sabato 2 febbraio 2013

Società - Mondo / Londra - L'algoritmo che prevede i reati

2 febbraio '13 - sabato      2nd February / Saturday                 visioni post - 6

La nuova arma della polizia:
l'algoritmo che prevede i reati, dal grande schermo
alla realtà con un certo calo dei crimini in Inghilterra e negli Usa.

(da 'la Repubblica' - 07/01/2013 - Enrico Franceschini)
Londra -
Ora il "precrimine", come veniva chiamato nella pellicola del film
"Minority Report"  (di Spielberg con protagonista Tom Cruise),
trova un'applicazione reale: in America prima, in Europa poi,
a cominciare dall'Inghilterra, che fa spesso da ponte delle novità.
e dei trend fra i due continenti. Grazie a una formula matematica
collegata a un computer pieno di dati, i poliziotti del 2013 posso-
no ottenere un calo del crimine del 30 per cento senza compiere
nemmeno un arresto: basta che si facciano vedere sul luogo del
delitto, un pò prima  che avvenga  il delitto, e la prevenzione  è
fatta. - C'è (però) una differenza sostanziale  con il film diretto
da Spielberg nel 2002.    In "Minority Report", il sistema "pre-
crimine" era il risultato  delle premonizioni   di tre individui do-
tati di poteri extrasensoriali e permetteva di scoprire non solo
"dove"  sarebbe stato  commesso  un   reato, ma  pure  "chi" 
lo avrebbe commesso.
"PredPol", abbreviazione di 'predictive policing' (polizia pre-
ventiva), funziona con algoritmi computerizzati  e  si limita a
indicare l'area dove si prevede che qualcuno violerà la legge.
Statistiche alla mano, tuttavia, i risultati  sono  ugiualmente
straordinari: una netta diminuzione del crimine. Che, in tem-
pi di tagli al bilancio dello stato e quindi di riduzione di forze
e strutture anche per la polizia, equivalgono  a  un miracolo:
ossia come fare di più e di meglio con meno.

Tutto è cominciato con un docente di antropologia dell'Università
di California a Los Angeles (meglio nota con il suo acronimo Ucla),
il professor Jeff Brantigham, che sette anni fa, con l'aiuto di un cri- 
minologo  e  di un matematico, ha messo apunto un metodo "scien--
tifico" per predire i meccanismi che conducono a un crimine.
"Avevamo intenzione di fare una ricerca puramente accademica",
racconta lo studioso, "ma strada facendo ci siamo resi conto che
poteva avere delle applicazioni concrete". - Il primo esperimento
ha avuto per teatro la città californiana di Santa Cruz.    Qualche
esempio: due poliziotti  si appostano  nel parcheggio di un super-
mercatone poco dopo  arrestano una donna  che si apprestava a
rubare un'auto. E ancora: un agente in borghese  si nasconde in
una strada apparentemente tranquilla, ma nel giro di qualche mi-
nuto arresta due uomini in flagrante delitto che stavano per com-
piere un furto. Il bello del sistema è che per decretarne il succes-
so non serve nemmeno la flagranza o l'arresto: spostando i pro-
pri agenti  nelle aree  dove vengono previsti i reati, la polizia fa
automaticamente opera di prevenzione.    Il crimine cala, e non
c'è neanche bisogno di portare i criminali in tribunale o in prigio-
ne, con tutte le spese  che ne risultano  per lo stato: ladri ed as-
sassini restano a casa propria, con le mani in mano, sentendosi
per così dire scoperti in partenza.
Naturalmente non è un metodo infallibile: qualche volta l'algo-
ritmo sbaglia. Ma a Los Angeles "PredPol" ha già fatto scen-
dere le aggressioni del 33 per cento e i crimini violenti del 21,
a Santa Cruz  i furti sono calati  del 19 per cento, e  in  questi
giorni il rivoluzionario sistema è arrivato  nella contea inglese
del Kent, da dove se avrà successo si diffonderà nel resto del-
la Gran Bretagna e forse in tutta Europa. "Abbiamo richieste
da 200 nazioni", dice il professor Brantigham.

In sintesi
LA SCHEDA
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Sport - calcio / Serie B - 24^ giornata 2012/13

2 febbario 2013 - sabato        2nd February / Saturday

Sassuolo-Empoli 1-1. Il Livorno si porta a -1

24ª giornata: gli emiliani vanno in vantaggio con un rigore contestato di Terranova, poi Regini trova il pari. Annullato anche un gol a Tavano. La squadra di Nicola vince in casa con le reti di Paulinho e Siligardi e accorcia sulla capolista.

Luca Siligardi, autore del 2-0 del Livorno sulla Pro Vercelli. LaPresse
Luca Siligardi, autore del 2-0 del Livorno sulla Pro Vercelli. (LaPresse)


Nella 24ª giornata di Serie B il Sassuolo pareggia 1-1 con l'Empoli su un terreno inguardabile, mentre il Livorno si fa sempre più vicino (ora è a -1) grazie al 2-0 sulla Pro Vercelli. La squadra di Di Francesco passa con un rigore contestato, poi si fa riprendere da Regini. L'Empoli protesta anche per un gol annullato a Tavano. Non va oltre l'1-1 il Verona con la Reggina nell'anticipo del venerdì. Il programma della giornata si conclude lunedì alle 20.45 con Ascoli-Lanciano.
Livorno - Pro Vercelli 2-0 — Al Livorno basta una seconda parte di ripresa strepitosa, ricca di concretezza e brillanti giocate, per tornare al successo e consolidare la seconda piazza in classifica. Gli amaranto, a bersaglio al 26' ed al 38' della seconda frazione, si portano ad una sola lunghezza di ritardo dalla capolista Sassuolo; quattro i punti di margine sull'Hellas Verona, attuale terza forza del torneo. I labronici, che allungano la striscia di risultati utili consecutivi (nove vittorie e cinque pareggi nelle ultime quattordici partite), prima di sbloccare la situazione, hanno sofferto non poco al cospetto di una Pro Vercelli accorta ed organizzata. Per i bianchi piemontesi si tratta della sesta sconfitta esterna consecutiva. Ma, grazie al massiccio innesto di nuovi giocatori, giunti nel corso del mercato invernale, la squadra di Braghin ha ancora i mezzi per risollevarsi e lottare per la salvezza. I padroni di casa si sono affidati al 3-4-3, gli ospiti al 4-4-2. Primo tempo all'insegna dell'equilibrio. Al 10' Dionisi si allunga troppo il pallone in contropiede e Valentini può anticiparlo in uscita. Al 31' Schiattarella, sugli sviluppi di un corner, manda sopra la traversa. Al 37' nitida doppia occasione per gli ospiti: dapprima dalla grande distanza ci prova con un tiro secco ed insidioso Grossi, Fiorillo respinge, sulla ribattuta arriva Eusepi che, da posizione angolata sulla destra, spedisce (non di molto) a lato il suo diagonale. Giusto lo zero a zero all'intervallo. Nella ripresa il Livorno cresce. All'8' Dionisi chiama ad un non facile intervento Valentini, che poi di piede, per anticipare Paulinho, manda via il pallone. Lo stesso Paulinho, pochi secondi più tardi, va vicino alla rete con una morbida conclusione dal limite di un soffio a lato. Contropiede pericosissimo della Pro Vercelli (22'). Ragatzu serve Cristiano che da posizione favorevole spara in rete: favolosa la risposta di Fiorillo che respinge e salva. Gli amaranto spingono e costringono alla difensiva i bianchi. Al 26' Paulinho, con uno stacco imperioso, incorna su traversone dalla destra di Bernardini. Un colpo di testa potente e preciso, che si insacca alle spalle dell'incolpevole Valentini. Il Livorno mette al sicuro il preziosissimo successo al 38'. Merito di Siligardi che parte dalla trequarti campo, si porta palla al piede al limite e con il suo destro fa partire una conclusione imparabile sul secondo palo. Per l'attaccante cresciuto nell'Inter è la quattordicesima rete stagionale. Il 2-0 finale - punteggio forse severo per una Pro Vercelli a lungo in partita - proietta sempre più in alto i toscani. (da Lagazzettadellosport.it  - Fabio Giorgi)
Sassuolo - Empoli 1-1 — Reduci entrambe da una sconfitta nella prima del 2013, Sassuolo ed Empoli si dividono la posta, mantenendo i primi il vantaggio sul Verona, rimanendo in zona playoff i secondi. Il senso della gara, a volerlo cercare, è tutto qua, anche perché il campo ai limiti della praticabilità toglie qualità a squadre che pure ne avrebbero, ma le vedono naufragare nelle pozze che inzuppano il prato. Quelle dell’Empoli si vedono solo a sprazzi – al 16’, quando la bandierina del guardalinee ferma Tavano, e al 29’, quando Maccarone spreca da buona posizione – e altrettanto a sprazzi si vedono quelle del Sassuolo, che graffia ma non punge con Missiroli e Catellani, e paga l’assenza di una punta centrale di peso. Masucci, stretto tra i centrali avversari, cerca senza trovarla la deviazione aerea in due occasioni, ma gli imbarazzi della capolista sono gli stessi già visti a Crotone, opposti e speculari a quelli degli ospiti che cadono poco oltre la metà ripresa, quando Laurini strattona Magnanelli in area inducendo Mariani a fischiare il rigore che Terranova trasforma. Non basta, tuttavia, a tenere avanti il Sassuolo: al 33’ della ripresa un corner di Signorelli innesca Regini che fa 1-1 chiudendo, di fatto, la gara. Che sussulta nel finale, complici due colpi di testa di Bianchi, che tuttavia non trovano il bersaglio. (Stefano Fogliani)

Risultati delle partite di Serie B  -  24^ giornata
Reggina  -  Verona             1  -  1
Brescia  -  Spezia               0  -  0
Cittadella  -  Crotone            2  -  2
Grosseto  -  Padova            1  -  1
Livorno  -  Pro Vercelli         2  -  0
Novara  -  Cesena               0  -  1
Sassuolo  -  Empoli            1  -  1
Ternana  -  Bari                   0  -  0
Varese  -  Modena              2  -  0
Vicenza  -  Juve Stabia       1  -  2
Ascoli  -  Lanciano              lun 04/02/'13    ore 20.45
CLASSIFICA
Sassuolo  52  /  Livorno  51  /  Verona  47  /  Varese  39  /  Juve Stabia, Empoli  34
Brescia  33  /  Modena, Padova  32  /  Ascoli, Cittadella  31  /  Spezia, Ternana  29
Cesena  27  /  Crotone  26  /  Bari, Novara, Reggina, Lanciano  25  /  Vicenza  19
Pro Vercelli  16  /  Grosseto  15



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giovedì 31 gennaio 2013

Arte - L'impressionista De Nittis: mostra a Padova

31 gennaio '13 - giovedì       31st January / Thursday                  visioni post - 18

Dopo la mostra di Verona  ("Da Botticelli a Matisse - Figure e volti")
che rimarrà aperta al pubblico fino alla fine di febbraio e poi per tutto
marzo, un'altra importante mostra di dipinti non meno notevoli  si tie-
ne sempre in terra veneta, e nello specifico a Padova. Al riguardo ho
pescato una descrizione piuttosto completa sia dell'artista (De Nittis)
che dell'ambiente in cui egli operò con successo e dei quadri dipinti
con ingegno italico ma con influenze nettamente francesi. L'articolo
da cui sono tratte le descrizioni è di Armando Besio - in Le Mostre di
Repubblica.
(Lucianone)

Al Palazzo Zabarella 
di Padova     la mostra dedicata a Giuseppe De Nittis,
l'artista che trovò il successo a Parigi, dove morì a soli 38 anni
Dal 19 gennaio al 26 maggio

(da 'la Repubblica' - 18/01/2013 - di Armando Besio)
Padova celebra l'impressionista
venuto dall'Italia
Il  "pittore delle parigine", il ritrattista  charmant   preferito  delle
signore chic, il più corteggiato degli Italiens de Paris... è un giovane
talento autodidatta e incompreso in fuga dalle polverose strade pu-
gliesi abbagliate dal sole ai boulevard lungo la Senna.
Giuseppe, per l'anagrafe, Peppino per tutti gli altri, De Nittis nasce
a Barletta nel 1846.      A tre anni perde la mamma, morta di dolore
quando il marito finisce in prigione. A dieci perde anche il papà, un
proprietario terriero caduto in disgrazia perchè antiborbonico. A 14
anni trasloca coi fratelli a Napoli dove, a dispetto dei nonni, che te-
mono la deriva bohémienne del nipote, si iscrive all'Istituto d'arte.
Ma le estenuanti sedute in aula a copiare statue antiche lo annoiano.
Espulso per indisciplina, a 16 anni va a dipingere dove e come gli pia-
ce: all'aria aperta , tra Resina e Portici, e la natia Puglia.
"Volevo fare il pittore. Abbandonai la scuola e divenni maestro di me
stesso". Finchè si sente pronto per il grande salto.  E via Firenze, do-
ve frequenta  i Macchiaioli  al Caffè Michelangelo, sbarca  a Parigi.
"E'  un giovanotto piccolo, tarchiatello, barba e capelli neri, vestito
elegantemente  e ricco di tutta l'espansiva burbanza di un meridiona-
le di vent'anni che non dubitava di nulla", lo ricorda il critico Diego
Martelli.
Il coraggio e la fiducia in se stesso vengono premiati. Appena arrivato
a Parigi, conosce e seduce quattro persone che gli spalamcheranno le
porte del successo:  Meissonier, il divo  dei  pittori accademici, che lo
introduce al Salon, dove debutta nel 1869; Goupil, il potente mercante,
che gli offre un contratto; Degas, che nel 1874 lo inviterà a partecipare
alla prima mostra dehli Impressionisti, nello studio del fotografo Nadar;
e Léontine , la bella parigina  che  diventerà  sua "compagna, modella,
moglie" nonchè accorta stratega della sua scalata sociale. "Elle avait
bien aimé son marì, mais en avait fait son affaire", dirà di lei Degas.
I sabati sera dai De Nittis in Rue Viéte  saranno uno degli appuntamen-
ti più attesi dalla élite artistica e intellettuale parigina. Titine intrattiene 
gli ospiti: Zola, Manet, Degas, Dumas figlio, Dorè, Maupassant, la prin-
recipessa Matilde Bonaparte. Mentre Peppino in cucina prepara le "la-
sagne alla barlettana". La premiére medaille e la Legion d'honneur al-
l'Expo del 1878 consacreranno la sua fama artistica e mondana.

'Autoritratto' dell'artista  (Pinacoteca De Nittis)



La mostra "De Nitti", curata da Emanue4la Angiuli e Fernando Mazzocca,
allinea 120 dipinti prestati da importanti musei e collezionisti, specchio della
vitalità di un artista  a volte anche troppo  compiaciuto  del suo virtuosismo,
altre felicemente  baciato  dalla più libera e genuina ispirazione poetica, co-
munque sempre capace di stupire. Il percorso, ordinato in senso cronologico,
si apre con le prime, già toccanti, luminose prove di paesaggi giovanili.
Un Bosco di Portici, Una stradina napoletana, una passaggiata Lungo l'Ofanto.
"L'atmosfera io la conosco bene, l'ho dipinta tante volte, conosco tutti i colori,
tutti i segreti dell'aria e del cielo nella loro intima natura".



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Sport - calcio / Coppa Italia e Balotelli

31 gennaio '13 - giovedì      31st January / Thursday                       visioni post  -  5

Coppa Italia / ritorno semifinali:  Juventus eliminata
                                                               passa la Lazio
Lazio  -  Juventus    2  -  1

Roma -
Juve  K. O. al '93, a risolvere l'incontro è Floccari - Il 26 maggio
la sfida finale con Roma o Inter - Recupero batticuore: la Juve
non riesce ad approfittare sotto porta, ma grandi parate e sal-
vataggio finale di Marchetti, il portierone della Lazio.



Mario Balotelli, alle visite mediche, è ufficialmente
giocatore del Milan - Scene da delirio collettivo dopo
il suo arrivo a Busto Arsizio (dove i tifosi avevano
lnaciato insulti razzisti a Boateng) e al ristorante.
Berlusconi dice che non è stata una mossa elettorale,
ma pochi giorni fà aveva definito Mario "una mela marcia".
Probabilmente in ballo c'è molto più di una partita.

Voti e marketing, aspettando i gol:
L' AFFARE BALOTELLI

(da la Repubblica  -  31/01/2013 - Enrico Currò)
Tra le innumerevoli scene madri  dello sbarco in Italia  del figliol prodigo
Balotelli (avvenuto ieri pomeriggio con una copertura mediatica e in mez-
zo a un isterismo collettivo degni di una popstar) la più simbolica ha avuto
per teatro Busto Arsizio, dove nemmeno un mese fa, allo stadio, andò in
scena la celebre ribellione del Milan agli insulti razzisti a Boateng.
Stavolta nell'ospedale della città è arrivato da neomilanista, per le visite
mediche, il calciatore simbolo dell'Italia multietnica e una piccola folla a-
dorante lo ha circondato. soffocato, idolatrato, fino a impedirgli di scen-
dere dall'auto del club, per entrare nel luogo meno adatto ai cori da curva.
"Questo è un ospedale", ha dovuto alla fine urlare un poliziotto, prima che
i tifosi sconfinassero nell'attiguo reparto di rianimazione. L'episodio, arric-
chito dalla consegna  del  simulacro  televisivo   per  definizione, il Tapiro  
d'oro di 'Striscia la notizia", rende l'idea del prevalente aspetto nazional-
popolare dell'operazione di mercato, che un ex delfino di Berlusconi come
l'ex sindaco di Milano Albertini ha così lapidariamente bollato: "Panem et 
circenses".  -  Ma Berlusconi, al Tg3. ha perfino  negato  di avere definito
"mela marcia" il costoso acquisto. E poi approfondisce: "Non è così. Non
è un investimento da campagna elettorale, lo ha voluto la parte tecnica del-
la società. Io ho pensato solo una cosa: lui ha segnato 2 gol alla Germania
e ha fatto piangere i tedeschi, mentre l'altro  Mario (Monti)  ha segnato 2
gol anche lui, l'Imu e il redditometro, e ha fatto piangere tutti gli Italiani".
La battuta, in verità, non ha persuaso nemmeno gli ambienti del Pdl. la cui
interpretazione è un'altra: anche Balotelli, che domani sarà presentato a
San Siro, può portare voti utili nella decisiva battaglia elettorale al Senato
in Lombardia,. dove chi vince può ottenere 27 senatori su 42.

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L' opinione del giovedì - Politici sempre più arrabbiati, ma la gente...?

31 gennaio '13 - giovedì       31st January / Wednesday                 visioni post  -  8

L' o p i n i o n e
di lucianone

Una campagna per le elezioni nazionali in Italia così bastarda
non l'avevo mai vista, ma probabilmente è il frutto della società
in cui ci troviamo a vivere. Probabilmente anche negli altri Pae-
si adesso  le campagne elettorali  non sono più  quelle di una
volta. Infatti non è che sia cambiata solo la società italiana, ma
anche le altre società europee (per non parlare di quella statuni-
tense) sono in profonda trasformazione negativa.
Solo che qui in Italia le elezioni politiche sono un vero gioco al
massacro: si fa la gara a sbranarsi, a colpire senza pietà l'avver-
sario, sempre metaforicamente s'intende, ma la verità è questa.
Voler fare il bene del Paese è solo voler fare il proprio bene per-
sonale, il guardare il proprio orto, le proprie capre, avere la so-
luzione migliore degli altri eccetera. E gli altri, purtroppo, sono
tanti, l'avevo detto nell'opinione del blog precedente e lo ripeto:
vi sono troppi partiti, partitini, movimenti e correnti e soprattut-
to sono tutti arrabbiati per che cosa e contro chi spesso non si
capisce bene.  -  La gente, il popolo hanno il vero diritto di ar-
rabbiarsi, incavolarsi, inc... eccetera. Altro che storie!  Qui il
nostro Paese è quasi alla frutta, ma quel che è peggio con una
parte sostanziosa di privilegiati e truffatori e una sempre più
grande maggioranza di licenziati, cassintegrati, disoccupati,
esodati e di un ceto sempre meno medio che va ad accodarsi alla parte pià povera della società. 
Ma tutto ciò sembra non riguardare ancora una volta i politici che pensano soltanto ad azzuffarsi per avere più voti dell'avversario, e il bene del Paese viene ricercato in mille modi diversi e contrastanti. Ma l'unica cosa che la gente "comune" capisce è l'ineguaglianza sociale, quella che era stata chiamata in una rara occasione 'iniquità' proprio dal governo Monti, e di cui non si è più sentito parlare da parte di nessun politico.

La nostra è diventata una società sempre più liquida.

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mercoledì 30 gennaio 2013

Riflessioni - In attesa del nulla / La nevrosi: questa conosciuta

30 gennaio '13 - mercoledì     30th January / Wednesday               visioni post - 18

RIFLESSIONI del

Lunedì
Con Godot in attesa del nulla
Che cosa dobbiamo attenderci da un paese che ogni mattina ci riserva uno scandalo, una malversazione, una ruberia, un tradimento? Ci fu un tempo in cui l'attesa si rivestiva di speranza. Che fosse quella messianica o, ben più prosaicamente quella legata alle nostre piccole aspettative, l'attesa era un'apertura sul futuro, un modo di pensare: domani andrà meglio di oggi.
Mai il mondo ci è apparso più minaccioso e offensivo come da quando è tramontata l'attesa.
Samuel Beckett incagliò l'attesa sul macigno della disillusione. Non lo
scetticismo - che resta pur sempre un'arma della ragione - ma appunto
l'atrofizzaziobne della speranza. Nel gennaio di 60 anni fa, in un teatro
parigino, veniva per la prima volta rappresentato Aspettando Godot.
Con la sua piéce - nella quale due tizi invano attendono un terzo che
non giungerà mai - Beckett coglieva uno dei tratti elementari dell'uomo:
l'irrinunciabile e disperata coazione all'attesa. -  Godot avrebbe potuto
essere Dio, il destino, la fortuna.  Beckett si rifiutò sempre di dargli un
volto. Disse: se sapevo chi fosse lo avrei scritto. Non era una dichiara-
zione di impotenza. Ma un modo per rivestire l'attesa con il nulla.
Lo stesso nulla che oggi inghiotte i nostri sogni.
(da la Repubblica  di lunedì 28 /01/2013  -  Antonio Gnoli)

Dal nulla alla nevrosi il passo è breve, ma forse oggi non
si chiama più nevrosi, ma ha altre denominazioni strane;
comunque sempre quella è, non cambia poi tanto.
Leggere, per comprenderlo, ciò che segue.
(L u c i a n o n e)

Riflessioni
Lunedì

Che fine ha fatto la nevrosi?
L'avevamo tanto odiata: così tanto che adesso ci manca. In fondo l'odiavamo perchè ci riconoscevamo in lei. La nevrosi: questa conosciuta.
La parola da Sigmund Freud a Woody Allen aveva fatto il giro del mondo e della cultura: da Vienna a New York e dalla psicoanalisi alla vita quotidiana. Da noi finì perfino nel canzoniere pop di Adriano Celentano: "La nevrosi è di moda /
chi non l'ha ripudiato sarà". E poi, come d'incanto, addio.
Il New York Times ci informa che per la verità è dal 1994 che è scomparsa da quella bibbia delle malattie mentali che è il Diagnostic and Statistical Manual. Ma non basta depennare per cancellare il sintomo. Che è ritornato sotto altri nomi complicatissimi. Disturbi come "disordine da panico" e "ansietà sociale". E soprattutto quel "disordine ossessivo-compulsivo" che ormai non diagnosticano solo ai bambini ma anche agli adulti. Capito perchè il fanciullino che è in noi si ribella?
Aridatece la nevrosi: almeno non ci faceva venire i nervi soltanto a pronunciarla.
(da la Repubblica di lunedì 02/04/2012 - Angelo Aquaro)

E la paura divenne 
una lunga linea d'ombra
"Un monde changé". Nel dare la notizia dell'attacco all'America,
con limpida e profetica visione, Libération avverte che tutto non sarà
più come prima. E tutto è davvero cambiato. Una linea d'ombra ha posto
un nuovo confine al nostro sentire. Le immagini (in queste pagine) non sono
il racconto della paura globale di fronte a un terrore portato a sistema ideologico;
non sono l'orgoglio esploso dopo le dichiarazioni di "giustizia infinita" pronunciate
il 19 settembre da Bush; e non sono neanche le cronache dell'assurda trappola dello
"scontro di civiltà". Queste fotografie racchiudono un sentimento pià profondo, più
insidioso e drammatico: l' i c e r t e z z a   del   f u t u r o.
di Gianluigi Colin
(Da  '11.9 Il giorno che ha cambiato il mondo - LE IMMAGINI' )
N.Y. - Twin Towers 
11 settembre 2001


Lucianone

domenica 27 gennaio 2013

Società - Italia / La giornata della memoria

27 gennaio '13 - domenica       27th January / Sunday                  visioni post  -  10

Per non dimenticare il giorno della memoria



 


Sport - calcio / Serie A - 22^ giornata 2012/13

27 gennaio '13 - domenica      27th January / Sunday

Risultati delle partite
Juventus  -  Genoa          1  -  1
Lazio  -  Chievo                 0  -  1
Bologna  -  Roma             3  -  3
Atalanta  -  Milan               0  -  1
Cagliari  -  Palermo          1  -  1
Catania  -  Fiorentina       2  -  1
Parma  -  Napoli                1  -  2
Sampdoria - Pescara      6  -  0
Udinese  -  Siena              1  -  0
Inter  -  Torino                   2  -  2

Classifica della serie A  /  22^ giornata
Juventus  49  /  Napoli  46  /  Lazio  43  /  Inter  40  /  Milan  37  /  Fiorentina  36
Catania  35  /  Roma  34  /  Udinese  33  /  Parma  31  /  Chievo  28  /  Torino  27
Sampdoria  24  /  Atalanta  23  /  Bologna  22  /  Cagliari  21  /  Pescara  20
Genoa  18  /  Palermo  17  /  Siena  14

Atalanta  -  Milan     0  -  1
Decide El Shaarawy
Rossoneri al quinto posto

Il Faraone segna nel primo tempo in una partita dura e complicata. Gervasoni protagonista, 10 gialli e 2 espulsi: Brivio e Colantuono. La squadra di Allegri sorpassa la Fiorentina: ora è quinta
Coppia vincente:  Stephan El Shaarawy e M'Baye Niang dopo il gol. Ansa
El Shaarawy e M'Baye Niang: coppia vincente dopo il gol

Parma  -  Napoli     1  -  2
Mazzarri sorride
Cavani e Hamsik avvicinano la Juve a -3

Grande vittoria degli azzurri, che raggiunti a 15' dalla fine da un autogol di Cannavaro dopo la rete di Hamsik, interrompono la striscia interna di Donadoni grazie al Matador
Marek Hamsik, 8 gol in campionato, esulta con Cavani. Ap
Marek Hamsik, 8 gol in totale, esulta con Cavani, autore del gol decisivo

Juventus-Genoa 1-1
L'ex Borriello frena la fuga, furia Conte
Un colpo di testa del centravanti vanifica il gol di Quagliarella in avvio di ripresa. Palo di Giovinco. Nel finale Genoa in 10 per l'infortunio a Floro Flores: un mani di Granqvist in area fa arrabbiare i bianconeri e soprattutto Conte.
L'abbraccio dei compagni a Marco Borriello dopo l'1-1. Ansa
L'abbraccio dei compagni a Marco Borriello dopo il gol del pareggio


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sabato 26 gennaio 2013

Sport - calcio / Serie B - 23^ giornata 2012/13

26 gennaio 2012 - sabato        26 th January / Saturday        visioni post - 14

Serie B:  Il Verona vola con Cacia
Pari Livorno, Varese k.o. con il Lanciano 

E il Sassuolo cade a Crotone (LEGGI IL SERVIZIO / GUARDA GLI HIGHLIGHTS)

23ª giornata: un gol dell'attaccante a 10' dalla fine lancia la squadra di Mandorlini (sempre squalificato). Toscani bloccati dal Padova. Colpaccio del Lanciano, alla terza vittoria di fila. Empoli battuto in casa dal Novara.  Juve Stabia - Brescia si giocherà lunedì (ore 20.45).

Dopo il k.o. del Sassuolo a Crotone, ecco la risposta del Verona: vince a La Spezia con un gran colpo di testa di Cacia a 10' dalla fine e approfitta anche del pari del Livorno per portarsi a -2 dalla seconda posizione (LA CLASSIFICA). Male il Varese, battuto in casa dal Lanciano di Gautieri, che trova la terza vittoria consecutiva.

Spezia-Verona 0-1 — Tra due torri che superano abbondantemente i 190 centimetri, come Goian e Romagnoli, il perfetto stacco ed il colpo di testa di Cacia, valgono la rete che decide la sfida tra Verona e Spezia. Finisce, così, con lo stesso risultato del 26 marzo del 1931, con il successo degli scaligeri. Il primo tempo di studio, una ripresa più vivace, con continui capovolgimenti di fronte e qualche contropiede da entrambe le parti. Nei liguri, in campo dall’inizio i tre nuovi acquisti (Guarna in porta, il difensore Romagnoli e il regista Musacci), i veneti ne presentano soltanto due (i centrocampisti Sgrigna e Agostini). Sulla panchina dello Spezia c’è l’esordio di Atzori (che ha sostituito mister Serena da una ventina di giorni) e il suo modulo 3-5-2, che adatta Mario Rui sulla destra (Piccini è squalificato e Madonna non è al top) con buoni risultati e Garofalo è sempre pronto a portare a 4 la difesa. Il Verona, con Mandorlini che siede per l’ultima volta in tribuna lasciando il posto al suo secondo Bordin (entrambi sono ex dello Spezia), inizia con il 4-2-3-1 con finalizzatore Cacia, per poi passare al suo ‘classico’ 4-3-3. Arriva dopo 13 minuti la prima conclusione verso la porta, quella degli ospiti: è di Di Gennaro, da una trentina di metri e finisce alle stelle. La replica, quattro minuti dopo è di Hallfredsson, con lo stesso esito. Poi, arriva la fiammata di Mario Rui che, dalla fascia destra, rientra e scaglia il suo sinistro ad incrociare che scheggia la parte alta della traversa con il gialloblù Rafael disteso in tuffo. Lo Spezia preme e al 21’, con un’azione corale partita da Musacci, proseguita sulla sinistra da Mario Rui e Di Gennaro, Sammarco arriva al tiro, ma chiude poco il suo destro e manda sul fondo dal limite dell’area piccola. Al 31’ si vede anche il Verona, con un contropiede partito da Sgrigna su cui Cacia, colpisce male da centro area e Guarna non interviene neanche. Al 36’ Cacia arriva di un soffio in ritardo all’appuntamento con la palla dopo la deviazione di testa di Gomez, su cross dalla sinistra di Sgrigna. Parte la ripresa e dopo 2’ il Verona pareggia il conto dei ‘legni’: Gomez libera Cacia, ma Goian gli toglie la palla da sotto i piedi all’altezza del dischetto del rigore, recupera Sgrigna, ma il suo destro si stampa sul palo interno alla destra di Guarna Al 18’ Cacia colpisce con il collo del piede e manda alto il bell’assist di Gomez dalla destra. Al 36’ arriva la rete vincente di Cacia (quattordicesima stagionale) sul perfetto traversone dalla destra dell’onnipresente Hallfredsson. (da Gazzettadello Sport.it  -  Marco Magi)
Daniele Cacia, gol pesantissimo a La Spezia. LaPresse
Daniele Cacia:  il suo è un gol pesantissimo contro La Spezia

Padova-Livorno 0-0 — Mastica amaro il Padova, che non riesce a piegare un Livorno praticamente nullo in avanti e salvato dalle parate di Fiorillo. Costante, nei novanta minuti, la pressione dei padroni di casa, non concretizzata nonostante la buona vena di Farìas. Prima dell’inizio c’è commozione nel ricordo di Piermario Morosini - che ha vestito le casacche di entrambe le squadre - celebrato in campo e sugli spalti. Poi, è partita vera sin da subito, con i biancoscudati a premere e a raccogliere quattro corner in una manciata di minuti. Sul secondo è pericoloso Trevisan di testa, ma sulla linea salva Gemiti. Il Padova viaggia quando gioca con la palla a terra, e attorno alla mezz’ora sfiora più volte il vantaggio. Jelenic al 30’ con una botta al volo trova i pugni di Fiorillo, miracoloso un paio di minuti dopo quando para d’istinto un tap in di Farìas su conclusione errata di Cutolo. Sul corner seguente, poi, Trevisan e Legati mancano di un niente la deviazione sotto porta. Ancora più clamorosa l’occasione successiva, con Fiorillo a distendersi su un tiro a botta sicura di Farìas. La risposta del Livorno è solo un tiro di Paulinho alle stelle (36’). La ripresa inizia a ritmi lenti, segnati solo da una buona percussione centrale di Trevisan salvata in corner (6’) e dall’ingresso di Siligardi che non porterà però pericolosità all’attacco amaranto. Si procede così a fiammate, tutte di marca biancoscudata. Spettacolare quella firmata Farias, al 21’: dribbling sullo stretto in area piccola e diagonale che esce di un niente. Dalla distanza ci provano poi Iori (25’) e Cutolo (27’), ma Fiorillo è sempre sicuro. Così come sulla botta di Babacar (40’) e sugli spioventi in area degli ultimi minuti, giusto per sigillare lo 0-0. (Carlo Della Mea)
Diego Farias, imbrigliato. LaPresse
Diego Farias:  imbrigliato bene dal Padova

Varese-Lanciano 1-2 — L’impresa nel derby lombardo di martedì sera con il Brescia è ormai uno sbiadito ricordo per il Varese che, dopo aver messo in fila cinque successi in casa, perde con il Lanciano. La squadra di Gautieri, trascinata dall’ottimo Falcinelli, incomincia il 2013 con una meritata vittoria che si aggiunge alle ultime due del 2012, raccolte con Novara e Padova. Mentre all’ex Castori resta l’amaro in bocca per una giornata negativa in cui la sua squadra non è stata nemmeno lontana parente di quella che, solo quattro giorni prima, aveva frastornato il Brescia, passando dall’1-2 al 3-2. Gli ospiti non si fanno impressionare dai timidi approcci dei biancorossi che ci provano al 4’ con una punizione da sinistra di Zecchin: il pallone sfugge dalle mani di Leali ma nessun giocatore di casa ne approfitta. È ancora Zecchin a far partire una nuova punizione che si spegne a lato. Il Varese non sa pungere mentre il Lanciano prende coraggio col passare del tempo: il calcio d’angolo di Mammarella respinto al 16’ da Bressan, con i pugni, è solo il preludio al momento d’oro della squadra di Gautieri che sale in cattedra alla mezz’ora. La prima vera palla gol capita a Piccolo, imbeccato dalla sinistra da Falcinelli: l’attaccante sciupa incredibilmente al 29’. Tre minuti più tardi, Rea rischia l’autorete e, poi, è Pucino a fare il miracolo, salvando sulla linea un sinistro di Piccolo, ancora sprecone (39’). Il gol è comunque nell’aria e arriva al 44’ quando Turchi fredda dal limite Bressan con un preciso tiro che colpisce il palo prima di finire in rete. Gli uomini di Castori accusano il colpo tant’è vero che nella ripresa è sempre il Lanciano a dettare legge, mettendo i brividi ai biancorossi almeno tre volte: con Piccolo (fuori all’8’ e al 23’) e con Volpe (19’). Per svegliare il Varese c’è bisogno di un errore degli ospiti: al 31’ Minotti spezza uno spunto di Neto Pereira con un retropassaggio che capita sui piedi di Ebagua, spietato nella conclusione. Il primo tiro in porta della partita regala così il pari ai biancorossi, che sperano in una nuova rimonta dopo quella di martedì con il Brescia. Ma il Lanciano ci crede: al 40’ ipoteca il successo con il rigore trasformato da Volpe, per un fallo ingenuo di Fiamozzi su Fofana, e al 49’ mette in cassaforte i tre punti con la parata di Leali che nega il gol al tiro della disperazione di Oduamadi. (Filippo Brusa)
Ebagua, gol inutile. LaPresse
Ebagua (Varese) esulta per il gol: ma è inutile


Il commento
di Lucianone