17 aprile '13 - mercoledì 17th April / Wednesday visioni post - 26
I risultati delle partite
Atalanta -- Fiorentina 0 - 2
Cagliari - Inter 2 - 0
Chievo - Catania 0 - 0
Genoa - Sampdoria 1 - 1
Milan - Napoli 1 - 1
Palermo - Bologna 1 - 1
Parma - Udinese 0 - 3
Pescara - Siena 2 - 3
Torino - Roma 1 - 2
Lazio - Juventus 0 - 2
Classifica
Juventus 74 / Napoli 63 / Milan 59 / Fiorentina 55 / Lazio, Rama 51 /
Inter 50 / Udinese 48 / Catania 47 / Cagliari 42 / Parma 39 / Bologna 38 /
Sampdoria, AStalanta 37 / Torino, Chievo 36 / Siena 30 / Palermo, Genoa 28 /
Pescara 21
Con il pareggio di San Siro il Napoli per ora ipoteca il 2° posto / La rimonta del
Milan deve ancora attendere / Inter in profonda-crisi: in 5 gare quattro sconfitte
e il tecnico Stramaccioni rischia se dovesse fallire anche la finale di Cop
pa Italia /
Juve a un passo dallo scudetto dopo la vittoria sulla Lazio, lunedì sera.
Disastro Inter
La doppietta di Pinilla stende la squadra di Stramaccioni. Altro rigore fantasma,
altri infortuni. Samuel centravanti. E' uno Stra-caos e con il Cagliari 12° k.o.
Ancora una sconfitta, la dodicesima di questo travagliato e deludente torneo,
che la vede a -9 dal terzo posto. E ancora un rigore fantasma, questo sì decisivo,
perchè ha cambiato il risultato a favore del Cagliari e non il punteggio come ac-
caduto sette giorni fa con l'Atalanta. Il preidente dell'Inter, Massimo Moratti,
che aveva tuonato in settimana contro la classe arbitrale, avrà verificato come
non ci sia di mezzo la malafede: il direttore di gara, Celi, ha preso la classica
(ma colossale) svista "vedendo" un contatto tra le gambe di Silvestre e Pinilla
mai verificatosi nella realtà. Un minuto prima, però, l'arbitro aveva giudicato
non punibile uno scontro fra Ibarbo e Kuzmanovic che aveva invece i crismi
della massima punizione...
(Nicola Cecere - da 'La Gazzetta dello Sport')
Eurogol di Lamela: Roma al 5° posto
A Osvaldo replica Bianchi per il Torino, poi decide il talentino Lamela.
Superata l'Inter, raggiunta la Lazio.
Prendersi l'Europa attraverso il campionato senza dipendere dalle insidiose
variabili della Coppa Italia: è questa la nuova missione della Roma, rientra-
ta nel ballo per una stagione internazionale proprio prima di vivere la secon-
da semifinale di coppa, mercoledì (questa sera) a San Siro contro l'Inter.
I nerazzurri hanno dato una mano all'idea romanista facendosi battere dal
Cagliari... Se il Torino avesse acchiappato il 14° pari della stagione, non
ci sarebbero state denunce per furto e i due allenatori sono d'accordo.
Lucianone
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mercoledì 17 aprile 2013
martedì 16 aprile 2013
Economia - finanza / Europa - I migliori post
16 aprile '13 - martedì 16th April / Tuesday visioni post - 20
Andando a leggere i post di diversi blog nei vari siti di giornali
e riviste, ho trovato questo di Cingolani che risponde alla Germania
della Merkel, sul fatto che noi siamo più ricchi. Deduzione dovuta
alla magia di numeri e a statistiche sbagliate (Cingolani) e, aggiunge
il sottoscritto, a una buona dose di presunzione teutonica conservatrice.
(Lucianone)
_____________________________________________________________
Cari tedeschi, purtroppo siete più ricchi di noi
In Germania, ormai, è un nuovo luogo comune: cosa vogliono questi italiani che sono più ricchi di noi? La danza è stata aperta dalla Banca centrale europa, con tanto di grafici e tabelle che ci mettono in difficoltà. Perché da una parte dimostrano che non siamo poi così straccioni come a lungo eravamo stati dipinti (e ciò è motivo d’orgoglio). Dall’altra forniscono l’alibi per un nuovo attacco ben più velenoso il cui messaggio è tranchant: visto che potete farlo, pagherete caro pagherete tutto.
E’ vero che la nostra ricchezza patrimoniale, sia quella immobiliare sia quella finanziaria, è superiore a quella dei tedeschi. Ma attenzione, questa è una fotografia statica e parziale. E’ il dagherrotipo del passato. Nel corso degli anni e con la involuzione della crisi, le cose sono cambiate molto rapidamente. Diciamo che la Bce avrebbe più ragione se fossimo ancora nel 2007. Anzi, fino al 2009, perché lo scoppio della bolla immobiliare ha colpito la Germania più dell’Italia. Poi, però, è arrivata la guerra dello spread, cioè la crisi dei debiti sovrani, mentre l’economia tedesca scattava in avanti come una molla, facendo registrare due anni di crescita molto forte. Al contrario, l’Italia si avvitava nella spirale che nell’autunno del 2011 l’ha portata sull’orlo del crac. Non bisogna mai dimenticare che c’era denaro liquido solo per pochi giorni.
Come stanno oggi le cose? Ebbene, se calcoliamo la ricchezza non tanto ai valori storici, ma a quelli di mercato (mark-to-market) la situazione è, purtroppo, molto diversa. I prezzi degli immobili sono scesi di almeno il 30%, ma soprattutto s’è inaridito il mercato. C’è paura, c’è sfiducia, la gente segue un comportamento razionalmente cautelativo. Dunque, chi volesse vendere, oggi, non solo dovrebbe accettare un taglio del patrimonio, ma non troverebbe acquirenti.
Un problema esiste anche per la ricchezza mobile. La borsa è ai minimi (mentre in Germania si è ripresa), i buoni del tesoro a medio-lungo termine valgono 20 se non 30 punti in meno. E per loro il mercato secondario non è affatto ricettivo. Al contrario, il Bund, il titolo decennale del governo tedesco, è diventato una sorta di bene rifugio, ben più dell’oro: tutti lo comprano anche se i suoi rendimenti sono vicini a zero, per mettere al riparo i propri risparmi. Ciò significa che c’è un continuo e consistente afflusso di capitali, anche dagli altri paesi della zona euro, il che aumenta i divari reali all’interno del mercato unico e mette in discussione la tenuta dell’unione monetaria.
Tutto questo mentre la recessione sta riducendo i redditi, quindi sempre più c’è bisogno di intaccare i risparmi accumulati dalla generazione precedente se non proprio di mangiarsi il capitale come succede per gli imprenditori in crisi (quelli seri, non quelli che hanno messo i quattrini nei paradisi fiscali).
“Raramente le cifre sono state usate tanto scorrettamente per obiettivi politici”, scrive Paul De Grauwe, docente alla London School of Economics ed ex membro del parlamento belga per i liberal-democratici fiamminghi. L’economista rilegge i dati e arriva a conclusioni opposte (che coincidono con il buon senso): 1) la Germania è significativamente più ricca di paesi come l’Italia per non parlare di Spagna e Portogallo; 2) la ricchezza è fortemente concentrata tra le famiglie più abbienti, quindi non bisogna solo comparare la media; 3) occorre calcolare anche lo stock di capitale pro capite per capire la ricchezza di un paese, così facendo vediamo che la Germania è a quota 145 mila euro, l’Italia supera di poco i centomila e la Spagna non arriva a 80 mila.
Ancora una volta la statistica produce fumo, non certezze e spesso anche i più seri studiosi finiscono per trovare solo ciò che vogliono cercare. Ma questa volta la discussione non si svolge in un cenacolo accademico, bensì nei caffè, in piazza, nelle assemblea di partito, come quella di Alternative fuer Deutschland, domenica scorsa a Berlino, la nuova forza euroscettica messa in piedi da personaggi autorevoli come l’ex presidente della confindustria tedesca o nella stessa assise della CDU, il partito di Angela Merkel. In guardia, dunque, spesso la magia dei numeri è solo un’illusione.
( Stefano Cingolani - da Panorama.it / I Blog di Panorama)
Lucianone
Andando a leggere i post di diversi blog nei vari siti di giornali
e riviste, ho trovato questo di Cingolani che risponde alla Germania
della Merkel, sul fatto che noi siamo più ricchi. Deduzione dovuta
alla magia di numeri e a statistiche sbagliate (Cingolani) e, aggiunge
il sottoscritto, a una buona dose di presunzione teutonica conservatrice.
(Lucianone)
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Cari tedeschi, purtroppo siete più ricchi di noi
In Germania, ormai, è un nuovo luogo comune: cosa vogliono questi italiani che sono più ricchi di noi? La danza è stata aperta dalla Banca centrale europa, con tanto di grafici e tabelle che ci mettono in difficoltà. Perché da una parte dimostrano che non siamo poi così straccioni come a lungo eravamo stati dipinti (e ciò è motivo d’orgoglio). Dall’altra forniscono l’alibi per un nuovo attacco ben più velenoso il cui messaggio è tranchant: visto che potete farlo, pagherete caro pagherete tutto.
E’ vero che la nostra ricchezza patrimoniale, sia quella immobiliare sia quella finanziaria, è superiore a quella dei tedeschi. Ma attenzione, questa è una fotografia statica e parziale. E’ il dagherrotipo del passato. Nel corso degli anni e con la involuzione della crisi, le cose sono cambiate molto rapidamente. Diciamo che la Bce avrebbe più ragione se fossimo ancora nel 2007. Anzi, fino al 2009, perché lo scoppio della bolla immobiliare ha colpito la Germania più dell’Italia. Poi, però, è arrivata la guerra dello spread, cioè la crisi dei debiti sovrani, mentre l’economia tedesca scattava in avanti come una molla, facendo registrare due anni di crescita molto forte. Al contrario, l’Italia si avvitava nella spirale che nell’autunno del 2011 l’ha portata sull’orlo del crac. Non bisogna mai dimenticare che c’era denaro liquido solo per pochi giorni.
Come stanno oggi le cose? Ebbene, se calcoliamo la ricchezza non tanto ai valori storici, ma a quelli di mercato (mark-to-market) la situazione è, purtroppo, molto diversa. I prezzi degli immobili sono scesi di almeno il 30%, ma soprattutto s’è inaridito il mercato. C’è paura, c’è sfiducia, la gente segue un comportamento razionalmente cautelativo. Dunque, chi volesse vendere, oggi, non solo dovrebbe accettare un taglio del patrimonio, ma non troverebbe acquirenti.
Un problema esiste anche per la ricchezza mobile. La borsa è ai minimi (mentre in Germania si è ripresa), i buoni del tesoro a medio-lungo termine valgono 20 se non 30 punti in meno. E per loro il mercato secondario non è affatto ricettivo. Al contrario, il Bund, il titolo decennale del governo tedesco, è diventato una sorta di bene rifugio, ben più dell’oro: tutti lo comprano anche se i suoi rendimenti sono vicini a zero, per mettere al riparo i propri risparmi. Ciò significa che c’è un continuo e consistente afflusso di capitali, anche dagli altri paesi della zona euro, il che aumenta i divari reali all’interno del mercato unico e mette in discussione la tenuta dell’unione monetaria.
Tutto questo mentre la recessione sta riducendo i redditi, quindi sempre più c’è bisogno di intaccare i risparmi accumulati dalla generazione precedente se non proprio di mangiarsi il capitale come succede per gli imprenditori in crisi (quelli seri, non quelli che hanno messo i quattrini nei paradisi fiscali).
“Raramente le cifre sono state usate tanto scorrettamente per obiettivi politici”, scrive Paul De Grauwe, docente alla London School of Economics ed ex membro del parlamento belga per i liberal-democratici fiamminghi. L’economista rilegge i dati e arriva a conclusioni opposte (che coincidono con il buon senso): 1) la Germania è significativamente più ricca di paesi come l’Italia per non parlare di Spagna e Portogallo; 2) la ricchezza è fortemente concentrata tra le famiglie più abbienti, quindi non bisogna solo comparare la media; 3) occorre calcolare anche lo stock di capitale pro capite per capire la ricchezza di un paese, così facendo vediamo che la Germania è a quota 145 mila euro, l’Italia supera di poco i centomila e la Spagna non arriva a 80 mila.
Ancora una volta la statistica produce fumo, non certezze e spesso anche i più seri studiosi finiscono per trovare solo ciò che vogliono cercare. Ma questa volta la discussione non si svolge in un cenacolo accademico, bensì nei caffè, in piazza, nelle assemblea di partito, come quella di Alternative fuer Deutschland, domenica scorsa a Berlino, la nuova forza euroscettica messa in piedi da personaggi autorevoli come l’ex presidente della confindustria tedesca o nella stessa assise della CDU, il partito di Angela Merkel. In guardia, dunque, spesso la magia dei numeri è solo un’illusione.
( Stefano Cingolani - da Panorama.it / I Blog di Panorama)
Lucianone
Società / Mondo - Approfondimento ultimi avvenimenti
16 aprile '13 - martedì 16th April / Tuesday visioni post - 6
Bombe alla maratona di Boston: 3 morti
L'Fbi: «Terrorismo». Sentito uno straniero
Bombe alla maratona di Boston: 3 morti
L'Fbi: «Terrorismo». Sentito uno straniero
Caccia all'uomo, ma per ora non ci sono indagati. Gli ordigni erano pentole a pressione pieni di chiodi. Un bambino di 8 anni tra le vittime
All'indomani dell'esplosione dei due ordigni che a Boston negli Stati Uniti hanno provocato la morte di 3 persone e il ferimento di almeno altre 176 al traguardo della maratona, squadre di agenti di polizia setacciano le strade e i mezzi di trasporto pubblici alla ricerca di pacchi sospetti.
Il capo della polizia di Boston Ed Davis intanto è stato categorico. «Nessuna persona è stata fermata» nel corso delle indagini sull'attentato alla maratona. La città nel frattempo è aperta per le normali attività lavorative, ma la zona delle esplosioni, attorno a Copley Square, resta chiusa al pubblico. Intanto è caccia all'uomo: non si esclude l'atto terroristico ma nemmeno la pista interna. Per stasera è prevista in città una veglia di preghiera per le vittime, nella chiesa di Arlington Street.
La cronaca della tragedia: le esplosioni e il panico
In assenza di rivendicazioni, si indaga sulle piste interna e internazionale per l'attentato alla maratona (mappa). Uno dei due ordigni rudimentali fatto da una pentola a pressione piena di chiodi e biglie d'acciaio. Scoperto comando elettrico. Hanno perso la vita un bimbo di otto, Krystle Campbell, una studentessa cinese che si stava specializzando negli Usa
Le vittime. Le autorità americane hanno confermato la morte di tre persone, tra cui un bimbo di 8 anni. Dopo l'attentato, i medici sono stati costretti ad effettuare dieci amputazioni per la gravità delle ferite riportate da alcune persone. Lo ha reso noto la Cnn, che segue la vicenda in diretta, precisando che sono 17 le persone coinvolte nella tragedia che si trovano in «condizioni critiche». Il bilancio è di 176 feriti - oltre alle 3 vittime - di cui 9 sarebbero bambini. La stampa locale descrive scene simili a quelle di guerra, con «moltissimi feriti» e scene «orribili», tanto da sconvolgere anche i dottori. Molti gli italiani in gara, ma nessuno di loro è rimasto coinvolto nelle esplosioni.
Gli ordigni. Gli ordigni usati a Boston erano costituiti da pentole a pressione piene di schegge metalliche, chiodi e cuscinetti a sfera, collegate a detonatori. Lo riportano i media Usa citando fonti di polizia. Le pentole erano in buste di nylon nera o zaini e sono state trovate anche tracce di circuiti elettronici che farebbero pensare all'uso di timer. Pare che i due ordigni artigianali siano stati posti dentro alcuni cestini della spazzatura lungo il marciapiede e siano stati fatti esplodere con un telecomando a distanza. Si era anche sparsa la notizia del ritrovamento di altre cinque bombe inesplose, ma più tardi gli inquirenti hanno fatto sapere che non si trattava di dispositivi esplosivi.
Le indagini. Alla guida delle operazioni gli agenti del Fbi, che in una breve conferenza stampa hanno ribadito come siano in corso «indagini criminali, potenzialmente nell'ambito del terrorismo». Mentre si sta passando al setaccio ogni foto, ogni fotogramma delle telecamere a circuito chiuso della zona, trapela la notizia che ci sarebbero alcune immagini di un sospetto vestito di nero, con due zainetti sulle spalle. Inoltre, si sta dando la caccia a un furgone preso a noleggio che è stato visto entrare nella strada della corsa appena prima dello scoppio, e poi scappare via.
Interrogato uno straniero. Le autorità Usa stanno indagando sul ruolo di un cittadino straniero. Lo riferisce il sito Politico. Lo straniero, che è rimasto gravemente ustionato, si trovava negli Stati Uniti con un visto per studenti ed è considerato «persona di interesse» e un «potenziale sospetto» in relazione al caso, sebbene al momento non sia stato formalmente accusato o arrestato. Il sospetto si trova in ospedale ed è stato sentito dalla polizia. Numerosi media hanno riferito che le autorità si stanno concentrando su un cittadino saudita, ma Politico non conferma al momento la nazionalità del sospettato. Nel corso di una conferenza stampa, ieri, il capo della polizia di Boston, Ed Davis, aveva riferito che non c'era alcun «sospetto» ricoverato presso il Brigham and Women's Hospital, come invece indicato da alcune notizie di stampa, ma aveva ammesso che «ci sono delle persone con cui stiamo parlando».
Gli ordigni erano pentole a pressione piene di chiodi. Peggiora il bilancio della
strage: 3 morti e 176 feriti, 17 gravi
Video Il falegname maratoneta / Uomo sul tetto
English Liveblog - The Boston Globe
Video Il falegname maratoneta / Uomo sul tetto
English Liveblog - The Boston Globe
COMMENTO Maratona uguale democrazia di ENRICO SISTI
Lucianonr
L'ultima ad essere riconosciuta è una ragazza di origini cinesi che si stava specializzando alla Boston University. Il segretario alla Sicurezza interna: "Al momento non c'è alcun indizio di una reazione di al Qaeda". Ordigno forse vicino a dove era seduto il governatore del Massachusetts
Lucianonr
lunedì 15 aprile 2013
Ultime notizie - dagli Stati Uniti / Latest news
15 Aprile '13 - lunedì 15th April / Monday
I volti e il terrore - Foto Secondo la polizia i feriti sarebbero 64. Una terza esplosione alla biblioteca Kennedy. Massimo allerta a New York e Washington.
Il momento dell'esplosione - Video
La seconda esplosione - Video
I primi soccorsi - Video
Fumo e fiamme: la folla in preda al panico - Video
Le testimonianze dei runner italiani: chiusi in albergo per timore di altre esplosioni Fulloni
VD Lo scoppio tra i corridori / Foto Bandiera insanguinata Vd Deflagrazioni / Fumo / Panico / Foto Soccorsi / Lacrime Il racconto: Mascolo di Repubblica / Liveblog Boston Globe
Boston, bombe alla maratona |
«Due morti» | video e foto |
I volti e il terrore - Foto Secondo la polizia i feriti sarebbero 64. Una terza esplosione alla biblioteca Kennedy. Massimo allerta a New York e Washington.
Obama al telefono con l'Fbi per le prime notizie (GUARDA)
Le testimonianze dei runner italiani: chiusi in albergo per timore di altre esplosioni Fulloni
VD Lo scoppio tra i corridori / Foto Bandiera insanguinata Vd Deflagrazioni / Fumo / Panico / Foto Soccorsi / Lacrime Il racconto: Mascolo di Repubblica / Liveblog Boston Globe
domenica 14 aprile 2013
Istruzione - Imparare inglese / gli usi di LOOK
14 aprile '13 - domenica 14th April / Sunday
Expressions and Idioms
Have/ Take a look (dare un'occhiata)
"Could you have a look at my document before I send it off?".
Look well / good / tired etc (indica l'aspetto che hai)
"You look well after your holiday!" - "You look good in that dress" -
"You're looking tired".
Looks (bellezza) - She's got her mother's looks.
Like / not like the look of someone (ti piace/non piace l'aspetto di una persona)
I don't like the look of him, I don't trust him.
Give someone a dirty look (dare un'occhiataccia)
He gave me a really dirty look when I asked him to move the car.
If looks could kill... (se si potesse uccidere con lo sguardo...)
I'll never forget the expression on her face when she saw me with Ted. If looks could kill...
Look a gift horse in the mouth (a caval donato non si guarda in bocca)
It's not the job of your dreams but it pays good money. Don't look a gift horse
in the mouth
Expressions and Idioms
Have/ Take a look (dare un'occhiata)
"Could you have a look at my document before I send it off?".
Look well / good / tired etc (indica l'aspetto che hai)
"You look well after your holiday!" - "You look good in that dress" -
"You're looking tired".
Looks (bellezza) - She's got her mother's looks.
Like / not like the look of someone (ti piace/non piace l'aspetto di una persona)
I don't like the look of him, I don't trust him.
Give someone a dirty look (dare un'occhiataccia)
He gave me a really dirty look when I asked him to move the car.
If looks could kill... (se si potesse uccidere con lo sguardo...)
I'll never forget the expression on her face when she saw me with Ted. If looks could kill...
Look a gift horse in the mouth (a caval donato non si guarda in bocca)
It's not the job of your dreams but it pays good money. Don't look a gift horse
in the mouth
Sport - calcio / Serie B - 36^ giornata 2012/13
14 aprile '13 - domenica 14th April / Sunday
Risultati delle partite
Ascoli - Modena 2 - 3
Bari - Lanciano 4 - 3
Cesena - Verona 0 - 0
Cittadella - Padova 3 - 3
Crotone - Pro Vercelli 2 - 1
Grosseto - Empoli 0 - 1
Juve Stabia - Spezia 2 - 1
Novara - Vicenza 3 - 1
Sassuolo - Brescia 1 - 1
Ternana - Reggina 1 - 0
Varese - Livorno 1 - 3
Classifica
Sassuolo 74 / Livorno 70 / Verona 68 / Empoli 60 / Novara 58 / Varese 52 /
Brescia 50 / Juve Stabia 48 / Modena 47 / Ternana, Crotone 46 / Cesena 45 /
Padova 44 / Bari, Cittadella 43 / Spezia, Lanciano 42 / Reggina 41 / Ascoli 40 /
Vicenza 32 / Pro Vercelli 28 / Grosseto 23
continua...to be continued...
Risultati delle partite
Ascoli - Modena 2 - 3
Bari - Lanciano 4 - 3
Cesena - Verona 0 - 0
Cittadella - Padova 3 - 3
Crotone - Pro Vercelli 2 - 1
Grosseto - Empoli 0 - 1
Juve Stabia - Spezia 2 - 1
Novara - Vicenza 3 - 1
Sassuolo - Brescia 1 - 1
Ternana - Reggina 1 - 0
Varese - Livorno 1 - 3
Classifica
Sassuolo 74 / Livorno 70 / Verona 68 / Empoli 60 / Novara 58 / Varese 52 /
Brescia 50 / Juve Stabia 48 / Modena 47 / Ternana, Crotone 46 / Cesena 45 /
Padova 44 / Bari, Cittadella 43 / Spezia, Lanciano 42 / Reggina 41 / Ascoli 40 /
Vicenza 32 / Pro Vercelli 28 / Grosseto 23
continua...to be continued...
mercoledì 10 aprile 2013
Curiosità - Automobilismo / IL RECORD
10 aprile '13 - mercoledì 10th April / Wednesday visione post - 6
A 335 all'ora sul ghiaccio
E' finlandese, fa il collaudatore, si chiama Janne
Laitinen, ma è denominato ICEMAN, perchè in auto,
sul "gelato", più veloce di lui non va nessuno.
Ghiaccio sulle strade, prestare attenzione. Soprattutto se ci si trova nell'estremo
nord della Finlandia. Per la quarta volta negli ultimi 6 anni è caduto il record
di velocità su ghiaccio: >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
ha iniziato nel 2007 l'ex rallista (quattro volte iridato) Juha Kankkunen varcan-
do per primo la soglia dei 300 km all'ora, per poi migliorarsi nel 2011 sempre al
volante di una Bentley. Un mese dopo era entrato in scena l'altro finlandese Janne
Iceman Laitinen che, con un' Audi RS6 equipaggiata da pneumatici chiodati Nokian,
ha raggiunto i 331,610 km/h. - Non contento, sempre lui, che di professione fa il col-
laudatore da un quarto di secolo, il mese scorso ha ritoccato il primato, portandolo a
335,713 km/h. C'è riuscito su una pista di 15 km di lunghezza e dieci di larghezza a
Oulu, sul golfo di Bothnia, sempre in Finlandia.
Perchè il record fosse omologato è stato misurato il tempo di percorrenza di un chilo-
metro prima in una direzione, poi in quella opposta, a quel punto la media è stata con-
vertita in km/h. - Altro requisito indispensabile per la certificazione era l'utilizzo di
gomme disponibili sul mercato per l'uso stradale. Ed è stato proprio il pneumatico
Nokian Hakkapepeliitta 8 (misure 255/35R20) a fare la differenza ai meno 16 gradi: a
quelle velocità la vettura percorre 93 metri al secondo e nello stesso intervallo i chiodi
colpiscono il ghiaccio 43 volte.
Appuntamento al 2014 per il prossimo record: i 350 Km/h.
I RECORD PER SUPERFICIE
Aria 3.529,6 km/h Eldon Joersz - USA - 1976
Terra 1227,985 " Andy Green - GB - 1997
Acqua 511,121 " Ken Warby - AUS - 1978
Ghiaccio 335,713 " Janne Laitinen - FIN - 2013
Luna 18 " Eugene Cernan - USA - 1972
(Notizie da Sport Week - Start/News - Giovanni Cortinovis)
Lucianone
A 335 all'ora sul ghiaccio
E' finlandese, fa il collaudatore, si chiama Janne
Laitinen, ma è denominato ICEMAN, perchè in auto,
sul "gelato", più veloce di lui non va nessuno.
Ghiaccio sulle strade, prestare attenzione. Soprattutto se ci si trova nell'estremo
nord della Finlandia. Per la quarta volta negli ultimi 6 anni è caduto il record
di velocità su ghiaccio: >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
ha iniziato nel 2007 l'ex rallista (quattro volte iridato) Juha Kankkunen varcan-
do per primo la soglia dei 300 km all'ora, per poi migliorarsi nel 2011 sempre al
volante di una Bentley. Un mese dopo era entrato in scena l'altro finlandese Janne
Iceman Laitinen che, con un' Audi RS6 equipaggiata da pneumatici chiodati Nokian,
ha raggiunto i 331,610 km/h. - Non contento, sempre lui, che di professione fa il col-
laudatore da un quarto di secolo, il mese scorso ha ritoccato il primato, portandolo a
335,713 km/h. C'è riuscito su una pista di 15 km di lunghezza e dieci di larghezza a
Oulu, sul golfo di Bothnia, sempre in Finlandia.
Perchè il record fosse omologato è stato misurato il tempo di percorrenza di un chilo-
metro prima in una direzione, poi in quella opposta, a quel punto la media è stata con-
vertita in km/h. - Altro requisito indispensabile per la certificazione era l'utilizzo di
gomme disponibili sul mercato per l'uso stradale. Ed è stato proprio il pneumatico
Nokian Hakkapepeliitta 8 (misure 255/35R20) a fare la differenza ai meno 16 gradi: a
quelle velocità la vettura percorre 93 metri al secondo e nello stesso intervallo i chiodi
colpiscono il ghiaccio 43 volte.
Appuntamento al 2014 per il prossimo record: i 350 Km/h.
I RECORD PER SUPERFICIE
Aria 3.529,6 km/h Eldon Joersz - USA - 1976
Terra 1227,985 " Andy Green - GB - 1997
Acqua 511,121 " Ken Warby - AUS - 1978
Ghiaccio 335,713 " Janne Laitinen - FIN - 2013
Luna 18 " Eugene Cernan - USA - 1972
(Notizie da Sport Week - Start/News - Giovanni Cortinovis)
Lucianone
martedì 9 aprile 2013
Sport - calcio / Champions League - quarti di finale / ritorno
9 aprile '13 - martedì 9th April / Tuesday visione post - 9
Galatasaray-Real Madrid 3-2, ma in semifinale ci va Mourinho
I turchi vincono 3-2, Ronaldo porta avanti gli spagnoli. Ripresa incredibile coi gol di Ebouè, Sneijder e Drogba. Ancora CR7 chiude la gara nel recupero
- L'esultanza dei giocatori del Real dopo il gol di Ronaldo. (Reuters)
"I miracoli nel calcio esistono". Forse sì, di sicuro non se ne sono verificati nella zona della Turk Telekom (Ali Sami Yen) di Istanbul... Fatih Terim ci aveva provato, e ad un certo punto ci ha anche creduto ma alla fine, non senza soffrire, passa il Real Madrid che all'andata aveva vinto 3-0 e si sentiva intoccabile e che invece ha visto le streghe nella bolgia turca. Primo tempo semplice semplice col gol di Ronaldo, secondo tempo che improvvisamente diventa un thriller e per poco non si trasforma in un horror per Jose Mourinho che alla fine tira un sospiro di sollievo. Termina 3-2 per i turchi, il portoghese va avanti ma la sofferenza non era prevista.
cr7 in fuga — Pronti-via, e CR7 segna la sua decima rete in questa Champions League: il portoghese vola in classifica cannonieri, i madrileni in semifinale. Il Galatasaray torna a casa e si rituffa nella calda lotta-scudetto (guida il campionato turco con 4 punti di vantaggio sul Fenerbahce).
Galatasaray- Real, che spettacolo
Gala assente — Tutto come previsto, per carità, ma a dare uno sguardo alla bolgia dello strapieno stadio della capitale turca, sembrava che a credere nel "miracolo" non fosse solo l'Imperatore ma anche buona parte dei tifosi giallorossi. Il gol di Ronaldo all'8', destro facile facile a porta vuota (forse in millimetrico fuorigioco) su imbeccata da destra di Khedira spiana la strada della semifinale al Real e nulla sembra potere il volenteroso ma impreciso avversario turco. Che attacca tanto ma tira pochissimo e soprattutto si espone a pericolosi contropiede spagnoli. Muslera salva un paio di volte con spericolate uscite, poi con una splendida deviazione in angolo un tiro a botta sicura di Di Maria (su assist di tacco di Ronaldo). Drogba ruggisce pochissimo, molto meglio Sneijder ma Diego Lopez non corre rischi.
Continua...to be continued...
domenica 7 aprile 2013
Riflessioni - Su partiti & politici, sui giovani, sui movimenti
7 aprile '13 - domenica 7th April / Sunday visioni post - 8
Se quei suicidi potessero servire a indicare
la giusta via...
Quando un Paese come l'Italia viene in questi ultimi due anni percorso
da sussulti di forti proteste di massa, che per fortuna si vanno ad inca-
nalare nelle traiettorie che portano a comporre il movimento popolare
antipolitico di Grillo, e da sempre più frequenti suicidi da disperazione
economica da parte di medi e piccoli imprenditori e poi da cittadini co-
muni che sono entrati in zona povertà e spesso non vedono altri sbocchi,
come successo ai coniugi e al loro parente di Civitanova Marche, allora
significa che il tracollo dei partiti e dei politici dell'Italia di oggi ( ma
anche di ieri e dell'altro ieri, per conseguenza) è del tutto completo e
completato, al di là dei risultati dati dalle ultime elezioni. E' fallito un
intero sistema di fare politica e bisogna ripartire da zero. Questo vole-
va fare il movimento di Grillo. Ma parecchie contraddizioni stanno in-
ceppando i 5 Stelle, nello stesso movimento ci sono un pò di fratture
tra i giovani cittadini della Rete; insomma non si nota più la compat-
tezza della vigilia delle elezioni e 'l'occupazione' delle due camere la-
scia il tempo che trova. Commissioni o non commissioni, non era me-
glio agire una quarantina di giorni fà e insieme al Pd fare un governo
e agire subito per sistemare le prime cose e dare una mano al Paese
contribuendo a fare una parte di cose che Grillo e i suoi si erano da-
ti come programma? Ma probabilmente il protagonismo di Grillo e
Casaleggio ha avuto il sopravvento su tutto. E le proteste dei grilli-
ni all'interno del movimento e della Rete, nel blog del leader, stan-
no montando. E una riflessione, dalla gita fuori porta nella località
non tanto segreta fino all'occupazione del Parlamento, dovrà essere
fatta anche dai due dirigenti del blog. Il movimento dovrà pure di-
ventare partito vero e proprio prima o poi e prendersi le sue respon-
sabilità e stare con qualcuno. Da soli non possono illudersi di an-
dare tanto lontano per aiutare un Paese in coma.
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Se quei suicidi potessero servire a indicare
la giusta via...
Quando un Paese come l'Italia viene in questi ultimi due anni percorso
da sussulti di forti proteste di massa, che per fortuna si vanno ad inca-
nalare nelle traiettorie che portano a comporre il movimento popolare
antipolitico di Grillo, e da sempre più frequenti suicidi da disperazione
economica da parte di medi e piccoli imprenditori e poi da cittadini co-
muni che sono entrati in zona povertà e spesso non vedono altri sbocchi,
come successo ai coniugi e al loro parente di Civitanova Marche, allora
significa che il tracollo dei partiti e dei politici dell'Italia di oggi ( ma
anche di ieri e dell'altro ieri, per conseguenza) è del tutto completo e
completato, al di là dei risultati dati dalle ultime elezioni. E' fallito un
intero sistema di fare politica e bisogna ripartire da zero. Questo vole-
va fare il movimento di Grillo. Ma parecchie contraddizioni stanno in-
ceppando i 5 Stelle, nello stesso movimento ci sono un pò di fratture
tra i giovani cittadini della Rete; insomma non si nota più la compat-
tezza della vigilia delle elezioni e 'l'occupazione' delle due camere la-
scia il tempo che trova. Commissioni o non commissioni, non era me-
glio agire una quarantina di giorni fà e insieme al Pd fare un governo
e agire subito per sistemare le prime cose e dare una mano al Paese
contribuendo a fare una parte di cose che Grillo e i suoi si erano da-
ti come programma? Ma probabilmente il protagonismo di Grillo e
Casaleggio ha avuto il sopravvento su tutto. E le proteste dei grilli-
ni all'interno del movimento e della Rete, nel blog del leader, stan-
no montando. E una riflessione, dalla gita fuori porta nella località
non tanto segreta fino all'occupazione del Parlamento, dovrà essere
fatta anche dai due dirigenti del blog. Il movimento dovrà pure di-
ventare partito vero e proprio prima o poi e prendersi le sue respon-
sabilità e stare con qualcuno. Da soli non possono illudersi di an-
dare tanto lontano per aiutare un Paese in coma.
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