il politico del PP è stato costretto dal partito a presentare scuse formali, sottolineando che prima di entrare in parlamento guadagnava molto di più. In Spagna un cittadino su quattro è disoccupato
MADRID - "Guadagno 5100 euro al mese ma fatico a sbarcare il lunario": l'incauta frase
pronunciata al quotidiano La voce della Galizia dal deputato conservatore spagnolo Guillermo Collarte, potrebbe costare al politico le dimissioni. L'ondata di critiche che lo ha travolto, in un Paese dove la disoccupazione ha raggiunto il massimo storico del 25% e il salario minimo è di 641 euro, non accenna infatti a placarsi. Malgrado egli, su immediato suggerimento del Partito Popolare, abbia già porto le proprie scuse, assicurando di aver parlato "in senso figurato" e riconoscendo che in Spagna molte persone sopravvivono con appena 400 o 500 euro al mese. "Loro sì - ha aggiunto - che se la passano male davvero".
La giustificazione addotta da Collarte è che, prima di entrare in parlamento, egli guadagnava 12mila euro al mese e che il cambiamento di vita lo ha costretto a ridurre del 35% le spese cui la famiglia era abituata. Le sue parole sarebbero state insomma solo "male interpretate".
Più difficile è travisare la situazione che stanno vivendo gli spagnoli in questi mesi di crisi. Il Consiglio del Ministri ha appena approvato il cosiddetto "Plan Prepara", un programma di aiuti da 400 per tutti coloro che sono rimasti disoccupati dopo un licenziamento improvviso. E la presidentessa di Castilla e La Mancha, María Dolores de Cospedal, anche lei nelle file del PP, in un'intervista al quotidiano 20 minuti ha chiesto ai politici di lavorare
Vaticano - Vatileaks
Spagna - La crisi
"Con 5100 euro non si arriva a fine mese"
Spagna, bufera su deputato conservatore.
Il politico del PP è stato costretto dal partito a presentare scuse formali, sottolineando che prima di entrare in parlamento guadagnava molto di più. In Spagna un cittadino su quattro è disoccupato
MADRID - "Guadagno 5100 euro al mese ma fatico a sbarcare il lunario": l'incauta frase
pronunciata al quotidiano La voce della Galizia dal deputato conservatore spagnolo Guillermo Collarte, potrebbe costare al politico le dimissioni. L'ondata di critiche che lo ha travolto, in un Paese dove la disoccupazione ha raggiunto il massimo storico del 25% e il salario minimo è di 641 euro, non accenna infatti a placarsi. Malgrado egli, su immediato suggerimento del Partito Popolare, abbia già porto le proprie scuse, assicurando di aver parlato "in senso figurato" e riconoscendo che in Spagna molte persone sopravvivono con appena 400 o 500 euro al mese. "Loro sì - ha aggiunto - che se la passano male davvero".La giustificazione addotta da Collarte è che, prima di entrare in parlamento, egli guadagnava 12mila euro al mese e che il cambiamento di vita lo ha costretto a ridurre del 35% le spese cui la famiglia era abituata. Le sue parole sarebbero state insomma solo "male interpretate".
Più difficile è travisare la situazione che stanno vivendo gli spagnoli in questi mesi di crisi. Il Consiglio del Ministri ha appena approvato il cosiddetto "Plan Prepara", un programma di aiuti da 400 per tutti coloro che sono rimasti disoccupati dopo un licenziamento improvviso. E la presidentessa di Castilla e La Mancha, María Dolores de Cospedal, anche lei nelle file del PP, in un'intervista al quotidiano 20 minuti ha chiesto ai politici di lavorare
di più e accontentarsi di stipendi più bassi.
Vaticano - Vatileaks
Un terzo uomo e venti sospetti
si allarga lo scandalo Vaticano
si allarga lo scandalo Vaticano
Dopo l'arresto di un informatico della Segreteria di Stato, si cerca un'altra persona. Il maggiordomo del Papa non era il solo corvo a volare nei palazzi della Santa Sede.
Francia
Muore dodicenne italiana
Era caduta in una buca in spiaggia
TOLOSA - Tragedia su una spiaggia del sud della Francia. Una bambina di 12 anni italiana è morta sul litorale di La Teste-de-Buch, vicino ad Arcachon, nel sudovest della Francia. La giovane turista, secondo quanto riportano i media francesi, è deceduta per asfissia dopo essere finita in una buca nella sabbia che lei stessa aveva scavato. La notizia è stata confermata dalla Farnesina, che ha reso noto che i familiari della piccola sono assistiti dai funzionari del consolato generale di Tolosa che sta seguendo il caso.
A dare l'allarme, ieri sera, sono stati alcuni testimoni che hanno intravisto la ragazzina semisepolta in nella buca alta circa 1 metro e 20 centimetri. I bagnanti hanno raccontato di aver visto la bambina intenta per diverse ore a scavare la profonda buca in cui sarebbe poi scivolata, rimanendo bloccata.Verso le 19.30 sono intervenuti i pompieri. In base a una prima ricostruzione, la 12enne potrebbe essere caduta a testa in giù nella buca, rimanendo intrappolata.
Lucianone
Francia
Muore dodicenne italiana
Era caduta in una buca in spiaggia
La giovane turista sarebbe morta per asfissia alla Gironda, nel sudovest del Paese. Vani i soccorsi dei pompieri che sono intervenuti su segnalazione di alcuni testimoni
A dare l'allarme, ieri sera, sono stati alcuni testimoni che hanno intravisto la ragazzina semisepolta in nella buca alta circa 1 metro e 20 centimetri. I bagnanti hanno raccontato di aver visto la bambina intenta per diverse ore a scavare la profonda buca in cui sarebbe poi scivolata, rimanendo bloccata.Verso le 19.30 sono intervenuti i pompieri. In base a una prima ricostruzione, la 12enne potrebbe essere caduta a testa in giù nella buca, rimanendo intrappolata.
Lucianone
Meteo - Usa: in arrivo un quasi uragano
27 agosto 2012 - lunedì 27th August / Monday visioni del post - 5
Stati Uniti
La tempesta Isaac spaventa New Orleans
Almeno 19 morti ad Haiti, sei i dispersi
TAMPA - La tempesta tropicale Isaac, che nelle prossime ore dovrebbe abbattersi sulle coste meridionali degli Stati Uniti, potrebbe rappresentare "una minaccia per le vite umane", ha affermato il direttore del National Hurricane Center di Miami. E preoccupazione è stata espressa anche dalla Fema, la protezione civile americana. Si allarga quindi l'emergenza e aumentano i timori per la tempesta in arrivo sul sud della Florida che, dopo Alabama, Mississippi e Louisiana, ha dichiarato lo stato di emergenza sulla costa dell'estremo nord-est.
APPROFONDIMENTI
Stati Uniti
La tempesta Isaac spaventa New Orleans
Almeno 19 morti ad Haiti, sei i dispersi
Stato d'emergenza dichiarato da Florida, Louisiana, Mississippi e Alabama. L'arrivo è previsto nelle prossime ore. Il passaggio della tempesta sull'isola caraibica è stato devastante, vittime e oltre 15mila evacuati. Potrebbe essere il ciclone più violento dai tempi di Katrina con venti a 100km/h, ma ancora non è uragano.
TAMPA - La tempesta tropicale Isaac, che nelle prossime ore dovrebbe abbattersi sulle coste meridionali degli Stati Uniti, potrebbe rappresentare "una minaccia per le vite umane", ha affermato il direttore del National Hurricane Center di Miami. E preoccupazione è stata espressa anche dalla Fema, la protezione civile americana. Si allarga quindi l'emergenza e aumentano i timori per la tempesta in arrivo sul sud della Florida che, dopo Alabama, Mississippi e Louisiana, ha dichiarato lo stato di emergenza sulla costa dell'estremo nord-est.
Barack Obama ha dichiarato lo stato di emergenza federale per la Louisiana. La decisione di Obama segue di alcune ore la medesima assunta dal governatore repubblicano dello Stato, Bobby Jindal.
Il passaggio di Isaac su Haiti intanto è stato devastante: 19 morti e sei dispersi, secondo la protezione civile. La tempesta ha distrutto anche 335 case e ne ha danneggiate 2.346. Oltre 15.000 persone sono state evacuate. Isaac ha attraversato sabato l'isola caraibica colpita nel 2010 da un terremoto che ha ucciso 250mila persone e con ancora 400mila persone alloggiate nelle tendopoli.
Foto
Lucianone
sabato 25 agosto 2012
Finanza/economia/politica - L' 'Europa e la crisi
26 agosto 2012 - domenica 26th August - Sunday
visioni del post - 5
La crisi economica dell'Eurozona
(parte 2^)
Non accusate i tedeschi cattivi
(articolo recuperato di Giovanni Di Lorenzo - 'la Repubblica' -
31 gennaio 2012)
Qualche giorno fa ero in Italia per una breve visita. Al ristorante dove
a volte ceno mi hanno subito chiesto di spendere una buona parola per
l'Italia con Angela Merkel. Il giorno dopo altri conoscenti italiani mi
hanno detto: "Con Berlusconi si stava meglio".
Ecco, vorrei partire da queste impressioni del mio viaggio in Italia per
ragionare sulla crisi dell'Europa, su dove questa crisi ci può portare,
su come sarà dopo la crisi questa Europa abituata nei decenni del do-
poguerra alla democrazia e all'economia di mercato. L'impressine che
ho colto è che la signora Merkel sia vista come una ragione della crisi
italiana. Il che, mi rincresce dirlo, mi sembra un capovolgimento della
realtà. Nell'incapacità, o nella scelta italiana di non capire che la linea
della signora Merkel è non già una causa della crisi odierna, bensì so-
lo una delle reazioni di una politica economica e finanziaria italiana che
ha portato l'Italia ai problemi di oggi. - Non fraintendetemi, non voglio
parlare solo di Germania e Italia. Però il rapporto bilaterale è un esem-
pio dei problemi che in queste ore vive l'intera Europa.
Questa idea della Germania cattiva vista come ragione del malessere
è molto forte in Grecia e comincia a dilagare anche in Italia. E persino
in dichiarazioni di Sarkozy. - Tutti o quasi tutti in Europa sembrano di-
menticare che la Germania stessa non si sente invulnerabile a un peri-
colo di downgrading: nel calcolo di probabilità dell'establishment è un
rischio al 50 per cento. Ricordarlo potrebbe forse aiutare l'Europa a
capire meglio i timori tedeschi e la linea tedesca. Insieme, soprattutto,
al timore che con la crisi la Germania rischi non soltanto di perdere il
rating a tre A ma anche la sua specificità di unico grande Paese dell'eu-
rozona in cui, sulla scena politica, non agiscono forze populiste e nazio-
naliste.
C'è un conflitto di fondo. Sul grande dilemma, se per salvare l'unità
europea e l'euro puntiamo sul consolidamento dei bilanci secondo la
scuola tedesca - e Monti è il primo a dire "ich denke Deutsch" (penso
tedesco , ndr) - o sulla scelta di stampare più moneta. Entrambe le op-
zioni aprono grandi rischi. Nessuno, in quest'Europa in crisi, può offrire
la certezza di quale sia la via giusta. Rischia di essere quella che gli in-
glesi chiamano una "no win situation", una situazione in cui appunto
nessuna scelta ti garantisce certezze di successo o di uscita dalla crisi.
Per questo è così difficile e inquietante l a ricerca di ogni risposta al
grande interrogativo. come sarà l'Europa dopo la crisi, tra qualche anno.
Continua...to be continued...
visioni del post - 5
La crisi economica dell'Eurozona
(parte 2^)
Non accusate i tedeschi cattivi
(articolo recuperato di Giovanni Di Lorenzo - 'la Repubblica' -
31 gennaio 2012)
Qualche giorno fa ero in Italia per una breve visita. Al ristorante dove
a volte ceno mi hanno subito chiesto di spendere una buona parola per
l'Italia con Angela Merkel. Il giorno dopo altri conoscenti italiani mi
hanno detto: "Con Berlusconi si stava meglio".
Ecco, vorrei partire da queste impressioni del mio viaggio in Italia per
ragionare sulla crisi dell'Europa, su dove questa crisi ci può portare,
su come sarà dopo la crisi questa Europa abituata nei decenni del do-
poguerra alla democrazia e all'economia di mercato. L'impressine che
ho colto è che la signora Merkel sia vista come una ragione della crisi
italiana. Il che, mi rincresce dirlo, mi sembra un capovolgimento della
realtà. Nell'incapacità, o nella scelta italiana di non capire che la linea
della signora Merkel è non già una causa della crisi odierna, bensì so-
lo una delle reazioni di una politica economica e finanziaria italiana che
ha portato l'Italia ai problemi di oggi. - Non fraintendetemi, non voglio
parlare solo di Germania e Italia. Però il rapporto bilaterale è un esem-
pio dei problemi che in queste ore vive l'intera Europa.
Questa idea della Germania cattiva vista come ragione del malessere
è molto forte in Grecia e comincia a dilagare anche in Italia. E persino
in dichiarazioni di Sarkozy. - Tutti o quasi tutti in Europa sembrano di-
menticare che la Germania stessa non si sente invulnerabile a un peri-
colo di downgrading: nel calcolo di probabilità dell'establishment è un
rischio al 50 per cento. Ricordarlo potrebbe forse aiutare l'Europa a
capire meglio i timori tedeschi e la linea tedesca. Insieme, soprattutto,
al timore che con la crisi la Germania rischi non soltanto di perdere il
rating a tre A ma anche la sua specificità di unico grande Paese dell'eu-
rozona in cui, sulla scena politica, non agiscono forze populiste e nazio-
naliste.
C'è un conflitto di fondo. Sul grande dilemma, se per salvare l'unità
europea e l'euro puntiamo sul consolidamento dei bilanci secondo la
scuola tedesca - e Monti è il primo a dire "ich denke Deutsch" (penso
tedesco , ndr) - o sulla scelta di stampare più moneta. Entrambe le op-
zioni aprono grandi rischi. Nessuno, in quest'Europa in crisi, può offrire
la certezza di quale sia la via giusta. Rischia di essere quella che gli in-
glesi chiamano una "no win situation", una situazione in cui appunto
nessuna scelta ti garantisce certezze di successo o di uscita dalla crisi.
Per questo è così difficile e inquietante l a ricerca di ogni risposta al
grande interrogativo. come sarà l'Europa dopo la crisi, tra qualche anno.
Continua...to be continued...
giovedì 23 agosto 2012
L'opinione del giovedì - Ma la vita continua...
23 agosto 2012 - giovedì 23rd August / Thursday
visioni del post - 11
L'Opinione
di Lucianone
Tra fine luglio e la prima parte di agosto si sono svolte le Olimpiadi
estive di Londra che tanto ci hanno appassionato, e che hanno rap-
presentato (come tutti i giochi olimpici, invernali compresi) momenti
di svago o almeno di quella leggera spensieratezza che per un pò di
tempo ci fanno allontanare dai pensieri più o meno ansiosi e spesso
anche cupi di ogni giorno: penso a quelli (pensieri) più drammatici
dei terremotati dell'Emilia, ma anche dell'Abruzzo, penso a quelli
non meno preoccupati e per il momento irrisolti dei disoccupati che
siano giovani o no, a quelli problematici degli esodati (più sentito
dire niente nè da tv nè da governo), degli imprenditori piccoli e medi
che sono in credito con le banche e non possono pagare i loro dipen-
denti (più sentito di suicidi, e speriamo che questo sia vero, cioè che
siano in netto calo o per niente). E poi penso alle preoccupazioni
che ogni giorno danno i pensieri di quei pensionati che fanno fati-
ca a tirare a campare e non sanno dove sbattere la testa: niente figli
che li aiutino, sempre più spesso niente di niente. E avanti con ls
filosofia dell'arrangiarsi... ma con la filosofia sola non si mangia,
appunto.
Ma la vita continua, deve continuare. Ho riletto quel commento
che avevo scritto sul terremoto dell'Emilia e sul tragico atto ter-
roristico di Brindisi ("Che cosa sta succedendo? Tre bombole
fatte esplodere...") e rileggendo ho guardato ancora meravigliato
quella croce sospesa a metà e quella torre dell'orologia spezzata
a metà: mi sembrano entrambe queste figure/immagini il simbolo
della nostra esistenza di uomini, cioè le cose come le persone non
vogliono piegarsi fino a cadere del tutto, no, perchè la vita deve
continuare, perchè dobbiamo godere anche delle bellezze dei pae-
saggi che ancora esistono al di là dell'ambiente inquinato, perchè
dobbiamo ancora vedere tanti altri giochi olimpici che almeno ci
facciano passare, allontanare i tristi pensieri al di là poi di quan-
to siano costosi quei giochi. Ma penso soprattutto, rileggendo quel
mio commento alla forza degli uomini nel ricominciare a ricostrui-
re dopo le sventure del passato (il terremoto del Friuli in Italia e
il terremoto-tsunami a Fukushima in Giappone) e tutto cià sempre
perchè la vita deve continuare, anzi continua... per superare tutte
le prove che il futuro riserva, perchè l'uomo vuole vincerle e poter
affermare la continuità della propria specie. E infatti sta già per
vedere se la vita è possibile su Marte o in altri lontani pianeti, se
la Terrà non basterà più: E questo riguarderà un futuro non co-
sì lontano come potremmo pensare. La scienza e la tecnologia
stanno facendo passi giganteschi in anni sempre più ridotti.
Allora tutto oggi sembra, con la crisi, cupo e addirittura fosco,
ma per fortuna la vita continua...
Lucianone
visioni del post - 11
L'Opinione
di Lucianone
Tra fine luglio e la prima parte di agosto si sono svolte le Olimpiadi
estive di Londra che tanto ci hanno appassionato, e che hanno rap-
presentato (come tutti i giochi olimpici, invernali compresi) momenti
di svago o almeno di quella leggera spensieratezza che per un pò di
tempo ci fanno allontanare dai pensieri più o meno ansiosi e spesso
anche cupi di ogni giorno: penso a quelli (pensieri) più drammatici
dei terremotati dell'Emilia, ma anche dell'Abruzzo, penso a quelli
non meno preoccupati e per il momento irrisolti dei disoccupati che
siano giovani o no, a quelli problematici degli esodati (più sentito
dire niente nè da tv nè da governo), degli imprenditori piccoli e medi
che sono in credito con le banche e non possono pagare i loro dipen-
denti (più sentito di suicidi, e speriamo che questo sia vero, cioè che
siano in netto calo o per niente). E poi penso alle preoccupazioni
che ogni giorno danno i pensieri di quei pensionati che fanno fati-
ca a tirare a campare e non sanno dove sbattere la testa: niente figli
che li aiutino, sempre più spesso niente di niente. E avanti con ls
filosofia dell'arrangiarsi... ma con la filosofia sola non si mangia,
appunto.
Ma la vita continua, deve continuare. Ho riletto quel commento
che avevo scritto sul terremoto dell'Emilia e sul tragico atto ter-
roristico di Brindisi ("Che cosa sta succedendo? Tre bombole
fatte esplodere...") e rileggendo ho guardato ancora meravigliato
quella croce sospesa a metà e quella torre dell'orologia spezzata
a metà: mi sembrano entrambe queste figure/immagini il simbolo
della nostra esistenza di uomini, cioè le cose come le persone non
vogliono piegarsi fino a cadere del tutto, no, perchè la vita deve
continuare, perchè dobbiamo godere anche delle bellezze dei pae-
saggi che ancora esistono al di là dell'ambiente inquinato, perchè
dobbiamo ancora vedere tanti altri giochi olimpici che almeno ci
facciano passare, allontanare i tristi pensieri al di là poi di quan-
to siano costosi quei giochi. Ma penso soprattutto, rileggendo quel
mio commento alla forza degli uomini nel ricominciare a ricostrui-
re dopo le sventure del passato (il terremoto del Friuli in Italia e
il terremoto-tsunami a Fukushima in Giappone) e tutto cià sempre
perchè la vita deve continuare, anzi continua... per superare tutte
le prove che il futuro riserva, perchè l'uomo vuole vincerle e poter
affermare la continuità della propria specie. E infatti sta già per
vedere se la vita è possibile su Marte o in altri lontani pianeti, se
la Terrà non basterà più: E questo riguarderà un futuro non co-
sì lontano come potremmo pensare. La scienza e la tecnologia
stanno facendo passi giganteschi in anni sempre più ridotti.
Allora tutto oggi sembra, con la crisi, cupo e addirittura fosco,
ma per fortuna la vita continua...
Lucianone
Sport - Champions: Sporting Braga - Udinese 1 - 1
23 agosto 2012 - giovedì 23rd August / Thursday visioni del post - 11
Champions League - andata playoff:
per l'Udinese prezioso pareggio a Braga
Braga (Portogallo)
Un gol del serbo Basta, poi c'è tanto Braga, ma la Champions
è a un passo. - I friulani vanno in vantaggio al 23° del primo
tempo, poi alla distanza calano e le parate di Brkic (grandissi-
mo sostituto di Handanovic) blindano la porta dell'Udinese.
E va bene così: il pareggio con gol fuori casa è tra i risultati
migliori che si possano conseguire nell'andata di un playoff
di Champions.
Peccato comunque, non avere approfittato nel 1° tempo dei
momenti favorevoli. Infatti sullo 0-1 i portoghesi si sono de -
pressi e proprio allora bisognava tramortirli col ko. con tutta
probabilità definitivo. Perchè appunto poi i friulani avevano
Brkic. Proprio peccato! Ma a Udine sarà un'altra storia, con
Champions League - andata playoff:
per l'Udinese prezioso pareggio a Braga
Braga (Portogallo)
Un gol del serbo Basta, poi c'è tanto Braga, ma la Champions
è a un passo. - I friulani vanno in vantaggio al 23° del primo
tempo, poi alla distanza calano e le parate di Brkic (grandissi-
mo sostituto di Handanovic) blindano la porta dell'Udinese.
E va bene così: il pareggio con gol fuori casa è tra i risultati
migliori che si possano conseguire nell'andata di un playoff
di Champions.
Peccato comunque, non avere approfittato nel 1° tempo dei
momenti favorevoli. Infatti sullo 0-1 i portoghesi si sono de -
pressi e proprio allora bisognava tramortirli col ko. con tutta
probabilità definitivo. Perchè appunto poi i friulani avevano
Brkic. Proprio peccato! Ma a Udine sarà un'altra storia, con
il pubblico di casa, vero Guidolin?
Lucianone
mercoledì 22 agosto 2012
Ultime notizie - Latest news
23 agoto 2012 - giovedì 23rd August / Thursday
visioni del post - 4
Grecia
Niente aiuti prima di ottobre
Samaras: "Ce la faremo" - Ma lo spread risale
visioni del post - 4
Grecia
Niente aiuti prima di ottobre
Samaras: "Ce la faremo" - Ma lo spread risale
Il premier greco chiede una dilazione dei rimborsi dopo i tagli per 13,5 miliardi, ma Berlino e l'Eurogruppo rinviano il sì: "Aspettiamo il rapporto della Troika". Borse giù, Piazza Affari - 1,1 %. La Federal reserve ferma il calo di Wall Street
BORSE IN DIRETTA / SPREAD
Fisco
Agevolazioni per le zone terremotate dell'Emilia
Fisco
Agevolazioni per le zone terremotate dell'Emilia
Il ministro dell'Interno, Cancellieri: "L'argomento verrà portato in consiglio dei ministri, ma riguarda il dicastero dell'Economia". L'agenzia delle Entrate aveva ribadito la scadenza del 30 settembre per la ripresa del versamento dei tributi in Emilia
La benzina
La verde oltre i 2 euro fuori dalle autostrade
Ora un pieno costa mediamente 120 euro, più del carrello della spesa settimanale.
E il 2 settembre termineranno anche i super sconti applicati nei weekend.
Spagna
Il sogno immobiliare
La Spagna chiude i conti con il sogno immobiliare - Rajoy pronto a creare
una 'bad bank' in cui finiranno i titoli tossici, mutui non pagati e gran parte
delle 670 mila case invendute . Liberati i bilanci di Bankia e delle casse di
risparmio, scatterà l'aiuto da 100 miliardi dell'Ue.
Usa
Altra recessione?
Troppe le tasse e i tagli alla spesa - Gli Stati Uniti rischiano un'altra
recessione - Allarme della commissione bipartisan - Debito: record
dal 1950.
Lucianone
La benzina
La verde oltre i 2 euro fuori dalle autostrade
Ora un pieno costa mediamente 120 euro, più del carrello della spesa settimanale.
E il 2 settembre termineranno anche i super sconti applicati nei weekend.
Spagna
Il sogno immobiliare
La Spagna chiude i conti con il sogno immobiliare - Rajoy pronto a creare
una 'bad bank' in cui finiranno i titoli tossici, mutui non pagati e gran parte
delle 670 mila case invendute . Liberati i bilanci di Bankia e delle casse di
risparmio, scatterà l'aiuto da 100 miliardi dell'Ue.
Usa
Altra recessione?
Troppe le tasse e i tagli alla spesa - Gli Stati Uniti rischiano un'altra
recessione - Allarme della commissione bipartisan - Debito: record
dal 1950.
Lucianone
Lavoro - Occupazione / Dopo la riforma Fornero: il positivo e il negativo
22 agosto 2012 - mercoledì 22nd August / Wednesday visioni post - 10
Occupazione
Un piano lavoro per i giovani
- La svolta: puntare sul capitale umano non sarà retorica
solo se la politica riuscirà ad avere audacia e responsabilità.
- La priorità: investimenti di lungo periodo su formazione e
occupabilità.
(da 'Il Sole 24 Ore' - Commenti e inchieste / Elisabetta Gualmini)
Più che un punto di arrivo, il completamento della riforma del lavoro
tramite i correttivi apportati dal decreto Sviluppo e il varo della Spen-
ding Review, costituiscono un utile punto di avvio da cui i partiti do-
vrebbero muovere, dopo la pausa estiva, per affinare la loro agenda
in vista della staffetta tra 16ma e 17 ma legislatura, ed elaborare una
dstrategia per traghettare il Paese oltre la crisi. Dovrebbero farlo an-
che per recuperare credibilità davanti a cittadini sempre più sfiducia-
ti e stanchi di non vedere ricompense oltre la siepe dei sacrifici.
La legge Fornero sul lavoro ha indubbiamente osato laddove altri
avevano fallito: nell'ammorbidimento dell'art. 18, nel riordino degli
ammortizzatori sociali (con estensione di copertura), nella revisione
delle regole di utilizzo dei contratti atipici più diffusi in modo da
contenerne gli abusi. - Certo, il provvedimento poteva essere ancora
più audace e non è esente da ambiguità che ne complicheranno o ne
renderanno erratica l'applicazione (soprattutto per la smisurta discre-
zionalità ceduta ai giudici sui licenziamenti). Ma il governo si è mosso
nella direzione giusta, riducendo anche solo di un pò il dualismo tra
insider e outsider, e assecondando così le insistenti raccomandazioni
europee. Si tratta ora di proseguire con convinzione, proprio all'inter-
no del nuovo quadro normativo, per mettere a punto strategie concrete
di rilancio dell'economia reale. , rimettendo al centro il lavoro, la sua
qualità e l'inclusione delle categorie di cittadini che negli ultimi anni
hanno visto costantemente deteriorarsi le proprie condizioni di vita.
Quasi un'impresa impossibile mentre si è in recessione.
Ma se si cercano ricette innovative, indirizzando oculatamente un pò
delle risorse liberate dalla Spending Review a misure di crescita, qual-
che risultato si può ottenere. Lo spiegano bene i sostenitori del para-
digma che concepisce il welfare come "investimento sociale" che ha
in parte sorretto la Strategia europea per il 2020 in tema di lavoro.
In questa prospettiva, si sottolinea i ruolo positivo per l'economia degli
investimenti in formazione e valorizzazione del capitale umano che, se
non sporadici, danno alle persone le capacità e le conoscenze adeguate
per occupare i lavori che oggi sarebbero già disponibilie e per creare i
lavori del futuro. - Le risorse destinate alla qualificazione continua,
senza distinzione tra percorsi educativi e professionali, non sono più
un costo netto per lo stato, se rendono"occupabili" le persone duran-
te l'intero ciclo di vita lavorativa, e cioè in grado di attraversare sen-
za traumi le diverse "transizioni" dalla scuola al lavoro, da un lavoro
all'altro, dal lavoro alla famiglia e ritorno. Meglio se i diversi passag-
gi sono poi accompagnati da un sistema di tutele leggere che fanno
da paracadute quando il salto da una condizione all'altra è partico-
larmente rischioso.
Puntare sul capitale umano non è nè retorico nè effimero. Ma solo se
lo si fa davvero e se serve a prevenire l 'obsolescenza delle skills lavo-
rative, se alimenta la capacità di produrre innovazioni, se incoraggia
la propensione ad assumere rischi calcolati, serve per comnattere la
piaga della disoccupazione giovanile ancora una volta messa in evi-
denza dall'Employment Outlook del 2012, uscito poche settimane fa.
I giovani pagano in italia più degli altri una bufera economica che
sembra non avere fine. E la pagano ancora di più perchè si concen-
trano nei lavori a termine che sono i primi a essere falcidiati quando
la crisi batte duro e quelli in cui si apprende meno e in modo meno
strutturale. Mentre invece dovrebbero e potrebbero proprio loro essere
imprenditori pioneristici in un Paese che deve risvegliarsi prima o poi
dal torpore gerontocratico che lo annichilisce.
L'approccio del welfare come investimento sociale non può tuttavia
essere una scelta additiva che si aggiunge, senza sostituirsi, ai pro-
grammi patchwork dei partiti. In cui non mancano mai, annodati a-
crobaticamente insieme, un pò di flessibilità all'americana, un pò di
tutele danesi, un cenno all'efficienza dei servizi di placement svedesi
e il richiamo entusiastico alle politiche familiari francesi. TENERE
tutto insieme è impossibile! Scegliere è quello che la politica può e
deve fare. Con audacia e spirito di responsabilità. E' giunto il mo-
mento di spiegare ai cittadini la direzione in cui si intende andare.
E che non sarà necessariamente lastricata di scelte impopolari.
Nell'estate del 2010 Stephan faris del 'Time' bacchettava crudel-
mente l'Italia, perchè aveva fatto poco sino a quel momento per
reagire alla crisi. Con l'inevitabile epigolo: "It's time to cut back
on la dolce vita". - Nell'estate del 2012, dopo 8 mesi di cura Monti
e ancora nel mezzo di una tempesta finanziaria violentissima, un
pò di vita dolce non guasterebbe.
__________________________________________________________
Continua...to be continued...
Occupazione
Un piano lavoro per i giovani
- La svolta: puntare sul capitale umano non sarà retorica
solo se la politica riuscirà ad avere audacia e responsabilità.
- La priorità: investimenti di lungo periodo su formazione e
occupabilità.
(da 'Il Sole 24 Ore' - Commenti e inchieste / Elisabetta Gualmini)
Più che un punto di arrivo, il completamento della riforma del lavoro
tramite i correttivi apportati dal decreto Sviluppo e il varo della Spen-
ding Review, costituiscono un utile punto di avvio da cui i partiti do-
vrebbero muovere, dopo la pausa estiva, per affinare la loro agenda
in vista della staffetta tra 16ma e 17 ma legislatura, ed elaborare una
dstrategia per traghettare il Paese oltre la crisi. Dovrebbero farlo an-
che per recuperare credibilità davanti a cittadini sempre più sfiducia-
ti e stanchi di non vedere ricompense oltre la siepe dei sacrifici.
La legge Fornero sul lavoro ha indubbiamente osato laddove altri
avevano fallito: nell'ammorbidimento dell'art. 18, nel riordino degli
ammortizzatori sociali (con estensione di copertura), nella revisione
delle regole di utilizzo dei contratti atipici più diffusi in modo da
contenerne gli abusi. - Certo, il provvedimento poteva essere ancora
più audace e non è esente da ambiguità che ne complicheranno o ne
renderanno erratica l'applicazione (soprattutto per la smisurta discre-
zionalità ceduta ai giudici sui licenziamenti). Ma il governo si è mosso
nella direzione giusta, riducendo anche solo di un pò il dualismo tra
insider e outsider, e assecondando così le insistenti raccomandazioni
europee. Si tratta ora di proseguire con convinzione, proprio all'inter-
no del nuovo quadro normativo, per mettere a punto strategie concrete
di rilancio dell'economia reale. , rimettendo al centro il lavoro, la sua
qualità e l'inclusione delle categorie di cittadini che negli ultimi anni
hanno visto costantemente deteriorarsi le proprie condizioni di vita.
Quasi un'impresa impossibile mentre si è in recessione.
Ma se si cercano ricette innovative, indirizzando oculatamente un pò
delle risorse liberate dalla Spending Review a misure di crescita, qual-
che risultato si può ottenere. Lo spiegano bene i sostenitori del para-
digma che concepisce il welfare come "investimento sociale" che ha
in parte sorretto la Strategia europea per il 2020 in tema di lavoro.
In questa prospettiva, si sottolinea i ruolo positivo per l'economia degli
investimenti in formazione e valorizzazione del capitale umano che, se
non sporadici, danno alle persone le capacità e le conoscenze adeguate
per occupare i lavori che oggi sarebbero già disponibilie e per creare i
lavori del futuro. - Le risorse destinate alla qualificazione continua,
senza distinzione tra percorsi educativi e professionali, non sono più
un costo netto per lo stato, se rendono"occupabili" le persone duran-
te l'intero ciclo di vita lavorativa, e cioè in grado di attraversare sen-
za traumi le diverse "transizioni" dalla scuola al lavoro, da un lavoro
all'altro, dal lavoro alla famiglia e ritorno. Meglio se i diversi passag-
gi sono poi accompagnati da un sistema di tutele leggere che fanno
da paracadute quando il salto da una condizione all'altra è partico-
larmente rischioso.
Puntare sul capitale umano non è nè retorico nè effimero. Ma solo se
lo si fa davvero e se serve a prevenire l 'obsolescenza delle skills lavo-
rative, se alimenta la capacità di produrre innovazioni, se incoraggia
la propensione ad assumere rischi calcolati, serve per comnattere la
piaga della disoccupazione giovanile ancora una volta messa in evi-
denza dall'Employment Outlook del 2012, uscito poche settimane fa.
I giovani pagano in italia più degli altri una bufera economica che
sembra non avere fine. E la pagano ancora di più perchè si concen-
trano nei lavori a termine che sono i primi a essere falcidiati quando
la crisi batte duro e quelli in cui si apprende meno e in modo meno
strutturale. Mentre invece dovrebbero e potrebbero proprio loro essere
imprenditori pioneristici in un Paese che deve risvegliarsi prima o poi
dal torpore gerontocratico che lo annichilisce.
L'approccio del welfare come investimento sociale non può tuttavia
essere una scelta additiva che si aggiunge, senza sostituirsi, ai pro-
grammi patchwork dei partiti. In cui non mancano mai, annodati a-
crobaticamente insieme, un pò di flessibilità all'americana, un pò di
tutele danesi, un cenno all'efficienza dei servizi di placement svedesi
e il richiamo entusiastico alle politiche familiari francesi. TENERE
tutto insieme è impossibile! Scegliere è quello che la politica può e
deve fare. Con audacia e spirito di responsabilità. E' giunto il mo-
mento di spiegare ai cittadini la direzione in cui si intende andare.
E che non sarà necessariamente lastricata di scelte impopolari.
Nell'estate del 2010 Stephan faris del 'Time' bacchettava crudel-
mente l'Italia, perchè aveva fatto poco sino a quel momento per
reagire alla crisi. Con l'inevitabile epigolo: "It's time to cut back
on la dolce vita". - Nell'estate del 2012, dopo 8 mesi di cura Monti
e ancora nel mezzo di una tempesta finanziaria violentissima, un
pò di vita dolce non guasterebbe.
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lunedì 20 agosto 2012
Economia-finanza / Esteri: la recessione tocca anche la Germania
21 agosto 2012 - martedì 21st August / Tuesday visioni del post - 9
Se la crisi tocca anche Berlino
La Germania paga tassi di interesse reali negativi sui suoi
titoli di stato e anche la Francia gode di buone condizio-
ni nel finanziarsi. Per questo l'economia di questi Paesi
ha un grande vantaggio competitivo rispetto all'Italia, che
sui titoli di stato paga un inte resse medio tra il 5 e il 6 per
cento. Eppure i risparmi dall'Italia vanno verso la Francia
e la Germania, rinunciando alla remunerazione e fidando
nella solidità di questi Paesi.
Ma neppure la Germania si sottrarrà alla recessione dell'Euro-
zona. alla crisi di alcuni paesi, ai rischi di rottura dell'euro.
Un campanello d'allarme è giunto a fine luglio dall'agenzia
di rating Moody's che, pur confermando il massimo rating al
la Germania, le ha dato un aoutlook negativo. - Poi i dati di
giugno sulle esportazioni registrano un calo dell'1,5 per cen-
to, la produzione industriale dello 0,9, gli ordinativi dell'1,7.
Sono dati peggiori delle previsioni che tuttora confermano
una crescita del pil per il 2012 dello 0,8 per cento.
Ma l'effetto della potente recessione in Italia (pil in calo del
2,2 per cento) e Spagna (pil in calo dell'1,9 per cento) colpi-
rà sempre più le esportazioni tedesche. - Bisogna infatti ri-
cordare che dal 1999 al 2011 la Germania ha realizzato un
surplus di 300 miliardi di euro nei rapporti commerciali con
Spagna, Grecia e Portogallo e di 185 miliardi con l'Italia.
Certo, la Germania è "muscolosa", ma l'eurozona del sud
le ha fornito molte "proteine" via euro.
Quanto alla Francia di fondo già più debole, pur avendo
una previsione di crescita zero del pil nel 2012, è già con-
siderata in recessione. Inoltre con un deficit sul pil al 4,5
per cento, nel 2012 dovrà attuare politiche fiscali restrit-
tive che rallenteranno ulteriormente la crescita.
In conclusione: se l'Eurozona cade in una recessione dura
e se l'euro si rompe, neppure la Germania se la caverà.
Speriamo allora che la Bce e i Fondi anticontagio non
vengano bloccati.
(da 'Panorama' - 22 agosto 2012 - Alberto Quadrio Curzio,
professore emerito di economia politica all'Universiyà Cattolica
di Milano e accademico dei Lincei)
Lucianone
Se la crisi tocca anche Berlino
La Germania paga tassi di interesse reali negativi sui suoi
titoli di stato e anche la Francia gode di buone condizio-
ni nel finanziarsi. Per questo l'economia di questi Paesi
ha un grande vantaggio competitivo rispetto all'Italia, che
sui titoli di stato paga un inte resse medio tra il 5 e il 6 per
cento. Eppure i risparmi dall'Italia vanno verso la Francia
e la Germania, rinunciando alla remunerazione e fidando
nella solidità di questi Paesi.
Ma neppure la Germania si sottrarrà alla recessione dell'Euro-
zona. alla crisi di alcuni paesi, ai rischi di rottura dell'euro.
Un campanello d'allarme è giunto a fine luglio dall'agenzia
di rating Moody's che, pur confermando il massimo rating al
la Germania, le ha dato un aoutlook negativo. - Poi i dati di
giugno sulle esportazioni registrano un calo dell'1,5 per cen-
to, la produzione industriale dello 0,9, gli ordinativi dell'1,7.
Sono dati peggiori delle previsioni che tuttora confermano
una crescita del pil per il 2012 dello 0,8 per cento.
Ma l'effetto della potente recessione in Italia (pil in calo del
2,2 per cento) e Spagna (pil in calo dell'1,9 per cento) colpi-
rà sempre più le esportazioni tedesche. - Bisogna infatti ri-
cordare che dal 1999 al 2011 la Germania ha realizzato un
surplus di 300 miliardi di euro nei rapporti commerciali con
Spagna, Grecia e Portogallo e di 185 miliardi con l'Italia.
Certo, la Germania è "muscolosa", ma l'eurozona del sud
le ha fornito molte "proteine" via euro.
Quanto alla Francia di fondo già più debole, pur avendo
una previsione di crescita zero del pil nel 2012, è già con-
siderata in recessione. Inoltre con un deficit sul pil al 4,5
per cento, nel 2012 dovrà attuare politiche fiscali restrit-
tive che rallenteranno ulteriormente la crescita.
In conclusione: se l'Eurozona cade in una recessione dura
e se l'euro si rompe, neppure la Germania se la caverà.
Speriamo allora che la Bce e i Fondi anticontagio non
vengano bloccati.
(da 'Panorama' - 22 agosto 2012 - Alberto Quadrio Curzio,
professore emerito di economia politica all'Universiyà Cattolica
di Milano e accademico dei Lincei)
Lucianone
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