27 aprile '16 - mercoledì 27th April / Wednesday visione post - 21
(da la Repubblica - 22 aprile '16 - LettereCommenti&Idee / Alberto Melloni)
Ago e filo per ricucire le lacerazioni del mondo
Ogni epoca ha conosciuto le lacerazioni politiche, confessionali, ideologiche, nazionali,
spesso ben più gravi di quelle che percorrono il dibattito politico dentro i partiti o le
istituzioni. Ma quelle che la cronaca registra da noi in questi mesi sembrano più dram-
matiche: perchè non sono episodi ripetuti, ma l'espressione di una cultura dello scisma
che riverbera nel piccolo della nostra cultura perchè riempie col suo sordo rumore il
mondo. Anzichè percepire l'esistenza d'una "societas" entro la quale si danno conflitti
e lotte con una direzione, vediamo attorno a noi il progredire di spaccature che fanno
ogni "societas" personale o collettiva un'accozzaglia di brandelli e risentimenti. Dove
tutto può diventare e diventa occasione per temersi e minacciarsi. Pezze disordinate
destinate a rimanere tali finchè non nascerà un'arte della sutura, la cultura dell'ago e
del filo. - Renzo Piano, in uno slancio di ottimismo, ha usato proprio la figura del"rammendo" per parlare con aristocratica dolcezza delle periferie urbane: ma basta
salire sugli autobus che attraversano i centri storici per sentire il rumore della paura,
che estranea le anime. Zygmunt Bauman ci propone da anni la metafora della società li-
quida: consolatoria al fondo: perchè suppone una solidarietà fisica fra le molecole, una
qualche prevedibilità dei comportamenti. La formula del Papa sulla terza guerra mon-
diale a capitoli viene salutata con entusiasmo, e tutti sperano che abbia ragione: giacchè
le guerre, prima o poi, finiscono. - In realtà ognuno ha coscienza di vivere afflitto da un
tribalismo molteplice, premoderno e postmoderno: fatto di panni laceri e sospetti invin-
cibili - che solo di rado e in comunità obbligatorie come quelle della scuola, della cella o
dell'ospedale si abbassano un poco. Perchè sul piano generale la cultura della "sforbicia-
ta" (lo scisma vuol dir questo: tagliare ciò che era stato intessuto in un unico telo) colpi-
sce su vasta scala. Sale da un punto molto profondo, la cultura dello scisma, e affiora in
quelli che sono esantemi: nel turpiloquio dei "lettori" che commentano gli articoli di
giornale sul web, nello smozzicato linguaggio dei social, nella catechesi del trash che
ogni giorno addita agli odiati chi odiare di più. La scissione metodica divide un "loro""
sempre più simile al "tutti", e un "noi" sempre più vicino all'"io" solitario del consuma-
tore, reso impotente e ringhioso dalla crisi. Tutti bloccati nell'attesa che qualcosa, qual-
cuno impugni ago e filo e ricrei quel tessuto comune nel quale il contrasto, duro e neces-
sario, ridiventi processo e non insulto vitalista.
Le sapienze spirituali e civili che ci appartengono ci hanno insegnato il valore di ago e filo.
La parola biblica, che ha infatti disilluso da sempre gli utopisti, ricorda a tutti che la per-
fezione andò perduta all'inizio del tempo, davanti all'albero del bene/male dove la più
dolce differenza della femmina e del maschio diventò occasione del primo "j'accuse":
scena, com'è noto, che impressionò assai il Creatore dei mondi, il quale nel primo lunedì
del tempo, compì un gesto profetico e si mise a cucire gli abiti dei progenitori. Con ago e
filo. - La sapienza costituzionale ha sempre pensato di non aver nulla di perfetto e di
non aver altro fondamento che la sua capacità di diffidare degli integralismi religiosi e
irreligiosi: ha dunque creato istituzioni che volevano tenere insieme la società e rendere
così possibile la fecondità comune della divergenza cucendola con principi, diritti, valo-
ri che sono l'ago e il filo della democrazia. Ma il mondo vede scossa, al ritmo del ciuffo
di Donald Trump, la fiducia nelle sapienze e nelle docrazie su scala globale.
E la società italiana ricalca nel suo piccolo questa tendenza. Le culture politiche si slab-
brano talmente tanto da aver reso le amministrative la madre di tutte le battaglie: come
se perdere o vincere Milano fosse la scena finale della "La guerra dei Roses" prodotto
dal Pd; con Sel che attende dalla sconfitta a Roma un oracolo sul proprio baricentro; la
destra che fa la sua prima resistenza alla desistenza; e il centrodestra che spera che il
taumaturgo delle sue incertezze venga da fuori. Le culture istituzionali si slabbrano,
perchè nel momento in cui la magistratura interroga il ministro dei rapporti col Parla-
mento sulla formazione della volontà politica di un Parlamento che troppo spesso il go-
verno ha trattato da notaio della propria agenda, si ha il senso di quanto profonde sia-
no le lacerazioni. I 14 partiti che sostengono Matteo Renzi ammirano, temono o sfrut-
tano molte cose di lui, ma non certo l'uso dell'ago e del filo; e di quelle forze che furono
movimenti di massa e "think tank" restano federazioni di minoranza e di smodate am-
bizioni, con pochi "tank" e ancor meno "think".
Vuol dire allora che ago e filo non si possono usare, che sono arnesi desueti o finiti? No:
e lo dimostrano due uomini così diversi come papa francesco e il patriarca Bartolomeo.
Loro hanno come vocazione quella di ricucire col filo del perdono le chiese così che di-
ventino per grazia la tunica "senza cuciture" di Gesù descritta dal vangelo di Giovanni:
e stanno obbedendo a quel comando. Ma il loro sforzo di unità viene visto da una politi-
ca analfabeta del religioso come un'eccezione del "pianetino cristiano", capace, se mai,
di impennate profetiche come la visita ai profughi di Lesbo. Invece è vero proprio il
contrario. Se il nome di Dio, usato nelle più irrefrenabili violenze, può essere usato per
fare perdono e unità, allora ogni ricucitura è possibile.
Se si cerca ago e filo, se si trovano la voglia di imparare a cucire e di rammendare.
Lucianone
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
mercoledì 27 aprile 2016
Ultime notizie >>> dall'Italia e dal mondo / Latest news today
27 aprile '16 - mercoledì 27th April / Wednesday visione post - 15
Migranti - BRENNERO
Vienna >>> controlli già dall'Italia / come funzionerà la nuova "barriera"
Il capo della polizia tirolese: "Schierati 250 agenti, prevista una rete di
370 metri". Le autorità austriache chiedono di poter controllare i treni
già sul territorio italiano. Renzi: "La chiusura del Brennero è sfaccia-
tamente contro le regole Ue". Hofer, vincitore al primo turno delle pre-
sidenziali: "Bisogna fermare l'onda dei migranti".
VIENNA «Non sono certo felice del blocco sul Brennero: ma finché le frontiere esterne della zona Schengen non funzionano, dobbiamo mettere in sicurezza i nostri confini nazionali. Spero che sia solo una misura temporanea e di poter arrivare in fretta ad una situazione in cui l’area di Schengen sia sicura». Nella prima uscita pubblica dopo il voto che domenica con oltre il 35% delle preferenze gli ha assicurato il vantaggio nella corsa per le presidenziali austriache, il candidato del Partito della libertà (Fpö) Norbert Hofer, 45 anni, ripete come un mantra la parola chiave della sua politica estera: sicurezza. L’uomo che con il ballottaggio del 22 maggio potrebbe diventare il nuovo presidente dell’Austria (lo sfidante, il verde Alexander Van der Bellen, è solo al 21%) usa i toni calmi e pacati che lo contraddistinguono. Ci pensa il leader del suo partito, Heinz-Christian Strache, 46enne dagli occhi chiarissimi seduto accanto a lui nella sede della Fpö di Vienna, ad alzarli per un solo momento: «Dipende da Roma e dai politici italiani rispettare i propri doveri legali e mettere in sicurezza i propri confini esterni — dice —. Sta a loro non commettere l’errore della Grecia che non rispetta le proprie leggi. È responsabilità di Roma: se non se la assume, noi siamo costretti ad agire»,

Terrorismo - FRANCIA
Salah Abdeslam trasferito in Francia / L'avvocato: "E' un utile imbecille"
Italia ultima in Europa per laureati / E il 30% di matricole è in fuga dal Sud
Si laurea un italiano su quattro, in Europa la media è del 38,7%. Anche il lavoro è a due velocità: a un anno dalla laurea occupati 74 ragazzi del Nord su 100, contro 53 su cento al Sud. Eurostat: il Belpaese tra le maglie nere per abbandoni scolastici
Lucianone
Migranti - BRENNERO
Vienna >>> controlli già dall'Italia / come funzionerà la nuova "barriera"
Il capo della polizia tirolese: "Schierati 250 agenti, prevista una rete di
370 metri". Le autorità austriache chiedono di poter controllare i treni
già sul territorio italiano. Renzi: "La chiusura del Brennero è sfaccia-
tamente contro le regole Ue". Hofer, vincitore al primo turno delle pre-
sidenziali: "Bisogna fermare l'onda dei migranti".
VIENNA «Non sono certo felice del blocco sul Brennero: ma finché le frontiere esterne della zona Schengen non funzionano, dobbiamo mettere in sicurezza i nostri confini nazionali. Spero che sia solo una misura temporanea e di poter arrivare in fretta ad una situazione in cui l’area di Schengen sia sicura». Nella prima uscita pubblica dopo il voto che domenica con oltre il 35% delle preferenze gli ha assicurato il vantaggio nella corsa per le presidenziali austriache, il candidato del Partito della libertà (Fpö) Norbert Hofer, 45 anni, ripete come un mantra la parola chiave della sua politica estera: sicurezza. L’uomo che con il ballottaggio del 22 maggio potrebbe diventare il nuovo presidente dell’Austria (lo sfidante, il verde Alexander Van der Bellen, è solo al 21%) usa i toni calmi e pacati che lo contraddistinguono. Ci pensa il leader del suo partito, Heinz-Christian Strache, 46enne dagli occhi chiarissimi seduto accanto a lui nella sede della Fpö di Vienna, ad alzarli per un solo momento: «Dipende da Roma e dai politici italiani rispettare i propri doveri legali e mettere in sicurezza i propri confini esterni — dice —. Sta a loro non commettere l’errore della Grecia che non rispetta le proprie leggi. È responsabilità di Roma: se non se la assume, noi siamo costretti ad agire»,
Terrorismo - FRANCIA
Salah Abdeslam trasferito in Francia / L'avvocato: "E' un utile imbecille"
Il terrorista degli attentati del 13 novembre consegnato alle autorità francesi. Trasferito in Francia con un elicottero, quindi l’interrogatorio davanti ai magistrati. Sarà rinchiuso in isolamento nel carcere di Fleury-Merogis, a 30 chilometri da Parigi.
Grillo - CATANIA
Beppe Grillo: "Casaleggio ucciso anche dagli articoli contro di lui"
Il leader dei Cinque Stelle, durante il suo spettacolo nella città etnea, ricorda il cofondatore del movimento scomparso quindici giorni fa e attacca i giornalisti
Istruzione - Italia >>> RAPPORTO ALMALAUREABeppe Grillo: "Casaleggio ucciso anche dagli articoli contro di lui"
Il leader dei Cinque Stelle, durante il suo spettacolo nella città etnea, ricorda il cofondatore del movimento scomparso quindici giorni fa e attacca i giornalisti
Poi «investe» il deputato Cancelleri, candidato in pectore per la Sicilia
Italia ultima in Europa per laureati / E il 30% di matricole è in fuga dal Sud
Si laurea un italiano su quattro, in Europa la media è del 38,7%. Anche il lavoro è a due velocità: a un anno dalla laurea occupati 74 ragazzi del Nord su 100, contro 53 su cento al Sud. Eurostat: il Belpaese tra le maglie nere per abbandoni scolastici
Lucianone
lunedì 25 aprile 2016
Sport - calcio / Serie A - 35^ giornata 2015/16
25 aprile '16 - lunedì 25th April / Monday visione post - 76
I primi verdetti del campionato di serie A - 2015/16:
JUVENTUS - Campione d'Italia
Hellas Verona - retrocesso in serie B
Risultati delle partite
Inter 3 Frosinone 0 Atalanta 1 Bologna 2 Sampdoria 2 Torino 1
Udinese 1 Palermo 2 Chievo 0 Genoa 0 Lazio 1 Sassuolo 3
Fiorentina 1 Roma 1 Verona H. 2 Carpi 1
Juventus 2 Napoli 0 Milan 1 Empoli 0
CLASSIFICA
JUVENTUS 85 / Napoli 73 / Roma 71 / Inter 64 / Fiorentina 59 /
Milan 53 / Sassuolo 52 / Chievo, Lazio 48 / Genoa 43 / Empolio, Torino 42 /
Atalanta 41 / Sampdoria, Bologna 40 / Udinese 38 / Carpi 35 / Palermo 32 /
Frosinone 30 / Verona H. 25
GRANDE GRANDISSIMA IMMEN SA JUVENTUS
IL
Commento
di Luciano Finesso
L'impresa compiuta da tutti i componenti della squadra Juve - dunque allenatore, preparato-
re tecnico e dirigenti compresi - è di quelle cosidette STORICHE, ed il perchè è ben presto
detto e scritto:
quello raggiunto è il 5° scudetto consecutivo, ma soprattutto è l'aver scalato dodici posizioni e
aver inanellato 24 vittorie su 25 partite (intervallate dunque da un solo pareggio); infine e di
conseguenza aver raggiunto lo scudetto (insperato all'inizio) con 3 giornate d'anticipo.
Ma parliamo anche, giustamente, delle altre co-protagoniste del campionato:
Inter, Napoli, Fiorentina, Roma e il Milan-fantasma
INTER e NAPOLI - nervi a fior di pelle: prima Mancini e Sarri, poi Higuain...
Diciamo subito qualcosa, e magari più d'una, di un'Inter che all'inizio, almeno per nove,
dieci partite buone ci aveva incantato più per le vittorie costanti-consecutive che per i ri-
sultati veri e propri: sempre striminziti 1-0, e un pò di sospetti sulla tenuta a lungo termine
già allora li avevamo avuti. Poi è arrivato il mezzo crollo della difesa e la perdita a vista.
d'occhio dei tre punti a partita di cui fino allora si era cibata. L'indigestione era alle porte,
con una porta sempre più spalancata agli attacchi avversari. Mancini e la sua Inter in crisi
piena, fino poi ad arrivare al diverbio Mancini-Sarri con di mezzo l'epiteto 'frocio': allora
il nervosismo di Roberto Mancio era arrivato all'apice. In seguito il tecnico dell'Inter ha
ripreso con più calma in mano la situazione, e i nerazzurri hanno iniziato a rivincere e a
rilanciarsi in zona Champions. Attualmente però sono più vicini all'Europa League, forse...
FIORENTINA - il pallone viola si è andato lentamente a sgonfiare...
La Fiorentina di Sosa è stata una gran bella realtà per tutto il girone d'andata, e si è ad-
dirittura posizionata alternativamente nelle prime due posizioni di classifica, rivaleggian-
do con Inter e Napoli. Si è inopinatamente sgonfiata al termine dell'andata e poi per tutto
il girone di ritorno: la difesa che era una delle migliori con l'Inter all'andata ha ceduto
quasi di schianto in certe decisive partite anche dirette, e l'attacco è venuto a mancare
anche se le potenzialità (con occasioni su occasioni sprecate e mancate) è rimasta quasi
intatta. Insomma la squadra si è pressochè sfaldata: colpa più della società, dicono, che
dello stesso tecnico Sosa, il quale anzi ha avuto il merito di cambiare la mentalità sia nel
gioco che riguardo ai giocatori, cioò mentalità vincente.
ROMA - l'imperatore di Roma è sempre Lui: Totti / ma Spalletti l'ha rilanciata in alto:
Il capitolo ROMA merita più di un approfondimento: che inizia dai due allenatori, natural-
mente, che hanno guidato la squadra romana in una specie di staffetta divisa quasi a metà.
Il girone d'andata con Garcia si è vieppiù rivelato un flop, con la squadra che stentava a
trovare l'assetto che il tecnico francese voleva imporre, con lo stesso Garcia ormai sempre
più palesemente contestato (in pratica molto del suo esonero fu dovuto proprio ai tifosi)
Il cambio con Spalletti è stato un tentativo più che altro di vedere se con un tecnico italiano
abbastanza di nome ed esperienza, il gruppo potesse reagire e compattarsi meglio che con
il precedente pilota. E se subito, nelle prime partite, i giallorossi ancora stentavano a scrol-
larsi di dosso i vecchi schemi tattici di Garcia, poi a fine gennaio, soprattutto dopo la battuta
d'arresto in casa Juve (comunque solo per 1-0, con gol di un certo Dybala, un Marchisio im-
peccabile in cabina di regia e un Pogba che spacca e cambia gli equilibri in campo), la Romain più di Spalletti, insomma l'allenatore che ci voleva per la sterzata decisa. Ma a fine marzo-aprile
comincia la telenovela Spalletti - Totti, tuttora in corso. La bandiera del team giallorosso,
ormai assunto a icona vera e propria, era entrato in collisione col tecnico già da un bel pò.
Quasi tutta la popolazione tifosa del Pupo è insorta contro Spalletti. Ciò ha dato ancora più
carica al Totti nazionale, che alla fine ha sparato tutte le sue cartucce-gol pur se spedito in
campo negli ultimi minuti di partita/e, quasi tipo punizione. Un boomerang per il tecnico!
MILAN - il povero diavolo non riesce più a volare e per Berlusconi è diventato impiccio...
Pure il Milan, come la Roma, ha cambiato allenatore (però in queste ultime partite che or-
mai mancano alla fine): ha preso Brocchi, sostituendolo a Mihajlovic. E fino agli ultimi di
febbraio i giocatori l'avevano voluto, insomma il gruppo era unito. Allora? Cosa c'era?
C'era che al boss Silvio non andava giù il serbo. E se avesse potuto, la formazione ancora
lui l'avrebbe fatta. La sconfitta con la Juve a Milano (1-2, il 10 aprile) è stata probabilmen-
te la goccia in più che ha poi portato alla sostituzione. In più in quel match Milan-Juve
era stato inserito Balotelli che doveva fare la differenza e, pur giocando obbastanza bene,
non l'ha fatta (gol di mano e punizione ottima ma parata). E i risultati con Brocchi? L'ex
del Verona Hellas (anche, tra l'altro) ha iniziato bene, ma poi s'è perso, o meglio gli stes-
si giocatori si sono (quasi) sdraiati fino alla figuraccia proprio con l'ultimissima Verona
Hellas, tra l'altro già in B matematica. Beh! A quel punto valeva tenersi stretto, ma mol-
to stretto il bravo e ganzo Mihajlovic. Ben sta a un certo boss "fasso tutto mi". E adesso
lo stesso boss B. venderà forse la società ai cinesi. Chissà perchè, adesso chi è in crisi
nera, anzi in questo caso rossonera, vende sempre agli occhi a mandorla, Cosa avranno
in più? Mah!
Lucianone
I primi verdetti del campionato di serie A - 2015/16:
JUVENTUS - Campione d'Italia
Hellas Verona - retrocesso in serie B
Risultati delle partite
Inter 3 Frosinone 0 Atalanta 1 Bologna 2 Sampdoria 2 Torino 1
Udinese 1 Palermo 2 Chievo 0 Genoa 0 Lazio 1 Sassuolo 3
Fiorentina 1 Roma 1 Verona H. 2 Carpi 1
Juventus 2 Napoli 0 Milan 1 Empoli 0
CLASSIFICA
JUVENTUS 85 / Napoli 73 / Roma 71 / Inter 64 / Fiorentina 59 /
Milan 53 / Sassuolo 52 / Chievo, Lazio 48 / Genoa 43 / Empolio, Torino 42 /
Atalanta 41 / Sampdoria, Bologna 40 / Udinese 38 / Carpi 35 / Palermo 32 /
Frosinone 30 / Verona H. 25
GRANDE GRANDISSIMA IMMEN SA JUVENTUS
IL
Commento
di Luciano Finesso
L'impresa compiuta da tutti i componenti della squadra Juve - dunque allenatore, preparato-
re tecnico e dirigenti compresi - è di quelle cosidette STORICHE, ed il perchè è ben presto
detto e scritto:
quello raggiunto è il 5° scudetto consecutivo, ma soprattutto è l'aver scalato dodici posizioni e
aver inanellato 24 vittorie su 25 partite (intervallate dunque da un solo pareggio); infine e di
conseguenza aver raggiunto lo scudetto (insperato all'inizio) con 3 giornate d'anticipo.
Ma parliamo anche, giustamente, delle altre co-protagoniste del campionato:
Inter, Napoli, Fiorentina, Roma e il Milan-fantasma
INTER e NAPOLI - nervi a fior di pelle: prima Mancini e Sarri, poi Higuain...
Diciamo subito qualcosa, e magari più d'una, di un'Inter che all'inizio, almeno per nove,
dieci partite buone ci aveva incantato più per le vittorie costanti-consecutive che per i ri-
sultati veri e propri: sempre striminziti 1-0, e un pò di sospetti sulla tenuta a lungo termine
già allora li avevamo avuti. Poi è arrivato il mezzo crollo della difesa e la perdita a vista.
d'occhio dei tre punti a partita di cui fino allora si era cibata. L'indigestione era alle porte,
con una porta sempre più spalancata agli attacchi avversari. Mancini e la sua Inter in crisi
piena, fino poi ad arrivare al diverbio Mancini-Sarri con di mezzo l'epiteto 'frocio': allora
il nervosismo di Roberto Mancio era arrivato all'apice. In seguito il tecnico dell'Inter ha
ripreso con più calma in mano la situazione, e i nerazzurri hanno iniziato a rivincere e a
rilanciarsi in zona Champions. Attualmente però sono più vicini all'Europa League, forse...
FIORENTINA - il pallone viola si è andato lentamente a sgonfiare...
La Fiorentina di Sosa è stata una gran bella realtà per tutto il girone d'andata, e si è ad-
dirittura posizionata alternativamente nelle prime due posizioni di classifica, rivaleggian-
do con Inter e Napoli. Si è inopinatamente sgonfiata al termine dell'andata e poi per tutto
il girone di ritorno: la difesa che era una delle migliori con l'Inter all'andata ha ceduto
quasi di schianto in certe decisive partite anche dirette, e l'attacco è venuto a mancare
anche se le potenzialità (con occasioni su occasioni sprecate e mancate) è rimasta quasi
intatta. Insomma la squadra si è pressochè sfaldata: colpa più della società, dicono, che
dello stesso tecnico Sosa, il quale anzi ha avuto il merito di cambiare la mentalità sia nel
gioco che riguardo ai giocatori, cioò mentalità vincente.
ROMA - l'imperatore di Roma è sempre Lui: Totti / ma Spalletti l'ha rilanciata in alto:
Il capitolo ROMA merita più di un approfondimento: che inizia dai due allenatori, natural-
mente, che hanno guidato la squadra romana in una specie di staffetta divisa quasi a metà.
Il girone d'andata con Garcia si è vieppiù rivelato un flop, con la squadra che stentava a
trovare l'assetto che il tecnico francese voleva imporre, con lo stesso Garcia ormai sempre
più palesemente contestato (in pratica molto del suo esonero fu dovuto proprio ai tifosi)
Il cambio con Spalletti è stato un tentativo più che altro di vedere se con un tecnico italiano
abbastanza di nome ed esperienza, il gruppo potesse reagire e compattarsi meglio che con
il precedente pilota. E se subito, nelle prime partite, i giallorossi ancora stentavano a scrol-
larsi di dosso i vecchi schemi tattici di Garcia, poi a fine gennaio, soprattutto dopo la battuta
d'arresto in casa Juve (comunque solo per 1-0, con gol di un certo Dybala, un Marchisio im-
peccabile in cabina di regia e un Pogba che spacca e cambia gli equilibri in campo), la Romain più di Spalletti, insomma l'allenatore che ci voleva per la sterzata decisa. Ma a fine marzo-aprile
comincia la telenovela Spalletti - Totti, tuttora in corso. La bandiera del team giallorosso,
ormai assunto a icona vera e propria, era entrato in collisione col tecnico già da un bel pò.
Quasi tutta la popolazione tifosa del Pupo è insorta contro Spalletti. Ciò ha dato ancora più
carica al Totti nazionale, che alla fine ha sparato tutte le sue cartucce-gol pur se spedito in
campo negli ultimi minuti di partita/e, quasi tipo punizione. Un boomerang per il tecnico!
MILAN - il povero diavolo non riesce più a volare e per Berlusconi è diventato impiccio...
Pure il Milan, come la Roma, ha cambiato allenatore (però in queste ultime partite che or-
mai mancano alla fine): ha preso Brocchi, sostituendolo a Mihajlovic. E fino agli ultimi di
febbraio i giocatori l'avevano voluto, insomma il gruppo era unito. Allora? Cosa c'era?
C'era che al boss Silvio non andava giù il serbo. E se avesse potuto, la formazione ancora
lui l'avrebbe fatta. La sconfitta con la Juve a Milano (1-2, il 10 aprile) è stata probabilmen-
te la goccia in più che ha poi portato alla sostituzione. In più in quel match Milan-Juve
era stato inserito Balotelli che doveva fare la differenza e, pur giocando obbastanza bene,
non l'ha fatta (gol di mano e punizione ottima ma parata). E i risultati con Brocchi? L'ex
del Verona Hellas (anche, tra l'altro) ha iniziato bene, ma poi s'è perso, o meglio gli stes-
si giocatori si sono (quasi) sdraiati fino alla figuraccia proprio con l'ultimissima Verona
Hellas, tra l'altro già in B matematica. Beh! A quel punto valeva tenersi stretto, ma mol-
to stretto il bravo e ganzo Mihajlovic. Ben sta a un certo boss "fasso tutto mi". E adesso
lo stesso boss B. venderà forse la società ai cinesi. Chissà perchè, adesso chi è in crisi
nera, anzi in questo caso rossonera, vende sempre agli occhi a mandorla, Cosa avranno
in più? Mah!
Lucianone
mercoledì 20 aprile 2016
Personaggi - Genscher e la caduta del Muro di Berlino
20 aprile '16 - mercoledì 20th April / Wednesday visione post - 6
(da la Repubblica - 2 aprile '16 - Tonia Nastrobuoni / da Bonn - Germania)
"Due aerei si incontrano sull'Atlantico. Su entrambi è seduto Hans-Dietrich Genscher".
Il più longevo ministro degli Esteri tedesco ridacchiava sempre, quando qualcuno gli fa-
ceva questa battuta. E' morto giovedì notte, a 89 anni, nella sua casa di Wachterg-Pech,
come ha reso noto ieri il suo ufficio di Bonn. E la vecchia capitale della Germania Ovest
evoca la carriera straordinaria di un politico di razza, maestro della distensione, prota-
gonista dei momenti più cruciali della Guerra fredda e figura chiave della Riunificazio-
ne. Ma Genscher è stato anche l'ultimo grande liberale tedesco, ultra realista e carisma-
tico. Dopo di lui, il partito si è lentamente spento, lacerato dalle guerre tra bande e sof-
focato dai narcisismi dei suoi successori.
Genscher era nato a Halle, al di là della Cortina di ferro, ed era scappato in Occidente
poco dopo l'università. Era un convinto europeista, di quelli dall'infanzia devastata dal
nazismo e consapevoli dei rischi di un'Europa degli egoismi. Capace di ricordare ai tede-
schi che "l'Europa è il nostro futuro" e che "non ne abbiamo un altro". Nel corso della
sua lunghissima carriera da ministro degli Esteri, dal 1974 al 1992, accompagnò il paese
in alcune fasi complicatissime - dalla crisi dei missili alla Riunificazione - con una prover-
biale capacità negoziale. Tanto che gli americani coniarono il termine "Genscherismo" -
non sempre inteso in modo lusinghiero. Per l'ex ambasciatore americano a Bonn, Richard
Burt, Genscher era "viscido come un'anguilla", imprendibile. In un mondo bipolare, il ta-
lento di un maratoneta delle trattative non sempre era apprezzato. Ma la maggior parte
dei suoi interlocutori ammirava quell'infaticabile ricerca di una mediazione. La rivista sa-
tirica Titanic gli costruì una maschera di batman con le sue grandi orecchie e lo batt ezzò
"Genschman", supereroe della politica estera. Lui stesso descrisse il genscherismo così:
"Se non riesco a raggiungere direttamente un obiettivo, devo cambiare l'ambiente circo-
stante finchè diventa raggiungibile".
La beffa del destino è che un maestro della parola come lui sia passato alla Storia per una
frase troncata a metà. Il 30 settembre del 1989, da ministro degli Esteri di Kohl, si affacciò
dal balcone dell'ambasciata di Praga per comunicare a migliaia di tedeschi scappati dalla Germania dell'Est che avrebbero potuto proseguire il loro viaggio verso l'Ovest. "Sono qui
per comunicarvi che il vostro permesso di viaggiare..." la folla coprì il resto con un boato.
Praga fu una delle prime brecce del Muro, che cadde due mesi dopo. E Genscher ebbe un
ruolo chiave nelle trattative che. portarono dopo alla Riunificazione. Soprattutto nel frena-
re le asperità di Kohl. Anche in questo ruolo di smussatore, si dimostrò grande. dinanzi a
un mondo che temeva il ritorno di una grande Germania. Solo alla fine della sua carriera,
Genscher fu forse troppo frettoloso nel voler integrare la Croazia e la Slovenia nella Ue.
Quella fretta, non certo solo sua, fece precipitare la Jugoslavia nella guerra fratricida che
la divise per sempre.
Continua... to be continued...
(da la Repubblica - 2 aprile '16 - Tonia Nastrobuoni / da Bonn - Germania)
"Due aerei si incontrano sull'Atlantico. Su entrambi è seduto Hans-Dietrich Genscher".
Il più longevo ministro degli Esteri tedesco ridacchiava sempre, quando qualcuno gli fa-
ceva questa battuta. E' morto giovedì notte, a 89 anni, nella sua casa di Wachterg-Pech,
come ha reso noto ieri il suo ufficio di Bonn. E la vecchia capitale della Germania Ovest
evoca la carriera straordinaria di un politico di razza, maestro della distensione, prota-
gonista dei momenti più cruciali della Guerra fredda e figura chiave della Riunificazio-
ne. Ma Genscher è stato anche l'ultimo grande liberale tedesco, ultra realista e carisma-
tico. Dopo di lui, il partito si è lentamente spento, lacerato dalle guerre tra bande e sof-
focato dai narcisismi dei suoi successori.
Genscher era nato a Halle, al di là della Cortina di ferro, ed era scappato in Occidente
poco dopo l'università. Era un convinto europeista, di quelli dall'infanzia devastata dal
nazismo e consapevoli dei rischi di un'Europa degli egoismi. Capace di ricordare ai tede-
schi che "l'Europa è il nostro futuro" e che "non ne abbiamo un altro". Nel corso della
sua lunghissima carriera da ministro degli Esteri, dal 1974 al 1992, accompagnò il paese
in alcune fasi complicatissime - dalla crisi dei missili alla Riunificazione - con una prover-
biale capacità negoziale. Tanto che gli americani coniarono il termine "Genscherismo" -
non sempre inteso in modo lusinghiero. Per l'ex ambasciatore americano a Bonn, Richard
Burt, Genscher era "viscido come un'anguilla", imprendibile. In un mondo bipolare, il ta-
lento di un maratoneta delle trattative non sempre era apprezzato. Ma la maggior parte
dei suoi interlocutori ammirava quell'infaticabile ricerca di una mediazione. La rivista sa-
tirica Titanic gli costruì una maschera di batman con le sue grandi orecchie e lo batt ezzò
"Genschman", supereroe della politica estera. Lui stesso descrisse il genscherismo così:
"Se non riesco a raggiungere direttamente un obiettivo, devo cambiare l'ambiente circo-
stante finchè diventa raggiungibile".
La beffa del destino è che un maestro della parola come lui sia passato alla Storia per una
frase troncata a metà. Il 30 settembre del 1989, da ministro degli Esteri di Kohl, si affacciò
dal balcone dell'ambasciata di Praga per comunicare a migliaia di tedeschi scappati dalla Germania dell'Est che avrebbero potuto proseguire il loro viaggio verso l'Ovest. "Sono qui
per comunicarvi che il vostro permesso di viaggiare..." la folla coprì il resto con un boato.
Praga fu una delle prime brecce del Muro, che cadde due mesi dopo. E Genscher ebbe un
ruolo chiave nelle trattative che. portarono dopo alla Riunificazione. Soprattutto nel frena-
re le asperità di Kohl. Anche in questo ruolo di smussatore, si dimostrò grande. dinanzi a
un mondo che temeva il ritorno di una grande Germania. Solo alla fine della sua carriera,
Genscher fu forse troppo frettoloso nel voler integrare la Croazia e la Slovenia nella Ue.
Quella fretta, non certo solo sua, fece precipitare la Jugoslavia nella guerra fratricida che
la divise per sempre.
Continua... to be continued...
Stampa /cronaca - Il ricordo: le studentesse italiane morte in pullman in Spagna
20 aprile '16 - mercoledì 0th April / Wednesday visione post - 7
Sette figlie d'Europa
Sette ragazze della nostra meglio gioventùsono morte in Spagna, perchè l'autista del
pullman nel quale viaggiavano s'è addormentato. In poche ore abbiamo imparato a
conoscere i loro volti pieni di luce, accomunati dalla voglia di conoscere il mondo.
Dalla volontà di perfezionare i propri studi in Europa. Ma neanche la fatalità del
destino deve farci cambiare idea sul senso del viaggio delle nostre sette "figlie" -
come l'Italia le considera - finito all'alba su un'autostrada. Era giusto che le ra-
gazze e i loro genitori credessero nel progetto Erasmus. Ed è giusto continuare
a credervi. Nessun incidente d'auto - di più, neppure un attacco di terrorismo come
accadde il 13 novembre a Parigi con l'omicidio della ricercatrice Valeria Solesin -
può mettere in discussione l'idea che l?europa si costruisce scoprendola da vicino.
L'Erasmus forma le classi dirigenti, è una grande scuola di studi e di vita. Le no-
stre sette sfortunate figlie erano solo ventenni, ma già l'avevano capito: la conoscenza
migliorerà il mondo.
(da "L'Arena" - 22 marao 2016 - di Federico Guiglia)
Continua... to be continued...
Sette figlie d'Europa
Sette ragazze della nostra meglio gioventùsono morte in Spagna, perchè l'autista del
pullman nel quale viaggiavano s'è addormentato. In poche ore abbiamo imparato a
conoscere i loro volti pieni di luce, accomunati dalla voglia di conoscere il mondo.
Dalla volontà di perfezionare i propri studi in Europa. Ma neanche la fatalità del
destino deve farci cambiare idea sul senso del viaggio delle nostre sette "figlie" -
come l'Italia le considera - finito all'alba su un'autostrada. Era giusto che le ra-
gazze e i loro genitori credessero nel progetto Erasmus. Ed è giusto continuare
a credervi. Nessun incidente d'auto - di più, neppure un attacco di terrorismo come
accadde il 13 novembre a Parigi con l'omicidio della ricercatrice Valeria Solesin -
può mettere in discussione l'idea che l?europa si costruisce scoprendola da vicino.
L'Erasmus forma le classi dirigenti, è una grande scuola di studi e di vita. Le no-
stre sette sfortunate figlie erano solo ventenni, ma già l'avevano capito: la conoscenza
migliorerà il mondo.
(da "L'Arena" - 22 marao 2016 - di Federico Guiglia)
Continua... to be continued...
martedì 19 aprile 2016
Sport - calcio / Serie A - 33^ giornata 2015/16
19 aprile '16 - martedì 19th April / Tuesday
Risultati delle partite
Bologna 0 Carpi 4 Inter 2 Atalanta 3 Fiorentina 3 Verona H. 1
Torino 1 Genoa 1 Napoli 0 Roma 3 Sassuolo 1 Frosinone 2
Juventus 4 Udinese 0 Lazio 2 Sampdoria 0
Palermo 0 Chievo 0 Empoli 0 Milan 2
CLASSIFICA
Juventus 79 / Napoli 70 / Roma 65 / Inter 61 / Fiorentina 59 / Milan 52 /
Sassuolo, Lazio 48 / Chievo 45 / Torino 42 / Genoa 40 / Empoli 39 /
Atalanta, Bologna 37 / Sampdoria 36 / Udinese 35 / Carpi 31 / Frosinone 30 /
Palermo 28 / Verona H. 22
INTER - NAPOLI 2 - 0
Il Commento
Continua... to be continued...
Risultati delle partite
Bologna 0 Carpi 4 Inter 2 Atalanta 3 Fiorentina 3 Verona H. 1
Torino 1 Genoa 1 Napoli 0 Roma 3 Sassuolo 1 Frosinone 2
Juventus 4 Udinese 0 Lazio 2 Sampdoria 0
Palermo 0 Chievo 0 Empoli 0 Milan 2
CLASSIFICA
Juventus 79 / Napoli 70 / Roma 65 / Inter 61 / Fiorentina 59 / Milan 52 /
Sassuolo, Lazio 48 / Chievo 45 / Torino 42 / Genoa 40 / Empoli 39 /
Atalanta, Bologna 37 / Sampdoria 36 / Udinese 35 / Carpi 31 / Frosinone 30 /
Palermo 28 / Verona H. 22
Il Commento
Continua... to be continued...
Psicologia / dei popoli - Una questione di SORRISO
19 aprile '16 - martedì 19th April / Tuesday Visione post - 13
Cosa c'è dietro un sorriso? Chiedetelo a un canadese e vi risponderà in modo diverso da
un giapponese. Lo sostiene uno studio uscito su Proceedings of the National Academy of
Sciences. I ricercatori, guidati da Paula Niedenthal, psicologa della University of Wiscon-
sin-Madison, hanno considerato le risposte di circa 700 persone di nove Paesi (Usa, Canada,
Francia, Germania, Indonesia, India, Israele, Nuova Zelanda e Giappone) alla domanda:
perchè si sorride? Le opzioni variavano da "perchè si è felici" a "perchè si comunica"
a "perchè ci si sente inferiori".
Le risposte sono poi state messe in relazione con il grado di "eterogeneità storica" del Paese
di appartenenza, che fotografa la multiculturalità e la storia migratoria di una nazione.
E' emerso che nei Paesi oggetto di migrazioni, come Canada e Usa, sorridere è considerato
un segno di amichevolezza; in Giappone e India, più omogenei, servirebbe invece a mante-
nere le gerarchie. L'ipotesi è che l'assenza di una lingua comune abbia promosso l'emer-
gere di espressioni non verbali per comunicare e che nelle società multietniche il sorriso
sia un segnale per rafforzare i legami sociali. Nelle società omogenee sorridere sarebbe
invece un modo per manifestare subordinazione nel gruppo.
(da 'il venerdì di Repubblica' - 29/05/2015 - martina saporiti)
Lucianone
Cosa c'è dietro un sorriso? Chiedetelo a un canadese e vi risponderà in modo diverso da
un giapponese. Lo sostiene uno studio uscito su Proceedings of the National Academy of
Sciences. I ricercatori, guidati da Paula Niedenthal, psicologa della University of Wiscon-
sin-Madison, hanno considerato le risposte di circa 700 persone di nove Paesi (Usa, Canada,
Francia, Germania, Indonesia, India, Israele, Nuova Zelanda e Giappone) alla domanda:
perchè si sorride? Le opzioni variavano da "perchè si è felici" a "perchè si comunica"
a "perchè ci si sente inferiori".
Le risposte sono poi state messe in relazione con il grado di "eterogeneità storica" del Paese
di appartenenza, che fotografa la multiculturalità e la storia migratoria di una nazione.
E' emerso che nei Paesi oggetto di migrazioni, come Canada e Usa, sorridere è considerato
un segno di amichevolezza; in Giappone e India, più omogenei, servirebbe invece a mante-
nere le gerarchie. L'ipotesi è che l'assenza di una lingua comune abbia promosso l'emer-
gere di espressioni non verbali per comunicare e che nelle società multietniche il sorriso
sia un segnale per rafforzare i legami sociali. Nelle società omogenee sorridere sarebbe
invece un modo per manifestare subordinazione nel gruppo.
(da 'il venerdì di Repubblica' - 29/05/2015 - martina saporiti)
Lucianone
domenica 17 aprile 2016
Sport - calcio / Serie A - 32^ giornata 2015/16
17 aprile '16 - domenica 17th April / Sunday
Risultati delle partite
Frosinone 0 Chievo 1 Sassuolo 0 Milan 1 Empoli 2 Napoli 3
Inter 1 Carpi 0 Genoa 1 Juventus 2 Fiorentina 0 Verona 0
Sampdoria 2 Torino 2 Palermo 0 Roma 1
Udinese 0 Atalanta 1 Lazio 3 Bologna 1
CLASSIFIcA
Juventus 76 / Napoli 70 / Roma 64 / Inter 58 / Fiorentina 56 / Milan 49 /
Sassuolo 48 / Lazio 45 / Chievo 44 / Genoa 40 / Torino, Empoli 39 /
Bologna 37 / Atalanta, Sampdoria 36 / Udinese 34 / Carpi 28 / Palermo 28 /
Frosinone 27 / Verona H. 22
..Continua... to be continued...
Risultati delle partite
Frosinone 0 Chievo 1 Sassuolo 0 Milan 1 Empoli 2 Napoli 3
Inter 1 Carpi 0 Genoa 1 Juventus 2 Fiorentina 0 Verona 0
Sampdoria 2 Torino 2 Palermo 0 Roma 1
Udinese 0 Atalanta 1 Lazio 3 Bologna 1
CLASSIFIcA
Juventus 76 / Napoli 70 / Roma 64 / Inter 58 / Fiorentina 56 / Milan 49 /
Sassuolo 48 / Lazio 45 / Chievo 44 / Genoa 40 / Torino, Empoli 39 /
Bologna 37 / Atalanta, Sampdoria 36 / Udinese 34 / Carpi 28 / Palermo 28 /
Frosinone 27 / Verona H. 22
..Continua... to be continued...
sabato 16 aprile 2016
Ultime notizie - dall'italia e dal Mondo / Latest news
16 aprile '16 - sabato 16th April / Saturday visione post - 20
Podemos scrive a Renzi: "Aiutaci a salvare la centrale di energia pulita".
E' stato il primo impianto del mondo per la cattura di anidride carbonica
a monte della combustione, una tecnologia che contribuisce alla lotta
contro "l'effetto serra". L'azionista di riferimento è l'Enel.
ROMA - Rischia di chiudere in Spagna l'Elcogas, il primo impianto del mondo per la cattura di anidride carbonica a monte della combustione. Visto che il maggiore azionista è l'Enel, Pablo Iglesias, leader di Podemos, lancia un appello a Mattero Renzi al fine di evitare "la chiusura definitiva". "Elcogas nacque negli anni Novanta col sostegno dei fondi europei - scrive Iglesias in una lettera indirizzata al premier italiano - con lo scopo di ridurre in modo significativo l'impatto ambientale dovuto all'uso di combustibili fossili".
"Ora - aggiunge il leader di Podemos - il rischio imminente di chiusura della centrale risulta una pessima notizia per tutti quelli che si sono impegnati per un nuovo modello produttivo sulla base della ricerca, l'innovazione, e la drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica".
GIAPPONE -
Il Giappone scosso dai terremoti / Almeno 40 morti, danni enormi
Quasi duemila feriti, a decine ancora intrappolati.
Nell'isola di Kyushu, nel sud ovest del Paese. Novantamila sfollati
e la terra continua a tremare.
.TOKYO - Almeno 41 persone hanno perso la vita e oltre duemila sono rimaste ferite per le due forti scosse di terremoto degli ultimi due giorni nel sud-ovest del Giappone. Novantamila persone della prefettura di Kumamoto, nell'isola di Kyushu, sono rimaste senza casa. Moltissime aziende operanti nel Kyushu sono state costrette a interrompere la produzione e ad evacuare i propri dipendenti.
GRECIA - Lesbo
Il Papa a Lesbo: "Europa sia solidale coi migranti" / E riparte con
tre famiglie musulmane
Il viaggio tra i profughi: "Non siete soli"
Bergoglio accompagnmato nella visita dai patriarchi ortodossi Bartolomeo e
Hieronimos: "Catastrofe umanitaria più grave dalla Seconda guerra mondiale".
Prima della partenza, incontro di cinque minuti con Bernie Sanders.
"Cari amici, oggi ho voluto stare con voi. Voglio dirvi che non siete soli". Papa Francesco con queste parole si è rivolto ai profughi ospiti al Moria Refugee Camp a Lesbo, isola greca diventata emblema dell'emergenza profughi, distante solo otto chilometri dalla Turchia, meta del suo 13mo viaggio fuori dall'Italia dall'inizio del Pontificato.
"Avete fatto grandi sacrifici per le vostre famiglie. Conoscete il dolore e sono venuto qui con i miei fratelli, il patriarca Bartolomeo e l'arcivescovo Hieronimos, semplicemente per stare con voi e per ascoltare le vostre storie. Il messaggio che oggi desidero lasciarvi è non perdete la speranza!".
BRASILE
Il destino della presidente sul filo / Oggi il parlamento vota sull'impeachment
Recessione, corruzione, crollo consenso: Rousseff: 'paga' molto più dell'accusa
sui trucchi al bilancio
A partire dalle 22 ora italiana i deputati della Camera inizieranno a votare per decidere sul destino della presidente travolta, più che dall'accusa formale di aver 'truccato' il bilancio, dalla recessione e dai casi di corruzione che hanno coinvolto il governo. Una sfida che si gioca sul filo di pochi voti, ma nella quale stavolta Dilma non ha il sostegno popolare.
Lucianone
Podemos scrive a Renzi: "Aiutaci a salvare la centrale di energia pulita".
E' stato il primo impianto del mondo per la cattura di anidride carbonica
a monte della combustione, una tecnologia che contribuisce alla lotta
contro "l'effetto serra". L'azionista di riferimento è l'Enel.
ROMA - Rischia di chiudere in Spagna l'Elcogas, il primo impianto del mondo per la cattura di anidride carbonica a monte della combustione. Visto che il maggiore azionista è l'Enel, Pablo Iglesias, leader di Podemos, lancia un appello a Mattero Renzi al fine di evitare "la chiusura definitiva". "Elcogas nacque negli anni Novanta col sostegno dei fondi europei - scrive Iglesias in una lettera indirizzata al premier italiano - con lo scopo di ridurre in modo significativo l'impatto ambientale dovuto all'uso di combustibili fossili".
"Ora - aggiunge il leader di Podemos - il rischio imminente di chiusura della centrale risulta una pessima notizia per tutti quelli che si sono impegnati per un nuovo modello produttivo sulla base della ricerca, l'innovazione, e la drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica".
GIAPPONE -
Il Giappone scosso dai terremoti / Almeno 40 morti, danni enormi
Quasi duemila feriti, a decine ancora intrappolati.
Nell'isola di Kyushu, nel sud ovest del Paese. Novantamila sfollati
e la terra continua a tremare.
.TOKYO - Almeno 41 persone hanno perso la vita e oltre duemila sono rimaste ferite per le due forti scosse di terremoto degli ultimi due giorni nel sud-ovest del Giappone. Novantamila persone della prefettura di Kumamoto, nell'isola di Kyushu, sono rimaste senza casa. Moltissime aziende operanti nel Kyushu sono state costrette a interrompere la produzione e ad evacuare i propri dipendenti.
GRECIA - Lesbo
Il Papa a Lesbo: "Europa sia solidale coi migranti" / E riparte con
tre famiglie musulmane
Il viaggio tra i profughi: "Non siete soli"
Bergoglio accompagnmato nella visita dai patriarchi ortodossi Bartolomeo e
Hieronimos: "Catastrofe umanitaria più grave dalla Seconda guerra mondiale".
Prima della partenza, incontro di cinque minuti con Bernie Sanders.
"Cari amici, oggi ho voluto stare con voi. Voglio dirvi che non siete soli". Papa Francesco con queste parole si è rivolto ai profughi ospiti al Moria Refugee Camp a Lesbo, isola greca diventata emblema dell'emergenza profughi, distante solo otto chilometri dalla Turchia, meta del suo 13mo viaggio fuori dall'Italia dall'inizio del Pontificato.
"Avete fatto grandi sacrifici per le vostre famiglie. Conoscete il dolore e sono venuto qui con i miei fratelli, il patriarca Bartolomeo e l'arcivescovo Hieronimos, semplicemente per stare con voi e per ascoltare le vostre storie. Il messaggio che oggi desidero lasciarvi è non perdete la speranza!".
BRASILE
Il destino della presidente sul filo / Oggi il parlamento vota sull'impeachment
Recessione, corruzione, crollo consenso: Rousseff: 'paga' molto più dell'accusa
sui trucchi al bilancio
A partire dalle 22 ora italiana i deputati della Camera inizieranno a votare per decidere sul destino della presidente travolta, più che dall'accusa formale di aver 'truccato' il bilancio, dalla recessione e dai casi di corruzione che hanno coinvolto il governo. Una sfida che si gioca sul filo di pochi voti, ma nella quale stavolta Dilma non ha il sostegno popolare.
Lucianone
Iscriviti a:
Post (Atom)