sabato 14 giugno 2014

Sport - calcio / Mondiale Brasile 2014 - Inghilterra vs Italia

14 giugno '14 - sabato          14th June / Saturday                     visione post - 31

Grande Italia: battuta l'Inghilterra
con Mario Balotelli decisivo 
Inghilterra  -  Italia  
      1                 2

Manaus (Brasile)  -  Finisce 2-1 per gli azzurri. Nel primo tempo Sturrige
risponde a Marchisio, poi al 50'  SuperMario su assist di un eccellente 
Candreva fa centro di testa e porta l'Italia alla vittoria. Sul finale una
traversa di Pirlo su punizione evita ai bianchi di Hodgson il 3-1.
Il portiere inglese Hart si distende ma non ci arriva: è il gol di Marchisio 1-0 (1° tempo)
            
Due minuti dopo l'Inghilterra pareggia con Sturridge  1-1


Al 5° della ripresa l'Italia torna in vantaggio con un colpo di testa di Balotelli



Hart è battuto da BaloSuper / E poi sono solo sorrisi e... baci

Più forti della sfortuna, dell'emozione da debutto, dello scetticismo, di tutto: 
Manaus doveva essere un inferno per l'Italia, invece la nazionale di Prandelli
esordisce nel Mondiale con un 2-1 sull'Inghilterra che vale l'anticamera del
paradiso.
E’ presto per illudersi, siamo solo all’inizio, ma l’infortunio di capitan Buffon aveva lasciato un bel po’ di musi lunghi nella carovana azzurra: spazzati via da una grande prestazione, dopo una partita equilibrata e piena di occasioni, che alla fine premia il coraggio di chi cerca sempre di fare gioco. Nelle amichevoli la Nazionale non brilla, ma nelle partite ufficiali non sbaglia quasi mai. Un motivo ci sarà.
(da www.gazzetta.it)

Tutti i risultati
1^ giornata  >>>>>>    Brasile  -  Croazia
                                       3                1
2^ giornata >>>>>>    Messico  -  Camerun          Spagna  -  Olanda
                                        1                0                        1              5
3^ giornata >>>>>>    Cile   -  Australia     Colombia  -  Grecia      Uruguay  -  Costarica
                                     3               1                  3                0                1                 3
4^ giornata >>>>>>   Inghilterra  -  Italia    Costa D'Avorio  -  Giappone
                                         1               2                 2                        1
                                   Svizzera  -  Ecuador   Francia  -  Honduras
                                         2                1               3               0
                                       
Lucianone

venerdì 13 giugno 2014

Cibo - Con la crisi nuove abitudini: pane con formula discount

13 giugno '14 - venerdì           13th June / Friday                      visione post - 4

Offerte last minute per chi compra il pane a 
fine giornata / E prezzo dimezzato per quelli 
che aspettano anche 24 ore. Si moltiplicano 
le iniziative per smaltire l'invenduto fresco.
E piacciono a 4 consumatori su 10.

(da la Repubblica - 12/11/2013 - Irene Maria Scalise)
Alcuni arrivano alle sei di sera con la busta della spesa ancora vuota tra le mani. 
Altri in panetteria si fermano solo al tramonto. Altri ancora aspettano 24 ore. 
Sono quelli che il pane fresco non lo comprano più. Per loro, al posto del profumo
del lievito caldo, c'è un mondo nuovo: quello del pane low cost.   La baguette del
giorno prima scontatissima al 50 per cento. Lo sfilatino che la sera costa il 30 per
cento in meno rispetto al mattino. I negozianti ormai non si meravigliano più: "Pri-
ma erano in pochi a chiederlo, ora è quasi la regola".    Il pane vecchio di qualche
ora o di una giornata  diventa l'alternativa last minute a quelli che, sempre per ri- 
sparmiare, hanno deciso d'impastare acqua e farina e farlo direttamente a casa.
E così l'esercito di chi compra pane e focacce in saldo s'irrobustisce ogni giorno.
Tanti, tantissimi in tutta Europa, da Zurigo a Londra. L'offerta non manca neanche
in Italia dove il pane ha una lunga tradizione. A Grosseto, Roma, Recanati, Orista-
no ma anche in città ricche come Ferrara e Mantova.  Tra  gli scaffali  è messo  in 
bella mostra, esattamente dove una volta trionfavano i prodotti gourmet. Qualcuno
sembra titubare ma poi si fa due conti e si lancia sull'offerta. Basta metterlo in for-
no perchè torni fragrante. Nessuna vergogna. Al "Forno Perdonati" di Ferrara  lo
chiamano happy hour. "Le mie figlie mi hanno suggerito di vendere il pane sconta-
to  dalle 18 alle 19,30 perchè in Inghilterra lo compravano già da tempo", spiega il
titolare Sergio Perdonati, "è stato un buon guadagno perchè altrimenti avrei butta-
to tutto".  - Da gennaio (2013) il pane scontato al 50 per cento  è arrivato  a Sulmo-
na e si vende la mattina dopo.   "Ho notato  un grosso  cambiamento  tra  i  clienti, 
prima c'era quasi una vergogna e lo chiedevano di nascosto", spiega Luigi Di Ian-
ni del forno 'Profumo di pane', "l'iniziativa della vendita è partita quasi da un anno
e ora raccoglie un pubblico più eterogeneo perchè tutti hanno capito che il pane do-
po 24 ore non diventa vecchio ma è ancora buono".  -  Da "Fior di Pane" a Roma,
l'iniziativa funziona perchè aiuta a diversificare la clientela. "La mattina serviamo
soprattutto gli uffici mentre la sera abbiamo più famiglie e per loro dalle 18 alle 19
vendiamo tutti i tipi di pane a un euro". A Recanati i proprietari del panificio "Don-
nini e Manzotto", il cartello  che annuncia  l'offerta  lo hanno messo  bello  grande
fuori dalla bottega e bando alle timidezze: "In questo negozio il pane del giorno pri-
ma si vende al 50 per cento". Vicino Mantova c'è "Arvati pane" che dopo le 18 di-
mezza i prezzi e a Grosseto il "Forno Galletti" che sconta quello  del giorno prima
sempre del 50 per cento.
C'è chi a ridurre il prezzo del pane ci aveva pensato già qualche anno fa. "Nel 2008
avevamo lanciato l'imiziativa 'Stop al prezzo' in più di 750 panetterie", racconta Gio-
vanni Guidarelli, responsabile alimentazione di Confartigianato Firenze, "aveva por-
tato buoni risultati tra i clienti ma anche per gli imprenditori, che riuscivano a liberar-
si dell'invenduto: speriamo di replicare al più presto". In ogni caso sempre più italia-
ni rinunciano al pane fresco. Più di 4 su 10, secondo lo studio della Coldiretti 'Il pane
quotidiano nel tempo delle rinunce', si accontentano dello sfilatino del giorno prima.
Solo il 2 per cento butta quello superfluo. Nel 2013  il 78 per cento dei consumatori
ha tagliato il budget proprio sui panini: il 42% ha ridotto  le quantità acquistate e il 
36 per cento si è orientato verso tipi meno costosi. Il risparmio non è poco visto che,
al chilo, il prezzo del pane appena sfornato  oscilla dai 2 euro di Napoli ai 4,65 di Ve-
nezia. "Lontano da ambienti umidi e avvolto in un panno o nella carta e poi in una busta 
di plastica per mantenerlo croccante".

Consigli di nutrizionista
(Intervista a Claudia Arganini)
"Non cambia niente dal punto di vista nutrizionale, basta saper scegliere
quello che resiste meglio al passare del tempo e conservarlo con cura".
Non ha dubbi Claudia Arganini, nutrizionista e ricercatrice del Consiglio
per la ricerca e sperimentazione in agricoltura, che promuove a pieni voti
l'happy hour del pane.
I.M. Scalise  -  'Comprare il pane che ha già un giorno di vita sta diventando
un'abitudine, ma dal punto di vista nutrizionale ci sono differenze?'.
"Assolutamente no, non ci sono peggioramenti perchè il pane conserva tutti
i suoi principi nutritivi.  Ma, soprattutto, non ci sono controindicazioni per 
la salute".
I.M. Scalise  -  'Quali tipologie consiglia volendo risparmiare?'.
"Bisogna fare molta attenzione al tipo di pane  perchè  alcuni non sono quasi
commestibili visto che subiscono dei forti cambiamenti organolettici. I miglio-
ri sono quelli come il casereccio e il tipo Lariano, quelli sconsigliati sono i pa-
nini piccoli, le rosette, quelli al latte o con olive o farciture troppo complesse".
I.M. Scalise  -  'Come si conserva?'.
"Lontano da ambienti umidi e avvolto in un panno o nella carta e poi in una 
busta di plastica per mantenerlo croccante".
I.M. Scalise  -  'Può essere dato anche ai bambini?'.
"Sì, ripeto, non c'è alcuna controindicazione ed è ottimo per tutti".
I.M. Scalise  -  'Ma se il pane perde fragranza cosa si può fare?'.
"La cosa più semplice è scaldarlo ma si può usare in tante ricette: dalla panza-
nella ai canederli, dal gazpacho alla pappa di pomodoro".

Lucianone

giovedì 12 giugno 2014

Sport - calcio / Mondiale Brasile 2014 - Spettacolo e proteste

12 giugno '14 - giovedì           12th June / Thursday                      visione post - 14

Sta per cominciare lo spettacolo calcistico
più attesoma non si placa la rabbia della gente brasiliana.
Anche l'ex tennista Kuerten si schiera : "Per il Paese non 
è stato fatto niente" / Sciopero e promesse  /  Il Brasile allo 
sprint: ma un biglietto costa più del salario minimo.

(da la Repubblica - 09/06/2014  / Manuela Audisio,  Rio de Janeiro)
Povera Dilma. Torturata dai dittatori negli anni 70, quando il Brasile vinse il
mondiale, e oggi  presa a pallonate, dal suo Brasile  che ospita  la Coppa. Ha 
meno gradimento lei (34%) che non il  ct Felipao Scolari (68%). Un vero ma-
racanazo sociale. Ma Felipao non corre per la presidenza come la Rousseff.
Si vota ad ottobre e il disperato contropiede di Dilma per arginare le prote--
ste è questo: includere i senzatetto nel programma Minha Casa. Vale a dire: 
procedere  alla distribuzione  di 3-4 milioni  di abitazioni  per  tenere  buono
l'Mtst (Movimentos dos Trabalhabores Sem Teto) che  sta bloccando  una 
metropoli come San Paolo. Per non parlare dello sciopero del trasporto pub-
blico  che sta congestionando 252 chilometri di città. Il governo offre un au-
mento salariale del 9%, il sindacato chiede almeno il 12%.   Giovedì c'è la
partita inaugurale Brasile-Croazia  davanti a 60 mila spettatori, a undici ca-
pi di stato, e a 20 milioni di cittadini bloccati in strada. "Sciopero illegale", 
tuona la giustizia brasiliana, riunita in sessione straordinaria. "Non decido-
no loro, ma noi: si va avanti a oltranza" è la risposta dei lavoratori.  
Prima il pallone teneva tutto in gioco, ora è quasi sempre in fuorigioco. 
L'altra notte in Rua Maxwell , a Rio, dei condomini  hanno visto arrivare
cinque ufficiali della Marina. La strada è a 600 metri dal Maracana. "Vo-
gliamo vedere e requisire le vostre terrazze. Dobbiamo installare una bat-
teria di missili per la difesa antiarea". Nessuno li ha fatti accomodare, an-
zi sono stati invitati a sloggiare.  "Dimostrateci che è una misura contro il 
terrorismo e non contro il popolo". .Via, sciò, come dice il cartello "Fifa go
home", 

La protesta della gente a Rio de Janeiro, e poliziotti brasiliani che osservano a distanza
Ormai l'hanno capito tutti  cos'è un mondiale: ti obbligano  a pulire  il tuo salotto per
gli altri, devi pure metterci le cose che piacciono a loro, e tu finisci nel sottoscala con
i topi. Sessantaquattro anni dopo il Brasile sperava in qualcosa di più.    Per questo è 
rabbioso e non molla. Pure l'ex tennista Guga Kuerten, vincitore per tre volte del Ro-
land Garros, si dichiara: desiludido. "Per il vero paese non è stato fatto niente, la po-
litica non ha avuto interesse a promuovere una trasformazione". Che gli vuoi ribatte-
re? C'è un nuovo Brasile, con vecchie abitudini, ma pretese cambiate.     Nel '50 il bi- 
glietto più caro del mondiale costava l'equivalente di 154 reais. Con il salario minimo
ne potevi comprare due e ti avanzavano anche i soldi per il popcorn.  Oggi il biglietto
più alto costa 1.980 reais e il salario minimo non copre nemmeno la metà del prezzo.
Nel '50  il best seller letterario  era  "O sao sem Plumas"  del poeta pernambucano
Joao Cabral, oggi a vendere di più è l'autore americano John Green con il libro "Col-
pa delle stelle".  Allora l'obesità non preoccupava, il gelato si pubblicizzava come 'ali-
mento completo', ora il 39% della gioventù brasiliana è in sovrappeso. La benzina co-
stava 1,98 real al litro e il petrolio veniva importato. Ora il Brasile produce 1,9 milioni
di barili di petrolio al giorno, ma la gasolina, come si dice qui, costa il 50% in più. Per-
chè?   Il Brasile con 126,7 milioni di fedeli era il Paese più cattolico del mondo, un bloc-
co monolitico al 93,4 %. Ora è sceso al 65%, sono cresciute altre fedi, soprattutto gli
evangelisti. Allora i calciatori della nazionale  avevano  un fisico da uomo comune: 68 
chili per 1.74, quelli odierni sono più alti, 1.81 e più pesanti, 75 kg.   La popolazione è
quadruplicata: 51,9 milioni allora, 210 milioni l'anno scorso. Prima il 64% della gente 
viveva in campagna, oggi il 90% si è trasferita in città. Una cosa non è cambiata: nel
'50 il Maracana fu inaugurato appena una settimana prima del mondiale. Lo stadio di
Itaquerao di San Paolo, dove verrà dato il via a questa Coppa, non è stato completa-
mente testato. Colpa della lenta fretta. Si giocherà con la delega dei bombeiros (vigià
li del fuoco) che vogliono rivederlo, il settore nord non ha abbastanza vie di fuga.  La
capienza è scesa da 68.000 a 61.600.   E al Maracanà, la sopraelevata pedonale, una 
passerella coperta, è solo per i vip della Fifa. Divieto a tutti gli altri. Ospitate, gente,
ospitate. 

Brasile 2014: proteste, corruzione e povertà
Gli sponsor minacciano di lasciare

Con il fischio di inizio arrivano anche i primi distinguo da parte dei brand. La Coca Cola ha già detto che ridurrà al minimo le sue campagne pubblicitarie, mentre l'Adidas ha criticato duramente la Fifa, così come Sony, McDonalds e Visa. Ma per gli esperti dietro ci sarebbe solo un'operazione di washing del marchio

Il Mondiale di Brasile 2014, in cui le proteste di piazza hanno messo in ombra il calcio giocato, rischia di essere un enorme boomerang per la Fifa, con gli sponsor che cominciano a rendere pubblici i primi distinguo e attraverso durissimi comunicati minacciano di lasciare. Enorme multinazionale che dietro lo statuto no profit a bilancio del 2013 ha iscritto un saldo positivo di 1,4 miliardi, e altrettanto ha dichiarato come fondo di riserva, la Fifa dovrebbe ottenere dai principali sponsor mondiali circa 850 milioni, cifra che per la prima volta supera quella delle entrate televisive. Ma tra le proteste contro Brasile 2014, dove i soldi per costruire gli stadi sono stati sottratti ai servizi di base per la popolazione, e le accuse di corruzione per Qatar 2022, che hanno svelato il lato oscuro della Fifa, gli sponsor fuggono.
La Coca Cola ha già detto che ridurrà al minimo le sue campagne pubblicitarie. E insieme alla nota bevanda, anche Adidas (il cui comunicato recita: “Il tenore negativo del dibattito pubblico sulla Fifa non fa bene al calcio, alla stessa Fifa e ai suoi sponsor”), SonyMcDonaldsEmiratesHyundai-Kia e Visa, che compongono il pacchetto principale dei Global Partners Fifa, hanno attaccato duramente la Fifa, non volendo essere associati a sfruttamento o a corruzione. Ovviamente, spiegano gli esperti, queste sono strategie di washing del marchio: non c’è alcuna motivazione etica profonda se non quella di urtare la sensibilità del consumatore creando un legame tra il brand e la disperazione della popolazione brasiliana o il traffico di mazzette e tangenti.
(da www.ilfattoquotidiano.it  -  Luca Pisapia)

Lucianone
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mercoledì 11 giugno 2014

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

11 giugno '14 - mercoledì         11th June / Wednesday                      visione post - 5

Napoli  -  Corruzione

Bufera tangenti sulla finanza: indagato il numero 
due Bardi / L'accusa dei pm è corruzione
Nel mirino della Procura di Napoli il comandante in seconda
In manette a Livorno un colonnello. «Verifiche fiscali pilotate
in cambio di mazzette»

Il colpo è tremendo. Ha lo stesso effetto di quel terremoto che con Mani pulite svelò, luglio 1994, un mondo di finanzieri corrotti. Ricordate il generale Cerciello e i suoi 21 casi di corruzione accertata? Quella fu la punta di un iceberg che riaprì una ferita che sembrava rimarginata, quella delle fiamme gialle della P2, dello scandalo Petroli, siamo negli anni Settanta, che vide coinvolti i generali Giudice e Lo Prete. Ora, il generale Vito Bardi, comandante in seconda della Guardia di Finanza, sarebbe indagato per un’ipotesi di corruzione, per vicende collaterali, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli che ha portato all’arresto dell’attuale Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Livorno, Fabio Massimo Mendella, e del commercialista napoletano Pietro De Riu.  
LE MAZZETTE  
Dalle carte dell’indagine emergerebbe che oltre un milione di euro è stato versato al professionista campano, tra il 2006 e il 2012, da imprenditori napoletani, su richiesta di Mendella, allora responsabile del settore Verifiche e accertamenti del comando delle Fiamme Gialle di Napoli, per evitare controlli fiscali. I pm Piscitelli e Woodcock hanno disposto una perquisizione nel comando generale della Gdf a Roma, in via XXI Aprile a Roma. In particolare, una delle perquisizioni è stata eseguita proprio nell’ufficio del generale Vito Bardi; il comandante in seconda della Guardia di finanza viene indagato per corruzione dai pm napoletani Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcook.  

COSI’ GLI IMPRENDITORI ELUDEVANO I CONTROLLI  
Nell’ordinanza, le ipotesi di reato contestate sono di concorso in concussione per induzione e rivelazione di segreto d’ufficio. Secondo le indagini della sezione reati contro la Pubblica amministrazione della Procura di Napoli, il commercialista Pietro De Riu faceva da tramite con Mendella, incassando somme di denaro da i due fratelli, imprenditori napoletani della società «Gotha s.p.a.», che eludevano in tal modo i controlli. Dal Comando di Napoli Mendella era poi stato trasferito a Roma: nell’occasione la holding , oggetto di una verifica pilotata eseguita dall’ufficio coordinato dal colonnello Mendella, avrebbe trasferito la propria sede legale a Roma. Le indagini sono ancora in corso, condotte dalla Digos di Napoli, con il contributo della Direzione centrale di Polizia criminale, del Comando Provinciale e del nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma .  

Politica / società: Italia  -  Riforma della Pa
Obbligo di mobilità nei 100 km / Prepensionamenti automatici
Le riforme previste dal governo per rendere più snella
la macchina statale / I sindacati: produca  100 mila
assunzioni, o la staffetta giovani è ridicola
Arriva la riforma della Pa, che venerdì andrà in Consiglio dei ministri. Lo stop del trattenimento in servizio, la facoltà cioè di rimanere al lavoro per i dipendenti pubblici (magistrati compresi) oltre l’età di pensione, dopo il 31 ottobre; la possibilità di mobilità obbligatoria nell’arco di 100 chilometri e, in caso di esuberi, di prepensionamenti fino a due anni, senza possibilità di sostituzione. Il dimezzamento dei distacchi e dei permessi sindacali dal primo agosto. Il turnover legato solo ai limiti di spesa e non al numero di persone, che potrà così allargare le maglie degli ingressi. Sono i punti principali della bozza, composta di 26 articoli, su cui non escluse ulteriori limature. Prevista inoltre la possibilità per il cosiddetto personale “in disponibilità” (a seguito di rilevazioni di eccedenze) di chiedere, per essere ricollocato, «una qualifica o posizione economica inferiore» e quindi essere demansionato. Altre novità riguardano la creazione dell’archivio unico sui veicoli circolanti ma anche l’eventualità di incrementare gli importi annuali delle tasse automobilistiche, per il solo 2015, fino ad un massimo del 12%. Oltre alle misure su appalti e semplificazione (dall’edilizia alla prescrizione di farmaci). 

La riforma che, come annunciato oltre al decreto sarà accompagnata da un disegno di legge delega, prima dell’esame del Cdm, domani sarà al centro della riunione tra il ministro della Semplificazione e della Pa, Marianna Madia, ed i sindacati. Le sigle del pubblico impiego, Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa chiedono un confronto «vero» senza «spot», e «pretendono» che a fronte dei 400mila posti persi nella Pa negli ultimi dieci anni si assumano «100mila giovani». Altrimenti, dicono, fare la staffetta generazionale «con 5mila giovani» significa dare «una risposta ridicola»: il riferimento è all’abrogazione del trattenimento in servizio, che secondo i calcoli del governo permette di liberare oltre 10mila posti in più per i giovani nella Pa, a costo zero. Un numero ritenuto «esagerato» dai sindacati, secondo cui sono invece la metà. Si mette fine alla possibilità per i dipendenti pubblici di rimanere al lavoro per altri due anni oltre l’età della pensione (oggi 66 anni e tre mesi) e per cinque anni, dai 70 ai 75 anni, per i magistrati. 

La Corte dei Conti esprime «forte preoccupazione» riguardo agli effetti che avrebbe sui magistrati, a partire dalle posizioni apicali, evidenziando che «l’attuale già gravissimo vuoto di organico», «pari al 30% (circa 180 unità), raggiungerebbe dimensioni difficilmente gestibili» per le «cessazioni che verrebbero a determinarsi, da subito e nel quinquennio a seguire, per un numero complessivo pari a circa 90 unità» sugli attuali 430 magistrati in servizio. La magistratura contabile «subirebbe un irreparabile vulnus». E «l’eventuale immediata cessazione» delle tre cariche di vertice istituzionale, presidente, presidente aggiunto e procuratore generale, ne determinerebbe l’«impossibilità di funzionamento». 

Per i sindacati la proposta di fare 100mila nuove assunzioni è possibile perché, premesso che «un giovane in ingresso costa la metà di una persona a fine carriera», le risorse si possono recuperare dal «blocco del turnover per la dirigenza», dalla riorganizzazione della Pa e dai pensionamenti nelle professioni «altamente usuranti». Fondamentale, per loro, il rinnovo del contratto nazionale, fermo al 2009 (e fino a fine 2014), intanto recepito al punto 45 nei punti indicati dal governo, come tema che dal punto di vista economico sarà affrontato dal 2015. Ma i sindacati si schierano contro il taglio del 50% dei distacchi e dei permessi sindacali, da cui «il governo pensa di recuperare 75 milioni di euro: davvero poco - dice il segretario generale della Fp-Cgil, Rossana Dettori - rispetto a quello che vediamo più come attacco alla democrazia  

Stati Uniti  -  Politica
Tea Party: trionfo a sorpresa / Il leader repubblicano
perde le primarie in Virginia
Dave Brat, sconosciuto professore di economia, batte Eric Cantor, 
predestinato per il posto di Boehner come speaker alla Camera.

WASHINGTON
Eric Cantor, il leader della maggioranza repubblicana alla Camera, perde a sorpresa le primarie nel suo collegio della Virginia, dopo 13 anni di dominio assoluto. 
Lo ha battuto 56 a 44%, Dave Brat, un ultraconservatore, professore di economia di un’università locale praticamente semisconosciuto. Un voto che rappresenta un terremoto per il Grand Old Party e rilancia inaspettatamente il ruolo del Tea Party nella politica americana riaprendo l’eterno scontro, tutto interno alla destra, tra “grassroots”, la base dei militanti e gli odiati “politicanti di Washington”. «Il messaggio della base non poteva essere più chiaro,» commenta Matt Kibbe, presidente di FreedomWorks, una delle `casseforti´ dei `patrioti´ anti-tasse. «Indipendentemente dalla tua linea politica e dal tuo potere, se ti allontani dagli attivisti sul terreno - aggiunge - il tuo posto è in pericolo». 

Lucianone

lunedì 9 giugno 2014

Sport - calcio / Playoff Serie B: andata Bari - Latina 2 - 2, Modena - Cesena 0 - 1

9 giugno '14 - lunedì         9th June / Monday                              visione post - 6        

Per il Bari la scalata playoff alla A è tutta in salita
L'ex Ristovski gela il San Nicola / Per ora il Cesena ok

La squadra di Alberti va sotto su autogol, rimonta con Cani e Joao Silva, ma poi viene beffata a tempo scaduto: al ritorno servirà una vittoria. Marilungo firma il colpaccio dei romagnoli, espulso Gagliardini


Rischia di fermarsi nella semifinale dei playoff la rincorsa verso la serie A del Bari, fermato sul 2-2 dal Latina al San Nicola: colpo esterno del Cesena, 1-0 a Modena.

BARI-LATINA 2-2 — aut. Polenta (B) al 22’ p.t., Cani (B) al 22’, Joao Silva (B) al 34’, Ristovski (L) al 45’ s.t. | Finisce pari e patta, dopo mille emozioni. Tutto si deciderà nella sfida di ritorno, ma al Bari serve una vittoria per conquistare la finale. Spettacolo puro in un San Nicola mai così gremito. Il Bari fa la partita, il Latina copre gli spazi e riparte con l’insidioso Jonathas. Al 6’ Joao Silva impegna di testa Iacobucci. Replica al 16’ Cottafava con un tiro alto. Poi è ancora Joao Silva di testa ad impensierire la difesa ospite. Dopo una gran botta di Brosco, al 21’, deviata in angolo da Guarna, il risultato si sblocca: su corner di Viviani, la palla respinta da Guarna (ostacolato irregolarmente da Crimi) colpisce Polenta e varca la linea. Il Bari, spinto dai suoi 60.000 tifosi, ci prova con Sciaudone (26’), Cani (28’) e Defendi (33’), senza fortuna. Sul finire del primo tempo, il Latina riprende vigore e sfiora il raddoppio con Jonathas al 36’ (blocca Guarna) ed Alhassan (38’). E’ ancora insidioso Jonathas al 46’: dopo aver saltato due avvesari, chiude debolmente. Dopo l’intervallo nel Bari entrano Samnick e Delvecchio per gli acciaccati Ceppitelli e Galano. Bisogna attendere 11’ per la prima azione insidiosa: tiro dal limite di Fossati, deviato in angolo da Iacobucci. Al 18’ Sciaudone spreca, dopo slalom di Joao Silva. Un minuto dopo leggera spinta in area ai danni dello stesso portoghese, l’arbitro Ostinelli lascia proseguire. Al 22’ il Bari agguanta il pari: Sabelli crossa dalla destra e Cani anticipa di testa Iacobucci. Al 29’ il Bari chiede, invano, il rigore per un mani in area di Brosco, su cross di Defendi. Al 34’ il Bari sorpassa il Latina (momentaneamente in 10 per infortunio a Jonathas, poi rientrato): ancora un cross di Sabelli da destra, tiro di Cani respinge corto Cottafava e Joao Silva insacca da pochi metri. Il Latina reagisce con orgoglio e trova il pari con l’ex Ristovski, gran tiro dal limite, al 45’.

Lucianone

domenica 8 giugno 2014

Sport - calcio / Lega Pro: i playoff

8 maggio '14 . domenica           8th May / Sunday

Lega Pro >>  Frosinone e Pro Vercelli in Serie B 
Risultati  -   Frosinone   3      Alto Adige     1
                    Lecce         1      Pro Vercelli   1


Lucianone

sabato 7 giugno 2014

Società - Riflessioni su illegalità-criminalità / Renzi non dimentichi l'economia criminale

7 giugno '14 - sabato           7th June / Saturday                      visione post - 11

Riflessioni -  illegalità/criminalità
Abbiamo sempre, in passato, pensato alla mafia, alla camorra  e  alla
n'drangheta come a dei mondi della corruzione e criminalità a sè stanti: 
erano là al Sud, nel meridione terrone d'Italia (come noi settentrionali
l'abbiamo sempre definito ne più ne meno), e noi eravamo tranquilli, al
Nord, che tanto non poteva in futuro toccarci.  Chiudevamo gli occhi e,
se necessario, tappavamo le orecchie pure, non volendoci  accorgere 
per niente che qualcosa stava negli anni cambiando anche nelle regio-
ni settentrionali, soprattutto   in quegli anni cruciali (dai Settanta agli
Ottanta) in cui andava di moda il confino per mafiosi, prima, e poi an-
che per quelli della n'drangheta, e con il confino ci si sentiva tranquil-
li che quei boss non avrebbero potuto più nuocere nè a nord nè a sud.
Fu un errore tremendo di valutazione, allora, e fu nello stesso tempo
l'inizio dell'espansione mafiosa, dell'allargamento poi sempre più pe-
netrante e devastante della n'drangheta  con i capi  che si trasforma-
vano sempre più in imprenditori veri e propri entrando nel tessuto vi-
vo prima del commercio, poi della finanza del nostro Paese senza dar-
lo a vedere perchè agivano nell'ombra, quasi nell'anonimato (caratte-
ristica sempre più evidente di tali associazioni criminali).  Durante il
periodo del 'confino' i diversi boss avevano iniziato così a tessere la
tela che poi come una vera piovra avrebbe portato  ad  accerchiare 
attraverso complici locali, quindi settentrionali, le regioni che li ospi
tavano (nel confino), e quindi si sarebbero impadroniti col tempo del 
territorio e della ricchezza di esso attraverso ben congegnate trame
criminali e portando quindi la loro esperienza di traffichi di vario ge-
nere (fino a quello della droga, il più remunerativo) dal sud al nostro
nord, che ingenuamente si era pensato incorruttibile.  (Lucianone)

(da 'la Repubblica' - 28/02/2014  -  Roberto Saviano)
Se Renzi dimentica l'economia criminale
Personalmente avrei voluto che  nel suo discorso inaugurale  (come Primo ministro, ndr)
avesse concesso  più spazio  non al generico tema delle mafie, ma ai capitali criminali, a quell'enorme flusso di danaro che a oggi continua a essere l'economia principale italiana. 
Quello che mi piacerebbe accadesse è che questo possa smettere d i essere un tema mo-
rale, etico, legato unicamente alla legalità in senso astratto.    Mi farebbe piacere  sapere 
che il tema del contrasto alla criminalità organizzata diventasse  una questione fondamen-
tale, una questione economica. Non si può in poco tempo affrontare tutto.Ma spero ci sia
un momento in cui per questo governo  il tema dei capitali criminali  sia non  "una"  delle
tematiche, ma "la" tematica da affrontare. La principale, la più vitale.  L'urgenza è impe-
rativa. Com'è imperativo capire che i 170 miliardi fatturati ogni anno dalle organizzazioni
criminali sono il vero tesoro che dobbiamo riprenderci. Un tesoro che secondo la Guardia
di Finanza ha superato il 10% del Pil.
Le migliaia di negozi che possiedono, le centinaia di centri commerciali, la presenza nelle
banche, il monopolio dei subappalti, la capacità di vincere ogni concorrenza.  La lotta alla
mafia va affrontata con le decisioni politiche. Non si può delegare a giudici, polizie o per-
sonaggi-simbolo. Non si tratta di ostentare un pedigree anti-mafioso  partecipando a ini--
ziative, finanziando associazioni.   Qui si tratta di ridare centralità al contrasto all'econo-
mia criminale, non di aprire nuove carceri o stringere ai  polsi più manette. Commissioni 
antimafia e procure ci sono. Lavorano spesso a diversa intensità, ma ci sono. A mancare
è una volontà nuova, una visione che vada oltre la repressione. Una rivoluzione criminale
che sappia partire dal contrasto ai capitali criminali.
E nel semestre europeo a noi toccherà soprattutto questo: mostrare il
nostro sangue  e  dolore  al resto d'Europa - non nasconderlo - per dimo-
strare che in Europa mancano leggi antimafia, mancano controlli sul rici-
claggio. I capitali dei narcotrafficanti, dell'evasione, sono sempre meno 
nei paradisi offshore e sempre più nelle banche europee.   L'Italia ha la
tradizione antimafia più importante al mondo. Il report della subcommis-
sione permanente del Senato statunitense ha accusato Credit Suisse di
aver agevolato l'evasione delle tasse di oltre 10mila cittadini americani,
e ha calcolato che il valore dell'evasione scoperta è di circa 13,5 miliar-
di di dollari. L'evasione italiana che canali ha avuto, se non i medesimi
di quella americana? I flussi di riciclaggio delle organizzazioni criminali
che paesi europei usano?
Lo stesso metodo usato dal senatore Levin in Usa dovrebbe essere im-
mediatamente essere usato dal nostro governo. Aprire inchieste politi-
che che mostrino i canali di evasione e riciclaggio, che mostrino la colla-
borazione delle banche italiane. L'ombra del riciclaggio e della collabo-
razione con i cartelli criminali investe troppi istituti di credito italiani.
C'è tutto questo  dietro i morti innocenti  che continuano  a cadere in 
Italia.  Ad Arzano, l'altro ieri, altri due morti.  Ciro Casone di 57 anni 
e Vincenzo Ferrante di 30 anni. A quanto  emerge  dalle prime indagi-
ni Vincenzo non c'entrava nulla, non era un camorrista, l'obiettivo era
Casone. Uccisi in un centro abbronzante della proprietà della nipote di
Casone che aveva appena finito di farsi una lampada mentre Vincenzo,
come sembra da alcune ricostruzioni, si stava "facendo le sopracciglia".
E' proprio così, i centri abbronzanti sono diventati spesso il luogo sosti-
tutivo del barbiere, del circolo sportivo. Luoghi della vita quotidiana do-
ve prima o poi passi, e dove i killer ti vengono a cercare. Fu per questo
che quando scrivemmo la sceneggiatura di Gomorra pensammo di inizia-
re proprio da un centro abbronzante, la prima strage avviene lì. Fisica-
mente per noi significava sostituire l'immaginario tipico della piazza o 
del bar con una dimensione più reale. E ora la realtà conferma quel'in-
tuizione drammatica. Quando mi presento ai tribunali durante i proces-
si spesso dalle gabbie i camorristi mi insultano, mi dileggiano: mimano
di strappsrsi un ciuffo tra le loro sopracciglia proprio sopra il naso.



Continua... to be continued...-

giovedì 5 giugno 2014

Istruzione - Atenei / Scienze applicate alla Normale di Pisa

5 giugno '14 - giovedì         5th June / Thursday                           visione post - 11

Sì ai corsi di scienze applicate
la prima volta della Normale di Pisa
che non era mai cambiata dai tempi di Gentile

(da il 'Corriere della Sera' - 1 giugno 2014 / Elena Tebano)
Per la più prestigiosa università italiana è una sorta di discesa dall'empireo: dopo oltre
2 secoli di insegnamento e ricerca dedicate solo alle scienze pure, la Scuola Normale su-
periore apre a quelle applicate, con una nuova sede (Firenze, oltre Pisa) e nuovi ambiti
di studio: Matematica per la finanza, Scienza politica e sociologia - con corsi di politica
economica internazionale, politica comparata, comunicazione politica - e Civiltà del Ri-
nascimento. Viene rivista anche la storica divisione in due "classi", quella di Scienze e
quella di Lettere, a favore di una articolazione in 3 strutture accademiche: Scienze uma-
ne, Scienze matematiche e naturali e l'istituto di scienze umane e sociali, che avrà sede
nel Palazzo Strozzi di Firenze.  "Con la riforma approvata  mercoledì  è nata una nuova 
Normale", dice il rettore Fabio Beltram, fisico.     "Tutti sanno che qui facciamo le cose
per bene, ma spesso  si pensa  che siano  così astratte  che non avranno impatto  sulla
realtà. Questa nuova Normale dimostra che abbiamo dato una svolta: entriamo a gam-
ba tesissima in ambiti molto pratici, dalla matematica per la finanza alla politica, all'am-
ministrazione.  -  Fondata da Napoleone a Pisa nel 1810 come succursale italiana della
parigina Ecole normale supérieure, con il compito di formare gli insegnanti delle scuole
dell'Impero (e la concessione di usare l'italiano), la Normale deve gran parte della sua
veste attuale alla riforma di Giovanni Gentile che la trasformò nel primo centro di ricer-
ca d'eccellenza italiano, per sfornare non più maestri di scuola  ma professori universi-
tari (Gentile vietò anche  l'ingresso alle donne, che vi studiavano dal 1889, divieto che 
ha resistito fino al '52).  Da allora la Scuola ha formato  due presidenti della Repubbli-
ca, Giovanni Gronchi e Carlo Azeglio Ciampi, e tre premi Nobel: il poeta Giosuè Car-
ducci  e  i fisici Enrico Fermi e Carlo Rubbia.      Ma soprattutto, secondo l'Academic
Ranking of World Universities, è la prima università in Europa  e la quinta al mondo
per produttività individuale (la "Per Capita Performance"), superata  solo  da MIT,
Princeton, Harvard e California Institute of Thecnology.   Risultati ottenuti grazie a
una dura selezione all'ingresso, un rapporto docenti studenti di uno a 10, l'obbligo
di mantenere una media accademica molto alta, seminari e progetti  di ricerca mi-
rati. Non è raro che  gli studenti  del terzo e quarto anno di matematica, per esem-
pio, si trovino a risolvere per la loro tesina annuale problemi che  resistevano  da
un paio di migliaia d'anni.

Continua... to be continued...

Economia- finanza / Europee 2014: Saccomanni parla di Europa e di mercati

5 giugno '14 - giovedì           5th June / Thursday

In Europa deficit di infrastrutture per 1000
miliardi: parola di Fabrizio Saccomanni
"L'euro non è in discussione, ma ora il coraggio di investire"

(da "Corriere della Sera" - 26/'05/2014  -  Sergio Rizzo)
Fabrizio Saccomanni ci crede al punto da dichiararsi convinto che nemmeno 
una "solenne affermazione" delle forze contrarie a questa Europa può riusci-
re a mettere in crisi la tenuta dell'Unione e della moneta unica. Dice l'ex mi-
nistro dell'economia: "I partiti tradizionali, tanto i popolari quanto i sociali-
sti, saranno spinti a impegnarsi a fondo per evitare la deriva pupulista".
Sergio Rizzo -  Inguaribile ottimista.
F. Saccomanni - "Il fronte antieuropeo è vasto ma tutt'altro che compatto.
Questo gioca a favore".
S. Rizzo -  Ma non la crisi economica, la disoccupazione record, l'aumento
delle distanze sociali.  Le argomentazioni euroscettiche  fanno  sempre  più 
proseliti. 
F. Saccomanni - "Lo so bene, e cìè una ragione precisa che non ha a che fare 
solo con la moneta unica. Il fatto è che il disegno europeista si è fermato do-
po il crollo del Muro di Berlino. La Germania si è riunificata e a quel punto
è venuto meno lo stimolo a far progredire seriamente il processo di unifica-
zione. Andrebbe ricordato che quando si fece il trattato di Maastricht Hel-
mut Kohl e Francois Mitterand proposero un trattato politico parallelo". 
S. Rizzo -  Avrebbe evitato tutto ciò?
F. Saccomanni - "Avrebbe evitato almeno questa "zoppia", come la chiama
Carlo Azeglio Ciampi. Un progetto senza una gamba fondamentale".
S. Rizzo -  Forse i cittadini europei non erano del tutto convinti, visto che mol-
ti di loro hanno bocciato la Costituzione europea.
F. Saccomanni - "Quando si decise  l'allargamento  l'Europa  era spaventata
dall'immigrazione. Ricorda la sindrome dell'idraulico polacco?". 

 Continua... to be continued...