lunedì 16 gennaio 2012

L' Intervista - A Nicolai Lilin

Dalla Russia all’Italia, passando per la Transnistria. Educazione siberiana
esordio letterario di Nicolai Lilin racconta il percorso di vita di un giovane
che, pur cambiando paese e cultura, non ha dimenticato le antiche 
tradizioni  della  comunità  alla  quale  appartiene.  
                        Lilin ha fatto due anni di guerra in Cecenia

Intervista concessa da Nicolai Lilin a Giacomo Rosso (in cafèbabel,com)

Nel tuo libro c’è la difesa dell’identità attraverso il rispetto delle tradizioni della comunità. Questa tradizione è riuscita a sopravvivere al socialismo sovietico? In realtà la comunità siberiana in cui sono cresciuto proveniva da una molto più antica che aveva già sviluppato un sistema di autocontrollo e che si opponeva a qualsiasi forma di potere. Non soltanto al socialismo, si opposero al regime dello Zar e alla sua schiavitù. Nel mio libro racconto come l’opposizione al Comunismo    ha cambiato la comunità, le  sue tradizioni, le sue regole sociali e come l’ha portata alla morte.       Io sono                                                                                                                                        cresciuto in Transnistria, dove loro sono stati obbligati a vivere dal regime.    Alla fine degli anni Ottanta già sapevo che la comunità stava morendo. Quando ho iniziato a scrivere mi sono reso conto che la tradizione li ha aiutati a sopravvivere, ma non ha potuto salvarli».

Quante persone conta oggi la comunità siberiana in Transnistria?
«Non esiste più nessuna comunità. Sono io, mio fratello, e forse qualcun altro. Il problema è che anche in Siberia non è rimasto niente. Il nucleo di questa comunità è stato deportato in Transnistria e lì non è sopravvissuto. La comunità che descrivo nel libro era composta da 40 famiglie. Si può dire che la tradizione è stata un appoggio, ma in certe situazioni è impossibile per una comunità sradicata sopravvivere».

La Transnistria è un paese sconosciuto, un pezzo di Russia nel cuore dell’Est europeo. Come vedi l’immagine della Russia in Europa?

«L’80% dell’informazione che ci arriva su questo paese è scorretta. Da una parte c’è il basso livello di preparazione di alcuni giornalisti occidentali. Dall’altra c’è la Russia, un paese immenso, difficile da gestire. Non puoi liquidare una realtà simile in due parole. L’unica cosa certa sulla Russia è che sarà sempre immersa nel caos. È normale. Questo è il suo stato storico. In Russia non esiste, e non ci sarà mai, un governo democratico. Solo una dittatura può riuscire a gestire un territorio simile e tutte le popolazioni che lo abitano».

Ti consideri prima di tutto russo, siberiano o italiano?

«Veramente ora mi considero italiano a tutti gli effetti. Ho la cittadinanza italiana, sarebbe sbagliato e scorretto definirmi russo. Anche se ultimamente ho ricevuto parecchi attacchi da parte dei miei ex concittadini russi».
Cosa ne pensi dei paesi dell’est Europa che recentemente sono entrati nell’Ue, come la Romania o la Bulgaria?
«Ho molti amici bulgari e conosco la situazione bulgara abbastanza bene. Fa piacere vedere come l’Ue dia la possibilità di svilupparsi negli anni futuri. Ho parlato con i giovani bulgari, e la loro mentalità è diversa dai giovani russi. Loro non pensano soltanto a guadagnare il più possibile, ma a contribuire alla società e allo sviluppo della democrazia perché viaggiano, vedono il mondo e l’Europa occidentale. Loro vedono cosa significano i diritti per i giovani, che cosa significa Erasmus e vedono come le persone possono tranquillamente integrarsi in altri paesi e studiare e lavorare. Fra parecchi anni, quando orami le vecchie generazioni verranno sostituite dalle nuove, allora potrà arrivare la democrazia completa e lo sviluppo sociale>>.
Qual è il ruolo che i tatuaggi hanno nella tua vita? E cos’hanno in comune con la letteratura ?
«La tradizione dei tatuaggi che ho imparato, che tramando e che porto addosso, non è un’esibizione, ma una forma di comunicazione. Come un libro che ognuno si porta addosso. Il tatuaggio è una cosa particolare: detesto l’esibizionismo, non mostro i miei tatuaggi volentieri. La scrittura ha tante cose in comune con il tatuaggio, anche se il secondo è molto più primario, naturale e primitivo. La scrittura è più profonda, più moderna ed eterna. Entrambi i generi richiedono umiltà e onestà da parte di chi li propone. Sentire il contatto con le persone che non ci sono più, ma che portano i loro messaggi umani, onesti, privi di arroganza, appartiene soprattutto alla letteratura e anche al tatuaggio».

Lucianone:   Un'intervista molto interessante, che approfondisce la
                           conoscenza e la personalità di Nicolai Lilin come uomo                 
                            oltre che come scrittore.  
                           Vedere in questo blog  le impressioni di Lilin sugli indignati 
                           russi e sulla protesta di piazza a Mosca contro Putin e il suo 
                           regime....  
                                   In:  Tecnologia -  società / Internet cambia anche la Russia
                                                                                                                    
                                                                                     
                               
Versione inglese
Nicolai Lilin talks tattoos, Bulgarians and Transdniestria
Effectively independent, having declared inde:pendence in 1990, it is still officially part of Moldova. After a very brutal period of conscription in the Russian army in Chechnya, Nicolai decided to change his life. He abandoned Russia and headed to Italy in 2003, where he was reunited with his mother. A few years ago he opened a small tattoo parlour, where he continues the ancient tradition of Siberian tattoo art, a tradition composed of rigid rules and complex codes.    This is the interview  with  Giacomo Rosso:

In your book identity is defended through adherence to community traditions. Did these traditions manage to survive Soviet socialism?

The Siberian community I grew up in actually originated from another, much older, community which had already developed a self-regulating mechanism that was opposed to any form of power. They were opposed not only to socialism but to the tsarist regime and its oppression. In my book I talk about how opposition to communism changed the community, its traditions and its social rules and how it led to its extinction. I grew up in Transdniestria, where people were forced to live by the regime. By the end of the 1980s, I already knew the community was dying. When I began to write I realised that tradition helped it to survive, but couldn’t save it.



How many people make up the Siberian community in Transdniestria today?

There is no longer a community. Just me, my brother, and maybe someone else. The problem is that nothing is left in Siberia either. The heart of that community was deported to Transdniestria and it didn’t survive there. The community I describe in the book was made up of forty families. You could say that tradition was a support, but in some situations it is impossible for a deracinated community to survive.

visioni post - 12

Lucianone





domenica 15 gennaio 2012

Notizie importanti - Italia

Naufragio transatlantico  "Concordia" davanti Isola del Giglio
La Capitaneria: mai partito un Sos dalla nave.
Costa Crociera scarica Schettino: "Da lui errori di giudizio".
Il Web inchioda comandante e sindaco per l'inchino  -  Spunta
carteggio tra sindaco di isola Giglio e Costa Crociera: "Grazie
per il passaggio vicino all'isola.
Salvi due sposini coreani e l'eroe Manrico Giampedroni - 17 dispersi
Trovati i cadaveri di due anziani.
L'ammiraglio e ministro della Difesa Di Paola: "A navi di questo tipo,
con questo pescaggio, di queste dimensioni, non si può permettere di 
passare così vicino alla costa dove ci sono bassi fondali".
Sport  -  calcio:  Milan - Inter  0  -  1 
Milito rilancia l'Inter - derby amaro per il Milan
Basta uno squillo del Principe, il Diavolo va al tappeto.
San Siro stracolmo, la festa è solo nerazzurra. Gli uomini di Ranieri
tornano in corsa per il campionato. Allegri e i suoi si consolano con 
il pari dell Juve. -  Inutile l'assalto finale. Julio Cesar para tutto.


Lucianone

sabato 14 gennaio 2012

Cultura - Il libro "Gomorra" di Roberto Saviano

15 gennaio 2012  -  domenica / Sunday


Apro, a partire da oggi,  una panoramica sui libri di Roberto 
Saviano, sulla sua produzione generale (televisiva compresa)
e intorno alle idee e al pensiero di questo scrittore innovativo.
Inizio con il libro che lo ha fatto conoscere e l'ha reso famoso: 
"Gomorra" - viaggio nell'impero economico e nel sogno di 
dominio della camorra.


Nell'aprile 2006  il mondo editoriale italiano è stato sconvolto 
da un bestseller clamoroso  e allo stesso tempo inaspettato;
in poco tempo lo stesso bestseller si è trasformato in un vero
e proprio terremoto culturale, sociale e civile. Sto parlando e
scrivendo di "Gomorra", un libro del tutto anomalo: Perchè?
Perchè in questo libro (romanzo-saggio) Saviano racconta la
camorra  come  nessuno  aveva  mai  fatto  prima, unendo il 
rigore del ricercatore, il coraggio del giornalista d'inchiesta,
la passione dello scrittore ma, soprattutto, l'amore doloroso
per una città da parte di chi vi è nato e cresciuto.
Per scriverlo si è immerso nel "Sistema" e ne ha esplorato 
i mille volti.    Ha così svelato come, tra racket di quartiere
e finanza internazionale, un'organizzazione criminale possa
tenere in pugno un'intera regione, legando firme del lusso,
narcotraffico , smaltimento dei rifiuti e mercato delle armi.
"Gomorra" è un libro potente, appassionato e brutale, un
viaggio del tutto sconvolgente   in cui i ragazzini imparano
a sparare a dodici anni e sognano di morire ammazzati, in
cui i tossici vengono  usati come cavie  per testare nuove
droghe.
Roberto Saviano è nato a Napoli nel 1979. "Gomorra" è il suo libro d'esordio ed è stato tradotto
in più di 50 Paesi, divenendo un bestseller  mondiale e un fenomeno sociale.     A oggi ha venduto
più di dieci milioni di copie in tutto il mondo. In seguito alle minacce ricevute dai clan che Saviano
ha denunciato, 17 premi Nobel  hanno  scritto  un  appello  che   ha coinvolto  in  un movimento di
solidarietà e stima centinaia di migliaia di persone.





venerdì 13 gennaio 2012

Istruzione - Collection of famous quotes - 2

Queste citazioni  di personaggi abbastanza famosi saranno seguite
da un breve dizionario che specifica il significato delle parole più
difficoltose da comprendere per chi conosce poco o per niente l'inglese.
Allo stesso tempo può essere molto utile per i lettori-visualizzatori
di lingua anglosassone (inglesi, americani, canadesi ecc,) che vogliono
approfondire la lingua italiana.


'England and America are two countries
           separated by a common language.'
                                 George Bernard Shaw (Irish writer , 1856-1950)
'A journey of a thousand miles
 begins with a single step.'
                                       Lao-tzu (Chinese philosopher, 604-531 BC)
'Laugh and the world laughs with you,
                     snores and you sleep alone.'
                                      Anthony Burgess (British author, 1917-1993)
'A different language
 is a different vision of life.'
                                  Federico Fellini (Italian film director)
'Fear is the main source of superstition...
                      to conquer fear is the beginning of wisdom.'
             Bertrand Russell 
            (English philosopher, 1872-1970)
'I suppose the reason why diaries are
              so rarely kept nowadays is that
   nothing ever happens to anybody.'
                   A.A. Milne (author of Winnie the Pooh)          visualizz. totali  5143


A short dictionary  (with some specific words contained
                                  in these famous quotes)
countries  -  nazioni 
journey    -  viaggio
mile         -  miglio (corrisponde a 1.609 metri, cioè oltre un
                                chilometro e mezzo)  /  miles  -  miglia
thousand  -  mille   //   thousands  -  migliaia
begins  -  inizia
single  -  solo / unico
step  -  passo
laugh  -  ridi    //   world  -  mondo  //   laughs  -  ride 
you  -  tu / voi
snores  -  russa
sleep  -  dormi
alone  -  solo / da solo
different  -  differente / diverso   //    life  -  vita
fear  -  paura
main  -  principale
source of  -  fonte di.../  sorgente di.../  causa di...
conquer  -  vincere /  conquistare  /  acquisire  /  colmare   
to conquer fear / habit / jealousy - vincere la paura, l'abitudine, la gelosia
beginning  -  inizio / principio
wisdom  -  saggezza
suppose  -  suppongo
reason  -  ragione / motivo
why 1  -  per cui  /  the reason why - il motivo per cui (come spiegazione)
why 2   -   perchè / per quale motivo (nelle domande dirette e indirette)
diaries  -  diari   /  diary - diario
so  -  così   /   rarely  -   raramente
kept  -  mantenuti / continuati      
nowadays  -  oggi / al giorno d'oggi / oggigiorno








  
      







mercoledì 11 gennaio 2012

Calcio - Coppa Italia / Verona eliminata da Hernanes

11 gennaio 2012 - mercoledì /Wednesday                  visualizzazioni totali  5121
  
Ieri sera terza partita di Coppa Italia >  Lazio - Verona 3-2
l'Hellas Verona  sconfitta ed eliminata negli ottavi di Coppa 
da un eurogol di Hernanes  al 91°, in zona recupero. 


Commento del giorno dopo 
di Lucianone


Diciamo subito che è stata una partità così così nel 1° tempo,
ma  scoppiettante  e piena di thriller-sorprese   nella seconda
parte dell'incontro. Questo Verona era atteso alla prova del
nove con una squadra di A blasonata come la Lazio anche se
reduce dalla quadrupla batosta di Siena. 
Un Verona che doveva dunque confermare  la bella realtà
che rappresenta nella categoria inferiore della B e magari 
diventare la vera sorpresa di questa Coppa Italia. Peccato
che  la  seconda  ipotesi  non si sia compiuta  e comunque
onore o tanto di cappello lo stesso a questo Verona. 
Infatti anche se fuori dalla rivalutata Coppa italica, il team
scaligero nel 2° tempo ha tirato fuori tutti gli attributi, cioè 
la grinta e la spinta offensiva  mancanti   nella prima parte
oltre a un fraseggio più preciso e a folate pungenti in area   
laziale. Comunque sono poi stati decisivi i cambi-giocatori 
del mister Mandorlini   che hanno dato   la spinta decisiva 
per un arrembante Verona  che in dieci minuti   ha risalito  
lo svantaggio dei 2 gol laziali:   prima con Berrettoni (16') 
e poi con D'Alessandro (al 29') che sfruttano al massimo,
cioè con 2 gol strepitosi le azioni che sempre partono dal
piede di Hallfredsson, motore propulsore del Verona, che
prende in mano  la squadra e  la  porta solo   ad un passo
dall'impresa.         Doppia soddisfazione per Berrettoni e
D'Alessandro, i due nuovi entrati nel 2° tempo, in quanto
cresciuti proprio nel vivaio della Lazio.
Ma, come detto nel titolo principale,   Hernanes ha fatto
il miracolo di fine partita risolvendo su punizione, con una
gran    tagliata alta quasi  a  toccare  il palo  interno   alla
sinistra di Rafael esterrefatto, l'intero match e in pratica
è stato lui a battere    ed eliminare un Verona mai domo,  
se si esclude però un primo tempo troppo sottotono.
La Lazio non è più, per ora, la squadra brillante-pimpante
di buona parte del campionato   e ha seriamente rischiato
di dover andarsi a giocare la qualificazione ai quarti della
Coppa ai tempi supplementari.     Ma poi è arrivato il suo
San Hernanes...
Lucianone


Le voci dello spogliatoio gialloblù
Berrettoni: "Hernanes ha fatto davvero un gran gol su punizione. 
Al di là di questo siamo contenti, abbiamo fatto un'ottima figura
davanti ad una grande squadra. Torniamo a casa soddisfatti, un 
pò rammaricati per essere stati eliminati". - 
"La lazio mi ha cresciuto e posso solo ringraziarla  -  continua
l'attaccante -  per avermi lanciato nel calcio che conta. Adesso
sono all' Hellas, per questo non nascondo la mia felicità.  
In tribuna c'erano la mia famigòlia e la mia compagna, ho
realizzato la rete anche per loro. Stiamo bene, stiamo disputando
un'ottima annata, adesso arriva il rush finale. Speriamo di farci
trovare pronti e raggiungere la serie A per la nostra città ed i tifosi".


Risultati delle partite di Coppa Italia giocate oggi
Udinese  -  Chievo   1  -  2
Thereau beffa l'Udinese - Chievo ai quarti di Coppa
L' attaccante francese segna al 91' il gol del 2-1 finale. Di Natale appena
6 minuti prima aveva pareggiato la rete iniziale di Sammarco.
Fiorentina - Roma   0  -  3
I giallorossi vincendo con tre reti vendicano la disfatta in campionato.
Lamela-Borini i marcatori vincenti. Roma ai quarti. La Juventus sarà
il prossimo ostacolo.


Tabellone - Il quadro degli ottavi di Coppa Italia


Juventus -  Bologna  2  -  1
Roma - Fiorentina    3  -  0      Juventus  -  Roma
Lazio - Verona         3  -  2
Milan - Novara     18-01-12     Lazio  -  
-
Palermo - Siena      4  -  7
Udinese - Chievo    1  -  2        Siena  -  Chievo 
Inter - Genoa       19-01-12
Napoli - Cesena     2  -  1                   -  Napoli     














martedì 10 gennaio 2012

La lettera - Barack Obama per Il dialogo tra le religioni

10 gennaio 2012  -  martedì / Tuesday     


Intendo aprire con "La lettera" una nuova finestra su qualsiasi argomento
utile o comunque interessante che sia strutturato a forma di lettera più o
meno lunga. Dunque qualcosa di antico rispetto ai messaggini del cellulare,
di Facebook, Twitter eccetera pur con quel che di buono possano contenere
anche queste forme giovanili di comunicazione istantanea-globalizzata. 
La lettera che segue fa parte anche delle notizie recuperate sulla carta
stampata.  A questa farà seguito più avanti la lettera di una ricercatrice
del San Raffaele di Milano.  
Dunque, per i lettori che l'avessero persa, cioè non letta (a suo tempo) ecco,
in data  28 ottobre 2011 - venerdì  (dal  Corriere della Sera):

La lettera del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, 
da lui inviata  per il volume   che è stato donato   al Papa e   agli altri leader
religiosi presenti ad Assisi lo scorso ottobre   -   per l'incontro  interreligioso  
25 anni dopo quello voluto da Wojtyla  -  dove il Papa e 300 leader delle altre
fedi hanno pronunciato un impegno per la pace.


Il dialogo tra le religioni per portare la pace nel mondo


di Barack Obama
"Desidero salutare  tutti i partecipanti alla "Giornata   di riflessione,
 dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo. Pellegrini 
della verità, pellegrini della pace". Nel corso della storia la fede ha
plasmato  le nostre filosofie, le nostre prospettive  e le nostre vite.
Ci ha aperto gli occhi per guardare il mondo nella sua reale essenza
e ci ha donato la forza per affrontare  le sfide più urgenti del nostro
tempo.
Venticinque anni fa ad Assisi, papa Giovanni Paolo II ci ha ricordato
l'importanza  di aprire  mente e cuore  ai nostri fratelli e sorelle che
hanno convinzioni o punti di vista diversi. 
Attraverso  il dialogo interreligioso  possiamo unirci  in una causa 
comune per sollevare gli afflitti, portare la pace dove c'è conflitto 
e trovare la via da seguire per creare  un mondo migliore per noi
i nostri figli.     -    Invio i miei personali saluti e la mia sincera 
gratitudine  a Sua  Santità  Benedetto XVI    per  il  suo ruolo di
guida  in   questo  importante  incontro    e  rivolgo  a  voi  tutti
i  migliori  auguri  perchè   questa  sia   un'esperienza  feconda  
gratificante".
       Beato Giovanni Paolo II  (Wojtyla)   


Lucianone


 

lunedì 9 gennaio 2012

Sport - Serie B / 21^ giornata

8 gennaio 2002  -  lunedì / Monday
Serie B - 21^ giornata  /  Risultati, classifica e commenti          Visualizz. totali  5008


Partite giocate sabato 7 gennaio '02
Il Torino perde colpi.
Il Verona consolida il 2° posto (e domani sera la Lazio in coppa)
Sassuolo e Pescara tengono bene.
Padova in risalita. 


Risultati
Ascoli - Padova  0 - 2 // Brescia - Crotone  3 - 0 // Cittadella - Empoli  2 - 1
Grosseto - Livorno  1 - 1 //  Gubbio - Bari  2 - 2 //  Nocerina - <Pescara  2 - 4
Sampdoria - Varese  0 - 1 //  Sassuolo - Juve Stabia  2 -1
Torino - Albinoleffe  0 - 0 //  Verona - Modena  2 -1 // Vicenza - Reggina  0 - 0
Classifica:              
Torino  42                     Commento:
Verona   41                         ...Il campionato dopo la sosta non ha
Sassuolo 40                           deluso: le sorprese non sono mancate 
Pescara  39                            perchè 3 settimane di stop possono
Padova   38                            resettare tutto.
Reggina 31                            Lo dimostra il Torino, che se non altro  
Varese   31                             con  il  magro  pareggio interno ha ora
Grosseto  29                           certificato il titolo d'inverno.   
Juve Stabia (- 4)  28              E' una piccola consolazione, e guardando
Cittadella  28                         la storia vale molto.  Ma qualcuno è come 
Sampdoria 26                         non  si  fosse  fermato  mai: vedi Verona, 
Vicenza     26                          Sassuolo e Pescara, lanciatissimi  verso
Bari (- 2)   26                          la  promozione  grazie  anche  alle   loro 
Brescia  25                             stelle Gomez (Verona), Sansone (Sassuolo)
Crotone (- 1)  24                    e Immobile (Pescara).  - 
Empoli  22                             Oppure la Sampdoria, che  pure  non  ha 
Albinoleffe  22                       cambiato di una virgola il suo rendimento
Livorno  21                            rispetto al 2011: (cioè) deludeva allora e 
Modena 20                             sta deludendo anche adesso.   E di stelle
Gubbio   19                            non ne ha: e così in A non ci torna di sicuro.
Nocerina  18                         (Tratto da "La Gazzetta dello sport"  -
Ascoli ( -7)  15                        "L' analisi" di Nicola Binda - lunedì 7 gennaio)


Commento  di Lucianone










sabato 7 gennaio 2012

Cinema - I sequel

Sigourney Weaver nei due sequel di "Avatar"
S. Weaver sarà nei sequel di "Avatar" di James Cameron:  
nonostante la morte nel primo film, la dottoressa Augustine
ci sarà nel secondo film (2014), e nel terzo (2015).
                                           (notizia recuperata -  lunedì 19 settembre 2011)


Si girerà il terzo capitolo della saga di
"Bridget Jones" ancora con Zellwegger e Firth
L' ex single torna in azione. E si riforma il triangolo con Hugh Grant.
                                              (notizia recuperata -  sabato 13 agosto 2011)
Roma -
"Il diario di Bridget Jones" del 2001 e "Che pasticcio, Bridget Jones!"
del 2004, come sempre deludente rispetto al primo, sono stati successi
al botteghino. Quindi perchè non riformare il triangolo col timido Mark
Darcy (Firth) e il re dei mascalzoni (Hugh Grant)?
A decidere di fare la differenza è stata Renèe Zellwegger che ha chiesto
come condizione quella di non ingrassare. Perchè se erano stati i chili di 
troppo la  caratteristica  della goffa  Bridget, stavolta  l' ex single   sarà 
magra (e sempre imbranata? Chissà!).
Le fan della giornalista più improbabile del mondo, con un fidanzato che
tutte vorrebbero avere - l'adorabile Colin Firth - stiano pronte.
Dopo indiscrezioni e smentite, riporta Entertainment  weekly, Working
Title e Universal confermano che il terzo film si farà.
La trama è top secret, ma lo stesso Flirth aveva svelato qualche dettaglio:
"Bridget e Mark scoprono  di  non  poter avere figli   e così lei commette
l'enorme errore di tornare da Daniel e  di rimanere  con lui  abbastanza a
lungo  da restare incinta.  -  A questo punto penso che lui la pianti, che lei 
ne esca a pezzi e indovinate chi tornerà a salvarla?".
Essere salvate da Colin metterebbe di buon umore anche le più piagnone
Helen Fielding, autrice dei romanzi da cui sono tratti i film, lavora al terzo
libro; non si sa se  si occuperà  anche  della sceneggiatura o    se la trama 
sarà originale. "Lavorerò sia al libro che al film, ma non so se saranno la
stessa cosa. Non è deciso".  
Quando si era ipotizzato di continuare la saga, la Zellwegger aveva speci=
ficato di non voler ingrassare ancora per interpretare l'eroina. 
Basta complessi, è ora che Bridget si prensa la rivincita.
( da articolo di Silvia Fumarola  -  "la Repubblica")


Lucianone                                            visualizzazioni totali oggi  4947


  

mercoledì 4 gennaio 2012

TECNOLOGIA / società - Internet cambia anche la Russia

                                                   visioni post  -  12
                 
Russia  -  le trasformazioni della società post sovietica

La Generazione Internet                         
sta risvegliando il popolo russo                                                       
Lo dice lo scrittore Nicolai Lilin con un suo lungo articolo
pubblicato da "la Repubblica" il 12 dicembre scorso,
nell' inserto 'Il racconto' (in 1^ pagina e poi prosegue a pag.19).

Nicolai Lilin - autore di "Il respiro del buio", il suo ultimo romanzo -
inizia il suo pezzo su la Repubblica con queste parole:
"Negli undici anni del potere totalitario esercitato da Vladimir Putin
le  recenti  notizie  che  arrivano  dalla  Russia  sono  forse    le   più
importanti e positive  sia per la vita interna  socio-politica del paese,
sia per la sua immagine nel quadro internazionale".
Poi lo scrittore russo descrive  'la reazione immediata del popolo ai
brogli elettorali esercitati dal potere corrotto del Cremlino' e spiega
che tale protesta non deve solo essere considerata dagli occidentali 
come unicamente una reazione contro Putin.   E' ben altro in più che
va a collegarsi  con l'indignazione     dei cittadini "protesters" negli
altri Paesi occidentali e che  in  Russia  ha   una valenza  ancora più 
profonda:    -   segna un nuovo percorso etico e morale della società
post sovietica dando prova  del coraggio e della capacità del popolo
russo di organizzarsi e rivendicare il proprio diritto al voto.    Ma la
gran parte del popolo russo è stata senz'altro guidata, come spiega
bene Nicolai Lilin, dai "rappresentanti di una classe di cittadini che
prima sembravano invisibili: (si tratta di) trentenni che hanno avuto
la possibilità  di 'temprare'  le proprie  convinzioni  politiche    negli
scenari apocalittici del crollo dell'Urss, paese nel quale sono nati e
cresciuti, allevati  dall'ideologia sovietica che   ai loro tempi ormai 
sembrava rappresentare l'ombra di un impero cadavere.
Proseguendo  nell'analisi  dell'attuale società russa, lo scrittore ci   
dice che questi trentenni    "hanno passato l'adolescenza costretti 
ad inserirsi  in  una società  corrotta, criminalizzata   alla  maniera
hollywoodiana, hanno conosciuto le guerre civili post sovietiche, e
ora  hanno  raggiunto  l'età  in cui  si tirano  le  prime  somme  del
proprio vissuto, in cui gli uomini si prendono  la responsabilità per
qualcosa che supera il limite etico di un singolo individuo".
Ed  ecco il merito più importante  di questi trentenni   che "hanno  
scoperto l'importanza di un cambiamento      usando, questi nuovi
cittadini russi,  -  scrive ancora Nicolai Lilin   -   una nuova forma 
d'informazione, (cioè) sono popolo del web, sono  in collegamento
tra loro mediante la rete, non si fanno imbrogliare dalla propaganda
governativa, usano i canali alternativi ( blog ecc. ) per informarsi
e non ci mettono molto a organizzarsi"
"Loro senza dubbio costituiscono  -  spiega ancora Lilin - il blocco
più forte e importante della massa che ha manifestato la denuncia
al sistema governativo, alla corruzione politica, alle ingiustizie    e
prepotenze dello Stato. Nonostante la positività dei primi movimenti
bisogna vedere come si evolverà la situazione: dopo il primo atto di
protesta  è  necessario  che  il  movimento assuma le responsabilità
politiche , crei un'alternativa  capace  di  concrete proposte a livello
amministrativo.  Da parte del regime di Putin ci si può aspettare una 
reazione "sotterranea",      fatta  di  complicazioni artificiose  della 
sicurezza nazionale mediante l'impiego di alcune parti corrotte  dei
servizi segreti.    Nel peggiore dei casi può ricomparire la minaccia
del terrorismo caucasico in Russia: non possiamo scordare le ultime
esplosioni  nell'aeroporto Domodedovo, avvenute proprio  all'inizio
della spaccatura tra Medvedev e Putin, nel momento in cui il potere
di quest'ultimo è stato compromesso.

C O N T I N U A .............. leggere il post successivo                                            read next post

L'educazione siberiana di  Nicolai Lilin

Lucianone