martedì 28 agosto 2012

Comicità - Intervista / Gnocchi nominato a sua insaputa...


28 agosto 2012 - martedì     28th August / Tuesday               visione post - 17

Monologo di Gene Gnocchi
"Cose che mi sono capitate"
(Alla Milanesina nel luglio 2011)
A LePiastre, sulla montagna pistoiese, è stata fondata
l'Accademia italiana della bugia, che dispensa riconoscimenti
a chi è in grado di inventarsi le panzane più divertenti.
E la carcica di presidente onorario è andata a Gene Gnocchi:
"Ma mi hanno nominato a mia insaputa. Mi ha chiamato un
certo Bisignani e dalle intercettazioni risulta che questa no-
mina è costata ben 450 mila euro di tangente. Quel che è certo
è che ne sono onorato perchè questo  è l'incarico più prestigio-
so che ho ricoperto in vita mia".
Come dire, non poteva scegliere di meglio la Milanesina, che
ha invitato il comico parmense a parlare  di verità e bugie al
teatro Dal Verme, a Milano, tramite brani del suo monologo
"Cose che mi sono capitate", surreale elenco  di esperienze
ben più false che vere.
Breve intervista
-  Ma Gene, è davvero così cacciaballe?
"Beh, sì, ne dico tante.Ma in realtà  più che altro non sono
capace di riferire le cose obiettivamente, e infioretto la mia
versione di imprecisioni, errori , variazioni. Però non mi sen-
to in malafede, nel senso che la bugia è un elemento fonda-
mentale del racconto, due narrazioni identiche della stessa
cosa sono impossibili.  -   Insomma, la verità oggettiva non
esiste, non può esistere".
-  La beccano mai quando dice una bugia?
"Difficilmente. Un pò per il discorso di cui sopra, un pò perchè
sono bravo a raccontarle".
 - La balla più grande che ha mai detto?
"Che avevo allevato una mandria di bufali per usarla nella pub-
blicità. Siccome secondo me i bufali diventeranno figure sempre
più usate negli spot, tirarli su è redditizio. Ma dopo un pò mi han -
no scoperto".
 - E quella più grande che le hanno raccontato?
"Una cosa che non ho ancora capito se è verità o bugia. Mi hanno
detto che il bambino che cade sempre di testa in ogni filmato di
Paperissima era gasparri da piccolo. Ma giuro, non so se sia vero
o no".
 - A proposito, la politica è il regno della bugia.
Non solo la politica, ma certo in questo campo le bugie sono giuste
e sacrosante.     L'ultima è stata questa norma salva-Fininvest che
poi il governo si è dovuto rimangiare. Poi magari le bugie si scopro-,
no, penso a Wikileaks o alle intercettazioni telefoniche. Ma anche
queste rivelazioni possono essere manipolate, e trasformate quindi
da verità in bugie".
 - Chiediamo molto, al presidente dell'Accademia italiana della bugia,
ma vuole chiudere dicendo delle verità? Quelle che crede.
In amore vince chi fugge. Una gran verità.
 - Ne dica qualcuna legata allo sport, che è una sua passione. Magari
verità che nessuno ha ancora avuto il coraggio di dire.
Dunque Roger Federer è finito a grandi livelli. Fabio Caressa non sa
niente di calcio. E Gasperini è stata la ventesima scelta  dell'Inter.
Verità scottanti, come vede.



Lucianone

Libri - pagina cultura / "Player one" e "Il giorno della locusta"

28 agosto 2012 - martedì     28th August / Tuesday              visioni del post - 7
                                                                                        
Il racconto
Il libro  "Player one" di Ernest Cline, classe 1972, è una cavalcata
sorprendente fra cyberpunk, anime, film e telefilm anni Ottanta. E' un affresco
sterminato, denso di citazioni, della cultura geek. Incomprensibile per chi non
è vissuto con i videogame, ma abbastanza affascinante da spin legere la Warner
Bross a pagare un milione di dollari per i diritti cinematografici.
Siamo nel 2044 e il mondo è allo sbando, sovrappopolato  e incapace di
ritrovare la speranza, annichilito da decenni di recessione. A pagarne le
conseguenze sono soprattutto coloro che il benessere lo hanno conosciu-
to e che ora arrancano per trovare un letto nelle baraccopoli.   Come la
madre di Wade Watts, che per gli stenti si suicida a poco più di trent'an-
ni. .    E così Wade, ragazzino obeso, introverso e con la passione per la
tecnologia cresce da solo. O meglio, cresce online nell'universo di Oasis,
Second Life dove perfino le scuole sono state trasferite. E' l'opera di James
Halliday, programmatore geniale che prima di morire  ha deciso di regalare
il suo immenso patrimonio nascondendolo su Oasis.  Inizia in questo modo
la più grande caccia al tesoro della storia, fra complotti e colpi di scena, e
ovviamente Wade sarà uno dei protagonisti.
( 'PLAYER ONE' di Ernest Cline - Isbn Edizioni, trad, di Laura Spini,
pagg. 632, euro 19,90)

Il romanzo
"Il giorno della locusta"
Nathanael West (1903 - 1940) morì in un incidente d'auto, mentre andava
al funerale di Francis Scott Fitzgerald. Direttore d'albergo e sceneggiatore, 
incrociò l a strada di Hollywood, quando l a mecca del cinema  era in piena
costruzione del suo Olimpo di celluloide.  Ben prima dei velenosi affreschi
di Truman Capote e del Kenneth Anger di 'Hollywood Babilonia',  West
osservava il buio  e la polvere non illuminati dai riflettori. Come autore gli
interessava il sottobosco di attricette-prostitute, comparse, bambini prodi-
gio e comici falliti che si muoveva ai matgini degli studios.
E' questo materiale umano a sfilare in "Il giorno della locusta" (1939), che
torna dopo anni in una nuova traduzione. Ci sono il pittore e scenografo Tod
la   starlette incapace  Faye, l'uomo qualunque Homer Simpson  (a cui Matt
Groening ruberà il nome per l'antieroe giallo del cartoon). Ballano, bevono,
partecipano a feste coem a combattimenti di polli.  La loro vita è un film di
serie B.  -  In una lunga passeggiata senza meta, Tod gira da un st all'altro,
tra fondali western, cavalli di Troia e templi maya  di cartone e cellophane.
- Il cinema non è nato nemmeno da 50 anni, ma i sogni si sono già infranti
tutti.
('Il giorno della locusta'  di Nathanael West - et al./Edizioni, trad. di Marina
Morpurgo, pagg. 206, euro 15)

Lucianone

lunedì 27 agosto 2012

Ultime notizie - Italia e Mondo / Lates news

27 agosto 2012  -  lunedì                  27th August / Monday        visioni post - 7           

Spagna - La crisi
"Con 5100 euro non si arriva a fine mese"
Spagna, bufera su deputato conservatore.

Il politico del PP è stato costretto dal partito a presentare scuse formali, sottolineando che prima di entrare in parlamento guadagnava molto di più. In Spagna un cittadino su quattro è disoccupato

MADRID - "Guadagno 5100 euro al mese ma fatico a sbarcare il lunario": l'incauta frase
pronunciata al quotidiano La voce della Galizia dal deputato conservatore spagnolo Guillermo Collarte, potrebbe costare al politico le dimissioni. L'ondata di critiche che lo ha travolto, in un Paese dove la disoccupazione ha raggiunto il massimo storico del 25% e il salario minimo è di 641 euro, non accenna infatti a placarsi. Malgrado egli, su immediato suggerimento del Partito Popolare, abbia già porto le proprie scuse, assicurando di aver parlato "in senso figurato" e riconoscendo che in Spagna molte persone sopravvivono con appena 400 o 500 euro al mese. "Loro sì - ha aggiunto - che se la passano male davvero".

La giustificazione addotta da Collarte è che, prima di entrare in parlamento, egli guadagnava 12mila euro al mese e che il cambiamento di vita lo ha costretto a ridurre del 35% le spese cui la famiglia era abituata. Le sue parole sarebbero state insomma solo "male interpretate".

Più difficile è travisare la situazione che stanno vivendo gli spagnoli in questi mesi di crisi. Il Consiglio del Ministri ha appena approvato il cosiddetto "Plan Prepara", un programma di aiuti da 400 per tutti coloro che sono rimasti disoccupati dopo un licenziamento improvviso. E la presidentessa di Castilla e La Mancha, María Dolores de Cospedal, anche lei nelle file del PP, in un'intervista al quotidiano 20 minuti ha chiesto ai politici di lavorare
di più e accontentarsi di stipendi più bassi.

Vaticano - Vatileaks
Un terzo uomo e venti sospetti
si allarga lo scandalo Vaticano
Dopo l'arresto di un informatico della Segreteria di Stato, si cerca un'altra persona. Il maggiordomo del Papa non era il solo corvo a volare nei palazzi della Santa Sede.

Francia
Muore dodicenne italiana
Era caduta in una buca in spiaggia

La giovane turista sarebbe morta per asfissia alla Gironda, nel sudovest del Paese. Vani i soccorsi dei pompieri che sono intervenuti su segnalazione di alcuni testimoni

TOLOSA - Tragedia su una spiaggia del sud della Francia. Una bambina di 12 anni italiana è morta sul litorale di La Teste-de-Buch, vicino ad Arcachon, nel sudovest della Francia. La giovane turista, secondo quanto riportano i media francesi, è deceduta per asfissia dopo essere finita in una buca nella sabbia che lei stessa aveva scavato. La notizia è stata confermata dalla Farnesina, che ha reso noto che i familiari della piccola sono assistiti dai funzionari del consolato generale di Tolosa che sta seguendo il caso.

A dare l'allarme, ieri sera, sono stati alcuni testimoni che hanno intravisto la ragazzina semisepolta in nella buca alta circa 1 metro e 20 centimetri. I bagnanti hanno raccontato di aver visto la bambina intenta per diverse ore a scavare la profonda buca in cui sarebbe poi scivolata, rimanendo bloccata.Verso le 19.30 sono intervenuti i pompieri. In base a una prima ricostruzione, la 12enne potrebbe essere caduta a testa in giù nella buca, rimanendo intrappolata.

Lucianone

Meteo - Usa: in arrivo un quasi uragano

27 agosto 2012 - lunedì      27th August / Monday      visioni del post - 5

Stati Uniti
La tempesta Isaac spaventa New Orleans
Almeno 19 morti ad Haiti, sei i dispersi

Stato d'emergenza dichiarato da Florida, Louisiana, Mississippi e Alabama. L'arrivo è previsto nelle prossime ore. Il passaggio della tempesta sull'isola caraibica è stato devastante, vittime e oltre 15mila evacuati. Potrebbe essere il ciclone più violento dai tempi di Katrina con venti a 100km/h, ma ancora non è uragano.

TAMPA - La tempesta tropicale Isaac, che nelle prossime ore dovrebbe abbattersi sulle coste meridionali degli Stati Uniti, potrebbe rappresentare "una minaccia per le vite umane", ha affermato il direttore del National Hurricane Center di Miami. E preoccupazione è stata espressa anche dalla Fema, la protezione civile americana. Si allarga quindi l'emergenza e aumentano i timori per la tempesta in arrivo sul sud della Florida che, dopo Alabama, Mississippi e Louisiana, ha dichiarato lo stato di emergenza sulla costa dell'estremo nord-est.

Barack Obama ha dichiarato lo stato di emergenza federale per la Louisiana. La decisione di Obama segue di alcune ore la medesima assunta dal governatore repubblicano dello Stato, Bobby Jindal.

Il passaggio di Isaac su Haiti intanto è stato devastante: 19 morti e sei dispersi, secondo la protezione civile. La tempesta ha distrutto anche 335 case e ne ha danneggiate 2.346. Oltre 15.000 persone sono state evacuate. Isaac ha attraversato sabato l'isola caraibica colpita nel 2010 da un terremoto che ha ucciso 250mila persone e con ancora 400mila persone alloggiate nelle tendopoli.

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    sabato 25 agosto 2012

    Finanza/economia/politica - L' 'Europa e la crisi

    26 agosto 2012 - domenica    26th August - Sunday  
                                                                                            visioni del post - 5

    La crisi economica dell'Eurozona
    (parte 2^)

    Non accusate i tedeschi cattivi
    (articolo recuperato di Giovanni Di Lorenzo - 'la Repubblica' -
    31 gennaio 2012)
    Qualche giorno fa ero in Italia per una breve visita. Al ristorante dove
    a volte ceno mi hanno subito chiesto di spendere una buona parola per
    l'Italia con Angela Merkel. Il giorno dopo altri conoscenti italiani mi
    hanno detto: "Con Berlusconi si stava meglio".
    Ecco, vorrei partire da queste impressioni del mio viaggio in Italia per
    ragionare sulla crisi dell'Europa, su dove  questa crisi  ci può portare,
    su come sarà dopo la crisi questa Europa abituata nei decenni del do-
    poguerra alla democrazia e all'economia di mercato. L'impressine che
    ho colto è che la signora Merkel sia vista come una ragione della crisi
    italiana. Il che, mi rincresce dirlo, mi sembra un capovolgimento della
    realtà. Nell'incapacità, o nella scelta italiana di non capire che la linea
    della signora Merkel è non già una causa della crisi odierna, bensì so-
    lo una delle reazioni di una politica economica e finanziaria italiana che
    ha portato l'Italia ai problemi di oggi.  - Non fraintendetemi, non voglio
    parlare solo di Germania e Italia. Però il rapporto bilaterale è un esem-
    pio dei problemi che in queste ore vive l'intera Europa.
    Questa idea della Germania cattiva vista come ragione del malessere
    è molto forte in Grecia e comincia a dilagare anche in Italia. E persino
    in dichiarazioni di Sarkozy.  - Tutti o quasi tutti in Europa sembrano di-
    menticare che la Germania stessa non si sente invulnerabile a un peri-
    colo di downgrading:  nel calcolo di probabilità dell'establishment è un
    rischio al 50 per cento.   Ricordarlo  potrebbe forse aiutare l'Europa a
    capire meglio  i timori tedeschi e la linea tedesca. Insieme, soprattutto,
    al timore che con la crisi la Germania rischi non soltanto di perdere il
    rating a tre A ma anche la sua specificità di unico grande Paese dell'eu-
    rozona in cui, sulla scena politica, non agiscono forze populiste e nazio-
    naliste.


    C'è un conflitto di fondo. Sul grande dilemma, se per salvare l'unità
    europea e l'euro  puntiamo  sul consolidamento dei bilanci  secondo la
    scuola tedesca - e Monti è il primo a dire "ich denke Deutsch" (penso
    tedesco , ndr) - o sulla scelta di stampare più moneta. Entrambe le op-
    zioni aprono grandi rischi. Nessuno, in quest'Europa in crisi, può offrire
    la certezza di quale sia la via giusta. Rischia di essere quella che gli in-
    glesi chiamano  una  "no win situation", una situazione  in cui appunto
    nessuna scelta ti garantisce certezze di successo o di uscita dalla crisi.
    Per questo  è così difficile  e inquietante l a ricerca  di ogni risposta al
    grande interrogativo. come sarà l'Europa dopo la crisi, tra qualche anno.

    Continua...to be continued...

    giovedì 23 agosto 2012

    L'opinione del giovedì - Ma la vita continua...

    23 agosto 2012 - giovedì     23rd August / Thursday        
                                                                                                    visioni del post - 11

    L'Opinione 
    di  Lucianone
    Tra fine luglio e la prima parte di agosto si sono svolte le Olimpiadi
    estive di Londra  che tanto  ci hanno appassionato, e che hanno rap-
    presentato (come tutti i giochi olimpici, invernali compresi) momenti
    di svago o almeno  di quella leggera spensieratezza  che per un pò di
    tempo ci fanno allontanare dai pensieri più o meno ansiosi e spesso
    anche cupi di ogni giorno: penso a quelli (pensieri) più drammatici
    dei terremotati dell'Emilia, ma anche dell'Abruzzo, penso  a quelli
    non meno preoccupati e per il momento irrisolti dei disoccupati che
    siano giovani o no, a quelli problematici degli esodati  (più sentito
    dire niente nè da tv nè da governo), degli imprenditori piccoli e medi
    che sono in credito con le banche e non possono pagare i loro dipen-
    denti (più sentito di suicidi, e speriamo che questo sia vero, cioè che
    siano in netto calo o per niente).    E poi penso alle preoccupazioni
    che ogni giorno danno i pensieri di quei pensionati che fanno fati-
    ca a tirare a campare e non sanno dove sbattere la testa: niente figli
    che li aiutino, sempre più spesso niente di niente. E avanti con ls
    filosofia dell'arrangiarsi... ma con la filosofia sola non si mangia,
    appunto.
    Ma la vita continua, deve continuare. Ho riletto quel commento
    che avevo scritto sul terremoto dell'Emilia e sul tragico atto ter-
    roristico di Brindisi ("Che cosa sta succedendo? Tre bombole
    fatte esplodere...") e rileggendo ho guardato ancora meravigliato
    quella croce sospesa a metà e quella torre dell'orologia  spezzata
    a metà: mi sembrano entrambe queste figure/immagini il simbolo
    della nostra esistenza di uomini, cioè le cose come le persone non
    vogliono piegarsi fino a cadere del tutto, no, perchè  la vita deve
    continuare, perchè dobbiamo godere anche delle bellezze dei pae-
    saggi che ancora esistono al di là dell'ambiente inquinato, perchè
    dobbiamo ancora vedere tanti altri giochi olimpici che almeno ci
    facciano passare, allontanare i tristi pensieri al di là poi di quan-
    to siano costosi quei giochi. Ma penso soprattutto, rileggendo quel
    mio commento alla forza degli uomini nel ricominciare a ricostrui-
    re dopo le sventure del passato   (il terremoto del Friuli in Italia  e
    il terremoto-tsunami a Fukushima in Giappone) e tutto cià sempre
    perchè la vita deve continuare, anzi continua... per superare tutte
    le prove che il futuro riserva, perchè l'uomo vuole vincerle e poter
    affermare la continuità della propria specie.  E infatti sta già per
    vedere se la vita è possibile su Marte o in altri lontani pianeti, se
    la Terrà non basterà più: E questo riguarderà un futuro non co-
    sì lontano come potremmo pensare.    La scienza e la tecnologia
    stanno facendo passi giganteschi in anni sempre più ridotti.
    Allora tutto oggi sembra, con la crisi, cupo e addirittura fosco,
    ma per fortuna la vita continua...

    Lucianone

    Sport - Champions: Sporting Braga - Udinese 1 - 1

    23 agosto 2012 - giovedì     23rd August / Thursday     visioni del post - 11

    Champions League - andata playoff:
    per l'Udinese prezioso pareggio a Braga
    Braga (Portogallo)
    Un gol del serbo Basta, poi c'è tanto Braga, ma la Champions
    è a un passo.  -  I friulani vanno in vantaggio al 23° del primo
    tempo, poi alla distanza calano e le parate di Brkic (grandissi-
    mo sostituto di Handanovic) blindano la porta dell'Udinese.
    E va bene così: il pareggio con gol fuori casa è tra i risultati
    migliori che si possano conseguire nell'andata di un playoff
    di Champions.
    Peccato comunque, non avere approfittato  nel 1° tempo dei
    momenti favorevoli. Infatti sullo 0-1 i portoghesi si sono de -
    pressi e proprio allora bisognava tramortirli col ko. con tutta
    probabilità definitivo. Perchè appunto poi i friulani avevano
    Brkic. Proprio peccato! Ma a Udine sarà un'altra storia, con
    il pubblico di casa, vero Guidolin?

    Lucianone

    mercoledì 22 agosto 2012

    Ultime notizie - Latest news

    23 agoto 2012 - giovedì      23rd August / Thursday  
                                                                                           visioni del post - 4
    Grecia
    Niente aiuti prima di ottobre
    Samaras: "Ce la faremo" - Ma lo spread risale
    Il premier greco chiede una dilazione dei rimborsi dopo i tagli per 13,5 miliardi, ma Berlino e l'Eurogruppo rinviano il sì: "Aspettiamo il rapporto della Troika". Borse giù, Piazza Affari - 1,1 %. La Federal reserve ferma il calo di Wall Street

    Lavoro - Occupazione / Dopo la riforma Fornero: il positivo e il negativo

    22 agosto 2012 - mercoledì     22nd August / Wednesday           visioni post - 10

    Occupazione
    Un piano lavoro per i giovani
    - La svolta: puntare sul capitale umano non sarà retorica
    solo se la politica riuscirà ad avere audacia e responsabilità.
    - La priorità: investimenti di lungo periodo su formazione e
    occupabilità.

    (da 'Il Sole 24 Ore'  -  Commenti e inchieste / Elisabetta Gualmini)
    Più che un punto di arrivo, il completamento della riforma del lavoro
    tramite i correttivi apportati dal decreto Sviluppo e il varo della Spen-
    ding Review, costituiscono un utile punto di avvio da cui i partiti do-
    vrebbero  muovere, dopo la pausa estiva, per affinare  la loro agenda
    in vista della staffetta tra 16ma e 17 ma legislatura, ed elaborare una
    dstrategia per traghettare il Paese oltre la crisi. Dovrebbero farlo an-
    che per recuperare credibilità davanti a cittadini sempre più sfiducia-
    ti e stanchi di non vedere ricompense oltre la siepe dei sacrifici.
    La legge Fornero sul lavoro  ha indubbiamente osato  laddove  altri
    avevano fallito: nell'ammorbidimento dell'art. 18, nel riordino degli
    ammortizzatori sociali (con estensione di copertura), nella revisione
    delle regole di utilizzo  dei contratti atipici  più diffusi  in modo da
    contenerne gli abusi.  -  Certo, il provvedimento poteva essere ancora
    più audace e non è esente da ambiguità che ne complicheranno o ne
    renderanno erratica l'applicazione (soprattutto per la smisurta discre-
    zionalità ceduta ai giudici sui licenziamenti). Ma il governo si è mosso
    nella direzione giusta, riducendo anche solo di un pò il dualismo tra
    insider e outsider, e assecondando così le insistenti raccomandazioni
    europee. Si tratta ora di proseguire con convinzione, proprio all'inter-
    no del nuovo quadro normativo, per mettere a punto strategie concrete
    di rilancio dell'economia reale. , rimettendo al centro il lavoro, la sua
    qualità e l'inclusione delle categorie di cittadini che negli ultimi anni
    hanno visto costantemente deteriorarsi le proprie condizioni di vita.
    Quasi un'impresa impossibile mentre si è in recessione.
    Ma se si cercano ricette innovative, indirizzando oculatamente un pò
    delle risorse liberate dalla Spending Review a misure di crescita, qual-
    che risultato si può ottenere.  Lo spiegano bene i sostenitori del para-
    digma che concepisce il welfare come "investimento sociale" che ha
    in parte sorretto la Strategia  europea per il 2020 in tema di lavoro.
    In questa prospettiva, si sottolinea i ruolo positivo per l'economia degli
    investimenti in formazione e valorizzazione del capitale umano che, se
    non sporadici, danno alle persone le capacità e le conoscenze adeguate
    per occupare i lavori che oggi sarebbero già disponibilie e per creare i
    lavori del futuro.  -  Le risorse destinate alla qualificazione continua,
    senza distinzione tra percorsi educativi e professionali, non sono più
    un costo netto per lo stato, se rendono"occupabili" le persone duran-
    te l'intero ciclo di vita lavorativa, e cioè in  grado di attraversare sen-
    za traumi le diverse "transizioni" dalla scuola al lavoro, da un lavoro
    all'altro, dal lavoro alla famiglia e ritorno. Meglio se i diversi passag-
    gi sono poi accompagnati da un sistema di tutele leggere che fanno
    da paracadute quando il salto da una condizione all'altra è partico-
    larmente rischioso.
    Puntare sul capitale umano non è nè retorico nè effimero. Ma solo se
    lo si fa davvero e se serve a prevenire l 'obsolescenza delle skills lavo-
    rative, se alimenta la capacità di produrre innovazioni, se incoraggia
    la propensione ad assumere rischi calcolati, serve per comnattere la
    piaga della disoccupazione giovanile ancora una volta messa in evi-
    denza dall'Employment  Outlook del 2012, uscito poche settimane fa.
    I giovani pagano in italia più degli altri una bufera economica che
    sembra non avere fine. E la pagano ancora di più perchè si concen-
    trano nei lavori a termine che sono i primi a essere falcidiati quando
    la crisi batte duro e quelli  in cui si apprende meno  e in modo meno
    strutturale. Mentre invece dovrebbero e potrebbero proprio loro essere
    imprenditori pioneristici in un Paese che deve risvegliarsi prima o poi
    dal torpore gerontocratico che lo annichilisce.
    L'approccio del welfare come investimento sociale non può tuttavia
    essere  una scelta additiva  che si aggiunge, senza sostituirsi, ai pro-
    grammi patchwork dei partiti. In cui non mancano mai, annodati a-
    crobaticamente insieme, un pò di flessibilità all'americana, un pò di
    tutele danesi, un cenno all'efficienza dei servizi di placement svedesi
    e il richiamo entusiastico alle politiche familiari francesi. TENERE
    tutto insieme è impossibile!  Scegliere è quello che la politica può e
    deve fare. Con audacia e spirito di responsabilità.   E' giunto il mo-
    mento di spiegare ai cittadini la direzione in cui si intende andare.
    E che non sarà necessariamente lastricata di scelte impopolari.
    Nell'estate del 2010  Stephan faris del 'Time' bacchettava crudel-
    mente l'Italia, perchè aveva fatto poco  sino a quel momento  per
    reagire alla crisi. Con l'inevitabile epigolo: "It's time to cut back
    on la dolce vita". - Nell'estate del 2012, dopo 8 mesi di cura Monti
    e ancora nel mezzo di una tempesta finanziaria violentissima, un
    pò di vita dolce non guasterebbe.
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    Continua...to be continued...