domenica 19 febbraio 2012

TV - Il caso / Adriano Celentano a Sanremo

19 febbraio 2012 - domenica       19th February / Sunday                    visioni post - 29

Riporto alcuni articoli con relative considerazioni di vari giornali sulle due uscite di
Celentano a Sanremo durante il 62° festival canoro. Chi è d'accordo e chi no (forse
la maggioranza?) con l'attacco del molleggiato alla stampa cattolica: vediamo e
leggiamo i diversi pareri.  Alla fine esprimerò pure le mie considerazioni
Lucianone


Da  "Avvenire.it"
FESTIVAL DI SANREMO

18 febbraio, 2012

Celentano riattacca
i giornali cattolici
La platea lo fischia




Celentano 2, la vendetta
Il Molleggiato, dopo avere attaccato martedì sera Avvenire Famiglia Cristiana, è tornato sul palco dell’Ariston e ha riaperto il «caso». «La lobby dei media si è coalizzata per attaccarmi. Neanche avessi fatto un attentato» ha esordito. Ormai lanciato, ha rifatto la lezione alle testate cattoliche che «non parlano abbastanza della politica di Dio, ma troppo della politica degli uomini» Poi, si è messo a giocare con le parole: «Io non ho mai detto che quei giornali vanno chiusi ma che andrebbero. Quindi, non ho fatto nessuna opera di censura». A questo punto, una parte della platea dell'Ariston, è insorta. «Basta, basta». 
Uscendo dal teatro, Claudia Mori ha attaccato il consigliere Rai Verro: «Compimenti per la buffonata che avete organizzato»
Per il presidente della Rai Garimberti «si è trattato di una telepredica fuori contesto. Ho trovato di cattivo gusto che Celentano sia tornato ad attaccare i giornali cattolici». Per il direttore di Tv2000, Dino Boffo, «le parole di Celentano sono un falso in atto pubblico. Non si può mistificare la realtà».



14 febbraio, 2101
FESTIVAL DI SANREMO
Celentano fa il tribuno
e perde la testa
Nessuno avrebbe mai pensato di bombardare il teatro Ariston, durante Sanremo. Soprattutto di discorsi biliosi. Celentano, invece ha pensato di travolgere Sanremo in un delirio di onnipotenza: e chi se ne importa dei colleghi artisti, della gara (che all’inizio si è pure inceppata) di Morandi, Papaleo e di tutto il Festival.Nel bel mezzo della gara, suonano le sirene, Morandi scappa dal palco, l’Ariston si trasforma in un campo di battagli tra colpi di mitra, bombardamenti aerei, feriti, gente che fugge dal teatro. Poi appare lui, rosso in viso, in trench e cravatta a righe. E lascia basiti. Comincia a fare la predica ai preti perché «morire se la predica si capisse perché non sanno regolare l’audio negli altoparlanti. Sembra quasi che i preti dicano: noi la predica l’abbiamo fatta poi chi se ne frega se gli ultimi in fondo non sentono. Il Vangelo è stato chiaro, beati gli ultimi, perché saranno nel regno dei cieli». Poi sostiene di non sopportare neanche i frati «perché nei loro argomenti e dibattiti tv, non parlano mai della cosa più importante: il motivo per cui siamo nati. Insomma, non parlano mai del Paradiso. Danno l’impressione che l’uomo sia nato solo per morire».Poi, ecco la sua vendetta contro chi ha «osato» fare delle pacate e civilissime critiche sulla sua decisione di dare il suo cachet in beneficenza. Celentano non perdona. E attacca a testa bassa: «Giornali inutili come Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi definitivamente perché si occupano di politica e di beghe del mondo anziché di cose confortanti che Dio ci ha promesso». E viene il serio dubbio che Celentano non li abbia mai letti davvero. Ma lui non vede e non sente. Vuole vendicarsi e lo fa (tanto la Rai gli ha dato carta bianca): «Avvenire e Famiglia Cristiana sono testate ipocrite come le critiche che fanno a uno come don Gallo che ha dedicato la sua vita per aiutare gli ultimi». Ora che si è sfogato, Celentano, fra una cantatina blues, e una vecchia hit, si incarta tristemente in discorsi sull’alta velocità, sul referendum bocciato dalla consulta e in una penosa gag su destra e sinistra con Pupo e il povero Morandi. Poi si lancia in una filippica a favore del martirio di Gesù e intona, come avevamo previsto, Il forestiero, basato sul Vangelo della Samaritana. Mentre ancora sta parlando su Facebook e Twitter e sui blog monta la protesta. E fiocca la solidarietà per i giornali cattolici per i quali Celentano ha chiesto la chiusura.
«Per fortuna i giornali non dipendono da Sanremo e ancor meno da Celentano le cui battute senza senso fanno ridere chi può godersi Sanremo ma non cambiano un paese che ha bisogno oggi più di ieri di giornali di idee e di identità come Avvenire e Famiglia Cristiana ma anche di tanti altri che sono l’opposto e il contrario». Lo dice il segretario della Fnsi Franco Siddi, commentando le parole di Celentano a Sanremo. «Questa volta neanche per paradossi si riesce a dare un senso a quello che un grande artista come Celentano dopo tanta attesa dice. Ha perso il senso che in altri tempi sapeva invece recuperare. Per fortuna le bussole sono altre», conclude Siddi.
Immediata solidarietà anche dal Movimento Liberi Giornalisti, componente rappresentata sia al Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti, sia nella FNSI (il sindacato unico dei giornalisti).
   (Angela Calvini)   

                                    da     "Famiglia Cristiana"

Celentano attacca Avvenire e Famiglia cristiana

Dal palco dell'Ariston il Molleggiato sferra un duro attacco ai due giornali cattolici: "Andrebbero chiusi definitivamente, si occupano di politica invece di parlare di Dio"

di  - 
C'era grande attesa per l'intervento di Adriano Celentano a Sanremo. E lui non ha deluso. Il suo primo bersaglio sono due giornali, Avvenire e Famiglia cristiana, "che andrebbero chiusi". Un duro attacco quello che il Molleggiato sferra ai due giornali cattolici, che definisce inutili: "Andrebbero chiusi definitivamente.Si occupano di politica invece di parlare di Dio. Per i malati è di conforto leggere di ciò che Dio ci ha promesso. Ma loro non la pensano così. Il discorso di Dio occupa poco spazio, quello delle loro testate ipocrite".

L'attacco alla stampa cattolica

"Non hanno idea di quanto può essere confortante per i malati leggere di ciò che Dio ci ha promesso. Famiglia cristiana e Avvenire non la pensano così, per loro discorso di Dio occupa poco spazio, lo spazio delle loro testate ipocrite come le critiche che fanno a uno come Don Gallo che ha dedicato la sua vita ad aiutare gli ultimi. E di ultimi ce ne sono tanti, come gli operai che dall’8 dicembre stazionano giorno e notte al freddo e al gelo alla stazione centrale di Milano per protestare contro la cancellazione dei vagoni letto". Poi Celentano non rispamia nemmeno i preti e i frati"Non non parlano mai del paradiso, come a dare l’impressione che l’uomo sia nato solo per morire, ma le cose non stanno così. Siamo nati per vivere, ma che cazzo di vita è questa, con lo spread, l’economia, le guerre?".

Le bombe e la guerra

L'esibizione del Molleggiato inizia con delle immagini spettacolari di guerra, con aerei che sganciano bombe, sirene, fiamme e fumo. Un'ultima esplosione e, sul palco dell'Ariston, si vedono decine di persone sdraiate a terra. Poi emerge lui, Celentano. Saluta il pubblico alzando una mano e sorridendo. Al centro della scena una scrivania di legno a cui il cantante si avvicina, prende da bere e resta in silenzio. Una delle sue proverbiali pause. Il pubblico lo acclama e lui non ha fatto ancora niente.

Montezemolo e i treni

Un capitolo del suo intervento Celentano lo dedica anche all'alta velocità e ai treni: "Montezemolo ha fatto bene a fare un treno veloce ma bisogna bilanciarlo con qualcosa di lento. Ti dico Montezemolo che ora devi fare un treno lento che magari ti faccia vedere le bellezze dell'Italia. Sono sicuro che lo farà". Poi, a sorpresa, sul palcoscenico entra Elisabetta Canalis. E inizia un breve dialogo fra i due. "Come ti chiami?". "Italia". "Resta un po' qui". "Non posso, le cose non vanno bene e sto perdendo la mia bellezza". "Tornerai?". "Sì, se le cose migliorano". Niente di che. Gli autori avrebbero potuto fare di meglio. 

La Consulta e i referendum

Non poteva mancare, nella performance di Celentano, un capitolo dedicato alla politica: soffermandosi sul referendum. "Di Pietro, Parisi, Segni hanno raccolto un milione duecento mila firme che la Consulta ha buttato nel cestino. C’è qualcosa che non va: o è la Consulta che sbaglia o bisogna cambiare vocabolario". Poco prima Rocco Papaleo, secondo presentatore del Festival accanto a Morandi, aveva letto che "la Costituzione italiana sancisce che il potere sovrano appartiene al popolo che esercita un potere pieno e indipendente".

Finta contestazione di Pupo

Mentre Celentano parla della sovranità del popolo Pupo, seduto in prima fila in platea, si alza e urla: "Ma chi ti credi di essere? Stasera hai detto una grande verità, che tu non sei nessuno. Tu sottovaluti quelli bassi. Hai la verità in tasca, ti puoi permettere di dire quello che vuoi. Secondo te io da che parte sarei?". Celentano risponde, si inserisce Morandi. Vanno avanti per un po' ma è tutto finto, fa parte del copione...

La morte e il Paradiso

Non poteva mancare, da parte del Molleggiato, una riflessione più profonda, sulla vita, la fede e la speranza: "Per capire che la vita è uno scherzo basta guardare cosa succede nel mondo. Ma la vita è solo una fermata, la prossima approderemo in un mondo che neanche lontanamente possiamo immaginare quanto sarà meraviglioso. Certo non mancherà il giudizio di dio. È per questo che è venuto al mondo Gesù, per metterci in guardia dalla polvere che oscura l'anima e rende gli stati assassini. La morte non esiste né per i buoni né per i cattivi. Per questo Gesù ha iniziato a fare i miracoli e ha fatto qualcosa che nessun mago potrebbe mai fare: è risorto. La morte è soltanto l'ultimo gradino prima del grande inizio, ed è su questo inizio che dobbiamo concentrare i nostri pensieri".

 L'attacco ad Aldo Grasso

"Noi ci rattristiamo se un deficente come Aldo Grasso scrive delle idiozie sul Corriere della sera", ha tuonato Celentano chiudendo, con un attacco personale - e offensivo - la parte del suo intervento che sembrava più profonda e toccante.

La replica del direttore di Avvenire

A stretto giro di posta il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, ha replicato a Celentano:"Se l’è presa con i preti e con i frati (tutti tranne uno) che non parlano del Paradiso.
E se l’è presa con Avvenire e Famiglia Cristiana che vanno chiusi. Tutto questo perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo (in Africa, in Asia, in Sud America) e farle funzionare per un anno intero. Dunque, andiamo chiusi anche noi. Buona idea: così a tutti questi poveracci, tramite il Comune competente, potrà elargire le sue prossime briciole di cachet. Davvero un bello spettacolo. Bravo. Viva Sanremo e viva la Rai". Poi Tarquinio aggiunge: "Naturalmente, caro Celentano, continueremo a parlare e far parlare di Dio, degli uomini e delle donne di questo mondo. Soprattutto di quelli che in tv non ci vanno mai, neanche gratis".
Una cosa è certa: Sanremo non poteva partire nel modo migliore (o peggiore): tante polemiche, attacchi personali e addirittura offese. Si andrà avanti anche nei prossimi giorni? Forse sì. Fa parte del gioco. E le canzoni? In secondo piano. Anche se, dello show di Celentano, sono state la parte sicuramente più bella e... rock.

da  "Il Giorno"

 FISCHI AL MOLLEGGIATO - Le contestazioni a Celentano? "Assolutamente pilotate", secondo il presentatore. "C’era uno schema preciso, quattro persone posizionate in punti diversi che, quando c’era una pausa, partivano". A sua memoria, "non è mai accaduto in tanti anni di Festival qualcosa di simile. Certo, c’è chi contesta se la vittoria va a uno o all’altro, ma fischi e contestazioni così no". Insomma "che la cosa sia stata organizzata - chiosa - per me è sicura".
GIANNI NON SI 'RICANDIDA' - "Dopo quattro edizioni del Festival con 'Bonolis Clerici, Morandi, Morandi', c’è bisogno di facce nuove". Morandi non si ricandida per il prossimo anno, secondo cui "anche per il modo in cui è costruito l’evento, andrà fatta riflessione". Morandi fa notare come "quando andiamo a vedere gli ascolti di ieri sera, bisogna tornare a Fazio per altri numeri così, ma è chiaro che l’impianto sarà da rinnovare". "Noi potremo dare una mano - assicura - visto che conosciamo bene quanto sia complessa la macchina da dentro". Potrà tornare magari in qualità di cantante in gara? "Magari", risponde.
IL DIRETTORE DI RAIUNO - "L’insistenza di Celentano è stata antipatica, fortemente stridente con il profilo artistico del personaggio". Lo ha detto il direttore di Raiuno Mauro Mazza, che si è detto d’accordo con le valutazioni del presidente della Rai Paolo Galimberti. Garimberti, ha osservato Mazza, "dice che Celentano era fuori contesto. A me pare che Celentano è da 50 anni fuori contesto. E questa è una delle caratteristiche che lo fa diverso e unico". Mazza però ha detto di capire anche "le valutazioni positive, fatte a caldo, fatte da 'ambienti della Rai', che immagino autorevoli, su questa esibizione: Celentano ha provato a spiegarsi senza inveire, senza reiterare, dopo le polemiche che aveva scatenato".
Per il direttore di Raiuno, comunque, "l’intervento di Celentano sembrava quelli che si fanno nelle riunione diocesane: un ragionamento basico, elementare, da credente, che va valutato in questi termini". In ogni caso Mazza si è detto convinto che "tra pochissime ore delle sue prediche e sermoncini non resterà traccia se non negli archivi, nelle teche. Resterà l’emozione di quando canta e l’emozione grandissima del duetto con Gianni Morandi".
IL DIRETTORE ARTISTICO - "I miei amici sono gli artisti e la gente dello spettacolo. Adriano ne è la prova, così come la serata del giovedì con i duetti internazionali. Per quanto riguarda la Rai, non si è mai fatta viva a propormi il rinnovo del contratto". Così Gianmarco Mazzi, che come aveva annunciato ieri, non è presente in sala stampa per la conferenza finale del festival, in risposta alla dichiarazioni del direttore di Rai1 Mauro Mazza in conferenza.

da  "la Repubblica"

I RISULTATI

Celentano fa volare gli ascolti
Morandi: "Contestazioni pilotate"

L'ultima serata del festival meglio della finale del 2011. Podio tutto rosa, vince Emma seguita da Arisa e Noemi. Molleggiato sul palco, applausi e fischi. Claudia Mori attacca il consigliere Verro. Il conduttore: "Oggi ho visto Adriano, mi ha detto 'non avere toni trionfalistici perché bisogna anche saper vincere"


SANREMO - Celentano fa volare gli ascolti. L'ultima serata del festival è stata vista nella prima parte da 14 milioni 456 mila telespettatori con uno share del 50,93%, mentre la seconda parte è stata seguita da 12 milioni 31mila spettatori con uno share del 68,73%. Nella finale dunque il festival supera se stesso: lo scorso anno la prima parte della serata conclusiva aveva registrato 12 milioni 537 mila spettatori e uno share del 45,97%, la seconda 11 milioni 633 mila e il 63,68%.

Il festival del caos e delle polemiche. L'intervento di Celentano è stato applaudito ma pure contestato da una ridda di fischi e di grida, "basta", "predicatore", che però non hanno convinto il Clan: finito l'intervento Claudia Mori ha incontrato il consigliere d'amministrazione Rai Antonio Verro e, stringendogli la mano, lo ha ringraziato "per la buffonata che avete organizzato". Insomma, il sospetto è che la contestazione sia stata organizzata, tant'è che dall'entourage di Adriano fanno notare come, al termine dell'esibizione, molte poltrone della galleria si fossero curiosamente liberate. E se le parole pronunciate dal Molleggiato sul palco sollevano nuove polemiche, il caos vero lo agitano quelle indirizzate da sua moglie e portavoce al cda Rai. Con corredo di reazioni.
CELENTANO - 
Il sospetto che le contestazioni in platea fossero pilotate è lo stesso Gianni Morandi: "Lo erano, erano assolutamente pilotate", ha detto durante la conferenza stampa finale. "Abbiamo mandato una persona in galleria e c'erano tre-quattro persone che sistematicamente fischiavano, con uno schema preciso. Era tutto organizzato, non so da chi, ma lo era. E' impossibile che all'Ariston succeda una cosa del genere, non l'ho mai visto in tanti anni di festival. Era un'operazione troppo mirata". Più dubbioso sul fatto che Claudia Mori abbia accusato il consigliere di amministrazione Rai Antonio Verro, "Ma no, non credo", ha detto Morandi.

da  "Il Corriere della Sera"

Celentano attacca di nuovo stampa e vescovi
Ma la sala contesta: «Basta» . E lui si ferma

Il Molleggiato: «Si sono coalizzati contro di me e mi hanno manipolato». Claudia Mori: «I fischi? Una buffonata»

MILANO - Tutti in attesa di Celentano. Per poter poi dire «Molto rumore per nulla». L'intervento del Molleggiato è stato molto contenuto. Non si è scusato, ma non ha nemmeno rilanciato. Anche perchè parte del pubblico ha fatto capire di non volerne sapere più: «Basta», «Predicatore» si è sentito a un certo punto in sala. E alla fine, in un (mini)sermone durato la metà del primo round, Celentano ha cantato più che parlato.
MOLTO RUMORE PER NULLA? - Adriano si è materializzato mentre Morandi accennava «C'era un ragazzo». Stavolta niente fuoco e fiamme parabellico o altre diavolerie, Adriano entra facendo quello che sa fare meglio: canta un vecchio rock'n'roll. Ma dura poco: l'attacco è subito, di nuovo, contro la stampa, nessuno escluso. Niente scuse, niente passi indietro. «Tutta la corporazione dei media si è coalizzata contro di me. Neanche avessi fatto un attentato allo Stato. Mi hanno frainteso, cambiano i tempi dei verbi, estrapolano le frasi per attaccarmi». E riattacca Famiglia Cristiana e Avvenire: «Un giornale che ha la presunzione di chiamarsi Famiglia Cristiana dovrebbe parlare di Dio». Ma non vuole tirar giù la serranda lui: «Ho detto andrebbero, non vanno chiusi».
«BASTA» - Qualcuno contesta in sala: «Basta» «Predicatore». Qualcun altro lo sostiene: lui si stizzisce «Dovreste avere la cortesia di farmi finire». E continua la sua tirata: «I giornali cattolici dovrebbero occuparsi del significato della vita e della morte e soprattutto di cosa viene dopo e la fortuna di essere nati». Ma poi puntualizza:«Io non ho il potere di chiudere un giornale. Siamo in democrazia e ho espresso un mio desiderio». E chiude: «Ora potete fischiarmi». E vai con la «Cumbia di chi cambia», affresco contemporaneo che gli ha scritto Jovanotti e che non si preoccupa troppo della metrica, tratto dall'ultimo album uscito a novembre . Poi duetta con Morandi («Ti penso e cambia il mondo») sempre pescando dal nuovo disco.
«UNA BUFFONATA ORGANIZZATA» -Insomma molto rumore per nulla sembrerebbe: Adriano è semplicemente tornato sulle polemiche di lunedì e nulla ha aggiunto. Infastidito forse per il rumoreggiare della platea? Di sicuro non l'ha presa bene Claudia Mori: «Complimenti per la buffonata che avete organizzato». Così la moglie di Adriano si è rivolta al consigliere d'amministrazione della Rai Antonio Verro, uscendo dall'Ariston. Garimberti, il Presidente della Rai, contrattacca: giudicando «di cattivo gusto il fatto che Celentano sia tornato ad attaccare i giornali cattolici, totalmente fuori contesto le teleprediche e il modo in cui sono stati trattati argomenti alti che andrebbero toccati in diverso contesto e con ben altro livello intellettuale». Non finirà qui.
Matteo Cruccu

Opinione  (di Lucianone)
Mi è sempre piaciuto un sacco Adriano, soprattutto come cantante, ma
anche ( fin dagli anni del "Ragazzo della via Gluck"  e di "Azzurro" )
come carattere , modo di fare, imprevedibile, anti... e contro..., tutto ad
esclusione di una sola cosa, ma talvolta fondamentale: quel suo dire  e
far capire in modo pubblico e insistito di essere un cattolico osservante
dalla fede incrollabile, senza dubbi, cioè senza se e senza ma ( come si
direbbe oggi); allora, come adesso mi dava e mi da l'impresssione che 
ci sia quel poco o tanto di fanatismo che scorre nelle vene, di solito, di
chi non ha dubbi di nessun genere , di chi vorrebbe che tutti potessero
pensarla come lui.    -  Al di là di questo stimo profondamente l'Adriano
nazionale e amo molto la sua generosità, il suo sapersi esporre   come
ha fatto a Sanremo, anche alle critiche e disapprovazioni. E' in questo,
un uomo dei miei tempi, cioè sincero, coraggioso, per niente vigliacco.
E non ho trovato giusto (pilotati o no) i fischi e meno che meno i 'Basta!'
e 'vattene!' che gli sono piovuti addosso all'Ariston, tanto più che poi
nessuno, nemmeno Morandi e soci, si sono ricordati   di citare quella
beneficenza che Adriano ha fatto in favore delle famiglie italiane.
Consiglio solo Adriano e la moglie Mori di organizzare in futuro uno
spettacolo televisivo, magari di qualche serata, per riprendere quel
discorso invitando    quelli di 'Avvenire' e 'Famiglia Cristiana' e altri
per capirsi meglio, aprire un dibattito, insomma discutere di paradiso
e magari anche di inferno, e non di parlare della possibile chiusura
di giornali e quant'altro (ci sono anche famiglie che non devono patire
ulteriori tagli disoccupazionali: ce ne sono anche troppi!).
Insomma sediamoci a un tavolo col sottofondo delle stupende canzoni
di Adriano Celentano e... parliamone!

 Lucianone



sabato 18 febbraio 2012

Stampa estera - quotidiani da USA e GB

18 febbraio 2012 - sabato  -  18th Saturday                visioni post  -  16  

The New York Times     visualizzazioni   7.734 

For Women Under 30, Most Births Occur Outside Marriage

LORAIN, Ohio — It used to be called illegitimacy. Now it is the new normal. After steadily rising for five decades, the share of children born to unmarried women has crossed a threshold: more than half of births to American women under 30 occur outside marriage.
Once largely limited to poor women and minorities, motherhood without marriage has settled deeply into middle America. The fastest growth in the last two decades has occurred among white women in their 20s who have some college education but no four-year degree, according to Child Trends, a Washington research group that analyzed government data. Among mothers of all ages, a majority — 59 percent in 2009 — are married when they have children. But the surge of births outside marriage among younger women — nearly two-thirds of children in the United States are born to mothers under 30 — is both a symbol of the transforming family and a hint of coming generational change.

One group still largely resists the trend: college graduates, who overwhelmingly marry before having children. That is turning family structure into a new class divide, with the economic and social rewards of marriage increasingly reserved for people with the most education.
s.“Marriage has become a luxury good,” said Frank Furstenberg, a sociologist at the University of Pennsylvania.The shift is affecting children’s lives. Researchers have consistently found that children born outside marriage face elevated risks of falling into poverty, failing in school or suffering emotional and behavioral problem
The forces rearranging the family are as diverse as globalization and the pill. Liberal analysts argue that shrinking paychecks have thinned the ranks of marriageable men, while conservatives often say that the sexual revolution reduced the incentive to wed and that safety net programs discourage marriage.
Here in Lorain, a blue-collar town west of Cleveland where the decline of the married two-parent family has been especially steep, dozens of interviews with young parents suggest that both sides have a point.
Over the past generation, Lorain lost most of two steel mills, a shipyard and a Ford factory, diminishing the supply of jobs that let blue-collar workers raise middle-class families. More women went to work, making marriage less of a financial necessity for them. Living together became routine, and single motherhood lost the stigma that once sent couples rushing to the altar. Women here often describe marriage as a sign of having arrived rather than a way to get there.
Meanwhile, children happen.
Amber Strader, 27, was in an on-and-off relationship with a clerk at Sears a few years ago when she found herself pregnant. A former nursing student who now tends bar, Ms. Strader said her boyfriend was so dependent that she had to buy his cigarettes. Marrying him never entered her mind. “It was like living with another kid,” she said. When a second child, with a new boyfriend, followed three years later — her birth control failed, she said — her boyfriend, a part-time house painter, was reluctant to wedMs. Strader likes the idea of marriage; she keeps her parents’ wedding photo on her kitchen wall and says her boyfriend is a good father. But for now marriage is beyond her reach. “I’d like to do it, but I just don’t see it happening right now,” she said. “Most of my friends say it’s just a piece of paper, and it doesn’t work out anyway.
The recent rise in single motherhood has set off few alarms, unlike in past eras. When Daniel Patrick Moynihan, then a top Labor Department official and later a United States senator from New York, reported in 1965 that a quarter of black children were born outside marriage — and warned of a “tangle of pathology” — he set off a bitter debate.   
By the mid-1990s, such figures looked quaint: a third of Americans were born outside marriage. Congress, largely blaming welfare, imposed tough restrictions. Now the figure is 41 percent — and 53 percent for children born to women under 30, according to Child Trends, which analyzed 2009 data from the National Center for Health Statistics.    Still, the issue received little attention until the publication last month of “Coming Apart,” a book by Charles Murray, a longtime critic of non-marital births.
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"THE  GUARDIAN"       (London newspaper)
Foreign secretary said the world would face most serious round of nuclear proliferation since invention of atomic bomb The Middle East could be the battleground for a new cold war, if Iransucceeds in acquiring nuclear weapons, Britain's foreign secretary has warned.
William Hague said the world would face the most serious round of nuclear proliferation since the invention of the atomic bomb, which would be a "disaster in world affairs".
Hague's comments come as officials in Washington expressed fears that Iran is ignoring economic sanctions, increasing the likelihood of Israel and or the US attacking the Islamic Republic this year.
Hague insisted that the UK did not currently support military action against Iran but added "all options must remain on the table".
"[The Iranians] are clearly continuing their nuclear weapons programme," Hague told the Daily Telegraph. "If they obtain nuclear weapons capability, then I think other nations across the Middle East will want to develop nuclear weapons.
"And so, the most serious round of nuclear proliferation since nuclear weapons were invented would have begun with all the destabilising effects in the Middle East. And the threat of a new cold war in the Middle East without necessarily all the safety mechanisms. That would be a disaster in world affairs."
.Hague's desire to give economic sanctions time to work is reflected in Washington. However, officials in key parts of the Obama administration are increasingly convinced that sanctions will not deter Tehran from pursuing its nuclear programme. They believe the US will be left with no option but to launch an attack on Iran or watch Israel do so.
The president has made clear in public, and in private to Israel, that he is determined to give sufficient time for recent measures to bite deeper into Iran's already battered economy before retreating from its principal strategy to pressure Tehran. These measures include the financial blockade and the looming European oil embargo.

Vocabulary     (to understand better / per capire meglio)

'The New York Times'
steadily rising - in forte crescita
the share of children - la parte di bambini
born to unmarried women - nati a donne non sposate
has crossed a threshold - è andata oltre la soglia//il limite
more than half of births - più della metà delle nascite
occur outside marriage - capitano fuori dal matrimonio
once - un tempo     motherhood - maternità    without - senza
has settled deeply - si è radicato profondamente
the surge of births - l'impennata delle nascite 
among white women - tra le donne bianche
fourth-year degree - il diploma del quarto anno






Lucianone


venerdì 17 febbraio 2012

Sport - calcio - Champions League / Milan - Arsenal 4 - 0

Mercoledì sera il Milan ha stravinto sull'Arsenal
Agli ottavi di Champions vittoria storica a San Siro contro una squadra inglese.
Ad annientare l'Arsenal è stato un poker firmato Boateng, Robinho (2) e
Ibrahimovic.
Boateng e Robinho hanno steso l'Arsenal con colpi proibiti: il primo tornava
dopo un mese, il secondo non è più il divora occasioni.
Questa partita, molto bella del Milan, l'ho persa alla tv. Ho cercato in giro
dei commenti validi (più che la cronaca in sè) e li ho trovati sulla "Gazzetta
dello Sport", soprattutto riguardanti i due eroi della serata: Prince Boateng
e Robinho.  Eccone di seguito uno stralcio significativo, poi cercherò anche
il video sintetico in You_tube. 


Milano  -  Ci sono giocatori che quando hanno voglia fanno strabuzzare gli
occhi per la meraviglia ai propri tifosi e gettano nel panico quelli avversari..
...Kevin Prince Boateng aveva molta voglia, perchè è tornato a danzare per 
il campo dopo un mese trascorso a curarsi e a fare lo spettatore impotente.
Allegri l'ha schierato a sorpresa titolare e lui dopo un quarto d'ora ha 
mandato in frantumi il tabù inglese con un gol alla Boateng: bello e difficile.
Ci sono giocatori che sembrano aver smarrito il sentiero che conduce alla
porta avversaria e all'improvviso lo ritrovano nella serata più importante.
...Robinho ha seguito le mollichine di pane seminate  nell'area di rigore e 
ha ricominciato a fare quello che per un attaccante è la normalità, ma che
per lui ultimamente era diventata un'ossesssione: segnare.
Boa e Binho, un'accoppiata vincente: lo specialista dei gol quasi impossibili
e il divoratore di reti facili hanno trasformato una serata normale in novanta
Minuti Indimenticabili.
(tratto da "La Gazzetta dello Sport" del 16 febbraio '12 - 'Personaggi' pag.3
di Fabiana Della Valle),  con leggere mie (Lucianone) variazioni
...A proposito, complimenti alla giornalista F. Della Valle per il pezzo intero
che ha scritto.  




Lucianone                              visioni post:  8

Scienze / salute - Studio americano sul cervello

17 febbraio 2012 - venerdì      17th February - Friday            visualizzazioni    7.681



Il cervello non è mai al top
se il debito di sonno è cronico

Le notti in bianco rallentano la performance intellettuale anche se si tenta il recupero nel fine settimana.Dormire meno del necessario notte dopo notte può far accumulare un pericoloso debito cronico di sonno che è ancora più insidioso di una notte trascorsa completamente in bianco, perchè difficile, se non impossibile, da recuperare: quindi le funzioni del nostro cervello non sono mai al top.

LO STUDIO - Uno studio condotto da Daniel Cohen del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston dimostra che se dormiamo poco (non più di 6 ore a notte) per molti giorni di seguito, una dormita di 10 ore consecutive non basterà al recupero e non saremo mai al nostro meglio nello svolgere le attività quotidiane. Lo studio è importante perchè mostra che gli effetti del debito cronico di sonno sono differenti e più gravi di quelli della perdita di sonno acuta. Secondo quanto riferito sulla rivista Science Translational Medicine, il debito cronico di sonno è molto più insidioso per le performance cognitive perchè il recupero è lento e difficile, sempre che sia possibile del tutto. Secondo quanto riferito da Cohen, intervistato dall'agenzia Ansa, una spiegazione dell'insidia del debito cronico di sonno potrebbe essere nel nostro cervello: qui una molecola, l'adenosina, entra in circolo quando dormiamo poco e se il sonno diventa cronico il segnale inviato dall'adenosina si fa «assordante» per il cervello e difficilmente rientra. Siamo tutti superefficienti, scattiamo tra un'attività e l'altra, dal lavoro alla palestra all'aperitivo con gli amici; anche i bambini si dividono fra mille attività, scolastiche e non, e tutto va a discapito del nostro rapporto col sonno, cosicché tendiamo ad accumulare un debito cronico di sonno.

IL CERVELLO DEVE FARE ORDINE - Dormire è il momento in cui il cervello fa ordine tra tutte le informazioni inglobate durante il giorno appena trascorso catalogandole e scremando il superfluo. La perdita di sonno, inoltre, lede le nostre capacità mnemoniche e di apprendimento. Però finora non era chiara la differenza tra gli effetti di una singola notte in bianco e il cronico dormire poco (che è poi l'abitudine che più caratterizza l'odierna società dell'efficienza). L'esperto ha confrontato cosa succede restando svegli per 24 ore di seguito e invece dormendo una media di 5,6 ore a notte per tre settimane. È emerso che nel primo caso per la maggior parte delle persone basta una dormita di 10 ore per recuperare la notte in bianco, ma che questo non è sufficiente al recupero del debito cronico.
CROLLO DELLE PERFORMANCE - Infatti gli individui in debito cronico diminuiscono le proprie performance cognitive ora dopo ora, con un crollo vertiginoso nelle ore serali. «Una precedente ricerca - spiega Cohen - aveva dimostrato che stare svegli per 24 ore di seguito equivale a una dose di alcol nel sangue superiore a quella dei limiti di guida. Invece questo lavoro mostra che un debito cronico di sonno causa un deterioramento più rapido delle performance per ogni ora che si resta svegli. Tant'è che il quadro di diminuzione delle performance di una notte di veglia si amplifica di 10 volte se nelle due settimane precedenti si è dormito per sole sei ore». «Dati su animali - rileva Cohen - mostrano che una sostanza chiamata adenosina si accumula nel cervello quando siamo svegli da troppo e promuove il sonno e che la caffeina blocca l'azione dell'adenosina. Nel debito cronico di sonno questa sostanza rimane elevata per troppo tempo nel cervello e ciò provoca l'aumento del numero di recettori per captarla per cui il segnale dell'adenosina si iperattiva ed è difficile spegnerlo. Mentre nella perdita di una sola notte di sonno i recettori non aumentano e basta dormire per 10 ore per ridurre la concentrazione di adenosina, serve molto più tempo per riportare al livello normale il numero dei recettori per cui serve molto più tempo per smaltire un debito cronico di sonno». «Non sappiamo quanto tempo serva per recuperare un debito cronico - conclude - ma di certo non bastano dei giorni». (Fonte Agenzia Ansa)

(tratto dal sito del Corriere della Sera.it -  Salute)


Lucianone

giovedì 16 febbraio 2012

Sport - calcio - Serie A / 23^ giornata

Risultati dei posticipi  di lunedì 13 febbraio
Napoli - Chievo  2  -  0
Siena  -  Roma    1  -  0
Risultati dei recuperi di mercoledì 15 febbraio
Atalanta  -  Genoa   1  -  0
Parma  -  Juventus   0  -  0


Classifica della serie A    (provvisoria)
Milan             47        Fiorentina     28
Juventus      46        Parma            28
Lazio             42        Catania          27
Udinese        41        Atalanta        27
Inter             36        Chievo          27
Roma           35         Siena             23
Napoli          34         Bologna        22
Palermo       31         Lecce            18
Cagliari        30         Cesena         16
Genoa         30          Novara         16


Napoli - Chievo  2 - 0      (primo tempo. 2- 0)
Marcatori: Britos al 15', Cavani su rigore al 38' p.t.
Vittoria del Napoli dopo oltre un mese
Squadra partenopea in forma Champions..   Turnover per
Campagnaro e Maggio, difesa imbattuta per la terza gara
di fila.   Il Chievo paga errori individuali che il gruppo non
riesce poi a cancellare.
Siena - Roma  1 - 0
Marcatore: Calaiò su rigore al 6' s.t.
Niente Europa per la Roma gelata a Siena.
Decide un gol di Calaiò su rigore per fallo di Kjaer su Destro.
I giallorossi perdono l'occasione di scavalcare l'Inter.
il tecnico del Siena, Sannino, piange per la gioia dopo la vittoria:
"Decisiva la nostra umiltà".




Lucianone










mercoledì 15 febbraio 2012

Libri - Scrittori: Clara Sanchez e Luigi Ziliani

La scrittrice spagnola Clara Sanchez                     
ritornerà in libreria in Italia il 29 febbraio, quando uscirà il suo 
libro-romanzo "La voce invisibile del vento", a un anno esatto 
di distanza dalla pubblicazione del libro che l'ha fatta conoscere,
 "Il profumo delle foglie di limone" con 400 mila copie vendute 
e che ha dato il là a una tendenza: basta contare tutti i titoli delle 
novità in cui ricorre la parola profumo e poi cannella, zenzero e 
altre spezie. 
"La voce invisibile del vento" è uscito in Spagna nel 2008 ed è
basato sull'intrigo psicologico e sull'ambiguo confine tra sogno
e realtà. E' sempre comunque ambientato, come   "Il profumo
delle foglie...", sulla costa spagnola e ancora una volta la pro=
tagonista è una donna con un bambino piccolo. Si chiama Julia,
ha avuto un incidente d'auto e vorrebbe tornare a casa dai suoi
familiari; invece, in una sorta di lungo incubo, si ritrova accanto 
a un uomo affascinante e oscuro.

Lo Scrittore italiano Luigi Ziliani
nel suo libro "Cristiada. Messico martire. Storia della persecuzione"
ci racconta la storia della chiesa in Messico.
La chiesa in Messico, colpita da una violenta ostilità dal 1911 al 
1940, rappresenta un grande esempio di coraggio e resistenza.
Quell'ostilità fu così aspra  che il papa Pio XI la paragonò  a quella
dei primi secoli cristiani. Le forze liberali e massoniche, trionfatrici
nel 1917, erano nelle  mani  di  uomini  visceralmente  nemici  della 
Chiesa, che operarono nel tentativo di cancellare per sempre l'uomo
cattolico messicano.    -          Una così forte intolleranza era dovuta 
al carattere popolare del Cattolicesimo messicano, la cui diffusione
fra la gente era  così incomoda   da dover essere soppressa  con la
forza.           Ma all'inizio si cercò di farlo con le leggi, visto che era 
impossibile realizzarlo con le armi. Si ritornò comunque ben presto
all'uso della forza e addirittura ai plotoni di esecuzione. 
Nessuno dei martiri fu sottoposto a un processo legale  e nessuno
fu condannato per  crimini accertati dalla legge. < E, come in ogni  
persecuzione  il motivo della condanna   fu  quello   della semplice 
appartenenza  esplicitamente professata  a Gesù Cristo   e quindi  
senza alcuna ambiguità  con  quel  grido  ripetuto  mille v olte  dai 
martiri prima di morire:         "Viva Cristo Re! Viva la Vergine di  
Guadalupe!"
Il 'basso popolo cristiano', secondo l'espressione usata dai massoni
e dai liberali riformisti di allora, rimase fedele  alla sua fede  anche
fronteggiando le ostilità della massoneria infiltrata nella  borghesia 
economico-intellettuale di allora. Molti sacer doti morirono mentre
si recavano a celebrare la messa, nonostante le proibizioni, e alcuni
con le 'specie' consacrate in bocca, per difenderle dalla profanazione.
(Luigi Ziliani - "CRISTIADA. Messico martire. Storia della persecuzione" -
Edizioni Amicizia Cristiana, 2012, pagg.216 - euro 15,00)

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Lucianone



lunedì 13 febbraio 2012

Musica - Whitney Houston: grandissima perdita

                                                                       
Scomparsa Whitney Houston, l'usignolo della musica
e la regina del soul pop

"Whitney Houston era viva, vegeta e sorridente meno di un'ora prima del suo ritrovamento all'interno della sua stanza", avrebbero affermato alcuni camerieri del Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, in una stanza del quale é stato ritrovato il corpo senza vita della regina del soul, sabato scorso. Si rendono dunque sempre più necessari gli esami tossicologici, che saranno pronti però solo fra sei settimane, per fare luce sulla morte della quarantottenne cantante afroamericana.
 La Houston infatti non sarebbe annegata, come ipotizzato in un primo momento, nonostante il suo corpo fosse stato trovato, esanime, all'interno della vasca da bagno, ma sarebbe stata vittima di una dose eccessiva di antidepressivi.

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Lucianone












domenica 12 febbraio 2012

Società/estero - La crisi in Grecia

 13 febbraio 2012- lunedì   -   13rd February / Monday


Grecia:  -  black bloc scatenati ad Atene            
               -  via libera del parlamento al piano
                  di austerity 


Le misure adottate: riforma del mercato del lavoro, taglio alle pensioni,
                                 e diminuzione del salario minimo garantito di oltre il 20 %.
 Dopo un dibattito di oltre dieci ore, in un'atmosfera tesa, acuita dagli scontri di piazza, il governo greco ottiene nella notte di domenica la maggioranza sul piano di austerity, necessario per ottenere da Bce, Ue e Fmi i 130 miliardi indispensabili per scongiurare il fallimento del Paese e la sua uscita dall'euro. Sia i leader del partito socialista che di quello di destra hanno chiesto al Parlamento di assumersi la responsabilità di un voto a favore.
SCONTRI - Nelle ore prima del voto, la giornata di domenica è stata segnata da fiamme e guerriglia. In almeno 100 mila sono accorsi a piazza Syntagma, ad Atene, determinati a contestare l'eventuale voto favorevole alle misure di austerity. Nella capitale si contano 60 feriti di cui 40 agenti. La polizia ha effettuato 22 arresti. Una ventina di edifici della capitale greca sono stati incendiati. Tra questi la biblioteca universitaria, due cinema, le filiali di due banche e almeno un caffè Starbucks.
LA GUERRIGLIA - La manifestazione era cominciata pacificamente. Nella seconda metà del pomeriggio hanno fatto la loro apparizione i duri del movimento, e la protesta, da pacifica, si è trasformata in una guerriglia. Organizzati militarmente, passamontagna nero e bombe incendiarie, i black-bloc hanno lanciato bottiglie incendiare e pietre e ingaggiato scontri con la polizia, quest'ultima in assetto antisommossa, che ha sparato gas lacrimogeni. Non è chiaro chi delle due parti abbia dato l'avvio agli scontri. «I gas lacrimogeni hanno raggiunto l'aula del Parlamento», ha detto il parlamentare Panagiotis Lafazanis.
La tv ha riferito di violenze anche a Corfù, Creta e Salonicco, dove 20.000 persone avevano marciato contro l'austerità. Una banca è stata data alle fiamme nella città di Volos, nel centro-nord del Paese. Scontri anche ad Agrinio (Grecia centrale).
IL DETONATORE-TWITTER - Il passaparola dei manifestanti ha viaggiato soprattutto su Twitter, dove sono state postate diverse foto delle strade adiacenti la piazza. Forte la tensione sociale: martedì, venerdì e sabato c'è stato lo sciopero generale con un'altissima adesione.
L'APPELLO DEL PREMIER - Sabato sera il premier Papademos aveva inviato un messaggio televisivo in cui avvertiva che le uniche alternative alla firma dell'accordo sarebbero state la «bancarotta» e il «caos sociale». Domenica sera è arrivato l'appello a mantenere la calma: atti di vandalismo e distruzione, ha detto il primo ministro, «non avvengono in democrazia e non saranno tollerati». Quindi, il discorso in Parlamento prima del voto: «Tutti sappiamo che la storia ci giudicherà e se non sapremo tenere il Paese in piedi la storia non ci giustificherà» ha detto il premier. Poi ha aggiunto: «So che per molti di voi il voto esige una scelta estremamente difficile e forse costituisce una vera e propria prova politica e morale. Siamo però tutti chiamati a prendere una decisione di importanza fondamentale per il futuro del Paese e siamo chiamati a confermare il salto compiuto dai leader dei partiti che hanno appoggiato il mio governo. In caso contrario la Grecia scivolerà in una disordinata bancarotta».
IL PIANO DI RIENTRO - Una radicale riforma del mercato del lavoro, con una profonda deregulation e una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio nelle pensioni. Drastica economia di spesa in settori come la difesa, gli ospedali e le autonomie locali. Vendita dei gioielli di famiglia, come le quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria. In cambio, il progetto di accordo tra la Grecia e i suoi creditori internazionali prevede il via libera al nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro, con la possibilità di usufruire di 35 miliardi di prestiti dal fondo temporaneo salva-Stati Efsf, che andranno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi dei ricavi dalle privatizzazioni e ai risparmi.            (Notizie tratte dal  Corriere della Sera.it)


Poliziotti greci schierati
davanti al Parlamento
di Atene
(Reuters/ Yannis Behrakis)






                 Scontri in piazza Syntagma,
                Atene, e molotov sugli agenti
               (Reuters)

l'austerity e


il piano di correzione dei
conti pubblici elaborato 
dal premier Papademos     
(Reuters/Yannis Behrakis)



LE VIOLENZE ANCHE IN ALTRE PARTI DELLA GRECIA

Grecia, elezioni anticipate in aprile

Il Paese torna alle urne. Il bilancio degli scontri: 120 feriti, 45 edifici bruciati Il sindaco di Atene: «Danni irreparabili»


Approvato dal Parlamento il piano di austerity per incassare la seconda tranche di aiuti dall'Europa e l'Fmi, è ora di pensare al futuro. O almeno di cambiare esecutivo. Un portavoce del governo Pantelis Kapsis ha annunciato elezioni anticipate. «Questo governo ha a disposizione un mese e mezzo di lavori (...) chiuderemo a marzo (il lavoro sul prestito e sul piano di disindebitamento) e le elezioni si terranno in aprile». Intanto per la capitale greca è il momento di contare i danni. Almeno 45 edifici sono stati dati alle fiamme. Saccheggiati molti negozi. Centinaia i feriti e 65 persone arrestate (altre 75 sono  state fermate). I lavori dei vigili del fuoco continuano nelle strade principali. Così mentre i greci si chiedono che cosa sarà del loro futuro, le borse aprono in rialzo.



IL BILANCIO- Domenica, mentre in Parlamento si votava la nuova manovra che prevede tagli per 3,3 miliardi, la rabbia ellenica si è sfogata contro le vetrine dei negozi, contro le forze dell'ordine. Ad Atene sono stati dati alle fiamme almeno 45 edifici. Sono almeno 120 le persone ferite. Tra loro ci sono 50 poliziotti e almeno 70 manifestanti. Il sindaco di Atene, Giorgos Kaminis, ha riferito che alcuni dei manifestanti hanno provato a fare irruzione nel palazzo del municipio, ma sono stati respinti. «Una volta ancora, la città è stata usata come leva per provare a destabilizzare il Paese», ha detto. Per poi aggiungere: «I danni sono irreparabili». Scontri si sono verificati anche in altre sei città; i peggiori nella città centrale di Volos, dove il palazzo del comune e una agenzia delle entrate sono stati danneggiati dalle fiamme.
ESPULSI DAL PARTITO- Intanto sono 43 i parlamentari espulsi dai partiti di governo dopo che hanno manifestato il dissenso sul piano votato nella notte

  Altre immagini tratte sempre 
  dalle foto scattate dai giornalisti
  dell'agenzia Reuters
  che documentano l'attuale 
  drammatica crisi economica-
  sociale che sta vivendo il popolo
  greco. Impressionanti!





( commenti di Lucianone )

Non solo black bloc
Si noterà, soprattutto nei video di you.tube, che durante la 
manifestazione in piazza Syntagma non c'erano solo black
bloc, ma direi una buona fetta di popolazione ateniese, stanca, 
affamata e specialmente inca...volata con questo governo 
inetto ma ancora di più con lo strapotere della Bce, della
Merkel, del Fmi e di tutti i monopoli finanziari europei che
con le banche e le multinazionali del rating tengono sotto  
scacco  e in ostaggio mezza Europa, soprattutto quella povera!
E la democrazia?
Quando poi vengono espulsi dai partiti 43 parlamentari, ci si
chiede dove è andata a finire la democrazia, che fine ha
fatto, qualcuno l'ha vista, dove si è persa lì ad Atene, 
la culla... eccetera eccetera?

Video sugli scontri nella notte ad Atene



       lucianone