17 giugno '17 - sabato 17th June / Saturday visione post - 13
Quando a dire "io so, ma non ho le prove" era Pasolini, si trattava di un intellettuale
cosciente di dare scandalo, forte solamente del proprio pensiero, e rischiando di suo.
Ma se a dire "io so, ma non ho le prove" è un procuratore della Repubblica, ovvero
una persona che solo attraverso le prove dovrebbe esprimersi, allora c'è qualcosa che
non va. Anche perchè a rischiare, se è un magistrato inquirente e non uno scrittore a
pronunciare l'"io so", sono i potenziali inquisiti.
Africa. faccenda del salvataggio in mare dei migranti salpati dall'Africa. Come è facile
capire, tra dire che la presenza delle navi ong vicino alle coste libiche "costituisce un
un incentivo indiretto" al traffico di umani (rapporto Frontex) e dire che "le ong sono
in combutta con i trafficanti" sono due posizioni un pò diverse.
Nel primo caso si tratterebbe di un eccesso di zelo umanitario, nel secondo di un'ignobile speculazione e soprattutto di un crimine. Cercare di usare le parole con precisione, per i
giudici, per i politici, per i giornalisti, dovrebbe essere importante quanto per i migranti
indossare il salvagente.
(Da la Repubblica - 29/04/2017 - L'Amaca / Michele Serra)
Si capisce che la Tav, che costa caterve di denaro pubblico, tiene aperti per anni enormi
cantieri, buca le montagne, sposta milioni di metri cubi di detriti, cambia l'orografia e il
regime delle acque sotterranee, divida gli animi e inneschi forti proteste. Ma cavare qual-
che ulivo per far passare un tubo sottoterra, e poi rimetterlo al suo posto, il tutto a spese
di una società privata, come è possibile che produca una rivolta che non ha alcuna vera
pezza d'appoggio di carattere ambientale o tecnico o naturalistico?
La sola spiegazione plausibile è il sentimento di esclusione, motore di molte delle meno
ragionevoli prese di posizione politiche degli ultimi anni (vedi quel coacervo di ostilità
assortite che chiamiamo pupulismo). Molte persone, molte comunità si sentono escluse
da ogni decisione e da ogni scelta. Dunque sono ostili per principio a quella decisione e
a quella scelta, indipendentemente dalla sua utilità e dalla sua bontà. A questo si ag-
giunge la crisi drammatica del concetto stesso di delega, di autorità, di classe dirigente.
O si prova a costruire con pazienza e rispetto un rapporto decente, e nuovo, tra gover-
nati e governanti, o anche spostare un vaso di gerani sarà il possibile innesco di una ri-
voluzione.
(Da la Repubblica - 28/04/'17 - L'Amaca / Michele Serra)
Lucianone
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sabato 17 giugno 2017
venerdì 16 giugno 2017
SOCIETA' - Stati Uniti / Gli afroamericani e il cinema: che cosa è cambiato
16 giugno '17 - venerdì 16th June / Friday visione post - 27
(da la Repubblica - 23/12/2013 - Arianna Finos / Londra)
Oprah Winfrey e Forest Whitake, la regina dei media americani e l'attore premio Oscar
si sono spesi fino allo sfinimento per The Butler - Un mggiordomo alla Casa Bianca, epo-
pea delle lotte per i diritti civili e i traguardi degli afroamericani, raccontata attraverso
la storia vera di Eugene Allen, servitore per 34 anni (dal '57 alll'86) di sette presidenti de-
gli Stati Uniti. Come già per Precious, il "black pack" di famosi e potenti (ci sono anche
la comunità afroamericana Mariah Carey e Lenny Kravitz) ha chiamato a raccolta la co-
munità afroamericana: 116 milioni di dollari d'incasso solo in Usa, per un film che ne è
costato trenta. Ma non ha convinto i critici la rilettura fin troppo politicamente corretta
di 50 anni di battaglie contro la discriminazione, raccontata attraverso il rapporto tra
un padre e un figlio: l'ex schiavo diventato il primo maggiordomo nero alla White House
(Whitaker) e il figlio, leader delle Pantere Nere, interpretato da David Oyelowo.
Signora Winfrey, dai tempi di Il colore viola è cambiata la presenza degli afroamericani
nel cinema.
Winfrey: "Sì, lo dimostrano film come 12 anni schiavo, Fruitvale station, Mandela-Longwalk
to freedom. Spero che il successo di The Butler spinga in questa direzione. Ma, piuttosto
che sottolineare che ci sono buoni film sui neri o sui gay, sarebbe meglio dire solo che
sono buoni film: mostrarli come la normalità, sottolinenado le similitudini, piuttosto che
le differenze.
CONTINUA... to be continued...
(da la Repubblica - 23/12/2013 - Arianna Finos / Londra)
Oprah Winfrey e Forest Whitake, la regina dei media americani e l'attore premio Oscar
si sono spesi fino allo sfinimento per The Butler - Un mggiordomo alla Casa Bianca, epo-
pea delle lotte per i diritti civili e i traguardi degli afroamericani, raccontata attraverso
la storia vera di Eugene Allen, servitore per 34 anni (dal '57 alll'86) di sette presidenti de-
gli Stati Uniti. Come già per Precious, il "black pack" di famosi e potenti (ci sono anche
la comunità afroamericana Mariah Carey e Lenny Kravitz) ha chiamato a raccolta la co-
munità afroamericana: 116 milioni di dollari d'incasso solo in Usa, per un film che ne è
costato trenta. Ma non ha convinto i critici la rilettura fin troppo politicamente corretta
di 50 anni di battaglie contro la discriminazione, raccontata attraverso il rapporto tra
un padre e un figlio: l'ex schiavo diventato il primo maggiordomo nero alla White House
(Whitaker) e il figlio, leader delle Pantere Nere, interpretato da David Oyelowo.
Signora Winfrey, dai tempi di Il colore viola è cambiata la presenza degli afroamericani
nel cinema.
Winfrey: "Sì, lo dimostrano film come 12 anni schiavo, Fruitvale station, Mandela-Longwalk
to freedom. Spero che il successo di The Butler spinga in questa direzione. Ma, piuttosto
che sottolineare che ci sono buoni film sui neri o sui gay, sarebbe meglio dire solo che
sono buoni film: mostrarli come la normalità, sottolinenado le similitudini, piuttosto che
le differenze.
CONTINUA... to be continued...
domenica 11 giugno 2017
Appuntamenti - Arte / Musica e altri vari eventi
11 giugno '17 - domenica 11th June / Sunday visione post - 15
COSTRUIRE IL NOVECENTO - Quando la pittura europea parlava italiano
Capolavori della collezione Giovanardi
Bologna - Palazzo Fava, via Manzoni 2
Fino al 25 giugno 2017
PICASSO NAPOLI PARADE
Picasso-Mediterraneo 2017-2019
Museo di Capodimonte / Antiquarium di Pompei
Fino al 10 luglio '17
BOTERO
Roma - Complesso del Vittoriano, Ala Brasini
Fino al 27 agosto '17
www.il vittoriano.com
Racconti di Zafferano / di e con Maria Pilar Pérez Aspa
Milano - Teatro Ringhiera, via Boifava 17
Fino al 24 giugno
Biglietti 22 euro (compresa la cena) - Prenotazione
obbligatoria - tel. 02.36592538
Il cibo, le sue pratiche, le sue ritualità, la sua vocazione conviviale.
Maria Pilar Pérez Aspa tesse la trama di un racconto gastronomico
attraverso le parole di Proust, Vicent, Montalban, Fernando de Rojas
trasformandole in un esperimento di letteratura ai fornelli che preve-
de anche la preparazione di una paella secondo la ricetta dell'epoca
di Cervantes da consumare insieme al pubblico.
Area Musica Estate -
TONY ALLEN - Film of Life
Milano - Orto Botanico Città Studi
In caso di pioggia, l'evento si terrà presso la Sala Attilio Levi
29 giugno - giovedì, ore 21.30
Il batterista nigeriano Tony Allen, che con Fela Kuti è uno dei padri dell'Afro beat,
presenta il fortunato progetto Film of Life nel quale riscrive con giovani musicisti
francesi la sceneggiatura della sua vita e propone una musica che dall'afro beat,
suo storico background, allunga i tentacoli verso il dub, il jazz, il rock.
McCOY TYNER - Echoes with a friend
Milano - Orto Botanico Città Studi
6 luglio - giovedì, ore 21.30
In caso di pioggia l'evento si terrà presso il Teatro Menotti, in via Ciro Menotti 11
Rassegna Rock a Villa di Serio (BG)
Pan del Diavolo - venerdì 21 luglio '17
Collettico C+C=Maxigross - sabato 22 luglio
Irene Grandi & Pastis (Marco e Saverio Lanza) - domenica 23 luglio
ARTE - mostra
Mondi africani - dalle radici al futuro
"L'arte africana oggi tra politica, economia, questioni di genere,
globalizzazione, tradizione, futuro e nuove sfide".
PAC - Milano, via Palestro 14
fino all'11 settembre '17
Il percorso della mostra documenta le ricerche estetiche in corso fra Algeria
e Ghana, Costa d'Avorio, Malì, Nigeria, Senegal, Uganda o Zimbabwe.
L'arte africana di oggi viaggia in parallelo al resto del pianeta. Ci sono grandi
artisti che usano linguaggi e media spesso all'avanguardia, ma non rinunciano
a un carattere identitario, alle radici culturali dei singoli paesi, a costumi, fol-
clori, simboli, iconografie e soggetti attecchiti da secoli nei vari territori. Un
antidoto all'omologazione dell'arte standardizzata.
Lucianone
COSTRUIRE IL NOVECENTO - Quando la pittura europea parlava italiano
Capolavori della collezione Giovanardi
Bologna - Palazzo Fava, via Manzoni 2
Fino al 25 giugno 2017
PICASSO NAPOLI PARADE
Picasso-Mediterraneo 2017-2019
Museo di Capodimonte / Antiquarium di Pompei
Fino al 10 luglio '17
BOTERO
Roma - Complesso del Vittoriano, Ala Brasini
Fino al 27 agosto '17
www.il vittoriano.com
Racconti di Zafferano / di e con Maria Pilar Pérez Aspa
Milano - Teatro Ringhiera, via Boifava 17
Fino al 24 giugno
Biglietti 22 euro (compresa la cena) - Prenotazione
obbligatoria - tel. 02.36592538
Il cibo, le sue pratiche, le sue ritualità, la sua vocazione conviviale.
Maria Pilar Pérez Aspa tesse la trama di un racconto gastronomico
attraverso le parole di Proust, Vicent, Montalban, Fernando de Rojas
trasformandole in un esperimento di letteratura ai fornelli che preve-
de anche la preparazione di una paella secondo la ricetta dell'epoca
di Cervantes da consumare insieme al pubblico.
Area Musica Estate -
TONY ALLEN - Film of Life
Milano - Orto Botanico Città Studi
In caso di pioggia, l'evento si terrà presso la Sala Attilio Levi
29 giugno - giovedì, ore 21.30
Il batterista nigeriano Tony Allen, che con Fela Kuti è uno dei padri dell'Afro beat,
presenta il fortunato progetto Film of Life nel quale riscrive con giovani musicisti
francesi la sceneggiatura della sua vita e propone una musica che dall'afro beat,
suo storico background, allunga i tentacoli verso il dub, il jazz, il rock.
McCOY TYNER - Echoes with a friend
Milano - Orto Botanico Città Studi
6 luglio - giovedì, ore 21.30
In caso di pioggia l'evento si terrà presso il Teatro Menotti, in via Ciro Menotti 11
Rassegna Rock a Villa di Serio (BG)
Pan del Diavolo - venerdì 21 luglio '17
Collettico C+C=Maxigross - sabato 22 luglio
Irene Grandi & Pastis (Marco e Saverio Lanza) - domenica 23 luglio
ARTE - mostra
Mondi africani - dalle radici al futuro
"L'arte africana oggi tra politica, economia, questioni di genere,
globalizzazione, tradizione, futuro e nuove sfide".
PAC - Milano, via Palestro 14
fino all'11 settembre '17
Il percorso della mostra documenta le ricerche estetiche in corso fra Algeria
e Ghana, Costa d'Avorio, Malì, Nigeria, Senegal, Uganda o Zimbabwe.
L'arte africana di oggi viaggia in parallelo al resto del pianeta. Ci sono grandi
artisti che usano linguaggi e media spesso all'avanguardia, ma non rinunciano
a un carattere identitario, alle radici culturali dei singoli paesi, a costumi, fol-
clori, simboli, iconografie e soggetti attecchiti da secoli nei vari territori. Un
antidoto all'omologazione dell'arte standardizzata.
Lucianone
lunedì 5 giugno 2017
Riflessioni - La storia di Ayse/Cappuccio Rosso: moderna partigiana turca contro l'Isis
5 giugno '17 - lunedì 5th June / Monday visione post - 19
Se ci sono dettagli discutibili o lati oscuri o punti interrogativi, nella vita e nella morte di
Ayse Karacagil per favore non diteceli. Non vogliamo saperli. Vogliamo tenerci la sua sto-
ria così come ce l'ha raccontata e disegnata Zerocalcare: una ragazza turca che fugge dal-
la galera di Erdogan, va a combattere con i curdi contro l'Isis e muore (pochi giorni fa)
con le armi in pugno, come una garibaldina, come una partigiana, come una combattente
per la libertà. Possiamo solo immaginare quale affronto sia, per i nazislamisti dell'Isis,
doversi battere con un esercito promiscuo come quello curdo, uomini e donne insieme.
Tantissime donne, che sanno bene quale sorte le aspetta, se vincono i neri del Califfato.
Ayse era una ragazza ed è morta a Raqqa, che prima o poi sarà liberata anche per suo
merito. Le siamo riconoscenti per almeno due motivi. Il primo è averci ricordato che per
la libertà si può anche morire. L'altro è, per così dire, più recente e perfino più prezioso:
in un momento storico in cui diventa sempre più difficile distinguere tra i buoni e i catti-
vi, tra le cose giuste e quelle sbagliate, non abbiamo alcun dubbio sul fatto che lei era
dalla parte delle cose giuste. E per questo era buona.
(Da
la Repubblica - 2 giugno '17 - L'Amaca / Michele Serra)
Lucianone
Se ci sono dettagli discutibili o lati oscuri o punti interrogativi, nella vita e nella morte di
Ayse Karacagil per favore non diteceli. Non vogliamo saperli. Vogliamo tenerci la sua sto-
ria così come ce l'ha raccontata e disegnata Zerocalcare: una ragazza turca che fugge dal-
la galera di Erdogan, va a combattere con i curdi contro l'Isis e muore (pochi giorni fa)
con le armi in pugno, come una garibaldina, come una partigiana, come una combattente
per la libertà. Possiamo solo immaginare quale affronto sia, per i nazislamisti dell'Isis,
doversi battere con un esercito promiscuo come quello curdo, uomini e donne insieme.
Tantissime donne, che sanno bene quale sorte le aspetta, se vincono i neri del Califfato.
Ayse era una ragazza ed è morta a Raqqa, che prima o poi sarà liberata anche per suo
merito. Le siamo riconoscenti per almeno due motivi. Il primo è averci ricordato che per
la libertà si può anche morire. L'altro è, per così dire, più recente e perfino più prezioso:
in un momento storico in cui diventa sempre più difficile distinguere tra i buoni e i catti-
vi, tra le cose giuste e quelle sbagliate, non abbiamo alcun dubbio sul fatto che lei era
dalla parte delle cose giuste. E per questo era buona.
(Da
la Repubblica - 2 giugno '17 - L'Amaca / Michele Serra)
Lucianone
domenica 4 giugno 2017
SPORT - calcio / Champions League: Juventus - Real Madrid 1 - 4 / JUVE, un'altra finale fallita: perchè?
4 giugno '17 - domenica 4th June / Sunday visione post - 28
PERCHE' LA JUVE E' CROLLATA
Come spiegare il secondo tempo di Cardiff
L'impressione è che il secondo tempo di Cardiff resterà tra i misteri storici del calcio
italiano. Come la Corea, Milan-Liverpool , lo Zambia. Non è comprensibile - non per
una squadra mentalmente forte come la Juve - questo crollo totale e improvviso dopo
essere stata la più solida di tutto il torneo. Non era la Juve quel gruppo anarchico e
senz'anima che ha vagato negli ultimi 45', i reparti lontani, i collegamenti saltati, l'in-
capacità addirittura di superare la trequarti avversaria. Cosa è successo nell'interval-
lo, di cosa si è parlato, cosa mai è scattato nella testa di Allegri e dei giocatori?
Spiegazioni possibili: troppa sicurezza, improvvisa crisi atletica, sofferenza tattica,
paura di vincere, inesperienza al cospetto del Real. O forse una combinazione di tutto.
(da 'La Gazzetta dello Sport' - Fabio Licari / da Cardiff-Galles)
Ci eravamo tutti, chi più chi un pò meno, illusi: questa volta la Signore ce la può fare,
siamo alla pari, sì, insomma ce la giochiamo alla pari con questo Real, non come
col Barcellona, adesso c'è più esperienza, più consapevolezza dei propri mezzi.
Niente di niente: l'illusione è rimasta tale. Settima finale persa, ragazzi, e il vecchio
e talvolta buon proverbio "c'è sempre la prima volta" va ancora una volta rinviato...
E adesso tutti a chiederci il perchè di questa disfatta. Sì, d'accordo il primo tempo
è stato all'altezza della Juve del campionato e il Real è stato pressochè dominato, ma
tutto è finito lì. E ci è rimasto solo il ricordo di quel gol straordinario di Mandzukic
al 27' che, pareggiando, ci faceva sperare molto bene per la seconda parte.
Il vuoto, il buco nero è stato l'intervallo che ci ha restituito una Juve trasformata in
tutti i sensi: ma quelli peggiori. Dal 16' al 19' (3 minuti) i bianconeri incassano due
gol, quando in tutto il torneo ne avevano subiti solo tre. Perchè? La domanda ritor-
na pressante. La motivazione di una sconfitta così inopinata e pesante è da attribui-
re alla difesa? Direi di no! Il primo vero responsabile della sconfitta è l'attacco, so-
prattutto del secondo tempo. Un attacco dove Dybala era uscito dallo spogliatoio
ridotto a fantasma vero e propeio, dove Higuain arretrava sempre più e mai vera-
mente si proponeva nello specchio dell'area avversaria, dove Khedira invece di da-
re propulsione nel centrocampo avanzato faceva solo la bella statuina. Solo a que-
to punto e si era al 15' del 2° tempo, anche la difesa e i migliori - Dani Alves, Pjanic,
Mandzukic - seguivano l'andazzo dei tre citati e la partita non aveva più storia: quel-
li del Real Madrid, da vecchie volpi - e Ronaldo per primo - si infilavano nei buchi,
nei vuoti e nelle voragini create dai bianconeri di Allegri e facevano sfracelli su un
cadavere a portata di piede. Basta! Non infieriamo più. Ma diciamo lo stesso grazie
a questa Juventus che ha onorato il calcio italiano e ci ha regalato una finale con il
Real stellare. Teniamoci il ricordo del primo tempo, inventandoci, per quanto pos-
sibile, un finale diverso!
- Luciano Finesso -
Lucianone
PERCHE' LA JUVE E' CROLLATA
Come spiegare il secondo tempo di Cardiff
L'impressione è che il secondo tempo di Cardiff resterà tra i misteri storici del calcio
italiano. Come la Corea, Milan-Liverpool , lo Zambia. Non è comprensibile - non per
una squadra mentalmente forte come la Juve - questo crollo totale e improvviso dopo
essere stata la più solida di tutto il torneo. Non era la Juve quel gruppo anarchico e
senz'anima che ha vagato negli ultimi 45', i reparti lontani, i collegamenti saltati, l'in-
capacità addirittura di superare la trequarti avversaria. Cosa è successo nell'interval-
lo, di cosa si è parlato, cosa mai è scattato nella testa di Allegri e dei giocatori?
Spiegazioni possibili: troppa sicurezza, improvvisa crisi atletica, sofferenza tattica,
paura di vincere, inesperienza al cospetto del Real. O forse una combinazione di tutto.
(da 'La Gazzetta dello Sport' - Fabio Licari / da Cardiff-Galles)
Ci eravamo tutti, chi più chi un pò meno, illusi: questa volta la Signore ce la può fare,
siamo alla pari, sì, insomma ce la giochiamo alla pari con questo Real, non come
col Barcellona, adesso c'è più esperienza, più consapevolezza dei propri mezzi.
Niente di niente: l'illusione è rimasta tale. Settima finale persa, ragazzi, e il vecchio
e talvolta buon proverbio "c'è sempre la prima volta" va ancora una volta rinviato...
E adesso tutti a chiederci il perchè di questa disfatta. Sì, d'accordo il primo tempo
è stato all'altezza della Juve del campionato e il Real è stato pressochè dominato, ma
tutto è finito lì. E ci è rimasto solo il ricordo di quel gol straordinario di Mandzukic
al 27' che, pareggiando, ci faceva sperare molto bene per la seconda parte.
Il vuoto, il buco nero è stato l'intervallo che ci ha restituito una Juve trasformata in
tutti i sensi: ma quelli peggiori. Dal 16' al 19' (3 minuti) i bianconeri incassano due
gol, quando in tutto il torneo ne avevano subiti solo tre. Perchè? La domanda ritor-
na pressante. La motivazione di una sconfitta così inopinata e pesante è da attribui-
re alla difesa? Direi di no! Il primo vero responsabile della sconfitta è l'attacco, so-
prattutto del secondo tempo. Un attacco dove Dybala era uscito dallo spogliatoio
ridotto a fantasma vero e propeio, dove Higuain arretrava sempre più e mai vera-
mente si proponeva nello specchio dell'area avversaria, dove Khedira invece di da-
re propulsione nel centrocampo avanzato faceva solo la bella statuina. Solo a que-
to punto e si era al 15' del 2° tempo, anche la difesa e i migliori - Dani Alves, Pjanic,
Mandzukic - seguivano l'andazzo dei tre citati e la partita non aveva più storia: quel-
li del Real Madrid, da vecchie volpi - e Ronaldo per primo - si infilavano nei buchi,
nei vuoti e nelle voragini create dai bianconeri di Allegri e facevano sfracelli su un
cadavere a portata di piede. Basta! Non infieriamo più. Ma diciamo lo stesso grazie
a questa Juventus che ha onorato il calcio italiano e ci ha regalato una finale con il
Real stellare. Teniamoci il ricordo del primo tempo, inventandoci, per quanto pos-
sibile, un finale diverso!
- Luciano Finesso -
Lucianone
martedì 30 maggio 2017
SPORT - calcio / serie A - 38^ giornata 2016/17 - Atto finale
30 maggio '17 - martedì 30th May / Tuesday visione post - 20
RISULTATI delle partite
Atalanta 1 Bologna 1 Cagliari 2 Roma 3 Sampdoria 2 Crotone 3
Chievo 0 Juventus 2 Milan 1 Genoa 2 Napoli 4 Lazio 1
Fiorentina 2 Inter 5 Palermo 2 Torino 5
Pescara 2 Udinese 2 Empoli 1 Sassuolo 3
CLASSIFICA
Juventus 91 / Roma 87 / Napoli 86 / Atalanta 72 / Lazio 70 /
Milan 68 / Inter 62 / Fiorentina 60 / Torino 53 / Sampdoria 48 / Cagliari 47 /
Sassuolo 46 / Udinese 45 / Chievo 43 / Bologna 41 / Genoa 36 / Crotone 34 /
Empoli 32 / Palermo 26 / Pescara 18
Lucianone
RISULTATI delle partite
Atalanta 1 Bologna 1 Cagliari 2 Roma 3 Sampdoria 2 Crotone 3
Chievo 0 Juventus 2 Milan 1 Genoa 2 Napoli 4 Lazio 1
Fiorentina 2 Inter 5 Palermo 2 Torino 5
Pescara 2 Udinese 2 Empoli 1 Sassuolo 3
CLASSIFICA
Juventus 91 / Roma 87 / Napoli 86 / Atalanta 72 / Lazio 70 /
Milan 68 / Inter 62 / Fiorentina 60 / Torino 53 / Sampdoria 48 / Cagliari 47 /
Sassuolo 46 / Udinese 45 / Chievo 43 / Bologna 41 / Genoa 36 / Crotone 34 /
Empoli 32 / Palermo 26 / Pescara 18
Lucianone
lunedì 29 maggio 2017
CINEMA - Una grande Isabelle Huppert: nel film "Elle"
29 maggio '17 - domenica 29th May / Sunday visione post - 21
(da La Repubblica - 20 marzo '17 - R2Spettacoli - Natalia Aspesi)
Lo sconosciuto mascherato come fosse Diabolik è penetrato in casa, l'assale, la colpisce
con pugni e calci, la getta sul pavimento, la sovrasta, la immobilizza, le strappa il vestito,
le calze, le mutande e la sodomizza. Marty, il bel gattone grigio, osserva immobile e in-
curiosito la scena di massima violenza, come noi spettatori, che senza emozione ci chie-
diamo, ma lei urla per il dolore, il terrore, l'umiliazione oppure perchè sta provando un
piacere irrefrenabile e ignoto? Lo stupro è già avvenuto e il film comincia con la vittima
che pochi minuti dopo, il viso ferito e il corpo sanguinante, si mette imperturbabile a rac-
cogliere i cocci di un vaso schiantato durante la colluttazione, a fare un bel bagno caldo
e a ordinare sushi per telefono. E' successo, ma è come se non fosse successo niente, o
è successo troppo? Oppure semplicemente ciò che potrebbe distruggere la nostra vita va
immediatamente cancellato ed è l'indifferenza a proteggerci oggi dalle angosce del mon-
do?
Elle, diretto dall'olandese Paul Verhoeven, sceneggiato dall'americano David Birke, trat-
to dal romanzo Oh.. (pubblicato in Italia da Voland) del francese di origine armena Phi-
lippe Djian, è ambientato, come la gran parte del cinema francese, tra la borghesia pari-
gina di successo, protagonista la francese Isabelle-
ni Huppert al suo ultracentesimo film,
ùil Golden Globe per la miglior protagonista di un film drammatico. Critiche entusiasti-
che ovunque soprattutto per lei, ma anche per l'incontro grandiosamente fortunato tra
un regista di solito non molto apprezzato e ambiguamente sporcaccione e una diva che
più va avanti negli anni più si adatta ai cineprecipizi del disordine erotico. Lui ha diret-
to nel 1992 Basic Instinct con una Sharon Stone appositamente gelida, che la leggenda
sostiene essere stata senza mutande, lei dieci anni dopo in La pianista di Haneke è stata
una donna disturbata e molto sadomaso. - Tsabelle Huppert, oltre ad essere una grande
attrice, ha due virtù: quella di essere senza tempo e molto attraente a più di 60 anni, ri-
scattando così tutte le donne che si sentono scarto a 50 anni; quella di saper rappresen-
tare in certi suoi film come questo, e con la massima disinvoltura, una tipologia molto
apprezzata dall'immaginario maschile, cioè quello di una donna bella, elegante, matu-
ra ma fisicamente adolescenziale, di gran classe, finanziariamente autonoma e forse
anche colta, apparentemente inavvicinabile eppure dedita a ogni possibile promiscuità
e avventatezza erotica.
Tornando al film "Elle", Michèle ha alle spalle una storia orribile, un padre molto reli-
gioso che quando lei era bambina, uscì di casa armato e uccise una settantina di bam-
bini in un campo vacanze. Ancora oggi, dopo decenni, a Michèle capita che qualcuno
in xtrada le sputi in faccia, la insulti in un bar. Così non può dimenticare e difende la
sua disperazione di un tempo rifiutandosi di andare a trovare in prigione il vecchio pa-
dre ormai morente. Lei sa che non c'è legame tra quella tragedia che ha spezzato tante
vite e anche la sua, e quello stupro che comunque non vuole denunciare e che, come fos-
se niente, cenando a champagne in un ristorante, racconta agli amici sere dopo. Ma in-
tanto fa rifare le serrature di casa, compra uno spray urticante e un martello, perchè
la ragione le dice che se il criminale tornerà (e intanto le manda messaggini osceni, tipo
"sei stretta per la tua età") dovrà difendersi; ma il corpo non è d'accordo, il ricordo
dell'oltraggio, se ho capito, non l'abbandona.
Michèle, nel film, dirige con l'amica Anna un laboratorio che produce videogame di fan-
taerotismo e visionandoli, le capita di dire: "Quegli orgasmi femminili sono troppo timi-
di!". Vive sola con l'amato vecchio gatto, e gli uomini che la circondano le appaiono un
disastro, come purtroppo accade nella realtà a tante ultracinquantenni: ha cacciato di
casa il marito noioso, il figlio ventenne con lavori precari vive con una ragazza incinta
che lo domina e maltratta, il marito della sua carissima amica Anna è il suo amante non
amato; c'è il giovane gigolò che sua madre paga e vuole sposare, c'è un vicino belloccio
e simpatico che l'attrae: spiandolo non vista dalla finestra, lei si masturba. Uno di questi
maschi, oppure uno dei suoi giovani collaboratori in ufficio, potrebbe essere ,lo stuprato-
re; lo vuole sapere per vendicarsi o al contrario per precipitarsi nel piacere masochista
senza maschera, senza ipocrisia, senza inganno? Dice all'amica: "La vergogna non è
un'emozione abbastanza profonda da impedirti di fare ciò che non dovresti". Il romanzo
più profondo e eccitante di masochismo femminile l'ha scritto una donna, la scrittrice Do-
minique Aury che con lo pseudonimo di Pauline Rèage ha pubblicato in Francia, nel 1954,
il suo celebre Histoire d'O. Il romanzo di Djian è avvincente e il film con qualche piccola
variazione, ne segue ogni pagina.
(da La Repubblica - 20 marzo '17 - R2Spettacoli - Natalia Aspesi)
Lo sconosciuto mascherato come fosse Diabolik è penetrato in casa, l'assale, la colpisce
con pugni e calci, la getta sul pavimento, la sovrasta, la immobilizza, le strappa il vestito,
le calze, le mutande e la sodomizza. Marty, il bel gattone grigio, osserva immobile e in-
curiosito la scena di massima violenza, come noi spettatori, che senza emozione ci chie-
diamo, ma lei urla per il dolore, il terrore, l'umiliazione oppure perchè sta provando un
piacere irrefrenabile e ignoto? Lo stupro è già avvenuto e il film comincia con la vittima
che pochi minuti dopo, il viso ferito e il corpo sanguinante, si mette imperturbabile a rac-
cogliere i cocci di un vaso schiantato durante la colluttazione, a fare un bel bagno caldo
e a ordinare sushi per telefono. E' successo, ma è come se non fosse successo niente, o
è successo troppo? Oppure semplicemente ciò che potrebbe distruggere la nostra vita va
immediatamente cancellato ed è l'indifferenza a proteggerci oggi dalle angosce del mon-
do?
Elle, diretto dall'olandese Paul Verhoeven, sceneggiato dall'americano David Birke, trat-
to dal romanzo Oh.. (pubblicato in Italia da Voland) del francese di origine armena Phi-
lippe Djian, è ambientato, come la gran parte del cinema francese, tra la borghesia pari-
gina di successo, protagonista la francese Isabelle-
ni Huppert al suo ultracentesimo film,
ùil Golden Globe per la miglior protagonista di un film drammatico. Critiche entusiasti-
che ovunque soprattutto per lei, ma anche per l'incontro grandiosamente fortunato tra
un regista di solito non molto apprezzato e ambiguamente sporcaccione e una diva che
più va avanti negli anni più si adatta ai cineprecipizi del disordine erotico. Lui ha diret-
to nel 1992 Basic Instinct con una Sharon Stone appositamente gelida, che la leggenda
sostiene essere stata senza mutande, lei dieci anni dopo in La pianista di Haneke è stata
una donna disturbata e molto sadomaso. - Tsabelle Huppert, oltre ad essere una grande
attrice, ha due virtù: quella di essere senza tempo e molto attraente a più di 60 anni, ri-
scattando così tutte le donne che si sentono scarto a 50 anni; quella di saper rappresen-
tare in certi suoi film come questo, e con la massima disinvoltura, una tipologia molto
apprezzata dall'immaginario maschile, cioè quello di una donna bella, elegante, matu-
ra ma fisicamente adolescenziale, di gran classe, finanziariamente autonoma e forse
anche colta, apparentemente inavvicinabile eppure dedita a ogni possibile promiscuità
e avventatezza erotica.
Tornando al film "Elle", Michèle ha alle spalle una storia orribile, un padre molto reli-
gioso che quando lei era bambina, uscì di casa armato e uccise una settantina di bam-
bini in un campo vacanze. Ancora oggi, dopo decenni, a Michèle capita che qualcuno
in xtrada le sputi in faccia, la insulti in un bar. Così non può dimenticare e difende la
sua disperazione di un tempo rifiutandosi di andare a trovare in prigione il vecchio pa-
dre ormai morente. Lei sa che non c'è legame tra quella tragedia che ha spezzato tante
vite e anche la sua, e quello stupro che comunque non vuole denunciare e che, come fos-
se niente, cenando a champagne in un ristorante, racconta agli amici sere dopo. Ma in-
tanto fa rifare le serrature di casa, compra uno spray urticante e un martello, perchè
la ragione le dice che se il criminale tornerà (e intanto le manda messaggini osceni, tipo
"sei stretta per la tua età") dovrà difendersi; ma il corpo non è d'accordo, il ricordo
dell'oltraggio, se ho capito, non l'abbandona.
Michèle, nel film, dirige con l'amica Anna un laboratorio che produce videogame di fan-
taerotismo e visionandoli, le capita di dire: "Quegli orgasmi femminili sono troppo timi-
di!". Vive sola con l'amato vecchio gatto, e gli uomini che la circondano le appaiono un
disastro, come purtroppo accade nella realtà a tante ultracinquantenni: ha cacciato di
casa il marito noioso, il figlio ventenne con lavori precari vive con una ragazza incinta
che lo domina e maltratta, il marito della sua carissima amica Anna è il suo amante non
amato; c'è il giovane gigolò che sua madre paga e vuole sposare, c'è un vicino belloccio
e simpatico che l'attrae: spiandolo non vista dalla finestra, lei si masturba. Uno di questi
maschi, oppure uno dei suoi giovani collaboratori in ufficio, potrebbe essere ,lo stuprato-
re; lo vuole sapere per vendicarsi o al contrario per precipitarsi nel piacere masochista
senza maschera, senza ipocrisia, senza inganno? Dice all'amica: "La vergogna non è
un'emozione abbastanza profonda da impedirti di fare ciò che non dovresti". Il romanzo
più profondo e eccitante di masochismo femminile l'ha scritto una donna, la scrittrice Do-
minique Aury che con lo pseudonimo di Pauline Rèage ha pubblicato in Francia, nel 1954,
il suo celebre Histoire d'O. Il romanzo di Djian è avvincente e il film con qualche piccola
variazione, ne segue ogni pagina.
Lucianone
martedì 23 maggio 2017
SCIENZE / La storia - Stazione spaziale e supervita (con batteri cattivi)
23 maggio '17 - martedì 23rd May / Tuesday visione post - 14
Quei batteri che in orbita
diventano ancora più cattivi
(da la Repubblica - 23 marzo '17 - di Elena Dusi)
Provviste di cibo e pezzi di ricambio. Ma non solo. A bordo dell'ultimo razzo SpaceX
approdato sulla Stazione spaziale internazionale c'è anche un cofanetto isolato con tre
strati di sigillante. Contiene una colonia di Staphylococcus aureus resitenti agli antibio-
tici: batteri letali che solo negli Stati Uniti uccidono 20mila persone all'anno.
Mandandolo nello spazio, gli scienziati dell Nasa e dell'azienda biotech americana Na-
nobiosym sperano di rendere questo batterio ancora più aggressivo. Vari indizi, raccol-
ti a partire dagli anni '60, suggeriscono infatti che l'assenza di gravità - per motivi tut-
t'altro che chiari - faccia moltiplicare i batteri più rapidamente, amplifichi le alterazio-
ni del loro Dna, li renda più aggressivi e capaci di schivare meglio gli antibiotici.
"Come fa la microgravità a influenzare la rapidità con cui si accumulano mutazioni ge-
netiche? Questo è il primo quesito da chiarire. Poi, imparando a prevedere queste mu-
tazioni, cercheremo di progettare un farmaco che contrasti i superbatteri" spiega Ani-
ta Goel, laureta in fisica e in medicina e direttrice scientifica della società Nanobyosim.
Gli strafilococchi spaziali torneranno sulla Terra fra un mese. Verranno sottoposti a
un test del Dna e confrontati con la colonia gemella rimasta a Terra. Teoricamente, a-
nalizzando le differenze fra i percorsi genetici seguiti dai due gruppi di microrganismi,
si potrebbero fare passi avanti nella ricerca di antibiotici più efficaci. Ma queste sono
tappe del futuro. Al momento resta moltissimo da capire su come una semplice varia-
zione della forza di gravità cambi così tanto la virulenza dei batteri. "Non sono tanto
le radiazioni cosmiche ad alterare il loro Dna, quanto proprio la microgravità" spiega
Daniela Billi, astrobiologa dell' università di Tor Vergata a Roma che collabora con
l'Agenzia spaziale italiana. "I batteri nello spazio modificano profondamente il loro,
metabolismo e producono proteine diverse rispetto alla Terra diventando spesso più
aggressivi". - Nel 2006, a bordo dello Shuttle Atlantis, Cheryl Nickerson dell'universi-
tà dell'Arizona fece viaggiare una colonia di Salmonella. Subito dopo l'atterraggio in-
fettò alcuni topi con i batteri tornati dallo spazio e altri topi con batteri identici ma ri-
masti sulla Terra. Il primo gruppo di cavie si ammalò in maniera molto più grave e
gli infettivologi diedero la colpa proprio alle mutazioni .genetiche acquisite dai batteri
in orbita. "Poco più tardi, nel 2009, la Nasa lanciò dei microsatelliti chiamati Pharma-
Sat con dei campioni di funghi a bordo. Al loro ritorno ci si accorse che erano necessa-
rie dosi maggiori di antibiotici per ucciderli" prosegue Billi. Anche se, spiega Peter
Taylor, microbiologo dell'University College London, ieri a Houston per una serie di
incontri alla Nasa, "non tutti i ricercatori sono d'accordo su questi aspetti. Noi, in
condizioni di microgravità simulata, abbiamo notato a l contrario una perdita di vi-
rulenza dei batteri, mentre la vulnerabilità agli antibiotici non ha subito cambiamen-
ti".
Lucianone
Quei batteri che in orbita
diventano ancora più cattivi
(da la Repubblica - 23 marzo '17 - di Elena Dusi)
Provviste di cibo e pezzi di ricambio. Ma non solo. A bordo dell'ultimo razzo SpaceX
approdato sulla Stazione spaziale internazionale c'è anche un cofanetto isolato con tre
strati di sigillante. Contiene una colonia di Staphylococcus aureus resitenti agli antibio-
tici: batteri letali che solo negli Stati Uniti uccidono 20mila persone all'anno.
Mandandolo nello spazio, gli scienziati dell Nasa e dell'azienda biotech americana Na-
nobiosym sperano di rendere questo batterio ancora più aggressivo. Vari indizi, raccol-
ti a partire dagli anni '60, suggeriscono infatti che l'assenza di gravità - per motivi tut-
t'altro che chiari - faccia moltiplicare i batteri più rapidamente, amplifichi le alterazio-
ni del loro Dna, li renda più aggressivi e capaci di schivare meglio gli antibiotici.
"Come fa la microgravità a influenzare la rapidità con cui si accumulano mutazioni ge-
netiche? Questo è il primo quesito da chiarire. Poi, imparando a prevedere queste mu-
tazioni, cercheremo di progettare un farmaco che contrasti i superbatteri" spiega Ani-
ta Goel, laureta in fisica e in medicina e direttrice scientifica della società Nanobyosim.
Gli strafilococchi spaziali torneranno sulla Terra fra un mese. Verranno sottoposti a
un test del Dna e confrontati con la colonia gemella rimasta a Terra. Teoricamente, a-
nalizzando le differenze fra i percorsi genetici seguiti dai due gruppi di microrganismi,
si potrebbero fare passi avanti nella ricerca di antibiotici più efficaci. Ma queste sono
tappe del futuro. Al momento resta moltissimo da capire su come una semplice varia-
zione della forza di gravità cambi così tanto la virulenza dei batteri. "Non sono tanto
le radiazioni cosmiche ad alterare il loro Dna, quanto proprio la microgravità" spiega
Daniela Billi, astrobiologa dell' università di Tor Vergata a Roma che collabora con
l'Agenzia spaziale italiana. "I batteri nello spazio modificano profondamente il loro,
metabolismo e producono proteine diverse rispetto alla Terra diventando spesso più
aggressivi". - Nel 2006, a bordo dello Shuttle Atlantis, Cheryl Nickerson dell'universi-
tà dell'Arizona fece viaggiare una colonia di Salmonella. Subito dopo l'atterraggio in-
fettò alcuni topi con i batteri tornati dallo spazio e altri topi con batteri identici ma ri-
masti sulla Terra. Il primo gruppo di cavie si ammalò in maniera molto più grave e
gli infettivologi diedero la colpa proprio alle mutazioni .genetiche acquisite dai batteri
in orbita. "Poco più tardi, nel 2009, la Nasa lanciò dei microsatelliti chiamati Pharma-
Sat con dei campioni di funghi a bordo. Al loro ritorno ci si accorse che erano necessa-
rie dosi maggiori di antibiotici per ucciderli" prosegue Billi. Anche se, spiega Peter
Taylor, microbiologo dell'University College London, ieri a Houston per una serie di
incontri alla Nasa, "non tutti i ricercatori sono d'accordo su questi aspetti. Noi, in
condizioni di microgravità simulata, abbiamo notato a l contrario una perdita di vi-
rulenza dei batteri, mentre la vulnerabilità agli antibiotici non ha subito cambiamen-
ti".
Lucianone
SPORT - Calcio / Serie A - 37^ giornata 2016/17 / Scudetto alla Juve
23 maggio '17 - martedì 23rd May / Tuesday visione post - 21
RISULTATI delle partite
Chievo 3 Napoli 4 Empoli 0 Genoa 2 Juventus 3 Sassuolo 6
Roma 5 Fiorentina 1 Atalanta 1 Torino 1 Crotone 0 Cagliari 2
Udinese 1 Lazio 1 Pescara 2
Sampdoria 1 Inter 3 Palermo 0
CLASSIFICA
JUVENTUS 88 / Roma 84 / Napoli 83 / Lazio 70 / Atalanta 69 / Milan 63 /
Inter, Fiorentina 59 / Torino 50 / Sampdoria 48 / Sassuolo 46 / Udinese 45 /
Cagliari 44 / Chievo 43 / Bologna 41 / Genoa 36 / Empoli 32 / Crotone 31 /
Palermo 23 / Pescara 17
JUVENTUS STORICA
Battendo il Crotone la squadra di Allegri conquista il 6° scudetto di fila.
Gigi Buffon è il bianconero più vincente. E da oggi parte la missione triplete.
Dopo Coppa Italia e Scudetto, i bianconeri vanno a caccia della Coppa Champions.
A due passi dal Mito,
Per raggiungerlo questo Mito con "M" maiuscola, la Signora J. non deve fare altro
che completare il giro di boa della sua straordinaria annata: e battere il Real Madrid
a Cardiff. Semplice, come sempre a dirsi, ma abbastanza tremendamente difficile.
Ma c'è quel 'abbastanza' a rincuorarci, a farci sperare nell'impresa con un buon 60%
di probabilità. Motivo: questa Juve è molto più sicura e consapevole delle sue forze,
è cioè in una parola maturata molto, con dietro le spalle una società forte,. compatta
che ha in Marotta-Agnelli il duo dirigenziale migliore di tutti gli altri club.
E poi c'è anche un tifo dei suoi fan maturato insieme a tutta la squadra. Basti dire che
allo Stadium dopo la vittoria netta sul Crotone l'entusiasmo è stato trattenuto per po-
terlo dedicare tutto intero per il giorno della sfida CHAMPIONS, là in quel di Cardiff.
- Luciano Finesso -
Lucianone
RISULTATI delle partite
Chievo 3 Napoli 4 Empoli 0 Genoa 2 Juventus 3 Sassuolo 6
Roma 5 Fiorentina 1 Atalanta 1 Torino 1 Crotone 0 Cagliari 2
Udinese 1 Lazio 1 Pescara 2
Sampdoria 1 Inter 3 Palermo 0
CLASSIFICA
JUVENTUS 88 / Roma 84 / Napoli 83 / Lazio 70 / Atalanta 69 / Milan 63 /
Inter, Fiorentina 59 / Torino 50 / Sampdoria 48 / Sassuolo 46 / Udinese 45 /
Cagliari 44 / Chievo 43 / Bologna 41 / Genoa 36 / Empoli 32 / Crotone 31 /
Palermo 23 / Pescara 17
JUVENTUS STORICA
Battendo il Crotone la squadra di Allegri conquista il 6° scudetto di fila.
Gigi Buffon è il bianconero più vincente. E da oggi parte la missione triplete.
Dopo Coppa Italia e Scudetto, i bianconeri vanno a caccia della Coppa Champions.
IL
COMMENTOA due passi dal Mito,
Per raggiungerlo questo Mito con "M" maiuscola, la Signora J. non deve fare altro
che completare il giro di boa della sua straordinaria annata: e battere il Real Madrid
a Cardiff. Semplice, come sempre a dirsi, ma abbastanza tremendamente difficile.
Ma c'è quel 'abbastanza' a rincuorarci, a farci sperare nell'impresa con un buon 60%
di probabilità. Motivo: questa Juve è molto più sicura e consapevole delle sue forze,
è cioè in una parola maturata molto, con dietro le spalle una società forte,. compatta
che ha in Marotta-Agnelli il duo dirigenziale migliore di tutti gli altri club.
E poi c'è anche un tifo dei suoi fan maturato insieme a tutta la squadra. Basti dire che
allo Stadium dopo la vittoria netta sul Crotone l'entusiasmo è stato trattenuto per po-
terlo dedicare tutto intero per il giorno della sfida CHAMPIONS, là in quel di Cardiff.
- Luciano Finesso -
Lucianone
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