sabato 21 gennaio 2012

Musica - Bruce Springsteen: il 17° disco del Boss

21 gennaio 2011  -  sabato                     21st  '12  January / Saturday                    

Springsteen : il 6 marzo il suo nuovo album "Wrecking Ball"

Il diciassettesimo cd in studio del Boss  contiene 11 nuove canzoni, prodotte da Ron Aniello insieme allo stesso Springsteen e a Jon Landau, e viene
anticipato dal singolo "We take care of our own". Il disco uscirà su eichetta
 Columbia (Sony).
"Le composizioni di 'Wrecking Ball' sono tra le migliori della sua carriera e
 sia i fan della prima ora, sia coloro  che scoprono Bruce  per la prima volta
 avranno molti motivi per amare questo disco",  ha detto Jon Landau,
lo storico manager di Springsteen. 
La "wrecking ball"  a cui si ispira il titolo, è la palla  per le demolizioni  che
ha tirato giù il  suo amato Giants Stadium. Nel disco cè anche un contributo
di Tom Morello  dei 'Rage Against the Machine'  e un assolo postumo  del
sassofonista Clarence Clemons, tra i fondatori della E Street Band, morto
per ictus cerebrale in Florida lo scorso giugno.  
E Springsteen, insieme alla E Street Band, sarà una delle stelle del 2012
dal vivo: in Italia si esibirà tre volte, il  7 giugno a Milano, il 10 giugno a
Firenze e l'11 giugno a Trieste.

BRUCE SPRINGSTEEN TO RELEASE NEW STUDIO ALBUM 'WRECKING BALL' ON MARCH 6; EUROPEAN DATES AND SXSW KEYNOTE SPEECH CONFIRMED
Bruce Springsteen's new album 'Wrecking Ball' has been set for March 6 release on Columbia Records. Marking his 17th studio album, 'Wrecking Ball' features 11 new Springsteen songs and was produced by Ron Aniello with Bruce Springsteen and executive producer Jon Landau. A special edition of 'Wrecking Ball' will also be available and include two bonus tracks and exclusive artwork and photography.

'Wrecking Ball' Songs Titles:

  1. We Take Care of Our Own
  2. Easy Money
  3. Shackled and Drawn
  4. Jack of All Trades
  5. Death to My Hometown
  6. This Depression
  7. Wrecking Ball
  8. You've Got It
  9. Rocky Ground
  10. Land of Hope and Dreams
  11. We Are Alive

Lucianone:  E' tornato il Boss, il mio cantante preferito in assoluto.
                     Si, sono un fan della prima ora del Boss dei Boss. Unico,   
                     inconfondibile.
                    Il suo è il suono rock che mi ha conquistato da subito,
                   la sua è la band che considero più esplosiva di tutteee, 
                   quindi non solo degli States, ma dell'intero pianeta!
                  Sto esagerando? Non lo so, può darsi. ma per me e così. 
                  E la sua voce è quella del Boss che avvolge e ti conquista.
                 Deve essere stato così anche per Clarence Clemons, il
                 compianto Big Man e Super Sax della E Street Band,
                quando ha visto e conosciuto Bruce la prima volta. 

Andate a vedere  la storia di Bruce e Clarence  in 
Diary - BOTTLEINTHEAIR  

 Visioni del post - 31

         Lucianone
                  

giovedì 19 gennaio 2012

Il nubifragio della Costa Concordia: i commenti della stampa e l'opinione del giovedì

19 gennaio 2012  -  Giovedì / Thursday                                        visione post - 41            

Sul nubifragio del Giglio (avvenuto  cioè    davanti all'Isola
del Giglio) e sulla conseguente tragedia esplosa sulla nave
da crociera 'Concordia'    con numerose vittime e momenti
altamente drammatici non molto dissimili da quelli passati
del Titanic e dell' Andrea Doria, si è detto ormai di tutto e
di più, forse anche di troppo  su tutti i giornali e televisioni
non solo d'Italia, ma naturalmente di tutto il mondo.  
E come mia consuetudine  -  ormai Lucianone lo dovreste
conoscere abbastanza bene tutti voi lettori-visualizzatori  -
farò prima una carrellata/panoramica   delle notizie trovate in
questi giorni sulla stampa nazionale: 
mi limiterò a la Repubblica e L'eco di Bergamo.
Poi passerò alla mia opinione personale, quella del giovedì. 


da   la Repubblica di  oggi, giovedì 19 gennaio

 >> L'inchiesta  - "Inchini troppo spesso tollerati" - L'indagine
                             punta ora sulla Costa Crociere 
Al vaglio degli inquirenti tre telefonate tra il comndante Schettino
e il quartier generale. Il comandante della Concordia mai sospeso
dall'Armatore. Poi c'è il  giallo della donna in plancia.
L'ordinanza del Gip: "Schettino guardava la nave.    Una volta
abbandonata la nave, Schettino rimaneva fermo sulla scogliera
del Giglio e  guardava la nave affondare      in balia del tragico
evento che stava verificandosi. Non tornò a bordo. Schettino,
il comandante della Concordia, non fece alcun serio tentativo 
di tornare a bordo nonostante il disastro di proporzioni mon=
diali di cui lui va ritenuto oggettivamente responsabile" -
Il governo: vietare le rotte pericolose.  Le battaglie di De
Falco (comandante della capitaneria di porto) fatte nel 2005
contro gli "accosti" delle navi da crociera.
Comandante di fregata Cosimo Nicastri, del comando generale
della Guardia Costiera, in un'intervista: " Avvicinarsi alla costa
non è vietato, basta seguire le regole del buon senso: Anche se
qualcuno avesse visto la manovra errata non si sarebbe potuto
fermare la nave: andava troppo veloce, a circa 15-16 nodi". 

>> Il racconto  -  E il paese del comandante, Meta di Sorrento,
                                         perdona e difende Schettino.
Era il guascone di Meta con le stellette, torna da "reo" planetario agli arresti.
"Adesso si chiarirà tutto, non è vero che sono scappato.    Non date retta alla
 televisione. Io non sono il vigliacco che hanno dipinto", giura Schettino. Lo
 mormora ai suoi familiari, lo sussurra   a qualche amico che lo ha aspettato 
sottocasa, al buio, alla fine di quest'ultima "traversata", forse     quella più 
drammatica, quella che non prevede scialuppe nè fughe...    Al comandante 
Schettino resta questo: un processo  che marcerà contro di lui, una famiglia
a sostenerlo, compresi una sorella, un fratello, l'anziana madre e gli zii, tutti
alleati, stretti  gli uni agli altri in questo cerchio di paradiso a strapiombo sul 
golfo, che si sente preso a sberle dalla storia dopo secoli di "vanto" marinaresco... 
( inviato Concita Sannino )

>>  L'analisi  -   Il joystick del capitano.
A ogni dettaglio che si aggiunge sulla condotta del comandante della 
Concordia,  Schettino, ci sentiamo più male, come quando si tormenta
una ferita.
Di  fronte ai delitti efferati, l'arrivo di nuovi particolari spinge a detestare
il mostro di più.   In  questo caso invece le notizie scatenano  una forma di
imbarazzo, un disagio che sembra toccare ciascuno di noi. E non solo per=
chè è italiano l'attore protagonista di una sciagura mondiale.Forse questo 
accade perchè  una  calamità  grande e pesante come la Costa Concordia 
draiata  sugli scogli del Giglio, tira fuori dalle zone recondite della  mente 
la grandezza  e il  peso  della responsabilità  nei confronti   degli  altri che
accompagna  la  nostra vita quotidiana:quando  guidiamo  l'auto, quando 
teniamo  un  bambino  per  mano su  una  strada  trafficataoppure quando 
dimentichiamo  di  far verificare la caldaia di casa.
I nostri giorni sono pieni di momenti   nei quali  dovremmo sentire  questo
peso, tanto maggiore quanto più è sottile il soffio, il nulla che ci separa da 
una possibile sequenza disastrosa.   Certo, una parte più pesante tocca al 
pilota  del  jumbo o al conducente dell'autobus (o del taxi), che guardiamo 
perplessi quando sta incollato al cellulare, ma tutti noi passiamo varie volte
al giorno  a  pochi  centimetri  da  un  inciampo  maligno: un'esitazione nello
sterzare, l'azzardo di passare col semaforo giallo-rosso, una qualche distra=
zione che ti fa sbagliare corsia in un quadrifoglio labirintico.        Di solito la 
scampiamo, ma qualche volta qualcuno no:  urti  la carrozzeria  con dentro 
un bimbo svoltando a destra, era sotto  il  tuo campo visivo, stavi pensando
in quel momento di aver dimenticato un documento, un appuntamento.     
Per pochi secondi o millimetri, la montagna ti precipita addosso. E se accade, 
se davvero accade, quel che segue non sempre è ispirato alla carità cristiana
 o alla razionalità xartesiana. 
Certo, dovrebbe prevalere un istinto umano (o professionale) che dovrebbe
farti scegliere la via che limita i danni per gli altri. In quel momento pensi di
essere perduto, il corso della tua giornata e del tuo futuro è sconvolto. 
Quanti "pirati della strada" nascono in quei pochi secondi che cambiano una
vita e le danno una piegatura criminale. Fuggire e negare. Una robusta trincea 
che qualche volta la mente costruisce in forma semi-incosciente è dire di no:
non  è accaduto, non è niente, la sala motori è allagata, ma ci  raddrizziamo, 
colpo di reni, colpo di genio, gettiamo l'ancora e cambiamo assetto.  Il caso 
si risolve. Il colpo è troppo grande per un solo uomo, è una balena più grande
del Leviatano e di tutti i mostri biblici... Qui abbiamo uno sconfitto.  Certo, la 
giustizia ha un metro per misurare i danni mortali  e le colpe  del comandante 
Schettino sulla base dei fatti, non si affida alle buone o cattive intenzioni, ma
 valuta i risultati.    -   Così come l'etica della responsabilità che Max Weber 
consigliava di tenere in più alto riguardo rispetto all0etica della convinzione,
perchè spinge a decidere in base alle conseguenze e non in base alle nostre 
idee.
L'etica delle responsabilità  riguarda  gli altri   ed è di solito in 
conflitto con la libertà del singolo individuo, solo con il suo egoismo. Ed  entra  
senza  dubbio  in gioco quando si è al comando di una città galleggiante e la si
porta per il mondo da una plancia, dove con la pressione di un dito si possono
modificare rotta e velocità, come 100 anni fa solo con ore di manovre, acroba=
zie e fatica di molti uomini.     La tecnologia complica la percezione etica della
responsabilità, nasconde le conseguenze, le fa apparire più leggere, come nel=
evoluzione delle armi.     Trafiggere un nemico con un pugnale è eticamente e
fisicamente assai più difficile che sparargli con una carabina da cento metri.
E far partire  un  missile da  un centro  di calcolo a  2.000 chilometri occulta
ancora di più la connessione etica.    -     La catena causale è lunga e chi sta 
all'inizio sembra dimenticare quel che accade alla fine se azioni quel joystick
con cui si guidano  i colossi del mare come si gioca a Tetris.   Non è un duro
timone a barra, è (invece) la periferica di un computer. E la verità te la dice
sul display, ma non la senti in faccia: la tecnologia ha effetti sulla mente.
    Se accade che l'irresponsabilità di una notte ti afferri per un lembo della
giacca  e  ti trascini  nell'inferno, vorresti ripetere la sequenza, cambiare la
rotta di qualche metro, come in un videogame, ma purtroppo  lo scoglio era
vero e la freccia del tempo non torna indietro. 
Non dai l'allarme perchè non accetti che sia accaduto.   La leggerezza  e
futilità dei motivi sono aggravanti per chi è fuori dal videogame: il saluto
al villaggio, l'inchino, l'omaggio al vecchio collega, l'azzardo.
Può darsi che l'inchiesta riveli nel comandante della Costa Concordia un
recidivo in bravate, una persona pericolosa. Ma il nostro disagio non riguarda
il giudizio negativo su di lui; riguarda quel soffio che separa la vita di tutti i
giorni, il nulla dalla catastrofe: quanti metri facevano la differenza quella
notte? Tre? Cinque? Dieci?  Probabilmenet Francesco Schettino è colpevole 
di molte cose, lo dirà la giustizia: sicuramente è una persona sfortunata.
Possiamo dirlo invocando per noi stessi l'assistenza del senso di responabilità,
ma anche la buona sorte. Che non ci lascino nemmeno per un attimo, mentre
guidiamo o accompagniamo un piccolo all'asilo. Che ci confermino sempre il
regalo di quei pochi centimetri o secondi che qualche volta potrebbero mancare.
(di Giancarlo Bosetti)
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.da "L'Eco di Bergamo"   (18 /01 /2012)

La nave delle polemiche
"La giustizia farà il suo corso"
L'ex comandante della Vespucci: "Porterà un peso per tutta la vita"
"Non voglio entrare nel merito di quello che è successo, associarmi al
coro di condanna. Ci saranno gli accertamenti giudiziari, la giustizia
farà il suo corso:  io dico solo che comunque finisca questa storia, il
comandante della nave dovrà vedersela per tutta la vita con la sua 
coscienza di uomo e di marinaio. E' un peso enorme e, per questo,
a lui va la mia umana solidarietà". Antonio Guglietta, ufficiale di
marina per 36 anni, sa di che parla.   Tra i suoi incarichi, forse il
più  prestigioso  è stato  quello  di  comandante  della nave scuola 
Amerigo Vespucci, il "gioiello" della Forza armata.
"So che significa - spiega Guglietta - sentire la responsabilità
dell'integrità di una nave e della sicurezza del sui equipaggio.
Integrità della nave e sicurezza delle persone: sono un tutt'uno,
sono due concetti che vanno di pari passo". 
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Opinione del giovedì   
di Luciano Finesso
Le fotografie, le immagini-video del transatlantico "Concordia" 
che lo rappresentano inclinato sul fianco, sempre più inclinato sono
forti, molto forti nel senso di tragedia. Forse non tutti, mass media
in primis, se ne sono sempre resi conto.   E' diventata anche quella,
col passare dei giorni, una immagine da cartolina da far vedere agli
amici, un qualcosa inserito nel paesaggio che ci ha rassicurato, nel
senso che   l'abitudine quotidiana a doverci sorbire in tv, internet e  
stampa quell'immagine del gigante, balena (come qualcuno l'ha
anche definita) come arenata vicino alla costa, non lontano dalla
spiaggia - l'ha resa come la conseguenza di un fatto quasi sconta--
to, quel qualcosa che oggi può succedere, così come succede che
piove o nevica o fa un gran caldo. MA NO, NON DOVEVA, NON
DOVEVA ACCADERE una cosa così.  Come la nave non doveva
proprio avvicinarsi tanto alla costa. Per l'inchino, per una specie
di usanza non tanto diversa da quella paesaggistica, appunto da
cartolina.  E tutto si riduce allora al commercio, alla grana, al
dover pubblicizzare a tutti i costi la 'Costa Crociera', con sprezzo
del pericolo di passeggeri ed eventualmente degli stessi residenti
dell'isola. The risk of capitalism, ma non di un capitalismo da
tranquilla gita da 10 giorni, bensì di selvaggio capitalismo da
tranquillo week end di paura, anzi di terrore. 

Lucianone

Politica & Società - Approfondimenti da "L'eco di Bergamo"

19 gennaio 2012  -  giovedì / Thursday

da "L'eco di Bergamo" del 18 gennaio '02
Argomenti: le liberalizzazioni / la finanza e il fisco /
                               Monti: missione a Londra                            
>>  Liberalizzazioni
Tassisti in rivolta  -  A Roma scontri, blocchi  e 
fumogeni La partita sulle licenze passerebbe ai
Comuni  ma  la  categoria è ancora sul piede di 
guerra  - Le liberalizzazioni verso una forma di
ammorbidimento. 
A Roma i tassisti dicono di essere pronti alla guerra e
allo sciopero a oltranza, dicono che non saranno loro
gli agnelli sacrificali e che, se necessario, bloccheranno
la capitale e l' Italia. Lanciano petardi e fumogeni Sono
convenuti  in migliaia a Roma, soprattutto da Napoli, 
per l'incontro tra i sindacati e il governo.
Una tensione, quella della categoria delle auto bianche, 
sfociata dopo giorni di proteste, in insulti   culminati in
mattinata   anche  in calci alle auto dei colleghi romani 
al lavoro al Circo Massimo, all'Eur, alla stazione Termini
e all'aeroporto di Fiunicino, accusati dai partenopei di 
non aver interrotto il lavoro.
A pochi giorni dal varo in Consiglio dei ministri del decreto
liberalizzazioni (la convocazione è per venerdì alle 10),
molte parti del pacchetto    circolate nelle prime bozze
sembrano ora a rischio.    Un pò per le forti resistenze
dei soggetti interessati, un pò perchè si tratta di materie
complesse  che  potrebbero  avere  percorsi    legislativi
autonomi e successivi. Certo è che, da quello che trapela, 
intenzione del governo è "toccare" un pò   tutti i settori
tirati in ballo (tassisti, farmacisti, notai, benzinai ecc.).
Se non altro per non dare l'impressione di cedere alle
pressioni delle lobby. Ma la scelta è anche se farlo con
interventi pesanti o più morbidi. E,ad esempio, gli ordini
professionali  sembrano  in questo senso  aver spuntato
una certa gradualità dopo l'incontro con il Guardiasigilli 
Paola Severino
 >>  Finanza: il fisco
Vita di lusso e pochi redditi
TORTONA (Alessandria) - Traditi da lusso,  dalle auto
potenti, dallo shopping griffato e dalle vacanze esotiche,
nonostante  una  dichiarazione  dei  redditi   di poche 
migliaia  di euro in alcuni anni  e del tutto assente  in
altri.
E' così che la finanza ha scoperto una maxievasione
fiscale da oltre 50 milioni di euro che ha portato alla
denuncia  di 2 imprenditori, titolari e amministratori
di una  società di capitali   di Tortona (Alessandria), 
che opera nel settore del commercio di automobili.
La denuncia è per evasione fiscale e appropriazione
indebita, ma sui due evasori      si è già abbattuta la
scure del fisco: il gip di Tortona ha voluto garantire
il credito dell'erario e così  ha disposto il sequestro
preventivo  di  loro beni  per circa  8 milioni di euro
finalizzato  alla  confisca  nel  caso  non  dovessero
onorare il loro debito.
La società, all'apparenza seria e molto attiva    sul mercato,
con un fatturato di più di 22 milioni di euro, diverse migliaia
di vetture vendute in Italia e all'estero, una sede legale nel
centro di Tortona e dipendenti regolarmente assunti,     IN 
REALTA' nascondeva - secondo la Finanza  -  un'impresa
dalle scitture contabili falsate e inattendibili che ,    in una
maniera sistematica, non ha versato le tasse (per oltre 46
milioni di euro) e ha evaso Iva per oltre 7 milioni e mezzo.
>>  Monti: missione a Londra
Alla vigilia della bilaterale fra Mario Monti e David
Cameron, secca botta e risposta tra Roma e Berlino
su come uscire dalla crisi. 
Nell'intervista al 'Financial Times' il premier italiano    aveva
chiesto ad Angela Merkel di fare di più, soprattutto sul fronte
dei tassi di interesse del debito italiano. A stretto giro arriva
la replica del consigliere economico della Merkel, Wolfgang
Franz, che boccia qualsiasi intervento della Bce e ritiene che
l'Italia "possa fare da sola".


Lucianone

mercoledì 18 gennaio 2012

Società / Politica - La politica in Lombardia: no ai "suoi" tagli

18 gennaio 2012  -  mercoledì / Wednesday                        visualizzazioni totali   5319

                                               L' ECO DI BERGAMO
                        La politica  dice no ai "suoi" tagli
La Regione Lombardia boccia la riduzione del 50% di indennità e diaria dei consiglieri


Poteva essere l'occasione almeno per parlarne. Invece si è negata pure
la discussione. In Consiglio regionale, ieri, Pdl e Lega si sono espressi
contro la presa in esame del progetto di legge di iniziativa popolare per
cancellare alcuni privilegi della Casta. 
In particolare il progetto - presentato con oltre 12mila firme - prevedeva
il taglio del 50% delle indennità e della diaria dei consiglieri, il rimborso
non più forfettario ma solo con la fattura delle spese sostenute, abolizione
di vitalizio e indennità di fine mandato.  Questi ultimi due punti, in realtà,
già abrogati dalla legge regionale approvata a dicembre, che aveva anche
ridotto del 10% le indennità dei consiglieri provinciali.
Pd. Sel. Idv, Udc e Partito pensionati hanno votato a favore almeno della
discussione. Da parte del Pdl e della Lega, invece, è arrivato lo stop.
Quindi il Consiglio regionale lombardo ha respinto il progetto di legge di
iniziativa popolare sui tagli ai costi della politica, votando il non passaggio
agli articoli. In pratica l'aula consigliare non ha analizzato il provvedimento,
come richiesto dal relatore e capogruppo Pdl, Paolo Valentini. 
Il progetto di legge di iniziativa popolare non può essere emendato, 
ovvero va accettato in toto o va respinto.      Con questa ragione, oltre 
al fatto che sull'argomento è stata approvata una legge il mese scorso,
Valentini ha motivato il suo no.  
Franco Mirabelli, PD, ha invece motivato il voto contrario del suo gruppo
alla richiesta di non passaggio agli articoli di Valentini spiegando che "è
utile che l'aula continui a discutere sui costi della politica". Perchè anche
se non si è d'accordo con tutte le misure del  progetto di legge, in futuro
"ci possono essere  ulteriori e positivi aggiustamenti" rispetto alla legge 
votata a dicembre, come ad esempio l'innalzamento    "a 65 anni dell'età 
per percepire il vitalizio" o il "contributo di solidarietà richiesto a quanti 
percepiscono il vitalizio".     Secondo Mirabelli è opportuno "evitare che
con questo voto si dia il segnale che per noi la discussione sui tagli è chiusa".
E il segretario-consigliere regionale del PD, Maurizio Martina, ha rincarato
la dose spiegando che "era un'occasione per tornare sul testo approvato a
dicembre, migliorandone alcuni aspetti. Un'occasione persa, nonostante  ci .
fosse la spinta di oltre dodicimila firme di cittadini".  


Lucianone

Libri - lettura / Donne che fanno grandi gli uomini

Libro  -  consigliato
"101 donne che hanno fatto grandi 101 uomini"
è un libro curioso, che è una miniera di aneddoti.
Racconta la storia di 101 donne di ogni secolo che  hanno fatto
grandi 101 uomini: donne che spesso hanno vissuto nell'ombra
ma che, a modo loro e con il loro grande carisma,   hanno fatto
storia.
Da Isabella di Castiglia, protettrice di Cristoforo Colombo,  a
Eva Kant, amante di Diabolik, ma anche Grace Kelly, moglie
del  Principe  Ranieri III   di Monaco  e  Hilda Beatriz, prima 
figlia di Che Guevara
"101 donne che hanno fatto grandi 101 uomini", di M.L. Leone,
Newton Compton Editori, 288 pagine, 14,90 Euro


Lucianone



martedì 17 gennaio 2012

Arte - mostra di Chagall a Lucca

La mostra dedicata al pittore russo
                                              Marc Chagall - Il bouquet giallo (1975) 

Lucca ospita una bella mostra dedicata a Marc Chagall; 
è stata inaugurata   il 2 gennaio scorso  e si può visitare
fino all' 11 marzo, negli spazi della Chiesa di San Cristoforo.
Il titolo della mostra è "Chagall's Spiritual Universe":  è un
ricco  percorso  espositivo  che comprende  una selezione di 
dipinti su tela realizzati dal maestro russo  tra il 1959 e il 1982.
Sono ritratti, memorie, emozioni di una vita a colori.
Si tratta in particolare di quadri di piccolo formato,
che indagano il mondo  interiore dell'artista, pieno
soprattutto di ricordi d'infanzia.          
Particolare attenzione alla sezione dedicata al tema dell'amore, 
ben rappresentata dal trionfo floreale di "Il bouquet giallo" del 
1975,  ma non  mancano le opere ispirate al mondo del circo.


>> CHAGALL' S SPIRITUAL UNIVERSE a Lucca, nella
      Chiesa di San Cristoforo, fino all' 11 marzo 2012.
      INFO: 0583 957660
      Per maggiori approfondimenti sulla mostra e sul pittore
     Marc Chagall,  vedere: artsblog.it  -
                    www.sardegnabelarus.it

Visione del post  -  16

Lucianone   
      

lunedì 16 gennaio 2012

Calcio - Serie B / 22^ giornata

Partita clou questa sera: Pescara - Verona da tutto esaurito
Il posticipo alle ore 20.45                                   visualizzazioni totali
                                                                                         5274
Grande scontro al vertice tra Pescara e Verona,
inseguitori di Torino e Sassuolo: ci sarà il tutto
esaurito, giò venduti oltre 15.000 biglietti.
Un posticipo che è anche un remake di 18 mesi fa, quando si consumò la finale
playoff di Prima divisione che regalò al Pescara il ritorno in B dopo il fallimento.
Qui Verona - "Mi aspetto un Pescara d'attacco, ma il Verona ora è più
consapevole dei propri mezzi. daremo battaglia ma non è una gara decisiva.
Queste partite sono importanti, gennaio è senza dubbio in mese cruciale, ma 
i verdetti non escono sicuramente adesso". Parole di Andrea Mandorlini che,
dopo la bella figura in Coppa Italia con la Lazio ("Peccato per la punizione di
Hernanes, avrei voluto giocarmela un'altra mezzoretta"), ha preparato con 
grande attenzione la sfida con il Pescara. Purttroppo mancgeranno giocatori
importanti come Hallfredsson e  Gomez, ma il Mister è convinto che il Verona
farà lo stesso una grande prestazione.
Qui Pescara - L'atmosfera è la stessa del giugno 2010: stadio esaurito
e biancazzurro (con comunque circa 400 veronesi). "Quella partita fa parte del
passato, ora è tutto diverso. So che i tifosi ci tengono a battere il Verona,   ma
spero che la rivalità sia solo sportiva",   è il messaggio tutto fair.play di mister
Zeman, che comunque avverte del pericolo dell'Hellas Verona:     "Quando si
affronta una squadra capace di vincere nove partite sulle ultime dieci, bisogna
preoccuparsi". -
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La partita tanto attesa è terminata da poco. Il risultato che ho ascoltato alla 
radio in 'streaming' dal sito ufficiale dell'Hellas Verona     è stato purtroppo
sfavorevole alla squadra scaligera:  
                                                               Pescara  -  Verona   3  -  1
Sono risultate decisive le assenze di tre giocatori fondamentali per l'assetto
tecnico-tattico dei gialloblù:  Hallfredsson, Gomez ed Esposito.
Comunque la squadra di Mandorlini potrà rifarsi il prossimo sabato con la
Juve Stabia. Forza gialloblù!!


La nuova classifica è questa:
TORINO  45  //  Sassuolo  43  //  Pescara  42  //  Verona  41  // Padova 38  //
Reggina  32  ((  Juve Stabia, Varese  31  //  Sampdoria, Bari, Cittadella e
Grosseto  29  //  Brescia, Vicenza  28  //  Livorno, Crotone  24  //
Albinoleffe  23  //  Empoli, Gubbio  22  //  Modena  21  //  Nocerina  18  //
Ascoli  15


Lucianone

L' Intervista - A Nicolai Lilin

Dalla Russia all’Italia, passando per la Transnistria. Educazione siberiana
esordio letterario di Nicolai Lilin racconta il percorso di vita di un giovane
che, pur cambiando paese e cultura, non ha dimenticato le antiche 
tradizioni  della  comunità  alla  quale  appartiene.  
                        Lilin ha fatto due anni di guerra in Cecenia

Intervista concessa da Nicolai Lilin a Giacomo Rosso (in cafèbabel,com)

Nel tuo libro c’è la difesa dell’identità attraverso il rispetto delle tradizioni della comunità. Questa tradizione è riuscita a sopravvivere al socialismo sovietico? In realtà la comunità siberiana in cui sono cresciuto proveniva da una molto più antica che aveva già sviluppato un sistema di autocontrollo e che si opponeva a qualsiasi forma di potere. Non soltanto al socialismo, si opposero al regime dello Zar e alla sua schiavitù. Nel mio libro racconto come l’opposizione al Comunismo    ha cambiato la comunità, le  sue tradizioni, le sue regole sociali e come l’ha portata alla morte.       Io sono                                                                                                                                        cresciuto in Transnistria, dove loro sono stati obbligati a vivere dal regime.    Alla fine degli anni Ottanta già sapevo che la comunità stava morendo. Quando ho iniziato a scrivere mi sono reso conto che la tradizione li ha aiutati a sopravvivere, ma non ha potuto salvarli».

Quante persone conta oggi la comunità siberiana in Transnistria?
«Non esiste più nessuna comunità. Sono io, mio fratello, e forse qualcun altro. Il problema è che anche in Siberia non è rimasto niente. Il nucleo di questa comunità è stato deportato in Transnistria e lì non è sopravvissuto. La comunità che descrivo nel libro era composta da 40 famiglie. Si può dire che la tradizione è stata un appoggio, ma in certe situazioni è impossibile per una comunità sradicata sopravvivere».

La Transnistria è un paese sconosciuto, un pezzo di Russia nel cuore dell’Est europeo. Come vedi l’immagine della Russia in Europa?

«L’80% dell’informazione che ci arriva su questo paese è scorretta. Da una parte c’è il basso livello di preparazione di alcuni giornalisti occidentali. Dall’altra c’è la Russia, un paese immenso, difficile da gestire. Non puoi liquidare una realtà simile in due parole. L’unica cosa certa sulla Russia è che sarà sempre immersa nel caos. È normale. Questo è il suo stato storico. In Russia non esiste, e non ci sarà mai, un governo democratico. Solo una dittatura può riuscire a gestire un territorio simile e tutte le popolazioni che lo abitano».

Ti consideri prima di tutto russo, siberiano o italiano?

«Veramente ora mi considero italiano a tutti gli effetti. Ho la cittadinanza italiana, sarebbe sbagliato e scorretto definirmi russo. Anche se ultimamente ho ricevuto parecchi attacchi da parte dei miei ex concittadini russi».
Cosa ne pensi dei paesi dell’est Europa che recentemente sono entrati nell’Ue, come la Romania o la Bulgaria?
«Ho molti amici bulgari e conosco la situazione bulgara abbastanza bene. Fa piacere vedere come l’Ue dia la possibilità di svilupparsi negli anni futuri. Ho parlato con i giovani bulgari, e la loro mentalità è diversa dai giovani russi. Loro non pensano soltanto a guadagnare il più possibile, ma a contribuire alla società e allo sviluppo della democrazia perché viaggiano, vedono il mondo e l’Europa occidentale. Loro vedono cosa significano i diritti per i giovani, che cosa significa Erasmus e vedono come le persone possono tranquillamente integrarsi in altri paesi e studiare e lavorare. Fra parecchi anni, quando orami le vecchie generazioni verranno sostituite dalle nuove, allora potrà arrivare la democrazia completa e lo sviluppo sociale>>.
Qual è il ruolo che i tatuaggi hanno nella tua vita? E cos’hanno in comune con la letteratura ?
«La tradizione dei tatuaggi che ho imparato, che tramando e che porto addosso, non è un’esibizione, ma una forma di comunicazione. Come un libro che ognuno si porta addosso. Il tatuaggio è una cosa particolare: detesto l’esibizionismo, non mostro i miei tatuaggi volentieri. La scrittura ha tante cose in comune con il tatuaggio, anche se il secondo è molto più primario, naturale e primitivo. La scrittura è più profonda, più moderna ed eterna. Entrambi i generi richiedono umiltà e onestà da parte di chi li propone. Sentire il contatto con le persone che non ci sono più, ma che portano i loro messaggi umani, onesti, privi di arroganza, appartiene soprattutto alla letteratura e anche al tatuaggio».

Lucianone:   Un'intervista molto interessante, che approfondisce la
                           conoscenza e la personalità di Nicolai Lilin come uomo                 
                            oltre che come scrittore.  
                           Vedere in questo blog  le impressioni di Lilin sugli indignati 
                           russi e sulla protesta di piazza a Mosca contro Putin e il suo 
                           regime....  
                                   In:  Tecnologia -  società / Internet cambia anche la Russia
                                                                                                                    
                                                                                     
                               
Versione inglese
Nicolai Lilin talks tattoos, Bulgarians and Transdniestria
Effectively independent, having declared inde:pendence in 1990, it is still officially part of Moldova. After a very brutal period of conscription in the Russian army in Chechnya, Nicolai decided to change his life. He abandoned Russia and headed to Italy in 2003, where he was reunited with his mother. A few years ago he opened a small tattoo parlour, where he continues the ancient tradition of Siberian tattoo art, a tradition composed of rigid rules and complex codes.    This is the interview  with  Giacomo Rosso:

In your book identity is defended through adherence to community traditions. Did these traditions manage to survive Soviet socialism?

The Siberian community I grew up in actually originated from another, much older, community which had already developed a self-regulating mechanism that was opposed to any form of power. They were opposed not only to socialism but to the tsarist regime and its oppression. In my book I talk about how opposition to communism changed the community, its traditions and its social rules and how it led to its extinction. I grew up in Transdniestria, where people were forced to live by the regime. By the end of the 1980s, I already knew the community was dying. When I began to write I realised that tradition helped it to survive, but couldn’t save it.



How many people make up the Siberian community in Transdniestria today?

There is no longer a community. Just me, my brother, and maybe someone else. The problem is that nothing is left in Siberia either. The heart of that community was deported to Transdniestria and it didn’t survive there. The community I describe in the book was made up of forty families. You could say that tradition was a support, but in some situations it is impossible for a deracinated community to survive.

visioni post - 12

Lucianone





domenica 15 gennaio 2012

Notizie importanti - Italia

Naufragio transatlantico  "Concordia" davanti Isola del Giglio
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con questo pescaggio, di queste dimensioni, non si può permettere di 
passare così vicino alla costa dove ci sono bassi fondali".
Sport  -  calcio:  Milan - Inter  0  -  1 
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San Siro stracolmo, la festa è solo nerazzurra. Gli uomini di Ranieri
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il pari dell Juve. -  Inutile l'assalto finale. Julio Cesar para tutto.


Lucianone