mercoledì 2 aprile 2014

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

2 aprile '14 - mercoledì       2nd April / Wednesday                              visione post - 9

Veneto
Indipendentisti, blitz all'alba: 24 arresti
Sequestrato "tanko", in manette Rocchetta
VENEZIA - Blitz all'alba dei carabinieri del Ros di Brescia, che hanno eseguito 24 ordini di custodia cautelare (due sono arresti domiciliari) - 15 in Veneto - , e 33 perquisizioni, a carico di un gruppo di persone accusate di terrorismo ed eversione del sistema democratico, oltre che alla fabbricazione di armi. Gli arresti riguardano numerosi veneti che militano tra le file del movimento indipendentista, tra cui l'ex parlamentare e fondatore della Liga Veneta Franco Rocchetta, gli ex Serenissimi Luigi Faccia e Flavio Contin e il leader dei Forconi Lucio Chiavegato. Secondo le indagini del Ros, coordinate dalla procura bresciana le persone arrestate farebbero parte di «un gruppo riconducibile a diverse ideologie di tipo secessionista che aveva progettato iniziative anche violente finalizzate a sollecitare l'indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale».

Economia  -  Italia
Dalle rilevazioni Istat sulle pensioni:  7 milioni di 
persone sotto i mille euro / Soltanto undicimila
sopra i 10 mila

l 42,6% dei pensionati prende un assegno mensile sotto i mille euro. Aumenta la spesa complessiva: 270 miliardi di euro nel 2012

Cile
Violento terremoto: magnitudo 8.2, sei morti
Un forte terremoto, di magnitudo 8.2, è stato registrato al largo delle coste settentrionali del Cile, nei pressi dell’area mineraria di Iquique: l’epicentro è stato localizzato per la precisione a 95 km a nordovest da Iquiqie, capoluogo della regione di Tarapaca. Sono 6 le vittime, finora accertate: lo ha reso noto il ministro degli interni, Rodrigo Penailillo. A perdere la vita sono stati 4 uomini e una donna, soprattutto a causa di infarto o schiacciati dai crolli. Malgrado una ventina di scosse di assestamento, il paese ha cominciato a tornare alla normalità. Il responsabile della protezione civile, il generale a riposo Ricardo Toro, ha assicurato che «tutti gli aeroporti e le strade sono tornati operativi». La presidente del Cile Michelle Bachelet, che si recherà nelle zone terremotate, ha lanciato un appello alla calma ed ha proclamato lo stato di emergenza nelle regioni settentrionali di Arica, Parinacota e Tarapaca.
Cile: migliaia di persone evacuate per l'allerta tsunami, al largo delle
coste settentrionali

Lucianone


martedì 1 aprile 2014

Sport - calcio / serie A - 31^ giornata 2013/14

1 aprile '14 - martedì              1st April / Tuesday                               visione post - 11

Risultati delle partite
Bologna   0      Milan     3       Sassuolo   0     Verona H.   3     Lazio     3     Sampdoria   0
Atalanta    2      Chievo   0       Roma        2     Genoa        0      Parma   2     Fiorentina    0

Torino      2     Napoli       2     Udinese   1     Livorno   2
Cagliari   1      Juventus   0     Catania   0     Inter        2

Classifica squadre
JUVENTUS   81  /   Roma   70  /  Napoli   64  /   Fiorentina   52  /   Inter   49  /   Parma   47  /
Atalanta   46  /  Lazio   45  /   Verona H.   43  /   Torino, Milan   42  /   Sampdoria   31
Genoa   39  /   Udinese   38  /   Cagliari   32  /   Chievo   27  /   Bologna   26  /   Livorno   25  /
Sassuolo   21  /   Catania   20





Il commento 

(di Lucianone)
Roma, Juventus e Napoli (a singhiozzo) stanno facendo campionato a
parte. Fiorentina, Inter e almeno altre due a seguire (forse Parma e La-
zio o Atalanta) si giocano 'Europa League'. Sono comunque in rimonta
Milan e Torino, soprattutto il primo. E il Verona Hellas? Non so, intan-
to si è ripreso dal torpore che sembrava averlo bloccato per almeno quat-
tro settimane.   Ma il sogno E.L.  sembra  per adesso svanito, e dovrebbe 
vincere quasi tutte i prossimi incontri, sperando che là davanti qualcosa
vada storto alle avversarie più quotate (almeno Inter e Parma) e poi riu-
scire a rosicchiare un pò di punti anche a Lazio/Atalanta, per sperare di
entrare ancora nell'area della Lega Europea. Ma è proprio dura!
Vedere poi, in classifica, per darsi l'idea del lungo sonno della Giulietta
scaligera, quanti punti ha recuperato l'Atalanta di Denis e soci sul team
veneto: almeno una decina, e magari anche più.
17^ giornata  -  Verona H.   29    /    Atalanta   18    (22 dicembre '13)
25^ giornata  -  Verona H.   39   /    Atalanta   28     (23 febbraio '14)
Adesso la squadra veneta e quella lombarda sono quasi appaiate,
Complimenti, dunque, soprattutto alla squadra orobica per la rimonta.
Ma non è un campionato a due, per fortuna. Ed entrambe sono comun-
que già salve, e non è poco. Anzi... Se poi arrivasse il sogno europeo,
almeno per una delle due...

Lucianone

lunedì 31 marzo 2014

Sport - calcio / serie B - 32^ giornata 2013/14

31 marzo '14 - lunedì           31st March / Monday                          visione post - 7

Risultati delle partite
Avellino    1     Empoli           2     Latina   1      Modena    0     Padova      5     Pescara   2
Cittadella   0     Juve Stabia   1     Carpi     0      Spezia     0      Lanciano   1    Reggina   2

Siena       2     Trapani   3     Varese      1      Cesena   2     Crotone    1
Brescia    1      Bari        4      Palermo   2      Novara   0      Ternana   1 

Classifica squadre
PALERMO   63  /   Empoli   53  /   Cesena, Crotone   50  /   Siena, Trapani   49  /
Avellino, Latina, Lanciano   48  /  Pescara   45  /   Spezia   44  /   Modena   42  
Ternana   41  /   Bari, Brescia, Varese, Carpi   40  /   Novara   35  /   Padova   30  /
Cittadella   29  /   Reggina   27  /   Juve Stabia   16

Lucianone

sabato 29 marzo 2014

Società - mondo / Scenari-Ucraina: Transnistria e Tartari di Crimea

29 marzo '14 - sabato         29th March / Saturday                            visione post - 35

La crisi in Ucraina
Allarme della Nato: "Mosca ammassa truppe  e  minaccia 
la Transnistria". Kiev: "Guerra con la Russia più vicina".

Adesso è la Moldavia a rischiare, dice il comandante della Nato in Europa, 
Philip Breedlove: "Mosca - avverte - ha schierato ingenti forze in Crimea
e ai confini con l'Ucraina, pronte - aggiunge - a poter andare fino alla Tran-
snistria, il più povero Stato d'Europa, parte orientale della Moldavia a for-
te popolazione russa., di fatto indipendente dal 1992  ma non  riconosciuta
da nessuno Stato. Dopo la Crimea, da qui è arrivato infatti nei giorni scor-
si un appello a Mosca  per l'annessione alla Russia. Ieri la telefonata Mer-
kel-Putin, con l'accordo per schierare  osservatori europei della Osce in U-
craina, faceva sperare. Ma da Kiev è arrivato l'allarme del ministro degli
esteri, Andii Deshchytsia:   "Il rischio di una guerra tra Ucraina e Russia 
aumenta".
La Moldavia, ex repubblica sovietica, è una democrazia parlamentare, 
maggioranza di lingua romena. Il premier pro Occidentale di Chisinau,
Iurie Leanca è già stato a Washington a chiedere aiuto.   Lo scontro è
tra lui e il governo di Transnistria a Tiraspol, guidato dal presidente fi-
lorusso Evgenij Shevtshuk. Una prima guerra, dopo il crollo dell'Urss,
causò mille morti.  E nel 2006 il 97,1 per cento dei 555 mila abitanti di
Transnistria - 30,3 per cento  di origine russa - hanno chiesto un refe-
rendum per l'unione alla Russia. Mosca finora li ha ignorati.  Ma po-
chi giorni fa, ha distribuito armi  e  giubbotti antiproiettili ai suoi 440
soldati in Transnistria. Da qui può venire la prossima scintilla. 
(da la Repubblica -  24 / 03 / 2014  -  Andrea Tarquini)



La lunga striscia rossa
è la Transnistria












Quella scheggia di terra orfana dell'Urss...
di Nicolai  Lilin
Parlando di Russia e di paesi dell'ex Urss bisogna fare una netta distinzione
tra il concetto di nazionalità e quello di cittadinanza. Proprio a causa di que-
sti concetti sono nati tensioni e conflitti suk territorio post-sovietico.   Molti
russi di nazionalità si sono ritrovati cittadini di nuovi paesi appena formati,
separati con nuova frontieraa quella che da sempre consideravano la loro
patria. In alcuni casi i cittadini di nazionalità russa si sono rifiutati di ade-
rire alla vita politico-sociale dei nuovi Stati, proclamando l'indipendenza e
rimanendo fedeli al potere e alla struttura statale di Mosca. La Transnistria
rientra tra questi Stati.
Leggendo la stampa si ha l'impressione che la Transnistria occupi un posto
apparentemente poco importante nella variegata galassia dei paesi-satellite
russi perchè piccola o perchè priva di risorse importanti. Non è del tutto co-
sì. Della Transnistria si è parlato sempre poco perchè in questa regione con-
vergono non solo interessi geopolitici , ma soprattutto quelli illegali. Questo
paese da anni è un buco nero di operazioni illecite.  Proprio in Transnistria 
dopo la guerra di separazione  dalla Moldavia  nel 1992  si è creato uno dei 
più grandi mercati di armi di tutta l'ex Urss, e non si tratta solo di qualche
pistola come abbiamo visto  in una  delle allegre inchieste  delle "Iene" di 
qualche anno fa. In quel piccolo lembo di terra chiunque può comprare ar-
mi di distruzione di massa spendendo somme ridicole. Nel 2005 il giornali-
sta ed esperto del traffico di armi Brian Johnson Thomas è riuscito a con-
cordare con alcuni esponenti dei servizi segreti transnistriani la compra-
vendita di tre missili di tipo "Alazan", forniti con testate radioattive,  al
prezzo di 200 mila dollari.   La sua esperienza è stata riportatain diversi
articoli e nel documentario "Transnistria trafficking arms", facilmente 
reperibile in rete.
La culla del traffico delle armi è la 14ma armata russa, stanziata in Tran-
snistria dall'epoca sovietica, quando era destinata ad essere il magazzino
e la fabbrica di armi per un'ipotetica guerra contro l'Occidente.    Ma la 
guerra non c'è stata e le armi si sono accumulate nei numerosi magazzi-
ni se non addirittura a cielo aperto. L'Unione Sovietica è morta in deca-
denza, nella regione è scoppiata una sanguinosa guerra civile e quell'e-
norme potenziale bellico è finito nelle mani dei militari russi, sottopaga-
ti e con poche prospettive per il futuro. Nelle sue memorie Michail Berg-
man, ex comandante della città di Tiraspol (capitale della Transnistria)
ai tempi della guerra civile del 1992, racconta che nei magazzini  della
14ma armata russa  erano state abbandonate  varie armi, tra cui anche 
quelle nucleari.  La scarsa manutenzione aveva trasformato quei depo-
siti nucleari in una zona di pericolo radioattivo. Per evitare la contami-
nazione l'arsenale è stato trasportato nella zona militare Kolbasnoe, ma
una volta finito il trasloco si sono verificati notevoli ammanchi.  A par-
te migliaia di armi leggere e munizioni, sono spariti nel nulla due siste- 
mi di lancio  con missili  di medio raggio  forniti  con  testate nucleari,
trenta cariche atomiche portatili con cui erano armate le forze speciali
dell'intelligence militare (le cosiddette 'ventiquattrore atomiche') e 85
ordigni atomici RA-115 che un uomo da solo può attivare in trenta mi-
nuti.  -  Un sogno per i terroristi e i dittatori dei paesi del Terzo mondo
sul quale si sono arricchiti molti nell'ambito dell'esercito., dei servizi
segreti e della politica russa. Il riconoscimento da parte della Russia
dell'indipendenza  della Transnistria  o  anche la sua unione  con la 
Moldova porterebbe ad una pace che i suoi cittadini aspettano da an-
ni. Ma entrambe le opzioni sono compromesse. 
La colpa è dei potenti personaggi politici che si trovano in costante
contatto con il mondo illegale.    L'indipendenza della Transnistria
significa l'immediata applicazione di leggi che non possono andare
in conflitto   con  quelle internazionali, significa  la possibilità  di 
aprirsi al mondo, di avviare le relazioni con altri paesi. -    Questo
spaventa solo  chi opera  contro la legge , contro la trasparenza  e 
l'apertura  tra  i paesi, chi guadagna armando i poteri oscuri, chi
fa affari con il terrorismo.
I risultati del referendum in Crimea e la reazione favorevole della
Russia ha acceso anche nei cittadini transnistriani la speranza di 
poter  finalmente  uscire  dall'oblio geopolitico  e  ripartire  come 
uno stato indipendente e sovrano. In questi anni la Russia ha avu-
to molte occesioni per risolvere il problema della Transnistria, ma
non ha mai voluto farlo.  Perchè a differenza della Crimea il pro- 
gramma russo per la Transnistria per ora non prevede la creazio-
ne di uno Stato legale.   Almeno f inchè  al Cremlino  qualcuno 
continua a temere che con l'indipendenza della Transnistria sal-
teranno fuori numerosissimi scheletri dai loro marci armadi.

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La jihad dei tartari di Crimea 
Dopo l'annessione russa, gli islamici della penisola ucraina sono
sul piede di guerra. Piccole avanguardie di salafiti combattono già
da anni in Siria. E ora minacciano ferro e fuoco in patria.
Il tartaro Reshat Ametov voleva arruolarsi nell'esercito ucraino per difendere la Crimea.
Uomini in mimetica (come i filorussi)  l'hanno rapito, torturato e ucciso. Il 19 marzo, al
funerale nella capitale Sinferopoli, un gruppo di giovani con tunica islamica e barbone
integralista stanno in disparte meditando vendetta in nome di Allah.
"La Crimea potrebbe diventare un altro Afghanistan o Siria. Se ci sarà un conflitto, i
musulmani da diversi paesi verranno a combattere". Parola di Fazil Amzavev, rappre-
sentante di Hizb e Tahir, movimento estremista islamico, con sede in Ucraina e cellule
in Crimea, ma fuorilegge in Russia.  -  "I russi ci hanno invaso. Per questo siamo pron-
ti a imbracciare le armi", annuncia Alim, 23 anni, di Sinferopoli, aria da salafita.
Intervistato da Panorama,  Refat Chubarov, leader moderato dei tartari di Crimea (300
mila membri), butta acqua sul fuoco:d "Abbiamo vissuto per mezzo secolo in esilio (dopo
la deportazione voluta da Stalin nel 1944, nda). I giovani sentono la patria ritrovata sot-
to minaccia, ma i salafiti sono pochi ed escludo che possano tentare azioni militari".
Per alcune fonti, un centinaio di tartari sono andati a combattere in Siria. In nome del-
la guerra santa , Ramazan, nome di battaglia Abu Khalid, originario di Nizhnegorsk, il
25 aprile 2013 si è fatto saltare in aria ad Aleppo. I tartari sono arruolati nel Jaish al-
Muhajireen wal.Ansar, gruppo filo Al Qaeda, il cui vicecomandante  è il mujahed della
Crimea, Abdul Karim Krimsky.  L'aspetto paradossale è che gli ultranazionalisti cristia-
ni di Pravy Sektor, ariete militare della rivolta di piazza Maidan, sostengono che i tarta-
ri "sono stretti alleati" e già armati. Per evitare derive rischiose , il moderato Chubarov
 chiede "l'invio in Crimea di 250-300 osservatori europei  (italiani compresi) che secoli
fa hanno colonizzato queste terre".
(da 'Panorama' - 2 aprile 2014  / Fausto Biloslavo - Sinferopoli)
Refat Chubarov, 57 anni, leader moderato dei tartari di Crimea , la minoranza
                            musulmana deportata da Stalin nel 1944

Lucianone

venerdì 28 marzo 2014

Riflessioni - Un calciatore generoso / Musulmani offesi

28 marzo '14 - venerdì           28th March / Friday                           visione post - 2

Il difensore delle fisarmoniche
Un fabbricante di fisarmonica salvato da un calciatore. Sembra una favola
e invece è tutto vero. Il giocatore dell'Arsenal  Laurent Koscielny  ha ver-
to 60 mila euro per evitare  la chiusura di uno storico artigiano di Tulle, la
città della Corrèze dov'è cresciuto e che incidentalmente è anche il feudo
elettorale di Francois Hollande.  -  Koscielny, selezionato nei Bleus, ha de-
ciso di partecipare al fondo  per rilanciare Maugein, il più antico marchio
di fisarmoniche del paese, attivo dal lontano 1919.   La fabbrica rischiava
di chiudere per un debito accumulato pari a 600 mila euro. Il difensore ha 
dato il 10% della somma: bruscolini  rispetto  sl suo stipendio  nella squa-
dra inglese, pari a 3,2 milioni di euro.  Un gesto di generosità che ha com-
mosso non solo gli abitanti di Tulle ma anche tanti amanti dello sport, abi-
tuati a  sentir  parlare  dei calciatori  per ingaggi astronomici , bravate in 
campo e scandali sexy. "Ha rinunciato a una macchina di lusso" ha com-
mentato, riconoscente, il titolare di Maugein.  Una buona azione che me-
riterebbe una serenata in campo.
(da 'la Repubblica' - 20/03/'14 -  GIOVEDI' / Anais Ginori)

Se Star Wars offende i musulmani
Tempi duri per i fan di Guerre Stellari e per i loro figli che giocano con i
Lego dedicati alla saga di George Lucas. Il colosso danese dei mattonci-
ni - leggiamo su Die Welt - a fine anno ritirerà dalla produzione la confe-
zione "il palazzo di Jabba".  Che riproduceva, appunto, la residenza del 
perfido e mostruoso Jabba the Hutt, il mercante d'armi nemico di Luke
Skywalker e Han Solo. Perchè? Perchè la comunità turca in Austria ha
condannato il gioco come razzista e antimusulmano. Secondo loro, ripro-
duce una moschea, le figure degli sgherri di Jabba ricordano soldati ot-
tomani.  E Jabba in persona, nel film, è un cattivo che fuma il narghilè
e se la gode con una danzatrice del ventre.  Insomma, inaccettabile in-
sulto alla political correctness, all'Islam  e  magari anche alla Turchia
sempre più forte. Povero George Lucas, scommettiamo che non vole-
va offendere nessuno.  Non si sa se Lego tema attentati come contro
il caricaturista delle vignette su Maometto, certo vuol vendere anche
nel mondo islamico.   Pazienza, affrettiamoci a comprare il palazzo di
Jabba di Lego, sicuramente diverrà un pezzo raro e di grande valore.
(da 'la Repubblica' - 02/04/2013 - MARTEDI' / Andrea Tarquini) 

Continua... to be continued...

mercoledì 26 marzo 2014

Sport - calcio / serie A - 29^ giornata 2013/14

26 marzo '14 - mercoledì           16th March / Wednesday                        visione post - 12

Risultati delle partite
Torino    3     Chievo   0     Parma   1     Bologna   1     Inter         1     Sampdoria   5 
Livorno   1     Roma     2     Genoa   1     Cagliari   0     Atalanta   2     Verona         0

Udinese    1      Napoli        1      Catania     0      Lazio    1
Sassuolo   0     Fiorentina   0      Juventus   1      Milan   1

Classifica squadre
JUVENTUS   78  /   Roma   67  /   Napoli   58  /   Fiorentina   51  /   Parma, Inter   47  /
Lazio   42  /   Atalanta, Verona   40  /   Torino   39  /    Sampdoria   37  /   Milan, Genoa   36   /
Udinese   34  /   Cagliari   29  /   Bologna   26  /   Chievo, Livorno   24  /   Sassuolo   21  /
Catania   20

Classifica marcatoricente
giocat.            società          reti
Tevez         / Juventus        18 
Immobile  /  Torino            17
Higuain    /   Napoli           14
Rossi      /    Fiorentina      14
Toni       /     Verona          13
Palacio   /     Inter             13
Balotelli  /   Milan             13
Gilardino /  Genoa            13
Berardi   /   Sassuolo        12
Cerci      /   Torino            12

Il commento
(di lucianone)
Se c'è una squadra che ha deciso di prendersi uno 'stand by'
parecchio prolungato e senza rischi (tanto è già salva!), quella
è proprio il Verona Hellas di capitan Mandorlini. Tutto l'equi-
paggio si è seduto comodamente, magari qualcuno addirittur
sdraiato sul divano a dormicchiare tranquillo.   Si fa tempo a  
ripartire, sembrano dire tutti (anche chi dorme). Tanto...
Ma no, così non mi piace. Non è lo spirito giusto: Raggiunta
la salvezza a quota 40, bisogna continuare, e dare sempre il
massimo.  Lo vogliono i tifosi, lo vuole lo sport bello, avvin-
cente.
Continua... to be continued...

lunedì 24 marzo 2014

Sport - calcio / serie B - 31^ giornata 2013/14

24 marzo '14 - lunedì           24th March / Monday                              visione post - 5

Risultati delle partite
Bari        0       Carpi        1      Cittadella   0       Juve Stabia   1      Latina       0
Cesena   0        Avellino   1       Brescia      1       Padova          1      Pescara    2

Novara     1      Palermo   1      Reggina   2      Spezia     0      Varese   1      Lanciano   0
Ternana   1      Siena       1       Modena   2      Trapani   1      Empoli   0      Crotone     1

Classifica squadre
PALERMO   60  /  Empoli   50  /   Trapani   49  /   Crotone   49  /   Lanciano   48  /
Cesena   47  /   Siena   46  /   Avellino, Latina    45  /   Pescara   44  /   Spezia   43  /
Modena    41  /   Ternana, Brescia, Varese, Carpi   40  /   Bari   37  /   Novara   35  /
Cittadella   29  /   Padova   27  /   Reggina   26  /   Juve Stabia   16





Lucianone

Società / politica - Europa: è tempo di cambiare

24 marzo '14 - lunedì         24th March / Monday                         visione post - 3

Partendo dall'Ucraina, esame della situazione europea

(da 'la Repubblica' - 21 marzo 2014 - L'analisi / Martin Schulz)
Quello che sta succedendo ai confini dell'Ucraina ci spinge a riflettere sul significato
dell'identità europea, sul nostro progetto politico  e  sul futuro comune che vogliamo co-
struire. Il caso del voto Svizzero contro l'immigrazione è sintomo di un chiaro allontana-
mento da una delle conquiste fondamentali per l'Unione: la libera circolazione delle per-
sone e dei lavoratori, non certo quella dei capitali. Dall'altra parte, l'Ucraina.
Per i cittadini ucraini scesi in piazza a Majdan, l'Unione rappresenta tutto ciò che è loro
negato: stato di diritto, democrazia, libertà civili, benessere, stabilità. Per molti cittadini
dell'Unione invece, la rivoluzione ucraina pro-europea e allo stesso tempo il voto svizze-
ro sono stati un piccolo shock. Com'è possibile che gli ucraini abbiano dimostrato tanta
voglia di avvicinarsi a un'Unione ancora in crisi, a bassa crescita, alta disoccupazione e
che impone un fardello di regole e burocrazia ai suoi cittadini?  E dall'altra parte, com'è
possibile che i cittadini Svizzeri, con il loro benessere, con la loro bassissima disoccupa-
zione, abbiano invece voluto mettere in pericolo la loro relazione con il loro pià importan-
te partner commerciale, e la partecipazione a programmi culturali e di ricerca comuni?
Svizzera e Ucraina obbligano noi cittadini dell'Unione a una riflessione sulla nostra iden-
tità, sui nostri valori, sullen fondamenta su cui si poggia la nostra Unione. Su cosa voglia-
mo salvare e cosa invece vogliamo riformare, su come vogliamo  affrontare  le sfide che 
abbiamo davanti, dal riscaldamento globale ai movimenti migratori, dal sistema economi-
co ai nuovi diritti. Come vogliamo affrontare queste sfide? Uniti o divisi? Conservando o
avanzando? Inseguendo o mostrando la nostra leadership come europei?
Mentre gli Stati Uniti a inizio crisi davano vita a un sostanzioso pacchetto di stimolo per
l'economia, noi siamo rimasti alla finestra e abbiamo aspettato che la crisi si materializ
zasse in tutta la sua forza prima di intervenire.  E' vero che la governance economica è
stata rafforzata, e che siamo ora meglio equipaggiati per prevenire crisi future Il quadro
normativo è ora molto più forte e veramente europeo. - Grazie soprattutto all'azione del
Parlamento europeo sono state create regole per mettere fine ai comportamenti più no-
civi del settore finanziario.
Ciononostante non possiamo non ammettere che l'jntervento dell'Unione in materia ma-
croeconomica è stato - per utilizzare un lesico caro agli economisti - pro-ciclico: chieden-
do agli Stati membri maggiori sforzi nel consolidamento di bilancio, tagli, austerità, sen-
za dall'altra parte creare uno strumento per rilanciare una domanda interna depressa e
investimenti al palo.  - Mentre dall'altra parte dell'Atlantico si creavano strumenti e po-
litiche innovative per il rilancio dell'economia, sia a livello di politica economica federa-
le, sia a livello di banca centrale, l'Europa si è concentrata soprattutto  a estinguere  le
fiamme.  Vediamo ora i segnali di una debole ripresa, ma ancora troppo debole per ab-
bassare significativamente  l'alto tasso  di disoccupazione, soprattutto giovanile, e per
fermare l'emorragia  nella chiusura di piccole e medie imprese. L'Europa ha bisogno di
un cambiamento radicale. I partiti euroscettici, e anche alcune voci a sinistra, guardano
all'euro  come la causa di tutti i mali: una moneta troppo forte che non riflette il differen-
ziale di competitività tra i vari paesi della zona euro. Rifiuto fermamente queste critiche
alla moneta unica, una delle conquiste più importanti dell'Unione europea dalla sua crea-
zione.  -  L'Euro e la Banca Centrale Europea  hanno garantito  nei loro primi 15 anni di
vita un rafforzamento del mercato unico, hanno eliminato le incertezze legate alle fluttua-
zioni del mercato della valuta all'interno della zona euro, hanno semplificato la vita a chi
voleva fare impresa e garantito una stabilità di prezzi anche nei Paesi come l'Italia in cui,
prima, l'inflazione intaccava i risparmi delle famiglie.  E' vero, è scomparso lo strumento
della svalutazione competitiva, ma non siamo più negli anni '80. L'euro ha funzionato co-
me cuscinetto  anti-shock  (la Grecia senza l'euro  sarebbe direttamente fallita, scenario
che abbiamo evitato) e la Banca Centrale con la sua autorevolezza è intervenuta laddove
i governi avevano esitato, garantendo l'unità della zona euro.

CONTINUA... to be continued...

Cultura / Arte - Gli anni '70 in mostra

24 marzo '14 - lunedì           24th March / Monday                         visione post - 13

Una mostra a Roma è un percorso nella memoria per raccontare
atmosfere e cenacoli, amicizie e "correnti". 
Anni '70: tra gallerie e cantine nella stagione dell'impegno.

(da la Repubblica - 9 gennaio 2014 -  R2Cultura  /  Alberto Arbasino)

Peccato davvero che manchi un indice dei nomi, nel catajogo degli an-
ni '70 con l'Arte a Roma.  Malgrado quel  cupo decennio  del  "caso"
Moro - forse l'unico episodio di un sovrano moderno rapito e giusti-
ziato sul suo stesso territorio, e ne scrissi In questo Stato - una mode-
sta quotidianità continuava a occuparsi di arti considerate ormai piut-
tosto minori. Ma con un collezionismo che sconfinava talvolta nell'ar-
redamento. Or ora celebrate alla Cà d'Oro veneziana atavica, le rac-
colte di Giorgio Franchetti fra i paraggi di Via Monserrato efinalmen-
te agli Orti d'Alibert, con soste per mostre nei Castelli Romani. Non-
chè un famoso matrimonio di Paul e Talita Getty con juke-box da Ta-
tia Franchetti e Cy Twombly, in vaste sale frananti, e in ciascuna un
mobile solo...   Le collezioni di Luisa Spagnoli ai Tre Orologi, con un 
George Segal di gesso in grandezza naturale sulla sua corda... I bel-
lissimi Schifano raccolti all'Olgiata da Pupa Raimondi, poi de Conciliis,
e infine donati alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna... Quando ci si 
divertiva ancora a disputare se fosse più "artista" Fabio Mauri. la sua
compagna fotografa Elisabetta Catalano.
Epoche fors strane, soprattutto perchè artisti generalmente bellissimi -
Mario Schifano, Franco Angeli, Eliseo Mattiacci, Cesare Tacchi, Gio-
setta Fioroni... - si reclamavano contrari nelle loro opere ad ogni distin-
zione fra Bello e Brutto. Dunque, allestimenti di ritagli, campioncini, fo-
tine, tagliandini, trasparenze. Sassi per terra. "Senza titolo" (spesso con
niente sotto). Lotte, conflitti, controversie, pessimi carceri, brutte novità,
bambini cattivi, scontri, zuffe e sbaffi in esterni ed interni, città o campa-
gna.    Comunque IMPEGNO, a tutto campo e tutto sesto, mentre però 
intanto a Varese con i proventi delle cantine ataviche e con una immensa
passione Giuseppe Panza di Biumo acquistava una quantità di espressio-
nisti astratti american di ben più vasta portata. Meno locale? Meno pro-
vinciale?
Alighiero Boetti : 'Da uno a cento' - 1976
Un lutto o guaio tipicamente romano viene qui rappresentato molto spesso:
il gusto cristiano della sofferenza e del dolore, con sacrifizi e penitenze e ri-
nunzie e punizioni, mortificazioni, privazioni, contrizioni (e via coi sinonimi),
per far piacere a Qualcuno che forse chissà ne gode. Contrariamente a quel-
le vecchie divinità pagane che badavano specialmente ai piaceri, alla caccia,
alla sapienza, alle Muse. O addirittura al vino.    Così, per i nostri poveri di-
sgraziati anni Settanta, sembra inevitabile ricadere nelle memorie dirette. 
Quando fuori da Cesaretto,  in via della Croce, e in compagnia di Flaiano,
si poteva incontrare Delfini, o Comisso, o De Chirico  che lì  mi regalò un 
suo Ebdomero edito "presso l'Autore", con dedica e correzioni a mano.
Mentre nel pomeriggio, secondo Luisa Spagnoli, sedeva al Caffè Greco
e rispondeva  col popolare slogan  "chiamami Peroni, sarò la tua birra" 
alle signore che domandavano se chiamarlo Maestro. In seguito, si dice-
va preoccupato per i depositi bancari in Piazza di Spagna. (Ove ci fu inve-
ro un colpo, giorni fa).  Escluso poi a una Biennale, davanti alla Canottie-
ri Bucintoro: "Qui si entra e non si paga".
  Mario Schifano e Alberto Moravia

E Burri! Altro che sacchi o cretti. Lo si può ricordare vispo e affabile, nel
1983, per la sua mostra "Sestante", piena di colori squillanti, alla Giudec-
ca veneziana. Invece, Fausto Melotti, lo si vedeva sempre abbigliato così
formalmente, ai pranzi con Toti e Gabriella Scialoja, che misi anch'io un a-
bito blu e camicia bianca e cravatta scura. E venni approvato.
Ah, quei memorabili cavalli scatenati da Jannis Kounellis in una cantina di 
Fabio Sargentini dove c'è adesso una discoteca per piccini.  Praticamente
sotto casa, in via Beccaria. Lì si guardavano col vecchio amico Alexander
Iolas, che poi venne di sopra, si guardò in giro, e mi donò un album di pre-
ziosi disegni di Max Ernst..Lieux communs. Lo disfeci, e ne combinai vari
quadretti, poi alternati a trouvailles indiane: pagine di miniature. E lui: co-
sì hai distrutto un patrimonio. E io: non venderei mai un tuo regalo.  (Alla
sua grandiosa galleria milanese, per un festino, Valentina Cortese arrivò
in taxi, con un gran grappolo d'uva. E salendo le gradinate lo addentò dal 
basso, come nei migliori peplum)- -   Va ricordato anche qui un pranzo da
Baruchello per Duchamp, ove l'interessato se ne stava zitto sul suo diva-
no, mentre Argan voleva attrarre ogni attenzione. Ci riuscì, ricorrendo a
certi confessionali rinascimentali da lui compulsati, ove se nell'atto con-
tronatura i due interessati invocassero la nascita d'una creatura (eviden-
temente improbabile), eccoli per la gran Fede salvi dal Peccato.
Eccoci qui dunque col catalogo ancora specchiante di Vitalità del negativo,
la gran mostra epocale curata da Achille Bonito Oliva e da Piero Sartogo
appunto nel 1970. In questo medesimo Palazzo delle Esposizioni .   E vi si 
apprende che i presidenti erano allora Saragat e Colombo, con Moro agli
Esteri, e Darida sindaco, Sponsor la bellissima Graziella Lonardi, e il suo
amico Francesco Aldobrandini. Fior di sede in Palazzo Taverna.   Come
strategia/tattica per l'Artista, certamente una presa di coscienza. Indub-
biamente alternativa. Evarie metafore, tipo Sistema, Fenomeno, Politica,
Labirinto, qui sull'ingresso  per le sale  o sezioni, e forse già alla mostra 
Contemporanea, nel parcheggio nuovo di Villa Borghese. Ufficio vendite:
Claudio Bruni.  -   Riecco le plastiche di Gino Marotta, la barbonaggine 
estrosa di Tano Festa, gli incontri in polaroid con Andy Warhol (che bel-
le foto  insieme  con Graziella), gli strappi di Mimmo Rotella, i gessi  di 
Giulio Paolini, le vestizioni di Luigi Ontani, l'emersioone della Transa-
vanguardia... E intanto, I pittori dell'Immaginario di Giulio Briganti, 1977...
E fantasioso, ma esattissimo, Gian Tomaso Liverani, fra San Sebastianello
e Torre Astura e qualche bar a Sabaudia.
Di sala in sala, un "grande trasparente"  di Carla Accardi, voltato  contro la
parete, può ricordare Gastone Novelli che a una Biennale dissenziente  vol- 
tava appunto i quadri verso il muro. E Gian Enzo Sperone forse ricorda  che
nel suo studio in via Quattro Fontane proponevo una non-azione: tanti spor- 
telli chiusi mentre facevo ostinatamente segno di no.

CONTINUA,,, to be continued...