giovedì 23 agosto 2012

L'opinione del giovedì - Ma la vita continua...

23 agosto 2012 - giovedì     23rd August / Thursday        
                                                                                                visioni del post - 11

L'Opinione 
di  Lucianone
Tra fine luglio e la prima parte di agosto si sono svolte le Olimpiadi
estive di Londra  che tanto  ci hanno appassionato, e che hanno rap-
presentato (come tutti i giochi olimpici, invernali compresi) momenti
di svago o almeno  di quella leggera spensieratezza  che per un pò di
tempo ci fanno allontanare dai pensieri più o meno ansiosi e spesso
anche cupi di ogni giorno: penso a quelli (pensieri) più drammatici
dei terremotati dell'Emilia, ma anche dell'Abruzzo, penso  a quelli
non meno preoccupati e per il momento irrisolti dei disoccupati che
siano giovani o no, a quelli problematici degli esodati  (più sentito
dire niente nè da tv nè da governo), degli imprenditori piccoli e medi
che sono in credito con le banche e non possono pagare i loro dipen-
denti (più sentito di suicidi, e speriamo che questo sia vero, cioè che
siano in netto calo o per niente).    E poi penso alle preoccupazioni
che ogni giorno danno i pensieri di quei pensionati che fanno fati-
ca a tirare a campare e non sanno dove sbattere la testa: niente figli
che li aiutino, sempre più spesso niente di niente. E avanti con ls
filosofia dell'arrangiarsi... ma con la filosofia sola non si mangia,
appunto.
Ma la vita continua, deve continuare. Ho riletto quel commento
che avevo scritto sul terremoto dell'Emilia e sul tragico atto ter-
roristico di Brindisi ("Che cosa sta succedendo? Tre bombole
fatte esplodere...") e rileggendo ho guardato ancora meravigliato
quella croce sospesa a metà e quella torre dell'orologia  spezzata
a metà: mi sembrano entrambe queste figure/immagini il simbolo
della nostra esistenza di uomini, cioè le cose come le persone non
vogliono piegarsi fino a cadere del tutto, no, perchè  la vita deve
continuare, perchè dobbiamo godere anche delle bellezze dei pae-
saggi che ancora esistono al di là dell'ambiente inquinato, perchè
dobbiamo ancora vedere tanti altri giochi olimpici che almeno ci
facciano passare, allontanare i tristi pensieri al di là poi di quan-
to siano costosi quei giochi. Ma penso soprattutto, rileggendo quel
mio commento alla forza degli uomini nel ricominciare a ricostrui-
re dopo le sventure del passato   (il terremoto del Friuli in Italia  e
il terremoto-tsunami a Fukushima in Giappone) e tutto cià sempre
perchè la vita deve continuare, anzi continua... per superare tutte
le prove che il futuro riserva, perchè l'uomo vuole vincerle e poter
affermare la continuità della propria specie.  E infatti sta già per
vedere se la vita è possibile su Marte o in altri lontani pianeti, se
la Terrà non basterà più: E questo riguarderà un futuro non co-
sì lontano come potremmo pensare.    La scienza e la tecnologia
stanno facendo passi giganteschi in anni sempre più ridotti.
Allora tutto oggi sembra, con la crisi, cupo e addirittura fosco,
ma per fortuna la vita continua...

Lucianone

Sport - Champions: Sporting Braga - Udinese 1 - 1

23 agosto 2012 - giovedì     23rd August / Thursday     visioni del post - 11

Champions League - andata playoff:
per l'Udinese prezioso pareggio a Braga
Braga (Portogallo)
Un gol del serbo Basta, poi c'è tanto Braga, ma la Champions
è a un passo.  -  I friulani vanno in vantaggio al 23° del primo
tempo, poi alla distanza calano e le parate di Brkic (grandissi-
mo sostituto di Handanovic) blindano la porta dell'Udinese.
E va bene così: il pareggio con gol fuori casa è tra i risultati
migliori che si possano conseguire nell'andata di un playoff
di Champions.
Peccato comunque, non avere approfittato  nel 1° tempo dei
momenti favorevoli. Infatti sullo 0-1 i portoghesi si sono de -
pressi e proprio allora bisognava tramortirli col ko. con tutta
probabilità definitivo. Perchè appunto poi i friulani avevano
Brkic. Proprio peccato! Ma a Udine sarà un'altra storia, con
il pubblico di casa, vero Guidolin?

Lucianone

mercoledì 22 agosto 2012

Ultime notizie - Latest news

23 agoto 2012 - giovedì      23rd August / Thursday  
                                                                                       visioni del post - 4
Grecia
Niente aiuti prima di ottobre
Samaras: "Ce la faremo" - Ma lo spread risale
Il premier greco chiede una dilazione dei rimborsi dopo i tagli per 13,5 miliardi, ma Berlino e l'Eurogruppo rinviano il sì: "Aspettiamo il rapporto della Troika". Borse giù, Piazza Affari - 1,1 %. La Federal reserve ferma il calo di Wall Street

Lavoro - Occupazione / Dopo la riforma Fornero: il positivo e il negativo

22 agosto 2012 - mercoledì     22nd August / Wednesday           visioni post - 10

Occupazione
Un piano lavoro per i giovani
- La svolta: puntare sul capitale umano non sarà retorica
solo se la politica riuscirà ad avere audacia e responsabilità.
- La priorità: investimenti di lungo periodo su formazione e
occupabilità.

(da 'Il Sole 24 Ore'  -  Commenti e inchieste / Elisabetta Gualmini)
Più che un punto di arrivo, il completamento della riforma del lavoro
tramite i correttivi apportati dal decreto Sviluppo e il varo della Spen-
ding Review, costituiscono un utile punto di avvio da cui i partiti do-
vrebbero  muovere, dopo la pausa estiva, per affinare  la loro agenda
in vista della staffetta tra 16ma e 17 ma legislatura, ed elaborare una
dstrategia per traghettare il Paese oltre la crisi. Dovrebbero farlo an-
che per recuperare credibilità davanti a cittadini sempre più sfiducia-
ti e stanchi di non vedere ricompense oltre la siepe dei sacrifici.
La legge Fornero sul lavoro  ha indubbiamente osato  laddove  altri
avevano fallito: nell'ammorbidimento dell'art. 18, nel riordino degli
ammortizzatori sociali (con estensione di copertura), nella revisione
delle regole di utilizzo  dei contratti atipici  più diffusi  in modo da
contenerne gli abusi.  -  Certo, il provvedimento poteva essere ancora
più audace e non è esente da ambiguità che ne complicheranno o ne
renderanno erratica l'applicazione (soprattutto per la smisurta discre-
zionalità ceduta ai giudici sui licenziamenti). Ma il governo si è mosso
nella direzione giusta, riducendo anche solo di un pò il dualismo tra
insider e outsider, e assecondando così le insistenti raccomandazioni
europee. Si tratta ora di proseguire con convinzione, proprio all'inter-
no del nuovo quadro normativo, per mettere a punto strategie concrete
di rilancio dell'economia reale. , rimettendo al centro il lavoro, la sua
qualità e l'inclusione delle categorie di cittadini che negli ultimi anni
hanno visto costantemente deteriorarsi le proprie condizioni di vita.
Quasi un'impresa impossibile mentre si è in recessione.
Ma se si cercano ricette innovative, indirizzando oculatamente un pò
delle risorse liberate dalla Spending Review a misure di crescita, qual-
che risultato si può ottenere.  Lo spiegano bene i sostenitori del para-
digma che concepisce il welfare come "investimento sociale" che ha
in parte sorretto la Strategia  europea per il 2020 in tema di lavoro.
In questa prospettiva, si sottolinea i ruolo positivo per l'economia degli
investimenti in formazione e valorizzazione del capitale umano che, se
non sporadici, danno alle persone le capacità e le conoscenze adeguate
per occupare i lavori che oggi sarebbero già disponibilie e per creare i
lavori del futuro.  -  Le risorse destinate alla qualificazione continua,
senza distinzione tra percorsi educativi e professionali, non sono più
un costo netto per lo stato, se rendono"occupabili" le persone duran-
te l'intero ciclo di vita lavorativa, e cioè in  grado di attraversare sen-
za traumi le diverse "transizioni" dalla scuola al lavoro, da un lavoro
all'altro, dal lavoro alla famiglia e ritorno. Meglio se i diversi passag-
gi sono poi accompagnati da un sistema di tutele leggere che fanno
da paracadute quando il salto da una condizione all'altra è partico-
larmente rischioso.
Puntare sul capitale umano non è nè retorico nè effimero. Ma solo se
lo si fa davvero e se serve a prevenire l 'obsolescenza delle skills lavo-
rative, se alimenta la capacità di produrre innovazioni, se incoraggia
la propensione ad assumere rischi calcolati, serve per comnattere la
piaga della disoccupazione giovanile ancora una volta messa in evi-
denza dall'Employment  Outlook del 2012, uscito poche settimane fa.
I giovani pagano in italia più degli altri una bufera economica che
sembra non avere fine. E la pagano ancora di più perchè si concen-
trano nei lavori a termine che sono i primi a essere falcidiati quando
la crisi batte duro e quelli  in cui si apprende meno  e in modo meno
strutturale. Mentre invece dovrebbero e potrebbero proprio loro essere
imprenditori pioneristici in un Paese che deve risvegliarsi prima o poi
dal torpore gerontocratico che lo annichilisce.
L'approccio del welfare come investimento sociale non può tuttavia
essere  una scelta additiva  che si aggiunge, senza sostituirsi, ai pro-
grammi patchwork dei partiti. In cui non mancano mai, annodati a-
crobaticamente insieme, un pò di flessibilità all'americana, un pò di
tutele danesi, un cenno all'efficienza dei servizi di placement svedesi
e il richiamo entusiastico alle politiche familiari francesi. TENERE
tutto insieme è impossibile!  Scegliere è quello che la politica può e
deve fare. Con audacia e spirito di responsabilità.   E' giunto il mo-
mento di spiegare ai cittadini la direzione in cui si intende andare.
E che non sarà necessariamente lastricata di scelte impopolari.
Nell'estate del 2010  Stephan faris del 'Time' bacchettava crudel-
mente l'Italia, perchè aveva fatto poco  sino a quel momento  per
reagire alla crisi. Con l'inevitabile epigolo: "It's time to cut back
on la dolce vita". - Nell'estate del 2012, dopo 8 mesi di cura Monti
e ancora nel mezzo di una tempesta finanziaria violentissima, un
pò di vita dolce non guasterebbe.
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Continua...to be continued...

lunedì 20 agosto 2012

Economia-finanza / Esteri: la recessione tocca anche la Germania

21 agosto 2012 - martedì     21st August / Tuesday     visioni del post - 9

Se la crisi tocca anche Berlino
La Germania paga tassi di interesse reali negativi sui suoi 
titoli di stato e  anche la Francia gode  di buone condizio-
ni nel finanziarsi.   Per questo l'economia di questi Paesi 
ha un grande vantaggio competitivo rispetto all'Italia, che
sui titoli di stato paga un inte resse medio tra il 5 e il 6 per
cento. Eppure i risparmi dall'Italia vanno verso la Francia
e la Germania, rinunciando alla remunerazione e fidando
nella solidità di questi Paesi.
Ma neppure la Germania si sottrarrà alla recessione dell'Euro-
zona. alla crisi di alcuni paesi, ai rischi di rottura dell'euro.
Un campanello d'allarme è giunto a fine luglio dall'agenzia
di rating Moody's che, pur confermando il massimo rating al
la Germania, le ha dato un aoutlook negativo. - Poi i dati di
giugno sulle esportazioni registrano un calo dell'1,5 per cen-
to, la produzione industriale  dello 0,9, gli ordinativi dell'1,7.
Sono dati peggiori delle previsioni che tuttora confermano
una crescita del pil per il 2012 dello 0,8 per cento.
Ma l'effetto della potente recessione in Italia (pil in calo del
2,2 per cento) e Spagna (pil in calo dell'1,9 per cento) colpi-
rà sempre più le esportazioni tedesche.  - Bisogna infatti ri-
cordare che dal 1999 al 2011 la Germania ha realizzato un
surplus di 300 miliardi di euro nei rapporti commerciali con
Spagna, Grecia e Portogallo e di 185 miliardi con l'Italia.
Certo, la Germania è "muscolosa", ma l'eurozona del sud
le ha fornito molte "proteine" via euro.
Quanto alla Francia di fondo già più debole, pur avendo
una previsione di crescita zero del pil nel 2012, è già con-
siderata in recessione. Inoltre con un deficit sul pil al 4,5
per cento, nel 2012 dovrà attuare politiche fiscali restrit-
tive che rallenteranno ulteriormente la crescita.
In conclusione: se l'Eurozona cade in una recessione dura
e se l'euro si rompe, neppure la Germania se la caverà.
Speriamo allora che la Bce e i Fondi anticontagio non
vengano bloccati.
(da 'Panorama' - 22 agosto 2012 - Alberto Quadrio  Curzio,
professore emerito di economia politica all'Universiyà Cattolica
di Milano e accademico dei Lincei)


Lucianone

domenica 19 agosto 2012

Società / Mondo - Ancora sulle Pussy Riot

19 agosto 2012 - domenica   19th August /Sunday  
                                                                                            visioni del post - 15
Pussy Riot, nuova hit
E la Russia si divide
 -  Nuovo video delle ragazze punk-rock dove cantano
    "Il Paese è pronto ad abbandonare il regime"
-   Fuori da Mosca la maggioranza dei russi le critica
    per l'offesa alla Chiesa
-  Sui manifesti di protesta un Putin con gli occhi
    truccati e il rossetto: "Vladimir Pussy"
-  Ma il 47% dei russi considerava adeguata la condanna
   al massimo della pena, 7 anni.


Che cosa aveva  da guadagnare  il muscolare Putin, l'uomo che si
è fatto fotografare mentre atterrava una tigre e cavalcava a torso 
nudo, a vincere la sua personale battaglia  contro  tre  ragazze  in
calzamaglia colorata?  -   La condanna a 2 anni per le Pussy Riot
(colpevoli di aver cantato nella cattedrale più sacra di Mosca una
canzone contro Putin e contro la Chiesa ortodossa che lo sostiene),
lascia addosso la sensazione che il numero uno del Cremlino possa
aver sbagliato i conti.
Solo qualche mese fa le Pussy Riot non erano nessuno, un gruppo
di ragazzine contro il potere, sulla scia dei movimenti di piazza gal-
vanizzati dall'annuncio che anche le elezioni di quest'anno sarebbe-
ro stata  una farsa, buone solo per sancire   lo scambio di ruoli tra 
Medvedev e Putin, come era avvenuto 4 anni prima. - Le Pussy -
un collettivo anarcoide e femminista di ispirazione punk-rock - era-
no una goccia della protesta, capace di esprimersi anche in forme
stravaganti.  Secchi azzurri in testa, nastri bianchi sul bavero, cor-
tei di auto  sul raccordo interno  della capitale, catene umane irri- 
denti, passeggiate in fila per uno, mini-cotei messi in scena con i
Lego per aggirare i divieti di manifestare.
Tra tutte, quella scelta dalle Pussy Riot è stata forse la protesta
che ha avuto meno seguito e risonanza, non fosse stato per gli ar-
resti e per il pandemonio che ne è derivato: le fratture interne al-
la Chiesa ortodossa, le discussioni tra innocentisti e colpevolisti,
gli appelli di Amnesty International, la scbiena nuda di Madonna
in un concerto a Mosca, con una scritta in nero > "Pussy Riot".
La variegata opposizione russa le ha adottate e ne ha fatto un sim
bolo. Garry Kasparov, l'ex campione di scacchi oggi attivista poli-
tico , è stato arrestato - e picchiato, denuncia - davanti al tribunale
dove le ragazze venivano processate.    Il blogger anti-corruzione
Alexei Navalny (a sua volta incriminato per appropriazione inde-
bita, una scorciatoia per cercare di zittirlo) ha seguito passo passo
la vicenda processuale, Che ha travalicato i confini russi per diven-
tare un caso internazionale. Tutti, a cominciare dalla Casa Bianca
e dalle cancellerie europee, hanno  criticato  la sproporzione della
sentenza: il carcere per una canzone sa troppo di persecuzione po-
litica.
"Il prossimo passo  sarà di bruciare chiunque  dica che la terra è
rotonda", scriveva ieri Igor Maltsev  sul sito web  del quotidiano
russo Izvestiya.  "Due anni in prigione non è troppo probabilmen-
te - notava Stanislav Minin sul quotidiano moderato Nezavisimaya
Gazeta - 'Le cose vanno peggio in altri Paesi'. Infatti è vero. In al-
cuni la gente viene uccisa a colpi di pietre e in altri, credo, persino
mangiata. Ma c'è poco onore nel sembrare più umani di un canni-
bale".  -   Radio Echo di Mosca, che ha mandato in diretta la flu-
viale lettura della sentenza . tre ore - ha fatto un sondaggio tra il
pubblico:  il 77 per cento ha giudicato "impossibile concordare"
con la condanna. Khodorkovsky, l'ex magnate della Yukos Oil
sbattuto in cella per le sue ambizioni politiche  in contrasto con
quelle di Putin, preconizza che il regime sia prossimo ad un pun-
to di rottura , anche se non in tempi brevissimi: 3-5 anni.


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FINANZA/economia - Parliamo di evasione e tesoretto

19 agosto 2012 - domenica      19th August / Sunday      visioni del post - 11

Dall'evasione nessun tesoretto
La guerra è appena iniziata
. Le somme accertate sono già scontate in bilancio
- Manca il surplus per abbassare l'imposizione fiscale

La "dichiarazione di guerra" contro gli evasori pronunciata
da Mario Monti ha fatto ripartire la girandola di cifre sui mi-
liardi recuperati, accertati, contestati. Nelle cronache di que-
sti giorni  si va dai 10 ai 15 miliardi  provenienti da accerta-
mento. Numeri ragguardevoli,  che tuttavia non consentono 
ancora di dichiarare la guerra vinta. Anzi, tutt'altro. In veri-
tà non esiste alcun "tesoretto" da maggiori entrate provenienti
dalla lotta all'evasione. A dimostrarlo c'è la cautela con cui il
premeir annuncia il tema del progressivo abbassamento della
pressione fiscale. Da Palazzo Chigi è arrivata una netta smen-
tita a chi ipotizzava un piano di abbassamento  dell'Irpef già
in autunno.  -   E in pochi ricordano che a metà 2013, con il
nuovo governo  già in carica, scatterà  l'aumento dell'Iva di
un punto. Per evitarlo servirebbero ancora 6 miliardi, meno
ll'Agenzia della metà di quei 15 "intercettati" dall'Agenzia
delle Entrate. Eppure per ora non se ne parla. Semmai  si di-
scute di una nuova spending review  di altri 10 miliardi, di
nuovi tagli, di vendita dei beni di Stato. Il principio tanto
propagandato da Luigi Angeletti, "ogni euro recuperato 
deve servire ad abbassare le tasse sul lavoro", resterà per
l'appunto un principio scritto sulla carta.

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sabato 18 agosto 2012

SOCIETA' - Esteri / Mosca: Putin condanna le Pussy Riot

18 agosto 2012 - sabato   18th August / Saturday            visioni del post - 24

 - Libertà per le Pussy Riot - Libertà per le Pussy Riot - Libertà per le Pussy Riot - Libertà per...
   Free Pussy Riot - Free Pussy Riot - Free Pussy Riot - Free Pussy Riot 

Commento di Lucianone
Articolo di Nicola Lombardozzi ('la Repubblica')
Commento-articolo di Viktor Erofeev ('la Repubblica')
Chi sono le Pussy Riot ('La Gazzetta dello Sport')
Intervista al blogger russo Navalnyi (di Nicola
lombardozzi su 'la Repubblica')


Buio pesto nella Russia dello Zar 
Le tre Pussy Riot russe sono state condannate a 2 anni, dopo
una detenzione durata 4 mesi e un processo abbastanza veloce.
Il dittatore Putin ha così chiuso nel cassetto le tre ribelli e si è
messo in tasca le chiavi, dimostrando che la Russia è sua e che
del popolo e delle sue rimostranze se ne infischia. 
Sì, perchè queste tre Giovanne d'Arco anti-Putin sono l'espressione
della voglia di gran parte (probabilmente la maggioranza) del popo-
lo di uscire dall'era Putin e di respirare un pò di vera libertà e non
quella pseudo-imbonitrice, ora divenuta soltanto tirannia, imposta
dal suo presidente-imperatore.
Dove sta andando questa Russia, che finora   ha preso le difese del
governo siriano assassino-massacratore del suo popolo, dove andrà
la Russia di Putin / Medvedev che sta creando un paradiso di pochi
straricchi e prende in giro la popolazione con elezioni-farsa?
Sono domande lecite, sono domande che dovranno avere una risposta,
soprattutto per la gente russa che vuole uscire da questo periodo buio,
molto buio, pressochè pesto in un Paese conquistato dallo zar Putin,
contando  quanti sono ormai gli anni  che l'amico di Sivio Berlusconi
sta dominando la terra russa.
 (Lucianone)

Il mondo protesta
dopo il pugno di ferro sulle Pussy Riot
Niente lacrime. Semmai un sorriso grintoso intonato alla scritta
"No pasaran" stampato sulla maglietta della loro leader.
Le Pussy Riot incassano  con apparente tranquillità  la sentenza che
le condanna a 24 mesi di carcere.  Nadezhda, 22 anni è la più piccola
ma è lei il capo e si vede: incoraggia le altre due, le invita a non cede-
re, ricorda che poteva andare peggio. Lancia sguardi protettivi al ma-
rito Piotr che invece dall'altra parte della gabbia di  vetro degli impu-
tati, sembra colpito a morte.   Come i genitori di Ekaterina (24 anni)
che si riportano indietro un mazzo di fiori comprato in strada in un ra-
ro momento di ottimismo. O l'azzimato padre di Marja (29) , vestito
come a una serata di gala, che si tuffa sugli avvocati difensori chie-
dendo freneticamente di date e articoli per un ricorso in appello "da
fare subito, mi raccomando!".

Aula grande del tribunale Kamonichevskij, la stessa del processo al-
l'oligarca ribelle Khodorkovskij.  La giudice Marina Syrova si beve
un bicchiere d'acqua dopo quasi tre ore di estenuante lettura di una
sentenza che conferma il suo "score" personale:   178 condanne su
179 processi a carico di dissidenti.  Le tre ragazze sono ritenute col-
pevoli di "teppismo e istigazione religiosa" per aver cantato sull'al-
tare della cattedrale del Cristo Salvatore una canzoncina che diceva
"Oh Madonna, liberaci da Putin".  La polizia le aveva scacciate co-
me si fa con dei bambini rumorosi.    Il Patriarca in persona aveva
invece chiesto una "punizione esemplare per il sacrilegio",  scate-
nando una indagine a tappeto che finirà solo quando sarà rintraccia-
ta la quarta ragazza ancora sfuggita all'arresto. Salvo poi, a senten-
za pronunciata, emanare un breve e accorato appello ai giudici  per
un "atto di misericordia".      Atto dovuto come quello del prtavoce
del Cremlino che spiega come "non si commentino le decisioni auto-
nom dei giudici" e che ignora la valanga di proteste internazionali
dalla Casa Bianca alla Ue, alle stelle della musica che con in testa
Madonna, Sting, Paul McCartney si erano battuti per le Pussy Riot.
Tutte storie che suonano lontane e senza senso in quest'aula trasan-
data e spoglia dove 15 giganteschi poliziotti in nero fissano le ragaz-
ze ammanettate in una modernissima gabbia a prova di proiettile e
circondata da pareti scrostate, mezze bottiglie di plastica usate come
vasi da fiori, un vago odore di zuppa di cavolo che arriva da qualche
stanza più in basso.  -  Fuori lo schieramento surreale delle giornate
nere dell'opposizione. La strada del tribunale bloccata al traffico sin
dall'alba. Camion carichi di truppe speciali. Mano ferma e sorriso di
sfida davanti ai gruppi di tifosi delle Pussy Riot.
Vietato intonare cori, vietatissimo indossare cappucci colorati, peri-
coloso provare a forzare il blocco. Finiscono in manette facce note
della protesta come Sergej Udaltsov. Ma anche personaggi più cau-
ti e moderati come Garry Kasparov, ex campione mondiale di scac-
chi.  -  Lo vediamo trascinato per terra e cacciato a forza dentro un
cellulare che sembra un pullmino da gita scolastica. L'uomo che ha
teorizato come battere la freddezza del computer perde la testa, ur-
la, si dimena. In quattro lo spingono all'interno dove assurde tendi-
ne a fiori coprono la visuale. Si sentono colpi, gemiti, calci: un pe-
staggio a porte chiuse.



Ed è solo l'inizio. I poliziotti sono già in guardia. Stamattina hanno dovuto
togliere cappucci colorati dalle teste delle statue più famose di Mosca:
quella di Pushkin sull'Arbat, quella di Marx davanti al teatro Bolshoj,
quelle dei partigiani sovietici nella omonima stazione della Metropoli-
tana.

(Nicola Lombardozzi  -  in 'la Repubblica')

Il medioevo della Russia
 - Il pugno di Putin ci riporta al Medioevo -
Madonna, fa che Putin si ravveda" La giornata di ieri segna una svolta
nella storia della Russian contemporanea. la scelta  di percorrere una
nuova strada.     -   La Russia ha deciso di muoversi nella direzione di
Teheran, dell'oscurantismo politico-religioso. "E' uno schiaffo a ogni
pefrsona  che pensi con la propria testa!"  ha esclamato Katja, la mia
moglie venticinquenne, non appena ha saputo che le ragazze del grup-
po punk Pussy Riot erano state condannate a 2 anni di carcere.
E' vero. Io, per esempio, non pensavo che il tribunale di Mosca avrebbe
scelto la pena della reclusione. Lo ritenevo impossibile.  Centinaia tra
gli esponenti più celebri del mondo della cultura russa si sono pronun-
ciati a favore della loro liberazione. Poi si sono aggiunte le star della
musica internazionale, in testa Paul McCartney, Madonna e Sting.

Ma l'impossibile è diventato possibile. Aver eseguito (40 secondi di
esibizione) la canzone performance punk "Madonna, liberaci da Putin!"
sull'altare della cattedrale di Cristo Salvatore alle ragazze è costato la
prigione. Se avessero cantato "Madonna, proteggi Putin", anche nel 
luogo più sacro dell'ortodossia, con il tempo avrebbero potuto ambire
a ottenere un posto da deputato della Duma. Ma loro, al contrario, so-
no parte di quel movimento sociale di protesta che nega la legittimità
delle elezioni della Duma e dello stesso Putin. Perciò tale verdetto (la
prigione ndr.) è una forma di intimidazione e di vendetta personale.
Non lo si potrebbe definire altrimenti. - Il verdetto di colpevolezza
pronunciato dal tribunale rappresenta la crisi del potere dello stato
russo. Invece di instaurare un dialogo con le fasce più progressiste
e illuminate  della popolazione, il Cremlino propone paura per tutti.
Il potere, sentendosi illegittimo, agli occhi di una parte della società,
ha deciso di passare al contrattacco. E' evidente che Putin non voleva
confrontarsi con un partner politico come Khodorkovskij. Ma se il pto-
cesso a Khodorkovskij del 2004, per alcuni cittadini inclini alla rifles-
sione, lasciava  adito a dubbi   (e se avesse vera,mente rubato somme
stratosferiche?), quello alle Pussy Riot è chiaro come la luce del giorno.
La Russia ha rinunciato a essere un paese moderno e civilizzato, ha pre-
ferito tornare al suo medioevo.
Il verdetto di colpevolezza rappresenta la crisi dell'ortodossia russa
attuale. In epoca sovietica la religione aveva il sostegno degli intel- 
lettuali: la Chiesa era perseguitata. Oggi è la Chiesa stessa a perse-
guitare i propri oppositori e odia qualsiasi idea di stampo liberale.
Bisogna essere ciechi per non capire che dopo tale verdetto la mag-
gior parte dei giovani non varcherà più la soglia di una chiesa.
All'interno della Chiesa Russa Ortodossa hanno trionfato le forze
più oscure.  I l verdetto di colpevolezza rappresenta anche la crisi
della mentalità russa.  Se gli strati più europeizzati della società
si schierano in difesa delle Pussy Riot, gran parte della popolazio-
ne è soddisfatta del verdetto, vorrebbe "farle nere", frustarle pub-
blicamente. Il nostro è un paese arcaico.
Il verdetto di colpevolezza rappresenta anche la crisi del neofita.
Il potere, dal presidente  fino al più insignificante  funzionario
pubblico, ha deciso di avvicinarsi a Dio, , di avere fede.   Ma si
tratta appunto di neofiti, comunisti  del giorno prima che non  
conoscono  le tradizioni della fede cristiana  e che non hanno 
imparato a essere cristiani pensanti. E si sentono offesi dalla
blasfemia come se fosse una minaccia  per la loro fede.
Il verdetto di colpevolezza ulle Pussy Riot è uno sparo contro
il futuro della Russia.  Solo grazie alla comparsa di una nuo-
va generazione potremo tornare a ragionare e voltarci verso 
l'Europa. Peer ora, ciao, Europa!   Noi prendiamo un'altra 
strada.
(Viktor Erofeev) 

Chi sono le Pussy Riot
Le tre (anzi quattro) cantanti punk russe sono state condannate
a 2 anni per una "preghiera" anti-Putin: la loro sorte è divenuta
un caso globale.
............. continua

L'intervista
"I giudici rispondono al Cremlino" -"Saremo coraggiosi
come quelle ragazze e torneremo in piazza"  (Navalnyi)
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Fino all'ultimo ha sperato in un gesto di clemenza. "Ma Putin
è fatto così. Se uno lo critica, lui vuole annientarlo".
Aleksej Navalnyj, il blogger anticorruzione considerato il leader
naturale dell'opposizione, ha seguito in aula la lettura della sen-
tenza. E ha la stessa aria sconfitta di tutti gli altri spettatori.
- Davvero ha creduto possibile un'assoluzione?
"L'assoluzione no, ma almeno una scelta meno ottusa. Oggi invece
hanno voluto ribadire che la giustizia in Russia è amministrata da
una sola persona. E solo secondo le sue regole".
- Non crede che invece sia stata la Chiesa a pretendere una pena
esemplare? 
"Non credo proprio. La Chiesa semmai esce molto danneggiata da
questa storia. adersso si rischia un'ondata anticlericale come non
si vedeva dal 1917. Questa apparente difesa della fede è stata con-
dotta cinicamente da un gruppo di atei e satanisti".
 - Si pente di aver definito lo show delle Pussy Riot "una sciocchez-
za clamorosa"?
"Confermo. Quella canzone è stata una stupidaggine. Ma le stupidag-
gini non sono punibili dal codice penale. Le rgazze non hanno inter-
rotto riti religiosi nè fatto atti di vandalismo.  Solo un innocuo show
di due minuti.    In un pease normale sarebbero state punite con una
multa, al massimo con una notte in commissariato. I reati veri sono
ben altri ma la giustizia di Putin non li contempla".


Continua...to be continued...

venerdì 17 agosto 2012

Finanza - I costi della politica

18 agosto 2012 - sabato     18th August / Saturday       visioni del post - 23

(da Notizie recuperate - 'L'Eco di Bergamo' / 31 marzo 2012 - di
Fabio Florindi)

La Lombardia quarta in Italia
per gli stipendi dei consiglieri

Lo stipendio degli 80 consiglieri regionali lombardi li colloca al
quarto posto nella classifica italiana dei consiglieri più pagati.
Secondo un'inchiesta di "Panorama ", infatti, il reddito mensile
lordo dei nostri rappresentanti al Pirellone arriverebbe a 15.607
euro, contro i 20.730 dei loro colleghi siciliani, i 16.634 dei sardi
e i 15.994 dei pugliesi. I più poveri, si fa per dire, sono i consiglie-
ri umbri con 8.588 euro; mentre i campani guadagnano  15.448
euro e i laziali 13.366 euro.
Dal primo gennaio al 25 marzo l'assemblea lombarda si è riunita
6 volte. poco più dell'ultima in classifica (Trentino Alto Adige 4)
e poco meno della metà  della prima regione  a statuto ordinario
(Veneto con 13). - Il numero di 80 consigleri della Lombardia, poi,
viene eguagliato dalla Sardegna e battuto solo dai 90 della Sicilia.
Tra le regioni più grandi, il Lazio ha 74 consiglieri mentre la Cam-
pania 61.  In coda alla classifica, per il numero di rappresentanti
regionali, si piazzano Basilicata e Molise con 30.  Tuttavia, come  
dimensioni, la Lombardia non può certo essere paragonata con Ba-
silicata e Molise e, infatti, il vicepresidente del Consiglio regionale,
Carlo Saffioti (Pdl), ricorda che  a livello pro capite  la Lombardia
ha "il minor costo per i cittadini e il più basso numero di consiglie-
ri regionali rispetto rispetto agli abitanti".
La critica - L'esponente bergamasco del Popolo della libertà critica
l'inchiesta di "Panorama" perchè non sarebbe "un modo corretto di
fare informazione, in quanto raggiunge il risultato "di mettere tutti
isullo stesso piano, chi lavora molto e chi poco". Saffioti sottolinea
come in Lombardia i consiglieri svolgano la loro attivitò "soprattut-
to in Commissione e nei gruppi di lavori", con le sedute plenarie che
rappresenterebbero solo la punta dell'iceberg.
Anche secondo l'assessore all'Ambiente, Marcello Raimondi, "la pro-
duttività del Consiglio non si può misurare solo nelle sedute effettua-
te", ma bisogna tener conto anche del "lavoro delle Commissioni" e
di quello "dei consiglieri sul territorio".
Inoltre la Lombardia è l'unica regione, insieme all'Emilia Romagna,
a essere in regola "per quanto riguarda i parametri introdotti da Tre-
monti sul numero di Consiglieri  rispetto alla popolazione".
Più che sul numero delle sedute, sottolinea Raimondi, "dobbiamo
spronare il Consiglio sui provvedimenti da adottare".  L'assessore
al Territorio, Daniele Belotti (Lega), sottolinea  come il rapporto
consigleri-abitanti in Lombardia sia il più alto "con un consiglie-
re  ogni 120mila abitanti", mentre  in alcune regioni  il rapporto
cala a "uno ogni 10mila". Inoltre la Lombardia è quella che "co-
sta meno ai cittadini, con 7,8 euro pro-capite". 
Sulla produttività, poi, Belotti sottolinea che molto "dipende dai
fondi che si hanno", perchè "più fondi" significa "più leggi".
Purtroppo con i tagli imposti dal governo di leggi se ne approvano
poche "a prescindere dal colore politico della giunta".

Considerazioni
e ... cifre alla mano sui costi       (di Lucianone) 
Ma mi sembra che questi politici-consiglieri comunali cerchino
di parlare di tutto  tranne di quello che riguarda il costo folle
dei loro stipendi, diarie, privilegi e via dicendo.
Costi alla mano, iniziamo a vedere quanto costano in totale
i consiglieri del Lazio:  74  x  13.366 euro (ciascuno) uguale
a  999.084 euro  al mese (tutti 74 insieme) - Bella cifra!
- i consiglieri della Llombardia:  80  x  15.607 è uguale a
1.264.967 euro al mese -  Altra bella cifra!  

Continua...to be continued...