sabato 6 aprile 2013

Ultime notizie - dall'Italia e dal mondo / Latest news

6 aprile '13 - sabato         6th April / Saturday

Politica / Italia
Franceschini: "Dialogo con Pdl per un governo
di transizione"
Il Pd Franceschini  -  "Ci piaccia o no, il capo della destra è ancora Berlusconi. È con lui che bisogna dialogare». In una intervista al Corriere della Sera, l'ex segretario del Pd Dario Franceschini dice «basta» ai complessi, «ora è arrivato il momento di dialogare con il Pdl». «Se si vuol dare un governo al Paese, in questa fase si debbono accettare forme di collaborazione». E spiega che serve «un esecutivo di transizione, che prenda le misure necessarie per dare ossigeno all'economia mentre in Parlamento si fanno le riforme istituzionali: Senato federale, con conseguente riduzione dei parlamentari, e legge elettorale».
Secondo Franceschini «neppure con i collegi uninominali uscirebbe una maggioranza assoluta» dalle elezioni. Quindi, dice al Corriere, «non resta che un'altra strada: uscire dall'incomunicabilità. E abbandonare questo complesso di superiorità, molto diffuso nel nostro schieramento, per cui pretendiamo di sceglierci l'avversario. Ci piaccia o no, gli italiani hanno stabilito che il capo della destra, una destra che ha preso praticamente i nostri stessi voti, è ancora Berlusconi. È con lui che bisogna dialogare».
Quanto alle elezioni del nuovo presidente della Repubblica, «il prossimo capo dello Stato deve essere in ogni caso una persona di garanzia eletta con una intesa più larga possibile. Per sua natura, non può essere eletto con un mandato. Deve essere libero fin dalla prima scelta: assegnare l'incarico di formare il nuovo governo». Per il Colle serve «una persona con un'esperienza politica e parlamentare. Non possiamo fare un'operazione di immagine, scegliere uno scienziato o un attore che piaccia ai blog o alla Rete. Il prossimo presidente dovrà difendere il ruolo del Parlamento che lo eleggerà, aiutandolo a ritornare per i cittadini da palazzo della casta a tempio della democrazia repubblicana»

E per il futuro del Pd «vedo con grande preoccupazione la leggerezza con cui si evocano scenari di scissione, da 'destra' o, se dovesse prevalere Renzi, da 'sinistra'. Siamo in una tale crisi istituzionale e sociale che ci manca pure questo. Con tutta la fatica che abbiamo fatto per costruirlo, il Pd... Ognuno si morda la lingua e si metta in testa che il Partito democratico deve restare unito e stringersi attorno a chiunque vinca le primarie, quando ci saranno», conclude Franceschini


Renziani attaccano l'Unità / Il direttore Sardo: "Noi aperti al confronto"
Il titolo di prima pagina dell'Unità:  'No di Renzi al governo Bersani' accende lo scontro nel Pd. Il quotidiano viene duramente censurato dai parlamentari più vicini al sindaco di Firenze, tanto che Matteo Richetti arriva a suggerire l'opportunità che il direttore Claudio Sardo si dimetta.

 

«Un titolo può piacere o meno. Ma suggerire le dimissioni di un direttore di giornale per un titolo che non si condivide, mi pare un infortunio - scrive in risposta a Richetti il direttore dell'Unità, Claudio Sardo -. Tanto più se la ragione è l’autonomia de l’Unità, che si presume ferita. Quanto al merito del titolo di oggi - “No di Renzi al governo Bersani” - continuo a pensare che sia una sintesi fedele dell’intervista di Renzi al Corriere della Sera. Renzi ha detto che, arrivati a questo punto, il Pd deve scegliere tra un accordo esplicito con il Pdl e le elezioni anticipate. L’ipotesi cancellata è proprio la proposta di Bersani: un governo di centrosinistra che affronti, provvedimento dopo provvedimento, i numeri critici in Senato; un secondo binario delle riforme la cui guida è affidata a chi sta fuori dal governo. Renzi ha anche criticato la tattica, non solo la strategia del segretario del Pd: "Qui si punta a prendere tempo e a eleggere un Capo dello Stato che ci dia più facilmente l’incarico di fare il nuovo governo". Sia chiaro: posizioni legittime e importanti, meritevoli di una discussione aperta nel Pd. Anzi, un’opportunità perché il confronto sia pubblico e trasparente. Nel mio articolo di oggi penso di aver discusso con grande rispetto questa opinione, che non condivido ma che, a mio giudizio, contiene elementi di verità che non possono essere liquidati in modo superficiale. L’Unità sarà aperta a questa discussione. Anzi, chi la legge sa che la discussione è già aperta, come dimostrano anche i commenti e gli articoli del giornale di oggi».
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Cinquestelle, trasparenza addio
Si va dallo streaming al buttafuori
Metamorfosi della truppa nata su Internet: asserragliati in un hotel come i notabili di Todo Modo, gli agenti in borghese contro i media.
Per essere quelli della trasparenza, non scherzano. Nella pur tormentata vita politica italiana di pullman pieni di parlamentari con destinazione ignota alla maggior parte dei passeggeri non se n’erano mai visti. Eppure questo è successo ieri mattina alle 9, a piazzale Flaminio, centro di Roma, dove gli onorevoli grillini erano stati convocati via mail per incontrare il Capo supremo in una destinazione top secret.

Firenze, l’Abruzzo, i Castelli? Fino a quando i pullman non partono, seguiti da stuoli di cronisti, ogni bus con un percorso diverso per depistare la «casta dei giornalisti», pochi sanno che la meta è un piccolo resort, La Quiete, a Tragliata, un borgo sulle colline a pochi chilometri dal mare di Fregene. La diretta dell’inseguimento, trasmessa da Tgcom 24, si colloca a metà tra quelle cronache di fuggiaschi made in Usa e una gita parrocchiale di Pasquetta con tanto di sosta all’autogrill.

Ma il bello viene all’arrivo alla Quiete, i cui edifici con i mattoncini a vista si trasformano in una sorta di “zona rossa”, con i parlamentari asserragliati, la polizia in borghese pronta ad allontanare anche con modi spicci i giornalisti (alcuni vengono identificati), fughe tra gli ulivi, appostamenti dietro le siepi, addirittura minacce di denunce.


Una giornata surreale, con Beppe attovagliato in una sala destinata ai matrimoni con i suoi in pellegrinaggio per una stretta di mano, e fuori decine di cronisti cui vengono passati panini attraverso le sbarre della cancellata dai gestori del resort, la famiglia Valente, stupiti da tanta ressa e imbarazzati per il trattamento riservato agli ospiti dei mass media: «Vi posso almeno offrire un amaro?». E quando qualcuno riesce ad avvicinarsi alle finestre inumidite dalla pioggia per udire il “verbo grillino”, ecco spuntare gli uomini comunicazione, quelli che si riempiono la bocca ogni minuto di “rete e trasparenza e democrazia orizzontale”, comportarsi come buttafuori da discoteca, e chiedere il rinforzo degli agenti: «Questa è una riunione privata, mandateli via!».

Attualità  - Cronaca  /  Italia
L'Aquila quattro anni dopo / "L'Italia non ci abbandoni"Non c’è la parola per dirlo, c’è la parola orfano, c’è la parola vedovo o vedova. Non c’è quella per dire la condizione di chi perde la figlia o il figlio. Forse per questo il 6 aprile è prima di tutto il ricordo delle ragazze e dei ragazzi, dei bambini vittime del sisma.

Degli aquilani e degli studenti di cui le istituzioni a cui erano affidati avrebbero dovuto prendersi cura. Renza Bucci avrebbe dovuto diventare nonna, il 6 aprile 2009, per il parto programmato della figlia. Ha perso sotto le macerie la figlia e la nipotina, la 309ma vittima, insieme al genero.

Renza non ha mancato una udienza di quello che sulla stampa è stato chiamato il «processo alla scienza», eppure il suo nome non è fra quelli del ricorso contro la Commissione grandi rischi, perché per lei non c’è compensazione possibile, c’è invece il bisogno di sapere. Renza, prima che il tempo si fermasse alle 3 e 32 del 6 aprile, lavorava come amministrativa all’università. Nel crescendo delle scosse a L’Aquila, ai dipendenti dell’università era fatto divieto di avere paura e uscire dalle sedi. Obbligo di ferie per i «paurosi».

L'Aquila non può finire così
Mobilitiamoci, c'è pure Settis» | FOTOGALLERY


MONDO / ESTERI  -  Siria
Blogger:  "Italiani in Siria stanno bene"
Sono un giornalista della Rai e tre free lance i quattro italiani in stato di fermo nel nord della Siria ad opera di un gruppo armato che resta al momento non meglio individuato. Si tratta di Amedeo Ricucci, giornalista Rai in forza alle reti, e in particolare impegnato nella realizzazione di servizi per il programma 'La Storia Siamo Noi' di Rai3 e del canale tematico; quindi di Andrea Vignali, freelance e videomaker che ha spesso collaborato con Unita.it, Elio Colavolpe e della italo-siriana Susan Dabous. Il giornalista del servizio pubblico lavorerebbe per lo più per le reti, in particolare per programmi di approfondimento, uno dei tre freelance, Andrea Vignali, è stato un collaboratore dell'Unità.

Secondo Aya Homsi, una attivista e blogger siriana che vive e studia a Bologna, animatrice di un gruppo su Facebook «Vogliamo la Siria libera», i quattro «stanno bene». Stando a quanto riferisce, i quattro sono trattenuti in attesa che dai documenti in loro possesso si accerti effettivamente che si tratta di giornalisti e quindi a quel punto verrebbero rilasciati o liberati (non è infatti chiaro in mani di chi siano, ndr).
In relazione alla vicenda, la Rai, in linea con l'invito al massimo riserbo formulato dall'Unità di crisi della Farnesina a tutela dei connazionali coinvolti , si appella alla sensibilità di tutti i giornalisti della carta stampata, delle radio delle televisioni e del web affinchè venga mantenuto un responsabile silenzio stampa. Notizie sommarie o imprecise potrebbero nuocere all'incolumità dei colleghi, nostra unica priorità. Lo comunica una nota di viale Mazzini.

Dietro le quinte sono in corso contatti costanti per garantirne il rilascio, ma fonti riservate vicine alla vicenda fanno notare come «casi del genere siano border-line», e dunque «i più delicati» da risolvere, in quanto suscettibili di precipitare in qualsiasi momento.

Per tale ragione le autorità mantengono il massimo riserbo, sollecitato fin dai primi istanti dell'emergenza. L'Unità di Crisi della Farnesina aveva subito annunciato di essersi «attivata» e di mantenere i collegamenti «con i familiari». L'area dove è avvenuto il rapimento è in larga parte controllata dai ribelli ma persistono anche sacche di resistenza da parte delle forze fedeli al regime di Bashar al-Assad. Lì i combattimenti sono frequenti e si contano già numerosi episodi in cui operatori dell'informazione, per lo più stranieri, sono stati vittime di rapimenti. L'Italia, al pari di quasi tutti gli altri Paesi terzi, ha da tempo sconsigliato ai propri connazionali di recarsi in territorio siriano, se non assolutamente indispensabile.
La Farnesina segue «sin dai primi momenti» gli sviluppi della vicenda e l'Unità di crisi «si è immediatamente attivata ed è in contatto con i familiari». La Farnesina precisa anche che «occorre mantenere il massimo riserbo» sulla vicenda e che «l'incolumità dei connazionali resta la priorità assoluta».

WEB E GIORNALISMO SUL CAMPO PER RACCONTARE
LA TRAGEDIA SIRIANA "COLLEGATI" CON GLI STUDENTI
«Silenzio, si muore».
È questo il progetto di giornalismo al quale sta lavorando in questi giorni in Siria Amedeo Ricucci, il giornalista Rai sequestrato con altri tre operatori dei media nel nord del Paese arabo. Un progetto di giornalismo che Ricucci - giornalista de 'La Storia Siamo Noì in onda su Rai3 e sul canale tematico - definisce «partecipativo», una novità per la Rai, da curare in una quindicina di giorni di permanenza in Siria, dall'1 al 15 aprile, e sfruttando al meglio le tecnologie digitali. Tenendosi, per quanto possibile, in continuo collegamento Skype con un gruppo di studenti di San Lazzaro di Savena. Dando vita a un web-doc.

Un gruppo già sperimentato con successo in occasione di «Siria 2.0» realizzato sempre per 'La Storia Siamo Noì e sempre nell'ambito di un giornalismo che è anche viaggio nella memoria e nell'attualità. Un programma - 'La Storia Siamo Noì - nato diversi anni fa grazie a Giovanni Minoli e che nel tempo si è sempre più consolidato e affermato per la forza della sua testimonianza e dei suoi racconti. Resoconti, reportage, che sono anche progetti. Come quello appunto che Ricucci sta seguendo ora. Nell'annunciarlo via blog, il giornalista di origine calabrese ha parlato di esigenza di ridare «senso e dignità» al lavoro giornalistico, «basta un pizzico di coraggio e la voglia di sperimentare, rimettendosi in gioco personalmente». Ed ecco quindi la Siria, «una tragedia infinita che si consuma nell'indifferenza delle cancellerie occidentali e dell'opinione pubblica internazionale».

Ricucci parla dell'indifferenza, «figlia anche della nostra incapacità di raccontare la tragedia sitriana, coinvolgendo di più e meglio il nostro pubblico, rendendolo partecipe di questa tragedia». Cosa che «si può fare, con le tecnologie che abbiamo a disposizione. Anzi, è una cosa che si deve fare, se si crede nel dovere della testimonianza e nel diritto all'informazione». E quello avviato non sarà - ha messo in guardia lo stesso Ricucci - un videogioco, ma un modo di «raccontare la guerra in maniera diversa e, spero, più coinvolgente», in questo viaggio in compagnia dei 20 studenti, viaggio a distanza ma al tempo stesso e in realtà con loro accanto grazie alla tecnologia.

Lucianone

giovedì 4 aprile 2013

Riflessioni del... / curiosità - La dieta degli americani e La crisi demografica occidentale

4 aprile '13 - giovedì          4th April / Thursday

Riflessioni del
Giovedì
TUTTA BOSTON A DIETA
Da quando Michelle Obama ha assunto il ruolo della Mamma Capo e si
si è data il compito  di mettere a dieta gli americani, la lotta all'obesità è
diventata un'emergenza nazionale. Lei, Michelle, si concentra in partico- 
lare sulle mense scolastiche  per cominciare  a cambiare  le abitudini ali-
mentari dall'infanzia. Il 'metodo' di Michael Bloomberg, il sindaco di New 
York, è ormai noto: tasse e divieti, contro le bibite zuccherate tipo Coca
e Pepsi che in formato extra-large gonfiano le pance. Un metodo alterna-
tivo è quello seguito dalla città di Boston. All'insegna dell'incoraggiamen-
to e dell'emulazione positiva. Tutti convocati a far ginnastica nelle piazze
cittadine.    La campagna di Boston è partita con un obiettivo ambizioso:
"perdere un milione di libbre". Tutti assieme, s'intende.   L'equivalente
di mezzo milione  di chili  all'incirca, "spalmato" su  una  popolazione di
625.000 abitanti non dovrebbe essere un sacrificio insopportabile.
Eppure, a quasi un anno dall'inizio delle adunate collettive per la ginna-
stica, i risultati sono mortificanti:  il dipartimento alla sanità rileva che
il peso perduto è di sole 75.000 libbre. Forse per eccesso di tentazioni:
nelle stesse piazze dove folle di bostoniani accorrono a fare gli esercizi
dimagranti, pullulano i fast-food, gelatai, banchetti ambulanti di hot-dog
e falafel.  Che sia meglio la repressione alla Bloomberg?
(da la Repubblica del 24/01/2013  -  di  Federico Rampini)

Riflessioni del
Martedì
SE LA BABY-SITTER E' GRATIS
Si sa che in Occidente abbiamo la crisi demografica: nascono pochi bambini,
diventiamo paesi per vecchi. Adesso un asilo in Danimarca ha avuto un'idea
per moltiplicare le culle: offre due ore di baby-sitteraggio gratis il giovedì se-
ra, per permettere ai genitori di andare a casa, starsene un pò soli e produrre
altri bebè.  L'idea sta avendo successo, riporta la Bbc: ogni giovedì sera, nel
Grasshopers Kindergarten di North Fyn, venti genitori su quaranta portano i
figli all'asilo. per fare cosa,  non si sa con certezza: nessuno controlla se mam-
ma e papà si infilano sotto le lenzuola o vanno al cinema. Ma altri 6 asili dane-
si hanno adottato la stessa formula e si parla di estenderla a livello nazionale
se anche solo una piccola parte dei genitori impiegherà il tempo libero a sco-
po sessuale, la Danimarca potrebbe risalire posizioni nella classifica dei pae-
si con il più basso tasso di nascite (attulamente è 185esima su 221). 
E più bambini significa anche necessità di avere più asili: le maestre del Gras-
sohopers Kindergarten, in effetti, lavorano gratis il giovedì sera per difendere
il proprio posto di lavoro. 
(da la Repubblica del 18/09/2012 - di Enrico franceschini)

Conclusioni personali
(di Lucianone)

mercoledì 3 aprile 2013

Personaggi - Quelli che... / Ricordo di Jannacci e Califano

3 aprile '13 - mercoledì         3rd April / Wednesday                    visioni post - 11

Jannacci e Califano: quelli che... così diversi,
così poetici... ora quella musica è finita, forse...
Ornella Vanoni - "Eravamo così giovani, avevamo vent'anni, stavamo
sempre insieme. La morte di Enzo è per me una grandissima sofferenza.
E poi Franco, con il quale avevo un rapporto molto diverso, meno pro-
fondo ma con cui mi sono divertita tantissimo".
Lei, una delle più grandi voci della nostra musica, era amica di entrambi,
con i quali  aveva  lavorato molto, al Derby con Jannacci  e poi  in tv e
teatro, e per grandi canzoni con Califano, del quale ha portato al suc-
cesso alcuni dei brani più belli.
Di Jannacci dice ancora: "Ero profondamente legata a Jannacci, ci siamo
conosciuti da giovanissimi, eravamo un gruppo straordinario che viveva
gli anni del dopoguerra a Milano con un entusiasmo unico. Era un periodo
bello, appassionato e incredibilmente leggero, anni lievi in cui tutto sembra-
va possibile. - L'arte, le canzoni, gli amici erano una cosa sola, si stava sem-
pre insieme. Bastava una telefonata e ci si vedeva in piazza, lui arrivava con
la Vespa, e poi trovavamo Gaber, Fo, Cochi e Renato, e il Derby era un casa
per noi tutti. Jannacci era un vulcano, aveva mille idee e trovate. Sapeva can-
tare, scrivere, recitare e aveva un cuore grandissimo. Ster insieme era fantasti-
co. Oggi non è più così, ci sono le e-mail, gli sms, ed è sempre più difficile che
gli artisti stiano insieme". AMAVA LE SUE CANZONI... "Erano impreviste,
poetiche. Lavorare con lui era un piacere. Lui mi è sempre stato grato perchè
sono stata la prima a portarlo in tv. Facevo una trasmissione  con Antonello
Falqui e gli chiesi di fare una scenetta con me.   Abbiamo fatto due barboni
con un carretto e non era niente male.   Di recente io ho fatto una versione di
"L'Armando" da Fabio Fazio, lui è venuto a salutarci, ma era già molto stan-
co e malato".
LA VOSTRA ERA UNA MILANO CHE TUTTTA L'ITALIA AMAVA.
"All'epoca sì, ma ogi è una città poco amata, una città usa e getta, se hai una
lira in tasca appena arriva il fine settimana te ne vai. Non c'è molto da canta-
re. Noi eravamo un movimento, come quelli dei pittori o dei poeti che creano
le tendenze, inventano e cambiano le cose.   Così come è stato rivoluzionario
il cantautorato genovese, lo è stato anche il movimento del cabaret di Milano.
E in questo Jannacci era l'inventore di un genere, qualcosa che nessuno ave-
va mai fatto prima". E CALIFANO?
































CONTINUA...
to be continued...

martedì 2 aprile 2013

Sport / calcio - Champions: Bayern Monaco - Juventus

2 aprile '13 - martedì      2nd April / Thursday 

Bayern  -  Juventus   2 - 0
Il tecnico della Juve: "Tedeschi fortissimi, ma il calcio
è imprevedibile. Ci hanno messo in grande difficoltà -
prosegue Conte - noi comunque continueremo a cul-
lare il sogno".
"Il Bayern è la squadra più forte incontrata in questa stagione". Non cerca scuse Antonio Conte al termine della sconfitta di Monaco, un 2-0 che allontana molto la semifinale di Champions. "Bisogna essere onesti e ammettere quando incontriamo un avversario molto più forte".
RIMONTA? — Il tecnico bianconero crede ancora nella rimonta, come è giusto che sia. "Sappiamo che il calcio è imprevedibile, ma l'impresa sarà veramente molto ma molto difficile. Perché oltre al risultato negativo, di fronte c'è una squadra davvero forte. Noi prendiamo questo doppio confronto come un'esperienza che ci fa capire a che punto siamo arrivati e dove dobbiamo ancora migliorare. La partita l'abbiamo preparata bene e proprio in questa maniera: ma questa sera il Bayern era davvero molto più forte di noi. Hanno dimostrato grandi qualità, quindi complimenti a loro. Noi sappiamo che siamo tornati competitivi in Italia e dobbiamo lavorare per migliorare sempre di più. Ho sempre detto che la Champions per noi è un sogno e continueremo a cullarlo".
Antonio Conte all'Allianz Arena. Ap

REALISMO — Conte non ha difficoltà ad ammettere le difficoltà della Juve. "Il Bayern ha fatto grandissima pressione su Pirlo, anche nei corpo a corpo siamo andati in crisi. Mi riesce difficile arrabbiarmi, puntare il dito contro qualcuno. Nel calcio bisogna anche essere onesti, prendiamo questa sconfitta e la portiamo a casa. Il nostro percorso è cominciato da 16 mesi e affrontare oggi queste partite ci rende orgogliosi".



Lucianone

lunedì 1 aprile 2013

Ultime notizie - ITALIA / Latest news

1 aprile '13 - lunedì       1st April / Monday                             visioni post - 5                             

VATICANO
Pasqua - 250mila per il Papa Francesco
"Basta guerre, pace in Medio Oriente e Africa"
Aspergendo l'acqua benedetta sul capo di monsignor Guido Marini e dei cerimonieri, ma anche dei cardinali diaconi Angelo Comastri e Raffaele Farina, Papa Francesco ha dato inizio alla messa di Pasqua. Sono ormai circa 250mila le persone che assistono alla messa di Pasqua ...

POLITICA - Gli sviluppi della crisi
Ecco perchè Napolitano ha escluso le dimissioni
Una lunga serata di riflessione. Molte telefonate filtrate dal centralino del Colle, qualcuna diretta, tanti messaggi ad interrompere i pensieri del presidente della Repubblica che al termine di una lunga e faticosa giornata in cui al Quirinale era sfilata la contrapposizione

Colle, l'allarme di Draghi e Visco  IL RETROSCENA / ll Capo dello Stato era deciso ad accelerare la sua uscita di scena ma i tempi dell’elezione del successore non sarebbero mutati

Una lunga serata di riflessione. Molte telefonate filtrate dal centralino del Colle, qualcuna diretta, tanti messaggi ad interrompere i pensieri del presidente della Repubblica che al termine di una lunga e faticosa giornata in cui al Quirinale era sfilata la contrapposizione tra le forze politiche piuttosto che il necessario impegno per trovare responsabilmente una soluzione alla questione urgente di dare un governo al Paese.

Tornando a casa, l’altra sera, il presidente Napolitano ha continuato a pensare all’ipotesi di dare un’accelerata dimettendosi prima della scadenza in modo che il suo successore, nella pienezza dei poteri che lui non ha dati i limiti del semestre bianco. D’altra parte di questa possibilità ne aveva discusso anche con le forze politiche ricevute per l’intera giornata al Quirinale puntualizzando che una decisione del genere avrebbe messo il suggello alla situazione di stallo che nessuno aveva dimostrato di voler contribuire a sbloccare.

Certo, sarebbe stata una decisione di quelle tali da creare un allarme autentico. Specialmente nei mercati che al momento stanno mostrando una posizione di attesa piuttosto che di attacco nei confronti del nostro Paese. Delle possibili conseguenze in questo campo si sono fatti portavoce il presidente della Bce, Mario Draghi e il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, persone sempre molto ascoltate e con i quali il confronto sui temi dell’economia è costante. Accomunati come sono da sempre Napolitano, Draghi e Visco, dalla preoccupazione per le conseguenze di una crisi politica che non accenna a diminuire e che rischia di condizionare non solo il futuro dell’Italia ma dell’Europa intera. Mentre ai mercati bisogna mandare messaggi solidi. Concreti. Senza gli sbandamenti che derivano da una situazione politica che, per quanto riguarda il nuovo governo, registra solo contrapposizioni.

UN CONTRIBUTO FATTIVO
Nell’ora dell’assunzione di dirette responsabilità richiesta ad ognuno degli interlocutori che si erano alternati per l’intera giornata nello studio alla Vetrata, è apparso evidente che Napolitano avrebbe riflettuto ancora di più per portare un contributo fattivo con la sua azione «almeno a creare condizioni più favorevoli allo scopo di sbloccare una politica irrigidita tra posizioni inconciliabili».


ROMA
E' morto Franco Califano / Addio al poeta di borgata
franco califano box
E niente, mannaggia ai pesci, se n'è andato pure il Califfo, pure Isio Saba, re sardo del jazz, pure  Phil Ramone. Tutto insieme, tutto adesso, ma che cielo nero e stelle cattive in questa Pasqua piovosa. In questo anno orribile per quelli cresciuti sotto le stelle dell'arte di Jannacci ma pure per i tossici dei guizzi sbilenchi di Franco Califano.
IMG

Lucianone

Economia / Costi della politica - I tagli del Pd alla Camera

1 aprile '13 - lunedì          1st April / Monday                     visioni post  -  4

Il Pd chiude due sedi e riduce i budget
Montecitorio "chiude" gli appartamenti per presidente,
vice e questori / Stop agli alloggi di servizio / Giro di vite
sulle auto blu - ALLA CAMERA ARRIVA L'AUSTERITY
Arrivano i primi effetti pratici della cura Boldrini per Montecitorio.
Gli otto appartamenti della Camera destinati al presidente, i 4 vice-
presidenti e i 3 questori saranno chiusi e "restituiti" per essere de-
stinati ad altri usi. Magari venduti. I tagli sono stati decisi dall'Ufficio
di presidenza della Camera e sono solo il primo atto formale sul taglio
dei costi del Palazzo. E martedì, cioè domani, l'Ufficio di presidenza si
riunirà di nuovo per discutere altri capitoli di spesa.
AUTO BLU FERME
Intanto è certo che le 10 auto blu ospitate nel garage di Montecitorio
usciranno solo per spostamenti nel comune di Roma.   Fuori città po-
tranno spingersi fino a Fiumicino e Ciampino, ma solo per "ragioni di
servizio". Sono previste deroghe solo  per "casi eccezionali e motiva-
ti". Dunque una settantina di persone dovranno rinunciare al piccolo, 
o grande privilegio, di salire sull'auto di servizio.
PERSONALE DI SEGRETERIA
Poi si cercherà nel complesso bilancio della Camera , che vale 992
milioni 800 mila di euro (un dato fermo dal 2009), grasso da tagliare.
E nel mirino finiranno i costi del personale di segreteria che assiste
anche presidenti e vicepresidenti di commissione.
INDENNITA' DI UFFICIO
Il secondo passo sarà quello di mettere mano al taglio dell'indennità
di ufficio. Tradotto vuol dire che si tagierà quel surplus di denaro, la
Boldrinie Grasso l'hanno già fatto, che riceve automaticamente chiun-
que ricopra un incarico parlamentare di vertice.
SPESE DI RAPPRESENTANZE
Dopo l'indennità di ufficio finiranno nel mirino le spese di rappresentan-
ze che nel bilancio del 2012 valgono 665 mila euro.    E anche in questo
caso si prevede una bella sforbiciata.
GUPPI  E STIPENDI
Dopo queste prime mosse, il confronto nell'Ufficio di presidenza si spo-
sterà su argomrnti più spinosi e più corposi.  Perchè si aprirà il dossier
dei soldi che la Camera versa ogni anno  ai gruppi parlamentari  per il
loro funzionamento.  Una spesa che nel bilancio del 2012 pesava per 35
milioni e 450 mila euro.  Poi si passerà a discutere di come e di quanto
fare dimagrire la busta paga dei eputati.
I TAGLI DEL PD
In questo quadro di tagli "istituzionali" spicca anche la cura da cavallo
che il tesoriere Antonio Misiani annuncia per il Pd.  Tagli importanti e
sanguinosi che il tesoriere mette nero su bianco in una lettera 'svelata'
da "La Zanzara".
SEDI CHIUSE
Misiani spiega che presto l'attuale forma di finanziamento pubblico, il
meccanismo dei rimborsi elettorali, sarà superato.   Quindi serve "un
ulteriore, severo, ridimensionamento  della struttura  dei costi del Pd
nazionale per arrivare preparati" al nuovo modello. Si prevede come
primo passo la chiusura delle due sedi di via del Tritone. L'obiettivo
finale è di concentrare in una sede unica tutte el attività. Spostamen-
ti non indolori perchè circola la voce che i dipendenti potrebbero fini-
re a rotazione in cassa integrazione.
BUDGET E FORNITURE
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domenica 31 marzo 2013

Sport - calcio / Serie A - 30^ giornata 2012/13

31 marzo '13 - domenica        31st March / Sunday

Risultati delle partite
Atalanta  -  Sampdoria       0 - 0
Cagliari  -  Fiorentina          2 - 1
Chievo  -  Milan                  0 - 1
Genoa  -  Siena                   2 - 2
Inter Juventus                     1 - 2  
Lazio  -  Catania                 2 - 1            
Palermo  -  Roma               2 - 0
Parma  -  Pescara               3 - 0
Torino  -  Napoli                3 - 5
Udinese  -  Bologna           0 - 0   
Classifica  
Juventus  68  /  Napoli  59  /  Milan  57  /  Fiorentina  51  /  Lazio  50  /
Inter, Roma  47  /  Catania  45  /  Udinese  42  /  Parma, Cagliari  38  /
Sampdoria, Bologna  36  /  Torino, Chievo  35  /  Atalanta  34  /
Genoa  27  ( Siena  26  /  Palermo  24  /  Pescara  21

La Partitissima Inter -Juventus
La squadra di Conte domina il primo tempo, gol di Quagliarella, ma
non chiude. Nella ripresa c'è il pareggio di Palacio e dopo 6' arriva
il gol decisivo di Matri. Alla fine fallaccio di Cambiasso espulso, e
poi l'interista si scusa con Jovinco.

L'analisi    (di Alberto Cerruti)

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venerdì 29 marzo 2013

Ultime notizie / Ultim'ora - La scomparsa di Enzo Jannacci



Morto Jannacci, voce degli ultimi|Foto
«Ironico e struggente» -Audio|VideoIl cantautore cardiologo, cabarettista e protagonista della musica italiana si è spento a Milano a 77 anni. Soffriva da tempo di cancro
Stile inimitabile e talent scout, fu vero caposcuola 
di Mario Luzzatto Fegiz

Il cordoglio del "suo" 
Milan: «Ciao Enzo» 

Il tweet di Fabio Fazio: «Un genio che ha inventato un mondo bellissimo» - Guarda


Il grande cantautore si è spento dopo una lunga malattia. Era nato a Milano nel 1935. Molti i suoi indimenticabili successi, come "Quelli che" e "La vita la vita"

L'abbraccio di Milano a Jannacci - foto / 2 - foto

Rep Tv Assante: Faro per i giovani / Video che non volle vivere da artista video 1Tweet Ligabue


Video Da "Vengo anch'io" a "Ho visto un re" Video Ovadia: "Come se tutta Milano si fosse congedata"

Politica / L' analisi - Sulla democrazia elettorale

30 marzo '13 - sabato           30th March / Saturday                   visioni post - 5

(recuperato da 'la Repubblica' - 19 marzo 2013 - Nadia Urbinati)
La democrazia dell'anatema
Molti cittadini hanno espresso il loro disappunto per l'anatema lanciato da
Beppe Grillo  contro i "traditori"  che in Senato  non  se la sono sentita di  
considerare Schifani e Grasso equivalenti.   Quei cittadini hanno messo  il 
dito nella piaga di un movimento che crede che la democrazia implichi una-  
nimità (salvo poi praticare la regola di maggioranza quando deve espellere
i traditori).  E hanno messo in luce una verità fondamentale: non ci può es-
sere Parlamento senza libertà. Non solo libertà di parola e di associazione
dei cittadini che devono poter fare campagna elettorale e tenere libere ele-
zioni, ma anche libertà di decisione di chi siede in Parlamento.  
Come sanno bene i partiti, nemmeno la loro più ferrea disciplina può toglie-
re al singolo rappresentante la libertà di decidere e votare secondo il pro-
prio giudizio. E le espulsioni dal partito non si traducono in decadenza del
mandato parlamentare. La nostra libertà come cittadini dipende da questa
intraducibilità, e cioè dalla libertà dei nostri rappresentanti.
Nel libero mandato sta la forza della democrazia elettorale.   Senza il quale
i deputati sarebbero dipendenti al servizio di un padrone che sta al di sopra
dell'interesse generale.
Ha colto nel segno quel blogger che ha scritto, rivolgendosi a Grillo e alla
sua minaccia di espellere chi ha votato Grasso, queste parole: "E voi sare-
ste contro la partitocrazia? Ma è proprio questo! Limitare la libertà di scel-
ta perchè fa comodo al partito. Siete peggio dei peggiori partiti della prima
repubblica. Viva la libertà di pensiero.   Viva i cittadini che hanno scelto di
dire no al padrone del partito. Così hanno reso un servizio alla gente".
La libertà dei rappresentanti si incontra con quella dei cittadini e, se la pri-
ma viene meno, anche la seconda è violata.  Il mandato libero, ripetiamolo
a chi ne ha dato  una definizione distorta  e sbagliatissima, non seve a dare
all'eletto la libertà di saltare i fossi e passare da uno schieramento a un al-
tro - se questo avviene, non si deve concludere che la norma è sbagliata.
Ad essere "sbagliato" - nel senso di eticamente riprovevole - è il compor-
tamento del deputato. Ma meglio rischiare queste violazioni (e, se neces-
sario, lasciare che la legge le punisca se il salto è stato pagato con moneta
sonante) che volere  una violazione fatale: quella che ci sarebbe  se non ci
fosse mandato libero.
La libertà di essere responsabili di fronte ai cittadini significa anche rendersi
conto che chi siede in Parlamento è come un pezzettino del popolo sovrano e
che, quando si trova a dover decidere su questioni istituzionali, dovrebbe ra-
gionare  mettendosi  dal punto di vista  dell'interesse  generale, ovvero  del
"come se" al suo posto ci fosse il popolo tutto.    Un processo che potrebbe
sembrare astratto, ma non lo è  perchè  tutti noi  siamo capaci  di ragionare
mettendoci dal punto di vista degli altri, anzi di tutti.    Questa visione larga
del giudizio politico, che ci consente di pensare a noi come parte di un tutto
grande è alla base della nostra capacità di cittadinanza.  Il parlamentare si
identifica  certamente  con una bandiera, ma sa che perfino mettendosi dal
suo punto di vista può riuscire a vedere il tutto, il generale.



CONTINUA...to be continued...