sabato 5 maggio 2012

Società - Italia / I drammi della crisi finanziaria

6 maggio 2012 - domenica      6th May / Sunday        visioni del post - 17

Si allungano sempre di più i drammi dovuti 
alla crisi finanziaria in Italia
Due tragedie in un giorno
IN fin di vita a Napoli dopo aver ricevuto una cartella esattoriale. Ore di lavoro ridotte, 47enne suicida: 

lascia moglie e due figli.

CRONACHE Gravissimo il 72enne di Pozzuoli. Il biglietto: «La dignità vale più della vita». De Magistris: «Via Equitalia da Napoli»


L'officina dove si è sparato il 72enne di Napoli


Deve 15 mila euro al Fisco, si spara
E un precario disperato si toglie la vita

A Napoli, un 72enne si spara in testa, è gravissimo. E un precario a Enna si impicca per la riduzione delle ore di lavoro.

MILANO- Due gesti disperati a causa della crisi nello stesso giorno. Un uomo di 72 anni , ora in fin di vita, ha tentato il suicidio a Napoli sparandosi alla testa, dopo aver ricevuto una cartella esattoriale. E un precario di 47 anni si è impiccato nel garage della sua villetta dopo essersi visto ridotto le ore di lavoro nella ditta per cui lavorava. Due tragedie che si consumano, all'indomani del sequestro- concluso in modo non violento- diLuigi Martinelli, l'ex imprenditore del bergamasco che armi in pugno per 6 ore ha tenuto in ostaggio un impiegato dell'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia.

LA LETTERA E L'INCREDULITA' DEI PARENTI - «La dignità vale più della vita di un uomo». Pietro Paganelli, 72 anni, lo ha scritto nel suo biglietto d'addio. Lo ha lasciato lì, nell'officina dove ha lavorato per una vita e dove stamattina si è sparato un colpo di pistola alla tempia. I medici non hanno dubbi: «Non c'è nulla da fare, non ha speranza di sopravvivere». E così Paganelli non ha retto. Non ha retto di fronte ad una cartella esattoriale arrivata a lui, mesi fa, di 30mila euro, poi dimezzata a 15mila. E non ha retto quando gli è arrivata l'ennesima brutta notizia dal fisco. Una notizia che l'ha turbato, tanto, ha raccontato la famiglia ai carabinieri. Un'altra cartella esattoriale, questa volta per il figlio che viveva con lui, di 11mila euro. E ora, davanti all'ospedale Loreto Mare, dove Pietro Paganelli è ricoverato in coma nel reparto di rianimazione, sua sorella, suo fratello, non fanno che ripeterlo: «È allegro, forte, ama la vita». Certo, aggiungono, «era preoccupato, come chiunque riceve cartelle esattoriali». Ma da qui ad uccidersi, «no, non ce l'aspettavamo». Ed infatti, sabato mattina, quando la moglie e il figlio 39enne, meccanico che aveva rilevato la sua attività, una officina dove si riparavano barche, non lo hanno visto già alle sei, non si sono immediatamente preoccupati. Del resto il sabato lui aveva questa abitudine: prendeva la barca e si dedicava al mare, la sua grande passione.
IMPICCATO IN UN GARAGE A ENNA - Ma il gesto estremo di Paganelli non è stato l'unico riconducibile agli effetti della crisi. A Troina, in provincia di Enna, un uomo di 47 anni, Gaetano Trovato Salinaro, si è impiccato nel garage della sua villetta. L' uomo era precario da sempre e ora la piccola ditta dove lavorava gli aveva anche ridotto l'impegno. Salinaro, 47 anni, di Troina, sposato e padre di due figli di 9 e 4 anni, ha lasciato quattro biglietti per spiegare il suo gesto. Da mesi era sconfortato perché‚ cercava, inutilmente, un lavoro stabile. La riduzione di orario e di salario lo avevano gettato nello sconforto. A scoprire il corpo è stato il suocero che da tempo sosteneva economicamente la famiglia.

iL CARDINAL SEPE: «NON RESTARE IMMOBILI» Il commento a caldo sulla vicenda di Napoli arriva dall'arcivescovo della città partenopea, Crescenzio Sepe: «Queste che ho chiamato morti bianche sono una tragica realtà davanti alla quale non possiamo rimanere impassibili». «C'è bisogno che ognuno si interroghi sulle cause e sui perchè della situazione che si sta creando - e ho richiamato tutte le istituzioni responsabili di una situazione che è certamente di crisi ma che non può arrivare a conseguenze così dolorose e drammatiche come quelle che stiamo 
vivendo».

VIA EQUITALIA DA NAPOLI - Dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris arriva invece il monito:«bisogna stare attenti all'effetto emulazione». E non solo. Il primo cittadino annuncia anche che da gennaio 2013 Equitalia non lavorerà più per il Comune di Napoli. «Stiamo lavorando alla creazione di una nuova struttura di riscossione con l' Anci - ha detto De Magistris - che possa gestire l' intera riscossione», ha aggiunto il sindaco di Napoli. E ancora: «Bisogna creare reti di solidarietà verso chi soffre di più ma stare attenti a meccanismi psicologici pericolosi». «Al governo - ha proseguito De Magistris- stiamo rivolgendo continui appelli perchè riveda la sua politica economica. Nelle città del Sud, come in quelle del Nord, si sta soffrendo troppo e siamo preoccupati perchè non vediamo segnali importanti su lavoro e crescita, ma solo tagli che producono ancora miseria, diseguaglianza e conflitto sociale».
(Notizie riprese da Il Corriere della Sera. it / Redazione Online)

 Commento  ( di Lucianone)
Diventa sempre più pesante e allungato il numero
di quelle persone che non ce la fanno a sopportare
il peso di questa crisi rampante. E non sono solo
imprenditori  e  piccoli imprenditori, come    fino
a ieri o l'altro ieri era avvenuto. Si tratta adesso
anche di gente comune che fa  fatica a tirare avanti.
Ma se in Italia e nel Veneto in particolare, si contano
queste morti tragiche come strascico inevitabile di
una crisi economica-esistenziale    che sembra non 
avere fine, come sarà negli altri paesi europei?
Avverrà qualcosa del genere anche in Spagna, 
Grecia o Portogallo che sono i nostri più prossimi
parenti della super crisi?    Si spera proprio di no.
Ma intanto dobbiamo guardare nella nostra casa
e riparare al più presto quelle crepe profonde non
solo a livello economico ma nello spirito e quindi
nell'animo sempre più  (è un "più" angosciante) 
allo scoperto.
Probabilmente il tutto della crisi attraversata dal
continente europeo si deve ricercare al di là della
singola nazione, ma è proprio la mancanza di un
progetto unitario prima ancora di aver costruito
l'euro che ha fregato la maggior parte dei cittadi-
ni d'Europa.  E' stato il Mostro Euro  che con il so-
stegno della speculazione finanziaria internazio-
nale  ha mietuto e sta mietendo vere vite umane.
Tornare indietro si può?       Dipenderà in buona 
parte dal cambiamento di rotta che si registrerà
in Francia: Hollande meglio di Sarkozy ? Sembra
proprio di sì.  Ma saranno i fatti a dirlo, come al
solito.   E poi, la Merkel tedesca perderà o no le
sue prossime elezioni? Sarà meglio di sì, chiaro.
Ma non sono le persone in sè che contano, ma
le idee nuove che metteranno in campo per una
crescita vera, non finta, per un occupazione gio-
vanile autentica, per uno sviluppo sostenibile
e non selvaggio finanziario-sfruttatore dove il 
ricco predomina (come è stato fino ad oggi).
Insomma cambiare il sistema in qualcosa che
tenga conto di eliminare privilegi, povertà ed
estrema povertà in un mondo globalizzato in
cui tutto ciò non è semplice, ma è però vitale
per la sopravvivenza non solo del rimanente
di democrazia che ancora abbiamo ma delle
stesse persone che patiscono queste sofferenze
e di quelle che potranno patirle domani e dopo-
domani.

Lucianone

venerdì 4 maggio 2012

Finanza/economia - Italia / La crisi finanziaria: lavoro e stipendi

4 maggio 2012 - venerdì    4th May / Friday      visualizzazioni - 15.622
                                                                                        totali
Stipendi in Italia
L' eurostat ha calcolato le retribuzioni medie - Peggio
di noi solo Malta, Portogallo, Slovenia e Slovacchia.
Donne e giovani si confermano il tallone d'Achille
del nostro Paese.
Neolaureati favoriti in Germania.


Se ci fosse un'agenzia di rating degli stipendi ci
avrebbe già declassato. Secondo i dati dell'Eurostat,
il braccio operativo    statistico  della  Commissione 
di Bruxelles, in Italia lo stipendio medio lordo, com-
prensivo di tutti gli accessori, dalla tredicesima agli
straordinari, è di 23.406 euro annui contro i 41.000
euro della Germania. In altre parole lo spread degli
stipendi tra l'Italia e la Germania è del 43,05 %:
questa è la differenza che separa i salari medi tede-
schi da quelli del nostro Paese.
I dati sono contenuti nel recente "Labour Party Statistics"
Retribuzioni
  -  Anche i Greci prendono di più 
 /-  Siamo quintultimi in Europa.
L'Italia è quintultima in Europa nella classifica delle
retribuzioni lorde. Su livelli inferiori ci sono solo quelle
di Malta, portogallo, Slovenia e Slovacchia. 




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giovedì 3 maggio 2012

Economia - I costi della politica: tutto sulle AUTO BLU

3 maggio 2012 - giovedì        3rd May / Thursday                             visione post - 12

Dove fare i tagli alla spesa pubblica: 
cominciando dalle Auto Blu
Oltre due miliardi l'anno per 64.500 vetture
con record in Sicilia, Trento e alla Asl di Napoli.
I primi numeri ufficiali del monitoraggio (febbraio)
della Funzione Pubblica su amministrazioni
centrali e locali.

Ci sono regioni come la Sicilia che da sole possiedono
più auto blu di Lombardia, Liguria e Veneto messe in-
sieme. O Asl come Napoli 1 che di mezzi immatricolati
ne vanata ben 66. Ma non è una deriva meridionale,  se
è vero che la provincia autonoma di Trento vola a quota
184. E' una flotta immensa: le 72 mila auto blu del 2010, 
dopo i tagli sono diventate 64.524. Ma costano allo Stato
2 miliardi 150 milioni di euro, tra gestione  e personale 
addetto.  - I primi numeri ufficiali li offre il monitorag-
gio della  Funzione pubblica, risultato  di mesi di ricer-
che e pressing (spesso insistente) sugli enti locali.
Dice il ministro Filippo Patroni Griffi: "Devono diven-
tare auto di servizio e non più status symbol". E intanto,
alla celebrazione dei Patti lateranensi, 8 ministri si pre-
sentano a bordo di tre auto.  Davvero il 'car sharing' del 
buon esempio.
I costi  - 1,5 miliardi per addetti e autisti
                   - 60 mikioni per acquisti nel 2010
Mantenere le auto blu nel 2010 (ultimo anno di rilevamento)
è costato oltre 2 miliardi 150 milioni di euro.    Quell'anno i 
mezzi erano ancora 72 mila.   E tanto bsta, con una semplice 
divisione,  per scoprire come  per mantenere ciascun mezzo
 si spende in Italia poco meno di  30 mila euro l'anno (29.861). 
E non cìè da stupirsi, se è vero che i costi ammontano a 650
milioni l'anno per la sola gestione del parco.    Ma il piatto
forte è il personale, stimato in 35 mila unità, di cui solo 14
mila autisti, che fanno lievitare la spesa  di 1,5 miliardi.
Nel monitoraggio, non sono stati inclusi i costi delle auto-
vetture utilizzate  per ragioni  di sicurezza  o   con targhe
speciali (corpi di Polizia,  vigili urbani e altro). 
E si continua a comprare. Nel 2010  si è speso 60 milioni 
di euro  per  acquistarne  di nuove: oltre 4.600.    Con un 
esborso che si è aggirato attorno ai 13 mila euro per ogni 
mezzo.
Lista nera  -  Provincia trentina con 184 veicoli
                             -    66 all'azienda sanitaria campana 
La Provincia di trento è una delle amministrazioni che
non ha risposto ai questionari della Funzione pubblica:
il Ministero ha dovuto condurre ricerche  autonome  - 
raccontano dal dicastero  -  per scoprire che l'ente auto-
nomo di auto blu però ne vanta ben 184. 
Ma la lista nera delle amministrazioni che non hanno
inviato dati e che possiedono più di 10 auto è lunga. Ed
è guidata da una delle più grandi Asl, la Napoli 1, con
66 mezzi.     Seguita dal comune di Alcamo in Sicilia, 
una popolazione di 46 mila abitanti   e 31 autovetture  
al servizio dei suoi amministratori.  Ma d'altronde la
Sicilia  da sola impiega  tanto auto quante altre 3 re-
gioni insieme e per latro non piccole come Lombardia,
Veneto e Liguria.  L'ente Regione (sempre in Sicilia)
impiega 150 auto, oltre 2 mila se si aggiungono comu-
ni e Asl.  Dal monitoraggio spiccano poi comuni picco-
li ma forniti, come quello di  Acri con 18 auto e San 
Severo con 17.  . Nel 2010 i Km percorsi erano 850.


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mercoledì 2 maggio 2012

Sport - calcio - Serie A / 36^ giornata

3 maggio 2012 - giovedì     3rd May / Thursday            visioni post - 8
                                                                                               

Buffon regala l'1-1 al Lecce
Milan a -1, campionato riaperto

2 maggio 2012

Una papera coi piedi del portiere della Nazionale a 5' dalla fine permette a Bertolacci di pareggiare il gol di Marchisio in apertura. Espulso Cuadrado in avvio di ripresa. Ora la squadra di Conte non può più sbagliare se vuole vincere lo scudetto.


I guastafeste, il ritorno del Milan, l'esonero 
a Firenze
Nel grande romanzo del calcio italiano la parte storicamente assegnata
al Lecce è quella del guastafeste. Nel 1986  la Juve ne trasse vantaggio,
ieri sera invece...
Allora, nel 1986, l'incredibile vittoria salentina  in casa  della Roma
permise alla squadra bianconera di Trapattoni lo scatto finale verso
lo scudetto. Ventisei anni dopo, le mani che Antonio Conte si mette
nei capelli dopo la papera di Buffon e il pareggio di Bertolacci rap-
presentano bene la costernazione del popolo juventino, beffato dal
Lecce in un modo altrettanto incredibile.
A due turni dalla fine Piorlo e compagni restano favoriti, ma il loro
margine di errore si è ridotto a zero. E la lena con la quale il Milan,
avuta notizia dell' 1- 1 di Torino, ha messo a ferro e a fuoco l'area
dell'Atalanta  per distillare il gol della sicurezza è l'estremo annun-
cio di battaglia.
Domenica c'è il derby, oltre tutto  con un Inter  gravemente ferita...
e il Milan, che ha superato la crisetta di metà primavera, non può
fare nient'altro che vincere il derby (e poi in casa col Novara).
A Firenze i Della Valle  non hanno aspettato troppo ad esonerare
il tecnico Delio Rossi, dopo la folle  scazzottata con Ljajjc. Poteva
essere  la sera  della salvezza viola, ma anche  questa festa  è stata
guastata.    Spiace che una brava persona  come Rossi sia rimasta
coinvolta in questa storiaccia, ma il controllo dei nervi non è un
optional. Giusto così.
( Spunti tratti da 'La Gazzetta dello Sport' . Paolo Condò)


Muntari+Robinho: il Milan va

Ora Allegri ci crede davvero

lL pari della Juve rilancia i rossoneri che vincono 2-0 contro l'Atalanta. Un gol per tempo: il ghanese al 9' e il brasiliano al 90'. I bianconeri sono a un punto.

L'Inter crolla 3-1 a Parma

Il terzo posto ora è un sogno

Prima sconfitta per Stramaccioni: vantaggio iniziale di Sneijder, a inizio ripresa su errore di Lucio pareggia Marques, poi i nerazzurri crollano sotto i colpi di Giovinco e Biabiany. La corsa per il terzo posto è compromessa, quinta vittoria di fila per il Parma.


Fabbrini si sblocca a Cesena
L'Udinese riaggancia il Napoli

La prima rete in A del trequartista (viziata da fuorigioco di Danilo) vale il successo sui romagnoli già retrocessi. Mutu sbaglia un rigore, dubbi su un gol fantasma di Asamoah. I friulani tornano al terzo posto ma negli scontri diretti sono messi peggio degli azzurri


Lucianone

Sport - calcio - Serie B / 38^ giornata

3 maggio 2012 - giovedì       3rd May / Thursday



Il Pescara ne fa 6 al Vicenza
Ma il Toro vince e resta in testa

 1 maggio 2012

Nella 38ª di serie B, la squadra di Zeman offre una grande prova, mentre i granata passano 1-0 a Livorno. Il Sassuolo sbanca Padova, bene il Varese. In coda successo chiave per l'Empoli col Gubbio. Successo del Verona a Reggio Calabria.

Si gioca in infrasettimanale la 38ª giornata di serie B, che in attesa dell'impegno del Toro a Livorno ripropone un Pescara brillantissimo in testa alla classifica. Il quadro delle partite:

MODENA-SAMPDORIA 0-2 — La vittoria di Modena permette alla squadra di Iachini di salire a quota 61, in piena lotta per il quinto posto che vale i playoff. Il risultato finale premia la buona tenuta della Samp, che ha rischiato solo all'inizio, quando Nardini si è trovato, al 2' di gioco, a tu per con Da Costa, fallendo così il vantaggio modenese. La Samp ha subito cercato di prendere il pallino del gioco e ha sfiorato per ben due volte la rete, al 17' (salvataggio sulla linea di Diagouraga) sul tiro cross di Eder e al 18' (testa di Pozzi, palla sventata da Dalla Bona sempre sulla linea). 
n difficoltà il Modena nel cercare di imbastire qualche azione offensiva. Al 41' azione personale di Juan Antonio e importante parata a terra di Caglioni. Nella ripresa il Modena, pur non rinunciando a giocare, subisce spesso l'iniziativa avversaria. Al 29' il vantaggio della Sampdoria firmato dal migliore in campo. Fa tutto da solo Eder che parte dalla fascia destra, converge e di sinistro disegna una traiettoria perfetta per lo 0 a 1. Il Modena non ha la forza per replicare, la Samp invece vuole mettere al sicuro il risultato: nuova iniziativa di Eder sulla destra, la palla arriva a centro area dove Pozzi puo' insaccare facilmente. Terza vittoria nelle ultime quattro gare per la squadra di Iachini. Si ferma invece a dieci la striscia di risultati utili consecutivi del Modena di Bergodi.

ALBINOLEFFE-BRESCIA 0-2 — L'AlbinoLeffe aveva vinto il suo ultimo incontro con il Brescia. E' passato un intero girone e probabilmente gli amanti della statistica ipotizzavano che potesse trattarsi di una buona occasione quella proposta dal girone di ritorno. Ma non è successo nulla di curioso: l'AlbinoLeffe ha continuato a perdere. Nulla da eccepire sul successo delle rondinelle. Già al 6' Jonathas mandava fuori un calcio di rigore assegnato per un fallo di Luoni su Piovaccari. Jonathas si riscattava comunque sbloccando il risultato al 37' su assist di Budel. Al 34' della ripresa il raddoppio di Fausto Rossi, in campo da poco, su assist di Daprelà. Tra le poche note positive della stagione per i bergamaschi l'esordio di Davide Ondei, classe 94'. (Fulvio Facci)

BARI-ASCOLI 0-0 — Finisce senza reti e va bene a entrambe le squadre. Un punticino per tenersi a debita distanza dalla zona paura. Soltanto il Bari, nella ripresa, ha cercato di sbloccare il risultato. Peraltro senza troppa convinzione. Torrente lascia Stoian in panchina, mentre Silva rinuncia inizialmente sia a Soncin che a Papa Waigo. Segnali eloquenti. Le squadre si temono, non intendono scoprirsi più di tanto. Vero è che nei primi 45’ si va al piccolo trotto. Ci prova subito Polenta su punizione, fuori misura. Risponde l’Ascoli con un colpo di testa di Peccarisi. Sbadigli. Si deve attendere un’azione personale di Forestieri, al 22’, per una piccola emozione: para Guarna. L’Ascoli è sornione. Controlla e riparte. E’ dei marchigiani l’azione più pericolosa del primo tempo, al 27'. Dalla destra Scalise pesca Parfait in area. E’ un rigore in movimento, ma il francese centra in pieno la traversa. Poi Gerardi impensierisce, due volte, la difesa del Bari. Sulla prima rimedia Lamanna con i piedi, la seconda (tiro dal limite al 44’) finisce alle stelle. Dopo l’intervallo l’Ascoli arretra ulteriormente il raggio d’azione. Il Bari fa la partita e crea pure qualche chance per portarsi a casa i 3 punti. Insidioso Defendi al 13’, rimedia Guarna. Dieci minuti più tardi ci prova Stoian, subentrato a Castillo. Quindi sale in cattedra Scavone che, per due volte in 6’, provoca brividi a Guarna e soci. Ma lo 0-0 non si sblocca. Vano anche l’ultimo tentativo di Garofalo (tiro cross) in pieno recupero. 
(Franco Cirici)

CROTONE-CITTADELLA 3-1 — Il Crotone vede la salvezza grazie alla quarta vittoria casalinga consecutiva. Ma ha dovuto aspettare un tempo per avere ragione del Cittadella, che parte a razzo dopo il fischio d’inizio. Primo tiro in porta di Schiavon all’11’ con palla altissima. Al 20’ Cittadella in vantaggio con Di Nardo, che sfrutta una torre di Pellizzer, abile a mettere nel cuore dell’area un angolo di Paolucci, e batte Belec di destro. La reazione del Crotone è di Sansone dopo 2 minuti, ma per Cordaz è facile fermare il tiro centrale dell’attaccante crotonese. Al 32’ è la volta di Florenzi cercare lo specchio, ma il suo tiro passa distante dal palo sinistro di Cordaz. Cittadella ancora pericoloso al 34’ con Schiavon che in area controlla e tira a colpo sicuro, ma la deviazione di Abruzzese cambia la traiettoria che finisce prima sul palo e poi in angolo. Un minuto dopo Sansone impegna Cordaz dopo uno scambio con Florenzi. Al 45’ punizione di Caetano e risposta da campione di Cordaz. Dopo il riposo Drago lascia Gabionetta sotto la doccia e inserisce Ciano, che cambia le sorti della gara. Al 10’ arriva il pareggio con Caetano che raccoglie un angolo calciato da Ciano e di piatto sinistro insacca indisturbato al secondo palo. Al 18’ un sinistro di Galardo da fuori area sfiora l’incrocio. Al 22’ Ciano in un batti e ribatti dentro l’area veneta è il più lesto a scaraventare sotto la traversa. Rete dedicata al padre, recentemente scomparso. Al 24' ancora Ciano dal fondo e Caetano di testa firma il 3-1, portandosi a quota 16 reti e agganciando Deflorio come miglior marcatore di sempre in serie B al Crotone. Foscarini inserisce Bellazzini e Vitofrancesco, che al 35’ esplode un destro dai 20 metri che scuote la traversa di Belec. Nel finale rosso a Scardina e festa finale dei rossoblù sotto la curva. (Luigi Saporito)

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Economia - Inchiesta / Famiglie e pensionati

3 maggio 2012 - giovedì     3rd May / Thursday       visioni del post - 3  
                                                                                                       
In 7,6 milioni costretti a contare 
i centesimi anche nel fare la spesa
Allarme per il caro bollette - Risparmi zero - Si taglia
su tutto: spostamenti, telefono, mai a cena fuori e 34
euro al mese per vestirsi.
Un pensionato su due non ce la fa
Istat-Inps: in 2,4 milioni incassano meno di 500 euro

Vivere con mille euro al mese: ecco come affronta
la crisi la metà dei pensionati italiani .
Il 45,4% dei pensionati italiani arriva a stento a fine mese con
un assegno inferiore ai mille euro. Secondo i nuovi dati Istat-
Inps riferiti al 2010, quasi 8 milioni di italiani, per lo più anziani,
sono costretti a tirare la cinghia, e di questi 2,4 milioni sono sotto
i 500 euro mensili.
Una situazione preoccupante, destinata allo stallo per via delle
misure di austerità. La spesa italiana per le pensioni, intanto,
sfiora i 260 miliardi, assorbita per il 71 per cento da assegni di
vecchiaia e anzianità. - Una spesa che cresce dell' 1,0 per cento
rispetto al 2009, in attesa dei risparmi innescati dalla riforma
Fornero, mentre la sua incidenza sul Pil cala (di poco) al 16,64 
per cento.  Due ritirati su tre possono contare su una sola pen-
sione e la metà dei 16,7 milioni di pensionati ha tra i 65 e i 79
anni.
Ma 234 mila persone intascano più di 4 assegni e 584.500 sono
under 40.
Quasi la metà dei pensionati italiani  vive con meno di 1.000
euro al mese. Si tratta si 7,6 milioni di persone (per il 55%
donne) costrette a spaccare il centesimo, a partire dalla sempre
più magra spesa quotidiana. E spesso a fare anche da "cassa in-
trgrazione" per i figli espulsi dal mercato del lavoro. 
La fotografia, restituita da Istat e Inps, si riferisce al 2010.  Al
riparo dunque dagli effetti della riforma Fornero  e della riva-
lutazione negata agli assegni sopra i 1.400 euro (lordi), decisa
dal Salva-Italia per quest'anno e il prossimo. 
Casa, bollette, spesa.  Tre voci che valgono l'80% del bilancio
mensile di un pensionato "milleurista". -     I rincari di luce,
gas, acqua e rifiuti, ma anche del biglietto del bus   in moltis-
sime  città  italiane  e  della benzina, mettono  a  dura prova  
l'economia domestica di una famiglia monoreddito
Nelle simulazioni eseguite da Federconsumatori , per stare 
nei confini dei mille euro, il pensionato dve sperare in un
affitto agevolato (enti, case popolari), oppure in un mutuo
residuo molto basso. Altrimenti si va sotto, in rosso.

Continua... to be continued...     

lunedì 30 aprile 2012

Sport - calcio - Serie A / 35^ giornata

30 aprile 2012  - lunedì     30th April / Monday   visualizzazioni totali
                                                                                   aggiornamento - 15.053
Risultati delle partite
Cagliari -Chievo   0 - 0
Palermo - Catania  1 - 1
Roma - Napoli  2 - 2
Bologna - Genoa  3 - 2
Atalanta - Fiorentina  2 - 0
Inter - Cesena  2 - 1
Lecce - Parma  1 - 2
Novara - Juventus  0 - 4
Siena - Milan  1 - 4
Udinese - Lazio  2 - 0
La classifica
Juventus    77
Milan                   74
Napoli / Lazio / Inter Udinese  55
Roma                   51
Catania / Parma  47
Atalanta (-6)       46



IDEE / recuperate - La religione del denaro

30 aprile 2012  - lunedì        30th April / Monday         visioni del post - 11
                                                                                       
Ho ripescato dalla  stampa, esattamente da 'la Repubblica', un'interessante
pezzo di Agamben che in prima pagina, nell'inserto de Le idee, fa un'esatto
quadro di quella che è diventata   la filosofia del super capitalismo dei no- 
stri giorni, dove regna sovrano  (oltre al debito)    il Dio Dollaro o in altri
termini il Denaro divino, su cui   è stato edificato  questo    nostro mondo
supertecnologico e supercivilizzato, ma anche sottomesso alle multinazio-
nali, sottomesso alle società dei Rating, schiavizzato da banche e banchieri,
che chiedono/pretendono soprattutto alle/dalle nazioni della zona sud-Europa
sacrifici enormi e impossibili per saldare debiti infiniti ma nello stesso tempo
pretendono una crescita  irraggiungibile  dati ì presupposti sostenuti  da una 
crescita   (ecco, quasta sì continua e sempre più alta)   del fisco  con tasse che
hanno raggiunto l'apice, ma solo per il momento presente...
Insomma non c'è via d'uscita per la grande massa dei poveri. medio-poveri e 
poveracci mentre la piccola parte che ha in mano il capitale vi sguazza libera
e comanda il mondo a suo piacimento. 
E tutto è partito dall'importanza sempre più grande che si è data al Denaro 
Grande Capo Assoluto  Questo articolo di G. Agamben    ce lo spiega molto, 
ma molto bene.
Buona lettura!
                             Luciano Finesso    

Se la feroce religione del denaro divora il futuro
Per capire che cosa significa la parola 'futuro', bisogna prima capire
che cosa significa un'altra parola, che non siamo più abituati a usa-
re se non nella sfera religiosa: la parola "fede".
Senza fede o fiducia non è possibile futuro, c'è futuro solo se possiamo
sperare o credere in qualcosa. Già, ma che cos'è la fede? David Flusser,
un grande studioso di scienza delle religioni  -  esiste anche una disci- 
plina con questo strano nome  -  stava appunto lavorando  sulla parola 
pistis, che è il termine greco che Gesù e gli apostoli usavano per "fede".
Quel giorno si trovava per caso in una piazza di Atene e a un certo pun-
to, alzando gli occhi, vide scritto a caratteri cubitali davanti a sè Trapeza
tes pisteos. Stupefatto per la coincidenza, guardò meglio e dopo pochi se-
condi si rese conto di trovarsi semplicemente davanti a una banca: Tra-
peza tes pisteos significa in greco  "banco di credito".    Ecco qual era il
senso della parola pistis, che stava cercando da mesi di capire: pistis che
è "fede" è semplicemente il credito di cui godiamo presso Dio e di cui
la parola  di Dio  gode presso di noi, dal momento che le crediamo.
Per questi Paolo può dire   in una famosa definizione    che "la fede è
sostanza di cose sperate": essa è ciò che dà realtà a ciò che non esiste
ancora, ma in cui  crediamo e abbiamo fiducia, in cui  abbiamo messo
in gioco il nostro credito e la nostra parola.  Qualcosa come un futuro
ssiste nella misura in cui la nostra fede riesce a dare sostanza,  cioè
realtà alle nostre speranze.
Ma la nostra, si sa, è un'epoca di scarsa fede o... di malafede, cioè di 
fede mantenuta a forza e senza convinzione. Quindi un'epoca senza
futuro e senza speranze  o di futuri vuoti  e senza speranze.    Ma in
quest'epoca troppo vecchia per credere veramente in qualcosa e troppo
furba per essere veramente disperata, che ne è del nostro credito, che
ne è del nostro futuro?   Perchè, a ben guardare, c'è ancora una sfera
che gira tutta intorno al perno del credito, una sfera in cui è andata a
finire tutta la nostra pistis, tutta la nostra fede.    -    Questa sfera è il 
denaro e la banca  (la trapeza tes pisteos) è il suo tempio. Il denaro non
è che un credito  e  su molte banconote      (sulla sterlina, sul dollaro, 
anche se non  - chissà perchè, forse  questo  avrebbe dovuto  insospet-
tirci - sull'euro) , c'è ancora scritto che la banca centrale promette di
garantire in qualche modo quel credito.
La cosiddetta "crisi" che stiamo attraversands - ma ciò che si chiama 
"crisi", questo è ormai chiaro, non è che il modo normale in cui fun-
ziona il capitalismo  del nostro tempo - è cominciata  con  una  serie
sconsiderata di operazioni sul credito, su crediti che venivano sconta-
ti e rivenduti decine di volte prima di poter essere realizzati. Ciò si-
gnifica , in altre parole, che il capitalismo finanziario - e di riflesso
le banche che  ne sono  l'organo principale - funziona  giocando sul 
credito  - cioè sulla fede - degli uomini.
Ma ciò significa, anche, che l'ipotesi di Walter Benjamin, secondo
il quale  il capitalismo è, in verità, una religione   e la più feroce  e
implacabile che sia mai esistita, perchè non conosce redenzione nè
tregua, va presa alla lettera .    La Banca - coi suoi grigi funzionari 
ed esperti - ha preso il posto  della Chiesa e dei suoi preti e, gover-
nando il credito, manipola e gestisce la fede - la scarsa, incerta  fi-
ducia - che il nostro tempo ha ancora in se stesso. E lo fa nel modo
più irresponsabile e privo di scrupoli, cercando   di lucrare denaro
dalla fiducia e dalle speranze degli esseri umani, stabilendo il cre-
dito di cui ciascuno può godere e il prezzo che deve pagare per esso
(persino il credito degli Stati, che hanno docilmente abdicato alla
loro sovranità).       In questo modo, governando il credito, governa 
non solo il mondo, ma anche  il futuro degli uomini, un futuro che 
la crisi fa sempre più corto e a scadenza.   E se oggi la politica non 
sembra più possibile, ciò è perchè il potere finanziario ha di fatto
sequestrato tutta la fede e tutto il futuro, tutto il tempo  e tutte le
attese.
Finchè dura questa situazione, finchè la nostra società che si crede
laica resterà asservita alla più oscura e irrazionale delle religioni.
sarà bene che ciscuno si riprenda il suo credito e il suo futuro dalle
mani di questi tetri, screditati pseudosacerdoti, professori e funzio-
nari delle varie agenzie di rating. -  E forse la prima cosa da fare è
di smettere di guardare soltanto al futuro, come essi esortano a fa-
re, per rivolgere invece lo sguardo al passato. 
Soltanto comprendendo che cosa è avvenuto e soprattutto cercando
di capire come è potuto avvenire   sarà possibile, forse, ritrovare la 
propria libertà.  L'archeologia - non la futurologia - è la sola via di 
accesso al presente.
(da 'la Repubblica'  di 16-02-2012 / Le idee  di Giorgio Agamben)

Lucianone

domenica 29 aprile 2012

Sport - calcio - Champions League /Ecco la FINALE: Bayern Monaco vs Chelsea

29 aprile 2012 - domenica     29th April / Sunday      visioni del post - 11


Finale Champions
L'ultimo atto senza spagnole all'Allianz Arena (Monaco)


Quella del 19 maggio all'Allianz Arena di Monaco sarà
una finale di Champions League inedita.
Per il Bayern sarà un ultimo atto da giocare con il vantaggio
del fattore campo. - I bavaresi sono alla NONA finale nella
loro storia in Champions: bilancio in parità, 4 vittorie (1974-
75-76-2001) e altrettante sconfitte (l'ultima nel 2010 a Madrid
contro l?inter).
Per il Chelsea si tratta della seconda finale della sua storia
nel  massimo  campionato  europeo  per club:  la prima l'ha 
persa a Mosca nel 2008 contro il Manchester United ai calci
di rigore.
Semifinali:     Barcellona - Chelsea    2 - 2
                         Real Madrid - Bayern   3 - 4  (dopo i rigori)


Il Bayern di Monaco, con la vittoria sul Real Madrid ai rigori
con risultato finale di  3 - 4,  si è vendicato di Mourinho.
Infatti il 22 maggio 2010 , proprio al Berabeu di Madrid, il 
tecnico portoghese vinse in Champions League alla guida
dell'Inter  battendo in finale i tedeschi 2 - 0  con doppietta
di Milito. E fu Triplete.




Lucianone