lunedì 18 marzo 2013

Economia - La crisi economica tra Svizzera, Italia e resto d'Europa: stipendi e cifre

18 marzo '13 - sabato          18th March / Saturday                 visioni post - 24

Le retribuzioni  (1)
Referendum in Svizzera: stop agli stipendi d'oro
Maggioranza quasi al 68%, stravince il sì al tetto per i manager - Limite
anche ai bonus
Lugano - Si chiama Thomas Minder il picolo industriale svizzero, con una fabbrichetta
che produce materiale per l'igiene dentale, che passerà alla storia per aver fatto piange-
re i tycoon delle grandi banche e delle multinazionali, quotate alla borsa di Zurigo.   Ai
quali è riuscito a tagliare, senza tante storie, stipendi e bonus a molti zeri.
Minder, che siede nel Parlamento federale  come indipendente, ha vinto il referendum
che lui stesso aveva denominato "contro le retribuzioni abusive", e al quale il 67,9 per
cento dell'elettorato ha dato il proprio consenso, una delle maggioranze più schiaccian-
ti della storia della confederazione.
"Minder ha vinto, innanzitutto, per la coincidenza tra crisi economica, avvertita pure in
Svizzera, con le notizie  sui bonus milionari  di molti supermanager", spiega l'avvocato
Paolo Bernasconi, presidente del comitato nazionale che si è battuto perchè il referen-
dum passasse.    "Tenga presente - aggiunge Bernasconi - che, finora, i dirigenti delle
aziende quotate in Borsa  potevano  decidere , personalmente, l'importo  del proprio
stipendio e dell'eventuale buonuscita, avallati da consigli d'amministrazione compiacen-
ti".   Ed è contro questo meccanismo perverso che si è sollevato il popolo svizzero. Il
quale ha deciso che, d'ora innanzi, sarà l'assemblea degli azionisti, quindi non più il Con-
siglio di amministrazione, a stabilire l'ammontare dei bonus e degli stipendi.
La storia della lotta della pulce Milder contro i titani della grande industria e della finanza,
inizia nel 2001, con il fallimento di Swissair. Al piccolo imprenditore di Sciaffusa non an-
dò giù che Mario Corti, l'amministratore delegato della compagnia fosse riuscito (nono-
stante quell'epilogo inglorioso) a intascare una liquidazione di 12 milioni e mezzo di fran-
chi, una decina di milioni di euro di oggi.  "Ed è stato, anche, alla luce di questo ed altri
scandali che abbiamo proposto che, in futuro, vengano vietate sia le liquidazioni che le
buonuscite", dice ancora l'avvocato Paolo Bernasconi..

Il Governo elvetico ha un anno di tempo per adeguare la normativa sulle aziende
quotate, alla luce del risultato del referendum.  Intanto coloro che erano opposti
alla tesi di Minder, continuano a dipingere un'economia svizzera che sarà contrad-
distinta da un esodo massiccio dei manager più capaci, verso mercati ancora di-
sponibili a versare retribuzioni multimilionarie. Secondo Paolo Bernasconi sono
favole: "all'estero, in generale, i manager sono pagati peggio e la concorrenza è
più forte". "Potrà piuttosto succedere - argomenta dal canto suo l'ex-presidente
del partito liberale svizzero, Fulvio Pelli - che una holding sia trasferita fuori dal-
la Confederazione, di modo che le retribuzioni dei suoi dirigenti verranno decise
all'estero , aggirando, in tal modo. la legge".   "Per tradizione - dice Pelli - i diri-
genti d'azienda svizzeri hanno sempre goduto di un'immagine austera. Poi , una
ventina d'anni fa, si è sposato il modello americano, con la conseguenza che si
è saputo di top manager, come il numero uno di Credit Suisse, Brady Dougan,
che in un solo anno è arrivato a guadagnare 60 milioni di franchi".
(da la Repubblica - 4 marzo 2013 - Franco Zantonelli)

Le retribuzioni   (2)
Le buste paga italiane al 12° posto in Europa - In Germania
guadagnano il 14% in più di noi
I lavoratori danesi guadagnano quasi il doppio di quelli italiani: 27,09 euro lordi
in media per ora contro 14,48. Ma a guadagnare più di noi nella Ue sono in tan-
ti: ben 11 Paesi, come emerge dall'indagine Istat "Struttura delle retribuzioni".
Siamo lontanissimi anche dall?Irlanda, che vanta una retribuzione lorda media di
22,23 euro, e dal Lussemburgo (21,95). - I nostri salari sono inferiori di oltre il
14% a quelli tedeschi, del 13% a quelli del Regno Unito e dell'11% a quelli fran-
cesi. Sono inferiori anche alla media dell'Eurozona, 15,22 euro, battono solo la
media Ue27 (14,02 euro), che però tiene conto anche di Paesi con salari bassis-
simi come la Bulgaria (2,04 euro l'ora), ultima in classifica, Romania (2,67), Let-
tonia (3,78) e Lituania (3,44).
I dati Istat riguardano le imprese e le istituzioni con almeno 10 dipendenti nell'in-
dustria e nei servizi, e non tengono conto dei contratti di apprendistato.
Le rilevazioni sono state effettuate nell'ottobre 2010, ma è difficile pensare che
le cose nel frattempo siano cambiate in meglio per il nostro Paese, tanto che il
51,1% degli italiani dichiara, secondo l'ultimo rapporto Eurispes, di percepire
retribuzioni "per niente" o "poco" soddisfacenti, contro un carico di lavoro ec-
cessivo per il 32,2% degli intervistati. A pesare sull'insoddisfazione della mag-
gioranza dei lavoratori italiani  sono  anche probabilmente le forti disparità di
trattamento. I dipendenti con almeno 15 anni  di anzianità aziendale percepi-
scono una retribuzione annua  superiore del 61,4%  rispetto  ai loro colleghi
assunti da meno di cinque anni.   Considerando le varie fasce di età, le diffe-
renze sono anche maggiori: la retribuzione lorda oraria media e di 9,6 euro
nella fascia d'età 14-19 anni, sale a 11,2 euro da 20-29 anni e fino a 23,5
euro per gli ultrasessantenni.  Sarà per quello che (conferma l'ultima edizio-
ne  dell'Osservatorio  sul  Diversity management  della  Sda  Bocconi)
"l'azienda non sembra essere tanto il luogo della guerra tra i sessi, quanto
quello della guerra tra le generazioni".

Lucianone

Sport - calcio / Serie B - 31^ giornata 2012-13

18 marzo '13 - lunedì       18th March / Monday

sabato 16 marzo 2013

POLITICA - Italia / Fatto il Parlamento

16 marzo '13 - sabato        16th March / Saturday

Eletti i presidenti dei due rami del Parlamento
Grasso e Boldrini, uno-due per il Pd
Insorge il Pdl: "occupazione militare"

Vittoria doppia nelle due camere per Pd e Sel

Le elezioni di Boldrini a Montecitorio e Grasso a palazzo Madama mandano su tutte le furie i vertici del Pdl

Una giornata convulsa con la doppia prova di forza della maggioranza (relativa) Pd-Sel che elegge due suoi rappresentanti sugli scranni più alti di Camera e Senato. E l'amarezza dei vertici del Pdl, che hanno sfiorato la riconferma di Renato Schifani a palazzo Madama, poi sfuggita dopo che si è compreso che l'inatteso asse con Scelta Civica di Monti non andasse in porto per le richieste, da un lato e dall'altro. Alla fine la quadra non è riuscita e per il Pdl a vincere oggi è stato ufficialmente «l'inciucio tra Pd e Grillo», che spinge Silvio Berlusconi e il partito ad invocare il ritorno al voto al più presto.
LA FRONDA - In realtà, il Cavaliere vede allargarsi la fronda di quelli che pur di non andare al voto - e i sospetti ricadono anche sulla Lega nonostante per ora l'asse con il Carroccio regga - sarebbero disponibili a non ostacolare la nascita di un governo targato Pd. In aggiunta al timore che le crepe all'interno dei grillini possano allargarsi a tutto vantaggio della sinistra. Con il solo risultato di escludere il Pdl e relegarlo ai margini, fuori da ogni trattativa per il Quirinale.
«L'OCCUPAZIONE» - Ma per il Cavaliere quella che non disdegna di definire una vera e propria occupazione militare da parte della sinistra potrebbe, nella partita sul successore di Napolitano, rivelarsi una carta a favore del Pdl. Certo, è una minima speranza e la rabbia c'è, anche per aver assistito allo sfumare del tentativo di blitz a palazzo Madama. Si sono presi tutto, si è sfogato con alcuni senatori dopo il voto che ha eletto Pietro Grasso - per il quale tra l'altro l'ex premier nutre rispetto e stima - alla guida del Senato. Bersani, avrebbe spiegato Berlusconi ai suoi, ha messo in piedi una operazione mirata a farmi fuori e ora i magistrati faranno il resto.

Piero Grasso e Laura Boldrini, presidenti del Senato e della Camera

Laura Boldrini è presidente della Camera

La deputata di Sel, candidata dal Pd, ha ottenuto 327 voti. Discorso molto applaudito: «Difendo i diritti degli ultimi»

Boldrini e Grasso Presidenti
Ora la sfida del governo

TUMBLR TWITTER E INSTAGRAM | Pietro Grasso (Pd) eletto presidente del Senato (VIDEO) con l'appoggio dei grillini siciliani. Laura Boldrini (Sel) nuovo presidente della Camera (VIDEO). Berlusconi attacca: «Occupazione militare».

I RETROSCENA
La nottata di trattative finita con la presa d’atto del «disimpegno» di Mario Monti, l’annuncio a sorpresa di Pier Luigi Bersani incontrando deputati e senatori Pd di primo mattino, il risultato positivo che arriva subito a Montecitorio e poi, dopo un pomeriggio caratterizzato da discussioni e spaccature dentro Scelta civica e Movimento 5 Stelle, il bis a Palazzo Madama. 
Due nomi tirati fuori dal cilindro dal leader Pd dopo aver registrato che l’offerta di «corresponsabilità» è caduta nel vuoto. «Con i Cinquestelle c’è stato un confronto non improduttivo ma che non è andato a buon fine, mentre da altri c’è stato un disimpegno che ha causato un’evidente sorpresa», dice Bersani incontrando alle otto e mezza del mattino i gruppi parlamentari Pd. Il riferimento è a Monti, che incassato il no del Colle alla sua candidatura alla presidenza del Senato si è rifiutato di proporre altri nomi di Scelta civica. Bersani lo aveva detto, «se costretti, faremo da soli». E a deputati e senatori democratici propone di votare due nomi, quello della ex portavoce dell’Agenzia Onu per i rifugiati e quello dell’ex procuratore antimafia, invisi a Lega e Pdl, ma con i quali conta di sparigliare le carte, lanciare un chiaro segnale di rinnovamento e far uscire allo scoperto i parlamentari montiani e quelli del M5S. Una strategia che si rivela vincente. E che consente a Bersani di guardare con ottimismo alla prossima tappa, ovvero l’incarico a formare quel «governo di cambiamento» prospettato all’indomani delle elezioni. Perché se è vero, come il leader del Pd dice all’inizio della lunga giornata, che «questa legislatura nasce con degli elementi di fragilità», è anche vero, come dice quando è sera e ha incassato il doppio successo, «se si vuole, cambiare si può». 

Lucianone


Sport - calcio / Serie A - 29^ giornata: i due anticipi

16 marzo '13 / sabato      16th March / Saturday

Bologna  -  Juventus      0  -  2
Catania  -  Udinese        3  -  1

JUVENTUS   QUASI SCUDETTATA
CATANIA     AVANTI PER UN POSTO IN 'EUROPA LEAGUE'


Lucianone

venerdì 15 marzo 2013

Politica / società - Italia vista da Stampa tedesca online

15 marzo '13 - venerdì       15th March / Friday


Germania
Dopo le lodi lo Spiegel avverte:
Grillo pericolo per l'Europa

In un editoriale on line si attribuisce la forza di Grillo al risentimento contro la classe politica, il sistema parlamentare, Bruxelles e la Germania.
 Bisognerebbe augurarsi che Steinbrück abbia avuto ragione quando ha affermato che gli italiani hanno eletto due buffoni. Ma purtroppo sembra proprio che su uno dei due si sia sbagliato». Jan Fleischhauer, editorialista abbastanza noto e alquanto controverso, conclude così un commento su Beppe Grillo comparso sullo «Spiegel on line» richiamando la gaffe in cui il candidato socialdemocratico alla cancelleria si era prodotto all’indomani dell’apertura delle urne in Italia. E il senso della frase è chiaro: Berlusconi sarà pure un clown, ma Grillo non lo è affatto. È, come recita il titolo del commento, «l’uomo più pericoloso d’Europa».
Grillo, al qaeda bombardi roma

L'INTERVISTA
Fleischhauer prende spunto dall’intervista che il leader del movimento Cinque Stelle ha rilasciato giorni fa al quotidiano economico «Handelsblatt», nella quale sostiene (fra l’altro) che «de facto» l’Italia è già fuori dell’euro e che in capo a sei mesi i partiti rappresentati nel parlamento italiano saranno morti.


Per l’editorialista dello «Spiegel» si tratta di affermazioni che mettono a nudo il carattere antidemocratico di Grillo, che invece - sostiene - in Germania viene visto con una certa simpatia perché qua si ritiene, a torto, che le sue idee siano vicine a quelle dei Verdi e della sinistra. Ma si tratta di un pericoloso fraintendimento: la proposizione di contenuti ecologici e di rinnovamento della politica, come il sostegno alle energie alternative, una maggiore partecipazione dei cittadini, la protesta contro i politici disonesti e ingordi sono, secondo Fleischhauer soltanto la superficie. In realtà la forza del leader italiano è nel risentimento non solo contro la classe politica, ma contro il sistema parlamentare in sé, contro i burocrati di Bruxelles e, last not least, i tedeschi. Questa è la chiave del suo successo e con la democrazia ha poco a che vedere.
Il commentatore tedesco dice di condividere la tesi dello storico britannico Nicholas Farrell autore di una biografia di Mussolini al quale, recentemente, ha paragonato Grillo. Ambedue hanno tratto spunto per la loro avventura politica dalla sinistra e sono rimasti, in fondo all’anima, uomini di sinistra. Mussolini era nero, Grillo pare verde, ma tutti e due, secondo l’opinione di Farrell che Fleischhauer condivide a pieno, «hanno il cuore rosso».

Lucianone

giovedì 14 marzo 2013

Sport - calcio / Champions League

14 marzo '13 - giovedì        14th March / Thursday

FASE FINALE  /  Ottavi

Partite
                                                                  andata                     ritorno
Celtic Glasgow  -  Juventus                       0  -  3                   0  -  2
Valencia  -  Paris Sg                                 1  -  2                    1  -  1
Real Madrid  -  Man Utd                         1  -  1                       2  -  1
Shakhtar  -  Bo.Dortmund                         2  -  2                   0  -  3
Arsenal  -  Bayern                                     1  -  3                   2  -  0
Porto  -  Malaga                                        1  -  0                   0  -  2
Galatasaray  -  Schalke                            1  -  1                   3  -  2
Milan  -  Barcellona                                  2  -  0                   0  -  4


L'opinione del Giovedì - Il Papa sì, il governo no

14 marzo '13 - giovedì            14th March / Thursday                        visioni post - 12

L'opinione del Giovedì,
(di Lucianone)
Politica e Fede
"Basta i politici, tutti fuori!" dice Grillo e, per adesso, sta vincendo
lui, sta paralizzando il Parlamento, Camera e Senato bloccati: non
è bello, non è positivo, è una democrazia ferma, in 'stand by', e noi,
il popolo o perlomeno una buona parte di esso, non ce lo meritiamo.
Sì, giusto, la classe politica italiana ha fallito nella sua totalità da
tanto tempo. Sì, d'accordo, bisogna ripartire da zero o quasi, biso-
gna resettare (come dice Grillo) tutto.  Ma da quale punto di vista
se non da quello di una nuova società che si fondi su una nuova,
rinnovata, pulita, spartana, incorrotta, giusta politica del futuro?
La politica non può morire, non deve morire. Anche Grillo che va
nelle piazze a gridare ai cittadini il suo sdegno e anzi le sue incaz-
zature sul tipo di società corrotta e infame costruita dalla vecchia
politica, fa a sua volta politica. 
Va beh! Meno male che Grillo esiste (come si diceva a suo tempo,
ma dall'altra parte del carro, di Silvio B.), meno male che la scos-
sa che ci voleva per far indignare e decollare almeno i giovani, c'è
stata e ha portato i suoi rappresentanti prima in alcuni comuni di
questo Paese (sfigurato da politica-malaffare-mafia) e poi addirit-
tura nel cuore del Parlamento.
OK! Ma adesso, caro Grillo e grillini, siete dentro, non potete più
chiamarvi fuori o extra. Troppo comodo!   Il movimento-tsunami
si è fatto ormai  istituzione, anzi ISTITUZIONE, che non  è una
parola da poco, da prendere come hobby riempitivo: qui il blog e
le parole d'ordine del portale grillino diventano una cosa sempre
più seria. Se hanno fallito gli altri movimenti, quello pirata  nel-
la Germania della Merkel o l'altro olandese del Pym Fortyun, voi
grillini non potete permettervelo, perchè  più di mezza Europa  e
una parte d'America vi guarda, e magari crede in voi, vi potrebbe
prendere da modello, forse. - Evitare mass media, evitare la televi-
sione (ma inevitabilmente ne siete poi fagocitati, non ci si scappa)
dritti nella propria fede, cioè quella di Grillo: Ok, finora è anda-
ta bene, è stata la mossa vincente (come dice anche Umberto Eco),
MA adesso è solo l'ora di prendersi le responsabilità come politici
e non come extraparlamentari nel parlamento osservando dall'al-
to e giudicando solo il bene o il male fatto da altri giudicati non
appropriati in ogni caso.  Insomma la FEDE se c'è, in qualsiasi
valore che si contrapponga alla schifezza politico/economica che
si è andata sviluppando in questi anni, va provata sul campo con
libertà di coscienza e agendo in prima persona proponendo e ma-
gari votando con chi ha le stesse idee e stessi valori, e quindi ci
si deve per forza 'sporcare le mani' per dirla in gergo grezzo.
Dunque la politica è ancora, e peggio di prima, incartata su se
stessa  e l'unica vera novità è questo M5S di Grillo che comun-
que si dice antipolitico e potendo fare la differenza non vuole
farla. Un Parlamento bloccato e una mancanza indecente di un 
nuovo governo capace di tentare almeno di dare una direzione 
per una crisi che sembra senza fine.   E in contrasto, abbiamo
un nuovo Papa eletto in pochissimo tempo per, anche qui, un
diverso e rinnovato governo della Chiesa di Roma (pure cor-
rotta e in pieno disarmo dopo le dimissioni del Papa tedesco
Ratzinger). - E che Papa, questo Papa Francesco! Un gesuita,
è la prima volta, un latino-americano, argentino,   è la prima
volta, e soprattutto un umile pastore che non gradisce l'osten-
tazione e dunque l'apparato, dunque la ricchezza. E' un Papa
che potrà non solo rinnovare le gerarchie, ma anche - e lo sta
già facendo, almeno con il suo comportamento - riportare la
Chiesa alla sua origine di modesta e semplice Casa di Gesù.
E lo dimostra nei gesti , nelle parole, nel modo di vestire -
cioè tutto nella massima semplicità, come faceva ed agiva
quando era vescovo di Buenos Aires.
Magari la politica prendesse da qualche parte piccoli
esempi da questo Papa Francesco! Sarebbe già tanto.
Ma il governo in Vaticano s'è fatto in quattro e quattr'otto:
è stata subito inividuata la persona più adatta. Invece nel-
l'Italia della crisi, il governo giusto con la persona adatta
addavenì...

Lucianone

mercoledì 13 marzo 2013

Ultime notizie - Dall'Italia e dal Mondo / Latest news

13 marzo '13 - mercoledì       13th March / Wednesday

 ROMA /  CONCLAVE

Fumata bianca alle 19.06: c'è il nuovo Papa
Fedeli in delirio in Piazza San Pietro

La scelta alla quinta votazione nella seconda giornata

C'è il Papa. La fumata bianca che ha annunciato al mondo l'elezione del nuovo Pontefice è arrivata alla quinta votazione, nella seconda giornata del Conclave. Il comignolo della Cappella Sistina ha iniziato a fumare alle 19.06, la piazza San Pietro gremita di fedeli sin dalla mattinata è esplosa in un boato: «Viva il Papa! Viva il Papa!». Striscioni, canti e danze. Le campane suonano a festa, la folla è in delirio.



Fumata bianca: eletto il nuovo Papa
Folla in festa a San Pietro

|Foto e video

Fra poco si saprà il nome e  la nazionalità
del nuovo Papa

L'ARGENTINO BERGOGLIO NUOVO PAPA 

Francesco, il primo latino-americano annuncio - l'arrivo 
"Vengo quasi dalla fine del mondo, pregate per me" 


INDIA
Marò, l'ira del premier indiano: "Ci saranno
conseguenze per l'Italia"
 La protesta del governo di Nuova Delhi dopo la decisione di non far rientrare Latorre e Girone: "Devono mantenere fede alla loro parola". La pressione dell'opposizione e il rischio di espulsione dell'ambasciatore italiano

Stati Uniti
Nuova strage in Usa, quattro morti / Sparatoria
nella contea di New York
Le prime due vittime in un autolavaggio, le altre due in un vicino negozio di barbiere. Ci sono altri feriti. L'aggressore si è dato alla fuga ma sarebbe asserragliato in una scuola abbandonata

Lucianone
 

martedì 12 marzo 2013

Politica /società - Italia dopo il voto / Grillo, M5S e Pd visti da Umberto Eco

12 marzo '13 - martedì      12th March / Tuesday                   visioni post -  14

Grillo ha successo perchè non va in tv / 
L'aristocrazia dei blog ora non basta /
Quando la sinistra si dice vincente gli
italiani votano a destra
Tutto questo e altro ancora dice il professor Umberto Eco in
un'intervista al quotidiano 'la Repubblica', parlando della
sitiuazione politica aggrovigliata che si è creata dopo il voto
del 25/26 febbraio.

(da la Repubblica - 06/03/2013  -  Intervista di Stefano Bartezzaghi)

S.B. - Sono passati pochi anni, professor Umberto Eco, da quando ha detto che a
volte avanziamo, ma "a passo di gambero".   Parlava di 'populismo mediatico' e
di paradossi della civiltà tecnologica.  Con il successo elettorale del Movimento
5Stelle il gambero è ulteriormente arretrato?
U. Eco - "No, non è arretrato perchè siamo di fronte a un cambiamento epocale.
Arretrerebbe se Grillo insistesse a suggerire "faremo di quest'aula sorda e grigia
un bivacco per i nostri manipoli", perchè lo aveva già detto Mussolini. Ma se ho
delle esitazioni nei confronti di Grillo (che evidentemente si trova in un momen-
to di stallo perchè sta passando dalla protesta, in cui eccelle, alla gestione in po-
sitivo della sua rappresentanza parlamentare) ho invece una certa speranza nei
confronti dei grillini anche se, non per colpa mia, non so ancora chi siano e cosa
esattamente pensino sul come gestire la cosa pubblica.    Se non altro non hanno
ancora rubato.
S.B. -  Che cosa pensa della strategia che consente a Grillo di essere sempre in tv
senza mai andarci?
U. Eco - "Io una volta avevo detto 'la chiave del successo è  non apparire mai in
televisione'. Io non sono presente nè su Facebook nè su Twitter eppure vedo che
qualsiasi cosa scriva viene ripreso su vari siti, e non posso fare un intervento nel
più remoto seminario universitario che subito vado su You Tube.  Dunque com-
plimenti a Grillo che ha capito questo principio fondamentale: la comunicazione
non è più diretta ma va come una palla di biliardo, ovvero si parla a nuora perchè
suocera intenda (o viceversa)".
S.B. - L'insufficiente vittoria di Bersani è dovuta soprattutto a errori di comunica-
zione?
U. Eco - "Credo di sì e proprio nella Bustina di Minerva per il prossimo numero
dell'Espresso dirò in sintesi che, quando Occhetto aveva annunciato di aver mes-
so in piedi una gioiosa macchina da guerra , è iniziata l'epoca berlusconiana. E
nel corso della scorsa campagna elettorale  Bersani asseriva che avrebbe vinto e 
governato.   Tutti abbiamo pensato  che Bersani conducesse  una campagna  da
gran signore, senza svaccare come i suoi avversari  (ed era vero), ma non abbia-
mo tenuto conto che ogni volta che la sinistra si presenta come sicuramente vin-
cente, perde.  In un talk show paolo Mieli aveva detto che da almeno sessant'an-
ni in Italia il 50 per cento dei votanti non vuole un governo di sinistra o di cene-
trosinistra. Non chiediamoci ora perchè, è un fatto che per evitare un governo di
sinistra (anche se l'aumento delle tasse è stato finora fatto solo da governi di cen-
trodestra) una consistente porzione di elettori  si è rivolta  per 50 anni alla DC e
per venti al belusconismo. Forse la proposta alternativa poteva essere Monti ma
(e anche questo è un fatto) non ha funzionato.  Dunque la destra vince quando
la sinistra convince l'elettorato moderato che sarà essa a salire al potere.
Ne concludo che una dose di vittimismo è indispensabile per non galvanizzare
gli avversari. Ovvero, per vincere devi seguire il principio (attuato da Berlusco-
ni) del "chiagne e fotti". Senza arrivare a tanto il Pd poteva seguire il principio
del "keep a low profile", tieni sempre un 'profilo basso'".
S.B. - Tutti i partiti già esistenti hanno perso terreno.
U. Eco - "Credo che i partiti siano restii ad accettare il cambiamneto epocalr, e
quindi danno ragione a Grillo quando usa l'appello (certamente populistico) del
tutti a casa. Naturalmente non si ha democrazia quando dicendo che tutti i poli-
tici sono dei mascalzoni, ma che molti abbiano votato secondo questa persuasio-
ne, ecco un altro fatto, e coi fatti non si discute. Anche gli tsunami e le alluvioni
sono un fatto, mentre chi fa le processioni per far piovere di solito rischia la sic-
cità".
S.B. - Sembra che Internet ormai possa giocare un ruolo preminente nella vita
politica italiana, ma l'Italia è ancora molto arretrata nell'alfabetizzazione in-
formatica e telematica.
U. Eco - "Questo è un problema capitale. Mi sono ricordato di alcune pagine del
Contratto Sociale di Rousseau, che avevo studiato quando avevo dato con Norber-
to Bobbio l'esame di filosofia del diritto. Ora Rousseau distingue, in parole povere,
tra il Sovrano (che non è il re bensì rappresenta la volontà generale), il popolo che
lo incarna e il governo che mette in opera le leggi volute dal popolo. Ma sa benissi-
mo che, se l'ideale della democrazia  è  l'agorà greca, dove tutto il popolo, e cioè la
totalità degli individui, partecipa alla cosa pubblica senza mediazione, e vi debbo-
no essere "più cittadini magistrati che cittadini semplici privati", il principio vale
per gli stati piccoli  ma non può valere  per gli stati troppo grandi   "perchè non è 
pensabile che il popolo rimanga in perpetua assemblea per disimpegnare i pubbli-
ci affari". Rousseau è molto scettico circa le assemblee rappresentative (e dunque
i parlamenti) e pertanto ritiene che "più ingrandisce lo Stato e più il governo do-
vrebbe restringersi  in modo  che il numero  dei governanti  diminuisca  con l'au-
mento della popolazione". Sono idee sue che non discuteremo.
S. B. - Rousseau confuta Grillo o grillo confuta Rousseau?
U. Eco - "Il grillismo parlamentare è una contraddizione, di qui gli imbarazzi di
Grillo, perchè la sua idea era quella di un grillismo informatico.   Cioè, se è im-
possibile riunire a legiferare i cittadini su una piazza, si crea la piazza informati-
ca e mediante Internet in cui tutti parlano con tutti si ricrea l'agorà ateniese, per
cui il Sovrano è "on line". MA l'idea non tiene conto del fatto che gli utenti del
Web non sono tutti i cittadini (e per lungo tempo non lo saranno) per cui le deci-
sioni non vengono prese dal popolo sovrano ma da un'aristocrazia di blogghisti.
Pertanto non avremo mai il popolo in perpetua assemblea. Questo è l'impasse del
grillismo che deve scegliere tra democrazia parlamentare (che esiste, e che lui ha
accettato partecipando alle elezioni) e agorà, che non esiste più o non ancora.
Una democrazia informatica è parsa esistere nella cosiddetta primavera araba,
e ora vediamo chi poi ne ha approfittato".
S.B. - Una rilevante quantità di intervistati ha mentito, come sempre: ma questa
volta hanno favorito in segreto un movimento che predica la trasparenza. Sono i
paradossi della "sondocrazia"?
U. Eco - "C'è la barzelletta di quel bambino a cui chiedevano sempre se era un
bambino e lui rispondeva una bambina, piombando nello sconforto i suoi geni-
tori. che evidentemente erano all'antica. Poi quando da adolescente ha comin-
ciato ad andare a ragazze, i genitori gli hanno chiesto perchè allora  diceva di
essere una bambina. E lui ha risposto: 'quando mi fanno domande stupide io
sempre risposte stupide'. Ecco, se qualcuno viene a chiedermi per telefono per
chi voterò (o anche che cosa penso del tal prodotto) mi sento autorizzato a rac-
contargli una qualsiasi panzana".
S. B. - Anche in politica, come in letteratura e nella comunicazione massmediale,
sembra che il pathos oramai  predomini sul logos. E' altrimenti difficile spiegare
certi flussi che hanno portato per esempio sostenitori di Renzi a votare per Gril-
lo. E' l'entertainment, o il 'politainment', che batte la politica? la politica è diven-
tata anch'essa  soggetta  alla legge consumistica  per cui tutto ciò che è nuovo è
più attraente?"
U. Eco - "In tempi in cui il vecchio non suscita più passioni anche il nuovo può
diventare attraente.Ma il problema è che Nixon è stato battuto da Kennedy per-
chè si è mostrato in TV con la barba malfatta.   Nixon doveva ispirare sfiducia
per ben altre ragioni, ma ha perso a causa del suo barbiere. Il Sovrano di Rous-
seau non sempre  ragiona  con la testa  ma  (a essere indulgenti) col cuore, e  il
cuore può fare brutti scherzi, come prova il numero di divorziati e il prurito del
settimo anno".
S. B. - I "tecnici" in politica non hanno avuto più successo degli intellettuali
éngagés di una volta. E' una sconfitta della cultura e della competenza, pro-
prio tempi che si vorrebbero meritocratici?"
U. Eco - "Ma se hanno ammazzato Socrate, perchè fa domande del genere? 
E francamente, perchè e per chi facciamo questa intervista? Ma in fondo
siamo ancora gramsciani: pessimismo della ragione e ottimismo della vo-
lontà".


Lucianone

Continua...to be continued...