24 settembre '18 - lunedì 24th September / Monday visione post - 14
ROMA - Governo
Sicurezza e migranti: il Cdm approva il decreto
Stretta su richiedenti asilo / Cittadinanza revocabile
Salvini: "Via la protezione dopo la prima condanna"
Salvini: "Obiettivo di questo governo è chiudere tutti i campi Rom in Italia entro la legislatura". Conte precisa: "Garanzia per la tutela dei diritti fondamentali delle persone e delle convenzioni internazionali". I dubbi di Fico. Martina (Pd): "Più insicurezza e più clandestinità". Cei: non alimentare paure per miopi interessi.
Il consiglio del Ministri ha approvato il decreto Salvini in materia di sicurezza e immigrazione. "Per i richiedenti asilo - ha annunciato il ministro dell'Interno - lo stop alla domanda si avrà in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado". Con "un passaggio - ha precisato il premier Giuseppe Conte - anche all'autorità giudiziaria".
Il provvedimento approvato dal cdm "all'unanimità" modifica la normativa in materia dell'accoglienza dei profughi abolendo il permesso umanitario. Introduce nuove misure sulla cittadinanza e la permanenza nei centri di prima accoglienza. Dà una stretta alle leggi antiterrorismo estendendo il Daspo sportivo anche ai sospetti terroristi. Toglie la cittadinanza in caso di condanna definitiva per terrorismo. E concede maggiori poteri ai Comuni.
Palermo - scuola
Ha picchiato un compagno di classe autistico: per 15 giorni
dovrà assistere un ragazzo disabile
Sarà sospeso per 15 giorni dalle attività didattiche, ma intanto si occuperà di un suo coetaneo disabile di un’altra classe. Ha deciso così il Consiglio di classe straordinario fissato per oggi sul caso dello studente dell’istituto superiore Damiani Almeyda-Crispi, originario dello Sri Lanka, che la scorsa settimana ha spintonato e preso a schiaffi e pugni all’uscita dalla scuola un suo compagno autistico. “Ci è sembrata la decisione migliore – dice Luigi Cona, dirigente scolastico del Damiani Almeyda-Crispi – per non fare passare la cosa sotto silenzio, ma allo stesso tempo per guardare con ottimismo al futuro affrontando il caso per quello che è stato, un diverbio fra compagni che purtroppo è sfuggito di mano. In questo modo il ragazzo di 15 anni avrà modo di confrontarsi con un ragazzo diversamente abile, di comprendere quali sono le difficoltà e cercare il modo giusto per relazionarsi”.
Torino- Olimpiadi invernali 2026
Scontro tra Lega e Cinque Stelle in Comune a Torino
500 emendamenti dal Carroccio: "Blocchiamo il Consiglio finchè
la sindaca non ci darà risposte"
Uniti a Roma, ma divisi a Torino. I 5stelle e i leghisti torinesi litigano sulle Olimpiadi del 2026 e Fabrizio Ricca, il capogruppo in Sala Rossa del partito di Matteo Salvini, fa saltare i lavori del consiglio comunale presentando 500 emendamenti: “Come Lega bloccheremo i lavori del consiglio comunale finché la sindaca Appendino non dirà ai torinesi, in aula e non sui social, quali siano le reali intenzioni sui Giochi Olimpici” annuncia Ricca che, insieme agli altri leader delle opposizioni, dal Pd a Forza Italia, aveva chiesto che la sindaca riferisse oggi sullo stop arrivato la scorsa settimana alla candidatura di Torino.
Lucianone
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
lunedì 24 settembre 2018
giovedì 20 settembre 2018
L'Opinione del Giovedì - La sinistra in Italia: mancano autocritica e un progetto unificante in prospettiva europea
20 settembre '18 - Giovedì 20th September / Thursday visione post - 12
Centrosinistra sfasciato, mezzo distrutto, mezzo rottamato. Ma, soprattutto, di
conseguenza sinistra (lasciando stare per ora il centro) da rifare, da ricostituire,
insomma, meglio, da rifondare. Con il vecchio nome di Pd o cambiando nome?
Ma alla fine non è problema di nome del partito, ma di nomi nuovi, di facce pu-
re nuove e il bisogno urgente, sempre più urgente di autocritica. Da fare come?
E quando e dove? Il Congresso del Pd, che sarebbe il luogo, la sede più adatti
per critiche e autocritiche, è stato spostato a Gennaio 2019.
Intanto, dopo la sconfitta del 4 marzo, tutto il partito è stato congelato, tutto
si è bloccato, anima e corpo, in uno stato di shock prolungato e pressochè per-
manente fino ad oggi. Pochissime le autocritiche, le analisi, zero approfondi-
menti. Soprattutto da parte dei vertici, dei leader e in particolare dello scnfit-
to a tutti gli effetti: il segretario Renzi che anzi, almeno all'inizio, si è ostinato
a non cedere, e poi pur dimettendosi e lasciando lo scettro è rimasto e voluto
restare punto di riferimento ancora una volta. Ne è stata la conseguenza an-
che lo spostamento del Congresso, il rimandare la discussione ultima, il re-
soconto finale, insomma della sconfitta.
Continua...
to be continued...
Centrosinistra sfasciato, mezzo distrutto, mezzo rottamato. Ma, soprattutto, di
conseguenza sinistra (lasciando stare per ora il centro) da rifare, da ricostituire,
insomma, meglio, da rifondare. Con il vecchio nome di Pd o cambiando nome?
Ma alla fine non è problema di nome del partito, ma di nomi nuovi, di facce pu-
re nuove e il bisogno urgente, sempre più urgente di autocritica. Da fare come?
E quando e dove? Il Congresso del Pd, che sarebbe il luogo, la sede più adatti
per critiche e autocritiche, è stato spostato a Gennaio 2019.
Intanto, dopo la sconfitta del 4 marzo, tutto il partito è stato congelato, tutto
si è bloccato, anima e corpo, in uno stato di shock prolungato e pressochè per-
manente fino ad oggi. Pochissime le autocritiche, le analisi, zero approfondi-
menti. Soprattutto da parte dei vertici, dei leader e in particolare dello scnfit-
to a tutti gli effetti: il segretario Renzi che anzi, almeno all'inizio, si è ostinato
a non cedere, e poi pur dimettendosi e lasciando lo scettro è rimasto e voluto
restare punto di riferimento ancora una volta. Ne è stata la conseguenza an-
che lo spostamento del Congresso, il rimandare la discussione ultima, il re-
soconto finale, insomma della sconfitta.
Continua...
to be continued...
martedì 18 settembre 2018
Sport - calcio / Serie A - 4^ giornata 2018 / 19
18 settembre '18 - martedì 18th September / Tuesday visione post - 15
RISULTATI e CLASSIFICA
Inter 0 Napoli 1 Frosinone 0 Roma 2 Genoa 1 Juventus 2 Udinese 1
Parma 1 Fiorentina 0 Sampdoria 5 Chievo 2 Bologna 0 Sassuolo 1 Torino 1
Empoli 0 Cagliari 1 Spal 2
Lazio 1 Milan 1 Atalanta 0
Juventus 12 / Napoli, Spal 9 / Sassuolo 7 / Sampdoria, Fiorentina, Genoa, Lazio 6 /
Roma, Torino, Udinese, Cagliari 5 / Atalanta, Milan, Inter, Empoli, Parma 4 /
Bologna, Frosinone 1 / Chievo - 1
RISULTATI e CLASSIFICA
Inter 0 Napoli 1 Frosinone 0 Roma 2 Genoa 1 Juventus 2 Udinese 1
Parma 1 Fiorentina 0 Sampdoria 5 Chievo 2 Bologna 0 Sassuolo 1 Torino 1
Empoli 0 Cagliari 1 Spal 2
Lazio 1 Milan 1 Atalanta 0
Juventus 12 / Napoli, Spal 9 / Sassuolo 7 / Sampdoria, Fiorentina, Genoa, Lazio 6 /
Roma, Torino, Udinese, Cagliari 5 / Atalanta, Milan, Inter, Empoli, Parma 4 /
Bologna, Frosinone 1 / Chievo - 1
Lucianone
sabato 8 settembre 2018
SOCIETA' / Stati Uniti - Il tiranno Trump
8 settembre '18 - sabato 8th September / Saturday visione post - 18
(Da il manifesto - 7 settembre '18 - Fabrizio Tonello)
Un tiranno degno delle opere di Shakespeare
Ci vorrebbe Shakespeare, non i mediocri sceneggiatori di Netflix, per descrivere ciò che
accade a Washington. Dopo il nuovo libro di Bob Woodward che descrive una Casa Bian-
ca in preda al caos, è arrivato l'esplosivo editoriale anonimo del New York Times. Edito-
riale attribuito a un "alto responsabile" dell'amministrazione Trump, non solo senza pre-
cedenti nella storia della presidenza, e del giornalismo americano, ma soprattutto deva-
stante nella sua descrizione di un Trump ignorante, disinteressato alla politica estera, in-
capace di concentrarsi, palesemente inadatto al ruolo che ricopre. Così disperatamente
fuori posto che l'autore dell'articolo afferma di restare in carica solo per impedire al pre-
sidente di combinare guai, aiutato in questo da un gruppo di altri ministri e funzionari
impegnati a controllarlo, perfino facendo sparire documenti chiave dalla sua scrivania,
come racconta Woodward.
Quella di Trump assomiglia più a una corte rinascimentale dei Borgia, o a un sultanato
sull'orlo della dissoluzione, che non a una moderna presidenza. I collaboratori durano
poche settimane o pochi mesi, tutti sparlano di tutti, ogni ministro e consigliere cerca di
sopravvivere alle tempeste politiche e giudiziarie quotidiane, fino al momento in cui po-
trà andarsene a fare il lobbista avendo arricchito il curriculum di un'incarico governa-
tivo molto apprezzato dai potenziali datori di lavoro. Per interpretare ciò che sta succe-
dendo ci viene in aiuto un docente di Harvard, Stephen Greenblatt, che ha pubblicato
recentemente un libro intitolato Tyrant, Shakespeare on politics. Il volume non ha però
nulla di accademico: l'autore cita Riccardo III, Enrico VI e Macbeth come esempi di ti-
ranni arrivati al potere a causa della "debolezza del Regno" e mette in luce inquietanti
somiglianze fra le loro ambizioni, il loro carattere, i loro metodi e quelli di Trump. Per
esempio, scrive che una caratteristica dei regimi tirannici è il fatto che "perfino coloro
nel cerchio più ristretto del potere molto spesso non hanno alcuna idea di ciò che sta per
accadere". Nulla potrebbe essere più vero: Trump vuole scatenare la guerra nucleare
contro la Corea del Nord, la prossima incontrerà Kim jong-un, quella dopo tornerà a un
linguaggio minaccioso. L'attuale presidente non riesce a pronunciare due frasi senza
mentire, ma questa caratteristica dei demagoghi era già stata analizzata da Shakespeare
nel personaggio di Jack Cade, che conservava i suoi fedeli sostenitori, pieni di risentimen-
to verso le élite, ai quali non importava nulla delle sue esagerazioni, distorsioni, bugie,
che erano anzi componenti essenziali del suo successo.
Nelle tragedie dell'autore inglese i tiranni finiscono male, in genere uccisi in battaglie che
pensavano di vincere facilmente, nel dramma politico americano di oggi è difficile fare
previsioni. Quel che è certo è che tutti aspettano il responso delle elezioni di medio termi-
ne per il Congresso, il prossimo 6 novembre. Se i democratici riusciranno a conquistare
la maggioranza almeno alla Camera si avvierà una fase di conflitto all'ultimo sangue, con
indagini a ripetizione e il possibile inizio di procedure di impeachment (benchè sia possi-
bile che esse non possano arrivare a conclusione perchè i repubblicani probabilmente con-
serveranno il controllo del Senato). - Un successo dei democratici a novembre significhe-
rebbe però che politicamente la presidenza Trump è finita, il che potrebbe spingere un cer-
to numero di repubblicani che più o meno la pensano come l'anonimo autore dell'editoria-
le del New York Times ad abbandonare la nave e passare all'opposizione. Ciò che li ha trat-
tenuti fino ad oggi è stata non solo la sete di potere ma anche, e soprattuto, la consapevoles-
za che il potere di Trump sulla base repubblicana è ancora fortissimo. Trump ha un gradi-
mento minoritario, ma stabile, attorno al 40%, fin dal giorno in cui è entrato in carica: gli
scandali non lo hanno minimamente scalfito. Prima di prendere le distanze dal "leader
maximo", quindi, deputati e senatori repubblicani ci devono pensare sette volte.
Nei prossimi giorni, le cronache saranno dominate dalla caccia all'autore anonimo, il che
paradossalmente potrebbe mettere in ombra le ben più importanti audizioni per la con-
ferma alla Corte suprema di Brett Kavanaugh, un ultraconservatore che consoliderebbe
per decenni la maggioranza di destra nel massimo organo giudiziario e politico degli Sta-
ti Uniti.
Lucianone
(Da il manifesto - 7 settembre '18 - Fabrizio Tonello)
Un tiranno degno delle opere di Shakespeare
Ci vorrebbe Shakespeare, non i mediocri sceneggiatori di Netflix, per descrivere ciò che
accade a Washington. Dopo il nuovo libro di Bob Woodward che descrive una Casa Bian-
ca in preda al caos, è arrivato l'esplosivo editoriale anonimo del New York Times. Edito-
riale attribuito a un "alto responsabile" dell'amministrazione Trump, non solo senza pre-
cedenti nella storia della presidenza, e del giornalismo americano, ma soprattutto deva-
stante nella sua descrizione di un Trump ignorante, disinteressato alla politica estera, in-
capace di concentrarsi, palesemente inadatto al ruolo che ricopre. Così disperatamente
fuori posto che l'autore dell'articolo afferma di restare in carica solo per impedire al pre-
sidente di combinare guai, aiutato in questo da un gruppo di altri ministri e funzionari
impegnati a controllarlo, perfino facendo sparire documenti chiave dalla sua scrivania,
come racconta Woodward.
Quella di Trump assomiglia più a una corte rinascimentale dei Borgia, o a un sultanato
sull'orlo della dissoluzione, che non a una moderna presidenza. I collaboratori durano
poche settimane o pochi mesi, tutti sparlano di tutti, ogni ministro e consigliere cerca di
sopravvivere alle tempeste politiche e giudiziarie quotidiane, fino al momento in cui po-
trà andarsene a fare il lobbista avendo arricchito il curriculum di un'incarico governa-
tivo molto apprezzato dai potenziali datori di lavoro. Per interpretare ciò che sta succe-
dendo ci viene in aiuto un docente di Harvard, Stephen Greenblatt, che ha pubblicato
recentemente un libro intitolato Tyrant, Shakespeare on politics. Il volume non ha però
nulla di accademico: l'autore cita Riccardo III, Enrico VI e Macbeth come esempi di ti-
ranni arrivati al potere a causa della "debolezza del Regno" e mette in luce inquietanti
somiglianze fra le loro ambizioni, il loro carattere, i loro metodi e quelli di Trump. Per
esempio, scrive che una caratteristica dei regimi tirannici è il fatto che "perfino coloro
nel cerchio più ristretto del potere molto spesso non hanno alcuna idea di ciò che sta per
accadere". Nulla potrebbe essere più vero: Trump vuole scatenare la guerra nucleare
contro la Corea del Nord, la prossima incontrerà Kim jong-un, quella dopo tornerà a un
linguaggio minaccioso. L'attuale presidente non riesce a pronunciare due frasi senza
mentire, ma questa caratteristica dei demagoghi era già stata analizzata da Shakespeare
nel personaggio di Jack Cade, che conservava i suoi fedeli sostenitori, pieni di risentimen-
to verso le élite, ai quali non importava nulla delle sue esagerazioni, distorsioni, bugie,
che erano anzi componenti essenziali del suo successo.
Nelle tragedie dell'autore inglese i tiranni finiscono male, in genere uccisi in battaglie che
pensavano di vincere facilmente, nel dramma politico americano di oggi è difficile fare
previsioni. Quel che è certo è che tutti aspettano il responso delle elezioni di medio termi-
ne per il Congresso, il prossimo 6 novembre. Se i democratici riusciranno a conquistare
la maggioranza almeno alla Camera si avvierà una fase di conflitto all'ultimo sangue, con
indagini a ripetizione e il possibile inizio di procedure di impeachment (benchè sia possi-
bile che esse non possano arrivare a conclusione perchè i repubblicani probabilmente con-
serveranno il controllo del Senato). - Un successo dei democratici a novembre significhe-
rebbe però che politicamente la presidenza Trump è finita, il che potrebbe spingere un cer-
to numero di repubblicani che più o meno la pensano come l'anonimo autore dell'editoria-
le del New York Times ad abbandonare la nave e passare all'opposizione. Ciò che li ha trat-
tenuti fino ad oggi è stata non solo la sete di potere ma anche, e soprattuto, la consapevoles-
za che il potere di Trump sulla base repubblicana è ancora fortissimo. Trump ha un gradi-
mento minoritario, ma stabile, attorno al 40%, fin dal giorno in cui è entrato in carica: gli
scandali non lo hanno minimamente scalfito. Prima di prendere le distanze dal "leader
maximo", quindi, deputati e senatori repubblicani ci devono pensare sette volte.
Nei prossimi giorni, le cronache saranno dominate dalla caccia all'autore anonimo, il che
paradossalmente potrebbe mettere in ombra le ben più importanti audizioni per la con-
ferma alla Corte suprema di Brett Kavanaugh, un ultraconservatore che consoliderebbe
per decenni la maggioranza di destra nel massimo organo giudiziario e politico degli Sta-
ti Uniti.
Lucianone
Riflessioni - Non esiste la gente o il popolo, esistono le persone
8 settembre '18 - sabato 8th September / Saturday visione post - 8
Potessi, non richiesto, dare un piccolo contributo precongressuale al Pd (che vi sia
simpatico oppure no, l'opposizione politica in Italia è quella), il contributo sarebbe
questo: piantatela di chiedervi, compulsivamente, "che cosa vuole la gente" e co-
minciate a chiedervi che cosa volete voi. Intanto perchè "la gente" non esiste (così
come non esiste "il popolo"). Esistono i cittadini, esistono le persone, che sono una
moltitudine di diversi, con diversi interessi e diversi obiettivi. Un partito serve a
qualcosa se propone qualcosa di forte e intellegibile, che aiuti "la gente" a capire
che cosa vuole davvero e che cosa non vuole. Un partito ò un catalizzatore di idee,
di bisogni e di interessi: non una spugna, non un ricettacolo di umori. Se per esem-
pio il Pd dicesse, come primo o secondo o terzo punto del suo programma, che ci
vuole il servizio civile di leva obbligatorio; ecco che "la gente" potrebbe farsi un'i-
dea di che cosa vuole veramente il Pd, che tipo di società ha in mente. Oppure che
è contrario alla liberalizzazione delle armi da fuoco, e di conseguenza è favorevole
al rafforzamento dell'ordine pubblico (che si chiama, appunto, ordine pubblico,
non ordine privato). O che vuole fortemente limitare l'uso del denaro contante,
per favorire l'economia in chiaro. Cose di questo genere, che diventino parole
d'ordine, battaglie, progetti di legge. "La gente" poi si regola, come accade da
sempre, e ti premia o ti boccia alle elezioni. E' la politica, bellezza.
(da la Repubblica - 4 / 9 / '18 - L'Amaca / Michele Serra)
Lucianone
Potessi, non richiesto, dare un piccolo contributo precongressuale al Pd (che vi sia
simpatico oppure no, l'opposizione politica in Italia è quella), il contributo sarebbe
questo: piantatela di chiedervi, compulsivamente, "che cosa vuole la gente" e co-
minciate a chiedervi che cosa volete voi. Intanto perchè "la gente" non esiste (così
come non esiste "il popolo"). Esistono i cittadini, esistono le persone, che sono una
moltitudine di diversi, con diversi interessi e diversi obiettivi. Un partito serve a
qualcosa se propone qualcosa di forte e intellegibile, che aiuti "la gente" a capire
che cosa vuole davvero e che cosa non vuole. Un partito ò un catalizzatore di idee,
di bisogni e di interessi: non una spugna, non un ricettacolo di umori. Se per esem-
pio il Pd dicesse, come primo o secondo o terzo punto del suo programma, che ci
vuole il servizio civile di leva obbligatorio; ecco che "la gente" potrebbe farsi un'i-
dea di che cosa vuole veramente il Pd, che tipo di società ha in mente. Oppure che
è contrario alla liberalizzazione delle armi da fuoco, e di conseguenza è favorevole
al rafforzamento dell'ordine pubblico (che si chiama, appunto, ordine pubblico,
non ordine privato). O che vuole fortemente limitare l'uso del denaro contante,
per favorire l'economia in chiaro. Cose di questo genere, che diventino parole
d'ordine, battaglie, progetti di legge. "La gente" poi si regola, come accade da
sempre, e ti premia o ti boccia alle elezioni. E' la politica, bellezza.
(da la Repubblica - 4 / 9 / '18 - L'Amaca / Michele Serra)
Lucianone
giovedì 23 agosto 2018
SPORT - calcio / Serie A - 1^ giornata 2018/19
23 agosto '18 - giovedì 23rd August / Thursday visione post - 16
Risultati delle partite
Chievo 2 Lazio 1 Torino 0 Bologna 0 Empoli 2 Parma 2
Juventus 3 Napoli 2 Roma 1 Spal 1 Cagliari 0 Udinese 2
Sassuolo 1 Atalanta 4 Milan Sampdoria
Inter 0 Frosinone 0 Genoa Fiorentina RINVIATE
Risultati delle partite
Chievo 2 Lazio 1 Torino 0 Bologna 0 Empoli 2 Parma 2
Juventus 3 Napoli 2 Roma 1 Spal 1 Cagliari 0 Udinese 2
Sassuolo 1 Atalanta 4 Milan Sampdoria
Inter 0 Frosinone 0 Genoa Fiorentina RINVIATE
Lucianone
lunedì 20 agosto 2018
Ultime notizie - dall'Italia e dal Mondo / Latest news
20 agosto '18 - lunedì 20th August / Monday visione post - 22
GENOVA - Il disastro del crollo del ponte Morandi
Il pilone rimasto scricchiola: sospeso il recupero dei beni in case sfollati
La Procura è pronta ad autorizzare l'abbattimento in caso di
concreto pericolo.
GENOVA. Stop al recupero dei beni nelle case di Sampierdarena. Torna la paura: scricchiolii sono stati uditi, nella notte e stamani, provenire dal moncone est di ponte Morandi e per questo motivo, in via precauzionale, i vigili del fuoco hanno deciso di interrompere le operazioni di recupero delle masserizie e degli oggetti personali dalle abitazioni evacuate. A dare l'allarme sono stati alcuni cittadini. E' stato escluso che fossero rumori causati dal vento e sono stati attivati accertamenti tecnici ancora in corso. La zona rossa rimane interdetta anche ai mezzi di soccorso in attesa dei risultati delle verifiche.
Le case di Sampierdarena, sotto il ponte Morandi
Genova - crollo ponte Morandi e concessione Autostrade
Nazionalizzare Autostrade è quasi impossibile / Salvini: "Votai il salva Benetton, ma altri
non hanno vigilato. Si alla nazionalizzazione" / Giorgetti frena: "Tornare a gestione pubblica
non mi convince" / Governo pensa a legge per togliere la concessione ad Autostrade / Servi-
ranno 40 anni per ripagare la nazionalizzazione / Renzi: "Un boomerang il giacobinismo anti
Pd. Chi dice il falso pagherà. Hanno usato la tragedia di Genova per attaccare l'opposizione".
Delrio: "Aumentammo le manutenzioni dell'80%".
Calabria - Parco del Pollino
Cosenza
Ci sono almeno 10 vittime tra gli escursionisti travolti dall'omdata di piena del
torrente Raganello a Civita di Castrovillari, in Calabria.
I due gruppi, in gran parte provenienti da Brescia, Bergamo e Milano, sono stati sorpresi dalla piena nell'area delle gole del Raganello. In salvo 23 persone, ci sono dispersi. Si temono altri morti. Sul posto vigili del fuoco, soccorso speleo-fluviale, carabinieri e protezione civile
Latina - aggressione immigrati
Spari su bracciante immigrato: colpito dai piombini di fucile ad aria compressa.
I colpi da un'auto mentre l'uomo andava in bicicletta sulla Pontina.
Catania - La nave Diciotti e gli immigrati
la nave Diciotti ferma in porto a Catania, ma nessuno scende / "Solo scalo tecnico" /
Salvini contro Toninell: "I 177 a bordo non possono sbarcare a Catania".
Il ministro dei Trasporti aveva dato l'autorizzazione. La procura di Agrigento apre un'inchiesta. I migranti confermano: "I maltesi ci hanno accompagnato verso Lampedusa"

LAMPEDUSA -. La nave Diciotti, con il suo carico di 177 persone, è arrivata in tarda serata a Catania, ma Salvini non intende autorizzare lo sbarco dei migranti finché non verrà trovata una soluzione a livello europeo. L'indicazione del porto di attracco era arrivata dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. A stretto giro la comunicazione del Viminale: "il ministro Salvini non ha dato né darà alcuna autorizzazione allo sbarco dei migranti sulla nave Diciotti, finché non avrà certezza che i 177 andranno altrove".
"La nave Diciotti attraccherà a Catania. I valorosi uomini della Guardia costiera hanno compiuto il proprio dovere salvando vite umane ad appena 17 miglia da Lampedusa. Ora l'Europa faccia in fretta la propria parte", ha scritto su Twitter Toninelli. La nave è arrivata, dunque, a Catania e lì dovrà fermarsi. I migranti non potranno toccare terra: dal Viminale "attendono ri sposte dall'Europa". Fino a quel momento, dalla Diciotti non scenderà nessuno.
Vaticano - Le vittime di abusi
Pedofilia: Papa Francesco in Irlanda incontrerò vittime di abusi.
sabato il pontefice in preghiera alla cattedrale di Saint Mary a Dublino, dove
una fiaccola ricorda le violenze.
Usa - Attacchi hacker
Microsoft: sventati nuovi attacchi hacker / Obiettivo: siti conservatori ostili
alla Russia / L'allarme per le elezioni di midterm
L'annuncio dell'azienda di software a poche settimane dalle elezioni di medio termine: obiettivo siti internet di gruppi conservatori americani ostili al Cremlino. Coinvolti anche gli ex candidati presidenziali McCain e Romney. Il presidente dell'azienda: "Internet è diventato un modo per alcuni governi di rubare e manomettere i sistemi di voto"
NEW YORK - Microsoft ha annunciato oggi di aver sventato una serie di attacchi informatici russi volti a influenzare le elezioni di medio termine negli Stati Uniti. Secondo l'azienda di software Usa alcune unità informatiche legate a Mosca e alle sue fabbriche di troll, di nome "Strontium", "Fancy Bear" e "APT28", hanno provato a raggirare un numero imprecisato di utenti Internet americani duplicando alcune piattaforme ufficiali di gruppi e organizzazioni americane, come i siti di think tank conservatori Hudson Institute e International Republican Institute che negli ultimi tempi sono stati molto critici nei confronti del Cremlino e anche dell'operato di Donald Trump.
Gli hacker, spacciandosi per siti o invio di email legati a queste associazioni, hanno provato a rubare dati personali e password. Coinvolti due celebri repubblicani molto critici nei confronti di Trump e dei legami con Mosca, e cioè il senatore di Arizona John McCain e l'altro ex candidato alle presidenziali, Mitt Romney. Non è chiaro l'effettivo impatto di questi attacchi informatici legati a Mosca sulle prossime elezioni di "mid term".
Nuova Zelanda - stipendio parlamentari
La premier Ardern: "Troppe disuguaglianze, lo stipendio dei parlamentari
sarà tagliato" / Il "messaggio forte" dopo le proteste di insegnanti e dipendenti
pubblici che chiedono l'aumento.
Lucianone
GENOVA - Il disastro del crollo del ponte Morandi
Il pilone rimasto scricchiola: sospeso il recupero dei beni in case sfollati
La Procura è pronta ad autorizzare l'abbattimento in caso di
concreto pericolo.
GENOVA. Stop al recupero dei beni nelle case di Sampierdarena. Torna la paura: scricchiolii sono stati uditi, nella notte e stamani, provenire dal moncone est di ponte Morandi e per questo motivo, in via precauzionale, i vigili del fuoco hanno deciso di interrompere le operazioni di recupero delle masserizie e degli oggetti personali dalle abitazioni evacuate. A dare l'allarme sono stati alcuni cittadini. E' stato escluso che fossero rumori causati dal vento e sono stati attivati accertamenti tecnici ancora in corso. La zona rossa rimane interdetta anche ai mezzi di soccorso in attesa dei risultati delle verifiche.
Le case di Sampierdarena, sotto il ponte Morandi
Genova - crollo ponte Morandi e concessione Autostrade
Nazionalizzare Autostrade è quasi impossibile / Salvini: "Votai il salva Benetton, ma altri
non hanno vigilato. Si alla nazionalizzazione" / Giorgetti frena: "Tornare a gestione pubblica
non mi convince" / Governo pensa a legge per togliere la concessione ad Autostrade / Servi-
ranno 40 anni per ripagare la nazionalizzazione / Renzi: "Un boomerang il giacobinismo anti
Pd. Chi dice il falso pagherà. Hanno usato la tragedia di Genova per attaccare l'opposizione".
Delrio: "Aumentammo le manutenzioni dell'80%".
Calabria - Parco del Pollino
Cosenza
Ci sono almeno 10 vittime tra gli escursionisti travolti dall'omdata di piena del
torrente Raganello a Civita di Castrovillari, in Calabria.
I due gruppi, in gran parte provenienti da Brescia, Bergamo e Milano, sono stati sorpresi dalla piena nell'area delle gole del Raganello. In salvo 23 persone, ci sono dispersi. Si temono altri morti. Sul posto vigili del fuoco, soccorso speleo-fluviale, carabinieri e protezione civile
Latina - aggressione immigrati
Spari su bracciante immigrato: colpito dai piombini di fucile ad aria compressa.
I colpi da un'auto mentre l'uomo andava in bicicletta sulla Pontina.
Catania - La nave Diciotti e gli immigrati
la nave Diciotti ferma in porto a Catania, ma nessuno scende / "Solo scalo tecnico" /
Salvini contro Toninell: "I 177 a bordo non possono sbarcare a Catania".
Il ministro dei Trasporti aveva dato l'autorizzazione. La procura di Agrigento apre un'inchiesta. I migranti confermano: "I maltesi ci hanno accompagnato verso Lampedusa"

LAMPEDUSA -. La nave Diciotti, con il suo carico di 177 persone, è arrivata in tarda serata a Catania, ma Salvini non intende autorizzare lo sbarco dei migranti finché non verrà trovata una soluzione a livello europeo. L'indicazione del porto di attracco era arrivata dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. A stretto giro la comunicazione del Viminale: "il ministro Salvini non ha dato né darà alcuna autorizzazione allo sbarco dei migranti sulla nave Diciotti, finché non avrà certezza che i 177 andranno altrove".
"La nave Diciotti attraccherà a Catania. I valorosi uomini della Guardia costiera hanno compiuto il proprio dovere salvando vite umane ad appena 17 miglia da Lampedusa. Ora l'Europa faccia in fretta la propria parte", ha scritto su Twitter Toninelli. La nave è arrivata, dunque, a Catania e lì dovrà fermarsi. I migranti non potranno toccare terra: dal Viminale "attendono ri sposte dall'Europa". Fino a quel momento, dalla Diciotti non scenderà nessuno.
Vaticano - Le vittime di abusi
Pedofilia: Papa Francesco in Irlanda incontrerò vittime di abusi.
sabato il pontefice in preghiera alla cattedrale di Saint Mary a Dublino, dove
una fiaccola ricorda le violenze.
Usa - Attacchi hacker
Microsoft: sventati nuovi attacchi hacker / Obiettivo: siti conservatori ostili
alla Russia / L'allarme per le elezioni di midterm
L'annuncio dell'azienda di software a poche settimane dalle elezioni di medio termine: obiettivo siti internet di gruppi conservatori americani ostili al Cremlino. Coinvolti anche gli ex candidati presidenziali McCain e Romney. Il presidente dell'azienda: "Internet è diventato un modo per alcuni governi di rubare e manomettere i sistemi di voto"
NEW YORK - Microsoft ha annunciato oggi di aver sventato una serie di attacchi informatici russi volti a influenzare le elezioni di medio termine negli Stati Uniti. Secondo l'azienda di software Usa alcune unità informatiche legate a Mosca e alle sue fabbriche di troll, di nome "Strontium", "Fancy Bear" e "APT28", hanno provato a raggirare un numero imprecisato di utenti Internet americani duplicando alcune piattaforme ufficiali di gruppi e organizzazioni americane, come i siti di think tank conservatori Hudson Institute e International Republican Institute che negli ultimi tempi sono stati molto critici nei confronti del Cremlino e anche dell'operato di Donald Trump.
Gli hacker, spacciandosi per siti o invio di email legati a queste associazioni, hanno provato a rubare dati personali e password. Coinvolti due celebri repubblicani molto critici nei confronti di Trump e dei legami con Mosca, e cioè il senatore di Arizona John McCain e l'altro ex candidato alle presidenziali, Mitt Romney. Non è chiaro l'effettivo impatto di questi attacchi informatici legati a Mosca sulle prossime elezioni di "mid term".
Nuova Zelanda - stipendio parlamentari
La premier Ardern: "Troppe disuguaglianze, lo stipendio dei parlamentari
sarà tagliato" / Il "messaggio forte" dopo le proteste di insegnanti e dipendenti
pubblici che chiedono l'aumento.
Lucianone
giovedì 9 agosto 2018
STORIE / società italiana - Quando i nostri migranti andarono in America
9 agosto '18 - giovedì 9th August / Thursday visione post - 21
Donne che allattano, ragazzini, vecchi analfabeti. Su una nave,
più di cento anni fa, che portava gli italiani in America
(Espresso, 24 giugno 2018 . Dentro e fuori / Bernardo Valli)
EMIGRARE SENZA SCARPE
Dedico questa rubrica a Edmondo De Amicis. Cedo largo spazio a brani di un libro,
spacciato per romanzo, ma in realtà racconto di viaggio, che centotrent'anni dopo la
prima pubblicazione ridiventa d'attualità. E a ridargliela sono i migranti. Al posto
degli extracomunitari d'oggi che angosciano molti governi e non abbastanza coscien-
ze ci sono cittadini dell'Italia da poco unita che ha appena recuperato con orgoglio
Roma come capitale. De Amicis ha trentotto anni nel 1884, quando si imbarca sul
piroscafo "Nord America" diretto in Argentina. E a bordo ci sono millecinquecento
emigranti provenienti da tante contrade della penisola. In "Sull'Oceano" (del qua-
le Garzanti è l'ultimo editore e www.liberliber.it il primo editore elettronico) De Ami-
cis li descrive già nel porto di partenza.
"La maggior parte, avendo passato una o due notti all'aria aperta, accucciati come
cani, per le starde di Genova, erano stanchi e pieni di sonno. Operai, contadini, don-
ne con bambini alla mammella, , ragazzetti che avevano ancora attaccata al petto la
piastrina di latta dell'asilo infantile passavano portando quasi tutti sacche e valigie
di ogni forma alla mano o sul capo, e il numero della cuccetta stretto fra le labbra.
Delle donne che avevano un bambino da ciascuna mano, reggevano i loro grossi fa-
gotti coi denti; delle vecchie contadine in zoccoli, alzando la gonnella per non inciam-
pare nelle traversine del ponte, mostravano le gambe nude e stecchite; molti erano
scalzi e portavano le scarpe appese al collo".
Quasi un secolo e mezzo dopo, basta 2cambiare le origini, la nazionalità dei migranti.
Anche allora affondavano le navi nell'Atlantico. I clandestini non mancavano, ma non
rappresentavano un fenomeno di massa. Capitava che gli organizzatori dei viaggi sbar-
cassero i migranti sulle coste tunisine facendo credere che fossero quelle americane.
Anche allora c'erano gli scafisti bricconi, non c'erano invece i soccorritori delle Ong.
Leggendo il De Amicis del 1884 ritrovi non pochi tratti della cronaca d'oggi.
Ce n'eran di quelli, scrive, che non avevano più mangiato un pezzo di carne da anni,
che non avevano mai posato le ossa sopra un letto, pur avendo lavorato da anni con
l'arco della schiena. Arrivavano in America con due scudi in tasca, e ogni giorno
mettevano da parte in un sacco un poco di galletta, per avere qualcosa da rodere una
volta arrivati a terra, e non dover chiedere l'elemosina, nel caso non avessero trovato
subito un lavoro. Temendo che gliele rubassero, alcuni tenevano legate intorno ai pie-
di con lo spago le scarpe in pezza, e di notte le mettevano sotto la testa.
Nei ventidue giorni di navigazione, Edmondo De Amicis ha provato un senso di umi-
liazione davanti ai passeggeri stranieri, che come lui vivevano nel lusso della prima
classe. I loro giudizi pieni di compassione per gli italiani accalcati nelle stive, le loro
esclamazioni di stupore nel vedere europei in quelle condizioni, gli suonavano come
ingiurie. All'arrivo in America, durante i controlli sanitari, gli emigranti sfilavano
lentamente sul ponte della nave, e lui, De Amicis, ebbe l'impressione di assistere a
una processione triste. La numerazione della folla "come di un armento del quale
non importava a nessuno conoscere i nomi", gli fece pensare che tutta quella gente
fosse contata per essere venduta, e che non sfilassero cittadini di uno Stato europeo,
ma vittime di una razzia di ladri di carne umana compiuta su una spiaggia d'Africa
o d'Asia.
"Molti erano puliti e vestiti dei panni migliori, che avevano tenuto in serbo per quel
giorno, per l'arrivo in America, altri erano più cenciosi che alla partenza, imbratta-
ti di tutto il sudiciume raccattato strusciandosi per tre settimane in tutti gli angoli
del bastimento. Avevano le barbe lunghe, il collo nudo, le dita dei piedi fuori dalle
scarpe, più d'uno si teneva la giacchetta senza bottoni, per nascondere il petto villo-
so. Vecchi inarcati, ragazze e ragazzi di vent'anni, operai col camiciotto di lavoro, pa-
stori con lunghe capigliature, contadini caòlabresi e donne brianzole con le raggere di
spille nelle tyrecce avanzavano lentamente, l'uno mettendo il piede sull'orma dell'altro,
come comparse su un palcoscenico, in uno spettacolo rappresentante la fuga di un po-
polo". Le comparse non sono più le stesse.
Lucianone
Donne che allattano, ragazzini, vecchi analfabeti. Su una nave,
più di cento anni fa, che portava gli italiani in America
(Espresso, 24 giugno 2018 . Dentro e fuori / Bernardo Valli)
EMIGRARE SENZA SCARPE
Dedico questa rubrica a Edmondo De Amicis. Cedo largo spazio a brani di un libro,
spacciato per romanzo, ma in realtà racconto di viaggio, che centotrent'anni dopo la
prima pubblicazione ridiventa d'attualità. E a ridargliela sono i migranti. Al posto
degli extracomunitari d'oggi che angosciano molti governi e non abbastanza coscien-
ze ci sono cittadini dell'Italia da poco unita che ha appena recuperato con orgoglio
Roma come capitale. De Amicis ha trentotto anni nel 1884, quando si imbarca sul
piroscafo "Nord America" diretto in Argentina. E a bordo ci sono millecinquecento
emigranti provenienti da tante contrade della penisola. In "Sull'Oceano" (del qua-
le Garzanti è l'ultimo editore e www.liberliber.it il primo editore elettronico) De Ami-
cis li descrive già nel porto di partenza.
"La maggior parte, avendo passato una o due notti all'aria aperta, accucciati come
cani, per le starde di Genova, erano stanchi e pieni di sonno. Operai, contadini, don-
ne con bambini alla mammella, , ragazzetti che avevano ancora attaccata al petto la
piastrina di latta dell'asilo infantile passavano portando quasi tutti sacche e valigie
di ogni forma alla mano o sul capo, e il numero della cuccetta stretto fra le labbra.
Delle donne che avevano un bambino da ciascuna mano, reggevano i loro grossi fa-
gotti coi denti; delle vecchie contadine in zoccoli, alzando la gonnella per non inciam-
pare nelle traversine del ponte, mostravano le gambe nude e stecchite; molti erano
scalzi e portavano le scarpe appese al collo".
Quasi un secolo e mezzo dopo, basta 2cambiare le origini, la nazionalità dei migranti.
Anche allora affondavano le navi nell'Atlantico. I clandestini non mancavano, ma non
rappresentavano un fenomeno di massa. Capitava che gli organizzatori dei viaggi sbar-
cassero i migranti sulle coste tunisine facendo credere che fossero quelle americane.
Anche allora c'erano gli scafisti bricconi, non c'erano invece i soccorritori delle Ong.
Leggendo il De Amicis del 1884 ritrovi non pochi tratti della cronaca d'oggi.
Ce n'eran di quelli, scrive, che non avevano più mangiato un pezzo di carne da anni,
che non avevano mai posato le ossa sopra un letto, pur avendo lavorato da anni con
l'arco della schiena. Arrivavano in America con due scudi in tasca, e ogni giorno
mettevano da parte in un sacco un poco di galletta, per avere qualcosa da rodere una
volta arrivati a terra, e non dover chiedere l'elemosina, nel caso non avessero trovato
subito un lavoro. Temendo che gliele rubassero, alcuni tenevano legate intorno ai pie-
di con lo spago le scarpe in pezza, e di notte le mettevano sotto la testa.
Nei ventidue giorni di navigazione, Edmondo De Amicis ha provato un senso di umi-
liazione davanti ai passeggeri stranieri, che come lui vivevano nel lusso della prima
classe. I loro giudizi pieni di compassione per gli italiani accalcati nelle stive, le loro
esclamazioni di stupore nel vedere europei in quelle condizioni, gli suonavano come
ingiurie. All'arrivo in America, durante i controlli sanitari, gli emigranti sfilavano
lentamente sul ponte della nave, e lui, De Amicis, ebbe l'impressione di assistere a
una processione triste. La numerazione della folla "come di un armento del quale
non importava a nessuno conoscere i nomi", gli fece pensare che tutta quella gente
fosse contata per essere venduta, e che non sfilassero cittadini di uno Stato europeo,
ma vittime di una razzia di ladri di carne umana compiuta su una spiaggia d'Africa
o d'Asia.
"Molti erano puliti e vestiti dei panni migliori, che avevano tenuto in serbo per quel
giorno, per l'arrivo in America, altri erano più cenciosi che alla partenza, imbratta-
ti di tutto il sudiciume raccattato strusciandosi per tre settimane in tutti gli angoli
del bastimento. Avevano le barbe lunghe, il collo nudo, le dita dei piedi fuori dalle
scarpe, più d'uno si teneva la giacchetta senza bottoni, per nascondere il petto villo-
so. Vecchi inarcati, ragazze e ragazzi di vent'anni, operai col camiciotto di lavoro, pa-
stori con lunghe capigliature, contadini caòlabresi e donne brianzole con le raggere di
spille nelle tyrecce avanzavano lentamente, l'uno mettendo il piede sull'orma dell'altro,
come comparse su un palcoscenico, in uno spettacolo rappresentante la fuga di un po-
polo". Le comparse non sono più le stesse.
Lucianone
Personaggi - Emiliano Sisto, Il collezionista del '68
9 agosto '18 - giovedì 9th August / Thursday visione post - 24
(da la Repubblica - 6 agosto '18 - Brunella Giovara / Milano)
Cos'è stato il '68? Mah, chi può dirlo davvero. I documenti lo possono spiegare bene. a
saperli leggere, e intanto ci vuole qualcuno che li raccolga, come sta facendo Emiliano
Sisto, 44 anni, uno che non c'era ma ha la passione di raccattare e catalogare volantini
e manifesti, libri e opuscoli, e persino dischi, tipo Gli Sfruttati e Padroni ci volete spa-
ventare, "due canzoni sindacali di Franco Rusnati" edite da "I dischi del Sole", il coro
era degli operai della Breda di Sesto San Giovanni, e chissà se qualcuno ne ha altri in
cantina. Se qualcuno ne ha, e francamente non sa più che farsene, potrebbe contatta-
re Sisto, che da un anno ha messo su una pagina Facebook che si chiama Lunga Rab-
bia e lì ha cominciato a pubblicare tutto quello che negli anni ha comprato, o trovato,
o avuto in regalo, come "la cassa di documenti che mi è arrivata da Napoli, era roba
del capo ufficio propaganda del coordinamento dei comitati di lotta operaia, tra Na-
poli, 67 fino al 1973Secondigliano e dintorni, dal '67 fino al 1973, un pezzo di storia".
Il suo è un archivio privato - 10mila pezzi circa - tra politica e controcultura, conservato
in uno studio che si affaccia sul soggiorno di casa, dove una moglie paziente sopporta
un leggero odore di muffa, tutta roba che arriva da cantine e robivecchi, o librerie anti-
quarie che di colpo si trovano davanti anzichè una cinquecentina, un libretto che si in-
titola Eni - Petrolio e lotta di classe, a cura "del collettivo Eni". Che farsene? E poi:
quanto può valere? Sisto può dare un suo parere, forte della esperienza che si è fatta
negli anni, studiando molto e rubando molto tempo al lavoro . settore finanza - ma da
quando ha aperto la pagina Facebook è stato tutto un "ti mando delle cose, non so più
che farmene", oppure "che peccato, mio figlio ha appena buttato via tutto".
Venticinquemilacinquecento followers, non è poca roba, uno scrive "non ho mai condi-
viso le idee, ma è un'autentica pagina di storia, mi riporta indietro nel tempo, in quella
Milano che nei filmati oggi si vede solo in bianco e nero, ma noi giovani di allora la sa-
pevamo dipingere con i nostri ideali, le nostre diversità, e quella voglia di vivere che
nella generazione di oggi stento a trovare". - Non c'è solo Milano, naturalmente. Nei
volantini, fogli sparsi, ciclostilati, numeri unici, giornali e riviste (tutta Lotta Continua,
tutto Re Nudo, e anche A/traverso, la rivista dell'ala creativa dell'autonomia bologne-
se) e foto sono rappresentati i movimenti di contestazione della sinistra rivoluzionaria
dal 1965 al 1980, "ossia il lungo '68 italiano". Un "flash sugli anni 70", scrive una let-
trice, si presukme ragazza in quegli stessi anni di lotte e occupazioni, scioperi e mani-
festazioni, cortei, arresti e voglia di esserci - quando la parola impegno non era casua-
le - di partecipare, "cosa che purtroppo oggi non vedo più succedere", dice Sisto. Lui
non c'era, essendo nato nel '73, ma figlio di un "papà che ha fatto il '68 a Pisa nel mo-
vimento studentesco, poi entrato nel gruppo Fiat, dirigente della Magneti Marelli a
Sesto San Giovanni", uno che raccontava cose interessanti, da lì è nata la passione
per un'epoca "secondo me poco studiata e con molte ricostruzioni ideologiche".
Non sono uno storico e nemmeno un archivista, ma ho capito che nella storia d'Italia
c'è una specie di buco, ad un certo punto si passa dalla Seconda Guerra Mondiale al-
l'oggi , e sembra che di quegli anni non si voglia parlare". Delle carte di allora, essen-
do Internet ancora lontano, "molto è andato distrutto, o semplicemente perso. Qual-
cosa salta fuori nei mercatini delle pulci o dalle cantine sgomberate", dove talvolta
affiora anche molto altro, non solo ricordi del tempo che fu. "Molto arriva da ex mi-
litanti, una signora del movimento studentesco di Scienze e Chimica di Palermo mi
ha mandato documenti sulle richieste degli studenti, anni '68- 69', le matrici origina-
li per il ciclostile". Da Cinisi sono arrivati i volantini che Democrazia Proletaria
stampò per la morte di Peppino Impastato, era il 1978. Molte foto, come quelle di Di-
no Fracchia al Parco Lambro, alcune addirittura a colori, molte dell'archivio Farabo-
la, si vedono i funerali delle vittime di Piazza Fontana, davanti al Duomo tutto nero
di gente in piedi. E il funerale del commissario Calabresi, il furgone che passa per via
Fatebenefratelli tra altrettanta gente, muta. Ci sono le immagini di Dario Bellini, i di-
sordini a Campo de' Fiori lo stesso giorno in cui morì Giorgiana Masi. Scatti mai vi-
sti, spesso, foto degli scontri di via De Amicis a Milano, ragazzi che corrono, striscio-
ni: "Il goverso che licensia e uccide", "Siamo noi donne che dobbiamo gestire il no-
stro corpo", "La casa è un diritto", e poi un tizio con un elegante loden che vende
Senza tregua.
Poi, c'è il terrorismo. Sisto custodisce pezzi rari, come Nuova Resistenza, due soli
numeri, aprile e maggio 1971. Nella redazione ci sono Franceschini, Curcio, Cagol,
il guppo fondante delle Brigate rosse (pezzi trovati in un mercatino di Milano). "Mi
affascina sapere e capire perchè persone normali, e anche intelligenti, finirono per
prendere le armi", dice lui, che ha una curiosità solo storica, e la capacità di stuoir-
si ancora, nonostante i molti libri studiati. "Il mio obiettivo è preservare questo ma-
teriale dalla distruzione, utilizzarlo per divulgarlo, per farne cultura", e chissà che
non ci riesca davvero.
Lucianone
(da la Repubblica - 6 agosto '18 - Brunella Giovara / Milano)
Cos'è stato il '68? Mah, chi può dirlo davvero. I documenti lo possono spiegare bene. a
saperli leggere, e intanto ci vuole qualcuno che li raccolga, come sta facendo Emiliano
Sisto, 44 anni, uno che non c'era ma ha la passione di raccattare e catalogare volantini
e manifesti, libri e opuscoli, e persino dischi, tipo Gli Sfruttati e Padroni ci volete spa-
ventare, "due canzoni sindacali di Franco Rusnati" edite da "I dischi del Sole", il coro
era degli operai della Breda di Sesto San Giovanni, e chissà se qualcuno ne ha altri in
cantina. Se qualcuno ne ha, e francamente non sa più che farsene, potrebbe contatta-
re Sisto, che da un anno ha messo su una pagina Facebook che si chiama Lunga Rab-
bia e lì ha cominciato a pubblicare tutto quello che negli anni ha comprato, o trovato,
o avuto in regalo, come "la cassa di documenti che mi è arrivata da Napoli, era roba
del capo ufficio propaganda del coordinamento dei comitati di lotta operaia, tra Na-
poli, 67 fino al 1973Secondigliano e dintorni, dal '67 fino al 1973, un pezzo di storia".
Il suo è un archivio privato - 10mila pezzi circa - tra politica e controcultura, conservato
in uno studio che si affaccia sul soggiorno di casa, dove una moglie paziente sopporta
un leggero odore di muffa, tutta roba che arriva da cantine e robivecchi, o librerie anti-
quarie che di colpo si trovano davanti anzichè una cinquecentina, un libretto che si in-
titola Eni - Petrolio e lotta di classe, a cura "del collettivo Eni". Che farsene? E poi:
quanto può valere? Sisto può dare un suo parere, forte della esperienza che si è fatta
negli anni, studiando molto e rubando molto tempo al lavoro . settore finanza - ma da
quando ha aperto la pagina Facebook è stato tutto un "ti mando delle cose, non so più
che farmene", oppure "che peccato, mio figlio ha appena buttato via tutto".
Venticinquemilacinquecento followers, non è poca roba, uno scrive "non ho mai condi-
viso le idee, ma è un'autentica pagina di storia, mi riporta indietro nel tempo, in quella
Milano che nei filmati oggi si vede solo in bianco e nero, ma noi giovani di allora la sa-
pevamo dipingere con i nostri ideali, le nostre diversità, e quella voglia di vivere che
nella generazione di oggi stento a trovare". - Non c'è solo Milano, naturalmente. Nei
volantini, fogli sparsi, ciclostilati, numeri unici, giornali e riviste (tutta Lotta Continua,
tutto Re Nudo, e anche A/traverso, la rivista dell'ala creativa dell'autonomia bologne-
se) e foto sono rappresentati i movimenti di contestazione della sinistra rivoluzionaria
dal 1965 al 1980, "ossia il lungo '68 italiano". Un "flash sugli anni 70", scrive una let-
trice, si presukme ragazza in quegli stessi anni di lotte e occupazioni, scioperi e mani-
festazioni, cortei, arresti e voglia di esserci - quando la parola impegno non era casua-
le - di partecipare, "cosa che purtroppo oggi non vedo più succedere", dice Sisto. Lui
non c'era, essendo nato nel '73, ma figlio di un "papà che ha fatto il '68 a Pisa nel mo-
vimento studentesco, poi entrato nel gruppo Fiat, dirigente della Magneti Marelli a
Sesto San Giovanni", uno che raccontava cose interessanti, da lì è nata la passione
per un'epoca "secondo me poco studiata e con molte ricostruzioni ideologiche".
Non sono uno storico e nemmeno un archivista, ma ho capito che nella storia d'Italia
c'è una specie di buco, ad un certo punto si passa dalla Seconda Guerra Mondiale al-
l'oggi , e sembra che di quegli anni non si voglia parlare". Delle carte di allora, essen-
do Internet ancora lontano, "molto è andato distrutto, o semplicemente perso. Qual-
cosa salta fuori nei mercatini delle pulci o dalle cantine sgomberate", dove talvolta
affiora anche molto altro, non solo ricordi del tempo che fu. "Molto arriva da ex mi-
litanti, una signora del movimento studentesco di Scienze e Chimica di Palermo mi
ha mandato documenti sulle richieste degli studenti, anni '68- 69', le matrici origina-
li per il ciclostile". Da Cinisi sono arrivati i volantini che Democrazia Proletaria
stampò per la morte di Peppino Impastato, era il 1978. Molte foto, come quelle di Di-
no Fracchia al Parco Lambro, alcune addirittura a colori, molte dell'archivio Farabo-
la, si vedono i funerali delle vittime di Piazza Fontana, davanti al Duomo tutto nero
di gente in piedi. E il funerale del commissario Calabresi, il furgone che passa per via
Fatebenefratelli tra altrettanta gente, muta. Ci sono le immagini di Dario Bellini, i di-
sordini a Campo de' Fiori lo stesso giorno in cui morì Giorgiana Masi. Scatti mai vi-
sti, spesso, foto degli scontri di via De Amicis a Milano, ragazzi che corrono, striscio-
ni: "Il goverso che licensia e uccide", "Siamo noi donne che dobbiamo gestire il no-
stro corpo", "La casa è un diritto", e poi un tizio con un elegante loden che vende
Senza tregua.
Poi, c'è il terrorismo. Sisto custodisce pezzi rari, come Nuova Resistenza, due soli
numeri, aprile e maggio 1971. Nella redazione ci sono Franceschini, Curcio, Cagol,
il guppo fondante delle Brigate rosse (pezzi trovati in un mercatino di Milano). "Mi
affascina sapere e capire perchè persone normali, e anche intelligenti, finirono per
prendere le armi", dice lui, che ha una curiosità solo storica, e la capacità di stuoir-
si ancora, nonostante i molti libri studiati. "Il mio obiettivo è preservare questo ma-
teriale dalla distruzione, utilizzarlo per divulgarlo, per farne cultura", e chissà che
non ci riesca davvero.
Lucianone
Iscriviti a:
Post (Atom)