martedì 8 aprile 2014

Lavoro - Le professioni del futuro

8 aprile '14 - martedì                    8th April / Tuesday                       visione post - 9
   Ecco i lavori del 2030: dal broker 
del tempo  all'avvocato virtuale   
Le 20 professioni richieste nei prossimi decenni 
nelle previsioni fatte dall'Istituto FastFuture 

(da 'la Repubblica' - 29/05/2013 - Cinzia Sasso)
Dimenticate l'ingegnere, il geometra, il dottore della mutua; dimenticate perfino 
l'insegnante, l'avvocato e il generico informatico.  Nella società che verrà, con il 
mondo reale che si sovrappone a quello virtuale, non ci sarà più posto per profes-
sioni come queste e compariranno invece  una quantità  di nuove specializzazioni 
sconosciute e perfino misteriose.   Chiamati dal governo britannico a scrutare le
professioni del futuro, i ricercatori dell'Istituto FastFuture, hanno invitato un par-
terre di scienziati illustri a fare delle previsioni  e  hanno proiettato il mondo dei 
prossimi vent'anni confezionando una lista di 29 nuovi lavori  che saranno quelli
di cui ci sarà bisogno domani. Mestier in linea con i cambiamenti epocali che ci
aspettano e che preconizzano  una inesorabile agonia dei mestieri che conoscia-
mo. Una previsione che sembra fantascienza, ma che  il premier inglese  David
Cameron  ha preso  molto sul serio  e ha raccomandato ai sudditi della Corona, 
chiamati, in questi giorni, come tutti, a fare le scelte per il futuro dei loro figli.
Ipotesi che hanno preso sul serio anche a Bruxelles, tanto che se ne è parlato
al parlamento europeo  in un'audizione pubblica  con trecento invitati alla pre-
senza di Neelie Kroes, la vice presidente della Commissione.
Avete mai sentito parlare, ad esempio, del "body part maker"? Perfino la traduzione
è un pò difficoltosa: chiamiamolo "costruttore di parti del corpo". Perchè i progressi
ella scienza mescolati a quelli della tecnologia rendono realistico immaginare che sa-
rà presto possibile sostituire organi vitali con altri artificiali. E se è vero che le nano-
tecnologie, anche applicate alla medicina, stanno facendo passi da gigante, allora sa-
rà necessario preparare  nuovi specialisti   che  conoscano l'anatomia, certo, ma che
siano in grado di somministrare le nuove rivoluzionarie cure mediche. E non basterà 
più sapere a memoria il Gray's Anatomy.   Anche il settore farmaceutico è tra quelli
che promettono progressi straordinari: non solo lo sviluppo di nuove molecole ad at-
tività biologica, ma anche affermazione di settori nuovi, come la "nutraceutica"  -
neologismo che viene dalla sintesi di nutrizione e farmaceutica  -  che è lo studio di 
alimenti che hanno una funzione benefica sulla salute.
Ma  è nel settore alimentare, a partire dall'agricoltura, che ci sarà maggior bisogno
di figure professionali nuove. Invitata a Futurecamp Europe, una serie di conferenze
organizzate a Milano dall'Associazione Donne e Tecnologie, Mrisa Porrini, nutrizio-
nista dell'Università Statale, ha previsto l'affermazione delle agrotecnologie e della
necessità di un'agricoltura di precisione che si svolga nel rispetto delle risorse natu-
rali, dell'ambiente e della salute:  "Serviranno - ha detto - esperti  di  certificazione
alimentare, di bioenergia, progettisti di alimenti nuovi".

Lucianone

          

sabato 5 aprile 2014

Sport - calcio / serie A - anticipi della 32^ giornata 2013/14

5 aprile '14 - sabato          5th April / Saturday                                visione post - 9

Risultati delle partite
Chievo  -  Verona H.     0  -  1
Inter     -   Bologna       2  -  2

VERONA

Grande Luca Toni che trascina i gialloblù nel 2° tempo, e consuma
la vendetta dopo la sconfitta dell'Hellas all'andata.  Adesso Toni è
a quota 16 reti (record assoluto: mai nessuno aveva segnato così
tanto nel club scaligero in un campionato) e si propone  per una 
maglia azzurra in vista del Brasile-mondiale.
(Lucianone)
L. Toni match winner contro il Chievo  (16° gol)

Il derby di Luca Toni. Non soltanto decide la sfida più sentita a Verona, ma supera Gianni Bui e Nico Penzo e diventa il miglior cannoniere stagionale di sempre in Serie A per l’Hellas: 16 gol, e la stagione non è ancora finita. L’attaccante castiga l’amico Corini al 20’ del secondo tempo, quando è svelto ad approfittare di un rimpallo su Dainelli. La rete suggella la fase migliore del Verona che cambia marcia dopo l’intervallo e merita il successo. Il migliore del Chievo è infatti il portiere Agazzi, che si è superato sulle conclusioni di Iturbe, Romulo e dello stesso Toni, fino al gol, imparabile.
PROBLEMI CHIEVO — E’ il Chievo ad aver più bisogno di punti, incagliato nella zona retrocessione e adesso si giocherà il futuro nei prossimi due scontri diretti contro Livorno e Sassuolo. L’Hellas invece una volta arrivato a quota 40 si è rilassato forse un po’ troppo (quattro sconfitte di fila) per poi riprendersi con il successo sul Genoa prima del derby. Sconfitto all’ultimo istante nella gara d’andata, Mandorlini ha ottenuto la rivincita con il solito 4-3-3 che nel primo tempo fatica a liberarsi dalla copertura attenta degli avversari. Anche Toni non è aiutato. Quando gli arriva l’unico cross giusto, il capocannoniere del Verona gira di testa e solo un miracolo di Agazzi gli impedisce il gol. Hallfredsson poi pizzica la parte alta dell’incrocio dei pali con un tiro da lontano.
CRESCENDO VERONA — All’inizio della seconda parte il Verona è trasformato e il Chievo ansima, pasticcia dietro e non riesce a fermarlo. Corini partito con il 4-3-1-2 con Hetemaj finto trequartista, cerca di recuperare inserendo Thereau e Pellissier al posto di Obinna (che delusione) e Guarente. Il Chievo, che aveva perso anche Dramè, non ottiene altro che alcuni tiri da fuori con Sardo e Thereau, ma il portiere Rafael non si fa sorprendere. Mandorlini si copre con Marques e una difesa a cinque, poi va a raccogliere gli applausi di uno stadio mezzo vuoto ma con maggioranza di tifosi dell’Hellas. Che ancora una volta ringraziano Toni.
(da  'gazzetta.it' -  Pier Francesco Archetti)

Milano

L'Inter si fa bloccare in casa dal Bologna di Ballardini (esperto in
recuperi salvezza)  e fa un'altra mezza figuraccia. Non abbiamo
uomini da contropiede, si giustifica il tecnico Mazzarri. Ma manca
ai nerazzurri anche quella grinta in più per superare un Bologna
molto motivato.  Milito, su rigore, e Acuafresca sprecano da una
parte e dall'altra occasioni che potevano essere decisive.
Per l'Inter è il terzo pareggio di fila.
(lucianone)

Psicodramma Inter. Dopo quello di Livorno, i nerazzurri si regalano un 2-2 se possibile ancora più assurdo in casa contro il Bologna. Per due volte in vantaggio con Icardi, la squadra di Mazzarri si fa riprendere prima da Cristaldo e poi da un assurdo tap in di Kone. La ciliegina è l’orrendo rigore di Milito, che nel finale sciupa l’occasione di regalare una vittoria all’incredulo Thohir, presente in tribuna. E nel recupero Acquafresca sfiora il gol della super beffa. Cose da "Scherzi a parte".
(da 'gazzetta.it'  -  Luca Taidelli)

Inter-Bologna finisce 2-2 dopo una gara piena di colpi di scena: nerazzurri in vantaggio dopo appena 6 minuti con una girata di controbalzo di Icardi. Ansa
Inter - Bologna  2 - 2  /  dopo appena 6 minuti  Icardi (Inter)
 insacca con  una girata di controbalzo

Continua... to be continued...

giovedì 3 aprile 2014

Scienze / Spazio - Viaggio al centro di una cometa

3 aprile '14 - giovedì          3rd April / Thursday                                 visione post - 7

Il risveglio del robot di Rosetta
E' stato rianimato Philae, il "passeggero" della 
sonda spaziale  che dovrà  esplorare  il cuore
del corpo celeste (una cometa).

(da la Repubblica - 27/03/2014  / R2 La storia - Vittorio Zucconi, Washington)
La bella addormentata nel cielo si era svegliata in gennaio da un sonno di oltre
cento mesi a 800 milioni di chilometri da casa, ma non aveva avuto paura. Lo sa-
peva da quando era nata che quello sarebbe stato  il destino  codificato nei suoi
circuiti.     Ora Rosetta, questo è il suo nome scelto da una ragazza italiana, si è 
scossa dal coma programmato, si è sgranchita le antenne, lavata i sensori e fat-
to colazione con i raggi del sole per tre mesi, ha cominciato, in queste ore di pri-
mavera  sulla lontanissima  Terra, il volo verso la sua nuova ed eterna casa, la 
cometa. Domani tocca anche al suo passeggero, il robot Philae, uscire dall'iber-
nazione.
Rosetta è una sonda spaziale, pensata, programmata e partorita dall'Esa, l'ente
spaziale europeo, per fare quello che nessun altro viaggiatore del sistema solare
ha mai fatto: inseguire una "stella cometa", che stella poi non è se non nella fan-
tasia della notte di San Lorenzo o nella narrazione cristiana. Sarà invecve Philae
a posarsi sopra, fotografarla, trivellarla e cavalcarla per miliardi di anni. Che è il
tempo con il quale si misura l'età di queste schegge congelate di stelle. Anche se
quel nome, "Rosetta", scelto per concorso europeo  da una quindicenne italiana,
Serena Vismara, si riferisce solenne al monolito di basalto scoperto dai soldati di
Napoleone alle foci del Nilo due secoli or sono che permise di leggere e tradurre
i geroglifici egiziani,  la forte italianità della cacciatrice di stelline suggerisce più
fragranti e casarecce immagini di pane appena sfornato, le 'rosette' o 'michette'
del muratore o dello studente affamato.   E ci riavvicina, nella sua insondabilità 
tecnologica e astrofisica, a dimensioni più affettuose e umane.
Una "michettona" robusta, pesante tre tonnellate  e  farcita di prodotti ben più 
complessi che mortadella, finocchiona o gorgonzola, questa che ieri ha ricevuto
(26 marzo '14)   dal comando  di Darmstadt, in Assia, il segnale  di  mettersi   in 
cammino. Per i prossimi sei mesi, Rosetta  cercherà di coprire i nove milioni di
chilometri che la separano dalla cometa 67P di Churyumov-Gerasimenko, i due
scopritori, inseguendola nello slalom e nel flipper di gravità attorno ai pianeti e
ai satelliti del Sistema fino ad avvicinarla, cautamente, ad appena quattro chilo-
metri. Cercherà un punto per fare atterrare Philae, o si dovrebbe dire "accome-
tare"? sulla 67P, agganciare le sue braccia alla superficie di rocce e di ghiaccio
e estrarre la trivella per esplorarne il cuore.    E poi, esaurita la sua capacità di
succhiare energia dal sole, volare con essa in silenzio nel vuoto di milioni di an-
ni dal quale le comete, figlie del Big Bang  scrigni dei segreti dell'universo, na-
scono.


"Rosetta" quindi, come la stele incisa in tre lingue, spera di riuscire a leggere
in quella cometa il linguaggio dell'Universo  e lo farà con strumenti concepiti
costruiti da italiani. Con gli occhi del Virtis, lo spettrometro  a infrarossi di
Fabrizio Capaccioni; il Giada di Alessandra Rotondi della "Parthenope" na-
poletana per raccogliere e studiare polveri  e frammenti di roccia; la teleca-
mera Wac firmata da Cesare Barbieri all'Università di Padova e l'essenziale 
trapano Sd2 prodotto dalla Galileo Avionica con Amalia Finzi del Politecnico
di Milano.  - Anche senza cedere  alla tentazione  di guardarla come una pa-
gnottella taliana a 800 milioni di distanza dal panettiere, c'è, tra chi la sfornò 
e chi ora la guida e la accudisce dal centro di Darmstadt, un rapporto umano,
extrascientifico, che antropomorfizza la comunicazione fra la Terra e la aliena
all'inseguimento della cometa, nell'intuizione artistica dell'alieno che "call ho-
me", chiama casa.   Ma le comunicazioni con lei sono difficili, ansiogene, irte
din silenzi e di incomprensioni, come spesso le conversazioni tra genitori e fi-
gli.   Occorrono 45 minuti perchè un saluto raggiunga la nostra extraterrestre 
e altrettanti perchè ritorni la risposta.    Il 14 gennaio scorso, quando Andrea 
Accomazzo , il manager delle operazioni di Rosetta, cercò di scuoterla dal son-
no sapendo di avere una "finestra" soltanto di un'ora  per comunicare con lei
e per sapere se fosse uscita dal coma, la risposta - nient'altro che una serie di 
picchi e valli sullo schermo di un oscilloscopio americano collegato a un'anten-
na di 70 metri di diametro - impiegarono infatti 45 minuti.  "I 45 minuti più lun-
ghi della mia vita, dice Accomazzo. Come un parto.
Sarà forse - se Rosetta ce la farà, con il carburante  e  con l'energia solare che
la sta riportando alla vita, ad acciuffare la cometa - la fine di un mito che segna
le notti dell'umanità da quando alzammo gli occhi verso il cielo stellato.  Le co-
mete, "le stelle cadenti" sono state per migliaia di anni il segno mistico di pro-
digi e di profezie, di superstizioni e di desideri, auspici di catastrofi immaginate
o reali, quando piombano sulla Terra e possono cambiare il corso della vita sul
nostro piccolo pianeta come un inverno nucleare.
L'idea che ci si possa posare sui 4 chilometri e mezzo di "67P" , che la si possa
teletoccare, sforacchiare  e  grattare può apparire  antipoetica, quasi empia: a-
vrebbero seguito la cometa i tre Saggi d'Oriente verso Betlemme se avessero
saputo che la loro stella dei profeti era  una "sporca palla di ghiaccio"   che si 
portava in groppa un robot che la pizzicava? Forse sì, perchè da maghi, dunque
da scienziati, avrebbero sognato lo stesso segno della nostra michetta celeste:
quello di scoprire, frugandovi dentro, l'anima dell'Universo.


Lucianone

mercoledì 2 aprile 2014

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

2 aprile '14 - mercoledì       2nd April / Wednesday                              visione post - 9

Veneto
Indipendentisti, blitz all'alba: 24 arresti
Sequestrato "tanko", in manette Rocchetta
VENEZIA - Blitz all'alba dei carabinieri del Ros di Brescia, che hanno eseguito 24 ordini di custodia cautelare (due sono arresti domiciliari) - 15 in Veneto - , e 33 perquisizioni, a carico di un gruppo di persone accusate di terrorismo ed eversione del sistema democratico, oltre che alla fabbricazione di armi. Gli arresti riguardano numerosi veneti che militano tra le file del movimento indipendentista, tra cui l'ex parlamentare e fondatore della Liga Veneta Franco Rocchetta, gli ex Serenissimi Luigi Faccia e Flavio Contin e il leader dei Forconi Lucio Chiavegato. Secondo le indagini del Ros, coordinate dalla procura bresciana le persone arrestate farebbero parte di «un gruppo riconducibile a diverse ideologie di tipo secessionista che aveva progettato iniziative anche violente finalizzate a sollecitare l'indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale».

Economia  -  Italia
Dalle rilevazioni Istat sulle pensioni:  7 milioni di 
persone sotto i mille euro / Soltanto undicimila
sopra i 10 mila

l 42,6% dei pensionati prende un assegno mensile sotto i mille euro. Aumenta la spesa complessiva: 270 miliardi di euro nel 2012

Cile
Violento terremoto: magnitudo 8.2, sei morti
Un forte terremoto, di magnitudo 8.2, è stato registrato al largo delle coste settentrionali del Cile, nei pressi dell’area mineraria di Iquique: l’epicentro è stato localizzato per la precisione a 95 km a nordovest da Iquiqie, capoluogo della regione di Tarapaca. Sono 6 le vittime, finora accertate: lo ha reso noto il ministro degli interni, Rodrigo Penailillo. A perdere la vita sono stati 4 uomini e una donna, soprattutto a causa di infarto o schiacciati dai crolli. Malgrado una ventina di scosse di assestamento, il paese ha cominciato a tornare alla normalità. Il responsabile della protezione civile, il generale a riposo Ricardo Toro, ha assicurato che «tutti gli aeroporti e le strade sono tornati operativi». La presidente del Cile Michelle Bachelet, che si recherà nelle zone terremotate, ha lanciato un appello alla calma ed ha proclamato lo stato di emergenza nelle regioni settentrionali di Arica, Parinacota e Tarapaca.
Cile: migliaia di persone evacuate per l'allerta tsunami, al largo delle
coste settentrionali

Lucianone


martedì 1 aprile 2014

Sport - calcio / serie A - 31^ giornata 2013/14

1 aprile '14 - martedì              1st April / Tuesday                               visione post - 11

Risultati delle partite
Bologna   0      Milan     3       Sassuolo   0     Verona H.   3     Lazio     3     Sampdoria   0
Atalanta    2      Chievo   0       Roma        2     Genoa        0      Parma   2     Fiorentina    0

Torino      2     Napoli       2     Udinese   1     Livorno   2
Cagliari   1      Juventus   0     Catania   0     Inter        2

Classifica squadre
JUVENTUS   81  /   Roma   70  /  Napoli   64  /   Fiorentina   52  /   Inter   49  /   Parma   47  /
Atalanta   46  /  Lazio   45  /   Verona H.   43  /   Torino, Milan   42  /   Sampdoria   31
Genoa   39  /   Udinese   38  /   Cagliari   32  /   Chievo   27  /   Bologna   26  /   Livorno   25  /
Sassuolo   21  /   Catania   20





Il commento 

(di Lucianone)
Roma, Juventus e Napoli (a singhiozzo) stanno facendo campionato a
parte. Fiorentina, Inter e almeno altre due a seguire (forse Parma e La-
zio o Atalanta) si giocano 'Europa League'. Sono comunque in rimonta
Milan e Torino, soprattutto il primo. E il Verona Hellas? Non so, intan-
to si è ripreso dal torpore che sembrava averlo bloccato per almeno quat-
tro settimane.   Ma il sogno E.L.  sembra  per adesso svanito, e dovrebbe 
vincere quasi tutte i prossimi incontri, sperando che là davanti qualcosa
vada storto alle avversarie più quotate (almeno Inter e Parma) e poi riu-
scire a rosicchiare un pò di punti anche a Lazio/Atalanta, per sperare di
entrare ancora nell'area della Lega Europea. Ma è proprio dura!
Vedere poi, in classifica, per darsi l'idea del lungo sonno della Giulietta
scaligera, quanti punti ha recuperato l'Atalanta di Denis e soci sul team
veneto: almeno una decina, e magari anche più.
17^ giornata  -  Verona H.   29    /    Atalanta   18    (22 dicembre '13)
25^ giornata  -  Verona H.   39   /    Atalanta   28     (23 febbraio '14)
Adesso la squadra veneta e quella lombarda sono quasi appaiate,
Complimenti, dunque, soprattutto alla squadra orobica per la rimonta.
Ma non è un campionato a due, per fortuna. Ed entrambe sono comun-
que già salve, e non è poco. Anzi... Se poi arrivasse il sogno europeo,
almeno per una delle due...

Lucianone

lunedì 31 marzo 2014

Sport - calcio / serie B - 32^ giornata 2013/14

31 marzo '14 - lunedì           31st March / Monday                          visione post - 7

Risultati delle partite
Avellino    1     Empoli           2     Latina   1      Modena    0     Padova      5     Pescara   2
Cittadella   0     Juve Stabia   1     Carpi     0      Spezia     0      Lanciano   1    Reggina   2

Siena       2     Trapani   3     Varese      1      Cesena   2     Crotone    1
Brescia    1      Bari        4      Palermo   2      Novara   0      Ternana   1 

Classifica squadre
PALERMO   63  /   Empoli   53  /   Cesena, Crotone   50  /   Siena, Trapani   49  /
Avellino, Latina, Lanciano   48  /  Pescara   45  /   Spezia   44  /   Modena   42  
Ternana   41  /   Bari, Brescia, Varese, Carpi   40  /   Novara   35  /   Padova   30  /
Cittadella   29  /   Reggina   27  /   Juve Stabia   16

Lucianone

sabato 29 marzo 2014

Società - mondo / Scenari-Ucraina: Transnistria e Tartari di Crimea

29 marzo '14 - sabato         29th March / Saturday                            visione post - 35

La crisi in Ucraina
Allarme della Nato: "Mosca ammassa truppe  e  minaccia 
la Transnistria". Kiev: "Guerra con la Russia più vicina".

Adesso è la Moldavia a rischiare, dice il comandante della Nato in Europa, 
Philip Breedlove: "Mosca - avverte - ha schierato ingenti forze in Crimea
e ai confini con l'Ucraina, pronte - aggiunge - a poter andare fino alla Tran-
snistria, il più povero Stato d'Europa, parte orientale della Moldavia a for-
te popolazione russa., di fatto indipendente dal 1992  ma non  riconosciuta
da nessuno Stato. Dopo la Crimea, da qui è arrivato infatti nei giorni scor-
si un appello a Mosca  per l'annessione alla Russia. Ieri la telefonata Mer-
kel-Putin, con l'accordo per schierare  osservatori europei della Osce in U-
craina, faceva sperare. Ma da Kiev è arrivato l'allarme del ministro degli
esteri, Andii Deshchytsia:   "Il rischio di una guerra tra Ucraina e Russia 
aumenta".
La Moldavia, ex repubblica sovietica, è una democrazia parlamentare, 
maggioranza di lingua romena. Il premier pro Occidentale di Chisinau,
Iurie Leanca è già stato a Washington a chiedere aiuto.   Lo scontro è
tra lui e il governo di Transnistria a Tiraspol, guidato dal presidente fi-
lorusso Evgenij Shevtshuk. Una prima guerra, dopo il crollo dell'Urss,
causò mille morti.  E nel 2006 il 97,1 per cento dei 555 mila abitanti di
Transnistria - 30,3 per cento  di origine russa - hanno chiesto un refe-
rendum per l'unione alla Russia. Mosca finora li ha ignorati.  Ma po-
chi giorni fa, ha distribuito armi  e  giubbotti antiproiettili ai suoi 440
soldati in Transnistria. Da qui può venire la prossima scintilla. 
(da la Repubblica -  24 / 03 / 2014  -  Andrea Tarquini)



La lunga striscia rossa
è la Transnistria












Quella scheggia di terra orfana dell'Urss...
di Nicolai  Lilin
Parlando di Russia e di paesi dell'ex Urss bisogna fare una netta distinzione
tra il concetto di nazionalità e quello di cittadinanza. Proprio a causa di que-
sti concetti sono nati tensioni e conflitti suk territorio post-sovietico.   Molti
russi di nazionalità si sono ritrovati cittadini di nuovi paesi appena formati,
separati con nuova frontieraa quella che da sempre consideravano la loro
patria. In alcuni casi i cittadini di nazionalità russa si sono rifiutati di ade-
rire alla vita politico-sociale dei nuovi Stati, proclamando l'indipendenza e
rimanendo fedeli al potere e alla struttura statale di Mosca. La Transnistria
rientra tra questi Stati.
Leggendo la stampa si ha l'impressione che la Transnistria occupi un posto
apparentemente poco importante nella variegata galassia dei paesi-satellite
russi perchè piccola o perchè priva di risorse importanti. Non è del tutto co-
sì. Della Transnistria si è parlato sempre poco perchè in questa regione con-
vergono non solo interessi geopolitici , ma soprattutto quelli illegali. Questo
paese da anni è un buco nero di operazioni illecite.  Proprio in Transnistria 
dopo la guerra di separazione  dalla Moldavia  nel 1992  si è creato uno dei 
più grandi mercati di armi di tutta l'ex Urss, e non si tratta solo di qualche
pistola come abbiamo visto  in una  delle allegre inchieste  delle "Iene" di 
qualche anno fa. In quel piccolo lembo di terra chiunque può comprare ar-
mi di distruzione di massa spendendo somme ridicole. Nel 2005 il giornali-
sta ed esperto del traffico di armi Brian Johnson Thomas è riuscito a con-
cordare con alcuni esponenti dei servizi segreti transnistriani la compra-
vendita di tre missili di tipo "Alazan", forniti con testate radioattive,  al
prezzo di 200 mila dollari.   La sua esperienza è stata riportatain diversi
articoli e nel documentario "Transnistria trafficking arms", facilmente 
reperibile in rete.
La culla del traffico delle armi è la 14ma armata russa, stanziata in Tran-
snistria dall'epoca sovietica, quando era destinata ad essere il magazzino
e la fabbrica di armi per un'ipotetica guerra contro l'Occidente.    Ma la 
guerra non c'è stata e le armi si sono accumulate nei numerosi magazzi-
ni se non addirittura a cielo aperto. L'Unione Sovietica è morta in deca-
denza, nella regione è scoppiata una sanguinosa guerra civile e quell'e-
norme potenziale bellico è finito nelle mani dei militari russi, sottopaga-
ti e con poche prospettive per il futuro. Nelle sue memorie Michail Berg-
man, ex comandante della città di Tiraspol (capitale della Transnistria)
ai tempi della guerra civile del 1992, racconta che nei magazzini  della
14ma armata russa  erano state abbandonate  varie armi, tra cui anche 
quelle nucleari.  La scarsa manutenzione aveva trasformato quei depo-
siti nucleari in una zona di pericolo radioattivo. Per evitare la contami-
nazione l'arsenale è stato trasportato nella zona militare Kolbasnoe, ma
una volta finito il trasloco si sono verificati notevoli ammanchi.  A par-
te migliaia di armi leggere e munizioni, sono spariti nel nulla due siste- 
mi di lancio  con missili  di medio raggio  forniti  con  testate nucleari,
trenta cariche atomiche portatili con cui erano armate le forze speciali
dell'intelligence militare (le cosiddette 'ventiquattrore atomiche') e 85
ordigni atomici RA-115 che un uomo da solo può attivare in trenta mi-
nuti.  -  Un sogno per i terroristi e i dittatori dei paesi del Terzo mondo
sul quale si sono arricchiti molti nell'ambito dell'esercito., dei servizi
segreti e della politica russa. Il riconoscimento da parte della Russia
dell'indipendenza  della Transnistria  o  anche la sua unione  con la 
Moldova porterebbe ad una pace che i suoi cittadini aspettano da an-
ni. Ma entrambe le opzioni sono compromesse. 
La colpa è dei potenti personaggi politici che si trovano in costante
contatto con il mondo illegale.    L'indipendenza della Transnistria
significa l'immediata applicazione di leggi che non possono andare
in conflitto   con  quelle internazionali, significa  la possibilità  di 
aprirsi al mondo, di avviare le relazioni con altri paesi. -    Questo
spaventa solo  chi opera  contro la legge , contro la trasparenza  e 
l'apertura  tra  i paesi, chi guadagna armando i poteri oscuri, chi
fa affari con il terrorismo.
I risultati del referendum in Crimea e la reazione favorevole della
Russia ha acceso anche nei cittadini transnistriani la speranza di 
poter  finalmente  uscire  dall'oblio geopolitico  e  ripartire  come 
uno stato indipendente e sovrano. In questi anni la Russia ha avu-
to molte occesioni per risolvere il problema della Transnistria, ma
non ha mai voluto farlo.  Perchè a differenza della Crimea il pro- 
gramma russo per la Transnistria per ora non prevede la creazio-
ne di uno Stato legale.   Almeno f inchè  al Cremlino  qualcuno 
continua a temere che con l'indipendenza della Transnistria sal-
teranno fuori numerosissimi scheletri dai loro marci armadi.

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La jihad dei tartari di Crimea 
Dopo l'annessione russa, gli islamici della penisola ucraina sono
sul piede di guerra. Piccole avanguardie di salafiti combattono già
da anni in Siria. E ora minacciano ferro e fuoco in patria.
Il tartaro Reshat Ametov voleva arruolarsi nell'esercito ucraino per difendere la Crimea.
Uomini in mimetica (come i filorussi)  l'hanno rapito, torturato e ucciso. Il 19 marzo, al
funerale nella capitale Sinferopoli, un gruppo di giovani con tunica islamica e barbone
integralista stanno in disparte meditando vendetta in nome di Allah.
"La Crimea potrebbe diventare un altro Afghanistan o Siria. Se ci sarà un conflitto, i
musulmani da diversi paesi verranno a combattere". Parola di Fazil Amzavev, rappre-
sentante di Hizb e Tahir, movimento estremista islamico, con sede in Ucraina e cellule
in Crimea, ma fuorilegge in Russia.  -  "I russi ci hanno invaso. Per questo siamo pron-
ti a imbracciare le armi", annuncia Alim, 23 anni, di Sinferopoli, aria da salafita.
Intervistato da Panorama,  Refat Chubarov, leader moderato dei tartari di Crimea (300
mila membri), butta acqua sul fuoco:d "Abbiamo vissuto per mezzo secolo in esilio (dopo
la deportazione voluta da Stalin nel 1944, nda). I giovani sentono la patria ritrovata sot-
to minaccia, ma i salafiti sono pochi ed escludo che possano tentare azioni militari".
Per alcune fonti, un centinaio di tartari sono andati a combattere in Siria. In nome del-
la guerra santa , Ramazan, nome di battaglia Abu Khalid, originario di Nizhnegorsk, il
25 aprile 2013 si è fatto saltare in aria ad Aleppo. I tartari sono arruolati nel Jaish al-
Muhajireen wal.Ansar, gruppo filo Al Qaeda, il cui vicecomandante  è il mujahed della
Crimea, Abdul Karim Krimsky.  L'aspetto paradossale è che gli ultranazionalisti cristia-
ni di Pravy Sektor, ariete militare della rivolta di piazza Maidan, sostengono che i tarta-
ri "sono stretti alleati" e già armati. Per evitare derive rischiose , il moderato Chubarov
 chiede "l'invio in Crimea di 250-300 osservatori europei  (italiani compresi) che secoli
fa hanno colonizzato queste terre".
(da 'Panorama' - 2 aprile 2014  / Fausto Biloslavo - Sinferopoli)
Refat Chubarov, 57 anni, leader moderato dei tartari di Crimea , la minoranza
                            musulmana deportata da Stalin nel 1944

Lucianone

venerdì 28 marzo 2014

Riflessioni - Un calciatore generoso / Musulmani offesi

28 marzo '14 - venerdì           28th March / Friday                           visione post - 2

Il difensore delle fisarmoniche
Un fabbricante di fisarmonica salvato da un calciatore. Sembra una favola
e invece è tutto vero. Il giocatore dell'Arsenal  Laurent Koscielny  ha ver-
to 60 mila euro per evitare  la chiusura di uno storico artigiano di Tulle, la
città della Corrèze dov'è cresciuto e che incidentalmente è anche il feudo
elettorale di Francois Hollande.  -  Koscielny, selezionato nei Bleus, ha de-
ciso di partecipare al fondo  per rilanciare Maugein, il più antico marchio
di fisarmoniche del paese, attivo dal lontano 1919.   La fabbrica rischiava
di chiudere per un debito accumulato pari a 600 mila euro. Il difensore ha 
dato il 10% della somma: bruscolini  rispetto  sl suo stipendio  nella squa-
dra inglese, pari a 3,2 milioni di euro.  Un gesto di generosità che ha com-
mosso non solo gli abitanti di Tulle ma anche tanti amanti dello sport, abi-
tuati a  sentir  parlare  dei calciatori  per ingaggi astronomici , bravate in 
campo e scandali sexy. "Ha rinunciato a una macchina di lusso" ha com-
mentato, riconoscente, il titolare di Maugein.  Una buona azione che me-
riterebbe una serenata in campo.
(da 'la Repubblica' - 20/03/'14 -  GIOVEDI' / Anais Ginori)

Se Star Wars offende i musulmani
Tempi duri per i fan di Guerre Stellari e per i loro figli che giocano con i
Lego dedicati alla saga di George Lucas. Il colosso danese dei mattonci-
ni - leggiamo su Die Welt - a fine anno ritirerà dalla produzione la confe-
zione "il palazzo di Jabba".  Che riproduceva, appunto, la residenza del 
perfido e mostruoso Jabba the Hutt, il mercante d'armi nemico di Luke
Skywalker e Han Solo. Perchè? Perchè la comunità turca in Austria ha
condannato il gioco come razzista e antimusulmano. Secondo loro, ripro-
duce una moschea, le figure degli sgherri di Jabba ricordano soldati ot-
tomani.  E Jabba in persona, nel film, è un cattivo che fuma il narghilè
e se la gode con una danzatrice del ventre.  Insomma, inaccettabile in-
sulto alla political correctness, all'Islam  e  magari anche alla Turchia
sempre più forte. Povero George Lucas, scommettiamo che non vole-
va offendere nessuno.  Non si sa se Lego tema attentati come contro
il caricaturista delle vignette su Maometto, certo vuol vendere anche
nel mondo islamico.   Pazienza, affrettiamoci a comprare il palazzo di
Jabba di Lego, sicuramente diverrà un pezzo raro e di grande valore.
(da 'la Repubblica' - 02/04/2013 - MARTEDI' / Andrea Tarquini) 

Continua... to be continued...

mercoledì 26 marzo 2014

Sport - calcio / serie A - 29^ giornata 2013/14

26 marzo '14 - mercoledì           16th March / Wednesday                        visione post - 12

Risultati delle partite
Torino    3     Chievo   0     Parma   1     Bologna   1     Inter         1     Sampdoria   5 
Livorno   1     Roma     2     Genoa   1     Cagliari   0     Atalanta   2     Verona         0

Udinese    1      Napoli        1      Catania     0      Lazio    1
Sassuolo   0     Fiorentina   0      Juventus   1      Milan   1

Classifica squadre
JUVENTUS   78  /   Roma   67  /   Napoli   58  /   Fiorentina   51  /   Parma, Inter   47  /
Lazio   42  /   Atalanta, Verona   40  /   Torino   39  /    Sampdoria   37  /   Milan, Genoa   36   /
Udinese   34  /   Cagliari   29  /   Bologna   26  /   Chievo, Livorno   24  /   Sassuolo   21  /
Catania   20

Classifica marcatoricente
giocat.            società          reti
Tevez         / Juventus        18 
Immobile  /  Torino            17
Higuain    /   Napoli           14
Rossi      /    Fiorentina      14
Toni       /     Verona          13
Palacio   /     Inter             13
Balotelli  /   Milan             13
Gilardino /  Genoa            13
Berardi   /   Sassuolo        12
Cerci      /   Torino            12

Il commento
(di lucianone)
Se c'è una squadra che ha deciso di prendersi uno 'stand by'
parecchio prolungato e senza rischi (tanto è già salva!), quella
è proprio il Verona Hellas di capitan Mandorlini. Tutto l'equi-
paggio si è seduto comodamente, magari qualcuno addirittur
sdraiato sul divano a dormicchiare tranquillo.   Si fa tempo a  
ripartire, sembrano dire tutti (anche chi dorme). Tanto...
Ma no, così non mi piace. Non è lo spirito giusto: Raggiunta
la salvezza a quota 40, bisogna continuare, e dare sempre il
massimo.  Lo vogliono i tifosi, lo vuole lo sport bello, avvin-
cente.
Continua... to be continued...