9 maggio '15 - sabato 9th May / Saturday visione post - 5
Ad Assago, per due giorni, tutti assieme:
programmatori, produttori e piloti per la
prima fiera nazionale dei droni, un settore
in crescita per novità e utilizzo
Rivoluzione nei cieli dal cinema ai cantieri
(da la Repubblica - 24/10/2014 - Simone Mosca / Milano-Assago)
Il capitale umano di Paolo Virzì rappresenterà l'Italia agli Oscar e qualche merito
va anche al drone e al suo pilota che hanno fotografato dall'alto il lato oscuro della
Brianza a 100 fotogrammi al secondo. La tecnologia è stata affittata da Olafilm, che
dividendosi tra il cinema, la pubblicità e magari un videoclip con i Negrita, è stata
nel 2012 una delle prime case di produzione italiane ad aver puntato tutto sulle ripre-
se aeree telecomandate. Sopra il sito dell'Expoa Rho (Mi) vola invece già da qualche
tempo, seguendone a puntate il cantiere, l'SR-SF6. - Servono meno di cinque minuti
per preparare al decollo il gioiellino della Skyrobotic, azienda laziale con fabbrica a
Terni con inquietante nome da fantascienza. Si occupa anche di formare e seguire chi
si troverà a manovrare il velivolo. Più che un passatempo per modellisti, una profes-
sione. La rivoluzione dei cieli si racconta oggi e domani a Dronitaly, la prima fiera de-
dicata al settore nazionale dei robot volanti (Centro congrssi NH Milanofiori, Assago).
Il motto della manifestazione è droni, lavoro, futuro, e secondo le stime degli Stati Uni-
ti, che da soli prevedono la creazione di 100mila nuovi posti in meno di dieci anni, è az-
zeccato. I droni valgono nel mondo 5 miliardi di euro, ne varranno poco meno di 12 at-
torno al 2020. Il 95% dei velivoli ha un destino militare, ma la quota del settore civile
salirà presto al 20%. La Lombardia è quinta nella classifica delle regioni italiane rap-
presentate a Dronitaly, con il 10% degli espositori . Al comando Lazio e Toscana, al
16%. - Non stupisce che ai droni guardino anche i grandi. Amazon e Google, che pro-
veranno così a sveltire le spedizioni. In Italia Piaggio, che prima della strada con Ve-
spa, fu già pioniere dell'aeronautica. Oppure Finmeccanica, che in fiera sarà presente
il marchio Selex e i suoi droni militari da zaino. Da scoprire anche il drone subacqueo
messo a punto a Perugia da Siralab. Un "polipo" che di nome fa Galileo e che si occu-
pa di monitorare il fondale e la qualità delle acque del tyrasimeno. E poi ancora i droni
agricoli, in grado di spargere chirurgicamente disinfestanti a bassa quota e che consen-
tono di risparmiare fino al 30% in pesticidi. Si vedrà volare o nuotare qualcuna di que-
ste meraviglie, ma a porte chiuse. L'Enac infatti è diventata severa sui permessi.
L'ente che controlla l'aviazione civile dallo scorso aprile ha cominciato a regolamenta-
re l'invasione dei droni, burocraticamente definiti Sapr. Di sistemi aeromobili a pilotag-
gio remoto si stima che in Italia ne volino alcune migliaia.
Continua... to be continued...
DI TUTTO e di PIU Ambiente / Appuntamenti / Arte / / Cibo-cucina / Commenti / Cultura / Curiosità-comicità / Dossier / Economia-Finanza / Fotografia / Inchiesta / Intervista / Istruzione / Lavoro / Lettere / Libri / Medicina / Motori / Musica / Natura / Opinione del Giovedì / Personaggi / Psicologia / Reportage / Riflessioni-Idee / Salute / Scienze / Società-Politica / Spettacoli (cinema/tv) / Sport / Stampa-giornali / Storie / Tecnologia-Internet / Ultime notizie / Viaggi
sabato 9 maggio 2015
ISTRUZIONE - Scuola - Italia / La riforma, la polemica, lo scontro, i dietro front
9 maggio '15 - sabato 9th May / Saturday visione post - 3
La riforma
(da la Repubblica - 28 febbraio 2015 - Corrado Zunino)
Cambia ancora il piano: solo 100 mila presi subito, poi il bando.
Scontro sul bonus per le paritarie: il ministro pressa ma il PD frena.
SCUOLA, maxi-concorso dopo le assunzioni:
"In cattedra in 180mila"
Roma,
Il ministro Stefania Giannini ha rivelato ieri: saranno 180 mila le assunzioni della
"Buona Scuola". Trentamila in pià. Ma è una somma che non dice come i numeri
degli assunti, in verità, scendono e che per levare molti precari dal mare delle gra-
duatorie Gae (graduatorie a esaurimento, ndr.) e metterli definitivamente in catte-
drà servirà il passaggio ravvicinato del concorso pubblico 2015-2016:
La materia "stabilizzazione dei docenti" è in continua trasformazione negli uffici
dei tecnici dell'Istruzione e lo sarà fino a martedì mattina, giorno del Consiglio dei
ministri dedicato anche alla scuola. Ricapitolando. Gli assunti subito, il prossimo
settembre, saranno 120 mila e non i 148 mila di cui si è parlato nel librone "La
Buona scuola". Gli assunti subito e definitivi saranno, poi, solo novantamila, presi
in gran parte dalla graduatoria a esaurimento Gae. Altri 15-18 mila docenti preca-
ri saranno chiamati dalla seconda fascia (questa d'istituto) sulla base dell'anzianità
di insegnamento e soprattutto di ciò che insegnano: otterranno un contratto ponte
che darà loro l'agognata cattedra per un anno, ma non il "ruolo". Un anno ponte,
somiglia alla vecchia supplenza lunga. Per ottenere l'assunzione a tempo indeter-
minato i 15-18 mila precarioni dovranno partecipare al prossimo concorso. La pro-
va andrà a bando entro giugno 2015 e già in ottobre il Miur conta di fare le prime
selezioni scritte. Inizialmente doveva essere un concorso per 40 mila posti, ma
saliranno a 60 mila ed è possibile che per i 15-18 mila "contratti ponte" ci sarà
una corsia preferenziale. Si sale a quota "100 mila assunti subito" aggiungendo
i 10 mila del concorsone 2012 non ancora inquadrati e i 1.793 che , secondo le pri-
me stime del Miur, hanno maturato 36 mesi di supplenze su un ruolo vacante (sen-
tenza della corte Ue).
Continua... to be continued...
La riforma
(da la Repubblica - 28 febbraio 2015 - Corrado Zunino)
Cambia ancora il piano: solo 100 mila presi subito, poi il bando.
Scontro sul bonus per le paritarie: il ministro pressa ma il PD frena.
SCUOLA, maxi-concorso dopo le assunzioni:
"In cattedra in 180mila"
Roma,
Il ministro Stefania Giannini ha rivelato ieri: saranno 180 mila le assunzioni della
"Buona Scuola". Trentamila in pià. Ma è una somma che non dice come i numeri
degli assunti, in verità, scendono e che per levare molti precari dal mare delle gra-
duatorie Gae (graduatorie a esaurimento, ndr.) e metterli definitivamente in catte-
drà servirà il passaggio ravvicinato del concorso pubblico 2015-2016:
La materia "stabilizzazione dei docenti" è in continua trasformazione negli uffici
dei tecnici dell'Istruzione e lo sarà fino a martedì mattina, giorno del Consiglio dei
ministri dedicato anche alla scuola. Ricapitolando. Gli assunti subito, il prossimo
settembre, saranno 120 mila e non i 148 mila di cui si è parlato nel librone "La
Buona scuola". Gli assunti subito e definitivi saranno, poi, solo novantamila, presi
in gran parte dalla graduatoria a esaurimento Gae. Altri 15-18 mila docenti preca-
ri saranno chiamati dalla seconda fascia (questa d'istituto) sulla base dell'anzianità
di insegnamento e soprattutto di ciò che insegnano: otterranno un contratto ponte
che darà loro l'agognata cattedra per un anno, ma non il "ruolo". Un anno ponte,
somiglia alla vecchia supplenza lunga. Per ottenere l'assunzione a tempo indeter-
minato i 15-18 mila precarioni dovranno partecipare al prossimo concorso. La pro-
va andrà a bando entro giugno 2015 e già in ottobre il Miur conta di fare le prime
selezioni scritte. Inizialmente doveva essere un concorso per 40 mila posti, ma
saliranno a 60 mila ed è possibile che per i 15-18 mila "contratti ponte" ci sarà
una corsia preferenziale. Si sale a quota "100 mila assunti subito" aggiungendo
i 10 mila del concorsone 2012 non ancora inquadrati e i 1.793 che , secondo le pri-
me stime del Miur, hanno maturato 36 mesi di supplenze su un ruolo vacante (sen-
tenza della corte Ue).
Continua... to be continued...
giovedì 7 maggio 2015
Sport - calcio / Serie A - 33^ giornata - 2014/15
7 maggio '15 - giovedì 7th May / Thursday
Risultati delle partite
Udinese 1 Cesena 2 Chievo 1 Juventus 3 Lazio 4 Milan 1
Inter 2 Atalanta 2 Cagliari 0 Fiorentina 2 Parma 0 Genoa 3
Palermo 2 Sampdoria 1 Sassuolo 0 Empoli 4
Torino 2 Verona H. 1 Roma 3 Napoli 2
Lucianone
Risultati delle partite
Udinese 1 Cesena 2 Chievo 1 Juventus 3 Lazio 4 Milan 1
Inter 2 Atalanta 2 Cagliari 0 Fiorentina 2 Parma 0 Genoa 3
Palermo 2 Sampdoria 1 Sassuolo 0 Empoli 4
Torino 2 Verona H. 1 Roma 3 Napoli 2
Lucianone
mercoledì 6 maggio 2015
Spettacolo - Economia e crisi spiegati con i Beatles
6 maggio '15 - mercoled' 6th May / Wednesday VISIONE POST - 10
Quando al Politecnico di Milano è andato
in scena il libro di Federico Rampini, che
parla di economia, crisi e non solo.
"I Beatles sapevano intercettare idee e tendenze"
/da la Repubblica - 24/10/'14 - Luigi Bolognini)
Cosa lega un firma di Repubblica come Federico Rampini e i Beatles?
A spiegarlo provvederà lo stesso giornalista stasera al politecnico Da
Vinci (nell'aula De Donato, alle 21) con una rappresentazione teatrale
del suo libro All you need is love. L'economia spiegata con i Beatles
(uscito per Mondadori).
Ci voleva uno come Rampini per trovare nelle canzoni di Lennon e McCartney
i principi dell'economia e qualche suggerimento per uscire dalla crisi. Un'idea
nata a New York, dove ha l'ufficio di corrispondenza di Repubblica: da appas-
sionato maratoneta va ad allenarsi a Central Park, passando per gli Strawberry
Fields, il giardino che ricorda John Lennon, ucciso lì davanti. "I Beatles - spiega
Rampini - non facevano teoria, non lanciavano ideologie, ma erano capaci di in-
tercettare le idee e le tendenze del tempo. Qualche volta furono profeti, visionari.
Parlare di loro significa parlare degli anni Sessanta, l'ultima Età dell'Oro del ca-
pitalismo occidentale. E' un esercizio utile, ci obbliga a fare dei paragoni e delle
domande: cos'è cambiato da allora?". Parecchio, ovviamente: "Era un capitali-
smo meno diseguale. Nell'America di Kennedy i ricchi pagavano più tasse di
oggi. I top manager erano meno avidi, il ceto medio stava meglio. Le disegua-
glianze estreme c'erano, ma tra nazioni, lungo l'asse Nord-Sud".
Ma le canzoni dei Beatles proprio come parlano in modo eterno di sentimenti
tipo l'amore, allo stesso modo fanno per l'economia, se ci si riflette sopra:
"Yesterday è un inno alla nostalgia. Lo uso per domande essenziali e scomode:
davvero stavamo meglio ieri? E chi, esattamente, stava meglio ieri? La canzo-
ne Taxman prefigura le rivolte contro l'eccesso di pressione fiscale. When I'm
sixty-four è una ballata sull'invecchiamento demografico e la crisi del Welfare.
Across the universe apre il capitolo del viaggio dei Beatles in India nel 1968,
in un certo senso il preludio alla globalizzazione. Get back è una satira dei pri-
mi movimenti xenofobi che accusavano di ogni male l'immigrazione".
Ai musicisti Valentina Corvino e Roberto Giallo il compito di interpretare le
canzoni, che Rampini spiegherà condendole - come nel libro - con riflessioni
di economisti da lui intervistati, da Paul Krugman a Joseph Stiglitz ad Amar-
tya Sen. Il resto lo farà il pubblico, "mi auguro di giovani, che spero trovino
in questi brani una via d'uscita: riprendersi l'economia , sfidare i dogmi dei
tecnocrati". ALL THEY NEED is provarci.
Lucianone
Quando al Politecnico di Milano è andato
in scena il libro di Federico Rampini, che
parla di economia, crisi e non solo.
"I Beatles sapevano intercettare idee e tendenze"
/da la Repubblica - 24/10/'14 - Luigi Bolognini)
Cosa lega un firma di Repubblica come Federico Rampini e i Beatles?
A spiegarlo provvederà lo stesso giornalista stasera al politecnico Da
Vinci (nell'aula De Donato, alle 21) con una rappresentazione teatrale
del suo libro All you need is love. L'economia spiegata con i Beatles
(uscito per Mondadori).
Ci voleva uno come Rampini per trovare nelle canzoni di Lennon e McCartney
i principi dell'economia e qualche suggerimento per uscire dalla crisi. Un'idea
nata a New York, dove ha l'ufficio di corrispondenza di Repubblica: da appas-
sionato maratoneta va ad allenarsi a Central Park, passando per gli Strawberry
Fields, il giardino che ricorda John Lennon, ucciso lì davanti. "I Beatles - spiega
Rampini - non facevano teoria, non lanciavano ideologie, ma erano capaci di in-
tercettare le idee e le tendenze del tempo. Qualche volta furono profeti, visionari.
Parlare di loro significa parlare degli anni Sessanta, l'ultima Età dell'Oro del ca-
pitalismo occidentale. E' un esercizio utile, ci obbliga a fare dei paragoni e delle
domande: cos'è cambiato da allora?". Parecchio, ovviamente: "Era un capitali-
smo meno diseguale. Nell'America di Kennedy i ricchi pagavano più tasse di
oggi. I top manager erano meno avidi, il ceto medio stava meglio. Le disegua-
glianze estreme c'erano, ma tra nazioni, lungo l'asse Nord-Sud".
Ma le canzoni dei Beatles proprio come parlano in modo eterno di sentimenti
tipo l'amore, allo stesso modo fanno per l'economia, se ci si riflette sopra:
"Yesterday è un inno alla nostalgia. Lo uso per domande essenziali e scomode:
davvero stavamo meglio ieri? E chi, esattamente, stava meglio ieri? La canzo-
ne Taxman prefigura le rivolte contro l'eccesso di pressione fiscale. When I'm
sixty-four è una ballata sull'invecchiamento demografico e la crisi del Welfare.
Across the universe apre il capitolo del viaggio dei Beatles in India nel 1968,
in un certo senso il preludio alla globalizzazione. Get back è una satira dei pri-
mi movimenti xenofobi che accusavano di ogni male l'immigrazione".
Ai musicisti Valentina Corvino e Roberto Giallo il compito di interpretare le
canzoni, che Rampini spiegherà condendole - come nel libro - con riflessioni
di economisti da lui intervistati, da Paul Krugman a Joseph Stiglitz ad Amar-
tya Sen. Il resto lo farà il pubblico, "mi auguro di giovani, che spero trovino
in questi brani una via d'uscita: riprendersi l'economia , sfidare i dogmi dei
tecnocrati". ALL THEY NEED is provarci.
Lucianone
martedì 28 aprile 2015
Sport . calcio / Serie A - 32^ giornata - 2014/15
28 aprile '15 - martedì 28th April / Tuesday visione post - 6
Risultati delle partite
Udinese 2 Inter 2 Atalanta 2 Genoa 3 Verona 3 Lazio 1
Milan 1 Roma 1 Empoli 2 Cesena 1 Sassuolo 2 Chievo 1
Parma 1 Torino 2 Fiorentina 1 Napoli 4
Palermo 0 Juventus 1 Cagliari 3 Sampdoria 2
Lucianone
Risultati delle partite
Udinese 2 Inter 2 Atalanta 2 Genoa 3 Verona 3 Lazio 1
Milan 1 Roma 1 Empoli 2 Cesena 1 Sassuolo 2 Chievo 1
Parma 1 Torino 2 Fiorentina 1 Napoli 4
Palermo 0 Juventus 1 Cagliari 3 Sampdoria 2
Lucianone
lunedì 27 aprile 2015
Riflessioni - Statue fatte a pezzi / Dolce & Gabbana e Elton Johm
27 aprile '15 - lunedì 27th April / Monday visione post - 13
Le statue sono pezzi di pietra, non dovrebbe succedere che la loro distruzione desti
uno sgomento perfino superiore a quello dell'assassinio di un essere umano. Eppure
succede; e se succede è perchè ognuno di quei pezzi di pietra incarna non solamente
chi lo ha concepito, ma le decine di generazioni (centinaia nel caso dei reperti assiri)
che lo hanno visto e toccato lungo i secoli. Sono, quei pezzi di pietra, stratificazioni di
innumerevoli vite umane, e distruggerne uno significa uddidere simbolicamente, con
un solo gesto, il figlio, il padre, il padre del padre, e aritroso fino all'inizio della storia,
strappando alle tombe anche chi è già morto per farlo morire di nuovo.
Come quando si sradica un albero millenario, a morire, attraverso la morte di quelli
che non per caso chiamiamo "monumenti vegetali", è il tempo. E' la storia umana
tutta intera che questi bruti obbrobriosi vorrebbero uccidere ruducendo in cocci, in
pochi minuti, ciò che i millenni ci hanno consegnato intatto. - Si odia sempre ciò di
cui si ha terrore, e la sproporzione tra la civiltà (qualunque civiltàqueds) e questi mi-
serabili fanatici è così annichilente che non possono che odiarla, e sognarne la distruzione.
(da la Repubblica - 28/02/2015 - L'AMACA - Michele Serra)
Non vestendo Dolce e Gabbana non sono nelle condizioni di aderire al boicottaggio
indetto da Elton John, ma anche se lo fossi, non aderirei lo stesso. Il tema delle ado-
zioni, e della paternità/maternità in genere, è troppo delicato e complicato perchè si
possano lanciare scomuniche come quella emessa dal musicista inglese, genitore
adottivo di un paio di magnifici pupi messi al mondo con l'ausilio delle migliori tec-
nologie disponibili, si suppone anche costose.
Mi sento favorevole a qualunque forma di allevamento della vita, anche le meno
convenzionali, ma non al punto di considerare blasfema o criminale un'opinione
aspra ma legittima come quella espressa dal signor Dolce, che al contrario di El-
ton John e del sottoscritto non è invece propenso alla riproduzione ad ogni costo.
Fatto salvo l'obbligo di non insultare nessuno e di non discriminare nessuno,
l'esercizio delle opinioni, in materia di genitalità e di genitorialità, è legittimo e
inappellabile. Bisogna finirla con l'omofobia, con l'idea ottusa che esista una
"famiglia tradizionale" legittima e tutto il resto sia "contro natura"; ma bisogna
gna finirla, prima ancora che cominci, anche con l'isterismo progressista /posi-
tivista che discrimina i dubbi. La via maestra, per fortuna, non esiste. E dunque
nessuno si impalchi a tutore delle Nuove Certezze.
(da la Repubblica - 17/03/'15 - L'AMACA - Michele Serra)
Lucianone
Le statue sono pezzi di pietra, non dovrebbe succedere che la loro distruzione desti
uno sgomento perfino superiore a quello dell'assassinio di un essere umano. Eppure
succede; e se succede è perchè ognuno di quei pezzi di pietra incarna non solamente
chi lo ha concepito, ma le decine di generazioni (centinaia nel caso dei reperti assiri)
che lo hanno visto e toccato lungo i secoli. Sono, quei pezzi di pietra, stratificazioni di
innumerevoli vite umane, e distruggerne uno significa uddidere simbolicamente, con
un solo gesto, il figlio, il padre, il padre del padre, e aritroso fino all'inizio della storia,
strappando alle tombe anche chi è già morto per farlo morire di nuovo.
Come quando si sradica un albero millenario, a morire, attraverso la morte di quelli
che non per caso chiamiamo "monumenti vegetali", è il tempo. E' la storia umana
tutta intera che questi bruti obbrobriosi vorrebbero uccidere ruducendo in cocci, in
pochi minuti, ciò che i millenni ci hanno consegnato intatto. - Si odia sempre ciò di
cui si ha terrore, e la sproporzione tra la civiltà (qualunque civiltàqueds) e questi mi-
serabili fanatici è così annichilente che non possono che odiarla, e sognarne la distruzione.
(da la Repubblica - 28/02/2015 - L'AMACA - Michele Serra)
Non vestendo Dolce e Gabbana non sono nelle condizioni di aderire al boicottaggio
indetto da Elton John, ma anche se lo fossi, non aderirei lo stesso. Il tema delle ado-
zioni, e della paternità/maternità in genere, è troppo delicato e complicato perchè si
possano lanciare scomuniche come quella emessa dal musicista inglese, genitore
adottivo di un paio di magnifici pupi messi al mondo con l'ausilio delle migliori tec-
nologie disponibili, si suppone anche costose.
Mi sento favorevole a qualunque forma di allevamento della vita, anche le meno
convenzionali, ma non al punto di considerare blasfema o criminale un'opinione
aspra ma legittima come quella espressa dal signor Dolce, che al contrario di El-
ton John e del sottoscritto non è invece propenso alla riproduzione ad ogni costo.
Fatto salvo l'obbligo di non insultare nessuno e di non discriminare nessuno,
l'esercizio delle opinioni, in materia di genitalità e di genitorialità, è legittimo e
inappellabile. Bisogna finirla con l'omofobia, con l'idea ottusa che esista una
"famiglia tradizionale" legittima e tutto il resto sia "contro natura"; ma bisogna
gna finirla, prima ancora che cominci, anche con l'isterismo progressista /posi-
tivista che discrimina i dubbi. La via maestra, per fortuna, non esiste. E dunque
nessuno si impalchi a tutore delle Nuove Certezze.
(da la Repubblica - 17/03/'15 - L'AMACA - Michele Serra)
Lucianone
sabato 25 aprile 2015
Viaggi / turismo della memoria - ITALIA 25 Aprile / 70 anniversario
25 aprile '15 - sabato 25th April / Saturday visione post - 18
Luoghi da ritrovare a 70 anni dal giorno più bello
della nostra storia, per la libertà riconquistata
VIVA L'ITALIA
(da 'Il Giorno' - 22/04/'15 - Pino Casamassima)
Settant'anni. Tanti ne sono passati dalla Liberazione del nostro Paese
dal nazifascismo. La primavera del 1945 si tinse di libertà dopo i drammi
della guerra e dei crimini compiuti dai nazisti che, ritirandosi, lasciavano
una scia di sangue lunga quanto l'intera penisola. Il primo luogo del Sud
a insorgere contro il nazifascismo fu Matera, come ricorda ai tanti turisti
una lapide posta nella "città dei sassi", che ha quindi dato il suo contri-
buto di vite per la riconquista della libertà. Risalendo per il Paese in un
ideale viaggio della memoria , c'è Lanciano, dove, oltre ai tanti cittadini
trucidati dai nazifascisti, la città dovette subire anche l'onta della devastazione.
A Gubbio, il giorno della Liberazione è ricordato per la rappresaglia contro i cit-
tadini inermi, fra cui donne, anziani e adolescenti, srguita all'uccisione di un sol-
dato tedesco.
Sant'Anna di Stazzema vicino Lucca è un paese che più di altri vive il giorno del-
la Liberazione, perchè ha versato il sangue di 560 civili, di cui 130 bambini: un
eccidio che i libri di storia riportano come crimine contro l'umanità. Come quello
di Marzabotto nell'appennino bolognese, sui cui luoghi viene ogni anno ricordato
l'eccidio nazifascista che costò la vita a 770 civili, donne e bambini compresi, con
"La camminata del postino", così chiamata da quando, 40 anni fa, per la prima
volta, il postino di Monte Sole accompagnò molti turisti lungo le strade delle stragi.
Ritornare su questi luoghi in occasione del 25 aprile unirebbe storia, partecipazione
civica e turismo "intelligente".
IL PASSO DEL TURCHINO
Questa è una località che permette di unire al meglio una camminata turistica a un
ricordo storico di particolare drammaticità: su questo passo dell'appennino ligure
furono infatti portati 59 detenuti politici provenienti da alcuni rastrellamenti.
Su di una grande fossa furono messe delle tavole, su cui vennero fatti passare i pri-
gionieri che venivano mitragliati, finendo poi nella fossa comune. Un luogo dun-
que di particolare intensità emotiva, perchè in esso si rivive l'oltraggio compiuto
anche contro le bellezze naturali.
L'ALTRA MAROSTICA
Il nome di Marostica, nel Vicentino, fa venire immediatamente in mente la famosa
partita a scacchi vivente che si svolge annualmente sulla scacchiera posta nella
principale piazza cittadina. Ma anche questo luogo, come molti altri del Veneto,
versò un contributo di sangue per la riconquista della libertà. Ogni anno vengono
infatti ricordati i martiri della furia nazifascista abbattutasi su Marostica con la
barbara fucilazione di quattro suoi concittadini appartenenti alla Resistenza.
IL MUSEO DI ANCONA
Ad Ancona, il Museo della Liberazione offre una particolare collezione di fotografie
che documentano la Liberazione della città marchigiana. Immagini recuperate pres-
so i musei di guerra di Londra con un'opera di paziente e meticolosa ricerca. Una po-
stazione mediatica consente di passare in rassegna oltre 7000 immagini, che offrono
al visitatore una visione molto curata di quanto avvenne e di quanto fu pesante il
contributo versato da queste terre per la riconquista della libertà.
NEL VERDE DI BOVES
Ogni anno e questo in particolare per il 70° anniversario della Liberazione, la citta-
dina di Boves, nel cuneese (Piemonte), ricorda i 32 innocenti trucidati dai nazifasci-
sti per rappresaglia dopo l'uccisione di un soldato delle SS da parte dei partigiani.
Quelli piemontesi sono luoghi - baciati dalla natura - che hanno dato un contributo
notevole per la riconquista della libertà e che vale la pena ripercorrere con la mente
rivolta alle bellezze dek paesaggio, ma anche alla Storia.
RICORDI A PARMA
Il Parmense è storicamente una delle zone d'Italia più attrattive sia per il paesaggio,
sia per la generosità di una terra che a livello di sapori è fra le più "golose".
Ma questi territori sentono in particolar modo la ricorrenza della Liberazione, per
i rastrellamenti che subirono più volte. Particolarmente cruento fu quello effettua-
to per il controllo della linea ferroviaria Parma-La Spezia, con lo sterminio di 134
persone, di cui 11 partigiani e 123 civili. Una strage che poi ebbe una coda di orro-
re fra le frazioni e i casolari sparsi sulle colline circostanti.
Lucianone
Luoghi da ritrovare a 70 anni dal giorno più bello
della nostra storia, per la libertà riconquistata
VIVA L'ITALIA
(da 'Il Giorno' - 22/04/'15 - Pino Casamassima)
Settant'anni. Tanti ne sono passati dalla Liberazione del nostro Paese
dal nazifascismo. La primavera del 1945 si tinse di libertà dopo i drammi
della guerra e dei crimini compiuti dai nazisti che, ritirandosi, lasciavano
una scia di sangue lunga quanto l'intera penisola. Il primo luogo del Sud
a insorgere contro il nazifascismo fu Matera, come ricorda ai tanti turisti
una lapide posta nella "città dei sassi", che ha quindi dato il suo contri-
buto di vite per la riconquista della libertà. Risalendo per il Paese in un
ideale viaggio della memoria , c'è Lanciano, dove, oltre ai tanti cittadini
trucidati dai nazifascisti, la città dovette subire anche l'onta della devastazione.
A Gubbio, il giorno della Liberazione è ricordato per la rappresaglia contro i cit-
tadini inermi, fra cui donne, anziani e adolescenti, srguita all'uccisione di un sol-
dato tedesco.
Sant'Anna di Stazzema vicino Lucca è un paese che più di altri vive il giorno del-
la Liberazione, perchè ha versato il sangue di 560 civili, di cui 130 bambini: un
eccidio che i libri di storia riportano come crimine contro l'umanità. Come quello
di Marzabotto nell'appennino bolognese, sui cui luoghi viene ogni anno ricordato
l'eccidio nazifascista che costò la vita a 770 civili, donne e bambini compresi, con
"La camminata del postino", così chiamata da quando, 40 anni fa, per la prima
volta, il postino di Monte Sole accompagnò molti turisti lungo le strade delle stragi.
Ritornare su questi luoghi in occasione del 25 aprile unirebbe storia, partecipazione
civica e turismo "intelligente".
IL PASSO DEL TURCHINO
Questa è una località che permette di unire al meglio una camminata turistica a un
ricordo storico di particolare drammaticità: su questo passo dell'appennino ligure
furono infatti portati 59 detenuti politici provenienti da alcuni rastrellamenti.
Su di una grande fossa furono messe delle tavole, su cui vennero fatti passare i pri-
gionieri che venivano mitragliati, finendo poi nella fossa comune. Un luogo dun-
que di particolare intensità emotiva, perchè in esso si rivive l'oltraggio compiuto
anche contro le bellezze naturali.
L'ALTRA MAROSTICA
Il nome di Marostica, nel Vicentino, fa venire immediatamente in mente la famosa
partita a scacchi vivente che si svolge annualmente sulla scacchiera posta nella
principale piazza cittadina. Ma anche questo luogo, come molti altri del Veneto,
versò un contributo di sangue per la riconquista della libertà. Ogni anno vengono
infatti ricordati i martiri della furia nazifascista abbattutasi su Marostica con la
barbara fucilazione di quattro suoi concittadini appartenenti alla Resistenza.
IL MUSEO DI ANCONA
Ad Ancona, il Museo della Liberazione offre una particolare collezione di fotografie
che documentano la Liberazione della città marchigiana. Immagini recuperate pres-
so i musei di guerra di Londra con un'opera di paziente e meticolosa ricerca. Una po-
stazione mediatica consente di passare in rassegna oltre 7000 immagini, che offrono
al visitatore una visione molto curata di quanto avvenne e di quanto fu pesante il
contributo versato da queste terre per la riconquista della libertà.
NEL VERDE DI BOVES
Ogni anno e questo in particolare per il 70° anniversario della Liberazione, la citta-
dina di Boves, nel cuneese (Piemonte), ricorda i 32 innocenti trucidati dai nazifasci-
sti per rappresaglia dopo l'uccisione di un soldato delle SS da parte dei partigiani.
Quelli piemontesi sono luoghi - baciati dalla natura - che hanno dato un contributo
notevole per la riconquista della libertà e che vale la pena ripercorrere con la mente
rivolta alle bellezze dek paesaggio, ma anche alla Storia.
RICORDI A PARMA
Il Parmense è storicamente una delle zone d'Italia più attrattive sia per il paesaggio,
sia per la generosità di una terra che a livello di sapori è fra le più "golose".
Ma questi territori sentono in particolar modo la ricorrenza della Liberazione, per
i rastrellamenti che subirono più volte. Particolarmente cruento fu quello effettua-
to per il controllo della linea ferroviaria Parma-La Spezia, con lo sterminio di 134
persone, di cui 11 partigiani e 123 civili. Una strage che poi ebbe una coda di orro-
re fra le frazioni e i casolari sparsi sulle colline circostanti.
Lucianone
mercoledì 22 aprile 2015
ARTE - Bergamo / La mostra di Cory Arcangel
22 aprile '15 - mercoledì 22nd April / Wednesday visione post - 3
L'ex hacker che gioca con il passato
Le opere dell'artista americano nello storico
Palazzo della Ragione, per la Gamec di Bergamo
(da 'la Repubblica' - 3 aprile 2015 - Cristiana Campanini)
A terra un arcobaleno digitale, uno spazio di sospensione tecnologica, una moquette
di 200 mq su cui camminare o (meglio) sedersi. I colori di questo gigantesco tappeto
realizzato dal divo americano dei new media Cory Arcangel per la sua prima persona-
le italiana a Bergamo sono ricavati dai gradienti di Photoshop, le sfumature di colore
del software di fotoritocco più diffuso, semplicemente trasporte e fuori scala.
Sul perimetro della suggestiva immagine astratta , l'artista colloca semplici galleggianti
da piscina appoggiati al muro e trasformati con qualc.he accessorio in ritratti ironici, sti-
lizzazioni esasperate di tipi umani. Alla parete anche sculture e video che mixano tecno-
logie assortite della storia recente dell'elettronica, da videogame 8bit all'iPod, accanto a immagini e musica, simboli della società dei consumi in via di dismissione o già dismessi
del tutto. come il volto di Britney Spears o una canzone country pop di Miley Cyrus.
Curata da Stefano Raimondi per la Gamec di Bergamo, la prima mostra dell'artista è al-
lestita nel più antico palazzo comunale italiano, il Palazzo della Ragione (1183-1198).
La Sala dei Giuristi, che stratifica frammenti di affreschi da varie epoche, amplifica i
temi della sua opera, sulla memoria e sulla sua conservazione ai tempi dell' obsolescen-
za tecnologica, l'invecchiamento precoce dei supporti digitali a cui affidiamo storia,
icone e simboli di un'epoca. Così stemmi e decori fanno da cornice straniante alle me-
morie tecnologiche evanescenti del trentaseienne cresciuto a Buffalo ma di origini pe-
scaresi (il bisnonno si chiamava Arcangelo). Aria da eterno skater ma formazione al
conservatorio (chitarra classica), ha precedenti da hacker e da programmatore.
Nei primi anni Dieci traffica per accelerare la velocità d'informazione sul web nel la-
boratorio, ancora underground, di Jonah Peretti, guru della comunicazione, tra i fon-
datori di Huffington Post, ReBlog e Buzzfeed, uno dei siti più visitati al mondo con
oltre 200 milioni di utenti. "E' il Warhol della mia generazione", lo definisce l'amico
Peretti. - E mentre progetta il futuro, guarda al passato. Riprogramma vecchie stam-
panti e videogame degli albori. Due dei suoi lavori più noti di quegli anni, presenti in
mostra, isolano dettagli di Super Mario Bross su fondi astratti. E delle nuvole a 8 bit
scorrono in un eterno loop oppure l'draulico Super Mario, baffuto eroe, in una impro-
babile versione esistenzialista, swcuote la testa all'infinito su un piccolo punto di do-
manda. Sempre a 8 bit, è la sua musica elettronica, fatta rimaneggiando pianole e
videogame , come al concerto al Metropolitan a nvembre scorso.
Con questa mostra, affiancata da una piccola personale milanese alla galleria Lisson
dal 10 aprile, la Gamec si conferma ricettiva nello scovare artisti di richiamo interna-
zionale ancora da valorizzare in Italia E il catalogo della mostra, realizzato come una
fanzine per teenager, è una dimostrazione: già esaurito nelle sue 700 copie inglesi.
lucianone
L'ex hacker che gioca con il passato
Le opere dell'artista americano nello storico
Palazzo della Ragione, per la Gamec di Bergamo
(da 'la Repubblica' - 3 aprile 2015 - Cristiana Campanini)
A terra un arcobaleno digitale, uno spazio di sospensione tecnologica, una moquette
di 200 mq su cui camminare o (meglio) sedersi. I colori di questo gigantesco tappeto
realizzato dal divo americano dei new media Cory Arcangel per la sua prima persona-
le italiana a Bergamo sono ricavati dai gradienti di Photoshop, le sfumature di colore
del software di fotoritocco più diffuso, semplicemente trasporte e fuori scala.
Sul perimetro della suggestiva immagine astratta , l'artista colloca semplici galleggianti
da piscina appoggiati al muro e trasformati con qualc.he accessorio in ritratti ironici, sti-
lizzazioni esasperate di tipi umani. Alla parete anche sculture e video che mixano tecno-
logie assortite della storia recente dell'elettronica, da videogame 8bit all'iPod, accanto a immagini e musica, simboli della società dei consumi in via di dismissione o già dismessi
del tutto. come il volto di Britney Spears o una canzone country pop di Miley Cyrus.
Curata da Stefano Raimondi per la Gamec di Bergamo, la prima mostra dell'artista è al-
lestita nel più antico palazzo comunale italiano, il Palazzo della Ragione (1183-1198).
La Sala dei Giuristi, che stratifica frammenti di affreschi da varie epoche, amplifica i
temi della sua opera, sulla memoria e sulla sua conservazione ai tempi dell' obsolescen-
za tecnologica, l'invecchiamento precoce dei supporti digitali a cui affidiamo storia,
icone e simboli di un'epoca. Così stemmi e decori fanno da cornice straniante alle me-
morie tecnologiche evanescenti del trentaseienne cresciuto a Buffalo ma di origini pe-
scaresi (il bisnonno si chiamava Arcangelo). Aria da eterno skater ma formazione al
conservatorio (chitarra classica), ha precedenti da hacker e da programmatore.
Nei primi anni Dieci traffica per accelerare la velocità d'informazione sul web nel la-
boratorio, ancora underground, di Jonah Peretti, guru della comunicazione, tra i fon-
datori di Huffington Post, ReBlog e Buzzfeed, uno dei siti più visitati al mondo con
oltre 200 milioni di utenti. "E' il Warhol della mia generazione", lo definisce l'amico
Peretti. - E mentre progetta il futuro, guarda al passato. Riprogramma vecchie stam-
panti e videogame degli albori. Due dei suoi lavori più noti di quegli anni, presenti in
mostra, isolano dettagli di Super Mario Bross su fondi astratti. E delle nuvole a 8 bit
scorrono in un eterno loop oppure l'draulico Super Mario, baffuto eroe, in una impro-
babile versione esistenzialista, swcuote la testa all'infinito su un piccolo punto di do-
manda. Sempre a 8 bit, è la sua musica elettronica, fatta rimaneggiando pianole e
videogame , come al concerto al Metropolitan a nvembre scorso.
Con questa mostra, affiancata da una piccola personale milanese alla galleria Lisson
dal 10 aprile, la Gamec si conferma ricettiva nello scovare artisti di richiamo interna-
zionale ancora da valorizzare in Italia E il catalogo della mostra, realizzato come una
fanzine per teenager, è una dimostrazione: già esaurito nelle sue 700 copie inglesi.
lucianone
lunedì 20 aprile 2015
Sport - calcio / Serie A - 31^ giornata - 2014/15
20 aprile '15 - lunedì 20th April / Monday visione post - 11
Risultati delle partite
Sampdoria 0 Juventus 2 Sassuolo 1 Chievo 1 Empoli 2 Palermo 2
Cesena 0 Lazio 0 Torino 1 Udinese 1 Parma 2 Genoa 1
Roma 1 Cagliari 0 Inter 0 Fiorentina 0
Atalanta 1 Napoli 3 Milan 0 Verona Hellas 1
CLASSIFICA
JUVENTUS 73 / Lazio, Roma 58 / Napoli 53 / Sampdoria 50 /
Fiorentina 49 / Genoa, Torino 44 / Milan 43 / Inter 42 / Palermo 41 /
Sassuolo, Chievo, Verona H. 36 / Udinese 35 / Empoli 34 / Atalanta 30 /
Cesena 23 / Cagliari 21 / Parma (-7) 13
COLPO DEL VERONA
Sbaglia Diamanti e Obbadi affonda la Fiorentina al 90'
La lunga settimana del Franchi comincia nel peggiore dei modi, Montella rischia e paga.
Ha sempre vinto contro Mandorlini, stavolta la sua Fiorentina viene infilata al 90' da
Obbadi e torna negli spogliatoi con i fischi dello stadio, quasi tutti all'indirizzo dell'allena-
tore, colpevole di aver scelto la Fiorentina due, una squadra piena di rincalzi che regala
il primo tempo al Verona e spreca tantissimo nel secondo, anche un rigore calciato ma-
le da Diamanti (il quarto su quattro in campionato) e alla fine viene sorpresa in contro-
piede. Quando partite così una squadra non riesce a vincerle, deve almeno evitare di
perderle. Invece il Verona nel finale alza il contropiede e al quarto tentativo fa centro:
Neto non trattiene il tiro di Lazaros e Obbadi buca i viola da centro area.
Tre punti salvezzape5r il Verona. La Fiorentina saluta, invece, in maniera definitiva le
speranze Champions e rimane dietro la Sampdoria. Una specie di vuoto cosmico at-
tendendo la Dinamo Kiev. E, come se non bastasse, i viola sono in ansia per Babacar:
oò centravanti entra al 10' della ripresa ed esce sette minuti dopo per una botta al gi-
nocchio dopo un o scontro con Pisano.
Primo tempo moscio che ha un solo sussukto quando Mandorlini se la prende con
Diamanti: "Sei sempre per terra". Il battibecco non provoca scintille sul campo. La
Fiorentina, avvitata su se stessa, seza fantasia e qualità, non costruisce niente e si li-
mita a qualche tiro da fuori area e ad un bel colpo di testa di Gilardino. Nel secon-
do tempo i viola provano a forzare i tempi e aumentano il ritmo, favoriti dall'ingres-
so di Salah. Ma non è serata.
Continua... to be continued...
Risultati delle partite
Sampdoria 0 Juventus 2 Sassuolo 1 Chievo 1 Empoli 2 Palermo 2
Cesena 0 Lazio 0 Torino 1 Udinese 1 Parma 2 Genoa 1
Roma 1 Cagliari 0 Inter 0 Fiorentina 0
Atalanta 1 Napoli 3 Milan 0 Verona Hellas 1
CLASSIFICA
JUVENTUS 73 / Lazio, Roma 58 / Napoli 53 / Sampdoria 50 /
Fiorentina 49 / Genoa, Torino 44 / Milan 43 / Inter 42 / Palermo 41 /
Sassuolo, Chievo, Verona H. 36 / Udinese 35 / Empoli 34 / Atalanta 30 /
Cesena 23 / Cagliari 21 / Parma (-7) 13
COLPO DEL VERONA
Sbaglia Diamanti e Obbadi affonda la Fiorentina al 90'
La lunga settimana del Franchi comincia nel peggiore dei modi, Montella rischia e paga.
Ha sempre vinto contro Mandorlini, stavolta la sua Fiorentina viene infilata al 90' da
Obbadi e torna negli spogliatoi con i fischi dello stadio, quasi tutti all'indirizzo dell'allena-
tore, colpevole di aver scelto la Fiorentina due, una squadra piena di rincalzi che regala
il primo tempo al Verona e spreca tantissimo nel secondo, anche un rigore calciato ma-
le da Diamanti (il quarto su quattro in campionato) e alla fine viene sorpresa in contro-
piede. Quando partite così una squadra non riesce a vincerle, deve almeno evitare di
perderle. Invece il Verona nel finale alza il contropiede e al quarto tentativo fa centro:
Neto non trattiene il tiro di Lazaros e Obbadi buca i viola da centro area.
Tre punti salvezzape5r il Verona. La Fiorentina saluta, invece, in maniera definitiva le
speranze Champions e rimane dietro la Sampdoria. Una specie di vuoto cosmico at-
tendendo la Dinamo Kiev. E, come se non bastasse, i viola sono in ansia per Babacar:
oò centravanti entra al 10' della ripresa ed esce sette minuti dopo per una botta al gi-
nocchio dopo un o scontro con Pisano.
Primo tempo moscio che ha un solo sussukto quando Mandorlini se la prende con
Diamanti: "Sei sempre per terra". Il battibecco non provoca scintille sul campo. La
Fiorentina, avvitata su se stessa, seza fantasia e qualità, non costruisce niente e si li-
mita a qualche tiro da fuori area e ad un bel colpo di testa di Gilardino. Nel secon-
do tempo i viola provano a forzare i tempi e aumentano il ritmo, favoriti dall'ingres-
so di Salah. Ma non è serata.
Continua... to be continued...
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