mercoledì 25 luglio 2012

Sport - Ricordo delle Olimpiadi: Los Angeles 1984

25 luglio 2012 - mercoledì       25th July / Wednesday      visioni del post - 14

Ad aver catalizzato l'attenzione del pubblico nelle Olimpiadi del 1984
era stato Carl Lewis, il "padrone del vento".e in  seguito chiamato
anche "il cigno".
In quattro edizioni dei Giochi olimpici, Carl Lewis ha vinto 9 medaglie
d'oro: le prime 4 a Los Angeles (100m, 200m, 4x100m e salto in lungo)
e l'ultima ad Atlanta, nel 1996. Otto anni prima, a Seul '88, è stato ar-
gento  nei 200m.
(la Repubblica - 11 luglio 2012 - Emanuela Audisio)
Il volo arrogante del cigno Carl
padrone del vento
Lewis si volta indietro: c'è il vuoto. li guarda per l'ultima volta
nello specchietto retrovisore. Poi sfreccerà e li farà sentire tutti
vecchi.    E' in quel momento che nasce la sua leggenda: a Los
Angeles '84. - Su quella pista nasce la leggenda del nuovo Owens
e con lui la corsa diventa anche eleganza. Nove record del mondo,
nove ori, dieci anni da imbattibile. Ma l'America non si è mai in-
namorata di quel nero che guardava tutti troppo dall'alto.
Un anno prima di Los Angeles '84 ai campionati americani Lewis
aveva vinto 100, 200 e lungo.    Nessuno ci riusciva dal 1886, cioè
da Malcom Ford. -     Carl Lewis è figlio di due insegnanti, molto
sportivi. E' un cigno leggero, anche arrogante: vols con eleganza,
quasi senza fatica, senza far rumore. Gli altri calpestano la pista,
Lewis la sfiora. La sua corsa non sfregia: tanta estetica, ginocchia
sempre alte.      L'America non è ancora abituata a questo Grande
Gatsby che spoglia lo sport di tutto il suo sudore e loa sua bestia-
lità per rivestirlo in maniera elegante e chic. Lewis volerà solo in
prima classe, solo in suite  di albergo di lusso, solo in limousine,
solo se è chiaro che non si mette sotto contratto un atleta, ma si
riceve la grazia da un mito.



A Los Angeles è ancora un ragazzo di 23 anni che deve realizzarsi: può
tutto, ma al collo non ha ancora niente. Si prende i cento metri in ma-
niera netta e indolore: agli ottanta metri Sammy Graddy , suo compagno,
è avanti  e  pensa  di vincere, ma con  la coda  dell'occhio vede qualcosa,
come un colpo di vento. E' Lewis che in un attimo lo brucia  e lo inchio-
da nel passato con 9''99, con 20 centesimi di vantaggio.
Quei 100 metri da zucchero filato sono l'inizio della favola, la prima
costruzione dell'uomo che 18 anni fa volle farsi re e creare un regno
perfetto senza aggressioni e brutalità, dove ci si misurava socratica-
mente con se stessi, senza abbruttirsi. - Lewis fu Atene, lottò e supe-
rò Sparta, senza mai sporcarsi le mani. Non attraversò il pianeta, ci 
volò sopra: nove volte recordman del mondo in proprio o in staffetta
senza mai cercare di strapazzare il tempo andando in altura, dieci
anni senza mai perdere nel lungo. E poi ancora un primato della
velocità  nei 100 metri  stabilito  a 30 anni, un'età   in cui  nello
sprint non esiste più futuro, quattro Olimpiadi, quattro successi
nella stessa specialità, eguagliando il discobolo di Al Oerter, il
record di nove ori (più un argento).
L'America puritana a Los Angeles inizia ad applaudire Lewis, ma
se ne tiene distante: sospettosa di non vederlo mai con una donna,
difidente dei suoi tacchi a spillo indossati in Europa per un cartel-
lone pubblicitario, soprattutto dopo la dichiarazione del tuffatore
sieropositivo Greg Louganis: "Carl è molto più gay di me".
Lewis è un campione, ma non è simpatico.  Lo accusano: troppo
bianco, troppo poco nero, troppo dandy, troppo poco maschio. Si
merita la battutaccia di Reagan che in campagna elettorale va a
chiedergli il voto: "Ho fatto molto per voi". Lewis: "Per noi neri?".
Reagan: "No, per voi ricchi".  Lewis viene fischiato dal pubblico e
dai giocatori di basket Nba quando convinto di poter fare Michael
Jackson , vestito di paillettes argentate, va a cantare e stona l'inno
americano ad una partita.  Fa storcere la bocca perfino al grande
Jesse Owens:   "Non vorrei rimpiangere il fatto di avergli dato la
mano, in lui ho visto solo egoismo e arroganza".


Lewis non si darà mai, impegnato a far passeggiare il suo cane
Ramsete, a innaffiare i fiori del giardino, a sistemare la colle-
zione di cristallo Baccarat, a occuparsi della sua dieta vegeta-
riana, a rispondere  al telefono  alla  signora  Clinton  che  lo
chiama dall'aereo. Nè si preoccuperà dei risultati degli avver-
sari, tutti figli di un dio minore. Lewis era Lewis.
Continua...to be continued...

Istruzione - Scuola / Aumentano i promossi

25 luglio 2012 - mercoledì      25th July / Wednesday  
                                                                                          visioni del post - 7

Ho recuperato  un articolo molto interessante  che riguarda l'anno
scolastico appena trascorso e dà un resoconto abbastanza comple-
to dei risultati complessivi nei vari istituti italiani. 

Anno scolatico 2011/2012: I prof.
si scoprono meno severi
Il dopo-Gelmini archivia "l'era del rigore"

(da 'la Repubblica' - 11 luglio 2012 - Corrado Zunino)

E' definitivamente archiviata l'era del rigore, se mai è esistita. Nelle scuole
medie e superiori italiane crescono i promossi, in maniera sensibile.
Diminuiscono i rimandati (oggi si chiamano "sospesi") e pure i bocciati.
Gli ammessi alla classe superiore crescono in tutti i tipi di scuole: l icei
scientifici e classici, licei artistici e istituti d'arte e, soprattutto,  scuole
tecniche e professionali, da sempre luoghi scolastici difficili.
Nel dettaglio, i promossi aumentano soprattutto al terzo e al quarto anno
superiore.
Non sono dati definitivi, ma sono probanti: si sono testate l'85 per cento
delle scuole medie inferiori e il 91 per cento delle medie superiori.
Non sono ancora pronti i risultati degli ammessi all'ultima maturità, ma
il dato dei "non ammessi" all'anno successivo delle scuole superiori è in
netto arretramento: il 10,9% contro l'11,7.  -  E se si guarda l'arco degli
ultimi cinque anni, si vede che  in questo 2011-2012 c'è la performance 
migliore (meno bocciati): nel 2008 erano stati il 5 per cento in più.
Nelle superiori chi passa al primo turno sono solo 6 su 10 e un quarto
dei ragazzi, va detto, viene rimandato.  Negli istituti tecinici, poi, i ri-
mandati sono uno su tre, nei professionali  i bocciati quasi il venti per
cento, ma tuti questi dati sono in miglioramento.
I numeri confermano che quella italiana è la scuola formalmente più
severa d'Europa. Altrove, in Francia, in Spagna , in tutta la Scandi-
navia ma anche in Inghilterra, la bocciatura  è rara nell'età dell'ob-
bligo se non di fronte a eccezionalità e l'approccio degli insegnanti
resta "friendly" con gli scolari adolescenti. E' un dato di fatto, però,
che in Italia i numeri siano migliorati con il cambio al ministero
(era stata Mariastella Gelmini ad annunciare l'avvento del rigore).
  
Continua... to be continued...


venerdì 20 luglio 2012

Finanza /economia / politica - Perchè la crisi in Europa?

21 luglio 2012 - sabato      21st July / Saturday       visioni del post - 35
                                                                                  
La crisi economica dell'Eurozona 
(parte 1^)

La Germania davanti al bivio
(di Barbara Spinelli - la Repubblica - 11 luglio 2012)
...Il Sud Europa non si stanca di ammonire Berlino, evocando
l'espandersi di sentimenti antitedeschi.  Ma conoscono poco
i sentimenti antieuropei che si addensano in Germania.
Citiamo, fra gli epiteti usati dai frequentatori dei giornali sul
web, i più significativi: gli italiani, greci, spagnoli, portoghesi
sono scocconi, parassiti, perfidi, svergognati.
Puntando l'indice sul passato tedesco, sono soprattutto ricat-
tatori. Sono "cani, e che abbaino pure alla loro altezza". Un
lettore conclude. "Chi ha amici simili, non ha più bisogno di
nemici".   L'astio colpisce anche europeisti come gli ex can-
cellieri Schmidt  e Kohl, i verdi trittin e  Roth, l'ex ministro
degli Esteri Joschka Fischer ("un depravato morale"): sono
"traditori del popolo", "odiatori della Germania".
Bastano queste citazioni per capire che sarà pieno di insidie
il cammino degli europei verso una progressiva messa in co-
mune dei debiti. La parola solidarietà è vista come una trap-
pola, tesa per costringere i tedeschi a svenarsi per espiare
chissà quale colpa.
Questo clima va tenuto presente, quando si parla di scudo
antispread o Fondi salva.stati o si celebrano i progressi rag-
giunti ai vertici europei. E' un clima incendiario che le classi
dirigenti tedesche non sanno evidentemente governare. il più
delle volte lo lusingano, altre volte lo contrastano , ma aven-
done paura. Manca tragicamente la pedagogica capacità di
spiegare le cose "nei dettagli":  è l'accusa, pesante, che  il
Presidente Gauck ha rivolto sabato al governo. Nè serve la
politica  dei piccoli passi: solo  un salto qualitativo  (Unione
politica, potenziamento della Bce)  creerebbe la scossa che
calmerebbe gli animi oltre che i mercati.  Le misure piccole
sono vissute come una tortura della goccia cinese. Ma nes-
suno osa, e tra chi osa di meno nelle classi dirigenti ci sono
gli economisti: una corporazione che ovunque ha mancato -
salvo eccezioni - l'appuntamento con la crisi del 2007-2008.
 Ben 172 economisti tedeschi, e non dei minori, hanno fir-
mato giovedì un appello in cui intimano al governo di non
cedere alle pressioni  e ricusare  le misure concordate al
vertice del 28 giugno, troppo costose per Berlino. Pur non
firmando, è d'accordo anche il governatore della Bundes-
bank Weidmann, ostile a scudi salva spread e unione ban-
caria. Weidmann è membro di un'istituzione  comunitaria
(il Consiglio direttivo della Bce), e l'uscita è quantomeno
anomala.
















All'appello dei 172 hanno risposto due contro-appelli,
firmati  tra gli altri  da Peter Bofinger e  Bert Rùrup,
membri del Consiglio degli esperti economici che nel
2011 suggerì una messa in comune parziale dei debiti:
i 172 sono accusati di nazionalismo e incompetenza.
Siamo, insomma, di fronte a un grande dibattito che
lascerà tracce, non dissimile dalla disputa fra storici
del 1986-87  attorno ala passato nazista. Oggi è l'eco-
nomia al centro, e il ruolo  più o meno egemonico,  o
dominatore che Berlino deve svolgere nell'Unione.
L'economia può sembrare un tema minore, ma per la
storia tedesca non lo è affatto. Quando la Repubblica
federale nacque dalle rovine della guerra, l'economia
prese il posto della coscienza nazionale, statale e de-
mocratica.  -  Quanto all'egemonia: molti invitano la
Merkel a esercitarla - Obama per primo - ma Berlino
tentenna. Non dubita del proprio modello economico,
che giudica anzi l'unico valido, superiore a ogni altro.
Quel che fatica a fare, è guidare con efficace magna-
nimità i Paesi deboli dell'Unione, come fecero gli ame-
ricani col Piano Marshall nel dopoguerra. Irretita in
dogmi contabili, la Germania  ricade nel passato: sa
comandare, non ancora guidare.
Il dogma non è solo quello che impone di mettere la
"casa in ordine"  prima di creare unioni transnazio-
nali   (l'assioma non tiene  perchè l'unione sovrana-
zionale muta l'ordine casalingo).   -   Dogmatico è il
primato dell'economia, fonte pressochè unica dello
Stato e della democrazia. Divenne tale soprattutto
nel dopoguerra, quando ai tedeschi era negato il di-
ritto di divenire Stato giuridico, ma ha radici lontane.
E' dai tempi dell'Unione doganale (il Zollverein del
1834 e 1866) che i tedeschi fanno dell'economia  il
sifone della comunità politica.  - L'Unione europea
deve ricalcare quel modello, che peraltro fallì quan-
do la Prussia   inglobò   la Confederazione tedesca
del nord: prima viene l'economia, poi la politica, lo
Stato, il consenso dei popoli.
Come scrive Marco D' Eramo su Micromega, anche
in Europa, come  nello  Zollverein    "è la moneta a
'battere' lo Stato invece dello Stato a battere la mo-
neta".  - La Merkel e il ministro Schàuble nuotano
contro una corrente forte  e anche contro se stessi,
quando implorano un'unione politica federale:  non
ascoltarli, come non fu ascoltato Kohl, è letale.


Il primato economico ha una storia   nel pensiero  tedesco
che va esplorata,  se non vogliamo che l'unità europea de-
generi in guerra prima verbale, poi civile. Alle origini, c'è
l'esperienza d'un Paese vinto dalla guerra, dimezzato, che
nell'economia vide un surrogato di sovranità statale. Gli
artefici del nuovo Stato economico furono Ludwig Erhard
e i cosiddetti ordoliberali, che negli anni fra le due guerre
avevano osteggiato l'idea keynesiana che i mercati possa-
no, debbano esser governati.
L'ordoliberalismo divenne il credo della repubblica federale,
la via per uscire dallo statalismo nazista. Vale la pena ricor-
dare come ne parla Michel Foucalt, nelle lezioni del 1978-79.
Le parole-chiave furono quelle che Erhard, futuro Cancellie-
re e allora responsabile dell'amministrazione nella zona oc-
cupata  dagli anglo-americani,  pronunciò  il 28 aprile '48:
"Bisogna liberare l'economia dai vincoli statali (...) ed evi-
tare sia l'anarchia sia lo Stato-termite. Solo uno Stato ca-
pace di stabilire al contempo la libertà e la responsabilità
dei cittadini  può legittimamente parlare in nome del popo-
lo". -    Decaduto lo Stato, solo la libera economia poteva  
ricostituirlo. Un marco solido, una crescita forte, una bilan-
cia dei pagamenti salda: divennero la sovranità sostitutiva
della Germania. "La storia aveva detto no allo Stato tede-
sco, ma d'ora in poi sarà l'economia a consentirgli di affer-
marsi", e in più di dimenticare un nazismo che non "parlava
in nome del popolo" (Focault, Nascita della biopolitica, Fel-
trinelli 2005).
Mettere la casa in ordine, e soltanto dopo farsi Stato. il  pro-
totipo dello Zollverein fu ripreso da Erhard, e ora va applica-
to all'Europa. Gli Stati sono incitati a cdere sovranità, ma la
costituzione europea  sarà economica  e  di marca tedesca o
non sarà.  E' stupefacente la disinvoltura con cui un uomo in-
telligente come Thomas Schmid, vicino nel '68 a Fischer e a
Cohn-Bendit, confonda il comando con l'egemonia, nel car-
teggio con Ezio Mauro apparso il 28 giugno su Repubblica.:
"La Germania deve usare la sua forza per aiutare altri, de-
ve diventare  un amministratore e  garante  per la stabilità
riconquistata di Stati oggi deboli (...) deve essere egemone,
ma in modo amichevole".
Forse è qui uno dei nodi da sciogliere, nelle discussioni fra
governi e fra economisti. L'operazione tedesca è singolare.
Parla di Federazione, ma intanto tratta i paesi meridionali
dell'Eurozona come se fossero nazioni dimezzate e vinte in
guerra, i cui Stati   hanno perduto   non tanto consistenza, 
quanto legittimità. Come se tutti dovessero percorrere la
via tedesca, pur venendo da storie così diverse.
___________________________________________________________________________

La notte dei gufi
- Diario di un vecchio analista di Borsa -
Agosto, Monti mio non ti conosco. Mi dispiace ma la Merkel,
formatasi  alla dura scuola  dell'attesa di cotture ed amalga-
ma da cucina, fa melina e  rimanda a settembre il tanto ago-
gnato scudo anti spread.  -  Figurati se non lasciava l'Italia
sulla graticola. La Cancelliera è più una cancellata chiusa
in faccia a Grilli (ministro italiano dell'Economia).
 A settembre, forse, se ne riparlerà, col fresco  e quando la
speculazione d'agosto avrà già sbranato chi di dovere e di
rigore,  Tutto chiacchiere e distintivo, tanto lo spread, ve
lo cantate e ve lo suonate, sotto la regia della Bce che co-
me una gatta di ultima istanza arriva provvidenziale. La
Spagna sarebbe già fallita senza la sua elemosina calco-
lata.  Madrid non può pagare i servizi pubblici, restano 
quelli igienici.
Con tutto il terrorismo di questo fantomatico mese assolato
della finanza, teatro di scorribande   dei grandi lupi della
speculazione affamati di società e Paesi lasciati soli, alla
fine nessuno va più in vacanza. Tutti in mutande in giro 
per casa a godersi lo spread.
(da Affari&Finanza  di 'la Repubblica' - 23 luglio 2012)

Lucianone
...a godersi lo spread, e per fortuna anche le Olimpiadi londinesi,
fra poco.

Lucianone

giovedì 19 luglio 2012

Stampa - Titoli e argomenti di oggi 19 luglio

19 luglio 2012 - giovedì      19th July / Thursday     visioni del post - 7

Napolitano contro Di Pietro
Messineo: la trattativa Stato- mafia c'è stata
Palermo . Indagato Dell'Utri
La procura convoca  anche Marina Berlusconi
Per la trattativa Stato-mafia ora è indagato anche Dell'Utri
per un 'estorsione a Silvio Berlusconi.     Estorsione che gli
avrebbe fruttato 40 milioni di euro. I pm di Palermo vogliono
convocare Marina Berlusconi come teste.
Il Quirinale attacca il leader dell'Idv Di Pietro accusandolo
di diffamazione.
Siria - Uccisi i fedeli di Assad
Morti il ministro della Difesa e il cognato del rais.
La Russia frena l'Onu, rinviato il voto sulle sanzioni.
Attacco dei ribelli a Damasco: colpito il cuore del regime
Assef Shawkat , ex capo dell'intelligence militare e cognato
del presidente Bashar al Assad, il ministro della Difesa Daud
Rajha e il generale Hassan Turkmani (capo della "cellula di
crisi" incaricata di stroncare la rivolta) sono rimasti uccisi in
un attentato dinamitardo nel cuore di Damasco.
La Russia frena sul voto Onu per colpire con le sanzioni il
regime.
Merkel: dubbi sul progetto Ue 
Il Colle chiama Monti
Allarme Fmi: in pericolo la sopravvivenza dell'euro
"La relazione negativa tra gli Stati, le banche e l'economia reale
sono più forti che mai. E nonostante le azioni intraprese, i mercati
finanziari restano sotto grande pressione, sollevando dubbi sulla
stessa sopravvivenza dell'eurozona".  L'allarme è del Fondo Monetario
Internazionale. Parole preoccupate vengono anche dal cancelliere tede-
sco Angela Merkel che esprime dubbi sul progetto Ue.  Napolitano ha
convocato monti per discutere della situazione.

Continua... to be continued...

mercoledì 18 luglio 2012

Politica e società : Italia / I fronti della crisi

18 luglio 2012 - mercoledì                                          18th July / Wednesday   

Sicilia sull'orlo del crac
L'ira di Monti: chiede a Lombardo di lasciare
Lo spettro di una Sicilia sull'orlo del baratro  preoccupa Mario 
Monti. Il premier non intende tergiversare e prima di program-
mare un intervento di risanamento contro la bancarotta - maga-
ri attraverso il commissariamento - lancia un diktat al governa-
tore della Sicilia   Raffaele Lombardo   chiedendogli conferma
sulle sue dimissioni annunciate. Il governatore ripete da giorni
di aver fissato la data in cui lascerà la carica: per il 31 luglio '12.
In anticipo di oltre un anno rispetto alla naturale scadenza della
legislatura a causa delle sue vicende giudiziarie e dopo il ritiro 
del sostegno in aula del Pd.    Lombardo, dopo l'ultimatum del
professore, ha chiesto di essere ricevuto a Palazzo Chigi.
L'incontro è stato fissato per il 24 luglio.
Palermo - I PM convocano Berlusconi
Per testimoniare sul caso Dell'Utri
Monti rinuncia allo scudo anti-spread 
L'Italia affronterà l'estate speculativa senza scudo, e con
lo spread già a 480. Per fortuna Bankitalia conferma che
i titoli italiani sono ancora richiesti all'estero, e il declas-
samento di Moody's sembra rimasto senza effetto.
Ma la partita di Monti si gioca anche sul fronte interno.
I partiti che  lo sostengono  sono preoccupati e temono
qualche blitz estivo con nuove manovre. E vorrebbero 
essere consultati. Ma Monti, per ora, non ha in agenda
incontri con "ABC".
I risparmi di Stato
Corsa ad ostacoli per ridurre gli sprechi.
Le auto blu scendono del 19% - Ticket: alt dalla Consulta
Pochi risparmi, molte polemiche: lite sui tagli alle festività
ed è bufera sull'accorpamento. Nel mirino le feste patrona-
li, in salvo le ricorrenze religiose.
Benzinai, sciopero sull'esodo
I gestori contro la politica degli sconti dei petrolieri.
Ma il garante: no, giorni protetti.

Visioni del post  -  10

Lucianone

lunedì 16 luglio 2012

Salute /scienze - Ricerca americana: contro l'obesità

16 luglio 2012 - lunedì                                               16th July '12 - Monday   
                                                                                 

Tuttasalute
La buccia della mela
ottima contro l'obesità
Il benefico effetto brucia-calorie  della buccia delle mele è
stato dimostrato dai ricercatori Usa del "Fraternal  Order
of Eagles  Diabetes Research Center" dell' Università del-
l'Iowa. -
Tutto merito di una particolare sostanza , l'acido ursolico,
in grado di aumentare l'attività del tessuto adiposo bruno,
già noto per la sua capacità di bruciare in tempi brevi e in
modo efficace le calorie di troppo, e inoltre di far scendere
i livelli  di concentrazione  degli zuccheri  e  dei lipidi nel
sangue.
"Questo acido - dicono i ricercatori - fa crescere la musco-
latura rispetto  al grasso  e aumentare il grasso bruno, un
eccellente brucia grassi". Cosa che rendono la buccia del-
le mele anche  un'ottima alleata  per diminuire il rischio
di sviluppare disturbi e disfunzioni, come l'obesità. il dia-
bete e le patologie epatiche.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista "Plos One".
(da La Gazzetta dello Sport / Altri Mondi - Mabel Bocchi)





Lucianone                                    VISIONI  DEL  POST  -  16

domenica 15 luglio 2012

TECNOLOGIA / Educazione - I ragazzini fuori da Facebook?

15 luglio 2012 - domenica     15th July - Sunday                        visioni post - 19

I rischi dei social network   (1^ parte)

Perchè Facebook può essere pericoloso per i govanissimi?

Facebook sta studiando  una tecnologia  che dovrebbe consentire
agli under 13 di iscriversi. In realtà a fine 2011 erano già almeno
7,5 milioni i ragazzini sotto i 13 anni che frequentavano il social
network (dati di Consumer Reports) grazie a un sotterfugio: cam-
biando la data di nascita all'atto dell'iscrizione. magari con la
complicità dei genitori.
L'esposizione a siti di ogni tipo, compresi quelli porno, dei giova-
nissimi è in netto aumento. E c'è chi torna a raccomandare qual-
che censura. Per evitare rischi.

Dibattiti, controversie e qualche convergenza
La rivista 'Panorama' del 27 giugno '12 ci da, nella rubrica "Scenari
social", due pareri diversi da parte  di 2 studiosi  che si occupano di
questo problema. Ecco le loro analisi al riguardo, con consigli e av-
vertimenti.

Luigi Foroni
 (psicologo-psicoterapeuta  dell'età evolutiva)
Nessuno vuole tornare ai piccioni viaggiatori. E parlare di censura potrebbe
essere fuori luogo. Ma i controlli sono indispensabili.  La tecnologia in mano
ai giovanissimi è un'arma a doppio taglio. Azzera la solitudine, la noia e il si-
lenzio. Aiuta a placare lo stress. E' autoaffermante. Però va dosata, perchè,
al di là dei casi estremi di adescamenti, rischiamo che i nostri figli si distac-
chino progressivamente dalla realtà. Con il paradosso che siamo noi i primi
a incentivarli. O meglio: la reazione più diffusa fra i genitori dei ragazzini hi-
tech è di ammirazione allo stato puro: "Che razza di genio ho messo al mon-
do!". E ci si preoccupa poco delle conseguenze.
Eppure, chi cresce con l'idea che basti schiacciare  un bottone per diventare
imperatori del mondo (grazie ai videogiochi) non avrà vita facile. i primi cam-
panelli d'allarme suonano alle elementari,  con genitori nel panico per le dif-
ficoltà di apprendimento  dei pargoli, il cui problema  il più delle volte è uno
solo: mancanza totale di volontà di applicarsi. Tutto qui.  Come dire: giuste
dosi di frustrazione nella vita dei nostri figli andrebbero introdotte un pò alla
volta, compreso il divieto di campeggiare davanti al computer. Per qualsiasi
scopo.
E i siti a luci rosse? I giornaletti porno sono sempre esistiti, ma qui l'impatto
è molto più forte. Ancora una volta conta l'educazione. Su questo punto però
non c'è stato progresso nel rapporto genitori-figli.  Parlare di sesso resta un
tabù. E così il pericolo aumenta.

Stefano Mainetti
(docente di tecnologie , applicazioni e servizi internet al Politecnico di Milano)
 Facebook può mettere tutti i filtri che vuole, ma il modo per aggirarli c'è
sempre. E i ragazzini sono spesso più bravi dei genitori nel farlo.   Non va 
bene. Gli adulti devono acquisire una giusta dose di conoscenze informati-
che per accompagnare i figli nella scoperta si internet e insegnare loro co-
sa è bene e cosa è male. Bisogna trasferire nel mondo virtuale le abitudi-
ni dell'educazione spicciola.  Tipo: la strada si attraversa con il semaforo
verde, punto e basta. Il verde c'è pure online.    Con software di ogni tipo
che i genitori possono installare a seconda delle esigenze e dell'età dei fi-
gli. Un esempio per tutti: basta un antivirus WatchDog (cane da guardia)
per mettere al bando una serie di parole chiave. Quante e quali lo decidia-
mo noi.
Io ho un bambino di 10 anni e ogni volta che digita una parola da me se-
gnalata gli si apre una finestra che lo avverte che quella ricerca è sotto
la mia osservazione. O chiude o il sistema mi invierà una email perchè
dia o meno l'autorizzazione a procedere. Le parole al bando? Sesso, dro-
ga, pornografia, armi... Finora non ho ricevuto email.
Altro avvertimento: le console per i videogiochi e gli smartphone vanno
tenuti d'cchio e dotati di software per il controllo dei genitori. Molti non
ci pensano.  L'altro giorno un compagno di classe di mio figlio è venuto
da noi con il suo computer. Ho chiesto di vederlo, non avewva filtri. Ho
staccato il wi-fi- Fatelo anche voi.



Lucianone

venerdì 13 luglio 2012

Lettere (recuperate) - Sulla velocità e sulla lentezza

13 luglio 2012 - venerdì           13th July / Friday                    visione post - 26
                                                                                    
Ho scelto, durante il recupero di materiale inerente alle
lettere più interessanti che si trovano su carta stampata,
queste due lettere che fanno parte della Rubrica/posta
tenuta da Michele Serra  in 'il Venerdì di Repubblica'
C'è pure la risposta dello stesso M. Serra.
Dopo la visione e l'ascolto di alcuni video che possono
rappresentare diverse forme di lentezze e velocità sonore-
visive, completerò il tutto con un mio commento personale.
- Lucianone -

Sognare lentezza per colpa del web
Caro Serra,
mi riconosco nell'articolo su Repubblica che ha dedicato a Twitter.
Chiarisco subito, io twitto e ritwitto e sono un entusiasta di internet.
Ritengo che internet sia la più grande rivoluzione socio-economico-
culturale dell'umanità, basti pensare alla quantità immane di infor-
mazioni di alta qualità a cui tutti possiamo avere accesso a bassissi-
mo costo. Ciò posto, come tutte le cose umane,. Twitter, Facebook,
in-ternet vanno vissuti con laicità, senza abdicare allo spirito critico.
A me sembra che gli strali  di cui lei  è stato fatto oggetto segnalino
il rischio di un'ortodossia della rete. Come insegna George Orwell
in 1984, ogni ortodossia  non ha bisogno  di un pensiero, tanto  che
nel romanzo  la neolingua   che il Partito del grande Fratello  vuole
imporre in sostituzione dell'archelingua  (l'inglese di Shakespeare,
dice Orwell), è pensata come un armamentario di parole e di costru-
zioni logiche ridotte all'osso, in cui le sfumature di senso devono es-
sere abolite.
 In molte sue manifestazioni e senz'altro in quelle più popolari, è in-
negabile che internet impoverisca il linguaggio e castri la profondità
del pensiero.  - Non vorrei che l'ortodossia della nuova era si tradu-
cesse in una involontaria dittatura della brevità, una twittatura ag-
gravata dall'ansia di esserci.
Massimo Maggiore / email

Sognare velocità per colpa dei treni
Caro  Serra,
strappa un sorriso l'idea di istituire (il 26 marzo) la Giornata mondiale
della Lentezza. Lo scopo sarebbe quello di contrastare i ritmi sempre
più frenetici  e  di riflettere sulle conseguenze  di uno stile di vita sem-
pre più indirizzato verso la velocità.
A questa frenesia , che tanto sarebbe piaciuta ai  Futuristi, fa da con-
traltare la lentezza esasperante di molti aspetti della vita quotidiana:
la  corrispondenza  recapitata  quando  non  ha  più  senso riceverla,
i treni dei pendolari  che viaggiano  con ritardi  da diligenze dei  film
Western, processi  celebrati  quando gli  imputati sono passati a mi-
glior vita. esami ospedalieri fissati dopo l'aggravarsi dei sintomi che
li avevano motivati, infrastrutture realizzate quando ormai si rivela-
no inadeguate rispetto alle esigenze, nel frattempo mutate, che ave-
vano determinato la loro progettazione.   A quando la Giornat della
Puntualità?
Mauro Luglio / Monfalcone (Gorizia)

Michele Serra:
Ecco due lettere che, messe in sequenza, provocano   un gran bel
dibattito. Massimo paventa una "dittatura della brevità", Mauro
irride alla Giornata mondiale della Lentezza.- Masimo, pur essen-
do entusiasta di internet, ne teme, come dire, gli eccessi di veloci-
tà... e cita Orwell  per ricordarci che s pazzare via la complessità
prepara il terreno a una semplificazione di pensiero che facilita
ogni arbitrio del potere   (Le dittature, si sa, semplificano, e per
questo a volte attraggono molti consensi).
mauro ci ricorda che lla grande accelerazione virtuale non cor-
risponde , però, una velocità reale, che siamo  un Paese lento e
forse fermo,. nel quale il tempo sembra essersi bloccato.
Per indole, pià ancora che per convinzione, sono più attratto
dalla lentezza (amo molto camminare in montagna) e dunque
mi sento più in sintonia con Massimo che con Mauro.





Lucianone

Stampa - Italia / Ultime notizie e tanti commenti

13 luglio 2012 - venerdì      13th July / Friday     visioni del post - 2

Confindustria: l'economia affonda
Squinzi: dati peggiori del previsto - Il Pil calerà più del 2,4%
Il governo rifà i conti - Grilli, ministro economia: ci mancano
6 miliardi - Bene l'asta dei bot, ma lo spread va a quota 466.
Anche i tecnici del Senato criticano la spending review: solo
tagli lineari
Berlusconi in campo
Il Cavaliere: "Basta con il Pdl, ora si cambia tutto"
Il simbolo del partito sarà un aquilone.
Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto
conferma il ritorno in campo di Berlusconi alle elezioni
del 2013. Non si terranno le primarie e cambierà anche
il simbolo del partito.
Dubbio sulla Torino-Lione
Tav, la Francia frena - "Progetto da ridiscutere"
"Servono fondi Ue"
Sul progetto di ferrovia ad alta velocità la Francia frena
e chiede altri fondi europei. Il commissario italiano Mario
Virano assicura: "Non c'è niente di strano, anche da noi
si selezionano gli investimenti. Ma il tunnel non è in forse".
Il governo francese alza la posta e afferma: "Per poter pas-
sare alla sua concreta realizzazione servono nuovi finanzia-
menti".  Ai francesi la Tav dovrebbe costare 12 miliardi di
euro.