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lunedì 23 ottobre 2017
domenica 22 ottobre 2017
Istruzione - Riflessioni / Sulla scuola italiana che non va
22 ottobre '17 - domenica 22nd October / Sunday visione post -
RIFLESSIONI: sulla scuola in Italia
Scuola e sport, scuola e sicurezza, scuola e reponsabilità,
scuola e le sue contraddizioni, scuola e insegnanti trascurati
L'atletica italiana è peggiorata in questi ultimi sei, sette anni, come mai era suc-
cesso in passato, e non ha prodotto più campioni validi da contrapporre, alle Olim-
piadi e ai Mondiali, agli altri Paesi europei, e men che meno agli atleti americani e
africani. Il ruolo della scuola italiana in questo fallimento, in ambito atletico, ha
sempre avuto un peso preponderante, diciamo circa l'80 per cento, ma ormai oggi
va pure oltre. Fino al punto che nelle scuole italiane un alunno su tre non sa fare
ancora la capriola, perchè nessuno gliel'ha insegnata quando era piccino, magari
all'asilo. Se a quei bambini fosse stato insegnato come fare la capriola, non avreb-
bero avuto "paura" di cimentarsi (una pratica fondamentalefin dall'infanmzia) e
si sarebbero pure divertiti.
CONTINUA... to be continued...
RIFLESSIONI: sulla scuola in Italia
Scuola e sport, scuola e sicurezza, scuola e reponsabilità,
scuola e le sue contraddizioni, scuola e insegnanti trascurati
L'atletica italiana è peggiorata in questi ultimi sei, sette anni, come mai era suc-
cesso in passato, e non ha prodotto più campioni validi da contrapporre, alle Olim-
piadi e ai Mondiali, agli altri Paesi europei, e men che meno agli atleti americani e
africani. Il ruolo della scuola italiana in questo fallimento, in ambito atletico, ha
sempre avuto un peso preponderante, diciamo circa l'80 per cento, ma ormai oggi
va pure oltre. Fino al punto che nelle scuole italiane un alunno su tre non sa fare
ancora la capriola, perchè nessuno gliel'ha insegnata quando era piccino, magari
all'asilo. Se a quei bambini fosse stato insegnato come fare la capriola, non avreb-
bero avuto "paura" di cimentarsi (una pratica fondamentalefin dall'infanmzia) e
si sarebbero pure divertiti.
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mercoledì 27 settembre 2017
SPORT - calcio / serie A - 8^ giornata 2017/18
22 ottobre '17 22nd October / Sunday visione post - 19
Risultati delle partite
Juventus 1 Roma 0 Fiorentina 2 Bologna 2 Cagliari 2 Crotone 2
Lazio 2 Napoli 1 Udinese 1 Spal 1 Genoa 3 Torino 2
Sampdoria 3 Sassuolo 0 Inter 3 Verona H. 1
Atalanta 1 Chievo 0 Milan 2 Benevento 0
CLASSIFICA
Napoli 24 / Inter 22 / Juventus, Lazio 19 / Roma 15 / Sampdoria, Bologna 14
Torino 13 / Milan, Chievo 12 / Fiorentina 10 / Atalanta 9 / Udinese, Cagliari,
Crotone, Verona H. 6 / Genoa, Spal, Sassuolo 5 / Benevento 0
Risultati delle partite
Juventus 1 Roma 0 Fiorentina 2 Bologna 2 Cagliari 2 Crotone 2
Lazio 2 Napoli 1 Udinese 1 Spal 1 Genoa 3 Torino 2
Sampdoria 3 Sassuolo 0 Inter 3 Verona H. 1
Atalanta 1 Chievo 0 Milan 2 Benevento 0
CLASSIFICA
Napoli 24 / Inter 22 / Juventus, Lazio 19 / Roma 15 / Sampdoria, Bologna 14
Torino 13 / Milan, Chievo 12 / Fiorentina 10 / Atalanta 9 / Udinese, Cagliari,
Crotone, Verona H. 6 / Genoa, Spal, Sassuolo 5 / Benevento 0
Lucianone
mercoledì 30 agosto 2017
SPORT - Calcio / Serie A - 2^ giornata 2017
30 agosto '17 - mercoledì 30 th August / Wednesday visione post - 12
ost -
RISULTATI delle partite
Benevento 0 Genoa 2 Roma 1 Torino 3 Chievo 1 Crotone 0
Bologna 1 Juventus 4 Inter 3 Sassuolo 0 Lazio 2 H. Verona 0
Fiorentina 1 Milan 2 Napoli 3 Spal 3
Sampdoria 2 Cagliari 1 Atalanta 1 Udinese 2
Classifica
Juventus, Inter, Napoli, Milan, Sampdoria 6 / Torino, Spal, Bologna, Lazio 4 /
Chievo, Roma 3 / Genoa, H. Verona, Crotone, Sassuolo 1 /
Udinese, Benevento, Atalanta, Cagliari, Fiorentina 0
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ost -
RISULTATI delle partite
Benevento 0 Genoa 2 Roma 1 Torino 3 Chievo 1 Crotone 0
Bologna 1 Juventus 4 Inter 3 Sassuolo 0 Lazio 2 H. Verona 0
Fiorentina 1 Milan 2 Napoli 3 Spal 3
Sampdoria 2 Cagliari 1 Atalanta 1 Udinese 2
Classifica
Juventus, Inter, Napoli, Milan, Sampdoria 6 / Torino, Spal, Bologna, Lazio 4 /
Chievo, Roma 3 / Genoa, H. Verona, Crotone, Sassuolo 1 /
Udinese, Benevento, Atalanta, Cagliari, Fiorentina 0
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martedì 29 agosto 2017
CULTURA - Paradisi artificiali / La storia del "peyote", la pianta che altera la percezione visiva
29 agosto '17 - martedì 29th August / Tuesday visione post - 20
(da la Repubblica - 11/08/'17 - R2Cultura - Storie d'Estate / Marco Belpoliti)
Un viaggio messicano chiamato "peyote"
Il 10 gennaio 1936 Anmtonin Artaud parte per il Messico. Segue le tracce di una tribù de-
dita all'uso e al culto del peyote. Nell'agosto dell'anno seguente esce anonimo sulle pagi-
ne della "Nouvelle Revue Francaise" il racconto Al paese dei Tarahumara: "Il soggioga-
mento fisico era sempre presente, Quel cataclisma che era il mio corpo... Dopo 28 giorni
d'attesa, non ero ancora rientrato in me: - bisognerebbe dire uscito in me". L'esperienza
che Artaud compie non concerne il divino, bensì se stesso. Lo spiegherà nel 1945 all'ami-
co Henri Parisot: "Significa che non è Gesù Cristo che sono andato a cercare dai Tarahu-
maras, ma me stesso, il signor Antonin Artaud, nato il 4 settembre 1896 a Marsiglia".
Il peyotl è un cactus, Lophophora willimasii, che si trova nelle zone aride del Messico set-
tentrionale. La sua comparsa ufficiale data 1886, quando Ludwig Lewin pubblica la pri-
ma relazione che lo classifica dal punto di vista botanico descrivendone le qualità alluci-
nogene. Alla fine dell'Ottocento sono diversi gli studiosi, tra cui Havelock Ellis attratti
dalle modificazioni psicologiche che provoca nelle persone che lo ingeriscono. Un frate
francescano, Bernardino de Sahagùn, arrivato quarant'anni dopo la conquista del Mes-
sico da parte di Hernan Cortés, aveva steso la prima testimonianza scritta sulla storia
del cactus peyote. In Historia General de las Cosas de Nueva Espana informa sulle ceri-
monie a base di piante sacre; dopo di lui un naturalista e botanico, Francisco Hernàn-
dez, mandato nel 1570 da Filippo II a conoscere la botanica del Nuovo Mondo, redige
De historia plantarum Novae Hispaniae in 16 volumi. Vi esamina droghe e medicamenti
usati dagli indiani, tra cui anche questa pianta. L'Europa apprende così l'esistenza del-
la "radice diabolica". La parola peyotel, o peyote, è di origine Nahuatl e probabilmen-
te significa "splendore" o "illuminazione" attraverso il riferimento al bianco del bozzo-
lo da seta, tocapeyotl. Ugo Leonzio la fa derivare invece da piule, nome generico nessi-
cano per significare "allucinogeno".
Il peyote lo si consuma sotto forma di "bottoni" masticati o ingurgitati dissecati, oppu-
re bevuti in un infuso; di sapore disgustoso, provoca vomito e nausea. Uno degli alcaloi-
di estratti dalla pianta è la mescalina. Gli effetti di questa droga riguardano la percezio-
ne visiva: "Dpo qualche tempo compaiono arabeschi o figure colorate, che s'avvolgono
e svolgono in un gioco delicato, incessante, talora attenuate da ombre scure, talaltra di
una chiarezza inondante". Così scrive Lewin che ha portato il cactus al museo botanico
di Berlino, l'ha classificato e chiamato Anhalonium Lewinii.
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(da la Repubblica - 11/08/'17 - R2Cultura - Storie d'Estate / Marco Belpoliti)
Un viaggio messicano chiamato "peyote"
Il 10 gennaio 1936 Anmtonin Artaud parte per il Messico. Segue le tracce di una tribù de-
dita all'uso e al culto del peyote. Nell'agosto dell'anno seguente esce anonimo sulle pagi-
ne della "Nouvelle Revue Francaise" il racconto Al paese dei Tarahumara: "Il soggioga-
mento fisico era sempre presente, Quel cataclisma che era il mio corpo... Dopo 28 giorni
d'attesa, non ero ancora rientrato in me: - bisognerebbe dire uscito in me". L'esperienza
che Artaud compie non concerne il divino, bensì se stesso. Lo spiegherà nel 1945 all'ami-
co Henri Parisot: "Significa che non è Gesù Cristo che sono andato a cercare dai Tarahu-
maras, ma me stesso, il signor Antonin Artaud, nato il 4 settembre 1896 a Marsiglia".
Il peyotl è un cactus, Lophophora willimasii, che si trova nelle zone aride del Messico set-
tentrionale. La sua comparsa ufficiale data 1886, quando Ludwig Lewin pubblica la pri-
ma relazione che lo classifica dal punto di vista botanico descrivendone le qualità alluci-
nogene. Alla fine dell'Ottocento sono diversi gli studiosi, tra cui Havelock Ellis attratti
dalle modificazioni psicologiche che provoca nelle persone che lo ingeriscono. Un frate
francescano, Bernardino de Sahagùn, arrivato quarant'anni dopo la conquista del Mes-
sico da parte di Hernan Cortés, aveva steso la prima testimonianza scritta sulla storia
del cactus peyote. In Historia General de las Cosas de Nueva Espana informa sulle ceri-
monie a base di piante sacre; dopo di lui un naturalista e botanico, Francisco Hernàn-
dez, mandato nel 1570 da Filippo II a conoscere la botanica del Nuovo Mondo, redige
De historia plantarum Novae Hispaniae in 16 volumi. Vi esamina droghe e medicamenti
usati dagli indiani, tra cui anche questa pianta. L'Europa apprende così l'esistenza del-
la "radice diabolica". La parola peyotel, o peyote, è di origine Nahuatl e probabilmen-
te significa "splendore" o "illuminazione" attraverso il riferimento al bianco del bozzo-
lo da seta, tocapeyotl. Ugo Leonzio la fa derivare invece da piule, nome generico nessi-
cano per significare "allucinogeno".
Il peyote lo si consuma sotto forma di "bottoni" masticati o ingurgitati dissecati, oppu-
re bevuti in un infuso; di sapore disgustoso, provoca vomito e nausea. Uno degli alcaloi-
di estratti dalla pianta è la mescalina. Gli effetti di questa droga riguardano la percezio-
ne visiva: "Dpo qualche tempo compaiono arabeschi o figure colorate, che s'avvolgono
e svolgono in un gioco delicato, incessante, talora attenuate da ombre scure, talaltra di
una chiarezza inondante". Così scrive Lewin che ha portato il cactus al museo botanico
di Berlino, l'ha classificato e chiamato Anhalonium Lewinii.
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lunedì 28 agosto 2017
MOTORI / personaggio - Grande collezionista bergamasco di moto d'epoca: Bruno Finardi
28 agosto '17 - lunedì 28th August / Monday visione post - 22
Una collezione d'altri tempi
(da Corriere della Sera - 26 agosto '17 - CRONACHE - Donatella Tiraboschi)
Avvertenza, prima che a qualcuno venga la fregola di mettere mano al portafoglio: le moto
non sono in vendita. Nemmeno una. Appassionati delle due ruote d'epoca, mettetevi il cuore
in pace. Bruno Finardi non se ne staccherebbe mai. A lui piace così, alzare la saracinesca dei suoi garage disseminati in città e coccolarsi i suoi "gioielli" ad uno ad uno. Come Liz Taylor faceva con i diamanti regalati da Burton e come Carrie Bradshow con le sue Manolo Blahnik
(le donne capiranno). "Penso che, al massimo, in un futuro, potrò regalarle a qualche museo.
Tutte in blocco". Per inciso, il blocco è attualmente composto da 250 moto d'epoca che fanno
di questo giovane ingegnere meccanico bergamasco, 40 anni appena compiuti, uno dei più grandi collezionisti d'Italia. Senz'altro di Bergamo e Lombardia.
La vastità, l'immensità di tutto lo scibile motociclistico è condensato nei "neuroni a due ruo -
te di Bruno, chew impressiona per la mostruosità di dettagli e particolari tecnici di cui è a
conoscenza sul mondo motociclistico terracqueo e su ciascuna delle sue bellezze. Trovate, reperite, acquistate e, verrebbe da dire, raggranellate in oltre 25 anni di ricerca per ma-
ri, monti, cantine e siti internet. Con tanta, tantissima pazienza e ca va sans dire, anche con
un bel pò di finanza (tasto che non abbiamo toccato, per non sembrare ineleganti e perchè
le passioni non hanno prezzo). Oddio, un'intera - dicasi intera - collezione di Rumi, il prez-
zo ce l'avrebbe, eccome, ma il piacere del possesso supera quello del denaro.
Finardi della famosa industria meccanica bergamasca, un pezzo della nostra storia indu-
striale finita negli anni '60, sa e ha tutto. Guarda lo stemma appeso alle pareti della sua
officina e spiega, il perchè di quel simbolo: "Un'elica, un'ancora e un periscopio, gli ele-
menti fondanti della loro produzione industriale". Di quella motociclistica, cominciata
nel Dpoguerra, Bruno ha tutto, perfino il prototipo Diana (1953) o ancora l'antesignana
Turismo in una versione bianca rarissima del 1955. Per non parlare del "Gobbetto", no-
mignolo ironico suggerito dalla forma del serbatoio che oltrepassa in lunghezza la testa
della forcella del motociclo Competition SS52L. Presentato al Salone del Ciclo e del Mo-
tociclo di Milano nel 1951, leggermente modificato nel 1953, cessò di essere prodotto nel
1955. "Al mondo restano solo 4 Gobbetti; uno è a Milano, l'altro in Svezia e un altro in Giappone. Il quarto è questo", dice Bruno con malcelato orgoglio anche parlando del-
l'altro diamante a due ruote, la Taurus, "Questa è l'unica Taurus da corsa rimasta al
mondo".
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Una collezione d'altri tempi
(da Corriere della Sera - 26 agosto '17 - CRONACHE - Donatella Tiraboschi)
Avvertenza, prima che a qualcuno venga la fregola di mettere mano al portafoglio: le moto
non sono in vendita. Nemmeno una. Appassionati delle due ruote d'epoca, mettetevi il cuore
in pace. Bruno Finardi non se ne staccherebbe mai. A lui piace così, alzare la saracinesca dei suoi garage disseminati in città e coccolarsi i suoi "gioielli" ad uno ad uno. Come Liz Taylor faceva con i diamanti regalati da Burton e come Carrie Bradshow con le sue Manolo Blahnik
(le donne capiranno). "Penso che, al massimo, in un futuro, potrò regalarle a qualche museo.
Tutte in blocco". Per inciso, il blocco è attualmente composto da 250 moto d'epoca che fanno
di questo giovane ingegnere meccanico bergamasco, 40 anni appena compiuti, uno dei più grandi collezionisti d'Italia. Senz'altro di Bergamo e Lombardia.
La vastità, l'immensità di tutto lo scibile motociclistico è condensato nei "neuroni a due ruo -
te di Bruno, chew impressiona per la mostruosità di dettagli e particolari tecnici di cui è a
conoscenza sul mondo motociclistico terracqueo e su ciascuna delle sue bellezze. Trovate, reperite, acquistate e, verrebbe da dire, raggranellate in oltre 25 anni di ricerca per ma-
ri, monti, cantine e siti internet. Con tanta, tantissima pazienza e ca va sans dire, anche con
un bel pò di finanza (tasto che non abbiamo toccato, per non sembrare ineleganti e perchè
le passioni non hanno prezzo). Oddio, un'intera - dicasi intera - collezione di Rumi, il prez-
zo ce l'avrebbe, eccome, ma il piacere del possesso supera quello del denaro.
Finardi della famosa industria meccanica bergamasca, un pezzo della nostra storia indu-
striale finita negli anni '60, sa e ha tutto. Guarda lo stemma appeso alle pareti della sua
officina e spiega, il perchè di quel simbolo: "Un'elica, un'ancora e un periscopio, gli ele-
menti fondanti della loro produzione industriale". Di quella motociclistica, cominciata
nel Dpoguerra, Bruno ha tutto, perfino il prototipo Diana (1953) o ancora l'antesignana
Turismo in una versione bianca rarissima del 1955. Per non parlare del "Gobbetto", no-
mignolo ironico suggerito dalla forma del serbatoio che oltrepassa in lunghezza la testa
della forcella del motociclo Competition SS52L. Presentato al Salone del Ciclo e del Mo-
tociclo di Milano nel 1951, leggermente modificato nel 1953, cessò di essere prodotto nel
1955. "Al mondo restano solo 4 Gobbetti; uno è a Milano, l'altro in Svezia e un altro in Giappone. Il quarto è questo", dice Bruno con malcelato orgoglio anche parlando del-
l'altro diamante a due ruote, la Taurus, "Questa è l'unica Taurus da corsa rimasta al
mondo".
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domenica 27 agosto 2017
SPORT / calcio - Campionato di serie A 2917/18
27 agosto '17 - domenica 27 th August / Sunday visione post - 11
2^ giornata
Benevento - Bologna / Genoa - Juventus / Roma - Inter / Torino - Sassuolo
Chievo - Lazio / Crotone - H. Verona / Fiorentina - Sampdoria / Milan - Cagliari/
Napoli - Atalanta / Spal - Udinese
Presentazione squadre
Napoli
Dietro la Juve c'è il Napoli. Rispetto allo scorso anno ha uno schema in più: Milik. E
si ritrova Mertens centravanti ormai capito. Si è un pò fermata la crescita di Zielin-
ski, ma credo si riprenderà presto. Il Napoli ha due problemi: 1) l'ambiente che lo
contagia, l'entusiasmo senza misura, una sfiducia abbastanza totale nelle istituzio-
ni del calcio, per cui alla fine non ha mai una colpa, una responsabilità; 2) la veloci-
tà di gioco: è talmente alta che a volte prende in contropiede la squadra stessa, In
pratica, quando perde palla a metà campo la squadra è spesso scoperta. E' quella
mancanza di fase difensiva che riguarda tutti e sette gli addetti al recupero del pal-
lone a far subire al Napoli troppi gol e non lo ha ancora reso buono per uno scudet-
to. Ma non c'è dubbio che giochi meglio di chiunque in Italia.
Lazio
Risulta solida la Lazio che sembrerebbe aver sostituito bene Biglia. L'errore, se va
via Keita, è nel non avere un secondo attaccante. Anderson è un fantasista senza gol
(3 lo scorso anno). Crescerà ancora Milinkovic, giocatore ormai da grande squadra
europea. Sa fare tutto.
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2^ giornata
Benevento - Bologna / Genoa - Juventus / Roma - Inter / Torino - Sassuolo
Chievo - Lazio / Crotone - H. Verona / Fiorentina - Sampdoria / Milan - Cagliari/
Napoli - Atalanta / Spal - Udinese
Presentazione squadre
Napoli
Dietro la Juve c'è il Napoli. Rispetto allo scorso anno ha uno schema in più: Milik. E
si ritrova Mertens centravanti ormai capito. Si è un pò fermata la crescita di Zielin-
ski, ma credo si riprenderà presto. Il Napoli ha due problemi: 1) l'ambiente che lo
contagia, l'entusiasmo senza misura, una sfiducia abbastanza totale nelle istituzio-
ni del calcio, per cui alla fine non ha mai una colpa, una responsabilità; 2) la veloci-
tà di gioco: è talmente alta che a volte prende in contropiede la squadra stessa, In
pratica, quando perde palla a metà campo la squadra è spesso scoperta. E' quella
mancanza di fase difensiva che riguarda tutti e sette gli addetti al recupero del pal-
lone a far subire al Napoli troppi gol e non lo ha ancora reso buono per uno scudet-
to. Ma non c'è dubbio che giochi meglio di chiunque in Italia.
Lazio
Risulta solida la Lazio che sembrerebbe aver sostituito bene Biglia. L'errore, se va
via Keita, è nel non avere un secondo attaccante. Anderson è un fantasista senza gol
(3 lo scorso anno). Crescerà ancora Milinkovic, giocatore ormai da grande squadra
europea. Sa fare tutto.
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mercoledì 23 agosto 2017
SPORT - calcio / Serie A - 1^ giornata 2017
23 agosto '17 - mercoledì 23rd August / Wednesday visione post - 10
RISULTATI delle partite
Juventus 3 H. Verona 1 Atalanta 0 Bologna 1 Crotone 0
Cagliari 0 Napoli 3 Roma 1 Torino 1 Milan 3
Inter 3 Lazio 0 Sampdoria 2 Sassuolo 0 Udinese 1
Fiorentina 0 Spal 0 Benevento 1 Genoa 0 Chievo 2
Classifica/
Inter, Juvemtus, Milan Napoli, Chievo, Sampdoria, Roma 3 /
Bologna, Torino, Genoa, Lazio, Sassuolo, Spal 1 /
Benevento, Udinese, Atalanta, H. Verona, Cagliari, Crotone, Fiorentina 0 /
Lucianone
RISULTATI delle partite
Juventus 3 H. Verona 1 Atalanta 0 Bologna 1 Crotone 0
Cagliari 0 Napoli 3 Roma 1 Torino 1 Milan 3
Inter 3 Lazio 0 Sampdoria 2 Sassuolo 0 Udinese 1
Fiorentina 0 Spal 0 Benevento 1 Genoa 0 Chievo 2
Classifica/
Inter, Juvemtus, Milan Napoli, Chievo, Sampdoria, Roma 3 /
Bologna, Torino, Genoa, Lazio, Sassuolo, Spal 1 /
Benevento, Udinese, Atalanta, H. Verona, Cagliari, Crotone, Fiorentina 0 /
Lucianone
Riflessioni - La fragilità dei giovani maschi (che uccidono le proprie donne)
23 agosto '17 - mercoledì 23rd August / Wednesday visione post - 14
A proposito dei maschi che uccidono la donna amata (?) perchè non sanno accettare
"la frustrazione della perdita", viene da domandarsi, per esteso, quali perdite, quali
sconfitte, quali limitazioni della felicità, quali decurtazioni delle aspettative è dispo-
sto ad accettare, non solamente sul piano sessuale o affettivo, ognuno di questi bam-
bocci assassini; e non solamente loro. In una società tendenzialmente no-limits tro-
varsi di fronte al limite, per giunta il proprio limite, rende pazzi.
In questo senso la fragilità dei giovani maschi - la loro enorme difficoltà a padroneg-
giare la sconfitta e il rifiuto, e da lì ripartire più calibrati e più saggi - sembra il pa-
radigma della fragilità di una società intera. Negli Usa l'ossessione (ridicola) del win-
ner e del looser, il vincente e il perdente, come sole parti in commedia, non sembra a-
vere generato benessere mentale: il consumo di psicofarmaci, laggiù, è semplicemen-
te abnorme. Per correre ai ripari bisognerebbe organizzare, oltre a quelli benemeriti
di danza, lkebana, cucina e affini, dei corsi di sconfitta. Forse già esistono. Le femmi-
ne, comunque, come docenti paiono meglio attrezzate. I millenni le hanno rese più
resilienti, più avvezze alla sconfitta, e dunque, vedi il paradosso , alla lunga più vin-
centi dei maschi.
(Da
la Repubblica - 3 agosto '17 - L'amaca / Michele Serra)
Lucianone
A proposito dei maschi che uccidono la donna amata (?) perchè non sanno accettare
"la frustrazione della perdita", viene da domandarsi, per esteso, quali perdite, quali
sconfitte, quali limitazioni della felicità, quali decurtazioni delle aspettative è dispo-
sto ad accettare, non solamente sul piano sessuale o affettivo, ognuno di questi bam-
bocci assassini; e non solamente loro. In una società tendenzialmente no-limits tro-
varsi di fronte al limite, per giunta il proprio limite, rende pazzi.
In questo senso la fragilità dei giovani maschi - la loro enorme difficoltà a padroneg-
giare la sconfitta e il rifiuto, e da lì ripartire più calibrati e più saggi - sembra il pa-
radigma della fragilità di una società intera. Negli Usa l'ossessione (ridicola) del win-
ner e del looser, il vincente e il perdente, come sole parti in commedia, non sembra a-
vere generato benessere mentale: il consumo di psicofarmaci, laggiù, è semplicemen-
te abnorme. Per correre ai ripari bisognerebbe organizzare, oltre a quelli benemeriti
di danza, lkebana, cucina e affini, dei corsi di sconfitta. Forse già esistono. Le femmi-
ne, comunque, come docenti paiono meglio attrezzate. I millenni le hanno rese più
resilienti, più avvezze alla sconfitta, e dunque, vedi il paradosso , alla lunga più vin-
centi dei maschi.
(Da
la Repubblica - 3 agosto '17 - L'amaca / Michele Serra)
Lucianone
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