Buon cibo e grande cura che ben valgono una sosta lungo il Lago d'Iseo (da 'il venerdì di Repubblica' - agosto 2014 / MANGIA E BEVI di Gianni e Paola Mura) Ancora non c'è un numero di telefono fisso per prenotare, e prenotare conviene visto che i tavoli sono sette in tutto. In compenso ci sono molti buoni motivi per una sosta in quest'angolo del Lago d'Iseo con imbarcadero e bella vista su Montisola. In poche parole, si mangia bene in una serena atmosfera fatta di piccole attenzioni: il buon pane di casa, il preantipasto, il predessert e naturalmente una cucina di tutto ri- spetto. Merito dei due fratelli Garbin, che hanno aperto nel marzo 2013 dopo un'espe- rienza a Orzinuovi. I Garbin sono bresciani, di Roncadelle, ma il cognome denuncia le radici venete (il bisnonno era di Thiene). Davide, lo chef, era analista finanziario. Andrea, più giovane, tra sala e cantina, ha chiuso a due esami dalla laurea in Filoso- fia perchè sperava di fare il giornalista. Sogno infranto. La realtà, peraltro, invita a non rimpiangere i cosiddetti pezzi di carta. Davide, autodidatta di talento, dice di dovere molto agli insegnamenti di Oscar Elena a Gargnano. Andrea già coltivava passioni enoiche (Borgogna e Piemonte in primis), come testimonia una ricca e sen- sata carta dei vini, con ricarichi più che corretti. Nei festivi, può capitare che dia una mano in sala Riccardo, il padre, e la madre Denise in cucina. La linea non è definibile con poche parole. C'è il pesce del lago, quando arriva diret- tamente da l pescatore, e quello del mare. Ci sono svariate carni: faraona, coniglio, manzo, maiale. Il menù cambia spesso e si basa su 4/5 piatti per ogni voce. Che de- nota una certa fantasia nella ricerca degli accostamenti, vedi il salmone selvaggio marinato al tamarindo, l'onilletrot (tortellino al contrario, farcito con fondente di Parmigiano su spuma al prosciutto e salvia fritta), il sorbetto al calamansi, agrume ibrido di Citrofortunella, un sapore intenso e singolare tra lime e mandarino. Qualche altro piatto: millefoglie di coregone, mombolino (nome bresciano dell'invol- tino) di persico, seppie abbrustolite, lasagnetta di cereali con ragù di mare, anguilla allo spiedo, Mc Garbin's (hamburger-maison), galletto arrostito, torta di rose, brioche al lemon grass e zenzero, torta al cioccolato. Da assaggiare, garbato, il digestivo fat- to in casa.
21 dicembre '14 / domenica 21st December / Sunday IL SONDAGGIO Più fiducia nel governo / Renzi e il Pd tengono / Boom di Salvini L'esecutivo guadagna 3 punti Nella rilevazione Demos l'esecutivo guadagna 3 punti rispetto al mese scorso. Il premier quasi stabile al 50% dei consensi e solo il leader del Carroccio gli sta dietro. Continua il calo di Forza Italia, i 5Stelle al 19%. Mentre l’anno volge alla fine, il calo di popolarità del governo, osservato dopo l’estate, si arresta. Anzi, secondo il recente sondaggio dell’Atlante Politico di Demos, si assiste a una — per quanto limitata — inversione di tendenza. Anche la fiducia nei confronti del premier, Matteo Renzi, resiste. Mentre il consenso elettorale del PD cresce, seppur di poco. Malgrado tutto. Nonostante i problemi e le tensioni di questa fase. Scandita dalle proteste sindacali e operaie, dalle prospettive oscure dei mercati e del mercato del lavoro. Scossa, nelle ultime settimane, dallo scandalo di Mafia Capitale, ultimo, clamoroso, atto della storia di corruzione che inquina il rapporto fra politica e società in Italia. New York Uccide due poliziotti / "Voglio vendicare i neri" / Poi si suicida Il sindaco di N.Y. De Blasio piange, ma la polizia gli volta le spalle.
6 dicembre '14 - sabato 6th December / Saturday visione post - 13 "Ceto medio impoverito": è in quel magma di dolore e risentimento che si giocano i destinidel Paese. Fa paura, quel magma, nel quale nuotano come pesci ultras di cal- cio e fascisti (termini spesso sinonimi), e nel quale si fanno le ossa capi e capetti poco cristallini. Faceva sorridere in un tigì, questa dichiarazione del capo dei Forconi siculi: "Potrei dire che ci daremo fuoco a migliaia davanti alle Prefetture, ma potrei anche dire che vogliamo ragionare sul da farsi". Anche i rivoltosi, in Italia, hanno qualcosa di democristiano. Il vero problema è che quando non ci si sente più rappresentati (dal sindacato, dai partiti) l'animo si avvelena. Aumenta il panico, aumenta la rabbia. E la coperta della rappresentanza politica, in Italia, è sempre più corta. Sinistra e sindacati hanno mol- tissime domande da farsi, in proposito. La prima è: da quanto tempo non siamo più capaci di dare voce ai nuovi ultimi della nostra società, che sono i precari, i disoccu- pati, gli esodati, i piccolissimi imprenditori? La seconda domanda è: come mai, pur sapendolo, non siamo ancora riusciti a fare, a dire, a pensare niente di nuovo e di utile, sul fronte delle povertà non rappresentate, dunque difese da nessuno, e in ba- lia del primo demagogo o fanatico di passaggio? (da la Repubblica - 11 dicembre 2013 - L'AMACA / Michele Serra) Lucianone
7 dicembre '14 - domenica 7th December / Sunday visione post - 28 Quando manca un'educazione specifica ai S U O N I, la conoscenza fonetica resta quella delle medie. E si migliora solo in grammatica. PERCHE' IMPARARE LE LINGUE A SCUOLA E' COSI' DIFFICILE (da il 'il venerdì di Repubblica' - agosto 2014 / di Giuliano Aluffi) Do you speak English? Perfino gli italiani al quinto anno di lingue all'Università dovrebbero pensarci bene prima di rispondere, perchè la loro conoscenza fonetica dell'inglese è pressochè identica a quella di uno studente di terza media. Lo dice uno studio pubblicato su 'Frontiers in Human Neuroscience'. "Abbiamo trovato la prima prova neurofisiologica del fatto che molti studenti del primo e del quinto anno della Facoltà di Lingue non riconoscono i fonemi dell'inglese in quanto tali, ma li assi- milano a quelli italiani. Proprio come fa chi ha studiato inglese solo fino alla terza media: lo studio prolungato di una lingua straniera in età adulta nel contesto scolastico non pro- duce nessun miglioramento rispetto alla capacità di discriminazione fonetica, anche se può dare un'ottima conoscenza grammaticale", spiega Elvira Brattico, neuroscienziata all'Università di Helsinki (Finlandia). "Abbiamo sottoposto a encefalogramma gli stu- denti mentre ascoltavano fonemi inglesi pronunciati da un madrelingua, e abbiamo ri- scontrato, misurando l'attività elettrica del cervello, che le loro cortecce uditive elabo- ravano i suoni dell'inglese assimilandoli ai fonemi italiani". "Studi comportamentali precedenti su tedeschi, finlandesi, giapponesi, e turchi che apprendono l'inglese sug- geriscono che l'ambiente scolastico è ovunque un contesto povero per l'apprendimento fonetico-fonologico. La quantità e la qualità degli stimoli ricevuti dagli studenti non so- no sufficienti per formare accurate rappresentazioni neuronali dei suoni inglesi" ag- giunge Mirko Grimaldi, direttore del Centro di Ricerca Interdisciplinare sul Linguaggio dell'Università del Salento e coautore dello studio. In che modo questa confusione tra fonemi ci ostacola? "Se non siamo in grado di discriminare i suoni non nativi, l'unica strategia possibile per il nostro cervello è quella di ricondurre il fonema non nativo a una o più categorie della lingua nativa che gli assomigliano. Per esempio, mentre l'ita- liano ha una sola "i" l'inglese distingue la "i" di leave (lasciare, partire) da quella di live (vivere, abitare). Un italiano, quando inizia a studiare l'inglese, non può far altro che ricondurre precettivamente le due vocali dell'inglese alla sua unica "i", e quindi non sarà in grado di discriminare leave da live" osserva Grimaldi. "L'acquisizione della lingua straniera avviene quasi sempre in un ambiente in cui pre- domina la prima lingua, e dove la lingua straniera è poco usta in classe e mai fuori. Inoltre, l'istruzione formale privilegia il lessico e la sintassi, trascurando l'addestra- mento intensivo alla percezione e produzione dei suoni.". E invece la pratica, in questo caso, vale più della grammatica. Sottolinea Brattico: "Il cervello di un bam- bino, una volta che ha appreso in modo naturale a discriminare e produrre i suoni della lingua nativa, perde progressivamente l'abilità a discriminare e produrre i suoni non nativi. Per riattivare questa abilità gli studenti dovrebbero ricevere una una quantità di stimoli di alta qualità da parte di insegnanti madrelingua, ed essere sottoposti a training acustici mirati".