domenica 20 aprile 2025

Ultime notizie - dal mondo e dall'Italia / Latest news

 20 aprile '25 - domenica                                     20th April / Sunday                         visione post - 25

martedì 15 aprile 2025

Politica estera / I nuovi equilibri - Intervista al filosofo francese Pascal Bruckner

 15 aprile '25 - martedì                                15th April / Tuesday                         visione post - 14

(da La Stampa -  7 marzo '25 - Primo Piano / Intervista a Pascal Bruckner /di Danilo Ceccarelli)

"L'Europa è a una svolta come nel 1940. Parigi e Londra si uniscano per salvarla"

Il filosofo francese Pascal bruckner parla di "coerenza" quando descrive la politica di Donald Trump. "Vuole abbandonare la Nato, imporre dazi e riconciliare l'America con la Russia: tutte cose che aveva annunciato", ricorda l'intellettuale, secondo il quale in un simile contesto "l'Europa deve imparare a sostituirsi a poco a poco agli Stati Uniti" sullo scacchiere internazionale. 

"Monsieur Bruckner, cosa vede in questa nuova congiuntura internazionale?"

Bruckner: "Niente di buono, tranne che per Vladimir Putin e per Xi Jinping. Trump è il presidente dei loro sogni, una manna che arriva una volta ogni cento anni. Il capo della Casa Bianca vuole imporre la sua agenda, nella quale gli alleati diventano nemici e viceversa. Questo è il capovolgimento trumpista". 

"Ma Pechino resta un rivale commerciale per Washington".

Bruckner: "Sì, ci sono delle tensioni. Si dice sempre che Trump voglia allontanare la Cina dalla Russia. ma sta avvenendo esattamente il contrario. Al momento è Putin che sta separando l'Europa da Trump. E' un gioco che il presidente russo sta vincendo. Non vedo come Cina e Russia potrebbero allontanarsi, sono vicini e hanno un nemico comune che è la democrazia occidentale. Putin ha conquistato la Casa Bianca e per l'Europa è una pessima notizia".

"Pensa che il tycoon andrà fino in fondo?"

Bruckner: "E' una sorta di vecchio bambino narcisistico e permaloso, Non credo che cambierà. L'Europa può sperare in una grave crisi economica pe gli Stati Uniti, che dovrebbe arrivare vista l'iflazione crescente in tuto il Paese".

"Intanto, la Francia e il Regno Unito hanno preso 'iniziativa. Come vede questa intesa tra Emmanuel Macron e Keir Starmer?"

Bruckner: "E' una leadership di circostanza che arriva dopo gli attriti che Parigi e Londra hanno avuto negli ultimi anni, come ad esempio quelli emersi con la Brexit. Siamo in un momento cruciale, come nel 1940.  I russi vogliono veramente attaccare l'Europa, sono mossi da un odio fgeroce. Del resto, Putin ha detto chiaramente di voler vendicare la caduta dl muro dopo averla considerata come a più grande catastrofe geostrategica del ventesimo secolo e Trump lo lascerà fare. E se il presidente americano abbandonerà 'Onu e la Nato, il matrimonio di convenienza tra la Francia e il Regno Unito si trasformerà in un'unione di amore".

"In che modo?"

Bruckner: "Sono le due più importanti potenze europee dotate di armi nucleari. In passato hanno già firmato degli accordi militari, come ad esempio la dichiarazione di Saint-Malò nel 1998. C'è quindi una congiuntura favorevole, alla quale di unirà la Germania con il suo futuro cancelliere Friedrich Merz, un conservatore più consistente rispetto a Olaf Scholz che era alquanto molle, e la Polonia del premier Donald Tusk".

"E l'Italia?"

Bruckner: "Giorgia Meloni è molto intelligente.Se in Francia ci fosse lei alla guida del Rassemblement National vincerebbe subito le elezioni, ma sfortunatamente abbiamo Marine Le Pen. Keir Starmer e Emmanuel Macron , però, l'hanno messa spalle al muro. Adesso Meloni è tra due fuochi: Da una parte il suo amore per Musk e Trump, dall'altra la sua posizione geografica. Ma non rimarrà isolata sulla scena europea come Vikor orban".

"In mezzo c'è Volodymyr Zelensky. Che idea si è fatto del litigio con l'inquilino della Casa Bianca?"

Bruckner: "Il presidente ucraino è stato umiliato da tutta la corte di Re Trump. E' allucinante vedere come a Washington si sia ricreata una sorta di monarchia, con i cortigiani che applaudono e insultano a comando. Zelensky avrebbe potuto reagire diversamente, in modo più duro, ma adesso è troppo debole. Ma la ruota gira e non sono sicuro che l'arroganza di Trump continuerà a lungo".

"Perchè?"

Bruckner: "Quell'episodio ha scioccato i repubblicani moderati, che restano atlantisti. La relazione transatlantica ha una settantina di anni e non potrà essere spazzata via da un vegliardo narcisistico". 

"Come vede il progetto di riarmo europeo?"

Bruckner: "Rappresenta un avanzamento verso il futuro dopo che negli ultimi settant'anni l'Europa ha abbandonato progressivamente il suo arenale militare". 

Lucianone

mercoledì 9 aprile 2025

IDEE e Problemi / alla radice delle cose - La nuova radice del populismo: nei social

 9 aprile '25 - mercoledì                                  9th April / Wednesday                     visione post - 31

(da la Repubblica - 9 aprile '25 /  Le Idee  -  di Massimo Recalcati))

Nei social la nuova radice del populismo

Secondo Pasolini l'ingresso della televisione nelle case degli italiani era stato una delle cause non secondarie della grande mutazione antropologica che aveva trasformato il popolo da un insieme politico di cittadini a un insieme commerciale di consumatori. Non solo la società dei consumi trovava nella televisione il suo strumento elettivo di promozione, ma lo spettatore era costretto ad assumere nei suoi confronti una posizione necessariamente passiva. Il messaggio era a senso unico e non dava luogo a nessuna possibilità di interazione. Di qui l'accusa pasoliniana relativa all'esistenza di un nuovo fascismo che imponeva i suoi comandi senza bisogno di usufruire di un potere autoritario e repressivo, ma per la via edonistica di una seduzione permissivista.  Lo spettatore rappresentava la forma più pura del consumatore costretto a ingoiare passivamente valanghe di messaggi e di offerte che avevano come denominatore comune lo spegnimento della sua capacità di iniziativa critica. -                     La  TELE-VISIONE diveniva così lo strumento di propaganda di un neo-totalitarismo che aveva trasferito il potere dal sovrano agli oggetti di consumo. Un potere che plasmava corpi e cervelli dei suoi fruitori uniformandoli conformisticamente ai modelli valoriali imposti dal nuovo regime.  Gli psicoanalisti hanno visto nell'età dove la televisione imperava nelle nostre case una sorta di conferma della tesi relativa al declino dell'autorità paterna e allo smarrimen-to più generale del discorso educativo. La televisione aveva preso il posto di genitori sempre più distratti o assenti, incapaci di svolgere il proprio ruolo.  L'affermazione progressiva della Rete e dei social sta profondamente ridimensionando questo quadro. E non solo perchè i giovani oggi non guardano più la tv. Quello che i social hanno modificato è innanzitutto il carattere necessa-riamente passivo dello spettatore. Il nuovo schermo social è infatti strutturalmente movi-mentato. Tutto si consuma in maniera accelerata. Non c'è tanto l'ipnosi televisiva - che richiede tempo - ma lo sprofondamento in una realtà parallela. Non a caso l'uso dello smart-phone e delle sue potenzialità social non è più, come accadeva per la tv, circoscritto in un luogo, ma appare come una sorta di protesi del corpo del soggetto. Mentre infatti la tele-visione condannata da Pasolini fabbricava i corpi e i cervelli offrendo loro i modelli di identificazione imposti dalla società dei consumi, lo smartphone appare piuttosto come una parte post-umana del corpo. -  Anche la partecipazione alla vita dei social riflette questa compenetrazione. Non si tratta di guardare un programma imposto da un palinsesto, ma di formare il proprio palinsesto personale non solo nella scelta di ciò che voglio vedere, ma nella possibilità inedita di proporsi come assoluti protagonisti sulla scena. La distinzione rigida imposta dalla tv tra il messaggio offerto dallo schermo e il suo fruitore viene così sovvertita. Lo schermo non è più un confine rigido che separa, ma è stato radicalmente traumatizzato: gli attori e i protagonisti della scena sono divenuti milioni. Lo schermo ha perso la sua centralità verticale per disseminarsi orizzontalmente.  E lo stesso accade per la scrittura. Era ciò che sollevava la rassegnazione malinconica di Umberto Eco quando constatava con amarezza la quantità di imbecilli che la rete avrebbe autorizzato a scrivere. Anche in questo caso il confine tra il lettore e lo scrittore è stato frantumato: sui social chiunque può scrivere di qualunque cosa. In questo senso, diversamente da ciò che accadeva con lo spettatore ipnotizzato dalla tv, i social si fondano sulla valorizzazione estrema dell'interazione. Essa non assume solo la forma della manifestazione del like o dell'avversione, ma soprattutto quella dell'esibizione del proprio corpo e del proprio pensiero senza censure.  Ma la psicoanalisi avverte che quando i confini simbolici vengono meno c'è sempre il rischio della caduta catastrofica nell'indifferenziazione.- E' la faccia oscura della democratizzazione introdotta dai social. E' questo il cuore di ogni populismo, compreso quello mediatico. L'autorizzazione data a tutti di parlare di tutto - l'uno uguale a uno - non solo produce effetti di pericolosa mistificazione: pensiamo ai danni di coloro che sui social si esprimono senza titoli su malattie o su cure mediche - ma attiva potentemente  dinamiche aggressivo-invidiose. Mentre la televisione spegneva il senso critico esercitan- do una funzione di controllo biopolitico, l'uso collettivo dei social sembra esasperarelo abnormemente a tal punto da legittimare il suo palese e sconcertante sconfinamento nell'odio invidioso quando non addirittura nell'incitazione aperta alla violenza. -   E' il surriscaldamento passionale che lo schermo dei social genera in continuazione e di cui sono eloquenti manifestazioni la contraffazione sistematica della verità, la brutalità degli insulti, le campagne individuali o collettive di diffamazione che possono portare i soggetti più giovani o fragili anche a comportamenti autolesivi gravi.  Non a caso per la psicoanalisi il luogo per eccellenza dell'indifferenziazione è quello dell'incesto dove il confine simbolico della differenza generazionale scompare e dove, soprattutto, la passione smarrisce il suo limite divenendo non più passione per la vita ma passione per la morte. Non a caso figli e genitori tendono a comportarsi allo stesso modo nell'uso violento dei social. Adulti che si comportano stupidamente come adolescenti e adolescenti che manifestano la stessa stupida violenza che anima il mondo degli adulti. 

Lucianone

domenica 30 marzo 2025

ULTIME NOTIZIE - da tutto il Mondo / Latest news from all over the World

 30 marzo '25 - domenica                                    30th March / Sunday                       visione post -  4                      

Myanmar / terremoto devastante

Sisma in Myanmar con magnitudo 7,7 / Palazzi sbriciolati e migliaia di morti /  Danni anche in Thailandia ( Scossa 316 volte più potente che ad Amatrice

L'immagine tragica del Myanmar devastato dal terremoto: palazzi e qualche grattacielo crollati in nube di polvere, e inclinati come se una mano gigante li avesse schiaffeggiati per dispetto, strade divelte con voragini nell'asfalto. La scossa che ha frantumato il Paese asiatico si è sentita in Thailandia. Una tragedia che si aggiunge all'ex Birmania ostaggio anche della guerra civile. E i generali alla guida del Paese chiedono aiuto alla comunità internazionale

Il Myanmar è un cimitero: tra scuole e monasteri si teme una strage di bambini. Molti i  ragazzini in trappola tra le macerie delle strutture di accoglienza.  Il bilancio fornito dai golpisti  al potere è di 1.644 corpi recuperati, ma per i sismiologi degli Stati Uniti i morti potrebbero essere diecimila. I danni alle strade e alle reti di comunizazione rallentano la macchina dei soccorsi.

Ucraina / bombe senza tregua 

Ancora raid e bombe sull'Ucraina / Mosca prepara un'altra offensiva / Colpite Dnipro e Kryvy Rih / L'agenzia Ap:: il Cremlino vuole l'affondo su 1.000 chilometri di confine 

Mosca ha denunciato i bombardamenti ucraini contro i siti energetici di Kursk e Belgorod, le due regioni russe frontaliere che sono state interessate dai blitz delle fanterie ucraine negli ultimi tempi. Ma gli attacchi russi sembrano molto più intensi, investono sia civili che militari , e non risparmiano alcuna regio ne ucraina.

Continua... to be continued... 

sabato 29 marzo 2025

Sport - calcio / Serie A 2024/25 - giornata 29 (ritorno) / Classifica, commento e video

 29 marzo '25 - sabato                                    29th March / Saturdsy                     visione post - 8

Serie A 

Giornata 29 -

Genoa - Lecce   2 - 1   Monza - Parma  1 - 1

Udinese - H. Verona  1 - 1  Milan - Genoa  2 - 1

Torino - Empoli   1 - 0   Venezia - Napoli  0 - 0

Bologna - Lazio  5 - 0    Roma - Cagliari  1 - 0

Fiorentina - Juventus   3 - 0

Atalanta - Inter   0 - 2

Classifica

INTER  64  /  Napoli   61  /   Atalanta   58  /  Bologna   53   /  Juventus   52  /   Lazio   51  /   Roma  49

Fiorentina   48  /  Milan   47  /   Udinese   40  /   Torino   38   /  Genoa   35  /  H. Verona, Como   29

 Cagliari  26   /   Lecce, Parma   25  /   Empoli   22  /   Venezia   20  /   Monza   15  

Commento

Sembra ormai che la lotta per lo scudetto si stia restringendo tra Inter e Napoli. La squadra orobica, Atalanta, è pressochè esclusa da questa sfida che pareva fino a poche settimane fa essere un discorso a tre, ma dopo la sconfitta della Dea con l'Inter, scontro diretto, le sue "chance" si sono notevolmente ridotte. Se non saprà risorgere in fretta, già dal prossimo scontro con la Fiorentina (ma in casa della Viola), e neppure basterà un pareggio, la squadra di Gasperini potrebbe dare l'addio al sogno da speranza di scudetto tricolore. E sarebbe un peccato! Perchè i nerazzurri di Bergamo restano una delle squadre minori (di provincia cioè) di eccellenza del nostro calcio!

Continua... to be continued... 

 

venerdì 28 marzo 2025

Politica USA - Le deportazioni trumpiane e i nuovi schiavi

 Venerdì, 28 marzo '25                                      29th March / Friday                        visione post - 6 

POLITICA Usa - Trumpismo

Terrorist confinement center  (di Luciano Finesso)

Vengono chiamati terroristi dalla nuova amministrazione e "banda" Trump-Vance, ma la gran parte sono solo immigrati, anzi ex immigrati, che vengono in massa deportati fuori dai confini Usa. Ma prima vengono rinchiusi in gabbioni ed esposti come merce-immondizia agli occhi e alle telecamere degli americani, soprattutto per soddisfare le aspettative degli elettori/elettrici del governo Trump II - Davanti al gabbione dei deportati a mostrarli come fosse allo Zoo (noi diciamo degli orrori) è Kristi Noem, segretaria della Sicurezza interna di Trump, con al polso Rolex da 50 mila euro. Loro, che lei mostra con faccia  più che mezza feroce, sono detenuti-deportati in gran parte venezuelani quasi tutti tatuati a torso nudo. E con tutta probabilità sono (diciamo sempre "quasi") gli stessi più o meno che venivano ripresi qualche giorno fà in aeroporto sembra americano incamminarsi in catene verso l'imbarco dell'aereo-prigione. Scene antiche (circa 80 anni fa) viste in Germania hitleriana. Insomma centinaia di venezuelani espulsi dagli States come quasi tutti presunti terroristi.  E adesso riprendo dal "Corriere della Sera", pag. 10 - venerdì 28 marzo: "La chiamano Deportation Barbie  Ma i sondaggi (tutto si basa ormai sui sondaggi - ndr,) mostrano che la lotta all'immigrazione illegale è un tema in cui il tasso di approvazione di Trump è più alto che per la gestione dell'economia o della politica estera: circa la metà degli interpellati in una rilevazione di Reuters/Ipsos approva il suo approccio, grazie al supporto sia dei repubblicani (Un bel 86%) che degli indipendenti (solo il 69% dei repubblicani nello stesso sondaggio approva invece il suo approccio all'inflazione). Quando il presidente Trump vuole "vittorie" e "successi" rapidi, li cerca qui. Nel video girato nella prigione, Noem avverte : "Questa è la conseguenza che vi aspetta se entrate  illegal- mente nel nostro Paese. verrete espulsi e perseguiti e questo posto è uno degli strumenti che useremo se commettete reati contro gli americani". E ha ringraziato il presidente del Salvador Nayib Bukele "che ci permette di portare qui i terroristi".

Questa è dunque la crociata dettata da Trump & soci (Vance,e Elon Musk in primis) anti migranti e messa in atto dalle ministre Kristi Noem e Pam Bondi (responsabile della Giustizia). Il mondo è allora sempre più diviso tra disperati senza patria e senza diritti, senza un senso per vivere col minimo di dignità sociale e appartenenza condivisa, senza legami e futuro e quelli che hanno tutto e il di più usati per assogettare in modo completo i diseredati, i senza terra e lavoro e patria e insomma: gli straccioni che sono i nuovi poveri e sottomessi di questo nuovo mondo creato dagli autocrati, dai Trump e dai Putin e dai futuri imitatori delle nuove leve di straricchi al potere eletti da popoli supini al nuovo ordine mondiale dettato da politiche sempre più anti-democratiche. Non prospettive da auspicare, ma possibili scenari permanenti, sempre se un'altro ordine di segno opposto, ossia democraticamente e stabilmente cotituitosi al vecchio ordine autocratico non si realizzi in un tempo non troppo lontano. 

Lucianone

ùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùù


giovedì 20 marzo 2025

IDEE - Il riarmo morale dei cittadini

 20 marzo '25 - giovedì                                    20th March / Thursday                         visione post - 7

(a  la Repubblica del 17 marzo '25 - di Marco Mondini)

Il riarmo morale dei cittadini

Non basteranno soldi per nuove armi. Nè la buona volontà dei governi. Quando, qualche giorno fa, il senatore Claude Malhuret ha pronunciato il suo discorso davanti alla Camera alta francese ha sollevato un polverone mediatico. Questo anziano dottore, già presidente di Medici senza frontiere (non un militarista sfegatato), non è certo il primo a sostenere che la guerra per la riconquista dello spazio imperiale russo lanciata da Putin non si fermerà all'Ucraina e che l'Unione europea dovrà lottare per la propria sopravvivenza. Però è tra i pochi ad aver messo in chiaro come il "compito immane" di proteggere il Vecchio mondo non si esaurirà in più investimenti, più produzione industriale e nuove strutture di comando.  Nulla sarà sufficiente se gli europei non sapranno dare vita a un "riarmo morale". Se i semplici cittadini non decideranno tutti insieme che è giusto difendere l'Europa come patria della democrazia liberale, così come è stata sognata e costruita dopo il 1945. -  E se qualcuno trova scandalose queste parole vuol dire che è affetto da una curiosa amnesia.  Perchè per oltre 200 anni, nell'Europa moderna generata dalla Rivoluione francese, la definizione stessa di cittadinanza ha coinciso con la difesa della propria comunità. Fu la Rivoluzione a stabilire che i monarchi andavano spogliati del monopolio della violenza legittima e le armi affidate al popolo, quella "forza pubblica" che la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 poneva a fondamento del nuovo ordine in cui tutti sarebbero stati liberi e uguali nei diritti. E fu la Repubblica nata dalla Rivoluzione a stabilire che un cittadino non poteva dirsi tale se non avesse accettato di lottare per difenderli, quei diritti.   E' vero, nei decenni a seguire le "nazioni in armi" non sarebbero state modelli virtuosi di democrazia. Dopo Napoleone incorporavano centinaia di migliaia di uomini, ma soprattutto i più poveri marciarono in battaglia per liberare terre di cui a malapena avevano sentito parlare, come Trento e Trieste, o Alsazia e Lorena. Eppure l'idea rivoluzionaria del cittadino in armi sopravvisse alle ingiustizie e alle carnwficine industriali del 1914-18. E fu nei momenti di collasso degli Stati che questo patto di cittadinanza basato sull'onere della difesa dimostrò la sua vitalità. Gli italiani ne sanno qualcosa. Chi prese le armi a Porta San Paolo il 9 settembre 1943 o chi formò le prime bande partigiane nel Nord non lo fece perchè aveva ricevuto ordini nè per disciplina di partito. Semplicemente, dovendo scegliere se essere una vittima o battersi, aveva preferito la seconda opzione. Fu la reazione spontanea di una comunità in lotta, come avrebbe ricordato anni dopo Maria Teresa Regard, partigiana e trotz-kista. Certo, dopo il 1945 il trauma di un continente ridotto in macerie dalla guerra totale (per non parlare dell'incubo atomico) avrebbe spinyo alcuni a credere che le armi non fossero più pensabili, nemmeno per difendersi, come come sostenne Piero Calamandrei. Ma la maggioranza degli europei finì col convincersi che la difesa non era più affare proprio solo perchè, come ha scritto Braudillard, molti avevano cessato di essere cittadini ed erano diventati consumatori.  La "società post militare" descritta da Martin Shaw alla fine degli anni Novanta assomglia più a una distopia individualista che a un sogno pacifista. Meno di un francese, inglese o tedesco su dieci intervistati dichiararono di interessarsi a questioni di difesa. Le ritenevano una spesa inutile non perchè la guerra fosse ingiusta, ma perchè c'erano altre priorità, come le pensioni e il costo del carburante.. Non è un caso se a smantellare le capacità nazionali militari hanno provveduto esecutivi tutt'altro che progressisti ma sensibili al consenso dei consumatori, come il governo Berlusconi che nel 2004 sospese la coscrizione obbligatoria e fece toccare il punto più basso agli investimenti in difesa.  Oggi tornare a progettare la sicurezza dell'Europa non significa il ripristino di un'improbabile leva universale, che risulterebbe costosa e inefficace. Ma vuol dire chiedersi di nuovo , come il dottor Mallhuret, se siamo disposti a batterci per proteggere la nostra democrazia, come fecero gli uomini e le donne di ottant'anni fa.

Lucianone


"La difesa è uno degli imperativi primari che si impongono al singolo e alla specie, ma occorre subito affermare che nessuno degli ambienti naturali la garantisce, nè il mare, che da calmo può alzarsi in cavalloni che atterriscono e sembrano ingoiarci, nè la montagna che dal silenzio arcano può dare vita a un vento minaccioso che può trascinare dentro dirupi e baratri del mistero. Le città da caotiche possono farsi tragiche perchè il traffico provoca morte, per la velocità  eccessiva, per un inquinamento che non permette di respirare."

(da "Le nostre paure"/ di Vittorino Andreoli)


sabato 15 marzo 2025

Commenti e Idee - Tutti i Musk di mister Trump // Ballo in Musk (di M. Gramellini)

 15 marzo 25 - sabato -                                   15th March / Saturday                         visione post - 10

(da "Corriere della Sera - 15 marzo / Il Caffè - Massimo Gramellini)

Ballo in Musk

L'azienda di Elon Musk ha scritto una dura lettera all'amministrazione degli Stati Uniti per contestare la politica dei dazi decisa dal governo di Elon Musk. Come faremo a costruire ancora le nostre auto elettriche, se per ripicca i cinesi ci negassero le batterie al litio? ha chiesto il Musk di Tesla al Musk di Trump. Senza contare gli eventuali contro-dazi che potrebbero colpire altri componenti prodotti all'estero, ha ricordato non senza polemica il proprietario di Tesla all'omonimo comproprietario della Casa Bianca . Si attende a breve la risposta di questo secondo Musk. Convocherà a Washington l'altro Musk per un incontro a quattr'occhi, da Musk a Musk? Lo licenzierà con un messaggino? O invocherà la mediazione di un Musk ulteriore, un marziano animato dall'Intelligenza Artificiale che alla fine potrebbe risultare il più autentico dei tre? -  A essere onesti, di Musk ce ne sarebbe un quarto, che di mestiere fa il capro espiatorio. Anche gli altri oligarchi della tecnologia si sono genuflessi a Trump, eppure non risulta che in giro per il mondo qualche sincero democratico abbia smesso di comprare su Amazon o di usare WhatsApp, nè che le azioni di queste aziende siano crollate in Borsa come la Tesla.  Forse perchè Bezos e Zuckerberg, più furbi o meno narcisi, restano un passo indietro e badano agli affari loro. Invece Musk vorrebbe farsi anche i nostri e, a forza di camminare sull'orlo del baratro, rischia di fare un passo avanti. Sempre che non sia Trump a dargli una spinta. 

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Alla fine, sarà da vedere se sarà Trump ad usare Musk per le sue continue stravaganze economiche e non solo, cioè con tutti i collegamenti -  dall' espulsione coatta degli emigranti già negli Usa allo spettro dei dazi per tutti nessuno escluso alla chiusura delle libertà negli atenei eccetera - necessari alla sua politica di estrema chiusura alla democrazia e se possibile alla demolizione un pò alla volta di rutte le libertà democratiche raggiunte negli Usa e la proibizione di altre libertà con l'assenso del Congresso americano tutto girato dalla parte repubblicana più becera e quindi ostile ai progresisti democratici. Insomma chiudere gli Stati Uniti in un protezionismo mai visto, neppure nei primi anni Venti, quando infatti ci fu il crollo della Borsa, di Wall Street e ciò che ne seguì, ma quella fu ancora un'altra storia nera per gli Usa.       (Luciano Finesso)

Lucianone