sabato 4 maggio 2024

Società - Stati Uniti / Atenei americani in rivolta: sistema lacerato

 4 maggio '24, sabato                                       4th May / Saturday                              visione post - 22

(da "Corriere della Sera" - 3 maggio '24 -  di Massimo Gaggi)

UNIVERITA' AMERICANE: il sistema lacerato

Tempi duri per i professori di molte accademie americane, costretti ad autocensurarsi in un clima di paura: minacciati da sinistra dalla "cancel culture" di molti studenti radicalizzati e dai docenti decisi a portare nelle aule degli atenei la loro ortodossia progressista e da destra dai politici degli Stati conservatori che impongono limiti all'insegnamento nei college pubblici (con le violazioni punibili penalmente).

Mentre nelle grandi univerità private, costosissime e ormai divenute strutture con patrimoni di decine di miliardi di dollari, pesano sempre di più i ricchi finanziatori capaci di modificare un orientamento accademico semplicemente minacciando di ritirare il loro sostegno.  Gli scontri nei campus per la guerra a Gaza, le accuse di antisemitismo, le occupazioni in decine di atenei, gli interventi della polizia in assetto di guerra per sgomberare gli occupanti, fino all'intervento del presidente Biden a difesa della libertà  di manifestare pacificamente, ma in un clima di law and order di rispetto della legalità, sono stati il detontore di un conflitto, una guerra culturale fredda, che da tempo ha cominciato a compromettere i caratteri essenziali dell'università americana: l'indipendenza dell'insegnamento e l'assoluta libertà nella circolazione delle idee.   Vari Stati conservatori, dalla Florida al Nebraska, hanno varato leggi che vietano certi tipi di insegnamento in materia di razzismo, sesso, identità. Altri, come il Texas, hanno azzerato il sostegno ai programmi miranti all'astensione del diritto allo studio secondo i principi DEI (diversity, equity, inclusion, non c'è bisogno di traduzione).. Una norma sulla base della quale l'università texana di Austin, una delle più progressiste d'America, qualche giorno fa ha licenziato 60 dipendenti che lavoravano ai programmi di inclusione degli studenti di minoranze etniche o anche sessuali.  Ci sono, però, anche docenti che si ribellano al radicalismo degli studenti che impediscono di dare la parola ad esponenti di destra e, come si è visto nel caso delle accuse di antisemitismo mosse dai finanziatori ebrei di Columbia e altre università, è forte il peso su rettori e consigli di istituto di sostenitori munifici ed ex alunni (indipendentemente dalla fondatezza dei loro rilievi). Vincoli pesanti perchè alcune accademie ormai amministrano fondi d'investimento che le fanno diventare protagoniste anche a Wall Street con gli studenti che si ribellano quando investono in società del petrolio o della difesa. E, ora, in quelle che hanno rapporti con Israele. Basti pensare ad Harvard, proprietaria di un fondo che investe oltre 50 miliardi di dollari. Il complesso delle accademie private americane ha fondi per 840 miliardi di dollari, quasi metà del Pil italiano.  Così, in campus nei quali anno dopo anno sono scresciusti in modo esponenziale i costi per spese spesso insensate come la costruzione di nuovi padiglioni, biblioteche, teatri, aree ricreative affidate agli architetti più celebri (e costosi) del mondo, si è spesso sviluppata, senza trovare argini adeguati, anche l'intolleranza per pensieri diversi da quelli dell'ortodossia di sinistra..-   Una situazione sempre più insostenibile, denunciata anche da molti docenti progressisti che ha creato molto malessere anche a sinistra ed ha aperto un'autostrada ai governatori e ai parlamenti degli Stati conservatori che hanno trovato ampio consenso per le loro politiche illiberali.  Anche perchè, col clima di polarizzazione della politica americana che si sta trasferendo anche nel mondo accademico, lo stesso concetto di libertà d'insegnamento è diventato molto scivoloso. Basti pensare che un altro Stato conservatore, l'Indiana, ha appena varato una legge apparentemente opposta a quella degli Stati di destra: anzichè vietare certi insegnamenti, obbliga le università a promuovere la "diversità intellettuale", ponendo gli studenti davanti alla più ampia gamma di punti di vista possibile. principio apparentemente ecumenico, dietro il quale molti docenti sospettano si celi l'intento di impedire loro di scegliere argomenti e taglio da dare ai loro corsi, fino a punirli se non mettono sullo stesso piano idee contrapposte. anche quelle che ritengono buone o cattive e perfino le teorie cospirative.

Strattonati da destra e da sinistra gli accademici che cercano di difendere i vecchi principi di equilibrio, indipendenza basata su solide basi scientifiche, non interferenza della politica e del grande capitale, cercano di reagire.  Difficile in un clima, come quello di oggi, di sfiducia in tutte le istituzioni, mentre anche la scienza soffre del vento dello scetticismo. Un anno fa ad Harvard è nato il m<consiglio per la difesa della libertà accademica promosso da figure come Larry Summers e Steven Pinker, al quale aderiscono ormai oltre 130 professori. Yale ed altre accademie stanno seguendo lo stesso percorso. Per ora con risultati modesti, visto il caos crescente che spacca anche il corpo docente.


Lucianone

giovedì 2 maggio 2024

Società & politica / Italia - 25 aprile: Le frasi senza passione della premier Meloni

 2 maggio '24 - giovedì                                 2nd May / Thursday                            visione post - 15

(da "La Stampa" - 26 aprile '24 - da Il Taccuino / Marcello Sorgi)

Quelle frasi senza passione della premier

Chi aspettava Meloni il 25 aprile per vedere se avrebbe compiuto un passo o un passettino in avanti  sul cammino del riconoscimento dei valori dell'antifascismo anche quest'anno è rimasto deluso. La premier in un post su Instagram si è limitata al minimo sindacale, a osservare che "la fine del fascismo pose le basi per il ritorno alla democrazia" e a ribadire l'impegno "contro tutti i totalitarismi di ieri e oggi: constatazioni ovvie e prive di qualsiasi forma di passione. Specie se si considera il tenore del discorso del Capo dello Stato nella stessa giornata, la sottolineatura delle reponsabilità del Fascismo nel disastro del 1943- '45, e non solo per l'incapacità di Mussolini e quelli che gli stavano attorno:....

Continua... to be continued...  

martedì 30 aprile 2024

Società - Italia / I pro-vita nei consultori - INTERVISTA al primario Alessandra Kustermann

 30 aprile '24 - mercoledì                            30th April / Wednesday                              visione post - 42

(da "La Stampa" - 26 aprile '24 /venerdì -  di Nadia Ferrigo - Milano)

"ll numero delle interruzioni volontarie di gravidanza in Italia è basso, tra i più bassi d'Europa, e in costante diminuzione. Se la destra fosse onesta dovrebbe ammettere che portare le associazioni pro-vita nei consultori è solo un inutile atto di crudeltà.".  alessandra Kustermann, prima donna primario della Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano , fondatrice del Soccorso Violenza Sessuale e Domestica, ragiona di legge 194 e consultori, meglio quel che ne resta dopo decenni di una poco lungimirante "cura dimagrante".

Intervista  -  

Nadia Ferrigo:  La vulgata è andare in soccorso  di "migliaia e migliaia di donne, sole e isolate, che aspettano questi aiuti", come ha detto l'associazione pro Vita e Famiglia. Ma quali sono gli "aiuti" che potrebbero far cambiare idea?. 

Alessandra Kustermann: "Partiamo dai dati del ministero della Salute. Il ricorso  all'interruzione di gravidanza nel 2021 è diminuito in tutte le classi di età, in particolare tra le più giovani.   I tassi di abortività più elevati restano tra i 25 e i 34 anni. L'età media delle donne al parto nel 1975 era 23, oggi è appunto di 34: si è ristretto l'arco di tempo in cui la donna sceglie di diventare madre. In passato abortivano le donne con almeno due figli, già in una relazione di coppia. oggi aumenta il numero di donne  che non hanno ancora figli e non sono in una relazione stabile. Allora è qui che bisogna lavorare, sulle loro paure, se si vuole capire perchè succede. Se hanno deciso di non essere pronte, se le loro motivazioni sono forti, è impossibile far loro cambiare idea. Nessuna pensa di abortire un grumo di cellule, pensare che qualcuno ce lo debba spiegare è un insulto alla nostra intelligenza. Alle ragazze di oggi per non essere terrorizzate all'idea di avere un figlio serve ben altro che la promessa di 200 euro al mese per un anno".

N. Ferrigo: E che serve?

A. Kustermann: "Nelle grandi città, come Milano, per l'affitto di un monolocale ci vuole uno stipendio.Alle giovani coppie per decidere di mettere su famiglia sarebbe molto utile, prima di tutto, una casa.  Altra questione, quando la maternità obbligatoria, se ce l'hai, è finita, il bimbo ha tre mesi e tu devi tornare al lavoro, che fai?  Se la destra al governo volesse davvero aumentare la natalità, la soluzione è una e una sola: l'uguaglianza, la vera uguaglianza , tra uomini e donne. Se dopo tre mesi dal parto devo tornare al lavoro, chi sta a casa con il neonato? La baby sitter che non mi posso permettere, la nonna che ancora lavora? Perchè dopo i cinque mesi obbligtori per la donna non iniziano i cinque mesi obbligatori e pagati per il padre, la persona più adatta a badare al proprio figlio?  Un colloquio per esplorare le motivazioni di una decisione così difficile nei consultori già si fa. Ma non è in quella sede che si costruiscono le soluzioni".  -   

N. Ferrigo - Tutto quello che chiedono le donne di oggi , per esempio asili e congedi paritari, non c'era allora e non c'è nemmeno oggi. Che si fa?

A. Kustermann: "Sono molto sfiduciata. La sinistra ha governato, a lungo, eppure un congedo obbligatorio e paritario sul lavoro non si è mai visto. Era sempre inessenziale, un lusso che figurati, non ci possiamo mai permettere.       Ma guarda caso, destra o sinistra, la maggioranza del Parlamento  è sempre stata composta da uomini. Questa può essere una buona spiegazione : non gli conviene nè gli interessa. Nella mia lunga esperienza , nemmeno nei casi più illuminati e volenterosi, ho visto un carico di lavoro che sta davvero a metà nella coppia. Con i figli ci stanno ancora di più le donne, non si discute".

N. Ferrigo - Sarà  mica per questo che ogni volta che si fa notare la croniva mancanza di donne, come per esempio nel salotto di Bruno Vespa, si dice che le donne non si trovano?  Tutte a casa a badare ai bimbi?

A. Kustermann: "Me ne vengono in mente un'infinità di donne che avrebbero avuto  pieno titolo di parlare di corpo delle donne. Che le donne non si vedono perchè sono indisponibili è una bugia". 

N. Ferrigo - Sono sempre di più le donne che scelgono l'egg freezing, la crioconservazione in laboratorio con il congelamento degli ovociti. Può essere unbuon tentativo di governare qualche cosa di poco governabile per definizione?

A. Kustermann: "Mi sembra una buona idea quando si hanno 34, 35 anni e si sa di volere un figlio, ma non è possibile perchè non ci si trova ancora nella relazione considerata 'giusta'. Crescere un figlio nel nostro Paese è molto difficile per tutto quello che abbiamo detto, da sola fa ancora più paura. Fertilità e business non vanno quasi mai particolarmente d'accordo". 

Lucianone

domenica 21 aprile 2024

Notiziario - dalla stampa - ITALIA.

 21 aprile 2024 - domenica                                 21st April / Sunday                           visione post - 19


 da "Corriere della Sera" -

Il caso del testo di Antonio Scurati sul 25 Aprile

 Testo censurato in Rai (su Rai3) / Insorge l'opposizione La  Rai censura Scurati  7 Attacco alla libertà di parola. l'Azienda blocca il monologo sul 25 aprile per la trasmissione su Rai3, accampando scuse economiche. Ma un documento svela:  è una "scelta editoriale" / duro scontro tra la premier e lo scrittore / Ma lei pubblica il testo oncriminato e accusa. -      Lui replica:  subisco violenza. E insorgono gli intellettuali: ora è troppo.  -        La segretaria del Pd Elly Schlein: "Questa televisione è il megafono del potere, non è più servizio pubblico"  -  Giorgia Meloni: "Non chiederò la censura di nessuno neanche di chi pensa  che si debba pagare la propria propaganda contro il governo con i soldi dei cittadini (1.800 euro per un minuto di monologo)   /         Antonio Scurati: "Quanto lei afferma, è falso sia sul compenso sia sull'entitò dell'impegno. Questa, gentile Presidente, è violenza: il prezzo che devo pagare oggi in Italia per aver espresso il mio pensiero"   

Lucianone

martedì 16 aprile 2024

Riflessioni - Gli ultras della curva Lepanto

 16 aprile '24 - martedì                                  16 April / Tuesday                                visione post - 16

(da la Repubblica - 12 aprile '24 -  l'Amaca  di Michele Serra)

Gli ultras della curva Lepanto

Sentire in televisione una europarlamentare leghista che, infastidita dalle celebrazioni del Ramadan in Italia, rivendica la battaglia di lepanto come baluardo della cristianità, è certamente ridicolo. Ma è anche desolante, perchè la religione come movente di guerra, in Occidente, è un ordigno ideologico che ha fatto strage per generazioni, ma per fortuna è remoto nel tempo; e vederlo maneggiare da una nostra contemporanea, anche se culturalmente non consapevole di quello che sta dicendo, come se fosse una cerbottana, un giochetto propagandistico tra ultras, mette tristezza.  -  A quella parte fanatica e minoritaria dell'Islam che chiama gli occidentali "crociati", non parrà vero avere trovato una sponda politica delle nostre parti. I nostri neocrociati, per altro sprovvisti di investitura religiosa (questo papa li prenderebbe volentieri a sberle, ma non può farlo per ragioni d'ufficio) non solo niente sanno della Costituzione, che recide alla base ogni possibile appiglio politico e giuridico a chi fa leva sulle diffrenze di fede; nè del Cristianesimo che è emancipato dal proprio integralismo e pratica e ptaica il dialogo interreligioso come valore evangelico: ma nemmeno capiscono - e dal loro punto di vista è perfino più grave - che il solo vero vantaggio rispetto a buona parte dei paesi islamici, in Europa, è la laicità dello stato; è su questo che noi europei possiamo fare legittima leva come elemento di modernità e di libertà rispetto a ciò che ci appare arcaico (la religione come cemento istituzionale)..   Quelli che strillano "Lepanto!" sperperano in una sola battuta il solo vero bonus guadagnato nei secoli dagli europei. Che il loro Dio li protegga da se stessi, ammesso che abbia tempo da perdere.

Lucianone


giovedì 11 aprile 2024

Sport - calcio / Serie A - 31^ giornata

 10 aprile '24 - giovedì                                  10th April / Thursday                            visione post - 28

risultati delle partite

Salernitana - Sassuolo  2 - 2  Milan - Lecce  3 - 0

Roma - Lazio  1 - 0   Empoli - Torino  3 - 2

Frosinone - Bolog na   0 - 0

Monza - Napoli  2 - 4   Cagliari - Atalanta  2 - 1

H. Verona - Genoa   1 - 2  

Juventus - Fiorentina  1 - 0

Udinese - Inter   1 - 2

Classifica 

INTER   82  7 Milan   68  /  Juventus   62  /  Bologna   58  /  Roma   55  /  Atalanta   50  /  Napoli   48   Lazio   46  /  Torino   44  /  Fiorentina   43  /  Monza   42  /  Genoa   38  /  Cagliari   30  /  Lecce  29   Udinese, Empoli   28  /  Verona   27  /  Frosinone   26  /  Sassuolo   25  /  Salernitana   15

Il Commentone

Per l'Inter la partita scudetto è quasi-chiusa. Per tante altre formazioni, soprattutto  nelle ultime sette posizioni di clasifica (escluse Salernitana e Genoa) tutto è ancora aperto e possibile, e quindi lotta spietata sia. E anche per le posizioni di Champions si deve ancora sudare un pò, almeno per due o tre squadre e non di più. Sette sono le squadre coinvolte ancora sulla strada della salvezza, raramente è successo in passato. Ma è anche questa lotta per non retrocedere che rende più avvincente il torneo della A. Per ora la squadra quasi del tutto sicura di avere vinto il campionato è l'Inter e per dire di averlo stravinto, con lo stemma sul petto, c'è da aspettare almeno le prossime due, tre partite, e non oltre.


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martedì 9 aprile 2024

SOCIETA" - Italia / attualità - UNIVERSITA': le mobilitazioni pro Palestina e anti Israele - Un mio commento

 9 aprile '24 - martedì                                          9th April / Tuesday                              vsione pot - 17

-  L'Occidente è in grave crisi dì identità e le due guerre Russia-Ucraina e Israele-Gaza accentuano la crisi   

- Gli studenti universitari italiani ebrei hanno paura: nove su dieci sentono il bisogno di nascondersi

- Ateneo di Torino - gli studenti universitari antiIsraele: "Ma non chiamateci antisemiti"

- Areneo Federico II a Napoli: occupato il rettorato dagli studenti proPalestina e scontri in piazza :

- E poi, ecco la Sapienza di Roma: è divisa in due, tra i moderati e i duri. Ma la protesta cresce e tutti      insieme dicono: "Basta silenzio su Gaza". - E dappertutto si fanno sentire i collettivi che dicono ma più spesso proclamano: "Stop accordi di scambio con Israele".

... Alla Sapienza s'incontrano due anime (o forse molte più).  Mentre la vita universitaria scorre, c'é un fronte partecipe e vivace che sta provando a dar voce al conflitto, unito dalla condanna alla "brutale violenza"di hamas ma preoccupato dal destino di Gaza.. Si legge, ad esempio, in un appello applaudito dai collettivi e firmato da 100 docenti che reclamano l'impegno della comunità accademica per "l'immediato cessate il fuoco l'adozione di una risoluzione di solidarietà per Gaza e tutte le vittime civili, l'apertura di una discussione pubblica nell'ateneo per la cooperazione con le università palestinesi e il disinvestimento da società che finanziano l'occupazione illegale di territori da parte di Israele", ma anche "la garanzia della libertà di parola e del diritto di tutti al dibattito e alla riflessione critica".  E cè poi un'ala più radicale che ha la sua avanguardia in Cambiare rotta, l'organizzazione giovanile comunista legata a Potere al popolo e alla Rete dei comunisti, che in tutta Italia guida la galassia dei ribelli composta da un altro paio di sigle. Sono quelli che scendono in strada con le associazioni pro Palestina, che occupano le facoltà, che irrompono a lezione, che contestano i rettori, che si scontrano con la Digos. -  Federico è uno di loro, ha 30 anni, studia filosofia, arriva da Piazzale Aldo Moro distribuendo i volantini con sopra scritto: "Da Torino a Bari, blocchiamo il bando Maeci Italia-israele". "Siamo antimilitaristi", dice. Parla di "genocidio", di "apartheid", di "Palestina come prigioen a cielo aperto". Poi sul futuro in Medio oriente aggiunge: "Tutti vorremmo la convivenza pacifica ma ora non possono esserci più due popoli e due Stati. Ci può essere uno Stato con due popoli, ma non può essere lo Stato d'Israele cvhe viola e risoluzioni dell'Onu e ha ucciso più di 30 mila persone. Noi sentiamo di schierarci senza ambiguità".  L'ambiguià, secondo loro, sarebbe 2quella dell'università che si nasconde dietro al pacifismo mentre fa accordi con la marina militare, con leonardo, con la Nato con le università israeliane che collaborano alla guerra in corso dal punto di vista pratico  e ideologico". E Hamas? "Non hanno il nostro sostegno, io non giustifico il 7 ottobre - dice Federico - ma non posso giudicare, non ne ho il diritto. Però sto con la resistenza e l'autodeterminazione del popolo palestinese". anche dagli altri collettivi le risposte si fanno più sfuggenti: "La Palestina deve essere libera", dice Nabou, "L'occupazione deve finire, ma come Coordinamento dei collettivi non abbiamo una posizione unitaria e preferiamo non rispondere", spiegano Matilde e Michele, lei a Filosofia, lui a Sciense Politiche. certo,"le vittime civili sono tutte uguali, ma non è nostro compito portare fiori o lutto, noi siamo studenti, quindi chiediamo alla nostra istituzione lo stop a una tragedia umanitaria e a forme di collaborazione con la guerra".  La rettrice Antonella Polimeni ha spiegato più volte che è disposta al dialogo con chi siede negli organi accademici e rappresenta gli studenti, non a una minoranza di collettivi. Dietro gli striscioni erano 3-400 , lo zoccolo duro, un granello di sabbia dentro l''ateneo più grande d'Europa con i suoi 122mila studenti. "siamo pochi, è vero - ammette Nabou - ma molti hanno paura. Noi abbiamo il coraggio di esprimerci". Se li si chiama  intolleranti o violenti però si arrabbiano.


Commento

Le Università dei giovani studenti si risvegliano negli Stati Uniti e in Italia. Era forse dagli anni '60 e '70 che non avvenivano mobilitazioni contro una guerra del massacro e pro una popolazione, quella palestinese, vessata, calpestata, martoriata. Sì, d'accordo c'è stato anche Hamas e is uoi metodi terroristi che hanno portato (quasi) parimenti distruzione di famiglie ebraiche e di giovani ebrei colti di sorpresa e ammazzati e anzi trucidati c on assalti cruenti. Ciò che è vero à vero. e il 7 ottobre è ì a dimostrarlo. ma il "mostro" Hamas non è nato per caso, purtroppo.

 Continua...  to be continued...: 

             

giovedì 28 marzo 2024

Sport / SCI - L'intervista / Deborah Compagnoni

 28 marzo '24 - giovedì                                 28th March / Thursday                         visione post - 21

(da La Stampa - 16 dicembre '23 - di Daniela Cotto)

Brignone ha una sensibilità unica / Isolarsi le ha regalato serenità

Sarà per sempre la regina delle nevi, con i suoi tre ori vinti in tre differenti edizioni delle Olimpiadi invernali. Oggi Deborah Compagnoni, Ambassador della Fondazione Milano Cortina 2026, si dedica  con passione ai mille impegni della sua nuova vita da Imprenditrice nel campo della moda per lo sci e l'outdoor (ieri era a Bansko, in Bulgaria, con con marc Girardelli per l'inaugurazione di un nuovo impianto).  Ma non ha staccato la spina, segue ogni appuntamento di Coppa del mondo e ammira le sue eredi. federica brignone e Sofia Goggia, le stelle che trascinano l'Italia dello sci a corto di fuoriclasse tra gli uomini, oggi tornano in pista nella discesa di Val d'Isère.

Daniela Cotto: "Ha visto le stelle della Nazionale? Se le aspettava così forti? " 

D. Compagnoni: "Federica è stata bravissima con la doppietta centrata in Canada nella nebbia. Non tanto perchè era indietro nella prima manche ma perchè è stata coraggiosa nella difficoltà.   Quando non vedi tanto e vinci vuol dire che hai una sensibilità che agli altri manca. Dal mio punto di vista è la più forte in gigante. Ho visto bene anche Marta Bassino. Sono sicura che il podio arriverà, sta sciando bene. E Sofia Goggia è una certezza nella velocità". 

D. Cotto: "Che cosa ha in più la Brignone rispetto agli anni scorsi?"

D. Compagnoni: "Ho assistito alla sua crescita, è migliorata tantissimo. La prima cosa che si nota è la sicurezza, legata al suo nuovo stato d'animo. nelle difficoltà ha trovato coraggio. Ora Federica è più sicura di se stessa. la scelta  di essere seguita da suo fratello, Davide, è stata vincente. Questo le dà una dimensione familiare che le trasmette serenità, quello di cui aveva bisogno".

D. Cotto: "La sente durante la Coppa?"

D. Compagnoni: "Le scrivo, le mando messaggi e complimenti ma non mi intrometto più di tanto. Perchè so che durante la stagione gli sciatori vivono lontano dalla realtà. O meglio la loro quotidianità non ha nulla a che fare con quella di una persona diciamo 'normale'. Ed è giusto così, perchè gli atleti non devono pensare ad altro.. E il compito dello staff che ti segue è quello di isolarti. Meno persone vedi più sei libero di mente, più energie hai e meglio scii.. Come sta succedendo a Federica".

D. Cotto: "La sua opinione sullo squadrone rosa?"

D. Compagnoni: "Intanto, devo fare i complimenti a tutte.  So quanto impegno e quanta fatica ci sia dietro ai risultati. E in generale fanno bene allo sci e a tutto lo sport".

D. Cotto: "Cosa è cambiato nello sci di oggi rispetto a quando gareggiava lei?"

D. Compagnoni. "Purtroppo, questo sport che ha le sue radici tra la gente di montagna è diventato d'élite e carissimo rispetto a quando ero bambina. Ed è un peccato. Per questo motivo ho creato  la mia collezione Altavia, portando la mia esperienza sia a livello tecnico - dopo tanti anni di agonismo - sia a livello stilistico per chi, come me, pratica con piacere lo sci alpino e lo sci alpinismo, disciplina che diventerà olimpica nelle prossime Olimpiadi Milano Cortina 2026".

D. Cotto: Qual è la filosofia che l'ha guidata nella creazione?"

D. Compagnoni. "Quella di abbassare i prezzi e di risponbdere a elevati requisiti tecnici.  Inoltre Altavia per me è un nome evocativo, perchè la mia famiglia vanta generazioni di guide alpine. Ed è propeio dal nome del primo dei grandi percorsi dolomitici - Alta Via n. 1, detta la classica - che prende il nome la collezione".

D. Cotto: "Ci racconta della sua ultima passione sportiva, lo sci alpinismo?".

D. Compagnoni. "E' un modo di stare in montagna e di scendere da pendii che raggiungi con le tue forze. Un mondo parallelo a quello dello sci alpino clasico. Lì invece sei in solitaria e c'è questa relazione molto speciale con la neve e con la natura".

D. Cotto: "Torniamo alle Olimpiadi di Milano - Cortina. Sarà una svolta per il mondo della neve e del ghiaccio?".

D. Compagnoni: "I Giochi del '26 saranno l'occasione per rilanciare gli sport invernali".




Lucianone

venerdì 22 marzo 2024

Ultime notizie - Esteri

 22 marzo 2024 - venerdì                             22nd March / Friday                            visione post - 21

MoscaATTENTATO

Strage nella sala da concerto a Mosca (periferia)  / Almeno 40 morti e 100 feriti, tra cui anche bambini. Avvenuto questa sera dopo le 19.  L' Isis rivendica l'attentato 

Un commando armato di almeno quattro/cinque uomini in mimetica ha aperto il fuoco nella sala da concerto Crocus City Hall, periferia di Mosca. Secondo i media, nell’attentato almeno 40 persone sono state uccise e oltre 100 ferite, tra loro anche bambini. Tajani: «Non abbiamo segnalazioni di italiani coinvolti». Allerta in tutta la Russia / l'Isis rivendica l'attentato.



Lucianone