domenica 3 giugno 2012

Società - Mondo / Gita a Londra (in attesa delle Olimpiadi)

3 giugno 2012 - domenica     3rd June / Sunday                     visioni post - 11
                                                                                                  
Gita a Londra,
nella strada che divide ricchi e poveri
A Londra, poco lontano da dove si svolgeranno le Olimpiadi, 
i turisti sportivi potranno usufruire di un tour insolito, quello
del movimento Occupy.
Ogni settimana, infatti, un giovane professore di storia mostra,
a chi lo desidera, le due facce del mondo moderno: quello dove
l'1 per cento lavora e dove il restante 99 sopravvive.
A est di Londra, la distanza tra queste due realtà si riduce a 
una strada a 4 corsie  e a qualche posto di blocco  intorno al  
perimetro di Canary Wharf, la Wall Street londinese che si
affaccia sul Tamigi. -    Dall'altra parte della strada, c'è uno
dei quartieri più poveri, Tower Hamlets, che prende il nome
dai villaggi che circondavano la Torre di Londra.
Oggi questo è il confine tra ricchi e poveri. Poche settimane
fa, mentre la Barclays distribuiva 65 milioni e mezzo di ster-
line in buoni di produzione ad otto suoi amministratori, la
politica di austerità di Cameron toglieva alla circoscrizione
di Tower Hamlets 72 milioni di sterline per l'assistenza so-
ciale.
Nonostante la moda dei balli di beneficienza sia diffusissima
a Londra, nessuno dei 95 mila impiegati. che ogni mattina si
recano a Canary Wharf, ha pensato di organizzarne uno per
i bambini di Tower Hamlets.  Secondo uno studio del Centre 
for Research in Social Policynel 2011 il 52 per cento di loro
 viveva in povertà. La media nazionale è di un bambino ogni 
cinque.
Quanto all'insolito tour, alla fine i turisti si congratulano
con il professore per aver mostrato il mondo in cui viviamo.
(da 'il Venerdì' - Follow the money / di Loretta Napoleoni)





Lucianone

sabato 2 giugno 2012

Politica e società - In Italia e nel mondo

3 giugno 2012 - domenica         3rd June / Sunday         Visioni post  -  12
                                                                                                    

Liberi i due marò italiani: versata la cauzione - I due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono usciti dal carcere a Kochi e passerenno la prima notte in albergo dopo oltre tre mesi dal loro arresto. La loro liberazione è avvenuta dopo che due indiani, Jyothy Kumar e Raj Mohan, hanno versato la cauzione di 20 milioni di rupie (quasi 290 mila euro). L'unica disposizione a carico dei due militari italiani è di non allontanarsi di più di dieci chilometri dalla più vicina stazione di polizia. Il giudice ha ascoltato le richieste delle parti e fissato un'udienza per il 18 giugno. 
Siria: i satelliti inchiodano l'esercito,
mostrando i movimenti dell'esercito di Assad
Superato dal consiglio di amministrazione della banca vaticana, formato da laici, lo stallo della Commissione cardinalizia. I porporati «prendono atto» della decisione
Tank e blindati nei centri abitati. La fossa comune a Houla.
Secondo la ricostruzione della Bbc, tattiche da Armata rossa.
WASHINGTON - Gli Stati Uniti hanno diffuso nuove immagini satellitari delle operazioni militari in Siria. Foto recenti che documentano l'assedio delle forze governative alle città, le postazioni d'artiglieria, i crateri delle cannonate. È evidente che il regime, nonostante gli appelli e quanto prevede il piano Annan, impiega tank e blindati nei centri abitati. Bocche da fuoco responsabili di decine di vittime. Visibili anche elicotteri d'attacco che partecipano a raid contro le formazioni dei ribelli. Un'immagine, poi, mostra la fossa comune scavata a Houla dopo il massacro di oltre un centinaio tra donne e bambini. Strage attribuita all'esercito e agli shabiha, mercenari che fiancheggiano le unità regolari. Una versione contestata dalle autorità che accusano gli insorti.Video
Amburgo - Scontri al corteo contro i neonazisti
Diecimila persone in piazza per protestare contro la sfilata dell'estrema
destra tedesca  Vedi
Terremoto in Emilia
Crolli, la procura: "molti indagati"
Nella notte nuova scossa: intensità 3,5
Via libera alla sepoltura di cinque delle 17 vittime Continuano gli episodi di \sciacallaggio, non si esclude il ricorso all'esercito per prevenire le razzie in case e supermercati
Regioni non obbligate a valutare i rischi. 



Lucianone


Sport - calcio - Playoff / ritorno semifinali

2 giugno 2012 - sabato       2nd June / Saturday                           visioni post - 14 
                                                                                          
  
Playoff / ritorno  - oggi, sabato 2 giugno
Verona - Varese  ( ore 18,30 )
Sassuolo - Sampdoria  ( ore 21 )
Cronache e risultati:  questa sera dalle 23,00 in poi
(darò tutte le notizie relative a questi 2 scontri decisivi
per la finale) 
Risultati 
Playoff / andata
Varese - Verona    2 - 0
Sampdoria - Sassuolo    2 - 1   
___________________________________________________________________________

Playoff serie B 
risultati finali partite di ritorno
Verona  -  Varese  1  -  1
Sampdoria  -  Sassuolo  1  -  1
FINALE
Varese - Sampdoria  
mercoledì 6 giugno / andata
sabato 9 giugno      /  ritorno
               

Dopo il 2- 0 dell'andata, i lombardi pareggiano 1 - 1 al Bentegodi
e si qualificano per la sfida che vale la promozione
Identico pareggio e punteggio anche tra Samp e Sassuolo. Così la
Sampdoria passa e va direttamente alla finale con il Varese.
VERONA-VARESE 1-1— Un pareggio per 1-1 che fa felice il Varese. Questo l'esito della semifinale di ritorno giocata al Bentegodi sul campo del Verona. Verona che per cercare di ribaltare il 2-0 dell'andata si affida a una squadra battagliera. Mandorlini sceglie il 4-3-3 con D'Alessandro, Ferrari e Gomez Taleb in attacco, sostenuti da Jorginho, Tachtsidis, Hallfredsson a centrocampo. Cangi, Ceccarelli, Maietta e Pugliese davanti al portiere Rafael completano le scelte del tecnico veronese. Il Varese, di contro, sa che non deve lasciare troppe occasioni ai padroni di casa e cerca di coprire tutti gli spazi con un solido 4-4-2. Maran si affida a Bressan; Pucino, Troest, Terlizzi, Cacciatore; Rivas, Corti, Kurtic, Nadarevic; Neto Pereira e Granoche. 
RITMI ALTI Ritmi subito alti, al punto che la prima ammonizione della partita arriva già al 2': il destinatario è il difensore del Varese Troest che ferma con le maniere forti Ferrari. Il Verona sa bene che deve recuperare due reti e si lancia a testa bassa in attacco. La prima palla gol capita sui piedi di Juanito che si ritrova a tu per tu con Bressano, ma la sua conclusione di sinistro viene respinta in calcio d'angolo. Dopo 12' il conto degli angoli è già sul 5-0 per il Verona: solo un modo questo per dare l'idea della grande pressione della squadra di casa. Il Varese prova a farsi vedere ogni tanto in attacco, ma non riesce a pungere. Rivas non riesce a innescare Neto Pereira e Granoche. Al 20' passa in vantaggio il Verona: Hallfredsson batte un calcio di punizione dalla sinistra, dal lato corto dell'area di rigore, su tutti svetta Tachtsidis che di testa mette la palla all'incrocio dei pali alla sinistra di Bressan. La reazione del Varese non si fa attendere e Nadarevic ci prova da fuori area con una gran botta di sinistro indirizzata all'incrocio, ma Rafael vola e mette in angolo.
CORAGGIO Il portiere del Verona si ripete al 34' ancora su Nadarevic. Il Varese prende coraggio e il Verona abbassa un po' i ritmi indemoniati di inizio partita. Al 38' Granoche approfitta di un errore della retroguardia veronese e chiama ancora una volta Rafael all'intervento. Si va al riposo sull'1-0. Il Verona sa che basterebbe un gol per pareggiare il conto e volare in finale. Il Varese, invece, ha ancora una rete di margine e non vuole sprecare l'occasione per accedere all'ultimo atto del campionato. Nella ripresa i ritmi calano un po'. Le squadre stanno più attente, ma le occasioni non mancano. Il Verona, però, non riesce più a incidere come nella prima parte della partita e il Varese si rende pericoloso. Iniziano anche a volare colpi proibiti e in rapida successione finiscono sul tabellino dei cattivi Cangi e Cacciatore. Il Verona recrimina per un calcio di rigore per presunto fallo di Troest ai danni di Ferrari al quarto d'ora. Il direttore sportivo del Varese Milanese vorrebbe l'ammonizione per simulazione, protesta in modo veemente e viene espulso. Rafael al 25' sale in cattedra e tiene ancora in corsa il Verona con due parate prima su Zecchin e su Troest. Il Varese insiste e pareggia al 32' con Terlizzi di testa. Il Verona non ce la fa più. Per un'entrata a piedi uniti a centrocampo l'arbitro Massa espelle Ceccarelli. Finisce 1-1, il Verona si arrende in semifinale, mentre il Varese può continuare a sognare un posto nel massimo campionato.




Il gol dell' 1- 1  di Terlizzi - Varese avanti


Verona:  tanta rabbia, delusione, pianti
Finisce qui, con Mandorlini che piange lacrime di rabbia e commozione
 e la curva del Bentegodi che per un quarto d'ora applaude chi non si
 giocherà la A, cioè il Verona.  E poi l'abbraccio collettivo a centrocampo.
 Purissima sfida da playoff,  questa: bella, intensa, combattuta, a tratti cattiva 
con un paio di tifose del Varese aggredite in tribuna.
Piena di prodezze e sfondoni, a cominciare da quelli dello sciagurato Massa 
di Imperia. E allora per celebrare l'impresa di Maran, dobbiamo spaccare in due
  la pertita, raccontandola da prospettive diverse. Per assegnare meriti e colpe.
Il Varese ha sofferto moltissimo  i primi 20 minuti, fino al gol di Tachtsidis (sua
la testa su punizione di Hallfredsson), poi ha provato a ragionare. Ha tentato di
fare la cosa più logica: abbassare il ritmo e imporre la supremazia dell'organizzazione
di gioco sull'adrenalina di chi doveva per forza imporsi-

SAssuolo - sampdoria  1-1 
La Sampdoria raggiunge il Varese in finale. Al Braglia, contro quel Sassuolo già battuto all’andata, gli uomini di Iachini capitalizzano un rigore trasformato da Pozzi e reggono, non senza affanni, al ritorno dei neroverdi, che trovano il pari all’ora di gioco ma sfiorano solo l’impresa, dentro un match condizionato dall’episodio che spinge avanti i blucerchiati. Dopo 7’, infatti, la Samp è già in vantaggio, complice un rigore quantomeno generoso che Tommasi assegna agli ospiti (contatto Boakye-Eder) e che Pozzi trasforma, spostando da subito l’inerzia del match sui blucerchiati. Che il Sassuolo attacca trovando spazio soprattutto dai venti metri – Longhi e Magnanelli – ma mettendoci i minuti che servono a trovare le giuste distanze. In gol il Sassuolo ci andrebbe anche (27’) ma a gioco fermo, e la montagna, per i neroverdi, diventa sempre più ardua da scalare con il passare dei minuti.
SULLA LINEA — La Samp gestisce e rischia – 36’, Da Costa si arrangia su Longhi – ma conserva il vantaggio oltre l’intervallo, quando Pea passa al 4-3-3 inserendo Troianiello. La mossa paga, e la ripresa è un assedio: Magnanelli trova Da Costa, il Sassuolo protesta ancora per una caduta in area di Missiroli e all’ora di gioco Valeri, imbeccato da Sansone, trova il pari. Due reciproche occasioni (Munari e Boakye) sono schermaglie che non cambiano la gara, che potrebbe svoltare al 40’, quando Rispoli salva sulla linea il possibile sorpasso, opponendosi al sinistro di Sansone e spalanca alla Samp le porte della finale. Ultima beffa, l’espulsione di Piccioni al quarto minuto di recupero (Stefano Fogliani).
Festeggia la Sampdoria


IL COMMENTO di  Lucianone
L'avevo previsto questo verdetto, dopo le due, tre scofitte
inopinate del Verona Hellas nell' ultimo mese decisivo: non
si poteva andare a perdere contro la Nocerina, anche il
pareggio con l'Albinoleffe non ci doveva stare, cose già dette,
del resto.  E la Sampdoria era lì pronta ad aprofittarne e l'ha
giustamente fatto.

continua... to be continued...

giovedì 31 maggio 2012

L' opinione del giovedì - CATASTROFI ANNUNCIATE?

31 maggio 2012 - giovedì      31st May / Thursday                   visioni post - 21

Lucianone                                                                                              
L' opinione del giovedì
"Quando le catastrofi sono annunciate, cioè previste?"

E'  probabilmente una specie di  destino quello che perseguita chi è già in precarie
condizioni economiche o/e di salute e poi gli arriva un altro colpo mancino, sia un 
incidente stradale che lo rende invalido o la morte di un genitore o di un figlio op- 
pure qualsiasi altra disgrazia grave, che si aggiunge così alle precedenti. Questa
è la stessa situazione in cui adesso si trova il nostro Paese.    Si sa, è stato detto
ripetutamente, che i terremoti non si possono prevedere con sicurezza, che la na-
tura colpisce in modo subdolo e spietato, che tutti noi poveri esseri umani siamo
impotenti come le formiche in una foresta e insomma la catastrofe che arriva dal-
la furia della natura è lì dietro l'angolo  che ci travolge soprattuttoquando non ce
l'aspettiamo. Tutto vero, d'accordo, solo che oggi l'uomo del ventunesimo secolo
non è più l'uomo di due e più secoli fa quando ancora si affidava interamente alla 
provvidenza divina perchè gli eventi catastrofici della natura non si scatenassero. 
Adesso   nel 20°  e 21° secolo,  l'uomo post-sapiens può prevedere, attraverso le
previsioni meteo, l'arrivo di un uragano o di un tornado, e così quest'uomo ha co-
struito in America/Stati Uniti dei rifugi sotto casa dove andarsi a riparare. Ades-
so lo stesso uomo ha potuto sempre negli ultimi due secoli preparare  un pò alla 
volta delle mappature (opera di  studiosi sismografi) delle eventuali zone nei di-
versi perimetri più a rischio di un Paese che segnalano dove  ci sono  fratture e 
fraglie e crepacci che indicano la probabilità di future scosse telluriche più o me-
no consistenti con grado Richter relativo. Anche per quanto riguarda le alluvioni
è ormai noto che  la natura si vendica quando l'uomo sradica gli alberi e  la fore-
stazione che si trovano  lungo i fiumi per poi costruirci case e interi villaggi o cit-
tadine e stravolgendo il paesaggio arrivano quindi inondazioni che non si posso-
no più dichiarare inattese.
Dunque, per ritornare al pensiero iniziale, è si vero
che il destino gioca tanto nella vita degli uomini  e
che le disgrazie spesso non finiscono mai, e una ne
attira subito un' altra. Ma è anche vero che qualche
volta la disgrazia che arriva dopo, nel caso specifico
i due terremoti nell'Emilia a distanza di una setti-
mana,  poteva essere  meno grave   di quello che è 
risultata se abitazioni e capannoni    (e lasciando 
stare chiese e monumenti storici, per i quali credo
ci voglia il lavoro di esperti particolari)  fossero sta-
ti costruiti con tecniche antisismiche sapendo  che
anche quella parte della pianura padana inferiore
era a rischio sismico. Insomma, diciamolo in modo
chiaro che in Giappone e negli Stati americani a
forte rischio sismico (vedi California) con un 5,8
di punto Richter le costruzioni avrebbero tenuto
Tutta l'Italia, escludendo per ora la Sardegna, è
una nazione che ha avuto nel passato lontano e
avrà in futuro sempre problemi di convivenza
con fenomeni sismici. Ma l'uomo post-sapiens
italiano non ha mai pensato di fare prevenzione,
ms solo di vivere alla giornata e magari di spera-
re nella solidarietà o beneficenza che dir si vo-
glia il giorno dopo che la catastrofe non prevista
nè prevenuta si e è bella che compiuta.
Le colpe poi sappiamo benissimo dove trovarle:
in quella politica italiana del non fare nulla che
giovi veramente alla collettività e nel fare solo e
unicamente il proprio tornaconto e poi i poveri,
i deboli e insomma il popolino che s'arrangino
Qiuesta è stata la politica mafiosa che ha ridotto
l'Italia a piangere i suoi morti anche quando si
potevano evitare. - La crisi economica e la paura
della perdita del lavoro hanno portato quegli ope-
rai e i loro padroni incolpevoli a spingersi sotto
quei capannoni fragili e  senza alcuna struttura
minimamente antisismica, ma solo per contra-
stare il vento (roba da ridere, purtroppo) e così
a trovare morte sicura. 
Ma dobbiamo in ogni caso stare tutti uniti nella
solidarietà, donando sì quei due euro dal cellu-
lare o  telefono fisso, ma  sperando sempre (si
sa, la speranza è sempre l'ultima...)   che oltre
la metà di quei parlamentari  se  ne vada via e
che l'Italia sia governata dalle menti,  non dai
soldi, finalmente!  



Lucianone

mercoledì 30 maggio 2012

Società - Terremoto in Italia / Notizie, Previsioni, Racconti , storie, video, foto e commenti

30 maggio 2102 - mercoledì    30th May /Wednesday         visioni post - 26 
                                                                                                 
Italia  - TERREMOTO in Emilia

Scosse magnitudo: più di 5/ quasi 6 

Video - Una donna estratta viva dalle macerie 

Partendo dalla prima scossa...

Un primo episodio alle 9 (5.8), poi di nuovo alle 12.56 e alle 13. Il numero delle vittime sale a 17, gli sfollati salgono a quota 14mila. Evento sismico avvertito distintamente a Bologna, nel Ferrarese, a Ravenna, ma anche in Lombardia e in Toscana. Situazione drammatica a Cavezzo, San Felice, Mirandola. Il ministro Cancellieri nelle terre colpite. Difficoltà nelle comunicazioni mobili. Errani: "Faremo tutto quello che si deve per mettere in sicurezza i cittadini". Mercoledì a Bologna scuole chiuse.



Crolli dei capannoni
"La normativa fino a pochi anni fa permetteva la costruzione di capannoni
fatti così, con incastri di prefabbricati:  Un sistema pensato per resistere al
vento, non a un terremoto". lo afferma il presidente dell'ordine degli inge-
gneri di Modena, Augusto Gambuzzi. - Sui crolli nei capannoni, intanto la
procura di Modena ha aperto un'indagine, per accertare le dinamiche degli
incidenti che hanno provocato diversi morti. Tra le vittime c'è anche un col-
lega di Gambuzzi, l'ingegnere Gianni Bignardi sorpreso dal terremoto di
ieri mentre stava effettuando un controllo.
Donna estratta da macerie, cauta fiducia dei medici
E' ancora ricoverata in Neuroranimazionen all'Ospedale di Baggiovara la
65enne estratta viva dalle macerie a Cavezzo, nel Modenese.   La donna è
sedata farmacologicamente e la prognosi rimane riservata, ma gli specia-
listi si dicono cautamente fiduciosi in un suo recupero e nella funzionali-
tà degli arti, visto come ha risposto la paziente.
Il centro di Cavezzo (Mo) dopo il terremoto

Da Toscana psicologi di sostegno
Pubbliche Assistenze toscane impegnate per il sisma in Emilia hanno
inviato al campo allestito dalla Regione Toscana psicologi del nucleo
di sostegno per chi è colpito da calamità naturali. Gli uomini di Anpas 
Toscana da ieri sono presenti anche nel campo di Novi di Modena.
Dopo la nuova scossa, dalla Toscana sono in tutto 60 i volontari al
lavoro in Emilia, impegnati nel campo della Regione a San Possidonio,
nei campi Anpas di Costa, a Mirandola e Novi di Modena.
Nuove scosse, oltre 15 mila gli sfollati
Si aggrava il bilancio del sisma. Recuperato dalle macerie il corpo dell'ultimo disperso: è un altro operaio ucciso dal collasso di un'azienda di Medolla. I sismologi: "Le scosse continueranno". Prime misure d'urgenza del governo. La Procura apre un'inchiesta sul crollo dei capannoni. Confindustria respinge le accuse agli imprenditori sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Napolitano: "Sfilata 2 giugno sia sobria"

Diciassette morti, 15mila sfollati, più di 350 feriti. Sono i numeri complessivi, forniti dalla Protezione civile, dopo il nuovo sisma che ha colpito l'Emilia e le tre scosse di grado superiore a 5 della scala Ritcher che si sono abbattute sul modenese martedì mattina. Anche l'ultima vittima accertata è un operaio, inizialmente dato per disperso, il cui corpo è stato estratto dalle macerie del capannone di Medolla (VIDEO)
In zone colpite 20 farmacie inagibili
In Emilia, nelle zone colpite dal terremoto, ''al momento sono circa 20 le farmacie inagibili, anche se il servizio è stato sempre garantito in maniera straordinaria grazie al senso di responsabilità dei farmacisti, nonostante condizioni a volte impensabili''. Lo spiega il presidente di Federfarma Emilia-Romagna, Domenico Dal Re, appena tornato da un sopralluogo nelle zone più danneggiate, sottolineando che ''in molti casi la prosecuzione del servizio è stata resa possibile grazie all'arrivo dei container''.
Da domani campo Abruzzo ospiterà 300 persone sfollate
'Da stasera le nostre tende potranno ospitare 150 persone, mentre, in tutta la giornata, abbiamo distribuito 500 pasti. Domani il campo sarà a pieno regime e potrà ospitare 300 persone, oltre alla distribuzione di 500-600 pasti al giorno. Stiamo inoltre valutando di ampliare la tendopoli e, proprio per questo, è in arrivo altro materiale dall'Abruzzo''. Lo riferisce l'assessore alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante, che stamani ha raggiunto a Cavezzo (Modena) con la colonna mobile regionale.

L'esperto risponde
'Quando arriva il terremoto?'
Nessuno ora può prevederlo


Malgrado gli sforzi della comunità scientifica mondiale, il fenomeno naturale resta imprevedibile. Il perché lo spiega Gianluca Valensise, geofisico dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia italiano

GLI EVENTI del 20 e del 29 maggio in Emilia 1 hanno dato origine alle più strane congetture sulle cause dei sismi. Idee, fantasie, timori ed anedotti che si intrecciano a scampoli di scienza, fantascienza e pseudoscienza. La realtà è che malgrado gli sforzi della comunità scientifica mondiale, i terremoti rimangono un fenomeno naturale imprevedibile. Il perché lo spiega Gianluca Valensise, geofisico dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia italiano (INGV).
Valensise, molti si chiedono quale aspetto si può prevedere dei terremoti.


"Oggi riusciamo a prevedere dove sono le faglie che possono dare terremoti distruttivi, la magnitudo massima attesa e un quadro dello scuotimento atteso. E questo include sia l'accelerazione attesa al bedrock sia le eventuali amplificazioni dovute a diversi aspetti nella forma e nella geologia dei siti. Per esempio l'origine dei due forti terremoti del 20 e 29 maggio erano ben identificate da anni nella nostra banca dati. Su questa base riusciamo anche a prevedere con buona approssimazione l'altezza dell'onda di maremoto che si può generare a seguito di un terremoto e come questa si propagherà (sia in termini di velocità che di altezza con cui l'onda inciderà sulle diverse coste)". 
Cosa è invece che non si può prevedere dei terremoti?"Sicuramente l'istante di accadimento esatto. Ma anche il solo fatto che possano verificarsi: in altre parole, esistono ancora tipi di faglie di cui non sappiamo nemmeno l'esistenza, ad esempio perché cadono in mare o perché sono "cieche". Questo sarebbe il caso anche della Pianura Padana, se non fosse per la formidabile conoscenza acquisita nei decenni dell'esplorazioni petrolifera".

Perché, dopo tanti studi i geologi non possono ancora prevedere quando avviene un terremoto?
"Innanzitutto il geologo è comunque una figura professionale inadatta a esprimersi sul "quando". Al geologo bisogna chiedere grandezze e valutazioni in linea con gli strumenti a sua disposizione, che sono l'osservazione diretta della geologia, della tettonica e delle geomorfologia, l'analisi di dati di sottosuolo, la datazione dei fenomeni di deformazione attiva".


Comunque presto o tardi si arriverà a poter prevedere con precisione il dove, l'intensità e il quando un terremoto può avvenire, o no?
"No, non vedo questo traguardo raggiungibile nei prossimi due o tre decenni almeno. Anche perché nel frattempo molte agenzie internazionali hanno drasticamente ridotto il finanziamento dedicato ai precursori sismici preferendo focalizzarsi su altre ricerche più "solide" (per non parlare della ricerca in sismologia applicata, che giustamente oggi privilegia - ad esempio - gli studi sulla risposta sismica)".

Nei documenti degli istituti scientifici si parla di "faglie", che poi sarebbero le zone da cui si sprigiona un evento sismico. Non sono convinto che tutti sappiano di cosa parliamo, ci puoi spiegare?
"La faglia è una frattura della crosta terrestre lungo la quale due blocchi di roccia possono scorrere tra loro, se sollecitati dalle forze tettoniche. Lungo il piano di faglia normalmente esiste un certo attrito: l'accumulo di sforzo può portare al superamento di quell'attrito e quindi al movimento dei due blocchi, ovvero al terremoto, con liberazione di energia sismica e deformazione delle rocce circostanti. Le faglie possono avere dimensioni molto variabili, dal millimetro, ai 1000 km della faglia di Sant'Andreas, alle migliaia di km delle zone di subudzione del Pacifico".
E questo per il mondo. In Italia?"In Italia le faglie sismogenetiche (cioè che possono originare terremoti) sono mappate in un database, che per ognuna ipotizza anche una magnitudo massima attesa e un valore di dislocazione (che dà il tempo di ricarica della faglia e quindi in ultima analisi quantifica la frequenza con cui si muoverà). In generale esistono grandi faglie sismogenetiche lungo il piede delle Alpi meridionali tra la Lombardia e il Friuli, al piede dell'Appennino sotto la Pianura Padana e l'Adriatico, lungo tutto l'asse dell'Appennino fino allo Stretto di Messina, in Sicilia orientale, nel Gargano e nel Tirreno meridionale".

Poi ci sono i cosiddetti "effetti di sito", ovvero le caratteristiche locali del terreno e la morfologia. Quali terreni sono a maggior rischio?
"A partire dal forte terremoto di Città del Messico del 1985 si è iniziato a mettere a fuoco seriamente gli "effetti di sito", ovvero effetti di amplificazione del moto del suolo dovuti a particolari condizioni della geologia superficiale. Tra queste condizioni vi è l'esistenza di sedimenti sciolti sovrapposti a un basamento più rigido, come avviene tipicamente nelle valli fluviali. In questo caso al passaggio dalla roccia più dura ai sedimenti sciolti si determina un forte aumento di ampiezza delle onde stesse e una tendenza di tutto il corpo sedimentario a entrare in riconanza, con l'effetto di aumentare sia l'intensità dello scuotimento sia la sua durata".

Terremoto, l'Emilia chiede aiuto
Accorrono volontari da tutta Italia
La terra continua a tremare, con scosse anche molto forti. Finora 10 i morti accertati. Nei luoghi dell'epicentro, arrivano i volontari delle Protezioni civili di diverse regioni, della Caritas e della Croce Rossa. Le critiche al decreto legge che restringe troppo i margini d'intervento della Protezione civile: "Prima era senza controlli di spesa, ora s'impone l'esatto contrario". 

LA DECISIONE
del governo:   lunedì 4 giugno lutto nazionale
Un giorno di lutto per ricordare il dramma dell'Emilia.
L'annuncio l'ha dato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
Antonio Catricalà, nell'informativa al Senato:
"Il governo intende deliberare il lutto nazionale lunedì prossimo, il
4 giugno,  per le vittime del terremoto. Le bandiere verranno tenute
a mezz'asta, ma tutti gli uffici pubblici e òle scuole rimarranno
comunque aperti".

CAVEZZO                         
Nel paese muto che non c'è più:
"Manca tutto"
"Non entri, è meglio". Il viaggio nel paese degli spettri comincia con
l'intimazione quasi dantesca di un operatore della Protezione civile.
Il centro di Cavezzo è un impasto di silenzio e macerie. Sembra bom-
bardato. L'unico, greve segnale di vita arriva dal suono asettico del-
le sirene. La gente ha abbandonato le case e bivacca nei parchi che
delimitano la città urbana. Qui tende e rouliotte spuntano come fun-
ghi. Tutti si arrangiano alla meglio con tanta dignità.
lo sguardo degli sfollati però ti colpisce: nessuno parla, ma si vede
che la rabbia cova dentro. Sul ciglio della strada un uomo anziano
giace su un letto con il catetere che pende. Ad accudirlo la figlia
che sfoga tutta la sua indignazione: "Monti dov'è? Perchè non si
è ancora visto? E' andato ovunque, ma qui forse non vuole venire:
ha paura di vedere l'apocalisse". - Intanto il sindaco Stefano Dra-
ghetti annota, consola, coordina. Ma non ha un bell'aspetto: metà
faccia è tumefatta, sporca di sangue. "Mi è caduto un muro addos-
so mentre ero in ufficio. Ma il problema non sono io, è Cavezzo che
non esiste più: tutti gli edifici rischiano di sprofondare da un momen-
to all'altro, abbiamo chiuso il gas e servono almeno due grandi cam-
pi di accoglienza per 7.500 persone. Abbiamo bisogno dello Stato,
di sentire la sua presenza. Qui la gente è disperata: i danni di questo
sisma sono 4 volte suporiori rispetto a quelli del 20 maggio. Dispersi?
Sì, ne abbiamo diversi. Anche la madre del responsabile della prote_
zione civile di Cavezzo. Qui si vive e lavora con òla morte nel cuore".
( da La Gazzetta dello Sport  di mercoledì 30 maggio '12)
MIRANDOLA
Quella gente senza speranza
"Andiamo via"
Ivo Busoli ha lo sguardo ipnotizzato dal capannone che non c'è più
e la mente è imprigionata da pensieri di morte. E' uno dei titolari
della BBG di Sa Giacomo Roncole, azienda che produce compo-
nentistica per il settore biomedicale. Ieri mattina si è salvato un
pelo prima che crollassero 40 anni di sacrifici: "E' stata la morte
a spingermi fuori dall'ufficio e ho visto Enea che non ce l'ha fatta,
era tutto viola in faccia...".  Enea Grilli è il socio di Busoli: "Avevamo
cominciato nel 1973 - continua Ivo - : una vita insieme. Ma io me la
sentivo: avevamo chiuso er otto giorni e fatto tutte le verifiche. per
fortuna le porte erano aperte: dentro c'erano 35 persone, poteva
essere una strage". Busoli ha il volto straziato quando il discorso
vira su Vincenzo Iacono, uno dei due operai morti: "Era arrivato da
Napoli in treno 15 anni fa, era un ragazzo speciale".
Indiani - Stesse lacrinme allo stabilimento Meta di San Felice, dove
la comunità Sikh (70-80 famiglie tra Finale-Emilia, Mirandola e Carpi)
piange Kumar Pawan, operaio 27enne originario del Punjab indiano:
davanti alle macerie è un via vai di turbanti e barbe lunghe. 
Singh Harminder è collega e cugino della vittima: "Mi sono salvato
perchè ero vicino alla porta. Mio cugimo era tornato a lavorare pro-
prio oggi (ieri ndr.), aveva trasferito la moglie e i due figli da amici
a Bologna. io ora me ne torno in India".  Poi accusa: "Quel capan-
none era pieno di crepe" - "C'era l'agibilità scritta", replicano i
proprietari dell'azienda che sul posto non si sono fatti vedere.

SAN FELICE sul Panaro

continua... to be conti nued...



martedì 29 maggio 2012

Società / eventi - Italia: nuova forte scossa di terremoto nel Nord Italia

29 maggio 2012 - martedì                     29th May  '12 / Tuesday         visione post - 63        

Alle ore 9,01 di questa mattina percepita e vista (lampadario 
ondulante, rumore di un DVD che cade dal mobile) una nuova 
scossa di terremoto, proveniente (da notizie dei TG )  ancora 
da zone di Modena e dintorni (Mantova/Ferrara). 
L'epicentro è tra Mirandola e San felice sul Panaro (Emilia) 
Le onde sismiche sono arrivate fino a Firenze, Torino, Verona,
 l'Alto Adige toccando perfino il Canton Ticino.   E' comunque 
un terremoto partito come epcentro dalla Valpadana inferiore, 
cioè zone emiliane e sarebbe dovuto   (da quanto ho sentito e
letto sulla stampa , dedicherò un post a tale argomento) allo
 spingere della placca appenninica contro quella che forma la
 base della catena alpina nordica.
Do i resoconti delle notizie che provengono dai maggiori siti
nazionali della rete.
Le ultime notizie dicono che le perdite umane sono 
salite a 16, più un disperso. 
Lucianone

da  Corriere della sera.it

TERREMOTO IN EMILIA,

Una nuova violenta scossa in Emilia Nel Modenese 15 morti -foto-video live

Alle 9 del mattino una nuova fortissima scossa di terremoto è stata avvertita in Emilia e in tutto il Nord Italia - Bologna, Ravenna, Ferrara, ma anche in Lombardia, Veneto, Trentino, Toscana e persino Friuli Venezia Giulia. Magnitudo 5.8, epicentro nel Modenese. Nuove violente scosse alle 12.56 (magnitudo 5.3, epicentro fra le province di Mantova e Modena) e alle 13 (5.1, epicentro fra Mantova, Reggio E. e Modena). Evacuati Palazzo d'Accursio e l'università, molto probabile la chiusura di Liber Paradisus e delle sedi dei quartieri. 
(da  la Repubblica.it)

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Lucianone