sabato 19 settembre 2020

Cultura - Colonialismi: l'eredità inquieta della negritudine

 19 settembre '20 - sabato                         19th September / Saturday                    visione post - 4

(da il manifesto - 8 luglio '20 - culture / di Paolo Vittoria)

Dopo il caso Floyd ci si deve augurare che crescano non solo le
mobilitazioni, ma anche lo studio epistemologico, cercando nella
conoscenza e nella cultura gli strumenti di lotta

Mentre Donald Trump si arrocca dietro all'ennesimo muro costruito  a protezione della sua
incapacità politica, la brutale violenza razzista negli Usa continua a lasciar segni indelebili
nei settori più emarginati. Le discriminazioni razziali trovano parte del proprio consenso in
un'epistemologia di carattere eurocentrico e coloniale.  In molti  saranno stati obbligati  ad 
imparare a scuola i nomi delle caravelle e  la biografia di Cristoforo Colombo, senza capir
nulla del genocidio  e dello sfruttamento sistematico che ha dato vita alla società moderna,
da cui prende piede lo squilibrio sociale che ancora viviamo e soffriamo.
E anche nei libri scolastici  di alcuni Paesi dell'America Latina, si trasmette la conoscenza
in forma eurocentrica, narrata mediante la falsa voce dei colonizzatori: una giustificazione 
silenziosa del razzismo, un consenso occulto alla sua ideologia. Non è un caso  che  tra le
statue a cadere nelle proteste degli stati Uniti ci sia stata proprio quella di Colombo.
Felix Valdés Garcia, attivista e studioso dei movimenti antirazzisti nei Caraibi, ricercatore
dell'Instituto de Filosofia dell'Avana, invita a riflettere sugli elementi cruciali di un'episte-
mologia coloniale, eurocentrica che, negando o distorcendo le identità culturali delle popo-
lazioni emarginate banalizza secoli di sfruttamento, schiavitù e violenza finendo col giusti-
ficare culturalmente il razzismo .  "Nelle isole dei Caraibi - spiega lo studioso - a soli tren-
t'anni dallo sbarco (di Colombo), si è verificata una catastrofe demografica che ha stermi-
nato la popolazione Arahuacan a causa del vaiolo, delle malattie veneree, dello sfruttamen-
to del lavoro, dell'abbandono forzato  delle precedenti condizioni  di vita comunitaria, ma 
anche per i numerosi casi di suicidio e in conseguenza della violenta reazione della cimar-
ronaje, la resistenza al sistema coloniale. A causa di tutto ciò, perì tra l'80 o il 90 per cen-
to dei nativi". -  Eppure in alcuni libri di storia si leggono ancora descrizioni folkloristiche
e caricaturali dei colonizzati e addirittura esaltate agiografie dei colonizzatori.   La pagina
drammatica del genocidio di popolazioni inermi viene "digerita" con la definizione di "Con-
quista delle Americhe".  Al riguardo, ricorda Valdés Garcia, "non so quanto  sia conosciuto
qui a Cuba l'atto di disobbedienza civile compiuto da Bartolomé Las Casas.  Il suo fu un ge-
sto di insubordinazione, di critica radicale all'impostazione coloniale e razzista della conqui-
sta contro il massacro dei popoli Taino delle isole di Hispaniola e Cuba. Rinunciando pubbli-
camente al suo dipartimento di "indios" - in base al sistema dell'encomienda la popolazione
nativa di uno o più villaggi era affidata a un colono spagnolo, ndr - mise fine alla complicità 
con la conquista, riconoscendo di aver assistito  ad atti di estrema violenza, incendi, assassi-
nii.  Il suo gesto ci dice che il potere e l'interesse dominano mediante la falsa idea di "razza"
che è il più efficace strumento  di violenza e classificazione sociale  inventato  negli ultimi
500 anni".  "Ma - aggiunge Valdés Garcia - c'è una storia dietro questa classificaziobne, ed
è che una volta giunti i colonizzatori, le popolazioni locali hanno smesso di essere se stesse
per diventare 'indios'. Una volta saliti sulla nave, uomini e donne  hanno smesso  di essere
qualcuno per diventare 'negri', Non provenivano più da un luogo, da una comunità, da una
cultura, ma erano ridotti a un'astrazione che sussiste fino ad oggi".
Questo vuol dire che lo stereotipo in sè è utile al processo di assoggettamento e sfruttamento
economico e del lavoro, ed andrebbe compreso il nesso tra il sistema di produzione e le rela-
zioni sociali e culturali.  In Europa  si utilizza difficilmente  l'espressione "negro", a riprova
di una nebbia fitta di ipocrisia che offusca un processo storico, un'epistemologia - quella del-
la "negritudine" - caratterizzata da colonizzazione, schiavitù ma anche emancipazione cultu-
rale. Un modo per occultare i meccanismi politici e culturali dei conflitti sociali. "Diversi in-
tellettuali e attivisti - sottolinea il ricercatore cubano - ci hanno permesso di conoscere e com-
prendere il concetto di negritudine, come quelli di indigenismo, transculturazione, alienazione
per il colore della pelle, mimesi del colonizzato, creolizzazione, razzismo epistemico. Pensia-
mo a Fernando Ortiz, Nicolàs Guillén, C.I.R. James, Aimé Césaire, Frantz Fanon, Walter Rod-
ney, Sylvia Winter, Michel Rolph-Trouillot.  Oltre a rendere visibile l'invisibile, il concetto di
negritudine distingue un'altra realtà, quella che viene lasciata ai margini, non vista dalle verit-
tà e dagli assiomi imposti dal dominio egemonico. La questione  è scomoda  perchè  porta  a 
rotture epistemiche che  dalla denuncia del fatto in sè (come il caso di George Floyd), passa-
no alla teoria politica, alla filosofia, alla riscrittura della storia in senso critico. Un intellettua-
le haitiano, Antenor Firmin, afferma che non dovrebbero esserci disuguaglianze tra le razze
umane, semplicemente perchè esse non esistono. Anche José Martì affermava che non ci so-
no razze. che si tratta di un'invenzione funzionale all'assoggettamento.
Proprio il grande pensatore e rivoluzionario cubano in Nuestra America si batteva per una 
società aperta, accogliente, indipendente, multiculturale mediante un'educazione popolare
che includesse tutte le classi sociali e costruisse la sua epistemologia a partire di più emar-
ginati, i colonizzati. "José Martì - aggiunge Valdés Garcìa - conosceva bene l'orrore della
schiavitù a Cuba". Da bambino tremava davanti a uno schiavo morto, appeso a un albero 
tra le montagne, e giurò di lavare questo crimine con la sua vita. Gli era chiaro che sareb-
be stata l'indipendenza dell'isola a portare gli schiavi fuori dall'invisibilità. Poi la Rivolu-
zione del '59, erede del suo pensiero, ha concesso a tutti legalmente le stesse condizioni
e opportunità. Anche se bisogna stare attenti perchè le idee e i giudizi razzisti posssono
essere latenti nelle società che provengono dalla schiavitù: Martì stesso riconosceva che
ciò che viene risolto dalle leggi può restare nelle coscienze. 
Ancora una volta emerge la questione culturale: l'educazione, la scuola, l'università so-
no strumenti indispensabili perchè raggiungono le coscienze, senza cui le leggi stesse
non hanno senso.  "Proprio per questo  il Che nel 1960, dopo  aver ricevuto  l'honoris 
causa dalla Facoltà di Pedagogia dell'Ateneo Central del las Villas di Santa Clara, di-
fendeva l'idea di un'università che si dipingesse di nero, mulatto, che fosse popolata
da operai e contadini". Un annuncio che non è chiaro se si sia tradotto o meno in real-
tà, se Cuba sia effettivamente libera dal razzismo.  "In parte. - replica Felix Valdès Garcìa -
Ci sono ancora forme velate di razzismo dovute a secoli di schiavismo ed esclusione, all'e-
redità di un processo di destrutturazione, di possesso materiale.   Molti  discendenti  degli 
schiavi continuano  a vivere nelle periferie  e  a fare i lavori più umili. Devo  dire  che  si
menziona poco il successo paradigmatico della rivoluzione haitiana e l'azione e il pensie-
ro di Tussaint de Louverture, che hanno posto fine al regime di schiavitù negra e al siste-
ma coloniale francese , costituendo la  prima Repubblica indipendente dell'America Lati-
na. La costituzione che fu promulgata nel 1801 è stato il primo grande testo anticoloniale,
antischiavista e amancipatore scritto da soggetti fino a quel momento soggiogati e ridotti
in schiavitù. Eppure si tratta di una vicenda che nella storia ufficiale è spesso ignorata".
 Anche i casi di violenza razzista a cui stiamo assistendo negli Usa ci dicono che c'è an-
ra molto cammino da fare e non solo a livello politico. Come suggerisce Valdés Garcìa.
"George Floyd è stato soffocato perchè era negro. Una banconota da 20 dollari, che si
sospettava falsa, è stato il pretesto per la sua morte. Come ha detto suo fratello, la vita
di un negro vale meno di tale somma irrisoria. E' orribile che sia accaduto nel XXI se-
colo e in un Paese leader per lo sviluppo economico e tecnologico  ma così povero se 
si guarda a quante coscienze sono sono preda di convinzioni inammissibili. Non ci si
deve augurare soltanto che la denuncia  e  le mobilitazioni contro i crimini razziali si
estendano e trovino ancora maggiore sostegno, ma che si approfondisca lo studio e si
moltiplichino i dibattiti sul tema dal punto di vista epistemologico, cercando nella co-
noscenza e nella cultura  gli strumenti politici  di lotta al razzismo  che vadano  oltre 
ogni forma di banalizzazione e silenziamento, spesso perpetuati in base a una conce-
zione coloniale della storia e del pensiero. 

Lucianone

venerdì 18 settembre 2020

Nuove riflessioni Del Venerdì - I negazionisti del Covid19 e gli assassini di Willy Monteiro

 18 settembre '20 - venerdì                            18th September / Friday                       visione post - 5

Da "Tutto andrà bene" e "Andrà tutto bene" con tanto di bandiere tricolori e canzoni consolatorie sui
balconi durante il lockdown, si è passati - alla fine del lockdown - alle manifestazioni-assembramenti
(senza mascherine e distanziamenti) nelle piazze al grido e alle grida sguaiate  di negazionismo  del
Covid19. Da marzo a fine agosto, nel giro dunque di 5 mesi buoni, se ne son viste di tutti i colori da
parte di tanti nostri concittadini italiani. D'accordo che alla base di tutto c'è stata, ma c'è tuttora, una
PAURA montante per questa epidemia che ha a m m a z z a t o migliaia  e  migliaia  di  persone  in 
tutto il mondo, e le reazioni a tale paura, spesso vero e proprio terrore, sono state (e sono ancora) di- versificate, spesso contrapposte.  Chi si vuole riparare  da questo virus  con mascherina, distanza e
lavaggio mani costante, chi pur credendo nella sua pericolosità lo affronta spavaldo senza protezio-
ne, distanza e pulizia necessaria, chi ci crede poco o niente perchè all'inizio, almeno, lo ha vissuto
da lontano e non ne ha toccato con mano (morte di familiari) la sua reale letalità e si è comportato
come il famoso San Tommaso, ma poi ha dovuto ricredersi quando si è avvicinato alla sua casa. 
Ma ecco che alla fine, quando il lockdown si sta per concludere e si attendono i risultati positivi -
come in parte in seguito si dimostreranno ed effettivamente si avranno - dei sacrifici fatti perchè
in buona parte imposti dalle regole del governo e degli scienziati, arrivano loro cioè i negazioni-
sti di professione, quelli che vengono a negare non solo l'evidenza del virus, ma la sua stessa esi-
stenza.

CONTINUA...
to be continued...

venerdì 4 settembre 2020

LETTERE - Essere single ai tempi della pandemia: dimenticati? Certamente sì.

 4 settembre '20 - venerdì                            4th September / Friday                       visione post - 5

(da la Repubblica - 12 giugno '20 - Invece Concita / di Concita De Gregorio)

DIMENTICATO CHI STA DA SOLO
(lettera - scritta a C. De Gregorio - di Vera D'Amico, ricercatrice di sismologia, 49 anni, fiorentina)
"Una famiglia su tre nell'Italia del 2020 è single, ovvero unipersonale, cioè costituita da una
persona che vive sola. E la percentuale è in costante aumento da anni. Single di ogni età. per 
scelta, per necessità o. più semplicemente, per le circostanze della vita.  Ma nella narrazione 
di questi mesi che stanno segnando l'esistenza di tutti, un terzo delle famiglie italiane, proprio
quelle più fragili in quanto solitarie (spesso non per scelta) sono state cancellate.    Non se n'e
parlato sui giornali (neppure nelle sezioni di approfondimento), non se n'è parlato nei talk show
(neppure in quelli meno sensazionalisti), per non parlare delle trasmissioni di intrattenimento,
dove la "quarantena" (non quella vera, toccata solo a chi è stato colpito dal virus e ai suoi fami-
liari) è stata narrata quasi come un gioco, spesso da celebrità costrette in case tanto grandi quan-
to affollate, con imbarazzo della scelta sia di luoghi (interni ed esterni) che di compagnia.
E neppure la voce più attenta alle sofferenze dell'anima si è rivolta a quei milioni di persone sole
che non potevano certo trovare conforto in "abbracci e carezze a figli e familiari", in quei "picco-
li gesti" da riscoprire in casa. E tra i single, è bene ricordarlo, ci sono tanti che si sono ritrovati a
esserlo dopo aver subito abbandoni dolorosi, per scelte altrui o per lutti. Milioni di persone che,
per più di due mesi, non hanno potuto sentire il calore di una carezza o di un respiro di una per-
sona amata, perchè altrove. E quanti poi si trovano ancora a lavorare confinati nel silenzio dei
propri appartamenti (in genere piccoli e non certo pensati per essere vissuti 24 ore su 24), pri-
vati anche di quelle relazioni umane diurne per loro ancor più importanti?  Per non parlare di 
quanti, nella solitudine delle proprie angosce, si trovano anche ad affrontare difficoltà materia-
li per un lavoro perso o divenuto ancor più precario. Ma nella narrazione di questi mesi non si
è parlato di loro. Si è parlato  solo  di famiglie, quelle tradizionali, ovviamente con figli (tutti
per scelta?) o, al limite, delle difficoltà nella vita di coppia in "quarantena".  E' pensabile che 
sia casuale questa dimenticanza, a tutti i livelli, in un Paese ancora così pervaso, nel 2020, da
un diffuso perbenismo cattolico".

Lucianone

venerdì 28 agosto 2020

Ultime notizie - dal Mondo e dall'Italia / Latest news - con Commento

 28 agosto '20 - venerdì                                 28th August / Friday                        visione post - 6

BERLINO - Coronavirus
CORTEO DI NEGAZIONISTI A BERLINO: sfilano in migliaia senza mascherine
Nonostante 1479 nuovi contagi nelle 24 ore e 240.986 casi di positività in Germania, a Berlino
migliaia di manifestanti sono sfilati in strada contestando le restrizioni per il Covid. "Basta con 
la dittatura del coronavirus" e "Mettete fine alla follia Covid": sono alcuni degli striscioni che
si sono visti alla manifestazione dei negazionisti della pandemia che hanno iniziato a sfilare nel
centro di Berlino finchè la polizia non ha annunciato lo scioglimento del corteo, a causa del
mancato rispetto delle norme d'igiene, del distanziamento e dell'obbligo di mascherina da parte
della grande maggioranza dei manifestanti: un provvedimento che ha causato tensioni e tafferu-
gli.
A Berlino la polizia ha sospeso la protesta contro le misure anti-Covid per mancato rispetto delle regole sul distanziamento. "La distanza minima non è rispettata dalla maggior parte dei presenti, nonostante le ripetute richieste" delle forze dell'ordine, "motivo per cui non c'è altra possibilità che quella di sciogliere il raduno". La manifestazione, alla quale prendevano parte almeno 18mila persone, era stata autorizzata dopo una battaglia in tribunale, dopo che le autorità l'avevano inizialmente vietata per motivi sanitari. Molti dimostranti scandivano slogan presi in prestito dalle proteste del 1989 contro il regime della Germania est: "Aprite i cancelli" e "Il popolo siamo noi".

Coronavirus - I casi nel mondo
 I casi nel mondo si stanno avvicinando a 25 milioni. Circa 838mila sono invece i morti. L'epidemia ha ripreso una progressione "esponenziale" in Francia, con più di 7.000 nuovi casi di infezione registrati in 24 ore. Da venerdì mattina indossare la maschera è obbligatorio in tutte le strade di Parigi, pena una multa di 135 euro. Dal 1° settembre "i cittadini stranieri non potranno più entrare nel territorio ungherese. Il Canada estenderà fino al 30 settembre la chiusura dei suoi confini internazionali agli stranieri, ad eccezione di alcuni americani, al fine di evitare la diffusione del coronavirus. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto di aspettarsi un sensibile peggioramento in autunno e in inverno. In 24 ore negli Stati Uniti si sono registrati almeno 46mila nuovi casi di Covid 19. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. In totale, dall'inizio dell'emergenza sanitaria, sono quasi sei milioni i contagi negli Usa. Primo Paese al mondo per numero di casi e vittime, gli Stati Uniti hanno anche registrato altri 976 decessi per complicanze provocate dal coronavirus. Il bilancio aggiornato della Jhu parla di 181.775 morti.

Grecia - LESBO
"Medici Senza Frontiere (Msf) condanna con forza i violenti attacchi di ieri alla propria clinica pediatrica e la nuova struttura governativa per il Covid-19 davanti al campo di Moria, dove un gruppo di contestatori anti-migranti manifestava contro la visita del presidente greco per inaugurare la struttura per il Covid-19. Durante le proteste, è stato appiccato un incendio davanti alla clinica pediatrica di MSF, spento poi dal nostro personale, mentre un piccolo gruppo di contestatori urlava e minacciava le nostre équipe, lanciando pietre contro la clinica dove circa 50 membri del nostro staff erano al lavoro per curare donne e bambini del campo di Moria. Per fortuna nessuno è rimasto ferito, ma sia il nostro personale che i pazienti hanno corso seri rischi e le nostre cure sono state ostacolate dal caos che ne è seguito. In che mondo viviamo, se vengono tirate pietre contro bambini e donne incinte mentre ricevono cure mediche?". La denuncia di Marco Sandrone, capo progetto Msf a Lesbo.

Europa - Migranti
Banksy: "Ho comprato una nave perché la Ue ignora le richieste di soccorso dei non europei. Black lives matter"

Lo street artist inglese Banksy ha pubblicato su Instagram un video sulla Louise Michel, la nave per 

il soccorso dei migranti da lui finanziata e bloccata a largo di Lampedusa perché sovraccarica. "Come

 molte persone di successo nel mondo dell’arte, ho comprato uno yacht" scrive Banksy "è una nave della

 Marina francese. L’abbiamo convertita in una nave di salvataggio perché le autorità europee ignorano 

deliberatamente le richieste di soccorso dei 'non europei'. All Black Lives Matter"


Stati Uniti / Trump e le elezioni di novembre

New Hampshire -  il primo comizio dopo la convention repubblicana / Il presidente

Trump: "Se vince Biden, non saremo al sicuro" / I fedelissimi di Trump al

contrattacco: "Razzismo e virus inventati dai dem" 

I fedelissimi di Trump al contrattacco: “Razzismo e virus inventati dai dem”


Stati Uniti -  Uragano Laura

Louisiana e Texas: 14 morti / Trump andrà nelle zone colpite

WASHINGTON. Sono almeno 14 le vittime dell'uragano Laura, dieci in Louisiana e quattro 

in Texas. Lo riportano i media americani. Donald Trump intende visitare nelle prossime ore

le zone colpite dall'uragano, come ha riferito la Cbs. La perturbazione è stata nel frattempo 

declassata a tempesta tropicale.


Italia - Milano

Nubifragio a Milano: scoperchiato il tetto di una Rsa, ospiti trasferiti
Disagi e danni in molti luoghi del capoluogo lombardo per il nubifragio della notte..

ROMA - Scuola
Più spazi per le aule, Comuni e Province scrivono
alla ministra Azzolina: "Servono più soldi"
Aumentare le risorse per il fondo emergenze, per affitti, noleggi o acquisti di nuovi spazi
 da adibire ad aule didattiche. E' quanto hanno chiesto - secondo quanto rivela l'Adnkronos
 - il presidente di Anci, Antonio Decaro, e il presidente di Upi, Michele De Pascale, in 
una lettera inviata al ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina dove spiegano che, secondo i 
calcoli degli enti locali, i fabbisogni espressi ammontano a circa a "300 milioni di euro". 
Tra le altre richieste anche l'"assoluta urgenza per i Comuni di poter disporre della possi-
bilità di utilizzare i contratti a tempo determinato in deroga ai vincoli attualmente vigenti 
con riferimento al tetto della spesa sostenuta nel 2009".

Commento -
Due punti da commentare in queste "Ultime notizie":
la manifestazione di Berlino (altre due se ne sono svolte poi a Londra e Parigi)
dei (cosiddetti) negazionisti del coronavirus e di conseguenza della pandemia,
e della battuta di Trump: "razzismo e virus inventati dai dem".
Roba dell'altro mondo o meglio di un altro mondo: sì, perchè questa è gente, presidente
americano compreso, che sputano cazzate di continuo, così tanto da far fuoriuscire tutto
il veleno che hanno incorporato dentro da quando sono nati o giù di lì. E vanno pure a
riempire le piazze facendo finta di non aver visto sui media e sui social tutti quei morti
da coronavirus o Covid19 che hanno riempito gli schermi di tutto il mondo, con fosse
comuni e con le sfilate continue di camion militari zeppi di bare. Ma che cazzo, scu-
sate il termine terra terra, ma qui ci vuole, ripeto "ma che cazzo!": come fanno costo-
ro a non vergognarsi manco un minimo di quello che dicono e che fanno (senza ma-
scherine e appiccicati nelle piazze): ma è chiaro, sono essi stessi il virus, quello della
rabbia, dell'odio, del rancore, invidia eccetera, insomma di tutto il veleno, appunto,
del mondo, anzi di un altro mondo, sicuramente lopposto del mio e di tanti di noi.  
- Luciano Finesso 

Lucianone
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Nuove riflessioni Del Venerdì - Le gabbie e la voglia di libertà, lo stato di schiavitù e la disperata voglia di uscirne

 28 agosto '20 - venerdì                                 28th August / Friday                         visione post - 6

LE GABBIE
L'ambiente, la natura, gli animali, il creato (in ambito religioso) e il genere umano furono ai tempi
dei tempi un tutt'uno o almeno cercarono di esserlo.  L'identificazione degli umani, e ancora prima
dei nostri progenitori scimmieschi (sviluppatisi poi più pienamente nella nascita dell'Homo sapiens)
con natura, animali e creato intorno a loro fu certamente uno dei momenti più alti  e  prodigiosi  in 
termini di conoscenza primordiale della nascita e conseguente sviluppo del pianeta Terra.
In seguito le peculiarità dei primi umani, prime fra tutte la curiosità e l'abilità fisica sviluppatasi in-
sieme ai primi stimoli di sopravvivenza della specie, iniziarono ad avere la meglio sulle forze impe-
ranti fino allora della natura e del mondo animale, riuscendo (come fatto dai dinosauri in preceden-
za) a dominare sempre più le avversità che li circondavano.  Dunque il dominio da parte dei primi-
tivi sugli altri esseri, per spirito di sopravvivenza, era già iniziato. Il passo successivo sarebbe stata,
come mostrato bene nelle scene iniziali di "2001 - Odissea nello spazio", la consapevolezza dei no-
stri progenitori di avere una forza umana- istintiva-intellettiva che poteva essere sviluppata al me-
glio solo attraverso la selezione: ecco allora la divisione della specie come grande gruppo omoge-
neo in piccoli gruppi e sottogruppi con capi che si scontrano (come nel mondo animale) per la u-
premazia e marcando già da allora il territorio. Le prime lotte dei nostri avi-progenitori (simili a
grossi ma piccoli scimpanzè) tra di loro si facevano sempre più frequenti, ma alla fine gli scon-
fitti con la loro tribù sottostavano a quelle tribù che avevano il capo vincente e riprendevano poi
a cacciare e procurarsi cibo tutti assieme. E comunque il senso del rendere sottomesso l'avversario
era entrato a tutto tondo nel sistema societario di questi primi ominidi, pur non avendo ancora un
linguaggio definito ed esprimendosi a gesti e scrollate di capo.  Erano state istituite attraverso le
loro istintive regole di tribù divise le prime vere gabbie di separazione, e tra le prime che chiara-
mente subivano queste regole erano anche allora gli ominidi appartenenti al sesso femminile.
L'importanza del territorio
L'elemento fondamentale che fece trasformare i grandi gruppi primitivi degli ominidi in piccole
tribù più o meno organizzate, fu la scoperta del territorio e la sua importanza per poter sopravvi-
vere cacciando le prede, soprattutto all'inizio gli animali più deboli, e formare nuclei famigliari
sempre più stabili e duraturi.
Continua...
to be continued...

giovedì 27 agosto 2020

Storie / animali - L'irriducibile orso del trentino M49

27 agosto '20 - giovedì                              27th August / Thursday                       visione post - 10

(da la Repubblica - 28 luglio '20 - dell'inviato Giampiero Visetti)

Trento -
Nella storia, parlando di prodigi della natura, era entrato il 15 luglio 2019. Da ieri è balzato diret-tamente nella leggenda. L'orso M49, per la seconda volta, è riuscito  a scappare dal recinto  del 
Casteller. Era stato rinchiuso sopra Trento lo scorso 28 aprile, dopo una fuga solitaria di 289 gior-
ni. Un anno fa, come un acrobata di 180 chili, aveva scavalcato una rete elettrica alta quattro metri.
Domenica notte (26 luglio), come un ergastolano  maestro  di evasioni, ha attuato un piano ancora
più complesso: capace di scardinare una gabbia descritta come "insuperabile".  Con  le  unghie  e 
con i denti, resistendo al dolore delle scariche, ha strappato la rete elettrica rinforzata dopo la sua
prima fuga. Protetto dall'oscurità ha poi raggiunto la recinzione elettrosaldata che lo teneva prigio-
niero: proprio in un punto non coperto dalle telecamere di sorveglianza. Nemmeno la maglia me-
tallica, spessa 1,2 centimetri, ha resistito alla sua voglia di libertà. 
M49 questa volta si è aperto un varco all'altezza del terreno, sopra il cemento posato per impedirgli
di scavare un tunnel. Nella rete rimane ora un buco di mezzo metro tra le sbarre, spezzate e piega-
te. E' lo spazio in cui quest'orso straordinario di 4 anni si è tuffato per ritornare nei boschi della Mar- 
zola: la stessa montagna da cui era cominciata la sua prima avventura da latitante. Meno di un mese
fa la Provincia di Trento, decisa a calmare l'animale accusato di fare razzie tra mucche al pascolo e
alveari, lo ha fatto castrare. M49 ha dimostrato che l'istinto selvatico è più forte. Alla prima occasio-
ne ha beffato l'esercito di esperti e di politici che pensavano di averlo  così consegnato  per sempre
ad una vita di gabbia senza più desideri. Dileguarsi tra il Lagorai e le Dolomiti questa volta però sa-
rà difficile. Un anno fa, dopo che era caduto in trappola, M49 si era visto sfilare il radiocollare.
Per mesi i suoi spostamenti sono stati dedotti grazie alle prede sbranate. Ora invece, temendo ragio-
nevoli sorprese, il segnale-radio gli è stato lasciato al collo. Il plantigrado viene localizzato dal sa-
tellite ogni pochi minuti. Il margine d'errore è inferiore ai cinque metri. Risaliti i vigneti e la mac-
chia sopra le colline di Trento, M49 si è nascosto a mezza montagna, tra le rocce che dalla Marzo-
la conducono all'altopiano della Vigolana. Questa sosta, in attesa del buio per riprendere la fuga,
viene interpretata dagli scienziati come "una sorprendente prova di intelligenza". La prima resta
il piano di fuga. Solo ieri mattina i custodi del recinto si sono resi conto della beffa notturna bis: 
l'orso veniva segnalato in un'area esterna a quella in cui avrebbe dovuto essere recluso. 
Imbarazzi politici e tecnici a parte, senza precedenti a livello internazionale, adesso resta il pro-
blema di cosa fare. La zona da cui parte il segnale di M49, secondo il presidente trentino Mauri-
zio Fugatti, "è circondata e presidiata dagli uomini della Forestale".   Catturare e abbattere il re 
delle fughe potrebbe essere una scelta "attuabile velocemente". La batteria di un radiocollare ha
una carica di circa due anni, variabile in base alla frequenza dei segnali emessi.
Trentino, l’orso M49 è fuggito nuovamente dal recinto del Casteller. Il ministro Costa: non venga rinchiuso o ucciso
Un'immagine di M49

A ostacolare l'operazione non è la corsa contro il tempo. Di mezzo c'è uno scontro istituzionale
e culturale sempre più divisivo.. Si era già riaperto a fine giugno dopo l'ordine di uccidere JJ4:
quest'orsa di 14 anni, per difendere i suoi tre cuccioli, ha ferito  due cacciatori in Val di Non. 
La condanna, per ora, è sospesa dal Tar. Identico il copione recitato per M49.  Il ministro per
l'Ambiente Sergio Costa, che ha ribattezzato l'animale Papillon, invoca il suo diritto naturale
"a vivere, a non venire nuovamente rinchiuso e a non essere abbattuto". "Ha il radiocollare - 
dice Costa - è rintracciabile e monitorabile, non ha mai fatto male a nessuno, solo danni rim-
borsabili". Sulla stessa linea Verdi e ambientalisti.  Wwf, Enpa e Lav denunciano "la politica
fallimentare della Provincia di Trento nella gestione del piano Ue  di reintroduzione  e tutela 
dei grandi carnivori sulle Alpi italiane". Lega e Coldiretti oppongono  "la priorità della sicu-
rezza per cittadini, turisti e allevatori". Fugatti non esclude sabotaggi  e  chiede  a Costa  di 
"trovare aree, in Italia o all'estero, dove trasferire esemplari pericolosi".
Nessuno, in attesa che il recinto-colabrodo venga aggiustato per l'ennesima volta, sa così come
"gestire" la grana animale.  M49 resta pedinato e in fuga. JJ4 resta in attesa di sentenza defini-
tiva per essere abbattuta. Un altro processo sta per giudicare chi ha ordinato di uccidere KJ2.
Il sogno degli orsi in Trentino, è ridotto a una triste farsa.

Lucianone

sabato 22 agosto 2020

Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news

 22 agosto '20 - sabato                                22nd August / Saturday                          visione post - 4

Primo piano
Italia - coronavirus
Nelle ultime 24 ore 1071 nuovi positivi e 3 morti. Diminuiscono i ricoverati in
terapia intensiva. Nel Lazio 215 casi oggi, la maggior parte al rientro dalle vacanze.
Roma - Civitavecchia
Traghetti pieni al ritorno dalla sardegna: "Nessuno ci ha detto dei tamponi all'arrivo"
Dopo il caos apre il drive-in nel porto. Zingaretti: "La sardegna faccia comunque test all'imbarco".
Sicilia
IL governatore Musumeci ordina la chiusura di hot spot e centri di accoglienza per i 
migranti: "Il governo attivi un ponte aereo per portarli via".
Napoli -
Il governatore De Luca: "Sono pronto a chiudere la Campania. Test della febbre a scuola,
non a casa".
Lombardia -
A Bergamo nessun nuovo caso, prima volta da inizio pandemia.
Ma all'eroporto di Orio al Serio erano da poco tornati cinque giovani positivi 
dopo una vacanza in Grecia.

Stati Uniti - PHOENIX
Muore ragazzo bloccato dalla polizia sull'asfalto rovente
Il fatto risale al 4 agosto ma solo ora, dopo le accuse di brutalità, gli agenti sono
stati costretti a pubblicare le immagini riprese con le loro bodycam.

Stati Uniti - Elezioni
Il rilancio di Biden per tenere insieme lavoro e capitale
Il discorso del candidato democratico: "Con Trump troppo odio, chiuderemo
questa stagione di oscurità".

Lucianone

lunedì 17 agosto 2020

Personaggio - Il velista Giovanni Soldini nei tempi della pandemia / intervista

 17 agosto '20 - lunedì                                   17th August / Monday                          visione post - 5

(da la Repubblica - 15 luglio '20 - dell' inviato Massimo Calandri / La Spezia)
"Il mio strano giro del mondo.
Dall'oceano all'orto per la pandemia"
"Sono atterrato alla grande", se la ride al timone.  Giovanni Soldini è appena entrato nel porto di Mirabello, approdo finale del suo secondo giro del mondo in quattro anni, a bordo del trimarano 
Maserati Multi 70, letteralmente volato sulle onde di tutti i mari. Il capodoglio blu tatuato sull'a-
vambraccio destro, spettinato, barbuto, bruciato dal sole. Stanco sì, però felice.  "Pensavo di ar-
rivare molto più tardi, magari in serata.  C'era un bel pò di vento traverso: a un certo punto, l'al-
tra notte,  siamo "decollati" a 30 nodi e passa". Librati sull'acqua: gabbiani. "incredibile, bellis-
simo. Pazzesco. Questo è il futuro". Un'avventura quasi impossibile: tecnologia e coraggio, re-
gate e record. Successi, forse un piccolo rimpianto perchè si poteva fare addirittura di più.
Soldini e il suo equipaggio: "Non ci hanno fermato le tempeste, solo la pandemia. Però, per poco".
La Terra vista da un'altra prospettiva: "Non avete idea della rumenta, la sporcizia che galleggia nel
Pacifico. Meglio il Mediterraneo, pure ci suoi problemi". Storia di un lunghissimo viaggio, di lotta,
di speranza.
INTERVISTA -
Massimo Calandri - Era cominciato tutto nel 2016, Da allora, più di 80 mila miglia marine 
navigando da un capo all'altro del pianeta.
Giovanni Soldini: "Nei primi due anni un giro del mondo. Poi un altro ancora. Senza fermarci 
mai. O meglio: le regate, quindi in ogni porto del mondo incontravamo gente che forse - devo
ammetterlo - impazziva più pr il marchio Maserati che pr noi. E gli italiani, dappertutto: che
geni, un peccato vederli costretti a creare altrove. Dal punto di vista umano e sportivo, espe-
rienza straordinaria".
M. C. - Il momento più bello?
G. S. : "Tanti. Però il primato della Hong Kong-Londra  è stato  una vera goduria. Storico: 36
giorni, 2 ore, 37 minuti e 2 secondi. Lo abbiamo strappato per 5 giorni al Gitana di Rothschild,
che era 10 metri più lungo e aveva il triplo del budget".
M. C. - Il peggiore?
G. S. : "Il Covid: anche per noi. A fine febbraio dalle Hawaii avevamo appena raggiunto Guada-
lupa, la barca smontata nel cantiere e ci stavamo lavorando sodo, quando ci hanno detto: basta,
qui chiude tutto. Tornatevene a casa, ora". 
M. C. - Quarantena.
G. S. : "Sì, però per uno che va per mare è due volte più complicato.  Io sono tornato qui, vivo
in provincia della Spezia con la mia famiglia. Quattro mesi ad occuparmi dell'orto".  
M. C. - Come un vero marinaio.
G. S. : "Ho rimesso a posto tutte le cose che non funzionavano. Che bello. La lavatrice.  E la
Honda XL125 comprata di seconda mano da mio figlio a 250 euro, ma senza forcelle. Ci sia-
mo divertiti".
M. C. - Non vedeva l'ora di tornare a navigare.
G. S. : "Il 2 giugno abbiamo affittato un furgone per l'aeroporto di Roma, eravamo in quattro
però dovevamo essere distanziati: mio nipote Matteo, da tempo parte dell'equipaggio; e mio
figlio Gero, Mascherine, gel, termoscanner. Parigi, Martinica.  Che impressione, per gente
che vive sempre libera nel vento. Però è stato giusto così. E in tre giorni, siamo tornati alla
barca: anche perchè in Guadalupa si sono sbagliati, non ci hanno fatto fare la quarantena".
M. C. - Venticinque giorni a carteggiare e pitturare la carena dell'imbarcazione, come un mozzo.
G. S. : "Il primo luglio, partenza per l'Italia. E' stato bellissimo. Liberatorio. Ho passato il Capo
Corso all'alba, silenzio ed emozione alle lacrime: non ero mai stato così felice.
M. C. - Maserati Multi70, la barca che vola.
G. S. : "Una tecnologia straordinaria, e da domani (mi lasciate stasera il tempo di un paio di 
birre?), io ricomincio a lavorare, perchè un giorno in mare e due in cantiere: con gli ingegne-
ri del Maserati Lab stiamo collaborando  per un futuro  che potrebbe incidere su tutto, dalle
barche alle auto".
M. C. - Fino alla Formula Uno. Intanto, però: il mare.
G. S. : "Cosa c'è di più libero? Nulla. Navigando, ho pensato alle esperienze di questi anni.
Uno specchio".
M. C. - Cioè?
G. S. : "Non avete idea dell'inquinamento dei mari. Magari pensate  al nostro Mediterraneo.
Sì. Però il Pacifico, che è molto più grande, sta decisamente peggio. Ci si trova di tutto, e ti
fa male dentro. Così, mi sono detto: forse il Covid non è arrivato per caso".
M. C. - La natura è al limite.
G. S. : "La natura si sta incazzando, lancia dei segnali perchè stiamo facendo dei disastri paz-
zeschi. L'uomo deve ripensare al rapporto con la natura. La gente è sempre più sensibile al
tema, ma ho paura che la reazione arrivi troppo tardi".
M. C. - Ci vorrebbe un esempio.
G. S. : "Le grandi nazioni che dovrebbero essere punti di riferimento, non sono capaci a trovare
una risposta univoca al problema del Covid: figuriamoci a quello della plastica in mare o del ri-
scaldamento globale".

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Riflessioni - L' America inverosimile di Trump: molto simile a quella del romanziere Kurt Vonnegut

 17 agosto '20 - lunedì                                    17th August / Monday                           visione post - 8

(da la Repubblica - 2 agosto '20 - L'Amaca / Michele Serra)
L'inverosimile al potere
Se fosse ancora vivo  il vecchio grande Kurt Vonnegut, troverebbe nell'America di Trump  molta corrispondenza con i suoi romanzi fatti di incidenti, di cocci, di disorientamento, esilarante e spa-
ventosa cronaca di una società che ha perduto la bussola. Penso a Vonnegut ogni volta che leggo
illazioni e pronostici sul voto presidenziale di novembre. Parrebbe inverosimile che un presiden-
te, in caso di sconfitta, rifiutasse di lasciare la Casa Bianca; ma l'inverosimile, nella vicenda di
Trump, a partire dalla sua elezione e dalla sua pettinatura, è il regista incontrastato. Il suo minac-
cioso tweet, "non mi piace perdere", è puro Vonnegut. E' una parodia INFANTILE , a suo modo 
dolente, dell'ossessione americana per winners e loosers, vincenti e perdenti, ben riflessa dalla 
mostruosa distanza che separa, nel Grande Paese, i favolosamente ricchi dai desolatamente po-
veri.  L'idea che una persona non molto equilibrata (eufemismo) potesse diventare il boss della
democrazia più celebrata del Pianeta non era pronosticabile, ma è ciò che è accaduto, ci piaccia
oppure no.
La democrazia ha, in sè, qualcosa di assennato, di equilibrato (il famoso "equilibrio dei poteri"),
ma negli ultimi anni ci sembra più fragile di quanto abbiamo sempre pensato: come se l'idea stes-
sa di equlibrio un poco vacillasse, e dunque per gli squilibrati si aprisse un'epoca di occasioni.
Così, quando leggiamo di scenari scientifico-letterari sulla "seconda guerra civile americana", 
siamo propensi a crederci un pochino di più di quanto ci accadeva pochi anni fa. Per il semplice
fatto che stiamo abituandoci a capire che tutto quanto davamo per scontato è invece precario.
Così è la vita, avrebbe concluso Vonnegut.

Lucianone

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