29 febbraio '16 - lunedì 29th February / Monday visione post - 6
(da la Repubblica - 22/02/2016 - La storia / Francesca De Benedetti)
" Torna da dove sei venuta! In cucina! ". Zenith Irfan ha 21 anni e almeno una certezza:
l'ultima cosa che farà è chiudersi in casa a preparare pane chapati o pollo karahi, come in-
vece le intima di fare uno sconosciuto mentre lei attraversa in moto il passo del Khunjerab,
al confine tra il suo Pakistan e la Cina.
Zenith è studentessa di marketing alla School of Economics di Lahore, ma nel suo paese e
ormai in tutto il mondo è "One girl, two wheels", la ragazza su due ruote: così ha battez-
zato il suo seguitissimo blog su Facebook. Ai social, Zenith consegna giorno dopo giorno
io suoi "diari della motocicletta". "Non sapevo neppure che ci fossero precedenti famosi,
non conoscevo i diari di Che Guevara. Non ho ispiratori se non mio padre", ci racconta
Zenith. Che però nel suo piccolo una rivoluzione l'ha fatta: la "rivoluzione a bordo", in
un paese dove una donna on the road non è la norma ma un tabù, soprattutto nelle zone
rurali, le più conservatrici. In moto si va tutt'al più al seguito di un uomo, sedute rigoro-
samente alla amazzone, a gambe chiuse. Anche la bicicletta è perlopiù "cosa da maschi":
se ci sale una donna, è costume che lo faccia con le cosce di lato, ben serrate.
Ma ora la "ragazza su due ruote" ispira miriadi di coetanee pachistane, la sua posta Face-
book si intasa di messaggi, altre donne organizzano corse in motocicletta. Com'è comincia-
ta, questa contagiosa storia d'amore con una Honda Cd-70? "Ho perso mio papà quan-
d'ero piccina - racconta Zenith - e a 12 anni mia madre ha sfogliato con me l'album di fa-
miglia. 'Tuo padre aveva un sogno che non ha potuto realizzare, cioè attraversare il Paki-
stan in moto', mi ha detto insinuando in me l'idea che quel sogno potesse rivivere grazie
a me". L'idea per un pò è rimasta in cantina assieme ai ricordi. Poi "nel giugno del 2015,
alla School of Economics ci hanno dato una settimana di pausa. Mi chiedevo cosa fare ed
è stato allora che mi sono ricordata di quell'idea folle: il viaggio in moto. Tutta la famiglia
mi ha dato una mano, mio fratello mi ha venduto la sua Honda, mia madre l'ha convinto
a insegnarmi a usarla".
Quell'estate Zenith mette in borsa una torcia, ginocchiere, jeans e magliette, crema solare,
corde elastiche, coltellino pieghevole e insetticida. Trova spazio anche per il make-up,
"ma l'essenziale". La sua prima avventura a due ruote dura cinque giorni, è un tour del
Kashmir, con tappa a Muzaffarabad. "E' stato così bello che ci ho preso gusto. Appena
ho potuto, sono risalita sulla Honda per un viaggio di tre settimane fino al confine con
la Cina, al passo del Khunjerab". E' stato lì che un uomo le ha urlato di "tornarsene a ca-
sa", ma lei ha tirato dritto. "Non mi sono mai sentita sola, anche perchè ero con un grup-
petto di motociclisti; nessuno ha tentato di molestarmi. Ma devo dire che le reazioni della
gente, a vedere una donna su due ruote, spesso erano di stupore o fastidio. Quando mi fer-
mavo a chiedere informazioni tutta bardata con il casco e le protezioni. il più delle volte
mi scambiavano per un maschio. Ma poi, quando capivano che ero una femmina, rimane-
vano così scioccati che non davo loro neppure il tempo di reagire: un rombo di motori e
ripartivo a gran velocità. L'unico momento in cui ho provato davvero paura è stato vicino
al lago Saiful Muluk. Mi si sono rotti i freni mentre scendevo lungo le montagne e mi -
salvata facendomi forza con le ginocchia contro il fango. Credetemi, rifarei tutto. Ho desi-
derato queste avventure e mi sono goduta ogni istante. Mi è piaciuta soprattutto Shigar,
nel nord del Pakistan: era tutto così bello da lasciarmi incantata per giorni". Il diario vir-
tuale di Zenith riempe con le immagini quello che le parole non spiegano: in foto, le ragaz-
zine le si raccolgono attorno estasiate, ci sono i pashtun che le sorridono, o lei seduta al
centro della strada bagnata dal sole, mentre medita. Su Facebook Zenith cita pure Fran-
klin Delano Roosevelt: "L'unica cosa che dovete temere è la paura". "Una donna che viag-
gia da sola è ancora un tabù, come lo è una ragazza che va in moto. Ma io voglio correre
libera", dice lei. E non lascia spazio a incertezze: "Per noi donne le cose possono cambiare,
i social mi consentono di dare l'ispirazione a tante altre ragazze. Mi scrivono un sacco di
messaggi al giorno, ormai ci facciamo coraggio a vicenda nell'inseguire i nostri sogni". La
scelta di Zenith è contagiosa: "Il governo sta attrezzando le donne di scooter, la polizia in-
segna loro a guidarli, la mia esperienza ha ispirato una vera e propria campagna. Si chia-
ma Women on wheels".
Continua...
to be continued...
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lunedì 29 febbraio 2016
Personaggio / musica - Il maestro Ezio Bosso
29 febbraio '16 - lunedì 29th February / Monday visione post - 30
(da la Repubblica - 12/02/'16 - L'intervista / Angelo Carotenuto - Bordighera)
L'uomo che ha stupito il festival è un italiano che gira il mondo in carrozzina e domani
(13 febbraio) dirigerà la Lithuanian Orchestra a Vilnius. Non aveva mai inciso un disco, E'
arrivato all'Ariston e i telespettatori sono passati da 11 a 13 milioni. Si è svegliato in testa
alla classifica di iTunes col suo esordio (The 12th room), ha acceso il pc e ha trovato 145
mila persone in più iscritte alla sua pagina Facebook.
Ezio Bosso dal 2011 fa i conti con una malattia neurodegenerativa che agisce sui neuroni.
Mercoledì era all'Ariston, suonava e sorrideva, mentre la violinista dell'orchestra in un an-
golo piangeva. Seduto ai bordi di una piscina a Bordighera, maglia scura e foulard colora-
tissimo, la mattina dopo racconta una rivoluzione. Fuma un paio di sigarette. E' un uomo
sereno. "Forse esiste un bisogno di ascoltare cose meno urlate e più sincere. Forse esiste
una necessità di sentirsi meno Superman. Ai miei concerti vengono ragazzi giovani e an-
ziani. Non è vero che la gente non va a sentire Bach e Chopin. C'è qualcuno a cui fa co-
modo raccontarlo, per paura che i giovani si accostino a certi autori. La musica è un'azione
condivisa. Uno come me deve togliere la paura che ne esista di noiosa".
Quanto è speciale il piano che lei suona?
"I tasti del mio amico Steinway pesano quasi la metà rispetto agli altri: 29 grammi contro
56. Altrimenti non ce la farei a suonarli, mi stanco, si gelano le dita. A guardarmi ora sono
persino fichissimo. Ho pure un preparatore, Pietro AzzolaMa fino a poco fa era una discus-
sione continua per avere un piano così".
Perchè s'è dovuto trasferire a Londra?
"Perchè lì hanno avuto sin dall'inizio meno paura della mia musica. Io sono cresciuto con un
fratello più grande di dodici anni e una sorella di sei. Avevamo una chitarrina jazz, un flauti-
no, uno xilofono. I miei erano operai, non giravano soldi veri, presi lezioni da una prozia vec-
chissima, da bimbo pensavo fosse nata nel '600. Quando mi sono diplomato, ho scelto uno
strumento che potesse darmi da vivere: il contrabbasso. C'erano più posti liberi nelle orche-
stre".
Se la ricorda la sua prima composizione?
"Avrò avuto 11 anni, l'età in cui Mozart era già a 300. Era bruttissima, scritta con una penna
rossa. Sarà chiusa in qualche cassetto o in qualche cassonetto. A questo punto sospetto che
verrà fuori postuma,ne sono certo".
Da dove viene la forza della sua ironia? Su twitter ha risposto al blog satirico Spinoza che
prendeva in giro la sua capigliatura "da coglione".
"Non mi sono offeso. Spinoza mi piace un casino. Potrei mai prendermi sul serio? Io sono
già così, come mi vedete. Se facessi il tronfio, sai che noia. Solo la musica merita tutto l'im-
pegno".
Crede di essere piaciuto perchè la sua storia è esemplare?
"Gli esempi veri non si vedono quasi mai. Ho messo in pubblico le mie mani e la mia faccia.
Cos' come scolto le storie degli altri, ogni tanto provo a raccontare un pezzetto della mia. So-
no un essere umano, uno solo, se vi girate a guardare ne trovate tanti".
Lei è credente?
"Sono diversamente credente. Sono così ateo da non sopportare gli altri atei. Qualsiasi cosa
riguardi la religione, nmasce come un aiuto a vivere. Non è bellissimo? Che noia raccontarsi
che tutto finisce. Il mistero è parte della fede cristiana ma può essere usato con ambivalenza.
Credere è un equilibrio delicato".
In che cosa trova ristoro?
"Nell'ascolto degli altri, negli sguardi, nella capacità di farsi compagnia. Amo le preghiere.
Il Padre nostro è magnifico. Credo nella poesia. In Emily Dickinson, oppure nella sempli-
cità di Prévert. La musica mi ha dato una bella vita, mi ha fatto viaggiare, conoscere la
filosofia, la pneumologia, la meteorologia. Mi ha fatto incontrare l'amore".
E cosa le ha tolto?
"Da ragazzo mi impediva di andare a giocare a rugby, sport che amo più del calcio. Col
calcio si litiga, col rugby si va a bere una birra. A sciola ero un caprone, La musica mi ha
insegnato a incuriosirmi, Un amore non può toglierti qualcosa. Mi fanno ridere quelli che
raccontano di essersi sacrificati per amore. Peggio per loro.".
Cosa pensa che possa ancora cambiare nella sua vita?
"E' strano. Sembra che prima di Sanremo io non avessi mai suonato in vita mia. La diffe-
renza è che adesso ve ne siete accorti. Ero su Facebook sin dalla sua apertura. Mi convin-
se un'amica dicendo che serviva a scambiarsi foto. Io sono gentile e rispondo a tutti. Ora
con duemila messaggi al giorno come faccio? Me lo farò spiegare da Morandi. Solo che
io devo pure studiare. Sono un pò spaventato, poi mi dico che le cose succedono quando
devono succedere".
Vale anche per quello che le è capitato cinque anni fa? Doveva succedere?
"Per forza devo crederlo. Mi guardi. Ho forse un'alternativa? Restare fermi non serve.
Certe volte muovendo un passo, si scopre una luce più bella".
Che cosa le manca oggi?
"Quei bei viaggi lunghi che facevo una volta. In Vietnam, in Argentina, nella Terra del
Fuoco, alla fine del mondo".
Bosso, c'è qualcosa che le fa paura?
"Le paure servono. Non è utile scacciarle. Ho paura che la paura un giorno mi paralizzi.
Questo sì. Ma non vale solo per me. Mi spaventa che possa accadere a chiunque".
_____________________________________________________
Lucianone
(da la Repubblica - 12/02/'16 - L'intervista / Angelo Carotenuto - Bordighera)
L'uomo che ha stupito il festival è un italiano che gira il mondo in carrozzina e domani
(13 febbraio) dirigerà la Lithuanian Orchestra a Vilnius. Non aveva mai inciso un disco, E'
arrivato all'Ariston e i telespettatori sono passati da 11 a 13 milioni. Si è svegliato in testa
alla classifica di iTunes col suo esordio (The 12th room), ha acceso il pc e ha trovato 145
mila persone in più iscritte alla sua pagina Facebook.
Ezio Bosso dal 2011 fa i conti con una malattia neurodegenerativa che agisce sui neuroni.
Mercoledì era all'Ariston, suonava e sorrideva, mentre la violinista dell'orchestra in un an-
golo piangeva. Seduto ai bordi di una piscina a Bordighera, maglia scura e foulard colora-
tissimo, la mattina dopo racconta una rivoluzione. Fuma un paio di sigarette. E' un uomo
sereno. "Forse esiste un bisogno di ascoltare cose meno urlate e più sincere. Forse esiste
una necessità di sentirsi meno Superman. Ai miei concerti vengono ragazzi giovani e an-
ziani. Non è vero che la gente non va a sentire Bach e Chopin. C'è qualcuno a cui fa co-
modo raccontarlo, per paura che i giovani si accostino a certi autori. La musica è un'azione
condivisa. Uno come me deve togliere la paura che ne esista di noiosa".
Quanto è speciale il piano che lei suona?
"I tasti del mio amico Steinway pesano quasi la metà rispetto agli altri: 29 grammi contro
56. Altrimenti non ce la farei a suonarli, mi stanco, si gelano le dita. A guardarmi ora sono
persino fichissimo. Ho pure un preparatore, Pietro AzzolaMa fino a poco fa era una discus-
sione continua per avere un piano così".
Perchè s'è dovuto trasferire a Londra?
"Perchè lì hanno avuto sin dall'inizio meno paura della mia musica. Io sono cresciuto con un
fratello più grande di dodici anni e una sorella di sei. Avevamo una chitarrina jazz, un flauti-
no, uno xilofono. I miei erano operai, non giravano soldi veri, presi lezioni da una prozia vec-
chissima, da bimbo pensavo fosse nata nel '600. Quando mi sono diplomato, ho scelto uno
strumento che potesse darmi da vivere: il contrabbasso. C'erano più posti liberi nelle orche-
stre".
Se la ricorda la sua prima composizione?
"Avrò avuto 11 anni, l'età in cui Mozart era già a 300. Era bruttissima, scritta con una penna
rossa. Sarà chiusa in qualche cassetto o in qualche cassonetto. A questo punto sospetto che
verrà fuori postuma,ne sono certo".
Da dove viene la forza della sua ironia? Su twitter ha risposto al blog satirico Spinoza che
prendeva in giro la sua capigliatura "da coglione".
"Non mi sono offeso. Spinoza mi piace un casino. Potrei mai prendermi sul serio? Io sono
già così, come mi vedete. Se facessi il tronfio, sai che noia. Solo la musica merita tutto l'im-
pegno".
Crede di essere piaciuto perchè la sua storia è esemplare?
"Gli esempi veri non si vedono quasi mai. Ho messo in pubblico le mie mani e la mia faccia.
Cos' come scolto le storie degli altri, ogni tanto provo a raccontare un pezzetto della mia. So-
no un essere umano, uno solo, se vi girate a guardare ne trovate tanti".
Lei è credente?
"Sono diversamente credente. Sono così ateo da non sopportare gli altri atei. Qualsiasi cosa
riguardi la religione, nmasce come un aiuto a vivere. Non è bellissimo? Che noia raccontarsi
che tutto finisce. Il mistero è parte della fede cristiana ma può essere usato con ambivalenza.
Credere è un equilibrio delicato".
In che cosa trova ristoro?
"Nell'ascolto degli altri, negli sguardi, nella capacità di farsi compagnia. Amo le preghiere.
Il Padre nostro è magnifico. Credo nella poesia. In Emily Dickinson, oppure nella sempli-
cità di Prévert. La musica mi ha dato una bella vita, mi ha fatto viaggiare, conoscere la
filosofia, la pneumologia, la meteorologia. Mi ha fatto incontrare l'amore".
E cosa le ha tolto?
"Da ragazzo mi impediva di andare a giocare a rugby, sport che amo più del calcio. Col
calcio si litiga, col rugby si va a bere una birra. A sciola ero un caprone, La musica mi ha
insegnato a incuriosirmi, Un amore non può toglierti qualcosa. Mi fanno ridere quelli che
raccontano di essersi sacrificati per amore. Peggio per loro.".
Cosa pensa che possa ancora cambiare nella sua vita?
"E' strano. Sembra che prima di Sanremo io non avessi mai suonato in vita mia. La diffe-
renza è che adesso ve ne siete accorti. Ero su Facebook sin dalla sua apertura. Mi convin-
se un'amica dicendo che serviva a scambiarsi foto. Io sono gentile e rispondo a tutti. Ora
con duemila messaggi al giorno come faccio? Me lo farò spiegare da Morandi. Solo che
io devo pure studiare. Sono un pò spaventato, poi mi dico che le cose succedono quando
devono succedere".
Vale anche per quello che le è capitato cinque anni fa? Doveva succedere?
"Per forza devo crederlo. Mi guardi. Ho forse un'alternativa? Restare fermi non serve.
Certe volte muovendo un passo, si scopre una luce più bella".
Che cosa le manca oggi?
"Quei bei viaggi lunghi che facevo una volta. In Vietnam, in Argentina, nella Terra del
Fuoco, alla fine del mondo".
Bosso, c'è qualcosa che le fa paura?
"Le paure servono. Non è utile scacciarle. Ho paura che la paura un giorno mi paralizzi.
Questo sì. Ma non vale solo per me. Mi spaventa che possa accadere a chiunque".
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Lucianone
Sport - Serie B / 28^ giornata 2015/16
29 febbraio '16 - lunedì 29th February / Monday visione post - 9
Risultati delle partite
Novara 1 Cesena 2 Avellino 2 Brescia 2 Crotone 2 Latina 0
Pro Vercelli 1 Cagliari 0 Livorno 1 Como 1 Vicenza 0 Modena 1
Pescara 2 Ternana 2 Trapani 1 Entella 2 Lanciano 1
Ascoli 2 Spezia 2 Salernitana 1 Perugia 1 Bari 0
CLASSIFICA
Cagliari 61 / Crotone 59 / Pescara 49 / Cesena 46 / Novara 43 /
Virtus Entella, Spezia 43 / Brescia 42 / Bari 41 / Avellino 40 / Trapani 37 /
Ternana 36 / Perugia 34 / Latina 33 / Ascoli, Modena 32 / Vicenza 30 /
Pro Vercelli, Lanciano 29 / Salernitana 26 / Como 21
Il Commento
Continua... to be continued...
Risultati delle partite
Novara 1 Cesena 2 Avellino 2 Brescia 2 Crotone 2 Latina 0
Pro Vercelli 1 Cagliari 0 Livorno 1 Como 1 Vicenza 0 Modena 1
Pescara 2 Ternana 2 Trapani 1 Entella 2 Lanciano 1
Ascoli 2 Spezia 2 Salernitana 1 Perugia 1 Bari 0
CLASSIFICA
Cagliari 61 / Crotone 59 / Pescara 49 / Cesena 46 / Novara 43 /
Virtus Entella, Spezia 43 / Brescia 42 / Bari 41 / Avellino 40 / Trapani 37 /
Ternana 36 / Perugia 34 / Latina 33 / Ascoli, Modena 32 / Vicenza 30 /
Pro Vercelli, Lanciano 29 / Salernitana 26 / Como 21
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sabato 27 febbraio 2016
Sport - calcio / Serie A - 26^ giornata 2015/16
27 febbraio '16 - sabato 27th February / Saturday visione post - 12
Risultati delle partite
Atalanta 2 Bologna 0 Frosinone 0 Genoa 2 Inter 3
Fiorentina 3 Juventus 0 Lazio 0 Udinese 1 Sampdoria 1
Roma 5 Sassuolo 3 Torino 0 Verona H. 3 Napoli 1
Palermo 0 Empoli 2 Carpi 0 Chievo 1 Milan 1
CLASSIFICA
Juventus 58 / Napoli 56 / Fiorentina 52 / Roma 50 / Inter 48 / Milan 43 /
Sassuolo 38 / Lazio 37 / Bologna, Empoli 34 / Torino 32 / Chievo 31 /
Atalanta 29 / Genoa 28 / Udinese 27 / Palermo 26 / Sampdoria 25 /
Frosinone 23 / Carpi 20 / Verona H. 18
IL PUNTO
sulla salvezza
Si salvi chi può! Diventa sempre più vero il famoso detto, perchè tutto risulta ancora
possibile a tutt'oggi, dopo la chiusura della ventiseiesima giornata di A, dove squadre
(insospettabili a inizio campionato) come Udinese, Palermo e Sampdoria non si posso-
no dire tranquille e dovranno lottare ancora un bel pò per uscire dalle sabbie mobili ri-
succhianti le tre destinate alla serie cadetta (la B). Dopo la quasi sonante vittoria del-
l'Hellas sul Chievo, dei pareggi senza gol di Carpi e Frosinone, e delle sconfitte di Udi-
nese, Samp e Palermo, ecco che è ancora tutta da rivedere la lotta lì in fondo. Più bello,
più entusiasmante, certo! E tenendo conto che Genoa e Atalanta non possono neppure
loro permettersi troppi passi falsi!
(Lucianone)
Il Commento
Continua...
to be continued...
Risultati delle partite
Atalanta 2 Bologna 0 Frosinone 0 Genoa 2 Inter 3
Fiorentina 3 Juventus 0 Lazio 0 Udinese 1 Sampdoria 1
Roma 5 Sassuolo 3 Torino 0 Verona H. 3 Napoli 1
Palermo 0 Empoli 2 Carpi 0 Chievo 1 Milan 1
CLASSIFICA
Juventus 58 / Napoli 56 / Fiorentina 52 / Roma 50 / Inter 48 / Milan 43 /
Sassuolo 38 / Lazio 37 / Bologna, Empoli 34 / Torino 32 / Chievo 31 /
Atalanta 29 / Genoa 28 / Udinese 27 / Palermo 26 / Sampdoria 25 /
Frosinone 23 / Carpi 20 / Verona H. 18
IL PUNTO
sulla salvezza
Si salvi chi può! Diventa sempre più vero il famoso detto, perchè tutto risulta ancora
possibile a tutt'oggi, dopo la chiusura della ventiseiesima giornata di A, dove squadre
(insospettabili a inizio campionato) come Udinese, Palermo e Sampdoria non si posso-
no dire tranquille e dovranno lottare ancora un bel pò per uscire dalle sabbie mobili ri-
succhianti le tre destinate alla serie cadetta (la B). Dopo la quasi sonante vittoria del-
l'Hellas sul Chievo, dei pareggi senza gol di Carpi e Frosinone, e delle sconfitte di Udi-
nese, Samp e Palermo, ecco che è ancora tutta da rivedere la lotta lì in fondo. Più bello,
più entusiasmante, certo! E tenendo conto che Genoa e Atalanta non possono neppure
loro permettersi troppi passi falsi!
(Lucianone)
Il Commento
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Riflessioni - I vecchi e la morte (programmata) / Ma non era una crisi "di sistema"?
.
27 febbraio '16 - sabato 27th February / Saturday visione post - 17
Ormai vegliardo, al termine di una vita luminosa e fervida (è uno dei maestri del-
l'astrattismo italiano), Eugenio Carmi ha scelto di morire in Svizzera, nel giorno
del suo novantaseiesimo compleanno, dopo avere spiegato ai quattro figli che pre-
feriva essere lui, non il suo cancro, a decidere quando e come congedarsi. Ma il
giorno prima dell'addio, senza interventi esterni, Carmi è morto motu proprio, bef-
fando le proprie stesse disposizioni.
Conoscendolo. ho potuto sorridere del suo finale stoico e al tempo stesso spiritoso.
Mi è tornato in mente il capo indiano del "Piccolo Grande Uomo", che presagendo
la fine si fa portare dal nipote (Dustin Hoffman) in cima a una montagna per lasciar-
si morire. All'opposto di Carmi, inopinatamente il vecchio si alza dal suo giaciglio di
commiato e sentenzia: oggi non è un buon giorno per morire, riportatemi a casa. In
entrambe le storie, quella vera e quella finta, la morte non è orrore e scompiglio, ma
un silenzioso mistero da affronatre senza schiamazzi. Chissà perxhè questo voler mo-
rire, che è anche un saper morire, viene giudicato dagli zelanti un atto di arroganza.
Quando è invece l'umiltà - la coscienza della fine - a circondare quei morenti così
composti, così a noi fraterni. Ti abbraccio, caro Carmi, e con te tutti coloro che si af-
(da la Repubblica - 19/02/'16 - L'amaca / Michele Serra)
Ma non si era detto, otto anni fa (quando la immobiliare rivelò che il mondo
si reggeva sulla compravendita dei debiti pubblici e privati, ovvero su un vuoto tra-
vestito da pieno), che la crisi era "di sistema"? Che il cedimento non era passeggero,
ma strutturale? Che in troppi eravamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità? Che
niente sarebbe stato più come prima? Sì, ce lo ricordiamo benissimo: si era detto pro-
prio così.
E allora perchè mai la Borsa dovrebbe per forza tornare ai livelli degli anni d'oro, i
debiti, anche i più incalliti, evaporare, il Pil lievitare, l'economia ripartire al galoppo,
la crisi sparire? Perchè questa rinnovata meraviglia su un tonfo che era stato valutato
senza risalita? Ci dev'essere un "pensiero magico" che impedisce di prendere atto del-
la paurosa fragilità di un sistema nel quale il lavoro non vale più una cicca, la produzio-
ne mondiale di beni ammonta a circa un settimo della ricchezza finanziaria, il risparmio
è solo un gruzzolo virtuale in balia di videate ondeggianti che affastellano numerini (mi-
ca pane o coperte di lana: numerini). Gli econimisti capiscono un sacco, ovviamente. Ma
non mi sorprenderebbe scoprire che un economista, senza rendere pubblica la notizia,
abbia messo patate in cantina, legna in legnaia, riso e farina in dispenza, e qualche ban-
conota sotto il materasso.
(la Repubblica - 12/02/'16 - L'amaca / Michele Serra)
Lucianone
27 febbraio '16 - sabato 27th February / Saturday visione post - 17
Ormai vegliardo, al termine di una vita luminosa e fervida (è uno dei maestri del-
l'astrattismo italiano), Eugenio Carmi ha scelto di morire in Svizzera, nel giorno
del suo novantaseiesimo compleanno, dopo avere spiegato ai quattro figli che pre-
feriva essere lui, non il suo cancro, a decidere quando e come congedarsi. Ma il
giorno prima dell'addio, senza interventi esterni, Carmi è morto motu proprio, bef-
fando le proprie stesse disposizioni.
Conoscendolo. ho potuto sorridere del suo finale stoico e al tempo stesso spiritoso.
Mi è tornato in mente il capo indiano del "Piccolo Grande Uomo", che presagendo
la fine si fa portare dal nipote (Dustin Hoffman) in cima a una montagna per lasciar-
si morire. All'opposto di Carmi, inopinatamente il vecchio si alza dal suo giaciglio di
commiato e sentenzia: oggi non è un buon giorno per morire, riportatemi a casa. In
entrambe le storie, quella vera e quella finta, la morte non è orrore e scompiglio, ma
un silenzioso mistero da affronatre senza schiamazzi. Chissà perxhè questo voler mo-
rire, che è anche un saper morire, viene giudicato dagli zelanti un atto di arroganza.
Quando è invece l'umiltà - la coscienza della fine - a circondare quei morenti così
composti, così a noi fraterni. Ti abbraccio, caro Carmi, e con te tutti coloro che si af-
(da la Repubblica - 19/02/'16 - L'amaca / Michele Serra)
Ma non si era detto, otto anni fa (quando la immobiliare rivelò che il mondo
si reggeva sulla compravendita dei debiti pubblici e privati, ovvero su un vuoto tra-
vestito da pieno), che la crisi era "di sistema"? Che il cedimento non era passeggero,
ma strutturale? Che in troppi eravamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità? Che
niente sarebbe stato più come prima? Sì, ce lo ricordiamo benissimo: si era detto pro-
prio così.
E allora perchè mai la Borsa dovrebbe per forza tornare ai livelli degli anni d'oro, i
debiti, anche i più incalliti, evaporare, il Pil lievitare, l'economia ripartire al galoppo,
la crisi sparire? Perchè questa rinnovata meraviglia su un tonfo che era stato valutato
senza risalita? Ci dev'essere un "pensiero magico" che impedisce di prendere atto del-
la paurosa fragilità di un sistema nel quale il lavoro non vale più una cicca, la produzio-
ne mondiale di beni ammonta a circa un settimo della ricchezza finanziaria, il risparmio
è solo un gruzzolo virtuale in balia di videate ondeggianti che affastellano numerini (mi-
ca pane o coperte di lana: numerini). Gli econimisti capiscono un sacco, ovviamente. Ma
non mi sorprenderebbe scoprire che un economista, senza rendere pubblica la notizia,
abbia messo patate in cantina, legna in legnaia, riso e farina in dispenza, e qualche ban-
conota sotto il materasso.
(la Repubblica - 12/02/'16 - L'amaca / Michele Serra)
Lucianone
martedì 16 febbraio 2016
Sport - calcio / Serie A - 25^ giornata 2015/16
16 febbraio '16 - martedì 16th February / Tuesday visione post - 6
Risultati delle partite
Lazio 5 Carpi 1 Empoli 1 Chievo 1 Juventus 1 Milan 2
Verona H. 2 Roma 3 Frosinone 2 Sassuolo 1 Napoli 0 Genoa 1
Palermo 1 Sampdoria 0 Udinese 0 Fiorentina 2
Torino 3 Atalanta 0 Bologna 1 Inter 1
CLASSIFICA
Napoli 56 / Juventus 54 / Roma 47 / Fiorentina 46 / Inter 45 / Milan 40 /
Lazio 36 / Sassuolo, Empoli 34 / Chievo, Bologna 30 / Torino, Atalanta 28 /
Udinese 27 / Palermo 26 / Genoa 25 / Sampdoria 24 / Carpi, Frosinone 19 /
Verona H. 15
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Risultati delle partite
Lazio 5 Carpi 1 Empoli 1 Chievo 1 Juventus 1 Milan 2
Verona H. 2 Roma 3 Frosinone 2 Sassuolo 1 Napoli 0 Genoa 1
Palermo 1 Sampdoria 0 Udinese 0 Fiorentina 2
Torino 3 Atalanta 0 Bologna 1 Inter 1
CLASSIFICA
Napoli 56 / Juventus 54 / Roma 47 / Fiorentina 46 / Inter 45 / Milan 40 /
Lazio 36 / Sassuolo, Empoli 34 / Chievo, Bologna 30 / Torino, Atalanta 28 /
Udinese 27 / Palermo 26 / Genoa 25 / Sampdoria 24 / Carpi, Frosinone 19 /
Verona H. 15
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Lavoro / rapporto-economia - Immigrati imprenditori in Italia
16 febbraio '16 - martedì 16th February / Tuesday visione post - 21
Sono oltre 600.000 gli immigrati imprenditori
in Italia e non conoscono crisi.
La fondazione Moressa fotografa un settore in crescita.
Nell'ultimo anno aumento del 3,8%. E Lombardia prima.
(da la Repubblica - 12/03/'15 - / Vladimiro Polchi)
Vive in Lombardia, fa soldi con il commercio e le costruzioni, viene dal Marocco o
dalla Cina. Eccolo l'identikit dell'immigrato che fa impresa. Sì, perchè tra i 5 milioni
di "nuovi italiani" cresce un esercito di imprenditori: ben 630mila, il 21,3% in più ne-
gli ultimi cinque anni. Insomma le aziende straniere, pur non essendo impermeabili
alla crisi, paiono resistere meglio alla tempesta. A mappare l'imprenditoria immigra-
ta in Italia è la fondazione Leone Moressa. Dalla'analisi emerge il suo peso crescente:
una scjera giunta a contare tra le sue fila 630mila membri nel 2014, pari all'8,3% de-
gli imprenditori totali. Nell'ultimo anno, in particolare, il numero di stranieri titolari
di imprese registrate presso le Camere di commercio è aumentato del 3,8%. Ancora
più impressionante il adto relativo agli ultimi 5 anni: mentre gli imprenditori nati in
Italia sono diminuiti del 6,9%, i nati all'estero hanno fatto un balzo avanti del 21,3%.
"Le opportunità dell'imprenditoria straniera per il nostro Paese sono molteplici -
scrivono i ricercatori della Moressa - basti pensare all'occupazione creata, alla nasci-
ta di nuovi servizi rivolti prima ai connazionali e poi anche agli autoctoni e alla possi-
bilità di costruire ponti con i Paesi d'origine".
Cosa producono le imprese straniere? I principali settori d'attività sono il commercio
(34,5%), le costruzioni (22,2%) e i servizi alle imprese (15,6%). Osservando la varia-
zione nel periodo 2009-2014, spicca il 30% in più di imprenditori del commercio e il
36% di crescita nella ristorazione. Da dove provengono? Le prime tre nazionalità de-
gli imprenditori stranieri sono Marocco (10,8%), Cina (9,9%) e Romania (9,6%).
La frammentarietà dell'immigrazione in Italia si ritrova anche nell'imprenditoria,
con oltre 200 nazionalità presenti. Tuttavia, le prime dieci rappresentano oltre il 60%
del totale: tra queste ben 5 nazionalità sono di Paesi europei (Romania, Germania,
Francia e Svizzera), tre africane (Marocco, Egitto e Senegal) e due asiatiche (Cina e
Bangladesh). I loro affari si concentrano per lo più nel centro-nord. A livello territo-
riale, infatti, oltre un quinto degli imprenditori stranieri lavora in Lombardia (20,8%).
Seguono il Lazio (11,7%) e l'Emilia Romagna (9,2%). Oltre la metà degli imprenditori
stranieri si concentra nelle prime quattro regioni (la quarta è la Toscana).
La loro crescita costante è confermata anche nell'ultimo anno da alcuni picchi improv-
visi. A livello locale, la regione con l'aumento più forte è la Campania (+8,6%), seguita
da Lazio (+7,9%) e Calabria (+5,5%). Per quanto riguarda le nazionalità, il Bangladesh
registra un aumento da record: 19,2 in più, che conferma il trend degli ultimi 5 anni, va-
le a dire +121,3%. Anche Senegal (+7,3%) ed Egitto (+6,2%) possono vantare una cre-
scita consistente nell'ultimo anno.
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Sono oltre 600.000 gli immigrati imprenditori
in Italia e non conoscono crisi.
La fondazione Moressa fotografa un settore in crescita.
Nell'ultimo anno aumento del 3,8%. E Lombardia prima.
(da la Repubblica - 12/03/'15 - / Vladimiro Polchi)
Vive in Lombardia, fa soldi con il commercio e le costruzioni, viene dal Marocco o
dalla Cina. Eccolo l'identikit dell'immigrato che fa impresa. Sì, perchè tra i 5 milioni
di "nuovi italiani" cresce un esercito di imprenditori: ben 630mila, il 21,3% in più ne-
gli ultimi cinque anni. Insomma le aziende straniere, pur non essendo impermeabili
alla crisi, paiono resistere meglio alla tempesta. A mappare l'imprenditoria immigra-
ta in Italia è la fondazione Leone Moressa. Dalla'analisi emerge il suo peso crescente:
una scjera giunta a contare tra le sue fila 630mila membri nel 2014, pari all'8,3% de-
gli imprenditori totali. Nell'ultimo anno, in particolare, il numero di stranieri titolari
di imprese registrate presso le Camere di commercio è aumentato del 3,8%. Ancora
più impressionante il adto relativo agli ultimi 5 anni: mentre gli imprenditori nati in
Italia sono diminuiti del 6,9%, i nati all'estero hanno fatto un balzo avanti del 21,3%.
"Le opportunità dell'imprenditoria straniera per il nostro Paese sono molteplici -
scrivono i ricercatori della Moressa - basti pensare all'occupazione creata, alla nasci-
ta di nuovi servizi rivolti prima ai connazionali e poi anche agli autoctoni e alla possi-
bilità di costruire ponti con i Paesi d'origine".
Cosa producono le imprese straniere? I principali settori d'attività sono il commercio
(34,5%), le costruzioni (22,2%) e i servizi alle imprese (15,6%). Osservando la varia-
zione nel periodo 2009-2014, spicca il 30% in più di imprenditori del commercio e il
36% di crescita nella ristorazione. Da dove provengono? Le prime tre nazionalità de-
gli imprenditori stranieri sono Marocco (10,8%), Cina (9,9%) e Romania (9,6%).
La frammentarietà dell'immigrazione in Italia si ritrova anche nell'imprenditoria,
con oltre 200 nazionalità presenti. Tuttavia, le prime dieci rappresentano oltre il 60%
del totale: tra queste ben 5 nazionalità sono di Paesi europei (Romania, Germania,
Francia e Svizzera), tre africane (Marocco, Egitto e Senegal) e due asiatiche (Cina e
Bangladesh). I loro affari si concentrano per lo più nel centro-nord. A livello territo-
riale, infatti, oltre un quinto degli imprenditori stranieri lavora in Lombardia (20,8%).
Seguono il Lazio (11,7%) e l'Emilia Romagna (9,2%). Oltre la metà degli imprenditori
stranieri si concentra nelle prime quattro regioni (la quarta è la Toscana).
La loro crescita costante è confermata anche nell'ultimo anno da alcuni picchi improv-
visi. A livello locale, la regione con l'aumento più forte è la Campania (+8,6%), seguita
da Lazio (+7,9%) e Calabria (+5,5%). Per quanto riguarda le nazionalità, il Bangladesh
registra un aumento da record: 19,2 in più, che conferma il trend degli ultimi 5 anni, va-
le a dire +121,3%. Anche Senegal (+7,3%) ed Egitto (+6,2%) possono vantare una cre-
scita consistente nell'ultimo anno.
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Istruzione / Università - Test già al liceo: per la scelta del futuro
16 febbraio '16 - martedì 16th February / Tuesday visione post - 10
- "La scelta del futuro non si può improvvisare" -
Test per l'università al quarto anno di liceo.
(da la Repubblica - 12/03/'15 - Corrado Zunino)
Il quarto anno di scuola superiore diventa il più importante dell'intero ciclo
scolastico. Ai diciassettenni di liceo, di tecnico e di professionale ora si chiede
di decidere in quel periodo, e non oltre, del proprio futuro universitario, di
immaginare con concretezza e consapevolezza un domani di studio e lavoro
aderente alla propria personalità, alle capacità. Diversi atenei stanno scegliendo
di posizionare nella prima metà del quarto anno superiore il test d'ingresso per
i propri dipartimenti a numero chiuso, ormai la metà di quelli esistenti. L'ultimo
annuncio è stato dell'università Bocconi di Milano. - Il test per entrare si chiama
"Scopri il tuo talento" e potrà essere affrontato alla fine dell'anno scolastico, dal
24 al 26 giugno. Tre giorni di orientamento per spiegare i corsi e descrivere la vi-
ta di campus e, quindi, offrire ai partecipanti la possibilità di eseguire la prova
che darà l'ingresso a Economia e commercio per il 2016-'17. L'ateneo commer-
ciale mantiene alto lo standard: per accedere alla prova serve la media dell'8
nell'anno precedente, il terzo. Il rettore (della Bocconi) Andrea Sironi ha scelto
di rivolgersi direttamente ai "quartini" comprendendo la difficoltà, per un ra-
gazzo di quinta, di gestire insieme Maturità e prova universitaria. Già succede
con i test nazionali: Medicina e Architettura. Da sempre, poi, la Bocconi si mi-
sura con una erie di università internazionali - la London School, l'Essec Busi-
ness School, la Hec di Parigi, che hanno un calendario d'ingresso virato sui
primi sei mesi dell'anno. Restano aperte le date delle prove di febbraio e mag-
gio, queste rivolte agli iscritti alla quinta. "La tendenza per tutti gli studenti
è muoversi prima possibile per pianificare il futuro", spiega Antonella Carù,
direttore della scuola universitaria.
La "Buona scuola" di governo nel 2014 ha messo al centro dell'attenzione
l'orientamento individuando nel quarto anno la stagione delle scelte, così co-
me al quarto anno la riforma chiede di far partire gli stage in azienda per
tecnici e professionali: alternanza scuola-lavoro. Il Politecnico di Milano ha
anticipato tutti: offre il test d'ìngresso per Ingegneria dal 2005, dieci stagio-
ni fa. L'intuizione è stata premiata: i quaranta iscritti iniziali sono diventati
1.190 nel 2010 e 3.840 l'anno scorso. - Nel 2014 al Politecnico ci sono stati
10,342 iscritti totali alla prova d'accesso (per 6.455 posti disponibili): i quasi
4.000 "anticipati del quarto anno" si sono giocati la carta dell'ammissione
subito. Il Politecnico di Milano ha fissato, per il test di quarta, ventun sessio-
ni comprese tra il 10 marzo e il 10 luglio. Il test on line, detto appunto Tol,
al PoliMi prevede 65 domande a risposta multipla: si deve rispondere in
un'ora e 50 minuti. A Milano dalla Statale alla Bicocca, atenei pubblici, di-
versi test orientativi sono stati anticipati alla primavera pur restando per le
quinte classi: "Vogliamo ridurre il numero di abbandoni e quelli dei fuori
corso", è la logica, "tutti gli studi dicono che il fenomeno dipende da scelte
scarsamente consapevoli".
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- "La scelta del futuro non si può improvvisare" -
Test per l'università al quarto anno di liceo.
(da la Repubblica - 12/03/'15 - Corrado Zunino)
Il quarto anno di scuola superiore diventa il più importante dell'intero ciclo
scolastico. Ai diciassettenni di liceo, di tecnico e di professionale ora si chiede
di decidere in quel periodo, e non oltre, del proprio futuro universitario, di
immaginare con concretezza e consapevolezza un domani di studio e lavoro
aderente alla propria personalità, alle capacità. Diversi atenei stanno scegliendo
di posizionare nella prima metà del quarto anno superiore il test d'ingresso per
i propri dipartimenti a numero chiuso, ormai la metà di quelli esistenti. L'ultimo
annuncio è stato dell'università Bocconi di Milano. - Il test per entrare si chiama
"Scopri il tuo talento" e potrà essere affrontato alla fine dell'anno scolastico, dal
24 al 26 giugno. Tre giorni di orientamento per spiegare i corsi e descrivere la vi-
ta di campus e, quindi, offrire ai partecipanti la possibilità di eseguire la prova
che darà l'ingresso a Economia e commercio per il 2016-'17. L'ateneo commer-
ciale mantiene alto lo standard: per accedere alla prova serve la media dell'8
nell'anno precedente, il terzo. Il rettore (della Bocconi) Andrea Sironi ha scelto
di rivolgersi direttamente ai "quartini" comprendendo la difficoltà, per un ra-
gazzo di quinta, di gestire insieme Maturità e prova universitaria. Già succede
con i test nazionali: Medicina e Architettura. Da sempre, poi, la Bocconi si mi-
sura con una erie di università internazionali - la London School, l'Essec Busi-
ness School, la Hec di Parigi, che hanno un calendario d'ingresso virato sui
primi sei mesi dell'anno. Restano aperte le date delle prove di febbraio e mag-
gio, queste rivolte agli iscritti alla quinta. "La tendenza per tutti gli studenti
è muoversi prima possibile per pianificare il futuro", spiega Antonella Carù,
direttore della scuola universitaria.
La "Buona scuola" di governo nel 2014 ha messo al centro dell'attenzione
l'orientamento individuando nel quarto anno la stagione delle scelte, così co-
me al quarto anno la riforma chiede di far partire gli stage in azienda per
tecnici e professionali: alternanza scuola-lavoro. Il Politecnico di Milano ha
anticipato tutti: offre il test d'ìngresso per Ingegneria dal 2005, dieci stagio-
ni fa. L'intuizione è stata premiata: i quaranta iscritti iniziali sono diventati
1.190 nel 2010 e 3.840 l'anno scorso. - Nel 2014 al Politecnico ci sono stati
10,342 iscritti totali alla prova d'accesso (per 6.455 posti disponibili): i quasi
4.000 "anticipati del quarto anno" si sono giocati la carta dell'ammissione
subito. Il Politecnico di Milano ha fissato, per il test di quarta, ventun sessio-
ni comprese tra il 10 marzo e il 10 luglio. Il test on line, detto appunto Tol,
al PoliMi prevede 65 domande a risposta multipla: si deve rispondere in
un'ora e 50 minuti. A Milano dalla Statale alla Bicocca, atenei pubblici, di-
versi test orientativi sono stati anticipati alla primavera pur restando per le
quinte classi: "Vogliamo ridurre il numero di abbandoni e quelli dei fuori
corso", è la logica, "tutti gli studi dicono che il fenomeno dipende da scelte
scarsamente consapevoli".
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domenica 14 febbraio 2016
Sport - calcio / Serie B - 26^ giornata 2015/16
15 febbraio '16 - domenica 15th February / Sunday visione post - 11
Risultati delle partite
Pescara 1 Avellino 1 Cesena 2 Como 1 Crotone 1 Lanciano 2
Vicenza 1 Bari 1 Perugia 1 Novara 1 Pro Vercelli 1 Modena 1
Latina 1 Ternana 4 Virtus Entella 4 Spezia 3 Brescia 2
Cagliari 3 Salernitana 0 Trapani 0 Livorno 0 Ascoli 2
CLASSIFICA
Cagliari 58 / Crotone 55 / Pescara 48 / Cesena, Novara 42 / Bari 40 /
Brescia 39 / Virtus Entella, Spezia 37 / Avellino 36 / Perugia 34 /
Trapani, Ternana 33 / Latina 32 / Livorno 30 Vicenza 29 / Pro Vercelli,
Ascoli 28 / Lanciano 27 / Modena 26 / Salernitana 24 / Como 21
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Risultati delle partite
Pescara 1 Avellino 1 Cesena 2 Como 1 Crotone 1 Lanciano 2
Vicenza 1 Bari 1 Perugia 1 Novara 1 Pro Vercelli 1 Modena 1
Latina 1 Ternana 4 Virtus Entella 4 Spezia 3 Brescia 2
Cagliari 3 Salernitana 0 Trapani 0 Livorno 0 Ascoli 2
CLASSIFICA
Cagliari 58 / Crotone 55 / Pescara 48 / Cesena, Novara 42 / Bari 40 /
Brescia 39 / Virtus Entella, Spezia 37 / Avellino 36 / Perugia 34 /
Trapani, Ternana 33 / Latina 32 / Livorno 30 Vicenza 29 / Pro Vercelli,
Ascoli 28 / Lanciano 27 / Modena 26 / Salernitana 24 / Como 21
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